Milano per buongustai: aperture, novità, curiosità per milanesi e non

Milano per buongustai:  bistrò, ristoranti with view, terrazze e  déhors, menu degustazione, ricette inedite

 

 

Il ristorante Bu:r di Eugenio Boer: un ritorno e un nuovo inizio

Eugenio Boer, chef e patron del ristorante BU: R a Milano, avvia  una rinnovata cifra stilistica, una rivoluzione contemporanea che si evince dalle sue creazioni culinarie. Il nuovo menù, italiano, etico e creativo rappresenta il primo tassello di questa evoluzione, verso una leggerezza di concetto e di sostanza.

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Nelle preparazioni culinarie  un uso intelligente di ogni parte della materia prima: recupero di cibo e di pensieri reinterpretati che hanno portato all’elaborazione di un menù degustazione completamente italiano ed etico nelle scelte.

Il principio ispiratore dell’italianità ha condotto Eugenio verso la scelta di fornitori presenti nelle cascine e piccoli agricoltori sparsi lungo il territorio nazionale in un viaggio tra filiera, geografia ed ecosistema.

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La base di partenza della sua cucina è la  tradizione, unita a una creatività che rimane invariata. Come in “Una cima alla genovese ma non troppo”, una ricetta della tradizione culinaria genovese che viene reinterpretata visivamente come un roll giapponese, ma che utilizza solo prodotti italiani.

Una pietanza completamente nostrana, ma con un impiattamento di impronta orientale.

Alla riapertura il ristorante propone un menù degustazione, Il Risveglio, formula completa da nove portate, oppure due proposte da tre o quattro piatti per avvicinarsi gradatamente alla cucina di [bu:r].

In accompagnamento a gesti familiari come il carrello del pane in tre tempi: focaccia ligure di farine di grani antichi integrali, torta di rose tipica di Mantova ma salata, con ingredienti mediterranei e pagnotta, con burro italianissimo, di cascina Carena.

 

 

Milano per buongustai: Anima e Vertigo,  il nuovo progetto di Enrico Bartolini

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All’interno dell’hotel Milano Verticale | UNA Esperienze apre  il settimo ristorante fine dining dello chef che nel 2019 ha riportato nel capoluogo lombardo le tre stelle Michelin

Per identificare il suo nuovo progetto gastronomico, il settimo sul territorio nazionale e il secondo nel capoluogo meneghino, Enrico Bartolini ha scelto due nomi fortemente evocativi e ne ha affidato le cure allo chef Franco Aliberti. Anima, ristorante gourmet, e Vertigo, Osteria Contemporanea e Urban Garden Bar, si trovano al piano terreno del nuovissimo hotel 4* Superior Milano Verticale del Gruppo UNA, tra via De Cristoforis e via Rosales, nel moderno distretto Porta Nuova – Garibaldi – Corso Como.

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Anima e Vertigo declinano in due concept differenti la cucina contemporanea, etica e sostenibile di Aliberti, che Bartolini ha voluto nel suo team come resident chef per questa nuova avventura milanese.

Il Bar con Urban Garden è l’ideale per sorseggiare un aperitivo o un drink dopo cena (con dj set discreto e raffinato in sottofondo un paio di sere la settimana). A curare il food pairing sarà la cucina di Vertigo Osteria Contemporanea: si potrà scegliere fra grandi salumi nazionali e altri golosi sfizi, perfetti per accompagnare l’aperitivo (dalle ostriche al caviale, rigorosamente italiani, dai calamaretti fritti a pane burro e acciughe).

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Anima, il ristorante fine dining che, come in tutti i ristoranti di Bartolini, avrà dieci tavoli gourmet, propone una filosofia di sostenibilità, non solo degli ingredienti, ma anche della filiera. Stagionalità degli ortaggi e della frutta, ma anche dei pesci e di alcune tipologie di carni.

Nel menu di Anima al momento due percorsi di degustazione: “Aliberti 2021” (in sette passaggi, con la possibilità di optare anche per tre o quattro portate alla carta) e “In Italia” di sei passaggi.

 

 

Milano per buongustai: Riapre Casa Milan Bistrot all’insegna di salute e benessere

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AC Milan e Segafredo Zanetti, due brand internazionali che rappresentano la passione e l’eccellenza italiana in tutto il mondo, intraprendono un nuovo percorso condiviso all’insegna della salute e del benessere.

 

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Infatti riapre  Casa Milan Bistrot, un ristorante inserito nel contesto di Casa Milan, il quartier generale di AC Milan a Milano, che ospita anche il museo dei Rossoneri e l’AC Milan Store. In un contesto urbano di lavoro, un’area confortevole, dedicata allo svago con una cucina sofisticata, ma alla portata di tutti e con un’attenzione particolare all’ambiente.

Il Bistrot, che sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 17.00, con aperture straordinarie previste nei fine settimana e nelle ore serali in caso di eventi e/o manifestazioni, si presenta  rinnovato.

Il nuovo ciclo del punto di ristorazione di Casa Milan punta  a un target trasversale ed eterogeneo:  tutti i visitatori di Casa Milan, tutti gli appassionati di sport e i numerosi turisti che popolano Milano in tutti i periodi dell’anno.

Partner Segafredo, che in tutto il mondo significa Caffè, e vuole collaborare a un progetto di qualità e di eccellenza esperienziale.

 

 

 

Riapre “AB – Il lusso della semplicità”, guidato da  Alessandro Borghese

 “AB – Il Lusso della Semplicità” in viale Belisario 3, accoglie nuovamente i clienti per condividere appaganti esperienze gourmet in totale sicurezza.

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Oltre alla mitica “Cacio&Pepe”, indiscussa regina del menù, gli ospiti del ristorante potranno gustare diversi piatti inediti nati in questi mesi dall’estro creativo di chef Borghese e realizzati con ingredienti di altissima qualità, provenienti da produttori certificati.

Tra le nuove e invitanti proposte figurano il Supplì al telefono con rigaglie di pollo, lo Spaghettone Pasta Armando con aragosta dei nostri mari e l’Anatra alla brace con more e cipollotto arrosto.

 

 

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Tra le sorprese riservate agli ospiti di AB – Il lusso della semplicità c’è anche una speciale capsule collection firmata dal Campione del mondo Luigi Biasetto: il Maestro pasticcere veneto ha ideato la selezione di dolci in edizione limitata, come degna conclusione di un pranzo o una cena gourmet.

Per celebrare la riapertura, KayOne, uno dei pionieri e dei più rappresentativi esponenti della cultura della Street Art nel nostro Paese, propone URBAN TASTE, mostra di forte impatto visivo che comprende inedite e coloratissime opere dell’artista.

 

 

Milano per buongustai: Due nuove aperture per Testone a Milano

In Bocconi e in Darsena riapre Testone, la prima catena dedicata alla torta al testo tradizionale umbra, realizzata in ogni punto vendita ancora come al tempo dei Romani, ovvero su una pietra circolare (il testum) e finita con la cottura dove la cenere ricopre totalmente l’impasto.

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Arriviamo a 8 con le ultime due aperture di Milano, rispettivamente in via Bligny 13 e in via Vigevano al 6 (con trasferimento dal punto vendita precedente al 3, per ampliare i coperti) ma ne é prevista un’altra entro fine 2021 a Milano.

Un format con 100 coperti tra dentro e fuori in stile rurale proprio di fronte all’Università Bocconi per il primo punto vendita con un bel dehors frontale e un altro ampio dehors esterno con oltre 100 coperti per via Vigevano, il primo locale che si trova venendo dalla Darsena. Lo stile Testone risulta anche in questi nuovi locali inconfondibile, con i mattoni a vista e il design rural industrial, con cucina e camino a vista, dove viene prodotto il testone davanti agli occhi dei clienti.

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La torta al testo di Testone riprende l’antica tradizione secolare umbra, la più fedele alle origini: un impasto di farina, acqua, bicarbonato e sale, cotta su di una pietra circolare detto testo, che usavano portare i soldati con loro, che diventava rovente sotto le braci dei bivacchi, e finita con la cenere sull’altro lato in cottura.

 

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Tra i ripieni troviamo dai classici con la porchetta, erbette e salsicce o prosciutto e caciotta, fino alle specialità umbre come il barbozzo (guanciale umbro), la coppa di testa, il capocollo, il lombetto e le stringhette (sottili fettine ricavate dalla pancetta) e altre specialità della norcineria umbra. Sono presenti anche taglieri di salumi e formaggi e primi piatti del giorno made in Umbria, con la possibilità di mangiare un pasto completo a partire da 5 euro.

 

 

Da Miview Restaurant il pranzo dedicato a Milano

Riparte proprio da Milano  il tradizionale Pranzo della Domenica del MiView con un ospite d’eccezione: Zafferano Leprotto, lo zafferano di Milano.

Da sempre promotore di eccellenze, celebrate e valorizzate in tutte le sue forme, questa volta il MiView ha scelto un partner d’eccezione per una domenica all’insegna della milanesità. Zafferano Leprotto, dal sapore deciso, il profumo inconfondibile e il colore giallo intenso, è perfetto per questo menu della “ripartenza”.

 

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Ed è proprio la capitale meneghina la vera protagonista del menu in condivisione: cinque portate in assaggio, un piatto principale e un dessert

Un tripudio di piatti della tradizione in assaggio con un piatto principale, un classicissimo risotto alla milanese realizzato con Zafferano Leprotto, come dessert la deliziosa Sbrisolona accompagnata da un gelato allo Zafferano Leprotto, il tutto annaffiato dal freschissimo cocktail Mashti Malone a base di Calvados, succo di lime, uovo pastorizzato e sciroppo allo zafferano. Un menù “giallo” come il sole che splende sopra il Duomo!

info@miview.it o contattare il numero 02.78.61.27.32

 




Musica a Milano: le note accompagnano i movimenti della città più vivace

Musica a Milano:  aspettando la  speciale decima edizione di Piano CityMusica a Milano,  i programmi dei Pomeriggi Musicali e di LaVerdi

 

 

Musica a Milano con I Pomeriggi Musicali e la rassegna “A tutto Brahms”

Il più grande tesoro della stagione appena conclusa sono stati gli abbonati che, anche nel periodo della sola trasmissione in streaming, hanno continuato a seguire la programmazione musicale, a scrivere, a commentare, a far sentire gli applausi e anche le critiche.

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Per questo, per ringraziarli e dare testimonianza del loro ruolo fondamentale, I Pomeriggi Musicali hanno istituito l’Albo degli Abbonati Emeriti.

Fino al 24 giugno I Pomeriggi Musicali invitano alla rassegna “A tutto Brahms”, otto concerti con più repliche al Teatro Dal Verme, lungo un percorso narrativo in più tappe che lega i concerti alle quattro sinfonie del compositore tedesco.

 

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Accanto all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali si alterneranno solisti e direttori di fama internazionale, per festeggiare insieme la ripresa delle attività dal vivo. Lo schema generale prevede il mercoledì alle ore 17 e alle ore 20 una doppia esecuzione dei concerti, mentre il giovedì sempre alle ore 17 e alle ore 20 quelle delle sinfonie.

Il festival “A tutto Brahms” si chiude con la quarta settimana di programmazione con il ritorno sul podio del direttore musicale James Feddeck mercoledì 23 giugno (ore 17 e ore 20) con l’ultimo grande solista ospite Pierre-Laurent Aimard che esegue il Concerto per pianoforte n. 2 in Si bemolle maggiore op. 83 e poi giovedì 24 giugno (ore 17 e ore 20) con la Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73.

 

Musica a Milano con Serenate estive  di laVerdi

Un graditissimo ritorno all’Auditorium di Milano: Thomas Guggeis dal vivo con laVerdi

 

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Serenate estive è il titolo dell’appuntamento che si terrà all’Auditorium di Milano mercoledì 16 e giovedì 17 giugno alle ore 19.30. Thomas Guggeis è stato  già protagonista di una memorabile registrazione del concerto di Capodanno dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (che ha registrato più di 41mila visualizzazioni online).

Guggeis salirà sul podio di Largo Mahler con un programma tripartito: la Fanfare for the Common Man di Aaron Copland, nota ai più nella versione progressive di Emerson, Lake & Palmer del 1977; la Serenata per Archi in Do maggiore op.18 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, uno dei brani che letteralmente “scorre” nelle vene dei Professori della Verdi, reminiscenza di quel leggendario primo concerto dell’orchestra, nel 1993; la Serenata n.2 in La maggiore op.16 di Johannes Brahms, datata 1859, a completamento del ciclo delle due serenate brahmsiane nell’ambito di questa programmazione.

 

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Nel Dicembre 2020 l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, come da tradizione, si appresta a preparare (e, in quel caso, registrare) la Sinfonia n.9 di Ludwig van Beethoven. Sul podio un giovanissimo direttore, un talento però ormai consacrato e attestato dalla stima da parte di un grande musicista leggendario come Daniel Barenboim, di cui è stato assistente alla Staatsoper di Berlino. Si parla di Thomas Guggeis, giovane e brillante musicista proiettato nel firmamento della direzione d’orchestra.

In quell’occasione Guggeis  diresse a memoria. Una dimostrazione di rara versatilità, ma anche di estrema padronanza del repertorio.

Il Carnet dal Vivo! offre la possibilità di scegliere tre spettacoli diversi tra loro. Acquistando due carnet, lo spettatore avrà diritto a un biglietto omaggio per uno spettacolo a scelta.

biglietteria@laverdi.org

 

Piano City Milano compie 10 anni: appuntamento al 25, 26 e 27 giugno.

10 quartieri per 100 concerti: ecco  la speciale decima edizione del festival di pianoforte più atteso dell’anno

 

Locandina-Piano-City-Milano-2021
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Omaggi a Dante, Franco Battiato, Paolo Castaldi, Chick Corea, Beatles, Ennio Morricone e altri ancora…insieme a una prima mondiale di 14 ore di Eva-Maria Houben

Lo scorso anno Piano City Milano si è contraddistinto per essere riuscito a unire la formula del concerto in streaming alla dimensione del live, riportando, per la prima volta dopo il lungo periodo di lockdown, la musica tra le vie della città.

 

PianoCityMilanoPreludio-2020_Elisa-DAuria
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Quest’anno la manifestazione torna finalmente in presenza con 100 concerti in 10 luoghi simbolo, sempre nel completo rispetto delle norme di sicurezza per la salute pubblica.

Le note dei pianoforti risuoneranno da 10 importanti quartieri della città di Milano, ma la loro magia sarà trasportata lontano grazie a un palinsesto di dirette streaming che permetteranno a tutti coloro che non potranno partecipare dal vivo di vivere anche a distanza le emozioni di Piano City Milano.

«Negli anni il festival ha portato la musica ovunque, strade, cortili, case private e luoghi ameni  – dichiara Ricciarda Belgiojoso, direzione artistica di Piano City Milano – L’edizione di quest’anno assume un significato particolare, per riprendere a fare musica insieme in sicurezza. Per i nostri 10 anni vi aspettiamo con 100 concerti, ospiti d’eccezione italiani e stranieri, grandi nomi e giovani talenti e naturalmente ogni genere musicale».

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Piano City Milano è andato alla ricerca di luoghi nuovi e insoliti per raccontare la città attraverso la musica e la cultura: le note hanno risuonato dai tram, dai tetti, hanno invaso le case, i cortili le piazze, i parchi, i musei, le terrazze, le scuole, trasformando la città in un unico grande palcoscenico.

Nei giorni precedenti alla rassegna, il 24 e il 25 giugno, Piano City Milano offre una masterclass di perfezionamento per giovani pianisti, con il Maestro Davide Cabassi, incentrata sui cinque concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven, che saranno eseguiti anche durante il festival nella versione a due pianoforti.

 

 

Musica a Milano: arriverà Don Chisciotte al TAM

Mentre godiamo la musica a Milano in questo inizio di estate, possiamo anche prenotare i biglietti per Don Chisciotte  allestito dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, con la direzione di Manuel Legris.

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Coreografia Rudolf Nureyev, Musica Ludwig Minkus, Orchestrazione e adattamento John Lanchbery. Una Produzione Teatro alla Scala al  TAM Teatro Arcimboldi Milano dal  29 al  31 ottobre.

Con la sua frizzante energia, con i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, Don Chisciotte di Rudolf Nureyev trasporterà il pubblico con freschezza, allegria, virtuosismi e ricchezza coreografica in una Spagna affascinante, tra danze di gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candore sospeso del giardino delle Driadi.

www.ticketone.it

 

 

E dopo i concerti?

A cena o dopo cena in un locale di  grande atmosfera: Shambala.

E’ Shambala aperto in un giardino incantato asian style da godere  ogni sera o per il brunch (anche di sabato).

 

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Il celebre ristorante fusion in fondo a via Ripamonti riapre per la bella stagione il suo giardino da favola, per cene in tutta sicurezza e per un doppio appuntamento con il brunch, il sabato e la domenica.

Shambala, la locanda asiatica dai grandi alberi, da più di vent’anni tra i ristoranti etnici più amati da milanesi e non solo, torna ad offrire ai palati gourmet il viaggio di profumi e sapori asian fusion, thai e vietnamiti, immersi in un’atmosfera senza eguali in città.

Una food experience memorabile, da gustare in tutto relax nell’incantevole giardino in stile asiatico dalla pavimentazione in legno, circondato da salici contorti, canapa, piante di bambu e una fontana con carpe

Shambala,  Via Ripamonti 337, Tel. 02.5520194

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Spettacoli a Milano: desiderio di ripartire  e condividere emozioni




Design a  Milano: Adi Design Museum – Compasso d’Oro

Design a Milano: ancora una grande attrazione internazionale: nasce per appassionati di tutto il mondo “Adi Design Museum – Compasso d’Oro”.

Desig a Milano. Milano “è” il design.

La sua capacità attrattiva per appassionati di tutto il mondo è ancora cresciuta con la recentissima importante apertura.

Adi Design Museum – Compasso d’Oro è un luogo straordinario, che raccoglie la storia del design e della fondazione del Compasso d’Oro. Finalmente una sede dedicata a un’istituzione che ha fatto e fa la storia del  design, contribuendo a rendere mondiale la fama della Milano creativa.

 

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Con i suoi 5.135 metri quadrati di superficie, di cui 3000 riservati alle aree espositive, l’Adi design Museum sarà uno dei grandi musei d’Europa dedicati al design.

Un hub che ospita la collezione storica del Compasso d’Oro,  composta dagli oggetti selezionati dal 1954 a oggi,  riconosciuta dal Ministero della Cultura come “bene di eccezionale interesse storico e artistico”, a sottolineare anche  come questo  premio sia il più antico e istituzionale riconoscimento nell’ambito del design a livello mondiale.

 

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Come ha detto il Ministro Franceschini alla inaugurazione “questo museo è quasi un simbolo della ripartenza, non solo per Milano, ma per tutto il Paese”.

E, in riferimento alla nuova Direzione Generale del MiC che si chiama Creatività Contemporanea, ha concluso “Milano in questo, come in tanti altri campi, continuerà a essere la guida”.

Dove sorge il nuovo Museo del Design?

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adi-museum-design-Facciata@M.Bonetti

 

ADI Design Museum si trova in Piazza Compasso d’Oro 1, in corrispondenza di via Ceresio e piazzale Monumentale, e si inserisce nel contesto di un’area ex industriale ad altissimo valore architettonico e urbanistico. La sede nasce dal recupero di un luogo storico degli anni ’30, utilizzato sia come deposito di tram a cavallo, sia come impianto di distribuzione di energia elettrica.

Lo scopo di ADI – Associazione per il Disegno Industriale e della sua Fondazione, è quello di costruire una realtà inclusiva,  per  visite coinvolgenti e in progress, fotografando il senso della modernità grazie al continuo aggiornamento dei pezzi della Collezione Compasso d’Oro che avviene ogni due anni.

La Collezione permanente è, infatti, l’asse portante di un impianto in continuo divenire, che presenterà mostre temporanee di approfondimento e iniziative di grande impatto divulgativo.

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Un centro culturale all’insegna della ricerca, capace di uscire dai confini tradizionali dei musei e stabilire contatti tra il mondo del design e quello della moda, dell’architettura, della scienza, della tecnologia e della creatività in generale.

Fanno parte della collezione permanente i prodotti di Pieces of Venice, vincitrice del Compasso d’ Oro 2020 nella categoria “Design per il sociale” per originalità, innovazione funzionale e tipologica e materiali impiegati.

ADI Design Museum è un museo aperto, disposto in un unico spazio non gerarchico, in cui i mediatori culturali  incentivano la relazione diretta con il visitatore.

Inoltre è il primo museo in Italia privo di casse e che accetta solo pagamenti digitali: un nuovo sistema garantisce l’ingresso senza biglietto cartaceo, evitando così che si creino file e consentendo l’acquisto del ticket solo tramite carte o app di pagamento.

Inoltre ADI Design Museum è un luogo di cui il pubblico può fruire senza necessariamente accedere alle mostre, godendo il bookshop, la caffetteria e la galleria aperta. La Galleria vetrata congiunge con libero accesso due parti della città – via Ceresio con via Bramante – attraverso un percorso aperto che diventa una vera e propria nuova via del design.

Officina Design Shop, il bookshop gestito da Electa Editore, realizza l’idea di uno spazio dedicato alla cultura del design con focus mirati sui temi delle mostre in programmazione,  un’accurata selezione dei principali volumi di settore.

Mentre  Officina Design Cafè sceglie le parole chiave di semplicità, sostenibilità, salubrità, tipiche  del food concept di CHIC-Charming Italian Chef, responsabile della sua gestione.

Il Gruppo IED infine sostiene il nuovo ADI Design Museum Compasso d’Oro come unico partner privato di Alta Formazione. Gli spazi del Museo accoglieranno quindi workshop e progetti didattici, occasioni di ricerca e di scambio culturale ed eventi di inizio e fine anno.

 

E, in connessione con questo evento di portata internazionale, Milano ospita anche in Triennale, dal 4 al 6 giugno  “I luoghi del progetto”, tre giorni di incontri, racconti, proiezioni e una mostra  a cura di Claudio Palvarini e Lodovico Gualzetti

Coinvolte le ventisette realtà tra musei, archivi e studi-museo del design del Circuito Lombardo Musei Design, che rappresentano l’eccellenza nell’ambito del disegno industriale e che da due anni fanno parte di un network molto attivo.

Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti e non è prevista prenotazione.

Ingresso fino a esaurimento posti nel rispetto delle norme anti Covid-19

www.facebook.com/museidesign

www.instagram.com/museidesign/

 

 

 




Spettacoli a Milano: desiderio di ripartire  e condividere emozioni

Riprendono con speranza e creatività gli spettacoli a Milano: dalla Cinetecamilano al Teatro Carcano al Teatro Parenti

 

Il piacere della sala cinematografica, della platea teatrale, della sala da concerto è impagabile: gli spettacoli a Milano riprendono finalmente in presenza per la gioia di chi ama  condividere le emozioni.

Riaprono  le sale fisiche ma anche le sale virtuali continuano  la propria programmazione.

Riaprono le sale di Cinetecamilano e si amplia il Museo del Cinema

Cineteca Milano riapre e rilancia.

Il periodo  di chiusura è stato utile a Cineteca Milano per organizzare belle novità

 

cineteca milano meet
cineteca milano meet

Nel palazzo in cui fino a maggio 2019 si trovava il Cinema Spazio Oberdan, è stata  inaugurata la sala cinematografica di MEET, il centro internazionale di cultura digitale con il supporto di Fondazione Cariplo.

Nell’ambito delle attività di ricerca e disseminazione sull’innovazione e nuovi linguaggi creativi che saranno svolte presso MEET, Cineteca Milano offrirà una programmazione autonoma dedicata al cinema contemporaneo in una sala completamente ristrutturata e tecnologicamente rinnovata. Un progetto ambizioso che vedrà al centro il cinema europeo di qualità con film per la maggior parte in anteprima italiana esclusiva e in lingua originale con sottotitoli.

Riparte anche la programmazione di Cineteca Milano MIC, con la sua sala cinematografica e il Museo Interattivo del Cinema, che dopo 10 anni dall’inaugurazione (2011), è stato ampliato e rinnovato nel suo allestimento.

Il Museo conquista nuovi spazi espositivi per offrire percorsi sempre nuovi di avvicinamento al mondo del cinema e del suo linguaggio in continuo e rapido mutamento, in dialogo con le nuove tecnologie e le forme d’arte di tutti i tempi. Nel nuovo percorso passato, presente e futuro s’intrecciano, strumenti antichi e device di ultima generazione convivono per un’esperienza cinematografica a 360°.

 

Spettacoli a Milano: La programmazione di Anteo e il caffè sospeso

La programmazione di Anteo sarà caratterizzata da titoli in corsa agli Oscar, come Mank di David Fincher (anche in vos) – in corsa agli Oscar con 10 candidature; Minari di Lee Isaac Chung (anche in vos) – in corsa agli Oscar con 6 candidature; Il processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin – in corsa agli Oscar con 5 candidature; Collective di Alexander Nanau (solo in vos) – documentario d’inchiesta candidato agli Oscar come Miglior Film Straniero e Miglior Documentario e  Nomadland di Chloé Zhao (anche in vos) – Leone D’Oro a Venezia e candidato a 6 statuette.

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Come per il caffè, chiunque lo desideri potrà offrire un biglietto del cinema – al prezzo ridotto di € 4,50 – a una persona sconosciuta.

L’iniziativa è in vigore in tutte le sale Anteo, per le sale di Milano (Anteo Palazzo del Cinema, CityLife Anteo) e per le sale di Cremona (spazioCinema CremonaPo), Monza (Capitol Anteo spazioCinema) e Treviglio (Treviglio Anteo spazioCinema).

L’arte può “curare” e chiunque può avere bisogno di cinema. Talvolta, però, non è così scontato poterselo permettere. L’aggregazione sociale, il senso di appartenenza e il divertimento che derivano dalla partecipazione a uno spettacolo cinematografico è un bene prezioso, ma collettivo.

Il biglietto sospeso, la nuova iniziativa di Anteo, nasce dal desiderio di coniugare questi principi con la solidarietà, e permetterà, grazie alla generosità dei suoi spettatori, l’accesso al cinema a tutti.

www.spaziocinema.info

Spettacoli a Milano: il regista premio Oscar Woody Allen torna al cinema con il suo ultimo attesissimo film Rifkin’s Festival.

Nel cast Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel, Elena Anaya, Sergi López e Christoph Waltz.

Rifkin’s Festival racconta la storia di una coppia americana, che decide di prender parte al Festival Internazionale del cinema di San Sebastian. Qui i due vengono travolti dalla bellezza tipica delle cittadine site nel nord della Spagna e dall’ammaliante magia del cinema, che si respira durante l’evento. Mentre Sue subisce maggiormente la seduzione della settima arte, iniziando una relazione con il brillante cineasta francese Philippe, Mort si innamora perdutamente di una ragazza del posto. Questa storia dal doppio intreccio amoroso si risolverà inaspettatamente in modo divertente, ma anche romantico

 

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Controfigura di Woody, Mort Rifkin è un professore   che tenta di scrivere il romanzo della sua vita, ovviamente insoddisfatto, mentre la moglie press agent al festival internazionale del cinema di San Sebastian. Qui la loro storia già traballante va in crisi del tutto, quando Sue intreccia una relazione con un regista giovane, vacuo e belloccio.

Mort in compenso trova affinità imprevista con una giovane dottoressa  colta e cinefila. Questa passione comune li porta a girovagare per la città romanticamente, presi da un’improvvisa voglia di comunicare e sentirsi compresi.

Il tutto in un vortice di citazioni, evocazioni, sogni in bianco e nero, in nome della più esaltante filmografia di tutti i tempi: da Fellini a Orson Welles, da Truffaut a Bergman con esiti, come sempre in Allen,  che vanno dall’intenso mélo all’ironico spassoso.

Citazionista quanto mai, Rifkin’s festival conferma senza dubbio la creatività del migliore Woody che è quella legata alla leggerezza.

A ripetere  l’eterna ricerca esistenziale di Woody Allen, in un confronto tra i grandi padri ispiratori del cinema europeo e la dimensione del cinema hollywoodiano.

 

 Ci risiamo! È il claim con cui riapre il Teatro Carcano

Fino al 28 maggio prossimi in Ci risiamo!  troverà posto una piccola parte della programmazione 2020/21 annunciata ma mai realizzata dal Teatro Carcano: produzioni di casa – due spettacoli più una serata dedicata alla drammaturgia italiana contemporanea – completate da un’ospitalità tutta al femminile.

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teatro carcano Innamorati-_

 

Ci risiamo!  per lanciare un segnale forte e identitario che riconosca, valorizzi e sostenga in concreto le donne e gli uomini che contribuiscono a tenere alto il nome prestigioso di Milano nel panorama teatrale italiano.

Fino al  21 maggio: Innamorati (debutto nazionale), uno dei capolavori di Carlo Goldoni,  per l’occasione ribattezzato più semplicemente Innamorati. Diretto da Riccardo Mallus, affiancato dai giovani attori Irene Timpanaro e Giacomo Stallone e dal fido musico Tiziano Cannas Aghedu, Palla svelerà al pubblico una storia d’amore dietro la quale si nascondono tensioni che poco hanno a che fare con l’amore romantico e con la commedia goldoniana.

Martedì 25 maggio 2021 ore 19:30

Situazione Drammatica – Il copione: serata dedicata alla drammaturgia italiana contemporanea con la partecipazione di autore, attori e pubblico

La Macchia di Fabio Pisano – autore vincitore Premio Hystrio 2019, con Mariangela Granelli, Sebastian Luque Herrera.

In attesa di poterlo presentare nella sua completezza, l’Associazione “Situazione Drammatica” di Tindaro Granata, Carlo Guasconi e Ugo Fiore offre un succoso assaggio del suo progetto SITUAZIONE DRAMMATICA – Il copione. Nel corso della serata l’autore introdurrà la sua opera agli spettatori che, armati del copione che verrà loro consegnato all’ingresso, potranno seguire la lettura drammatizzata da parte degli attori. Un’occasione straordinaria per scoprire la bellezza e la magia della trasformazione della parola scritta in parola recitata.

 

teatro carcano Appunti G_
teatro carcano Appunti G_

 

Giovedì 27 e venerdì 28 maggio 2021 ore 19:30

Appunti G: ironico e dissacrante viaggio nell’universo sessuale femminile, con tre note attrici comiche di generazioni differenti – Lucia Vasini, Alessandra Faiella, Rita Pelusio – affiancate dalla giornalista Livia Grossi. Tra monologhi e pezzi corali, risate e pagine di cronaca, un’occasione per riflettere su un tema dalle mille sfaccettature e implicazioni.

Prenotazioni telefoniche: 02 55181362 / + 39 02 55181377 (WhatsApp)

Prenotazioni online: biglietti.teatrocarcano.com | vivaticket.it

 

Bagni Misteriosi, Teatro Franco Parenti: si comincia dai bambini!

Arte, gioco, libertà: il Teatro Franco Parenti al grido “Si comincia dai bambini!” presenta due settimane di attività e spettacoli interamente dedicate ai bambini e alle loro famiglie

Fino al 30 Maggio  nelle sale del teatro e sul prato dei Bagni Misteriosi una variegata offerta di spettacoli, laboratori e giochi all’aria aperta sarà occasione per imparare, conoscere, divertirsi.

Insieme, in sicurezza.

 

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teatro Parenti Lomino-del-pane-e-lomino-della-mela

E, dato che i bambini e i ragazzi di oggi non saranno solo il nuovo pubblico, ma anche gli attori, registi, drammaturghi di domani, stanno per nascere  percorsi formativi, dedicati agli under 18 per fornire  i primi strumenti  per approcciarsi ai mestieri del teatro, non solo corsi di recitazione ma anche di scrittura, backstage, comunicazione. Nelle parole di Andrée Ruth Shammah

Sabato 22  maggio  e Domenica  23

L’omino del pane e l’omino della mela

Compagnia I Fratelli Caproni

Due buffi personaggi, mezzi cuochi e mezzi clown, creatori di storie fantasiose e di ricette, hanno deciso di preparare un lauto pranzetto a tutti i bambini e di spiegare loro i segreti dei cibi più buoni e della loro realizzazione. Ma uno dei due, molto sbadato, ha comprato  solo una pagnotta e una mela… come faranno i nostri cuochi a preparare un pasto per tutti?

Tra gag e pantomime, musiche divertenti e interazioni con il piccolo pubblico, i due cuochi clown scoprono che questi magici omini abitano anche nelle mele, nelle banane, in tutti i frutti,  e accompagnano i bambini nel mondo del cibo alla scoperta dei mille segreti contenuti in tutti gli alimenti.

Sabato 29  maggio  e Domenica  30

 

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Un anatroccolo in cucina

 

Un anatroccolo in cucina

Rievocando l’affascinante atmosfera del cinema comico muto degli anni ’20, raccogliendo la magia della pantomima e della clownerie, sorprendendo con bolle di sapone e bicchieri che suonano, lo spettacolo tratta con note leggere il tema della diversità, reale o immaginata, il bisogno di essere accettati e di far parte di un gruppo.

 

 

GūD MILANO si tuffa nei BAGNI MISTERIOSI

5000 metri quadrati a bordo piscina per soddisfare la voglia di aria aperta, relax e buon cibo e metterti l’estate ai piedi

GūD Milano ha  siglato l’accordo con i Bagni Misteriosi parte del Teatro Franco Parenti diretto da Andrée Ruth Shammah dove gestirà l’offerta food & beverage e la relativa eventistica.

Ottavo indirizzo dopo CityLife, Eustachi, Darsena, Stazione Centrale, Bocconi, Idroscalo e Beach, GūD BAGNI MISTERIOSI inaugura a maggio, con una proposta che copre dal lunch al dopo cena.

bagni misteriosi GUD
bagni misteriosi GUD

 

 

Protagonista della nuova apertura la scenografica piscina dei BAGNI MISTERIOSI, restituita alla città da Andrée Ruth Shammah nel 2016.

Anima liquida del Teatro Franco Parenti, l’ex Centro Caimi di elegante stampo razionalista è costituito da 5000 metri quadrati (tra acqua, prato e pietra) ideali per divertirsi e socializzare in serenità.

GūD Milano, gruppo nato nel 2018, forte di un format capace di plasmare ogni locale secondo le esigenze dell’ubicazione scelta, gestirà nel nuovo GūD BAGNI MISTERIOSI 400 coperti a bordo piscina e 100 su una terrazza sopraelevata, da cui godere il sole che tramonta sulla città ma anche gli spettacoli organizzati in collaborazione con il Teatro Franco Parenti.

La proposta food & drink, studiata dallo chef Stefano Cerveni (executive chef del gruppo) è la classica di GūD, fondata sui due consolidati pilastri, Focacce dall’impasto bio a lunga lievitazione e GūD Poke Bowl, le amate bowl di riso interpretate con ingredienti italiani, a cui si aggiungeranno piatti dedicati.

Il servizio in terrazza si differenzierà da quello a bordo vasca, con una proposta più sofisticata.

GūD BAGNI MISTERIOSI, Via Carlo Botta 18, 20135 Milano. Tel. 344 010 1739.

Prenotazione eventi: Events@gudmilano.com

 

 




60 candeline per la “merda” di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano

Milano – Nel maggio 1961 Piero Manzoni (1933-1963) realizzava novanta scatolette di Merda d’artista, Künstlerscheisse, Merde d’artiste, Artist’s Shit. Esattamente 60 anni fa Piero Manzoni cercò di rappresentare meccanismi e contraddizioni del sistema dell’arte contemporanea, che ancora oggi destano scandalo e fanno discutere. Per questa occasione Milano, città dove l’artista ha operato maggiormente, rende omaggio al suo lavoro più famoso con progetti speciali.

fotografia di Piero Manzoni con la sua opera: le scatolette di “merda d’artista”, 1961

 

INIZIATIVE PER CELEBRARE LA MERDA D’ARTISTA

La Fondazione Piero Manzoni ha organizzato diverse iniziative, che andranno da maggio 2021 a maggio 2022, per celebrare e raccontare storia, leggenda e significati della dissacrante scatoletta. Da maggio 2021 è on line il nuovo sito merdadartista.org, che si arricchirà nel corso dei mesi di nuovi contenuti, creati ad hoc. Alcuni esempi sono la serie “30, 20, 10 minuti di Merda” o anche incontri sul web con i protagonisti dell’arte contemporanea per approfondire temi legati alla Merda d’artista. La Taplab wall covering con il progetto “8PER / Omaggio a Merda d’artista di Piero Manzoni” ha prodotto otto nuove carte da parati che verranno presentate fino al 30 maggio alla Casa degli Artisti di Milano.

60 candeline per la "merda" di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano
Omaggio a Merda d’artista di Piero Manzoni, carta da parati della collezione 8per, taplab design, Milano, Casa d’Artista | Courtesy TapLab 2021

 

È in arrivo un agile libro pubblicato dalla Carlo Cambi Editore, in quattro lingue, come l’etichetta della Merda d’artista, che ci accompagnerà attraverso i saggi di quattro autori (Luca Bochicchio, Flaminio Gualdoni, Rosalia Pasqualino di Marineo e Marco Senaldi) in un viaggio alla scoperta della famigerata scatoletta. La prestigiosa rivista di Hauser & Wirth, Ursula, sta preparando un numero dedicato alla Merda d’artista, con interviste, testi e altro, in omaggio a questa straordinaria opera. Il regista Andrea Bettinetti (già autore del film Piero Manzoni, artista nel 2013) sta preparando dei brevi documentari per approfondire temi specifici, tra cui ad esempio lo scandalo del 1971, quando la Merda d’artista venne esposta alla Galleria d’Arte Moderna di Roma e ne conseguì una interrogazione parlamentare. È in lavorazione anche uno spettacolo per il teatro, con tre brevi dialoghi, scritti e diretti da Filippo Soldi. Moltissime iniziative dunque che verranno più precisamente annunciate sull’agenda del nuovo sito: merdadartista.org.

60 candeline per la "merda" di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano
Omaggio a Merda d’artista di Piero Manzoni, carta da parati della collezione 8per, taplab design, Milano, Casa d’Artista | Courtesy TapLab 2021

 

SIGNIFICATO DELL’OPERA

L’opera di Manzoni è inserita all’interno del genere DADA ed è, senza dubbio, influenzata dai celebri ready-made di Marcel Duchamp. Ha assunto, nel corso del tempo, letture simboliche differenti che fanno discutere ancora oggi. Può essere avvicinata al tema delle reliquie attraverso una lettura paradossale, in quanto le considera sacre al di là della loro natura effettiva. Allude inoltre all’idea che un artista seguito e affermato sarebbe acclamato a prescindere della qualità dell’opera pubblicata. Ma estremizza anche la caratteristica del mercato dell’arte contemporanea che è disposto ad accettare letteralmente degli escrementi se garantita la sua autenticità.

60 candeline per la "merda" di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano
Piero Manzoni, Merda d’artista n. 63, maggio 1961, scatoletta di latta, carta stampata, Milano, Fondazione Piero Manzoni | Courtesy Fondazione Piero Manzoni | Foto: © Osio

Con la Merda d’artista e con altre sue opere, concettualmente, Manzoni esplora altri temi centrali nell’arte del secondo Novecento. Esalta, per esempio, il rapporto quasi fideistico tra il fruitore dell’opera e l’artista: «Manzoni – scrive Gualdoni nel catalogo della mostra su Manzoni organizzata a Milano nel 2014 – prevede che il fruitore debba solo constatare il contenitore senza poter accertare la corrispondenza del contenuto, pena la perdita dell’opera». A questo si aggiungano performance a diretto contatto con il pubblico, che anticipano certe esperienze di body art, eventi corali che creano un cortocircuito tra artista e spettatori e tra loro e le opere d’arte, siano uova sode o le Sculture viventi. Manzoni crea un’arte irripetibile e al tempo stesso moltiplicabile – da notare che Andy Warhol riproduce le sue infinite Campbell’s Soup Cans nel 1962 – perché la sua arte è lui stesso che la crea.

Leggete anche: TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell’estate 2021




Napoleone e Milano: un rapporto d’amore

Napoleone  e  Milano nelle architetture, nello stile,  nell’arte: i luoghi di un rapporto intensissimo, dall’Arco della Pace alla Pinacoteca di Brera

 

 

Il 5 maggio 2021 tutto il mondo ha ricordato e celebrato il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte.

E Milano non  può certamente mancare, vista la storia importante che lega Napoleone e Milano.

Infatti Milano è stata  la capitale del  primo Stato unitario che porta il nome di Italia, nato dopo l’arrivo dell’esercito della Francia repubblicana, di cui Napoleone era il giovane generale.

Da quegli anni fino alla Restaurazione, che segue la sconfitta di Napoleone, Milano fu al centro di una vera  rivoluzione politica e culturale.

E  si configurò come un laboratorio di modernità, secondo la sua più tipica vocazione.

Napoleone  e  Milano

I segni di questi anni intensissimi si possono leggere nel territorio.

 

Veduta_dellArco_della_Pace_d_Milano_dal_Parco_Sempione._Architetto_Cagnola
Veduta_dellArco_della_Pace_d_Milano_dal_Parco_Sempione._Architetto_Cagnola

Tanto per cominciare, ricordiamo che  Napoleone Bonaparte, arrivato in città nel  1796, fu incoronato re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio del 1805.

Quindi ideò un grandioso  progetto di trasformare a livello  urbanistico ed architettonico la nostra città.

Quali sono i luoghi più rilevanti che mostrano l’impronta del progetto napoleonico?

 

milano arena-civica
milano arena-civica

Sicuramente tutta l’area all’interno del Parco Sempione, dall’Arco della Pace alla Loggia Reale della Palazzina Appiani.

Non a caso l’area si conclude proprio con il  Foro Bonaparte dedicato al grande uomo politico.

Si deve all’architetto Luigi Canonica  la costruzione dell’Arco della Pace, che doveva idealmente aprirsi sulla strada del Sempione che portava da Milano a Parigi e dell’Arena civica, che era pensata come un anfiteatro destinato a sfilate militari, corse di bighe e gare sportive.

 

palazzina-appiani Milano
palazzina-appiani Milano

 

E infatti  ancora oggi si conserva la Loggia Napoleonica all’interno della Palazzina Appiani.

La città quindi cambiò il proprio volto tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, ovviamente all’insegna dello stile neoclassico.

E intanto l’arrivo dei francesi e di Napoleone comportava anche il moltiplicarsi della vita sociale,  una nuova moda che veniva  d’oltralpe, una vera e propria frenesia per il teatro, la danza, la musica.

Anche La Scala conobbe straordinari balli  e un mutamento di gusto musicale capitanato da Rossini.

A Palazzo Reale Napoleone fece realizzare una sala del trono appositamente per la sua incoronazione a Re d’Italia nel 1805.

Oggi possiamo ammirare quello che resta delle fastose decorazioni della volta: decorazioni geometriche e vegetali, riquadri in monocromo che raffigurano  vittorie alate,  un grande ottagono al centro in cui si intravvede la figura di Napoleone assiso in trono in veste di Giove.

 

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Milano Installation-of-The-Three-Qattalan-in-Sala-del-Trono-Palazzo-Reale

Al centro della sala era collocato il trono dorato con baldacchino disegnato dall’architetto imperiale Luigi Canonica, di cui ci resta un disegno preparatorio.

Invece i cinque affreschi dell’Appiani che decoravano la Sala del Trono, l’Apoteosi di Napoleone e le quattro lunette con le virtù, la Forza, la Giustizia, la Temperanza e la Prudenza,  sono conservati nel Museo di Villa Carlotta a Tremezzo.

Ma è soprattutto  a Brera che si avverte l’impronta del progetto napoleonico con il suo forte appoggio alle arti.

L’inaugurazione della Pinacoteca dell’Accademia di Brera nel 1809, fu l’inizio del progetto di creare  a Milano  un “Piccolo Louvre”.

Brera doveva diventare un museo nazionale a imitazione di quello parigino, che avrebbe dovuto raccogliere i frutti del genio artistico italiano.

Il grande nome dell’epoca era Andrea Appiani, che contribuì allo spostamento di moltissime opere d’arte all’interno della Pinacoteca.

Canova_-_Napoleone_Bonaparte_-_Milano_Cortile_del_Palazzo_di_Brera
Canova_-_Napoleone_Bonaparte_-_Milano_Cortile_del_Palazzo_di_Brera

 

E il maggiore scultore neoclassico dell’Ottocento,  Antonio Canova, con cui Napoleone ebbe uno stretto  rapporto professionale, gli dedicò  la statua più famosa. Una copia esatta in bronzo della statua marmorea si trova oggi proprio  al centro del cortile d’onore del palazzo di Brera: Napoleone é idealizzato come un colossale Marte pacificatore, abbigliato  secondo i costumi dell’antica Grecia.

Napoleone  e  Milano  a Brera

La Biblioteca Braidense, dove si conserva l’autografo del Cinque maggio di Alessandro Manzoni, non poteva mancare  all’appuntamento celebrativo dei 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.

Si intitola “La Milano di Napoleone: un laboratorio di idee rivoluzionarie. 1796-1821” la mostra di grande spessore culturale che possiamo vedere alla Braidense fino al 10 luglio.

 

Prima-carta-della-minuta-autografa-del-5-maggio-Alessandro-Manzoni
Prima-carta-della-minuta-autografa-del-5-maggio-Alessandro-Manzoni

 

Rarissimi documenti e autografi dell’epoca: autografi di Pietro Verri, la prima edizione delle Ultime lettere di Jacopo Ortis e quella dei Sepolcri, un esemplare postillato da Stendhal,  per ammirare infine le stesure autografe del Cinque maggio e i documenti della sua larga diffusione, compresa la traduzione di Goethe.

Arricchiscono il percorso i ritratti di tre protagonisti, in quadri che fanno parte del patrimonio della Braidense: gli oli su tela di Giuseppe Diotti, Ritratto di Napoleone I imperatore (1810); di Filippo Pistrucci, Ritratto di Ugo Foscolo (1822), che riporta sul verso una redazione autografa del sonetto-autoritratto di Foscolo; e quello con Alessandro Manzoni a 20 anni (1805), già attribuito a Maria Cosway.

 

 




Ristoranti all’aperto a Milano: finalmente si riparte! Milano attivissima

 E’ ora di riaprire  finalmente: ecco la nostra toplist  dei ristoranti all’aperto a Milano. Tra panorami dall’alto e sapori etnici

 

Sembra di poter dire cautamente che si potrà tornare finalmente a pranzare e cenare nei ristoranti all’aperto a Milano.

E Milano come sempre risponde con entusiasmo e iniziativa

I ristoranti che hanno sofferto  lunghe e onerose chiusure si stanno prontamente riorganizzando.

E i déhors affollano i marciapiedi della città pronti ad ospitare i clienti, complice la bella stagione.

Cominciamo ad esplorare location e proposte in giro per la città per scoprire  i più interessanti ristoranti all’aperto a Milano.

Ristoranti all’aperto a Milano Osteria la Triennale
Osteria con vista della Terrazza in Triennale

Se amate il panorama dall’alto: Osteria con Vista della Terrazza Triennale

Osteria con Vista è il “non-luogo” dove prendersi un aperitivo speciale e cenare spensierati ma in sicurezza.

Tavoli ben distanziati l’uno dall’altro in un luogo suggestivo con vista sul polmone verde di Parco Sempione.

Dall’alto della Terrazza ecco l’affascinante skyline milanese, quello di ieri con il Castello Sforzesco, e quello di oggi con i grattacieli di Porta Nuova.

Fresco di stampa il nuovo menu studiato dall’Executive Chef Stefano Cerveni e dal Resident Chef Salvatore Demuro: sempre piatti ben leggibili, italiani, gustosi e leggeri, con l’introduzione graduale di novità.

Tra le novità Fagottelli di pasta fresca con ripieno di ragù di triglia, cipollina e limone, il raffinato Risotto mantecato agli asparagi, battuta di scampi e polvere d’arancia e la Sella d’agnello in crosta di pistacchi e grissini con indivia belga caramellata.

Al piano terra il Caffè in Giardino resta aperto dal pomeriggio per un aperitivo open-air  o uno snack, con il plus di essere all’interno del parco, ma in una realtà recintata. Perfetto anche per chi ha carrozzine e passeggini al seguito.

 

Ristoranti all’aperto a Milano Il Giardino di Giada
Il Giardino di Giada

Tra i Ristoranti all’aperto a Milano

Amate il centro storico?  Il Giardino di Giada

Un ristorante cinese  da quarant’anni all’ombra della Madonnina

Il Giardino di Giada è un ristorante cinese nel cuore di Milano, a un passo dal Duomo, che vanta un lungo passato.

I sapori della Cina più autentica in tutte le sue sfaccettature.

Il menu spazia da portate semplici, come il branzino al vapore o la pancetta con verdura secca al vapore, fino ai piatti della cucina imperiale come l’anatra alla pechinese o le numerose pietanze piccanti sapientemente elaborate dal giovane chef Zhao

E poi le nuove tendenze trovano spazio accanto ai piatti cinesi più classici. Come i baozi, panini al vapore ripieni, immancabili sulla tavola di ogni famiglia cinese.

Per la nuova stagione c’è un piccolo dehor esterno  da 12 posti.

E poi Il Giardino di Giada rende disponibile il servizio di consegna a domicilio in tutta Milano e l’hinterland, offrendo ai suoi clienti una birra cinese in omaggio.

Giardino di Giada | Via Palazzo Reale 5

 

CANTINA PIEMONTESE
CANTINA PIEMONTESE

A due passi dal Duomo: lo storico ristorante Cantina Piemontese

Completamente ristrutturato, Cantina Piemontese riapre al pubblico il suo Dehors, un comodo e intimo salotto immerso nel verde e nei colori dei fiori, lontano dal passaggio delle auto, un nuovo spazio studiato per accogliere in sicurezza fino a 35 persone.

Un’ atmosfera accogliente e piacevole, in una delle vie più caratteristiche di Milano: Via Laghetto 2.

Da oltre un secolo Cantina Piemontese accoglie i suoi ospiti in un ambiente confortevole, elegante e ricercato, dove tutto riporta alle atmosfere art Deco.

Peperoni imbottiti alla Piemontese
Peperoni imbottiti alla Piemontese

 

Cantina Piemontese riflette l’anima della Osteria contemporanea, dove si riscoprono i veri sapori della cucina tradizionale piemontese e quella più antica sabauda.

Piatti riconoscibili e immediati serviti in un contesto moderno.

Cantina Piemontese è un luogo ideale anche per gli appassionati di vini: un’ampia selezione che conta più di 400 etichette.

Cantina Piemontese, via Laghetto 2

 

 

classico restaurant
Classico Trattoria Contemporanea & Cocktail Bar

Se amate la “Vecchia Milano”:  Classico Trattoria Contemporanea & Cocktail Bar

In via  Marcona 6, apre Classico Trattoria Contemporanea & Cocktail Bar, il nuovo progetto imprenditoriale della famiglia Murray.

L’ampio dehors interno in un cortile appartato in stile “Vecchia Milano” permette di apprezzare la sinergia tra cucina e cocktail bar, la ricca cocktail list e i sapori netti proposti dall’executive chef Achille Esposito, ischitano.

Tradizione gastronomica mediterranea riletta con un piglio fresco che non stravolge, bensì esalta i gusti dei singoli ingredienti, per offrire una cucina leggera e allo stesso tempo gustosa.

 

 

Ristoranti all’aperto a Milano Vasiliki Kouzina
Vasiliki Kouzina

Sapori etnici? alla  “kouzina” en plein air di Vasiliki

Da giovedì 29 aprile in via Clusone 6 si torna a respirare brezza ellenica.

Vasiliki Pierrakea, proprietaria di Vasiliki Kouzina, accoglie calorosamente i suoi ospiti a pranzo e cena nel piacevole dehors con una “kouzina” che racconta la storia, i sapori e le tradizioni della sua amata Grecia.

Ricette tipiche realizzate con prodotti greci di prima qualità a cui si aggiungono fantasticherie mediterranee e balcaniche, accompagnate da un’accurata selezione di etichette. Sabato 1 e domenica 2 maggio la cucina propone piatti inediti fuori carta per festeggiare la Pasqua Ortodossa e un menù ad hoc per il delivery.

 

Ristoranti all’aperto a Milano Eataly All'aperto
Eataly All’aperto

Tra i Ristoranti all’aperto a Milano il déhors dei déhors? Eataly  All’aperto

Dopo il grande successo dello scorso anno,  riapre Eataly All’aperto, il ristorante “en plein air” in Piazza XXV Aprile firmato Eataly Milano Smeraldo.

Una vera e propria oasi urbana attiva sette giorni su sette, dalla colazione alla cena, che invita i milanesi a riappropriarsi della città, ma soprattutto a viverla.

La proposta gastronomica prevede alcuni cavalli di battaglia come la pizza al padellino, con diverse farciture e impasti, le farinate e la patata croccante di Avezzano.

E poi  una selezione di piatti freschi e stagionali e ancora di grandi classici della tradizione estiva italiana.

Un menù variegato e adatto a tutti i palati accompagnato da una vasta gamma di birre artigianali, cocktail, gin italiani e internazionali, senza dimenticare bollicine, vini bianchi e rosé della cantina di Eataly Smeraldo

 




Leonardo a Milano: scegliamo le tappe fondamentali

Ecco i luoghi imperdibili per scoprire il passaggio di Leonardo a Milano: pittura, architettura, idraulica

 

Leonardo a Milano lasciò tracce della sua creatività geniale: nella città degli Sforza  Leonardo  trascorse venti anni, il periodo più lungo e fertile della sua vita.

Leonardo, chi era costui? Una domanda lecita, dopo aver visto  un’opera televisiva che ne fa quasi un personaggio da leggenda.

Ma, bando alle fantasie, Leonardo è stato un personaggio storico, un genio del XVI secolo, che trascorse ben venti anni a Milano.

Alla corte di Ludovico Sforza Leonardo si affermò per i suoi innumerevoli talenti: di pittore, architetto, ingegnere, studioso della natura.

E “Leonardo a Milano” é un itinerario che conserva tante tracce della sua presenza, anche disperse nella modernità.

Un itineraio  diverso da quelli che abbiamo già proposto nelle nostre rubriche

Milano: andar per parchi

 

 

leonardo a Milano: cenacolo-leonardo
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Il Cenacolo

Prima tappa di un ideale itinerario di “Leonardo a Milano” é senz’altro il capolavoro assoluto del Cenacolo, fragilissimo e perfettamente  restaurato: sulla parete del Refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie splende questo capolavoro, salvato per miracolo dai bombardamenti, ma non dai danni del tempo.

Infatti qui Leonardo, grande  sperimentatore, utilizzò la nuova tecnica delicatissima della tempera mista su gesso.

Un capolavoro che richiede estrema attenzione, quindi sempre, anche in tempi di aperture normali, le visite sono contingentate e da prenotare con molto anticipo.

leonardo a Milano: casa atellani vigna di leonardo
casa atellani vigna di leonardo

La Vigna di Leonardo

Attraversiamo la strada, Corso Magenta, per entrare nella Milano: a spasso con Leonardo affascinante dimora del ’400 dove si visita la Vigna di Leonardo, un terreno donato all’artista proprio da Ludovico il Moro, in modo che fosse vicino all’opera da completare.

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Leonardo a Milano: nella Pinacoteca Ambrosiana

Altri capolavori alla Pinacoteca Ambrosiana,  uno dei musei più importanti di Milano, che custodisce la più ampia collezione di fogli leonardeschi, il Codice Atlantico,  visibili in originale solo da parte di studiosi, ma esposti in digitale nella Sala Federiciana, insieme con il Ritratto di Musico di Leonardo.

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Il Leonardo scienziato invece, è protagonista del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia non a caso a lui intitolato.

 

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Macchina_volante_-_Museo_scienza_tecnologia_Milano

Ospita una serie di modelli costruiti sulla base dei disegni di Leonardo, una versione 3d curata nei materiali e rispettosa delle idee dell’artista, tra cui la famosa Vite Aerea, simile a un’elica, tra i disegni più belli del nostro artista.

Il Museo della Scienza è forse il luogo più rappresentativo dell’affinità tra Milano  e Leonardo, una città e un artista accomunati da curiosità, ricerca, innovazione, sperimentazione continua e ingegnosa.

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Il Castello Sforzesco: una tappa fondamentale di “Leonardo a Milano”

Sempre nel centro storico, per proseguire la nostra passeggiata sulle tracce di Leonardo, entriamo all’interno nel Castello Sforzesco, sede imponente della corte.

Qui la mano di Leonardo, che  progettò per il Duca meravigliose macchine scenografiche di cui purtroppo non resta traccia, rimane nell’affresco della Sala delle Asse.

Anche questo restaurato con grande accuratezza, rivela l’attenzione di Leonardo verso la natura, fino alla verosimiglianza.

Tralci di un pergolato di gelsi in omaggio a Ludovico Sforza il cui soprannome il Moro indica appunto le piante di gelso e in omaggio alla produzione della seta, si sviluppano sulle pareti e sul soffitto, creando un effetto di sfondamento  dello spazio, e aprendo la grande Sala sull’esterno.

Le Conche

Poco lontano dal castello Sforzesco scorreva l’acqua del Naviglio, regolata dalle famose Conche studiate e progettate da Leonardo.

leonardo a Milano: conca incoronata
conca incoronata

 

La conca dell’Incoronata, in fondo a via San Marco, è la più famosa e dimostra chiaramente il funzionamento delle paratie che regolavano l’acqua del Naviglio della Martesana, in modo da favorire  la navigazione dei barconi.

Una Milano dinamica fin da allora, ricca di scambi e di commerci, con una rete di vie d’acqua in continuo sviluppo,  richiedeva soluzioni nuove per la mobilità.

Una meravigliosa fonte di ispirazione per un genio creativo come Leonardo, sempre pronto a ideare progetti all’avanguardia, se non fantascientifici. Che, nei disegni, immaginava addirittura una Milano a diversi livelli, con una rete idrica e fognaria sotterranea per garantire igiene e salute.

Ma in questa ricerca  continua, anche Leonardo fece alcuni errori? Forse uno degli errori fu la Conca Fallata lungo il Naviglio Pavese, vicino alla Chiesa Rossa.

 

leonardo a Milano il glicine di Leonardo
il glicine di Leonardo a Milano

In realtà ci sono dubbi sul fatto che Leonardo abbia effettivamente progettato questa conca milanese, che ebbe varie vicissitudini. Tuttavia è tradizione definire  Glicine di Leonardo un magnifico   glicine antichissimo nel quartiere Ripamonti, proprio vicino alla Conca Fallata. Realtà o fantasia?

A dimostrazione del fatto che la presenza di Leonardo a Milano è talmente potente da intrecciare storia e leggenda.

leonardo a Milano ippodromo -san-siro-cavallo
ippodromo -san-siro-cavallo

Leonardo a Milano: anche all’Ippodromo di San Siro

Torniamo allora al nostro itinerario leonardesco e andiamo in periferia all’Ippodromo di San Siro dove, da alcuni anni, fa bella mostra  il famoso colossale  cavallo in bronzo.  L’opera, firmata dall’artista giapponese Nina Akamu, è basata proprio sugli studi dei disegni di Leonardo, che a lungo studiò il progetto di un maestoso cavallo di bronzo celebrativo.

Mai realizzato, il progetto doveva conciliare potenza, dinamismo, leggerezza e l’enorme peso della statua equestre.

 

 




Milano: i migliori delivery pasquali? 7 proposte top

Le nostre scelte per un eccellente delivery di menu pasquali a Milano: 7 proposte top per gustare il meglio della tradizione  e dell’innovazione

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

 

Sara Preceruti e la Pasqua di Acquada

Il menù di Pasqua di Sara Preceruti comprende, quest’anno per la prima volta, anche il suo personalissimo uovo di cioccolato.

 

Acquada-chef-Sara-Preceruti-nel-suo-ristorante

 

La giovane chef, nel suo ristorante Acquada di via Villoresi a Milano, sta lavorando per creare un uovo delicato e goloso allo stesso tempo.

Un uovo che  rispecchierà come sempre il suo amore per i contrasti e porti in tavola dolcezza, acidità e sapidità, tutto in uno.

Oltre all’immancabile uovo, Sara ha scelto un menù di classici per la seconda Pasqua e Pasquetta in lockdown.

 

Acquada-tartare_antipasto-Pasqua-2021

Come spiega la giovane chef, occorre un menù fedele ai sapori classici, ma capace di ricreare a casa l’atmosfera speciale del ristorante.

Per ordinare questo originale squisito menù è sufficiente visitare il sito acquada.com e cliccare su “Delivery”. Gli ordini devono pervenire entro il 31 marzo 2021.

Il servizio di asporto e consegna a domicilio verrà effettuato la mattina di Pasqua e quella di Pasquetta, con consegna a Milano e zone limitrofe per un raggio di circa 20 km dal ristorante.

www.acquada.com

 

 

Il food delivery regionale di  Terrazza  Gallia

Nonostante la distanza, gli Chef Vincenzo e Antonio Lebano (coadiuvati dai Fratelli Cerea, consulenti gastronomici per Terrazza Gallia) vogliono far sentire la loro vicinanza a tutti i clienti dell’Hotel Excelsior Gallia.

Il menù sarà interamente dedicato ai gusti e sapori della tradizione napoletana, terra d’origine degli chef.

 

gallia-terrazza

 

Il viaggio inizierà con un antipasto all’italiana, che prevede selezione di salumi e formaggi, uova sode, giardiniera della nonna e asparagi al vapore serviti con il Casatiello Napoletano.

E’ questo  il lievitato tipico della cucina campana.

A seguire, lasagnetta di pesce, pesto leggero e, come seconda portata, agnello al forno

con patate, cipollotti e piselli.

Ed infine la pastiera aromatizzata con sciroppo di fiori d’arancio, una ricetta che la famiglia Lebano si tramanda da generazioni.

Il menù sarà accompagnato da un wine-pairing scelto dal Sommelier Paolo Porfirio e da una selezione di pane, grissini e piccole dolcezze.

Gli ordini possono essere effettuati fino al 2 aprile scrivendo a: terrazza.gallia@luxurycollection.com oppure chiamando il numero +39 02 67853514

 

 

A Pasqua  il menu delivery firmato Carlo Cracco per fare del bene

Stellato, solidale e in modalità delivery. È il pranzo, o la cena, che i milanesi si possono regalare in occasione di Pasqua o Pasquetta che, anche per quest’anno, saranno tra le mura domestiche

Per la ricorrenza Cosaporto.it ha coinvolto lo chef Carlo Cracco che ha ideato un esclusivo menu di quattro portate legate alla tradizione del periodo per sostenere VIDAS.

La VIDAS è l’associazione che dal 1982 offre assistenza e cure palliative ai malati inguaribili, e l’accoglienza pediatrica in Casa Sollievo Bimbi.

 

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Il menu, composto da ingredienti di stagione e di alta qualità, prevede torta pasqualina, riso gratinato alle fave e pepe nero con salsa di pecorino, agnello al vino bianco con piselli e menta e, per concludere, monoporzione di samba alle ciliegie di Sant’Arcangelo di Romagna e cioccolato.

In più, per chi volesse gustare anche il più tipico dei dolci pasquali, è possibile aggiungere la colomba, soffice e avvolgente, sempre firmata Cracco.

Il pasto si può ordinare, sia per il pranzo sia per la cena del giorno di Pasqua e Pasquetta -con consegna il solo giorno di Pasqua – collegandosi alla piattaforma online di quality delivery Cosaporto.it

La consegna, prevista per la sola città di Milano, viene effettuata gratuitamente da Cosaporto.

Per ordinare la delivery pasquale firmata Cracco e dedicata a VIDAS basta collegarsi a https://cosaporto.it/prodotto/box-di-pasqua-vidas-by-carlo-cracco-con-senza-colomba/

Per informazioni: 02 72511318

www.VIDAS.it

 

 

Aloha Poke, la limited edition per la Pasqua e Pasquetta di Pacifik Poke

Per festeggiare l’apertura del ristorante di via Pollaiuolo al 9 a Milano, la catena hawaiana Pacifik Poke ha ideato una limited edition “Aloha Poke” a un  prezzo speciale.

Il poke speciale proposto per l’occasione prevede capesante e uova di salmone che si sposano con la salsa ponzu per creare il più delicato dei poke, da veri puristi. Completano la ricetta edamame, anacardi, alga wakame, cetriolo e ravanello con topping di erba cipollina e tobiko rosso. Non solo bello da vedere ma anche gustoso da mangiare.

 

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La poke bowl è presente in tutti i locali nei tre diversi formati (regular, medium e large).

Nella cultura hawaiana il termine “Aloha” è usato come saluto di benvenuto, ma racchiude un significato più ampio, fatto di amore, di pace, di gratitudine.

Gli amanti di Pacifik Poke possono assaporare le loro infinite proposte anche a domicilio attraverso il servizio di food delivery fornito da Glovo che copre l’intera città di Milano

www.pacifikpoke.com

 

La Pasqua di Mi View Restaurant arriva a casa

In occasione della Pasqua 2021, Mi View Restaurant ha ideato per i suoi clienti una nuova proposta delivery.

La cucina del ristorante al 20esimo piano della Torre WJC ha creato una serie di Portate che riportano i sapori e le atmosfere della tradizione.

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Il menu è un percorso gourmet creato dallo chef Christian Spagnoli.

Le 5 portate sono create con materie prime italiane artigianali provenienti dal network di Artimondo.

L’esperienza di gusto si sviluppa dall’antipasto Pasquale e si conclude con il dolce realizzato dal pasticcere Domenico Peragine.

 

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Inoltre  è disponibile anche la colomba del Mi View Restaurant, realizzata artigianalmente secondo la ricetta tradizionale.

Per completare l’esperienza pasquale MiView ha inserito nel menu anche una selezione di etichette

Contatto per prenotazione: info@miview.it – 02.78.61.27.32

 

 

Al Mercato Street: più ricco il delivery firmato da Eugenio Roncoroni

Al Mercato Street, la proposta gastronomica studiata dallo Chef Eugenio Roncoroni appositamente per il delivery e l’asporto, si amplia.

Ecco alcune gustose novità: tre nuovi panini che portano a Milano spezie, profumi e suggestioni di Paesi lontani.

 

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“Le nuove proposte – afferma Eugenio Roncoroni – sono un rimando alla storia de Al Mercato. Ho deciso di rivisitare e migliorare ulteriormente tre grandi classici che hanno fatto parte del percorso che mi ha portato fino a qui. I milanesi hanno bisogno di viaggiare con il palato alla scoperta di sapori nuovi e lontani”.

Il panino Omaggio al Bar do Manè offre   un viaggio in Brasile, nel famoso mercato di San Paolo: un sandwich a base di pane di patate e sesamo, mortadella, formaggio Edamer arrosto e senape di Dijon.

L’Hot dog Al Mercato è una reinterpretazione in chiave “gourmet” del classico sandwich americano.

Ingredienti di qualità e diverse preparazioni, come il Chili di carne, la panna acida alla francese e la cipolla fritta nella farina di riso.

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Il Portland Wrap è il risultato di un mix: un “rotolo” al cui interno viene inserito il Chimichurri, un pestato di erbe tipiche del Sud America, insieme a  straccetti di manzo, cheddar e patatine fritte.

Il menù rimane disponibile tutti i giorni, dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 19.00 alle 22.00, sulle principali piattaforme di delivery (Deliveroo, Glovo, JustEat e Uber Eats).

www.al-mercato.it

 

 

Pasqua con  le proposte delivery di Chef Claudio Sadler

Per vivere un’esperienza da ristorante stellato anche a casa,  Chef Sadler propone tante proposte gourmet studiate appositamente.

A scelta: la box degustazione di 6 portate, i dolci tipici della tradizione, la colomba classica e l’uovo di cioccolato in edizione limitata.

Oltre alla ottima box di Pasqua con un menu degustazione di sei portate salate, c’è anche il Menu alla carta, dolce e salato, con abbinamento vini.

In questo caso si ordinano in libertà i piatti e le bottiglie preferiti.

 

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Invece il duetto by Sadler & Fusto comprende un uovo di cioccolato in edizione limitata (solo 100 pezzi).

Duetto è  composto da due scrigni, uno al cioccolato fondente 65% e l’altro al cioccolato al latte, entrambi impreziositi da frutta secca caramellata e divisi da uno strato sottile di cioccolato bianco e dulce de leche. Il tutto sorretto da una base realizzata con wafer, cioccolato e miglio.

Sui siti Cosaporto.it e Sadler.it nella sezione shop.

Le consegne, che avverranno dal 2 al 4 aprile, potranno avvenire in due modi:

  • Delivery in tutta Milano e hinterland;
  • Asporto direttamente al ristorante c/o Chic’n Quick in Via Ascanio Sforza, 77 a Milano.

www.sadler.it

 




Pasqua a Milano: in 7 pasticcerie top

 Festeggiamo la Pasqua in 7 tra le migliori pasticcerie di Milano

 

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

Dolci tradizioni pasquali nelle pasticcerie milanesi: raffinatezza, gusto, creatività, virtuosismi di alta pasticceria.

E a Milano c’è anche la colomba 5 stelle, la colomba glamour…..

 

 

Ernst Knam: il re del cioccolato

Già Maestro Pasticcere da Gualtiero Marchesi, Ernst Knam interpreta il cioccolato in abbinamento con spezie e frutta, creando stupefacenti capolavori dolci e salati.

Tra le proposte per la Pasqua 2021 ecco qualche idea sorprendente

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Birds: in cioccolato fondente Perù Pachiza 70% richiamano  i meravigliosi Birds in vetro del designer finlandese Oiva Toikka

Pollo Pollock realizzato in cioccolato fondente Perù Pachiza 70%, al latte Pachiza 39% o bianco con inserti in pasta di zucchero; decorato con la tecnica “dripping”, modello Pollock, con burro di cacao colorato.

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E poi il Gallo Goccia, la  gallina ruspante, i pulcini, le pecorelle, il coniglio upside down, spruzzato con burro di cacao colorato e decorato con inserti in pasta di zucchero.

Oppure il Pinocchio, realizzato interamente a mano nel laboratorio di cioccolateria, che può essere personalizzato a proprio piacimento con il naso in tre diverse misure e tipologie di cioccolato: bianco, latte e fondente.

Via A. Anfossi 10, Milano

www.eknam.com

 

 

Mandarin Oriental Milan: una colomba pasquale 5 stelle

E’  firmata Nicola di Lena, e si può acquistare direttamente  nel  luxury hotel meneghino.

Mandarin Oriental Milan presenta la celebre e pluripremiata Colomba di Chef Di Lena, da degustare in hotel durante il pranzo pasquale e anche a casa: il dolce si può infatti ordinare e acquistare direttamente presso Mandarin Oriental, Milan, per una Pasqua di gusto e dolcezza.

 

mandarin-oriental-Colomba

La preparazione del dolce è un dichiarato omaggio ad uno dei più apprezzati dessert della tradizione: la lievitazione naturale con lavorazione di 48 ore lo rende soffice e leggero, mentre la scelta d’ingredienti di alta qualità come scorza di arancia fresca, canditi selezionati uno ad uno e polpa di vaniglia purissima conferiscono un irresistibile profumo di festa.

La Colomba di Chef Nicola Di Lena può essere ordinata telefonando al numero 02 87318898 oppure inviando una email a mandarinbarmilano@mohg.com

 

 

La Pasqua di cioccolato di Peck

Nel regno della  gastronomia milanese 6 nuovi virtuosismi di alta pasticceria per una Pasqua di preziosa dolcezza.

 

 

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Simbolo di questa stagione è l’iconico “Chocolate Grape”: un uovo che celebra il mondo dell’enologia così caro a Peck, la cui enoteca è una delle più importanti d’Italia. Decorato e dipinto a mano, rappresenta un acino d’uva appena raccolto dal suo tralcio di vite, e all’interno di alcune uova sarà  possibile trovare un regalo a tema enologico.

In aggiunta alle tradizionali uova è disponibile un universo di personaggi di cioccolato che reinterpretano con ironia l’iconografia pasquale.

 

 

In questo momento di emergenza non solo sanitaria, ma anche economica e sociale non manca un pensiero alla solidarietà: per ogni uovo acquistato (a partire da 500 grammi), la gastronomia milanese donerà una Colomba Peck alla Caritas Ambrosiana.

Le creazioni di Peck sono realizzate a mano, all’interno dei laboratori di via Spadari dalla squadra di esperti maestri pasticceri guidata dal Pastry Chef Galileo Reposo.

Si possono  acquistare  nei tre negozi Peck di Milano:  il Flagship di via Spadari 9; Peck CityLife in Piazza Tre Torri; Peck Porta Venezia in via Salvini. https://delivery.peck.it/

 

Dolce&Gabbana e Fiasconaro per una colomba glamour

Il simbolo della pace e della rinascita, la ricerca delle materie prime più genuine, una lavorazione artigianale sapiente e attenta alla tradizione, il profumo delle feste trascorse in famiglia: ecco gli ingredienti immancabili della Colomba, firmata Dolce&Gabbana e Fiasconaro.

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Tre nuove proposte da forno, racchiuse in altrettante magnifiche confezioni firmate Dolce&Gabbana con fregi ispirati alle maioliche bianche e azzurre dell’isola: la Colomba alle Mandorle di Sicilia, la Colomba con Cioccolato e Confettura di Fragoline di Bosco di Sicilia e la Colomba al Cioccolato di Sicilia.

In vendita al Martini Bar di Milano, corso Venezia 15

su world.dolcegabbana.com/food-beverage

 

 

Pasticceria Panzera Milano: qualità e semplicità

Da sempre i lievitati sono il fiore all’occhiello della Pasticceria Panzera Milano che di anno in anno migliora i suoi prodotti attraverso la qualità degli ingredienti. Disponibili in quattro versioni, le colombe sono preparate da mani esperte, con ingredienti di prima scelta -tra cui il pregiato burro di Normandia famoso per la qualità della panna- e con una lunga lievitazione di 24 ore.

 

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Tra le novità la Colomba con albicocche “Pellecchiella” del Vesuvio, inserite nell’impasto a pezzettoni, la Colomba al cioccolato che al posto dei canditi, presenta l’impasto farcito con cioccolato fondente a grossi pezzi, la Colomba glassata al cioccolato in versione ancora più golosa, con una croccante glassa al cacao Venezuela Sur del Lago fondente al 75% e una cascata di nocciole intere delle Langhe.

Pasticceria Panzera Milano:  Viale Monte Santo 10; Stazione Centrale – P.zza Luigi di Savoia,

Delivery a Milano e spedizioni in Italia shop.panzeramilano.com

Ordini telefonici al n° 02/6597327

 

Alla Pasticceria Buonarroti:  Pasqua con il sorriso

La Pasqua della Pasticceria Cremeria Gran Caffè Buonarroti prevede la  tradizione della sua storica Colomba.

Come ogni anno si procede meticolosamente con due impasti, uno alla sera e uno al mattino.

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Si lascia poi tempo alla Colomba di lievitare lentamente. In questo modo il lievito madre, la farina di frumento, il burro e le uova possono accogliere al meglio le generose scorze di arancia candita, gli aromi d’arancio e della vaniglia del Madagascar. Anche la glassa è una copertura croccante ma leggera, perfetta per avvolgere le mandorle grezze e la classica granella di zucchero.

Anche le uova di cioccolato sono le protagoniste del laboratorio della Pasticceria. Oltre a quelle più tradizionali, ci sono quelle creative elaborate dallo Chef Pasticcere Roberto Previtera.

Uova che prendono forme diverse come pesci, casette, aeroplani, uova floreali, uova decorate a mano con ghiaccia reale, tanti i colori ad effetto marmorizzato…

Ma quest’anno c’è un motivo in più per acquistare i dolci pasquali presso la

Pasticceria Buonarroti.

 

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Per la Pasqua 2021, infatti, la vera sorpresa sarà regalare un sorriso a tutti i bambini ricoverati nelle strutture dove la Fondazione Dottor Sorriso è presente.

Come? Per tutto il mese di marzo e fino al 4 aprile, si potrà sostenere l’iniziativa in questo modo: acquistando un pulcino di cioccolato al latte o fondente del valore di € 5, si riceverà il famoso Naso Rosso da Clown di Dottor Sorriso, e per ogni contributo ricevuto la pasticceria aggiungerà € 2.

www.buonarrotigrancaffe.it

 

Grezzo Raw Chocolate firma   l’unico uovo di cioccolato crudo

Grezzo Raw Chocolate, la prima Pasticceria Crudista del Mondo  presenta  la collezione 2021 di Uova di Pasqua crudiste, vegan e biologiche, senza lattosio e glutine.

Le uova sono realizzate con  fave di cacao non tostate provenienti dalle incontaminate foreste amazzoniche, anche chiamate Uova di cioccolato crudo.

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Sono un prodotto artigianale che mette al centro la salute dei consumatori.

Il cioccolato crudo, ottenuto da una lenta macinatura a pietra di fave di cacao essiccate al sole, quindi privo di additivi, eccipienti e aromi artificiali,  preserva la naturalità e la bontà del cacao.

Viene dolcificato con zucchero di cocco, ricco di fibre, sali minerali e vitamine, che aggiunge valore con il suo  basso indice glicemico ed il retrogusto finemente caramellato.

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Dalla lavorazione a bassa temperatura di questi ingredienti nasce un cioccolato in grado di regalare sensazioni uniche e insieme fornire elevate quantità di anti-ossidanti (flavonoidi) e tanti micronutrienti utili al proprio benessere come magnesio e theobromina.

L’Uovo di Pasqua di cioccolato crudo di Grezzo ha 4 gusti e 2 formati.

Le Uova di Grezzo Raw Chocolate sono vendute on line su grezzorawchocolate.com e a Milano nel negozio di Via Pastrengo 2

www.grezzorawchocolate.it




Milano: andar per parchi

Il verde a Milano? Tanto, diffuso,  rilassante. Scopriamo i parchi di Milano  per le nostre passeggiate in libertà

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

Se  possiamo uscire solo per fare sport all’aria aperta o per passeggiare in solitudine, ecco l’occasione per scoprire i parchi di Milano.

Che, a differenza di quanto si pensi, sono tanti, diffusi e bellissimi.

Cominciamo dal più famoso e più ricco di storia, il Parco Sempione.

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Il Parco Sempione

In pieno centro, il  parco Sempione è legato al Castello Sforzesco, perché in origine era la sua piazza d’armi.

Ma quella che era una enorme  spianata nuda, diventò un vero parco verso  il 1890. Fu in quegli anni che l’architetto Alemagna progettò un parco che  dal Duomo doveva idealmente portare,  attraverso l’Arco della Pace, al Passo del Sempione.

Da qui deriva il magnifico gioco prospettico che lega le torri del  Castello all’Arco della Pace attraverso un movimento verde e ondulato.

 

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Infatti l’idea progettuale di Alemagna fu quella di un grande parco all’inglese, variegato da corsi d’acqua, sentieri, brevi alture.

Un paesaggio che riproducesse la natura in mezzo ad un contesto storico fortemente edificato.

Fin dall’inizio il Parco Sempione è stato frequentato e amatissimo dai milanesi.

E la sua collocazione in pieno centro permise di utilizzarlo come  sede di iniziative pubbliche.

Ad esempio  l’Esposizione Internazionale del 1906 che si svolse qui con enorme successo.

Le opere  d’arte

Di quel memorabile evento resta solo lo splendido padiglione dell’Acquario civico, magnifico esempio  di stile Liberty.

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Ma il Parco Sempione è ricco di altre opere  d’arte che si incontrano sparse qua e là nella nostra passeggiata.

Primo di tutti  il Palazzo dell’Arte, sede della Triennale, tempio del design milanese e mondiale.

Anche se in questo periodo sono chiuse le mostre fisse ed estemporanee, il Palazzo stesso merita attenzione.

Opera  dell’architetto Giovanni Muzio, costruito negli anni ’30 grazie a una donazione della famiglia del senatore Bernocchi,  è un ottimo esempio di stile razionalista.

 

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E sarà divertente ricordare che negli anni ‘50 la sala del Teatro del Palazzo dell’Arte fu proprio  la prima sala sperimentale delle trasmissioni televisive italiane, dove si giravano  le prime trasmissioni di “Lascia o Raddoppia”.

Torniamo al nostro Parco per ricordare altre opere di architettura e di scultura  che punteggiano la nostra passeggiata.

Sono  la Torre del Parco o Torre Littoria, realizzata da Giò Ponti nel 1932,  il padiglione per la X Triennale del 1954, oggi Biblioteca del Parco, il monumento equestre di Napoleone III dello scultore Francesco Barzaghi, i “Bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico e il Ponte delle Sirenette di Francesco Tettamanzi.

 

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Ma un  parco non sarebbe tale se non possedesse un magnifico mantello verde.

Dagli anni  ’60, a cura  dell’architetto Vittoriano Viganò e del paesaggista Pietro Porcinai, il Parco Sempione è stato  risistemato e poi man mano arricchito sia di superficie che di molte specie botaniche.

 

Parco Sempione Milano

 

Oggi due distinti percorsi didattici organizzati dalle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) guidano alla scoperta di 50 specie arboree etichettate e illustrate in una piccola guida gratuita.

Tra gli alberi monumentali da notare un olmo sul belvedere di fronte alla statua di Napoleone III, un ippocastano nei pressi del “Ponte delle Sirenette”, e faggi penduli vicino al giardino della Triennale.

Per prenotazione delle visite guidate tel. 02/88464456




 Milano: in mostra creatività al femminile

Grandi mostre a Milano celebrano le donne: creatività, potere, fantasia

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

Nel mese dedicato alla festa delle  donne, scopriamo due importanti mostre ospiti  di Palazzo Reale di Milano.

Sono le mostre “Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa” e “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra il ‘500 e il ‘600”.

 

 

Entrambe sono inserite nel palinsesto ‘I Talenti delle Donne”, promosse e prodotte dal Comune di Milano-Cultura e Palazzo Reale.

“Divine e  Avanguardie. Le donne nell’arte russa”

Sante e zarine, operaie e contadine,  madri di famiglia e artiste all’avanguardia: sono le protagoniste della  mostra “Divine e  Avanguardie. Le donne nell’arte russa” in corso fino al  5 aprile.

Sono   90 opere provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo.

Sono donne protagoniste, sia come soggetto delle opere, che raccontano  la storia e la vita del popolo russo, sia come autrici.

 

Un’epopea al femminile che attraversa epoche e stili artistici: dal  secolo  XIV al  secolo XX, dalle  icone alla pittura a cavalletto, dalla scultura alla grafica, alla raffinata porcellana.

Interessante la suddivisione tematica in 8 sezioni: il Cielo, il Trono, la Terra, Verso l’indipendenza, la Famiglia, Madri, il Corpo, le Artiste.

Natalja Goncharova è il nome più famoso di questo movimento artistico russo al femminile negli anni Dieci e Venti del Novecento.

Catalogo Skira

www.divineavanguardie.it

“Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra il ‘500 e il ‘600”

Incredibili storie di donne talentuose e “moderne”  sono al centro della seconda mostra  “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra il ‘500 e il ‘600”, esposta fino al 6 giugno.

 

Oltre 150 opere di 34 artiste, tra cui Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola e  Lavinia Fontana, alcune già celebri, altre meno conosciute.

Figlie, mogli, sorelle di pittori, o a volte donne di religione: queste  Signore dell’Arte  mostrano  la loro grandiosa abilità compositiva e anche il ruolo rivestito nella società del tempo.

Dunque storie che ci portano indietro nel tempo.

Come  quella di Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio, icona di consapevolezza e rivolta,  che rivaleggia con l’arte degli stessi pittori uomini dell’epoca.

 

Della Anguissola sono esposti capolavori assoluti come la Partita a scacchi (del 1555 e proveniente dal Muzeum Narodowe di Poznan, Polonia) e la Pala della Madonna dell’Itria (1578), che è stata oggetto di un importante restauro.

Interessante lo stile scelto da queste pittrici, che spesso, pur adottando le canoniche regole compositive e iconografiche, esprimono  guizzi inventivi e tocchi audaci.

 

 

Che siano ritratti o composizioni simboliche di frutti e fiori, i soggetti ritratti diventano potenti strumenti di libertà d’espressione.

Main sponsor della mostra Fondazione Bracco, da sempre attenta al mondo dell’arte e della scienza, con un forte focus sull’universo femminile.

Catalogo Skira

www.lesignoredellarte.it




A spasso per Milano con la guida “Milano in tasca”

Scopriamo Milano con la guida “Milano in tasca” di Meravigli Editori

 

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

 

E’ davvero un libretto piccolo ma prezioso la Guida “Milano in tasca” di  Meravigli Editori

 

Si può tenere in tasca  in una lunga passeggiata  per Milano, leggerla ogni tanto, fermarsi a guardare un monumento, a studiarne i particolari.

In questa flanerie alla francese, la guida ci accompagna con informazioni e spunti  curiosi.

L’itinerario  si sviluppa con molta chiarezza e facilità.

In fondo Milano non è grandissima e  si amplia come in cerchi concentrici.

E’ facile quindi cominciare  da Piazza Duomo con tutte le sue particolarità, allontanandoci man mano dal centro, verso  le zone più periferiche, fino ai nuovi quartieri che sfavillano di grattacieli di archistar.

La guida spiega con  chiarezza sintetica le origini, i tempi, gli stili dei monumenti e quindi ci informa pienamente.

Ma l’autrice Nadia Gobbi, una delle guide turistiche più note e apprezzate di Milano,  ha anche l’intuizione di inserire, accanto alle informazioni di  base, piccoli box su curiosità, personaggi, episodi che attirano l’attenzione del lettore.

Curiosità

Così ad esempio l’episodio di “Un colpo di bombarda”, quando San Michele Arcangelo sulla sommità del campanile di San Gottardo rimase senza testa per circa due secoli, cigolando ad ogni movimento con parecchio rumore, per cui nel 1521 il  governatore di Milano promise la libertà all’artigliere svizzero  soprannominato Bombarda  se fosse riuscito a decapitare la statua cigolante.

Oppure  il commento davvero curioso  di Thomas Jefferson, futuro presidente degli Stati Uniti, che passò per Milano nel 1784. Ecco quello che scrisse sul nostro Duomo: “La cattedrale di Milano è oggetto degno di meditazione filosofica e di esser posta tra gli esempi più rari di cattivo uso del denaro. […] La stessa spesa sarebbe bastata per gettare gli Appennini nell’Adriatico, creando così terraferma da Livorno a Costantinopoli”.

 

 

Oppure ancora il racconto della  vita che si svolgeva nella  Scala durante il ’700, quando nei palchi, mentre si svolgeva lo spettacolo, si mangiavano piatti espressamente cucinati in loco, i cui resti venivano spesso buttati in platea; si beveva in abbondanza e si amoreggiava dietro le tendine opportunamente accostate.

Più tardi, come ricorda Stendhal, ci si limitava a ricevere gli amici: tra un pettegolezzo e l’altro, i cavalier serventi delle dame facevano portare gelati e sorbetti.

Interessante anche la nota su “Un bieco personaggio”, cioè Tomaso Marino, il faccendiere di Genova che visse sontuosamente nel palazzo che ancora oggi porta il suo nome, attuale municipio di Milano.

Citazioni

La guida “Milano  in tasca” ci incuriosisce anche con  citazioni dotte, come quella di Ausonio, autore dell’ elogio di Milano che scrive “A Milano è tutto mirabile: abbondanza d’ogni cosa, palazzi innumerevoli ed eleganti, eloquente ingegno degli abitanti, costumi improntati a gaiezza; inoltre l’aspetto del luogo è amplificato da una duplice cerchia di mura, e per diletto della gente v’è un circo e la mole cuneiforme d’un teatro coperto; e templi, un palazzo imperiale, una florida zecca……per le forme grandiose tutto sembra rivaleggiare in magnificenza con Roma”

Intrigante la spiegazione  dell’etimologia di alcuni nomi e l’origine di alcune usanze, prima fra tutte la famosa  scrofa semilanuta da cui deriverebbe il nome Mediolanum.

Capitoli

E sono davvero intriganti i titoli di alcuni capitoletti: “Cultura, mondanità, romanticherie…”, “La Strada delle Abbazie”, “Il quadrilatero della moda”, “Donne famose e i loro salotti”.

Ancora più intrigante il capitoletto “Qui vissero…” dedicato ai personaggi illustri.

 

 

Così, mentre si passeggia e si contemplano  i  monumenti,  si possono recuperare notizie storiche e architettoniche, ma anche collegare episodi storici  dimenticati.

Perché Milano  custodisce autentici tesori d’arte, di storia e di leggenda, che non sono solo quelli a tutti noti, come il Duomo, il Cenacolo vinciano, la Scala….

Ma ci sono anche luoghi tutti da scoprire: ad esempio, la tomba dei Re Magi, seppur senza Magi (che furono trafugati dal Barbarossa per dar vanto al Duomo di Colonia!), uno dei quattro chiodi che avvilirono le carni di Cristo, una colonna marchiata dalle corna del Diavolo, che volle sfidare Sant’Ambrogio e ne uscì scornato…..

Foto e quadri

Un altro accorgimento molto piacevole che l’autrice Nadia Gobbi ha utilizzato nella impostazione della guida  è l’inserimento di foto d’epoca o di quadri a tema.

Bellissimi gli scorci di Milano imbiancata in Piazza della Scala, i personaggi che passeggiano in pastrano e veletta, la fotografia di Verdi che cammina in Piazza Scala  leggendo  il giornale.

Così la guida “Milano in tasca”  alterna le descrizioni della Milano attuale e le immagini della Milano  di un tempo.

Creando belle suggestioni.

Meravigli Editori

La guida è scritta da Nadia Gobbi, con la quale Meravigli Editori collabora da anni per le iniziative “Visite guidate per tutti”, che sono tour culturali a tema in città, che prendono spunto da un titolo del catalogo, dato in omaggio ai partecipanti.

Così alla fine della lettura  resta il desiderio di leggere altre guide Meravigli più specifiche, e di seguire tour organizzati dedicati a una Milano segreta, ancora tutta da scoprire.

www.meravigliedizioni.it

 

Crediti foto:

Image by Dimitris Vetsikas from Pixabay

Image by eroyka from Pixabay




Milano sempre originale: il Carnevale Ambrosiano

Milano si distingue sempre, suscitando curiosità  e un pizzico  di “invidia”

Anche il Carnevale qui  è speciale: è un Carnevale  Ambrosiano

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

Andiamo allora  a scoprire  le particolarità del Carnevale cosiddetto Ambrosiano.

Che appare subito come un piccolo privilegio.

Infatti,  mentre  nel resto d’Italia il mercoledi, chiamato mercoledi delle Ceneri,  è già giorno di penitenza, a Milano le feste si concludono quattro  giorni dopo, il famoso Sabato Grasso.

Fortunati i milanesi, dunque, con i loro più immediati vicini, di Monza, Vimercate, Bergamo, che hanno a disposizione mezza settimana in più prima di entrare in Quaresima.

Ma come nasce questo privilegio del Carnevale Ambrosiano più lungo?

La tradizione

La tradizione popolare riconduce  tutto a Sant’Ambrogio, vescovo e patrono di Milano,  che, essendo impegnato in un pellegrinaggio lontano,  pregò i milanesi di aspettare il suo ritorno prima di iniziare la Quaresima.

Ecco il motivo del Carnevale più lungo per i fortunati milanesi.

In realtà si presume che  la faccenda sia andata diversamente.

Non fu il rito ambrosiano ad allungare il Carnevale, ma fu il rito romano ad allungare la Quaresima.

Ciò allo scopo di avere 40 giorni esatti di digiuno fino a Pasqua.

 

 

Quindi, una volta spiegata la formula originale del nostro Carnevale, andiamo alla scoperta della sua tipicità.

Purtroppo non è questo l’anno per godere in pieno allegria, sfilate di carri, cortei in piazza con mascherine e coriandoli.

Non è questo il tempo né dei cortei rinascimentali, né delle feste barocche, massima occasione di assembramenti.

Né si può sperare certo di trovare, come negli anni precedenti, le classiche bancarelle di artigianato e prodotti gastronomici.

Le maschere   del Carnevale Ambrosiano

Ma può divertirci sapere almeno quali sono le maschere più tipicamente ambrosiane.

Sono una coppia davvero simpatica.

 

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Meneghino, a cui dette dignità letteraria nel  Seicento il commediografo milanese Carlo Maria Maggi,  diminutivo del nome Domenico, indossa il tipico cappello a tre punte, codino alla francese, calzoni verdi e  calze a righe rosse e bianche.

A rappresentare al meglio lo spirito milanese,  Meneghino è laborioso, ligio agli ordini del padrone, ma anche geloso della propria dignità e  libertà,  e intollerante ad ogni sopruso.

 

Cecca

Cecca invece, abbigliata con corsetto nero abbellito da pizzi bianchi, lo scialle sulle spalle e la cuffietta sui capelli, è la classica brava donna, padrona di casa, anche lei tutta lavoro e famiglia.

 

I dolci di Carnevale

E se quest’anno il divertimento sarà decisamente ridotto e digital, potremo sempre consolarci con i dolci di Carnevale.

tortelli

 

Questi non solamente ambrosiani, ma presenti in tutte le migliori  pasticcerie di Milano.

Sono i tortelli fritti ripieni di crema e spolverati di  zucchero, le famose chiacchiere fritte o al forno, spolverate di zucchero a velo.

Il Carnevale Ambrosiano 2021

Comunque, poiché Milan l’è un gran Milan, anche in tempi difficili, l’iniziativa non manca.

E anche quest’anno Milano non rinuncia al Carnevale.

Come? Ci sarà  un evento speciale in streaming in cinque puntate. Si chiama Il Carnevale dei Colori e aspetta grandi e piccoli sul sito www.yesmilano.it dal 16 a 20 febbraio tutti i giorni alle 17.00.

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Quindi da casa, in streaming, si potranno scoprire in modo alternativo spettacoli, storie, canzoni, musiche dal vivo e anche una piccola sezione storica e di curiosità sul Carnevale Ambrosiano.

La musica dal vivo sarà offerta dall’Orchestra di Fiati di Milano che suona uno speciale repertorio ispirato ai brani legati  al mondo del circo e dei clown del cinema e del teatro.

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Per chi vuole saperne  di più Neiade organizza per sabato 20 Febbraio, alle ore 18.30

un Incontro Virtuale dedicato al Carnevale meneghino: Carnevale a Milano tra storia e tradizioni.

scoprimilano@neiade.com

www.neiade.com

 




Conosci davvero la tua città? I misteri del quartiere Porta Romana

di   Franca dell’Arciprete Scotti

 

Oggi vi portiamo alla scoperta dei misteri del quartiere di Porta Romana di Milano

Chi l’avrebbe detto  che la definizione più ricorrente per il quartiere di Porta Romana a Milano sia “misteriosa”?

Una zona semicentrale, ben servita, elegante, ma qui, a Porta Romana, c’è qualcosa   di “misterioso” che ci spinge a fantasticare.

 

Per cominciare si chiama proprio  “ bagni misteriosi” la  piscina storica di via Carlo Botta che la regista Andree Ruth Shammah ha integrato  al teatro  Franco Parenti: uno spazio affascinante soprattutto di notte, protagonista di eventi e performance.

E poi quale mistero è più intrigante di quello della Casa del Diavolo?

Proprio  all’inizio del corso di Porta Romana, secondo la leggenda popolare,  abitava Satana in persona. Era il ricchissimo Ludovico Acerbi che, mentre la peste divampava in città,  organizzava feste sfrenate per tutta l’aristocrazia milanese, senza paura del contagio.

Insomma, basta fare due passi tra lunghi viali e strade secondarie di questo quartiere così tranquillo per scoprire leggende impensabili.

Ovviamente  non mancherà una eco delle canzoni di Giorgio Gaber che a sua volta con “Porta Romana Bella” citava la canzone popolare da trani “Ci stan le ragazzine che te la danno”..

 

Perché una volta Porta Romana segnava  il confine con la campagna e tutta la zona entro le mura spagnole era piena di trattorie e botteghe, oltre ad essere piena di orti, come dimostra  proprio la via Orti omonima.

 

D’altronde solo in questa zona semicentrale di Milano sopravvive una vera cascina frequentatissima: la Cascina Cuccagna, che  ospita prodotti a chilometro zero, ha camere di alloggio e ospita  eventi e incontri.

Oltre la famosa Porta,  cioè oltre  l’arco costruito a fine ‘500 durante il dominio spagnolo, si apriva la strada per  Roma.

Oggi anche questa zona  limitrofa al quartiere è in grande effervescenza.

Infatti nello Scalo di Porta Romana è già prevista la costruzione del Villaggio Olimpico per i giochi invernali del 2026.

 

 

Quindi grandi trasformazioni in vista, già anticipate  dall’intuizione della Fondazione Prada che qui, nella periferia di Largo Isarco,  aveva creato già nel 2015 una costruzione di grande effetto nell’area che,  agli inizi del  ‘900, era della fabbrica Società Italiana Spiriti.

 

Oggi la Fondazione è uno dei luoghi topici dell’arte a Milano, con la Torre bianca, alta nove piani in vetro e cemento che ospita  opere eccezionali di Jeff Koons, Pino Pascali, Damien Hirst e Walter De Maria. Nei due livelli superiori un magnifico  ristorante con vista panoramica su tutto il panorama del sud  milanese.

Nel quartiere di Porta Romana locali ovunque, per godere gli scorci delle strade  e sostare tra una passeggiata e l’altra.

 

All’Origine,  il ristorante del giovane chef torinese Fabio Titone, offre una food experience tutta da gustare, con  giochi tra dolce e salato, cromie diverse, arie aromatizzate, affumicature e infusioni.

Via Lamarmora 36, Tel. 02.5464312

Da Cocciuto in Via Gian Carlo Passeroni, 2, 4 piatti autentici, fortemente connotati e con declinazioni internazionali

Davvero originale il locale Latte di Avena:  Heaven è il marchio italiano esperto di bevande vegetali esclusivamente a base di avena, prodotti squisiti, sani e sostenibili, che stupiscono per il gusto.

Latte di Avena, Viale Emilio Caldara 13/7,

E per svagarsi appena si potrà tornare a teatro?

Oltre al Franco Parenti, ecco l’altro teatro storico della zona.

 

E’ il glorioso Carcano, costruito agli inizi dell’800 sulle rovine di un ex convento, che ha ospitato sul suo palcoscenico grandi nomi dello spettacolo, da Giorgio Albertazzi a Giorgio Gaber.

 

 




Conosci davvero la tua città? Il Design District di zona Tortona

Oggi vi portiamo alla scoperta di un altro quartiere di Milano: il Design District di zona Tortona. Dove i vecchi edifici industriali hanno lasciato il posto a loft, showroom di moda, laboratori creativi.

Un tempo era un  quartiere fumoso di ciminiere e officine. Oggi qui loft e showroom  si affittano a peso d’oro. Parliamo ovviamente di Zona Tortona, nel Sud Ovest di Milano, diventata il primo Design District della città e quindi zona creativa per eccellenza.

Il segreto? Essere  vicina alla ferrovia di Porta Genova, al Naviglio Grande e alla stazione della metropolitana. Tutti fattori che prima sono stati indispensabili per il trasporto merci, e oggi sono preziosi per trasportare masse di giovani designer, architetti, stilisti, giornalisti che invadono Zona Tortona nei momenti topici dell’anno.

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Il Superstudio di via Tortona.

Durante le Fashion Week e la Design Week, Zona Tortona accoglie centinaia di migliaia di visitatori italiani e stranieri che scoprono atelier e sofisticati showroom di moda nelle ex acciaierie Ansaldo, che ospitano anche i Laboratori del Teatro alla Scala, nei capannoni della CGE, oggi Superstudio, nell’ex magazzino industriale di granaglie, oggi Armani Silos.

L’intuizione originaria si deve ai due giornalisti di moda Flavio Lucchini e Gisella Borioli che lanciarono, quasi 40 anni fa, agli inizi del fenomeno del Made in Italy, lo studio fotografico Superstudio.

allestimento Fuorisalone
Un scenografico allestimento nell’ambito del Fuorisalone.

Il boom della creatività italiana nella moda e nel design ha fatto nascere poi il  “Fuorisalone”, il mitico palinsesto di eventi e manifestazioni che animano la Zona Tortona, e non solo, durante la settimana del Salone Internazionale del Mobile.

Il Fuorisalone è un contenitore trasversale di creatività, punto di incontro di esperienze e di progetti, concentrati  in un’area limitata, fatta di negozi, studi di progettazione, luoghi di esposizione, un vero e proprio  distretto creativo. Tanto che viene pubblicato addirittura, in determinati periodi dell’anno, il ZonaTortona GuideBook.

Il Design District di zona Tortona si allarga

La Zona Tortona  negli anni è dilagata dalla stretta via che le dà il nome fino a tutto il quartiere che si sviluppa tra via Solari, via Stendhal, via Savona e via Bergognone.

Ed è ricchissima di locali, ristoranti di tendenza, centri culturali di grande attrazione. Prima di tutto il Mudec, il Museo delle Culture, un polo multidisciplinare dedicato alle diverse testimonianze e culture del mondo, e sede di mostre estemporanee (nella foto di apertura), poi l’imponente architettura della Fondazione Arnaldo Pomodoro  in via Solari, negli spazi della ex Riva Calzoni.

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La sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Quindi gli Armani Silos dedicati alle collezioni di grande effetto dello stilista, e BASE di via Bergognone, un progetto di contaminazione culturale tra arti, imprese, tecnologia e innovazione sociale, che ha l’ambizione di collocare Milano tra le grandi capitali della produzione creativa.

Per una sosta golosa c’è solo l’imbarazzo della scelta

Da Cocciuto in Via Bergognone 24 piatti autentici, fortemente connotati e con declinazioni internazionali. Da God save the food di via Tortona 34, in una  ex officina di arredo minimalista, menù internazionale con  le  famose wok da abbinare ai centrifugati di frutta e verdura. Da Pizzium in via Vigevano  33 una pizza in pieno stile italiano in tutte le varietà possibili.

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Gli spazi esterni del Magna Pars.

E per chi vuole fermarsi a dormire? Davvero sofisticato l’Hotel cinque stelle Magna Pars, il primo Hotel à Parfum, nato nella ex fabbrica di profumi della famiglia Martone. Un giardino nascosto per un luogo magico immerso nella riservata via Forcella, 60 suites ispirate a note olfattive, un viaggio nel mondo dei profumi studiato dal Perfume Laboratory LabSolue

È un “boutique hotel” il Savona 18 Suites, ricavato da un’antica casa di ringhiera milanese grazie a un progetto del famoso designer Aldo Cibic. Camere  tutte diverse per arredi, spazi e dimensioni, l’area ristoro del Petit Café e una splendida e raffinata corte interna.

Per chi fosse interessato a conoscere più a fondo questa zona, Neiade organizza periodicamente visite guidate sul tema archeologia industriale a Milano.

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L’ingresso di Armani Silos.