Le 10 montagne più belle del mondo

Una Top 10 per gli amanti della montagna, ma non solo, quella di questa settimana, che ci è stata suggerita dallo splendido volume fotografico “Montagne. I Giganti della Terra” (Skira Editore, 224 pag, € 50) a cura di Massimo Zanella con testo di Nives Meroi. Un libro che, partendo dalle sette vette più altre della Terra illustra, le montagne più spettacolari del mondo, dalla Patagonia all’Himalaya, dal Kilimangiaro al Ruwenzori, dall’Alaska alle vette europee, dal Monte Bianco al Cervino. Senza dimenticare le nostre Dolomiti, Patrimonio dell’’Umanità UNESCO. Noi, invece, di seguito vi sveliamo quelle che ci sono piaciute di più.

1.Cervino (Italia/Svizzera)

Per la sua inconfondibile vetta a forma di piramide, il Cervino è forse la montagna più famosa del mondo e la più fotografata, oltre a essere uno dei simboli della Svizzera. A lungo è stata anche una delle montagne più difficili da scalare. La sua vetta, che si trova a 4478 metri era ritenuta “impossibile” per la sua ripidità e la sua forma. Tuttavia, questo “tabù” è stato infranto nel 1865 quando quattro alpinisti riuscirono nell’impresa, aprendo la via ad altri avventurosi, ma anche a tanti curiosi.

2. Monte Bianco (Italia/Francia)

Perdonateci un po’ di orgoglio nazionale, ma non potevamo non inserire nella nostra TOP 10 il Monte Bianco, che con i suoi 4807 metri è la cima più altra dell’Europa Occidentale ed è anche un simbolo dell’alpinismo mondiale. È infatti nel 1786 che gli scalatori Balmat e Piccard riescono a raggiungere la sua irraggiungibile (fino a quel momento) cima. E se pensiamo che, allora, i mezzi a disposizione e le attrezzature erano molto più rudimentali di quelli oggi possiamo capire l’importanza della loro impresa. Oggi, la cima del Monte Bianco si può raggiungere sia da Chamonix, in Francia, che da Courmayeur, in Valle d’Aosta, in Italia.

3. Everest (Cina/Nepal)

Entra di diritto nella nostra TOP 10 anche la cima più alta del mondo: il monte Everest, che con i suoi 8848 metri detiene il titolo di “regina delle montagne”, ma anche di “Dea Madre dell’Universo” nella tradizione delle popolazioni che vivono alle sue pendici. Il “Tetto del Mondo” fa parte della catena dell’Himalaya, tra Cina e Nepal e la sua vetta è stata conquistata per la prima volta nel 1953. Nonostante sia la montagna più alta del mondo, nella catena dell’Himalaya ci sono cime molto più difficili da scalare, che sono costate la vita a molti scalatori che hanno tentato l’impresa. Come il K2, la cui vetta è stata conquistata per la prima volta nel 1954 dagli italiani Compagnoni e Lacedelli e, da allora, sono da altri 300. Con un triste primato, ogni cinque scalatori che provano a sfidare questo “ottomila” uno perde la vita.

4. Vinicunca (Perù)

Ci piace perché il Vinicunca, che fa parte della catena delle Ande e appartiene geograficamente al Perù, ha qualcosa di magico. Chi arriva qui, dopo un trekking impegnativo che può durare anche cinque giorni, si trova davanti a uno spettacolo incredibile. La montagna, che è alta 5200 metri, ha l’aspetto di un arcobaleno colorato, con sfumature che vanno dall’ocra all’arancio, dal viola al verde al giallo e all’azzurro, tanto che è conosciuta anche come “la montagna dai sette colori”. Il perché di questo fenomeno si spiega perché, milioni di anni fa, qui si sono depositati materiali come ferro, zolfo, rame, ematite e dolomite che oggi creano questo incredibile effetto. La “montagna arcobaleno”, poi, per secoli è rimasta sepolta sotto uno strato di ghiaccio che solo sciogliendosi ha rivelato gli incredibili colori.

5. Monte Fuji (Giappone)

Con i suoi 3774 metri è la montagna più alta del Giappone, ma anche uno dei simboli del paese e protagonista di miti, leggende e tradizioni. Ogni anno, sono più di 200 mila gli escursionisti e gli scalatori provenienti da tutto il mondo che si avventurano sulla vetta per ammirare l’alba. Inconfondibile la sua forma a cono con la punta innevata, che ci ricorda la sua vera natura: quella di un vulcano, la cui ultima eruzione è avvenuta nel 1707.

6. Kirkjufell (Islanda)

Anche se non è all’altezza degli altri giganti della Terra (misura solo 463 metri), il Kirkjufell, situata sulla costa nord dell’Islanda è la montagna più fotografata di tutto il paese ed è addirittura stata protagonista del set della 6 e della 7 stagione della celebre serie “Il Trono di Spade”. Il suo nome significa “Montagna della Chiesa” perché la sua forma appuntita ricorda quella di un campanile” ed è il risultato dell’azione dei ghiacci che hanno eroso le sue pareti. Ma la sua peculiare bellezza è lo spettacolo che offre quando viene illuminata dall’aurora boreale, in un paesaggio fiabesco di cascate, luci e foreste.

7. Table Mountain (Sudafrica)

Disegna il profilo di Cape Town ed è considerata una delle sette meraviglie naturali del mondo. Table Mountain, in Sudafrica, è alta solo 1086 metri, ma raggiungere la sua cima, con un trekking o con la funivia, consente di ammirare uno degli spettacoli più belli della Terra, con vista mozzafiato su Cape Town e sull’Oceano, ai confini del Mondo. È una delle destinazioni più visitate del mondo e imprescindibile per chi si reca in Sudafrica.

8. Mauna Loa (Hawaii)

Il Manua Loa, che svetta tra i fiori tropicali e la vegetazione lussureggiante delle Hawaii, è il vulcano attivo più grande del mondo. La sua cima si trova a 4169 sul livello del mare ed è superato di 36 metri dal suo “vicino” Mauna Kea. Tuttavia, il Manua Loa ha una struttura a forma di cono che poggia sul fondale oceanico profondo 5000 metri e la sua altezza complessiva supera quella dell’Everest. È uno dei cinque vulcani attivi che formano l’isola maggiore delle Hawaii e offre uno degli spettacoli della natura più belli del mondo.

9. Kilimanjaro (Tanzania)

Con i suoi 5895 metri è la cima più alta dell’Africa, oltre che uno dei vulcani attivi più altri del pianeta. Il Kilimanjaro è composto da tre coni vulcanici, Kibo, Mawenzi e Shira. Tra il primo e il secondo si trova una piattaforma di circa 3600 ettari che viene chiamata “Sella dei venti” ed è la più grande area di tundra di altura in Africa. I suoi versanti ospitano animali esotici e in via di estinzione, tra cui leopardi ed elefanti. La sua caratteristica punta conica è ricoperta da un ghiacciaio perenne, il Ghiacciaio di Rebmann. La sua vetta è stata conquistata dall’uomo nel 1889.

10. Monte Roraima (Venezuela)

Sorge nel cuore dell’America Meridionale, nello stato di Bolivar, in Venezuela, ed è una delle formazioni rocciose della Terra. Il Monte Roraima è uno spettacolo della natura che sembra emergere dalle nubi ad altezze diverse. Gli indigeni del luogo lo chiamano “Madre di tutte le acque”, poiché dalla sua vetta di 2739 metri nascono cascate mozzafiato, che a loro volta alimentano diversi corsi d’acqua. Si affaccia, oltre che sul Venezuela, anche su Brasile e la Guyana, i cui confini si incontrano sulla sua cima. Qui si possono trovare una vegetazione e una fauna unici al mondo, tra cui piante carnivore e rane nere. La sua forma inconfondibile e il suo paesaggio lunare hanno anche ispirato Sir Arthur Conan Doyle per il suo celebre romanzo “Il mondo perduto” da cui è stata tratta la saga di Jurassic Park.




Le 10 città più belle del mondo

Davvero difficile sceglierne solo 10, ma questa settimana, per la rubrica TOP 10, siamo andati alla ricerca delle città più belle del mondo. Non necessariamente grandi, o famosissime, ma che, comunque, ci hanno colpito. Sicuramente ognuno dei nostri lettori avrà la sua preferita, il suo luogo del cuore, quindi, vi presentiamo le 10 città più belle del mondo “secondo noi”, cercando di attingere da tutti e cinque i continenti.

1.Siena (Italia)

Non possiamo che cominciare dalla nostra bella Italia. E tra le città più belle del mondo, secondo noi c’è Siena, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995. Adagiata sulle dolci colline del Chianti, dove nascono vini unici, circondata da antichi borghi ricchi di arte e di storia, con il paesaggio lunare delle Crete Senesi, la città è un vero e proprio gioiello visitato ogni anno da turisti provenienti da tutto il mondo, non solo per assistere al suo famosissimo Palio, che si tiene in Piazza del Campo due volte all’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, ma anche per ammirare il suo centro medievale, salire sulla Torre del Mangia, alta 102 metri, passeggiare tra gli antichi palazzi dai muri rossi, ammirare la Fonte Gaia e assaporare le sue specialità enogastronomiche, tra cui il celebre panforte.

2.Kyoto (Giappone)

Un concentrato di storia e di atmosfere senza tempo. Kyoto si trova sull’isola di Honshu, a tre ore di treno da Tokyo, e per più di mille anni è stata la capitale del Giappone. Nota come la “città dai mille templi” ha conservato lo spirito del paese del Sol Levante, tra santuari buddisti e shintoisti, boschi di bambù, giardini zen, fonti termali. Da non perdere il “quartiere delle geishe”, dove si possono incontrare le donne in kimono tradizionale e partecipare ad alcune delle tradizioni più antiche del Giappone, dalla cerimonia del tè all’ikebana, l’arte della composizione floreale. Da non perdere una visita al tempio del Padiglione d’Oro, e al Palazzo Imperiale. Le stagioni migliori per visitare Kyoto sono l’autunno, per ammirare lo spettacolo degli aceri rossi, e la primavera, per la meravigliosa fioritura dei ciliegi.

3.Istanbul (Turchia)

Una storia millenaria e cosmopolita per la città turca, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Fondata dai Greci del VII secolo a.C, è stata conquistata prima dai romani, che la chiamarono Costantinopoli, poi dai sultani turchi. è stata capitale dell’impero bizantino e poi di quello Ottomano, diventando il fulcro commerciale e politico tra Oriente e Occidente. E, ancora oggi, la città porta orgogliosa i simboli del suo glorioso passato. Basta passeggiare tra le sue strade per respirare passato e modernità, tradizione occidentale e orientale. Tra le eccellenze da non perdere, Santa Sofia con la sua celebre cupola, la Moschea Blu con i suoi minareti, il Ponte sul Bosforo che collega Europa e Asia, Palazzo Topkapi con il suo harem e, per gli appassionati di shopping, il Gran Bazar tra profumo di spezie e ceramiche.

4.Budapest (Ungheria)

Una città dalle due anime. La capitale dell’Ungheria non può mancare nella nostra Top 10 di questa settimana. Un concentrato di storia e cultura, Budapest è letteralmente “tagliata in due” dal Danubio. Da una parte c’è la romantica Buda, con le sue stradine dalle atmosfere antiche e accoglienti e le casette colorate, il fascinoso Palazzo Reale e i bagni turchi, i Rudas che risalgono al XVI secolo e sono considerate le terme più belle del mondo. Dall’altra parte del grande fiume, invece, c’è Pest, con l’altero quartiere ebraico, con la sinagoga più grande d’Europa, il Parlamento e il museo che ricorda i periodi neri della storia della città, il fascismo e il comunismo. Al centro del fiume, poi, c’è l’Isola Margherita, ricoperta da 100 ettari di parco verde. Da non perdere poi, la cucina tradizionale, dal tipico gulash alla torta dobos al cioccolato e pan di Spagna.

5.Chefchaouen (Marocco)

La meravigliosa città blu si trova nel nord del Marocco, a circa 110 km da Tangeri ed è un’autentica meraviglia. C’è da rimanere a bocca aperta di fronte alla visione delle sue case dello stesso colore del cielo terso, che si alternano ai viottoli e alle stradine bianche e sfumano con il verde delle montagne del Rif che circondano le abitazioni. Questa splendida cittadina che sembra uscita da “Le mille e una notte” vanta, però, anche una storia straordinaria. È stata infatti fondata nel XV secolo dai musulmani e dagli ebrei in fuga dalla Spagna tornata nelle mani dei cattolici. Per questo, la città è un armonioso connubio di influenze arabe, berbere, ebraiche e andaluse. Senza dimenticare la favolosa cucina dalle mille sfumature di gusto. Tra le mete da non perdere si sono l’antica Medina e passeggiare nella piazza di Outa-el-Hammam al tramonto. Per gli appassionati di trekking, c’è anche il Parco Nazionale di Talassentane.

6.Gand (Belgio)

Secondo noi merita un posto nella nostra TOP 10 anche la splendida città fiamminga di Gand (o Gent), che si trova tra Bruges e Bruxelles, nelle Fiandre orientali. Situata alla confluenza dei fiumi Schelda e Lys, ha un centro storico dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità e si compone di canali, ponti, stradine e vie d’acqua che la collegano al Mare del Nord e dipingono paesaggi di romantici riflessi. Gand è un concentrato di storia, arte e architettura, tra palazzi, castelli costruiti tra il XIII e il XVIII secoli, antiche abbazie, monumenti e chiese. Qui, poi, è nato Carlo V. Tra le eccellenze da non perdere c’è il Ponte di San Michele, il Castello dei Conti, la Torre Campanaria, la cattedrale gotica di San Bavone, che custodisce al suo interno il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck. In ogni caso è una città da vivere con ritmo lento, magari in barca, facendosi cullare tra i suoi canali che sembrano usciti dall’estro di un pittore.

7. L’Avana (Cuba)

Amata da Hemingway e da Neruda, la capitale cubana è un concentrato di storia, arte, natura e tradizioni caraibiche, dal rum alla salsa. I suoi palazzi coloniali sono stati dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, mentre la sua rigogliosa natura regala spiagge cristalline bagnate da un mare dai colori mozzafiato, un arcipelago di più di 4000 isole minori, e i Cayos dove fare immersioni o snorkeling. Nelle strade, poi, tra un rum e una salsa, si vedono ancora passare le coloratissime auto d’epoca. La movida h24 ne fa poi una delle mete preferite da visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Tra le eccellenze che valgono una visita c’è il quartiere di Habana Vieja, il Museo del la Revoluciòn e il lungomare Malecòn, di ben 8 km. Da non perdere una sosta alla Bodeguita del Medio, il ristorante preferito da Hemingway.

8. Cape Town (Sudafrica)

Nella nostra TOP 10 entra anche una città dell’altro capo del mondo, appunto Cape Town, capitale legislativa del Sudafrica, ma anche un sapiente mix di natura, storia, musei, buon vino, surf e pinguini. Insomma, ogni visitatore troverà qui la sua soddisfazione in una città di contrasti solo apparenti. A partire dal suo splendido paesaggio, tra l’Oceano Atlantico e le montagne, passando dalle sue atmosfere, che da un lato testimoniano il suo passato coloniale e la piaga dell’Apartheid, che ha diviso il paese dal 1948 al 1993, dall’altra guarda al futuro come una metropoli moderna e cosmopolita. Spettacolare il panorama che si gode dalla cima di Table Mountain. Tra le escursioni da non perdere c’è Robben Island, nella cui prigione è stato incarcerato Nelson Mandela per 18 anni. Nella Riserva Naturale del Capo di Buona Speranza, invece, si può ammirare il celebre faro e avere un incontro ravvicinato con i babbuini che qui vivono liberi.

9. San Miguel Allende (Messico)

Per due anni consecutivi, è stata eletta città più bella del mondo dai lettori di Travel + Lesure, una delle riviste di viaggi più prestigiose del mondo. San Miguel Allende è un concentrato di bellezza, per le sue architetture barocche, antichi palazzi e chiese che hanno indotto l’UNESCO a dichiarare il suo centro storico Patrimonio dell’Umanità nel 2008. Qui si mescolano poi tradizioni creole, spagnole e amerinde. La città si trova nello Stato di Guanajuato, a duemila metri sul livello del mare e accoglie il visitatore con le sue atmosfere ospitali, familiari, tra stradine di ciottoli, laboratori artigiani, pittoreschi caffè e case decorate dalle bouganville. A 14 km dal centro si trova poi il Santuario di Jesus Nazareno de Atotonilco, che vale una visita. Da non perdere poi una passeggiata nel Jardin Principal, o un trekking nella Riserva Naturale di El Charco del Ingenio. Tra i sapori locali, imperdibile le enchiladas mineras, una specie di tortillas ripiene di formaggio e pollo.

10. Hong Kong (Cina)

Chiude la nostra TOP 10 di questa settimana la metropoli cinese dalle mille sfaccettature, che da sola accoglie la metà di tutti i turisti della Cina. Innegabile il suo fascino, tra antichi templi taoisti e grattacieli futuristici, edifici coloniali e antichi quartieri dalle atmosfere senza tempo. Ma anche spiagge dalla sabbia dorata, con un clima mite tutto l’anno, più di 200 piccole isole da scoprire, e poi musei, parchi, e 14 mila ristoranti per tutti i gusti. Gli amanti dello shopping si innamorano delle sue boutique di lusso, ma anche delle piccole botteghe artigiane, dei mercati e dei grandi centri commerciali, per non parlare dei pittoreschi street market. Da non perdere il panorama della città a 360° che si ammira dalla Sky Terrace 428. Vale una visita anche la statua del Grande Budda su Lantau Island e il Victoria Harbour, da visitare pieno di luci con una romantica crociera notturna.




Le 10 scalinate più belle del mondo

Alcune sono vere e proprie opere d’arte, altre sono contornate da paesaggi mozzafiato, altre ancora sono famosissime per vicende storiche o come location di film. Torna anche questa settimana le rubrica TOP 10. Questa volta abbiamo provato ad andare alla ricerca delle 10 scalinate più belle del mondo.

1.Estrada Selaròn (Rio de Janeiro, Brasile)

È una scalinata di 125 metri che collega le strade di Joaquim Silva e Pinto Martin, nei quartieri di Lapa e Santa Teresa, a Rio de Janeiro. Il suo vero nome sarebbe Manuel Carneiro, ma è famosa in tutto il mondo con il nome di Estrada Selaròn, dal nome dell’artista cileno che, nel 1990, decise di abbellirla con piastrelle dai colori che omaggiano il popolo brasiliano e la sua bandiera: blu, verde, giallo, per ravvivare una zona della città degradata. La scalinata piacque subito moltissimo, soprattutto gli stranieri, e qui cominciarono a essere girati spot pubblicitari e film.

Si dice che Selaròn era talmente ossessionato dalla sua opera da arrivare a vendere tutti i suoi quadri per acquistare le piastrelle per decorarla, circa 2000. Ma, a mano a mano che la fama della sua scala aumentava, la gente faceva a gara a donare altre piastrelle. Oggi, si stima che provengano da 60 paesi diversi. L’ossessione di Selaròn si protrasse fino alla sua morte: nel 2013 fu trovato morto proprio sulle “sue” scale, in circostanze misteriose.

2.Scalinata di Piazza di Spagna (Roma, Italia)

È sicuramente una delle scalinate più belle e famose del mondo, nonché uno dei simboli di Roma. La celeberrima Scalinata di Piazza di Spagna è stata inaugurata nel 1725 da Papa Benedetto XIII in occasione del Giubileo e il suo nome si deve alla presenza dell’Ambasciata Spagnola. Conduce alla Chiesa di Trinità dei Monti e conta 135 gradini. Ha fatto da sfondo a numerosi film, sia italiani che stranieri, e ha ospitato eventi e sfilate di moda degli stilisti più famosi. In primavera, viene decorata con coloratissime azalee, mentre nel periodo natalizio qui viene allestito uno splendido presepe del 19° secolo.

3.16th Avenue Tiled Steps (San Francisco, USA)

Inaugurata il 27 agosto 2005, la 16th Avenue Tiled Steps di San Francisco, è un capolavoro di 163 gradini, realizzata interamente a mosaico, composta da più di 2000 tessere fatte a mano, per un totale di 75 mila frammenti di piastrelle. I pannelli, uno per ogni scalino, separati tra loro, sono 163. I mosaici creano splendidi giochi di luce. Anche questa scalinata è nata per abbellire un angolo della città, quella del Golden Gate Heights Neihborhood, grazie a un progetto nato nel 2003 che ha visto la collaborazione degli artisti Jessie Audette ed Alice Yee Xavier con tutti gli abitanti del quartiere.

4.San Juan de Gaztelugatxe (Paesi Baschi, Spagna)

Una scalinata di 241 gradini che sembra uscita da un film, anzi, da una serie Tv. Se siete appassionati del genere, forse l’avrete già vista: compare infatti nella settima stagione del Trono di Spade, dove, per la sua bellezza, questa isola collegata alla terraferma da un ponte, che poi si trasforma nella scalinata e porta a un eremo sul promontorio era Dragonstone (Roccia del Drago), dove la famiglia Targaryen viveva dopo l’esilio. Nella realtà, si trova sull’isola di Gaztelugatxe, lungo le coste della Biscaglia, nei Paesi Baschi. Il ponte che la collega alla terraferma è del XIV secolo. La particolarità di questa scalinata è il suo percorso a zig zag per arrivare fino alla chiesa, dedicata a San Giovanni Battista.

5.   El Peñón de Guatapé (Guatapé, Colombia)

Questa scalinata composta da 649 gradini si arrampica su un monolite di roccia alto 2135 metri, El Peñón de Guatapé, nel distretto di Antiochia, in Colombia. Tuttavia, salire fino alla vetta ne vale veramente la pena. Il paesaggio, infatti, è magico e surreale, tra boschi, colline, laghi e una vista che spazia verso l’infinito. La scalinata è stata costruita lungo la parete settentrionale del monolite, sfruttando una frattura della roccia. A circa metà, si trova un tabernacolo dedicato alla Madonna, mentre, in cima, è stata costruita una torretta a tre piani per ammirare al meglio lo spettacolo del panorama circostante. Qui si trovano anche alcuni negozi.

6.   Lion Rock (Sigiriya, Sri Lanka)

La scalinata fa parte del sito archeologico dell’antica Sigiriya, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Per raggiungere la cima della roccia, un monolite di origine vulcanica alto 200 metri, dove si trovano i resti di un palazzo reale costruito durante il regno di re Kashapa (477-495 d.C) è necessario salire ben 1200 gradini! Tuttavia, mentre la prima parte del percorso è adatto a tutti, giunti circa a metà, segnalata da due imponenti zampe di leone, il sentiero si fa più complicato, con parti di scalinata che collegano spaccature nella roccia, passaggi stretti e passerelle. Un tratto è caratterizzato da una scala a chiocciola, rinchiusa in una gabbia verticale di protezione. Una volta arrivati in cima, si potrà ammirare una vista mozzafiato e visitare le antiche rovine del palazzo. Lungo il percorso, invece, si possono vedere da vicino alcuni affreschi incredibili sulla parete rocciosa.

7.Scala Elicoidale dei Musei Vaticani (Città del Vaticano)

Un capolavoro di architettura e di arte che entra di diritto nella TOP 10 è la Scala Elicoidale dei Musei Vaticani, o Scala Momo, dal nome dell’architetto che la progettò, Giuseppe Momo. La scala è formata da due scale separate, una che sale e una che scende, e si intrecciano fino a formare una doppia elica. La loro struttura è tale che non si incontrano mai, in modo da facilitare la salita e la discesa dei visitatori. Elegante e simmetrica, la scala elicoidale è stata commissionata da papa Pio XI, nel 1929, e inaugurata il 7 dicembre 1932. Per realizzarla, Momo si è ispirato a quella del Pozzo di San Patrizio di Orvieto, opera del Sangallo. Il Papa intervenne personalmente nel progetto. In origine, infatti, la scalinata era prevista all’esterno, ma il Pontefice volle invece che fosse costruita all’interno, scavando un pozzo nel terrapieno.

8.Inca Stairs (Machu Picchu, Perù)

Un’altra scalinata mozzafiato è l’Inca Stairs, che si trova a Machu Picchu, in Perù. È letteralmente scolpita nella roccia e risale a circa 500 anni fa. Ripida e scivolosa, conduce allo splendido Tempio della Luna, a 2693 metri di altezza. In alcuni punti, per rendere più agevole la scalata, sono stati inseriti dei corrimano di metallo. Tuttavia, se la salita è faticosa, la discesa non è adatta per chi soffre di vertigini. L’inclinazione della scalinata, infatti, in alcuni punti arriva anche al 60%. Arrivati in cima, si può ammirare un panorama da togliere il fiato.

9.Pailon del Diablo Waterfall (Baños de Agua Santa, Ecuador)

Questa scalinata spettacolare, perfetta fusione tra la natura e il lavoro dell’uomo, si trova nella località di Baños de Agua, in Ecuador. Il suo nome, Pailon del Diablo, significa “Calderone del Diavolo” e fa riferimento alla rombante cascata, immersa in un panorama tropicale mozzafiato. I gradini sono formati da ciotoli, che nel corso degli anni sono stati levigati sia dal passaggio delle persone che dall’azione delle acque ed è molto scivolosa. Inoltre, guardando verso il basso, una volta arrivati in cima, per un’illusione ottica si ha l’impressione che i gradini si siano trasformati in un lunghissimo scivolo. Lungo il percorso, poi, sono dislocate alcune piattaforme che consentono di fermarsi per ammirare lo spettacolo della cascata da varie angolazioni e il panorama sulle colline.

10. Half Dome (Yosemite Park, California USA)

Chiudiamo la nostra TOP 10 di questa settimana con una dei simboli del Parco Nazionale dello Yosemite, in California: la scalinata che conduce alla cima dell’Half Dome. Ripidissima e impegnativa, non è di certo per tutti e vanta 400 gradini. Per arrampicarsi fino alla vetta è necessario avere un buon allenamento fisico, inoltre, la salita è contingentata dal rilascio di un permesso, per un massimo di 300 persone al giorno. Arrivare fino alla cima, tuttavia, ne vale la pena. Da lassù, infatti, si può ammirare lo splendido panorama della Yosemite Valley e della High Sierra.




La 10 stazioni della metro più belle del mondo

Spesso si corre per prendere la metropolitana e non si fa caso ai particolari. Ma, di sicuro, non a questi. Le stazioni della metro a volte sono un vero e proprio capolavoro, un concentrato di arte, stile, storia e architettura. In questo nuovo appuntamento della rubrica TOP 10 siamo andati alla ricerca delle 10 stazioni della metro più belle del mondo. E ce ne è anche una italiana.

1. Stazione T-Centralen (Stoccolma)

Con i suoi 110 km, la metropolitana di Stoccolma può essere considerata la galleria d’arte più lunga del mondo! Infatti, in più di 90 delle 110 stazioni si possono ammirare ben 150 opere, realizzate dal 1950 a oggi, tra mosaici, sculture, dipinti, bassorilievi e installazioni, alcune permanenti, altre che si rinnovano periodicamente. Il tutto racchiuso in un’architettura di rara bellezza, la punto che l’amministrazione comunale organizza visite guidate della durata di circa un’ora e mezzo, basta essere muniti di biglietto.

Tra le fermate più belle c’è la T-Centralen, che spicca per la sua struttura che ricorda una caverna dai colori blu, decorata da motivi floreali, opera dell’artista Olof Ultvedt, che ha alternato alle decorazioni le sagome degli operai che hanno partecipato alla realizzazione della metropolitana negli anni Settanta. Splendida anche la fermata Stadion, che ricorda una grotta azzurra con tanto di arcobaleno, e la Fridhemsplanè, che spicca per le sue opere contemporanee in bianco e nero, che cambiano di anno in anno per dare la possibilità ai diversi artisti di dare il loro contributo.

2.Stazione di Majakovskaja (Mosca)

É la stazione più famosa della linea 2 della metropolitana di Mosca, fatta costruire nel 1935 da Stalin per promuovere la propaganda sovietica. La struttura spicca per le sue splendide pareti in marmo, decorate con mosaici dorati, sculture di leader russi, lampadari di cristallo e scene che raffigurano episodi della storia russa. È ritenuta la stazione della metro più elegante del mondo per il suo impeccabile stile Art Decò esaltato dalla rosa di rodonite. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stata utilizzata come rifugio antiaereo. In tutto la metro di Mosca conta 14 linee che consentono di raggiungere ogni punto della capitale in tempi rapidissimi. Al punto che vanta anche il primato di “metro più puntuale d’Europa”.

3. Stazione Toledo (Napoli, Italia)

Al terzo posto tra le fermate della metro più belle del mondo, la Stazione Toledo di Napoli, una vera opera d’arte che omaggio la città e le sue caratteristiche peculiari: il mare, la terra e il tufo attraverso le decorazioni delle sfumature del blu, del nero e dell’ocra, con riferimenti al paesaggio e all’architettura locale. Attraverso le scale mobili, poi, si scende a diversi livelli e si ammirano i mosaici di William Kentridge con scene dei miti mediterranei, riferimenti al Vesuvio e alle tradizioni partenopee. I toni del blu simboleggiano la discesa sotto il livello del mare e, al livello più basso, si ammira la splendida hall sotterranea dove spicca il Crater de Luz, un grande cono che attraversa tutti i livelli della stazione e rievoca il Vesuvio con uno spettacolare gioco di luci al LED.

Al primo piano, invece, le architetture sono integrate con la cinta muraria aragonese, rinvenuta durante i lavori per la costruzione della metro. Oltre alla fermata Toledo, meritano una visita anche la fermata Materdei, dove si può vedere la scultura dell’uomo-pesce di Luigi Serafini “Carpe diem”, e Salvator Rosa, definito il Centre Pompidou per le sue favolose installazioni colorate. Nella fermata Dante, invece, si possono ammirare le parole del Convivio composte da tubulari bianche al neon.

4. Stazione di Formosa Boulevard (Kaohsiung, Taiwan)

Questa strabiliante stazione della metropolitana spicca per la sua “Dome of light”, cioè la “Cupola della luce”, una grandissima vetrata composta da pezzi di vetro colorato, la più grande installazione del suo genere e tra le più grandi del mondo, opera dell’artista italiano Narcissus Quagliata. La “cupola” si trova alla confluenza della linea Arancione con quella Rossa e per la sua bellezza viene spesso scelta come location per la celebrazione di matrimoni e cerimonie.

5.Stazione Arts et Métiers (Parigi, Francia)

Si trova lungo la linea 11 della metro di Parigi e sembra uscire da un romanzo di Jules Verne. Sì, perché l’intento di François Schuiten, che l’ha progettata nel 1994, è proprio quello di omaggiare il famoso sottomarino Nautilus di “Ventimila leghe sotto i mari”, trasformando la stazione della metro nel suo interno, tra oblò e placche di rame. Sopra la stazione si trova il Museo delle Arti e dei Mestieri, che dà il nome alla stazione stessa.

6. Stazione Zoloti Vorota (Kiev, Ucraina)

È una delle stazioni della metro più celebri del mondo. Quella di Zoloti Vorota, a Kiev, è stata inaugurata nel 1989 e si caratterizza per i suoi meravigliosi lampadari con luci a forma di candela e i suoi 80 mosaici che ricoprono colonne e superfici, illustrando la stoeia della Rus di Kiev e sono frutto del lavoro di un grande numero di artisti diversi.

7. Stazione Olaias (Lisbona, Portogallo)

Entra nella nostra TOP 10 anche la Stazione Olaias di Lisbona, che si trova lungo la Linea Rossa della metro della capitale portoghese. Inaugurata nel 1998, è stata progettata dall’architetto Tomàs Taveira con piastrelle coloratissime in un’incredibile varierà di forme geometriche, che ricoprono le sue superfici, creando meravigliosi giochi di luce e riflessi che avvolgono i viaggiatori in un variopinto abbraccio.

8. Stazione Sightseeing Tunnel (Shanghai, Cina)

Una stazione che lascia davvero a bocca aperta la Sightseeing di Shanghai. Un lungo tunnel sotto al fiume Huangpu collega la stazione della metro a piazza Chen Yi, all’Oriental Pearl Tower Radio e alla Television Tower a Pudong, mentre i viaggiatori possono ammirare spettacolari effetti psichedelici audio e video. È una delle stazioni più visitate dai turisti, non solo per prendere la metropolitana.

9. City Hall Station (New York, USA)

Si tratta di una vera e propria “stazione fantasma”. La City Hall Station di New York, infatti, è stata inaugurata il 27 ottobre 1904 ed è stata ufficialmente chiusa il 31 dicembre 1945. Nata come fiore all’occhiello della nuova metropolitana di New York, è caratterizzata da una conformazione particolare e da piastrelle colorate, che rendono l’ambiente unico e suggestivo. Si può ammirare transitando a bordo dei treni che percorrono la IRT Lexington Avenue Line. Per la sua bellezza è spesso utilizzata come set cinematografico. Qui, infatti, sono state girate alcune scene del film “Animali Fantastici”, ambientato nel 1926.

10. Stazione Szent Gellért tér (Budapest, Ungheria)

Chiude la nostra TOP 10 la Stazione Szent Gellért tér di Budapest, sulla linea 4 della metropolitana della capitale ungherese. Si trova sotto l’omonima piazza, dedicata al Santo patrono, San Gerardo. È stata inaugurata il 28 marzo 2014 ed è la stazione più profonda di tutta la linea. Spicca per le particolari decorazioni a mosaico, opera dell’artista Tamás Komoróczky, che ha rivestito con vetro opachi retro illuminati le pareti sagomate dei vani tubolari, dando vita a un suggestivo tunnel di luci.




I 10 templi più belli del mondo

Bentornati con l’appuntamento della nostra rubrica TOP 10 che ogni settimana vi propone le curiosità, le bellezze, le particolarità, le eccellenze del nostro meraviglioso mondo. In questa puntata ci siamo divertiti ad andare alla ricerca del 10 templi più belli del mondo, simbolo del legame tra l’uomo e l’Assoluto. Curiosi di sapere quali sono?

1.Tempio Bianco (Chiang Rai – Thailandia)

Quando lo abbiamo visto, siamo rimasti senza fiato. Per questo ci sentiamo di piazzarlo al primo posto della TOP 10 di questa settimana. Pole position per il Tempio Bianco di Chiang Rai, in Thailandia, un luogo di culto del Buddhismo Theravada recentissimo. È stato costruito, infatti, nel 1997 ed è stato realizzato completamente in gesso bianco e specchietti che riflettono la luce del sole creando riflessi quasi irreali. Il bianco, infatti, vuole rappresentare la purezza del Buddha. Ma è l’allegoria e il simbolismo che qui sembra prendere vita nelle statue e nei bassorilievi a lasciare stupefatti.

Prime fra tutte le decine di mani scolpite che accolgono il visitatore mentre attraversa il ponte che conduce all’ingresso del tempio e che spuntano da una vasca circolare. Simboleggiano il desiderio che, secondo il buddhismo, è la fonte della sofferenza. L’ingresso, poi, simboleggia il passaggio dal mondo delle tentazioni al Nirvana.

Il percorso è accompagnato da statue di creature mostruose, ma anche di Yama, il dio della morte, e Rahu, il dio dell’oscurità, che hanno il compito di accettare o respingere l’anima umana accogliendola nel Nirvana o condannandola a un’altra reincarnazione. L’interno, tuttavia, è una vera sorpresa. Sì, perché oltre ai dipinti murali con scene tradizionali del buddismo, si trovano anche scene apocalittiche del mondo moderno, come l’attentato alle Torri Gemelle. E non mancano nemmeno alcune rappresentazioni dei cartoni animati, supereroi e personaggi famosi, tra cui Elvis Presley e Michael Jackson.

2.Tempio sospeso (Datong – Cina)

Costruito nel 491 d.C, è l’unico tempio in Cina a essere dedicato a tre religioni diverse, il Buddhismo, il Confucianesimo e il Taoismo, nello stesso luogo. A 50 metri dal suolo! Questo meraviglioso prodigio dell’ingegno umano è dotato di 40 spazi tra padiglioni, pagode e sale e sembra fluttuare nell’aria. Ma è talmente stabile che, in origine, fu costruito senza i “pali” che oggi si vedono e che furono aggiunti successivamente per “fare coraggio” a fedeli e visitatori, che non si attentavano a salire per paura che il tempio crollasse sotto i loro piedi!

Invece, il tempio è, oggi come allora, stabilissimo e i pali possono essere tolti all’occorrenza. Per raggiungere il tempio sospeso si percorre un ponte che porta a una scalinata intagliata nella roccia. I sei ambienti principali sono collegati da un dedalo di corridoi, ponti e sentieri che offrono una vista mozzafiato.

3.Tempio di Abu Simbel (Assuan – Egitto)

Terza posizione per il Tempio di Abu Simbel, forse il più bello dell’Antico Egitto. Fu costruito nel XIII secolo a.C da Ramesse II per celebrare la vittoria nella Battaglia di Qadesh e per mostrare la sua grandezza e potenza ai Nubiani. Il complesso è formato da due imponenti tempi ricavati dalla roccia della montagna ed è decorato, sull’enorme facciata alta 33 metri e larga 38, con quattro statue del faraone alte 20 metri e, ai lati di queste, due statue più piccole di donne, la madre del sovrano, Tuya, e l’amatissima moglie Nefertari che, secondo la leggenda, sarebbe morta all’ingresso del grande tempio.

Al tempio di Abu Simbel è legata anche la storia del suo stupefacente salvataggio. Quando, infatti, nel 1960 il presidente Nasser diede inizio ai lavori per la costruzione della Diga di Assuan che prevedeva la formazione di un bacino artificiale, che avrebbe sommerso il tempio. Grazie all’intervento dell’UNESCO, 113 paesi del mondo si attivarono per salvare il monumento.

Un progetto svedese, rivelatosi vincente, prevedeva di tagliare, numerare e smontare blocco per blocco la parte scolpita della collina e ricostruire il tempio 65 metri più in alto e 300 metri più indietro rispetto al bacino. I lavori durarono dal 1964 al 1968 e vi lavorarono 2000 uomini. Furono spesi 40 milioni di dollari.

4.Tempio di Borobudur (Giava – Indonesia)

Costruito tra il 750 e l’830 a.C il Tempio di Borobudur, si trova a Giava, in Indonesia, ed è uno dei più conosciuti e affascinanti del mondo. Le sue dimensioni sono colossali. Misura, infatti, 123 metri x 123 di base, 35 di altezza e appoggio su 1,6 milioni di enormi blocchi di pietra. Le sue pareti, poi, sono ricoperte da 2672 bassorilievi. Luogo di culto del Buddhismo Mahāyāna, è stato costruito senza lasciare nulla al caso.

Il posto in cui sorge si trova alla confluenza con due fiumi che ricorda quella del Gange e dello Yumna, mentre la catena montuosa richiama l’Himalaya. Il tempio si compone di 10 terrazze, corrispondenti alle 10 fasi del cammino spirituale verso la perfezione, divise in tre gruppi, che rappresentano i tre regni del Samsara. Lungo il cammino si incontrano nicchie con all’interno statue di Buddha. A mano a mano che si prosegue, si arriva alla sommità, simbolo del Nirvana.

5.Tempio d’Oro (Amritsar – India)

È il tempio più sacro della religione Sikh ed è stato costruito nel 1588. I fedeli hanno l’obbligo di recarvisi in pellegrinaggio almeno una volta nella vita, ma per la sua bellezza è diventata un’attrazione turistica a livello mondiale. Chiunque può entrare nel tempio da una delle sue quattro entrate, che simboleggiano l’apertura e l’accettazione, indipendentemente dalla fede e dalla religione professata, dal sesso o dalla nazionalità.

Basta, tuttavia, che mentre si è all’interno del tempio non di fumi, non si beva alcol, non si mangi carne o si assumano droghe. Inoltre, tutti devono coprirsi il capo in segno di rispetto e lavarsi i piedi nel lago sacro che circonda il tempio. Sontuoso fino all’inverosimile, il tempio deve le sue parti in ora e in marmo pregiato al Maharajà Ranjit Singh, che donò le sue ricchezze per farlo costruire.

6. Monastero di Taktsang (Paro – Buthan)

Il Monasteto di Taktsang è un complesso di templi costruito nel 1692 su un picco montuoso nella valle di Paro, in Buthan. È noto anche come Tana della Tigre per una leggenda secondo la quale il tempio è stato fondato nel luogo dove, nel VIII secolo, il guru Padmasambhaya arrivò qui dal Tibet sul dorso di una tigre sacra per poi rimanere in meditazione per tre mesi nella grotta di Tanksang Senge Samdup. Una variante della leggenda vuole che la tigre in realtà fosse la moglie di un imperatore, discepola del guru, che si trasformò in fiera per portare il suo maestro in questo luogo e portare così il buddhismo in Buthan.

Il monastero si trova a 3120 metri di altezza, a picco su un precipizio, ma vi si accede attraverso un sentiero nella foresta, da una mulattiera e dal sentiero “delle mille fate” che attraversa un plateau roccioso. Si compone di quattro templi principali e da costruzioni residenziali, oltre che da otto caverne, tra cui quella sacra in cui entrò per primo il guru Padmasambhaya.

7. Angkor Wat (Siem Reap – Cambogia)

Il complesso di Angkor Wat sorge a 5,5 km da Siem Reap, ed è considerato oggi il più grande monumento religioso del mondo. La sua costruzione, su impulso del re Suryavarman II ha richiesto 40 anni, al 1112 al 1152 d.C. Originariamente concepito come tempio indù, verso la fine del XII secolo è stato convertito a luogo di culto buddista.

Il complesso, che in lingua khmer significa “Tempio della città”, è costruito secondo il concetto di “tempio montagna” e si erge all’interno di un fossato, e simboleggia il Monte Meru, l’Olimpo dell’Induismo ed è circondato da altri templi a galleria. L’edificio principale ha la forma di un rettangolo lunga 1,5 km da ovest a est e 1,3 km da nord a sud. All’interno del fossato che circonda completamente il muro di 5,6 km si trovano tre gallerie rettangolari, una sopra l’altra.

Al centro del tempio svettano cinque torri. Si pensa che, in origine, dovesse essere il mausoleo del re. Splendidi e famosissimi anche i suoi bassorilievi e i devata che adornano le pareti, ma anche il modo in cui la natura, nel tempo, si è appropriata di questi spazi.

8. Uluwatu (Bali – Indonesia)

Pura Uluwatu è un tempio che sorge dove mai si penserebbe possibile. Si trova infatti in bilico su una scogliera rocciosa alta 70 metri a picco sul mare, nell’isola di Bali, in Indonesia ed è dedicato alla dea dell’acqua, di cui le rocce non sarebbero che la sua imbarcazione pietrificata. Il tempio fu fondato nel XI secolo dal saggio giavanese Mpu Kuturan e ristrutturato nel XVI secolo. Per raggiungere il tempio, luogo di culto dell’induismo, si deve salire una scalinata a strapiombo sul mare.

Si entra poi da un portale di pietra finemente intagliato, che conduce a un grande spazio centrale. Subito a sinistra si trovano alcuni santuari dedicati a Nirartha, mentre al centro si trova un altro portale di pietra che simboleggia il Monte Meru, la montagna sacra induista. Attraversandolo, si arriva alla parte più interna del tempio. Sul portale spiccano tre pinnacoli e una testa di demone, che ha la funzione si spaventare gli spiriti maligni, mentre ai piedi si trova una statua di Ganesh. Splendida la zona circostante, abitata da scimmie dispettose. Il panorama, poi, è davvero mozzafiato.

9. Wat Pho (Bangkok – Thailandia)

Sorge nel centro di Bangkok ed è considerato uno dei templi più belli del mondo. Costruito nel XVII secolo, è un luogo di culto buddista, noto soprattutto per la sua meravigliosa statua del Buddha Sdraiato e per i Phra Mhaha Chedi presenti nei cortili, decorati con preziose ceramiche cinesi. Nel 1788 è stato oggetto di un’importante ristrutturazione durante il regno di Rama I e ulteriormente ampliato durante il regno di Rama III. In quest’ultima occasione sono state aggiunte 1360 targhe con testi di medicina tradizionale e insegnamenti buddisti, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 2008.  Con i suoi 80 mila mq è uno dei templi più grandi e antichi di Bangkok.

Nel complesso sono conservate, poi, più di mille immagini e statue di Buddha. La più famosa, quella del Buddha Sdraiato, si trova all’estremità nord, vicino all’ingresso del pubblico. Si tratta di un colosso lungo 46 metri e alto 15 con il corpo rivestito d’oro, mentre gli occhi e i piedi sono decorati con madreperla.

Sulle piante dei piedi sono raffigurate 108 scene abbellite con conchiglie, secondo lo stile cinese e indiano. Inoltre, all’interno del complesso, nel 1955 è stata fondata una scuola di massaggio thai e medicina tradizionale che, ancora oggi, è la più rinomata di tutta la Thailandia.

10. Tempio delle Grotte di Batu (Selangor – Malaysia)

Non solo uno dei templi più particolari del mondo, ma anche uno dei santuari indù più famosi al di fuori dell’India. Il Tempio delle Grotte di Batu si trova all’interno di una cavità carsica nei dintorni di Kuala Lumpur, in Malesia ed è dedicato a Murugan, dio della guerra, la cui statua dorata, alta 42,7 metri, accoglie i visitatori all’ingresso del tempio ed è la più alta del mondo dedicata a questa divinità. Le grotte furono scoperte per caso nel 1860 da alcuni contadini, ma divenne famosa solo nel 1878, quando ne fu ufficialmente svelata l’ubicazione.

Il complesso è formato da tre grotte principali e tre più piccole. La più grande è la Temple Cave, che presenta un soffitto a volte e diversi santuari. Per raggiungere la grotta bisogna salire ben 272 scalini. Alla base della collina si trovano poi due templi rupestri, ornati con statue e dipinti che raffigurano episodi della vita del dio. Nelle grotte si trovano diversi animali rari, tra cui ragni e pipistrelli della frutta. Il sito è famoso per la nutrita presenza di una colonia di macachi.




Le 10 funivie più spettacolari del mondo

Una TOP 10 dedicata agli amanti delle altezze, del brivido e dell’adrenalina, ma anche dei paesaggi mozzafiato, che solo da “quassù” si possono ammirare. Siamo andati alla ricerca delle 10 funivie più spettacolari del mondo e, anche questa volta, la scelta non è stata affatto facile.

1. Teleferica La Paz – El Alto (La Paz, Bolivia)

Inaugurata nel 2015, la Teleferica La Paz-El Alto, è considerata la più alta del mondo. Non solo perché si trova a un’altitudine media di 3600 metri del mare, ma anche perché collega la capitale più alta del mondo, Nuestra Señora de La Paz, o semplicemente La Paz, che si trova a 3640 metri di altezza, con la sua città satellite, El Alto, situata a 4080 m. Il viaggio “aereo” dura 10 minute, a fronte dell’ora e mezzo di quello terrestre. E il panorama sulla città e sull’altopiano andino è decisamente mozzafiato.

2. Funivia del Pan di Zucchero (Rio de Janeiro, Brasile)

In quanto a spettacolarità, la Funivia del Pan di Zucchero di Rio de Janeiro non ha uguali. La stazione di salita di trova nel quartiere di Urca e prevede una fermata intermedia da Praia Vermelga alla Collina di Ucra e una seconda sulla collina del Pan di Zucchero. In mezzo, lo spettacolo sensazionale della città, dell’Oceano Atlantico e dei simboli di Rio, il Corcovado, la statua del Cristo Redentore e la collina del Pan di Zucchero, alta 400 metri. È anche una delle funivie più antiche del mondo, la terza, per precisione. Il primo tratto, infatti, è stato inaugurato il 27 ottobre 1912, dopo quella di Monte Ulia, in Spagna, del 1907, e quella di Wetterhorn, in Svizzera, del 1908.

3. Matterhorn Glacier Ride (Zermatt, Svizzera)

La più lussuosa, la più spettacolare, la più tecnologica e la più alta stazione a monte d’Europa. La Matterhorn Glacier Ride collega in nove minuti spettacolari Zermatt al Piccolo Cervino, attraversando un panorama quasi lunare. Le cabine, che trasportano circa duemila persone all’ora, sono tempestate di cristalli Swarovski, ben 280 mila. I vetri, prima oscurati, al passaggio della corrente diventano trasparenti, includo il pavimento, regalando la sensazione di essere sospesi nel vuoto. Il soffitto, invece, è ricoperto da Led che ricreano un cielo stellato. Infine, i 28 sedili, disposti su tre file, sono realizzati in pelle e alcantara e ricordano quelli delle auto di lusso.

4. Skyway Monte Bianco (Courmayeur, Italia)

 Spettacolare al punto di meritare anch’essa una posizione nella nostra TOP 10 è la Skyway Monte Bianco, che collega Courmayeur, in Valle d’Aosta, partendo da Pontal d’Entrèves, a 1.500 metri di quota) a Punta Helbronner (3.466 metri). La particolarità di questa funivia, inaugurata nel 2015 dopo 4 anni di lavori e costata 105 milioni di euro, sono le sue cabine rotanti, che offrono ai passeggeri una visione a 360° sullo spettacolare panorama. Le stazioni sono tre, in ognuna delle quali sono ospitate una sala per eventi, un cinema ad alta quota con 148 posti, la libreria Feltrinelli più alta d’Europa (a 3466 metri di altezza), una cantina, la Cave Mont Blanc de Morgex e La Salle, specializzata in produzione di spumante ad alta quota, una mostra di cristalli e persino un giardino botanico, il Saussurrea, a duemila metri, con 900 piante.

5. Masada Cableway (Masada, Israele)

La Masada Cableway vanta il primato di funicolare più bassa del mondo. Si trova nel Parco Archeologico di Masada, in Israele, e la sua stazione a valle è situata a 257 metri sotto al livello del mare, mentre quella a monte a 33 metri sul livello del mare. Il primo nucleo risale al 1971 e conduce i visitatori alla leggendaria Fortezza di Masada, dove, durante la Prima Guerra Giudaica, nel I secolo d.C, gli abitanti preferirono suicidarsi, dopo aver retto a un lungo assedio, piuttosto che finire schiavi dei Romani. Il panorama è mozzafiato, tra rocce, spazi desertici sui quali il sole crea giochi di luce di rara bellezza.

6. Funivia del Monte Titlis (Engelberg, Svizzera)

Conosciuta anche come Titlis Rotair, è una delle funivie più suggestive della Svizzera, paese che per primo le ha inventate. Si tratta infatti di una funicolare che ruota su se stessa, regalando alla vista panorami mozzafiato sulle Alpi svizzere, a 3028 metri di altezza. A mano a mano che si sale, infatti, si ha come l’impressione di essere immersi sempre più in un mondo da fiaba, tra nevi candide e cristalline, rocce argentee, aria pura e leggera e ghiacciai perenni. Il tragitto da Engelberg alla vetta dura 10 minuti, da godersi tutti, armati di macchina fotografica.

7. Ba Na Hills Cablecar (Da Nang, Vietnam)

È la funivia singola più lunga del mondo e si trova a 42 km da Da Nang, in Vietnam. Misura ben 5801 metri di lunghezza ed è situata a un’altezza di 1485 metri. Attraversa un paesaggio incantato fatto di fitta vegetazione e jungla tropicale. La stazione di partenza ospita un museo di storia locale, mentre arrivando a quella di arrivo si tocca la pagoda di Linh Ung con la splendida statua del Buddha bianco. È stata inaugurata nel 2013 e alla sua costruzione hanno partecipato diversi paesi europei, tra cui Svezia, Svizzera e Germania. Nel 2021 sono state aggiunte sei cabine. L’ultima attrazione che si può ammirare dall’alto, invece, è il Golden Bridge, un ponte sospeso “sorretto” da due enormi mani di pietra.

8. Langkawi SkyCab (Langkawi, Malesia)

Tra le funivie più spettacolari del mondo c’è sicuramente la Langkawi Cable Car, o SkyCab, che collega l’isola di Langkawi, in Malesia, alla cima del Gunung Machinchang. Il percorso aereo è di 2,2 km e si raggiunge in appena 15 minuti. La vista, anche in questo caso, è mozzafiato. Dalle cabine sospese si possono infatti ammirare la città, la selva intricata e la baia. È stata inaugurata nel 2003.

9. Funicolare di Montjuïc (Barcellona, Spagna)

Inaugurata il 24 ottobre 1928, in occasione dell’Esposizione Universale di Barcellona, la Funicolare di Montjuïc è una delle attrazioni principali della città spagnola e consente di ammirare tutto lo skyline, da Port Vella alla Torre di Agbar, alla Sagrada Familia. Si sale nell’Avinguda del Parallel, la via dei teatri, e si sale fino alla prima fermata, il Mirador de l’Alcade, dove vale la pena fare una sosta per scattare qualche foto dal belvedere con vista mozzafiato sul porto. Nelle vicinanze, si trovano anche i giardini di Miramar. Poi si può risalire e proseguire fino al Parco di Montjuïc, ammirando Barcellona dal cielo, o quasi.

10. Hakone Ropeway (Hakone, Giappone)

Concludiamo la nostra TOP 10 di questa settimana con la suggestiva Hakone Ropeway, nell’omonima cittadina, in Giappone, che consente di godere di una vista unica sul mitico Monte Fuji. La funivia si trova a un’ora di treno da Tokyo, in un’area montuosa nota per ospitare uno dei siti naturali più belli del Giappone, che include, oltre al Monte Fuji, anche il Lago Ashi e la Great Boiling Valley, con le sue sorgenti sulfuree calde, di origine vulcaniche. Il percorso della funivia si snoda per 4 km e l’altezza e ha una pendenza di 130 metri, nel suo punto più alto, che si trova proprio sopra un grande cratere di un vulcano.




Vacanze “verdi” a Serre Chevalier, con fermata obbligata a Briançon

Di Vittorina Fellin

A pochi chilometri dal confine italiano, passato il Passo del Monginevro, si arriva nel comprensorio francese di Serre Chevalier, importante località sciistica alle porte del Parco Nazionale degli Ècrins.  Qui, in mezzo a larici centenari, sotto un sole quasi permanente (300 i giorni di sole all’anno) e una neve che sfiora la perfezione in stagione, il comprensorio propone 250 chilometri di piste da sci, dai 1200 ai 2800m di altitudine e ben 61 impianti di risalita.  Un paradiso per chi pratica gli sport invernali, ma anche una meta culturale per chi desidera scoprire destinazioni cariche di storia come Briançon o vivere esperienze outdoor in tutta libertà.

Briançon merita una vista secondo la “Verde”

La prestigiosa Guida Verde Michelin, che da oltre 90 anni accompagna i viaggiatori nella scoperta dei luoghi più belli, ha conferito alla bella cittadina francese le due stelle nella nuova selezione 2021.  Ma questo non è l’unico riconoscimento che Briançon ha ottenuto. La città più alta di Francia – è situata a ben 1326 metri sul livello del mare alla confluenza di cinque valli – possiede un complesso fortificato di inestimabile valore storico e architettonico, le fortificazioni Vauban, riconosciute come Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 2008 (oltre a La Cité Vauban de Briançon la Francia ne possiede altri 37 iscritti) e, ultimo ma non meno importante, il label francese di “Città d’arte e di storia”.

Cité Vauban d’en haut Patrimonio UNESCO

Percorrendo la Route d’Italie, il consiglio dunque è di fermarsi per non perdersi il fascino di questa città.  Non dimentichiamo che Briançon è la città fortificata più alta d’Europa e che custodisce un patrimonio di notevole pregio artistico religioso. Passando per la Porta di Pignerol, (su cui campeggia una targa dedicata al grande Gino Bartali) si intuisce subito di essere arrivati in un posto di straordinaria bellezza. Pochi passi e il centro storico svela al visitatore i suoi tesori artistici.

Porte de Pignerol a Briancon

La Collegiata di Notre-Dame del XVIII secolo, la Chiesa delle Cordeliers del XIV secolo, le antiche dimore che si elevano su entrambi i lati delle ripide stradine, l’incantevole Place d’Armes circondata da belle facciate colorate che richiamano le bellezze della Provenza, poco lontano da qui, o ancora le fontane e le meridiane (sono dipinte ovunque). Ma è alzando lo sguardo che si rimane estasiati dalla solenne bellezza delle fortificazioni che sovrastano la città.

Stradine del centro storico di Briançon

Il patrimonio militare di Briançon

Arrivando dall’Italia, all’imbocco della valle non si può fare a meno di notare le maestose fortificazioni Vauban che vigilano la città: la cinta muraria, il forte delle Tre Teste, il forte di Randouillet, il forte Dauphin, il forte delle Salettes, il ponte Asfeld e il tunnel denominato “Communication Y”. Un favolosa cornice muraria che troneggia sulla città e che costituisce solo una parte delle opere erette a scopo difensivo dal geniale architetto Vauban (sono ben 12 i gruppi di edifici fortificati lungo le frontiere occidentale, settentrionale e orientale della Francia).

Le fortificazioni Vauban

Il detox inizia dall’acqua e dalle foreste passando per l’aria

Da queste parti è l’acqua a farla da padrona, grazie ai placidi fiumi e ai ruscelli che permettono rafting, kayak, canoa, air boat e canyoning ma anche rigeneranti bagni nel Bagnade Bio de Chantemerle, una piscina biologica inserita all’interno del Parco delle Colombiers e le cui acque sono purificate in modo naturale grazie all’uso di piante e microrganismi che eliminano batteri e riducono la presenza di alghe.

A Monêtier-les-Bains, uno dei quattro comuni che compongono il comprensorio di Serre-Chevalier insieme a St. Chaffrey, Chantemerle, La Salle les Alpes e- Villeneuve, si trova lo stabilimento Spa Thermoludique dei Grands Bains du Monêti. L’acqua che fuoriesce naturalmente calda a 44°C, possiede importanti proprietà per curare le malattie gastriche, reumatologiche, dermatologiche.  Oggi lo splendido complesso, di proprietà comunale, si sviluppa su un parco acquatico di 4.500 metri quadrati, con piscine, saune, grotte termali e una splendida terrazza ristorante (La Terrasse). Tra le diverse attività rigeneranti, da provare la grotta musicale. Oltre alla qualità dell’acqua, che sana, e dell’aria che fa di questo luogo una vera e propria Mecca per asmatici e allergici, non mancano i boschi di larici dove fare “bagni rigeneranti” o praticare tecniche rilassanti come lo yoga o lo shinrin yoko, una delle migliori pratiche terapeutiche che si possono svolgere nella natura secondo i giapponesi.

Trekking, rafting e spirito adrenalinico

Gli impianti di risalita consentono di raggiunge facilmente l’alta montagna anche nelle stagioni lontane dalla frenesia invernale per praticare trekking e passeggiate nello splendido contesto paesaggistico del Parco Nazionale degli Écrins. Le attività quali il volo libero, il parapendio, la mountain bike, le vie ferrate, l’arrampicata, il trekking, e le escursioni di vari livelli sono attività a portata di mano per tutti i livelli di difficoltà.

VTT – Serre Chevalier

Il percorso di esplorazione lungo i Forti di Vauban (circa 15 chilometri) è facile in sella ad una e-bike, circa 3 ore, da fare con una guida tecnica e una turistica per scoprire luoghi normalmente chiusi al pubblico. Per i più temerari il consiglio è di recarsi presso Youraft e prenotare una discesa di rafting di mezza giornata nella parte superiore del fiume Guisane, partendo da Monetier-les-Bains.

Discesa in rafting lungo la Guisane,

Sull’onda dell’entusiasmo, una discesa lungo la Zipline o Tyrolienne, come la chiamano qui, è perfetta per chi ha ancora in corpo un po’ di adrenalina da spendere. Partenza da Grand Serre a quota 2491 metri, dove si arriva comodamente in cabinovia e teleferica dalla Piazza di Chantemerle di fronte allo storico Grand Hotel.

Telecabina Serre Chevalier

Le tavole dove i piatti profumano di montagna

 La gastronomia da queste parti è dominata dalla montagna. Note di burro, erbe selvatiche, zafferano di montagna, resine. Su tutto prevalgono gli onnipresenti formaggi rigorosamente di capra o pecora, come tradizione comanda.

Al Table du Chazal  a Monêtier-les-Bains, Fabien Ferdinand – esperienze all’estero in stellati importanti prima del ritorno in grande stile nel paese natìo – si diletta nell’uso del larice e di prodotti locali (formaggi et foie gras della Bergerie des Guibertes a due passi del ristorante) ma anche erbe e piante locali che raccoglie personalmente.

Prelibatezze de Le Chazal

A Chantemerle, a pochi passi dal passeggio centrale, merita una sosta anche Le Loup Blanc  sia per la raffinata cucina che per l’ambiente accogliente e informale.

Per vedere come nasce un Génépi des Alpes IGP, un liquore a base di larice o un Issopo è bene fermarsi alla liquoristerie Mountain Spirit Fabrik  dove Elena ed Eric vi racconteranno la storia di questi preziosi distillati alpini.

PRIMA DI PARTIRE

www.it.france.fr/it

www.explorefrance.it

www.serre-chevalier.it

Come arrivare

Per chi arriva in aereo l’aeroporto più vicino e quello di Torino Caselle. Da Porta Susa si può prendere il treno per Oulx Cesana Claviere Sestriere (collegamenti ogni ora) e da qui uno Shuttle navetta per circa 30 minuti. Per chi arriva in auto si viaggia lungo l’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia, uscita Ulzio (Oulx) e si attraversa il Passo del Monginevro (240 KM da Milano, 98 Km da Torino, 14 KM dal confine di stato)

Dormire

*Grand Hotel Serre Chevallier, Località funivia, Chantemerle Saint-Chaffrey, www.grandhotel.fr/ 

Camping

*Les Cinq Vallées Briançon Serre Chevalier (www.camping5vallees.com )

*Camping municipal des 2 Glaciers Le Casset 77 places (dont 44 électrifiés)

 

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I 10 gatti più rari del mondo

Una TOP 10 dedicata agli amanti dei gatti, questa settimana. Se è vero, infatti, che il piccolo felino è molto amato come compagno di vita e condividiamo con lui volentieri le nostre case, è vero anche che ne esistono alcuni selvatici molto rari, alcuni addirittura in via d’estinzione e oggetto di programmi di tutela internazionale. Siamo andati a cercarli.

1.Gatto delle Ande (Sud America)

Al primo posto in quanto a rarità ci sentiamo di porre il Gatto delle Ande, considerato il felino “più minacciato d’America”, al punto che quattro nazioni: Argentina, Bolivia, Cile e Perù, si sono unite per firmare un’“alleanza per il gatto andino”. Ne rimangono, infatti, pochissimi esemplari e l’ultimo suo avvistamento risale al gennaio del 2020, dopo che il piccolo felino (pesa 5,5 kg) non aveva dato segno di sé per 12 anni.

Si caratterizza per il mantello grigio cenere con macchie bruno-giallastre che formano delle strisce. La cosa è lunga e con diversi anelli di vario colore, tra il nero e il marrone scuro. Il suo nome scientifico, leopardus jacobita ha una storia tutta italiana. Si deve infatti alla moglie dell’antropologo italiano Paolo Mantegazza, trasferitosi in Argentina, dove conobbe Jacoba, a cui fu “intitolato” l’elusivo gatto selvatico.

2.Gatto di Pallas (Mongolia, Cina e Asia Centrale)

Tra le specie a rischio troviamo anche il Gatto di Pallas, dal nome dello studioso che lo individuò per primo: Peter Simone Pallas. Il suo nome scientifico, otocolobus, invece, deriva dal greco e significa “orecchie brutte”. In realtà, questo felino di 60 cm, a cui si aggiungono i 25 di coda, è piuttosto bello e simpatico con quelle orecchie tonde e il muso schiacciato, che lo fa assomigliare più a un gufo che a un gatto. Vive nelle zone fredde dell’Asia centrale, tra Cina, Mongolia, area himalayana, Iran, Russia, Medio Oriente, Tagikistan, Uzbekistan e Afghanistan dove, forse, si è già estinto.

Tra i suoi nemici c’è prima di tutto l’uomo, che per secoli lo ha decimato per la sua pelliccia e per il suo grasso, usato come rimedio per i reumatismi, ma anche tra le cause c’è anche la scomparsa della marmotta della Mongolia, tra le sue prede preferite e, in alcune zone, l’unica. Il gatto di Pallas ha un pelo color ocra, molto folto, con strisce verticali, che tende al marrone chiaro in estate e al grigio in inverno. Una sua caratteristica sono le pupille, che a differenze di quelle degli altri felini, in situazioni di massima luminosità diventano un pallino e non una fessura.

3.Gatto Viverrino o Pescatore (Sud Est Asiatico)

Ha una lunghezza tra i 70 e gli 80 cm e il suo peso può arrivare fino a 12 kg. Il gatto viverrino (prionailurus viverrinus) è diffuso nella zona dell’Asia tropicale, tra Nepal, Pakistan, Birmania, Thailandia, Cina meridionale, Indocina, penisola malese e alcune zone dell’India. Vive negli ambienti paludosi e caccia nei corsi d’acqua, da qui il suo nome, cibandosi soprattutto di molluschi e pesci, che cattura con una zampata, dopo essersi accucciato sulla riva del corso d’acqua. Ha le zampe anteriori palmate per muoversi con agilità sui terreni acquitrinosi e le unghie non sono del tutto retrattili. Si trovano esemplari marroni o grigi, con sfumature più scure sul dorso, mentre sul ventre il pelo è più chiaro. La coda, invece, è provvista di anelli di pelo scuri.

4.Gatto delle sabbie (zona sahariana di Africa e Asia)

È piccolo e grazioso, ma il suo fisico è una vera a propria macchina da guerra per resistere ai climi desertici. Può, infatti, rimanere per lunghi periodi senza bere e farsi bastare i liquidi che ricava dalle prede catturate, per lo più topi e piccoli rettili. Il felis margarita, o gatto delle sabbie vive infatti nelle zone centrali del Sahara, in Iran, Pakistan e nel deserto arabico. Si riconosce per la testa larga e le orecchie grandi e distanziate e per il mantello color giallo sabbia, molto chiaro, ma con alcune strisce più scure.

I peli sono talmente lunghi sulle zampe da formare una sorta di cuscinetto che gli consente di non scottarsi quando cammina. Ha occhi grandi e tondi, di un ipnotico color giallo verde, il naso è nero. L’udito è fine, al punto da consentirgli di percepire le vibrazioni delle prede nella sabbia. Conduce una vita solitaria, caccia soprattutto di notte e il suo peso media è di circa 2,5 kg.

5.Gatto dorato del Borneo (Borneo)

Al mondo se ne contano circa 2500 esemplari. Il Gatto dorato del Borneo, nome scientifico Catopuma badia, è un animale endemico dell’Isola del Borneo dal manto rosso castagna o grigio, dal peso che va dai 2 ai 4 kg e una lunghezza di circa 60 cm. Ha la testa arrotondata, con le orecchie poste piuttosto in basso e con il risvolto grigio. Dall’angolo di ciascun occhio parte una striscia sottile che si allunga sulla fronte. Sul retro del cranio, invece, alcuni segni formano una singolare lettera M. Decimato dalla deforestazione e dal bracconaggio, è considerata una specie in pericolo ed è stata inclusa nel programma Bornean Wild Cat and Clouded Leopard Project per inserirlo in un piano di protezione.

6.Gatto a testa piatta (Malesia)

Stretto parente del gatto pescatore, con il quale condivide l’area di diffusione, è anch’esso a rischio estinzione e si stima che ne rimangano poco più di 2000 esemplari, distribuiti tra Malesia, Thailandia, Sumatra e Borneo. La sua caratteristica più evidente è la testa più allungata e schiacciata rispetto a quella degli altri felini, con la calotta cranica appiattita. Gli occhi, invece, sono ravvicinati e situati in avanti, mentre le zampe sono palmate per consentirgli di muoversi su terreni fangosi.

Si ciba di pesci, rane e molluschi e può immergere la testa fino a 12 cm sotto la superficie dell’acqua per acchiappare le sue prede. La lunghezza va dai 42 ai 50 cm, mentre il peso oscilla tra 1,75 e 2,5 kg. Questa specie rischia di scomparire per sempre a causa delle piantagioni di biocombustibile, che hanno sostituito il suo habitat naturale, protetto per il 16% dalla IUCN – Unione Internazionale di Conservazione della Natura.

7.Gatto dai piedi neri (Africa)

Diffuso in Namibia, Botswana e Sudafrica, il Gatto dai piedi neri (felis nigripes), nome derivante dal colore dei suoi “gommini” è una specie in via di estinzione. Il suo peso che raggiunge a malapena i 3,5 kg ne fa il più piccolo felino africano. Ha il manto dorato con macchie nere o tendenti al bruno. Anche se può sembrare carino e innocuo, è in realtà aggressivo ed è considerato il predatore africano più letale. Velocità, caratteristiche fisiche e una buona dose di pazienza, infatti, fanno sì che in una sola notte riesca a catturare dai 10 ai 14 roditori e piccoli uccelli, andando a segno nel 60% delle occasioni. Al confronto, un leone uccide solo una preda su cinque. Conosciuto anche come “tigre dei formicai”, è messo a rischio dal bracconaggio.

8.Gatto di Biet (Cina)

Elusivo e a rischio estinzione, il Gatto di Biet (felis bieti), conosciuto anche come gatto di montagna cinese o gatto dei Gobi, vive nella parte orientale dell’altopiano tibetano e in praterie e boscaglia tra i 2500 e i 5000 metri di altitudine. Tra le cause che ne fanno una specie a rischio, la scarsità dei roditori pika, di cui si nutre, e il bracconaggio, nonostante sia una specie protetta. I locali, infatti, ne apprezzano la pelliccia per confezionare cappelli caldi e tappeti.

Per quanto riguarda il suo aspetto, è di costituzione forte e robusta, con zampe corte e coda folta. Ha una pelliccia spessa, che può essere marrone o grigio chiaro con sfumature più scure. Le zampe anteriori e il viso, invece, hanno sfumature più nette e le orecchie hanno un pennacchio di peli scuri. È più grande di un felino domestico, con una lunghezza di circa 115,7 cm e un peso attorno ai 5,5 kg.

9.Gatto dorato africano (Africa occidentale)

Il suo nome scientifico è caracal aurata ed è parente stretto del Caracal e del Serval.  Il Gatto dorato africano, tuttavia, è una specie estremamente rara e considerata a rischio estinzione. Le sue dimensioni sono circa il doppio di quelle di un gatto domestico, con una lunghezza che può arrivare a un metro e un peso che si aggira sui 14 kg. Ha una pelliccia dorata che spazia dal castano al bruno rossastro, alcuni esemplari sono anche bruno grigiastri o color ardesia o maculati. Cacciato per la sua pelliccia, ma anche per la sua carne, ha come nemica anche la deforestazione.

10.Gatto di Wied (America centrale e meridionale)

Terminiamo la nostra TOP 10 con il Margay, o Gatto di Weid, in onore del principe Massimiliano di Wied-Neuwied che per primo lo classificò in Brasile. Diffuso nel centro e sud America, è considerato a rischio fin dal 2008 a causa della deforestazione. È un gatto piuttosto piccolo, non arriva ai 4 kg, ma molto agile. Vive infatti quasi sempre sugli alberi, dove caccia uccelli, piccoli rettili e roditori. Le sue caviglie sono strutturate in modo tale da consentirgli di scendere dai tronchi a muso in giù e di saltare in verticale. Particolarmente bella la pelliccia, con uno sfondo marrone e ricoperta da numerose strisce più scure alternate a rosette e ad altre righe longitudinali. La coda ha bande scure e la punta nera, mentre le orecchie hanno la parte posteriore nera con macchie bianche circolari al centro. Elusivo e selvatico, ha prevalentemente una vita notturna.




Con Lexus alla Mostra del Cinema di Venezia per un weekend davvero premium

Roberto Benigni, tra i protagonisti della 78° Mostra del Cinema di Venezia, che si tiene nella splendida cornice del Lido fino al prossimo 11 settembre. Ricevendo il Premio alla Carriera, l’attore e regista, già Premio Oscar per il memorabile “La vita è bella”, ha voluto rendere omaggio a sua moglie Nicoletta Braschi. “Un pensiero alla mia attrice prediletta, Nicoletta Braschi, alla quale non posso nemmeno dedicare questo premio, perché è suo: è tuo, ti appartiene”, ha dichiarato “il piccolo diavolo”. Una dedica molto romantica, come romantica è Venezia, forse la città più romantica del mondo, da scegliere per un weekend davvero speciale, magari proprio in occasione della Mostra del Cinema.

LEXUS, una compagna di viaggio d’eccezione

Roberto Benigni e Nicoletta Braschi sono arrivati al Lido a bordo di una Lexus NX che è stata presentata in anteprima nazionale proprio in occasione della cerimonia di apertura della Biennale del Cinema e della proiezione del film “Madres Paralelas”.  Per il quinto anno consecutivo, infatti, Lexus è auto ufficiale della Mostra e per tutta la durata dell’evento metterà a disposizione una “flotta” di 35 vetture: dalla completa gamma elettrificata SUV, con il nuovo NX, UX e RX, alla berlina ES alla coupé LC, a cui si affianca la raffinata LC Convertible e il nuovo UX 300, prima vettura full electic di Lexus.

Penelope Cruz arriva al Lido a bordo di una Lexus

La passione di Lexus per la “settima arte”, verrà raccontata anche attraverso gli occhi e le esperienze del Brand Ambassador Lexus Edoardo Leo, attore, regista e sceneggiatore tra i più apprezzati anche a livello internazionale, che racconterà come quegli aspetti che rendono unico il cinema si rispecchiano nei valori caratterizzanti il brand Lexus, che vede al centro l’attenzione per le persone, la sostenibilità ambientale, fino alla valorizzazione delle maestrie artigianali, del “saper fare” che si celano dietro un’opera cinematografica così come dietro le soluzioni di mobilità più all’avanguardia.

Edoardo Leo, Brand Ambassador Lexus

Il progetto Poltrone Rosse

In occasione della 78° Mostra del Cinema di Venezia, si può prendere parte al progetto “Poltrone Rosse”, promosso da Lexus in collaborazione con UNITA – Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo, un’iniziativa di crowfunding per sostenere i lavoratori del mondo dello spettacolo, e in particolare le donne nel periodo della gravidanza dopo i mesi dell’emergenza Covid che ha colpito duramente il settore.

Si tratta di un evento itinerante che vedrà nelle piazze di 5 città italiane, tra cui Venezia nei giorni della Biennale, una fila di poltrone rosse, proprio come al cinema, sulle quali si siederanno attori, volti noti, ma anche semplici appassionati per raccontare la propria passione per il grande schermo, aneddoti e curiosità. Per sedersi sulle poltrone rosse occorre acquistare, con offerta libera, un “biglietto”, il cui incasso sarà devoluto al progetto.

Per un weekend a Venezia diverso dal solito

Se volete visitare Venezia in occasione della Mostra del Cinema, potete trovare qui  tutte le informazioni per acquistare i biglietti per i film in concorso (in lingua originale con sottotitoli in italiano). Ma se ancora non avete visitato alcuni dei monumenti più importanti, non perdete una visita alla Basilica di San Marco, fila permettendo. Mentre siete in Piazza San Marco, potete poi fermarvi al Caffè Lavena, oppure prendere un cicchetto d’autore (lo chef Max Alajmo) al Gran Caffè Quadri.

L’interno della Basilica di San Marco

Allo storico Caffè Florian, invece, il martedì e il venerdì, si può prendere un classico aperitivo veneziano. In settembre, poi, riapre il Caffè Al Todaro, l’unico che si affaccia sulla Laguna. Per info: www.associazionepiazzasanmarco.it

Se avete tempo, visitate uno dei Musei di Piazza San Marco. Qui si trovano il Palazzo Ducale, il Museo Correr, il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. Un modo unico e completamente gratuito per ammirare Venezia dall’alto? È salire sulla terrazza panoramica del Fondaco dei Tedeschi, il centro commerciale che si trova a poca distanza dal Ponte di Rialto.

Mentre siete a Rialto, fermatevi all’Osteria Al diavolo e l’acquasanta (in calle della Madonna 561/B), che offre cicchetti con sarde in saor, baccalà, musetto e zuppe. Il bacaro più antico di Venezia è invece la Cantina Do Mori (via San Polo 429), sempre vicino a Rialto, che offre cicchetti a base di pesce.

Per gustare un ottimo spritz, ma anche bruschette con baccalà mantecato, formaggi, salumi e patè, il luogo giusto è la Cantina Vecia Carbonera, in Cannaregio 2329. Sempre in zona Cannaregio, non perdetevi una visita a un locale veramente unico: Sulla Luna, Libreria e Bistrot con tavoli sull’acqua, cucina bio e torte fatte in casa, il tutto mentre si legge quello che si vuole.

La magica atmosfera della Libreria-bistrot “Sulla luna”

In zona Fondamenta dei Mori 3400 vale una visita la Bottega del Tintoretto Venezia. Dove un tempo c’era l’atelier del celeberrimo vedutista, oggi si trova un laboratorio di stampe artistiche con tipografia a torchio.

L’interno della Bottega del Tintoretto

Alla Punta della Dogana, poi, troverete Il Nuovo Trionfo, un veliero storico recuperato che vuole rendere omaggio ai mestieri legati alla marineria veneziana.

INFO

www.veneziaunica.it

www.lexus.it

www.labiennale.org/it/cinema

 




Le 10 stazioni più belle del mondo

Il treno è forse uno dei mezzi più romantici di sempre, tanto è vero che oggi c’è una fetta di turismo che si basa su treni d’epoca e ferrovie storiche. E le stazioni sono luogo di incontri, saluti e addii. Alcune sono talmente belle e particolari da essere diventare Patrimonio dell’Umanità UNESCO, altre hanno ancora un fascino antico, altre ancora sono futuristiche o tecnologiche. In questa puntata della nostra rubrica TOP 10 siamo andati alla scoperta delle stazioni dei treni più belle del mondo.

1.Chhatrapati Shivaji Terminus (Mumbai, India)

In origine si chiamava Victoria Terminus. Oggi, invece, si chiama Chhatrapati Shivaji Terminus ed è forse la stazione ferroviaria più bella del mondo. Si trova a Mumbai, in India, e dal 2004 è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Costruita nel 1888 è stata costruita durante la dominazione britannica dell’India e intitolata alla regina Vittoria, mescolando lo stile gotico-vittoriano a quello tradizionale indiano. Il risultato è un luogo che sembra incantato, tra sculture in pietra, statue, decorazioni che richiamano le due culture, quella inglese e quella indiana. La stazione, che conta 18 binari, è ancora oggi in uso e da qui passano milioni di pendolari al giorno che si muovono da Mumbai alla periferia e viceversa.

2. Stazione Atocha (Madrid, Spagna)

Non sembra proprio una stazione, ma un immenso giardino tropicale di 4000 mq, in cui dimorano più di 7000 piante provenienti da tutto il mondo. Il tutto coperto da una splendida volta di vetro. E si può anche prendere il treno! Al secondo posto della nostra TOP 10 mettiamo la stazione Atocha di Madrid, inaugurata nel 1851 e ricostruita nel 1892. La vecchia stazione è stata inglobata nel 1992 da quella nuova e al posto dei vecchi binari è stato costruito l’immenso giardino che sembra un’oasi, progettato dall’architetto Rafael Moneo. La stazione è tristemente famosa anche per gli attentati terroristici dell’11 marzo 2004, in cui persero la vita 192 persone. I feriti furono invece 2057.

3. St. Pancras International Station (Londra, Gran Bretagna)

La St. Pancras International Station di Londra è considerata per la sua bellezza e il suo stile come la “cattedrale delle stazioni ferroviarie”. Risale al 1864 ed è in stile vittoriano con una meravigliosa facciata gotica, affatto in contrasto con le moderne tecnologie del suo interno. Spicca per il grande tetto in ferro battuto, che ha ispirato anche la struttura della Grand Central Station di New York. La sua facciata gotica a mattoni rossi, invece, ha resistito a due guerre mondiali. Oggi, i 15 binari della stazione, che si trova nella parte nord di Londra, tra la nuova British Library e la stazione di King’s Cross, è il principale punto di partenza dei treni della East Midlands. Dal 2007 da qui fermano i TGV Eurostar per Bruxelles e Parigi. Al suo interno si trovano anche suggestive installazioni artistiche e il Searcy’s, lo champagne bar più lungo d’Europa.

4. Grand Central Terminal (New York, USA)

L’iconica Grand Central Terminal di New York è la stazione ferroviaria più grande del mondo. Costruita nel 1913, vanta infatti 44 banchine e 67 binari, disposti su due livelli, entrambi interrati. Esempio di architettura Beaux Arts, ha ha una splendida facciata decorata con sculture mitologiche, tra cui le raffigurazioni di Mercurio, Ercole e Minerva, e un grande orologio firmato Tiffany. Sul soffitto a forma di cupola, invece, sono dipinte le costellazioni zodiacali. Completano il quadro raffinate e lussuose decorazioni, tra cui i lampadari d’oro, biglietterie con grate d’oro e la misteriosa Galleria dei Sussurri che diffonde il suono delle voci grazie agli archi rivestiti di piastrelle di terracotta. Tra le chicche, c’è anche il celebre ristorante sotterraneo Oyster Bar dal bancone a serpentina, e il cocktail bar ricavato dall’ufficio del magnate John W. Campbell. Non mancano nemmeno negozi e boutique.

5. Stazione Centrale di Milano (Milano, Italia)

Nella nostra TOP 10 c’è anche la Stazione Centrale di Milano dalla maestosa architettura liberty, rimodernata in occasione dell’Expo. Dal punto di vista monumentale è una delle stazioni più belle del mondo e seconda in Italia, dopo la stazione Termini di Roma, per importanza e flusso. Inaugurata nel 1931, su progetto dell’architetto Ulisse Stacchini, ha sostituito la precedente stazione, risalente al 1864. Da non perdere, al binario 21, la Sala Reale, recuperata, che un tempo era la sala d’attesa dei membri della famiglia Savoia, mentre oggi ospita convegni ed eventi.

6. Centraal Station di Anversa (Belgio)

Nella nostra TOP 10 anche la Centraal Station di Anversa, realizzata tra il 1895 e il 1905 per volere di Re Leopoldo II al posto della precedente stazione. La sua bellezza e la sua maestosità ricordano un’immensa cattedrale di vetro, metallo e pietra con l’enorme cupola alta 75 metri, situata sopra la sala di attesa. Il grandissimo salone di ingresso, invece, è decorato con 20 diversi tipi di marmo. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stata danneggiata dalle bombe tedesche, mentre nel 1998 sono stati avviati dei lavori, tra cui un tunnel sotterraneo, per unirla direttamente agli scali minori di Anversa-Dam e Anversa-Berchem.

7. Liège-Guillemins Station (Liegi, Belgio)

Ha appena cinque binari, ma è lo snodo dell’alta velocità più importante del Belgio, che collega il paese con Germania, Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo. La stazione risale al 1842, ma la sua bellezza si deve al genio dell’archistar Santiago Calatrava, che nel 2009 l’ha trasformata in una delle stazioni ferroviarie più belle e iconiche del mondo. A differenza delle stazioni “classiche” è sprovvista una facciata unica e unisce idealmente due quartieri precedentemente separati dai binari. Ha una forma sinuosa, caratterizzata da soffitti a volta in cemento bianco, sorretti da travi dello stesso colore che formano un arco imponente sopra i binari. Nell’atrio ci sono invece negozi, boutique, bar e locali.

8. Kanazawa Station (Kanazawa, Giappone)

La stazione di Kanazawa, nella regione di Hokuriku, in Giappone, è annoverata tra le più belle del mondo per la sua commistione di stili, tra antico e moderno, perfettamente in armonia. Inaugurata nel 1898, deve tuttavia la sua fama al restauro futuristico del 2005. La stazione è sormontata dal Motenashi Dome, una gigantesca cupola che lascia filtrare la luce al suo interno, armonizzando le forme antiche a quelle moderna. L’ingresso, invece, è caratterizzato dalla presenza di un torii, una tradizionale porta in legno dalla forma del tamburo che di solito si trova fuori dai templi giapponesi. All’esterno, invece, una grande fontana futuristica segna le ore come un orologio digitale.

9.Stazione di São Bento (Porto, Portogallo)

La stazione di São Bento, a Porto, in Portogallo, è un vero e proprio gioiello artistico. È stata costruita nel luogo dove sorgeva un vecchio monastero del XVI secolo, su progetto dell’architetto José Marques da Silva in stile Beaux Arts, e inaugurata nel 1916. La stazione ha un tetto mansardato e un’imponente facciata di pietra, ma quello che la rende davvero unica è l’immenso murale composto da 20 mila azulejos, le piastrelle di ceramica smaltata bianca e azzurra tipiche del Portogallo, che illustrano scene della storia dei trasporti del paese, scene di vita quotidiana, il commercio del vino lungo il fiume Douro ed episodi della vita di personaggi famosi. Il murale ha richiesto al suo ideatore, Jorge Colaco, ben undici anni di duro lavoro.

10.Stazione Centrale CMF di Maputo (Mozambico)

Chiude la nostra TOP 10 la Stazione Centrale CFM di Maputo, in Mozambico, un autentico gioiello, considerata uno degli edifici più belli di tutta l’Africa. Testimonianza del periodo coloniale portoghese, è stata completata nel 1916. Spicca per la sua imponente cupola bianca e verde in stile Beaux Art, che si staglia nell’azzurro del cielo che la circonda. Lo stile è un omaggio alle opere di Gustave Eiffel che, leggenda vuole, abbia partecipato al progetto. Nella stazione si trovano anche archi in stile vittoriano, grandi verande in ferro battuto e pilastri, ma anche panchine di legno e biglietterie d’epoca. C’è anche un’esposizione permanente di antiche locomotive a vapore e una mostra d’arte ospitata all’interno della Kulungwana Art Gallery. Nella stazione si tengono anche concerti, eventi culturali e perfino sfilate di moda.

 




I 10 labirinti più belli del mondo

Misteriosi, affascinanti, intricati, sono i labirinti, che fin dal mito di Teseo e del Minotauro hanno esercitato sull’uomo un fascino tutto particolare. Al punto da costruirne, nei secoli, di formidabili, per rendere unici parchi e giardini di palazzi reali e ville nobiliari, con un occhio al divertimento degli ospiti. Per la rubrica TOP 10 di questa settimana siamo andati alla ricerca dei 10 labirinti più belli del mondo. E abbiamo scoperto che alcuni sono proprio in Italia.

1. Labirinto della Masone (Fontanellato, Parma)

Ebbene sì, il labirinto più grande del mondo si trova in Italia. È il Labirinto della Masone che si trova a Fontanellato, in provincia di Parma. Si estende infatti per sette ettari ed è composto da 200 mila piante di bambù di altezza variabile dai 30 centimetri ai 5 metri, appartenenti a venti specie diverse. Questo prodigio di architettura botanica è recentissimo. È stato inaugurato nel 2015, anche se il progetto ha cominciato a prendere forma nella mente del suo committente, Franco Maria Ricci, editore e artista, fin dagli anni 80. Il perimetro è a forma di stella a otto punte ed è ispirato alle città fortificate di Sabbioneta e Palmanova.

La parte botanica, invece, è ispirata a due labirinti raffigurati in altrettanti mosaici romani, conservati al Museo del Bardo e al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Ospita anche le opere di Franco Maria Ricci, oltre alla sede della casa editrice, eventi e rassegne, un ristorante, una caffetteria e una gastronomia.

INFO: www.labirintodifrancomariaricci.it

2. Labirinto di Villa Pisani (Stra, Venezia)

Al secondo posto, un altro labirinto italiano, quello di Villa Pisani a Stra, in provincia di Venezia, considerato il più difficile del mondo, al punto da fare desistere persino Napoleone, che fu tra i proprietari della villa. Costruito nel 1722, è opera dell’architetto Girolamo Fringimelica, che ideò un rompicapo composto da nove cerchi concentrici, costituiti da siepi di carpino, poi sostituite nell’Ottocento da siepi di bosso, con al centro una torretta dotata di una doppia scala elicoidale, per confondere ancora di più i visitatori. Il labirinto è nato per scopi ludici, cioè per una specie di gioco che consisteva nel perdersi e poi ritrovare per primi l’uscita per avere in cambio un premio. A rendere il tutto più difficile, strade senza uscita e vicoli ciechi.

INFO: www.villapisani.beniculturali.it

3. Labirinto del Palazzo di Schönbrunn (Vienna)

Terzo posto per lo splendido labirinto del Castello di Schönbrunn, a Vienna, residenza della famiglia imperiale austriaca. Un capolavoro barocco di circa 1715 metri quadrati. Costruito sotto il regno di Maria Teresa d’Austria, tra il 1698 e il 1740, il labirinto era una componente costante dei grandi giardini delle corti europee e in origine era lungo circa quattro chilometri. Nel tempo, è andato sempre più riducendosi di dimensione, fino a finire abbandonato a se stesso. Solo nel 1999 è stato recuperato e riportato al suo antico splendore.

Si compone attualmente di tre parti: un primo labirinto, detto Irrgarten, con diverse strade per arrivare al centro, dove si trova una piattaforma per ammirare dall’alto gli altri “giocatori”. C’è poi un secondo labirinto, ricostruito secondo i progetti originali dell’epoca di Maria Teresa d’Austria, composto da siepi basse, mentre una terza parte è costituita da un parco giochi per bambini e adulti.

INFO: www.schoenbrunn.at/it

4. Hampton Court Maze (Londra, Gran Bretagna)

Il Labirinto di Hampton Court, che si trova nel giardino dell’Hampton Court Palace, nel quartiere di Richmond upon Thames, a Londra è il più antico labirinto di siepi rimasto in tutto il Regno Unito. È stato infatti commissionato dal re Guglielmo III nel 17° secolo e mantiene ancora la sua forma originale: quella di un trapezio, progettata dai giardinieri reali George London ed Henry Wise. Si tratta di un labirinto molto difficile da completare e per uscire occorrono in media 20 minuti.

INFO: www.hrp.org.uk/hampton-court-palace

5. Richardson Adventure Corn Farm (Spring Grove, Illinois, USA)

Merita un posto nella nostra TOP 10 il Richardson Adventure Corn Farm di Spring Grove, nello Stato americano dell’Illinois, il più grande labirinto di mais del mondo. Con una particolarità unica. Ogni anno, dopo la raccolta delle pannocchie, il labirinto viene interamente riprogettato e prende una nuova forma, generalmente a tema. Si va dal ritratto di personaggi famosi, come quello dei cinque Beatles del 2013, a disposizioni che sono delle vere e proprie opere d’arte per ricordare, per esempio, la Giornata Mondiale della Terra o i Mondiali di Calcio. Il labirinto principale è formato da quattro più piccoli, ognuno con un percorso dedicato, finito il quale si può iniziare l’altro. All’interno dei diversi percorsi, poi, si trovano alcuni ponti e punti di controllo che aiutano a trovare l’uscita, se uno se la vede brutta.

INFO: www.richardsonadventurefarm.com

6. Ashcombe Maze & Lavender Gardens (Victoria, Australia)

Si trova a circa un’ora di auto da Melbourne ed è il labirinto più famoso d’Australia. È l’Ashcombe Maze & Levander Gardens di Victoria, che si estende per oltre 10 ettari e comprende alcuni giardini famosi in tutto il mondo. Costruito poco più di 40 anni fa, è composto da più di 1000 cipressi al quale si affianca un meraviglioso e unico labirinto di lavanda. Per costruire i percorsi tortuosi sono state utilizzate più di 4000 piante dal profumo inconfondibile. E, affinché la lavanda sia in fiore per 12 mesi l’anno, sono state utilizzate piante appartenenti a 40 diverse varietà, tra cui quelle dai fiori blu malva e quelle meno note con fiori rosa, bianchi e verdi. Alcuni cartelli posizionati lungo il percorso illustrano le diverse varietà. C’è anche un altro labirinto circolare totalmente composto di rose.

INFO: www.ashcombermaze.com

7. Parco del Labirinto d’Horta (Barcellona, Spagna)

Il Parc del Laberint d’Horta, in catalano, è il più antico e il più bel giardino di Barcellona. Risale al 1802 e si trova nel quartiere di Horta. Commissionato da marchese Joan Antoni Desvalls d’Ardena e progettato dall’architetto Domenico Bagutti, è stato svelato al grande pubblico solo nel 1967, quando la famiglia proprietaria lo cedette al Comune di Barcellona, che decise di aprirlo al pubblico. Il giardino e il labirinto, tuttavia, ebbero bisogno di importanti interventi di ripristino, terminati nel 1994. Il labirinto, composto da file di cipressi, si trova nella parte finale del giardino. Il percorso è particolarmente difficile e intervallato da tempietti neoclassici. Chi arriva al centro troverà una statua di Eros, il dio dell’amore.

INFO: www.spain.info

8. Dole Plantation Pineapple Garden Maze (Wahiawa, Hawaii, USA)

Il Dole Plantation Pineapple Garden Maze si trova a Wahiawa, sull’isola di Oahu, nelle Hawaii, ed è considerato il più bel labirinto del mondo. Si estende per più di 12 ettari e comprende cinque chilometri di percorsi zigzaganti incorniciati da più di 14 mila piante hawaiane, come l’ibisco e l’eliconia. Al centro si trova un gigantesco ananas. È possibile fare anche un tour in trenino, mentre chi volesse cimentarsi nella gara a tempo, i più veloci a trovare l’uscita vengono “immortalati” all’’ingresso del labirinto con il proprio nome e il tempo impiegato. Finora, il campione in carica ha impiegato 7 minuti, contro un tempo medio di circa un’ora.

INFO: www.doleplantation.com

9. Labirinto della Pace (Castelwellan, Irlanda del Nord)

 Il Labirinto della Pace di Castelwellan, Comune della Contea di Down, in Irlanda del Nord fa parte di una delle più imponenti collezioni di alberi e arbusti di tutta Europa e attira appassionati del verde da ogni parte d’Europa. Costruito tra il 2000 e il 2001, deve il suo nome ai cosiddetti “Accordi del Venerdì Santo”, per mettere fine alle ostilità in Irlanda del Nord. Si compone di oltre 6000 alberi di tasso, ognuno piantato da un volontario. Fino al 2007 è stato il labirinto di siepi più lungo del mondo, finché è stato soppiantato dal labirinto del giardino dell’Ananas delle Hawaii. Chi arriva al centro è invitato a suonare la Campana della Pace. Il labirinto sorge in uno splendido parco di 640 ettari, che regala panorami mozzafiato tra montagne e un grande lago, dove sorge anche un castello.

INFO: www.discovernorthernireland.com

10. Labirinto di Glendurgan Garden (Glendurgan, Cornovaglia, Gran Bretagna)

 Chiudiamo la nostra TOP 10 con il Labirinto di Glendurgan, in Cornovaglia, uno dei più intricati del mondo. Si trova all’interno dei Glendurgan Gardens, nel parco naturale del National Trust, lungo il fiume Helford. Il parco è il suo labirinto sono stati creati tra il 1820 e il 1830 dalla coppia di quaccheri Alfred e Sarah Fox. Da giardino privato, negli anni si è ampliato sempre più, fino ad arrivare al suo attuale splendore. Il labirinto, che ha la forma di un grande serpente attorcigliato, è fatto di alloro ciliegio, una siepe nota per la sua fitta fioritura e vegetazione.

INFO: www.nationaltrust.org.uk/glendurgan-garden

 

 




I 10 grattacieli più alti del mondo

I grattacieli hanno sempre rappresentato una sfida per l’uomo, una tendenza al cielo e simbolo della ricchezza e del potere. Per questo, negli anni, la tendenza è stata quella di costruirne sempre di più alti e magnifici. Basti pensare che il celebre Empire State Bulding di New York, inaugurato nel 1931, con i suoi 381 metri di altezza (431 se si considera anche l’antenna) per più di 40 anni ha mantenuto il primato di “grattacielo più alto del mondo”.

Un’altezza ragguardevole, ma che oggi fa sorridere, se pensiamo ai “giganti” di questa TOP 10. E, ancora una volta, il primato di nazione con il più alto numero di grattacieli in classifica spetta alla Cina.

1.Burj Khalifa (Dubai, Emirati Arabi Uniti)

Con i suoi 828 metri e 163 piani il Burj Khalifa di Dubai è attualmente il più alto grattacielo del mondo. Inoltre, i suoi ascensori sono tra i  più veloci del mondo. “Corrono”, infatti, a 64 km/h per arrivare in fretta a qualsiasi piano. Inaugurato nel 2009, il suo nome è un omaggio all’emiro di Abu Dhabi Khalifa bin Zayed Al Nahayan, che sborsò di tasca sua per arrivare alla fine dei lavori, che si erano interrotti. Il grattacielo era da Guinness fin dalla sua progettazione, al punto che la sua altezza è stata tenuta nascosta fino al completamento dei lavori, quando tutto il mondo ha potuto ammirarlo in tutta la sua svettante bellezza.

2. Shanghai Tower (Shangai, Cina)

Al secondo posto, con i suoi 632 metri e 128 piani troviamo la Shanghai Tower, il grattacielo più alto della Cina. È stato inaugurato il 7 gennaio 2016 e sorge nel modernissimo quartiere d Pudong. La torre è composta da nove cilindri affusolati, l’uno sopra l’altro, che danno al grattacielo una forma a spirale, progettati per ridurre l’impatto dei venti del 24%. Al suo interno si trovano hotel, negozi e uffici.

3. Makkah Royal Clock Tower (La Mecca, Arabia Saudita)

Al terzo posto nel mondo per altezza, ma con un medagliere di primati. La Makkah Royal Clock Tower è alta 601 metri e sorge nei pressi della moschea di Masjid al-Haram, una delle mete di pellegrinaggio più importanti dell’Islam. La torre fa parte di un immenso complesso alberghiero, progettato per accogliere i pellegrini provenienti da tutto il mondo. Detiene il record di albergo più alto del mondo, di torre con orologio più alta del mondo e di orologio da facciata più grande del mondo. Inoltre, sorge nella più grande area di grattacieli del mondo. E pazienza se, per altezza, è solo al terzo posto.

4. Ping An Finance Center (Shenzhen, Cina)

In quarta posizione, troviamo ancora la Cina con il Ping An Finance Center di Shenzhen, nella provincia di Guangdong. Con i suoi 599,1 metri e i suoi 115 piani è il secondo grattacielo più alto della Cina. La torre è stata commissionata dalla Ping An Insurance e progettata dallo studio di architettura americano Kohn Pedersen Fox. In origine, doveva comprendere anche una guglia, che avrebbe portato l’altezza a 660 metri, ma che non fu poi realizzata per ragioni di sicurezza. Il grattacielo si trova infatti a poca distanza dall’aeroporto di Shenzhen. Il complesso, inaugurato nel 2017, comprende anche un ponte di collegamento agli edifici sottostanti.

5. Lotte World Tower (Seul, Corea del Sud)

Quinta posizione per la Lotte World Tower di Seul, capitale della Corea del Sud. Con i suoi 555 metri e 123 piani è il più alto di tutto il Paese e il terzo più alto dell’Asia. Il progetto, approvato nel 2010, è partito nel 2011, mentre la fine dei lavori è stata sancita nel 2016. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 3 aprile 2017. Ha una forma a cono con lati convessi che ricorda la tradizionale ceramica filigranata coreana. Al suo interno si trova un mondo variegato di alberghi di lusso, appartamenti, uffici e persino una sala concerti.

6. One World Trade Center (New York, USA)

Meglio conosciuto come Freedom Tower, il sesto grattacielo più alto del mondo è un vero e proprio simbolo. È alto 1776 piedi, unità di misura anglosassone, come l’anno della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, cioè 541 metri e 33 centimetri, è sorto sulle ceneri delle Torri Gemelle, abbattute dagli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. La sua costruzione è iniziata il 27 aprile 2006 ed è stata inaugurata il 30 giugno 2013 con la collocazione dell’antenna. Sorge a Lower Manhattan ed è il grattacielo più alto dell’Emisfero Occidentale. È anche il più costoso del mondo: per la sua costruzione sono stati spesi, infatti, ben 3,8 miliardi di dollari.

7. Guangzhou Ctf Finance Centre (Guangzhou, Cina)

Alto 530 metri per 111 piani, il Guangzhou Ctf Finance Centre di Guangzhou è il settimo grattacielo più alto del mondo e il terzo di tutta la Cina. È conosciuto anche come East Tower poiché fa parte del complesso che comprende una torre gemella, la Guangzhou International Finance Center, alta 439 metri e la Canton Tower, una torre panoramica di 602 metri. Al suo interno si trovano 95 ascensori, 2 dei quali sono tra i più veloci al mondo. Viaggiano infatti a 70 km/h e sono in grado di trasportare le persone dal piano più basso, il -5 al 94° in circa 45 secondo. Sotto al grattacielo si trova anche uno dei parcheggi più grandi della Cina, con ben 1705 posti auto. Situato di fronte al Pearl River, ha le facciate di vetro che permettono di sfruttare la luce solare proveniente dall’alto come fonte energetica.

8. Tianjin Ctf Finance Center (Tianjin, Cina)

Stessa altezza, 530 metri, ma meno piani, 96 contro i 111 del Guangzhou Ctf Finance Centre, il Tianjin Ctf Finanze Center vede ancora la Cina conquistare un altro posto della TOP 10. Situato nella città portuale di Tianjin, nel nord est del paese, è stato iniziato nel 2013 e completato nel 2019 sul progetto dello studio di architettura Skidmore, Owings and Merril, lo stesso della Lever House di New York. Al suo interno si trovano ben 267 ascensori.

9. CITIC Tower (Pechino, Cina)

Situato nel Central Business District di Pechino, il China Zun, conosciuto anche come CITIC Tower, con i suoi 528 metri di altezza è il nono grattacielo più alto del mondo, il quarto più alto di tutta la Cina e il più alto della capitale. Conta 60 piani di uffici, 20 di appartamenti di lusso e 20 di hotel, ovviamente lussuosissimi. Ha l’iconica forma di una clessidra, larga sia alla base che sulla cima e ricorda un recipiente da vino. È anche un capolavoro ingegneristico, antisismica e in grado di limitare gli effetti del vento a livelli mai visti prima.

10. Taipei 101 (Taipei, Taiwan)

Al decimo posto della TOP 10 troviamo il Taipei 101, il più “vecchio” dei grattacieli in classifica. Svetta sulla capitale di Taiwan, infatti, dal 2004. È alto 508 metri e il suo nome deriva dal numero di piani, 101, appunto. Ha la forma di una tipica pagoda cinese, con otto moduli sovrapposti disposti su un basamento piramidale. Su ognuna delle quattro facciate spiccano altrettante enormi monete, e simboli di felicità a forma di nuvole, mentre gli angoli sono decorati con draghi d’acciaio. Il grattacielo, progettato da C.Y.Lee & Partners è stato costruito secondo rigorosi protocolli antisismici, che gli hanno consentito di resistere, mentre i lavori erano in corso, a un terremoto di magnitudo 6,8 nella scala Richter. Al suo interno lavorano ben 10 mila persone.

Chiudiamo la TOP 10 di questa settimana dicendovi che presto potrebbe venire completamente rivoluzionata. Sta per essere completata, infatti, la Jeddah Tower di Gedda, in Arabia Saudita, il primo edificio a toccare i 1008 metri di altezza. La sua inaugurazione era prevista per il 2020 ma è stata posticipata, se tutto andrà bene, alla fine del 2021. I lavori, infatti, sono stati sospesi nel 2017 e attualmente sono ancora fermi. Il giorno della sua inaugurazione, supererà il Burj Khalifa e diventerà ufficialmente il grattacielo più alto del mondo.

 

 

 

 




I 10 stadi più grandi del mondo

Qual è lo stadio più grande del mondo? Siamo sicuri che molti di voi risponderanno sicuri: il Maracanà di Rio de Janeiro! Ebbene…no! Lo confessiamo, ci siamo stupiti anche noi. Poi, abbiamo scoperto che lo è stato per parecchio tempo. Progettato in origine per ospitare dalle 140 alle 160 mila persone, ne è arrivato a contenere fino a 200 mila, in occasione della finale dei Mondiali del 1950.

Tuttavia, questi numeri includevano anche gli spettatori in piedi ma, per ragioni di sicurezza, nel 2006, durante la ristrutturazione, la capienza è stata ridotta prima a 92 mila spettatori a sedere, poi, durante l’ultima ristrutturazione del 2014, in vista della Coppa del Mondo, a 78.838, che rimane la capienza attuale. Rimane comunque uno degli stadi più famosi del mondo, dove hanno giocato Pelé e Maradona, e dove si sono tenuti concerti memorabili, tra cui quello dei Rolling Stones, di Sting e di Madonna. Ma quali sono allora i 10 stadi più grandi del mondo? Eccoli nella nostra rubrica TOP 10 di questa settimana.

1.Rungrado May Day Stadium (Pyongyang – Corea del Nord)

Non è certamente il più accessibile, ma il Runggrado May Day Stadium di Pyongyang, in Corea del Nord, con una capienza di 150 mila posti, è lo stadio più grande del mondo. Inaugurato alla fine degli anni Ottanta, si estende su una superficie di 270 mila ettari e comprende anche una piscina coperta, diversi centri relax e saune per i giocatori. Anche il suo aspetto è grandioso e spicca per le arcate gigantesche che sovrastano il tetto. Oltre a eventi sportivi, lo stadio ospita ogni anno il Festival di Arirang organizzato dal regime nord coreano, con le elaborate e pittoresche coreografie con danzatori e ginnasti che si esibiscono in sincronia con gli spettatori sugli spalti con cartoncini colorati e oggetti di vario tipo, scelti edizione dopo edizione. Grandioso, sì, ma nascosto agli occhi del resto del mondo.

2. Salt Lake Stadium (Kolkata – India)

Al secondo posto troviamo invece il Salt Lake Stadium di Kolkata, alla periferia di Calcutta, in India, con 120 mila posti. Costruito nel 1984, ha una forma ellittica ed è disposto su tre anelli. Il sistema di illuminazione è alimentato a motori diesel. Oltre a partite di calcio e grandi eventi sportivi, ospita anche gare di atletica, concerti musicali e spettacoli di vario genere. Ovviamente, tutto in grande.

3. Michigan Stadium (Michigan – USA)

Inaugurato nel 1927, ha una capacità totale di 109.900 spettatori e, fin dalla sua inaugurazione, è stata la “casa” dei Michigan Wolverines, la squadra di football americano della Michigan University. Si trova nella città di Ann Arbor e ospita periodicamente le partite della Lega Universitaria di Football Americano, seguitissima dai tifosi di tutto il paese.  È lo stadio più grande degli Stati Uniti.

4. Melbourne Cricket Ground (Melbourne – Australia)

Al quarto posto troviamo il Melbourne Cricket Ground che con la sua capienza di 100.032 spettatori è il più grande dell’emisfero sud e il secondo, dopo il Sardar Patel Stadium di Ahmedabad, in India, dove si tengono competizioni di cricket. Fino agli anni Settanta aveva una capienza di più di 120 mila spettatori. Il record di presenze, invece, è di 130 mila persone, battuto nel 1959 durante una cerimonia religiosa di Billy Graham. La capienza è stata successivamente ridotta a poco più di 100 mila posti per ragioni di sicurezza. Oltre alle partite di cricket si tengono anche quelle di football australiano, di calcio e rugby, tra cui la finale della Australian Football Leaugue di Rugby.

5. Camp Nou (Barcellona – Spagna)

Il Camp Nou di Barcellona, nel quartiere Les Corts, non è solo uno dei dieci stadi più grandi del mondo, ma anche il più grande d’Europa. Può accogliere 99.350 spettatori. Sede del Barcellona FC fin dal 1957, anno della sua inaugurazione, ospita, oltre alle partite del “Barca”, anche alcune finali della Champions League e, nel 1992, qui si è tenuta anche la finale dei Giochi Olimpici. Non solo calcio, però: al Camp Nou si sono esibite leggende del mondo della musica come Michael Jackson, Bruce Springsteen e i tre tenori Pavarotti, Carreras e Domingo. Anche papa Giovanni Paolo II ha celebrato qui una messa.

6. First National Bank Stadium (Johannesburg – Sudafrica)

Conosciuto anche come Soccer City, il First National Bank Stadium si trova a Soweto, un’area urbana della città di Johannesburg. Con i suoi 94.736 posti è lo stadio più grande del continente africano. Costruito nel 1987 e inaugurato nel 1989, viene chiamato anche The Calabash per la sua forma che ricorda una pentola africana. Nel 1990 ha ospitato il primo discorso di Nelson Mandela dopo la sua liberazione dalla lunga prigionia e, sempre qui, si sono svolti i suoi funerali, nel 2013.

7. Rose Bowl Stadium (Pasadena, California – USA)

Al settimo posto della nostra TOP 10 troviamo il Rose Bowl Stadium di Pasadena, a poca distanza da Los Angeles. Costruito nel 1922, può contenere 92.600 spettatori. Qui si sono svolte diverse finali del Super Bowl ma, soprattutto, la finale della Coppa del Mondo 1994 Brasile-Italia, finita con la sconfitta degli Azzurri per 3-2. Qui, poi, si sono tenute anche le gare finali delle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 e molti eventi importanti, tra cui i concerti degli U2 e dei Pink Floyd. È considerato un monumento storico.

8. Wembley Stadium (Londra – Gran Bretagna)

Più che uno stadio…una leggenda. Proprio qui l’Italia è stata incoronata Campione d’Europa, lo scorso 11 luglio, vincendo ai rigori contro l’Inghilterra. Con la sua capienza di 90 mila spettatori, è il secondo stadio più grande d’Europa e l’ottavo nel mondo. Da sempre, qui si giocano le partite della Nazionale di calcio inglese e le finali di FA Cup e quelle di Champions League nel 2011 e nel 2013. Inaugurato nel 1923, è stato ricostruito nel 2007 e spicca per il suo iconico arco d’acciaio di 133 metri, visibile anche da molta distanza.

9. Stadio Azteca (Città del Messico -Messico)

In nona posizione troviamo lo Stadio Azteca di Città del Messico, così chiamato in onore della civiltà azteca. Può ospitare 87.520 spettatori ed è stato teatro del Mondiale di Calcio del 1986 con protagonista assoluto Diego Armando Maradona, che portò alla vittoria la sua Argentina. I lavori per la sua costruzione sono iniziati nel 1963, in previsione delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, ed è stato inaugurato nel 1966. Nella sua costruzione sono state impiegate rocce laviche provenienti dall’eruzione del vicino vulcano Xilte, per un totale di 180 mila tonnellate, a cui si aggiunsero altre 100 mila tonnellate di cemento rafforzato da 8000 tonnellate di ferro.

10. Bukit Jalil National Stadium (Kuala Lumpur – Malesia)

Al decimo posto della nostra TOP 10 troviamo infine il Bukit Jalil National Stadium di Kuala Lumpur, in Malesia, con una capienza di 87.400 spettatori, che lo rende uno dei più capienti di tutto il sud est asiatico. Sorge nel quartiere omonimo della capitale e si trova all’interno di un complesso sportivo gigantesco, chiamato Città dello Sport. È stato costruito nel 1998 in occasione dei XVI Giochi del Commonwealth e poi utilizzato per ospitare i Giochi del Sud Est Asiatico del 2001. Qui si svolgono le partite della Nazionale di Calcio Malese.

 




I 10 ponti più lunghi del mondo

Questa settimana, mentre si è tornato a parlare del Ponte sullo Stretto di Messina, ci è venuta la curiosità di andare a vedere quali sono i ponti più lunghi del mondo. E abbiamo fatto una scoperta interessante: sono tutti, o quasi, in Asia.  Ecco quali sono.

1.Danyang-Kunshan Bridge (Cina)

Il podio di “ponte più lungo del mondo” va al Danyang-Kushang di ben 165 km. Si trova in Cina e collega Shanghai a Nanjiing, nella provincia di Jiangsu. La sua costruzione è iniziata nel 2006 ed è terminata nel 2010, impiegando più di 10 mila persone, con un costo di 8,5 miliardi di dollari. La sua lunghezza da record è dovuta al fatto di dover attraversare canali, fiumi, laghi e distese di risaie. Per 9 km passa sulle acque del lago Yangcheng. Ogni giorno è percorso da 2 milioni di persone, sia in macchina che in treno.

2. Changkua-Kaohsiung (Taiwan)

Al secondo posto troviamo il Changkua-Kaohsiung a Taiwan, con appena 7 km di differenza dal Danyang-Kushang. Misura infatti 157 km e collega le città di Taipei e Kaohsiung. Completato nel 2007, è una parte fondamentale della linea Taiwan High Speed Rail ed è stato costruito seguendo scrupolosi criteri antisismici, attraversando la zona geografica tra Baguazhang e Zouying ad alto rischio sismico. È percorso ogni giorno da treni ad alta velocità.

3. Cangde Grand Bridge (Cina)

Terzo podio per un altro ponte cinese, il Cangde Grand Bridge, lungo 115 km e 900 metri. Come il Danyang-Kushang si trova anch’esso lungo la linea ad alta velocità Beijing-Shanghai ed è stato completato nel 2010. Il viadotto conta in tutto 3092 pilastri.

4. Tianjin Grand Bridge (Cina)

La Cina domina ancora la nostra TOP 10. Al quarto posto, infatti, troviamo il Tianjin Grand Bridge, lungo 113 km e 700 metri e collega Langfang e Qingxian servendo sia un’autostrada che una linea ferroviaria ad alta velocità. I lavori per la sua costruzione sono iniziati nel 2006 per concludersi nel 2011.

5.Weinan Weihe Grand Bridge (Cina)

Anche il quinto ponte più lungo del mondo si trova in Cina. È il Weinan Weihe e misura poco meno di 80 km. Il viadotto fa parte della Zhengzhou–Xi’an High-Speed Railway e quando fu inaugurato, nel 2008, per poco detenne il titolo di “ponte più lungo del mondo”. Attraversa il fiume Wei, uno dei fiumi più importanti e lunghi della Cina, collegando Zhebgzhou e Xian.

6. Hong Kong-Zhuhai-Macao Bridge (Cina)

Sesto posto per un altro ponte cinese, il Hong Kong-Zhuhai-Macao Bridge che collega Hong Kong, Zhuhai e Macao ed è lungo 55 km e 717 metri. Il ponte è stato inaugurato nel 2017 dopo 8 anni di lavori, utilizzando 400 mila tonnellate di acciaio e con un costo di circa 7 miliardi di dollari. Tra le sue particolarità c’è la sua forma che ricorda quella di un dragone cinese e un tunnel sottomarino di 7 km incluso nel suo percorso.

7. Bang Na Expressway (Thailandia)

Al settimo posto troviamo il primo ponte non cinese, il Bang Na Expressway, in Thailandia. È lungo 54 km ed è stato il ponte più lungo del mondo fino al 2004. Il progetto del 1994 è dell’architetto americano Louis Berger ed è stato completato nel 2000. Il suo percorso si snoda quasi tutto sulla terraferma, a eccezione di un piccolo tratto che attraversa un fiume.

8. Beijing Grand Bridge (Cina)

Torniamo di nuovo in Cina per l’ottava posizione, occupata da Beijing Grand Bridge che si estende per 48 km e 153 metri sulla linea ad altra velocità Beijing-Shanghai. Si trova a Pechino e la sua costruzione è terminata nel 2010. La sua inaugurazione, invece, risale al 2011.

9. Haiwan Bridge (Cina)

Con i suoi 41 km e 850 metri, in nona posizione della nostra TOP 10 della settimana troviamo l’Haiwan Bridge, che collega la città di Qingdao con la sua periferia attraversando la parte settentrionale della baia di Jiaozhou.  Detiene, però, il primato di ponte marittimo più lungo del mondo.

10. Ponte sul lago Pontchartrain (Stati Uniti)

In decima posizione troviamo il primo ponte non asiatico e anche il più “vecchio”. Il Pontchartrain è stato aperto al traffico nel 1956 e completato definitivamente nel 1969 con una spesa di 76 milioni di dollari. È lungo 39 km e collega New Orleans alla sua area urbana, dimezzandone i tempi di percorrenza. Ogni giorno lo attraversano 12 milioni di veicoli, per lo più camion e mezzi pesanti.




I 10 animali più strani del mondo

Quando la natura ci si mette, si sa, sa essere sorprendente, meravigliosa o bizzarra. Per questo, questa settimana, per la rubrica TOP TEN, ci siamo divertiti ad andare alla ricerca degli animali più strani del mondo (e dove trovarli). E, anche questa volta, la scelta è stata difficilissima. Alcuni li conoscete già, altri vi sorprenderanno.

1.Ornitorinco (Australia)

È forse il più famoso di tutti. Corpo che ricorda quello di un castoro, becco e zampe palmate di papera. L’Ornitorinco è una piccola chimera che ha lasciato di stucco anche i suoi scopritori, che non potevano credere ai loro occhi. Tanto che vennero accusati persino di frode quando mostrarono al mondo la loro “scoperta”.  Il suo nome deriva dal greco òrnis, cioè “uccello” e rhýnchos, “muso”. Tuttavia, anche se a prima vista questo simpatico marsupiale, (che fa le uova, ma allatta i piccoli e viene considerato un mammifero) e vive nelle acque dolci dell’Australia, è tutt’altro che “carino e coccoloso”. Il maschio, in particolare, è dotato di una ghiandola velenifera e può essere molto pericoloso quando rivolge il suo veleno contro gli esseri umani. Insomma, castoro, papera e anche un po’ serpente! Più strano di così…

2. Aye-aye (Madagascar)

Con quegli occhi gialli spalancati, le dita scheletriche, gli incisivi sporgenti e il suo aspetto spelacchiato non è proprio una bellezza. Ma l’Aye-aye riesco ad apparire a suo modo tenero. Questo lemure del Madagascar, il più grande della Terra tra i lemuri notturni, ha le dimensioni di un opossum ed è annoverato tra le specie in via d’estinzione. Questo perché, proprio per il suo aspetto, è stato oggetto di superstizione da chi lo riteneva portatore di sfortuna e messaggero di demoni, e per questo ucciso. Oggi, non si conosce quanti esemplari ne siano rimasti in natura. Il film Disney “Madagascar” gli ha reso omaggio dedicandogli il personaggio di Maurice, che è, appunto, un Aye-aye.

3. Blobfish (Australia)

Colore rosa grigiastro, nasone, bocca all’ingiù che gli conferisce un’espressione perennemente triste e una consistenza molliccia. Con questa caratteristica, il Blobfish, che vive nelle acque profonde dell’Australia meridionale, si è guadagnato la medaglia di “animale più brutto del mondo”. In realtà, se osservato nel suo ambiente, cioè gli abissi oceanici, a una profondità compresa tra i 200 e i 1000 metri, non sarebbe nemmeno così brutto. Tuttavia, questo pesce, lungo non più di 30 centimetri, è sprovvisto della vescica natatoria che gli impedisce di vivere a profondità minori e, quando gli succede di “risalire” per le regioni più disparate, il suo corpo si espande sotto la pressione dell’acqua e assume l’aspetto informe di un “blob”. Non è commestibile, tuttavia è una specie in via di estinzione per la sua struttura delicata e perché spesso finisce nelle reti della pesca a strascico.

4. Granchio Yeti (Pacifico meridionale)

Ha l’aspetto di una grossa aragosta bianchiccia e pelosa. Da qui il nome di Granchio Yeti, anche se il suo nome scientifico è Kiwa hirsuta. Il ritrovamento di questo animale rarissimo è avvenuto nel 2005 nel Pacifico meridionale, a 2200 metri di profondità, al largo delle Isole di Pasqua. Il suo nome, Kiwa, è quello della dea polinesiana, madre di tutte le conchiglie, mentre hirsuta si riferisce alla peluria che lo ricopre, della consistenza delle setole di uno spazzolino da denti. Di questa specie non si conoscono ancora le abitudini, l’alimentazione, il metodo di riproduzione, perché non solo è molto raro, ma si vede di rado in superficie e il suo ritrovamento è stato del tutto casuale.

5. Salamandra di Axolotl (Messico)

Questa salamandra che vive nel lago di Xochimilco, a 20 km da Città del Messico, ha l’aspetto di un piccolo alieno sorridente, al punto che molti ne hanno fatto un animale domestico da mettere nel proprio acquario, senza tenere conto che non si tratta di un pesce, ma di un anfibio. Animale rarissimo e in via di estinzione a causa dei cambiamenti climatici, questa salamandra è lunga circa 30 centimetri, da adulta e ha una vita che può arrivare anche a 15 anni. Ha la testa grossa, occhi senza palpebre, arti poco sviluppati con dita sottili, denti appena accennati, ma aguzzi. Possono avere quattro diverse pigmentazioni, con diverse varianti: rosa pallido con occhi neri, dorata con occhi dorati, grigia con occhi neri e tutta nera. Una mutazione ne fa trovare anche con mantello pezzato bianco e nero. Ha anche la capacità, anche se limitata, di alterare i propri colori per mimetizzarsi meglio con l’ambiente circostante.

6. Uacari calvo (Brasile e Perù)

Un posto nella nostra Top Ten anche per questa scimmia di una specie piuttosto rara, che vive delle foreste del Brasile e del Perù, lungo il corso del Rio delle Amazzoni. L’aspetto piuttosto strano è dato dal contrasto tra la pelliccia, folta e grigiastra, il volto rosso acceso, senza sopracciglia, con grandi orecchie e il cranio pelato. Di corporatura robusta, gli Uacari hanno una coda di appena 13 centimetri, non prensile, vivono sugli alberi e in grandi gruppi anche di cento individui, comunicano con grida acute e si cibano di semi e frutta.

7. Rana viola (India)

Anche questo anfibio è una scoperta recente. È stato avvistato per la prima volta, infatti, nel 2003 sui mondi Ghati occidentali, in India. Il suo nome scientifico è Nasikabatrachus bhupathi, con riferimento al suo strano naso, che ricorda un po’ quello di un maiale ed è la prima cosa che salta all’occhio quando si osserva questo strano animaletto. Anche il corpo ha una forma paffutella con un colorito violaceo. Osservando la sua lingua, i ricercatori hanno poi scoperto che si nutre di formiche e termiti. La rana viola, insomma, vive sotto terra e si avvicina ai corsi d’acqua solo durante il periodo dell’accoppiamento. È anche rarissima: ne sono stati trovati meno di 150 esemplari, tutti sui monti Ghati.

8. Narvalo (Mari del Nord)

Per il suo aspetto è stato chiamato “Unicorno marino”, anche se il suo nome, dal norvegese narvhal, significa “balena cadavere”. Nell’antichità era annoverato tra i mostri marini per il suo aspetto, che ricorda quello di un beluga, dalla lunghezza che può arrivare fino a 7 metri nei maschi e l’unico “corno” lungo 2 metri e mezzo. Il narvalo vive nei mari artici e lo si può incontrare vicino al Polo Nord, in Norvegia vicino a Capo Nord, in Alaska nei pressi di Barrow, qualche volta nelle fredde acque del Canada. In natura, questi singolari cetacei possono vivere fino a 50 anni. Sulla funzionalità del “corno”, invece, gli scienziati sono divisi. Presente solo nei maschi, alcuni sostengono che sia funzionale alle “lotte” per l’accoppiamento, altri che sia un modo per intimorire i nemici naturali, come le balene e gli orsi polari.

9. Talpa dal muso a stella (Canada e USA)

Buffa è buffa, bellissima non proprio, ma la Talpa dal muso a stella, diffusa nel nord est degli Stati Uniti e in Canada è una macchina da guerra concentrata in appena 50 grammi di peso. Non solo riesce a sopravvivere per parecchio tempo sotto terra grazie alla presenza di un’emoglobina particolare che le consente di fare a meno, o quasi, dell’ossigeno, ma, negli anni Ottanta, si è scoperto che le singolari escrescenze, simili a piccoli tentacoli, che ha sul muso sono i più sensibili organi tattili del mondo. Sono infatti pieni dei cosiddetti “organi di Eimer”, ben 112 mila contro i 17 mila di una mano umana, fibre nervose che servono alla talpa, cieca, di localizzare le sue prede e di inghiottirne in grande quantità in poco tempo, catturandole con i suoi denti a pinzetta.

10. Armadillo rosa (Argentina)

Chiudiamo la nostra Top Ten con l’armadillo rosa, un animale talmente buffo e carino che sembra uscito da una fiaba, ma proprio per queste caratteristiche è a rischio estinzione. Oltre a doversela vedere con la scomparsa del suo ambiente naturale, le aree miti e temperate dell’Argentina, è spesso vittima del commercio illegale. Ma questo piccolo mammifero di appena 15 cm non è adatto alla vita da animale domestico. Non sopravvive, infatti, più di otto giorni alla cattività. La sua corazza, costituita da placche ossee rosa pastello, gli ricopre il dorso, la testa, le gambe e la coda, mentre il resto del corpo è coperto da una morbida peluria chiara. Ha una vista debole, ma un olfatto ben sviluppato. Con le sue zampe anteriori dotate di robusti artigli scava nel terreno per cibarsi ci termiti e formiche, che poi cattura con la sua lunga lingua vischiosa.




Le 10 piazze più belle (e famose) del mondo

Una scelta davvero difficile, quella di questa settimana. Ogni città, grande o piccola, borgo o paese, infatti, ha la sua piazza. Da sempre, infatti, le piazze sono il simbolo della vita sociale, commerciale e politica. Abbiamo allora deciso, per la TOP TEN di questa settimana, di includere non solo le più belle, ma anche le più famose in tutto il mondo.

1.Piazza San Pietro (Città del Vaticano)

Capolavoro di Bernini, è stata realizzata tra il 1660 e il 1667 ed è probabilmente la piazza più famosa del mondo: Insieme alla Basilica di San Pietro, che su di essa si affaccia, è il simbolo della Cristianità. La piazza è composta da due parti, una a forma di trapezio rovesciato e l’altra ovale, con al centro l’obelisco egizio, che venne portato a Roma durante il regno dell’Imperatore Augusto. Nel 1586, papa Sisto V lo fece spostare dal circo di Caligola, dove si trovava in origine, di fronte alla facciata della Basilica, per celebrare il trionfo sul paganesimo. Le due parti della piazza sono uniti da quattro colonnati di 284 colonne e 88 pilastri, che sorreggono un architrave con 96 statue di marmo. Vi si accede da via di Porta Angelica e da via della Conciliazione. Sul lato est, il rione Borgo delimita il confine tra Città del Vaticano e lo Stato Italiano. Lunga 320 metri e larga 240, piazza San Pietro ha una capienza di più di 300 mila persone.

2.Piazza San Marco (Venezia, Italia)

Le sue immagini durante il fenomeno dell’“acqua alta” ogni volta fanno il giro del mondo. Ma Piazza San Marco, l’unica di Venezia a chiamarsi “piazza”, poiché tutti gli altri spazi della città lagunare vengono chiamati “campi”, è anche una delle più importanti piazze monumentali italiane ed europee. È il punto più basso di Venezia e il primo a essere allagato. Su di essa si affacciano diversi edifici di rara bellezza, tra cui la meravigliosa Basilica di San Marco e il Campanile di San Marco, l’edificio più alto di Venezia. Sulla parte più meridionale, chiamata Piazzetta San Marco, a cui si accede direttamente dal molo, si affacciano il Palazzo Ducale e la Libreria, mentre sul quello occidentale la Biblioteca Marciana. La piazza cominciò ad assumere la sua attuale funzione, e aspetto, nell’826 d.C, con l’arrivo delle reliquie di San Marco a Venezia.

3.Times Square (New York, Stati Uniti)

Ogni anno, la notte di Capodanno, circa 750 mila persone si radunano in Times Square e nelle vie limitrofe per festeggiare e vedere scendere la celebre palla luminosa, un evento che si ripete dal 1907. Times Square, sebbene più piccola di altre celebri piazze qui citate, è senza dubbio più famosa e conosciuta in tutto il mondo per le sue luci e i suoi fantasmagorici cartelloni pubblicitari, che ne hanno fatto un simbolo di New York e del suo stile di vita. Situata all’incrocio tra la Broadway e 7th Avenue, si estende dalla West 42nd Street alla West 47th Street ed è una delle principali attrazioni della città. La sua nascita risale dopo la Guerra di Indipendenza americana, quando il proprietario dell’area, allora agricola, tal John Morin Scott, la vende all’immobiliarista John Jacob Astor, che, intuendo il periodo favorevole, rivende i lotti a hotel e aziende. Agli inizi del Novecento, su impulso dell’editore del New York Times Adolph S. Ochs viene fatta costruire una stazione della metropolitana e l’area viene denominata “Times Square”.

4. Piazza Rossa (Mosca, Russia)

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1990, la Piazza Rossa di Mosca è non solo una delle piazze più famose del mondo, ma anche una delle più estese. Misura infatti 700 metri di lunghezza e 130 di larghezza. Il suo nome non deriva né dal colore delle costruzioni circostanti né dal richiamo al Comunismo. Deriva invece dall’aggettivo krasnaya, cioè “bello” o “rosso”. Sulla piazza si affacciano la bella Cattedrale di San Basilio, fatta da costruire nel 1561 da Ivan IV il terribile, il Cremlino, il Museo di Storia della Russia e il Mausoleo di Lenin. Ancora oggi si tengono nella piazza parate militari ed è uno dei luoghi più visitati di tutta la Russia.

5. Trafalgar Square (Londra – Regno Unito)

È uno dei luoghi iconici di Londra ed è dedicata alla battaglia di Trafalgar del 1805, quando la Royal Navy dell’Ammiraglio Horatio Nelson, che vi perse la vita, sconfisse le flotte di Francia e Spagna durante le guerre napoleoniche. La piazza si trova nel luogo dove, originariamente, si trovavano le stalle reali, poi spostate a Buckingham Palace. L’area, rimasta sguarnita, fu oggetto di un profondo rinnovamento, operato dall’architetto John Nas. All’area centrale della piazza si accede da tre strade principali, sul lato nord, si affaccia la National Gallery.  In mezzo si trova una colonna con capitello corinzio, alta 51,59 metri, sormontata da una statua dell’Ammiraglio Nelson. È circondata da quattro colossali leoni e una serie di fontane. Una tappa imperdibile per chi si reca nella capitale inglese.

6 Piazza Tienanmen (Pechino, Cina)

È la piazza più grande del mondo. Misura infatti 880 x 500 metri e il suo nome significa “Porta della pace celeste”. Piazza Tienanmen, a Pechino, è stata costruita nel 1417 e il suo lato nord porta alla Città Proibita. All’inizio, non era una piazza pubblica, ma riservata ai funzionari che qui vivevano tra la corte e gli uffici amministrativi. Divenne pubblica dopo essere stata fortemente danneggiata durante la Rivolta dei Boxer, nel 1898. Qui, il 1° ottobre 1949, Mao Tse Tung proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese ed è considerata un simbolo della nazione. All’estero, invece, è famosa per il massacro del 4 giugno 1989, quando le truppe militari assaltarono i manifestanti disarmati con i carri armati. È rimasta nella storia l’immagine dello studente, soprannominato “Tank Man”, che da solo camminò verso una colonna di carri armati, diventando uno dei simboli del XX secolo. Ogni giorno, all’alba e al tramonto, si tiene una cerimonia per alzare e abbassare la bandiera.

7. Piazza della Città Vecchia (Praga, Rep. Ceca)

Si trova tra il Ponte Carlo e Piazza Venceslao ed è il cuore storico e turistico di Praga. Piazza della Città Vecchia esisteva già nel 1200, quando era la piazza del mercato cittadina. La sua bellezza sta negli splendidi edifici, in stili diversi, che si affacciano su di essa. Tra questi ci sono la Chiesa di San Nicola, il Municipio con il celeberrimo Orologio Astronomico, famoso in tutto mondo, Palazzo Kinsky, la Chiesa di Santa Maria di Tyn. Splendide anche le case in stile romanico e gotico con le loro suggestive decorazioni, come la Casa alla Campana di Pietra, la Casa all’Ariete di Pietra, la Casa Storch, la Casa alla Volpe Rossa e molte altre. Al centro della piazza si trova il monumento dedicato al teologo boemo Jan Hus.

8. Jamaa el Fna (Marrakech, Marocco)

Una piazza dai mille volti, dove il tempo sembra essersi fermato e le atmosfere sono da “mille e una notte”. È Jamaa el Fna, uno dei simboli di Marrakech e cuore pulsante della città. A nord confina con il quartiere dei suq, a est con la kasba, mentre a sud ovest con la moschea di Koutoubia. La piazza, di cui si ha notizia fin dal XII secolo, ha una forma irregolare e si divide in due parti: la prima, più grande, è quella rivolta verso la moschea, mentre la più piccola è quella rivolta verso i suq. È poi divisa in zone, riservate alle diverse categorie merceologiche, dai venditori di piante a quelle di frutta secca. Su alcuni lati ci sono hotel e caffè con terrazza. La caratteristica della piazza è quella di cambiare letteralmente volto a seconda del momento della giornata. Al mattino e al pomeriggio vi si tiene un affollato e pittoresco mercato, con bancarelle che vendono le merci più svariate, dalle stoffe, alle spremute, dai datteri alle uova di struzzo. Si possono incontrare anche chiromanti, erboristi, incantatori di serpenti e ammaestratori di scimmie. Al calar della sera, arrivano i danzatori e i cantastorie, i maghi e suonatori. Le bancarelle chiudono e lasciano spazio agli stand dove poter mangiare pietanze della tradizione marocchina preparate al momento.

9. Piazza del Campo (Siena, Italia)

Un’altra piazza italiana nella nostra TOP TEN, la Piazza del Campo di Siena, famosa per la sua singolare forma a conchiglia e per essere una delle più grandi piazze medievali d’Europa. Risale, infatti, al 1169 e si trova nel punto in cui si diramano le tre principali vie cittadine che, ancora oggi, portano a Roma a sud est e a Firenze a nord. La piazza è famosa anche per il Palio, che si tiene due volte l’anno. Anche qui le origini sono medievali. Alla “giostra” equestre partecipano dieci cavalieri appartenenti alle contrade senesi che si sfidano facendo per tre volte il giro della piazza. Per l’occasione, il terreno viene ricoperto di sabbia, tufo e argilla.

10. Grand Places (Bruxelles, Belgio)

Inclusa dall’UNESCO nei siti Patrimonio dell’Umanità nel 1998, la Grand Place di Bruxelles è una delle più belle del mondo. Circondata da edifici fiamminghi di rara bellezza, tra cui il Municipio e la Maison du Roi, ha origine nel X secolo, quando i duchi di Lotaringia bonificarono la zona dopo aver costruito un loro forte lungo il corso del fiume Senne. Presto vi si installò un mercato all’aperto, che divenne il fulcro della vita commerciale e sociale di quella che sarà Bruxelles. La piazza diventa ancora più bella ogni due anni, quando, verso la metà del mese di agosto, viene completamente ricoperta da un tappeto di begonie colorate che formano motivi diversi e a tema.