Le 10 montagne più belle del mondo

Una Top 10 per gli amanti della montagna, ma non solo, quella di questa settimana, che ci è stata suggerita dallo splendido volume fotografico “Montagne. I Giganti della Terra” (Skira Editore, 224 pag, € 50) a cura di Massimo Zanella con testo di Nives Meroi. Un libro che, partendo dalle sette vette più altre della Terra illustra, le montagne più spettacolari del mondo, dalla Patagonia all’Himalaya, dal Kilimangiaro al Ruwenzori, dall’Alaska alle vette europee, dal Monte Bianco al Cervino. Senza dimenticare le nostre Dolomiti, Patrimonio dell’’Umanità UNESCO. Noi, invece, di seguito vi sveliamo quelle che ci sono piaciute di più.

1.Cervino (Italia/Svizzera)

Per la sua inconfondibile vetta a forma di piramide, il Cervino è forse la montagna più famosa del mondo e la più fotografata, oltre a essere uno dei simboli della Svizzera. A lungo è stata anche una delle montagne più difficili da scalare. La sua vetta, che si trova a 4478 metri era ritenuta “impossibile” per la sua ripidità e la sua forma. Tuttavia, questo “tabù” è stato infranto nel 1865 quando quattro alpinisti riuscirono nell’impresa, aprendo la via ad altri avventurosi, ma anche a tanti curiosi.

2. Monte Bianco (Italia/Francia)

Perdonateci un po’ di orgoglio nazionale, ma non potevamo non inserire nella nostra TOP 10 il Monte Bianco, che con i suoi 4807 metri è la cima più altra dell’Europa Occidentale ed è anche un simbolo dell’alpinismo mondiale. È infatti nel 1786 che gli scalatori Balmat e Piccard riescono a raggiungere la sua irraggiungibile (fino a quel momento) cima. E se pensiamo che, allora, i mezzi a disposizione e le attrezzature erano molto più rudimentali di quelli oggi possiamo capire l’importanza della loro impresa. Oggi, la cima del Monte Bianco si può raggiungere sia da Chamonix, in Francia, che da Courmayeur, in Valle d’Aosta, in Italia.

3. Everest (Cina/Nepal)

Entra di diritto nella nostra TOP 10 anche la cima più alta del mondo: il monte Everest, che con i suoi 8848 metri detiene il titolo di “regina delle montagne”, ma anche di “Dea Madre dell’Universo” nella tradizione delle popolazioni che vivono alle sue pendici. Il “Tetto del Mondo” fa parte della catena dell’Himalaya, tra Cina e Nepal e la sua vetta è stata conquistata per la prima volta nel 1953. Nonostante sia la montagna più alta del mondo, nella catena dell’Himalaya ci sono cime molto più difficili da scalare, che sono costate la vita a molti scalatori che hanno tentato l’impresa. Come il K2, la cui vetta è stata conquistata per la prima volta nel 1954 dagli italiani Compagnoni e Lacedelli e, da allora, sono da altri 300. Con un triste primato, ogni cinque scalatori che provano a sfidare questo “ottomila” uno perde la vita.

4. Vinicunca (Perù)

Ci piace perché il Vinicunca, che fa parte della catena delle Ande e appartiene geograficamente al Perù, ha qualcosa di magico. Chi arriva qui, dopo un trekking impegnativo che può durare anche cinque giorni, si trova davanti a uno spettacolo incredibile. La montagna, che è alta 5200 metri, ha l’aspetto di un arcobaleno colorato, con sfumature che vanno dall’ocra all’arancio, dal viola al verde al giallo e all’azzurro, tanto che è conosciuta anche come “la montagna dai sette colori”. Il perché di questo fenomeno si spiega perché, milioni di anni fa, qui si sono depositati materiali come ferro, zolfo, rame, ematite e dolomite che oggi creano questo incredibile effetto. La “montagna arcobaleno”, poi, per secoli è rimasta sepolta sotto uno strato di ghiaccio che solo sciogliendosi ha rivelato gli incredibili colori.

5. Monte Fuji (Giappone)

Con i suoi 3774 metri è la montagna più alta del Giappone, ma anche uno dei simboli del paese e protagonista di miti, leggende e tradizioni. Ogni anno, sono più di 200 mila gli escursionisti e gli scalatori provenienti da tutto il mondo che si avventurano sulla vetta per ammirare l’alba. Inconfondibile la sua forma a cono con la punta innevata, che ci ricorda la sua vera natura: quella di un vulcano, la cui ultima eruzione è avvenuta nel 1707.

6. Kirkjufell (Islanda)

Anche se non è all’altezza degli altri giganti della Terra (misura solo 463 metri), il Kirkjufell, situata sulla costa nord dell’Islanda è la montagna più fotografata di tutto il paese ed è addirittura stata protagonista del set della 6 e della 7 stagione della celebre serie “Il Trono di Spade”. Il suo nome significa “Montagna della Chiesa” perché la sua forma appuntita ricorda quella di un campanile” ed è il risultato dell’azione dei ghiacci che hanno eroso le sue pareti. Ma la sua peculiare bellezza è lo spettacolo che offre quando viene illuminata dall’aurora boreale, in un paesaggio fiabesco di cascate, luci e foreste.

7. Table Mountain (Sudafrica)

Disegna il profilo di Cape Town ed è considerata una delle sette meraviglie naturali del mondo. Table Mountain, in Sudafrica, è alta solo 1086 metri, ma raggiungere la sua cima, con un trekking o con la funivia, consente di ammirare uno degli spettacoli più belli della Terra, con vista mozzafiato su Cape Town e sull’Oceano, ai confini del Mondo. È una delle destinazioni più visitate del mondo e imprescindibile per chi si reca in Sudafrica.

8. Mauna Loa (Hawaii)

Il Manua Loa, che svetta tra i fiori tropicali e la vegetazione lussureggiante delle Hawaii, è il vulcano attivo più grande del mondo. La sua cima si trova a 4169 sul livello del mare ed è superato di 36 metri dal suo “vicino” Mauna Kea. Tuttavia, il Manua Loa ha una struttura a forma di cono che poggia sul fondale oceanico profondo 5000 metri e la sua altezza complessiva supera quella dell’Everest. È uno dei cinque vulcani attivi che formano l’isola maggiore delle Hawaii e offre uno degli spettacoli della natura più belli del mondo.

9. Kilimanjaro (Tanzania)

Con i suoi 5895 metri è la cima più alta dell’Africa, oltre che uno dei vulcani attivi più altri del pianeta. Il Kilimanjaro è composto da tre coni vulcanici, Kibo, Mawenzi e Shira. Tra il primo e il secondo si trova una piattaforma di circa 3600 ettari che viene chiamata “Sella dei venti” ed è la più grande area di tundra di altura in Africa. I suoi versanti ospitano animali esotici e in via di estinzione, tra cui leopardi ed elefanti. La sua caratteristica punta conica è ricoperta da un ghiacciaio perenne, il Ghiacciaio di Rebmann. La sua vetta è stata conquistata dall’uomo nel 1889.

10. Monte Roraima (Venezuela)

Sorge nel cuore dell’America Meridionale, nello stato di Bolivar, in Venezuela, ed è una delle formazioni rocciose della Terra. Il Monte Roraima è uno spettacolo della natura che sembra emergere dalle nubi ad altezze diverse. Gli indigeni del luogo lo chiamano “Madre di tutte le acque”, poiché dalla sua vetta di 2739 metri nascono cascate mozzafiato, che a loro volta alimentano diversi corsi d’acqua. Si affaccia, oltre che sul Venezuela, anche su Brasile e la Guyana, i cui confini si incontrano sulla sua cima. Qui si possono trovare una vegetazione e una fauna unici al mondo, tra cui piante carnivore e rane nere. La sua forma inconfondibile e il suo paesaggio lunare hanno anche ispirato Sir Arthur Conan Doyle per il suo celebre romanzo “Il mondo perduto” da cui è stata tratta la saga di Jurassic Park.




La Valle dell’Aniene, un regno verde per santi, aquile e imperatori

Testo e foto di Raffaele d’Argenzio©

Prima di arrivarci, per me l’Aniene era soltanto un affluente dell’importante e famosissimo Tevere e della sua Valle “non me ne poteva fregar de meno”, come dicono a Roma e non solo. Eppure, qualcosa mi attirava, forse l’istinto, forse anche aver saputo che in quella valle nidifica una delle poche coppie di aquila reale, che vivono in Italia, e a Licenza alla regina degli uccelli hanno dedicato un museo, da vedere. (Sapevate che l’aquila reale vive fino a 20 anni in libertà e può raggiungere i 50  in cattività?).

Mi solleticava il fatto che l’aquila era anche il simbolo delle legioni romane e, chissà, forse nella valle dell’Aniene c’era già la loro antenata, e proprio lei aveva ispirato ai Romani il loro simbolo. In questa valle insieme all’origine dell’Aquila Romana, si possono trovare le origini dei Latini, dei Sabini e degli Equi, piccoli popoli che contribuirono alla nascita della Grande Roma, che le diedero le ali per far volare in alto l’Aquila romana.

Vicovaro, tra l’Oasi francescana, gli eremi di San Benedetto e l’acquedotto romano

Certo l’aquila dall’alto vede un manto verde che copre queste colline che l’Aniene abbellisce con il ricamo del suo alveo, ma anche io dal finestrino dell’auto vedo bei prati e boschi di castagni. La prima tappa è il borgo di Vicovaro, a soli 30 km da Roma, ma che sembra un altro mondo, sensazione che si concretizza nell’avere un convento come albergo.

Uno scorcio del borgo di Vicovaro

L’Oasi Francescana, infatti, è un convento che i frati francescani, ormai in pochi, hanno lasciato in gestione ad una piccola cooperativa. Le camere sono le vecchie celle, ristrutturate con bagno ma senza televisore e lussi inutili. Grandi sale e corridoi, ma il bello si trova nell’immenso parco che nasconde sorprese…sorprendenti. Un bellissimo viale e poi sul retro una discesa scavata nella roccia che ci porta ripidamente sulla parete scavata in millenni dall’Aniene.

Sul fianco di questo costone, a strapiombo sul fiume che scorre in basso, troviamo le dimore scavate nella roccia calcarea, degli antichi eremiti che vi vivevano in povertà e in preghiera. Chi è andato in Cappadocia ci dice che è inutile andar fin lì per vedere cose simili. Qui basta scendere degli scalini, anche se ripidi. E qui vediamo anche la cappella di San Benedetto che ci è passato e vissuto verso il 500 d.C.

La cella di San Benedetto, le celle degli eremiti e l’acquedotto romano

E qui si trova anche un pezzo dell’acquedotto romano, scavato nella roccia ed ancora percorribile. Ma oggi questa queste cappelle e l’acquedotto non sono visitabili, se non con permessi speciali, dato che potrebbero essere pericolosi.  Ma c’è un’altra parte degli Eremi che è stata restaurata ed è visitabile, suggestiva specialmente di sera, con le luci che ne arricchiscono il fascino.

Ma a Vicovaro c’è anche l’importante palazzo Cenci-Bolognetti collegato, con affreschi, roseti e antiche carrozze che raccontano un territorio sereno, in quanto in questa valle si trovano più palazzi e meno castelli, un mondo più adatto alla villeggiatura che alla guerra.

L’interno di Palazzo Cenci Bolognetti

Le ville di Orazio, Nerone e Traiano, seguendo l’Aniene

E sì, già nell’antica Roma c’era il problema dell’inquinamento dovuto al sovraffollamento e a quartieri poco igienici, e quindi chi poteva già allora cercava aria salubre e verde seguendo l’Aniene, così vi troviamo la villa di Nerone presso Subiaco, quella di Orazio a Licenza e quella immensa di Traiano ad Arcinazzo Romano.

La Villa di Traiano ad Arcinazzo Romano

Subiaco, dove visse San Benedetto e dove fu stampato il primo libro in Italia

Seguendo l’Aniene arrivo a Subiaco, qui il nostro fiume ha più pendenza e quindi acquista forza. Infatti, nei secoli scorsi forniva energia ai mulini e alla produzione di carta pregiata, non per nulla proprio qui è stato stampato il primo libro in Italia, con il processo dei caratteri mobili, da monaci che l’avevano imparato in Germania, dove l’aveva inventato Gutenberg.

L’Aniene presso Subiaco e il borgo antico

Monaci benedettini, immaginiamo, dato che fu qui che San Benedetto visse circa 30 anni e qui nel 500 d.C, realizzò dodici monasteri, creando il monachesimo occidentale. Secondo San Benedetto gli eremiti e i religiosi non dovevano vivere isolati ma dovevano vivere in monasteri e del proprio lavoro. (ORA ET LABORA: come non essere d’accordo?) Subiaco è davvero un borgo bello e interessante. Vi si trovano i resti della villa di Nerone, il monastero di San Benedetto e quello di Santa Scolastica, sua sorella gemella.

Monastero di San Benedetto

Ma non dimentichiamo il coro polifonico “Città di Subiaco”, un’eccellenza internazionale, che spazia dai canti gregoriani alla musica colta contemporanea. Tutti non professionisti, guidati dall’energico presidente Alberto Foppoli. Subiaco è un borgo che merita, una tappa da non dimenticare.  Qui come in tutta la valle dell’Aniene si sente un’energia positiva, orgogliosa d’essere.

Bellegra, dalla Cella di San Francesco alla Grotta dell’Arco

Dopo il convento di San Benedetto, arriviamo a quello di San Francesco a Bellegra, decisamente questa è anche una valle “santa”. Il convento è mistico. Qui il santo di Assisi è passato nel 1223, settecento anni dopo San Benedetto e qui si conserva la sua cella e un suo cappuccio. E c’è anche il ricordo lontano di come riuscì a convertire tre ladroni. Per souvenir, ho preso del buon miele di castagno, con il solo conservante di quest’aria mistica e beata.

Ora dalla cella di San Francesco passiamo alla Grotta dell’Arco, un complesso di grotte carsiche, scoperte soltanto all’inizio del secolo scorso. Non ha stalattiti come guglie appuntite, ma sono piuttosto tondeggianti, corpose, e fra loro ora svolazzano pipistrelli piccoli e innocui.

La Grotta dell’Arco

Tuttavia, in una delle grotte sono stati trovati resti di grossi orsi che certo non erano innocui. In alto vediamo anche dei graffiti, lasciati da uomini preistorici. L’arco è in parte caduto, ma fa sempre il suo effetto.

La presenza dell’Orso e graffiti preistorici

Gli Altipiani di Arcinazzo: ieri la villa di Traiano, oggi il Parco Avventura “For Nature”

Nell’Alta Valle dell’Aniene (850m. s.l.m.) ci aspetta l’immensa villa di Traiano ( che si estende per ben 5 ettari), o almeno quello che resta, dato che nei secoli è stata spogliata di molte delle sue ricchezze. Infatti, tanti capitelli li abbiamo visti nel convento di Santa Scolastica, e forse sarebbe il caso di riportarli qui, il loro vero posto storico e… legale.  La villa è davvero imperiale e spesso viene usata per concerti, come quello molto suggestivo a cui ho avuto la fortuna di assistere, con la partecipazione del Maestro Mariotti.

Concerto all’interno della Villa di Traiano. A sinistra, il Maestro Mariotti

Ad appena 6 km, continuando a salire, non troviamo una villa ma qualcosa di ugualmente bello, un teatro con pareti di alberi e un “concerto” di voci giovani, che qui hanno creato il parco avventura “Altipiani Adventures Ride For Nature” che avvicina alla natura. La struttura è diretta da Leonardo Lupi, un quasi trentenne che ha creduto nel turismo di questa valle e ha creato lavoro per sé e per altri giovani come lui. Sì, anche questo è un concerto che mi piace.

L’Altipiani Adventures Ride For Nature

Tivoli, dove l’Aniene crea ville favolose

Riscendiamo questa verde e favolosa valle, purtroppo, non abbiamo raccontato tutto, ma è un buon auspicio per ritornarci. Abbiamo attraversato le terre dei Sabini, degli Equi e dei Latini, boschi infiniti di castagni e querce, visitato conventi e chiese, seguito il Cammino di San Benedetto e le apparizioni di San Francesco, abbiamo visto ville di imperatori e di poeti.

E ora l’Aniene a Tivoli si veste di schiume candide e riflessi blu, sale sul palco si tuffa in cascate e dà spettacolo in meravigliose ville, come Villa Gregoriana, Villa d’Este e Villa Adriana.

L’immenso parco di Villa gregoriana con la cascata formata dall’Aniene

Sazio e stanco scivola verso Roma ormai vicina, città imperiale che a noi piace guardare da lontano con gli occhi di quella aquila reale che volteggia nella valle dell’Aniene e da millenni non lascia mai.

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DOVE DORMIRE

*Oasi Francescana***, Strada Statale 5, 47, Vicovaro (Roma), tel 0774/492391, www.oasifrancescana.it. Una piacevole sorpresa in atmosfere d’altri tempi.

DOVE MANGIARE

*Azienda agrituristica Fattoria Patrizi, via Fontana Fresca 12, Bellegra (Roma), tel 333/777365. Menù con piatti della tradizione laziale, pecorino eccellente con ambientazione che fa riferimento al Far West.

*La Locanda del Poeta, via Turanese 39, Collalto Sabino (Roma), tel 329/2428900, www.lalocandadelpoeta.com Ristorante di buona classe con ricerca di materie prime di pregio.

 




Un weekend tra Halloween, foliage e buoni sapori

L’autunno entra nel vivo e si può approfittare del weekend per andare alla scoperta dei paesaggi più belli d’Italia e del loro foliage. Ma ottobre è anche il mese in cui si festeggia Halloween, ed è un’occasione per divertirsi con tutta la famiglia. Senza dimenticare gli eventi legati all’arte e ai buoni sapori. Ecco allora gli eventi che abbiamo selezionato per voi nel fine settimana del 23 e 24 ottobre.

A Cumiana (TO) Halloween si festeggia al Bioparco Zoom

Sabato 23 ottobre, con replica anche nel weekend del 30 e 31, al Bioparco Zoom di Cumiana (TO), in Strada Piscina 36, si festeggia Halloween e Il Dia de los Muertos insieme ali animali del parco. Per l’occasione il parco si trasformerà in un luogo magico, con scheletri, fantasmi, streghe e zombie per rivivere le atmosfere di due delle feste più spettacolari e affascinanti legate alla commemorazione dei defunti.

Halloween, festa di origine celtica legata alla fine dell’estate, con elementi tipici come zucche, granoturco e spaventapasseri, è diventata poi la “Notte di tutti gli spiriti”. Il Dia de Los Muertos, invece, è la spettacolare festa messicana che celebra il legame tra i vivi e i morti con abiti sgargianti, maschere, fiori e cibi tradizionali. Al Bioparco, i più piccoli potranno prendere parte a diverse attività, tra cui “dolcetto o scherzetto”, la decorazione delle zucche e ascoltare storie “paurose” adatte alla loro età.

Presso l’anfiteatro di Petra, poi, spettacoli notturni con il fuoco e si potrà cenare con menù a tema nel dehor all’aperto, con tavoli distanziati nel rispetto delle norme anti Covid. Anche gli spazi dedicati agli animali, gli habitat dei suricati, dei lemuri, delle tigri e delle giraffe, saranno decorate con le zucche, non solo come cibo, ma anche come passatempo.

INFO: www.zoomtorino.it

All’Oasi Zegna (BI) per ammirare il Foliage

Sabato 23 e domenica 24 ottobre, si può andare alla scoperta del foliage nel Bosco del Sorriso dell’Oasi Zegna, in provincia di Biella, che in autunno si colora come una favolosa tavolozza di giallo, arancio, rosso, viola e marrone. Un’occasione unica per ammirare e immortalare con l’obiettivo uno dei paesaggi più belli d’Italia.

Sia sabato che domenica sono previste due passeggiate adatte a tutti, di circa due ore, una al mattino alle 10 e una alle 14. Il ritrovo per la partenza è al Bocchetto Sessera (Bielmonte) e di parte 30 minuti dopo il raduno. Si cammina tra betulle, faggi, larici, ammirando panorami mozzafiato, in un vero e proprio percorso esperienziale. Si raccomanda un abbigliamento adatto alla montagna in autunno: pile e giacca a vento, scarpe da trekking o scarponcini da montagna. Benvenuti anche gli amici a quattro zampe.

Il percorso può essere effettuato anche dai passeggini con ruote da trekking. Possibilità di pranzare con i piatti del territorio, come polenta concia e caldarroste, presso la locanda Bocchetto e il ristorante Bucaneve. Prenotazione obbligatoria. Quota di partecipazione: adulti e 12, ragazzi 8-16 anni € 10, bambini con meno di 8 anni gratis.

INFO: tel 015/0990725-349/6252576, overalp@overalp.com, www.overalp.com

Colori e sapori d’autunno sull’altopiano di Asiago (VI)

Nel weekend del 23 e 24 ottobre, ad Asiago va in scena l’autunno. Torna infatti Asiago Foliage, la manifestazione dedicata ai colori, profumi e sapori dell’Altopiano.  Per due giorni i visitatori potranno godere dei magnifici panorami di Asiago, della bellezza della natura con boschi e prati che si colorano come la tavolozza di un pittore, in tutte le sfumature dal giallo al rosso, dall’arancione al marrone al viola. Tantissime le iniziative in programma, tra passeggiate guidate, laboratori artistici e creativi dedicati ai più piccoli, mostre fotografiche e artistiche, mercatini di prodotti tipici, fiori e piante, artigianato e hobbistica.

Non mancheranno nemmeno gli eventi gastronomici grazie ai quali poter scoprire i prodotti tipici e i sapori del territorio. Inoltre, presso il Museo dell’Acqua, in occasione di Asiago Foliage si potrà esplorare la grotta didattica Kinderlock, dedicata ai giovani esploratori, che potranno percorrere cunicoli avventurosi per raggiungere la misteriosa stanza delle meraviglie. Ingresso gratuito.

INFO: www.asiago.it

Ravenna festeggia…la sua Darsena

Il 23 e 24 ottobre, a Ravenna si tengono “Imbarco in Darsena 2” e “Guarda che Darsena” con visite guidate a piedi e in bicicletta per scoprire storia e attualità della Darsena, tra spettacoli, arte, sport, musica, storie e persone. Ricchissimo e coinvolgente il programma.

Tra le passeggiate a piedi: La storia del Quartiere e della Darsena (sabato alle 10 e domenica alle 15), un tour di 60 minuti per scoprire storia e archeologia della città; Darsena tra le due guerre (sab alle 11 e dom alle 10), per scoprire la Darsena nel periodo compreso tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Per chi, invece, preferisce i tour in bicicletta ci sono i tour: Lo sport in Darsena (sab e dom alle 10.30), un giro di 90 minuti alla scoperta della storia della Darsena e dei luoghi più importanti legati allo sport; Street Art (sab alle 11.30 e dom alle 11) un tour di 60 minuti per scoprire i murales e gli artisti che hanno colorato la Darsena; Archeologia industriale (sab alle 12 e dom alle 16), per riscoprire la Darsena meno conosciuta; Darsenarama, (sab alle 14.30, 15,16.15, 16.45, 18 e 18.30) per assistere a uno spettacolo itinerante e caleidoscopico nei luoghi della storia del quartiere.

Sabato 23 alle 11 e alle 15 ci sarà poi l’Urban Role Play, un gioco di ruolo di 120 minuti in cui i giocatori dovranno fondare un’impresa che potrà ricevere finanziamenti solo se contribuirà al miglioramento della qualità della vita in città. Domenica 24, alle 14.30 e alle 16.30, va in scena L’isola dell’Approdo, una caccia al tesoro a squadre alla ricerca del mistero nascosto nell’isola che dà il titolo al gioco.

INFO: www.darsenaravenna.it

Halloween a Cinecittà World (Roma)

Un’occasione imperdibile per trascorrere un weekend a Roma, quello del 23 e 24 ottobre (ma Halloween di festeggia fino al 31 ottobre) a Cinecittà World di Roma (in via Castel Romani 200) in occasione del mese dedicato ad Halloween. Il parco dei divertimenti dedicato al cinema, infatti, si anima di vampiri, streghe, zombie e fantasmi con tanti eventi a tema, tra zucche, pannocchie, covoni e ragnatele e ben 9 nuove attrazioni.

Ogni giornata si apre con l’Halloween Show, dove poter rivivere le emozioni del grande e del piccolo schermo, con i personaggi della Casa di Carta, The Walking Dead, Harley Quinn, V per Vendetta, a cui seguirà la paurosissima Zombie Walk. Torna anche la Horror House, un percorso al buio tra le scene più terribili della storia del cinema horror, da The Ring a Nightmare, da L’Esorcista a Venerdì 13, fino all’antro di Voldemort, ispirato alla saga di Harry Potter.

Non mancheranno nemmeno i Cinetour tra i set originali animati da mummie viventi sul set di Cleopatra, Zombie dal Cimitero dei Morti Viventi, fino agli antichi romani. Per i più coraggiosi, ci sono le montagne russe Inferno, ispirate all’Inferno di Dante nei 700 anni della morte del Sommo Poeta. Al Circo Fellini arriva poi Clownstrofobia, con i clown più famosi dei film horror come Joker o IT.

Per i più piccoli c’è il Bosco Segreto, dove incontreranno i personaggi delle favole, da Malefica e Grimilde, alla strega di Biancaneve. Ingresso: intero € 27, bambini fino a 140 cm € 22. Possibilità di pacchetto weekend a € 49 a persona (2 gg al parco + Hotel)

INFO: www.cinecittaworld.it

A Palermo c’è la “manciataria”

Sabato 23 ottobre, a Palermo, una delle città più famose del mondo per il suo street food, si tiene la Manciataria, un itinerario gastronomico di due ore fatto di antiche ricette e luoghi monumentali, con soste golose per assaggiare i cibi tipici e, per finire in bellezza, un bel bicchiere di vino sulle balate ormai asciutte della Vuciria. Si parte alle ore 17 da Piazza Marina, davanti al Palazzo Chiaromonte.

Si toccheranno poi i luoghi dove le monache di clausura preparavano sfincioni e dolci prelibati, si scopriranno le origini del panino “cca meusa” e delle arancine, si gusteranno panelle e cazzilli. Si ascolteranno le storie di che cosa mangiavano i nobili negli splendidi palazzi, con il rumore delle posate che usciva dalle finestre e faceva sognare e venire l’acquolina in bocca ai poveri affamati.

Il tour prosegue quindi alla scoperta delle antiche pasticcerie, ormai scomparse, dove donna Franca Florio era solita mangiare la sua Iris con la ricotta e dove venne realizzata la prima cassata siciliana con la frutta candita. Il tour sarà condotto da guide turistiche abilitate e sarà svolto nel rispetto delle norme anti Covid, con obbligo di mascherina, distanziamento e gel per le mani. Quota di partecipazione € 15 comprensiva di guida e degustazioni.

INFO: esplorasitisicilia@gmail.com




Milano: viaggio nei sapori

Milano: viaggio nei sapori.  Milano conferma la propria vitalità con il lancio di “Il Gusto del Duomo”,  aperture di ristoranti esotici, la prima edizione di Milano Restaurant Week

 

 

Riapre “Saigon”: delicata raffinatezza e  profumati sapori della cucina vietnamita

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Grazie all’ambiziosa visione di Luca Guelfi,  Milano, che sta ritornando a piccoli passi a ripartire in grande stile, potrà finalmente riassaporare la raffinata cultura culinaria del sud est-asiatico con la tanto attesa riapertura di Saigon, il nuovo angolo di Vietnam nel cuore della città.

 

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Gli amanti dei delicati sapori della cucina moderna vietnamita lo scopriranno nella nuova location in via Archimede 14, a pochi passi dall’originario spazio.

Il nuovo Saigon è uno spazio intimo e riservato con una capienza di 60 coperti e un accogliente déhors che può ospitare fino a 30 persone: un meraviglioso mondo asiatico e vietnamita pieno di sapori, colori e raffinate atmosfere esotiche.

Oggetti originali importati dai luoghi più disparati del mondo, atmosfera “Indochine Style”, pavimento in legno Versailles, boiserie in paglia di Vienna, sedie e sgabelli in velluto rosso a nido d’ape, illuminazioni anni 30/40 dei maestri vetrai Venini e dipinti alle pareti di importanti pittori vietnamiti dell’epoca.

 

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Un luogo speciale e unico nel suo genere, un viaggio di gusto alla scoperta di quei luoghi lontani, perfetto per un’esperienza sensoriale memorabile.

L’Executive Chef Emanuele Gasperini propone un menù ricco di sapori dei tipici piatti tradizionali vietnamiti, profumati e speziati: la tradizionale zuppa Pho Bo e i gamberi avvolti su bastoncini di canna da zucchero, i tipici GOI CUON roll freschi in carta di riso, i CHA GIO involtini fritti cucinati nelle diverse versioni, le polpettine di granchio con spicy mayo, i noodles di riso saltati in padella e il filetto di manzo in salsa di ostriche. Alla cucina tradizionale vietnamita si affiancano specialità moderne, tra cui insalata di anatra glassata e il black cod marinato al miso su letto di Bok Choi.

 

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Insieme con eccellenti cocktail con frutta esotica e signature cocktail Saigon per un connubio tra gusto esotico e contemporaneo.

Saigon, via Archimede 14, www.lucaguelficompany.com

 

 

Milano: viaggio nei sapori.  “Il Gusto del Duomo”,  i dolci degli Ambasciatori

Veneranda Fabbrica del Duomo e l’associazione italiana Ambasciatori del Gusto annunciano il progetto “il Gusto del Duomo”, i dolci di Cesare Battisti, Carlo Cracco e Gianluca Fusto.

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La valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale rappresentato dalla Cattedrale di Milano di cui Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano è artefice e custode dal 1387, incontra la valorizzazione del patrimonio e della cultura enogastronomica italiana di cui si occupa l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto (AdG).

 

 Il-Torrone-del-Ratana

Il-Torrone-del-Ratana

Le due realtà annunciano la firma di una inedita convenzione che porta alla nascita del progetto “Il Gusto del Duomo” per sostenere, insieme, le opere di restauro del monumento simbolo di Milano.

Non è un caso, infatti, che varie tradizioni gastronomiche milanesi abbiano intrecciato la propria storia con quella del Duomo: il risotto allo zafferano, ad esempio, secondo la leggenda, sarebbe nato proprio qui, dai colori dei mastri vetrai.

Dunque questa antica tradizione viene riproposta con la vendita di alcuni speciali prodotti, per destinarne il ricavato ai restauri del Duomo.

La prima  iniziativa del progetto,  intitolata “Il Gusto del Duomo. Insieme per il Simbolo di Milano” consiste nella realizzazione da parte di Ambasciatori del Gusto di alcuni prodotti enogastronomici che, con i loro ingredienti, ricordano la tradizione milanese.

La vendita di tali prodotti, nello shop fisico e digitale di Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, contribuirà alla raccolta fondi dell’ente.

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I primi tre Ambasciatori del Gusto protagonisti del progetto sono Cesare Battisti, Carlo Cracco e Gianluca Fusto che per l’occasione, anche in vista delle imminenti festività natalizie, presentano un trittico d’autore all’insegna della dolcezza: Il Torrone del Ratanà al riso soffiato e  lo zafferano in pistilli., I Baci di Cracco e i Biscotti di Milano, a base di super friabile base di Farina di Riso e Zafferano.

Gli interventi di restauro del Duomo di Milano riguardano  il completamento dell’intervento sulla Guglia Maggiore che porta la Madonnina, il possente Organo della Cattedrale, il più grande d’Italia per numero di canne e registri, l’incessante opera di restauro di guglie, vetrate e altri elementi architettonici.

I prodotti saranno acquistabili presso il Duomo Shop, punto vendita ufficiale della Veneranda Fabbrica, e si possono preordinare sul sito di e-commerce

www.duomoshop.com

 

 

Milano: viaggio nei sapori dei quartieri con Milano Restaurant Week

Da venerdì 22 a domenica 31 ottobre la prima edizione di  Milano Restaurant Week, iniziativa che celebra la varietà gastronomica della città offrendo la possibilità di scoprire l’anima dei suoi quartieri con menù degustazione a prezzi speciali

 

Milano-Restaurant-Week_01
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Milano conferma la propria vitalità ospitando, la prima edizione di Milano Restaurant Week, iniziativa promossa da Milano&Partners con Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Confcommercio Milano e Nexi per valorizzare il mondo della ristorazione, coinvolgendo capillarmente la città e i suoi quartieri.

Questa prima edizione, che nasce in concomitanza con le manifestazioni Tuttofood e HostMilano in Fiera Milano Rho, si pone, da un lato, come un segnale importante per la ripresa del settore, dall’altro, è orientata a promuovere in modo originale la scoperta della multiforme offerta gastronomica del territorio.

Milano-Restaurant-Week_03
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Per il pubblico sarà possibile prenotare tramite l’innovativa piattaforma Milano Restaurant Week un’esperienza culinaria unica a un prezzo speciale, scoprendo – in base al quartiere e alla tipologia di cucina – i vari ristoranti e i menù degustazione proposti a prezzo fisso.

 

 

Anche a Milano al via la nuova edizione del TheFork Festival

E’ cominciato TheFork Festival: in più di 2.000 ristoranti in Italia sconto del 50% su tutti i piatti per stimolare il settore e prolungare il trend positivo dell’estate.

TheFork, piattaforma leader per la prenotazione online dei ristoranti, organizza il più grande evento della stagione nel settore della ristorazione,  che durerà fino al 28 novembre.

 

L’obiettivo è quello di incentivare le prenotazioni nei ristoranti incoraggiando i clienti a vivere sempre più esperienze gastronomiche fuori casa dando così seguito al trend positivo dell’estate e sostenendo il mondo della ristorazione.

Il Festival, molto atteso dal settore, ha dimostrato la sua efficacia già nelle passate edizioni.

Le offerte speciali rappresentano una forte leva, che i ristoratori possono usare per rendere la loro cucina alla portata di un pubblico più ampio e per attrarre nuovi clienti.

Attraverso offerte speciali, i clienti sono maggiormente incoraggiati ad andare al ristorante e vivere esperienze gastronomiche uniche a prezzi vantaggiosi.

La Guida MICHELIN, partner di TheFork dal 2019, parteciperà al Festival offrendo i ”MICHELIN Specials”, una selezione unica di esperienze gastronomiche presso alcuni ristoranti menzionati dalla Guida.

 

 

 

 

 




Le 10 città più belle del mondo

Davvero difficile sceglierne solo 10, ma questa settimana, per la rubrica TOP 10, siamo andati alla ricerca delle città più belle del mondo. Non necessariamente grandi, o famosissime, ma che, comunque, ci hanno colpito. Sicuramente ognuno dei nostri lettori avrà la sua preferita, il suo luogo del cuore, quindi, vi presentiamo le 10 città più belle del mondo “secondo noi”, cercando di attingere da tutti e cinque i continenti.

1.Siena (Italia)

Non possiamo che cominciare dalla nostra bella Italia. E tra le città più belle del mondo, secondo noi c’è Siena, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995. Adagiata sulle dolci colline del Chianti, dove nascono vini unici, circondata da antichi borghi ricchi di arte e di storia, con il paesaggio lunare delle Crete Senesi, la città è un vero e proprio gioiello visitato ogni anno da turisti provenienti da tutto il mondo, non solo per assistere al suo famosissimo Palio, che si tiene in Piazza del Campo due volte all’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, ma anche per ammirare il suo centro medievale, salire sulla Torre del Mangia, alta 102 metri, passeggiare tra gli antichi palazzi dai muri rossi, ammirare la Fonte Gaia e assaporare le sue specialità enogastronomiche, tra cui il celebre panforte.

2.Kyoto (Giappone)

Un concentrato di storia e di atmosfere senza tempo. Kyoto si trova sull’isola di Honshu, a tre ore di treno da Tokyo, e per più di mille anni è stata la capitale del Giappone. Nota come la “città dai mille templi” ha conservato lo spirito del paese del Sol Levante, tra santuari buddisti e shintoisti, boschi di bambù, giardini zen, fonti termali. Da non perdere il “quartiere delle geishe”, dove si possono incontrare le donne in kimono tradizionale e partecipare ad alcune delle tradizioni più antiche del Giappone, dalla cerimonia del tè all’ikebana, l’arte della composizione floreale. Da non perdere una visita al tempio del Padiglione d’Oro, e al Palazzo Imperiale. Le stagioni migliori per visitare Kyoto sono l’autunno, per ammirare lo spettacolo degli aceri rossi, e la primavera, per la meravigliosa fioritura dei ciliegi.

3.Istanbul (Turchia)

Una storia millenaria e cosmopolita per la città turca, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Fondata dai Greci del VII secolo a.C, è stata conquistata prima dai romani, che la chiamarono Costantinopoli, poi dai sultani turchi. è stata capitale dell’impero bizantino e poi di quello Ottomano, diventando il fulcro commerciale e politico tra Oriente e Occidente. E, ancora oggi, la città porta orgogliosa i simboli del suo glorioso passato. Basta passeggiare tra le sue strade per respirare passato e modernità, tradizione occidentale e orientale. Tra le eccellenze da non perdere, Santa Sofia con la sua celebre cupola, la Moschea Blu con i suoi minareti, il Ponte sul Bosforo che collega Europa e Asia, Palazzo Topkapi con il suo harem e, per gli appassionati di shopping, il Gran Bazar tra profumo di spezie e ceramiche.

4.Budapest (Ungheria)

Una città dalle due anime. La capitale dell’Ungheria non può mancare nella nostra Top 10 di questa settimana. Un concentrato di storia e cultura, Budapest è letteralmente “tagliata in due” dal Danubio. Da una parte c’è la romantica Buda, con le sue stradine dalle atmosfere antiche e accoglienti e le casette colorate, il fascinoso Palazzo Reale e i bagni turchi, i Rudas che risalgono al XVI secolo e sono considerate le terme più belle del mondo. Dall’altra parte del grande fiume, invece, c’è Pest, con l’altero quartiere ebraico, con la sinagoga più grande d’Europa, il Parlamento e il museo che ricorda i periodi neri della storia della città, il fascismo e il comunismo. Al centro del fiume, poi, c’è l’Isola Margherita, ricoperta da 100 ettari di parco verde. Da non perdere poi, la cucina tradizionale, dal tipico gulash alla torta dobos al cioccolato e pan di Spagna.

5.Chefchaouen (Marocco)

La meravigliosa città blu si trova nel nord del Marocco, a circa 110 km da Tangeri ed è un’autentica meraviglia. C’è da rimanere a bocca aperta di fronte alla visione delle sue case dello stesso colore del cielo terso, che si alternano ai viottoli e alle stradine bianche e sfumano con il verde delle montagne del Rif che circondano le abitazioni. Questa splendida cittadina che sembra uscita da “Le mille e una notte” vanta, però, anche una storia straordinaria. È stata infatti fondata nel XV secolo dai musulmani e dagli ebrei in fuga dalla Spagna tornata nelle mani dei cattolici. Per questo, la città è un armonioso connubio di influenze arabe, berbere, ebraiche e andaluse. Senza dimenticare la favolosa cucina dalle mille sfumature di gusto. Tra le mete da non perdere si sono l’antica Medina e passeggiare nella piazza di Outa-el-Hammam al tramonto. Per gli appassionati di trekking, c’è anche il Parco Nazionale di Talassentane.

6.Gand (Belgio)

Secondo noi merita un posto nella nostra TOP 10 anche la splendida città fiamminga di Gand (o Gent), che si trova tra Bruges e Bruxelles, nelle Fiandre orientali. Situata alla confluenza dei fiumi Schelda e Lys, ha un centro storico dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità e si compone di canali, ponti, stradine e vie d’acqua che la collegano al Mare del Nord e dipingono paesaggi di romantici riflessi. Gand è un concentrato di storia, arte e architettura, tra palazzi, castelli costruiti tra il XIII e il XVIII secoli, antiche abbazie, monumenti e chiese. Qui, poi, è nato Carlo V. Tra le eccellenze da non perdere c’è il Ponte di San Michele, il Castello dei Conti, la Torre Campanaria, la cattedrale gotica di San Bavone, che custodisce al suo interno il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck. In ogni caso è una città da vivere con ritmo lento, magari in barca, facendosi cullare tra i suoi canali che sembrano usciti dall’estro di un pittore.

7. L’Avana (Cuba)

Amata da Hemingway e da Neruda, la capitale cubana è un concentrato di storia, arte, natura e tradizioni caraibiche, dal rum alla salsa. I suoi palazzi coloniali sono stati dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, mentre la sua rigogliosa natura regala spiagge cristalline bagnate da un mare dai colori mozzafiato, un arcipelago di più di 4000 isole minori, e i Cayos dove fare immersioni o snorkeling. Nelle strade, poi, tra un rum e una salsa, si vedono ancora passare le coloratissime auto d’epoca. La movida h24 ne fa poi una delle mete preferite da visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Tra le eccellenze che valgono una visita c’è il quartiere di Habana Vieja, il Museo del la Revoluciòn e il lungomare Malecòn, di ben 8 km. Da non perdere una sosta alla Bodeguita del Medio, il ristorante preferito da Hemingway.

8. Cape Town (Sudafrica)

Nella nostra TOP 10 entra anche una città dell’altro capo del mondo, appunto Cape Town, capitale legislativa del Sudafrica, ma anche un sapiente mix di natura, storia, musei, buon vino, surf e pinguini. Insomma, ogni visitatore troverà qui la sua soddisfazione in una città di contrasti solo apparenti. A partire dal suo splendido paesaggio, tra l’Oceano Atlantico e le montagne, passando dalle sue atmosfere, che da un lato testimoniano il suo passato coloniale e la piaga dell’Apartheid, che ha diviso il paese dal 1948 al 1993, dall’altra guarda al futuro come una metropoli moderna e cosmopolita. Spettacolare il panorama che si gode dalla cima di Table Mountain. Tra le escursioni da non perdere c’è Robben Island, nella cui prigione è stato incarcerato Nelson Mandela per 18 anni. Nella Riserva Naturale del Capo di Buona Speranza, invece, si può ammirare il celebre faro e avere un incontro ravvicinato con i babbuini che qui vivono liberi.

9. San Miguel Allende (Messico)

Per due anni consecutivi, è stata eletta città più bella del mondo dai lettori di Travel + Lesure, una delle riviste di viaggi più prestigiose del mondo. San Miguel Allende è un concentrato di bellezza, per le sue architetture barocche, antichi palazzi e chiese che hanno indotto l’UNESCO a dichiarare il suo centro storico Patrimonio dell’Umanità nel 2008. Qui si mescolano poi tradizioni creole, spagnole e amerinde. La città si trova nello Stato di Guanajuato, a duemila metri sul livello del mare e accoglie il visitatore con le sue atmosfere ospitali, familiari, tra stradine di ciottoli, laboratori artigiani, pittoreschi caffè e case decorate dalle bouganville. A 14 km dal centro si trova poi il Santuario di Jesus Nazareno de Atotonilco, che vale una visita. Da non perdere poi una passeggiata nel Jardin Principal, o un trekking nella Riserva Naturale di El Charco del Ingenio. Tra i sapori locali, imperdibile le enchiladas mineras, una specie di tortillas ripiene di formaggio e pollo.

10. Hong Kong (Cina)

Chiude la nostra TOP 10 di questa settimana la metropoli cinese dalle mille sfaccettature, che da sola accoglie la metà di tutti i turisti della Cina. Innegabile il suo fascino, tra antichi templi taoisti e grattacieli futuristici, edifici coloniali e antichi quartieri dalle atmosfere senza tempo. Ma anche spiagge dalla sabbia dorata, con un clima mite tutto l’anno, più di 200 piccole isole da scoprire, e poi musei, parchi, e 14 mila ristoranti per tutti i gusti. Gli amanti dello shopping si innamorano delle sue boutique di lusso, ma anche delle piccole botteghe artigiane, dei mercati e dei grandi centri commerciali, per non parlare dei pittoreschi street market. Da non perdere il panorama della città a 360° che si ammira dalla Sky Terrace 428. Vale una visita anche la statua del Grande Budda su Lantau Island e il Victoria Harbour, da visitare pieno di luci con una romantica crociera notturna.




Tra le Giornate FAI, city tour e sagre d’autunno, ecco che cosa fare nel weekend

Nel prossimo weekend, quello del 16 e 17 ottobre, tornano le Giornate FAI d’autunno, che consentiranno di trascorrere uno splendido fine settimana alla scoperta di luoghi che normalmente non sono aperti al pubblico. Tra i tesori FAI, dislocati in tutta Italia, ci sono palazzi, ville, chiese, castelli, aree archeologiche, zone di archeologia industriale, musei e siti militari, che potranno essere visitato con la guida dei giovani volontari del FAI.

Ci saranno, poi, anche itinerari naturalistici, tour nei borghi e visite ai luoghi “green”, tra cui parchi, cortili, giardini urbani e orti botanici. Si può sostenere il FAI con un contributo minimo di 3 euro. L’accesso ai siti FAI è contingentato per rispettare la sicurezza.

Per conoscere la lista dei luoghi del FAI: www.giornatefai.it

Di seguito, invece, gli eventi che abbiamo selezionato per voi.

Alla scoperta di Asolo medievale

Sabato 16 ottobre, ad Asolo (TV), il Museo Civico propone una bella passeggiata per scoprire la realtà medievale della città. Si cammina dal castello, noto come Castello della Regina Cornaro, fino alla rocca, passando per le mura cittadine e ascoltando curiosità, storia e segreti del Medioevo asolano. È inclusa nella visita anche l’interno alla Torre Civica e il camminamento della Rocca. E, per finire in bellezza, aperitivo per tutti nei pressi della Loggia della Ragione. La quota di partecipazione è di € 8 a persona, comprensivo di biglietto di ingresso ai due siti. Bambini con meno di 6 anni gratis. Prenotazione obbligatoria. Il ritrovo è alle ore 14.45 presso il Museo Civico, in via Regina Cornaro 74. Necessario Green Pass.

INFO: tel 347/5735246 o info@museoasolo.it

A Verona si ammirano i Tramonti UNESCO

Sabato 16 ottobre, si può approfittare dell’occasione per ammirare, a Verona, i Tramonti UNESCO, grazie a visite guidate delle Mura, che si svolgono tutti i sabati di ottobre alle 15. I tour guidati hanno una durata di 2 ore e si svolgono sia in italiano che in inglese, qualora fossero presenti turisti stranieri. Il tour si svolge in collaborazione con l’Ufficio UNESCO del Comune di Verona e Legambiente. Si parte dal Bastione delle Maddalene e si toccano Punta Vescovo, la Salita Santo Sepolcro e le mura di Cangrande della Scala.

Si prosegue in via San Zeno, si visita all’interno Batteria della Scarpa e si continua lungo il Sentiero sterrato delle mura Scaligere. È prevista poi una visita all’interno della Rondella di San Zeno in Monte e si termina a Casamatta di San Zeno in Monte. La quota di partecipazione è di € 12 a persona, gratis per i ragazzi fino a 14 anni accompagnati. Il punto di ritrovo è il Bastione delle Maddalene, in vicolo Madonnina 12. Prenotazione obbligatoria.

INFO: 045/8068680, www.visitverona.it

A Pecorara (PC) c’è la Rassegna Provinciale del Tartufo

Domenica 17 ottobre, dopo un anno di pausa, torna a Pecorara, in Alta Val Tidone, la “Rassegna provinciale del tartufo e dei prodotti del sottobosco”, che quest’anno festeggia la sua 30° edizione. Sarà un’edizione speciale, che segna la ripartenza e che sarà diffusa in tutto il paese, dal campo giochi alle vie del centro, con inizio alle 10.30. Dopo il taglio del nastro, nella piazza principale, si svolgerà una divertente gara del gusto dal titolo “Indovina il tartufo sbagliato”, che testerà le capacità gustative dei partecipanti.

Alle 12, invece, è in programma la valutazione dei migliori tartufi e funghi esposti sia in piazza sia in via Veneto. Non mancheranno nemmeno le bancarelle dei prodotti tipici e delle associazioni. Nell’area del campo giochi, invece, ci sarà l’area food, con un menù a base di tartufi, funghi e altri prodotti tipici, curata dai volontari della Pro Loco. Nel pomeriggio, alle 14.30, è prevista la gara di ricerca per i cani da tartufo. La premiazione è prevista alle 16, mentre alle 17, sempre nell’area del campo giochi, grande polentata con funghi.

A Pisa per il Food & Wine Festival

Dalle 17 di venerdì 15 alle 22 di domenica 17 ottobre, Pisa ospita il Food & Wine Festival, dedicato al vino e ai prodotti tipici. Nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele II ci sarà un grande spazio dedicato ai prodotti delle Terre di Pisa, con presentazioni delle eccellenze del territorio, menù a tema e spettacolo per i più piccoli. Ci saranno gli stand di più di 80 produttori agroalimentari e vitivinicoli che faranno degustare ai partecipanti tipicità e delizie a Km zero.

Si potranno poi acquistare formaggi, salumi, pasta, olio, tartufi, miele, cioccolato, birra, liquori, dolci, conserve e molto altro. I ristoranti e i bar della Piazza proporranno poi esperienze enogastronomiche con piatti nuovi e della tradizione abbinati a vini del territorio. Gli esperti guideranno i partecipanti alla scoperta dei sapori locali con degustazioni guidate. Ci saranno poi masterclass dedicate al Vino delle Terre di Pisa con qualificati relatori e con i sommelier delle associazioni nazionali AIS e FISAR.

INFO: https://pisafoodwinefestival.it/

A Napoli c’è “Fuori di zucca”

Inaugura il 15 ottobre, alla Mostra D’Oltremare di Napoli (in viale J.F Kennedy) “Fuori di zucca”, un grande salone dedicato alle zucche pensato per i più piccoli, ma che farà divertire anche gli adulti. Ci saranno grandi aree verdi totalmente ricoperti di zucche e, all’interno del Parco, i bambini potranno svolgere attività ricreative e divertenti degli appositi laboratori.

Potranno imparare a intagliare la propria zucca, per decorare la casa in occasione di Halloween, ascoltare le favole del Racconta Storie, sfidarsi nel labirinto di balle di fieno. Nell’area food, poi, si potranno gustare piatti a base di zucca. Ingresso € 13 per gli adulti ed € 10 per i minori di 12 anni. Gratuito da 0 a 3 anni, inclusa la raccolta e la decorazione di una zucca. Orario: lun-ven 10-13 e 15-20; sab, dom e festivi 10-21. Fino al 28 novembre.

INFO: www.mostradoltremare.it

Palermo come Monaco di Baviera per l’Oktoberfest

Venerdì 15 e sabato 16 ottobre, nel giardino di Sanlorenzo Mercato (in via San Lorenzo 288) di Palermo si festeggia l’Oktoberfest con una grande kermesse dedicata alle birre siciliane artigianali. Nel porticato esterno saranno allestite cinque postazioni in cui altrettanti produttori presenteranno e racconteranno le loro birre artigianali, che saranno disponibili per l’occasione a un prezzo speciale di 2,50 a birra. Alcune di queste pregiate birre siciliane sono tra le più apprezzate al mondo e premiate con riconoscimenti internazionali.

Le postazioni saranno attive dalle 19 e saranno quelli di “24 Baroni” di Nicosia (EN), Fratelli Birrafondai di Misterbianco (CT), Irias di Torrenova (ME), Epica di Sinagra (ME) e Birra dei Vespri da Altavilla Milicia (PA). Ognuno offrirà in degustazione le proprie birre più pregiate, dalle bionde alle ambrate, dalle rosse alle weiss, da quelle più corpose e quelle più leggere, con retrogusto floreale o di caffè, frutti esotici, senza glutine e tante altre da scoprire. Ingresso gratuito, ogni birra costa € 2,50. Previsto un ticket speciale di 10 euro che dà diritto ad assaggiare 4 birre a scelta e di avere un quinto bicchiere in omaggio. Non mancherà nemmeno la buona musica per tutta la durata dell’evento. Ingresso libero, senza prenotazione, Green Pass necessario per accedere agli spettacoli.

INFO: www.sanlorenzomercato.it




Milano Dolce&Salato: incanto dei sensi

Milano Dolce&Salato offre sapori insoliti, accostamenti inattesi, ingredienti regionali all’insegna della più pura italianità

 

Milano Dolce&Salato: il dolce progetto di Frau Knam

Dopo il grande successo del libro “Knam&Knam. Con noi tutti possono diventare pasticceri”, Alessandra Mion torna in scena con un “Frau Knam”, il suo primo negozio.

Frau Knam ha aperto in via Anfossi 19 come una boutique del dolce e del salato che vuole offrire  un’esperienza unica e indimenticabile.

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Alessandra Mion, in arte Frau Knam, si è esercitata nell’arte della pasticceria sulle orme di Ernst, il marito: da qui  l’apertura del primo negozio milanese dove poter gustare le sue proposte esclusive e acquistare prodotti da lei selezionati, firmati dal grande maestro.

 

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Frau Knam è una piccola boutique di pasticceria che combina l’esposizione e la vendita alla produzione di creazioni in Pasta Choux, come la Paris-Brest e i bignè croquelin dolci e salati, un vasto assortimento di praline di cioccolato a semi-sfera dall’aspetto raffinato e dal gusto ricercato, e prodotti in pasta frolla declinati in biscotti di forme e tipologie diverse.

Non mancano i dragèes, la confetteria, le caramelle, il miele, le tisane e tante altre prelibatezze.

 

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All’interno del negozio si potranno trovare: prodotti freschi, come cannoncini riempiti al momento con diverse tipologie di farciture, bignè dolci e salati che seguono la stagionalità delle materie prime, piccoli gioielli di cioccolato che racchiudono nel soffice cuore un mix di sapori e colori unici dagli abbinamenti sorprendenti. Oltre alla piccola pasticceria, completano la proposta i classici dolci al cucchiaio e le torte settimanali.

E poi prodotti confezionati, quali le cinque tavolette di cioccolato dai gusti originali (amarena, caramello scoppiettante, aloe vera e lime, riso soffiato, caramello e sale di Maldon), differenti tipologie di morbidi biscotti sablè (cioccolato, caramello e sale, pistacchio, nocciola, limone di Sorrento, vaniglia), una vasta gamma di confetture (esotica, prugne e fava Tonka, ananas e peperoncino, fichi e cannella, pere e zafferano, mela Ambrosia e zenzero, lamponi e vaniglia Tahiti, fragola e rabarbaro, mirtilli selvatici),

Hanno collaborato al progetto i partner tecnici: Studio di architettura Matteo Bruschi, Isa, Marazzi e Carlo Moretti.

 

 

Milano Dolce&Salato BU:R Milano: in carta l’autunno, tra grandi classici e colori di stagione

Puntuale all’appuntamento stagionale, torna in carta il menu autunnale da BU:R Milano, ristorante dello chef e patron Eugenio Boer e della compagna, Carlotta Perilli, maître di sala e padrona di casa nel loro intimo salotto milanese.

I piatti proposti sono un itinerario tra i colori e profumi dell’autunno, in piena coerenza con le scelte di sostenibilità ed etica, nella leggerezza che domina ogni pietanza, nell’idea e nella sostanza.

I menu degustazione proposti sono due, “I Classici” e “L’Autunno”: piatti signature di Eugenio che tornano a raccontare la sua storia e nuove creazioni ispirate alla stagione, tutte omaggio all’italianità, in un viaggio tra i piccoli produttori selezionati a livello nazionale.

 

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Impera nei Classici, “Il cervo e la sua storia”, un piatto iconico dello chef che dopo dieci anni viene proposto in versione “evoluta”, un piatto ancestrale che vuole ricordare il momento della caccia: un potente rimando alla natura.

Il “Tramezzino croccante” racchiude il tentativo di unire l’Italia in un piatto. Origini contese tra Piemonte e Veneto, è un pan brioche che viene riempito con cipolla Paglina stufata, fonduta di fontina d’alpeggio e tartufo nero. Eugenio ha deciso di unire elementi dalla Sicilia (cipolla Paglina), dal Piemonte (il tartufo) e dalla Val D’Aosta (fontina), con l’intento di creare unione in un piatto che ha sempre rappresentato un oggetto del contendere tra due regioni.

 

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Il Piccione viaggia sempre, e ora lo ritroviamo in carta e in degustazione come “Piccione in Lomellina”, un grande omaggio al territorio lombardo.

E poi il classico dei classici di Eugenio, il “Nino Bergese”, risotto con burro e parmigiano, salsa d’arrosto e scorza di chinotto di Savona.

Il pre dessert rimane “Sicilia”, per entrambi i menu: crumble di pistacchi e mandorle, cioccolato di Modica, polvere di caffè, capperi di Pantelleria disidratati e fritti, granita al limone e zest di arancia caramellata. Un’intera regione che esplode in bocca.

 

 

Milano Dolce&Salato: le  pizze speciali di Eataly

Se è vero che, come da una ricerca Doxa, la pizza è il piatto più amato dagli italiani, che, 9  su 10, la mangiano tutte le settimane, Eataly  non poteva mancare questo appuntamento.

Filiera, ingredienti di qualità e del territorio, e lunghe lievitazioni al centro delle scelte dei consumatori.

 

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“Questi dati sono molto interessanti per noi che abbiamo fatto della biodiversità, della ricerca territoriale e del rispetto delle tradizioni i nostri punti di riferimento – spiega Enrico Panero, executive chef di Eataly. – Le nostre pizze nascono dall’ascolto della clientela e dal desiderio di esaltare il patrimonio di tradizioni regionali, oltre che dall’osservazione delle tendenze più attuali, come la leggerezza degli impasti, l’uso di ingredienti di filiera rispettosi della stagionalità e la collaborazione con produttori espressione della ricchezza del territorio italiano.”

 

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E la Settimana della Pizza, un evento aperto al pubblico che si svolgerà dal 18 al 24 ottobre presso gli Eataly di Torino, Milano, Roma, Genova, Firenze e Trieste, sarà l’occasione per andare alla scoperta delle tradizioni e delle novità del mondo pizza, con ospiti grandi maestri pizzaioli e un ricco palinsesto di eventi.

Ma quale è la pizza secondo Eataly?

Una pizza sempre nuova, in grado di dare voce alle diverse tradizioni italiane attraverso ingredienti d’eccellenza e impasti di qualità, messa a  punto dal Team Pizza di Eataly composto da Enrico Panero executive chef di Eataly, Francesco Pompilio, maestro pizzaiolo, e Fulvio Marino, responsabile delle panetterie di Eataly. Costantemente aggiornato su tendenze e innovazioni, il Team Pizza fa della ricerca

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L’offerta di Eataly, volta ad esaltare e reinterpretare la grande tradizione italiana della pizza nelle sue molteplici varianti, propone: la Pizza Originale, con il cornicione e farcita con ingredienti di alta qualità, la Pizza al Padellino, una versione alta e croccante della pizza, di origine torinese, la Pizza alla Pala, tipica della tradizione romana, croccante e con topping di qualità, la Pizza Grani Antichi, con un impasto che vede protagonisti enkir, farro, segale e kamut, ispirato alla “scrocchiarella” romana.

 

Milano Dolce&Salato: apre il 10imo locale di Pacifik Poke a Milano

In Corso di Porta Vittoria 42 ha aperto la nuova casa delle bowls hawaiane di Pacifik Poke, arrivata al decimo punto vendita in Italia, terzo nella città meneghina.

Al centro del menu le originali hawaiian bowls che ricalcano le ricette originali che arrivano direttamente dalle Hawaii.

 

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Un pasto completo, sano ed equilibrato ma soprattutto ricco di gusto.

Le proposte di Pacifik Poke comprendono anche altri piatti dal gusto esotico come i bagel, le tartare e le zuppe, ma anche dolci e bevande, come le speciali birre importate direttamente dalle Hawaii. Rimane la possibilità per tutti i clienti di comporre la propria bowl su misura, scegliendo gli ingredienti preferiti e basi particolari come il cavolo kale al posto del classico riso.

 

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Pacifik Poke propone uno stile di ristorazione all’insegna dell’healthy food: mangiare sano e mangiare bene, secondo una richiesta sempre più forte da parte del mercato nazionale e internazionale.

Le bowls contengono pochissimi grassi e molte proteine, soddisfano anche i palati più esigenti dal punto di vista del gusto e sono perfette anche per chi cerca un pasto veloce e divertente, grazie alla possibilità di comporre poke sempre nuove.

Indirizzi di Pacific Poke a Milano: via Magolfa, 1, (Glovo Cook Room), Via Antonio Pollaiuolo, 9, Corso di Porta Vittoria 42

 

 




Le 10 scalinate più belle del mondo

Alcune sono vere e proprie opere d’arte, altre sono contornate da paesaggi mozzafiato, altre ancora sono famosissime per vicende storiche o come location di film. Torna anche questa settimana le rubrica TOP 10. Questa volta abbiamo provato ad andare alla ricerca delle 10 scalinate più belle del mondo.

1.Estrada Selaròn (Rio de Janeiro, Brasile)

È una scalinata di 125 metri che collega le strade di Joaquim Silva e Pinto Martin, nei quartieri di Lapa e Santa Teresa, a Rio de Janeiro. Il suo vero nome sarebbe Manuel Carneiro, ma è famosa in tutto il mondo con il nome di Estrada Selaròn, dal nome dell’artista cileno che, nel 1990, decise di abbellirla con piastrelle dai colori che omaggiano il popolo brasiliano e la sua bandiera: blu, verde, giallo, per ravvivare una zona della città degradata. La scalinata piacque subito moltissimo, soprattutto gli stranieri, e qui cominciarono a essere girati spot pubblicitari e film.

Si dice che Selaròn era talmente ossessionato dalla sua opera da arrivare a vendere tutti i suoi quadri per acquistare le piastrelle per decorarla, circa 2000. Ma, a mano a mano che la fama della sua scala aumentava, la gente faceva a gara a donare altre piastrelle. Oggi, si stima che provengano da 60 paesi diversi. L’ossessione di Selaròn si protrasse fino alla sua morte: nel 2013 fu trovato morto proprio sulle “sue” scale, in circostanze misteriose.

2.Scalinata di Piazza di Spagna (Roma, Italia)

È sicuramente una delle scalinate più belle e famose del mondo, nonché uno dei simboli di Roma. La celeberrima Scalinata di Piazza di Spagna è stata inaugurata nel 1725 da Papa Benedetto XIII in occasione del Giubileo e il suo nome si deve alla presenza dell’Ambasciata Spagnola. Conduce alla Chiesa di Trinità dei Monti e conta 135 gradini. Ha fatto da sfondo a numerosi film, sia italiani che stranieri, e ha ospitato eventi e sfilate di moda degli stilisti più famosi. In primavera, viene decorata con coloratissime azalee, mentre nel periodo natalizio qui viene allestito uno splendido presepe del 19° secolo.

3.16th Avenue Tiled Steps (San Francisco, USA)

Inaugurata il 27 agosto 2005, la 16th Avenue Tiled Steps di San Francisco, è un capolavoro di 163 gradini, realizzata interamente a mosaico, composta da più di 2000 tessere fatte a mano, per un totale di 75 mila frammenti di piastrelle. I pannelli, uno per ogni scalino, separati tra loro, sono 163. I mosaici creano splendidi giochi di luce. Anche questa scalinata è nata per abbellire un angolo della città, quella del Golden Gate Heights Neihborhood, grazie a un progetto nato nel 2003 che ha visto la collaborazione degli artisti Jessie Audette ed Alice Yee Xavier con tutti gli abitanti del quartiere.

4.San Juan de Gaztelugatxe (Paesi Baschi, Spagna)

Una scalinata di 241 gradini che sembra uscita da un film, anzi, da una serie Tv. Se siete appassionati del genere, forse l’avrete già vista: compare infatti nella settima stagione del Trono di Spade, dove, per la sua bellezza, questa isola collegata alla terraferma da un ponte, che poi si trasforma nella scalinata e porta a un eremo sul promontorio era Dragonstone (Roccia del Drago), dove la famiglia Targaryen viveva dopo l’esilio. Nella realtà, si trova sull’isola di Gaztelugatxe, lungo le coste della Biscaglia, nei Paesi Baschi. Il ponte che la collega alla terraferma è del XIV secolo. La particolarità di questa scalinata è il suo percorso a zig zag per arrivare fino alla chiesa, dedicata a San Giovanni Battista.

5.   El Peñón de Guatapé (Guatapé, Colombia)

Questa scalinata composta da 649 gradini si arrampica su un monolite di roccia alto 2135 metri, El Peñón de Guatapé, nel distretto di Antiochia, in Colombia. Tuttavia, salire fino alla vetta ne vale veramente la pena. Il paesaggio, infatti, è magico e surreale, tra boschi, colline, laghi e una vista che spazia verso l’infinito. La scalinata è stata costruita lungo la parete settentrionale del monolite, sfruttando una frattura della roccia. A circa metà, si trova un tabernacolo dedicato alla Madonna, mentre, in cima, è stata costruita una torretta a tre piani per ammirare al meglio lo spettacolo del panorama circostante. Qui si trovano anche alcuni negozi.

6.   Lion Rock (Sigiriya, Sri Lanka)

La scalinata fa parte del sito archeologico dell’antica Sigiriya, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Per raggiungere la cima della roccia, un monolite di origine vulcanica alto 200 metri, dove si trovano i resti di un palazzo reale costruito durante il regno di re Kashapa (477-495 d.C) è necessario salire ben 1200 gradini! Tuttavia, mentre la prima parte del percorso è adatto a tutti, giunti circa a metà, segnalata da due imponenti zampe di leone, il sentiero si fa più complicato, con parti di scalinata che collegano spaccature nella roccia, passaggi stretti e passerelle. Un tratto è caratterizzato da una scala a chiocciola, rinchiusa in una gabbia verticale di protezione. Una volta arrivati in cima, si potrà ammirare una vista mozzafiato e visitare le antiche rovine del palazzo. Lungo il percorso, invece, si possono vedere da vicino alcuni affreschi incredibili sulla parete rocciosa.

7.Scala Elicoidale dei Musei Vaticani (Città del Vaticano)

Un capolavoro di architettura e di arte che entra di diritto nella TOP 10 è la Scala Elicoidale dei Musei Vaticani, o Scala Momo, dal nome dell’architetto che la progettò, Giuseppe Momo. La scala è formata da due scale separate, una che sale e una che scende, e si intrecciano fino a formare una doppia elica. La loro struttura è tale che non si incontrano mai, in modo da facilitare la salita e la discesa dei visitatori. Elegante e simmetrica, la scala elicoidale è stata commissionata da papa Pio XI, nel 1929, e inaugurata il 7 dicembre 1932. Per realizzarla, Momo si è ispirato a quella del Pozzo di San Patrizio di Orvieto, opera del Sangallo. Il Papa intervenne personalmente nel progetto. In origine, infatti, la scalinata era prevista all’esterno, ma il Pontefice volle invece che fosse costruita all’interno, scavando un pozzo nel terrapieno.

8.Inca Stairs (Machu Picchu, Perù)

Un’altra scalinata mozzafiato è l’Inca Stairs, che si trova a Machu Picchu, in Perù. È letteralmente scolpita nella roccia e risale a circa 500 anni fa. Ripida e scivolosa, conduce allo splendido Tempio della Luna, a 2693 metri di altezza. In alcuni punti, per rendere più agevole la scalata, sono stati inseriti dei corrimano di metallo. Tuttavia, se la salita è faticosa, la discesa non è adatta per chi soffre di vertigini. L’inclinazione della scalinata, infatti, in alcuni punti arriva anche al 60%. Arrivati in cima, si può ammirare un panorama da togliere il fiato.

9.Pailon del Diablo Waterfall (Baños de Agua Santa, Ecuador)

Questa scalinata spettacolare, perfetta fusione tra la natura e il lavoro dell’uomo, si trova nella località di Baños de Agua, in Ecuador. Il suo nome, Pailon del Diablo, significa “Calderone del Diavolo” e fa riferimento alla rombante cascata, immersa in un panorama tropicale mozzafiato. I gradini sono formati da ciotoli, che nel corso degli anni sono stati levigati sia dal passaggio delle persone che dall’azione delle acque ed è molto scivolosa. Inoltre, guardando verso il basso, una volta arrivati in cima, per un’illusione ottica si ha l’impressione che i gradini si siano trasformati in un lunghissimo scivolo. Lungo il percorso, poi, sono dislocate alcune piattaforme che consentono di fermarsi per ammirare lo spettacolo della cascata da varie angolazioni e il panorama sulle colline.

10. Half Dome (Yosemite Park, California USA)

Chiudiamo la nostra TOP 10 di questa settimana con una dei simboli del Parco Nazionale dello Yosemite, in California: la scalinata che conduce alla cima dell’Half Dome. Ripidissima e impegnativa, non è di certo per tutti e vanta 400 gradini. Per arrampicarsi fino alla vetta è necessario avere un buon allenamento fisico, inoltre, la salita è contingentata dal rilascio di un permesso, per un massimo di 300 persone al giorno. Arrivare fino alla cima, tuttavia, ne vale la pena. Da lassù, infatti, si può ammirare lo splendido panorama della Yosemite Valley e della High Sierra.




Mercatini, fiori e buoni sapori. Ecco che cosa fare nel weekend

Ormai le atmosfere sono quelle d’autunno, ma la voglia di regalarsi un weekend fuori porta è ancora irresistibile. Anche perché in tutta Italia si moltiplicano gli eventi dedicati ai buoni sapori, ma anche mercatini, fiere e rievocazioni storiche. Anche questa settimana, ecco gli eventi che vi proponiamo per il weekend del 9 e 10 ottobre.

A Bard (AO) torna il Marché au Fort

Nel weekend del 9 e 10 ottobre si rinnova nella splendida cornice del Forte di Bard, il Marché au Fort, la più importante mostra mercato dedicata alle eccellenze enogastronomiche della Valle d’Aosta. Nel corso della due giorni si potranno incontrare più di ottanta produttori regionali per assaggiare e acquistare le gustose specialità del luogo, tra salumi, formaggi, vini, miele, dolcie e distillati. In più, grazie a una tessera punti, ogni 50 euro di acquisti si avrà diritto a un buono di 15 euro.

Non mancheranno nemmeno spettacoli, incontri ed eventi collaterali. Presso il piazzale del Municipio ci sarà poi un punto ristoro dove poter mangiare con piatti da asporto piatti della tradizione valdostana. Evento gratuito, mentre è a pagamento l’ingresso per la visita al Forte di Bard. Per accedere al mercato è necessario il Green Pass. Servizio navetta gratuito dalle 8.30 alle 19.30 dai parcheggi lungo la SS 26 alla manifestazione.

INFO: info@fortedibard.it , www.fortedibard.it

Alla Palazzina di Stupinigi (TO) arriva FloReal

Dall’8 al 10 ottobre, nella splendida cornice della Palazzina di Stupinigi, (in Piazza Principe Amedeo 7) meravigliosa residenza sabauda alle porte di Torino, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, la storica mostra florovivaistica Flor si rifà il look in occasione dell’autunno e diventa FloReal, un vero e proprio festival di tre giorni con un format tutto nuovo. Non solo fiori, ma un cartellone ricco di ospiti e iniziative che metterà al centro il dibattito tra la Natura e le sue forme, tra presentazioni di libri e conferenze, proiezioni di documentari, performance teatrali, mostre, laboratori per grandi e piccoli, senza dimenticare i buoni sapori con le eccellenze del territorio.

Fulcro della manifestazione saranno gli stand dei migliori vivaisti italiani, dal Veneto alla Sicilia, dalla Lombardia alla Toscana alla Liguria, in un vero e proprio giro d’Italia all’insegna del green. Per i più piccoli, poi, ci saranno i laboratori di Flor Educational, che nei giardini delle Palazzina di Caccia avvicineranno le nuove generazioni alla natura. Ingresso € 5. Richiesto il Green Pass.

INFO: www.orticolapiemonte.it

Nel Varesotto per Maccagno Imperiale

Dall’8 al 10 ottobre si rinnova l’appuntamento con la rievocazione storica Maccagno Imperiale, che riporta il Comune del varesotto ai fasti medievali, quando era un feudo imperiale con tutti i suoi privilegi, inclusa una zecca per il conio delle monete. Fu infatti insignita del titolo di Città Imperiale a Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero, a seguito del suo salvataggio dalle acque del lago nel 962 d.C da parte di alcuni maccagnesi. Durante la tre giorni si potrà quindi rivivere quei tempi, attraverso l’artigianato, la cucina medievale, concerti, incontri, giochi, attività didattica, giochi storici come la corsa nei sacchi e il tiro alla fune, conferenze a tema.

Gli arcieri si esibiranno in dimostrazioni della loro arte e si potrà anche partecipare alle prove pratiche, falconieri e allevatori di rapaci illustreranno gli aspetti storici ed etologici, sensibilizzando a una detenzione responsabile di questi maestosi uccelli. I pranzi e le cene, tutti con menù d’epoca, offriranno di gustare il Medioevo mentre, sabato e domenica, per le vie, nei cortili, nelle piazze del borgo saranno presenti artigiani medievali, giullari, musicisti, teatranti e tanto altro. La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita, a eccezione di pranzo e cene. Per gli eventi che si svolgono in aree delimitate sarà necessario il Green Pass.

INFO: www.prolocomaccagno.it, info@prolocomaccagno.it, prenotazioni pranzi e cene medievali tel 0332/562009

Trieste in festa per la Barcolana

Un intero fine settimana, quello del 9 e 10 ottobre a Trieste, in occasione della storica regata Barcolana 53 e di F@mu2021, la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, il Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare propongono un ricco calendario di appuntamenti e iniziative. Per esempio, sabato 9 ottobre, è prevista l’apertura straordinaria del Bagno Ducale dopo il recente restauro, con visita guidata dal personale tecnico del Museo. Le visite guidate sono gratuite e incluse nel biglietto di ingresso al museo, ma è previsto un massimo di 15 persone a turno (previsti tre turni, alle 10, alle 11 e alle 12). Per prenotare: eventi.miramare@beniculturali.it

Domenica 10 ottobre, invece, si potrà assistere alla Barcolana dalla Torretta del Castello, in via del tutto eccezionale. Sono previsti 6 turni ogni 30 minuti, a partire dalle 10, con ultimo turno alle 12.30. Obbligatoria la prenotazione scrivendo a eventi.miramare@beniculturali.it, indicando l’orario preferito. L’accesso alla torretta è consentito a un massimo di 8 persone per gruppo. Per l’ingresso al Castello di Miramare è necessario il Green Pass.

Per celebrare invece la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, il Museo Storico, in collaborazione con il WWF Area Marina protetta di Miramare, propone alle 10.30 una visita guidata all’interno del Biodiversitario Marino, per conoscere tutte le abitudini degli abitanti del mare. La visita si concluderà con una passeggiata al parco. Necessaria la prenotazione scrivendo a info@ampmiramare.it

Street food e sapori tradizionali per “Autunno a Vignola”

Nel weekend del 9 e 10 ottobre, nella splendida cornice di Vignola, borgo medievale sulle colline modenesi, si tiene “Autunno a Vignola. Sapori, saperi e tradizioni per le vie del centro storico”, che prevede un ricco calendario tra cibi della tradizione, piatti delle cucine nazionali e internazionali, street food, cottura dei mosti con l’aceto balsamico tradizionale e per l’agresto di mele, visite guidate alla rocca, alla storica villa e all’Acetaia Comunale, al Giardino Pensile Galvani, a Palazzo Barozzi con la sua celebre scala a chiocciola, ma anche mercatini dell’antiquariato e modernariato, mostra dei trattori e molto altro. In Piazza dei Contrari, ci sarà la cottura del mostro per la produzione di Aceto Balsamico Tradizionale, ma anche il Mercato del Gusto con degustazioni di prodotti tipici.

Nella piazza parcheggio Saba ci sarà invece l’Autumn Street food & Drinks con una grande varietà di cibi di strada, dal classico fish & chips ai ravioli giapponesi, ma anche specialità pugliesi e siciliane. In Piazza Carducci, domenica 10, ci sarà il mercatino “Cose d’altri tempi”, mentre in Piazza Boncompagni, all’interno del cortile di Palazzo Barozzi, va in scena “La magia dell’autunno”, con giochi, racconti e laboratori per i più piccoli. Per le visite guidate è necessario il Green Pass.

INFO: www.comune.vignola.mo.it

Pisa, alla Stazione Leopolda torna BeeRiver

Alla Stazione Leopolda di Pisa, dall’8 al 10 ottobre si svolge la 10° edizione di BeeRiver, la manifestazione dedicata alle birre artigianali di alta qualità. Saranno presenti dieci birrifici che offriranno il meglio della produzione artigianale italiana. I visitatori potranno partecipare alle degustazioni guidate delle birre artigianali selezionate dal giornalista e sommelier Simone Cantoni.

Venerdì 8, il laboratorio “Lager vuol dire fiducia” presenterà tre birre del filone della bassa fermentazione all’italiana. Sabato 9 si tiene invece il laboratorio “Alcol giusto, tanto gusto!”, dedicato alle birre del filone del basso tasso alcolemico. Domenica 10, il laboratorio “Amare. Acide. Affumicate. Selvatiche…le birre con le zanne” introdurrà il filone delle birre “estreme”. Nell’area esterna alla Leopolda, invece, ci saranno i vintage food truck che offriranno un’ampia scelta di proposte gastronomiche per accompagnare le birre artigianali, dalle specialità toscane a quelle della cucina indiana.

Come colonna sonora, invece, ci saranno i sei concerti del BluesRiver Festival, di altrettante formazioni della scena blues contemporanea. Richiesto il Green Pass, mascherina, distanziamento e ingresso contingentato. Le degustazioni avverranno in calici personalizzati BeeRiver dietro presentazione di gettoni in vendita all’ingresso (1 gettone per degustazione). Ingresso libero per chi vuole solo ascoltare la musica e partecipare all’evento senza degustazioni.

INFO: www.beeriver.it




Ecco i camping dove nudo è bello e sano

Grande boom dei camping, ormai è certificato. Ci sono quelli al mare, quelli in montagna, top camping, glamping o solo camping.  Ormai li conoscono tutti. Ma invece non tutti conoscono i camping per naturisti. Ci sono anche loro in Italia, ed anche loro hanno avuto un piccolo boom. Ma dove sono? Chi sono i naturisti? Noi siamo andati a cercarli per raccontarvi tutto su questo mondo in cui per vivere a contatto con la natura ci si libera anche dei vestiti.

Di Marina Cioccoloni

Non ci sono dubbi che l’estate 2021 è stata caratterizzata da un desiderio di natura.  Complice il Covid, montagne, laghi e spiagge sono stati presi d’assalto da un esercito di persone alla ricerca di un contatto diretto con ambienti incontaminati per una vacanza green, ecosostenibile e all’aria aperta. Un boom registrato anche dai camping per i seguaci del naturismo.

Ma che cos’è il naturismo, questa parola quasi segreta, che spesso si pronuncia sottovoce? Il Naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura caratterizzato dalla pratica della Nudità in comune che ha lo scopo di favorire la cultura del rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente. La persona che pratica il naturismo, liberandosi dei propri vestiti, si sente libero dalle costrizioni ed è capace di vivere senza vergognarsi il contatto con il proprio corpo, perché nudo è bello.

Nudo è bello, ma con regole

Noi vogliamo approfondire storia e aspetti di questo turismo di nicchia, da noi ancora poco conosciuto e purtroppo circondato da parecchi malintesi e pregiudizi. Proprio per evitare maliziosi malintesi, in alcuni campeggi naturisti l’ingresso è riservato solamente a famiglie con bambini e a coppie, ed è vietato a single, mentre in altri camping i gay sono ben accetti ma devono essere soci dell’Unione Naturisti Italiani (vedi sotto) che impone rigide regole da rispettare.

In un campeggio naturista si è tutti uguali, liberi da quei complessi limitanti, caratteristici dei campeggi “tessili”, dove la prova costume impone stereotipi non sempre realizzabili e spesso fonte di frustrazioni, quando ci si sente giudicati per il proprio aspetto se questo non risponde a canoni che dettano altezze e misure.

Nudi ci si libera di ogni orpello, non ci si nasconde più dietro un vestito, e si viene accettati per quello che si è. Anche il grande professore universitario o il personaggio pubblico più famoso nel campeggio naturista è solamente un uomo, libero e senza veli. Nudi si è tutti uguali, senza titoli o status sociale.

Un po’ di storia: il primo campeggio a Torino

Andando a cercare informazioni sul naturismo e la sua pratica, non ci saremmo mai aspettati di scoprire che la storia dei naturisti nostrani parta da così lontano: è del 1964 infatti la nascita dell’Unione Naturisti italiani (UNI-LNV) con un suo proprio statuto, una tessera associativa (costo 20,00 € annui) e il magazine, INFONaturista, in versione digitale sul sito  www.unionenaturisti.org/.

Ma l’Italia all’epoca non era ancora ricettiva al tema del naturismo e la nascita dell’UNI avvenne nel Liechtenstein e si dovette attendere il 1969 per trasferire la sede in Italia, quando si potè aprire un primo campeggio, Le Betulle, vicino a Torino, ancora oggi sede estiva dell’UNI.

All’estero le cose erano molto diverse, infatti risale addirittura al 23 agosto 1953 lo svolgimento a Montalivet in Francia di un congresso che sancì la fondazione di una Federazione Naturista Internazionale (INF/FNI) e al 23 novembre 1960 la sua iscrizione, a Copenhagen, nel registro delle associazioni col n° 2359. Durante quel congresso del 1953 venne formulata la prima definizione di NATURISMO al fine di evitare tutti i malintesi che possono riguardare il termine “naturismo”:

“Il Naturismo è un insieme di regole che ha lo scopo di aiutare ciascuna persona a vivere una vita naturale. Il Naturismo è ugualmente una sintesi di idee e metodi per la ricerca di un ideale di bellezza, di verità e di libertà in pace tra tutti i popoli senza distinzione di razza. Il Naturismo è la ricerca di un equilibrio armonioso per tutto il mondo in tutti gli stati: fisici e mentali etc. Si interessa a ogni riforma sociale che migliora gli individui e le loro azioni.”

L’Italia come abbiamo visto arrivò dopo, quando in Europa il naturismo era già molto sviluppato, basti pensare che in Francia nel 1964 già si contavano 143 associazioni, 67 siti e 12mila iscritti. Comunque subito entrò nella Federazione Naturista Internazionale INF-FNI e da allora opera regolarmente sul territorio nazionale, emettendo anche le tessere Internazionali, “i Passaporti Naturisti” riconosciuti in tutto il mondo.

Con queste tessere può accedere ai camping, villaggi e strutture certificate e partecipare alle attività Naturiste nazionali ed internazionali.  Ma non solo, la Tessera Naturista Internazionale garantisce che il possessore rispetta i principi naturisti secondo le norme INF-FNI, e che le strutture rispettano i regolamenti mantenendo le condizioni etico/morali certificate dall’INF-FNI.

A che punto siamo

In Europa i naturisti più numerosi sono gli olandesi, seguiti dai tedeschi e dai francesi.  Per i camping, all’estero ce ne sono molti di più che in Italia, basti pensare alla Croazia, terzo paese europeo per numero di strutture dopo l’Olanda e la Germania, con ben 17 campeggi naturisti lungo le sue coste. La Croazia inoltre fu il primo paese europeo ad aver aperto le porte ai naturisti già nel 1953.

In Italia, dopo la nascita nel 1997 di una seconda associazione, la Fenait (Federazione Naturista Italiana), i naturisti italiani ufficialmente iscritti sono appena 4.500, anche se si parla di circa 500mila appassionati. Ancora troppi pochi, secondo Gianfranco Ribolzi, già vice-presidente della Fenait, “perché in Italia manca la cultura del naturismo”.

Bisogna però aggiungere che qualcosa sta cambiando. Da un po’ di tempo si nota la tendenza di alcuni agriturismi e case vacanze che dispongono di un vasto terreno con piscina e altre attrezzature, a trasformarsi in strutture naturiste chiedendo la certificazione INF-FENAIT.

E per quanto riguarda i camping naturisti italiani a che punto siamo? Dove si trovano e quanti sono?  Siamo andati a cercarli, e presto vi riveleremo la lista dei camping naturisti certificati.

 




A Morbegno il 16 e 17 ottobre c’è la Mostra del Bitto

Torna a Morbegno, splendida in provincia di Sondrio, la Mostra del Bitto, che quest’anno si tiene nel weekend del 16 e 17 ottobre e festeggia la sua 114° edizione, attestandosi come evento più longevo della Valtellina. Un’idea per trascorrere un fantastico weekend autunnale all’insegna dei buoni sapori.

La Fiera nasce come occasione per giudicare e vendere le migliori forme di Bitto prodotte nella valle durante l’estate sugli alpeggi ma oggi, a distanza di oltre un secolo dalla nascita, la manifestazione si propone come un momento per rievocare antiche lavorazioni valtellinesi, prodotti DOP e la memoria di ricette tradizionali

 Il Bitto: un Valtellinese di antica memoria

 Si dice che il Bitto sia nato tra le popolazioni celtiche le quali, scacciate dalla Pianura Padana ad opera dei Romani, popolarono la Valtellina, territorio montuoso e quindi più “difficile” da sfruttare da un punto di vista alimentare, ma anche rifugio sicuro, fertile e abbondante di pascoli.

“Bitto” deriva infatti dal celtico “bitu”, ovverosia “perenne”. Forse perché la lavorazione del latte permetteva alle popolazioni dell’epoca di andare oltre la pura sussistenza quotidiana, grazie alla possibilità di conservare il formaggio per lungo tempo, e di utilizzarlo come “scorta” alimentare. E, in verità, il nome di battesimo “perenne” si è rivelato nei secoli più che un augurio, se pensiamo che il Bitto è arrivato fino a noi, grazie all’esperienza dei maestri casari che, di padre in figlio, ci hanno tramandato gli antichi metodi di produzione.

Alle 5 del mattino e verso le 17, durante i mesi estivi, è possibile fermarsi presso uno dei tanti alpeggi montani della Valtellina, per assistere alla nascita…del Bitto! Quando infatti il sole non è troppo caldo, il casaro, responsabile della lavorazione del formaggio, aiutato dai cascii (pastorelli),  in genere figli o parenti  del casaro, inizia la mungitura delle vacche e delle capre, perché il Bitto è fatto con latte di mucca ed un’aggiunta massima del 10% di latte di capra.

Il latte appena munto viene subito lavorato col caglio nelle caldaie di rame a campana rovesciata (le “culdère”) alla temperatura di 35-37°C, mentre il casaro (casèr) rimescola l’ammasso. La cagliata, così ottenuta, progressivamente indurisce, finchè il casaro, secondo la propria esperienza ed abilità, non decida di sottoporla alla “rottura”: dopo aver ripulito il composto dallo strato superficiale di caseina e grasso (la “pannetta”), con movimenti lenti e delicati la cagliata viene divisa in grosse fette, dalle quali comincia a separarsi il siero.

Infine, la massa viene ulteriormente tagliata con la “lira” o “chitarra” e quindi frantumata con lo “spino”, fino a ridurla in grumi, che andranno cotti alla temperatura di 48-52°C continuando a rimestarli perché non si aggreghino. Al termine di questa seconda cottura, i granuli si adageranno sul fondo della caldaia addensandosi e legandosi: la cagliata rimasta viene depositata sullo spersore, all’interno delle fascere dalle quali il Bitto prenderà forma grazie alla pressatura di 24 ore.

La fase della salagione, che può avvenire “a secco” o per immersione in salamoia, oltre a conferire gusto al formaggio, consente la creazione della crosta, che isolerà la forma dall’ambiente esterno per favorire un certo grado di asetticità.  Il ciclo di lavorazione termina all’interno delle casere, tipici locali da stagionatura, alla temperatura di circa 12-16°C e umidità relativa intorno all’80-90%.

In questa fase delicata, in cui il Bitto acquista consistenza e gusto, il casaro, oltre a garantire le migliori condizioni di temperatura ed umidità, ogni giorno rivolta le forme, le pulisce e ne controlla l’integrità per favorire la maturazione del formaggio.

Le diverse stagionature del Bitto

Se siete fortunati, il casaro vi farà assaggiare un po’ di Bitto stagionato –il disciplinare di produzione prevede un minimo di 70 giorni di stagionatura affinchè il Consorzio di Tutela possa marchiare le forme. Se siete, invece, fortunatissimi, il casaro tirerà fuori per voi il suo pezzo migliore: il Bitto può arrivare ad oltre 10 anni di stagionatura!

Il gusto, col procedere della maturazione, si fa via via più intenso, e i tipici sapori d’erba e di latte appena munto del formaggio giovane vanno trasformandosi in un aroma sempre più piccante e deciso.

Il Bitto, come degustarlo

 Il Bitto è un formaggio da meditazione, la pasta alla masticazione è friabile e solubilissima, il sapore deciso lascia dei sentori di frutta secca, nocciola, noce, burro, di fieno e di fiori secchi. Per gustarlo occorre portare il formaggio a temperatura, masticarlo con cura e lasciare che il suo gusto ci avvolga.  In perfetto abbinamento con un pregiato “Sfursat” della Valtellina, vino passito anch’esso da meditazione.

INFO

www.mostradelbitto.com




Milano Wine Week: il vino conquista Milano

 Milano Wine Week 2021  fino  al 10 ottobre, invade tutta la città: eventi, masterclass, incontri

 

 

Milano,  innovativa e interconnessa,  accoglie la  nuova edizione di Milano Wine Week ricca di attività: nove giorni e centinaia di appuntamenti, con 10 Wine District abbinati ad altrettanti Consorzi

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La manifestazione si svolge  in collegamento – in contemporanea – con altre 11 città internazionali dove si racconterà la ripartenza del mondo del vino

Milano Wine Week rivoluziona il concetto stesso di evento vinicolo, creando un momento unico a livello mondiale che permette alle aziende dell’intera filiera di dialogare con il target business – italiano e internazionale.

Inoltre ci sono contestualmente occasioni di formazione e di network, di costruire iniziative, di partecipare a progetti che rivoluzionano la comunicazione al pubblico.

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L’edizione 2021 vanta anche un approccio nuovo, trasversale e inedito per il settore, che utilizza la tecnologia per amplificare il suo raggio di azione in tutte le direzioni.

Lo scopo è quello di far vivere la Milano Wine Week agli operatori di tutto il mondo, fornire strumenti per ottimizzare le relazioni tra le aziende stesse, gli addetti del trade e dell’HORECA.

Così  la città  offre un’esperienza dove la scoperta dei vini e dei territori si trasforma in una gamification interattiva.

Una ventata digitale caratterizza  l’edizione 2021 della Milano Wine Week  che si è affidata a Softec per presentarsi in una veste inedita.

Il digitale entra nel bicchiere grazie alla nuova app progettata e sviluppata da Softec, azienda leader in Italia nella digital innovation, che permetterà ai visitatori di pianificare nel dettaglio degli itinerari personalizzati misurati sui propri interessi, con interfacce interattive.

 

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Guest star di questa edizione sarà Pepper, la personificazione dell’identità digitale della manifestazione, un robottino bianco fungerà da digital ambassador accogliendo gli ospiti durante gli eventi in programma durante i nove giorni e interagendo per raccogliere i loro feedback.

Adnkronos è Media Partner della Milano Wine Week 2021: la particolarità di questa manifestazione dall’ampio respiro internazionale, con  ben 11  città internazionali collegate e oltre 100 appuntamenti, sarà valorizzata in uno  speciale tematico sul sito www.adnkronos.com  e sarà trasmessa la diretta dei principali eventi della settimana.

E, solo per operatori: debutta la Wine Business City,  in programma il 3 e 4 ottobre al MEGAWATT COURT. Dove  debuttano due prestigiosi riconoscimenti: il premio Carte dei vini Italia e il Wine Retail Award.

Quali i protagonisti della Milano Wine Week?

Impossibile citarli tutti.

Scegliamone alcuni

Anche il Brunello di Montalcino  approda alla Milano Wine Week: sono 21 le cantine montalcinesi del distretto del Brunello in Galleria. Per tutta la durata della MWW, il Brunello e gli altri vini rappresentati dal Consorzio saranno i protagonisti degli speciali abbinamenti e menù firmati dalle griffe gastronomiche di sette ristoranti del celebre passage: Savini 1867, Il Salotto, Ristorante Cracco, Ristorante la Galleria, La Locanda del Gatto Rosso e Terrazza Duomo 21.

Tutti a bordo, alla scoperta del Vino Chianti!

 

 

 

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Chianti Lovers Boat è il battello che fino al 10 ottobre navigherà sul Naviglio Grande, proponendo degustazioni, abbinamenti gastronomici e seminari a tema Chianti.

Durante la Milano Wine Week 2021, tutto il quartiere Navigli si trasformerà in Chianti Lovers District: 36 locali tra ristoranti, wine bar, cocktail bar, avranno in carta oltre 50 referenze di Chianti D.O.C.G. in abbinamento alle migliori ricette.

Il Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti docg porterà  le bollicine aromatiche piemontesi in degustazioni guidate, organizzate in streaming e in presenza da Palazzo Bovara.

E presidio del tessuto metropolitano, grazie alla presenza del Consorzio nel Wine District dell’area Arco della Pace – Sempione con il coinvolgimento di enoteche e ristoranti legati alla cultura enogastronomica.

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Il 9 e il 10 ottobre live performance al Just Cavalli Milano del flair bartender Giorgio Facchinetti con il suo team per scoprire l’Asti e il Moscato d’Asti Docg in mixologia.

 

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Team-villa-santo-stefano

Ci sarà anche Villa Santo Stefano della Lucchesia all’appuntamento con Wine Business City, l’evento dedicato ad aziende e operatori del mondo del vino: l’azienda toscana, acquisita nel 2001 da Wolfgang Reitzle e Nina Ruge, porta in degustazione i vini prodotti nei 12 ettari dell’azienda, bottiglie ed etichette selezionate con una gestione attenta all’ambiente.

 

Per il terzo anno consecutivo, Montelvini, una delle realtà vitivinicole più dinamiche nel panorama italiano, diretta da Alberto e Sarah Serena, aderisce alla Milano Wine Week.

Per l’occasione, la Cantina Ambasciatrice delle bollicine di Asolo, lancia il concept Prosecco for Breakfast: un trend innovativo che, dopo il successo internazionale, arriva anche in Italia.

 

Montelvini_Prosecco For Breakfast_

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Un inedito momento di convivialità e condivisione, a metà strada tra la colazione e il brunch, da degustare nel locale dello Chef Daniel Canzian.

 

E Franciacorta rinnova la partnership con MWW consolidando ancora una volta il legame con la città di Milano che, complice anche la particolare vicinanza geografica, è ormai come una seconda casa.

 

franciacorta
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I ristoranti ed i locali del quartiere di Brera, Solferino e Garibaldi ospiteranno iniziative dedicate a Franciacorta, creeranno menù in abbinamento ed altre attività a tema.

 

Debuttano anche i “Wine-tainment”, gli eventi esperienziali del vino organizzati da Milano Wine Affair: un calendario di appuntamenti che  faranno incontrare il mondo del vino a quello della pittura e dell’arte, grazie al coinvolgimento del wine-artist Miky Degni, ideatore del progetto insieme a Cornelia G. Hassmueller di Milano Wine Affair.

 

Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo debutta alla Milano Wine Week: Montepulciano d’Abruzzo, Abruzzo Pecorino, Cerasuolo d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo tra le principali proposte dell’Abruzzo enologico.

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La regione più green d’Europa rappresenta sempre più un’eccellenza del Made in Italy enologico e ha scelto un palcoscenico sfidante, come Milano,  in particolare il quartiere di Porta Venezia.

Una grande installazione  immersiva che celebra la creatività, il talento e il vino italiano è infine l’omaggio a Milano da parte di Pasqua Vigneti e Cantine, tra i founding supporter di Milano Wine Week 2021.

La gigantesca opera immersiva site-specific realizzata in collaborazione con BASE Milano, offrirà un’esperienza sospesa tra sogno e realtà.

Inoltre nel palinsesto della Milano Wine Week, Pasqua organizzerà due momenti di incontro per operatori del settore e wine lovers, dedicati a etichette iconiche e approcci rivoluzionari al territorio.

 

 

 

 




La 10 stazioni della metro più belle del mondo

Spesso si corre per prendere la metropolitana e non si fa caso ai particolari. Ma, di sicuro, non a questi. Le stazioni della metro a volte sono un vero e proprio capolavoro, un concentrato di arte, stile, storia e architettura. In questo nuovo appuntamento della rubrica TOP 10 siamo andati alla ricerca delle 10 stazioni della metro più belle del mondo. E ce ne è anche una italiana.

1. Stazione T-Centralen (Stoccolma)

Con i suoi 110 km, la metropolitana di Stoccolma può essere considerata la galleria d’arte più lunga del mondo! Infatti, in più di 90 delle 110 stazioni si possono ammirare ben 150 opere, realizzate dal 1950 a oggi, tra mosaici, sculture, dipinti, bassorilievi e installazioni, alcune permanenti, altre che si rinnovano periodicamente. Il tutto racchiuso in un’architettura di rara bellezza, la punto che l’amministrazione comunale organizza visite guidate della durata di circa un’ora e mezzo, basta essere muniti di biglietto.

Tra le fermate più belle c’è la T-Centralen, che spicca per la sua struttura che ricorda una caverna dai colori blu, decorata da motivi floreali, opera dell’artista Olof Ultvedt, che ha alternato alle decorazioni le sagome degli operai che hanno partecipato alla realizzazione della metropolitana negli anni Settanta. Splendida anche la fermata Stadion, che ricorda una grotta azzurra con tanto di arcobaleno, e la Fridhemsplanè, che spicca per le sue opere contemporanee in bianco e nero, che cambiano di anno in anno per dare la possibilità ai diversi artisti di dare il loro contributo.

2.Stazione di Majakovskaja (Mosca)

É la stazione più famosa della linea 2 della metropolitana di Mosca, fatta costruire nel 1935 da Stalin per promuovere la propaganda sovietica. La struttura spicca per le sue splendide pareti in marmo, decorate con mosaici dorati, sculture di leader russi, lampadari di cristallo e scene che raffigurano episodi della storia russa. È ritenuta la stazione della metro più elegante del mondo per il suo impeccabile stile Art Decò esaltato dalla rosa di rodonite. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stata utilizzata come rifugio antiaereo. In tutto la metro di Mosca conta 14 linee che consentono di raggiungere ogni punto della capitale in tempi rapidissimi. Al punto che vanta anche il primato di “metro più puntuale d’Europa”.

3. Stazione Toledo (Napoli, Italia)

Al terzo posto tra le fermate della metro più belle del mondo, la Stazione Toledo di Napoli, una vera opera d’arte che omaggio la città e le sue caratteristiche peculiari: il mare, la terra e il tufo attraverso le decorazioni delle sfumature del blu, del nero e dell’ocra, con riferimenti al paesaggio e all’architettura locale. Attraverso le scale mobili, poi, si scende a diversi livelli e si ammirano i mosaici di William Kentridge con scene dei miti mediterranei, riferimenti al Vesuvio e alle tradizioni partenopee. I toni del blu simboleggiano la discesa sotto il livello del mare e, al livello più basso, si ammira la splendida hall sotterranea dove spicca il Crater de Luz, un grande cono che attraversa tutti i livelli della stazione e rievoca il Vesuvio con uno spettacolare gioco di luci al LED.

Al primo piano, invece, le architetture sono integrate con la cinta muraria aragonese, rinvenuta durante i lavori per la costruzione della metro. Oltre alla fermata Toledo, meritano una visita anche la fermata Materdei, dove si può vedere la scultura dell’uomo-pesce di Luigi Serafini “Carpe diem”, e Salvator Rosa, definito il Centre Pompidou per le sue favolose installazioni colorate. Nella fermata Dante, invece, si possono ammirare le parole del Convivio composte da tubulari bianche al neon.

4. Stazione di Formosa Boulevard (Kaohsiung, Taiwan)

Questa strabiliante stazione della metropolitana spicca per la sua “Dome of light”, cioè la “Cupola della luce”, una grandissima vetrata composta da pezzi di vetro colorato, la più grande installazione del suo genere e tra le più grandi del mondo, opera dell’artista italiano Narcissus Quagliata. La “cupola” si trova alla confluenza della linea Arancione con quella Rossa e per la sua bellezza viene spesso scelta come location per la celebrazione di matrimoni e cerimonie.

5.Stazione Arts et Métiers (Parigi, Francia)

Si trova lungo la linea 11 della metro di Parigi e sembra uscire da un romanzo di Jules Verne. Sì, perché l’intento di François Schuiten, che l’ha progettata nel 1994, è proprio quello di omaggiare il famoso sottomarino Nautilus di “Ventimila leghe sotto i mari”, trasformando la stazione della metro nel suo interno, tra oblò e placche di rame. Sopra la stazione si trova il Museo delle Arti e dei Mestieri, che dà il nome alla stazione stessa.

6. Stazione Zoloti Vorota (Kiev, Ucraina)

È una delle stazioni della metro più celebri del mondo. Quella di Zoloti Vorota, a Kiev, è stata inaugurata nel 1989 e si caratterizza per i suoi meravigliosi lampadari con luci a forma di candela e i suoi 80 mosaici che ricoprono colonne e superfici, illustrando la stoeia della Rus di Kiev e sono frutto del lavoro di un grande numero di artisti diversi.

7. Stazione Olaias (Lisbona, Portogallo)

Entra nella nostra TOP 10 anche la Stazione Olaias di Lisbona, che si trova lungo la Linea Rossa della metro della capitale portoghese. Inaugurata nel 1998, è stata progettata dall’architetto Tomàs Taveira con piastrelle coloratissime in un’incredibile varierà di forme geometriche, che ricoprono le sue superfici, creando meravigliosi giochi di luce e riflessi che avvolgono i viaggiatori in un variopinto abbraccio.

8. Stazione Sightseeing Tunnel (Shanghai, Cina)

Una stazione che lascia davvero a bocca aperta la Sightseeing di Shanghai. Un lungo tunnel sotto al fiume Huangpu collega la stazione della metro a piazza Chen Yi, all’Oriental Pearl Tower Radio e alla Television Tower a Pudong, mentre i viaggiatori possono ammirare spettacolari effetti psichedelici audio e video. È una delle stazioni più visitate dai turisti, non solo per prendere la metropolitana.

9. City Hall Station (New York, USA)

Si tratta di una vera e propria “stazione fantasma”. La City Hall Station di New York, infatti, è stata inaugurata il 27 ottobre 1904 ed è stata ufficialmente chiusa il 31 dicembre 1945. Nata come fiore all’occhiello della nuova metropolitana di New York, è caratterizzata da una conformazione particolare e da piastrelle colorate, che rendono l’ambiente unico e suggestivo. Si può ammirare transitando a bordo dei treni che percorrono la IRT Lexington Avenue Line. Per la sua bellezza è spesso utilizzata come set cinematografico. Qui, infatti, sono state girate alcune scene del film “Animali Fantastici”, ambientato nel 1926.

10. Stazione Szent Gellért tér (Budapest, Ungheria)

Chiude la nostra TOP 10 la Stazione Szent Gellért tér di Budapest, sulla linea 4 della metropolitana della capitale ungherese. Si trova sotto l’omonima piazza, dedicata al Santo patrono, San Gerardo. È stata inaugurata il 28 marzo 2014 ed è la stazione più profonda di tutta la linea. Spicca per le particolari decorazioni a mosaico, opera dell’artista Tamás Komoróczky, che ha rivestito con vetro opachi retro illuminati le pareti sagomate dei vani tubolari, dando vita a un suggestivo tunnel di luci.




Un weekend di mercatini “green” e di buoni sapori

L’autunno è appena cominciato, ma il tempo è ancora mite ed è l’ideale per regalarsi un weekend fuori porta, magari alla scoperta di mercatini ed eventi legati ai buoni sapori. Ecco gli eventi che abbiamo selezionato per voi nel weekend del 2 e 3 ottobre.

A Stresa (VB) un weekend con il Mercatino Regionale Piemontese

Sabato 2 e domenica 3 ottobre, si può approfittare di un weekend a Stresa per visitare il Mercatino Regionale Piemontese, che si terrà nella splendida cornice del lungolago dalle 9.30 alle 19.30. All’interno delle eleganti pagode che ospitano i produttori di prodotti tipici di qualità si potranno trovare formaggi piemontesi, sia freschi che stagionati, come il Castelmagno d’Alpeggio Dop, il Testun, la Paglierina, ma anche tome, pecorini e altri a base di latte di mucca, pecora o capra.

Non mancheranno nemmeno i saporiti salumi delle Langhe, come il Salame al Barolo, il Salame al Tartufo Bianco di Alba, da abbinare agli ottimi vini, come il Barbera, il Dolcetto e il Brignolino, ma anche altri bianchi e rosati con riconoscimenti Doc e Docg. Senza parlare poi dei dolci tipici piemontesi, come gli Amaretti, i Baci di Dama e la famosa Torta di Nocciole del Piemonte.

Non mancherà nemmeno una vasta scelta di cioccolato artigianale e le squisite creme alla nocciola. Per chi preferisce il salato, invece, ci saranno pagnotte alle noci, focacce, pizze, ma anche prodotti biologici, miele, funghi, frutta e verdura, funghi e altri prodotti di stagione.

INFO: www.mercatinoregionalepiemontese.it

A Gardaland si festeggia Oktoberfest

Ultimo weekend, quello del 2 e 3 ottobre, per poter partecipare a un inedito Oktoberfest all’interno di Gardaland, il parco dei divertimenti per grandi e piccini di Castelnuovo del Garda (BS). Oltre a divertirsi nelle attrazioni del parco, i visitatori potranno prendere parte all’evento, ispirato alla tradizione bavaresi, gustando le specialità enogastronomiche più conosciute e ammirare gli allestimenti a tema, tra boccali, enormi fusti di birra, drappi, bandierine e il Welcome Show con balli e canzoni bavaresi.

Non possono ovviamente mancare le specialità gastronomiche. Si potrà infatti compiere un vero e proprio viaggio a tema in 5 tappe, ognuna dedicata a un brand di birra: dalla Piazza Medievale con la Merlin Stube, dove poter gustare birra Heineken accompagnata da stinco, patate tirolesi, canederli ma anche wurstel, cotoletta di maiale, brezel e, per finire in dolcezza, il birramisù.

l’Area Mammut sarà dedicata alla Schmucker Weizen con wurstel bianco e brezel; l’area Ramses vedrà protagonista la Schmucker Pils con brezel, maxi chips e anelli ci cipolla; l’Area Buffalo, una nuova location, con birra Moretti filtrata a freddo da accompagnare al panino con Kassler; infine, presso l’Hacienda Miguel, si potrà gustare la birra Messina Cristalli di Sale insieme ai brezel. Nel weekend l’orario di apertura è dalle 10 alle 21 il sabato e fino alle 20 la domenica. Prenotazione obbligatoria.

INFO: www.gardaland.it

A Paderno Dugnano (MI) c’è il Garden Festival d’Autunno

Torna presso il Garden Steflor (in via Erba 2) di Paderno Dugnano (MI) il Garden Festival d’Autunno, che si può visitare nel weekend del 2 e 3 ottobre, tra atmosfere calde e avvolgenti. Il tema scelto per questa edizione è “Coltiva il tuo giardino interiore” e, attraverso le proposte, tra fiori e piante, si potranno ampliare le proprie conoscenze del mondo vegetale, ma anche trovare tante idee per abbellire la propria casa, il balcone, il terrazzo e il giardino.

Ci saranno anche tante attività e laboratori di giardinaggio per imparare a prendersi cura dell’orto e del giardino e verranno poi dati tanti suggerimenti per come curare le piante in autunno e per sensibilizzare su alcune tematiche legate alla sostenibilità e al vivere nel rispetto della natura. Ingresso gratuito.

INFO: www.steflor.it

A Maranello (MO) c’è il Gran Premio del Gusto

Domenica 3 ottobre in Piazza Libertà a Maranello (MO), “capitale” della Ferrari, si tiene la 19° edizione del Gran Premio del Gusto, che abbina motori e buoni sapori. Tantissime le iniziative in programma, tra cui il Percorso del Gusto, per assaggiare il meglio dei prodotti tipici, i concorsi culinari e i laboratori di cucina. Per i più piccoli ci sono i laboratori del riciclo e le letture animate, per gli adulti, invece, il laboratorio “La disfida della piadina” con la chef Albarosa Zoffoli.

Passando ai motori, in Piazza Libertà ci saranno in esposizione alcuni dei modelli di Ferrari più iconici della storia del Cavallino Rampante, mentre lungo via Nazionale e in Piazzale Messineo sfileranno macchine agricole e trattori di epoche diverse. Per la prima volta, la piazza si trasformerà in un museo a cielo aperto con la mostra dedicata alle auto dei film più famosi, dal Maggiolino Herbie al Generale Lee di Hazzard, al Duetto del Laureato alla Ferrari 308 di Magnum P.I., passando per la Dune Buggy di “Altrimenti ci arrabbiamo” alla Bmw Z3 di 007 “Golden Eye”.

Per gli amanti dello shopping, poi, i negozi rimarranno aperti e ci sarà anche il Mercatino di Forte dei Marmi in via Claudia. Ci saranno anche dimostrazioni di cottura del mosto e la premiazione del Gran Premio dell’Aceto Balsamico Tradizionale. Ingresso gratuito con Green Pass.

INFO: www.comune.maranello.mo.it

A Scandicci (FI) torna il Mercatino Francese

Dal 1° al 3 ottobre torna a in Piazza Giacomo Matteotti, a Scandicci (FI), il Mercatino Regionale Francese. Dalle 9 alle 20 sulle bancarelle si potranno trovare i prodotti artigianali della Provenza e della Costa Azzurra, tra tovaglie, saponi, lavanda, essenze e prodotti in paglia. Da Parigi arrivano invece, profumi, cosmetici e accessori alla moda. Non mancheranno nemmeno i prodotti dell’enogastronomia francese, tra cui più di 80 tipi di formaggi, dal Mont d’or al Rocamadour, dal Camembert della Normandia al Brie dell’Ile de France.

Naturalmente, non possono mancare i vini, con più di 30 tipi, dallo Champagne al Bordeaux al Sidro. Da provare i salumi con spezie ed erbe aromatiche. Tra i biscotti ci saranno i Bretoni, con più di 20 varietà diverse di ripieno, dal cocco al sesamo, dal limone al cioccolato. Splendido lo stand delle spezie provenienti dalle ex colonie francesi, e quelli della gastronomia e delle crepes.

INFO: www.facebook.com/mercatinoregionalefrancese

A Palermo torna il Festival delle Filosofie

Inaugura sabato 2 ottobre, alle 16.30 a Palazzo Chiaromonte, la 4° edizione del Festival delle Filosofie, quest’anno dedicato alla memoria di Gino Strada. Il tema scelto per questo 2021 è “La Cura”, e prende spunto proprio dalla difficile realtà della pandemia, che ci ha tutti proiettati in un presente distopico e in un futuro da costruire. Gli appuntamenti si terranno in varie sedi: Orto Botanico, Chiostro di Casa Professa, Chiostro della Chiesa del Carmine, Villa Filippina, Museo Salinas, che proporranno incontri a tema.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello con Maria Rosaria Capobianchi, ricercatrice dello Spallanzani che nel febbraio 2020 ha isolato il virus Sars-CoV19 e quello di Marco Cappato, attivista dell’associazione Luca Coscioni. Torna anche Nicola Zippel, che da anni propone a Roma laboratori di filosofia per bambini delle scuole elementari. La partecipazione agli eventi è su prenotazione.

INFO: www.efilosofie.it e info@efilosofie.it




Milano new hospitality: per il nuovo esploratore metropolitano

Milano new hospitality: tre proposte  innovative per accogliere a   Milano  e offrire  esperienze inedite, spazi co-working, sport e benessere

 

 

 

Milano new hospitality: YellowSquare propone il concept di “ostello esperienziale”

«Qui non si dorme soltanto. Qui la città si vive».

Nella centralissima Porta Romana, apre YellowSquare l’ostello di ultima generazione: un quartier generale per i nuovi viaggiatori e uno spazio aperto ai milanesi in cerca di esperienze inedite

 

 yellow square
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Attitudine cosmopolita e vocazione sostenibile: dopo il successo di Roma, sbarca sotto le guglie del Duomo il concept di “ostello esperienziale” creato da due giovani imprenditori e fratelli.

Più di 150 posti letto per nuovi esploratori metropolitani e oltre 800 metri quadrati di aree comuni aperte alla città.

Già full durante la design week e la fashion week, lo YellowSquare di Milano, l’ostello di ultima generazione,  fa incontrare lo spirito cosmopolita dei viaggiatori zaino in spalla con la curiosità dei locals.

 

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In un’ottima zona, tra il Teatro Parenti e i Bagni Misteriosi, nel cuore di Porta Romana (in via Lattuada 14), la nuova struttura va a inserirsi nella mappa del centralissimo quartiere milanese, ormai punto di riferimento dell’offerta culturale e di intrattenimento del capoluogo lombardo.

Quali i must?

YellowSquare è una “piazza” aperta 7 giorni su 7, 24 ore su 24, un luogo fisico di incontro e un catalizzatore di giovani energie: due palazzine, 98 posti letto in dormitori misti e 29 camere private, ma anche tanti spazi comuni aperti al pubblico. Nelle aree condivise, su un totale di oltre 800 metri quadrati, si trovano: un bar che non dorme mai e una grande sala eventi per incontri e musica dal vivo, un rilassante cortile privato, lo spazio co-working Smart Square, un Dance Club sotterraneo, una grande cucina per pasti condivisi e per cooking class, l’hair-saloon firmato Contesta Rock Hair e una Play Area dove cimentarsi con fitness, arti e danza.

 

Yellowsquare-Milano-stanza
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Dunque YellowSquare si pone non più come  un semplice posto dove dormire, ma un vero e proprio hub esperienziale in cui fare nuove conoscenze, cimentarsi in lezioni di cucina o di dj-set, sfidarsi in un’escape room, scoprire la città da vero local, fare yoga al tramonto e ascoltare musica dal vivo ogni sera.

La sensibilità per la sostenibilità  si manifesta nei servizi green 100% plastic-free del bar e della cucina e nella decorazione degli spazi

 

 

Nasce Infiniteness, la boutique del benessere di Ariosto Social Club

Ariosto Social Club è un concept innovativo per l’accoglienza a 360 gradi, uno spazio composito ed esplorativo, nel cuore di Milano, all’interno di un signorile palazzo in stile liberty. Un punto di partenza per vivere la metropoli attraverso una nuova esperienza di soggiorno avvolti da atmosfere che ricordano New York o Londra. E siamo a Milano, in Via Ariosto 22.

 

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Esclusività e sostenibilità hanno ispirato i venti appartamenti di pregio e moderni (17 bilocali e 3 trilocali) pensati per affitti brevi con a disposizione i servizi tipici degli hotel e dotati di ogni comfort.

Ariosto Social Club, che prossimamente vedrà inaugurare anche il bistrot, lancia Infiniteness, il progetto innovativo dedicato alla cura della persona che coniuga sport, benessere e tecnologia.

 

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Nata da un’idea di Edoardo Vicini e Stefano Airaghi, Infiniteness è la perfetta sintesi di quanto di meglio si può trovare in un centro fitness e in una Spa.

Un nuovo metodo di allenamento basato su un approccio olistico che mira al raggiungimento del benessere del corpo e della mente attraverso la cultura dell’educazione fisica personalizzata.

Il percorso viene studiato in un rapporto di reciproco ascolto con il proprio personal trainer, l’alleato che accompagna in questo “viaggio” di rinnovamento fisico e mentale, con la consapevolezza che ogni obiettivo è raggiungibile se affrontato con gli strumenti giusti.

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I coach aiutano a coltivare la versione migliore di sè stessi. Solo un percorso condiviso, mirato, a 4 mani, può dare i risultati sperati. Regala un’esperienza positiva perché catalizzatore di motivazione, è un allenamento che fa la differenza nel quotidiano e permette di vivere la propria evoluzione.

Il training proposto si sviluppa attraverso tre fasi: indoor, outdoor e nature. Questo significa che al momento opportuno, l’esperienza non si esaurisce nello spazio della palestra, ma viene portata fuori, in ambienti urbani o immersi nella natura, divenendo così uno stile di vita autentico.

La gym si compone di tre sale contenute nei volumi, avvolte da luci rilassanti e dotate di attrezzi innovativi che con la SPA concorrono a rendere l’esperienza benessere unica.

 

Dall’esperienza di Work&Progress nasce a Milano il nuovo concept 10keys

Un polo per l’ospitalità  bleisure con  una serie di servizi accessori  

Una soluzione  intelligente e  innovativa  per  soddisfare le esigenze del business travel, in difficoltà e con budget ridotti.

 

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La propone  Workness, il sistema   di Work&Progress, agenzia di consulenza e accompagnamento lavorativo, che nella sigla allude all’unione di “lavoro e benessere”.

Il team di Work&Progress  ha individuato nella  formula di 10keys la soluzione ottimale per chi desidera ospitalità di tutto comfort, prezzi accettabili e una varietà di servizi a disposizione.

La città scelta per avviare la nuova formula è Milano, città sempre all’avanguardia nell’evidenziare tendenze, dove 10keys ha aperto  in via Maffei 1, ma già ci sono progetti concreti per replicare in Puglia e probabilmente a Napoli e  Varese.

Collocate all’ultimo piano del palazzo che già ospita Workness, con le sue sale riunioni, le dieci stanze di 10Keys accolgono gli ospiti come a casa, con attenzioni speciali: letti e materassi top level, insonorizzazione degli ambienti, bagno turco in ogni stanza e sauna nelle suite, prodotti per il bagno completamente naturali, macchina per caffè espresso direttamente in camera, finiture made in Italy,  personalizzate ed esclusive.

Caratterizzante è la presenza ovunque di opere d’arte, dipinti provenienti dalla collezione privata del Cavaliere Filograna, sculture e  scatti di celebri  fotografi.

 

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Workness_Bistruccio_5

 

Tutto è studiato per semplificare la vita e ottimizzare il tempo di chi viaggia per lavoro, già a partire dal check-in contactless da effettuare tramite una semplice app ancor prima di arrivare.

Un servizio di conciergerie è disponibile 24 ore su 24 per permettere agli ospiti di soddisfare qualsiasi necessità, tenendo conto dei differenti fusi orari del mondo, come ad esempio la possibilità di usufruire sempre della cucina o di sale riunioni per fare videochiamate, anche nel cuore della notte.

A queste scelte di arredo e comfort, si aggiungono una serie di servizi opzionali, che quindi non gravano necessariamente sul budget del cliente, in un’ottica di estrema ottimizzazione dei costi aziendali.

 

 

 Workness_Muse
Workness_Muse

Sono servizi di alto livello, che offrono la possibilità di trovare tutto il necessario  in un’unica struttura, senza perdere tempo prezioso: il breakfast è caratterizzata da un menù che cambia ogni giorno, sviluppato e spiegato con la consulenza del nutrizionista di Workness,  Muse, il centro di medical wellness e danza, offre   training in palestra, lezioni di yoga e di pilates, il ristorante Bistruccio con la sua cucina raffinata è ideale per pranzi e cene di lavoro o di svago, mentre Other Size Gallery permette di organizzare meeting e momenti di networking in un contesto assolutamente prestigioso. Inoltre Workness offre sale di rappresentanza in cui gestire affari e Work&Progress offre i suoi servizi di  consulenza aziendale.

 

 




Al MVSA di Sondrio la mostra “Poetica degli affetti”

Se vi trovate nella splendida Sondrio, nel cuore della Valtellina, per trascorrere un weekend, non dimenticate di visitare la Mostra “Poetica degli affetti. Pittura italiana tra Ottocento e Novecento“, che sarà in esposizione al MVSA fino al 14 novembre presso il MVSA, il Museo Valtellinese di Storia e Arte.

Sono gli affetti, nella loro accezione più intima, il tema centrale della mostra, incentrata su 5 capolavori che ben rappresentano uno spaccato di cultura figurativa italiana attraverso alcuni dei suoi massimi esponenti: “Maternità” di Silvestro Lega, “Bimba al sole” di Francesco Paolo Michetti, “Felicità” di Antonio Mancini, “Giochi in riva al lago” di Ettore Tito e “Casa di Riposo Bonacossa a Dorno Lomellina” di Angelo Morbelli.

“Maternità” di Silvestro Lega (1881-82)

Una serie di dipinti che idealmente occupano uno spazio cronologico compreso tra l’annessione di Roma al Regno d’Italia e la Prima Guerra Mondiale, a testimoniare di uno dei momenti più dinamici e prolifici della storia della pittura italiana, ma anche momenti di vita quotidiana del tutto intimi, personali e privati, tesi a raccontare la preziosità e la fuggevolezza di ogni attimo vissuto nella cerchia degli affetti e nella inconsapevolezza della caducità del momento.

“Bimba al sole” di Francesco Paolo Michetti (1870)

Una mostra al tempo stesso delicata e austera ma anche intensa ed emozionante, con atmosfere, colori e chiaroscuri che pervadono i dipinti a olio, e perchè ci porta istintivamente a riflettere sulla nostra contemporaneità. Una contemporaneità in cui, a causa della pandemia, abbiamo dovuto vivere di rapporti a distanza, riscoprendo, per paradosso, l’importanza degli affetti e di quei momenti di “normalità spensierata” che vengono richiamati nelle suggestive opere in esposizione.

“Felicità” di Antonio Mancini (1900-1910)

I due giovani curatori della mostra, Elena Li Causi e Fabio Mari, che hanno collegato i cinque capolavori in un allestimento ideale, invitano i futuri visitatori a seguire un percorso libero nella visione delle opere, perché quando si parla di affetti “non c’è un inizio e non c’è una fine”.

“Casa di Riposo Bonacossa a Dorno Lomellina” di Angelo Morbelli (1913)

L’esposizione sarà visitabile fino al 14 novembre 2021 negli orari di apertura del museo, da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. A partire dal mese di ottobre con orario esteso fino alle 13 e apertura pomeridiana anticipata alle 14. Per eventuali visite guidate, contattare il Museo. L’ingresso è libero, ma l’accesso agli spazi è consentito solo se in possesso di Green Pass.

“Giochi in riva al lago” di Ettore Tito (1910)

INFO

MVSA Palazzo Sassi de’ Lavizzari, via Maurizio Quadrio 27, Sondrio, tel 0342/526553, www.mvsa-sondrio.com