Procida è Capitale della Cultura 2022. Come scoprirla e viverla in un weekend

È Procida la “Capitale italiana della Cultura 2022”. Lo ha annunciato oggi il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini. La piccola isola campana, appartenente alla provincia di Napoli, con le sue bellezze, le sue peculiarità e i suoi progetti, ha sbaragliato le altre nove candidate finaliste: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra. Inoltre, è la prima volta che il prestigioso riconoscimento va a un piccolo borgo con poco più di 10 mila abitanti e non a un capoluogo di provincia o regione. Procida riceverà per il suo programma culturale un milione di euro.

A convincere la giuria, che nella sua valutazione non tiene conto solo alle bellezze paesaggistiche e turistiche, ma anche al progetto culturale, è stato il programma “La Cultura non isola”, che prevede 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 40 opere originali, 8 spazi culturali recuperati. Il tutto suddiviso in 5 sezioni tematiche: “Procida ispira”, “Procida inventa”, “Procida include”, “Procida innova” e “Procida impara”.

Procida, un’isola da romanzo e da film!

Da sempre la cultura è stata uno dei capisaldi di Procida, che ha ispirato scrittori e registi. Basti pensare che il capolavoro di Elsa Morante “L’isola di Arturo”, è stato ispirato dall’oasi di Vivara, un piccolo lembo di terra collegato a Procida da un lungo ponte.

Una scena del film “L’isola di Arturo” del 1962, tratto dal capolavoro di Elsa Morante

Anche lo scrittore francese Alphonse De Lamartine, ha ambientato a Procida il suo romanzo autobiografico “Graziella”, del 1849, che racconta la sua storia d’amore con un’isolana, realmente esistita. Oggi, al secondo piano del Palazzo della Cultura, nel borgo di Terra Murata, è stata ricostruita la “Casa di Graziella” per mantenere vivo il ricordo di quell’amore finito in modo tragico.

La ricostruzione della Casa di Graziella a Terra Murata

Gli scenari del’isola hanno fatto da sfondo a capolavori cinematografici come Detenuto in attesa di giudizio con Alberto Sordi, Il postino con l’indimenticabile Massimo Troisi e Il talento di Mr Ripley con Matt Damon.

Massimo Troisi in una scena de “Il Postino” del 1994

Procida, che cosa vedere in un weekend

Il 2022 sarà dunque l’anno di Procida. Ma potete già programmare un weekend o una vacanza sull’isola, soprattutto se vi piace la tranquillità e non volete aspettare che si riempia di turisti in occasione degli eventi. L’isola, meno caotica delle “vicine di casa” Ischia e Capri, dista solo mezz’ora di aliscafo da Napoli.

Approderete nel porto di Marina Grande, che vi accoglierà con le sue splendide case multicolore e con la vista dello splendido Palazzo Montefusco con la sua cornice merlata. Qui si concentrano bar, ristoranti e locali, mentre lungo via Roma si possono trovare negozi, boutique e botteghe artigiane.

La merlatura di Palazzo Montefusco

Al centro di Marina Grande, in Piazza Sancio Cattolico, si trova anche la bella Chiesa della Pietà, con il suo campanile barocco e, al suo interno, un pregevole crocifisso ligneo del 1845. Da Marina Grande partono anche gli autobus e i taxi per raggiungere i diversi punti dell’isola.

La Chiesa di Santa Maria della Pietà

Terra Murata, il cuore medievale di Procida

 D’obbligo una visita a Terra Murata, il nucleo medievale dell’isola, dove gli abitanti si rifugiavano per difendersi dagli attacchi dei Saraceni. Questo meraviglioso borgo dove il tempo sembra essersi fermato, si trova proprio al centro dell’isola, a 90 metri sul livello del mare. Il nome deriva dalle mura erette nel Cinquecento e vi si accede ancora attraverso i varchi originari, che trasportano il visitatore in un dedalo di case addossate le une altre e piccole viuzze da cui, di tanto in tanto, spuntano minuscole aperture dalle quali si gode di un superbo panorama sul Golfo di Napoli e sulle altre isole.

La cittadella di Terra Murata

Qui si trova il maestoso Palazzo D’Avalos, costruito nel Cinquecento dalla famiglia omonima, che governò l’isola fino al Settecento. Il complesso comprende il Palazzo, il cortile, la caserma delle guardie, l’edificio che ospita le celle, quello dei veterani, la Medicheria, la Casa del Direttore e il terreno Spianata. Dopo essere stato Palazzo Reale dei Borbone, nel 1815 diventò la sede di una Scuola Militare e poi in carcere fino al 1988. Nel 2013 è stata recuperato per diventare un polo museale e culturale.

A Terra Murata si trovano anche il Monastero di Santa Margherita e il Santuario di Santa Maria delle Grazie, lungo la strada che porta a Marina della Corricella.

Il Santuario di Santa Maria delle Grazie

La Corricella, il “set” de Il Postino

È il borgo marinaro più antico di Procida ed è unico nel suo genere per le case dai colori pastello dei pescatori con i tipici balconi coperti da archi in stile arabo, chiamati “Vefi”. I colori delle case, che ancora oggi, in caso di ritinteggiatura, devono rispettare un rigido protocollo per preservarne il valore storico, servivano ai pescatori per riconoscere la propria abitazione dal mare.

Panorama del borgo marinaro della Corricella

La Corricella è totalmente pedonale e ci si può perdere tra le sue vie e le sue case colorate, magari andando alla ricerca degli scorci che hanno fatto da sfondo al celebre film con Massimo Troisi “Il Postino”, nel 1994. Non solo. Anche le multinazionali Apple e Microsoft hanno scelto il mare cristallino della Corricella per fare da sfondo alla pubblicità dei loro prodotti.

Casale Vascello, piccolo mondo antico

Ai piedi di Terra Murata si trova lo splendido borgo fortificato di Casale Vascello, il primo nucleo abitativo nato nel Seicento, quando le invasioni saracene cominciarono a farsi meno frequenti. Vi si accede dai due ingressi originari, che potevano essere chiusi in caso di attacchi, situato in via Principe Margherita e in via Salita Castello.

Case colorate a Casale Vascello

Il cuore del borgo è un grande cortile centrale, che viene spesso utilizzato, soprattutto in estate, per eventi culturali e spettacoli. Qui si affacciano case colorate, addossate le une alle altre, e partono stretti vicoli che si inoltrano in un mondo a parte, quasi sospeso nel tempo.

Procida e le sue spiagge

Piccole spiaggette dalla sabbia fine, oppure scura e grossa, calette, piccole baie e insenature fanno di Procida un paradiso per gli amanti del mare. Le spiagge si possono raggiungere in autobus, a piedi oppure dal mare, alcune sono attrezzate con lettini e ombrelloni, bar e ristorantini dove gustare ottimi piatti a base di pesce fresco.

La spiaggia più celebre è quella di Pozzo Vecchio, a ovest dell’isola, dove sono state girate alcune scene de Il Postino.

La spiaggia di Pozzo Vecchio, set di alcune scene de Il Postino

Sempre da questa parte dell’isola si trovano anche le spiagge di Ciraccio e Chiaioella, caratterizzate da sabbia scura. Vicino al porto si trovano invece le spiagge Della Lingua e della Silurenza, facilmente raggiungibili a piedi dopo lo sbarco da traghetti e aliscafi, dalla rena sabbiosa e soffice.

I faraglioni della spiaggia della Chiaioella

Spostandosi a est dell’isola si trova invece la Spiaggia della Chiaia, che si affaccia davanti all’isola di Ischia. Ci si arriva a piedi percorrendo una scalinata di 182 gradini. Il mare è cristallino con fondali bassi e vi si trovano deliziosi ristorantini con menù di pesce fresco.

Vivara, la vera “Isola di Arturo”

Poco distante dalla spiaggia della Chiaiolella, si trova la piccola isola di Vivara, che ha ispirato Elsa Morante per il suo splendido romanzo “L’isola di Arturo”. Dal 1974 è un’oasi naturalistica protetta e Riserva Naturale dello Stato dal 2002. È collegata a Procida da un ponte pedonale, che in realtà è la condotta dell’Acquedotto Campano.

Il ponte che collega Procida all’isola di Vivara

Selvaggia e incontaminata, Vivara è un gioiello naturalistico di 32 ettari, formatasi dalla parte emersa di un cratere sottomarino più antico dei Campi Flegrei. Spicca per la sua spettacolare macchia mediterranea, fatta di mirti, corbezzoli, lecci e carrubi.  L’isola è popolata da una colonia di conigli selvatici, introdotti dai D’Avalos, governatori di Procida e di Ischia, che avevano fatto dell’isola il loro “casino di caccia”.

Un coniglio selvatico sull’isola di Vivara

A Vivara si possono vedere anche alcune costruzioni, come la Casa del Caporale, che veniva utilizzata dalla guardia di Re Carlo III, o come i due fortini costruiti dai soldati di Gioacchino Murat. Ci sono poi altre due costruzioni attigue. Una di esse è una casa colonica del XVII secolo appartenuta a Giovanni Guevara, duca di Bovino, la seconda era di proprietà dei fratelli La Chianca, a lungo proprietari di Vivara.

L’ingresso all’area protetta di Vivara

Sul lato meridionale dell’isola si trova poi un edificio incompiuto, chiamato “La Tavola del Re”, opera del famoso ingegnere napoletano di origine inglese Lamont Young. Da qui si può ammirare una vista spettacolare su Capri e sul Ischia, sulla quale è possibile distinguere il Castello Aragonese.

….scopri nella 2° pagina che cosa mangiare a Procida….

Che cosa mangiare a Procida

Sulle tavole dei ristoranti dell’isola si trovano piatti per tutti i gusti. Il mare, infatti, fornisce pesce sempre fresco, tra frutti di mare, alici, branzini e orate. Dall’entroterra, invece, arriva frutta e verdura dal sapore unico e inconfondibile, grazie al terreno vulcanico e al microclima. Peperoni, melanzane e pomodori fanno la parte del leone, ma, soprattutto, spicca il limone di Procida, che si usa sia crudo in insalata, sia come ingrediente del Limoncello, un liquore dal gusto unico.

Un succoso limone di Procida

Tra i piatti da non perdere, potete scegliere le linguine all’astice, oppure le alici fresche con i peperoncini verdi fritti, oppure, ancora, la pasta alla pescatora. Se volete gustare i piatti “di terra”, invece, provate il coniglio alla procidana, che viene stufato in un tegame di terracotta e insaporito con pomodoro ed erbe aromatiche.

Coniglio alla procidana

Ottimo anche il tortano con i carciofi, a base di carciofi di Procida, che vengono racchiusi all’interno di una sfiziosa pasta di pane insieme a salsiccia e a provola. Infine, i deliziosi dolci, come la delizia al Limone (di Procida) e le Lingue di Procida o lingue di bue, un irresistibile dolce fatto di strati di pasta sfoglia farciti con crema di limoni.

Le deliziose Lingue di Procida

COME ARRIVARE

Procida è raggiungibile via mare sia da Napoli, dai porti di Calata di Massa e Molo Beverello, sia da Pozzuoli. Dal primo partono solo traghetti (Caremar, Medmar) che impiegano circa 1 ora per raggiungere Procida. Dal secondo partono solo aliscafi (Caremar, Snav) e la durata della traversata è di circa 45m. Da Pozzuoli partono traghetti (Mediar, Caremar, Gestur) e la durata della traversata media è 40 min.

DOVE MANGIARE 

*L’Agave, Lungomare Colombo 13, Procida (NA), tel 333/892599. A pochi passi dai lidi della spiaggia della Chiaiolella, propone piatti di mare, come polpo e patate, spaghetti alla Procida con polpo e pomodorini, antipasti, fritture e anche pizza.

*La Conchiglia, via Pizzaco 10, Procida (NA), tel 081/8967602, www.laconchigliaristorante.com Questo delizioso ristorante a conduzione familiare si affaccia sulla spiaggia della Chiaia con una splendida vista sul porto di Marina Corricella. Propone una cucina tradizionale e creativa, con ingredienti di mare e di terra, pasta fresca e ricci appena pescati. Tra i primi piatti ci sono le caramelle cozze e zucchine, gli stracci di cozze e broccoli o i cappelletti con le telline. Tra i secondi, pesce alla griglia e fritture.

*Sottosopra, via Roma 11, Procida (NA), tel 081/8101013. A pochi passi dal porto di Marina di Procida, questo ristopub dalle atmosfere informali, offre sfiziosi antipasti come le bruschette ai polipetti, alici marinate, polpette di alici, e pesce marinato. I primi e i secondi sono a base di pescato del giorno, tra gamberi, canocchie, polipetti, rana pescatrice, cozze, vongole e calamari.

DOVE DORMIRE

*Hotel Solcalante***, via Serra 1 bis, Procida (NA), tel 081/8101856, www.solcalante.it . In collina e con vista sul golfo di Napoli dista un minuto a piedi dal terminal dei traghetti e dalla spiaggia. A disposizione un giardino, un centro benessere e ristorante.

*B&B Il leone di mare, via Giovanni da Procida 61, Procida, tel 081/8968760, www.illeonedimare.it  Vicino alla baia di Chiaioella, questa bella struttura si compone da un complesso di camere disposte su due piani e immerse in un giardino. Ogni camera, arredata con gusto, si ispira alle immagini dei film girati a Procida.

*La Corricella***, via Marina di Corricella 88, tel 081/8967575, www.hotelcorricella.it Situato nel borgo di pescatori a Marina Corricella, l’hotel dispone di 9 camere accoglienti con TV e minibar, tutte dotate di una terrazza solarium con vista panoramica. A disposizione degli ospiti il ristorante La Lampara, tra i più esclusivi dell’isola, con terrazza e vista mozzafiato.

INFO

www.visitprocida.com

www.procida2022.com




Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona

Questa settimana parliamo nuovamente di arte. Si tratta di un’opera specifica di inestimabile valore storico-artistico finalmente arrivata a Verona. Acquistata quest’estate da Mibact, il capolavoro è uno straordinario polittico rinascimentale detto di San Luca. Attribuito ad un intagliatore veronese, entra a far parte della collezione dei Musei Civici di Verona in esposizione permanente al museo scaligero.

Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona
Polittico San Luca, tagliatore veronese, 1470-1480, VE

L’OPERA

Gli studi recenti collocano il Polittico San Luca tra gli anni ‘70 e ‘80 del Quattrocento. Presenta richiami artistici all’ambito veronese come trait d’union tra la bottega dei Giolfino e l’attività di Giovanni Zebellana. Proprio per la sua appartenenza alla storia culturale della città, il polittico è stato destinato al museo veronese mentre la titolarità è in capo alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia. In attesa della riapertura dei Musei, il polittico potrà essere ammirato attraverso alcuni video di presentazione che, nelle prossime settimane, saranno resi disponibili sul sito e sui canali social dei Musei Civici.

Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona
Polittico San Luca, tagliatore veronese, 1470-1480, dettagli

COLLOCAZIONE

Prima dell’esposizione, l’opera è stata sottoposta ad un intervento conservativo e, per la sua collocazione, è stato studiato il riallestimento completo della sala del Mantegna destinata ad accoglierla. Il Polittico di San Luca è collocato a confronto con dipinti di Mantegna, Francesco Bonsignori, Carlo Crivelli e, in particolare, in rapporto con opere di Francesco Benaglio e Domenico Morone. Questo perché rivelano evidenti affinità stilistiche con l’ambito culturale dell’intagliatore e mostrano analoghi riferimenti figurativi a modelli mantegneschi.

Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona
Polittico San Luca, tagliatore veronese, 1470-1480, dettagli

COMPOSIZIONE E STRUTTURA

Il Polittico presenta tre scomparti e due registri. Nella parte alta raffigura la Madonna con il Bambino in trono, attorniata da San Bernardino da Siena e San Vincenzo Ferrer. Nel registro inferiore invece San Luca evangelista seduto allo scrittoio con San Rocco e San Sebastiano ai lati.
La cornice è integra ed originale con montanti costituiti da lesene traforate e piccole porzioni di colonnine foliate. I trafori sono applicati su fondi in carta rossi o blu, a imitazioni di smalti, secondo una tradizione presente in area veneta. La finitura policroma è raffinatissima nella resa degli incarnati e nei dettagli preziosi che ornano le vesti. L’impianto architettonico della cornice e la concezione delle statue sono la testimonianza del clima di ricezione presente a Verona in quegli anni e del rinnovamento portato da Andrea Mantegna.

 

 




Weekend a Bologna tra i portici candidati a Patrimonio UNESCO

I Portici di Bologna potrebbero allungare la lista dei siti italiani dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, contribuendo a stabilire un record per il nostro Paese. Attualmente, infatti, l’Italia è, insieme alla Cina, il paese con più siti UNESCO: ben 55. Basterebbe quindi davvero poco per superare il colosso asiatico. Tuttavia, per sapere se i Portici di Bologna entreranno ufficialmente nella lista dell’UNESCO bisognerà attendere il prossimo mese di luglio, quando il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO si riunirà a Fuzhou per esaminare le candidature di 27 siti internazionali.

Il portico di Via Zamboni, nella zona Universitaria

Nell’attesa, però, quando ci si potrà spostare, possiamo programmare un weekend a Bologna, e perderci in lunghe passeggiate proprio sotto gli splendidi portici medievali.

I portici candidati

I portici di Bologna uno dei simboli della città, insieme alle Due Torri e alla Statua del Nettuno. In totale, si estendono per 62 km, tra il centro e la periferia. I primi risalgono all’Alto Medioevo, quando furono costruiti in maniera “indipendente”. Solo dal 1288 sono stati oggetto di una programmazione urbanistica che, pur lasciandone l’onere di costruzione ai privati, stabiliva regole precise valide per tutti.

I portici di via Santa Caterina

Tuttavia, dei 62 km di portici, di cui 42 nel centro storico, a essere candidati sono solo dodici tratti, che sono stati riconosciuti dopo un’attenta ricerca come “un elemento identificativo della città, sia per comunità che per i visitatori, e sono un punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate”, come si legge nella candidatura. Tra questi ci sono i portici di via Santa Caterina, che spiccano per le case colorate, quelli di Piazza Santo Stefano, il tratto del monumentale complesso del Barraccano, i portici di via Galliera, quelli del Pavaglione e di Piazza Maggiore.

Lo spettacolare portico di San Luca

Immancabili i portici di via Zamboni, cuore del quartiere dell’Università di Bologna, la più antica del mondo. Continuando, troviamo il portico della Certosa, lo spettacolare portico di San Luca, che sale fino alla collina e conduce a santuario che sembra vigilare su tutta la città. Ci sono poi i portici di Piazza Cavour e di via Farini, con gli splendidi soffitti decorati.

I portici decorati di Piazza Cavour e via Farini

Candidati a diventare Patrimonio UNESCO anche i portici di Strada Maggiore, i portici sotto ai quali si trova il MamBo, il Museo di Arte Moderna di Bologna, nel quartiere Barca e, infine, i portici del “Treno”.

Il portico del MamBo

In attesa di conoscere il responso del Comitato UNESCO, poi, molti portici si sono rifatti il look. Dovrebbe essere pronto per la fine del 2021 il restauro del portico di San Luca, particolarmente amato da visitatori e bolognesi, che adorano passeggiare nella sua suggestiva alternanza di luce e ombra.

Per metà anno, invece, dovrebbe essere terminato anche il rifacimento del portico del Treno nel Quartiere Barca. Un cambiamento radicale, che vedrà anche una valorizzazione della zona e dei negozi che si affacciano sul portico stesso.

Graffiti sotto al portico di via Zamboni

…scopri gli altri siti UNESCO in Emilia Romagna nella 2° pagina…

Gli altri siti UNESCO da vedere in Emilia Romagna

L’Emilia Romagna vanta altri 12 siti già riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Il primo, nel 1995, è stata Ferrara, con il titolo di “Città del Rinascimento”, a cui nel 1999 si è aggiunto anche il Parco del Delta del Po e le Delizie Estensi, trenta ville dove la nobile famiglia degli Estensi, a lungo regnante sulla città, erano soliti organizzare vacanze estive e ricevimenti.

La Delizia Estense di Portomaggiore Virginese

Dal 1996 sono Patrimonio dell’Umanità anche i Monumenti Paleocristiani di Ravenna, che include otto monumenti paleocristiani e bizantini: la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, quella di Sant’Apollinare in Classe, il Battistero degli Ariani, il Battistero Neoniano e la Cappella di Sant’Andrea. Un motivo in più per visitare Ravenna nel 2021 sono le celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri, il cui sepolcro si trova proprio qui.

La splendida cupola della Basilica di San Vitale a Ravenna

Nel 1997 entrano nei siti UNESCO anche la Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande a Modena. Il Duomo, in particolare, è uno degli esempi più magistrali del Romanico europeo.

La cattedrale di Modena con la torre campanaria Ghirlandina

Fanno parte dei siti UNESCO anche la Foresta di Sasso Fratino (dal 2017) che include le faggete più antiche d’Europa, la Biblioteca Malatestiana di Cesena (dal 2005) capolavoro del XV secolo e prima biblioteca civica in Europa.

L’atmosfera raccolta della Biblioteca Malatestiana di Cesena

Sempre nel 2005 è tutelata dall’UNESCO anche l’Abbazia di Santa Cecilia della Croara a San Lazzaro di Savena, nel bolognese. Ancora Bologna, nel 2006 è stata riconosciuta “Città creativa della musica” per essere stata la meta, tra il XVII e il XIX secolo, di musicisti di fama, da Mozart a Liszt, da Farinelli a Rossini e Donizetti. Tutelata dal 2010 la Chiusa di Casalecchio di Reno, sempre in provincia di Bologna, pregiata opera idraulica di epoca medievale.

La Chiusa di Casalecchio di Reno, nel bolognese

Nel 2011, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, riceve dall’UNESCO il riconoscimento di Testimone di Cultura della Pace. Aperto nel 1908, raccoglie 60 mila pezzi di ceramiche di ogni epoca e continente, dall’antica Mesopotamia a opere di artisti contemporanei del calibro di Picasso, Chagall e Matisse.

Le sale del Museo della Ceramica di Faenza

Tre i riconoscimenti UNESCO assegnati nel 2015. La prima è la città di Parma, eletta “Città creativa della gastronomia”, dove hanno sede l’Autorità Europea per la Sicurezza Internazionale, i Musei del Cibo e la Scuola di Cucina Internazionale (Alma).

Parma, città creativa della gastronomia

Nello stesso anno diventa Riserva MAB l’area protetta dell’Appennino Tosco Emiliano, che si estende tra il territorio di Parma e Reggio Emilia e ospita il 70% delle specie animali e vegetali presenti in totale in Italia. La seconda Riserva MAB UNESCO è il Parco del Delta del Po.

Veduta aerea del Parco del Delta del Po

Infine, nel 2019 anche l’area del Po Grande, che si estende nei territori attraversati dal Grande Fiume, tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia, tra spiagge fluviali, boschi e pioppeti, diventa Riserva MAB.

INFO: www.emiliaromagnaturismo.it




La fotografia in mostra a Torino: CAMERA presenta il programma 2021

Per questa settimana, diversamente dal solito, parliamo di fotografia. Per gli appassionati questo è sicuramente l’articolo giusto. Vi presentiamo così la nuova programmazione di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. In attesa di poter riaprire presto le porte del centro espositivo di via delle Rosine 18 a Torino e di tornare ad accogliere con entusiasmo, ha annunciato una ricca lista di imperdibili eventi.

La fotografia in mostra a Torino: CAMERA presenta il programma 2021

COS’È CAMERA

Per chi non conoscesse il progetto CAMERA – centro italiano per la fotografia – si tratta di un progetto che mira alla valorizzazione della fotografia italiana vista come linguaggio ed espressione artistica. Esso mira non solo a svilupparla in un contesto nazionale, ma spesso partecipa a collaborazioni internazionali. Infine, ha l’obbiettivo di stimolare il confronto, suscitare domande e approfondire il racconto della realtà quotidiana attraverso gli scatti.

 

LA PROGRAMMAZIONE

Il Centro Italiano per la Fotografia partirà proseguendo con la mostra Paolo Ventura. Carousel, prorogata al 14 febbraio. Offre così ai visitatori qualche settimana in più per potersi immergere nei mondi immaginari creati dall’arte e dal talento di Ventura. In mostra si trova anche una serie di opere inedite, realizzate in queste ultime settimane.

La fotografia in mostra a Torino, CAMERA presenta il programma 2021
Fotografie di Horst P. Horst per la mostra 2021

Dal 4 marzo riprende il fortunato schema di CAMERA DOPPIA con due personali in parallelo, dedicate a due grandi nomi del passato: Horst P. Horst e Lisette Model. Indiscutibile genio della fotografia di moda lui, ironica e dissacrante street photographer lei, attraverso un percorso espositivo che ne sottolinea similitudini e differenze.

La fotografia in mostra a Torino, CAMERA presenta il programma 2021
Fotografie di Lisette Model per la mostra 2021 a Torino

Si prosegue dal 23 giugno con Walter Niedermayr, uno fra i più importanti fotografi italiani contemporanei. Attraverso la sua mostra si scoprono gli ultimi dieci anni del suo lavoro attraverso i temi più ricorrenti della sua carriera: i paesaggi alpini, le architetture e il rapporto fra spazi aperti e spazi chiusi.

Infine, dal 30 settembre e in occasione della prima edizione delle ATP Finals a Torino, CAMERA concluderà l’anno con una mostra personale dedicata al grande fotografo inglese Martin Parr. Attento interprete del presente, che nel corso dei decenni ha ritratto la società con spietata e divertita ironia, realizzando immagini che sono diventate vere e proprie icone contemporanee. Al centro del percorso di mostra, che presenterà lo sport nella fotografia. Troveremo le immagini realizzate durante numerosi incontri di tennis, fulcro di una riflessione sullo sport che Parr porta avanti fin dall’inizio della sua carriera.

La fotografia in mostra a Torino, CAMERA presenta il programma 2021
Fotografie MArtin Parr per la mostra 2021 a Torino

In contemporanea alla riapertura delle sale di CAMERA, sarà visitabile la nuova mostra Roberto Gabetti fotografo, che si concentra sull’originale sguardo fotografico di Roberto Gabetti (Torino, 1925-2000), noto per il suo lavoro di ricerca e progettazione architettonica, a vent’anni dalla sua scomparsa. A Gabetti succederà l’esposizione di Nicola Lo Calzo (Torino, 1979) che esporrà i suoi lavori di documentazione su ciò che resta del colonialismo, dello schiavismo, della resistenza ad esso e dei processi che hanno portato alla sua abolizione.

Come ultimo punto si precisa ovviamente che le date delle mostre sono da ritenersi indicative in base a quanto è oggi possibile ipotizzare. Potranno quindi subire variazioni alla luce di eventuali nuove chiusure dei musei e dei luoghi di cultura disposte dalle autorità di governo.

 




Weekend Premium in Calabria: da Cosenza fino in Sila al volante della Bmw 440i

La Redazione di Weekend Premium ha deciso di partire alla scoperta della Calabria attraverso uno speciale itinerario vissuto al volante della nuova ed entusiasmante coupé teutonica Bmw 440i. In questo viaggio abbiamo apprezzato le bellezze dell’antica città di Cosenza, capoluogo di provincia posizionato al nord della regione, e da li ci siamo spinti fin sulle montagne della Sila.

Cosenza: la città di Re Alarico

Cosenza
Uno scorcio del centro storico di Cosenza (immagini prese dal web)

Circondata da sette colli, proprio come la celebre Roma, Cosenza è bagnata dai fiumi Crati e Busento. Secondo la leggenda, nel luogo dove confluiscono questi due fiumi sarebbe stato sepolto, con tutte le sue ricchezze, Re Alarico, re dei Visigoti.

Una vista del Castello Svevo che si erge sopra il Centro Storico della città (immagini prese dal web)

Nel 1059 arrivano i Normanni che reggono un maestoso castello, ricostruito successivamente dagli Svevi e dall’imperatore Federico II, che vi soggiorna fino al 1270. Il Castello svevo sovrasta il meraviglioso centro storico di Cosenza dove sorge l’imponente Duomo costruito nel 1150. Un’altra importante attrazione della città si trova nell’attuale centro urbano, ovevro nella via del passeggio chiamata Corso Mazzini dove fa bella mostra di sé il primo e unico museo all’aperto del nostro Paese.

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La statua di San Giorgio e il Drago di Salvador Dalì (immagini prese dal web)

Sul Corso è infatti possibile ammirare alcune meravigliose opere lasciate alla città dal Mecenate Carlo Bilotti: parliamo di opere realizzate da artisti del Calibro di Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Mimmo Rotella, Pietro Consagra, Giacomo Manzù e molti altri. Non si può inoltre tralasciare la storia dei Fratelli Bandiera, fucilati a Cosenza il 25 luglio 1844, in seguito alla sentenza della corte marziale del Regno delle Due Sicilie. I due Patrioti furono giustiziati dopo un fallito tentativo di sollevare la popolazione calabrese contro il regno di Ferdinando II in vista dell’unificazione nazionale italiana. Cosenza è anche uno dei centri culturali più importanti del sud, infatti a pochi chilometri dalla città sorge l’Università della Calabria, ovvero il secondo campus più grande d’Europa in estensione.

La Sila: l’alto piano più grande d’Europa

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Una vista del lago Cecita che si trova in Sila (immagini prese dal web)

Dopo aver visitato le bellezze più o meno nascoste della città di Cosenza, siamo saliti a bordo della nostra Bmw 440i per inerpicarci sulle tortuose strade che portano fino alle montagne della Sila.

La Sila si estende per 150.000 ettari (è il più grande altopiano d’Europa) e attraversa le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Con decreto del presidente della Repubblica del 14 novembre 2002 sono stati istituiti il Parco Nazionale della Sila ed il relativo Ente con l’obiettivo di tutelare le aree di rilevante interesse ambientale che si estendono per ben 73.695 ettari. Per raggiungere Il Parco Nazionale della Sila da Cosenza è necessario percorrere la strada statale 107 Silana /crotonese per circa 67 km.

Al volante della Bmw 440i xDrive

La Bmw 440i scatena i suoi 374 CV sulle starde di montagna

Si tratta di una super strada ricca di curve, molto divertente, ma altrettanto pericolosa. In questo percorso abbiamo potuto apprezzare al meglio le doti dinamiche della Bmw 440i X.Drive. La vettura è equipaggiata con il potentissimo 6 cilindri 3.0 litri bi-turbo (abbinato al sistema mild hybrid a 48V) da 374 CV e 500 Nm – si ha la sensazione di guidare una comoda Gran Turismo in grado di offrire confort e piacere di guida. Se si opta però per la modalità Sport o Sport Plus, la vettura cambia totalmente carattere trasformandosi in una supercar dal carattere aggressivo. In questa modalità le cambiate dell’automatico 8 rapporti diventano fulminee, lo sterzo precisissimo, le sospensioni adattive incollano l’auto all’asfalto e le prestazioni diventano da urlo. Come se non bastasse, la trazione integrale intelligente offre la massima sicurezza senza però tarpare le ali alla dinamica di guida. La vettura si dimostra quindi sempre a suo agio in ogni situazione, offrendo quindi tutte le caratteristiche che fanno di lei una perfetta weekend car.

I Giganti della Sila e i Laghi

I Giganti della Sila che si trovano nel Parco Naturale (immagini prese dal web)

All’interno del Parco ci sono nove riserve naturali biogenetiche, tra cui troviamo “I Giganti della Sila” di Fallistro. Si tratta di ben 50 colossali alberi di pino e 5 di acero montano con oltre 500 anni di età. Degna di nota anche la Riserva “Golia-Corvo”, area di diffusione e ambientamento dei cervi, dove ne vivono circa 150 esemplari. Le altre riserve naturali statali biogenetiche sono: “Gallopane”, “Tasso-Camigliatello”, “Poverella-Villaggio Mancuso”, “Coturelle-Piccione”, “Gariglione-Pisarello”, “Macchia della Giumenta – S. Salvatore”, “Trenta Coste”, tutte istituite con Decreto del Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste del 13 luglio 1977.

A partire dal 1920, in Sila, sono stati creati dei laghi artificiali che si sono perfettamente integrati nella fauna e nella flora che li circonda. Realizzati per sfruttare l’energia idroelettrica, questi laghi sono diventati una vera e propria attrazione turistica del luogo. I laghi artificiali più importanti della Sila sono: Ampollino, Arvo ed Cecita.

Dove Mangiare

Ristorante Calabria Bella

Indirizzo: Piazza Duomo 20

Tel: +39 0984 793531

Sito Web: http://www.ristorantecalabriabella.it/

Hosteria De Mendoza

indirizzo: Piazza degli Eroi, 3, 87036 Rende CS

Tel: +39 0984 444022

Dove Dormire

Italiana Hotels Cosenza (4 Stelle)

Indirizzo: Via Panebianco 452, 87100 Cosenza

Tel: +39 0984 175 8042

Sito Web: https://www.hicosenza.it/

 

 




LE MOSTRE PREVISTE PER IL 2021: anticipazioni a dir poco promettenti

L’appuntamento di oggi ha la speranza di vedere nel 2021 un anno nuovo, ricco di arte e cultura. È vero che in pochi si arrischiano a fissare date, ma prevale la sensazione che il mondo delle mostre si lasci alle spalle l’anno horribilis degli eventi mancati o preclusi. Ecco qui la tanto attesa lista delle mostre previste per il 2021!

Ecco le mostre previste per il 2021

ELENCO MOSTRE PREVISTE PER IL 2021

Vi presentiamo così un elenco promittente di mostre che, si spera, allieteranno gli appassionati il prossimo anno!

 

MILANO

Tra gli appuntamenti milanesi, quello proposto da Bottegantica spicca per novità: la galleria proporrà infatti (dal 5 marzo) una monografica dedicata al Giovane Boccioni. Focalizzata interamente sugli anni tra il 1901 e 1909, una fase dell’artista mai prima studita così attentamente.

 

TORINO

Mentre a Torino, CAMERA il Centro Italiano per la fotografia svela un programma da grande annata. A partire da marzo una doppia personale su Horst P.Horst e Lisette Model. Lui grande genio della moda, lei ironica e dissacrante street photographer. Seguirà a giugno una personale dedicata ad uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei, Walter Niedermayr (Bolzano, 1952). Immancabili i temi dei paesaggi alpini, delle architetture e il rapporto fra spazi aperti e spazi chiusi. Per l’autunno, in occasione delle attesissime ATP Finals, che si svolgeranno a Torino dal 2021 al 2025, CAMERA mette in campo una grande personale del fotografo inglese Martin Parr che naturalmente esporrà scatti dal mondo del tennis.
Il 2021 sarà anche l’anno di apertura di nuovi musei o del rinnovo di altri. Si è già fatto cenno alla nascita della Nuova Pilotta. Dove “Nuova” non è solo un aggettivo da aggiungere ad un nome storico, ma l’idea di un museo di nuova concezione.

 

RAVENNA

Questo 2021 sarà l’Anno di Dante e due delle città dantesche per eccellenza, Ravenna e Verona: per l’occasione alleate tra loro, hanno messo in campo un calendario di eventi davvero impressionante.

Il programma di Ravenna prevede ben 4 mostre. La prima, allestita alla Classense con il titolo “Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, ripercorre il VI centenario dantesco del 1921, inaugurato l’anno prima. Sino al 14 luglio, l’antica chiesa camaldolese di San Romualdo accoglierà Le “Arti al tempo dell’esilio. Si tratta di una mostra che ripercorre le tappe dell’esilio dantesco, attraverso una raffinata selezione di opere fondamentali dei più importanti artisti del tempo di Dante (come Giotto e Cimabue). Ma non solo perché comprende anche capolavori assoluti dell’oreficeria e della miniatura.
Da settembre, “Un’epopea pop” mostrerà al MAR (Museo d’Arte) la fortuna popolare della figura di Dante. Questo attraverso i secoli e i generi espressivi, dai manoscritti del Trecento fino agli articoli di merchandising. Intrecciato alla mostra, un percorso d’arte contemporanea proporrà, sui temi danteschi, opere di Richard Long, Kiki Smith, Rä di Martino e così via. Al centro del chiostro cinquecentesco il pubblico avrà l’occasione di entrare fisicamente in Sacral di Edoardo Tresoldi. Con la Galleria degli Uffizi il Comune di Ravenna ha avviato una collaborazione pluriennale ed è da essa che prende vita anche il progetto espositivo “Dante nell’arte dell’Ottocento”.

  

VERONA

Anche Verona, la città di Cangrande della Scala, ricorda Dante con un importante programma di eventi. Tra quelli espositivi spicca la mostra “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona”, allestita dal 23 aprile al 3 ottobre, alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Sei sezioni, prestiti d’eccezione per ricordare Dante, Beatrice, Romeo e Giulietta. Muniti di una apposita Mappa, si percorre poi quella che è una mostra diffusa dal titolo “Dante a Verona, fatta di storie e luoghi nella città che per Dante fu «lo primo… refugio e il primo ostello». Alla riscoperta della Verona scaligera e medievale.
Giunti al Museo di Castelvecchio, dove si conserva la statua equestre di Cangrande, nella Sala Boggian, verrà esposto l’Inferno dantesco rivissuto nelle potenti immagini dell’americano Michael Mazur (1935-2009), a vent’anni dalla loro “prima” al Castello scaligero.

 

PARMA

Gli Uffizi sono scesi in campo anche per una mostra-evento programmata dalla prossima primavera alla Reggia di Colorno (in provincia di Parma). Nei Saloni della sontuosa dimora tornerà la mitica Collezione di Porcellane dei Duchi di Parma. Tesori delle più importanti manifatture europee del ‘700, che a seguito dell’unione del Ducato al Regno d’Italia sono stati dispersi tra diverse sedi tra cui il Quirinale. Ora lo storico, seppur temporaneo, ritorno a casa.
Parma, la Nuova Pilotta affronta il 2021 presentandosi in veste ampiamente rinnovata. Tre le mostre in programma: “L’Ottocento e il mito di Correggio”, che dopo il mancato avvio a causa dell’emergenza sanitaria, aprirà i battenti a fine febbraio. Per essere seguita da Le passioni del Maggiordomo. I Fiamminghi della Nuova Pilotta che documenterà l’arrivo a Parma della pittura fiamminga e ciò che questo significò nell’arte del Ducato. Concluso il periodo espositivo, i Fiamminghi andranno a comporre una sezione del nuovo allestimento museale della Pinacoteca.
Per l’autunno Simone Verde, Direttore della Pilotta, non nasconde l’orgoglio di poter presentare a Parma, Capitale della Cultura, i tesori de “I Farnese”, spettacolare storia di una Dinastia che dell’arte ha fatto un suo simbolo.
Nella vicina Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo(sempre in provincia di Parma) l’appuntamento di maggior rilievo sarà nell’autunno con una grande retrospettiva su Mirò. Nei mesi che la precederanno, la Fondazione prevede due eventi: un focus su Modigliani e uno su Pasolini.

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Ecco le mostre previste per il 2021

ROVIGO

Rovigo di grandi mostre ne propone addirittura quattro. In Palazzo Roverella, la primavera sarà riservata ad “Arte e musica. Dal Simbolismo alle avanguardie”: un’esposizione di vasto respiro sulle molteplici relazioni tra queste due sfere espressive, dalla stagione simbolista fino agli anni Trenta del Novecento. L’autunno sarà invece riservato alla fotografia, con una originale monografica di Robert Doisneau, alla ricerca degli attimi di felicità che egli ha saputo catturare nelle sue immagini.
In Palazzo Roncale, la primavera vedrà protagonisti i sette Teatri Storici del Polesine, magnifici edifici, cuore di infinite storie. Che la mostra “Quando Gigli, la Callas e Pavarotti…I Teatri Storici del Polesine”, racconta per immagini, suoni, testimonianze.
Stessa sede, ma in autunno, “Giovanni Miani. Il leone bianco del Nilo”: per la prima volta la storia di un Indiana Jones dell’Ottocento, l’uomo a cui venne impedito di intestarsi la scoperta delle sorgenti del Nilo.

 

UDINE

Dal Veneto al Friuli per due monografiche di oggettiva qualità, dedicate ad altrettanti artisti locali per nascita ma non certo per livello ed interesse. “Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487 – 1561)” è il titolo della mostra che all’artista e architetto rinascimentale dedicherà il Castello di Udine.

 

PORDENONE, TRENTO e TREVISO

Pordenone invece, nella sede dei Civici Musei, indagherà “Michelangelo Grigoletti (1801-1870)”, un necessario omaggio ad un artista che ha interpretato in modo originale l’arte dei decenni centrali dell’Ottocento, tra Italia e Ungheria. Quando anche le donne si misero a dipingere, o meglio venne loro riconosciuto il diritto di farlo, Fede Galizia fu tra le prime a ottenere riconoscimento e successo internazionali. A lei, trentina d’origine, il Castello del Buonconsiglio, a Trento, riserva la sua grande mostra estiva.
Nel campo della Fotografia è pronta ad aprire i battenti, non appena sarà consentito, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (TV): “Steve McCurry. Icons”, una selezione di oltre 100 fotografie di uno dei più acclamati fotografi contemporanei.

Attesissimo, a Treviso, il nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce, creato dal Mibact nell’ex chiesa di Santa Margherita. Per la sua inaugurazione il Nuovo Salce accoglierà una delle tre sezioni della ricchissima esposizione che Treviso dedicata a “Renato Casaro: L’ultimo cartellonista del Cinema. Treviso, Roma, Hollywood”. Oltre che al Nuovo Salce, la mostra sarà allestita nella seconda sede del Salce, al Complesso di San Gaetano, e al Museo Civico di Santa Caterina.

 

SANNA e SASSARI

Un altro, rilevantissimo intervento di restyling è in corso al Museo Nazionale Sanna a Sassari. Coinvolge l’intera Sezione Etnografica, ricchissima di testimonianze. A darle un volto nuovo è impegnato un “allestitore” d’eccezione, lo stilista Antonio Marras.

 

Questi sono gli eventi che fanno pensare ad un mondo dell’arte che ha deciso di guardare avanti, leccandosi le ferite, certo, ma senza chinare la testa.

Ecco qui l’appuntamento sul Natale se ve lo siete persi!

 




A Casa di Babbo Natale: ecco i villaggi di Natale che si possono visitare

Il Natale è soprattutto la festa dei bambini che quest’anno dovranno festeggiarlo in maniera un po’ diversa. Tuttavia, se è vero che molte manifestazioni sono state annullate, molti “villaggi di Natale” hanno preferito lanciare degli eventi online dedicati ai più piccoli, alcuni sono invece aperti e si possono visitare, nel rispetto delle normative anti Covid.  Vediamo allora quelli che si possono vedere dal vivo.

A Trento c’è il Villaggio dei Bambini

Nonostante le difficoltà, Trento si conferma “città del Natale” con tante iniziative per grandi e piccoli. Proprio per loro, in Piazza Santa Maria Maggiore è stato allestito il Villaggio dei Bambini  con un’ambientazione ispirata alle favole di Hans Christian Andersen e grandi immagini tridimensionali. Si potrà poi sbirciare dalle finestre della Casa di Babbo Natale e scrivere una letterina con destinazione Polo Nord da imbucare nella cassetta delle lettere.

Quest’anno, poi, per ricordare Gianni Rodari a 40 anni dalla sua scomparsa, è stato pensato un percorso fatto di luci ispirato alle sue poesie, favole e filastrocche che hanno accompagnato generazioni di bambini.

Non dimentichiamo poi il grande albero di Natale in piazza Duomo, illuminato da 24 mila luci colorate. Per osservare le luminarie, poi, si può passeggiare per le vie del centro storico e lungo il “Giro di Sass”.

A Levico Terme il “Trono di Babbo Natale”

Sempre in provincia di Trento, a Levico Terme, dal 20 al 24 dicembre, nel centro storico ci sarà il Trono di Babbo Natale dove si potranno imbucare direttamente le letterine. Fino al 6 gennaio, poi, i più piccoli potranno prendere parte al Caccia al tesoro asburgica, un divertente percorso alla scoperta di Levico, della sua storia e cultura, con un simpatico gadget in omaggio. Lo spirito del Natale si potrà poi vivere anche tra le piccole vie del borgo, costellate di luci e di botteghe storiche che propongono i prodotti tipici dell’enogastronomia e dell’artigianato.

A Bussolengo (VR) atmosfere da Polo Nord al Villaggio di Natale Flover

È uno dei “villaggi di Natale” più famosi in Italia e anche quest’anno ha aperto i battenti. Il Villaggio di Natale Flover  di Bussolengo, in provincia di Verona, si estende per ben 8000 mq al coperto e regala ai visitatori atmosfere magiche che ricordano quelle del Polo Nord, tra elfi, folletti, renne, gnomi, presepi e decorazioni di ogni genere.

Un vero e proprio “viaggio” nello spirito del Natale, dove i più piccoli potranno incontrare Babbo Natale e imbucare la loro letterina presso il nuovo Ufficio Postale nella Baita di Babbo Natale, oppure visitare la Fabbrica dei Giocattoli e ammirare gli gnomi al lavoro tra nastri trasportatori, tubi luminosi e ingranaggi colorati e incantati.

Si potrà poi visitare il fiabesco Palazzo dello Schiaccianoci dove ad attendere i visitatori ci sono i topolini e le ballerine, e il Castello di Pan di Zenzero, con i suoi lampadari scintillanti e i suoi magici tessuti.

A bordo del Flover Express si potrà poi andare alla scoperta del Flover Winter Wonderland. Non mancherà nemmeno la Dispensa di Mamma Natale, con le specialità della tradizione natalizia, ma anche hamburger e pizza.

Naturalmente, si potranno scegliere gli addobbi di Natale, scegliendo quelli di tendenza nelle Trend Room, che spaziano dal classico bianco della “Winter Morning” ai pupazzi di neve giganti della “Wonderful Time”, fino alle decorazioni nordiche del “Mountain Lodge” a quelle più originali, a ispirazione africana, del “Xmas Safari”.

Il villaggio rimarrà aperto fino al 10 gennaio 2021, dalle 9 alle 19.30 con orario continuato. Rimarrà invece chiuso tutte le domeniche, il 25 dicembre e il 1°gennaio. Si trova in via Pastrengo 16, a Bussolengo.

A Bassano del Grappa il Villaggio di Natale è in villa

Atmosfere da fiaba e in una location suggestiva, quella del Villaggio di Natale che si tiene a Villa Stecchini di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Fino al 10 gennaio si potrà camminare nell’Elfo Bosco, in compagnia di elfi, fate e renne. Immancabile la Casetta di Babbo Natale, con la Cassetta delle Lettere dove poter imbucare la propria letterina indirizzata al Polo Nord. Le lettere da compilare vengono consegnate all’ingresso con il contributo di 3 euro.

Ci sarà poi lo Scivolo di Frosty, dove ci si potrà divertire lanciandosi singolarmente su ciambelle gonfiabili lungo un percorso mozzafiato.  Sarà poi possibile visitare il Percorso dei Presepi e bere una bevanda calda, tra vin brulé, cioccolata, caffè e tisane, e gustare caldarroste e marshmallows nelle postazioni all’aperto nel rispetto delle norme anti Covid.

A Montecatini Terme il villaggio di Babbo Natale è in un castello

Spostandoci in Toscana, a Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, fino al 1 ° gennaio si può visitare la Baita di Babbo Natale , che quest’anno è stata spostata nella splendida cornice del Castello delle Terme Tamerici. In uno spazio di 800 metri quadrati si potrà percorrere il Corridoio delle Renne e arrivare alla Stanza di Rudolph, la renna con il naso rosso.

Ci sarà poi la pista di partenza della slitta di Babbo Natale, la fonte magica e Babbo Natale in persona. Nel parco esterno, invece, si potrà visitare il mercatino natalizio, un piccolo luna park e un’area ristoro.

A Vetralla c’è il Regno di Babbo Natale

A Vetralla, in provincia di Viterbo, fino al 17 gennaio si può visitare il Regno di Babbo Natale, un mondo magico disposto su più di 4000 mq dove vivere le magiche atmosfere del Natale. Si comincia dal gBosco Incantato, dove grandi e piccini potranno fare incontri molto speciali. Nell’Officina degli Elfi, invece, si potranno vedere gli aiutanti di Babbo Natale all’opera per produrre i doni per i bambini di tutto il mondo.

All’interno del Tunnel Glaciale, poi, tra tanta beve, una cascata di acqua gelida e sculture di ghiaccio si potranno incontrare orsi polari, renne e pinguini. Il percorso continua attraverso l’Oasi dei Presepi, il Salone delle Luci, la Valle dei Villaggi in miniatura, l’impero degli Schiacchianoci e la Galleria principale dove si possono trovare decorazioni e oggetti provenienti da tutto il mondo.

C’è poi il Victorian Village, con atmosfere vittoriane, dove acquistare e degustare caramelle, frutta secca, prodotti tipici e bere una buona cioccolata calda. Infine, si potrà provare l’ebbrezza di fare un volo in slitta (virtuale) insieme a Babbo Natale e incontrare Rudy la Renna e Steve il Candy Cane. Il tutto seguendo le norme anti Covid e in tutta sicurezza.

 




Le tre opere d’arte che raccontano il magico mistero del Natale

Per un nuovo capitolo dell’Arte dal Divano oggi abbiamo scelto di raccontare, tramite opere d’arte, il magico mistero del Natale. Beato Angelico, Jacopo Tintoretto e Gaetano Previati insieme tesseranno le fila dell’antico racconto della nascita di Cristo. Un viaggio nell’arte che vi accompagnerà in questi giorni festivi e di raccolta.

 

L’annunciazione – Beato Angelico, convento di San Marco (FI)

Primo tassello della storia non può che essere l’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. Un episodio raccontato con una tecnica straordinaria da Beato Angelico a metà del 1400. Un affresco del tutto semplice ed elegante in stile rinascimentale, ma ricco nel suo significato. L’ambientazione dà su un portico affacciato su uno splendido giardino oltre il quale si vede un boschetto con cipressi. Elemento di innovazione è la disposizione dei protagonisti lungo una diagonale, che partecipano così in maniera più efficace allo spazio. Insomma, per questa prima tappa del Natale abbiamo scelto una delle opere più famose del maestro ed uno dei migliori esiti in assoluto su questo soggetto.

Le tre opere d'arte che raccontano il magico mistero del Natale
Beato Angelico, Annunciazione, 1425 – 1426, affresco, 230 x 321 cm. Firenze, Convento di San Marco

 

Adorazione dei pastori – Jacopo Tintoretto, Scuola Grande di San Rocco (VE)

La seconda opera da noi scelta racconta l’arrivo dei pastori al luogo incantato. Uno dei più famosi pittori di sempre ha rappresentato con grande maestria questa scena nel ciclo dei “Dipinti per la sala grande di San Rocco”, custodito a Venezia. Jacopo Tintoretto infatti, con tecnica ad olio su tela tra il 1578 e il 1581, realizza un’iconografia del tutto diversa da quella tradizionale, scostandosi anche dalla solita disposizione delle figure. Una composizione particolare perché suddivisa su due piani: l’uno sovrapposto all’altro, illuminati da una luce sovrannaturale che penetra da un tetto completamente aperto. Un’opera straordinaria che ha subito catturato la nostra attenzione per la sua peculiarità e unicità, data la sua collocazione temporale.

Le tre opere d'arte che raccontano il magico mistero del Natale
Jacopo Tintoretto, Adorazione dei Pastori, 1578, Venezia, Scuola Grande di San Rocco

Credits foto: arte.it

 

Adorazione dei Magi – Gaetano Previati, Pinacoteca di Brera (MI)

L’ultima tappa del nostro racconto invece è di tutt’altro genere ed epoca. Dal pieno Rinascimento italiano alle soglie del secolo scorso. Gaetano Previati infatti realizza nel 1890 questa straordinaria opera simbolista nel significato e divisionista nella tecnica. Portando con sé la sua poetica, Previati realizza un’opera nel pieno significato cristiano arricchita però di una nota quasi fiabesca. La scena infatti non è molto contestualizzata e si svolge nei pressi di una piccola costruzione di cui si vedono solo alcuni dettagli. Lo sfondo invece è caratterizzato da una massa indefinita di persone accorse per vedere la piccola creatura. Uno stile diverso da quello che può essere la pittura decisa e pulita di Angelico, ma altrettanto forte e ricco di significato.

Le tre opere d'arte che raccontano il magico mistero del Natale
Gaetano Previati, Adorazione dei Magi, 1890-1894 – Olio su tela – 58,8×131, Pinacoteca di Brera, Milano

Credits foto: Pinacotecabrera.org

 

Se ve lo siete persi e siete in alto mare con i regali di Natale, qualche settimana fa qui vi abbiamo consigliato delle chicche per gli amanti della storia dell’arte. Curiosi?

 




Spilimbergo: un weekend “dolce” e “mosaicato” con lo chef Marco Talamini

TESTO E FOTO DI CESARE ZUCCA

Spilimbergo dista circa 30 km da Udine o da Pordenone e circa 100 km da Venezia e Trieste. Situata sulla sponda del fiume Tagliamento, è una fra le più belle e interessanti città d’arte del Friuli Venezia Giulia. Borgo di antiche origini, si sviluppò soprattutto durante il Medioevo e il Rinascimento.

I romantici balconi

Dalla piazza, attraverso un ponte sull’antico fossato, si entra nel Castello dalla magnific facciata adornata da figure di nobilii, cavalli e palafrenieri. Un vero gioiello!

La magica facciata del Castello

Sotto la Loggia del Comune, si vede ancora incisa su un pilastro la “macia”, l’unità di misura per le stoffe in uso nella città. Da questa ha preso il nome la Rievocazione Storica della Macia, evento che ogni anno ad agosto fa rivivere lo splendore del passato spilimberghese.

Il Borgo di Spilimbergo e i suoi vicoli

Per le strade del Borgo

CITTA’ DEL MOSAICO
Spilimbergo è sede della prestigiosa Scuola Mosaicisti del Friuli, istituzione fondata nel 1922, nota a livello internazionale, le opere uscite dalla Scuola si trovano collocate in edifici pubblici e privati di tutti e 5 i continenti. ed è frequentata da studenti di tutto il mondo interessati non solo alle tecniche musive romane e bizantine, ma anche a sperimentazioni moderne e futuristiche.

L’astratto, il classico, la sperimentazione nelle creazoni degli allievi della Scuola

Le sculture mosaicate all’aperto

Fino al 31 gennaio, Piazza Duomo ospiterà nuovamente  un incantevole progetto: il Presepe di Mosaico che quest’anno sarà arricchio dalle presenze degli Angeli Gabriele, Raffaele e Michele .

Il Presepe di Mosaico

“Il mosaico non ha età”… Nonna Gabriella, una cittadina di Spilimbergo con la ‘sua’ Marylin mosaicata.

IL FORMAGGIO ASINO
E’ un’eccellenza della gastronomia locale. Nasce sui monti della Pieve d’Asio ed è considerato il più antico dei formaggi friulani. Apprezzato già nel ‘600 dalle mense della Serenissima, il segreto dell’Asìno consiste nell’immersione per circa 20 giorni di formaggelle fresche in una salamoia salata di latte e panna d’affioramento.

L’antica lavorazione del secolare Formaggio Asino

Un procedimento i cui i dosaggi segreti, tramandati di generazione in generazione, fanno rivivere l’antica ricetta che a Spilimbergo viene prodotta da Tosoni.
Una prelibatezza che non poteva mancare nel menu del grande Chef Marco Talamini, al timone del Ristorarte La Torre, proprio nel centro storico del borgo.

Il Ristorante La Torre di Spilimbergo

MARCO TALAMINI
Dopo gli studi alberghieri, collabora con locali italiani ed esteri fino al 1987, quando ad Asolo apre il ristorante Bacco Tabacco, insignito nel 1996 della prestigiosa stella Michelin, che gli verrà confermata anche l’anno successivo nella sua seconda apertura a Padova, In seguito approda a La Torre di Spilimbergo con alle spalle anche l’esperienza nelle cucine di Claudio Sadler, che Talamini considera un grande amico e maestro. Nei suoi menu vincono territorio, meticolosa selezione delle materie prime, cura a stagionalità, attenzione al gusto e alla sobrietà degli ingredienti. “Mi piace lavorare su un piatto e rinnovarlo continuamente. Naturalmente ho le mie preferenze: se dovessi immedesimarmi in un ingrediente sarei il fois gras, che tratto in tutte le stagioni e con maniere diverse”.

Chef Marco Talamini

“Sono un seguace della filosofia del tre, continua Talamini, detesto la confusione nel piatto e mi concentro in un solo protagonista e due che lo esaltano: tre consistenze e tre sapori
Dal 2000 lo chef è ospite di questo incantevole borgo che a cui si è affezionato e di cui spesso ne cita i famosi mosaici, come nei suoi piatti mosaico di piovra e mosaico di muset, tipico insaccato friulano.

Mosaico di Piovra

IL SUO DOLCE
Un cheese cake a base di un’eccellenza di Spirlimbergo: il formaggio Asino acompagnato da un sorbetto allo zenzero. Potrebbe essere un perfetto ‘pre-dessert’ da inseririe nel vostro menu del un pranzo natalizio!

La ricetta nella prossima pagina.
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CHEESE CAKE CON FORMAGGIO ASINO E SORBETTO ALLO ZENZERO

Il dessert di Marco Talamini Cheese Cake con Formaggio Asìno e Sorbetto allo Zemzero

Ingredienti per 15 persone:
400g.Formaggio Asino Classico
200dl.Latte fresco pastorizzato intero
100g.Zucchero
400ml.Panna fresca liquida
Per la guarnizione
400g.Mele verdi
100g.Zenzero
100ml.Acqua minerale vetro
100g.Zucchero
Per la pasta
400g. Biscotti digestivi
200g.Burro

Procedimento:

Operazioni preliminari
Preparare la pasta di biscotto per la base frullando i biscotti e mescolandoli con il burro sciolto, con questo impasto creare all’interno di cerchi di metallo di 5 cm di diametro unbase di spessore di 5 millimetri e schiacciare bene .
Preparazione
Preparare il sorbetto il giorno prima, con lo zucchero e l’acqua fare uno sciroppo leggero, facendolo bollire per cinque minuti, con il cutter o meglio con l’estrattore, frullare le mele e lo zenzero fresco ottenedone il succo, aggiungere lo sciroppo freddo e mescolare bene, mettere in freezer per una notte poi frullare con il mixer e ricongelare .
Per la bavarese di asìno
Frullare il formaggio con 180grammi di latte, scaldare i restanti 20 grammi mescolati con la gelatina precedentemente ammollata , semimontare la panna fresca. Aggiungere il latte gelatinato caldo alla massa di formaggio e mescolare velocemente con una frusta, aggiungere la panna semimontata e mescolare con una spatola, questa operazione va fatta in modo rapido. versare il composto ottenuto riempendo per due cm i cerchi di metallo con la base di biscotto.
Mettere in frigorifero per almeno 4 ore .
Finitura
Stampare la cheesecake in piatto e guarnire con il sorbetto di mela e zenzero, una cialdadi biscotto e alcune gocce di salsa di lampone

INFO
La Torre
Piazza Castello, 8
Spilimbergo (PN)

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative.
Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto nel suo blog, in stile ‘Turista non Turista’




La stagione folle delle mostre: dormienti o inaspettatamente aperte

Allestite nel minimo dettaglio e pronte ad essere ammirate da molti appassionati. Stiamo parlando delle mostre italiane in attesa di nuove direttive da parte del Governo. Certo, molte di queste sono rimaste in contatto con il proprio pubblico grazie al mondo virtuale e alle visite guidate online. Purtroppo però non è sufficiente. Ecco quindi che vi presentiamo la “stagione folle delle mostre” con mostre dormienti in attesa di apertura e mostre magicamente aperte.

la stagione folle delle mostre: mostre dormienti o inaspettatamente aperte
Vincent van Gogh, Alberi da frutto tra i cipressi, 1888

LE MOSTRE DORMIENTI

Molte mostre erano sulla nostra lista “da visitare” quest’anno, e molte di queste non hanno potuto essere ammirate e commentate. Numerose sono già al loro doppio “sonno”: appena partite quando a chiuderle fu il lockdown di primavera, salvo risorgere con il sole d’estate, per poi tornare nuovamente al buio. Prima di queste sfortunate è la mostra a Palazzo Roncale di Rovigo, La quercia di Dante. Visioni dell’inferno. Dorè, Rauschenberg, Brand, aperta lo scorso 28 febbraio e adesso prolungata sino al 17 gennaio 2021. A Ferrara invece Previati è stato ricordato con la mostra Tra Simbolismo e Futurismo. Gaetano Previati. Inaugurata il 9 febbraio 2020, dovrebbe concludersi il 27 dicembre, salvo proroghe.

Accanto a queste due veterane, diverse altre vivono un poco gradito letargo in attesa del colpo di bacchetta magica che le risvegli. A Padova infatti morde il freno “Van Gogh. I colori della vita”, prevista sino all’11 aprile. Tempi brevi, sempre che non intervengano auspicabili proroghe, per “Mio Vanto, Mio Patrimonio”. L’arte del ‘900 nella visione di Leone Piccioni, al Museo della Città di Pienza. Sempre salvo proroghe, a Cremona, “Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie” è, per adesso, prevista sino 31 gennaio. E queste sono solo alcune! Insomma, l’Italia è ricca di arte che muore dalla voglia di essere ammirata in attesa di un futuro si spera più roseo.

la stagione folle delle mostre: mostre dormienti o inaspettatamente aperte
Cremona, “Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie”

Credits foto: Cremona Infopoint

 

LE MOSTRE INASPETTATAMENTE APERTE

Lo sapevate che ci sono invece eventi culturali aperti al pubblico? Ebbene si, tra tante mostre dormienti, ve ne sono alcune che sono “graziate” dai dpcm per avere sede in paesi con meno restrizioni. Oppure per essere accolte in gallerie private che, in quanto esercizi commerciali, sono accessibili al pubblico (ad eccezione naturalmente della zona rossa).
È esempio del primo caso “Dentro i Palazzi. Uno sguardo sul collezionismo privato nella Lugano del Sette e Ottocento: le quadrerie Riva”, aperta nel pieno di questa ondata di Covid, allestita nella Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst, a Rancate, Canton Ticino, in Svizzera. Tranquillamente visitabile sino al 28 febbraio 2021.
Così come sono regolarmente aperte le sezioni milanese e fiorentina di “Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2021”, mostra proposta da Tornabuoni Arte nelle sue Gallerie delle due città.
Per concludere la lista, ecco una Fiera: “Flashback, l’arte è tutta contemporanea”. Il tema “Ludens” ha fatto sì che l’edizione non fosse centro solo di Torino, ma anche di molti paesi nel resto del mondo. Partendo dal grido di “non siamo soli”, ci invita tutti a giocare con la capacità di ciascun di riplasmare la realtà attraverso la creatività.

la stagione folle delle mostre: mostre dormienti o inaspettatamente aperte
A Torino la fiera Flashback: l’arte è tutta contemporanea

Credits foto: TorinoClick

 

Se vi siete persi i nostri consigli su regali d’arte da fare ai vostri cari per Natale cliccate qui!




A Bellaria Igea Marina un Natale da record tra sculture di sabbia, presepi di ghiaccio e luci

A Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, si sono accese le luci del Natale, che quest’anno, nonostante le difficoltà per il particolare momento storico che stiamo vivendo, sarà davvero da record. Il claim scelto per questo 2020, infatti, è “Il Natale con noi. Così lontani, così vicini” e vede come fiori all’occhiello i monumentali presepi di sabbia e di ghiaccio, i più grandi d’Italia, e il presepe in stile marinaro lungo la banchina del Porto Canale.

La mostra “L’arte nel cuore”

Tra le eccellenze, anche “L’arte nel cuore”, una mostra di opere di artisti locali allestita all’interno dei tini posti in Piazzale Don Minzoni, e la fiabesca Snow Globe in Piazza Matteotti, la bolla di ghiaccio che regalerà a grandi e piccini una magica atmosfera natalizia. Tra le novità, in piazzale Gramsci, è allestito l’Albero dei desideri.

Lo Snow Globe di Bellaria Igea Marina

A Bellaria Igea Marina il Presepe di Sabbia più grande d’Italia

Il monumentale Presepe di Sabbia allestito in viale Ennio, al momento, è l’unico che si potrà visitare dal vivo in tutta Italia. E ne vale davvero la pena, perché è unico nel suo genere. Prima di tutto, per allestirlo, sono state impiegate ben 120 tonnellate di sabbia, a cui ha dato forma un nutrito team di scultori e artisti, tra cui Michela Ciappini, Gianni Schiumarini, Andrea Gaspari, Susanne Paucker e Franco Daga.

La realizzazione del Presepe di Sabbia

Il presepe si differenzia dagli altri presepi di sabbia presenti in Italia perché è stato allestito in una struttura allestita con le “americane”, cioè le strutture dei palcoscenici, alle quali sono state agganciate le teste mobili, cioè le classiche luci degli spettacoli teatrali. Inoltre, un maxi schermo ledwall permetterà di cambiare lo sfondo della Natività rendendo l’allestimento ancora più spettacolare.

Il Presepe di Ghiaccio quest’anno è da record

Quest’anno, il Presepe di Ghiaccio di Bellaria Igea Marina, allestito nella Piazzetta Fellini, davanti alla Biblioteca Comunale, sarà il più grande in assoluto a livello nazionale. È infatti composto da 2520 kg di ghiaccio e vanta sculture alte fino a due metri.

Il Presepe di ghiaccio

È stato realizzato da Michela Ciappini, campionessa italiana di scultura su ghiaccio 2019 e rappresenta in chiave moderna quattro scene della quotidianità: la vitalità, la diversità, la cura e l’abbraccio.

La realizzazione del Presepe di Ghiaccio

Inoltre, per consentire l’accesso e la visita in tutta sicurezza, è stato appositamente creato un percorso botanico per intrattenere i visitatori rallentandone l’afflusso davanti alle vetrate di ghiaccio.

Il Presepe Marinaro

In via Pinzon, presso il Portocanale di Bellaria Igea Marina, si può trovare invece il tradizionale Presepe Marinaro. La Natività si trova a bordo di una barca storica e in un contesto “marinaro” con le rappresentazioni degli antichi mestieri legati al mare. Per l’allestimento sono stati utilizzati materiali di riciclo come vecchi manichini, abiti dismessi, attrezzi e reti da pesca in disuso.

Il presepe marinaro al Portocanale di Bellaria Igea Marina

Un Natale di luci

Per un Natale ancora più luminoso, inoltre, quest’anno l’Amministrazione Comunale di Bellaria Igea Marina ha attuato un progetto che ha previsto l’installazione di luminarie extra, messe a disposizione dalle attività produttive. Inoltre, i titolari di locali commerciali al momento chiusi hanno posizionato davanti alle saracinesche abbassate dei quadri in PVC raffiguranti scene dell’estate a Bellaria Igea Marina.

Tutti gli allestimenti si potranno ammirare fino al 10 gennaio 2021.

INFO

www.bellariaigeamarina.org/




Dpcm: i musei rimarranno chiusi ma la cultura non si scoraggia

Proprio qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Conte si è pronunciato in merito alle nuove direttive del Dpcm: nuovamente però le notizie per l’arte non sono delle migliori. I musei, mostre, teatri, cinema e tutte le istituzioni culturali rimarranno chiusi fino al 15 di gennaio, e questo è quanto. Non ci resta che aspettare il prossimo intervento del governo e, nel mentre, approfondire per conto nostro..che alla fine non è poi così male! Da documentari e visite virtuali ai più amati libri, abbiamo la possibilità di immergerci con la fantasia nei contesti d’arte più belli di sempre. Il nostro consiglio quindi è quello di non sottovalutare il potere della cultura e cercare di godere di quello che si ha (che, ammettiamolo, non è poco)!

Dpcm: i musei rimarranno chiusi fino al 5 gennaio
Dettaglio facciata musei vaticani (RO)

Dpcm: testo e conferenza stampa

Le misure specifiche si trovano precisamente al comma 10 dell’articolo 1 e citano: “sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. E poi “sono sospesile mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica”.

Durante la conferenza stampa in diretta streaming per presentare il nuovo Dpcm, Conte non ha dato nessun chiarimento specifico in merito alle istituzioni culturali. Non sono state citate nemmeno dai giornalisti per chiedere delucidazioni generali o riguardo la riapertura in futuro. Manca infatti una vera e propria progettazione sulla riapertura. Però non temete, la nostra rubrica Weekend in Arte cercherà in tutti i modi di tenervi compagnia e accompagnarvi nel magico mondo dell’arte e della cultura.

Dpcm: musei chiusi fino al 15 gennaio
Dettaglio interno museo Guggenheim Museum di New York

Vi aspettiamo la settimana prossima con un altro appuntamento della nostra rubrica d’arte. Ma, nel mentre, se ve lo siete persi la settimana scorsa è uscita una piccola guida ai regali di Natale per gli amanti dell’arte qui. Andate a dare un’occhiata!




Arte dal divano: 5 libri d’arte da regalare a Natale

Questa settimana la nostra rubrica Arte dal divano vi accompagnerà ancora una volta nel mondo della cultura e dell’arte, ma questa volta offline. Parliamo infatti di libri! Con un tema un po’ diverso dal solito oggi inizia la nostra personale lista di idee per regali di Natale. I libri possono essere un ottimo svago personale, ma soprattutto uno splendido pensiero da condividere con i vostri cari. Ecco 5 libri d’arte da regalare a Natale alla vostra famiglia:

 

Il mistero delle cose, nove ritratti di artisti – Massimo Recalcati (Feltrinelli, 2016)

L’opera d’arte, come sanno bene tutti i grandi artisti, intrattiene sempre un rapporto con l’assoluto, con l’irraffigurabile, con il reale, con l’impossibile”.

È possibile raffigurare l’irraffigurabile, dare un’immagine all’inesprimibile, offrire un volto all’assoluto? È proprio questo il compito della grande arte e il filo rosso che unisce i nove artisti italiani – Giorgio Morandi, Alberto Burri, Emilio Vedova, William Congdon, Giorgio Celiberti, Jannis Kounellis, Claudio Parmiggiani, Alessandro Papetti e Giovanni Frangi – di cui Recalcati propone un ritratto ricco di suggestioni. In un manuale dove arte e psicoanalisi si uniscono in una magica sincronia d’indagine, vi renderete conto che l’opera d’arte ha la capacità di svegliarci dal sonno della realtà ordinaria e metterci di fronte al “mistero delle cose”. In virtù di questo processo, la psicologia assume le caratteristiche di uno strumento conoscitivo per indagare l’arte e la sua creazione. Cosa c’è di più affascinante?

 

Le muse nascoste – Lauretta Colonnelli (Giunti, 2020)

Le muse, come figura d’arte, sono sempre state una figura presente in ogni epoca storica. Conosciamo i loro volti da sempre, ma pochi si sono interrogati sulla loro identità. Sono le muse “nascoste” per esempio nei capolavori di Sandro Botticelli, Gian Lorenzo Bernini, Henri Matisse e Balthus. Figure nascoste dall’ombra ingombrante dell’uomo-artista. Lauretta Colonnelli, attraverso un lungo lavoro di indagine, è andata alla ricerca di quelle donne e delle loro storie. Questo libro si costituisce quindi di una serie di ritratti intensi e appassionanti, con un ricco apparato di immagini. Un atto di giustizia e di attenzione per quelle muse così fondamentali, e così sottovalutate al tempo stesso. Immancabile nella lista dei libri da regalare a Natale!

5 libri d'arte da regalare a Natale
Le Muse Inquietanti, 1918 (dettaglio) – Giorgio De Chirico

Lo potevo fare anch’io. Perché l’arte contemporanea è davvero arte – Francesco Bonami (Mondadori 2009)

Il titolo di questo libro a chi studia, o a chi ha studiato, storia dell’arte porta un sorriso quasi divertito. Capita spesso di incontrare persone che, ad una mostra contemporanea, d’istinto esclamano davanti ad un’opera “Questo lo potevo fare anch’io!”. Bisogna ammettere che molte di quelle opere sembrano solo tele imbrattate e sculture che appaiono come ammassi di rottami. Questo libro però ci sfida ad “gustare” le opere senza pregiudizi. E se è vero che nell’ultimo secolo l’arte si è evoluta al punto da essere strana ai nostri occhi, Francesco Bonami ci racconta perché effettivamente non è vero che potevamo farlo anche noi.

 

Breve ma veridica storia della pittura Italiana – Roberto Longhi (1914)

Nella rubrica Arte da divano, non poteva mancare il grande storico dell’arte Roberto Longhi. Con questo insormontabile saggio Longhi aiuta tutti coloro che si vogliono approcciare alla materia. Unisce critica presente con quella del passato e analizza così la pittura italiana da Giotto ai maestri rinascimentali. L’opera è divisa in due parti: “Idee” e “Storia“. Nella prima sono indicati i nuovi metodi per lo studio dello stile degli artisti. La seconda invece analizza l’arte secondo la metodologia indicata nella prima parte. Un libro da avere in casa assolutamente!

5 libri da regalare a Natale
Andrea Mantegna, La crocifissione, 1457-59, Louvre (Parigi)

 

La storia dell’arte – Ernest H Gombrich (1950)

Sulla stessa scia di Roberto Longhi non potevamo non inserire il grande Ernest. Si tratta senza dubbio dell’opera più nota e apprezzata del grande storico dell’arte austriaco. Si differenzia dagli altri per la sua facile comprensione, che la rende adatta anche a chi non è esperto in materia. Il manuale tratta in maniera completa della parabola esistenziale del rapporto tra essere umano e arte. Una lettura piacevole e scorrevole che vi accompagnerà in un incredibile viaggio dalle prime creazioni artistiche primitive fino alle stravolgenti avanguardie del ‘900. Assolutamente un must-have da avere in libreria!

Se siete interessati, qui di seguito una piccola sua intervista in cui parla del libro:

Se ve lo siete persi, la settimana scorsa è uscito un altro capitolo di Arte dal divano con protagonista il Mart, uno dei leader dei musei digitali italiani. Andate a dare un’occhiata!




Arte dal divano: il MArt protagonista dei musei digitali

L’appuntamento dell’arte dal divano questa settimana vi porterà in Trentino, in uno dei più famosi musei d’arte contemporanea italiana. Parliamo del Mart (Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) e della sua inestimabile raccolta di capolavori. La ricca collezione permanente del Mart conta oggi più di 15.000 opere tra cui quelle di Giorgio de Chirico, Giacomo Balla, Carlo Carrà e Lucio Fontana.

Sala interna museo Mart

 

LA DIGITALIZZAZIONE DEI MUSEI E IL MART UNO DEI PROTAGONISTI

Nel nostro periodo storico, in particolare in mesi come questi, per le istituzioni culturali è stato fondamentale aderire a progetti di condivisione della conoscenza e di digitalizzazione del patrimonio, ma anche a progetti di web communication con l’utilizzo di tecnologie digitali per favorire il dialogo con i visitatori. Ormai promuovere la cultura ad oggi significa rendere accessibili le proprie collezioni anche a coloro che non possono entrare fisicamente nel museo. Creare così una visita interattiva permettendo al pubblico di condividere contenuti, messaggi ed opinioni.

Opera contemporanea Giuseppe Penone museo Mart

Il Mart è considerato uno dei musei più digitali d’Italia. Per farvi un esempio è stato il primo museo italiano ad aver ospitato un wikipediano in residenza, è tra i main partner del Google Cultural Institute. Ma non solo perché il Mart è visitabile anche su TelegramMessenger e tramite Alexa. Risulta quindi attivo sui più popolari social network, incoraggiando i visitatori a condividere fotografie, video e commenti. Da IGTV su Instagram a Facebook, passando per le intelligenze artificiali delle chatbot e di Alexa, questo museo è riuscito a raggiungere tutti i tipi di pubblico. Possiamo quindi dire che il Mart però si è davvero superato!

Per info: info@mart.trento.it

 

Dal 19 Novembre al 10 Dicembre: MOSTRE TEMPORANEE ONLINE

Una porzione di questo progetto digitale è dedicata alle mostre temporanee. I suoi protagonisti sono: Caravaggio, Burri e Pasolini, Giovanni Boldini, Nicola Samorì e Luciano Ventrone. Autori di ogni genere ed epoca storica sono spiegati e approfonditi dai curatori del museo, e da Vittorio Sgarbi in persona! Questi contenuti sono visibili sulle piattaforme di Facebook, YouTube e su IGTV di Instagram e racconteranno gli allestimenti, le loro storie e aneddoti interessanti. Sono stati anche inseriti degli approfondimenti della mostra “Caravaggio. Il contemporaneo” in qualità di dirette streaming.

Caravaggio, il seppellimento di Santa Lucia, 1608

I prossimi appuntamenti saranno il 27 novembre con la giornalista Simona Zecchi in un racconto dedicato a Pier Paolo Pasolini. E il 10 dicembre con il regista Paolo Benvenuti in un monologo dedicato a Caravaggio.

Insomma, se un pomeriggio la noia improvvisamente vi assale sapete cosa fare!

Ecco una piccola anticipazione:




Arte dal Divano: 5 mostre virtuali italiane da non perdere

Ebbene si, questa domenica vi proponiamo un nuovo capitolo della rubrica “Arte dal divano”. Sembra quasi un ricordo lontano la nostra rubrica risalente ormai al mese di Maggio. Il nuovo lockdown questa volta però non porta sciagure e cattive notizie: nuovamente infatti le grandi mostre e collezioni diventano accessibili con un colpo di click. Con un nuovo palinsesto di contenuti virtuali ricchi di competizione, i musei renderanno la vostra permanenza a casa ricca di contenuti culturali straordinari. Resterete a bocca aperta per la quantità, ma soprattutto la qualità, dei contenuti virtuali disponibili sui siti dei vostri musei preferiti. Per una visita quasi meglio che dal vivo!

Ecco di seguito le prime cinque chicche italiane che abbiamo preparato per voi:

 

Museo e Gypsotheca di Possagno con Antonio Canova – Possagno

Se volete scoprire parte dell’immenso patrimonio prodotto da questo straordinario artista, è necessario assistere a quattro appuntamenti virtuali. Con un team di esperti del museo, potrete visitare la casa di Canova, il tempio da lui progettato e perfino il giardino. Vi saranno raccontate curiosità sulla sua collezione, dalla più nota a quella meno famosa. Gli appuntamenti sono programmati per: 15, 21, 28 e 29 novembre.  Eccitante è il fatto che sarete in live, collegati direttamente con la guida che sarà felice di rispondere a dubbi e curiosità!

Sculture di Antonio Canova all’interno del Museo di Possagno

 

Museo del Novecento – Milano

Un’importante iniziativa è stata presa da uno dei più importanti musei milanesi e d’Italia. Il Museo del Novecento ha deciso di rendere virtuali alcune delle sue mostre attuali. Online infatti è la mostra “Nobody’s Room. Anzi parla”, visitabile dal proprio divano di casa tramite il loro sito e tramite Google Arts&Project (sito che vi invitiamo a visitare per le sue recenti ricche iniziative d’arte). Ma non solo, perché anche “Divine e avanguardie. Le donne nell’arte russa” (di cui vi abbiamo parlato recentemente qui) è ora fruibile sui canali social del museo.

Fotografia interno del Museo del Novecento, Piazza Duomo di Milano

 

Gallerie d’Italia con Tiepolo – Milano

Rimaniamo, anche se virtualmente, nella nostra amata città lombarda. L’evento organizzato dalle Gallerie d’Italia in onore della celebrazione dei 250 anni dalla morte di Giambattista Tiepolo era una delle iniziative più attese. Purtroppo per ora non potremo vederlo con i nostri occhi, ma potremo pregustare alcuni dei capolavori del maestro, come: San Francesco riceve le stimmate, il Banchetto di Antonio e Cleopatra, la Corsa del Carro del Sole e Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede. La voce narrante sarà interpretata da un ospite d’eccezione: Giandomenico. È il figlio del maestro barocco e ci invita a tuffarci in un suggestivo viaggio nel Settecento. Quindi il nostro consiglio è: accendete gli schermi e fatevi trasportare nel mondo fatato dell’arte.

Giovanni Battista Tiepolo, la stigmatizzazione di San Francesco

 

Uffizi con Wright of Derby. Arte e Scienza nelle “Ipervisioni” – Firenze

Fin dalla scorsa primavera il palinsesto di contenuti virtuali degli Uffizi era subito saltato agli occhi come uno dei più ricchi. Ma, in questo autunno, si sono addirittura superati! L’alta definizione delle immagini viene congiunta a varietà e qualità dei contenuti. Non si tratta però di una semplice mostra virtuale. Il mese scorso, infatti, direttamente dalla National Gallery di Londra, è arrivata una delle opere più famose della storia della scienza: una tela settecentesca di Joseph Wright of Derby. Con maestria e attenzione l’artista ha riprodotto un esperimento svolto su un uccello, dipinto come se fosse una scena sacra o storica. Il museo degli Uffizi ha voluto, virtualmente, collocarla all’interno dello stesso contesto in cui è nata con lo scopo di svelare quanti più dettagli possibili nascosti all’interno della meravigliosa opera.

Arte e Scienza nelle “Ipervisioni” di Joseph Wright of Derby, National Gallery

 

Museo Archeologico con Lascaux 3.0 – Napoli

L’obbiettivo di Napoli invece è quello di farvi fare un tuffo nel passato, ma questa volta nell’estremo passato! Parliamo infatti del Paleolitico e della Grotta di Lascaux. Si tratta di un tesoro artistico e storico di un’unicità rara, diventato nel 1979 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Ricco di contenuti e video, il sito del Museo Archeologico vi accompagnerà passo passo in questa nuova avventura. Ecco qui di seguito una piccola anteprima video:

Crediti immagini: siti delle istituzioni (link inseriti)




Musei chiusi: le chiese sono l’ultima occasione di vivere l’arte

Se la settimana scorsa abbiamo parlato di un affascinate tema come può essere la femminilità, oggi non possiamo fare lo stesso. Vi informiamo che purtroppo per l’arte non ci sono splendide notizie. Infatti, è stato firmato giusto qualche giorno fa il nuovo Dpcm contenente le nuove misure per contenere la diffusione del famoso virus. Nelle ultime settimane sempre più preoccupante su tutto il territorio nazionale. I musei e le mostre rimarranno chiusi, ecco nel dettaglio.

 

CHIUSI MUSEI E MOSTRE FINO AL 3 DICEMBRE

Ecco cosa si legge esattamente per quanto riguarda i beni culturali: “sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, resta sospesa l’efficacia delle disposizioni regolamentari di cui all’articolo 4, comma 2, secondo periodo, del decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali 11 dicembre 1997, n. 507, che prevede il libero accesso a tutti gli istituti e ai luoghi della cultura statali la prima domenica del mese”.

Quindi si, è ufficiale: tutti i musei e mostre italiani rimarranno chiusi ma non solo; perché biblioteche, archivi e luoghi di cultura faranno lo stesso. Con l’ultimo decreto, vengono così interrotte le attività di istituzioni e luoghi della cultura che ancora resistevano all’impennata dei contagi. Speriamo che riusciranno a riorganizzarsi e a garantire una nuova apertura.

Immagine: Museo di Torino, Piemonte

 

UNA SPERANZA PER GLI AMANTI DELL’ARTE: LE CHIESE

A fornire una piccola luce in fondo al tunnel sono le chiese, visitate da credenti e da appassionati d’arte. Sono le uniche a rimanere aperte in questo mese disposte ad arricchirci di un po’ di arte e di cultura. Il consiglio che vi diamo noi, se le restrizioni della vostra regione ve lo permettono, è quello di studiarle e gustarvele più che potete. Dobbiamo godere di quello che abbiamo, perché il nostro paese è ricco di cultura e storia, anche nell’angolo dietro casa!

Immagine: Duomo di Pisa, Toscana

Benedetta D’Argenzio