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Donne e Montagna: l’alta quota è rosa

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Per secoli i monti e le donne sono stati tra loro contrapposti in virtù di stereotipi e pregiudizi: il gentil sesso mai e poi mai avrebbe potuto avvicinarsi alle alte quote per presunti limiti fisici e mentali. Eppure donne e montagna in un certo senso si assomigliano: entrambe esigono una conquista, entrambe sono tanto belle e desiderate quanto spesso inaccessibili. Donne e montagna in realtà sanno dialogare, sanno instaurare una relazione fatta di forza e di rispetto in cui, oltre ai muscoli, serve soprattutto la testa. E le donne, per natura, sono capaci di soffrire, di sopportare, di lottare. Tantissime sono le protagoniste dell’alpinismo al femminile, a partire dal XVI secolo fino ai giorni nostri, con alpiniste del calibro di Gerlinde Kaltenbrunner, Nives Meroi, Edurne Pasaban e Oh Eun-Sun, tutte proiettate verso il traguardo dei quattordici 8.000.

IMG_7383 (foto Guide Monte Rosa)_
L’universo femminile e la montagna sono i protagonisti di “Montagne aux Livres”, l’edizione 2013 del festival della letteratura di montagna che avrà luogo in Valsavarenche dal 21 giugno al 14 luglio. Una serie d’incontri e dibattiti in compagnia di scrittori del calibro di Erri De Luca, “l’alpinista mediterraneo”, Nives Meroi, conquistatrice di ben 11 dei 14 “8.000” che non avrebbe nemmeno bisogno di presentazioni tanta è grande la sua fama nel mondo dell’alpinismo al femminile, e di Eloïse Barbieri, che racconterà alcune delle sue più emozionanti e intense esperienze di viaggio in solitaria.

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Si parte il 22 giugno con la prima ascensione alpinistica aperta a tutti, si prosegue con attività di arrampicata e di canyoning con le guide alpine della società “Guide del Gran Paradiso”, e con passeggiate alla scoperta dei beni culturali valdostani in collaborazione con la sezione valdostana del FAI.
La valle d’Aosta vuole poi rendere omaggio alle alpiniste di alto livello con “L’ascesa del Gran Paradiso tutta al femminile”: tra il 6 e l’8 agosto, 3 cordate, ciascuna composta da un’alpinista italiana e una russa, si dirigeranno congiuntamente verso la cima del Gran Paradiso, ma seguendo 3 vie diverse.

Natalia Priletskaya

Ogni via presenta caratteristiche particolari, che in buona parte rispecchiano la natura e l’indole delle altrettante alpiniste valdostane: l’instancabile viaggiatrice solitaria Eloise Barbieri seguirà la “via classica”, spinta da quella stessa voglia di conoscenza che, dal mondo della finanza, l’ha portata a ritrovare se stessa sui sentieri montani; l’esplorativa Roberta Vittorangeli, medico e guida alpina, esprimerà il suo approccio più scientifico e riflessivo percorrendo la via di media difficoltà; mentre l’avventurosa e atletica Anna Torretta, guida alpina e architetto, si cimenterà nella salita più tecnica.

Olga Gorodetskaya
Olga Gorodetskaya

Insieme alle tre valdostane ci saranno altrettante alpiniste russe: Svetlana Smaykina, per la quale l’alpinismo non è uno sport, ma uno stile di vita; Natalia Priletskaya che ha un profondo bisogno di montagna, paragonabile solo al bisogno di respirare; e infine Olga Gorodetskaya, che vive l’alpinismo come una salvezza dell’anima, come un qualcosa di straordinario che ha cambiato tutta la sua vita.

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