Mercato Centrale Milano apre in Stazione Centrale

Mercato Centrale  Milano è finalmente una realtà: un luogo in cui il cibo viene vissuto, raccontato e preparato da artigiani che lo rispettano e conoscono profondamente

 

 

Mercato Centrale  Milano ha aperto i battenti nel cuore della Stazione Centrale, nel suo lato ovest che dà su Piazza IV Novembre e via Sammartini.

 

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Il progetto é firmato da Umberto Montano, imprenditore della ristorazione, in collaborazione con il gruppo Human Company, leader in Italia nel settore del turismo all’aria aperta.

Che cosa attirerà milanesi e stranieri di passaggio in città?

Tante idee e attrazioni.

Mercato Centrale  Milano è molto più di un luogo dove mangiare e fare la spesa.

E’ una destinazione in cui cibo e cultura s’incontrano, generando forte condivisione sociale.

Dopo Firenze (2014, nello storico mercato di San Lorenzo), Roma (2016, in Stazione Termini) e Torino (2019 a Porta Palazzo), quindi, Mercato Centrale è arrivato anche a Milano, confermando la sua formula vincente, fatta di artigianalità, territorio, incontro e vocazione culturale.

 

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Alla conferenza di presentazione Alberto Baldan, amministratore delegato di Grandi Stazioni Retail, e Alberto Torsello, architetto progettista e coordinamento esecutivo hanno fatto notare come “Il progetto di Mercato Centrale Milano usa alcuni materiali presenti nella storica stazione. Lo spazio lineare su due livelli, la conservazione dei segni dell’uso e delle trasformazioni dell’edificio, il sistema delle connessioni orizzontali e verticali, la luce e il tempo sono alcuni dei temi sui quali si è sviluppato il progetto.  Al centro, il pavimento in lastre di ferro su cui prendono forma le molteplici attività di Mercato Centrale”

Il Mercato è un ulteriore tassello di Cantiere Centrale, il grande piano di rigenerazione in corso nell’area della Stazione, voluto dal Comune, da Grandi Stazioni Retail e da Ferrovie dello Stato per renderla un luogo più accogliente e sicuro, non solo per i milanesi, ma anche per i turisti.

Pizza.
Pizza.

Il Concept di Mercato Centrale MIlano

Come ha commentato Alberto Baldan,  “In questi spazi trasformati e aperti alla condivisione di cibo, di prodotti di prima qualità e di persone (cittadini e viaggiatori insieme), c’erano uffici dimenticati e chiusi da oltre vent’anni.  Ora, restituiti alla città, contribuiscono a quel dialogo serrato con il quartiere in cui crediamo da sempre”

 

SfogliatellaNapoletana
SfogliatellaNapoletana

Tutti i giorni, dalle 7 a mezzanotte, in un’atmosfera che, dalle 18, trasforma il luogo con i colori e le esperienze della Milano da bere, i visitatori di Mercato Centrale Milano possono trovare le novità e le storie proposte da 29 artigiani distribuiti su due piani, in uno spazio di oltre 4.500 mq, oltre a 200 mq di dehor, con tre ingressi (due da via Sammartini/Piazza IV Novembre ed uno all’interno della stazione).

Nel Mercato Centrale si trovano anche un mulino, un ristorante, un mercatino biologico, un laboratorio radiofonico, una scuola di cucina, un’area eventi, servizi digitali ed anche ecocompattatori CORIPET, un’innovativa modalità di raccolta selettiva che incentiva il processo “bottle to bottle”.

Le bottiglie di plastica PET, infatti, vengono raccolte e riciclate per diventare rPET (PET riciclato), che può essere usato nella produzione di nuove bottiglie: basta, allora, scaricare l’app, inserire le bottiglie vuote nell’ecocompattaore e raccogliere i punti che danno diritto a premi speciali all’interno del Mercato e del circuito CORIPET.

 

ACQUA ALMA POINT
ACQUA ALMA POINT

All’interno del Mercato Centrale di Milano è presente anche Acqua Alma con un Acqua Alma Point brandizzata, l’erogatore ‘smart’ di acqua da bere di qualsiasi tipologia e che permette di creare bevande personalizzate.

Questo mira a rivoluzionare il modo di consumare acqua nel fuori casa, partendo dal presupposto che il futuro del nostro pianeta dipenda, sia da un uso più consapevole della plastica da parte dell’industria del beverage, sia dal superamento del contenitore monouso.

Tra le botteghe presenti anche Carioni, col mercatino Biologico, il mini-caseificio e il punto ristoro con tante sfiziose proposte, tutte nate dalla mente creativa dello Chef Sebastiano Rovida di Area Kitchen.

 

MercatinoBiologicoECaseificio
MercatinoBiologicoECaseificio

 

Un luogo d’incontro, quello di Carioni, dove rivivere il sapore del latte appena munto, delle verdure fresche e dei golosi formaggi, il tutto frutto della filiera cortissima che punta al rispetto dell’animale, dell’ambiente e delle persone.

Con oltre 210 metri quadri, all’interno dei 4500 metri complessivi del Mercato Centrale, Carioni è la bottega più grande, l’unica a offrire un’esperienza nel mondo del biologico in tre percorsi.

www.carionifood.com

Le attività

Al Mercato Centrale dunque ci si può sedere a mangiare o girare tra le botteghe per fare la spesa, oppure decidere di fare arrivare il Mercato a casa, ordinando le bontà degli artigiani a domicilio, incontrare persone o starsene da soli a studiare, leggere o lavorare, scoprire l’arte, riciclare la plastica, partecipare a laboratori, presentazioni o corsi di cucina, ma anche ascoltare buona musica.

 

BollitoELampredotto
BollitoELampredotto

 

Completa l’offerta del Mercato Centrale  un’area interamente dedicata agli eventi, lo Spazio Fare, con un fitto calendario che prenderà il via dalla seconda settimana di settembre: ci saranno interviste, incontri e i dibattiti con artisti e musicisti, saranno presentati  libri, saranno organizzate piccole esposizioni di arte, laboratori culturali, per adulti e per bambini. Gli eventi al Mercato Centrale Milano sono gratuiti e aperti a tutti.

Grazie al servizio Zerofila è possibile gustare le bontà degli artigiani ordinandole comodamente online (su www.zerofila.mercatocentrale.it) per consumarle al Mercato o portarle via, saltando la coda. Grazie a www.cosaporto.it, la start up tutta italiana che ha rivoluzionato il mondo del delivery, è possibile, con un semplice click, ordinare le bontà delle botteghe e riceverle comodamente dove si vuole.

 

 

 




Milano sempre più bella, e il Castello si rifà il look

Dopo il lungo lockdown, Milano sta ritornando alla normalità e promette di essere sempre più bella. Tra le grandi novità, il nuovo progetto di piazza Castello. Abbiamo intervistato il suo autore, l’architetto Emanuele Genuizzi, per farci raccontare come si trasformerà il cuore della città.

Come prima, più di prima. Milano si sta risvegliando dal lungo letargo forzato imposto dal Covid, e sta sfoderando una serie di iniziative che proprio in questi giorni – in occasione del Salone del Mobile – hanno fatto puntare di nuovo i riflettori sulla città.

Dalla scorsa primavera le strade del centro si sono ripopolate di turisti. E adesso, proprio grazie al Salone, Milano è in “over-booking”: con tanta gente che affolla di nuovo i negozi, le mostre d’arte, i ristoranti e i locali della movida.

Tra le grandi novità in cantiere nel capoluogo lombardo, una delle più interessanti è senza dubbio il nuovo progetto di Piazza Castello. Che una volta terminati i lavori, offrirà una visione del tutto nuova di una delle principali location cittadine. Autore è Emanuele Genuizzi, l’architetto che quattro anni fa ha vinto il concorso internazionale per la riqualificazione della centralissima e storica piazza, con i colleghi Strambio, Banal e Ragazzo. Adesso che l’esecuzione è finalmente al via, saranno sempre Genuizzi e la sua squadra ad avere in mano la direzione artistica.

render progetto piazza castello
Due render del nuovo progetto di piazza Castello a Milano.

Emanuele Genuizzi è un architetto a tutto tondo: ai progetti urbanistici e all’architettura, ha sempre abbinato l’interesse per l’interior design. Tanto da avere dato vita con il collega Bosco Fair al brand CASA CASATI, per cui ha progettato personalmente alcuni dei pezzi più iconici in collezione (a cominciare dal Musa – foto sotto – tavolo che con le sue forme sinuose si ispira alle proporzioni delle sculture classiche ma anche alle curve di Hans Harp e Henry Moore).

Abbiamo appunto incontrato Emanuele Genuizzi nello spazio di CASA CASATI, nel quartiere milanese di Lambrate, e ci siamo fatti raccontare più nei dettagli il nuovo progetto di Piazza Castello.

– La richiesta del Comune di Milano era quella di riqualificare Piazza Castello completando la trasformazione in area pedonale. Come vi siete mossi?

“Il nostro approccio può essere riassunto nel celebre motto “less is more” di Mies Van der Rohe: meno è di più. Il nuovo progetto di piazza Castello è orientato alla semplificazione, all’economia di materiali, alla sottrazione di segni piuttosto che all’inserimento di nuovi elementi. La piazza antistante il Castello acquisterà leggibilità e avrà un perimetro più definito. La caratteristica piazza sterrata si rifarà ai grande parterre della tradizione francese. Verrà accentuato il carattere scenografico e saranno possibili nuove modalità di fruizione dello spazio, più libere e flessibili”.

emanuele genuizzi al lavoro in piazza castello
L’architetto Emanuele Genuizzi (a sinistra nella prima immagine, e a destra nella seconda) al lavoro in piazza Castello.

– La progettazione prevede anche il ridisegno delle aree erbose e la piantumazione di 184 nuovi alberi. Ce ne puoi parlare?

“L’attuale disegno del doppio filare di aceri verrà completato e rafforzato con l’aggiunta di un terzo filare. Otterremo così una promenade ombreggiata, che segnerà anche il limite fra quella che era la città ottocentesca e l’area attorno al Castello. In questo modo quindi il Castello sarà idealmente riportato all’esterno del tessuto urbano e si integrerà meglio nel sistema di Parco Sempione. Ci sarà insomma una galleria verde, ritmata dalla cadenza regolare dei fusti e caratterizzata dalla superficie continua del fogliame. Una sorta di portico colonnato che dalla Piazza si prolungherà nel parco”.

– Quale tipologia di alberi sarà messa a dimora?

“Abbiamo preferito optare per specie autoctone. Per gli alberi a filare abbiamo puntato sull’Acero Riccio, una pianta tipica del bosco pedemontano lombardo. Ideale sia per la colorazione delle foglie, che muta a seconda della stagione; sia per l’altezza contenuta (8/12 metri), che consente di costruire una sorta di “architettura vegetale” intorno al Castello senza nasconderne la vista”.

emanuele genuizzi e il tavolo Musa
L’architetto Emanuele Genuizzi seduto sulla Coré, uno dei pezzi della collezione di Casa Casati; a destra il tavolo Musa.

– È difficile passare dall’ideazione di un grande progetto urbano come questo, al design di pezzi di arredamento per la casa? 

“Da sempre mi piace spaziare in vari ambiti, compresi il design della comunicazione e la scenografia. Il momento dell’ispirazione, della visione creativa, è comune a tutti gli ambiti. Ma naturalmente non sono un “tuttologo”, e quindi è fondamentale il lavoro di squadra. Mi piace di volta in volta farmi accompagnare da specialisti ed esperti della materia nelle varie fasi del lavoro. È importante sfidarsi reciprocamente a trovare il difetto, a dimostrare che esiste una soluzione migliore, stimolarsi a vicenda fino a che non si raggiunge un risultato difficilmente migliorabile”.

castello sforzesco
Il Castello Sforzesco di Milano in un’immagine storica.




“Wildlife Photographer of the Year”, a Milano le foto naturalistiche più belle del mondo

Dopo lo stop dovuto al Covid, torna a Milano il “Wildlife Photographer of the Year”, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa del mondo, che si terrà dal 1° ottobre al 31 dicembre 2021 nei suggestivi spazi di Palazzo Francesco Turati (ex spazio Forma), in via Meravigli 7.

Mogens Trolle, vincitore sezione “Ritratti di animali” con “La Posa”, ritratto di una nasica scattata nel Borneo malese

Si potranno così ammirare le 100 immagini premiate alla 56° edizione del concorso di fotografia che ogni anno viene indetto dal Natural History Museum di Londra e che ha visto partecipare ben 45 mila scatti provenienti da 95 paesi del mondo, realizzati sia da fotografi professionisti che da dilettanti.

Sam Sloss, Vincitore “Giovani fotografi (11-14 anni) per “Un boccone meschino”, scatto di un pesce pagliaccio nel nord Sulawesi

Gli scatti vincitori sono stati selezionati alla fine dello scorso anno da una giuria internazionale di esperti, in base a creatività, valore artistico e complessità tecnica. Le foto finaliste e vincitrici ritraggono animali rari nel loro habitat naturale, comportamenti insoliti e paesaggi di straordinaria bellezza, ma anche la natura nella sua fragilità, da difendere e conservare.

Shanyuan Li, vincitore della sezione “Comportamento: mammiferi” con lo scatto “Quando la madre dice di correre” che ritrae una cucciolata di gatti di Pallas a Tianjun, Qinghai, Cina

Il vincitore…e gli altri

A vincere la 56°edizione del Wildlife Photographer of the Year è stato il russo Sergey Gorshkov con “The Embrace”, un meraviglioso scatto che ritrae una tigre siberiana, rara specie in via di estinzione, che abbraccia un antico abete della Manciuria per marcare il territorio. Per immortalare il momento si sono voluti più di 11 mesi e lo scatto è stato ottenuto grazie a fotocamere con sensore di movimento.

Sergey Gorshkov, vincitore assoluto Wildlife Photographer of the Year 2020

La vincitrice della sezione “Young Wildlife Photographer of the Year 2020”, invece, è la giovane finlandese Liina Heikkinen con “The fox that got the goose”, un’immagine che raffigura una giovane volpe rossa che difende i resti di un’oca dai suoi cinque fratelli, scattata su una delle isole intorno a Helsinki.

Liina Heikkinen, vincitrice della sezione Young Wildlife Photographer of the Year 2020

Tra i cento scatti vincitori ci sono anche due italiani: Luciano Gaudenzio, con lo scatto “Etna’s river of fire” per la categoria Ambienti della terra, e il giovane Alberto Fantoni, vincitore del Rising Star Portfolio Award con immagini che documentano la vita degli uccelli nel Mediterraneo.

Luciano Gaudenzio, vincitore della sezione Ambienti della terra con “Etna’s river of fire”

Inoltre, altri cinque fotografi italiani hanno ricevuto una menzione speciale: Domenico Tripodi nella sezione Il Mondo subacqueo, Alessandro Gruzza, nella sezione Ambienti della Terra, Andrea Pozzi, nella sezione Piante e Funghi, Andrea Zampatti e Lorenzo Shoubridge nella sezione Animali nel loro ambiente.

Alberto Fantoni, vincitore della sezione Rising Star Portfolio Award

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo della mostra, oltre ai due massimi riconoscimenti: Wildlife Photographer of the Year 2020 e Young Wildlife Photographer of the Year 2020, illustra tutte le immagini vincitrici e finaliste divise in categorie: Anfibi e rettili, Uccelli, Invertebrati, Mammiferi, Animali nel loro ambiente, Piante e funghi, Ambienti della terra, Il mondo subacqueo, Natura urbana, Ritratti animali, Bianco e nero, Visioni creative e Giovani (fotografi fino a 10 anni, da 11 a 14 anni e da 15 a 17 anni).

Jose Luis Ruiz Jiménez, vincitore della sezione “Comportamento: uccelli” con “L’alba del grande crestato”, scattata in Estremadura, Spagna

Altre sezioni importanti sono le categorie documentarie Wildlife Photographr Portfolio Award, Wildlife Photojournalism e Wildlife Photojournalist Story Award, Rising Star Portfolio Award, Eric Hosking Portfolio Award, Gerald Durrell Award for Endangered Species, che portano l’attenzione sul dirompente impatto dell’uomo sulla natura.

Songda Cai (Cina), vincitore della sezione “Foto subacquee” con “Il momento d’oro”, scattata nelle Filippine

La mostra sarà fruibile a ingressi contingentati con obbligo di green pass e lo spazio è stato adeguato alle norme sanitarie vigenti

Andrés Luis Domínguez Blanco, vincitore della sezione “Giovani fotografi under 10) con lo scatto “Equilibrio perfetto”

INFO

56° Wildlife Photographer of The Year, Milano, Palazzo Francesco Turati – via Meravigli 7. 01 ottobre – 31 dicembre 2021 www.radicediunopercento.it

ORARI: Lunedì chiuso. Martedì, mercoledì, sabato, domenica h 10 – 20 / giovedì e venerdì h 10 – 22.30. 1° novembre, 7 e 8 dicembre h 10 – 20. 24, 26, 31 dicembre h 10 – 19 (25 dicembre chiuso) Chiusura biglietteria 30 minuti prima Ingressi contingentati – Green Pass obbligatorio

BIGLIETTI: Tessera associativa € 1 (dai 18 anni) SABATO, DOMENICA E FESTIVI Intero € 13 Ridotto € 11 (14-17 anni, over 65) / € 7 (disabili, giornalisti non accreditati) INFRASETTIMANALI Intero € 11 Ridotto € 9 (14-17 anni, over 65) / € 5 (disabili, giornalisti non accreditati) Promozione Famiglie: 1 o 2 genitori o adulti + 1 o 2 bambini (6-13 anni) adulti € 11 / bambini € 7 Gratuito 0-5 anni




Arte a Milano: grandi inaugurazioni al Castello e al Museo del Novecento

Arte a Milano: Milano attivissima anche in estate, con due grandi nuove mostre, dedicate a Mario Sironi e alla scultura

L’Arte a Milano è in continuo aggiornamento e propone anche in piena stagione estiva importantissime novità.

 

Il Museo del Novecento di Milano presenta “Mario Sironi. Sintesi e grandiosità”.

E’ dedicata  a Mario Sironi, la grande e approfondita retrospettiva che ripercorre l’opera del Maestro a sessant’anni dalla morte.

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sironi-Il-camion-giallo-1919

 

Fino al 27 marzo 2022, sono esposte nelle sale del Museo del Novecento oltre cento opere, che ne ricostruiscono l’intero percorso artistico: dalla giovanile stagione simbolista all’adesione al futurismo; dalla sua originale interpretazione della metafisica nel 1919 al momento classico del Novecento Italiano; dalla crisi espressionista del 1929-30 alla pittura monumentale degli anni Trenta; fino al secondo dopoguerra e all’ Apocalisse dipinta poco prima della morte.

 

 arte-a-milano-sironi-Composizione-La-fata-della-montagna-1928
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La mostra è curata da Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo, direttrice del Museo del Novecento, in collaborazione con Andrea Sironi-Strausswald (Associazione Mario Sironi, Milano) e Romana Sironi (Archivio Mario Sironi di Romana Sironi, Roma).

L’esposizione negli spazi del Museo del Novecento  si estende anche nelle sale sironiane del Museo stesso e della Casa Museo Boschi Di Stefano, ricca di importanti  prestiti dai maggiori musei italiani.

 

sironi-Testa-1913
sironi-Testa-1913

 

Molti i must di questo evento: sono esposti  alcuni capolavori che non comparivano in un’antologica sironiana da quasi mezzo secolo  e altri completamente inediti, è ampiamente rappresentato il ciclo dei paesaggi urbani, il tema più famoso di Sironi, che acquista intensità dopo il suo arrivo a Milano nel 1919.

Attraverso questo tema l’artista esprime sia la drammaticità della città moderna, sia la grandiosità dei progetti che animavano Milano all’epoca.

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sironi-Il-pescivendolo-1925

 

 

Sironi però è stato anche un grande interprete della figura umana.

Ne danno testimonianza in mostra un nutrito gruppo di opere, tra cui il pierfrancescano Nudo del 1923, prediletto da Margherita Sarfatti; la misteriosa Donna con vaso del 1924; il Pescatore, 1925; La fata della montagna, 1928; la Niobide del 1931, e il doloroso Lazzaro, 1946, dove, per la prima volta

nella millenaria iconografia del soggetto, Sironi dipinge un Lazzaro che non risorge, simbolo del crollo di tutte le sue idee

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Ampio spazio è poi dedicato al suo legame con la pittura murale negli anni Trenta, di cui fu celebre interprete.

Presenti, capolavori monumentali quali la luminosa Vittoria alata, il gigantesco studio per l’aula magna della Sapienza di Roma, il visionario Condottiero a cavallo (tutti realizzati nel 1935) e il potente studio preparatorio, lungo quasi sei metri, della Giustizia Corporativa (1937-38).

Le ultime sale invece documentano i drammatici anni finali dell’artista, pessimista e disincantato.

Ad accompagnare la mostra, un prestigioso catalogo realizzato della Casa Editrice Ilisso, con vari approfondimenti sulle fasi dell’arte sironiana.

“Mario Sironi. Sintesi e grandiosità” è parte de “La Bella Estate”, il palinsesto culturale estivo promosso dal Comune di Milano che, fino al 21 settembre, proporrà ai milanesi e ai visitatori della città un ricco calendario di iniziative artistiche, culturali, sportive, ricreative e del tempo libero

(programma in continuo aggiornamento su yesmilano.it/labellaestate).

Museo del Novecento, piazza Duomo 8 – Milano

Fino al 27 marzo 2022

Informazioni +39 02 884 440 61

C.museo900@comune.milano.it

 

 

Nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco la mostra “Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”

E’ in corso fino al 24 ottobre nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco la mostra “Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Castello Sforzesco, Musée du Louvre e realizzata grazie a Civita Mostre e Musei, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

 

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arte-a-milano-castello-SCULTURA-foto-Gianluca-Di-Ioia

 

Sono oltre sessant’anni di storia dell’arte, dal ritorno di Donatello a Firenze nel 1453 fino alla morte dei più perfetti interpreti del Rinascimento, Leonardo e Raffaello, scomparsi rispettivamente nel 1519 e nel 1520.

In questi sessant’anni  i maestri del Rinascimento hanno scavato la materia per far emergere “i moti dell’anima”, i tormenti e le tensioni, i palpiti, per rendere ancora più viva l’emozione.

In mostra opere strappate al marmo, modellate nella terracotta, intagliate nel legno, fuse nel bronzo, in un percorso che trova il suo apice nella “Pietà Rondanini”, sulla quale Michelangelo lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1564.

 

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arte-a-milano-Cristoforo-Solari-foto-Gianluca-Di-Ioia

 

Nel percorso,  studiato da Musée du Louvre e Castello Sforzesco, 120 opere provenienti dai più importanti musei del mondo: dal Metropolitan Museum di New York al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Museo Nacional del Prado di Madrid al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, dal Victoria&Albert Museum di Londra alla “Her Majesty the Queen Elisabeth II from the British Royal Collection”, oltre che, naturalmente, dal Musée du Louvre e dalle raccolte civiche del Castello Sforzesco.

 

Donato-Bramante
Donato-Bramante

Come osserva l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno “I visitatori della nostra città hanno la possibilità di vedere una straordinaria esposizione durante tutta la stagione estiva, con un esteso orario di apertura. E il Castello Sforzesco, che è stata ‘la casa’ di Leonardo per i vent’anni della sua maturità più piena, si configura come la sede naturale per rappresentare questa testimonianza di un periodo così cruciale per la storia dell’arte”.

Nella seconda metà del Quattrocento i maestri del Rinascimento come Leonardo, Donatello, Raffaello, il Pollaiolo, Michelangelo, il Verrocchio, il Bambaia e molti altri ancora, lavoravano tra Milano, Venezia, Roma, Firenze, ma anche Ferrara, Padova, Bologna.

Una regione vasta e politicamente spezzettata da molti confini.

 

Andrea-della-Robbia
Andrea-della-Robbia

 

Da qui le varietà del  Rinascimento: innovazioni fiorentine e tradizioni locali, influenza dell’arte cortese fiamminga e della Borgogna.

Dal  Rinascimento sono derivate molte novità: grande impulso allo studio dell’anatomia, della prospettiva, dell’ottica, e allo studio dell’anima.

Quindi la nascita della fisiognomica, la passione per il grottesco, un interesse nuovo a rappresentare la figura umana legata alle emozioni, furore o grazia, tormento o estasi, profondamente legata all’anima, al desiderio, alla componente meno visibile del soggetto “uomo”.

I movimenti dell’anima sono resi visibili attraverso l’attitudine dei corpi, e gli artisti indagano la loro psiche rappresentandoli a riposo, in movimento, mentre lottano o sognano, evidenziando le emozioni, tanto nell’ambito sacro che in quello profano, in un modo sia ferocemente espressivo che, al contrario, sublimemente dolce.

La mostra è articolata in quattro sezioni: 1. Guardando gli antichi: il furore e la grazia; 2. L’arte sacra: commuovere e convincere; 3. Da Dionisio ad Apollo; 4. Roma “Caput mundi”.

L’ultima sala è dedicata alla Pietà Rondanini di Michelangelo.

In artisti  come Pollaiolo, Francesco di Giorgio Martini, Bertoldo,  Verrocchio, appare  la complessità della forza muscolare e le torsioni del corpo maschile, come pure l’effetto espressivo delle più intense passioni dell’anima.

Mentre all’opposto, eleganti drappeggi permettono agli artisti di rivelare il fascino della figura umana.

Commuovere e convincere diventano le due parole chiave nella scultura religiosa: un vero teatro dei sentimenti si dipana in Italia settentrionale tra 1450 e 1520, in particolare nei gruppi di “Deposizione del Cristo”

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, la riflessione instancabile sull’antichità classica si esprime nelle opere elaborate a partire dai grandi modelli classici come il “Laocoonte” o lo “Spinario”, muovendosi tra i due estremi dell’apollineo e del dionisiaco.

 

 

Michelangelo-Buonarroti.
Michelangelo-Buonarroti

Infine, a partire dalla fine del secolo, si ritorna a Roma, caput mundi, dove Michelangelo è alla ricerca di una sintesi formale che integri la conoscenza scientifica del corpo, l’ideale assoluto di bellezza e la volontà di superare la natura con l’arte.

Questa sua ricerca è raccontata nel percorso che, dal classicismo giovanile del “Cupido”, e attraverso il titanismo, approda all’ineffabile e al sublime della “Pietà Rondanini”.

I visitatori della mostra potranno approfondire il tema della Pietà grazie a una video-opera proiettata in loop nella Sala degli Scarlioni – dove si trovava la Pietà Rondanini prima della sua attuale collocazione – verso la fine del percorso di mostra. Il video riprende la rappresentazione teatrale “Mater strangosciàs” di Giovanni Testori, monologo funebre dedicato a Maria di Nazareth, nella rilettura contemporanea della Compagnia Tiezzi-Lombardi.

Per permettere al visitatore di comprendere com’era la musica tra il XV ed il XVI secolo, sarà disponibile, sui canali Facebook e YouTube del Castello Sforzesco e della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, il concerto “ZEPHYRO SPIRA. Chanson, Frottole e Villanesche nel primo Rinascimento”, eseguito e ripreso a porte chiuse dalla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

Accompagna la mostra un prestigioso catalogo scientifico edito in italiano e francese a cura di Officina Libraria, vincitore del Prix du catalogue d’exposition 2021.

 

Visite guidate Ad Artem T. 02.6597728 info@adartem.it




Triennale Milano presenta il Museo del Design Italiano rinnovato

A Milano il Museo del Design Italiano di Triennale si presenta in una veste rinnovata ampliando gli approfondimenti per il pubblico

 

La Triennale di Milano, tempio del design, ospita il Museo del Design Italiano, che rappresenta un esempio unico di collezione pubblica, dedicata a valorizzare il design italiano anche presso  un pubblico molto ampio, non solo di addetti ai lavori.

Oggi il Museo del Design Italiano di Triennale Milano si presenta in una veste rinnovata, ampliando gli approfondimenti per il pubblico, attraverso un ricco apparato di testi, didascalie, documenti e opere.

 

 

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Questi nuovi approfondimenti sono stati sviluppati con l’obiettivo di offrire ai visitatori ulteriori contenuti e informazioni sugli oggetti esposti e di costruire un percorso di visita ancora più ricco e articolato.

Come sottolinea  Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, è indissolubile il legame tra la disciplina del design e la storia di Triennale, che è stata, fin dalla sua istituzione, un centro nevralgico per il dibattito sull’argomento.

Il nuovo allestimento amplia i contenuti da una parte, attingendo allo straordinario patrimonio degli Archivi di Triennale e, dall’altra, rafforzando la rete di donazioni e comodati.

L’obiettivo è rendere la narrazione del design italiano aperta e inclusiva. Insomma, davvero rivolta a tutti.

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Tra le recenti acquisizioni anche un esemplare della superutilitaria simbolo del Made in Italy nel mondo: la Nuova 500 D del 1960 di Dante Giacosa per FIAT, che diventa parte del percorso espositivo del Museo.

Il percorso espositivo

Come spiega  Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano, sulle pareti perimetrali si racconta la storia di Triennale, che nel 2023 celebrerà i 100 anni dalla sua istituzione, delle Esposizioni Internazionali e delle mostre in cui alcuni degli oggetti esposti sono stati presentati, come ad esempio la celebre Mostra dell’industrial design in occasione della X Triennale del 1954.

 

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Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia 4

 

Sono state realizzate nuove didascalie per tutti gli oggetti esposti,  testi di inquadramento su periodi storici, mostre e momenti particolarmente significativi per la storia del design legati all’istituzione.

Accanto agli oggetti esposti, anche fotografie, campagne pubblicitarie, packaging originali, materiali grafici, poster e, in determinati casi, i modelli in legno realizzati da Giovanni Sacchi, concessi in deposito a Triennale da Regione Lombardia.

 




Milano fa tendenza nel food delivery con servizio e proposte originali

A Milano il food delivery diventa premium: maggiordomo a casa, menu letterari, cucine regionali e internazionali

 

 

Helbiz Kitchen:  il servizio che rivoluziona il mondo del food delivery

A casa come in un ristorante stellato? Servizio con maggiordomo, alta qualità, varietà di menu.

milano delivery Helbiz-Kitchen
milano delivery Helbiz-Kitchen

 

Lo propone Helbiz Kitchen, la più grande Ghost Kitchen a livello internazionale, circa 2.000 mq nel cuore di Milano per offrire un servizio unico, di qualità ed eco-sostenibile. Il sevizio parte inizialmente dal quartiere di Washington e si estende per circa 3 km di raggio in termini di consegne (per garantire la massima qualità del cibo a domicilio), per poi espandersi.

Con strutture di proprietà, sia cucine, sia consegna a domicilio, Helbiz Kitchen permette ai clienti di ordinare nello stesso momento fino a sei menu differenti: pizza, hamburger, insalata, poke, sushi e gelato.

milano delivery 5-Helbiz-Kitchen
milano delivery 5-Helbiz-Kitchen

 

Quindi i clienti possono effettuare un unico ordine, un’unica transazione, con un’unica consegna.

Ancora una volta Milano fa tendenza, anche nel food delivery: Helbiz sceglie Milano come prima tappa di questo  progetto internazionale. La qualità è garantita da partnership eccellenti, come quella  esclusiva con Alberto Marchetti per il gelato, con un laboratorio interno e dedicato alla produzione del suo gelato artigianale.

L’eccellenza è completata dalla consegna a domicilio da parte di butlers in scooter elettrico, veri e propri maggiordomi preparati a rapportarsi con cordialità e competenza, per apparecchiare e raccontare la storia di ogni piatto

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Helbiz Kitchen vanta anche la totale sostenibilità delle attività,  dall’approvvigionamento delle materie prime, alla preparazione dei cibi, sino alla consegna, grazie ad una cucina tutta elettrica che prosegue poi con l’impiego di mezzi e strumenti 100% elettrici

E, ultima considerazione, Helbiz con questo progetto crea nuovi posti di lavoro, ben 80, nel nostro paese.

 

 

Milano fa tendenza nel food delivery

Wicky’s Japanese Innovative Cuisine: piatti e prodotti tipici giapponesi pensati appositamente per il delivery

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Wicky’s Japanese Innovative Cuisine: lo chef Wicky Priyan è stato uno dei primi a introdurre il servizio di delivery a seguito del lockdown.

Gli ordini vengono raccolti tramite e-commerce interno, in modo da controllare l’intero percorso effettuato dalle pietanze e preservare la sicurezza dei clienti.

L’e-shop del ristorante propone non solo i grandi classici della cucina dello chef, ma anche piatti pensati appositamente per il delivery, bevande e prodotti tipici giapponesi.

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La proposta comprende una ricca selezione di piatti freddi (tra cui il suo leggendario “carpaccio dei 5 continenti”, il “sashimi misto”, la “tartare di Angus scozzese” ecc.), sushi (tra cui l’iconico “Sushi Kan”, ma anche “Maki Salmone”, “Maki Angus”, “Maki Granchio” ecc.) e pietanze calde di carne e pesce (“Merluzzo nero storia di Kyoto”, “Tempura di baccalà”, “Magica” – ovvero filetto di branzino servito con salsa di Champagne aromatizzata con limone e soia -, il delizioso maialino “WiKakuni Kyoto” ecc.), che potranno essere prenotati al telefono e ricevuti a casa, in comode scatole biodegradabili, in accompagnamento a vini e sake pregiati, ma anche soft drink, con uno sconto del 10% sul prezzo in carta.

Le consegne avvengono tramite taxi nel comune di Milano e sono gratuite per gli ordini superiori a 120€.

 

Milano fa tendenza nel food delivery

Organics SkyGarden: un autentico sushi fine dining

L’aperitivo più a la page a Milano si chiama Sushi Culture Night.

Il sabato sera sulla terrazza Organics SkyGarden, una terrazza al 13° piano, quella dell’Hyatt Centric Milan Centrale, che domina lo skyline metropolitano, nel cuore pulsante del financial district.

Una vera experience sensoriale che travolge e ammalia chi varca la soglia del rooftop più noto della città a 50 metri di altezza.

 

 

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Prima con la vista mozzafiato a 360 gradi sulla metropoli, poi con il sound ricercato e coinvolgente, con il gusto, grazie alle pietanze dello chef Guglielmo Giudice.

Il gusto ora si arricchisce con l’offerta di Armonico, il primo sushi fine dining con consegna esclusivamente a domicilio.

Si tratta di sushi snack che accompagnano i signature cocktail della terrazza o di una box con 8 prelibatezze tutte da gustare.

Otto bocconi, 4 vegan e 4 di pesce, per essere degustati dal delicato al più intenso: Classici, Veg oppure Maki Special.

 

Da Festina Lente una proposta sofisticata

Da Festina Lente, il bistrot letterario nel cuore della Brianza, è ufficialmente iniziata la stagione del brunch, con proposte anche delivery  e take away.

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Nell’ampio dehors esterno, ricco di erbe aromatiche e rose inglesi, il bistrot propone un inedito brunch d’autore, dedicato a scrittori classici e contemporanei.

L’appuntamento è dalle 11.30 alle 14.30 dal martedì alla domenica  con un menù dedicato agli amanti della letteratura. Tra gli autori Leopoldo Pomés da gustare con il panbrioche salato e la zuppetta di pomodorini e basilico dell’orto, Letizia Muratori da gustare con la sablé salata e l’insalata russa, Margherita Belardetti da gustare con i paccheri filanti e Oscar Farinetti da gustare con il Raw brownie, un dessert crudista a base di cacao e datteri.

 

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E’ questo  un format unico in Italia, che nasce  a Seregno, nel cuore della Brianza: qui i libri non si trovano soltanto sugli scaffali come una comune libreria, ma addirittura nel piatto, pronti per essere messi sotto i denti e gustati “fino al midollo”

 

Da Il Moro la tipica pizza dell’agrigentino, i cuddiruni e sui fish burger mediterranei

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Il savoir faire e il gusto per l’accoglienza di una famiglia siciliana coesa come quella dei fratelli Butticè  dal 1996 propone una cucina gourmet di chiara vocazione siciliana con il ristorante Il Moro.

Che riapre con un dehors con una ventina di coperti immerso nel verde, a pochi passi dall’ingresso del ristorante e con una ricca proposta delivery.

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Tutto all’insegna della sicilianità: Assoluto di Gambero di Mazara del Vallo,  Il tonno, la ricotta, il passion fruit, basilico e aglio nero, Palamita in giardino, Paccheri di Senatore Cappelli, pistacchio di Raffadali e gamberi rossi, Fusilli Mancini all’astice, Filetto di pescato del giorno patate, pomodorino, olive, Dedica al pistacchio di Raffadali e gli immancabili cannoli siciliani e cassata.

 

 

 




Milano per buongustai: aperture, novità, curiosità per milanesi e non

Milano per buongustai:  bistrò, ristoranti with view, terrazze e  déhors, menu degustazione, ricette inedite

 

 

Il ristorante Bu:r di Eugenio Boer: un ritorno e un nuovo inizio

Eugenio Boer, chef e patron del ristorante BU: R a Milano, avvia  una rinnovata cifra stilistica, una rivoluzione contemporanea che si evince dalle sue creazioni culinarie. Il nuovo menù, italiano, etico e creativo rappresenta il primo tassello di questa evoluzione, verso una leggerezza di concetto e di sostanza.

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Nelle preparazioni culinarie  un uso intelligente di ogni parte della materia prima: recupero di cibo e di pensieri reinterpretati che hanno portato all’elaborazione di un menù degustazione completamente italiano ed etico nelle scelte.

Il principio ispiratore dell’italianità ha condotto Eugenio verso la scelta di fornitori presenti nelle cascine e piccoli agricoltori sparsi lungo il territorio nazionale in un viaggio tra filiera, geografia ed ecosistema.

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La base di partenza della sua cucina è la  tradizione, unita a una creatività che rimane invariata. Come in “Una cima alla genovese ma non troppo”, una ricetta della tradizione culinaria genovese che viene reinterpretata visivamente come un roll giapponese, ma che utilizza solo prodotti italiani.

Una pietanza completamente nostrana, ma con un impiattamento di impronta orientale.

Alla riapertura il ristorante propone un menù degustazione, Il Risveglio, formula completa da nove portate, oppure due proposte da tre o quattro piatti per avvicinarsi gradatamente alla cucina di [bu:r].

In accompagnamento a gesti familiari come il carrello del pane in tre tempi: focaccia ligure di farine di grani antichi integrali, torta di rose tipica di Mantova ma salata, con ingredienti mediterranei e pagnotta, con burro italianissimo, di cascina Carena.

 

 

Milano per buongustai: Anima e Vertigo,  il nuovo progetto di Enrico Bartolini

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All’interno dell’hotel Milano Verticale | UNA Esperienze apre  il settimo ristorante fine dining dello chef che nel 2019 ha riportato nel capoluogo lombardo le tre stelle Michelin

Per identificare il suo nuovo progetto gastronomico, il settimo sul territorio nazionale e il secondo nel capoluogo meneghino, Enrico Bartolini ha scelto due nomi fortemente evocativi e ne ha affidato le cure allo chef Franco Aliberti. Anima, ristorante gourmet, e Vertigo, Osteria Contemporanea e Urban Garden Bar, si trovano al piano terreno del nuovissimo hotel 4* Superior Milano Verticale del Gruppo UNA, tra via De Cristoforis e via Rosales, nel moderno distretto Porta Nuova – Garibaldi – Corso Como.

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Anima e Vertigo declinano in due concept differenti la cucina contemporanea, etica e sostenibile di Aliberti, che Bartolini ha voluto nel suo team come resident chef per questa nuova avventura milanese.

Il Bar con Urban Garden è l’ideale per sorseggiare un aperitivo o un drink dopo cena (con dj set discreto e raffinato in sottofondo un paio di sere la settimana). A curare il food pairing sarà la cucina di Vertigo Osteria Contemporanea: si potrà scegliere fra grandi salumi nazionali e altri golosi sfizi, perfetti per accompagnare l’aperitivo (dalle ostriche al caviale, rigorosamente italiani, dai calamaretti fritti a pane burro e acciughe).

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Anima, il ristorante fine dining che, come in tutti i ristoranti di Bartolini, avrà dieci tavoli gourmet, propone una filosofia di sostenibilità, non solo degli ingredienti, ma anche della filiera. Stagionalità degli ortaggi e della frutta, ma anche dei pesci e di alcune tipologie di carni.

Nel menu di Anima al momento due percorsi di degustazione: “Aliberti 2021” (in sette passaggi, con la possibilità di optare anche per tre o quattro portate alla carta) e “In Italia” di sei passaggi.

 

 

Milano per buongustai: Riapre Casa Milan Bistrot all’insegna di salute e benessere

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AC Milan e Segafredo Zanetti, due brand internazionali che rappresentano la passione e l’eccellenza italiana in tutto il mondo, intraprendono un nuovo percorso condiviso all’insegna della salute e del benessere.

 

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Infatti riapre  Casa Milan Bistrot, un ristorante inserito nel contesto di Casa Milan, il quartier generale di AC Milan a Milano, che ospita anche il museo dei Rossoneri e l’AC Milan Store. In un contesto urbano di lavoro, un’area confortevole, dedicata allo svago con una cucina sofisticata, ma alla portata di tutti e con un’attenzione particolare all’ambiente.

Il Bistrot, che sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 17.00, con aperture straordinarie previste nei fine settimana e nelle ore serali in caso di eventi e/o manifestazioni, si presenta  rinnovato.

Il nuovo ciclo del punto di ristorazione di Casa Milan punta  a un target trasversale ed eterogeneo:  tutti i visitatori di Casa Milan, tutti gli appassionati di sport e i numerosi turisti che popolano Milano in tutti i periodi dell’anno.

Partner Segafredo, che in tutto il mondo significa Caffè, e vuole collaborare a un progetto di qualità e di eccellenza esperienziale.

 

 

 

Riapre “AB – Il lusso della semplicità”, guidato da  Alessandro Borghese

 “AB – Il Lusso della Semplicità” in viale Belisario 3, accoglie nuovamente i clienti per condividere appaganti esperienze gourmet in totale sicurezza.

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Oltre alla mitica “Cacio&Pepe”, indiscussa regina del menù, gli ospiti del ristorante potranno gustare diversi piatti inediti nati in questi mesi dall’estro creativo di chef Borghese e realizzati con ingredienti di altissima qualità, provenienti da produttori certificati.

Tra le nuove e invitanti proposte figurano il Supplì al telefono con rigaglie di pollo, lo Spaghettone Pasta Armando con aragosta dei nostri mari e l’Anatra alla brace con more e cipollotto arrosto.

 

 

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Tra le sorprese riservate agli ospiti di AB – Il lusso della semplicità c’è anche una speciale capsule collection firmata dal Campione del mondo Luigi Biasetto: il Maestro pasticcere veneto ha ideato la selezione di dolci in edizione limitata, come degna conclusione di un pranzo o una cena gourmet.

Per celebrare la riapertura, KayOne, uno dei pionieri e dei più rappresentativi esponenti della cultura della Street Art nel nostro Paese, propone URBAN TASTE, mostra di forte impatto visivo che comprende inedite e coloratissime opere dell’artista.

 

 

Milano per buongustai: Due nuove aperture per Testone a Milano

In Bocconi e in Darsena riapre Testone, la prima catena dedicata alla torta al testo tradizionale umbra, realizzata in ogni punto vendita ancora come al tempo dei Romani, ovvero su una pietra circolare (il testum) e finita con la cottura dove la cenere ricopre totalmente l’impasto.

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Arriviamo a 8 con le ultime due aperture di Milano, rispettivamente in via Bligny 13 e in via Vigevano al 6 (con trasferimento dal punto vendita precedente al 3, per ampliare i coperti) ma ne é prevista un’altra entro fine 2021 a Milano.

Un format con 100 coperti tra dentro e fuori in stile rurale proprio di fronte all’Università Bocconi per il primo punto vendita con un bel dehors frontale e un altro ampio dehors esterno con oltre 100 coperti per via Vigevano, il primo locale che si trova venendo dalla Darsena. Lo stile Testone risulta anche in questi nuovi locali inconfondibile, con i mattoni a vista e il design rural industrial, con cucina e camino a vista, dove viene prodotto il testone davanti agli occhi dei clienti.

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La torta al testo di Testone riprende l’antica tradizione secolare umbra, la più fedele alle origini: un impasto di farina, acqua, bicarbonato e sale, cotta su di una pietra circolare detto testo, che usavano portare i soldati con loro, che diventava rovente sotto le braci dei bivacchi, e finita con la cenere sull’altro lato in cottura.

 

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Tra i ripieni troviamo dai classici con la porchetta, erbette e salsicce o prosciutto e caciotta, fino alle specialità umbre come il barbozzo (guanciale umbro), la coppa di testa, il capocollo, il lombetto e le stringhette (sottili fettine ricavate dalla pancetta) e altre specialità della norcineria umbra. Sono presenti anche taglieri di salumi e formaggi e primi piatti del giorno made in Umbria, con la possibilità di mangiare un pasto completo a partire da 5 euro.

 

 

Da Miview Restaurant il pranzo dedicato a Milano

Riparte proprio da Milano  il tradizionale Pranzo della Domenica del MiView con un ospite d’eccezione: Zafferano Leprotto, lo zafferano di Milano.

Da sempre promotore di eccellenze, celebrate e valorizzate in tutte le sue forme, questa volta il MiView ha scelto un partner d’eccezione per una domenica all’insegna della milanesità. Zafferano Leprotto, dal sapore deciso, il profumo inconfondibile e il colore giallo intenso, è perfetto per questo menu della “ripartenza”.

 

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Ed è proprio la capitale meneghina la vera protagonista del menu in condivisione: cinque portate in assaggio, un piatto principale e un dessert

Un tripudio di piatti della tradizione in assaggio con un piatto principale, un classicissimo risotto alla milanese realizzato con Zafferano Leprotto, come dessert la deliziosa Sbrisolona accompagnata da un gelato allo Zafferano Leprotto, il tutto annaffiato dal freschissimo cocktail Mashti Malone a base di Calvados, succo di lime, uovo pastorizzato e sciroppo allo zafferano. Un menù “giallo” come il sole che splende sopra il Duomo!

info@miview.it o contattare il numero 02.78.61.27.32

 




Musica a Milano: le note accompagnano i movimenti della città più vivace

Musica a Milano:  aspettando la  speciale decima edizione di Piano CityMusica a Milano,  i programmi dei Pomeriggi Musicali e di LaVerdi

 

 

Musica a Milano con I Pomeriggi Musicali e la rassegna “A tutto Brahms”

Il più grande tesoro della stagione appena conclusa sono stati gli abbonati che, anche nel periodo della sola trasmissione in streaming, hanno continuato a seguire la programmazione musicale, a scrivere, a commentare, a far sentire gli applausi e anche le critiche.

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Per questo, per ringraziarli e dare testimonianza del loro ruolo fondamentale, I Pomeriggi Musicali hanno istituito l’Albo degli Abbonati Emeriti.

Fino al 24 giugno I Pomeriggi Musicali invitano alla rassegna “A tutto Brahms”, otto concerti con più repliche al Teatro Dal Verme, lungo un percorso narrativo in più tappe che lega i concerti alle quattro sinfonie del compositore tedesco.

 

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Accanto all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali si alterneranno solisti e direttori di fama internazionale, per festeggiare insieme la ripresa delle attività dal vivo. Lo schema generale prevede il mercoledì alle ore 17 e alle ore 20 una doppia esecuzione dei concerti, mentre il giovedì sempre alle ore 17 e alle ore 20 quelle delle sinfonie.

Il festival “A tutto Brahms” si chiude con la quarta settimana di programmazione con il ritorno sul podio del direttore musicale James Feddeck mercoledì 23 giugno (ore 17 e ore 20) con l’ultimo grande solista ospite Pierre-Laurent Aimard che esegue il Concerto per pianoforte n. 2 in Si bemolle maggiore op. 83 e poi giovedì 24 giugno (ore 17 e ore 20) con la Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73.

 

Musica a Milano con Serenate estive  di laVerdi

Un graditissimo ritorno all’Auditorium di Milano: Thomas Guggeis dal vivo con laVerdi

 

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Serenate estive è il titolo dell’appuntamento che si terrà all’Auditorium di Milano mercoledì 16 e giovedì 17 giugno alle ore 19.30. Thomas Guggeis è stato  già protagonista di una memorabile registrazione del concerto di Capodanno dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (che ha registrato più di 41mila visualizzazioni online).

Guggeis salirà sul podio di Largo Mahler con un programma tripartito: la Fanfare for the Common Man di Aaron Copland, nota ai più nella versione progressive di Emerson, Lake & Palmer del 1977; la Serenata per Archi in Do maggiore op.18 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, uno dei brani che letteralmente “scorre” nelle vene dei Professori della Verdi, reminiscenza di quel leggendario primo concerto dell’orchestra, nel 1993; la Serenata n.2 in La maggiore op.16 di Johannes Brahms, datata 1859, a completamento del ciclo delle due serenate brahmsiane nell’ambito di questa programmazione.

 

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laverdi-Thomas-Guggeis

Nel Dicembre 2020 l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, come da tradizione, si appresta a preparare (e, in quel caso, registrare) la Sinfonia n.9 di Ludwig van Beethoven. Sul podio un giovanissimo direttore, un talento però ormai consacrato e attestato dalla stima da parte di un grande musicista leggendario come Daniel Barenboim, di cui è stato assistente alla Staatsoper di Berlino. Si parla di Thomas Guggeis, giovane e brillante musicista proiettato nel firmamento della direzione d’orchestra.

In quell’occasione Guggeis  diresse a memoria. Una dimostrazione di rara versatilità, ma anche di estrema padronanza del repertorio.

Il Carnet dal Vivo! offre la possibilità di scegliere tre spettacoli diversi tra loro. Acquistando due carnet, lo spettatore avrà diritto a un biglietto omaggio per uno spettacolo a scelta.

biglietteria@laverdi.org

 

Piano City Milano compie 10 anni: appuntamento al 25, 26 e 27 giugno.

10 quartieri per 100 concerti: ecco  la speciale decima edizione del festival di pianoforte più atteso dell’anno

 

Locandina-Piano-City-Milano-2021
Locandina-Piano-City-Milano-2021

 

Omaggi a Dante, Franco Battiato, Paolo Castaldi, Chick Corea, Beatles, Ennio Morricone e altri ancora…insieme a una prima mondiale di 14 ore di Eva-Maria Houben

Lo scorso anno Piano City Milano si è contraddistinto per essere riuscito a unire la formula del concerto in streaming alla dimensione del live, riportando, per la prima volta dopo il lungo periodo di lockdown, la musica tra le vie della città.

 

PianoCityMilanoPreludio-2020_Elisa-DAuria
PianoCityMilanoPreludio-2020_Elisa-DAuria

 

Quest’anno la manifestazione torna finalmente in presenza con 100 concerti in 10 luoghi simbolo, sempre nel completo rispetto delle norme di sicurezza per la salute pubblica.

Le note dei pianoforti risuoneranno da 10 importanti quartieri della città di Milano, ma la loro magia sarà trasportata lontano grazie a un palinsesto di dirette streaming che permetteranno a tutti coloro che non potranno partecipare dal vivo di vivere anche a distanza le emozioni di Piano City Milano.

«Negli anni il festival ha portato la musica ovunque, strade, cortili, case private e luoghi ameni  – dichiara Ricciarda Belgiojoso, direzione artistica di Piano City Milano – L’edizione di quest’anno assume un significato particolare, per riprendere a fare musica insieme in sicurezza. Per i nostri 10 anni vi aspettiamo con 100 concerti, ospiti d’eccezione italiani e stranieri, grandi nomi e giovani talenti e naturalmente ogni genere musicale».

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musica-a-milano-PianoCityMilanoPreludio-2020_Guido-Coppin

 

Piano City Milano è andato alla ricerca di luoghi nuovi e insoliti per raccontare la città attraverso la musica e la cultura: le note hanno risuonato dai tram, dai tetti, hanno invaso le case, i cortili le piazze, i parchi, i musei, le terrazze, le scuole, trasformando la città in un unico grande palcoscenico.

Nei giorni precedenti alla rassegna, il 24 e il 25 giugno, Piano City Milano offre una masterclass di perfezionamento per giovani pianisti, con il Maestro Davide Cabassi, incentrata sui cinque concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven, che saranno eseguiti anche durante il festival nella versione a due pianoforti.

 

 

Musica a Milano: arriverà Don Chisciotte al TAM

Mentre godiamo la musica a Milano in questo inizio di estate, possiamo anche prenotare i biglietti per Don Chisciotte  allestito dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, con la direzione di Manuel Legris.

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Don-Chisciotte-Nicoletta-Manni-ph-Brescia-Amisano-Teatro-alla-Scala

 

Coreografia Rudolf Nureyev, Musica Ludwig Minkus, Orchestrazione e adattamento John Lanchbery. Una Produzione Teatro alla Scala al  TAM Teatro Arcimboldi Milano dal  29 al  31 ottobre.

Con la sua frizzante energia, con i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, Don Chisciotte di Rudolf Nureyev trasporterà il pubblico con freschezza, allegria, virtuosismi e ricchezza coreografica in una Spagna affascinante, tra danze di gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candore sospeso del giardino delle Driadi.

www.ticketone.it

 

 

E dopo i concerti?

A cena o dopo cena in un locale di  grande atmosfera: Shambala.

E’ Shambala aperto in un giardino incantato asian style da godere  ogni sera o per il brunch (anche di sabato).

 

shambala
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Il celebre ristorante fusion in fondo a via Ripamonti riapre per la bella stagione il suo giardino da favola, per cene in tutta sicurezza e per un doppio appuntamento con il brunch, il sabato e la domenica.

Shambala, la locanda asiatica dai grandi alberi, da più di vent’anni tra i ristoranti etnici più amati da milanesi e non solo, torna ad offrire ai palati gourmet il viaggio di profumi e sapori asian fusion, thai e vietnamiti, immersi in un’atmosfera senza eguali in città.

Una food experience memorabile, da gustare in tutto relax nell’incantevole giardino in stile asiatico dalla pavimentazione in legno, circondato da salici contorti, canapa, piante di bambu e una fontana con carpe

Shambala,  Via Ripamonti 337, Tel. 02.5520194

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Spettacoli a Milano: desiderio di ripartire  e condividere emozioni




Design a  Milano: Adi Design Museum – Compasso d’Oro

Design a Milano: ancora una grande attrazione internazionale: nasce per appassionati di tutto il mondo “Adi Design Museum – Compasso d’Oro”.

Desig a Milano. Milano “è” il design.

La sua capacità attrattiva per appassionati di tutto il mondo è ancora cresciuta con la recentissima importante apertura.

Adi Design Museum – Compasso d’Oro è un luogo straordinario, che raccoglie la storia del design e della fondazione del Compasso d’Oro. Finalmente una sede dedicata a un’istituzione che ha fatto e fa la storia del  design, contribuendo a rendere mondiale la fama della Milano creativa.

 

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Con i suoi 5.135 metri quadrati di superficie, di cui 3000 riservati alle aree espositive, l’Adi design Museum sarà uno dei grandi musei d’Europa dedicati al design.

Un hub che ospita la collezione storica del Compasso d’Oro,  composta dagli oggetti selezionati dal 1954 a oggi,  riconosciuta dal Ministero della Cultura come “bene di eccezionale interesse storico e artistico”, a sottolineare anche  come questo  premio sia il più antico e istituzionale riconoscimento nell’ambito del design a livello mondiale.

 

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Come ha detto il Ministro Franceschini alla inaugurazione “questo museo è quasi un simbolo della ripartenza, non solo per Milano, ma per tutto il Paese”.

E, in riferimento alla nuova Direzione Generale del MiC che si chiama Creatività Contemporanea, ha concluso “Milano in questo, come in tanti altri campi, continuerà a essere la guida”.

Dove sorge il nuovo Museo del Design?

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adi-museum-design-Facciata@M.Bonetti

 

ADI Design Museum si trova in Piazza Compasso d’Oro 1, in corrispondenza di via Ceresio e piazzale Monumentale, e si inserisce nel contesto di un’area ex industriale ad altissimo valore architettonico e urbanistico. La sede nasce dal recupero di un luogo storico degli anni ’30, utilizzato sia come deposito di tram a cavallo, sia come impianto di distribuzione di energia elettrica.

Lo scopo di ADI – Associazione per il Disegno Industriale e della sua Fondazione, è quello di costruire una realtà inclusiva,  per  visite coinvolgenti e in progress, fotografando il senso della modernità grazie al continuo aggiornamento dei pezzi della Collezione Compasso d’Oro che avviene ogni due anni.

La Collezione permanente è, infatti, l’asse portante di un impianto in continuo divenire, che presenterà mostre temporanee di approfondimento e iniziative di grande impatto divulgativo.

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Un centro culturale all’insegna della ricerca, capace di uscire dai confini tradizionali dei musei e stabilire contatti tra il mondo del design e quello della moda, dell’architettura, della scienza, della tecnologia e della creatività in generale.

Fanno parte della collezione permanente i prodotti di Pieces of Venice, vincitrice del Compasso d’ Oro 2020 nella categoria “Design per il sociale” per originalità, innovazione funzionale e tipologica e materiali impiegati.

ADI Design Museum è un museo aperto, disposto in un unico spazio non gerarchico, in cui i mediatori culturali  incentivano la relazione diretta con il visitatore.

Inoltre è il primo museo in Italia privo di casse e che accetta solo pagamenti digitali: un nuovo sistema garantisce l’ingresso senza biglietto cartaceo, evitando così che si creino file e consentendo l’acquisto del ticket solo tramite carte o app di pagamento.

Inoltre ADI Design Museum è un luogo di cui il pubblico può fruire senza necessariamente accedere alle mostre, godendo il bookshop, la caffetteria e la galleria aperta. La Galleria vetrata congiunge con libero accesso due parti della città – via Ceresio con via Bramante – attraverso un percorso aperto che diventa una vera e propria nuova via del design.

Officina Design Shop, il bookshop gestito da Electa Editore, realizza l’idea di uno spazio dedicato alla cultura del design con focus mirati sui temi delle mostre in programmazione,  un’accurata selezione dei principali volumi di settore.

Mentre  Officina Design Cafè sceglie le parole chiave di semplicità, sostenibilità, salubrità, tipiche  del food concept di CHIC-Charming Italian Chef, responsabile della sua gestione.

Il Gruppo IED infine sostiene il nuovo ADI Design Museum Compasso d’Oro come unico partner privato di Alta Formazione. Gli spazi del Museo accoglieranno quindi workshop e progetti didattici, occasioni di ricerca e di scambio culturale ed eventi di inizio e fine anno.

 

E, in connessione con questo evento di portata internazionale, Milano ospita anche in Triennale, dal 4 al 6 giugno  “I luoghi del progetto”, tre giorni di incontri, racconti, proiezioni e una mostra  a cura di Claudio Palvarini e Lodovico Gualzetti

Coinvolte le ventisette realtà tra musei, archivi e studi-museo del design del Circuito Lombardo Musei Design, che rappresentano l’eccellenza nell’ambito del disegno industriale e che da due anni fanno parte di un network molto attivo.

Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti e non è prevista prenotazione.

Ingresso fino a esaurimento posti nel rispetto delle norme anti Covid-19

www.facebook.com/museidesign

www.instagram.com/museidesign/

 

 

 




Spettacoli a Milano: desiderio di ripartire  e condividere emozioni

Riprendono con speranza e creatività gli spettacoli a Milano: dalla Cinetecamilano al Teatro Carcano al Teatro Parenti

 

Il piacere della sala cinematografica, della platea teatrale, della sala da concerto è impagabile: gli spettacoli a Milano riprendono finalmente in presenza per la gioia di chi ama  condividere le emozioni.

Riaprono  le sale fisiche ma anche le sale virtuali continuano  la propria programmazione.

Riaprono le sale di Cinetecamilano e si amplia il Museo del Cinema

Cineteca Milano riapre e rilancia.

Il periodo  di chiusura è stato utile a Cineteca Milano per organizzare belle novità

 

cineteca milano meet
cineteca milano meet

Nel palazzo in cui fino a maggio 2019 si trovava il Cinema Spazio Oberdan, è stata  inaugurata la sala cinematografica di MEET, il centro internazionale di cultura digitale con il supporto di Fondazione Cariplo.

Nell’ambito delle attività di ricerca e disseminazione sull’innovazione e nuovi linguaggi creativi che saranno svolte presso MEET, Cineteca Milano offrirà una programmazione autonoma dedicata al cinema contemporaneo in una sala completamente ristrutturata e tecnologicamente rinnovata. Un progetto ambizioso che vedrà al centro il cinema europeo di qualità con film per la maggior parte in anteprima italiana esclusiva e in lingua originale con sottotitoli.

Riparte anche la programmazione di Cineteca Milano MIC, con la sua sala cinematografica e il Museo Interattivo del Cinema, che dopo 10 anni dall’inaugurazione (2011), è stato ampliato e rinnovato nel suo allestimento.

Il Museo conquista nuovi spazi espositivi per offrire percorsi sempre nuovi di avvicinamento al mondo del cinema e del suo linguaggio in continuo e rapido mutamento, in dialogo con le nuove tecnologie e le forme d’arte di tutti i tempi. Nel nuovo percorso passato, presente e futuro s’intrecciano, strumenti antichi e device di ultima generazione convivono per un’esperienza cinematografica a 360°.

 

Spettacoli a Milano: La programmazione di Anteo e il caffè sospeso

La programmazione di Anteo sarà caratterizzata da titoli in corsa agli Oscar, come Mank di David Fincher (anche in vos) – in corsa agli Oscar con 10 candidature; Minari di Lee Isaac Chung (anche in vos) – in corsa agli Oscar con 6 candidature; Il processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin – in corsa agli Oscar con 5 candidature; Collective di Alexander Nanau (solo in vos) – documentario d’inchiesta candidato agli Oscar come Miglior Film Straniero e Miglior Documentario e  Nomadland di Chloé Zhao (anche in vos) – Leone D’Oro a Venezia e candidato a 6 statuette.

nomadland
spettacoli a milano nomadland

 

Come per il caffè, chiunque lo desideri potrà offrire un biglietto del cinema – al prezzo ridotto di € 4,50 – a una persona sconosciuta.

L’iniziativa è in vigore in tutte le sale Anteo, per le sale di Milano (Anteo Palazzo del Cinema, CityLife Anteo) e per le sale di Cremona (spazioCinema CremonaPo), Monza (Capitol Anteo spazioCinema) e Treviglio (Treviglio Anteo spazioCinema).

L’arte può “curare” e chiunque può avere bisogno di cinema. Talvolta, però, non è così scontato poterselo permettere. L’aggregazione sociale, il senso di appartenenza e il divertimento che derivano dalla partecipazione a uno spettacolo cinematografico è un bene prezioso, ma collettivo.

Il biglietto sospeso, la nuova iniziativa di Anteo, nasce dal desiderio di coniugare questi principi con la solidarietà, e permetterà, grazie alla generosità dei suoi spettatori, l’accesso al cinema a tutti.

www.spaziocinema.info

Spettacoli a Milano: il regista premio Oscar Woody Allen torna al cinema con il suo ultimo attesissimo film Rifkin’s Festival.

Nel cast Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel, Elena Anaya, Sergi López e Christoph Waltz.

Rifkin’s Festival racconta la storia di una coppia americana, che decide di prender parte al Festival Internazionale del cinema di San Sebastian. Qui i due vengono travolti dalla bellezza tipica delle cittadine site nel nord della Spagna e dall’ammaliante magia del cinema, che si respira durante l’evento. Mentre Sue subisce maggiormente la seduzione della settima arte, iniziando una relazione con il brillante cineasta francese Philippe, Mort si innamora perdutamente di una ragazza del posto. Questa storia dal doppio intreccio amoroso si risolverà inaspettatamente in modo divertente, ma anche romantico

 

rifkin's festival
rifkin’s festival

Controfigura di Woody, Mort Rifkin è un professore   che tenta di scrivere il romanzo della sua vita, ovviamente insoddisfatto, mentre la moglie press agent al festival internazionale del cinema di San Sebastian. Qui la loro storia già traballante va in crisi del tutto, quando Sue intreccia una relazione con un regista giovane, vacuo e belloccio.

Mort in compenso trova affinità imprevista con una giovane dottoressa  colta e cinefila. Questa passione comune li porta a girovagare per la città romanticamente, presi da un’improvvisa voglia di comunicare e sentirsi compresi.

Il tutto in un vortice di citazioni, evocazioni, sogni in bianco e nero, in nome della più esaltante filmografia di tutti i tempi: da Fellini a Orson Welles, da Truffaut a Bergman con esiti, come sempre in Allen,  che vanno dall’intenso mélo all’ironico spassoso.

Citazionista quanto mai, Rifkin’s festival conferma senza dubbio la creatività del migliore Woody che è quella legata alla leggerezza.

A ripetere  l’eterna ricerca esistenziale di Woody Allen, in un confronto tra i grandi padri ispiratori del cinema europeo e la dimensione del cinema hollywoodiano.

 

 Ci risiamo! È il claim con cui riapre il Teatro Carcano

Fino al 28 maggio prossimi in Ci risiamo!  troverà posto una piccola parte della programmazione 2020/21 annunciata ma mai realizzata dal Teatro Carcano: produzioni di casa – due spettacoli più una serata dedicata alla drammaturgia italiana contemporanea – completate da un’ospitalità tutta al femminile.

teatro carcano Innamorati-_
teatro carcano Innamorati-_

 

Ci risiamo!  per lanciare un segnale forte e identitario che riconosca, valorizzi e sostenga in concreto le donne e gli uomini che contribuiscono a tenere alto il nome prestigioso di Milano nel panorama teatrale italiano.

Fino al  21 maggio: Innamorati (debutto nazionale), uno dei capolavori di Carlo Goldoni,  per l’occasione ribattezzato più semplicemente Innamorati. Diretto da Riccardo Mallus, affiancato dai giovani attori Irene Timpanaro e Giacomo Stallone e dal fido musico Tiziano Cannas Aghedu, Palla svelerà al pubblico una storia d’amore dietro la quale si nascondono tensioni che poco hanno a che fare con l’amore romantico e con la commedia goldoniana.

Martedì 25 maggio 2021 ore 19:30

Situazione Drammatica – Il copione: serata dedicata alla drammaturgia italiana contemporanea con la partecipazione di autore, attori e pubblico

La Macchia di Fabio Pisano – autore vincitore Premio Hystrio 2019, con Mariangela Granelli, Sebastian Luque Herrera.

In attesa di poterlo presentare nella sua completezza, l’Associazione “Situazione Drammatica” di Tindaro Granata, Carlo Guasconi e Ugo Fiore offre un succoso assaggio del suo progetto SITUAZIONE DRAMMATICA – Il copione. Nel corso della serata l’autore introdurrà la sua opera agli spettatori che, armati del copione che verrà loro consegnato all’ingresso, potranno seguire la lettura drammatizzata da parte degli attori. Un’occasione straordinaria per scoprire la bellezza e la magia della trasformazione della parola scritta in parola recitata.

 

teatro carcano Appunti G_
teatro carcano Appunti G_

 

Giovedì 27 e venerdì 28 maggio 2021 ore 19:30

Appunti G: ironico e dissacrante viaggio nell’universo sessuale femminile, con tre note attrici comiche di generazioni differenti – Lucia Vasini, Alessandra Faiella, Rita Pelusio – affiancate dalla giornalista Livia Grossi. Tra monologhi e pezzi corali, risate e pagine di cronaca, un’occasione per riflettere su un tema dalle mille sfaccettature e implicazioni.

Prenotazioni telefoniche: 02 55181362 / + 39 02 55181377 (WhatsApp)

Prenotazioni online: biglietti.teatrocarcano.com | vivaticket.it

 

Bagni Misteriosi, Teatro Franco Parenti: si comincia dai bambini!

Arte, gioco, libertà: il Teatro Franco Parenti al grido “Si comincia dai bambini!” presenta due settimane di attività e spettacoli interamente dedicate ai bambini e alle loro famiglie

Fino al 30 Maggio  nelle sale del teatro e sul prato dei Bagni Misteriosi una variegata offerta di spettacoli, laboratori e giochi all’aria aperta sarà occasione per imparare, conoscere, divertirsi.

Insieme, in sicurezza.

 

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teatro Parenti Lomino-del-pane-e-lomino-della-mela

E, dato che i bambini e i ragazzi di oggi non saranno solo il nuovo pubblico, ma anche gli attori, registi, drammaturghi di domani, stanno per nascere  percorsi formativi, dedicati agli under 18 per fornire  i primi strumenti  per approcciarsi ai mestieri del teatro, non solo corsi di recitazione ma anche di scrittura, backstage, comunicazione. Nelle parole di Andrée Ruth Shammah

Sabato 22  maggio  e Domenica  23

L’omino del pane e l’omino della mela

Compagnia I Fratelli Caproni

Due buffi personaggi, mezzi cuochi e mezzi clown, creatori di storie fantasiose e di ricette, hanno deciso di preparare un lauto pranzetto a tutti i bambini e di spiegare loro i segreti dei cibi più buoni e della loro realizzazione. Ma uno dei due, molto sbadato, ha comprato  solo una pagnotta e una mela… come faranno i nostri cuochi a preparare un pasto per tutti?

Tra gag e pantomime, musiche divertenti e interazioni con il piccolo pubblico, i due cuochi clown scoprono che questi magici omini abitano anche nelle mele, nelle banane, in tutti i frutti,  e accompagnano i bambini nel mondo del cibo alla scoperta dei mille segreti contenuti in tutti gli alimenti.

Sabato 29  maggio  e Domenica  30

 

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Un anatroccolo in cucina

 

Un anatroccolo in cucina

Rievocando l’affascinante atmosfera del cinema comico muto degli anni ’20, raccogliendo la magia della pantomima e della clownerie, sorprendendo con bolle di sapone e bicchieri che suonano, lo spettacolo tratta con note leggere il tema della diversità, reale o immaginata, il bisogno di essere accettati e di far parte di un gruppo.

 

 

GūD MILANO si tuffa nei BAGNI MISTERIOSI

5000 metri quadrati a bordo piscina per soddisfare la voglia di aria aperta, relax e buon cibo e metterti l’estate ai piedi

GūD Milano ha  siglato l’accordo con i Bagni Misteriosi parte del Teatro Franco Parenti diretto da Andrée Ruth Shammah dove gestirà l’offerta food & beverage e la relativa eventistica.

Ottavo indirizzo dopo CityLife, Eustachi, Darsena, Stazione Centrale, Bocconi, Idroscalo e Beach, GūD BAGNI MISTERIOSI inaugura a maggio, con una proposta che copre dal lunch al dopo cena.

bagni misteriosi GUD
bagni misteriosi GUD

 

 

Protagonista della nuova apertura la scenografica piscina dei BAGNI MISTERIOSI, restituita alla città da Andrée Ruth Shammah nel 2016.

Anima liquida del Teatro Franco Parenti, l’ex Centro Caimi di elegante stampo razionalista è costituito da 5000 metri quadrati (tra acqua, prato e pietra) ideali per divertirsi e socializzare in serenità.

GūD Milano, gruppo nato nel 2018, forte di un format capace di plasmare ogni locale secondo le esigenze dell’ubicazione scelta, gestirà nel nuovo GūD BAGNI MISTERIOSI 400 coperti a bordo piscina e 100 su una terrazza sopraelevata, da cui godere il sole che tramonta sulla città ma anche gli spettacoli organizzati in collaborazione con il Teatro Franco Parenti.

La proposta food & drink, studiata dallo chef Stefano Cerveni (executive chef del gruppo) è la classica di GūD, fondata sui due consolidati pilastri, Focacce dall’impasto bio a lunga lievitazione e GūD Poke Bowl, le amate bowl di riso interpretate con ingredienti italiani, a cui si aggiungeranno piatti dedicati.

Il servizio in terrazza si differenzierà da quello a bordo vasca, con una proposta più sofisticata.

GūD BAGNI MISTERIOSI, Via Carlo Botta 18, 20135 Milano. Tel. 344 010 1739.

Prenotazione eventi: Events@gudmilano.com

 

 




60 candeline per la “merda” di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano

Milano – Nel maggio 1961 Piero Manzoni (1933-1963) realizzava novanta scatolette di Merda d’artista, Künstlerscheisse, Merde d’artiste, Artist’s Shit. Esattamente 60 anni fa Piero Manzoni cercò di rappresentare meccanismi e contraddizioni del sistema dell’arte contemporanea, che ancora oggi destano scandalo e fanno discutere. Per questa occasione Milano, città dove l’artista ha operato maggiormente, rende omaggio al suo lavoro più famoso con progetti speciali.

fotografia di Piero Manzoni con la sua opera: le scatolette di “merda d’artista”, 1961

 

INIZIATIVE PER CELEBRARE LA MERDA D’ARTISTA

La Fondazione Piero Manzoni ha organizzato diverse iniziative, che andranno da maggio 2021 a maggio 2022, per celebrare e raccontare storia, leggenda e significati della dissacrante scatoletta. Da maggio 2021 è on line il nuovo sito merdadartista.org, che si arricchirà nel corso dei mesi di nuovi contenuti, creati ad hoc. Alcuni esempi sono la serie “30, 20, 10 minuti di Merda” o anche incontri sul web con i protagonisti dell’arte contemporanea per approfondire temi legati alla Merda d’artista. La Taplab wall covering con il progetto “8PER / Omaggio a Merda d’artista di Piero Manzoni” ha prodotto otto nuove carte da parati che verranno presentate fino al 30 maggio alla Casa degli Artisti di Milano.

60 candeline per la "merda" di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano
Omaggio a Merda d’artista di Piero Manzoni, carta da parati della collezione 8per, taplab design, Milano, Casa d’Artista | Courtesy TapLab 2021

 

È in arrivo un agile libro pubblicato dalla Carlo Cambi Editore, in quattro lingue, come l’etichetta della Merda d’artista, che ci accompagnerà attraverso i saggi di quattro autori (Luca Bochicchio, Flaminio Gualdoni, Rosalia Pasqualino di Marineo e Marco Senaldi) in un viaggio alla scoperta della famigerata scatoletta. La prestigiosa rivista di Hauser & Wirth, Ursula, sta preparando un numero dedicato alla Merda d’artista, con interviste, testi e altro, in omaggio a questa straordinaria opera. Il regista Andrea Bettinetti (già autore del film Piero Manzoni, artista nel 2013) sta preparando dei brevi documentari per approfondire temi specifici, tra cui ad esempio lo scandalo del 1971, quando la Merda d’artista venne esposta alla Galleria d’Arte Moderna di Roma e ne conseguì una interrogazione parlamentare. È in lavorazione anche uno spettacolo per il teatro, con tre brevi dialoghi, scritti e diretti da Filippo Soldi. Moltissime iniziative dunque che verranno più precisamente annunciate sull’agenda del nuovo sito: merdadartista.org.

60 candeline per la "merda" di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano
Omaggio a Merda d’artista di Piero Manzoni, carta da parati della collezione 8per, taplab design, Milano, Casa d’Artista | Courtesy TapLab 2021

 

SIGNIFICATO DELL’OPERA

L’opera di Manzoni è inserita all’interno del genere DADA ed è, senza dubbio, influenzata dai celebri ready-made di Marcel Duchamp. Ha assunto, nel corso del tempo, letture simboliche differenti che fanno discutere ancora oggi. Può essere avvicinata al tema delle reliquie attraverso una lettura paradossale, in quanto le considera sacre al di là della loro natura effettiva. Allude inoltre all’idea che un artista seguito e affermato sarebbe acclamato a prescindere della qualità dell’opera pubblicata. Ma estremizza anche la caratteristica del mercato dell’arte contemporanea che è disposto ad accettare letteralmente degli escrementi se garantita la sua autenticità.

60 candeline per la "merda" di Piero Manzoni: ecco gli omaggi di Milano
Piero Manzoni, Merda d’artista n. 63, maggio 1961, scatoletta di latta, carta stampata, Milano, Fondazione Piero Manzoni | Courtesy Fondazione Piero Manzoni | Foto: © Osio

Con la Merda d’artista e con altre sue opere, concettualmente, Manzoni esplora altri temi centrali nell’arte del secondo Novecento. Esalta, per esempio, il rapporto quasi fideistico tra il fruitore dell’opera e l’artista: «Manzoni – scrive Gualdoni nel catalogo della mostra su Manzoni organizzata a Milano nel 2014 – prevede che il fruitore debba solo constatare il contenitore senza poter accertare la corrispondenza del contenuto, pena la perdita dell’opera». A questo si aggiungano performance a diretto contatto con il pubblico, che anticipano certe esperienze di body art, eventi corali che creano un cortocircuito tra artista e spettatori e tra loro e le opere d’arte, siano uova sode o le Sculture viventi. Manzoni crea un’arte irripetibile e al tempo stesso moltiplicabile – da notare che Andy Warhol riproduce le sue infinite Campbell’s Soup Cans nel 1962 – perché la sua arte è lui stesso che la crea.

Leggete anche: TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell’estate 2021




Napoleone e Milano: un rapporto d’amore

Napoleone  e  Milano nelle architetture, nello stile,  nell’arte: i luoghi di un rapporto intensissimo, dall’Arco della Pace alla Pinacoteca di Brera

 

 

Il 5 maggio 2021 tutto il mondo ha ricordato e celebrato il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte.

E Milano non  può certamente mancare, vista la storia importante che lega Napoleone e Milano.

Infatti Milano è stata  la capitale del  primo Stato unitario che porta il nome di Italia, nato dopo l’arrivo dell’esercito della Francia repubblicana, di cui Napoleone era il giovane generale.

Da quegli anni fino alla Restaurazione, che segue la sconfitta di Napoleone, Milano fu al centro di una vera  rivoluzione politica e culturale.

E  si configurò come un laboratorio di modernità, secondo la sua più tipica vocazione.

Napoleone  e  Milano

I segni di questi anni intensissimi si possono leggere nel territorio.

 

Veduta_dellArco_della_Pace_d_Milano_dal_Parco_Sempione._Architetto_Cagnola
Veduta_dellArco_della_Pace_d_Milano_dal_Parco_Sempione._Architetto_Cagnola

Tanto per cominciare, ricordiamo che  Napoleone Bonaparte, arrivato in città nel  1796, fu incoronato re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio del 1805.

Quindi ideò un grandioso  progetto di trasformare a livello  urbanistico ed architettonico la nostra città.

Quali sono i luoghi più rilevanti che mostrano l’impronta del progetto napoleonico?

 

milano arena-civica
milano arena-civica

Sicuramente tutta l’area all’interno del Parco Sempione, dall’Arco della Pace alla Loggia Reale della Palazzina Appiani.

Non a caso l’area si conclude proprio con il  Foro Bonaparte dedicato al grande uomo politico.

Si deve all’architetto Luigi Canonica  la costruzione dell’Arco della Pace, che doveva idealmente aprirsi sulla strada del Sempione che portava da Milano a Parigi e dell’Arena civica, che era pensata come un anfiteatro destinato a sfilate militari, corse di bighe e gare sportive.

 

palazzina-appiani Milano
palazzina-appiani Milano

 

E infatti  ancora oggi si conserva la Loggia Napoleonica all’interno della Palazzina Appiani.

La città quindi cambiò il proprio volto tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, ovviamente all’insegna dello stile neoclassico.

E intanto l’arrivo dei francesi e di Napoleone comportava anche il moltiplicarsi della vita sociale,  una nuova moda che veniva  d’oltralpe, una vera e propria frenesia per il teatro, la danza, la musica.

Anche La Scala conobbe straordinari balli  e un mutamento di gusto musicale capitanato da Rossini.

A Palazzo Reale Napoleone fece realizzare una sala del trono appositamente per la sua incoronazione a Re d’Italia nel 1805.

Oggi possiamo ammirare quello che resta delle fastose decorazioni della volta: decorazioni geometriche e vegetali, riquadri in monocromo che raffigurano  vittorie alate,  un grande ottagono al centro in cui si intravvede la figura di Napoleone assiso in trono in veste di Giove.

 

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Milano Installation-of-The-Three-Qattalan-in-Sala-del-Trono-Palazzo-Reale

Al centro della sala era collocato il trono dorato con baldacchino disegnato dall’architetto imperiale Luigi Canonica, di cui ci resta un disegno preparatorio.

Invece i cinque affreschi dell’Appiani che decoravano la Sala del Trono, l’Apoteosi di Napoleone e le quattro lunette con le virtù, la Forza, la Giustizia, la Temperanza e la Prudenza,  sono conservati nel Museo di Villa Carlotta a Tremezzo.

Ma è soprattutto  a Brera che si avverte l’impronta del progetto napoleonico con il suo forte appoggio alle arti.

L’inaugurazione della Pinacoteca dell’Accademia di Brera nel 1809, fu l’inizio del progetto di creare  a Milano  un “Piccolo Louvre”.

Brera doveva diventare un museo nazionale a imitazione di quello parigino, che avrebbe dovuto raccogliere i frutti del genio artistico italiano.

Il grande nome dell’epoca era Andrea Appiani, che contribuì allo spostamento di moltissime opere d’arte all’interno della Pinacoteca.

Canova_-_Napoleone_Bonaparte_-_Milano_Cortile_del_Palazzo_di_Brera
Canova_-_Napoleone_Bonaparte_-_Milano_Cortile_del_Palazzo_di_Brera

 

E il maggiore scultore neoclassico dell’Ottocento,  Antonio Canova, con cui Napoleone ebbe uno stretto  rapporto professionale, gli dedicò  la statua più famosa. Una copia esatta in bronzo della statua marmorea si trova oggi proprio  al centro del cortile d’onore del palazzo di Brera: Napoleone é idealizzato come un colossale Marte pacificatore, abbigliato  secondo i costumi dell’antica Grecia.

Napoleone  e  Milano  a Brera

La Biblioteca Braidense, dove si conserva l’autografo del Cinque maggio di Alessandro Manzoni, non poteva mancare  all’appuntamento celebrativo dei 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.

Si intitola “La Milano di Napoleone: un laboratorio di idee rivoluzionarie. 1796-1821” la mostra di grande spessore culturale che possiamo vedere alla Braidense fino al 10 luglio.

 

Prima-carta-della-minuta-autografa-del-5-maggio-Alessandro-Manzoni
Prima-carta-della-minuta-autografa-del-5-maggio-Alessandro-Manzoni

 

Rarissimi documenti e autografi dell’epoca: autografi di Pietro Verri, la prima edizione delle Ultime lettere di Jacopo Ortis e quella dei Sepolcri, un esemplare postillato da Stendhal,  per ammirare infine le stesure autografe del Cinque maggio e i documenti della sua larga diffusione, compresa la traduzione di Goethe.

Arricchiscono il percorso i ritratti di tre protagonisti, in quadri che fanno parte del patrimonio della Braidense: gli oli su tela di Giuseppe Diotti, Ritratto di Napoleone I imperatore (1810); di Filippo Pistrucci, Ritratto di Ugo Foscolo (1822), che riporta sul verso una redazione autografa del sonetto-autoritratto di Foscolo; e quello con Alessandro Manzoni a 20 anni (1805), già attribuito a Maria Cosway.

 

 




Ristoranti all’aperto a Milano: finalmente si riparte! Milano attivissima

 E’ ora di riaprire  finalmente: ecco la nostra toplist  dei ristoranti all’aperto a Milano. Tra panorami dall’alto e sapori etnici

 

Sembra di poter dire cautamente che si potrà tornare finalmente a pranzare e cenare nei ristoranti all’aperto a Milano.

E Milano come sempre risponde con entusiasmo e iniziativa

I ristoranti che hanno sofferto  lunghe e onerose chiusure si stanno prontamente riorganizzando.

E i déhors affollano i marciapiedi della città pronti ad ospitare i clienti, complice la bella stagione.

Cominciamo ad esplorare location e proposte in giro per la città per scoprire  i più interessanti ristoranti all’aperto a Milano.

Ristoranti all’aperto a Milano Osteria la Triennale
Osteria con vista della Terrazza in Triennale

Se amate il panorama dall’alto: Osteria con Vista della Terrazza Triennale

Osteria con Vista è il “non-luogo” dove prendersi un aperitivo speciale e cenare spensierati ma in sicurezza.

Tavoli ben distanziati l’uno dall’altro in un luogo suggestivo con vista sul polmone verde di Parco Sempione.

Dall’alto della Terrazza ecco l’affascinante skyline milanese, quello di ieri con il Castello Sforzesco, e quello di oggi con i grattacieli di Porta Nuova.

Fresco di stampa il nuovo menu studiato dall’Executive Chef Stefano Cerveni e dal Resident Chef Salvatore Demuro: sempre piatti ben leggibili, italiani, gustosi e leggeri, con l’introduzione graduale di novità.

Tra le novità Fagottelli di pasta fresca con ripieno di ragù di triglia, cipollina e limone, il raffinato Risotto mantecato agli asparagi, battuta di scampi e polvere d’arancia e la Sella d’agnello in crosta di pistacchi e grissini con indivia belga caramellata.

Al piano terra il Caffè in Giardino resta aperto dal pomeriggio per un aperitivo open-air  o uno snack, con il plus di essere all’interno del parco, ma in una realtà recintata. Perfetto anche per chi ha carrozzine e passeggini al seguito.

 

Ristoranti all’aperto a Milano Il Giardino di Giada
Il Giardino di Giada

Tra i Ristoranti all’aperto a Milano

Amate il centro storico?  Il Giardino di Giada

Un ristorante cinese  da quarant’anni all’ombra della Madonnina

Il Giardino di Giada è un ristorante cinese nel cuore di Milano, a un passo dal Duomo, che vanta un lungo passato.

I sapori della Cina più autentica in tutte le sue sfaccettature.

Il menu spazia da portate semplici, come il branzino al vapore o la pancetta con verdura secca al vapore, fino ai piatti della cucina imperiale come l’anatra alla pechinese o le numerose pietanze piccanti sapientemente elaborate dal giovane chef Zhao

E poi le nuove tendenze trovano spazio accanto ai piatti cinesi più classici. Come i baozi, panini al vapore ripieni, immancabili sulla tavola di ogni famiglia cinese.

Per la nuova stagione c’è un piccolo dehor esterno  da 12 posti.

E poi Il Giardino di Giada rende disponibile il servizio di consegna a domicilio in tutta Milano e l’hinterland, offrendo ai suoi clienti una birra cinese in omaggio.

Giardino di Giada | Via Palazzo Reale 5

 

CANTINA PIEMONTESE
CANTINA PIEMONTESE

A due passi dal Duomo: lo storico ristorante Cantina Piemontese

Completamente ristrutturato, Cantina Piemontese riapre al pubblico il suo Dehors, un comodo e intimo salotto immerso nel verde e nei colori dei fiori, lontano dal passaggio delle auto, un nuovo spazio studiato per accogliere in sicurezza fino a 35 persone.

Un’ atmosfera accogliente e piacevole, in una delle vie più caratteristiche di Milano: Via Laghetto 2.

Da oltre un secolo Cantina Piemontese accoglie i suoi ospiti in un ambiente confortevole, elegante e ricercato, dove tutto riporta alle atmosfere art Deco.

Peperoni imbottiti alla Piemontese
Peperoni imbottiti alla Piemontese

 

Cantina Piemontese riflette l’anima della Osteria contemporanea, dove si riscoprono i veri sapori della cucina tradizionale piemontese e quella più antica sabauda.

Piatti riconoscibili e immediati serviti in un contesto moderno.

Cantina Piemontese è un luogo ideale anche per gli appassionati di vini: un’ampia selezione che conta più di 400 etichette.

Cantina Piemontese, via Laghetto 2

 

 

classico restaurant
Classico Trattoria Contemporanea & Cocktail Bar

Se amate la “Vecchia Milano”:  Classico Trattoria Contemporanea & Cocktail Bar

In via  Marcona 6, apre Classico Trattoria Contemporanea & Cocktail Bar, il nuovo progetto imprenditoriale della famiglia Murray.

L’ampio dehors interno in un cortile appartato in stile “Vecchia Milano” permette di apprezzare la sinergia tra cucina e cocktail bar, la ricca cocktail list e i sapori netti proposti dall’executive chef Achille Esposito, ischitano.

Tradizione gastronomica mediterranea riletta con un piglio fresco che non stravolge, bensì esalta i gusti dei singoli ingredienti, per offrire una cucina leggera e allo stesso tempo gustosa.

 

 

Ristoranti all’aperto a Milano Vasiliki Kouzina
Vasiliki Kouzina

Sapori etnici? alla  “kouzina” en plein air di Vasiliki

Da giovedì 29 aprile in via Clusone 6 si torna a respirare brezza ellenica.

Vasiliki Pierrakea, proprietaria di Vasiliki Kouzina, accoglie calorosamente i suoi ospiti a pranzo e cena nel piacevole dehors con una “kouzina” che racconta la storia, i sapori e le tradizioni della sua amata Grecia.

Ricette tipiche realizzate con prodotti greci di prima qualità a cui si aggiungono fantasticherie mediterranee e balcaniche, accompagnate da un’accurata selezione di etichette. Sabato 1 e domenica 2 maggio la cucina propone piatti inediti fuori carta per festeggiare la Pasqua Ortodossa e un menù ad hoc per il delivery.

 

Ristoranti all’aperto a Milano Eataly All'aperto
Eataly All’aperto

Tra i Ristoranti all’aperto a Milano il déhors dei déhors? Eataly  All’aperto

Dopo il grande successo dello scorso anno,  riapre Eataly All’aperto, il ristorante “en plein air” in Piazza XXV Aprile firmato Eataly Milano Smeraldo.

Una vera e propria oasi urbana attiva sette giorni su sette, dalla colazione alla cena, che invita i milanesi a riappropriarsi della città, ma soprattutto a viverla.

La proposta gastronomica prevede alcuni cavalli di battaglia come la pizza al padellino, con diverse farciture e impasti, le farinate e la patata croccante di Avezzano.

E poi  una selezione di piatti freschi e stagionali e ancora di grandi classici della tradizione estiva italiana.

Un menù variegato e adatto a tutti i palati accompagnato da una vasta gamma di birre artigianali, cocktail, gin italiani e internazionali, senza dimenticare bollicine, vini bianchi e rosé della cantina di Eataly Smeraldo

 




Leonardo a Milano: scegliamo le tappe fondamentali

Ecco i luoghi imperdibili per scoprire il passaggio di Leonardo a Milano: pittura, architettura, idraulica

 

Leonardo a Milano lasciò tracce della sua creatività geniale: nella città degli Sforza  Leonardo  trascorse venti anni, il periodo più lungo e fertile della sua vita.

Leonardo, chi era costui? Una domanda lecita, dopo aver visto  un’opera televisiva che ne fa quasi un personaggio da leggenda.

Ma, bando alle fantasie, Leonardo è stato un personaggio storico, un genio del XVI secolo, che trascorse ben venti anni a Milano.

Alla corte di Ludovico Sforza Leonardo si affermò per i suoi innumerevoli talenti: di pittore, architetto, ingegnere, studioso della natura.

E “Leonardo a Milano” é un itinerario che conserva tante tracce della sua presenza, anche disperse nella modernità.

Un itineraio  diverso da quelli che abbiamo già proposto nelle nostre rubriche

Milano: andar per parchi

 

 

leonardo a Milano: cenacolo-leonardo
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Il Cenacolo

Prima tappa di un ideale itinerario di “Leonardo a Milano” é senz’altro il capolavoro assoluto del Cenacolo, fragilissimo e perfettamente  restaurato: sulla parete del Refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie splende questo capolavoro, salvato per miracolo dai bombardamenti, ma non dai danni del tempo.

Infatti qui Leonardo, grande  sperimentatore, utilizzò la nuova tecnica delicatissima della tempera mista su gesso.

Un capolavoro che richiede estrema attenzione, quindi sempre, anche in tempi di aperture normali, le visite sono contingentate e da prenotare con molto anticipo.

leonardo a Milano: casa atellani vigna di leonardo
casa atellani vigna di leonardo

La Vigna di Leonardo

Attraversiamo la strada, Corso Magenta, per entrare nella Milano: a spasso con Leonardo affascinante dimora del ’400 dove si visita la Vigna di Leonardo, un terreno donato all’artista proprio da Ludovico il Moro, in modo che fosse vicino all’opera da completare.

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Leonardo a Milano: nella Pinacoteca Ambrosiana

Altri capolavori alla Pinacoteca Ambrosiana,  uno dei musei più importanti di Milano, che custodisce la più ampia collezione di fogli leonardeschi, il Codice Atlantico,  visibili in originale solo da parte di studiosi, ma esposti in digitale nella Sala Federiciana, insieme con il Ritratto di Musico di Leonardo.

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Il Leonardo scienziato invece, è protagonista del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia non a caso a lui intitolato.

 

leonardo a Milano: Macchina_volante_-_Museo_scienza_tecnologia_Milano
Macchina_volante_-_Museo_scienza_tecnologia_Milano

Ospita una serie di modelli costruiti sulla base dei disegni di Leonardo, una versione 3d curata nei materiali e rispettosa delle idee dell’artista, tra cui la famosa Vite Aerea, simile a un’elica, tra i disegni più belli del nostro artista.

Il Museo della Scienza è forse il luogo più rappresentativo dell’affinità tra Milano  e Leonardo, una città e un artista accomunati da curiosità, ricerca, innovazione, sperimentazione continua e ingegnosa.

leonardo a Milano castello-forzesco-Edificio-ambienti-Sala-asse-6.2-2013.06-Ranzani-Lunetta
castello-forzesco-Edificio-ambienti-Sala-asse-6.2-2013.06-Ranzani-Lunetta

Il Castello Sforzesco: una tappa fondamentale di “Leonardo a Milano”

Sempre nel centro storico, per proseguire la nostra passeggiata sulle tracce di Leonardo, entriamo all’interno nel Castello Sforzesco, sede imponente della corte.

Qui la mano di Leonardo, che  progettò per il Duca meravigliose macchine scenografiche di cui purtroppo non resta traccia, rimane nell’affresco della Sala delle Asse.

Anche questo restaurato con grande accuratezza, rivela l’attenzione di Leonardo verso la natura, fino alla verosimiglianza.

Tralci di un pergolato di gelsi in omaggio a Ludovico Sforza il cui soprannome il Moro indica appunto le piante di gelso e in omaggio alla produzione della seta, si sviluppano sulle pareti e sul soffitto, creando un effetto di sfondamento  dello spazio, e aprendo la grande Sala sull’esterno.

Le Conche

Poco lontano dal castello Sforzesco scorreva l’acqua del Naviglio, regolata dalle famose Conche studiate e progettate da Leonardo.

leonardo a Milano: conca incoronata
conca incoronata

 

La conca dell’Incoronata, in fondo a via San Marco, è la più famosa e dimostra chiaramente il funzionamento delle paratie che regolavano l’acqua del Naviglio della Martesana, in modo da favorire  la navigazione dei barconi.

Una Milano dinamica fin da allora, ricca di scambi e di commerci, con una rete di vie d’acqua in continuo sviluppo,  richiedeva soluzioni nuove per la mobilità.

Una meravigliosa fonte di ispirazione per un genio creativo come Leonardo, sempre pronto a ideare progetti all’avanguardia, se non fantascientifici. Che, nei disegni, immaginava addirittura una Milano a diversi livelli, con una rete idrica e fognaria sotterranea per garantire igiene e salute.

Ma in questa ricerca  continua, anche Leonardo fece alcuni errori? Forse uno degli errori fu la Conca Fallata lungo il Naviglio Pavese, vicino alla Chiesa Rossa.

 

leonardo a Milano il glicine di Leonardo
il glicine di Leonardo a Milano

In realtà ci sono dubbi sul fatto che Leonardo abbia effettivamente progettato questa conca milanese, che ebbe varie vicissitudini. Tuttavia è tradizione definire  Glicine di Leonardo un magnifico   glicine antichissimo nel quartiere Ripamonti, proprio vicino alla Conca Fallata. Realtà o fantasia?

A dimostrazione del fatto che la presenza di Leonardo a Milano è talmente potente da intrecciare storia e leggenda.

leonardo a Milano ippodromo -san-siro-cavallo
ippodromo -san-siro-cavallo

Leonardo a Milano: anche all’Ippodromo di San Siro

Torniamo allora al nostro itinerario leonardesco e andiamo in periferia all’Ippodromo di San Siro dove, da alcuni anni, fa bella mostra  il famoso colossale  cavallo in bronzo.  L’opera, firmata dall’artista giapponese Nina Akamu, è basata proprio sugli studi dei disegni di Leonardo, che a lungo studiò il progetto di un maestoso cavallo di bronzo celebrativo.

Mai realizzato, il progetto doveva conciliare potenza, dinamismo, leggerezza e l’enorme peso della statua equestre.

 

 




Milano: i migliori delivery pasquali? 7 proposte top

Le nostre scelte per un eccellente delivery di menu pasquali a Milano: 7 proposte top per gustare il meglio della tradizione  e dell’innovazione

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

 

Sara Preceruti e la Pasqua di Acquada

Il menù di Pasqua di Sara Preceruti comprende, quest’anno per la prima volta, anche il suo personalissimo uovo di cioccolato.

 

Acquada-chef-Sara-Preceruti-nel-suo-ristorante

 

La giovane chef, nel suo ristorante Acquada di via Villoresi a Milano, sta lavorando per creare un uovo delicato e goloso allo stesso tempo.

Un uovo che  rispecchierà come sempre il suo amore per i contrasti e porti in tavola dolcezza, acidità e sapidità, tutto in uno.

Oltre all’immancabile uovo, Sara ha scelto un menù di classici per la seconda Pasqua e Pasquetta in lockdown.

 

Acquada-tartare_antipasto-Pasqua-2021

Come spiega la giovane chef, occorre un menù fedele ai sapori classici, ma capace di ricreare a casa l’atmosfera speciale del ristorante.

Per ordinare questo originale squisito menù è sufficiente visitare il sito acquada.com e cliccare su “Delivery”. Gli ordini devono pervenire entro il 31 marzo 2021.

Il servizio di asporto e consegna a domicilio verrà effettuato la mattina di Pasqua e quella di Pasquetta, con consegna a Milano e zone limitrofe per un raggio di circa 20 km dal ristorante.

www.acquada.com

 

 

Il food delivery regionale di  Terrazza  Gallia

Nonostante la distanza, gli Chef Vincenzo e Antonio Lebano (coadiuvati dai Fratelli Cerea, consulenti gastronomici per Terrazza Gallia) vogliono far sentire la loro vicinanza a tutti i clienti dell’Hotel Excelsior Gallia.

Il menù sarà interamente dedicato ai gusti e sapori della tradizione napoletana, terra d’origine degli chef.

 

gallia-terrazza

 

Il viaggio inizierà con un antipasto all’italiana, che prevede selezione di salumi e formaggi, uova sode, giardiniera della nonna e asparagi al vapore serviti con il Casatiello Napoletano.

E’ questo  il lievitato tipico della cucina campana.

A seguire, lasagnetta di pesce, pesto leggero e, come seconda portata, agnello al forno

con patate, cipollotti e piselli.

Ed infine la pastiera aromatizzata con sciroppo di fiori d’arancio, una ricetta che la famiglia Lebano si tramanda da generazioni.

Il menù sarà accompagnato da un wine-pairing scelto dal Sommelier Paolo Porfirio e da una selezione di pane, grissini e piccole dolcezze.

Gli ordini possono essere effettuati fino al 2 aprile scrivendo a: terrazza.gallia@luxurycollection.com oppure chiamando il numero +39 02 67853514

 

 

A Pasqua  il menu delivery firmato Carlo Cracco per fare del bene

Stellato, solidale e in modalità delivery. È il pranzo, o la cena, che i milanesi si possono regalare in occasione di Pasqua o Pasquetta che, anche per quest’anno, saranno tra le mura domestiche

Per la ricorrenza Cosaporto.it ha coinvolto lo chef Carlo Cracco che ha ideato un esclusivo menu di quattro portate legate alla tradizione del periodo per sostenere VIDAS.

La VIDAS è l’associazione che dal 1982 offre assistenza e cure palliative ai malati inguaribili, e l’accoglienza pediatrica in Casa Sollievo Bimbi.

 

Cracco-Colomba-Pasqua

 

Il menu, composto da ingredienti di stagione e di alta qualità, prevede torta pasqualina, riso gratinato alle fave e pepe nero con salsa di pecorino, agnello al vino bianco con piselli e menta e, per concludere, monoporzione di samba alle ciliegie di Sant’Arcangelo di Romagna e cioccolato.

In più, per chi volesse gustare anche il più tipico dei dolci pasquali, è possibile aggiungere la colomba, soffice e avvolgente, sempre firmata Cracco.

Il pasto si può ordinare, sia per il pranzo sia per la cena del giorno di Pasqua e Pasquetta -con consegna il solo giorno di Pasqua – collegandosi alla piattaforma online di quality delivery Cosaporto.it

La consegna, prevista per la sola città di Milano, viene effettuata gratuitamente da Cosaporto.

Per ordinare la delivery pasquale firmata Cracco e dedicata a VIDAS basta collegarsi a https://cosaporto.it/prodotto/box-di-pasqua-vidas-by-carlo-cracco-con-senza-colomba/

Per informazioni: 02 72511318

www.VIDAS.it

 

 

Aloha Poke, la limited edition per la Pasqua e Pasquetta di Pacifik Poke

Per festeggiare l’apertura del ristorante di via Pollaiuolo al 9 a Milano, la catena hawaiana Pacifik Poke ha ideato una limited edition “Aloha Poke” a un  prezzo speciale.

Il poke speciale proposto per l’occasione prevede capesante e uova di salmone che si sposano con la salsa ponzu per creare il più delicato dei poke, da veri puristi. Completano la ricetta edamame, anacardi, alga wakame, cetriolo e ravanello con topping di erba cipollina e tobiko rosso. Non solo bello da vedere ma anche gustoso da mangiare.

 

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La poke bowl è presente in tutti i locali nei tre diversi formati (regular, medium e large).

Nella cultura hawaiana il termine “Aloha” è usato come saluto di benvenuto, ma racchiude un significato più ampio, fatto di amore, di pace, di gratitudine.

Gli amanti di Pacifik Poke possono assaporare le loro infinite proposte anche a domicilio attraverso il servizio di food delivery fornito da Glovo che copre l’intera città di Milano

www.pacifikpoke.com

 

La Pasqua di Mi View Restaurant arriva a casa

In occasione della Pasqua 2021, Mi View Restaurant ha ideato per i suoi clienti una nuova proposta delivery.

La cucina del ristorante al 20esimo piano della Torre WJC ha creato una serie di Portate che riportano i sapori e le atmosfere della tradizione.

 Dettagli allegato miview-Ravioli-e-Il-Caoretto-

 

Il menu è un percorso gourmet creato dallo chef Christian Spagnoli.

Le 5 portate sono create con materie prime italiane artigianali provenienti dal network di Artimondo.

L’esperienza di gusto si sviluppa dall’antipasto Pasquale e si conclude con il dolce realizzato dal pasticcere Domenico Peragine.

 

miview-menuprodotti

 

Inoltre  è disponibile anche la colomba del Mi View Restaurant, realizzata artigianalmente secondo la ricetta tradizionale.

Per completare l’esperienza pasquale MiView ha inserito nel menu anche una selezione di etichette

Contatto per prenotazione: info@miview.it – 02.78.61.27.32

 

 

Al Mercato Street: più ricco il delivery firmato da Eugenio Roncoroni

Al Mercato Street, la proposta gastronomica studiata dallo Chef Eugenio Roncoroni appositamente per il delivery e l’asporto, si amplia.

Ecco alcune gustose novità: tre nuovi panini che portano a Milano spezie, profumi e suggestioni di Paesi lontani.

 

Eugenio-Roncoroni

 

“Le nuove proposte – afferma Eugenio Roncoroni – sono un rimando alla storia de Al Mercato. Ho deciso di rivisitare e migliorare ulteriormente tre grandi classici che hanno fatto parte del percorso che mi ha portato fino a qui. I milanesi hanno bisogno di viaggiare con il palato alla scoperta di sapori nuovi e lontani”.

Il panino Omaggio al Bar do Manè offre   un viaggio in Brasile, nel famoso mercato di San Paolo: un sandwich a base di pane di patate e sesamo, mortadella, formaggio Edamer arrosto e senape di Dijon.

L’Hot dog Al Mercato è una reinterpretazione in chiave “gourmet” del classico sandwich americano.

Ingredienti di qualità e diverse preparazioni, come il Chili di carne, la panna acida alla francese e la cipolla fritta nella farina di riso.

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Il Portland Wrap è il risultato di un mix: un “rotolo” al cui interno viene inserito il Chimichurri, un pestato di erbe tipiche del Sud America, insieme a  straccetti di manzo, cheddar e patatine fritte.

Il menù rimane disponibile tutti i giorni, dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 19.00 alle 22.00, sulle principali piattaforme di delivery (Deliveroo, Glovo, JustEat e Uber Eats).

www.al-mercato.it

 

 

Pasqua con  le proposte delivery di Chef Claudio Sadler

Per vivere un’esperienza da ristorante stellato anche a casa,  Chef Sadler propone tante proposte gourmet studiate appositamente.

A scelta: la box degustazione di 6 portate, i dolci tipici della tradizione, la colomba classica e l’uovo di cioccolato in edizione limitata.

Oltre alla ottima box di Pasqua con un menu degustazione di sei portate salate, c’è anche il Menu alla carta, dolce e salato, con abbinamento vini.

In questo caso si ordinano in libertà i piatti e le bottiglie preferiti.

 

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Invece il duetto by Sadler & Fusto comprende un uovo di cioccolato in edizione limitata (solo 100 pezzi).

Duetto è  composto da due scrigni, uno al cioccolato fondente 65% e l’altro al cioccolato al latte, entrambi impreziositi da frutta secca caramellata e divisi da uno strato sottile di cioccolato bianco e dulce de leche. Il tutto sorretto da una base realizzata con wafer, cioccolato e miglio.

Sui siti Cosaporto.it e Sadler.it nella sezione shop.

Le consegne, che avverranno dal 2 al 4 aprile, potranno avvenire in due modi:

  • Delivery in tutta Milano e hinterland;
  • Asporto direttamente al ristorante c/o Chic’n Quick in Via Ascanio Sforza, 77 a Milano.

www.sadler.it

 




Pasqua a Milano: in 7 pasticcerie top

 Festeggiamo la Pasqua in 7 tra le migliori pasticcerie di Milano

 

 

Franca dell’Arciprete Scotti

 

Dolci tradizioni pasquali nelle pasticcerie milanesi: raffinatezza, gusto, creatività, virtuosismi di alta pasticceria.

E a Milano c’è anche la colomba 5 stelle, la colomba glamour…..

 

 

Ernst Knam: il re del cioccolato

Già Maestro Pasticcere da Gualtiero Marchesi, Ernst Knam interpreta il cioccolato in abbinamento con spezie e frutta, creando stupefacenti capolavori dolci e salati.

Tra le proposte per la Pasqua 2021 ecco qualche idea sorprendente

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Birds: in cioccolato fondente Perù Pachiza 70% richiamano  i meravigliosi Birds in vetro del designer finlandese Oiva Toikka

Pollo Pollock realizzato in cioccolato fondente Perù Pachiza 70%, al latte Pachiza 39% o bianco con inserti in pasta di zucchero; decorato con la tecnica “dripping”, modello Pollock, con burro di cacao colorato.

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E poi il Gallo Goccia, la  gallina ruspante, i pulcini, le pecorelle, il coniglio upside down, spruzzato con burro di cacao colorato e decorato con inserti in pasta di zucchero.

Oppure il Pinocchio, realizzato interamente a mano nel laboratorio di cioccolateria, che può essere personalizzato a proprio piacimento con il naso in tre diverse misure e tipologie di cioccolato: bianco, latte e fondente.

Via A. Anfossi 10, Milano

www.eknam.com

 

 

Mandarin Oriental Milan: una colomba pasquale 5 stelle

E’  firmata Nicola di Lena, e si può acquistare direttamente  nel  luxury hotel meneghino.

Mandarin Oriental Milan presenta la celebre e pluripremiata Colomba di Chef Di Lena, da degustare in hotel durante il pranzo pasquale e anche a casa: il dolce si può infatti ordinare e acquistare direttamente presso Mandarin Oriental, Milan, per una Pasqua di gusto e dolcezza.

 

mandarin-oriental-Colomba

La preparazione del dolce è un dichiarato omaggio ad uno dei più apprezzati dessert della tradizione: la lievitazione naturale con lavorazione di 48 ore lo rende soffice e leggero, mentre la scelta d’ingredienti di alta qualità come scorza di arancia fresca, canditi selezionati uno ad uno e polpa di vaniglia purissima conferiscono un irresistibile profumo di festa.

La Colomba di Chef Nicola Di Lena può essere ordinata telefonando al numero 02 87318898 oppure inviando una email a mandarinbarmilano@mohg.com

 

 

La Pasqua di cioccolato di Peck

Nel regno della  gastronomia milanese 6 nuovi virtuosismi di alta pasticceria per una Pasqua di preziosa dolcezza.

 

 

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Simbolo di questa stagione è l’iconico “Chocolate Grape”: un uovo che celebra il mondo dell’enologia così caro a Peck, la cui enoteca è una delle più importanti d’Italia. Decorato e dipinto a mano, rappresenta un acino d’uva appena raccolto dal suo tralcio di vite, e all’interno di alcune uova sarà  possibile trovare un regalo a tema enologico.

In aggiunta alle tradizionali uova è disponibile un universo di personaggi di cioccolato che reinterpretano con ironia l’iconografia pasquale.

 

 

In questo momento di emergenza non solo sanitaria, ma anche economica e sociale non manca un pensiero alla solidarietà: per ogni uovo acquistato (a partire da 500 grammi), la gastronomia milanese donerà una Colomba Peck alla Caritas Ambrosiana.

Le creazioni di Peck sono realizzate a mano, all’interno dei laboratori di via Spadari dalla squadra di esperti maestri pasticceri guidata dal Pastry Chef Galileo Reposo.

Si possono  acquistare  nei tre negozi Peck di Milano:  il Flagship di via Spadari 9; Peck CityLife in Piazza Tre Torri; Peck Porta Venezia in via Salvini. https://delivery.peck.it/

 

Dolce&Gabbana e Fiasconaro per una colomba glamour

Il simbolo della pace e della rinascita, la ricerca delle materie prime più genuine, una lavorazione artigianale sapiente e attenta alla tradizione, il profumo delle feste trascorse in famiglia: ecco gli ingredienti immancabili della Colomba, firmata Dolce&Gabbana e Fiasconaro.

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Tre nuove proposte da forno, racchiuse in altrettante magnifiche confezioni firmate Dolce&Gabbana con fregi ispirati alle maioliche bianche e azzurre dell’isola: la Colomba alle Mandorle di Sicilia, la Colomba con Cioccolato e Confettura di Fragoline di Bosco di Sicilia e la Colomba al Cioccolato di Sicilia.

In vendita al Martini Bar di Milano, corso Venezia 15

su world.dolcegabbana.com/food-beverage

 

 

Pasticceria Panzera Milano: qualità e semplicità

Da sempre i lievitati sono il fiore all’occhiello della Pasticceria Panzera Milano che di anno in anno migliora i suoi prodotti attraverso la qualità degli ingredienti. Disponibili in quattro versioni, le colombe sono preparate da mani esperte, con ingredienti di prima scelta -tra cui il pregiato burro di Normandia famoso per la qualità della panna- e con una lunga lievitazione di 24 ore.

 

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Tra le novità la Colomba con albicocche “Pellecchiella” del Vesuvio, inserite nell’impasto a pezzettoni, la Colomba al cioccolato che al posto dei canditi, presenta l’impasto farcito con cioccolato fondente a grossi pezzi, la Colomba glassata al cioccolato in versione ancora più golosa, con una croccante glassa al cacao Venezuela Sur del Lago fondente al 75% e una cascata di nocciole intere delle Langhe.

Pasticceria Panzera Milano:  Viale Monte Santo 10; Stazione Centrale – P.zza Luigi di Savoia,

Delivery a Milano e spedizioni in Italia shop.panzeramilano.com

Ordini telefonici al n° 02/6597327

 

Alla Pasticceria Buonarroti:  Pasqua con il sorriso

La Pasqua della Pasticceria Cremeria Gran Caffè Buonarroti prevede la  tradizione della sua storica Colomba.

Come ogni anno si procede meticolosamente con due impasti, uno alla sera e uno al mattino.

Pasticceria-Buonarroti_UovaOnDemand

 

Si lascia poi tempo alla Colomba di lievitare lentamente. In questo modo il lievito madre, la farina di frumento, il burro e le uova possono accogliere al meglio le generose scorze di arancia candita, gli aromi d’arancio e della vaniglia del Madagascar. Anche la glassa è una copertura croccante ma leggera, perfetta per avvolgere le mandorle grezze e la classica granella di zucchero.

Anche le uova di cioccolato sono le protagoniste del laboratorio della Pasticceria. Oltre a quelle più tradizionali, ci sono quelle creative elaborate dallo Chef Pasticcere Roberto Previtera.

Uova che prendono forme diverse come pesci, casette, aeroplani, uova floreali, uova decorate a mano con ghiaccia reale, tanti i colori ad effetto marmorizzato…

Ma quest’anno c’è un motivo in più per acquistare i dolci pasquali presso la

Pasticceria Buonarroti.

 

Buonarroti_Pulcini_DottorSorriso

Per la Pasqua 2021, infatti, la vera sorpresa sarà regalare un sorriso a tutti i bambini ricoverati nelle strutture dove la Fondazione Dottor Sorriso è presente.

Come? Per tutto il mese di marzo e fino al 4 aprile, si potrà sostenere l’iniziativa in questo modo: acquistando un pulcino di cioccolato al latte o fondente del valore di € 5, si riceverà il famoso Naso Rosso da Clown di Dottor Sorriso, e per ogni contributo ricevuto la pasticceria aggiungerà € 2.

www.buonarrotigrancaffe.it

 

Grezzo Raw Chocolate firma   l’unico uovo di cioccolato crudo

Grezzo Raw Chocolate, la prima Pasticceria Crudista del Mondo  presenta  la collezione 2021 di Uova di Pasqua crudiste, vegan e biologiche, senza lattosio e glutine.

Le uova sono realizzate con  fave di cacao non tostate provenienti dalle incontaminate foreste amazzoniche, anche chiamate Uova di cioccolato crudo.

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Sono un prodotto artigianale che mette al centro la salute dei consumatori.

Il cioccolato crudo, ottenuto da una lenta macinatura a pietra di fave di cacao essiccate al sole, quindi privo di additivi, eccipienti e aromi artificiali,  preserva la naturalità e la bontà del cacao.

Viene dolcificato con zucchero di cocco, ricco di fibre, sali minerali e vitamine, che aggiunge valore con il suo  basso indice glicemico ed il retrogusto finemente caramellato.

grezzo-cioccolato-crudo

 

Dalla lavorazione a bassa temperatura di questi ingredienti nasce un cioccolato in grado di regalare sensazioni uniche e insieme fornire elevate quantità di anti-ossidanti (flavonoidi) e tanti micronutrienti utili al proprio benessere come magnesio e theobromina.

L’Uovo di Pasqua di cioccolato crudo di Grezzo ha 4 gusti e 2 formati.

Le Uova di Grezzo Raw Chocolate sono vendute on line su grezzorawchocolate.com e a Milano nel negozio di Via Pastrengo 2

www.grezzorawchocolate.it