Di Raffaele d’Argenzio
Settembre, da sempre per me, è come se fosse l’inizio del nuovo anno. A settembre ho cambiato città, ho cambiato redazione, ho lanciato una nuova rivista, o una nuova rubrica…
Perché proprio a settembre? Forse perché avevo avuto le vacanze estive per pensare. Anche se un direttore, grande o piccolo che sia, non va mai in vacanza. Le rotelle, o rotelline, continuano sempre a girare… anche se non lo vuoi, loro girano sempre. E, spesso, le esperienze, gli incontri che fai in “vacanza”, ti servono da spunto, da stimolo per cambiare o fare qualcosa di nuovo.
Per esempio, questa estate, durante la mia “vacanza”, non ho resistito e, insieme ad alcuni preziosi collaboratori, ho organizzato la quarta edizione de IL PATIO DELLA POESIA, una rassegna letteraria, anzi, poetica, a cui anche io ho deciso indegnamente di partecipare.

Si accendono le luci, e io, dopo un bicchiere di Falanghina vulcanica, cito Socrate: “Conosci te stesso e diventa chi sei”, per dire che con la poesia faccio apparire un altro volto di me stesso: forse quello più vero, più mio. In una serata di fine agosto, con le albe di settembre ormai vicine, le poesie in concorso, componimenti anche di chi, da tempo, le teneva nel cassetto, come quella di Lucia, vengono lette da Adriana, fine lettrice, che le interpreta dando loro voce, rendendole quasi sue. Negli occhi di chi ascolta scorgo lo stupore di sentirsi diversi, sensibili, di aver capito che la poesia l’abbiamo tutti dentro, e basta davvero poco per farla vivere in noi. Ecco, settembre ci porta la consapevolezza che la poesia può servire, perché ci ha fatto stare tutti bene. Sì, quella sera abbiamo volato tutti verso qualcosa di buono, verso un settembre in cui la poesia può essere anche concretezza, per il bene comune.

Ecco settembre, quando anche il viaggio può diventare poesia, e può aiutare con azioni concrete, diventando un turismo diverso, etico, un ethic-travel. E poi la sorpresa: il premio POESIA DI VIAGGIO 2025 l’ho vinto proprio io con una piccola poesia su Napoli. Anche questa volta per me il nuovo anno è cominciato a settembre.
NAPOLI, IERI OGGI DOMANI E SEMPRE
Napoli che vive fra due vulcani,
che ha messo il sole in una pizza
e nella miseria la filosofia.
Napoli da cui partire per sognare
di poterci ritornare.
Napoli che ride davvero quando ride
e piange davvero quando piange,
che non ha ricchezze
eppure sa sorridere.
Napoli dove anche il dolore è vita,
dove la bontà è bellezza
e il buono diventa bello.
Napoli che non ha forti ali eppure vola
perché non è grattacieli e casseforti
ma è una canzone, un sentimento,
una mano tesa che qualcuno prende
ieri, oggi, domani e sempre.
Raffaele d’Argenzio








