E tu ce l’hai il fisico?

Puntate su quello, se l’avete, o sulla fortuna, pescando il numero giusto…
All’Hotel Giò Wine e Jazz Area di Perugia vi stupiranno con la tariffa “smile” 2013.

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Le Smile Rates, tariffe legate in alcuni casi alle caratteristiche fisiche (E tu ce l’hai il fisico?), in altri alla fortuna (si danno i numeri al letto!), caratterizzeranno il vostro fine settimana nella splendida Perugia. L’iniziativa è dedicata alle giovani coppie che hanno deciso in questo periodo di mettere su famiglia, e per questo considerate in un certo senso coppie di veri e propri eroi moderni.

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Con una tariffa davvero speciale la camera doppia costa solo 0,99 euro. Sì, avete capito bene. Sarà sufficiente esibire il pancione (minimo 4 mesi di gravidanza) per ottenere l’ospitalità praticamente gratuita presso l’Hotel Giò Wine e Jazz Area di Perugia.

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Pianoforti d’epoca, punti d’ascolto, collezioni di vinili e foto d’autore, ma anche esposizione di bottiglie, botti alle pareti o casse di vino come comodino. Un’accoppiata originale che caratterizza l’Hotel Giò Wine e Jazz Area di Perugia. Un 4 stelle diviso in due aree, ciascuna arredata a tema: Wine e Jazz appunto, collegate tra di loro da una galleria con video musicali e zone per l’ascolto, e una caratteristica cantina business con diverse postazioni internet dove poter degustare dell’ottimo vino.

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A questo punto non vi resta che scegliere. Potete lasciarvi tentare dall’area jazz, dove le camere sono tutte di categoria superior, alcune dotate di poltrona massaggiante, altre di una vasca idromassaggio, ma tutte predisposte per un dolce relax sulle note di musica jazz.

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Oppure potete lasciarvi stupire dall’arredamento a tema nelle camere dell’area wine, o dalla nuovissima CameraCantina ®, una concept-room unica, emozionale, che ricorda le atmosfere delle cantine, uno spazio-mostra capace di raccontare le storie delle aziende vitivinicole e il loro stile, il sapore dei grandi vini italiani e le bellezze dei territori di produzione.

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Infine, il Ristorante – Enoteca Giò Arte e Vini, sede Alleanza Cuochi Umbri Slow Food, propone piatti della tradizione da abbinare a oltre mille etichette, il tutto consigliato dallo chef.
Partecipano all’iniziativa anche gli altri Hotel della catena Apice.

Info
Via Ruggero D’Andreotto, 19
06124 Perugia (PG)
Tel. 075.5731100
reception@hotelgio.it – www.hotelgio.it




Alla scoperta di Malta e del suo arcipelago

Siete donne attive? Romantiche? Nottambule? Siete più ecologiste o siete alla ricerca semplicemente di un po’ di relax e buon cibo? Siete sposate da lunga data e volete dare un taglio alla routine quotidiana? Oppure non siete ancora stati in vacanza insieme? A qualunque di queste domande abbiate risposto sì, sembra che esista una meta in grado di rispondere a ciascuna di queste situazioni: Malta.

Valletta dal porto di Marsamxett
Valletta dal porto di Marsamxett

Se siete arrivate a questo punto dell’anno e vi state ancora chiedendo “che facciamo questa estate?”, noi un buon consiglio possiamo darvelo: potreste provare una vacanza a Malta.
Prima di tutto perché qualsiasi sistemazione preferiate, non sarà difficile trovarla: se volete un hotel di lusso in riva al mare dove servono cocktail a bordo piscina, potreste provare uno degli strepitosi 5* di Saint Julian, Pacevile e Sliema. Se invece preferite l’intimità di un appartamento self catering, dove la sera potete prepararvi cenette in terrazza a lume di candela, sbizzarritevi sulla rete a cercare tra le tante farmhouse o piccoli alloggi privati.

The Grand Harbour
The Grand Harbour

Sul da farsi una volta sistemati, non avrete che l’imbarazzo della scelta. Siete un duo di rinomati lupi di mare? Arrivate a Malta direttamente col vostro natante e approdate in una delle ben attrezzate marine. Se invece l’intenzione è solo di farvi fotografare a prua nella classica posa alla Titanic, potete organizzare un’uscita sul mare (e che mare!) per una minicrociera in barca a vela (www.rmyc.org).

Paradise Bay
Paradise Bay

Per le coppie sempre attente alla forma e che non vogliono rinunciare al workout neanche in vacanza, l’opzione migliore è affittare una bici ed esplorare le isole (www.maltabybike.com) testando ogni giorno uno sport diverso. Ci sono pareti di roccia a picco sul mare, dove arrampicarsi (www.climbmalta.com), o una scuola diving con cui perfezionare la vostra collezione di brevetti (www.fuam.eu).

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Sia chiaro: non temiate il fatto che andando a Malta  state scegliendo una destinazione che vi consente solo di oziare in spiaggia e non di affinare il vostro bagaglio culturale! Partite con la protezione solare, ma non scordate una buona guida turistica (quella per iPhone la scaricate gratuitamente qui: www.maltacultureguide.com). Così come per le splendide spiagge, Malta è conosciuta anche per i musei e le tante attrazioni artistiche: visitate i templi megalitici e prenotate per tempo la vostra visita all’Ipogeo di Hal-Saflieni, un tempio preistorico sotterraneo il cui numero di visitatori è limitato a poche decine di fortunati ogni giorno (booking.heritagemalta.org).  Esplorate, quindi, Valletta, che vi aspetta in un trionfo di edifici barocchi e che, non a caso, ha già ricevuto il titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2018 (www.valletta2018.org).

St. Johns Cathedral
St. Johns Cathedral

Per le vostre gite culturali affidatevi alla rete di autobus che scorrazza giorno e notte in tutto l’arcipelago (www.arriva.com.mt). E alla sera?
Sorseggiate un’ottima Cisk gelata (la birra locale) accompagnata da stuzzicanti prelibatezze, magari seduti in un dehor come quello di Gululu (gululu.com.mt) a St Julians.
E infine, un suggerimento: se il vostro lui troverà il modo per andare a vedere una partita di calcio (i Maltesi lo amano quanto gli Italiani), mandatecelo con un sorriso e approfittatene per farvi coccolare in una delle eccellenti SPA dell’arcipelago!

Blue Grotto
Blue Grotto

Info
www.visitmalta.com




L’avventura rosa elettrico termina in Giappone

Corea-Giappone
Se vi siete appassionati a questo viaggio e stavate aspettando di sapere com’è andata a finire l’avventura di Mariella Carimini e Silvia Gottardi, godetevi le prossime righe perché saranno le ultime. Il grande viaggio da Milano a Tokio, che le due donne hanno affrontato a bordo di una grande auto, la 3008 Hybrid4, si conclude qui, ma noi ci auguriamo che vi sia piaciuto e vi abbia ispirato per viaggi o avventure future.

Dettaglio di una casa hanok
Dettaglio di una casa hanok

Corea e Giappone hanno rappresentato un’eccezione perché li abbiamo dovuti raggiungere in aereo. Quelli che sarebbero potuti essere giorni di guida si trasformano così in poche ore di volo.
L’importante, comunque, è esserci state, perché è stato davvero complicato riuscire a organizzare uno degli incontri più toccanti di questo viaggio, e non ce lo saremmo volute perdere per nulla al mondo. Abbiamo trovato una ragazza disposta ad aiutarci nella traduzione, Young, e siamo andate a trovare le Donne Conforto nella loro House of Sharing, fuori da Seul.

Yi Ok Seon ci mostra la sua stanza
Yi Ok Seon ci mostra la sua stanza

Durante la Seconda guerra mondiale furono vere e proprie schiave sessuali a disposizione dei soldati giapponesi. Per decenni hanno vissuto nascondendosi per la vergogna, poi hanno deciso di uscire allo scoperto e da anni, ogni mercoledì, si radunano davanti all’ambasciata giapponese a Seul per cercare di ottenere le scuse ufficiali del governo giapponese. Scuse che purtroppo non arriveranno mai perché, per i giapponesi, quegli abusi non sono mai avvenuti.
La nostra permanenza a Seul, tra zone modernissime con grattacieli dalle forme più strampalate, e zone antiche con le tradizionali case Hanok, tra serate nella caotica zona universitaria e tappe continue da Matteo, una gelateria italiana, si è prolungata a causa del tifone che, nel frattempo, rallentava anche l’avanzata della nave con la 3008 verso il Giappone.

Una vetrina preparata per resistere al tifone
Una vetrina preparata per resistere al tifone

Quando siamo atterrate a Fukuoka (Giappone), con un giorno di ritardo, abbiamo scoperto che la 3008 Hybrid4 era ancora in mezzo al mare.
Abbiamo quindi passato quattro giorni d’inferno nel tentativo di capire dove fosse finita la nostra macchina e come riprendercela. Alla fine abbiamo trovato qualcuno disposto ad aiutarci e siamo riuscite a riprenderci la nostra Peugeot.
Qualche minuto per abituarsi alla guida a sinistra e poi subito abbiamo posizionato il cursore su Sport e, approfittando delle autostrade perfette e anche molto care, ci siamo allontanate a grande velocità da Fukuoka, pronte a scoprire l’ultimo paese della nostra Eurasia.

Mariella a Fukuoka
Mariella a Fukuoka

Il Giappone è un contrasto vivente. Lo stile minimalista ed essenziale delle case antiche, dei templi, dei giardini zen e degli Onsen (bagni pubblici giapponesi) si contrappone alle zone ultra moderne, ricche di grattacieli, locali, sale da gioco e insegne al neon. La pacatezza dei modi e la cultura delle geishe, si contrappone al loro modo amichevole e invadente (solo quando alzano il gomito) e al modo di vestire molto appariscente dei più giovani.
I costi sono esorbitanti, come per il pedaggio autostradale, e poi ti chiedono solo 50 cent per visitare uno dei musei più interessanti mai visti, quello di Hiroshima.

Lungo le strade del centro di Tokyo
Lungo le strade del centro di Tokyo

Hiroshima: non ci saremmo mai aspettate che questo posto potesse avere così tanto effetto su di noi. Da una parte siamo rimaste profondamente scioccate dalle immagine volutamente crude della devastazione che ha colpito la città e le persone, dall’altra ci ha molto colpito il messaggio di pace che questo posto riesce a trasmettere nonostante tutto.
Quando abbiamo iniziato ad avvicinarci a Tokyo c’era un silenzio religioso in macchina, quasi a non voler invadere i pensieri dell’altra, quasi come se questo traguardo fosse un momento da vivere prima di tutto intimamente.

Ce l'abbiamo fatta. Eccoci ai piedi della Tokyo Tower!
Ce l’abbiamo fatta. Eccoci ai piedi della Tokyo Tower!

Tutto svanito non appena giunte alla Tokyo Tower, il nostro punto di arrivo, dove siamo scese dalla macchina urlando e abbracciandoci per quest’altra incredibile missione compiuta.




L’avventura rosa elettrico prosegue in Asia

On the road
On the road

Asia Centrale

Giunte in Uzbekistan, decidiamo di visitare la città di Moinaq, sul lago Aral, per vedere i relitti dei pescherecci incagliati sul fondo di quello che un tempo era un lago. Dopo aver vagato all’avventura, li scorgiamo in lontananza, in mezzo a chilometri e chilometri di deserto sabbioso. Poi, cerchiamo disperatamente il gasolio che in Uzbekistan è pressoché sconosciuto. Lo troviamo solo presso un albergo. Ora siamo pronte per il Pamir, ma il Pamir non è pronto per noi.
Per la seconda volta dobbiamo rinunciare ad attraversarlo perché il giorno prima del nostro arrivo scoppia una guerra tra Pamiri e governo Tajiko ed è assolutamente impossibile attraversare la zona. È difficile per noi accettare questo cambio di programma ma ancora peggio è ascoltare i lamenti di una ragazza che ha tutta la famiglia proprio nell’area dei violenti combattimenti che causeranno oltre 200 morti!
Così dobbiamo compiere un lungo giro di oltre duemila chilometri per raggiunge lo stupefacente Kirghizistan, ma prima dobbiamo affrontare il tunnel della morte.
Per un errore umano il tunnel della morte, lungo circa sette chilometri, è praticamente un fiume sotterraneo. Lo si attraversa con l’acqua alla portiera e con l’incertezza di cosa ci sia sotto le ruote. La strada, infatti, è disseminata di veri e propri crateri che mettono a dura prova la nostra Peugeot. Quando vediamo la luce che ci indica la fine di questo inferno, urliamo di gioia…

161 Mariella cinese 

Cina

Appena arrivate in Cina ci viene imposta la guida Zhang Bin (ma preferisce che lo chiamiamo David), che in realtà ha il compito di impedirci di entrare in certe parti del Paese. Il nostro itinerario non subisce variazioni sostanziali e quando ci sono situazioni in cui si prospetta la possibilità di attraversare strade proibite dal governo, per recuperare il tempo perso, David va letteralmente nel panico.
Lo Xinjiang ci riserva la città vecchia di Kashgar, il mercato di Giada, il deserto Taklamakan con le sue dune di sabbia, Turpan e la valle dell’uva irrigata con il sistema Karez fino ad arrivare, al limite della regione, nel posto che più ci colpirà nell’intero viaggio: la ghost city.
È una specie di Monument Valley in miniatura.
Una distesa di sabbia con formazioni rocciose qua e là dalle mille forme (tartaruga, cavallo, sfinge, castello). Ci arriviamo al tramonto e ci godiamo le sfumature di rosso che assumono queste rocce mentre prepariamo il nostro campo per la notte. Ci godiamo anche un po’ di privacy, cosa che in Cina sembra non esistere. Probabilmente sono talmente tanti che sarebbe impossibile riuscire a restare soli, soprattutto nei momenti più intimi…
Entrate nel Ganzou, visitiamo le altissime dune di Dunhuang, le grotte di Mogao, la fortezza di Jiayuguan, da dove inizia la Grande Muraglia, il Buddha sdraiato più lungo di tutta la Cina (ben 35 metri), il Tempio tibetano di Labrang, l’esercito di Terracotta, il Tempio Shaolin, la città vecchia di Pingyao, il Tempio sospeso, le grotte di Datong, la Grande Muraglia e poi la meravigliosa Pechino.
Dopo 21 giorni di viaggio in questo immense paese dobbiamo, per la prima volta, abbandonare la nostra 3008 Hybrid4.
Abbiamo provato in tutti i modi a viaggiare in nave con lei fino al Sud Corea e poi in Giappone ma le pratiche burocratiche e I costi elevatissimi non ce lo hanno permesso.
Così la portiamo a Tianjin e la mettiamo personalmente dentro un container che la trasferirà a Fukuoka, in Giappone.
Ce la faremo a rivedere la nostra amata compagna di viaggio?




In Viaggio con le amiche

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In Viaggio con le amiche” è il titolo dell’ultimo libro di Isa Grassano, giornalista-viaggiatrice che questa volta ha scritto un libro tutto al femminile, ma che sarebbe bene leggessero anche i maschietti per poter capire di più i gusti e le esigenze dell’altra metà del cielo… Le abbiamo fatto qualche domanda, che speriamo vi faccia venire voglia di leggerlo…

Come ti è venuta questa idea?
Riflettendo su alcuni dati statistici. Sei donne su dieci aspirano a regalarsi un weekend, una vacanza o anche solo un giorno con la propria amica del cuore, o più di una, per staccare dal quotidiano, in modo tale da tornare ricaricate.
Non è femminismo né discriminazione. Semplicemente ci sono momenti in cui noi donne (e sfido chiunque a dimostrare il contrario), abbiamo voglia di stare in compagnia di noi stesse. Abbiamo voglia di ritrovarci con i nostri pensieri che si amplificano al di fuori delle mura domestiche. Abbiamo voglia di condivisione, nelle risate, nello shopping e nello scambio dei vestiti, nelle chiacchiere e nelle confessioni più intime, nelle confidenze sentimentali e persino nei pettegolezzi.
Poi andando sempre in giro per lavoro ho trovato diversi posti solo “rosa” come ostelli o piscine dedicate, pacchetti-ladies negli hotel, e quindi ho deciso di mettere tutto insieme e offrire una guida (quasi) completa a chi ha voglia di mollare tutto e partire.

Sulla copertina c’è un aereo, ci potrebbe essere anche un’auto?
Un aereo per raggiungere posti lontani, ma va benissimo anche un’auto, come quella sportiva e bianca del celebre film Souvenir d’Italie (diretto da Antonio Pietrangeli). È la storia di tre turiste – una francese, una tedesca e una inglese – che girano l’Italia proprio a bordo di una spider.

Il numero migliore per partire felici e tornare felici?
Direi tre amiche, in modo tale da avere sempre una maggioranza nel caso si debba andare ai voti per decidere dove andare e cosa vedere.

La parte più gustosa di un viaggio con sole amiche?
La preparazione dell’itinerario è il momento più intenso, anche emotivamente, di tutto il viaggio. Le esigenze pratiche, come la decisione di dove andare, dove alloggiare, che cosa fare e che cosa comprare, si mescolano all’eccitazione per la partenza. È la condivisione del sogno. E che dire della scelta degli abiti in albergo prima di uscire, o delle chiacchiere prima di addormentarsi la sera?

Un ricordo di un tuo viaggio con sole amiche?
Ce ne sono due. Uno di tanti anni fa, ai tempi del liceo, in un collegio di suore. Ricordo che a fine anno ci portarono, eravamo sei ragazze, in un parco divertimenti. Quante risate e quanta allegria spensierata… E poi il viaggio fatto in auto con la collega e amica Lucrezia in Svezia, alla scoperta di paesi e città, lungo la costa occidentale. L’incanto dei colori e la luce delle strade solitarie: è difficile trovare più di tre o quattro macchine, più facile incontrare un leprotto che scappa. Paesaggi unici, da una cartolina, e che ad ogni chilometro regalano una panoramica diversa.

Cos’hai imparato dai tuoi viaggi?
Che bisogna sempre sorridere alla vita, come fanno quei bimbi poveri dello Sri Lanka, o dell’interno della Repubblica Dominicana.

Qual è il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?
Andare alle Florida Keys, dove godono di un clima tropicale per tutto l’anno. E poi sono belle perché sono collegate da un’autostrada che unisce isola dopo isola, quasi tutte le Keys, per 180 chilometri. Si gira circondati dal mare.

Qual è il prossimo?
A Utrecht in Olanda. Rappresenta l’alternativa ad Amsterdam, ma della capitale mantiene la bellezza fatta di canali e palazzo eleganti e antichissimi, tra cui svetta l’imponente Duomo. Quest’anno poi ci sono i festeggiamenti per il 300 esimo anno del Trattato di Utrecht, firmato dalle potenze Europee l’11 aprile del 1713, e un ricco cartellone di eventi.

E se fossi una donna sola che vuole trovare un’amica di viaggio?
Consulterei il pink blog: www.amichesiparte.com, che è lo sviluppo costante dell’idea del libro, che gestisco insieme alla collega e amica Lucrezia Argentiero. Qui, oltre a selezionare mete e cose in cui le donne si ritrovano alla perfezione, c’è la rubrica “chi cerca trova”. Ci si può iscrivere, indicare che tipo di vacanza si vuole fare e aspettare che qualcun’altra risponda per aggregarsi e partire insieme.

Perché anche un uomo dovrebbe leggere il tuo libro?
Qua e là ci sono spunti anche per le loro vacanze. L’importante è che partano prima o dopo di noi. O insieme a noi, ma in un’altra occasione.
Inoltre, possono avvicinarsi un po’ ai nostri gusti, capire cosa ci piace fare quando siamo in vacanza. E per i single, la possibilità di trovare in ognuna di queste località una donna con cui iniziare una nuova avventura.
E magari partire per un altro viaggio…




L’avventura si tinge di rosa elettrico

Foto IPP/Stucchi - Milano 04/07/2012 - Presentazione di Donne al Volante 2012

Partire da Milano e arrivare a Tokio! È stata una grande avventura.
Attraversare sedici paesi (19.242 km) dall’Europa dell’est alla Grande Cina non è un’impresa da poco. E a farlo sono state due donne: Mariella Carimini e Silvia Gottardi, con una grande auto Ibrida.
Ecco perchè stavolta non è stato il blu a essere elettrico ma il rosa.
“Quando abbiamo lanciato l’idea di Eurasia (Milano-Tokyo in auto), molti ci hanno dato delle pazze, ma abbiamo anche trovato chi ha creduto nel nostro progetto, a cominciare da Peugeot Italia, che ci ha messo a disposizione una 3008 HYBRID4, la prima diesel ibrida al mondo, che noi abbiamo fatto riverniciare in un inconfondibile rosa, in onore della Fondazione Candido Cannavò”.

Silvia al mercato di Lubiana
Silvia al mercato di Lubiana

Europa dell’Est
“Pensavamo che l’Europa dell’Est sarebbe stata noiosa e poco avventurosa, ma non è stato così. Ad esempio, abbiamo scoperto la Transnistria, Paese che si è autoproclamato indipendente e che abbiamo attraversato in tutta la sua lunghezza per passare dalla Moldavia all’Ucraina.
In tutto 10 chilometri. Eh, già, perché la Transnistria è davvero uno stato microscopico.
In Russia, poi, abbiamo scoperto il carattere aperto e amichevole del suo popolo. Come la giornalista che quasi si è buttata sotto le ruote della nostra 3008 HYBRID4 per fermarci. È rimasta strabiliata dalla nostra macchina rosa e quando ha visto la mappa con il percorso sul nostro cofano, ci ha trascinato nella sua redazione per intervistarci con un piccolo registratore dell’anteguerra…

Continuate a seguirci…. per proseguire il viaggio!!!

di Mariella Carimini e Silvia Gottardi

 

 

 

 




Auto&Donna… A volte ritornano

Era il 1999 quando Auto&Donna apparve in edicola per la prima volta, precorrendo i tempi.
Da allora sono cambiate così tante cose che non basterebbero cento comunicati per elencarle tutte. Ma noi abbiamo deciso di partire da com’è cambiato il rapporto delle donne con l’auto, e abbiamo individuato quelle che secondo noi sono le caratteristiche della donna alla quale ci rivolgiamo: la forza, lo charme, l’eleganza, lo spirito della viaggiatrice e quell’autonomia proprie del sesso femminile d’oggi, sempre in movimento, multi tasking ma allo stesso tempo sensibile e rispettoso dell’ambiente.

AUTO&DONNA…ORA SU WEB

Un ritorno dettato anche da un trend sempre più in crescita: le donne, infatti, si stanno rivelando sempre più esperte e protagoniste della rete. Sono 10 milioni, infatti, le utenti donna tra i 18 e i 54 anni che hanno navigato sul web nel 2012 (registrando un +6 % rispetto al 2011).
Sempre più donne scelgono la rete per gli acquisti importanti, per il bisogno d’informazione, per utilità,senza intermediari…
Quindi
Auto&Donna torna come WEB MAGAZINE per la donna d’oggi sempre più autonoma e autorevole

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