Conosci davvero la tua città? Il quartiere Bovisa, dai gasometri al distretto digitale

Questa settimana vi portiamo a scoprire il quartiere Bovisa. Una volta distretto agricolo, si è trasformato negli anni in polo industriale e poi post-industriale. Oggi è una delle zone più cool di Milano.

Quanti milanesi sanno che l’industria cinematografica italiana aveva sede alla Bovisa?  E quanti milanesi potrebbero associare il nome della Bovisa ad echi letterari? Ben pochi, credo, se è vero che in linea di massima Bovisa è per la maggior parte dei milanesi sinonimo di grigia periferia industriale. Lontanissima, quindi, dall’evocazione di immagini affascinanti.

Dopo avervi raccontato la scorsa settimana i “segreti” del distretto NoLo, percorriamo allora le vie di questo quartiere tutto da scoprire. Tutto nasce da una cascina d’antica data di Porta Comasina di cui non rimane traccia, la Cascina Bovisa, attorno a cui si formò nell’800 una borgata agricola poi inglobata a Milano.

Poi, dai primi anni del ‘900, questo  quartiere situato a nord ovest di Milano, attraversato da più linee ferroviarie, ha avuto un importante passato industriale.

L’edificio che fu sede della Ceretti Tanfani.

Sede del polo chimico lombardo e nazionale con l’azienda Candiani, produttrice di acido solforico,  poi parte della Montecatini, di grandi industrie meccaniche come la Ceretti Tanfani produttrice di impianti per la costruzione di teleferiche e nastri trasportatori, fu anche sede della Milano Film fondata nel 1909.

Di quei tempi eroici sopravvive oggi una targa dedicata alla successiva Armenia Film in via Baldinucci, a ricordare il grande stabilimento teatro di posa dove si girarono cortometraggi e film di argomento storico e patriottico.

armenia film
La sede dell’Armenia Film di via Baldinucci.

Qualcuno ipotizza anche che, nello stesso impianto di via Baldinucci, a metà degli anni ’30 un giovane Luchino Visconti avrebbe girato un film, il primo della sua carriera, andato perduto durante la  guerra.

La vena creativa dunque cominciò a insinuarsi anche tra i muri grigi e scrostati, eretti nell’aperta campagna della Bovisa anni ’20 e ’30. Per il resto, il panorama allora era rimasto grigio e anonimo come quello di tutte le periferie industriali.

Cosa che per altro non impedì a due intellettuali, Ermanno Olmi  e Giovanni Testori, di amare le nebbie e le ciminiere della Bovisa. Il primo, nato qui, scrisse il celebre Ragazzo della Bovisa, sui  ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, da cui avrebbe voluto trarre un film.

gasometro bovisa
Un vecchio gasometro del quartiere Bovisa.

Il secondo, che ogni giorno guardava le ciminiere e i gasometri della Bovisa dal treno delle Ferrovie Nord che prendeva per andare da Novate al Corriere della Sera, le dedicò scene indimenticabili intorno al Ponte della Ghisolfa, a cui si ispirò poi Luchino Visconti per Rocco  e i suoi fratelli.

Ma tutto questo non sarebbe bastato per rivitalizzare la Bovisa. La sua rinascita coincide invece con la dismissione della produzione industriale e l’arrivo della seconda sede del Politecnico di Milano nel 1989.

politecnico bovisa
La nuova sede del Politecnico alla Bovisa.

Da allora, in uno sviluppo tumultuoso, con le vecchie fabbriche trasformate in laboratori avanzatissimi e centri di ricerca, fino al futuro Competence Center per la trasformazione digitale delle imprese, gli stabilimenti colorati a colori vivaci, l’invasione di giovani universitari, la Bovisa è diventata quartiere di tendenza.

Ottimi collegamenti con il centro tramite il Passante ferroviario e la stazione ferroviaria di Bovisa, un paesaggio fatto di vecchie case primi ‘900 alternate a moderni condomini, una miriade di nuovi locali frequentatissimi dai giovani, imponenti strutture ex industriali hanno fatto diventare la Bovisa uno dei più recenti Design District durante il Fuori Salone.

spirit de Milan
Il cortile interno di Spirit de Milan.

Senza dimenticare il progetto della Goccia (foto di apertura), un’area compresa tra le stazioni di Bovisa e Villapizzone, il bosco segreto di Milano, in parte inaccessibile, che ospita residui di archeologia industriale del primo Novecento e dovrebbe essere riqualificata totalmente.

Simbolo di questa nuova vitalità lo Spirit de Milan in via Cosenz, già sede della famosa Cristalleria Livellara, di grande effetto, diventata oggi locale di tendenza, affascinante di giorno e di sera, quando si anima per balli scatenati, in particolare con le atmosfere anni ‘30 della musica swing, o rassegne blues e jazz.

Con gusto gourmet institute
Congusto Gourmet Institute è un’innovativa scuola di cucina.

Infine un suggerimento. Proprio ai limiti del quartiere, in Via Bernardo Davanzati 15, si apre l’intrigante Congusto Gourmet Institute, una scuola di cucina dedicata alla cultura e all’innovazione nelle discipline gastronomiche. Il corpo docente – chef, pasticcieri, panificatori, esperti di formazione – lavora a fianco degli studenti all’interno di un’area di 1.500 mq, praticamente un campus di aule, cucine, laboratori di pasticceria e di arte bianca.

 




Conosci davvero la tua città? A Milano alla scoperta del quartiere NoLo

Spesso abitiamo in una città ma la conosciamo poco. Eppure in Italia ogni centro riserva sorprese interessanti. Per questo vogliamo proporvi alcuni itinerari poco battuti. Iniziamo con Milano alla scoperta del quartiere NoLo.

Fino a pochi anni fa era un quartiere molto popolare, abitato soprattutto da extracomunitari e disdegnato dai milanesi. Ma recentemente è diventato una delle zone più cool della città, tanto da meritarsi anche un nome che ormai è un brand. Stiamo parlando di NoLO (Nord Loreto).

Come per SoHo a Londra e Tribeca a New York, il logo inventato per definire questo district milanese è un vero “marchio di fabbrica”. Che identifica con chiarezza zona e confini. Nord Loreto è infatti quell’area a forma di triangolo che, partendo da Piazza Loreto, si allunga a Nord, ed è compreso tra le direttrici di Viale Monza e Viale Padova, delimitato idealmente dai binari della ferrovia che attraversano Viale Monza.

A Milano alla scoperta del quartiere NoLo
La particolare struttura del mercato comunale di viale Monza.

A Milano alla scoperta del quartiere NoLo, nel segno del colore

Passeggiamo allora in questa  zona, alla scoperta dei motivi per cui NoLo è diventato un quartiere di tendenza. Tanto è vero che c’è anche una stazione radiofonica dedicata: Radio NoLo.

La prima cosa che si percepisce è la dimensione internazionale e multietnica di tutta la zona. Interessante la trasformazione per cui, dalla presenza prevalente di famiglie meridionali negli anni ’50 e ’60, qui  si nota oggi la presenza massiccia di immigrati nordafricani, sudamericani e orientali.

Leggi anche: A spasso per Milano alla scoperta della Street Art

Il fenomeno per fortuna non produce, come si potrebbe pensare, degrado e pericolosità sociale, ma al contrario vivacità culturale e colore. Soprattutto in via Padova, si incontrano moltissimi negozi etnici (anche di gastronomia), che diventano polo d’attrazione per molte persone che arrivano perfino da altre zone di Milano.

nolo milano
All’interno del mercato comunale vengono serviti anche piatti pronti. Come questo della Taverna dei Terroni.

E questa dimensione sociale è stata anche motivo di attrazione per  artisti e creativi. Ne è la prova la presenza a NoLo di eventi durante il FuoriSalone, che è sempre cifra di successo. Ad esempio, nel corso degli ultimi due FuoriSalone sono stati presi d’assalto i famosi Magazzini Raccordati, nel limite ovest del quartiere.

Sono magazzini aperti all’interno del terrapieno su cui corrono i binari della Stazione Centrale. Fin dal 1914, in via Ferrante Aporti furono aperti enormi spazi con volte a botte, usati come magazzini e collegati con ascensori al piano della ferrovia. Oggi questi enormi spazi dotati di cancellate offrono l’atmosfera perfetta per ospitare installazioni e prodotti di design di grande effetto.

assab one
Una mostra allestita all’interno di Assab One.

Moltissimi nel quartiere gli edifici trasformati per diventare location: come Assab One, una ex-tipografia in via Assab 1, o l’immenso decadente spazio industriale dove un tempo si trovava la fabbrica di panettoni G. Cova & C. di Via Popoli Uniti 11-13, che ha già  ospitato notevoli  eventi sul tema dell’abitare contemporaneo.

Valorizzato da artisti e designer anche il bel Mercato Comunale coperto costruito nel 1933, all’incrocio tra Viale Monza e Via Crespi,  uno dei primi in città. La struttura è in cemento armato a tre navate, e spicca una grande vetrata sulla facciata ad arco.

All’interno varie associazioni culturali hanno di recente organizzato eventi e mostre, spingendo anche i negozianti a trasformare i banchi in luoghi polivalenti come La Taverna dei Terroni, dove ci si incontra la sera (e lo si farà nuovamente quando sarà possibile), per l’aperitivo o la cena.

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L’interno della ex fabbrica di panettoni G. Cova & C. di via Popoli Uniti.

Così man mano a NoLo, accanto a gastronomie etniche e sartorie cinesi si sono affiancate gallerie d’arte, centri culturali, spazi per eventi e showroom di tendenza. Bolzano29 ad esempio ospita ogni domenica mattina, per ora in streaming, Il caffè di Bolzano29, un dibattito sul mondo dell’arte contemporanea.

cinema beltrade
Prima dell’emergenza sanitaria, le serate al Cinema Beltrade erano sempre affollate.

Il Cinema Beltrade, storica sala costruita negli anni Venti del Novecento in via Oxilia, è un altro punto di aggregazione culturale, con la sua ricca programmazione all’insegna di film d’essai, serate e maratone speciali, incontri con i registi e i protagonisti.

Al civico 21 di via Padova un vecchio edificio industriale è diventato Heracles Gymnasium, molto più di una palestra, perché ospita concerti di musica classica e di jazz che si ascoltano seduti comodamente su divani e poltrone.

L’architettura Liberty di molti palazzi nella prima parte di Viale Monza è un altro motivo di interesse artistico della zona, a testimoniare che la prima formazione del quartiere fu legata alla borghesia del primo Novecento.

E il successo del brand è stato consacrato dall’inaugurazione della nuova piazza, ricavata all’incrocio tra via Spoleto e via Venini: una piccola area chiusa al traffico, con tavoli da ping-pong   e soprattutto coloratissima di giallo, azzurro e blu, tanto da essere definita ormai Piazza Arcobalena (nella foto di apertura).

heracles gym
La Heracles Gym non è solo una palestra, ma organizza anche eventi e concerti.

Infine a NoLo non manca il verde. Che coincide con  il famoso Parco Trotter, tra via Giacosa e via Padova, antenato dell’Ippodromo di San Siro, in attività come galoppatoio dal 1906 al 1924. Poi il Trotter per i milanesi è diventato sinonimo  di “Casa del Sole”, una scuola speciale per “bambini gracili” che avevano bisogno di cure elioterapiche.

Oggi parco e scuola sono anche loro decisamente multietnici, tanto da aver ricevuto un premio per “il quotidiano impegno volto a comprendere, accettare e superare le differenze esistenti tra culture differenti”.

parco Trotter
Il Parco Trotter era nato come ippodromo.

 




A spasso per Milano alla scoperta della Street Art

Cinema, musei e teatri chiusi? Allora godiamoci le opere d’arte a cielo aperto. Con una bella passeggiata alla scoperta della Street Art di Milano.

Sono memorie, rappresentazioni di volti e paesaggi,  citazioni ironiche. Quella della Street Art a Milano è una vera invasione. Attualissima oggi, quando non possiamo godere né mostre né spettacoli.

Una tendenza che è dilagata in tutte le zone della città. Da qualche murale iconico, come quello di Armani nel quartiere Brera o la lunghissima Wall Art lungo il muro dell’ospedale Gaetano Pini, in pieno centro, questa forma d’arte, colta e pop insieme, fa ormai parte del panorama urbano. E i passanti milanesi hanno imparato a fermarsi, alzare gli occhi e sorridere di fronte a muri che prima erano del tutto anonimi.

Leggi anche: Musei chiusi? Ecco come visitare Milano in modalità online

Milano alla scoperta della Street Art
Franca Rame ritratta sul muro che costeggia l’Ospedale Gaetano Pini.

Orticanoodles, dalla periferia con furore

Per quanto riguarda gli artisti, oggi il gruppo degli  Orticanoodles è quello più famoso. Non a caso ha firmato proprio il lungo muro dell’ospedale Pini di via San Calimero, con i ritratti di  14 celebrità milanesi, intercalate da citazioni altrettanto famose: da Alda Merini a Giorgio Gaber, da Enzo Jannacci a Mariangela Melato.

Gli Orticanoodles, Walli e Alita, sono apprezzati anche da  Banksy, e sono quelli che hanno reso celebre appunto il quartiere dell’Ortica, nella periferia Est di Milano.

Milano alla scoperta della Street Art
Il Duomo all’Ortica realizzato dagli Orticanoodles (nella foto di apertura, un’altra delle loro opere).

Qui la storia la conoscono anche i muri

Gli Orticanoodles sono tra gli autori  del progetto Orme. Ortica Memoria, che sta trasformando l’intero quartiere in un museo a cielo aperto. Qui si organizzano veri e propri tour guidati alla scoperta di muri, sottopassi, intere pareti dipinte.

I colori scelti, di solito vivacissimi, danno nuova personalità e allegria ad ambienti grigi e anonimi. Ecco allora apparire all’improvviso enormi mazzi di fiori rossi e viola, volti ridenti, immagini di architetture famose come le navate del  Duomo di Milano.

Milano alla scoperta della Street Art
Un murales realizzato nel quartiere milanese dell’Ortica.

A Milano alla scoperta della Street Art sulle tracce di Valentina

Spostiamoci in un altro quartiere alla periferia opposta di Milano. È dedicata a Valentina, l’icona memorabile degli anni ’70 creata dalla matita di Guido Crepax, un’originale opera di street art in  via San Cristoforo 3.

Valentina é stata una figura mitica nell’immaginario collettivo degli anni Settanta e Ottanta. A lei Milano  dedica “Un muro che unisce”, un progetto  nato da  Municipio 6 e Mudec: una vera galleria d’arte a cielo aperto su 400 metri di muro che costeggia la via San Cristoforo, dalla ricicleria al ponte della Chiesa di San Cristoforo, sul Naviglio Grande.

valentina
La Valentina di Crepax è protagonista nella zona del Naviglio Grande, vicino alla chiesa di San Cristoforo.

Wiko e Adidas insieme per celebrare Milano

Ed è recentissimo il progetto di Wiko e Adidas Playground Milano League, che ha ha dato vita a due opere. Realizzate da Manu Invisible e da Art of Sool, con la collaborazione di due artisti in erba, le opere  sono  visibili presso il playground di via Sammartini e nei pressi del playground di via Lessona.

Celebrano la grandezza di Milano attraverso alcuni dei suoi simboli più iconici: dal Duomo, al Castello Sforzesco, passando per il Pirellone, il Bosco Verticale e le balconate di City Life.

Manu invisible
Un dettaglio dell’opera di Manu Invisible in via Sammartini.




A Milano 21 alberi di Natale accendono la città di luci

Fino a mercoledì 6 gennaio a Milano 21 alberi di Natale illumineranno le strade e le piazze della città. Un progetto di Marco Balich, donato al Comune dalla Fondazione Bracco.

Sono stati accesi il 7 dicembre, giorno dedicato a Sant’Ambrogio, i 21 alberi di Natale che a Milano stanno colorando di luci le strade e le piazze cittadine. Si tratta di un progetto ideato da Marco Balich, professione ideatore di show, e donato al Comune dalla Fondazione Bracco. Gli alberi si potranno ammirare fino al 6 gennaio. E fanno compagnia ad altri 45 distribuiti tra i nove Municipi cittadini a cura dell’Assessorato al Verde.

I più belli? Sono tutti originali e divertenti. Ma questi sono i nostri preferiti:

Il più centrale: l’Albero del Dono

Il grande abete di Piazza Duomo che porta la firma di Coca-Cola (nella foto di apertura), tutto rosso, è accompagnato dall’invito a sostenere il Banco Alimentare per ricordare, soprattutto in un momento così complesso, quanto sia importante donare a chi ha più bisogno.

L'Albero del Gioco in piazza Gramsci.
L’Albero del Vento si trova in piazza della Scala.

Il più ecologico: l’Albero del Vento

In Piazza della Scala l’Albero del Vento sponsorizzato da Engie ha la  forma ispirata a una turbina eolica, è carbon neutral e – attraverso un moto rotatorio continuo abbinato a luci led – riproduce la musica del vento interpretata dai grandi compositori.

A Milano 21 alberi di Natale
L’Albero del Gioco in piazza Gramsci.

Il più allegro: l’Albero del Gioco

L’Albero del Gioco in Piazza Gramsci è dedicato ai bambini e ospita i loro personaggi preferiti: Nickelodeon e NickJr, i cuccioli di PAW Patrol, gli squaletti di Baby Shark, SpongeBob, le Tartarughe Ninja… Una grande struttura a forma di scivolo attende i più piccoli e le loro famiglie.

Il più futuristico: l’Albero di Domani

In Piazza San Carlo, l’Albero di Domani offerto da Stone Island é ispirato alla ricerca e a una tecnologia sostenibile orientata alla natura. Attraverso il fenomeno della riflessione, questo abete in fibra ottica si trasforma in una foresta di luce, visibile da ogni lato.

21 alberi di natale a Milano
L’Albero di Domani è stato allestito in piazza San Carlo.

Il più luminoso: l’Albero Ad Lumen

Quello di CityLife, più che un albero di Natale è un’opera d’arte. Battezzata Ad Lumen e sponsorizzata da CityLifersXSustainability, è stata creata dall’artista partenopea Annalaura di Luggo nell’ambito del progetto Napoli Eden. È realizzata con scarti di alluminio riciclato.

a milano 21 alberi di natale
L’Albero Ad Lumen è realizzato con scarti di alluminio.

Il più originale: l’Albero della Conoscenza

L’Albero della Conoscenza ideato dal Gruppo Bracco e allestito in Piazza Vigili del Fuoco a Lambrate vuole alludere al sapere, inteso come patrimonio collettivo che si trasmette con l’istruzione.

L’Albero della Conoscenza è dedicato al valore dell’istruzione.

Il più magico: l’Albero dei Ghiacci

Posizionato presso la Biblioteca degli Alberi, resterà acceso più a lungo degli altri: fino al 17 gennaio. Sponsorizzato da Enel, è un albero ispirato ai boschi nordici che in inverno vengono rivestiti da incredibili formazioni di ghiaccio e neve. Un allestimento magico con un obiettivo concreto: quello di portare l’attenzione sul problema del riscaldamento globale.

 

 

 




Sapessi com’è strano vedere la neve a Milano…

La città imbiancata ha un fascino particolare. Un tempo era uno spettacolo consueto, ma da tanti anni non lo vedevamo più. Per scoprire com’è bella Milano sotto la neve, mettiamoci un paio di scarpe comode e partiamo.

I lunghi mesi di lockdown stanno mettendo a dura prova la resistenza di chi vive in città e anela al contatto con la natura. Soprattutto in una metropoli come Milano, dove è difficile trovare un po’ di verde tra strade e viali.

La nevicata della notte scorsa, però, ci ha fatto un regalo. Ha trasformato la città in una sorta di regno incantato. E allora smettiamola di lamentarci che non possiamo andare in montagna, che gli impianti sono chiusi, che c’è il divieto di passaggio da una regione all’altra e non possiamo raggiungere le seconde case…

Smettiamola di lamentarci e indossiamo una giacca a vento, guanti, berretto, e soprattutto un paio di scarpe comode e impermeabili. Con questa attrezzatura, avremo il mondo in mano. O se non il mondo, almeno la città.

com'è bella milano sotto la neve

Com’è bella Milano sotto la neve, da scoprire a ogni angolo di strada

L’aria è stata “lavata” dalla neve, quindi non abbiamo nemmeno più la scusa dell’inquinamento. Partiamo senza una meta, camminando lungo i marciapiedi e sotto gli alberi coperti di neve. Impariamo a perderci e a gustare le scoperte a ogni angolo di strada: un monumento, l’insolita prospettiva di un palazzo, un cortile, un giardino.

com'è bella milano sotto la neve

E poi le persone: hanno tutte un viso più rilassato quando c’è la neve. I bambini che giocano al parco, i cani che si rincorrono sollevando spruzzi di neve. I pupazzi con la carota al posto del naso. Qualcuno ha tirato fuori dalla cantina lo slittino.

In centro o in periferia, scenari da non perdere

Ma quali sono i punti più suggestivi in questa Milano imbiancata? Sicuramente la piazza del Duomo, e poi i Navigli. Il Monte Stella (meglio conosciuto come montagnetta di San Siro), da cui si può ammirare dall’alto tutta la città.

com'è bella milano sotto la neve

E ancora, il Castello Sforzesco con il suo bellissimo giardino. Il Parco Lambro popolato di piante rare, piazza Gae Aulenti con i suoi grattacieli. E le facciate delle antiche basiliche, che con la neve sembrano davvero magiche: Sant’Ambrogio, Sant’Eustorgio, San Simpliciano… E ancora, le Colonne di San Lorenzo, accanto a cui il tram passa sferragliando. E con la neve, anche lui è bellissimo.

com'è bella milano sotto la neve

 




Otto indirizzi dove trovare a Milano i migliori dolci meridionali

Sfogliatelle, cannoli, babà, pastiere. E poi struffoli, zeppole, capresi, marzapane e frutta martorana…. Ecco gli indirizzi per acquistare a Milano i migliori dolci meridionali.

Dalla Costiera Amalfitana arriva Sal de Riso

Il Maestro Pasticcere della Costiera Amalfitana, Sal de Riso, è approdato da tempo a Milano con le sue squisite golosità. Nel  nuovissimo spazio in Galleria Vittorio Emanuele, all’interno del Bar Motta nel Mercato del Duomo, si possono trovare anche le ultime creazioni natalizie, come il Panettone Al Caffè Speziato, oppure i suoi grandi classici, come il Sottobosco, la Stella del Vesuvio e Anna Ricotta e Pere.

Invece tra  i più tipici dolci meridionali, sceglieremo la torta Caprese, la famosa Delizia al Limone Amalfitano e il Babà al rhum invecchiato.

a Milano i migliori dolci meridionali
La Delizia al Limone di Sal de Riso.

Ammu, lo specialista dei cannoli

Cannoli secondo la tradizione catanese, in taglia mignon, media e maxi. Da Ammu però è possibile anche  qualche variazione scegliendo tra cialda fritta, cialda al forno, cialda senza strutto e cialda senza glutine.

Tutte da farcire rigorosamente al momento con ingredienti freschissimi, ricotta, pistacchio,  cioccolato,  frutta candita. Tre i punti vendita a Milano: in Corso Vercelli 25, corso Magenta 32, corso di Porta Romana 44.

a Milano i migliori dolci meridionali
I golosi babà della pasticceria Sciuscià, in via Procaccini.

Da Sciuscià caffè e babà

Napoli si degusta in via Procaccini, dove Sciuscià, una pasticceria dal nome evocativo, propone insieme al vero espresso napoletano, meravigliosi sapori della tradizione, come  babà, zeppole, sfogliatelle e pastiere.

Stiamo parlando di trovare a Milano i migliori dolci meridionali. Ma vale la pena di segnalare anche il panettone di Sciuscià, rigorosamente realizzato a mano. Questa volta però secondo la tradizione meneghina.

 

Rossopomodoro, dove il Natale parla napoletano

Rossopomodoro, ambasciatore della cultura partenopea, lancia una superbox da ordinare e ritirare  fino al 6 gennaio. Sono i dolci più tipici della tradizione: struffoli, mustaccioli, roccocò e l’immancabile squisita pastiera.

Ogni prodotto dovrà essere ordinato con almeno 48 ore di anticipo, perché preparato al momento. E per chi vuole tutte e quattro le specialità, c’è un’offerta imperdibile: 4 scatole con tutti i prodotti a un prezzo molto allettante, per portare a casa un Natale napoletano completo.

Per chi volesse cimentarsi a sperimentare questi dolci, all’interno dei box  le ricette firmate dagli Executive Chef che terranno in diretta da Rossopomodoro Napoli delle vere e proprie lezioni di cucina, da seguire sui social.

dolci meridionali a milano
I cannoli sono forse i dolci meridionali più conosciuti e apprezzati.

Da Gelsomina brioche e maritozzi  

Si è conquistata tutto l’apprezzamento dei milanesi la pasticceria Gelsomina, che in breve tempo ha aperto sia in Via Carlo Tenca 5, sia in Via Fiamma 2.

Chi vuole assaggiare a Milano i migliori dolci meridionali, non può mancare le famose brioche “con tuppo” (Il tuppo è quello che i francesi definiscono chignon:  la forma delle brioche siciliane ricorda infatti la testa di una donna con lo chignon) sia vuote che con crema di pistacchio. E poi i cannoli  con scaglie di cioccolato o con granella di pistacchi.

Sono invece più di tradizione romana i maritozzi, che a Milano non si trovano facilmente: sono piccole  pagnottelle dolci e morbide, di solito imbottite  di soffice panna montata. Ideali per cominciare la giornata con una golosa colazione!

 

Il Cannolo: il meglio della tradizione gastronomica siciliana

“L’idea di aprire Il cannolo è nata per caso – ricorda Anna Lisa –. Sfogliando il vecchio ricettario di famiglia, mi sono imbattuta nella ricetta del cannolo siciliano di cui mia nonna era gelosissima. E così ho ripercorso i lunghi pomeriggi della mia infanzia trascorsi con lei in cucina, e il ricordo della perfetta fragranza della scorza, mista alla cremosità della ricotta nel cannolo preparato in casa e riempito al momento mi ha emozionato”.

Così è nata l’impresa di Clara e Anna Lisa, che hanno voluto portare un pezzetto di tradizione siciliana a Milano. Oltre ai cannoli,  altre squisitezze tipiche come marzapane e buccellato (una particolare ciambella di pasta dolce).

dolci meridionali a milano
Per i siciliani non è Natale senza cassata.

Pasticceria eoliana, nel regno della cassata

In posizione defilata rispetto alle pasticcerie del centro, la Pasticceria eoliana ci invita a scoprire l’ex borgo dell’Ortica, oggi decisamente trendy.

Doppia occasione quindi, di scoperta: visitare l’Ortica e per degustare la famosa cassata eoliana, preparata senza glassa e senza canditi. E magari anche la granita con panna, disponibile in una buona varietà di gusti: oltre ai classici, come limone e caffè, ci sono anche fico d’India, fico nero, more di rovo, gelso, ricotta.

“La caprese che voleva essere una Sacher” del ristorante Sine.

Sine di Roberto Di Pinto: pastiera, caprese e babà “gastrocratici”

Napoletano doc, Roberto sognava sin da bambino di diventare uno chef. Dopo varie esperienze importanti, decide di fermarsi a Milano e apre Sine. Una parola latina che significa “senza”. Perché l’idea è quella di cucinare eliminando tutto ciò che può rappresentare un peso inutile sul piatto e sul conto del cliente.

La cucina di Sine (che in realtà non è una pasticceria ma un ristorante) viene definita “gastrocratica”: cioè una cucina che ha potere, resa  libera da vecchi preconcetti e cliché.

La mediterraneità delle materie prime e la loro lavorazione parlano di Napoli e del forte legame con questa terra. Ecco allora la pastiera, i babà, la caprese,  tutti  rivisitati per essere esaltati. I dolci – così come gli altri piatti presenti in menù- possono essere prenotati e gustati a casa grazie al servizio delivery/asporto attivo dal martedì alla domenica.

 

Leggi anche: Viaggio con Ulisse alla scoperta della Sicilia gastronomica più autentica

 

 

 

 

 

 




Ecco dove acquistare i migliori panettoni di Milano

Classico, ricoperto di cioccolato oppure farcito con peperoni canditi… Comunque sia, è il dolce natalizio per eccellenza e non può mancare in tavola nelle prossime festività. Ecco dove trovare i migliori panettoni a Milano.

Panettoni classici, artigianali, creativi, esotici, firmati da chef stellati. Da acquistare in pasticceria, in hotel, al ristorante, con un clic…perché a Milano nulla è più natalizio del panettone!

Ecco gli indirizzi che abbiamo selezionato: qui si possono davvero trovare i migliori panettoni di Milano.

Il panettone della tradizione di Hotel Principe di Savoia

Il Panettone artigianale del Principe è realizzato dal famoso Pastry Chef Beniamino Passanante in tre varianti, tutte  sapientemente create con lievito madre ed ingredienti italiani selezionati.

Dunque tre  varianti: il Tradizionale Milanese, con arancio candito, cedro e uvetta aromatizzato alla vaniglia; il panettone al cioccolato, con  impasto al cacao ricoperto da finissimo cioccolato fondente al 70%; quello ai marroni, con un impasto con lieve sentore di mandarino e morbidi marroni canditi.

Tutte le tre versioni si  possono acquistare direttamente in hotel presso il Salotto Lounge. Per maggiori informazioni e per effettuare un ordine contattare la Concierge: tel. 02.62301.

 

migliori panettoni di milano
Il Four Seasons Hotel propone quest’anno per la prima volta il “panettone della casa”.

Il panettone del  Four Seasons Hotel, fatto e sfornato in casa

L’arrivo del Natale segna quest’anno l’inizio della produzione in casa del dolce natalizio più amato dagli italiani al Four Seasons Hotel Milano: un’idea regalo perfetta, per momenti da condividere con i propri cari.

La storica proprietà nel cuore di Milano invita a degustare il tradizionale dolce meneghino per la prima volta preparato in casa dal Pastry Chef Daniele Bonzi e che si può acquistare direttamente in hotel.

Frutto di 36 ore di lavorazione, ingredienti accuratamente selezionati, tra cui vaniglia biologica del Madagascar, miele di acacia e arance del Sud Italia, canditi e uva sultanina. E l’eleganza di esclusive confezioni nere con dettagli in oro.

 

migliori panettoni di Milano
Packaging celebrativo del grande Raffaello per i panettoni della pasticceria Cova.

Giovanni Cova & c. celebra il “divin pittore” Raffaello

Omaggio a Raffaello, in occasione dei 500 anni dalla sua morte, da parte della  pasticceria Giovanni Cova & C. con la nuova linea di esclusivi panettoni.

I  capolavori di Raffaello prendono vita negli incarti dei dolci natalizi. Un’iniziativa di grande levatura artistica, resa possibile grazie alla collaborazione con la Pinacoteca Ambrosiana e la Pinacoteca di Brera, unite straordinariamente per le celebrazioni di Raffaello.

La Giovanni Cova & C.,  promotrice di una nuova forma di collaborazione tra istituzioni pubblico/privati e impresa, lancia la Linea Raffaello, un viaggio tra gusto e bellezza: artigianalità della pasticceria milanese, packaging raffinati, esclusivi e riconoscibili.

Ad impreziosire ogni singola confezione, in regalo un libro con la descrizione delle opere realizzato a cura delle due pinacoteche milanesi, proposto assieme a sei coupon di sconto del valore di 30 euro complessivi, utilizzabili per l’ingresso alle mostre da dicembre 2020 a giugno 2021

 

panettone di Acquada
Il panettone della chef Sara Preceruti è accompagnato da crema al latte di capra.

Sara Preceruti di Acquada reinventa il suo dessert signature

Con le Christmas box, la chef Sara Preceruti lancia anche il panettone, quest’ultimo in una versione del tutto personale. “Il gianduia veste rosso”  dessert signature di Sara si trasforma in un panettone: con peperoni canditi, gianduia, pasta frolla e fiocchi di sale e con, a parte, crema al latte di capra.

Un passo importante per la chef, che ama portare avanti le sue passioni e reinventarle continuamente nella forma e, soprattutto, nella consistenza.

Insieme al suo signature, Sara proporrà anche una versione tradizionale del panettone, oltre a una al pistacchio e una al cioccolato. Prodotti tutti senza conservanti e rigorosamente nelle cucine di Acquada dall’inizio alla fine, i panettoni di Sara Preceruti sono artigianali e delicati. Per questo, vengono prodotti esclusivamente su prenotazione.

panettone di sadler
Sadler ha scelto le versioni classiche del pandoro e del panettone per inaugurare il suo e-commerce.

Con Claudio Sadler i migliori panettoni di Milano anche online

Claudio Sadler lancia il suo nuovo e-commerce con spedizioni in tutta Italia e all’estero, e si cimenta subito con il panettone classico e il pandoro.

Sottolinea Sadler: “Mi piace puntare al classico, per questo ho scelto i tradizionali panettone e pandoro, usando prodotti di alta qualità e al massimo un consiglio per aggiungere al fianco del dolce una crema allo zabaione o al cioccolato. Una scelta che rispecchi la mia cucina, milanese e contemporanea”.

Lievito madre per una lievitazione di 36 ore, 2 impasti per il panettone e 3 per il pandoro, burro francese e belga nell’impasto, vaniglia del Madagascar e uova bio provenienti da galline allevate a terra: questi sono gli ingredienti per i lievitati dello chef, confezionati in una elegante scatola che gioca con l’oro e il nero con maniglie in raso.

I 5 sensi di Peck, perché sia sempre Natale

Anche quest’anno Peck (foto di apertura), simbolo di alta gastronomia milanese dal 1883,  porta sulle tavole italiane i sapori e i profumi delle feste, con i suoi panettoni di grande  pasticceria: 5 diverse varianti del dolce simbolo del Natale, tra cui una nuova esclusiva limited edition di 200 pezzi. Disponibili in negozio o con consegna a domicilio.

Tra le 5 varianti una inedita limited edition Amarena, Limone e Mandorla.

La nuova proposta va ad arricchire la gamma di panettoni di Peck, composta da Gusto Classico, per gli amanti della tradizione, Pere e Cioccolato, per i palati più raffinati,  Arancia, Ananas e Zenzero, per chi è alla ricerca di un tocco esotico, Pistacchio, Caffè e Cioccolato Bianco, per i più golosi.

Le creazioni, frutto della creatività del Pastry Chef Peck Galileo Reposo, si distinguono per la qualità del loro impasto, ottenuto grazie ad una lavorazione di 72 ore e all’utilizzo di ingredienti selezionatissimi.

I Panettoni sono disponibili presso i 3 negozi Peck di Milano (la storica sede di via Spadari 9, Peck CityLife in Piazza Tre Torri, Peck Porta Venezia in via Salvini 3) o direttamente a casa propria grazie al servizio delivery.

 

panettoni vergani

Tra i migliori panettoni di Milano, Vergani rende omaggio alla Galleria

Per essere ancora più vicino agli estimatori dei suoi panettoni, questo Natale Vergani ha migliorato il suo e-shop che oggi è ancora più fruibile, veloce ed efficace.

Il dolce simbolo delle tavole natalizie è quindi sempre più a portata di clic. In omaggio alla città che ha dato origine alla tradizione del panettone, Vergani ha voluto creare  tre eleganti scatole in latta dal vago sapore vintage che riportano a uno dei salotti più eleganti delle nostre piazze italiane, la Galleria Vittorio Emanuele II.

Le latte Vergani racchiudono tre varianti: il panettone Classico, indiscusso protagonista delle tavole natalizie, soffice e delicato, con uvetta e canditi, proprio come vuole l’antica tradizione milanese; il panettone al cioccolato, arricchito con golose gocce di cioccolato; e per i palati più esigenti il panettone pere e cioccolato, glassato con granella di amaretto.

 




Quando il weekend a Milano può prendere una bella piega

Da sempre momento di relax e benessere, la sosta dal parrucchiere  diventa davvero rigenerante in questo periodo forzatamente domestico. I migliori parrucchieri di Milano ci attendono per trattamenti di tendenza, taglio &colore, schiariture, look  personalizzati-

 

 Il “divino”  Aldo Coppola

Se è   vero che  Aldo Coppola ha cambiato la “testa” alle dive, allora  una sosta in uno dei suoi Saloni ci consolerà di tutte le costrizioni in corso. E c’è solo l’imbarazzo della scelta. A Milano, dove Aldo  Coppola ha fondato il suo impero, i suoi Atelier  sono molteplici.

Ultimissimo il decimo, quello aperto in Piazza Tre Torri a Citylife, dove i materiali scelti si declinano in uno stile Pop Art assolutamente inaspettato. C’è anche un’area Mr. Coppola che accoglie gli uomini, sempre più interessati al settore beauty.

Ma il Salone senz’altro  più spettacolare è quello all’ultimo piano della Rinascente, in cui, seduti sulle poltroncine per le coccole di rito, si contemplano le guglie del  Duomo e la statua dorata della Madonnina.

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Il Salone Coppola aperto alla Rinascente.

Da Aldo Coppola di Brian& Barry in via Durini, 28, poi , le mamme trovano il Coppolino, uno spazio dedicato alla cura dei più piccoli, che nel contempo contribuisce a raccogliere fondi a sostegno di Onlus che lavorano con e per i bambini in Italia e nel mondo.

Trattamenti signature per tutti, come l’ultimo “Amo”, dal nome rasserenante, ricostituente per capelli danneggiati.

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Il Coppolino è il Salone di Aldo Coppola riservato ai bambini.

 

Marchina Hair Styling: “luce delle stelle” 

Rimaniamo in centro per andare da Marchina Hair Styling, al secondo piano di corso Venezia 3. Un sapiente servizio di parrucchiere per uomo e donna ad opera di uno staff preparatissimo che utilizza prodotti top di gamma altamente performanti.

Le formule scelte, a base di ingredienti naturali,  sono prive di sostanze chimiche tossiche. Nella ricerca di valorizzare al meglio lo stile di ogni cliente, creando look  personali, spicca la nuova tecnica di schiaritura: la Star Light.

“Per quest’autunno c’è un’estrema voglia di normalità, che nel mondo della colorazione si traduce nel dire basta agli eccessi”, afferma Fabio Marchina.

La nuova tecnica di schiaritura consiste nel decolorare una grande quantità di ciocche estremamente sottili, per apportare nuova luce alla chioma. Questa tecnica è ideale per chi non ama il vistoso effetto ricrescita e per chi cerca tonalità luminose di facile manutenzione, che permettano di ritornare dal parrucchiere anche a distanza di molto tempo.

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Nuove tecniche di schiaritura da Marchina, in corso Venezia.

Le atmosfere lussuose di San Babila 4C

Rimaniamo ancora in centro per visitare San Babila 4C, un  salone che colpisce per la sua atmosfera raffinata. Una combinazione di charme parigino e stile newyorkese, dove cristalli, specchi e marmi creano un effetto incantato.

Il salone è nato dall’esperienza di due famosi hair stylist: Gregory Eymieu e Antonia Mastromauro. Gregory si è formato in Francia e ha lavorato al Principato di Monaco e ai Festival di Cannes, sotto le sue mani sono passate principesse e attrici famose. Antonia, invece, lavora nel settore della bellezza da circa 40 anni e si è formata giovanissima  nelle Accademie di Londra e Parigi.

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Una combinazione di charme parigino e stile newyorkese da San Babila 4C.

Il fiore all’occhiello è il trattamento al Botox per i capelli a base di collagene, olio di caviale e provitamina, che permette di sigillare le doppie punte e dona una lucidità straordinaria. La novità è il trattamento Hairloss Mineral 4C in grado di contrastare la caduta dei capelli.

 

Arvi’s:  una realtà milanese  all’avanguardia

Nella zona più trendy di Milano, ai piedi del grattacielo di piazza Gae Aulenti, si apre Arvi’s Framesi Boutique.  Una posizione facilmente raggiungibile, e nel contempo l’intimità di una location nascosta in una corte verde.

Un vero punto di riferimento per chi cerca moda, consigli personalizzati e trattamenti che esaltano il ruolo dei capelli. I migliori servizi di acconciatura femminile e maschile sono  realizzati esclusivamente con prodotti professionali Framesi.

Il Salone Arvi’s Framesi Boutique, in zona Garibaldi.

Antonia Mastromauro Hair Stylist: l’arte incontra l’esperienza

Si trova in zona Città Studi il Salone di Antonia Mastromauro, che dopo la formazione professionale presso le scuole di “taglio” internazionale, nelle accademie di Londra e Parigi, si afferma come Hair Stylist nei back-stage delle passerelle e in alcuni set cinematografici.

Nel Centro Mastromauro Hair Stylist, un salone di bellezza con un leggero tocco di rosa che infonde armonia e ampi specchi alle pareti, si trova ogni volta con sicurezza la pettinatura giusta per ogni occasione.

Si sperimentano le ultime tendenze di taglio & colore, grazie a un sapiente e originale utilizzo della forbice per creare volumi e sfumature. E mille  trattamenti per la salute e bellezza dei capelli, dal Gloss 4C  per dare luminosità alla chiome, al Natural Shiny Hair  per schiarire i capelli in modo naturale, come alla luce del sole.

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Il Salone Mastromauro si trova a Città Studi.




A Milano con la formula delivery un weekend di gusto anche a casa

Ristoranti chiusi e voglia di mangiare qualcosa di stuzzicante? Ecco cinque indirizzi top a Milano che propongono la formula delivery o take away.

Per chi vive a Milano, ma anche per chi è di passaggio in città per il weekend (lockdown permettendo), la formula delivery o quella take away rappresentano una più che valida alternativa alla classica cena fuori. Complice l’emergenza sanitaria, i ristoranti si adattano e inaugurano servizi di pronta consegna o consegna a domicilio pensati sia per i milanesi, che per gli ospiti di passaggio.

E una volta provata, questa formula  creativa e gustosa sta diventando una nuova piacevole attrattiva. Vastissima l’offerta, per tutti i gusti  e tutte le tasche. Ecco cinque indirizzi da provare subito.

Milano con la formula delivery
Un piatto di Particolare.

Particolare Milano: dallo chef Andrea Cutillo cooking box e delivery creativo

Un servizio 7 giorni su 7 con consegna personalizzata a Milano e hinterland tramite auto. Il vino viene recapitato già in fresco (prenotandolo solo 2 ore prima della consegna).

Il Delivery di Particolare Milano, il ristorante dello chef Andrea Cutillo e del maître e sommelier Luca Beretta, propone  dalla pasta ai sughi pronti, dalla vacca vecchia galiziana alla costata di scottona, dalle ostriche al tonno rosso. Oltre a set cocktail che arrivano direttamente a casa.

Inoltre tre ricette diventano un modo divertente per riprodurre una cucina gourmet a casa: sono le nuove cooking box dello chef Andrea Cutillo, pensate per due persone. Polpo tre cotture con patata viola, olive taggiasche e sedano; risotto al Parmigiano con crudo di gamberi, pesto in polvere, pomodorini confit e lime; Tiramisù Particolare, fiore all’occhiello delle proposte per ristorante, per stupire gli amici con un tiramisù destrutturato, da realizzare con pochi passaggi.

E se si sceglie il take away, si scopre un giardino di oltre 100 mq nascosto a Porta Romana, con 26 coperti all’interno e circa 40 nel giardinetto esterno arredato da piante e luci soffuse.

Particolare Milano, via Tiraboschi 5, tel.+39 0247755016.  

Milano con la formula delivery
Tra le specialità di Acquada, le uova cotte a bassa temperatura.

Acquada di Sara Preceruti:  ingredienti scelti e un video per cucinare

Famosa per le sue  proposte caratterizzate da forti contrasti, gioco di equilibri, consistenze e temperature, la giovane chef Sara Preceruti crea un sistema tutto suo per il delivery:  un menu  raccontato in video, per avvicinarsi il più possibile ai piatti del menu autunnale che fino a poche settimane fa potevano essere consumati nel suo ristorante Acquada.

Ogni piatto arriva a casa dei clienti con l’invito a seguire passo passo le indicazioni di Sara e del suo staff per la cottura delle pietanze, grazie ai video appositamente girati e montati affinché siano facili da seguire, chiari e divertenti. I clienti possono consultarli tramite QRCode, ma anche sul sito del ristorante nella sezione delivery.

Non solo. Oltre ai piatti del menu, è possibile ordinare marmellate preparate nella cucina del ristorante, piccola pasticceria, e pane e grissini, mentre nei prossimi giorni saranno disponibili paste fatte in casa, sottoli e sottaceti. E più in là, il panettone firmato dalla chef, una novità assoluta per la sua cucina.

Il servizio di consegna a domicilio viene effettuato direttamente dallo staff di Acquada e la stessa Sara Preceruti si impegna al massimo per consegnare e raccontare i piatti ai clienti. Per ordinare basta collegarsi al nuovo shop online.

Acquada, via Eugenio Villoresi 16.

Milano con la formula delivery
Gyoza al vapore con salsa di Wagamama.

Wagamama: le specialità della cucina pan-asiatica

Un packaging eco-sostenibile che rispecchia il forte impegno aziendale verso l’ambiente contiene deliziose e nutrienti bowls di ramen, profumate zuppe di noodles, il tradizionale donburi, il riso cotto a vapore e servito con carne, pesce o verdure, il teppanyaki, i famosi ravioli giapponesi gyoza, fino ai piatti iconici di Wagamama come il pollo al katsu curry.

Wagamama, regno della cucina pan-asiatica, è aperto a Milano nelle due sedi di CityLife, all’interno della Food Hall dello Shopping District, e di Via S. Pietro all’Orto in centro.

Un vero viaggio sensoriale in un mondo di profumi e sapori speziati in linea con le tendenze della nutrizione moderna, naturale e salutare. E la nuova App offre al cliente una molteplicità di servizi immediati, tra cui l’ordinazione del servizio take-away e l’accumulo di punti che garantiranno promozioni e vantaggi.

Wagamama

 

Cavoli a merenda:  prelibatezze eno-gastronomiche nel centro storico

Un nuovo menu ogni mese dell’anno, e sempre  materie prime selezionatissime, nell’assoluto rispetto della stagionalità. Nel ristorante Cavoli a Merenda, un vero e proprio salotto del gusto, raffinato ed elegante, si può esser sicuri di trovare cura per ogni dettaglio e per  ogni piatto.

La consegna per le cene a casa è avviato con il nuovo servizio  “Cavoli a Casa!”: un delivery  interamente ecologico, in quanto si utilizzano materiali 100% compostabili e le consegne vengono fatte con mezzo elettrico.

Le prenotazioni vanno effettuate inviando un messaggio al 338.46.79.513 entro le 18.00 da martedì a domenica. Dopo le 18.00 è necessario telefonare.

www.cavoliamerenda.eu

a milano delivery
I lunch box di Cavoli a Merenda.

Earthmeals: la prima alimentazione plant-based

EarthMeals è il primo brand al mondo basato su nutrizione, mindfulness e consapevolezza:  un servizio su misura che cucina piatti pronti a base vegetale, con prodotti freschi e ingredienti bilanciati, e li consegna ogni settimana a casa, in ufficio o in uno dei punti di ritiro presenti sul territorio.

Il regime alimentare a base di ingredienti vegetali, cereali integrali e verdure,  e alimenti funzionali porta a benessere fisico e ad avere una mente più concentrata.

I piatti su  misura si scelgono sulla base di un identikit personale e un test nutrizionale gratuito, sono cucinati in modo  sano e gustoso a vapore o a bassa temperatura, e recapitati a casa in vaschette monoporzione in polipropilene, riciclabili al 100%. Quindi si può proseguire con un programma specifico personalizzato secondo i propri obiettivi.

Tutti gli ingredienti EarthMeals sono certificati OGM free, prevalentemente di origine italiana e a chilometro zero.

www.earthmeals.it

a milano delivery
I piatti di Earthmeals sono preparati “ad personam”.




I Farmer’s Market di Milano portano il gusto della campagna in città

Nei Farmer’s market di Milano, o mercati contadini, si riscoprono i sapori autentici della campagna e si diventa consumatori consapevoli.

Ebbene sì, siamo chiusi in casa, limitati negli spostamenti, un po’ impauriti. Ma possiamo sempre fare la spesa. E una spesa di eccellenza, se riusciamo a scoprire prodotti di qualità, magari  a chilometro zero, venduti direttamente da contadini o allevatori.

Anche a Milano si è diffusa l’abitudine di fare la spesa nei  farmer’s market, o mercati gestiti direttamente dai contadini. Vendita diretta, dal produttore al consumatore, con una  formula tanto moderna quanto antica. Prodotti stagionali, genuini e freschissimi, a prezzi economici. Garanzia di qualità e gusto e, in qualche occasione, anche  prodotti biologici al giusto prezzo grazie alla filiera corta.

Ricordiamo anche che i mercati gestiti direttamente dai contadini offrono la possibilità di promuovere il patrimonio eno-gastronomico italiano e tenere in vita le piccole aziende agricole.

Ecco qualche suggerimento per trovarli a Milano, anche se bisogna dire che spesso questi mercatini si trovano in zone periferiche, e qualche indicazione può variare secondo le decisioni delle varie organizzazioni che li gestiscono.

farmer's market di Milano
Cascina Cuccagna si trova nel pieno centro di Milano.

Mercato Agricolo della Cuccagna (via della Cuccagna 2/4). Si svolge il martedì pomeriggio in una  cascina del Settecento,  recuperata e restaurata, che incredibilmente si trova in zona Porta Romana, quasi in pieno centro. In vendita prodotti a km 0 e filiera corta di cui è possibile conoscere con certezza la provenienza.

Mercato della Terra di Milano (via Procaccini 4). A cura di Slow Food, ospita soprattutto i produttori del Parco Agricolo Sud di Milano, una delle zone agricole metropolitane più grandi d’Europa. In vendita  ortaggi e frutta, pane, prodotti da forno, birra, pasta, formaggi. Il primo e terzo sabato del mese, dalle 9 alle 14.

La Campagna nutre la Città. Riunisce gli appuntamenti coi mercati agricoli organizzati da Cia Lombardia: il mercoledì mattina in piazza Santa Francesca Romana, il giovedì mattina in piazza San Nazaro in Brolo, il sabato mattina in piazza Durante. Fra i prodotti in vendita: ortaggi, frutta, uova, miele, marmellate, cereali, riso, zafferano, mosto d’uva, formaggi e latte di capra, vaccini, salumi, carni bovine, suine, pollami, conigli e trasformati, pasta fresca e pane.

 

mercato dei contadini
Campagna Amica organizza i mercatini degli associati Coldiretti.

Campagna Amica. Raccoglie i mercatini organizzati da Coldiretti, ha il suo punto focale nel Mercato agricolo coperto di via Friuli 10, il più grande della Lombardia. È un mercato moderno, innovativo, ubicato in uno stabile industriale ristrutturato, dove trovano posto oltre 30 produttori dalla Lombardia ma anche di altre regioni.

La Cordata. Propone tutti i mercoledì pomeriggio un mercatino nel giardino di via Zumbini 6: prodotti di imprese agricole di qualità, per valorizzare le economie locali e le relazioni di comunità. Tutti prodotti a filiera corta e, quando possibile, a Km 0, diversi da quelli proposti da un qualsiasi negozio o grande magazzino, soprattutto dal punto di vista del gusto, poiché non risentono delle lunghe ore di trasporto, della conservazione in frigorifero o di pesanti trattamenti industriali.

Tutti i venditori hanno sottoscritto un patto con i promotori del mercato e con La Cordata: l’impresa sociale mette a disposizione i suoi spazi gratuitamente, e gli agricoltori si impegnano a mantenere una politica di prezzi low cost.

E allora, nella passeggiata tra bancarelle, chiediamo ai  contadini con quale latte realizzano i loro formaggi e come li fanno stagionare; qual è la differenza tra le varie qualità di pomodori e di pere; e poi prendiamo il loro indirizzo per andare a fare la spesa, magari, direttamente in fattoria!

Rete dei Contadini. Sabato mattina in piazza Santa Maria del Suffragio, giovedì mattina in piazza Berlinguer, e ogni quarta domenica del mese in via Solari 40. Questi gli appuntamenti organizzati dalla Rete dei Contadini, che organizza mercati dove si trova – oltre alla frutta e alla verdura – carne, uova, salumi, pasta fresca, miele, formaggi e latticini, vino, succhi biologici. La particolarità di questa associazione è che consente anche di fare la spesa online con consegna a domicilio nelle zone della città adiacenti ai mercati.

Nei mercatini che fanno capo alla Rete dei Contadini si può anche fare la spesa online.

 

 




I migliori brunch a Milano, da gustare anche a casa

Da domani a Milano scatterà il lockdown.  Ma non per questo dovremo dimenticarci i brunch domenicali. Ecco gli indirizzi da contattare per ricevere a casa una gustosissima prima colazione.

Jazz Cafè,  nel cuore  di Corso Sempione

Location storica nel cuore pulsante di Corso Sempione, il Jazz Cafè invita ad un’atmosfera frizzante ed esclusiva. Cura dei dettagli e stile unico e ricercato nell’arredo e nel servizio, soffici poltrone in pelle color amaranto in armonia con il colore delle pareti rosse e arancio, alternate ai mattoni a vista.

All’ingresso, ad accogliere per primo la clientela è (o sarebbe meglio dire era, dal momento che da domani il locale è chiuso al pubblico) l’imponente bancone a forma di sassofono, emblema della realtà del Jazz Cafè in cui la musica, sempre protagonista, è il leit-motiv.

Anche l’hamburger nel menù brunch del Jazz Cafè.

Le diverse sale, disposte su due piani, accolgono  con ampi spazi che facilitano una lunga sosta senza assembramenti. Ogni sabato e domenica il brunch del Jazz Cafè è à la carte, da vivere e gustare (quando il lockdown sarà finito) anche nel dehor affacciato sull’Arco della Pace.

In cucina il nuovo chef Matteo Ferrario, ex chef della Terrazza Triennale. Un classico per gli amanti del genere. Si va dalle acciughe del Cantabrico, pane e burro d’Isigny al crudo di Langhirano su tagliere, dalla stracciatella pugliese al gnocco fritto, dalla  parmigiana di melanzane del Jazz con provola e coulis di pomodoro al salmone con avocado, toast di  guacamole, pomodorini, erba cipollina, salmone marinato, avocado a fette sottili e semi di lino, al jazz burger di carne di fassona, cheddar, bacon, lattuga, pomodori, cipolla caramellata, cetrioli.

Jazz Cafè,  c.so Sempione 8, tel. 02.33604039. Aperto per servizio delivery e take away. 

Tre i locali del brand Cocciuto, che propone menù americani declinati in salsa fusion.

Cocciuto, il  brunch in chiave “fusion”

Da  Cocciuto lo stereotipo dell’originale doppia colazione in stile newyorkese viene rivisitato in chiave “fusion” per dar vita al Sunday Brunch. Ogni domenica, tra le 12.00 e le 16.00, è disponibile nei tre locali dell’insegna milanese un menù speciale che parte dai grandi classici “made in USA” come hamburger, pancake, avocado toast, scramble eggs e cheesecake.

Non mancano però influssi orientali, con piatti esotici di pesce crudo o cotto, e suggestioni hawaiane, come le poke bowl personalizzabili a proprio piacimento.

Cocciuto, via Bergognone 24,  via Gian Carlo Passeroni 2, via Spallanzani/Via Melzo 16. Aperto per servizio delivery e take away.

Pianodue si trova al secondo piano di Eataly.

Pianodue,  un salotto nel cuore della città

Un salotto confortevole e moderno, dal gusto retrò e con tanto verde, per ritrovare il gusto del buon cibo e della convivialità: è Pianodue, il nuovo ristorante – situato appunto al secondo piano – di Eataly Milano Smeraldo.

Innovativo per il suo concept della ristorazione, che pone al centro di tutto l’esperienza, l’umore, il momento della giornata o la compagnia: si può infatti ordinare da una carta dei piatti incentrata sulla stagione e sui prodotti di qualità Eataly, ma suddivisa per tipologie e non per portate.

Per coloro che nel weekend amano crogiolarsi nella colazione lenta che poi diventa pranzo c’è la “colazione contadina”, il brunch secondo Eataly. Il menu si compone di una parte fissa (caffè americano, patate al rosmarino, focaccia barese, ricotta fresca del pastore con pane rustico e miele, focaccia dolce, crostata di enkir all’albicocca e yogurt ai frutti di bosco con muesli al cacao) e di una a scelta, che comprende tra l’altro le uova biologiche (à la coque, occhio di bue o strapazzate) e un panino (dal classico toast al burger al vapore, servito con salsa BBQ, formaggio e peperone crusco, passando per un sandwich veggie).

Pianodue,  Eataly Milano Smeraldo, 2° piano, piazza XXV Aprile 10, tel. 345.171 0568. Servizio delivery.

 

Da Giacomo Bistrot, materie prime d’eccellenza

Colazioni classiche e internazionali, prolungate nel weekend anche con un tea time indimenticabile.

Quale occasione migliore del week end per assaporare caffè e cappuccino, con ricco assortimento dolce e salato immersi nell’atmosfera raffinata ed elegante di uno dei Bistrot più famosi di Milano?

Ricco assortimento dolce e salato da Giacomo Bistrot.

Un  ricco breakfast/brunch fatto a regola d’arte,  classico o internazionale, a seconda del proprio gusto personale. Un momento unico per iniziare bene la giornata, facendosi servire cappuccini, caffè, spremute fresche, brioche e paste artigianali appena sfornate oppure toast farciti, uova cucinate in tanti modi diversi e altre specialità.

Un’occasione in più per conoscere un luogo piacevolissimo, che offre ai suoi ospiti  materie prime d’eccellenza.

Ristorante Giacomo Bistrot, via Pasquale Sottocorno 6, tel. 02.76022653. Aperto per delivery e asporto.

 




Milano: arte e storia al Monumentale

È il momento di visitare il Cimitero Monumentale:  capolavoro di architettura, scultura, mosaici, vero museo a cielo aperto e  monumento alla milanesità!

 

 

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

Se è vero che in ogni viaggio alla scoperta di grandi città, bisognerebbe  visitarne il Cimitero, questo è tanto più vero per Milano.

Il Cimitero Monumentale di Milano è un vero museo a cielo aperto e anche un monumento alla milanesità!

Come un giardino

Immenso, inaugurato nel 1866 per raccogliere   in un unico luogo le sepolture presenti nei sei cimiteri periferici, il  Monumentale fu progettato dall’architetto Carlo Maciachini come un giardino dove passeggiare.

Era l’idea inglese, rasserenante, già celebrata da Foscolo.

3 aree  distinte

Il cimitero è composto da 3 aree ben distinte: una, la più vasta, dedicata ai defunti cattolici, una agli acattolici, una agli israeliti.

 

In questa zona un monumento commemorativo, che  ricorda i circa ottocento milanesi uccisi nei campi di concentramento nazisti, è opera del gruppo BBPR, architetti illustri esponenti dell’architettura razionalista italiana, tra cui Gian Luigi Banfi, morto  nel lager di Gusen nel 1945.

Un cimitero per i “benemeriti” di Milano

Fin dall’inizio, questo diventò un cimitero d’élite, riservato soprattutto a personaggi illustri che avessero dato lustro alla città meneghina.

Appena superato il cancello di ingresso si apre davanti a noi il Famedio, il “tempio della fama”, al cui interno sono sepolti alcuni dei cittadini milanesi più importanti come Alessandro Manzoni, la cui tomba occupa la posizione centrale.

 

 

Sulle sue pareti sono inoltre incisi i nomi di altre importanti figure che hanno fatto onore a Milano, ma  che sono tumulate altrove, come Giuseppe Verdi, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Krizia.

Il Famedio rivela già la dimensione artistica del Monumentale, con la sua cupola ottagonale in blu acceso, in contrasto col marmo bianco delle pareti, l’apparato decorativo ricchissimo e colorato, a motivi floreali e geometrici.

Grandi artisti   per grandi famiglie

La dimensione artistica prosegue all’esterno tra i viali alberati, dove si susseguono cappelle che sono veri capolavori dovuti a grandi nomi come Wildt, Vincenzo Vela, Piero Portaluppi, Lucio Fontana.

 

Ecco perché nel Cimitero Monumentale sono previste visite guidate gratuite, di solito affollatissime anche da turisti.

Le forme sono le più varie, come vario è lo stile stesso del Cimitero, uno stile eclettico con richiami bizantini, gotici e romanici.

Si ripercorre qui la storia della città, soprattutto della sua laboriosità e della sua fortuna industriale.

 

Incisi su lapidi, all’interno dei monumenti sepolcrali, i nomi  delle  famiglie della grande borghesia milanese, i  Falck, i Bocconi, i Campari, i Bracco, i Treccani.

Presente anche l’edicola in marmo di Carrara della famiglia  Toscanini, dove  riposa  il piccolo  figlioletto del maestro,  morto a soli 5 anni.

 

Così, mentre si passeggia guardando questi capolavori e leggendo le incisioni di nomi famosi, si scorge poco aldilà della cinta del Monumentale, il profilo avveniristico dei grattacieli di Porta Garibaldi, che lanciano il passato glorioso verso il futuro.

 

Il cimitero è aperto dal martedì alla domenica dalle 8.00 alle 18.00 e l’ingresso è libero, fermata “Monumentale” della M5 Lilla.

All’Info Point si può ritirare gratuitamente una mappa del Cimitero con l’indicazione  anche delle tombe più celebri.

Per info e prenotare visite guidate gratuite inviare una mail a dsc.visiteguidatemonumentale@comune.milano.it

 

 




Milano: Frida e ancora Frida

Torna a Milano, per la gioia dei suoi fans, l’icona universale di  Frida Kahlo.

Protagonista di una mostra alla Fabbrica del Vapore.

E poi, per il dopo mostra,   i piaceri della gola da  Claudio Sadler, nei ristoranti che ospitano  Gallo Nero, da  DistrEAT sul naviglio

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

 

Mitica per la sua arte e la sua personalità avvincente, Frida Kahlo giunge a Milano alla  Fabbrica del Vapore.

“Frida Kahlo. Il caos dentro” è  un percorso sensoriale altamente tecnologico e spettacolare, che immerge il visitatore nella vita della grande artista messicana, esplorandone la dimensione artistica, umana, spirituale.

Emergono in primo piano gli ambienti quotidiani dove la pittrice visse, la Casa Azul, la camera da letto, lo studio e il giardino, gli scritti, il fondamentale rapporto con Diego Rivera,  i suoi abiti,  i suoi gioielli, gli elementi della cultura popolare messicana tanto presenti nella sua formazione.

Sono esposti qui alcuni esempi di collane, orecchini, anelli e ornamenti, come anche le  gonne ampie e coloratissime, scialli e camiciole.

 

Altissima tecnologia, sezioni multimediali, immagini animate, proiezioni, per sorprendere ed emozionare il visitatore.

La mostra “Frida Kahlo. Il caos dentro” è prodotta da Navigare con il Comune di Milano, con la collaborazione del Consolato del Messico di Milano.

“Frida Kahlo. Il Caos Dentro”, Fabbrica del Vapore, Milano

Fino  al  28 marzo 2021

www.mostrafridakahlo.it

Aggiungi un produttore a tavola: il Gallo Nero approda a Milano.

Il Gallo Nero incontra i suoi estimatori in nome della convivialità.

E vuole  contribuire alla ripresa  della ristorazione italiana

Oltre 30 produttori di Gallo Nero sono in trasferta a Milano per invitare i milanesi a conoscerlo  e a godere della degustazione, emozionando la mente e deliziando il palato.

 

Tutte le serate prevedono la presentazione e la degustazione di tre diverse etichette di Chianti Classico, valorizzate da piatti studiati appositamente per il miglior abbinamento tra queste eccellenze enologiche e quelle gastronomiche dei ristoranti coinvolti.

Tra i migliori della città, gli chef milanesi che si sono impegnati a creare su misura un menù che esalti tutte le espressioni di Chianti Classico www.chianticlassico.com/aggiungi-un-produttore-a-tavola-a-milano/

 

 

Da Chic’n Quick, doppio appuntamento con la cena “l’Alaska da scoprire a Milano”

Lunedì 26 e martedì 27 ottobre le cene speciali di Chic’n Quick, la Trattoria Moderna dello Chef stellato Claudio Sadler proporranno i prodotti ittici di alto livello qualitativo provenienti dall’Alaska, secondo l’organizzazione  di ASMI (Alaska Seafood Marketing Institute).

 

 

Per esaltare l’eccellenza di questi prodotti, Chef Sadler ha scelto l’abbinamento con i vini della Cantina Kettmeir, fiore all’occhiello dei vigneti dell’Alto Adige, la regione vinicola più a nord d’Italia, famosa per la capacità di coniugare la tradizione con l’audace sperimentazione della contemporaneità.

Chic’n’Quick – Trattoria Moderna Via Ascanio Sforza, 77

www.sadler.it

 

 

DistrEAT: cucina all’italiana nella casa padronale di una riseria degli Anni 30

Non distante dal cuore nevralgico dei Navigli,  DistrEAT è prima di tutto un ristorante gourmet e versatile per buongustai alla ricerca di una cucina corretta e mai gridata.

Ma è anche il luogo dove trovare postazioni di lavoro libere, richiestissime dagli studenti di  Naba e Iulm.

 

E infine, DistrEAT  oltre a pranzi e cene, offre prime colazioni con i lievitati degli chef e, per il dopocena, i cocktail del sommelier.

Un locale, guidato da cinque giovani soci (tre chef, un maître e un maître sommelier), strutturato per accogliere i gourmet alla ricerca di un luogo informale, con un’offerta gastronomica corretta e contemporanea, in un ambiente urbano affacciato sul Naviglio Pavese.

Lontano dagli stereotipi griffati, DistrEAT si rivolge a chi, nel tempo libero, cerca sempre un’offerta gradevole, con piatti gourmet mai gridati e iniziative speciali, come il ciclo di Distrazioni,  dove la cultura gastronomica è sempre protagonista.

.Prenotazione consigliata a pranzo e a cena

Via mail a info@distreat.it o via WhatsApp al 339.67.78.204

DistrEAT via Imperia 3,

www.distreat.it




Milano: 5 e un motivo per un week end a Milano

Limitazioni e  chiusure non appannano la vivacità di Milano.

Per chi ama uno stile di vita  ricercato e creativo, la nostra città offre ogni fine settimana  occasioni di scoperta, stupore  e divertimento.

Dal quartiere trendy e un po’  bohémien di Porta Venezia, quartiere al top secondo le rassegne mondiali, all’originale Caffè Thun, dalle mostre immersive agli Arcimboldi alle boutique del Quadrilatero della Moda

 

 

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

Porta Venezia: il quartiere più eclettico di Milano

Unico quartiere italiano inserito tra i quaranta  quartieri più cool  al mondo dalla rivista inglese  Time Out, Porta Venezia é il quartiere più eclettico di Milano.

Il che ha fatto la differenza anche durante le chiusure  forzate.

Un quartiere  in cui si incontrano una densità insolita di ristoranti etnici, i colori del cinema Arcobaleno aperto dalla mattina a notte, gli spettacoli all’avanguardia del Teatro Elfo Puccini.

 

Mille le opportunità per svagarsi: dall’itinerario liberty tra i palazzi di via Melzo e via Malpighi, alle cenette da Spica, un vero atlante di  sapori, fondato da due chef al femminile, Ritu Dalmia e Viviana Varese, allo shopping vintage di abbigliamento e arredo nei negozietti intorno a via Melzo.

Senza dimenticare, nei dintorni, lo splendore di Villa Necchi Campiglio, i Giardini Montanelli, la Villa Reale.

 

Due mostre sorprendenti al Teatro Arcimboldi

Un affascinante viaggio nell’arte: sono le due art-experience allestite al Teatro degli Arcimboldi, “Claude Monet – The Immersive Experience” e “UNKNOWN Street Art Exhibition”.

 

 

A cavallo fra la fantasia del maestro dell’impressionismo e la provocazione delle opere di Banksy, riconosciuto come il più importante esponente dell’arte di strada, le mostre immergono i visitatori in un mondo irreale e sorprendente.

Imperdibile inoltre, sia per i grandi che per i piccoli, la Virtual Reality Experience che, con visori ad altissima definizione, accompagna in un emozionante viaggio 3D nell’arte di Monet, immergendo i visitatori nelle  atmosfere dei quadri del grande impressionista francese.

 

Occasione per vivere l’arte in un’altra dimensione, quella del teatro, con tutto il suo fascino e la sua poesia.

E l’autunno del Teatro degli Arcimboldi  dedicato alle famiglie offre anche  la Merenda in mostra, dedicata ai più piccoli, con visita ad un prezzo speciale e  una prelibata e salutare merenda al bar del teatro.

www.teatroarcimboldiarte.it

 

 

Alla Pinacoteca di Brera si entra gratis

Lo ha  annunciato il direttore James Bradburne, che da tempo vuole trasformare il “concetto del museo” e avvicinarlo di più alla sua comunità.

 

 

La Pinacoteca nel cuore di Milano si veste di nuovo e per accedervi si utilizzerà una tessera trimestrale.

D’ora in poi, quindi, invece del consueto ticket ci sarà una specie di abbonamento, che sarà a titolo gratuito fino al prossimo 31 dicembre, e che permetterà di visitare le gallerie e di avere accesso ai contenuti digitali di Brera Plus.

 

 

Sarà valido per l’accesso illimitato per la durata di tre mesi.

Un abbonamento, una sorta di “tessera soci” che consentirà non solo l’ingresso alla Pinacoteca, ma anche l’accesso ai contenuti digitali di Brera Plus. Gratis fino al 31 dicembre, l’abbonamento costerà poi quanto il biglietto singolo.

https://pinacotecabrera.org

 

 

Un gioiello per Natale?

E’ forse un po’ presto per cominciare  a scegliere i regali di Natale.

Ma cominciamo a passeggiare nel Quadrilatero della moda alla ricerca di idee sfavillanti.

 

Le vetrine di via Montenapoleone, Corso Venezia, via della Spiga, via Sant’Andrea sono già  ricche di proposte intriganti, anche decisamente accessibili.

Vogliamo sceglierne una? La Boutique Raspini  in via Spiga, con la nuova collezione  in argento ed argento dorato declinata in cinque linee: Petra, Ad Astra, Flat, Brooklyn e Uomo.

 

Dall’ispirazione naturale, dedicata al mondo minerale, con la texture del gioiello scolpita e incisa dalla luce, al fascino antico del cielo stellato e della falce di Luna.

www.giovanniraspini.com

 

Un caffè e un dolce in un luogo speciale

Se tutti conoscono il marchio Thun, di teneri e coccolosi  orsacchiotti, non tutti sanno che a  Milano c’è il  Thun Caffè, doveè possibile gustare squisiti dolci con i tipici ingredienti del Sud-Tirolo.

 

Si può iniziare la giornata con il sorriso e un caffè, proseguire con una deliziosa pausa pranzo, a base di  menù salutari, con un tè delle cinque accompagnato dalla dolcezza dei  biscotti freschissimi.

Il tutto circondati dai personaggi dell’universo Thun, in questa  stagione offerti con ottimi sconti.

 

E in più c’è la possibilità di portare via Back to Life, il pocket lunch più speciale che c’è: un box con 4 piccole crostate in due gusti, con una ceramica portafortuna.

www.thun.com/it

 

 

Walk-In Studio: il festival degli studi e degli spazi d’artista

La  manifestazione che chiama gli artisti attivi nella città di Milano ad aprire i loro studi e spazi di sperimentazione per organizzare mostre ed eventi coinvolgenti si svolge dal 20 al 24 ottobre.

 

 

La seconda edizione di Walk-In Studio  attiva così un circuito di scambio e di stimoli comuni e condivisi.

Gli eventi di Walk-In Studio si svolgeranno nel corso dell’intera giornata per ognuno dei cinque giorni del festival. Il numero degli eventi sarà bilanciato in modo che questi siano il più accessibili possibile, sia come quantità che come distanze tra diverse locations.

In campo anche il talento dei giovani fotografi che stanno studiando all’Accademia di Belle Arti di Brera, il cui occhio restituirà immagini da tutte le mostre e gli eventi, giorno per giorno sul sito web dedicato alla manifestazione.

https://walkinstudio.it

 




Milano: la fotografia è donna

Ancora un’occasione di ripartenza per Milano e la sua vitale linfa vitale culturale. Una straordinaria retrospettiva per ricordare Margaret Bourke-White, grande donna e fotografa, la sua visione e la sua vita controcorrente. E in contemporanea la kermesse milanese di fotografia d’autore Photo festival per promuovere la cultura dell’immagine.

Franca Dell’Arciprete Scotti

A una grande donna, tra le figure più rappresentative ed emblematiche del fotogiornalismo, Palazzo Reale di Milano dedica la mostra “Prima, donna. Margaret Bourke-White” in corso fino al 14 febbraio 2021.

Construction workers and taxi dancers enjoying a night out in bar room in frontier town. LIFE magazine’s first photo essay.

“Prima, donna. Margaret Bourke-White”

Una selezione inedita delle sue immagini più iconiche celebrano la vita e la carriera sbalorditive della Bouke-White, pioniera dell’informazione e della fotografia, con le prime immagini dedicate al mondo dell’industria, i grandi reportage per testate prestigiose come Fortune e Life, le cronache visive del secondo conflitto mondiale, i celebri ritratti di Stalin prima e poi di Gandhi, i reportage dal Sud Africa dell’apartheid e dall’America dei conflitti razziali.

Famous image of African American flood victims lined up to get food and clothing from Red Cross relief station

Dall’archivio Life di New York

Sono oltre 100 immagini, provenienti dall’archivio Life di New York e divise in 11 gruppi tematici che, in una visione cronologica, rintracciano il filo del percorso esistenziale di Margaret Bourke-White e mostrano la sua capacità visionaria e insieme narrativa, in grado di comporre “storie” fotografiche dense e folgoranti.

Fort Peck Dam, (image used on first LIFE Magazine cover, November 23, 1936)

 

Curata da Alessandra Mauro, la mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano|Cultura, da Palazzo Reale e da Contrasto, in collaborazione con Life Picture Collection, detentrice dell’archivio storico di LIFE: il catalogo é edito da Contrasto.

L’esposizione rientra ne “I talenti delle donne”, un palinsesto promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all’universo delle donne.

www.palazzorealemilano.it

formafoto.it/bourkewhitemilano

La 15a edizione di Photofestival

Milano torna regina della fotografia anche con Photofestival, la più importante e ricca rassegna milanese di fotografia d’autore,  che giunge alla quindicesima edizione con rinnovato entusiasmo.

Fino al 15 novembre, con il titolo “Scenari, orizzonti, sfide. Il mondo che cambia.”,   140 mostre fotografiche offrono un palinsesto diffuso che abbraccia l’intera Città Metropolitana di Milano e coinvolge diverse località della Lombardia.

“Sguardi a fior di Pelle”

 

Da segnalare una importante collettiva, “Sguardi a fior di Pelle”, fino al 25 ottobre al Centro Culturale di Milano, realizzata in collaborazione con l’azienda farmaceutica Giuliani.

 

Nel “Palazzo della fotografia”, Palazzo Castiglioni, fino al 15 ottobre, varie le tematiche affrontate: tra le mostre più interessanti quella di Enrico Camporese “Luoghi Sparsi. Tra realtà e metafisica” 24 immagini tra bianco e nero e colore che offrono agli occhi di chi guarda una panoramica di luoghi: non solo geografici, ma emozionali, architettonici, metaforici.

www.milanophotofestival.it

Il partner storico Canon Italia

Canon Italia, partner storico di questa consolidata manifestazione culturale, conferma la propria presenza rinnovando, pur in un periodo così complicato e intenso, il proprio impegno a sostegno della cultura fotografia e al fianco di AIF, Associazione Italiana Foto & Digital Imaging.

 

 

Una  iniziativa supportata da Canon è la Mostra di Alessandro Trovati – a cura di Federica Paola Capecchi – dal titolo “Lo Sport in Bianco e Nero” a calendario dal 19 ottobre al 3 novembre presso Palazzo Castiglioni. Le fotografie più significative di Alessandro Trovati si collocano in un progetto in continua evoluzione dove l’intensità, il carattere delle sue foto, la bellezza formale raccontano lo sport, la sua anima.

Inquadrature equilibrate, articolate che chiedono all’osservatore di essere attivo in ogni spazio della fotografia. Anche nei coni d’ombra. Dal nuoto all’apnea, dallo sci al ciclismo, dalle Olimpiadi al pattinaggio artistico.

www.alessandrotrovati.com

A Forma Meravigli “La prossima immagine”

 

 

Forma Meravigli, un’altra fondamentale sede espositiva  per la fotografia, ospita fino al 18 dicembre “La prossima immagine”  Albumine del Fondo Antonetto e elaborazioni digitali di Bill Armstrong per tornare a vedere il paesaggio

Il progetto espositivo prodotto da Contrasto in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto Galleria  raccoglie e mette a confronto una serie di antiche e pregiate albumine dell’Ottocento, provenienti dal Fondo Antonetto di Fondazione Forma per la Fotografia, con le recenti, insolite, colorate elaborazioni digitali del fotografo americano Bill Armstrong.

 

 

Oltre quaranta immagini per tornare a vedere il paesaggio, con una riflessione che parte dall’accuratezza della fotografia storica per arrivare a visioni oniriche e moderne.

La storia e il sogno, immagini antiche ed elaborazioni contemporanee: due tipi di rappresentazione tanto lontane nel tempo e diverse nella tecnica, quanto affini nella loro capacità di farci vedere il paesaggio con occhi sempre nuovi.

www.formafoto.it




Milano: regina anche del mondo del vino

Con la Milano Wine Week e la Vendemmia di Montenapoleone, Milano si conferma un place to be,  una piazza prestigiosa di incontro e confronto, business e shopping. Anche con il coinvolgimento di alcune città internazionali in diretta streaming

 

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

Volete sapere tutto sul vino? Vitigni, produzioni, abbinamenti?

Venite a Milano, che fa tendenza anche in questo settore, oltre che nella  moda e nel design.

 

 

Dal 3 all’11 ottobre torna per il terzo anno la Milano Wine Week, il primo evento vinicolo internazionale del 2020.

In quella settimana Milano sarà capitale internazionale del vino, nello storico headquarter di Palazzo Bovara e con 7 città collegate in rete con eventi in contemporanea.

Un’edizione dedicata al pubblico e agli addetti ai lavori, un evento business, una ricca  presenza sul territorio, coinvolgendo sempre più aree di Milano e infine  una grande manifestazione digitale fruibile da ogni luogo tramite l’innovativa piattaforma Digital Wine Fair.

Resta confermata l’attivazione di 6 Wine District, veri e propri sodalizi tra un quartiere, con il suo circuito di bar, ristoranti ed enoteche, e un Consorzio di tutela.

 

 

Forte di numeri significativi conseguiti lo scorso anno, la settimana vinicola milanese si pone l’obiettivo di rafforzare il ruolo del capoluogo lombardo, quale hub per la promozione della cultura del vino a livello internazionale.

Novità assoluta i Tasting Internazionali, cioè degustazioni esclusive in collegamento digitale con le  sedi estere della Milano Wine Week 2020: New York, San Francisco, Miami, Toronto, Shenzhen, Shanghai e Mosca.

 

Come da tradizione, la “settimana del vino” inizierà con il brindisi inaugurale con le bollicine di montagna delle aziende aderenti all’Istituto Trentodoc, grazie a un flash mob digitale con il coinvolgimento di circa 5.000 persone sabato 3 ottobre, alle ore 20.15.

Milano Wine Week sarà anche  un grande momento di ripartenza per il mondo della ristorazione, coinvolto attraverso importanti chef italiani, impegnati nella costruzione di ricette a partire da un vino delle aziende e dei consorzi “supporter” di MWW.

Eventi dedicati al pubblico per lo più gratuiti o con un minimo contributo, previa pre-registrazione.

 

Tra le aziende protagoniste di Milano Wine Week alcune delle più importanti realtà del settore vitivinicolo italiano: Franciacorta, Guido Berlucchi, Santa Margherita Gruppo Vinicolo e Pasqua Vigneti e Cantine, Montelvini, Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti DOCG che dedica ai professionisti le masterclass internazionali in contemporanea con Shangai e Hong Kong, Consorzio Tutela Lugana DOC che invita i winelover a Porta Romana, Wine District gemellato con il bianco gardesano,  Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana  protagonista di tre masterclass che si terranno in presenza presso Palazzo Bovara,  Tenuta Mazzolino, tra le “perle dell’oltrepo”, protagonista a Palazzo Bovara di una masterclass dedicata ai vini del territorio.

 

 

Partner istituzionali della manifestazione sono: Merano WineFestival, ERSAF, Slow Wine, Seminario Veronelli.

www.milanowineweek.com

www.consorziolugana.it

 

Hilton Milan: degustazioni e speciali abbinamenti food

 

Hilton Milan dà il benvenuto alla Milano Wine Week, nel Concept45, l’elegante ristorante dell’hotel, che propone speciali iniziative dedicate alla degustazione e agli abbinamenti wine-food, ideati dell’executive Chef, Paolo Ghirardi.

Dal 3 all’11 aperitivo o cena, con una selezione di vini e piatti del nord Italia, oppure  un’esplorazione delle specialità delle località italiane percorse dal 45° parallelo.

Necessaria la prenotazione.

Milhi_fb@hilton.com, tel 0269831

www.hiltonhotels.it/italia/hilton-milan/

 

La vendemmia in via Montenapoleone

Nella magica settimana dedicata al vino, si svolge anche la decima edizione de La Vendemmia, evento promosso da MonteNapoleone District in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia.

Qui un perfetto mix di marchi del lusso internazionale e le più prestigiose cantine italiane.

Per milanesi e turisti, eccellenti ristoranti, hotel cinque stelle del Quadrilatero della Moda,  boutique moda per un brindisi, cene stellate e shopping di alta gamma.

Ad esempio Chiara Boni e Mionetto  “calcano insieme la passerella”: appuntamento giovedì 8 ottobre con la storica Cantina di Valdobbiadene  nella boutique della stilista fiorentina di via Sant’Andrea 8.

 

Il menù di Armani

Da Armani/Bamboo Bar il menù de “La Vendemmia” 2020 propone per cena tre piatti che esaltano prodotti di eccellenza stagionali, tipici e dove l’unicità della materia prima è protagonista: culatello di Zibello, gnocco fritto e piccole verdure  come antipasto, tortelli di zucca, mostarda, salvia fritta, dessert, il tutto accompagnato da” Terrazze” Pinot Nero 2017 di Tenuta Mazzolino.

reservations.milan@armanihotels.com tel. 02 8883 8381.

www.armanihotelmilano.com