Festa dei Morti: ecco le 10 più belle del mondo

Il prossimo 2 novembre in Italia sarà in giorno in cui saranno commemorati i nostri cari defunti. Nonostante le restrizioni per limitare i contagi da coronavirus, con le dovute precauzioni ci recheremo nei cimiteri per portare fiori, fare una preghiera e accendere una candela, ricordando chi non c’è più. La Festa dei Morti, tuttavia, è una ricorrenza molto sentita in tutto il mondo. Ogni paese o città ha le sue tradizioni, molte delle quali antichissime, tra religione, folklore, riti e misteri.

Un modo per sentirsi più vicini a chi non c’è più, celebrando quel legame che va al di là del tempo e dello spazio. Di seguito, vi presentiamo le Feste dei Morti più belle del mondo. Ognuna è un’esperienza da vivere in prima persona, quando si potrà tornare a viaggiare in tranquillità e sicurezza. Intanto, potrete scoprire qualche curiosità e, perché no, programmare il vostro prossimo viaggio.

1. Messico, il Día de los Muertos

È sicuramente la Festa dei Morti più famosa, al punto da essere inserita dall’UNESCO nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e da aver fatto da sfondo al film Disney Coco. In tutto il Messico, il 2 novembre, si prepara una grande festa, con altari, decorazioni nei cimiteri, offerte. Spiccano gli splendidi e coloratissimi costumi, ispirati alla dea della Morte Catrina. Per l’occasione, si preparano il pan de muertos e i calaveras dulces, i teschi dolci, per onorare i defunti e fare festa insieme a loro.

In Messico, le Feste dei Morti più belle si tengono a Città del Messico, dove vengono organizzate anche visite guidate per ammirare le gigantesche composizioni floreali nello Zocalo, nel Parco di Chapultepec e nella piazza del quartiere di Coyoacan. Nel vicino Stato di Morelos, le città di Ocotepec e Tepoztlan vengono decorate con fiori e festoni, i cimiteri si riempiono di famiglie e le strade acciottolate sono costellate di bancarelle.

I visitatori sono invitati a prendere parte alle celebrazioni in cambio di un’offerta ai defunti. Altre località interessanti con belle tradizioni e manifestazioni sono Oaxaca, San Miguel de Allende e Guanajuato City. Infine, una curiosità: per celebrare la più famosa Festa dei Morti del Mondo, è stata realizzata una bambola Barbie in edizione limitata con il costume della dea Catrina.

2. New Orleans, la “città più stregata d’America”

In tutti gli Stati Uniti è molto sentita quella che ormai in tutto il mondo è nota come Halloween. La vigilia di Ognissanti ha assunto oggi l’aspetto di un grande carnevale macabro, con le famiglie che fanno a gara per decorare case e giardini a tema, mentre i più piccoli si divertono ad andare in giro mascherati a chiedere l’ormai classico “Dolcetto o Scherzetto”.

C’è tuttavia una città degli Stati Uniti in cui la notte di Halloween, il 31 ottobre, ha una valenza particolare. Si tratta della creola New Orleans, nota come “la città più stregata d’America”, per la sua storia di riti voodoo, stregoneria e folklore.

Per l’occasione, vengono organizzate vere e proprie sfilate, le persone si truccano e si vestono con costumi splendidi, naturalmente a tema, tra vampiri, streghe, fantasmi, lupi mannari. Si può prendere poi parte a uno dei tanti Haunted Tour, che si snodano tra i quartieri storici della città, tra cui il French Quarter, con i suoi “voodoo shops”, il Garden District, Uptown e, naturalmente, nei cimiteri storici.

3.Thailandia, il Boon Para Wate

In Thailandia, le celebrazioni per onorare i defunti, chiamate Boon Para Wate, durano tre giorni e hanno luogo, a differenza di molti altri luoghi del mondo, tra giugno e luglio. Durante il primo giorno si tengono sfilate con fiaccole accese, musica e danze, mentre durante il secondo tutte le fiaccole vengono spente per invitare alla meditazione e al raccoglimento. Si arriva quindi al terzo giorno, il momento più spirituale, quando in monaci si radunano in preghiera e celebrano l’ultima reincarnazione del Budda.

4. Cina, il giorno di Qingming

Letteralmente si può tradurre con “Il Giorno della Pulizia delle tombe” e in tutta la Cina si celebra dal 4 al 6 aprile di ogni anno. È un momento di raccoglimento e riunione di tutta la famiglia. Per l’occasione, le tombe degli antenati vengono pulite e lucidate. Sulle tavole cinesi, invece, viene servito solo cibo freddo poiché durante la ricorrenza la tradizione vuole che non si possano accendere fuochi. Qingming ha anche la valenza di “festa della luce” che segna il passaggio dall’inverno alla primavera.

5. India, il Mahalaya Amavasya

La data del “Giorno dei Morti” indiano cambia ogni anno, dal momento che si tiene il primo giorno di luna nuova del mese di settembre. Per l’occasione, in tutto il paese si tengono riti e cerimonie per evocare gli spiriti dei defunti. Nello stesso tempo, si prega la dea Durga e le si fanno offerte per tenere lontani i demoni e garantire ai defunti una vita ultraterrena serena e gloriosa.

6. Cambogia, il Pchum Ben

È l’equivalente cambogiano della Festa di Halloween e dura ben quindici giorni, a cavallo tra settembre e ottobre, secondo il calendario Khmer. Durante le celebrazioni le persone lasciano cibo e offerte fuori dalle porte delle case per sfamare o placare gli spiriti dei defunti. Si dice infatti che in questo periodo, le porte dell’Aldilà si aprano e gli spiriti dei defunti siano liberi di vagare tra i viventi.

7. Guatemala, i Barriletes Gigantes

Assai singolare le celebrazioni di Santi e Defunti in Guatemala, che si tengono i primi due giorni di novembre. Per l’occasione, si preparano dei giganteschi aquiloni, il cui allestimento dura diverse settimane e mette in competizione intere squadre. Gli aquiloni vengono poi fatti volare nelle vicinanze dei cimiteri, per rallegrare e celebrare le anime dei defunti. La tradizione è nata nella città di Santiago Sacatepéquez, che è anche quella dove la cerimonia è più sentita e dove si ammirano aquiloni spettacolari.

8. Mauritius, una festa multiculturale

Isola multireligiosa e multiculturale, Mauritius considera il 1° novembre festività nazionale, in modo che tutta la comunità possa prendere parte alle celebrazioni dell’All Saints Day e dell’All Souls Day. Sull’isola dell’Oceano Indiano, le Festa dei Morti è particolarmente sentita. Le persone si recano nei cimiteri per rendere omaggio ai defunti, puliscono le tombe e le decorano con i fiori colorati. Viene poi preparato il piatto preferito dal defunto, che si consuma insieme a un bicchiere di rum.

9. Bolivia, la Festa dei Saluti

Come in tutti i paesi dell’America Latina, anche in Bolivia le celebrazioni per onorare i defunti assumono un aspetto allegro e conviviale. I giorni dedicati alle celebrazioni sono il 1° e il 2 novembre, mentre in quelli precedenti, le donne di famiglia si danno un gran daffare per preparare torte, focacce, dolci e altre squisitezze che hanno il compito di accompagnare gli spiriti dei defunti, soprattutto quelli che sono scomparsi di recente, nel loro passaggio nell’Aldilà. Per questo motivo, la festa dei morti viene chiamata anche Festa dei Saluti.

Per l’occasione le famiglie si incontrano al cimitero, accendono i ceri, lasciano offerte sulle tombe, pregano, chiacchierano e bevono un bicchiere di liquore locale a base di mais. Il giorno successivo, dopo aver preso parte alla messa, si passa di casa in casa per salutare i parenti e mangiare tutti insieme. Il piatto tradizionale è a base di carne di pollo o manzo piccante con contorno di patate, seguito da dolci di ogni tipo.

10. Filippine, una grande festa al cimitero

Anche nelle Filippine, le celebrazioni per ricordare i defunti assumono l’aspetto di una grande festa. Per l’occasione, chi si trova lontano dalla propria città o villaggio di origine, vi fa ritorno per festeggiare insieme alla famiglia e trascorrere qualche giorno insieme. Si comincia la sera del 31 ottobre e i prosegue per i primi due di novembre.

Le tombe vengono pulite, ritinteggiate e decorate con candele e fiori. Ci si raduna poi nei cimiteri per una grande festa che ha lo scopo di riunire i vivi e i morti, tra musica, danze, chiacchiere e condivisione. Spesso la festa dura tutta la notte. Non è raro, infatti, vedere nei cimiteri sacchi a pelo e tende, ma anche attrezzature per il pic nic e il barbecue!

 

 




10, tanti weekend-green nella vicina Svizzera

Ci sono decine di motivi per una vacanza in Svizzera. Paesaggi bucolici romantici, foreste e boschi fiabeschi, paesini da cartolina, laghi incantati, città dove si vive bene, nel totale rispetto dell’ambiente e della natura e montagne innevate famose per gli sport invernali e meta ogni anno di migliaia di appassionati di sport sulla neve. Noi di WeekendPremium ve ne proponiamo almeno dieci.

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Ecco il biglietto da visita del piccolo, grande Paese nel cuore dell’Europa. Grazie alle norme anti Covid e a un fitto calendario di appuntamenti imperdibili è il momento ideale per una visita. A cominciare da alcune città storiche. Come Losanna che, per l’ultima parte dell’anno e l’inizio del 2021,  propone grandi mostre, nuovi padiglioni di Plateforme 10, la manifestazione Lausanne à Table e i tradizionali mercatini natalizi. A disposizione di chi soggiorna in città, fino al 31 marzo 2021, il Lausanne City Pass (vale due giorni consecutivi e costa 39 franchi svizzeri e 15 franchi per i bambini) consente di visitare i luoghi cittadini imperdibili con un unico biglietto.

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La card include l’accesso al Museo Olimpico, al Museo Cantonale di Belle Arti, ad Aquatis, l’acquario vivaio di acqua dolce più grande d’Europa, la salita sul campanile della cattedrale dove ogni sera il Guet, la vedetta della cattedrale, veglia sulla città. C’è poi la Lausanne Transport Card, consegnata in hotel e in tutte le strutture dov’è prevista la tassa di soggiorno, che permette viaggi illimitati e gratuiti sui mezzi di trasporto e sui treni in area urbana e nel primo hinterland fino a un massimo di 15 giorni, ingressi gratuiti o scontati ai musei, tour sui battelli e ingressi a diversi luoghi sedi di attrazioni. Inoltre, il Béjart Ballet Lausanne, compagnia creata dal coreografo Maurice Béjart che ha rinnovato il trentennale accordo con la città di Losanna, dà il via al suo Piano B, uno spazio voluto da Gil Roman, direttore artistico di BBL per coinvolgere il pubblico nel lavoro di creazione di una coreografia.

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La compagnia sarà in scena dal 27 al 29 novembre al Teatro dell’Opera di Losanna con lo spettacolo “Incontra Pierre Henry” che ripercorre la storia dell’amicizia tra Béjart ed Henry, pioniere della musica elettronica (info: www.bbl.ch). E sempre a Losanna, dal 19 novembre al 31 dicembre, è in programma la sesta edizione di Bô Noël, i tradizionali mercatini natalizi allestiti sull’Esplanade della Cattedrale e nei vicini giardini del Museo Storico, con bancarelle e 11 satelliti gourmet sparsi per tutta la città. Per una vista dall’alto di Losanna, in Place Centrale, sarà innalzata una grande ruota panoramica (info: www.bo-noel.ch).

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Ai più esigenti, quelli che vogliono conoscere la parte meno nota della città, fino a novembre sono disponibili, tra gli altri, due itinerari principali nell’ambito dell’iniziativa Art en ville, conoscere la città e i suoi angoli segreti: uno va alla scoperta della zona centrale di Losanna con i suoi palazzi e le chiese architettonicamente pregevoli, e l’altro si dirige verso Ouchy dove arte e storia si sposano al fascino del lago (info: www.lausanne-tourisme.ch). Gli amanti della buona cucina non sono stati dimenticati. Per loro ecco il gran finale di Lausanne à Table, la grande kermesse gastronomica che, fino a dicembre, celebra la cucina del Vaud e include la prima edizione del Campionato Mondiale di Malakoffs, il piatto tipico di questa regione elvetica.

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Dal 19 al 21 novembre torna anche la 4a edizione di Designer’s Table e, dal 3 al 5 dicembre, si rinnova il consueto appuntamento con Cantine Aperte, un tripudio di fonduta, salumi tipici, pane, sottaceti e un calice di Chasselas, il tutto a 20 franchi svizzeri. Infine, dal 10 al 12 dicembre, è in programma la 218Asta dei Vini di Losanna  che mette all’incanto le uve delle storiche vigne della città il tutto preceduto dalla degustazione dei vini (info: www.lausanneatable.ch). Lausanne è la capitale gastronomica della Svizzera. A testimoniarlo, oltre ai tanti appuntamenti dedicati alla cucina, il passaggio del testimone al ristorante gourmet del Lausanne Palace dove,dopo 16 anni di attività, lo chef stellato Edgar Bovier, ritiratosi a vita privata, lascia la sua eredità a Franck Pelux e alla compagna Sarah Benahmed (info: www.lausanne-palace.ch). Anche alla Brasserie del Royal SavoyHotel & Spa c’è un cambio della guardia: dalla cucina nordica di Marc Haeberlin si passa alla cucina mediterranea di Thomas Vételé, chef che vanta grande talento ed esperienza. Tra gli eventi da non perdere, Taste my Swiss City propone esperienze gastronomiche itineranti e individuali in alcuni locali selezionati della città (da lunedì a sabato, 63,50 franchi svizzeri a persona). Per saperne di più: www.lausanne-tourisme.ch.

E dopo il cibo per il corpo è la volta del cibo per l’anima. Molte le mostre in programma in città. A cominciare da Giovanni Giacometti. Gli acquerelli, mostra di opere inedite dell’artista ticinese in programma fino al 17 gennaio 2021 presso l’Espace Focus del MCBA – Museo Cantonale delle Belle Arti oggi ospitato presso Plateforme 10 (info: plateforme10.ch; www.mbca.ch). Altre iniziative dedicate all’arte si possono trovare al sito www.lausanne-tourism.ch

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E spostiamoci a Zurigo, città al centro della Svizzera, affacciata sul lago omonimo e attraversata dal fiume Limmat. A Kilchberg, a 20 minuti di strada, nella sede storica di Lindt & Sprüngli, è stato inaugurata lo scorso 13 settembre, la Lindt Home of Chocolate, un’esperienza a 360 gradi sul cioccolato attraverso una mostra multimediale e interattiva lungo i 1.500 metri quadrati di percorso, la sala degustazione Chocolate Heaven, la Chocolateria, una vera e propria bottega dove si possono creare capolavori realizzati con il “cibo degli dei”,  un impianto pilota che permette ai visitatori di guardare all’interno di una vera fabbrica di cioccolato per seguire la creazione dal vivo dei cioccolatini. La struttura ospita anche il primo Lindt Café in Svizzera e il più grande Lindt Chocolate Shop al mondo (i biglietti per il tour sono acquistabili sul sito; orari della mostra: tutti i giorni dalle 10 alle 18; lo shop dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, nel weekend fino alle 18). Per ulteriori informazioni: www.lindt-home-of-chocolate.com, www.zuerich.com; video tour virtuale: http://bit.ly/3lUNKQy.

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A Basilea, dopo 4 anni di lavoro, è stato riaperto lo Stadtcasino che, grazie alla sua acustica, vanta una delle migliori sale da concerto del mondo (www.stadtcasino-basel.ch).

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foto © Roman Weyeneth

In città sono stati inaugurati anche due nuovi hotel dedicati a chi ama l’arte. Si tratta della Art House che punta sulla street art, e la Volkshaus che propone stili diversi per ognuna delle sue 45 camere. La Svizzera è conosciuta soprattutto per gli sport invernali grazie a 200 comprensori per discese con sci e snowboard. Le Alpi occupano infatti il 60% della superficie totale con 48 vette che toccano i 4.000 metri. Unica in Europa, la Svizzera vanta 29 comprensori al di sopra dei 2.800 metri e questo garantisce l’innevamento da prima dell’inizio stagione fino a primavera. Per la la stagione 2020-2021, al motto Ho bisogno di una prima volta, Svizzera Turismo vara il ventaglio di offerte e proposte per chi vuole cimentarsi con nuove esperienze. Gli amanti dello sci di fondo, delle passeggiate a piedi o con le racchette da neve qui possono contare su oltre 5.000 chilometri di percorsi.

SVIZZERA

Chi vuole sperimentare lo scialpinismo può optare per uno dei tour selezionati da Svizzera Mobile che, in collaborazione con il Club Alpino Svizzero, ha ritagliato ben 178 itinerari. A Champery, l’ultima novità in fatto di slittino si chiama Yooner e consiste nell’effettuare discese seduti su un sedile dotato di pattino che scivola leggero come sugli sci. Non mancano le proposte di escursioni sulle racchette da neve sul Passo del Sempione, e lo Skijohring, ovvero sciare trainati alla potenza di 1 CV.

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Un’esperienza che vi consigliamo di non perdere è visitare le grotte di Hölloch, il secondo sistema di grotte più lungo d’Europa. Qui sono proposti tour che terminano con una deliziosa colazione a base di raclette servita nella grotta e vino dell’Hölloch.

C’è un altro spunto per un week end in Svizzera. È il compleanno della Ferrovia del Rigi che, nel 2021, compie 150 anni. Per l’occasione una locomotiva del 1873, custodita nel Museo Svizzero dei Trasporti, sarà restaurata e rimessa in funzione per arrampicarsi sul Rigi durante i giorni clou dei festeggiamenti, dal 21 al 24 maggio (info: www.rigi.ch/150).

Per ulteriori appuntamenti e info: numero verde 00800.100 200 30

www.svizzera.it – info@myswitzerland.com

SVIZZERA

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Slovenia dove il Green è da primato

La Slovenia è ai primi posti della classifica di “Green in the World” per i Weekend Premium Awards il premio, che WeekendPremium,  riconosce ogni anno ai paesi che si contraddistinguono per eco sostenibilità.

SLOVENIA

Il territorio coperto per oltre la metà da foreste perlopiù vergini la rendono il Paese più verde d’Europa dopo la Finlandia. E poi laghi, montagne, colline, fiumi, la Slovenia protegge e tutela gelosamente il suo grande patrimonio naturale con un turismo responsabile. E con risultati davvero eccellenti.

SLOVENIA

Non a caso è stata la prima nazione a essere insignita del titolo di Global Green Destination e ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali . Inoltre, più di 50 destinazioni contenute nel marchio Slovenia Green soddisfano i criteri Green Destinations Standard prescritti dal Global Sustainable Tourism Council.

SLOVENIA
Il villaggio di pastori sull’altipiano Velika Planina

Per chi ama la natura e l’ambiente la Slovenia rappresenta dunque la meta ideale per una vacanza green. Anche ora, al tempo del coronavirus.

Il Paese ha infatti adottato tutte le misure più severe per tutelare i residenti e anche i turisti in visita ponendo in essere una serie di controlli accurati per evitare eventuali contagi.

Al grido di Green and Safe la Slovenia ha riaperto le frontiere all’insegna della sicurezza con standard di viaggio responsabili, prassi igieniche, protocolli e raccomandazioni sostenibili.

SLOVENIA
La Torre sugli alberi in cima al monte Rogla nel Pohorje. Rappresentazione di eco sostenibilità

A questo proposito va sottolineato che la Slovenia è stato uno dei primi Paesi al mondo a ricevere il timbro Safe Travels dal World Travel anche Tourism Council, un timbro che conferma l’altissimo livello degli standard sloveni in materia di salute e igiene inclusi negli standard di viaggio responsabile del marchio Green & Safe, sono coerenti con i protocolli globali in fatto di igiene e salute ai fini di viaggi all’insegna della sicurezza.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le misure adottate dal Paese per tutelare la salute di viaggiatori e operatori. Il settore dell’ospitalità osserva scrupolosamente tutte le indicazioni date dal Ministero della Salute applicabili a tutto il Paese. Così come strutture ricettive di ogni tipo, mezzi di trasporto, aeroporti. E non è un caso che, proprio per questa scrupolosa attenzione posta nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica, Bohinj, località nei pressi del Lago di Bled, sia stata posta fra le 20 destinazioni turistiche europee più sicure dopo la pandemia di Covid-19.

SLOVENIA

Per questo anche adesso si può programmare una vacanza in Slovenia potendo contare su una tutela globale sia in viaggio che durante il soggiorno. D’altro canto il Paese è un incanto: foreste e colline, montagne e fiumi, laghi incantati e aree protette a josa. Meta ideale per chi ama il verde, la natura, gli ecosistemi intatti  e vuole praticare un turismo ecosostenibile.

Per conoscere gli itinerari di viaggio più Green e affascinanti: www.slovenia.info/it/itinerari-suggeriti/tutto-quello-che-dovete-sapere-per-una-vacanza-sana-e-sicura-inSlovenia

Info generali e misure Covid-19: Ente Sloveno per il Turismo in Italia, tel. 02.29511187, 29514157, Galleria Buenos Aires 1, Milano.

SLOVENIA
Il lago di Bled

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Malesia, 10 motivi per visitarla

La Malesia è uno di quei luoghi capace di rubare il cuore. Un territorio affascinante con tante peculiarità. Qui di seguito i 10 motivi che spingono il viaggiatore a sceglierla come destinazione per una vacanza.

MALESIA

1. Le sue spiagge

Spiagge di sabbia bianca e isole paradisiache. Per molti è in Malesia che si trovano le isole più belle al mondo come Tioman, Pulau Payar Marine Park, Langkawi e molte altre. La sabbia è fine come borotalco, il mare  regala fondali ricchi di pesci colorati e barriere coralline indimenticabili. Luogo ideale per chi ama fare immersioni.

MALESIA

2. Siti patrimonio Unesco

Sono tanti i siti che rientrano nell’elenco del Patrimonio Unesco Il Gunung Mulu National Park, ad esempio, diventato famoso per le sue grotte calcaree, i pinnacoli di roccia e le splendide scogliere sul monte Mulu. Il Parco Kinabalu diventato patrimonio mondiale nel 2000 che ospita 326 tipi di uccelli, 100 specie di mammiferi oltre ad un numero considerevole di piante. La Valle di Lenggong è invece un sito culturale che conserva giacimenti archeologici di grande bellezza. Malacca e George Town tappe fondamentali in un viaggio in Malesia perché hanno un patrimonio culturale e architettonico notevole. Visitare queste città significa essere catapultati nel passato in un atmosfera da mille e una notte.

Malesia

3. Friendly people

Un’altra caratteristica della Malesia è l’ospitalità del  suo popolo cordiale e amichevole. Il regalo più bello che riceverete arrivati in  Malesia sarà il sorriso dei malesiani.

MALESIA

4. Enogastronomia

Anche la cucina non delude il viaggiatore a partire dal suo piatto nazionale, il NASI LEMAK, a base di riso, latte di cocco, foglie di pandan, cintronella, acciughe, arachidi e sambal. A fondo pagina la ricetta per realizzarlo. E’ una cucina con una vastità di sapori e una varietà di specialità locali che non lascia indifferenti.

MALESIA

5 Patrimonio storico e modernità

La Malesia riesce a far sposare armoniosamente case coloniali ad edifici futuristici. A Kuala Lumpur  grattacieli moderni si stagliano verso il cielo e a Malacca si ammirano case coloniali dai colori tenui. Un patrimonio architettonico senza eguali.

MALESIA

6. La foresta pluviale

Abbiamo imparato a conoscere le meraviglie tropicali malesiane anche attraverso un famoso sceneggiato. Vi ricordate quel bel pirata, il cui rifugio era la piccola isola di Mompracem, che dichiarò guerra agli invasori europei? Sandokan. Vi ricordate i colori della giungla e il blu cobalto del mare? Proprio in questi posti idilliaci, dalla magica atmosfera, è stato girato lo sceneggiato che ha fatto sognare tanti telespettatori. Una vegetazione lussureggiante con foreste che ospitano specie endemiche di flora e fauna che il paese protegge con la massima priorità al fine di preservare questo importante patrimonio regalato dalla natura.

MALESIA

7. La cultura multietnica

In Malesia convivono armoniosamente diverse etnie. I popoli indigeni, gli Orang Asli vivono a stretto contatto con il resto della popolazione pur mantenendo con orgoglio le loro tradizioni e usanze.

8. Shopping

Non è certamente uno dei motivi prioritari per visitare la Malesia ma in ogni caso per gli amanti dello shopping offre, nelle grandi città,  centri commerciali e un numero considerevole di mercatini dove fare acquisti interessanti.

9. Eventi

In Malesia non manca certo il modo per divertirsi.    Si organizzano durante l’anno diversi eventi come il Rainforest World Music Festival o il Borneo Jazz Festival.

10. Malesia per tutti

La Malesia è un luogo sicuro e ben organizzato dove è possibile portare i bambini che avranno modo di divertirsi con le tante attività studiate per loro. Non dimenticate di visitare il parco a tema Sunway Lagoon o il Kuala Selangor per l’osservazione notturna delle lucciole, un’esperienza per i vostri ragazzi indimenticabile.

LA RICETTA DEL NASI LEMAK

MALESIA

Ingredienti per 1 persona:

  • 1/2 tazza di riso thai
  • 3 cucchiai di latte di cocco
  • 1/2 foglie di pandan
  • 5 piccole acciughe
  • 1 cetriolo
  • 1 coscia di pollo
  • 1 manciata di arachidi non salate
  • sambal (o in alternativa una salsa piccante )
  • olio di semi o di arachidi
  • sale fino

Preparazione:

  • Lavare il riso e metteterlo a cuocere con 1,5 cm di acqua e il latte di cocco e le foglie intere di pandan. Togliere dal fuoco solo quando tutta  l’acqua sarà stata assorbita.
  • Saltare in padella le arachidi in poco olio vegetale
  • Cucinate in una padella la coscia di pollo
  • Infarinare le acciughe, salarle e friggerle
  • Mettere il riso al centro del piatto e servite accompagnato dalla coscia di pollo, dalle arachidi, dalle acciughe e decorate con fettine di cetriolo.

Per approfondire la Malesia vi invitiamo a leggere l’articolo: Malesia, alla scoperta del regno di Sandokan




Mauritius da…..gustare senza muoversi da casa

Ancora oggi, a seguito della pandemia Covid19, non siamo liberi di viaggiare con tranquillità. La paura di possibili restrizioni, una volta giunti a destinazione, frena il turismo verso i paesi europei e soprattutto extraeuropei.

Mauritius

Nell’attesa di salire su un aereo con destinazione Mauritius, la meravigliosa isola nell’Oceano Indiano, impariamo a conoscerla. E’ un modo per non farci trovare impreparati quando la raggiungeremo di persona. Come? Conoscendola attraverso la sua cucina, portando sulle nostre tavole i piatti tipici della cucina mauriziana.

Sono proprio gli chef di alcuni resort di Mauritius a farci assaporare le pietanze della loro tradizione eterogenea  attraverso piatti allegri e colorati. Ci sentiremo sbalzati, in un attimo, nella calda e vivace atmosfera di Mauritius.

Non resta che ..accendere i fuochi.

POLLO E GAMBERI AL CURRY

Mauritius
Chicken & Shrimp Curry

Questa ricetta farà felice gli amanti delle spezie. Arriva direttamente dal THE RESIDENCE MAURITIUS. Lo chef consiglia di  servire questo piatto con un contorno di lenticchie nere e insalata di pomodori.

 Ingredienti:

  • 2 cucchiaini di olio vegetale
  • 1 cipolla dorata grande
  • 2 spicchi di aglio
  • 1⁄2 cucchiaino di zenzero fresco
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1 cucchiaino di gambo di coriandolo tritato finemente
  • 30g – 60g di curry in polvere
  • 10 foglie di curry fresche
  • 500g di straccetti di cosce di pollo (pezzi di 2 cm)
  • 250g di gamberi (puliti)
  • 1 confezione da 400 g di pomodori a dadini
  • 400 ml di acqua

Preparazione:

In una padella scaldate, a fuoco medio, un filo d’olio. Aggiungete cipolla e spicchi d’aglio finemente tritati, lo zenzero grattugiato e i semi di cumino. Mescolate spesso sino a quando gli ingredienti saranno morbidi. Aggiungete il gambo di coriandolo tritato e continuate la cottura  per circa 1 minuto. Versate la polvere e le foglie del curry . Procedete la cottura mescolando per circa 1 minuto. Incorporate il pollo e i gamberi e continuate a cuocere sino a quando, gli ultimi ingredienti aggiunti, non avranno assunto una leggera doratura. Versate nella padella la dadolata di pomodori e l’acqua.

Abbassate la temperatura e continuate a cuocere per circa 25 minuti. Condite con un pizzico di sale e servire con del riso bianco bollito e il contorno suggerito dallo chef.

INVOLTINI DI MARLIN E SALMONE AFFUMICATI CON CETRIOLI, CUORE DI PALMA ARROSTO, MEDLEY DI AGRUMI E SALSA AL NERO DI SEPPIA

Mauritius
Involtini di marlin e salmone affumicati – Chef Nallan Seeven – Maritim Resort & Spa Mauritius

La ricetta che ci regala lo Chef Nallan Seeven dello Chateau Mon Désir Fine Dining restaurant presso Maritim Resort & Spa Mauritius non è una ricetta che possiamo classificare “semplice e veloce” ma una volta preparata delizierà i vostri palati e risulterà indimenticabile.

Ingredienti:

  • 40g di marlin affumicato
  • 40g di salmone affumicato
  • 5 ml di olio d’oliva
  • 1 scorza di lime grattugiato
  • 100 g di ananas
  • 2 g di tabasco
  • 3 g di cipollotti
  • 3 g di salsa di soia
  • 30 g di cetriolo verde
  • 20 g di cuore di palma
  • 10 g di arancia
  • 10 g di pompelmo
  • 2 g di aneto
  • 2 g di panna rappresa
  • 1 g di nero seppia
  • 10 g di insalata di crescione
  • 3 g di senape
  • 2 g di succo di limone
  • 15 g di pomodoro
  • 2 g di capperi
  • 1 g di acciughe
  • sale e pepe

Preparazione:

Tagliate a dadini il marlin e il salmone affumicato e metteteli in una piccola ciotola. Condite con la scorza di lime grattugiata, il tabasco, l’olio d’oliva, la salsa di soia, l’aneto, il succo di limone, la senape. Aggiungete il cipollotto tritato,  un pizzico di sale e pepe.
Tagliate ora l’ananas a bastoncini e grigliate il cuore di palma. Tagliate una fetta sottile di cetriolo e arrotolatela con il composto di salmone e marlin, lasciate raffreddare in frigorifero.

Per la salsa:

Mescolate al nero di seppia l’acciuga, i capperi, il pomodoro. Cuocere per 10 minuti e mescolate energicamente. Tagliate ora delle piccole fette di arancia e pompelmo vi serviranno a decorare il piatto. Per un tocco chic aggiungete un po’ di  panna rappresa sul salmone. Appoggiate il tutto su la foglia di crescione e voilà servite

TACOS VEGANI

Direttamente dal Salt of Palmar arriva la ricetta di questi ottimi tacos rigorosamente vegani

Mauritius
Vegan Tacos

Ingredienti:

  • 3 conchiglie per tacos vegani
  • 45 ml di crema di anacardi e coriandolo
  • 60 g di “carne” per tacos
  • 30 g di salsa di avocado
  • 3 g di foglie di coriandolo fresco

PER LE CONCHIGLIE TACOS

  • 150 g di semi misti
  • 70 ml di succo di limone
  • 10 g di scorza di limone
  • 2 g di paprika
  • 30 g di lievito alimentare
  • sale qb

PER LA “CARNE” DEI TACOS

  • 100 g di noci
  • 35 g di barbabietola, triturata
  • 20 ml di olio d’oliva
  • 10 ml di salsa di soia tamari senza glutine
  • 5 g di paprika affumicata
  • 5 g di cumino
  • 3 g di peperoncino in polvere
  • 3 g di sale

PER LA CREMA DI ANACARDI E CORIANDOLO

  • 100 g di anacardi (lasciati in ammollo in acqua fredda per 8 ore)
  • 25 ml di succo di limone
  • 5 g di sale marino
  • 30 g di coriandolo

PER LA SALSA DI AVOCADO

  • 1 avocado
  • 2 pomodori di medie dimensioni
  • 1⁄2 cipolla di medie dimensioni
  • piccola manciata di foglie di coriandolo
  • 2 cucchiai di olio d’oliva
  • 1 pizzico di sale

Preparazione

Iniziate a fare le conchiglie mescolando  in una grande ciotola i semi misti,  il succo di limone, la scorza di limone, la paprika e il lievito. Aggiustate il tutto con un po’ di sale.  Disponete l’impasto su un foglio di carta da forno e stendetelo sino a raggiungere uno spessore di circa 2 mm. Aiutandovi con una tazza alla quale avrete passato dell’olio sui bordi ritagliate dei cerchi di 10 cm di diametro. Disidratate in forno a 45°C per 4 ore.

Passate al mixer le noci, le barbabietola, la paprika, il cumino, il peperoncino, la salsa di soia e l’olio. Lavorateli sino ad ottenere una consistenza simile alla carne macinata.

E’ il momento di assemblare i vostri tacos. Piegate a metà i gusci dei tacos e farciteli con crema di anacardi e coriandolo preparata  mescolando anacardi, limone, sale e coriandolo. Aggiungete ora la “carne” preparata e la salsa all’avocado. Quest’ultima preparata con pomodori, cipolla e avocado tagliati a cubetti e cosparsi con coriandolo. Decorate i tacos con foglie di coriandolo fresco.

FOGGIATINI di Le Méridien Ile Maurice

Mauritius

Arriva da Le Meridien Ile Maurice questo delizioso cocktail agli agrumi e dal profumo di rosmarino

  • 5 cl Vodka aromatizzata al rosmarino
  • 4 cl di succo di pompelmo
  • 2 cl di succo di limone
  • 1 cl Sciroppo 1:1 (Symple syrup)

Versate tutti gli ingredienti in uno shaker pieno di ghiaccio. Agitate bene e versare in un bicchiere da martini. Decorare con scorza di pompelmo e assaporate questo delizioso e profumato cocktail. Mi raccomando con moderazione…..è alcolico.

 Mauritius

Per ulteriori informazioni su Mauritius potete leggere un altro articolo scritto dalla redazione: Mauritius, l’isola dal cuore dolce




Weekend green in the world – seconda parte

Eccoci alla seconda parte dei paesi che secondo, Weekendpremium,  si contraddistinguono per  eco sostenibilità.

Abbiamo identificato Costa Rica, Germania, Islanda, Norvegia, Slovenia e Svizzera.

Chiediamo però a voi di votare quale  è il Paese che può vantare il primato di essere veramente green.

NORVEGIA

Qui, dove la deforestazione non esiste, la natura regala scenari di grande bellezza: fiordi, cascate, ghiacciai, lo spettacolo dell’aurora boreale. I norvegesi sono molto attenti a salvaguardare questo enorme patrimonio ambientale.

Natura

Lo stato investe molto sulla sostenibilità e molte cittadine norvegesi si sono distinte per l’impegno nell’offrire un turismo ecosostenibile ottenendo molti riconoscimenti. E forse non è un caso che nelle isole Svalbard, a circa mille chilometri dal Polo Nord, abbia sede la Svalbard Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi, dove si conservano e si proteggono centinaia di migliaia di sementi in bunker con temperature di 18 gradi sotto lo zero (questa temperatura, dicono gli esperti, permette di conservare i semi anche per migliaia di anni).

natura

E non è ancora un caso che questo progetto atto a conservare la biodiversità, sia promosso e finanziato dal governo norvegese e sostenuto dalla FAO.

natura

SLOVENIA

Anche la Slovenia è in prima linea per il rispetto dell’ambiente e in particolar modo nel settore agricolo che punta su coltivazioni biologiche ottenute attraverso attività più sostenibili e che coprono poco meno del 43% del territorio totale.

natura

Un piccolo Paese dalle grandi risorse grazie al suo notevole patrimonio naturale: poco più della metà del suo territorio è coperto da foreste e questo rende la Slovenia il Paese più verde d’Europa dopo la Finlandia.

natura

Il problema dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua si sta lentamente risolvendo grazie alla realizzazione di depuratori per la purificazione dell’acqua, al controllo degli scarichi industriali e all’adozione del riscaldamento a gas che ha sostituito quello a carbone altamente inquinante. Nel 1999 comunque il governo sloveno ha varato un progetto per la tutela ambientale soprattutto riguardante l’inquinamento delle acque e lo smaltimento dei rifiuti (da guida Lonely Planet “Slovenia”).   Anche il turismo è stato fatto oggetto di interventi per la salvaguardia dell’ambiente.  Lo testimoniano le tante   strutture ricettive  ecosostenibili come agriturismi biologici, eco-friendly hotel e tanti bed & breakfast.

natura

SVIZZERA

Il 30 % del suo territorio è coperto da foreste. Una natura quasi intatta con laghi, fiumi, foreste che regalano scenari spettacolari. La Svizzera è fra le nazioni al mondo più sostenibile.  Hanno puntato sull’uso razionale dell’energia utilizzando risorse naturali, su un ottimo sistema di trasporto pubblico, sull’attenzione al riciclo di materiali.

natura

La Svizzera risulta infatti essere campione del mondo di riciclaggio con il  95% del vetro dismesso negli appositi contenitori e successivamente riutilizzato.

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Il raggiungimento di questi risultati risale a oltre 30 anni fa. La Commissione mondiale dell’ambiente e dello sviluppo   ha diffuso l’idea che l’obiettivo da perseguire era quello di uno sviluppo sostenibile. Negli anni si è lavorato molto per raggiungere l’obiettivo prefissato e questo ha premiato l’impegno degli svizzeri.   Un altro aspetto molto importante è l’utilizzo di mobilità alternativa, grande uso di biciclette, auto elettriche,  treni che collegano città a piccoli paesi di montagna.

natura

Questi sono alcuni degli aspetti che hanno  permesso di raggiungere la vetta della classifica. Scegliere la Svizzera come destinazione green permette di visitare il territorio per ammirare aspetti paesaggistici e naturalistici inimmaginabili. Una bella esperienza è quella di servirsi  di un treno panoramico, alla scoperta di boschi, montagne, laghi. La parola d’ordine in ogni caso è “camminare nella natura”.

natura

Avete perso la prima parte? Potete leggerla cliccando qui




Weekend green in the world

Il prezzo che paghiamo per il progresso è alto: il pianeta è seriamente a rischio. Rispettare l’ambiente non è un problema solo di governi e di politiche ambientali ma è un problema di tutti. Ognuno di noi, con piccoli e semplici accorgimenti, può fare molto per contribuire a salvaguardare l’ambiente.

Evitare il dispendio di energia elettrica in casa, per esempio, spegnendo le luci quando si lascia una stanza, utilizzare lampadine a risparmio energetico, usare la lavatrice e altri elettrodomestici in orari notturni, limitare l’uso dell’acqua non lasciandola scorrere inutilmente, riciclare il più possibile, vera base per uno stile di vita green.

weekend green

Weekendpremium, molto attenta alle bellezze date in comodato dalla natura,  vuole, come di consueto,  premiare il Paese che maggiormente  si contraddistingue per  eco sostenibilità.

Vi chiediamo dunque di votare quale, secondo voi, è il Paese che può vantare il primato di essere veramente green.

weekend green

Noi abbiamo identificato:

  • Costa Rica
  • Germania
  • Islanda
  • Norvegia
  • Slovenia
  • Svizzera

E questa settimana vi raccontiamo i primi tre paesi Green rimandando gli altri tre alla settimana prossima

COSTA RICA

Anni fa la Costa Rica era quasi completamente ricoperta da foreste tropicali, montane, subalpine, fluviali, pre montane e montane basse. Alcuni la ritengono il modello ecosostenibile per eccellenza, un modello da copiare, un vero paradiso naturale e intatto salvaguardato soprattutto negli ultimi anni dopo il gravissimo problema della  deforestazione attuata sistematicamente e a ritmi serrati: secondo le stime della FAO, tra il 1973 e il 1989, le foreste della Costa Rica sono state eliminate a un tasso del 2,3% circa all’anno (da guida Lonely Planet “Costa Rica”).

weekend green

La situazione è andata migliorando grazie all’introduzione di coltivazioni di alberi adibiti a legname. E questo ha salvato molte delle foreste naturali del Paese. Inoltre il presidente, Carlos Alvarado Quesada, dal 2018, ha promosso politiche anti inquinamento importanti sostituendo le auto a benzina e diesel con auto e motoveicoli ad alimentazione elettrica.

A questo si deve aggiungere un’opera importante di rimboschimento al fine di depurare, attraverso le piante, l’aria.

L’obiettivo? Emissioni pari a zero entro il 2050.

weekend green

La Costa Rica offre molti motivi e spunti per gli appassionati dell’ambiente per cui l’ecoturismo in questo Paese è in grande crescita: oltre il 70% dei turisti stranieri che arriva qui visita uno o più siti naturalistici e la metà viene in Costa Rica per ammirare la natura e la straordinaria varietà di habitat e animali. Per questo qui c’è molta attenzione all’ecoturismo e si cerca di mantenere l’ospitalità a livello familiare in piccoli alberghi con non più di 50 camere. Insomma il Paese è la destinazione ideale per chi ama la natura intatta, fare escursioni nella giungla alla scoperta di uccelli tropicali come pappagalli coloratissimi o all’interno di una piantagione di caffè o ancora nuotare nelle limpide acque dell’isola di Tortuga a contatto con mante, delfini e squali.

weekend green

Per rispettare tutto questo e praticare un turismo ecosostenibile optate per una delle tante strutture ricettive sostenibili presenti sul territorio come bungalow, eco-hotels, alberghi ecologici.

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GERMANIA

Per secoli la bellezza dei paesaggi tedeschi ha ispirato scrittori, poeti, pittori e musicisti. La natura rigogliosa delle scure foreste della Germania ha fatto da sfondo ai racconti dei Fratelli Grimm. Il suo territorio racchiude laghi glaciali, falesie, foreste, pianure fluviali e i tedeschi sono molto attenti a preservare questo ingente e prezioso patrimonio naturale. Anche attraverso un turismo ecologico e responsabile. Per questo la Germania è ideale per le escursioni nella natura intatta. Paese europeo leader nel campo delle politiche ambientali, da decenni promuove metodi che portano a una importante riduzione delle emissioni inquinanti e a una sempre più attenta gestione dei rifiuti. Sono le regole severe e l’educazione dei cittadini che hanno permesso questi ottimi risultati.

weekend green

Il piano ambientale tedesco ha come obiettivo l’abbattimento del 55% delle emissioni nocive entro il 2030. Il budget a disposizione per il raggiungimento di tale obiettivo è pari a 100 miliardi di euro.

Una vacanza in Germania è la meta ideale per ammirare paesaggi fiabeschi e chi ama la  natura hiking, qui troverà il suo eremo. Volete vivere una vacanza green in Germania? Perché non pedalare per 270 km alla scoperta del Lago di Costanza. La pista ciclabile presente è considerata tra le più belle e panoramiche d’Europa. Potrete scoprire angoli molto suggestivi e attraverso il vostro peregrinare in sella alla bici andrete alla scoperta di altri due stati: Austria e Svizzera.

weekend green

ISLANDA

È considerata la nazione più green del mondo dove la natura regna sovrana. Non a caso se si è alla ricerca di una vacanza ecosostenibile il Paese che viene subito alla mente è proprio l’Islanda. Trekking sul ghiaccio, piscine termali, birdwatching, escursioni a cavallo, qui si vive in simbiosi con la natura che gli islandesi rispettano e salvaguardano da sempre.

weekend green

Chi ama i paesaggi intatti e selvaggi non può mancare un’escursione all’interno del Parco Nazionale Pingvellir, che si estende per 9.270 ettari nella parte sud occidentale dell’isola, è un’area naturale protetta ed è entrata, per motivi culturali, del novero dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2004. Il suo nome, infatti, significa “pianura del parlamento” perché è proprio qui che nell’anno 930 fu istituito uno dei primi parlamenti del mondo.

weekend green

L’Islanda utilizza il 99,5% dell’energia ricavata da fonti rinnovabili. Indubbiamente il numero limitato di abitanti del Paese e il potenziale geotermico e idroelettrico dell’isola sono una validissima base ma ciò non toglie che il governo e i suoi abitanti abbiano una buona dose di merito.

weekend green




Tsarabanjina, il gioiello del Madagascar

Tsarabanjina è la più grande delle isole che compongono l’Arcipelago delle Mitsio, situato nella parte nord occidentale del Madagascar, a circa 70 km da Nosy Be.

Tsarabanjina

Tradotto dalla lingua sakalava Tsarabanjina significa “l’isola dalla spiaggia bella.

Niente di più vero perché, oltre a una natura lussureggiante, sfoggia uno stupendo arenile di sabbia candida.

Tsarabanjina

In effetti l’isola è un vero  angolo di paradiso, un lembo di terra emersa di appena 22 ettari tutto votato all’ecosostenibilità dove è  la natura stessa a regolare la vita.

Tsarabanjina

Tsarabanjina offre una biodiversità unica e un ambiente naturale costituito da un groviglio di vegetazione e da piccole colline.

L’unica struttura ricettiva presente è il resort Constance Tsarabanjina che offre ospitalità in 25 villette di legno immerse in una fitta vegetazione e distribuite tra la spiaggia nord, di 270 metri, e la spiaggia sud, di circa 200 metri.

Tsarabanjina

Le villette della zona nord sono leggermente sopraelevate rispetto alla battigia che si raggiunge scendendo una decina di gradini; quelle della zona sud si affacciano direttamente sulla spiaggia.

Tsarabanjina

Il punto di forza di questo resort è senza dubbio la location e il tratto di mare che la circonda.

Ma una nota di merito va anche all’eccellente cucina che prevede piatti con prodotti locali a km 0.

Tsarabanjina

Il resort è il luogo ideale per la luna di miele: tranquillità, relax, massaggi e un fitto calendario di attività.

Tra quelle gratuite ad esempio c’è lo snorkeling, offerto con tutta l’attrezzatura necessaria per vivere esperienze indimenticabili.

Tsarabanjina

Insomma, Tsarabanjina è un paradiso, un luogo esclusivo dove i sogni possono diventare realtà.

Tsarabanjina

Avete mai pensato di immergervi e fare il bagno di notte nel mare   illuminato solo dal plancton che dà vita alla bioluminescenza, circondati dalle tartarughe marine?

Tsarabanjina

I fondali poi sono spettacolari e chi ama fare snorkeling potrà ammirare lo squalo balena che qui vive indisturbato e protetto.

In catamarano e con un kayak è possibile avvistare le varie specie di uccelli marini come l’aquila pescatrice, gli aironi o le gallinelle d’acqua.

Tsarabanjina

Si possono inoltre fare escursioni nella parte più montuosa dell’isola. Per girare Tsarabanjina a piedi basta un’ora.

Un’altra meta affascinante è la penisola che delimita la spiaggia dove, in una grande grotta circondata da rocce vulcaniche, si trova un cimitero sakalava, dove venivano sepolti in grandi piroghe, re e notabili.

Questo cimitero, ancora oggi, è frequentato dai sakalava che vanno a pregare portando offerte, generalmente rum e miele.

Tsarabanjina

Come arrivare a Tsarabanjina

L’isola si raggiunge in barca da Nosy Be dove si arriva con volo diretto da Milano o Roma.




Weekend Awards Il Premio Black In The World

Andy Warhol ha detto: “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”. Ma questo non è accaduto in Brasile dove il presidente Bolsonaro ha posto in essere politiche ambientali che hanno decretato la distruzione di 9.320 chilometri quadrati di foresta Amazzonica, ovvero un disastro ambientale di portata mondiale. La Foresta Amazzonica è parte del Patrimonio dell’umanità e per questo tutto il mondo deve intervenire e salvaguardare un gioiello di valore inestimabile.

Dal canto suo, nell’ambito di Awards 2020, Weekendpremium   assegna anche quest’anno ”il Black in The World”, il premio al “negativo”  vinto l’anno scorso appunto dal Brasile.

Quest’anno lasciamo a voi il compito di votare i Paesi  che si contraddistinguono in negativo. Noi ne elenchiamo alcuni ma liberi di aggiungerne altri:

BLACK IN THE WORLD:

Stati Uniti
India
Australia
Cina

 

STATI UNITI

Gli Stati Uniti, rappresentati dal miliardario Donald Trump poco incline alla salvaguardia dell’ambiente,  detengono il primato di responsabilità per le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.  Primeggiano anche come maggiori consumatori di concimi chimici.

CINA

Emissioni di monossido di carbonio elevatissime, uso altissimo del carbone, la Cina non si arresta e secondo molti analisti la situazione peggiorerà notevolmente nei prossimi anni per via delle  politiche che metterà in atto il governo per recuperare le perdite economiche che i mesi di lockdown dovuti al Coronavirus hanno procurato al Paese. Sembra che si voglia stimolare la nascita di industrie inquinanti come acciaierie o cementifici.

INDIA

È la Corte Suprema dell’India che ha individuato nei governi statali i maggiori responsabili del folle inquinamento  ambientale in particolar modo nella zona di Nuova Delhi e dintorni.

È solo a  novembre del 2019 che le autorità locali hanno dichiarato un’emergenza di salute pubblica a seguito dello smog presente in città misurando livelli altissimi di particolato e sostanze tossiche nell’aria. I motivi di tale situazione sono riconducibili alle centrali a carbone presenti, i cantieri edili che demoliscono e costruiscono a ritmi serrati, i mezzi pubblici che funzionano ancora oggi a gas. Questa situazione uccide ogni anno 1,2 milioni di persone per malattie polmonari.

AUSTRALIA

L’aria in Australia, dopo mesi di incendi che hanno devastato l’intero Paese, risulta essere la più inquinata del pianeta. Foreste distrutte ed estinzione di molte specie animali.

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Awards 2020: qual è il paese più green al mondo del 2020?

Il prezzo che paghiamo per il progresso è alto: il  pianeta è seriamente a rischio. Weekendpremium, molto attento alle bellezze date in comodato dalla natura, vuole, come di consueto,  premiare il Paese che maggiormente si contraddistingue per ecosostenibilità. Vi chiediamo dunque di votare quale, secondo voi, può vantare il primato di essere un Paese veramente green. Noi abbiamo identificato:

  • Costa Rica
  • Germania
  • Islanda
  • Norvegia
  • Slovenia
  • Svizzera

Costa Rica

Paesi più green: Costa Rica

Per alcuni è il modello ecosostenibile per eccellenza da copiare, un vero paradiso naturale salvaguardato e intatto. Il merito va a lunghi anni di duro lavoro. Dal 2018, il presidente, Carlos Alvarado Quesada, ha messo in atto politiche anti inquinamento che fanno la differenza. L’obiettivo? Emissioni pari a zero entro il 2050.

Germania

Paesi più green: Germania

Paese europeo leader nel campo delle politiche ambientali, da decenni pone in essere metodi ambientali che portano a una importante riduzione delle emissioni inquinanti e a una sempre più attenta gestione dei rifiuti. Sono le regole severe e l’educazione dei cittadini che hanno permesso questi ottimi risultati.

Islanda

Paesi più green: Islanda

È considerata la nazione più green del mondo dove la natura regna sovrana. Non a caso se si è alla ricerca di una vacanza ecosostenibile il Paese che viene subito alla mente è proprio l’Islanda. Trekking sul ghiaccio, piscine termali, birdwatching, escursioni a cavallo, qui si vive in simbiosi con la natura che gli islandesi rispettano e salvaguardano da sempre. L’Islanda utilizza il 99,5% dell’energia ricavata da fonti rinnovabili. Indubbiamente il numero limitato di abitanti del Paese e il potenziale geotermico e idroelettrico dell’isola sono una validissima base ma ciò non toglie che il governo e i suoi abitanti abbiano una buona dose di merito.

Norvegia

Il paese dove la deforestazione non esiste. Lo stato investe molto sulla sostenibilità. La natura in Norvegia regala scenari di bellezza estasiante: fiordi, cascate, ghiacciai e lo spettacolo dell’aurora boreale. Non resta che salvaguardare tutto questo regalo fatto dalla natura perché è un vero e proprio patrimonio ambientale. Molti paese norvegesi si sono contraddistinti per il loro impegno nell’offrire un turismo ecosostenibile ottenendo molti riconoscimenti .

Slovenia

La Slovenia è in prima linea per il rispetto dell’ambiente e in particolar modo nel settore agricolo puntando su coltivazioni con attività più sostenibili come ad esempio il biologico. Un piccolo Paese dalle grandi risorse perché ricco di un notevole patrimonio naturale fatto di parchi, fauna, flora, prati, corsi d’acqua, mari, montagne e grotte. Sul territorio ormai da diversi anni sono presenti molte  strutture ricettive  ecosostenibili come agriturismi biologici, eco-friendly hotel e tanti bed & breakfast.

Svizzera

Il 30 % del suo territorio è coperto da foreste. Una natura quasi intatta con laghi, fiumi, foreste che regalano scenari spettacolari. La Svizzera è fra le nazioni al mondo più sostenibile avendo puntato sull’uso razionale dell’energia con utilizzo di risorse naturali, su un ottimo sistema di trasporto pubblico, sull’attenzione al riciclo di materiali.  Questi sono alcuni degli aspetti che hanno permesso di raggiungere la vetta della classifica.

 

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CARAIBI LOW COST

Mare cristallino, resort da sogno, sole 365 giorni l’anno, i Caraibi regalano vacanze all’insegna del puro relax.

In particolare La Repubblica Dominicana e il Messico. Se alle meraviglie naturali e al clima eccezionale si uniscono anche i prezzi abbordabili dei mesi estivi ecco che il sogno si trasforma in realtà.

Caraibi

Una vacanza fruibile in tutti i periodi dell’anno grazie alle temperature elevate anche se a luglio e ad agosto aumenta il tasso di umidità.

La Repubblica Dominicana, spesso chiamata erroneamente Santo Domingo per via della sua capitale, è un’isola delle Antille caratterizzata a nord dalla Cordillera  e a nord – est da pianure.

Molto belli i parchi nazionali che racchiudono foreste tropicali, cascate, fauna e flora spettacolari e percorsi escursionistici interessanti.

 Ma la Repubblica Dominicana è conosciuta principalmente per le sue spiagge mozzafiato, lunghe distese di sabbia bianca e fine lambite da acque trasparenti e bordate da file di altissime palme.

Caraibi

Chi ama il diving non deve mancare di immergersi nelle acque del parco sottomarino la Caleta che si trova non molto lontano da Santo Domingo.

Il sito è considerato dagli esperti uno dei punti più belli al mondo per praticare questa attività.

MESSICO

Il Messico offre mare e spiagge da sogno uniti alla possibilità di scoprire una terra ricca di storia e tradizioni.

Nello stato di Quintana Roo è possibile ammirare 130 km di costa che si snodano dalla città di Puerto Morelos a nord, fino a Punta Vallarta, Cozumel, Cancun, Tulum e Cabo San Lucas.

Sono le mete tra le più gettonate, caratterizzate da mare cristallino, barriera corallina e bianche distese di sabbia.

Caraibi

Playa del Carmen è la località forse più famosa della costa messicana, ideale sia per chi ama il mare sia per chi è attratto dalla vita notturna.

Caraibi

Cuore pulsante della località è l’Avenida 5 un viale che corre parallelo al mare su cui prospettano locali alla moda, bar e ottimi ristoranti.

Playa de Carmen è anche un paradiso per gli amanti delle immersioni. Da non perdere l’Isola di Cozumel che si può visitare prendendo un traghetto dal porto di Playa, tappa ideale per chi intende fare snorkeling.

Siete pronti per la vostra vacanza caraibica

Caraibi




Baku, culla del mugham

Poco conosciuto dal turismo, l’Azerbaigian vanta un patrimonio paesaggistico e soprattutto culturale eccezionale. A cominciare da una tradizione musicale di grande rilievo diventata parte dello stile di vita di questo popolo. È il mugham, genere musicale riconosciuto Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità.

Ex repubblica sovietica, l’Azerbaigian si trova tra Asia ed Europa, è bagnato dal Mar Caspio, delimitato dal Caucaso ed è facilmente raggiungibile dall’Italia anche con voli diretti.

Baku

La sua capitale, Baku, che significa “città dove soffia il vento, ha il suo cuore nell’“Icheri Sheher”, la parte vecchia (Patrimonio dell’Umanità nel 2000) dominata dalla fortificazione medievale circondata da alte mura al cui interno si trovano il Palazzo degli Shirvanshah. Il complesso  riunisce tanti edifici come il Divanhane, la tomba a volta, la moschea con minareto, il mausoleo di Seyid Yahya Bakuvi, la porta di Murad, una cisterna e i resti delle terme. La Torre della vergine domina lo skyline della città. Questa costruzione avvolta dal mistero è stata utilizzata come torre di guardia con lo scopo di avvistare eventuali invasori? Era un osservatorio astronomico? O forse un antico tempio? Non si sa, ma in ogni caso  è straordinariamente bella con i suoi 29 metri d’altezza.

Baku

In città spicca il connubio armonioso  tra antico e moderno: mura risalenti al XII secolo ed edifici moderni come le Flame Towers o l’Heydar Aliyev. Una combinazione straordinaria di gotico, barocco, classico e rococò.

Le Flame Towers sono tre alte torri che svettano verso cielo e sono bellissime soprattutto al tramonto quando si accendono grazie a 10.000 led che danno vita a giochi di luci e colori.

Gli amanti dei musei non resteranno delusi. IN città ce ne sono diversi. A cominciare dall’interessante Museo del Tappeto. Meriterebbe la visita solo per la forma dell’edificio che lo ospita, a forma di tappeto. Qui si può ripercorrere la storia e l’arte della tessitura. Al suo interno si possono  ammirare oltre 1.000 esemplari uno più bello dell’altro. Per lo shopping la destinazione è la centralissima Nizami Street.

Baku

Vale la visita anche Little Venice, a fianco del Museo del Tappeto. È una città nella città, costruita nel 1960 e ampliata nel 2012 con oltre 10.000 m² di isole, ponti, ristoranti, barche, canali e le immancabili gondole.

Le vostre serate passatele a Fountains Square, chiamata anche Parapet. È una piazza alberata con al centro numerose fontane e si trova proprio nel cuore del centro di Baku.  La piazza è sempre brulicante di giovani e turisti perché ricca  di negozi, ristoranti e caffè. Se invece volete una serata più tranquilla e chic consigliamo di recarvi all’Hilton in Azdlig Av. 1  e prendere una bibita al 25° piano nel roof bar che ruotando,  a 360 gradi, vi permetterà di avere Baku ai vostri piedi.

Baku

Non resta che conoscere meglio l’aspetto folcloristico del posto. Come anticipatovi dal titolo l’Azerbaigian è la culla del mugham, una musica eseguita con 3 strumenti (kamancha, catrame e gaval). Chi canta è chi ha in carico il gaval. Il mugham è  una forma d’arte che unisce la poesia classica all’ improvvisazione musicale.

Nel paese in quasi tutti i periodi dell’anno si organizzano eventi musicali di grande interesse come il Festival del Jazz di Baku o il Festival di Gabala con musica classica o ancora il Festival di Jara che si dedica alla musica pop. Uno dei luoghi celebri per ospitare e organizzare serate di mugham è l’International Mugham Center in pieno centro di Baku. Questo luogo è per antonomasia il centro della musica azera che vuole fare conoscere ma soprattutto salvaguardare questo tradizionale genere musicale. Guardate la forma dell’edificio: raffigura un catrame che è lo strumento tipico usato per suonare il mugham .

Baku

Questo è quello che la capitale offre ma vicino a Baku ci sono altri luoghi di grande interesse. Come  la Riserva statale di Qobustan,  60 km a sud ovest di Baku, un sito anch’esso tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco dal 2007 ricco di reperti archeologici. La riserva fu istituita nel 1966  al fine di preservare ciò che essa conteneva: antiche sculture,  vulcani di fango  e altre ricchezze naturali.

A est di Baku, alla periferia, c’è un piccolo paese, Suraxani che ospita l’ Ateshgah, che può essere tradotto come “tempio del fuoco”. Anche Yanar Daĝ, a circa 25 km a nord est di Baku, la “montagna che brucia”, è interessante. Qui il fuoco arde incessantemente lungo il fianco della montagna.

Se dovessimo sintetizzare l’Azerbaigian potremmo definirlo: luogo bello e inaspettato. Non resta che scoprirlo.

COME ARRIVARE

Da Milano a Baku (5 ore circa) ci sono voli diretti con la compagnia Azerbaijan Airlines o si può volare con altre compagnie facendo scalo a Istanbul.

DOVE DORMIRE

Buona scelta di alberghi, scarseggiano invece ostelli e piccole pensioni.

Un ottimo hotel 5 stelle è Boutique – indirizzo – 19 Aziz Aliyev street 19, Sabayil , in posizione strategica rispetto ai monumenti più importanti. Si trova a soli 200 metri dalla Torre della Vergine.

COSA E DOVE MANGIARE

Nota di merito per la cucina che è varia con i classici sapori mediorientali. Molta carne e tante verdure.

Il piatto della tradizione è il plov. Gli ingredienti sono riso, carne rigorosamente di agnello, spezie, verdura e frutta secca. Un piatto ricco  che in passato veniva servito ai matrimoni o ai funerali come portata principale. Il ristorante consigliato è il Sumakh restaurant, Baku Indirizzo: 20|22 Xocali prospekti – Tel. +994 12 480 21 12

Baku

 




Guam, sogno o realtà?

Per la sua posizione strategica, nell’Oceano Pacifico, Guam era contesa da diversi stati. I giapponesi la conquistarono durante la seconda guerra mondiale, nel 1941, dandole il nome di Ōmiyatō che, tradotto, significa Isola del Grande Tempio. Fu poi  liberata dagli americani nel 1944 e iniziò una lunga fase di ricostruzione. Ancora oggi però è motivo di contrasti, in particolare da parte del dittatore nordcoreano.

Attualmente l’isola è territorio non incorporato statunitense e geograficamente fa parte dell’arcipelago delle Marianne, a una distanza in linea d’aria di 2.000 chilometri dalle isole giapponesi, dalle Filippine e dalla Papua-Nuova Guinea.

Guam

A parte il suo territorio rigoglioso e verdeggiante e i suoi paesaggi da sogno, l’isola di Guam vanta ben 4.000 anni di storia: dalla cultura pre-coloniale al sito dove Magellano sbarcò con le sue navi, ai forti spagnoli e a  siti archeologici molto interessanti.

Proprio questa sua poliedricità la rende meta non solo di chi cerca vacanze di mare e relax, grazie a chilometri e chilometri di spiagge sabbiose e barriera corallina, ma anche di chi è amante di storia, cultura e tradizioni. Queste ultime sono tutte da scoprire conoscendo più da vicino i suoi abitanti, i chamorro, cordiali e ospitali.

Guam

Alla foce del fiume Hagåtñ si trova Hagåtña, la capitale di Guam, unico centro turistico e commerciale dell’isola. Qui si trovano molti alberghi, ristoranti e qualche locale. Si può partire proprio dalla capitale per scoprire Guam iniziando dal Museo della Guerra del Pacifico di Hagatna per ripercorrerne il passato. Gironzolando per la città guardate l’architettura delle case, veramente particolare, un insieme di costruzioni che in qualche modo si sposano armoniosamente tra loro: le abitazioni in legno e pietra risalenti al periodo spagnolo con gli edifici ultramoderni in stile americano.

Al centro di Hagåtña, di fronte al Museo Guam e vicino la Cattedrale del Dulce Nombre de Maria, la Plaza de España è uno dei siti più famosi dell’isola. Durante il periodo di occupazione spagnola ospitava il Palazzo del Governatore, centro di tutte le attività di Guam. All’origine il nome era Plaza de Magalahes cambiato poi in Plaza de España. La struttura era conosciuta come la Casa del Gobierno sostanzialmente Palazzo del Governatore. Qui è presente ciò che rimane delle strutture originali risalenti a tre secoli fa. L’Azotea, cioè l’elemento strutturale dello stesso, gli Almacen Arches, gli archi che davano accesso al magazzino reale.

Guam

Costruita nel 1669, la Cattedrale del Dulce Nombre de Maria è la chiesa dell’arcidiocesi di Hagåtña, donata alla città da un capo chamorro. Originariamente era una piccola e semplice cappella di legno e paglia ed era il fulcro della città dove tutto intorno si iniziarono a costruire i vari edifici amministrativi. Oggi è il centro della comunità cattolica presente a Guam.

Il sentiero escursionistico lungo più di 4 chilometri attraversa il villaggio e arriva al Forte Santa Agueda, unico forte sopravvissuto e risalente al 1800 periodo in cui governavano gli spagnoli. Posizionato in cima alla collina Apugan, all’origine era una struttura scoperta con un parapetto in muratura a secco difesa da alcuni cannoni.

Guam
Sulla strada si incontra il ponte Tollai Acho o Ponte di San Antonio e conosciuto anche come Ponte spagnolo costruito nel 1800. È una struttura ad arco in pietra con una bella statua bronzea raffigurante una sirena,   leggenda del posto. Si trova a 330 metri a sud-est da Plaza de España.

Vicino al ponte spagnolo sorge l’Agana-Hatagatna Pillbox,   antica fortificazione difensiva giapponese. La struttura, a sei lati, è in cemento armato.

Proseguendo si incontra il Guam Angel Santos Memorial Park dove campeggiano otto pietre a forma di fungo: sono i latde, pilastri di pietra usati dagli antichi chamorros come fondamenta per realizzare le loro case fatte di legno e paglia.

Guam
Latte-Stones-foto Haijime NAKANO

Sul lungomare, nella baia di Agana, svetta il Latte of Freedom, una torre di osservazione che offre una bella vista panoramica sulla baia.

Imperdibile è la visita al Villaggio Chamorro  per conoscere usi e costumi dei nativi. Il mercoledì sera viene allestito un mercato dove è possibile assaporare la cucina locale.

Tra le spiagge più belle e suggestive, Agana Bay è vicina alla città ma se volete scorci panoramici da lasciare senza fiato allora la spiaggia da cercare è quella  di Cetty Bay che offre scenari tra i più belli dell’isola di Guam.

Guam
Uno scorcio della spiaggia Cetty Bay

La vita notturna ad Hagåtña è molto limitata ma vi sono diversi ristorantini sul lungomare che vi permetteranno di passare una bella serata davanti a un piatto della tradizione filippina o americana.

I villaggi nell’isola sono molti e tutti da visitare ma uno in particolare è interessante, Umatac. Si trova a poco più di un’ora d’auto dalla capitale.

CURIOSITÀ

Un soldato, Shoichi Yokoi, nel 1972 fu ritrovato nella giungla di Guam  ignaro che  la seconda guerra mondiale fosse finita. Visse per oltre 28 anni nascosto e convinto che fosse in corso il conflitto. Il caporale Yokoi visse cibandosi di rospi velenosi, anguille e ratti in un rifugio sotterraneo da lui costruito e sostenuto da canne di bambù. Fu trovato da alcuni cacciatori nel 1972 all’età di 57 anni. Due settimane dopo tornò in Giappone dove morì nel 1997. In un piccolo museo dell’isola è possibile vedere le trappole per le anguille da lui costruite.

COME ARRIVARE

L’aeroporto di Guam è Won Pat International Airport, cinque chilometri a est della capitale. Dall’Italia è possibile prendere un volo Alitalia con destinazione Tokyo e da Tokyo un volo per Guam.

DOVE DORMIRE

Sheraton Laguna Guam Resort  Indirizzo: 470 Farenholt Ave Tamuning 96913 Guam

DOVE MANGIARE

Table 35 Indirizzo:  665 S Marine Corps Dr, Tamuning    https://table35guam.com/

Guam

 




Porto Santo, i Caraibi d’Europa

Dopo Funchal, la capitale e più grande città dell’isola, torniamo a parlarvi di Madeira, invitandovi a scoprire questo lembo di terra vulcanica che emerge in mezzo all’Atlantico con paesaggi incantevoli. E non solo.

Porto Santo
PortoSanto_Balnearios2©Francisco Correia

È infatti la peculiarità di Madera quella di offrire un panorama turistico a 360 gradi, accontentando tutte le tipologie di viaggiatori: gli amanti del mare, gli irrinunciabili del divertimento, gli appassionati di natura e anche chi cerca di conoscere i  luoghi attraverso il loro passato. Se a tutto questo aggiungiamo un clima mite tutto l’anno e una cucina povera ma deliziosa abbiamo  gli ingredienti per una vacanza perfetta.

In questo articolo vi raccontiamo una piccola isola al largo di Madera conosciuta per il suo bellissimo mare. Ha una bellissima spiaggia di 9 km con sabbia fine e acqua turchese. Si tratta di Porto Santo, che si riesce a visitare in poco tempo viste le sue dimensioni:  è lunga 11 km e larga 6.

Porto Santo
Credit © ©Henrique S-AP Madeira

La sua capitale, Vila Baleira, che in portoghese significa “balena”, è una piccola città a misura d’uomo dove tutto ruota intorno a Largo Pelourinho e ai Giardini dell’Infante.

La piazza testimonia il passato dell’isola e lo fa attraverso i suoi monumenti come la statua dedicata ai pescatori. File di palme e bougainvillea ombreggiano questa pittoresca piazza dove ci si può fermare per il pranzo o per scambiare quattro chiacchiere con i locali.

Nello spazio campeggia un altro monumento significativo per la storia di Porto Santo ed è la Chiesa Madre, chiamata anche l’ Igreja de Nossa Senhora da Piedade. Un edificio del XVII secolo con bellissimi pannelli di azulejos, diverse volte incendiata dai pirati  sbarcati a Porto Santo. Ospita al suo interno alcuni dipinti molto belli. Non lontano sorge la “Casa Comunale” che nel XVI secolo fu una prigione.

Porto Santo

Indispensabile una visita alla Casa di Cristoforo Colombo, risalente al XV secolo, dove si dice che il navigatore abbia vissuto tra il 1479 e il 1485. Ora la casa è stata trasformata in un museo (www.museocolombo-portosanto.com).  L’edificio, completamente ristrutturato, ospita al suo interno oggetti legati alla storia della navigazione e dell’esploratore genovese. Ritratti, carte geografiche che ripercorrono le rotte da lui intraprese, il modellino di una delle sue navi oltre a un galeone che affondò di fronte alla costa nord dell’isola. Si narra che Colombo abbia trascorso diversi anni sull’isola con sua moglie, la figlia del governatore Perestrelo, per prepararsi al suo grande viaggio: la scoperta dell’America.

Porto Santo
Museu do Colombo©Alma

Sempre in centro città non mancate una visita al Centro di Artigianato: vi permetterà di scoprire i prodotti artigianali osservando all’opera gli artigiani.

Nella parte alta della città si trova l’antico  Forte di San Giuseppe, degli inizi del XVI secolo, con i suoi imponenti cannoni di ferro usati in passato per difendere l’isola dagli attacchi dei pirati francesi e algerini.

Porto Santo
Portela view point – Credit ©Francisco Correia-AP Madeira

Presso l’Alameda do Infante spicca il Monumento alle Scoperte conosciuto anche come  “Pau de Sabão”: attraverso le raffigurazioni a rilievo  sui quattro lati si ricordano le scoperte dell’ Infante D. Henrique.

A Porto Santo il paesaggio è punteggiato dai mulini a vento costruiti per la macinatura dei cereali. Al primo, edificato nel 1794,  ne seguirono altri ancora oggi funzionanti.

Porto Santo

Ma a Porto Santo è la natura che la fa da padrona con i suoi spettacolari belvedere. A 1.6 km dalla città, lungo un viale di palme e vicino a un mulino a vento, ecco Portela, il primo dei tanti belvedere che regala una incomparabile vista: ai vostri piedi, verso ovest, la lunga spiaggia, ad est il Picco di Sotto e l’Isolotto di Sopra.  Lungo il percorso dedicate un po’ di tempo alla visita della Cappella della Madonna della Grazia, un eremo risalente al 1533 costruito per dare rifugio agli abitanti che sfuggivano ai pirati. L’edificio fu più volte distrutto e ricostruito mantenendo però sempre le caratteristiche originali.

Porto Santo
Passieos a Pé Terra Cha©Duarte Teixeira

Sul Picco di Ana Ferreira si trova il belvedere della Pedreira (cava), che permette di ammirare scorci sconfinati: l’Isolotto di Fuori, il Pico do Facho e il Pico do Castelo. Quest’ultimo regala una bellissima vista sulle strette e profonde valli e permette di scattare foto eccezionali.

Il Pico do Facho, alto 517 metri, prende il nome dal fatto che in tempi antichi su questo picco, essendo il più alto dell’isola, venivano bruciati sterpi e ramoscelli, dei fasci appunto, per permettere alla  popolazione di avvistare le barche nemiche in avvicinamento.

Porto Santo
PortoSanto Praia Luamar3©Francisco Correia

Merita una menzione anche il Picco dei Fiori che si trova nella parte occidentale dell’isola, perché è da qui che si ha un’impareggiabile vista su Madera e sulle isole deserte. In prossimità c’è un luogo incantevole dov’è possibile organizzare un picnic a stretto contatto con la natura, si tratta del Sito dei Morenos. Verso ovest tra il Picco dei Fiori e il Sito Morenos ecco lo Zimbralinho, un magico luogo dove assaporare il vero relax avvolti da tanta magnificenza naturale. Impagabile un bagno nelle acque cristalline della piccola baia di Zimbralinho.

Ma Porto Santo, chiamata anche isola Bonita, è famosa per la sua spiaggia, un fazzoletto di sabbia dorata quasi deserto che si estende da Ponta da Calheta  al Club Nautico di Porto Santo, bagnato dalle acque turchesi e fredde dell’Oceano Atlantico. Grazie all’alta concentrazione di iodio, calcio e magnesio, pare che questa spiaggia abbia proprietà curative per le malattie delle ossa.

Porto Santo

Sull’isola poi è possibile fare molte attività, dalle lunghe passeggiate alle gite in barca, immersioni, windsurf, sci d’acqua, equitazione, parapendio, mountain-bike, golf.

Insomma a Porto Santo la parola d’ordine è: relax e divertimento.

COME ARRIVARE

Il mezzo più comodo per raggiungere l’isola è senza dubbio l’aereo.  Dall’Italia ci sono voli settimanali con partenza da Malpensa

DOVE DORMIRE

Consigliamo un bellissimo e raffinato hotel: Vila Baleira posizionato in un complesso fronte mare (https://www.vilabaleira.com/) Sitio do Cabeço da Ponta, 9400-909  Tel. +351 291 980 800

DOVE MANGIARE

I ristoranti sull’isola non mancano e accontentano ogni palato e ogni tasca. Consigliamo il Ristorante Mar e Sol Indirizzo: Campo de Baixo. Si trova proprio sulla spiaggia con una vista mare incantevole.  Si può mangiare sia all’Interno che all’esterno.

COSA MANGIARE

Non mancate di assaggiare gli spiedini di manzo in legno d’alloro, l’espada con banana, espetada e bolo do caco, pane fatto con la patata americana su cui si spalma del burro all’aglio (qui di seguito la ricetta).  Ordinate anche una poncha, acquavite ricavata dalla canna da zucchero, ma con moderazione.

RICETTA DEL BOLO DO CACO (pane di coccio)

Ingredienti:

500 g di farina di frumento

350 gr patate americane

15 g di lievito di birra

acqua

sale quanto basta

burro

aglio

Sbucciate e fate bollire in acqua le patate americane. Con lo schiacciapatate riducetele in purea.

Mettete la farina su una spianatoia formando una fontana nella quale aggiungerete la purea preparata,  il lievito precedentemente sciolto in acqua tiepida e un pizzico di sale. Lasciate riposare, coperto da un canovaccio, l’impasto (circa 3 ore)

Suddividete il preparato in tante porzioni. Ne dovrete ricavare tanti piccoli panetti di circa 10 cm di diametro e 3 cm di spessore. Schiacciateli leggermente e fate cuocere su una piastra, meglio se di coccio, a fuoco moderato ricordando di girare spesso i lati. Saranno cotti quando noterete una sottile crosta leggermente bruciata. Servite questo particolare pane spalmato con del burro all’aglio. È una vera delizia.

Porto Santo




Lesotho: una vacanza per veri avventurosi

Lesotho, la Svizzera d’Africa, com’è chiamato questo luogo che ha dell’incredibile è la meta  preferita dagli ex reali britannici, Harry e Meghan.

Lesotho

Si vocifera che il desiderio dei due coniugi sia quello di trasferirsi in Africa e una delle mete papabili è proprio il Lesotho. I paesi africani sono da loro molto amati per svariati motivi. Il Botswana è dove  Harry ha chiesto la mano a Meghan, l’ Angola è dove Harry ha ripercorso il cammino della madre che vi si recò per una battaglia contro le mine antiuomo e per la lotta all’Aids, il Mozambico dove Harry ha visitato i campi minati.

Ed è sempre in Africa, e per precisione nel Lesotho, che nel 2004 Harry ha vissuto e fondato, nel 2006, il Sentebale, un ente benefico costituito con il principe Seeiso, capo principale di Matsieng della famiglia reale di Basotho.

LESOTHO

Come non capire Harry! Il mal d’Africa esiste e una volta contratta questa grave malattia guarirne è difficile.

Può stupire che due personaggi abituati al lusso e ai privilegi trovino il piccolo regno del Lesotho interessante. È uno stato molto povero, dove la vita scorre lentamente, dove i servizi turistici sono praticamente assenti, dove le strade sono perlopiù sterrate con sentieri impraticabili. I divertimenti poi assenti.

Ma dunque perché questo luogo è tanto amato? Perché andrebbe visitato? Per i bellissimi scenari naturali che regala e che lasciano senza parole: montagne, laghi di tipo alpino, fiumi come l’Orange, la fauna, la flora, il silenzio, la semplicità, il ritorno alle origini.

Saranno i colori, i basotho, gli abitanti, che ancora oggi vivono in modo tradizionale in perfetta sintonia con l’ambiente che li circonda,che usano un mulo per i loro spostamenti.

Un ambiente aspro, difficile ma nello stesso tempo affascinante dove vivere una grande avventura ricca di forti emozioni. Ecco come il Lesotho ruba il cuore.

LESOTHO

Indubbiamente una vacanza particolare e non per tutti ma adatta agli amanti della natura, a coloro che dalla vacanza non cercano necessariamente comfort, sole, mare e divertimento. Ma per quelli che sono alla ricerca di una vacanza all’insegna del green, della sana attività  e dell’avventura.

LESOTHO

Questa piccola area geografica priva di sbocchi sul mare e completamente montuosa, solo il 10% della terra è coltivabile, ha catene a oriente che superano i 3.000 metri  e altipiani nella zona  occidentale.

Cosa fare dunque in questo magico luogo oltre ad assaporare un senso di libertà assoluto? Trekking, passeggiate sui pony basuto, nuotare nei torrenti e nelle piscine di roccia, andare in bicicletta a esplorare la natura incontaminata.

LESOTHO

Il punto di partenza sarà quasi sicuramente la capitale del Lesotho, Maseru, posizionata al confine ovest con il Sudafrica. L’unica città di dimensioni considerevoli del Paese.

Non possiamo certo affermare che sia una bellissima città ricca di edifici e strutture ricettive interessanti ma in ogni caso merita una visita il suo centro.  Scopritela attraverso i prodotti artigianali venduti in un singolare edificio a forma di cappello (tradizionale del luogo), il Basotho Hut. Qui il negozio è gestito dal governo mentre altri souvenir si possono trovare  sulle bancarelle di fronte all’ufficio del turismo.

LESOTHO

Iniziate a muovervi per il Paese facendo piccole escursioni nei pressi della capitale ad esempio a soli 25 km a est di Maseru con la visita all’altopiano, Thaba-Bhosiu, considerato il luogo simbolo della nazione basotho e dove Moshoeshoe fondò la nazione.

Spettacolare il panorama che si ammira dalla sua sommità, da restare senza parole.  A 35 km da Maseru, immersa tra rupi di arenaria, si trova Roma conosciuta per la presenza dell’unica università di tutto il Paese. Spostatevi poi verso sud e fermatevi a visitare una minuscola cittadina di nome Morija. Qui scoprirete la storia locale e culturale grazie anche al Museo Nazionale.  Ammirate l’edificio più antico del Paese, la macchina da stampa e una piccola chiesa.

LESOTHO

Dirigetevi verso il distretto di Mafeteng, nel sud del Lesotho. Nella valle del Makhaleng, si trova il piccolo villaggio di Malealea.  Lungo la strada che porta al villaggio non perdete un cartello che invita i turisti ad ammirare una delle porte del paradiso, Gates of Paradise Pass. A Malealea è interessante fare trekking a cavallo e visitare i tanti villaggi remoti e dormire in capanne fatte di fango e paglia.

LESOTHO

Partite ora alla scoperta di Semonkong verso il centro del Paese. Immerso tra le montagne del Thaba Put Soa,  Semonkong, che significa “Luogo del fumo”, nacque come rifugio per i basotho restati senza casa a seguito della guerra.

La parte sommitale e pianeggiante dell’altopiano di Semonkong è solcata da canyon e fiumi. Il verde brillante dei prati si sposa armoniosamente con l’azzurro del cielo macchiato di candide nuvole.

Gli incontri saranno con i pastori basotho, che con i loro tipici cappelli conici e avvolti nelle pesanti coperte di lana portano al pascolo le greggi. Di indole tranquilla e solitaria, i basotho sono molto gentili con i turisti e dietro richiesta si offrono, di accompagnarli ai piccoli villaggi della zona o spiegano loro come raggiungere le alte cascate Maletsunyane.

Potete pernottare al Semokong Lodge: è carino e ha prezzi ragionevoli. In questo lodge potrete organizzare le diverse attività che vorrete svolgere nella zona come una passeggiata con il pony o discendere in corda le cascate.

LESOTHO

Verso il centro orientale del Paese si trova la zona più selvaggia che ospita il Sehlaathebe National Park.

Il Lesotho è famoso per il Sani Pass, un valico che collega il Lesotho al KwaZulu-Natal.  Siamo all’estremità orientale del Paese. Un luogo molto suggestivo che prende il nome dall’ultimo capo tribù dei boscimani che viveva su queste montagne. È raggiungibile solo con un 4X4 o attraverso un tour guidato.

Qui è possibile fare trekking sulla Thabana –Ntleyaba, la vetta più alta di questa parte d’Africa. Chi ama muoversi in bicicletta invece può cimentarsi in un downhill attraverso i tornanti sterrati che dal Lesotho portano verso il Sudafrica.

Per dormire si può optare per il Sani Top Chalet che sembra essere il pub più alto dell’Africa. È un luogo romantico ma molto essenziale dove a riscaldare l’ambiente sono le stufe.

LESOTHOI trekking più interessanti sono quelli che si possono fare nel Parco   Nazionale Tsehlanyane  situato sulle montagne Maloti, nel distretto di Leribe, ai piedi del Passo Holomo. Il parco si può raggiungere attraversando una strada un chilometro e mezzo a sud ovest di Butha Buthe. Lungo il percorso c’è Khabo, un interessante villaggio adagiato sulle rive del fiume Hlotse che porta direttamente all’ingresso del parco.

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All’interno si trovano molti sentieri escursionistici che permettono di assistere e fotografare scenari ricchi di fauna e flora. Uno dei più bei sentieri è un percorso di 39 km che collega il parco Tsehlanyane  alla Riserva Naturale di Bokong.

All’interno del Parco   Nazionale Tsehlanyane si può pernottare al Malida Lodge e godere di rigeneranti massaggi. Dal National Park si può arrivare sino alla Bokong Nature Reserve e ammirare una meravigliosa cascata.

Non resta che preparare i bagagli e andare a vivere l’avventura più selvaggia e spettacolare del 2020.

LESOTHO




Sintra, fiaba portoghese

Inserita in un contesto naturale incantevole fatto di montagne fitte di boschi e licheni, giardini, e ricca di palazzi eleganti, Sintra è una località fiabesca. E ad incantare sono soprattutto i suoi colori: il verde della vegetazione gareggia con i colori pastello dei suoi palazzi e il blu intenso del mare. Questa cittadina portoghese situata tra le colline della Serra de Sintra merita una visita di qualche giorno. Molto spesso è visitata in giornata da chi ha scelto Lisbona come meta di vacanza ma è un vero peccato perché Sintra ha veramente tanto da regalare.

Sintra

A cominciare dal Castelo dos Mouros, una fortezza moresca in rovina del IX secolo circondata da giardini, Patrimonio dell’Umanità, che sovrasta la città regalando, quando il cielo è terso, panorami indimenticabili del centro storico e sull’Atlantico. Nel XIX secolo re Ferdinando II diede ordine di restaurarlo mantenendo però quel  fascino di antica rovina.

Sintra

Da non mancare anche il Palácio Nacional da Peña , a 200 metri dall’ingresso del Castelo dos Mouros. Il palazzo è considerato uno degli edifici più belli d’Europa e anche una delle 7 meraviglie del Portogallo. Si tratta di una bellissima costruzione con facciate dai colori vivaci che si alternano a cupole, cancelli e torri. Voluto da Ferdinando di Sassonia che ne commissionò la costruzione a un architetto tedesco, sfoggia uno stile veramente particolare e anomalo.

Sintra

Anche gli interni, che custodiscono splendidi affreschi, mobili e porcellane, sono stravaganti. Tutt’attorno al palazzo si stende il parco del Palácio, ricco di sequoie, rododendri, piante esotiche, camelie. Fra i tanti è spettacolare il Lago delle oche dove la casetta che ospita i pennuti non è altro che un piccolo castello in miniatura.  La visita al parco ruba i cuori e generalmente si perde la cognizione del tempo. Le cose da visitare sono veramente tante dunque programmate, per questa escursione, almeno un’intera mattinata. Se avete un’intera giornata a disposizione potete aggiungere la visita allo chalet della contessa d’Edla,a circa 30 minuti di camminata dal Palazzo, al Trono della Regina e per finire a Cruz Alta.

Sintra

A soli 5 minuti a piedi dal centro di Sintra si erge la  Quinta da Regaleira , uno spettacolare  complesso in stile manuelino costituito  da una piccola villa color salmone circondata da giardini. La casa fu progettata da un italiano per volere di un magnate brasiliano con interni ricchi di camini e pavimentazione è in vetro veneziano. Strepitosi anche i giardini che attraverso sentieri conducono a stravaganti edifici, caverne, grotte, laghetti, fontane. Un piccolo paradiso dove il relax è assicurato. Non perdete l’opportunità di scendere per 30 metri all’interno del Pozzo dell’Iniziazione per mezzo di una lunga scalinata in pietra. Andrete alla scoperta di gallerie sotterranee segrete e misteriose.

Sintra
La Quinta da Regaleira

A circa 7 km dal centro città, raggiungibile a piedi attraverso sentieri che serpeggiano in mezzo al bosco, il Convento dos Capuchos è una vera chicca imperdibile. È un convento costruito nel 1560 per ospitare 12 monaci. La particolarità? Tutto è minuscolo dalle porte alle celle rivestite di sughero, tanto che il convento è conosciuto anche come il Convento del Sughero. Fu abitato dai monaci sino al 1834 anno in cui i religiosi lasciarono per sempre questo lillipuziano luogo.

Poco frequentato dai turisti, il Palácio de Monserrate, in stile moresco, si trova 3,5 km a ovest del centro di Sintra e ospita al suo interno sale lussuose, come la Sala de Jantar o la Sala de Estar Indiana, e, al primo piano, gli appartamenti privati.  L’edificio è circondato da un romantico parco che regala scenari contrastanti con angoli nascosti, laghetti e cascate, sentieri in mezzo alle rovine. Pensate che il parco ospita oltre 2.500 specie di piante provenienti da 5 Paesi del mondo dando vita a qualcosa di impareggiabile (rose, conifere, salici piangenti, rododendri himalayani, yucca, agavi, camelie e bambù). Per questa escursione si consiglia la prenotazione.

Sintra
Palàcio de Monserrate

Edificio di origine moresca dalle forme essenziali, il Palácio Nacional de Sintra si caratterizza per i grandi camini di forma conica che fanno capolino dalla struttura. Gli interni sposano gli stili manuelino e moresco, e sfoggiano arredamenti d’epoca e le tipiche decorazioni con azulejos. Tra le più belle stanze del palazzo si distinguono la Stanza dei Cigni, di forma ottagonale con il soffitto che raffigura 27 cigni dal collare dorato, e la Sala delle Gazze, raffigurate anch’esse sul soffitto.

Sintra
Il soffitto della Stanza dei cigni e delle gazze

Nei dintorni di Sintra

Una bellissima e imperdibile escursione, fattibile con l’autobus 403, è quella alla volta di Cabo da Roca, 18 km a ovest di Sintra, per ammirare il tramonto. È un luogo magico a 140 metri sul livello del mare ed è il punto più occidentale del continente europeo e lo spettacolo che regala è unico al mondo.  Il poeta Luís Vaz de Camões, ammaliato dallo spettacolo della natura che il luogo evocava, definì Cabo da Roca: Qui… dove la terra finisce e il mare comincia… Questa frase, in latino, si trova incisa sul Capo Roccioso, accanto al Faro risalente al XVIII secolo non molto lontano. Raggiungete l’alta scogliera e lasciatevi incantare dal paesaggio, impervie scogliere, faraglioni che vengono abbracciati violentemente dalle acque del mare generando uno spettacolo d’acqua meraviglioso.

Sintra
Cabo de Roca

COME ARRIVARE:

Tanti i voli low cost per Sintra dall’Italia, con una vasta scelta di compagnie aeree, numero di voli, scali e flessibilità di orario. Da Milano Malpensa in 2 ore e 50 minuti si arriva a Lisbona e poi con solo 30 minuti di treno, con partenza dalla Stazione Rossio,  si arriva a Sintra.

COME MUOVERSI IN CITTA’:

Per raggiungere i vari monumenti, visto che i più importanti non si trovano in centro di Sintra ma sparpagliati nei pressi della città, indichiamo i mezzi più comodi. Due sono i mezzi più utilizzati e partono dalla stazione dei treni: l’autobus n. 434 che permette di visitare il Palácio da Pena, il Castelo dos Mouros , Palácio Nacional e il centro storico. L’altro è il numero 435 che ferma in Centro Storico e Palacio Nacional de Sintra, Quinta da Regaleira, Palacio de Seteais e Palácio de Monserrate. Per raggiungere Cabo da Roca e la vicina Cascais, sempre dalla stazione ferroviaria, prendete il 403.

DOVE DORMIRE

Un hotel carino a due passi dal centro e a 30 minuti di auto dall’aeroporto di Lisbona Portela è: Il Monte da Lua in Avenida Dr. Miguel Bombarda, 51 (http://www.residencial-monte-da-lua-sintra.lisboavive.com/it/).  L’hotel  è molto piccolo, solo 6 camere, è ospitato all’interno di un edificio di inizio Novecento. Ha una piscina, una terrazza e le camere sono dotate di wi-fi, bagno privato con doccia, set per la preparazione di bevande calde, tv.

 DOVE MANGIARE

Per assaporare la cucina portoghese non resta che fare visita al ristorante Bica São Pedro Rua 1 de Dezembro 16. Si trova in una via molto tranquilla e serve piatti tipici compreso l’ottimo bacalhau. Il ristorante è dotato di un bellissimo giardino sul retro dove è possibile mangiare.

COSA MANGIARE

Il  Portogallo ha una cucina ricca di cibi freschi e saporiti. Primeggia il pesce, in particolare il baccalà e il polpo. Ma gli amanti della carne non resteranno delusi. Da provare:

  • il Bacalhau com nata, una preparazione molto ricca di ingredienti (baccalà, patate, cipolle, besciamella e panna) ma dal sapore delicato.
  • Il Pasteis de bacalhau: delle crocchette di baccalà sminuzzato, impanato e poi fritto. Alcuni all’interno inseriscono del formaggio di capra. Una vera delizia

 Due sono i dolci tipici e tradizionali di Sintra:

  • Queijadas de Sintra delle piccole tortine al formaggio e cannella. Un tripudio di sapori per il palato
  • Travesseiros de Sintra dolci di pasta sfoglia farciti di crema d’uovo e mandorle

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