Di Giuseppe Ortolano
Nel cuore del Monferrato, patrimonio Unesco, la scoperta di Fubine e dei suoi Infernot permette di coniugare arte, storia e natura. Gli Infernot, antiche cantine scavate nella pietra arenaria sotto le case e le colline, raccontano l’arte della conservazione del vino e la vita rurale di un tempo. Luoghi misteriosi e suggestivi, che custodiscono ancora botti, tini e graffiti, simboli di una tradizione contadina e vinicola secolare.

Cosa vedere
Gli Infernot di Fubine sono tra i più spettacolari del territorio: con oltre 50 cantine sotterranee ufficialmente censite, il borgo detiene il primato per densità e varietà di queste gemme ipogee. In particolare, gli Infernot degli Angeli, recuperati sotto il palazzo comunale, sono visitabili tutto l’anno.
Ma Fubine offre molto di più: il suo centro antico con piazzette raccolte, antichi casolari, il maniero e scorci sulle colline delimitate da filari di vite e boschi.

Cosa fare
Visitare un Infernot non è solo scendere in una cantina: è riscoprire un’eredità contadina, respirare pietra fresca e muffa buona, osservare nicchie e architetture che un tempo custodivano il vino delle famiglie.
Dopo la visita, si può proseguire con passeggiate tra colline e vigne, assaggiare vini autoctoni, soggiornare in agriturismi o borghetti restaurati, o ancora seguire sentieri che attraversano boschi e prati. Il Monferrato regala lentezza, quiete e sapori genuini — un invito ideale per chi cerca un turismo slow attento alle radici.

Info: www.fubinemonferrato.com







