di Raffaele d’Argenzio
Sto pensando che c’è chi pensa di poter usare il mondo come fosse un pallone con cui giocare, o lo vuol tagliare a fette, come fosse un melone da dividersi, e a chi non ci sta gli manda una banda di assassini mascherati.
“Perchè sulla fetta arraffata io posso fare ciò che voglio, e se mi stai antipatico e hai in mano un telefonino che non mi piace ti sparo dieci colpi in bocca e poi dico che era una pistola.”
Ma a Minneapolis qualcuno ha detto no, e poi sono diventanti in tanti a ritrovare dentro di sé coraggio, dignità e rispetto verso gli altri e verso se stessi. E tutta Minneapolis ha reagito contro il dittatore, il venditore, il piazzista, che si è fatto la sua banda personale, come erano le squadracce fasciste, la gestapo nazista e i Pasdaran iraniani.
Sono scesi in piazza a volto scoperto, con il sole della verità in faccia, non mascherati come quelli dell’ICE, che sono i veri delinquenti. Ecco, le nostre città in questo momento devono urlare SIAMO TUTTE MINNEAPOLIS, insieme a noi piccoli singoli che uniti siamo noi le nostre città, e non vogliamo rinunciare a quella dignità e a quel rispetto per tutti, per il più povero e per il più ricco, che si chiama democrazia. Il cui sogno è vivere senza confini e senza frontiere con rispetto e dignità per tutti.

E ricordiamoci le culle di quella democrazia, che ora ci vogliono togliere, furono proprio le città dell’antica Grecia, le POLIS. Sì dobbiamo urlarlo forte SIAMO TUTTI MINNEAPOLIS.


















