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DAL MARE CHIC AI BORGHI STREGATI

DALLA COSTA SUL MARE, CON ALASSIO, IMPERIA, SANREMO, DOVE NEGLI HOTEL A 5 ★ SOGGIORNANO I VIP NEL RICORDO DELLE STAR DEL FESTIVAL, ALL’ENTROTERRA CON BORGHI COME BUSSANA VECCHIA E TRIORA, DOVE VIVONO ARTISTI E… STREGHE

Provenendo dalla pianura padana e superate le ultime due gallerie per immettersi sull’autostrada dei fiori A10, questo lembo di Liguria che si slancia verso la Francia appare segnato dall’opera dell’uomo, che si rivela nei numerosi centri storici arroccati sui rilievi e nelle vaste estensioni di serre per colture floreali. Per il nostro itinerario, tra mare ed entroterra, conosceremo una parte della provincia di Imperia, e ci sorprenderà per la fonte inesauribile di sorprese paesaggistiche ambientali e storiche. Il paesaggio, generalmente montuoso, supera i 2000 metri col monte Saccarello, ha i fianchi solcati da torrenti impetuosi come l’Argentina, il Nervia o l’Impero, tutti con sorgenti che nascono dal baluardo naturale che protegge questa parte della Liguria dai venti freddi del nord. Con la nostra compagna di viaggio, la dinamica DS3 cabrio benzina, incontreremo una gran varietà di paesaggi dove mettere alla prova i 130 cv, comodamente seduti con tutti i comandi ben posizionati: sembra davvero nata per queste strade, belle, panoramiche, ma strette e piene di curve.

ALASSIO E IL SUO MURETTO

Quando usciamo dal castello di Albenga ci appare dall’alto l’unica vera ampia pianura del ponente: il suolo fertile e il clima ideale favoriscono coltivazioni specializzate, i cui prodotti (famosi i carciofi) hanno da sempre sostenuto l’economia locale. Seguiamo le indicazione per Alassio sfiorando il centro storico di Albenga, caratterizzato dalle due torri comunali e lo svettante campanile della cattedrale. Qualche chilometro e, dopo una galleria, poco più avanti, appare in tutta la sua bellezza l’arcuata baia di sabbia bianca di Alassio e Laigueglia chiusa in fondo dal promontorio di Capo Mele. Oltre la spiaggia tutto è densamente costruito con ville e giardini, e poco è rimasto dei centri storici con le strette vie sovrastate da archivolti, qui chiamati caruggi. A poca distanza, in mare a fare da sentinella l’isola di Gallinara, proprio di fronte ad Alassio.

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Furono gli inglesi a metà Ottocento a frequentarla assiduamente, e ancora oggi il mare rappresenta per Alassio, la risorsa più importante. Da non perdere una passeggiata nel centro storico, detto “budello” per via delle viuzze molto strette, oggi animato da svariati negozi, tra cui la pasticceria la Riviera, che fa ottimi “baci di Alassio”. Negli anni 50/60 Alassio era famosa capitale della vita mondana internazionale. I grandi nomi del cinema e della cultura si davano appuntamento al Caffè Roma, davanti al quale sfilavano auto da sogno di vecchi vip. Di fronte al bar, un anonimo muretto scolorito, che arginava un giardinetto, colpì l fantasia di Mario Berrino, proprietario del locale, e in occasione dell’incontro con Ernest Hemingway, abituale ospite, prese forma l’idea del Muretto di Alassio. Ogni tanto, da allora, Berrino pose una piastrella colorata e autografata da un vip. Oggi sul muretto, abbellito anche da una scultura bronzea, sono state apposte circa 1000 piastrelle firmate da Christian Barnard, Gino Bartali, Walter Chiari, Salvatore Quasimodo, Jean Cocteau, Piero Chiara e tanti altri.

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Passeggiate sul lungomare ha un fascino tutto particolare, e tutti possono goderselo, per sedersi a bere qualcosa è meglio spostarsi verso Laigueglia se si ha un budget contenuto. Dall’estremità del pontile, il colpo d’occhio sulla piazzetta di Laigueglia è un’immagine da cartolina con le case  color pastello dominate dalla chiesa, mente sulla spiaggia alcuni pescatori tirano a riva un gozzo appesantito del pescato. E’ un piacere passeggiare per le viuzze di Laigueglia con tante piccole botteghe artigiane e qualche forno per comprare la focaccia croccante. Riprendiamo l’Aurelia e superiamo il promontorio di Capo Mele sormontato da un faro, la strada molto larga e panoramica  permette di guidare in modo rilassato, scendiamo e attraversiamo il piccolo borgo di Andora, con il suo porto pieno di barche e dopo qualche chilometro l’incantevole inquadratura su Cervo dominata dall’elegante “chiesa dei corallini” perchè le spese di costruzione furono pagate dai proventi della pesca del corallo, una volta molto florida. Una strada di due chilometri con qualche tornante porta agevolmente all’entrata del borgo alto, dove si può parcheggiare a pagamento. Le mura cingono le poche case e appena entrati nella piccola piazzetta dominata dal torrione, troviamo a destra il noto ristorante San Giorgio, ricca di centinaia di etichette, con una grande scelta di vini liguri.

Il capoluogo, Imperia, è oramai a pochi chilometri, s’intravede laggiù nella leggera foschia marina. Attraversiamo San Bartolomeo a mare e Diano Marina con a sua bella passeggiata ombreggiata da splendidi esemplari di palme e araucarie, e dopo essere saliti a Capo Berta profumato di resina dei pini, una ripida discesa ci porta a Imperia. La città, divisa in due parti dal torrente Impero, è il risultato della fusione di due comuni avvenuta nel 1923: Porto Maurizio e Oneglia. Il primo, votato per lo più alla pesca, è dotato di un attrezzato porto turistico, Oneglia invece è da sempre nota per l’industria alimentare (pasta e olio di oliva). Ogni due anni qui si tiene la manifestazione ” vele d’autore”, una kermesse coreografica di quattro giorni, di regate e barche d’epoca. Nella scorsa edizione a settembre 2014, oltre 70 imbarcazioni di lunghezza varia, compresa tra i 7 e gli 85 metri, si sono sfidati in queste acque ricche di storia.

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Altro dettaglio di non poco conto, qui a Porto Maurizio è nato il premio Nobel per la chimica Giulio Natta. La parte più antica della città è quella più in alto sul promontorio abbellita con la chiesa di San Maurizio, la più grande della Liguria, eretta nel 1781 dal Cantoni. Scendendo lungo vie decorate con bei palazzi nobiliari si arriva a Oneglia e tutte le strade portano alla piazza dedicata allo scrittore imperiese Edmondo De Amicis. Il lungomare ci regala splendide visioni di Imperia leggermente velata dagli spruzzi di mare mosso che polverizza le onde. Qui non dovete perdervi un pranzo al forno trattoria U Papa moto noto a Oneglia. Tra i vicoli, di fronte al mercato coperto, la trattoria offre piatti strettamente del territorio e la sera, peccato solo la sera, si può assaporare la farinata tipica ligure croccante e molto apprezzata. Esattamente 50 passi e ci si ritrova a calata Cuneo, animata da tanti locali e “sciamadde” trattorie tipiche. Il molo, dove alle tre di ogni pomeriggio i pescherecci scaricano cassette di acciughe e pesce azzurro, è dedicato a Giovnni Battista Cuneo, nato qui nel 1809, marinaio di professione, patriota. e’ sua la prima biografia di Giuseppe Gribaldi.