MILANO FINALMENTE RIAPRE, ECCO CALENDARIO E ORARI

Di Benedetta D’Argenzio

Milano finalmente riapre, sempre con cautela, all’arte e alla cultura. La riapertura ufficiale del 26 maggio 2020 è prevista fino al 21 giugno secondo precise direttive strutturate a doc per questo periodo così delicato. Da venerdì 22 maggio infatti il sito vivaticket.it dà la possibilità di prenotare online l’ingresso ai più importanti musei civici milanesi. Inutile dire che sarà richiesto il mantenimento del distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine per evitare il contagio. Perfino la Biblioteca Ambrosiana di Milano da inizio giugno rende di nuovo disponibile ammirare i suoi capolavori come quelli di Leonardo, Caravaggio e Raffaello.

CALENDARIO

Martedì 26 maggio: Galleria d’Arte Moderna (Gam), Museo di Storia Naturale, Acquario civico e Museo del Risorgimento

Giovedì 28 maggio: Palazzo Reale, Casa Museo Boschi Di Stefano e Studio Museo Francesco Messina

Venerdì 29 maggio: Mudec-Museo delle Culture (solo la collezione permanente)

Weekend 30-31 maggio: Museo del Novecento, Palazzo Morando e Museo Archeologico.

Vi starete chiedendo, ma il Castello Sforzesco? In effetti sarebbe bello, dopo una lunga passeggiata al parco, visitare le meraviglie racchiuse all’interno dell’imponente castello milanese. Bisogna pazientare ancora un po’, poiché la direzione ha annunciato che sta lavorando ad un piano sperimentale per garantire la sicurezza dei lavoratori e del pubblico durante le visite. La riapertura dipende quindi dall’esito positivo di tutte le verifiche tecniche relative a igienizzazione e sicurezza degli ambienti.

ORARI

Le visite alle strutture culturali sono suddivise per fascia oraria di mezz’ora, nella quale vengono distribuiti i visitatori in base alla quantità e alla capienza della sala.  Per quanto riguarda i musei civici l’orario di apertura è uguale per tutti, ovvero dalle 11 di mattina alle 18 di sera. Particolare è il parco del Castello Sforzesco, che apre dal giovedì alla domenica, con orario dalle 11 alle 19.30.

Non è mai abbastanza ribadire che, per tutte le mostre e musei, gli ingressi saranno regolati secondo la capienza delle sale. La sicurezza sarà garantita dalla prenotazione obbligatoria online per fasce orarie e l’acquisto dei biglietti sul sito ufficiale della struttura o su vivaticket.it.

Non vi resta che prendere in mano il telefono e prenotare. Con sicurezza e cautela si può tutto!




Le vacanze che verranno

Dopo due mesi di isolamento e immobilità l’Europa riparte. È tempo di pensare alle vacanze e scegliere dove andare per essere tranquilli, soprattutto se si viaggia con la famiglia.

Ecco le proposte di ADUTEI, Associazione dei Delegati del Turismo Estero in Italia.

L’Isola di Yas, ad Abu Dhabi, sembra essere tra le mete preferite per le vacanze. Clima caldo e soleggiato tutto l’anno e tante opportunità di divertimento per i più piccoli. Come Ferrari World Abu Dhabi, Warner Bros. World Abu Dhabi, il parco acquatico Yas Waterworld, Yas Marina Circuit. Per non parlare del nuovissimo CLYMB, con la parete di arrampicata più alta al mondo e una camera di volo per skydiving.

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L’Austria, con i suoi 4 milioni di ettari di foreste, i 6 Parchi Nazionali e le innumerevoli aree verdi, è una meta consigliata per le vacanze.  In particolare modo alle famiglie e a chi ama la natura e la tranquillità. Sul suo territorio tanti i sentieri segnalati che serpeggiano nel verde brillante, tra i boschi e le foreste. Sono tutti diversi tra loro in modo di accontentare gli escursionisti più esigenti e chi, invece, preferisce fare solo una tranquilla passeggiata.

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Bruxelles è famosa per le sue bandes dessinées. Bellissimi fumetti che colorano molti quartieri cittadini e che si possono ammirare seguendo percorsi ad hoc ritagliati su una vera e propria mappa a tema. Ai grandi personaggi dei fumetti di tutti i tempi sono dedicati il Musée de la Bande Dessinée, allestito all’interno di uno splendido palazzo Art Nouveau. C’è inoltre il Museum of Original Figurines, che offre ricostruzioni 3D e laboratori creativi.

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La Croazia sta preparando il suo spettacolare litorale per accogliere i turisti che scelgono questo territorio come meta di vacanza. Splendide spiagge perfettamente attrezzate e servizi di prim’ordine dedicati soprattutto alle famiglie. Vale la pena visitare le stupende isole che emergono come una preziosa corona proprio davanti alla costa. A cominciare dall’isola di Braç. Qui il verde dell’interno e il blu del mare si fondono dando vita a un autentico quadro d’autore.

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Una vacanza in Francia equivale a un tuffo nella cultura, nell’arte e nella storia. Un percorso entusiasmante che si snoda dalla Tour Eiffel, o lungo la Senna dove si possono vedere le bancarelle dei bouquinistes, fino ai grandi musei. A cominciare dal Louvre, uno dei più famosi del mondo, per continuare con il Musée de l’Orangerie, elegante custode delle Ninfee di Monet. E poi ci sono i castelli: Angers, possente, dominato da torri, Pierrefonds simile ai castelli delle fiabe e ancora il castello di Voltaire.

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Un’altra destinazione consigliata per le prossime vacanze è la Germania, con le sue foreste e i sentieri da percorrere in bicicletta nel verde. E i più pigri? Possono evitare le salite grazie a un itinerario di 3, 4 giorni che parte da Hinterzarten, attraversa i paesaggi del Titisee, dell’Alto Reno, e arriva a Friburgo con l’aiuto della ferrovia dell’Hölltental. Una vacanza adatta alle famiglie con bambini che possono pedalare da soli o essere trainati senza sforzo dai più grandi.

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Per una full immersion nell’arte e nella cultura niente di meglio che un viaggio ad Atene e al Museo dell’Acropoli. Raccoglie esclusivamente materiali rinvenuti sull’Acropoli di Atene: statue, frammenti di epoca arcaica e sculture del periodo classico. Ideale per far conoscere la storia e l’arte ai più piccoli. E non solo. Da vedere anche Plaka e Anafiotika, e da non mancare  una passeggiata tra i ciotoli delle stradine che conducono ad angoli pittoreschi e a edifici neoclassici. Per finire la giornata non c’è nulla di meglio che  una tipica taverna greca.

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Un’altra meta magica per le famiglie con bambini è la verde Irlanda. Immensi campi di trifoglio, simbolo del Paese, le fattorie e le immancabili pecore black face. Qui vale la pena fare lunghe passeggiate nel silenzio e nella natura, tra i boschi alla scoperta di elfi e folletti.

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Israele ha molto da offrire per una vacanza. Anche di mare. A Eilat, una delle località balneari più famose del Paese, si trova un luogo unico al mondo. Si tratta del Dolphin Reef dove si può nuotare con i delfini che vivono in questo braccio di mare. Senza dimenticare di esplorare la barriera corallina e il Timna Park, parco geologico unico al mondo.

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Crediti per l’ immagine: Israel Ministry of Tourism

Malta è una meta ideale per le vacanze delle famiglie. Qui si trova infatti Esplora, il nuovo centro interattivo per la scienza aperto dal Malta Council for Science and Technology. Ospita oltre 200 esperimenti sui più comuni fenomeni scientifici che si osservano nella vita di tutti i giorni. Esplora è ospitato all’interno di Villa Bighi, un edificio storico dov’è allestita una mostra permanente che racconta la storia dell’edificio.

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Pensando a Santo Domingo non si pensa certo a una vacanza con la famiglia. E invece no. La vivace capitale della Repubblica Dominicana  offre molte attrazioni anche per i più piccoli. Si può esplorare la zona coloniale sulle tracce di Cristoforo Colombo con un simpatico trenino o con un mezzo ecologico a tre ruote o in bicicletta. Vivere un’esperienza golosa con la Kah Kow Experience, workshop per creare leccornie a base di cacao. Infine si può visitare il Museo del Mare, che racconta storie di pirati, e il Giardino Botanico, con colorate piante tropicali.

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E infine Singapore. La Città del Leone offre imperdibili attrazioni per tutta la famiglia. Musei, riserve naturali,  parchi tematici, safari diurni e notturni e una eccitante escursione in cable car all’Isola di Sentosa. Un vero paradiso fatto di spiagge candide, con un SEA Aquarium popolato da oltre 100.000 esemplari marini.

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Non resta che scegliere una delle bellissime mete proposte e.. buone vacanze!




Pronti per ripartire? Destinazione Resort 5 stelle AMONTI & LUNARIS al volante dell’Audi RS5 Sportback

Dopo il lungo periodo di lockdown che ha completamente bloccato i nostri spostamenti, finalmente ci possiamo preparare ad una agognata ripartenza, magari verso nuove e stupefacenti mete turistiche nostrane in grado di offrire una meritata rigenerazione. A partire dal 3 giugno potremmo varcare i confini delle nostre regioni di residenza: un’occasione ghiotta per poter visitare posti nuovi come il wellness resort 5 stelle “AMONTI & LUNARIS” che si trova in Alto Adige (BZ). Abbiamo immaginato di raggiungere questa oasi di relax al volante di un’auto sportiva, ma confortevole, come l’Audi RS5 Sportback, di cui vi parleremo in seguito.

Wellness resort 5 stelle “AMONTI & LUNARIS”

L’attesa sta davvero per terminare. Il wellness resort 5 stelle “AMONTI & LUNARIS” riaprirà i battenti il prossimo 24 giugno con l’obiettivo di coccolare al meglio tutti i suoi fortunati ospiti. Il Resort si suddivide in due strutture chiamate appunto AMONTI & LUNARIS. Entrambe sorgono una accanto all’altra e sono agevolmente collegate da passaggi sotterranei. AMONTI & LUNARIS si presenta quindi come uno dei migliori centri benessere dell’Alto Adige, con oltre 5000 m² di settore Spa & Wellness. Sia che pernottiate all’AMONTI o al LUNARIS, l’offerta include l’accesso al wellness resort per tutti gli ospiti, mentre per pernottare si può scegliere tra una vasta offerta di lussuose stanze e suite dotate di ogni tipo di confort.

Il resort può godere di una posizione ottimale sul versante meridionale delle Alpi in Alto Adige, nel cuore della Valle Aurina, a 1.054 m s.l.m., direttamente accanto alla funivia che porta al comprensorio sciistico ed escursionistico del Klausberg.

Covid Safe Hotel

Per garantire la massima sicurezza dei suoi ospiti, AMONTI & LUNARIS può vantare la qualifica di Covid Safe Hotel ottenuta grazie ad una serie di importanti iniziative capaci di garantire Igiene e pulizia.

  • ONLINE CHECK IN: sarà possibile effettuare il check-in tranquillamente da casa prima di partire.
  • SAFE CHECK OUT: sarà possibile effettuare il check-out in totale sicurezza e senza contatti utilizzando la carta di credito.
  • FEEL FREE: Il wellness resort non sarà occupato al 100%. In questo è possibile offrire ancora più spazio di prima, rispettando le distanze minime prescritte.
  • YOUR PERFECT BREAKFAST: su richiesta, la prima colazione sarà servita dallo staff, affinché possiate rimanere comodamente al vostro posto.
  • BUFFET: non ci saranno più buffet serali e tutti i pasti saranno serviti alla carta direttamente al tavolo dei clienti, in alternativa si avrà la possibilità di scegliere il proprio piatto preferito direttamente alla postazione con cucina a vista.
  • FEEL SAFE: gel disinfettanti saranno disponibili in tutte le aree dell’hotel, mentre tutti i collaboratori indosseranno mascherine o saranno protetti da pareti in plexiglass. Tutte le superfici nelle aree pubbliche verranno disinfettate e pulite più volte al giorno.
  • OPEN ALL: tutte le piscine e saune sono regolarmente accessibili, il virus infatti non è resistente al cloro, alle temperature e all’umidità elevate.
  • CANCELLAZIONE GRATUITA: sarà possibile cancellare la prenotazione gratuitamente fino a 1 giorno prima dell’arrivo.

Audi RS5 Sportback

Abbiamo immaginato di raggiungere il lussuoso wellness resort 5 stelle “AMONTI & LUNARIS” al volante della nuova e straripante Audi RS5 Sportback. Parliamo di una coupé dotata di cinque portiere in grado di offrire le prestazioni di una supercar e il confort e l’abitabilità di una comoda e lussuosa berlina premium.

Design muscoloso

Il design di RS5 Sportback è stato rivisitato e appare ancora più affilato rispetto alla precedente generazione. Il single frame è più ampio e la sottile fessura piatta alla base del cofano evoca la leggendaria Audi Sport quattro del 1984.

Interni Racing

Il design muscolare della vettura viene confermato internamente: i sedili sportivi RS sono rivestiti di serie in Alcantara e pelle, a richiesta in pelle Nappa. I pacchetti opzionali design RS portano in vettura un tocco di colore e una dose aggiuntiva di sportività. La corona del volante, la cuffia del selettore del cambio e le protezioni per le ginocchia lungo il tunnel sono in Alcantara con cuciture a contrasto. Al centro della plancia spicca l’ampio display MMI touch da 10,1 pollici: la “centrale” del nuovo sistema di comando.

Prestazioni da supercar

Sotto il cofano batte il poderoso V6 bi-turbo 2.9 litri da 450 CV e 600 Nm di coppia massima. La trasmissione è integrale e il cambio è automatico Tiptronic a 8 rapporti. I dati ufficiali parlano di uno scatto da 0 a 100 km/h bruciato in 3,9 secondi, mentre la velocità massima è di 280 km/h.
Il prezzo parte da 83.500 euro.

 




Piccolo è Premium. All’Agriturismo Marandello di Sorbara (MO) e alla Locanda Leon d’Oro di Zibello (PR) per gustare la tradizione emiliana più autentica

Di Manuela Fiorini

Questa settimana, nell’ambito del progetto X Ri-Partire Insieme – Anche piccolo è Premium vi portiamo nella terra d’Emilia a conoscere l’Agriturismo Marandello di Sorbara di Bomporto, nella Bassa modenese, e poi a Zibello, tra le nebbie della Bassa Parmense, alla Locanda Leon d’Oro, nelle cui cantine nasce il culatello, ma anche il lardo e i pregiati salumi che tutto il mondo ci invidia.

Agriturismo Marandello, nelle terre del Lambrusco di Sorbara

Dove la strada si inoltra tra le vigne dove nasce il Lambrusco di Sorbara, il celebre rosso frizzante con le bollicine, ricavato in un’antica corte, si trova l’Azienda Agricola Volpe – Agriturismo Marandello, condotto dalla famiglia Volpe. Sull’ampio spazio del cortile si affacciano due edifici color amaranto, il primo dove sono ospitate le camere per gli ospiti e il secondo adibito a ristorante, con un’ampia sala per le cerimonie e altre più piccole. L’ambiente è rustico e familiare, tra soffitti con robuste travi, muri di pietra e un accogliente camino.

“L’attività principale della famiglia Volpe”, ci racconta Giulia, è sempre stata quella agricola e proprio l’amore per essa ci ha portato, a partire dal 2018, a occuparci anche di ristorazione e di trasformazione dei nostri prodotti. Le peculiarità del territorio ci permettono di proporre materie prime di grandissima qualità, selezionate abilmente da noi e dai nostri fornitori, per lo più altre aziende agricole locali. La territorialità e la tradizione sono aspetti chiave, ma noi proviamo a reinterpretarli con fantasia e modernità, cercando di offrire ai nostri ospiti un’esperienza unica”.

Tra le specialità da non perdere c’è il gelato al Parmigiano Reggiano 24 mesi con fragole e aceto balsamico e la cheesecake salata con saba, albicocche saltate e crudo croccante.

I primi spaziano tra i sapori più tipici della tradizione emiliana, come le rosette, i tortellini in brodo ristretto di cappone, fino ai tortelloni con ripieno stagionale (in questo periodo con fave e servite con pecorino in due consistenze).

Tra i secondi a fare da sovrano è il maiale, sia nella versione grigliata mista che con costine marinate e cotte a bassa temperatura, ma non mancano nemmeno il galletto e tagliata di filetto. I dolci sono affidati invece alle mani esperte di Elena. Tra le particolarità ci sono i sorbetti artigianali, come quello al Pignoletto o agli agrumi e fiori eduli, oppure come il semifreddo al pompelmo rosa e pepe rosa, a cui si aggiungono torte e dolcetti monoporzione.

Lo staff è composto principalmente da donne e giovani e il menù varia a seconda delle stagioni per garantire piatti sempre nuovi e ingredienti sempre freschi. Tra le novità “ideate” durante l’emergenza sanitaria, c’è il servizio di hamburgheria, il venerdì e il sabato sera, sia da asporto che presso il ristorante, con hamburger “d’autore” preparati tutti “in casa”, dal pane alla carne ai condimenti.

INFO: Agriturismo Marandello, via per Solara 3, Sorbara di Bomporto (MO), tel 328/3894267, www.facebook.com/Agriturismo-Marandello-Società-Agricola-Volpe-2147949918761561/

Al Leon d’Oro di Zibello (PR), dove nasce il culatello

Dalla Bassa modenese ci spostiamo in quella parmense, a Zibello, dove Rosalba Scaglioni ci accoglie alla Locanda del Leon d’Oro, un locale storico che si affaccia sulla piazza principale del paese. Gestito dalla famiglia Scaglioni- Zacchi dal 1982, offre atmosfere rustiche e familiari, che profumano di storie raccontate attorno al fuoco del camino e di sapori hanno origine dalla cucina contadina, la cui sapienza si è trasformata in alcuni dei prodotti tipici più rinomati e ricercati.

Il microclima di questa zona della provincia di Parma fa sì che qui si producano salumi unici, primo tra tutti il Culatello di Zibello, ma anche la Spalla Cotta di San Secondo, il salame, il Prosciutto di Parma e la Coppa.

Prima di sedervi a tavola, qualche membro dello staff vi accompagnerà nelle cantine dove viene prodotto e stagionato il Culatello DOP, cioè la parte muscolosa degli arti posteriori del maiale, priva di cotenna e di ossa, la cui zona di produzione è riservata alla Bassa Parmense e alle zone rivierasche del fiume Po.

Alzate lo sguardo e ammirate i culatelli appesi a stagionare, in un’atmosfera controllata per garantirne il gusto unico. Nelle grandi vasche, invece, viene prodotto lo squisito lardo di conca, il cui gusto delizioso è dato da una particolare marinatura con sale ed erbe.

A tavola, quindi, non fatevi mancare un antipasto a base di salumi misti, dove non deve mancare il culatello, ma anche Parmigiano Reggiano con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena invecchiato 25 anni, focacce calde, mostarde e salse.

Tra i primi piatti, da non perdere i tradizionali anolini in brodo, le lasagne al forno e i tortelli verdi alle erbette. Oppure gli gnocchi aperti di Zibello al ragù di Norcino o i Ravioli di Spalla Cotta alla fonduta di Parmigiano e tartufo nero.

A sorpresa, in un angolo del ristorante troverete anche una piccola libreria con volumi di cucina e storia locale, molti dei quali scritti dalla stessa Rosalba Scaglioni, e altri donati dagli scrittori che sono intervenuti per presentare le loro opere.

E qui sotto, direttamente dal Leon d’Oro, vi lasciamo la ricetta dei…

Baci di dama al Parmigiano Reggiano e mousse di culatello

Ingredienti per circa 30 baci

  • 100 gr di farina di mandorle
  • 90 gr di burro leggermente ammorbidito
  • 80 gr di Parmigiano Reggiano tenero
  • 1 cucchiaio di cognac
  • 1 cucchiaino di sale

Per la farcitura

  • 50 gr di formaggio tipo Philadelphia
  • 1 fetta spessa di prosciutto cotto
  • 2 fette spesse di Culatello di Zibello Dop

Preparate l’impasto dei baci montando in una ciotola il burro con le farine e il Parmigiano-Reggiano usando uno sbattitore. Aggiungete il cognac. Levate l’impasto dalla ciotola e impastate il composto con le mani su un tagliere. Formate un panetto, avvolgetelo nella carta stagnola e fatelo riposare in frigorifero. Mettete il Culatello e il Parmigiano-Reggiano in un tritatutto e tritateli finemente. Amalgamate il trito con il Philadelphia. Prendete l’impasto dei baci dal frigorifero, ricavatene dei tocchetti facendo delle palline di due centimetri di diametro con le mani. Disponete i baci sulla placca da forno distanziandoli di circa 5 cm l’uno dall’altro. Infornate la placca a 180° C per venti minuti. Una volta raffreddati unite i baci a due a due con un cucchiaino di mousse di culatello.

INFO: Locanda Leon d’Oro, Piazza Garibaldi 43, loc. Zibello, Polesine Parmense (PR), tel 0524/99140, www.leondorozibello.it

 

 

 




Ripartono gli Hotel Green, come farlo lo spiega il presidente del Gruppo Belvita Paul Zimmerhofer

Di Raffaele D’ Argenzio

Gli hotel del gruppo Belvita Leading Wellnesshotels Südtirol, di cui fanno parte i migliori wellness hotel delle categorie 4 stelle superior e 5 stelle, situati nei luoghi più belli dell’Alto Adige, sono pronti per ripartire in tutta sicurezza per garantire ai loro ospiti una vacanza esclusiva, tra natura, benessere, cucina gourmet. Ne abbiamo parlato con Paul Zimmerhofer, presidente del gruppo Belvita.

Come ha trascorso il lockdown?

Sono stato tanto a casa con la famiglia. Devo dire che ho apprezzato perché di solito e difficile trovare il tempo per farlo. 

E gli Hotel Belvita?

Per rimanere in contatto durante il lockdown, abbiamo subito creato un Gruppo Whatsapp “Belvita” per aggiornarci velocemente sulla situazione. È stato davvero importante affrontare i problemi e condividere le soluzioni. Essere parte di un gruppo dà un grande senso di sicurezza: non sei solo a dover prendere decisioni, ma puoi confrontarti con altre realtà, discutere e trovare la soluzione migliore. Così tutto il gruppo era in contatto quotidianamente, potevamo discutere ad alto livello del problema sempre gestito dal nostro Amministratore delegato del Gruppo Belvita. Abbiamo fatto ultimamente tanti webinar insieme per poter trovare le migliori soluzioni, per motivare gli albergatori, chiedendo il parere di un dottore, per sapere come cambiare l’approccio con l’ospite, per parlare con i politici, per gestire il marketing ecc.

Gli hotel Belvita sono famosi per il wellness, ma ci sono novità per l’enogastronomia?

I nostri alberghi offrono un livello altissimo per quanto riguarda la ristorazione, e vogliamo mantenerlo. Infatti il gruppo ha fatto diversi meeting online con Chef che lavorano in alberghi e ristoranti in Cina e che hanno già riaperto in aprile, per imparare da loro e discutere la situazione.

Come scegliete i vostri chef? Su che tipo di gastronomia puntate?

Noi puntiamo molto sulla gastronomia locale e italiana che secondo noi è la migliore per i nostri ospiti.

Come pensate di ripartire?

Siamo già pronti per ripartire e stiamo organizzando tutto. Un terzo dei nostri alberghi apre all’inizio di giugno e gli altri a metà e fine di giugno. Vogliamo che l’ospite viva la vacanza nel massimo della normalità possibile al momento e allo stesso tempo nel massimo della sicurezza, perciò studiamo come applicare tutte le regole nel modo più piacevole per gli ospiti. Perché la vacanza, nonostante le regole necessarie, deve essere comunque piacevole e rilassante.

I vostri hotel come si sono attrezzati?

I migliori hotel wellness dell’Alto Adige vantano il primato nei settori wellness, spa e fitness. Per garantire agli ospiti un servizio di assoluta eccellenza, gli hotel Belvita sono sottoposti regolarmente a mystery check, per poter ottenere e mantenere il sigillo di qualità Belvita. Qualità certificata è garanzia di un soggiorno senza preoccupazioni, durante il quale gli ospiti si rigenerano completamente godendosi il meglio del wellness e della spa in Alto Adige.

Siete già pronti per ricevere turisti? (è vero che i gruppi familiari e chi occupa la stessa camera possono pranzare insieme senza distanze?)

Come dicevo, stiamo preparando tutto e saremo prontissimi ad accogliere presto i nostri ospiti. Ragionevolmente, una famiglia può stare insieme a un tavolo senza distanze, del resto come a casa propria.

Cosa cambierà?

Il nostro impegno è fare in modo che l’ospite senta la differenza il meno possibile. Perciò negli alberghi non cambierà tanto per l’ospite, ma noi albergatori avremo molto più lavoro da fare proprio per garantire il benessere dell’ospite. Certamente ci saranno dei piccoli cambiamenti evidenti, come l’utilizzo delle mascherine e qualche cambiamento ad esempio nei buffet per garantire le distanze.

Ci dice i punti per far ripartire il turismo in Italia e far tornare i turisti dall’estero?

Iniziamo con solo due regole: distanza e disinfezione, perché l’ospite deve poter essere tranquillo per l’igiene. Si nota che il cliente straniero è meno preoccupato dell’italiano, perché non ha vissuto und lockdown così forte e lungo (in altri paesi non era vietato uscire di casa, rispettando la distanza tra persone esclusi familiari)

1) Fare tanti Webinar dove ogni uno prende nuove idee per la riapertura.

2) Esaminare i tanti punti di forza, e creare sorprese, coccole, ecc.

3) Al momento dobbiamo puntare sul marketing e sull’informazione: l’ospite deve sapere che può arrivare in sicurezza.

4) Ogni albergo deve comunicare tanto con newsletter agli ospiti, poi gli ospiti, che avevano prenotato prima della pandemia. vengono contattati anche telefonicamente per dare più informazioni.

5) Dotarsi di rilevatori affidabili di ultima generazione per la misurazione della febbre, a ogni ingresso ed uscita.

Vuole aggiungere qualcosa per i lettori di Weekend Premium? Ci sono novità particolari?

Mi sento di dare un consiglio: scegliendo la vacanza a giugno e luglio, troverete alberghi non pieni e di conseguenza avrete molto molto spazio per Voi.

Un bel luogo può contribuire a farci provare la felicità? 

Sì, devo dire di sì. La tranquillità della natura è in grado di dare tutto quello che serve. Vedere il verde, l’erba, le montagne, gli alberi, dà un’emozione senza pari. Uscire in montagna alle 5 di mattina a vedere l’alba sulla cima a 2.000 m, fare scialpinismo in quota sotto la luna piena, sono esperienze che non si dimenticano. Solo la natura è in grado di dare la soddisfazione totale, soprattutto in questo momento: non serve essere in tanti, basti tu.

INFO

www.belvita.it




Noto (SR) sconfigge il Covid-19 con i fiori e il New York Times ci promuove

Di Raffaele D’Argenzio

Come bambini ai primi passi, rialziamoci e riprendiamo il cammino

Ci siamo, si riparte. Con coraggio, con attenzione, come se fossimo tornati bambini ai primi passi, che dopo il capitombolo si rialzano, a fatica ma si rialzano e con coraggio tentano il prossimo passo, non si fermano e riprendono il cammino per conoscere il mondo.

E noi dobbiamo tornare a conoscerlo il nostro mondo, quello intorno a noi e quello lontano. Forse ora ci siano accorti che questa palla azzurra girava nel cielo senza di noi, o almeno girava senza che noi ce ne accorgessimo, persi dietro il tran tran quotidiano, dietro l’ingordigia di volere sempre di più, di diventare più ricchi mentre invece diventavamo più poveri dentro.

Allora guardiamoci intorno e scopriremo che a pochi chilometri da noi ci sono borghi e opere d’arte che non avevamo mai visto, siti UNESCO che sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità e noi li abbiamo ignorati, restando ignoranti.

Ri-partiamo, con coraggio, come bambini dal passo incerto, ma riprendiamo il cammino. Gli esempi ci sono. Gli hotel si sanificano, come Villa Eden di Merano, il grande giornale New York Times ci promuove, Noto non rinuncia alla sua Infiorata…

Il New York Times ci promuove

Proprio così, è il grande giornale americano che ci indica fra le mete da visitare nel 2020, cioè una di quelle di cui ci si può fidare di più. Allora forse dobbiamo credere di più a noi stessi, far capire ai turisti che questo è l’anno in cui possono visitare meglio i nostri musei, passeggiare nelle nostre città bellissime, essere coccolati.

Noto (SR), gioiello, siciliano sito UNESCO, sconfigge il Covid-19 con i fiori

Ci sono altri esempi di città che stanno reagendo e vogliono ripartire, ma come non parlare di Noto che ha ugualmente voluto celebrare la famosa INFIORATA? con la scritta “La Bellezza è più forte della paura “

Ed è così che Noto, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, ha dimostrato di avere carattere, forza come la ebbe quando nel 1693 fu rasa al suolo dal terremoto e seppe ricostruirsi più bella di prima. La storica via Nicolaci è stata vestita a festa, ma la vera festa sarà quando arriveranno i turisti ad ammirala. E Noto, che ha sconfitto il Covid-19 con i fiori, avrà fiori anche per loro. 

 




RIAPERTURA MUSEI IL 18 MAGGIO, AI BLOCCHI DI PARTENZA

Di Benedetta D’Argenzio

L’arte d’Italia è pronta a ripartire con il botto il 18 Maggio 2020, proprio come annunciato dal decreto di fine Aprile. Infatti molte organizzazioni, pubbliche e private, apriranno con coraggio rispettando le nuove norme di sicurezza della fase 2. Per la riapertura di mostre e Musei è prevista l’applicazione di rigide misure per garantire la massima sicurezza negli accessi, nella sanificazione e nelle distanze tra visitatori all’interno delle sale. 

In questi mesi ci siamo abituati a vivere l’arte dal divano, avendo a disposizione contenuti di ogni genere. Insieme abbiamo viaggiato e visitato le sale dei musei più famosi del mondo, ci siamo immersi in dirette streaming e in tour virtuali che ci hanno accompagnati durante il lockdown. Dobbiamo ammettere però che a rendere vivi i musei sono le persone e solo l’esperienza reale del museo rende le persone vive. Per godere dell’arte ci vogliono occhi e cuore. L’idea è quella di ritornare piano piano alla realtà, che ne dite?

MISURE DI SICUREZZA 

In questa seconda data strategica della fase 2, si prevede quindi non solo il riavvio della vendita al dettaglio, ma anche la riapertura di mostre e rassegne in tutto il territorio italiano. Come? Le organizzazioni culturali hanno attivato protocolli sanitari sia per il personale addetto, sia per i visitatori. Di seguito i punti principali delle misure attuate: 

  • Orari di apertura prolungati e serali
  • Prenotazione biglietti online
  • Audioguide evitate, la spiegazione sarà resa disponibile online
  • Termoscanner per misurare la temperatura all’ingresso 
  • Dispenser di gel mani in ogni stanza, agli ingressi e alle uscite
  • Obbligo di mascherina per tutto il tempo della visita
  • Ingressi limitati in base alla grandezza delle sale
  • Percorso a senso unico 
  • Sportelli informativi con direttive comportali 
  • Pulizia giornaliera degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni
  • L’uso degli ascensori limitato a condizioni strettamente necessarie

Le parole chiave di questa attesa riapertura sono dunque sicurezza e prevenzione. In questa fase di riavvio bisogna armarsi di ancora un po’ di pazienza e godersi i piccoli traguardi che possiamo raggiungere dopo mesi di sacrifici. Pensare di poter andare a visitare una mostra anche solo due settimane fa era inimmaginabile. Possiamo quindi abbandonare temporaneamente il nostro divano e ammirare opere d’arte con i nostri occhi. Coraggio, insieme si può tutto!




Ibiza, i 10 buoni motivi  per vederla

Il terzo appuntamento con le Baleari è dedicato a Ibiza, isola considerata ingiustamente esclusivamente luogo per giovani in cerca di divertimento grazie alle tante discoteche aperte tutta la notte e alle innumerevoli e sfrenate feste sulla spiaggia. Indubbiamente Ibiza propone tanto divertimento. Ma non solo. L’isola offre anche tranquillità e tante cose da vedere.

IBIZA

A cominciare dalle spiagge, richiamo irresistibile per gli amanti del mare e del sole che qui brilla 300 giorni all’anno. Considerati i migliori d’Europa, questi arenili sfoggiano sabbia bianca e fine come talco e un mare azzurro cristallino, pulito e calmo.

IBIZA

Una tra le più conosciute, facente parte del Parco Nazionale dell’isola, è Playa de Las Salines, la spiaggia preferita dai vip. I motivi? Una distesa di sabbia finissima, acque turchesi e fondali spettacolari. È ben attrezzata e non mancano addirittura sfilate di ragazze che propongono costumi e parei. Per raggiungerla dalla città di Ibiza prendere per l’aeroporto e, in prossimità di San Jordi, seguire le indicazioni per Ses Salines.

IBIZA

È lunga 300 metri e profonda 15 la spiaggia di Aguas Blancas, una lingua di sabbia dorata bagnata da acque talmente limpide da lasciare vedere perfettamente i fondali tanto da essere la preferita da chi fa snorkeling. È molto frequentata dagli abitanti dell’isola, ma non affollatissima, è meta di nudisti ed è attrezzata. A circa 30 metri dalla battigia svettano due grandi scogli e, sulla parte destra della spiaggia, si apre un’insenatura.  Il mare qui è spesso mosso ma la sua brezza permette di crogiolarsi al sole e abbronzarsi piacevolmente. Si trova a 10 minuti da San Carlos e si raggiunge solo in auto.

IBIZA

Altra spiaggia meritevole e per alcuni la più bella di Ibiza è quella di Talamanca, molto frequentata anche perché è a soli 3 km dalla città e dunque facilmente raggiungibile.

Indichiamo anche la spiaggia di S’Arenal de Sant Antoni dove potrete assistere al tramonto più bello di tutta l’isola. La tradizione vuole che il tramonto, per gli spagnoli, la Puesta del Sol, venga salutato con un lungo applauso rigorosamente accompagnato da un aperitivo sorseggiato in riva al mare. C’è qualcosa dunque di più romantico?

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Vi abbiamo indicato solo una piccolissima parte delle circa 80 spiagge di Ibiza, ma sono tutte bellissime perché ci troviamo in un vero e proprio paradiso naturale. Dovete solo scegliere quella perfetta per il tipo di vacanza che volete: party beach con musica sino a tarda sera, arenili sabbiosi con tutti i comfort se siete una famiglia o cale isolate se siete una coppia.

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Passiamo ora a chi ama la mondanità e la vita notturna. Ibiza è luogo di grande divertimento dove si ritrovano personaggi famosi del cinema e del jet set internazionale come Leonardo Di Caprio, Claudia Schiffer, Elle Macpherson, habitué dell’isola. Marco Borriello  ha una casa proprio a Ibiza, Belen Rodriguez  anni fa ha affittato una casa con la sorella Cecilia, Anna Safronick e calciatori come Luca Marrone, Francesco Totti e Fabio Borini. La movida sull’isola è la più frenetica di Spagna: feste, party, incontri, rave 24 ore su 24 nei tantissimi locali, club e discoteche. La più famosa, eletta più volte  ‘Best Global Club’  è l’Amnesia (https://www.amnesia.es/), una discoteca molto originale dove si balla musicavaria e si esibiscono dal vivo artisti. Non mancano neppure gli spettacoli con drag queen.

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Anche l’Eden (https://edenibiza.com/) è un locale storico di Ibiza. Enorme, riesce a contenere 5.000 persone. Qui si ascolta e si balla hip pop, funcky house con un sistema audio all’avanguardia. E’ in questo locale che hanno lavorato personaggi di fama mondiale come  Pete Tong,  Markus Schulz,   Groove Armada e Lady Gaga

Per i lettori che amano le location molto chic e lussuose segnaliamo  invece il Pacha (https://pacha.com/es/),   la  discoteca più famosa, e non solo a Ibiza ma in tutto il mondo.  La location è molto  ricercata e grande ma la distribuzione degli spazi, anche su più livelli,  nulla toglie alla sofisticata atmosfera.  Offre una varietà di feste con i migliori DJ internazionali. Discoteca carismatica e affascinante.

Ibiza si possono fare anche belle  escursioni. Come, per esempio, la gita a Formentera raggiungibile in giornata con le tante crociere che vengono organizzate in loco. Per gli amanti dell’arte e della cultura ci sono tanti musei. Uno tra tutti il Puig des Molins https://maef.eu/en/, sito archeologico e museo con una necropoli fenicia e mostre dei reperti rinvenuti nelle tombe. Qui i visitatori hanno la possibilità di avventurarsi in un “percorso verso la morte nell’antica Ibiza”.

Ricordiamo che nel 1999 l’isola è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO come “Ibiza, biodiversità e cultura“. Il riconoscimento è dovuto alla storia del suo centro storico fortificato: Dalt Vila  che si trova arroccato su una piccola montagna vicino al mare. Passeggiando per le strette vie acciottolate scoprirete un piccolo capolavoro di storia fatto di  edifici e mura antiche. I paesaggi visti dalle fenditure dei bastioni sono da togliere il fiato.

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Dedicate del tempo alla visita della Cattedrale di Nuestra Señora de las Nieves. Nata all’origine in stile gotico, a nel corso degli anni, a seguito di varie ristrutturazioni, la chiesa ha assunto l’attuale stile barocco. Il suo esterno è austero caratterizzato da grandi contrafforti verticali. Non molto lontano il museo archeologico con molte collezioni di epoca fenicia e cartaginese.

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Doveroso anche un cenno alla cucina delle isole Baleari perché varia e gustosa. Alla base dei piatti il pesce come orata e calamari ma anche carne cucinata in vari modi. Consigliamo il maiale con le prugne e le albicocche.  Superfluo dirvi che la paella spagnola, pur non essendo originaria delle Baleari, è ottima anche qui ed è assolutamente da provare.

Non ci resta che salutarvi come farebbe un vero spagnolo: Hola Amigos.

Se avete perso gli altri pubblicati precedentemente sulle Baleari potete leggere Formentera cliccando qui e per Minorca qui.

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X Ri-Partire Insieme. Alla Cascina Galizia (MI) e al Canne Bianche di Fasano (BR) è tutto pronto per accogliere gli ospiti in sicurezza

Di Giuseppe Ortolano

Se tutto va bene, dal prossimo 3 giugno sarà consentito spostarsi tra regioni diverse. Sarà il momento di pensare alle vacanze e anche le piccole strutture si stanno adeguando per accogliere gli ospiti in tutta sicurezza. Questa settimana, nel nostro appuntamento con il progetto X Ri-Partire Insieme – Anche piccolo è Premium ve ne presentiamo due: la Cascina Galizia, nel Parco del Ticino, nel milanese e il lifestyle hotel Canne Bianche di Torre di Fasano, nel brindisino.

Alla Cascina Galizia la ripartenza è tutta nuova

Sono stati mesi difficili per Valeria e Anna. A causa della pandemia, la loro Cascina Galizia, affacciata sulle limpide acque del Naviglio Grande nel Parco del Ticino, ha dovuto chiudere le porte agli ospiti anche se l’attività agricola di coltivazione dei campi e di piccoli frutti e di allevamento dei bovini razza Limousine non si è mai fermata.

La chiusura forzata è stata comunque l’occasione per rinnovare le 14 camere dell’agriturismo e gli spazi dedicati alla ristorazione, oltre a pensare ai progetti futuri. Ora la cascina, un’antica grangia dei monaci domenicani, attende solo che le autorità sanitarie mettano a punto il calendario per ritornare ad accogliere i clienti desiderosi di provare il gustoso menù a Km 0 in un locale dove sarà garantita la distanza interpersonale grazie alla nuova disposizione dei tavoli che saranno collocati anche sotto gli ampi portici e negli spazi all’aperto. In progetto anche giornate dedicate ai picnic e serate a tema nel verde, sotto il cielo stellato.

Il servizio alberghiero è già attivo dal 4 maggio. Chi desidera fermarsi qui a dormire trova ampie camere rinnovate nei colori e pulitissime, con abbinata prima colazione e (su prenotazione e solo per gli ospiti delle camere) possibilità di cenare.

Durante il soggiorno vi consiglio una rilassante passeggiata all’interno dell’oasi di pace, di oltre 13.000 metri quadrati, posta nel Parco del Ticino e la visita alla suggestiva e un po’ misteriosa fonte battesimale posta nell’edificio più antico della cascina, mentre prima di partire è d’obbligo una sosta nella bottega agricola, per l’acquisto di carne bovina, prodotti alimentari a Km0 e del gelato da asporto.

INFO

Cascina Galizia, Cuggiono (MI), tel. 0331.874964,

www.agriturismolagalizia.it

Canne Bianche, un lifestyle Hotel nel cuore della Puglia più autentica

Gianvito Mangano si sta preparando a riaprire il suo boutique hotel affacciato sulle acque del Mar Adriatico. Si chiama Canne Bianche, si trova a Torre Canne di Fasano, in Puglia, non lontano dalla città gioiello di Ostuni e dagli olivi secolari che la circondano, ed è il frutto di un sogno che ha coinvolto tutta la famiglia Mangano, a partire dal padre Antonio.

Una bianca ed elegante villa lambita dal mare è così diventata un rilassante albergo che, come ci racconta Gianvito, si prepara ad accogliere gli ospiti in piena sicurezza, grazie anche alla configurazione dell’hotel che può garantire sin da ora il suo funzionamento nel pieno rispetto delle regole.

A partire dalla piscina che, se necessario, sarà dotata di postazioni autosufficienti da 2 o da 4 persone a distanza di 4 metri l’una dall’altra, assegnate ad ogni camera per l’intera durata del loro soggiorno e sterilizzate ogni giorno.

L’accogliente postazione balneare bordo vasca includerà: lettini, ombrellone, gel disinfettante, tavolo e sedie dove poter consumare pranzo e altri snack durante l’arco di tutta la giornata. Gianvito ha pensato anche alla Spa all’aperto, sopraelevata e vista mare, che ospiterà un massimo di due persone alla volta e su prenotazione, così come le aree umide che saranno accessibili, a piccoli gruppi di persone appartenenti alla stessa prenotazione.

Tutto il cartaceo sarà sostituito dal digitale, mentre sarà incentivato il servizio in camera con utilizzo di monoporzioni e dispenser nella sala colazioni per coloro che vorranno comunque uscire dalle proprie stanze, per assicurarsi che gli ospiti abbiano contatto solo con il cibo da loro consumato. Il tutto reso ancora più sicuro e piacevole dai terrazzini a disposizione dei clienti, dalla possibilità di godere della piccola spiaggia che separa l’hotel dalle acque dell’Adriatico e dalla calda e cordiale accoglienza personalizzata, tipica di queste terre.

Il soggiorno sarà seguito direttamente dallo sguardo vigile e professionale di Gianvito e allietato dalle simpatiche incursioni del padre Antonio, che non nasconde il suo spassionato amore per questo prezioso angolo di Puglia. Attenzioni in piena sintonia con il nostro progetto X Ri-partire Insieme, possibili solo in una struttura Piccola & Premium, anche nel calore del buon cibo a base di prodotti del territorio.

INFO

Canne Bianche Lifestyle Hotel, via Appia 32, Torre Canne di Fasano (BR),

tel. 080.4829839, www.cannebianche.com




Riapriamo! Villa Eden di Merano è Covid Safe Hotel

La voglia di ripartire è tanta, ma una vacanza può essere totalmente rilassante solo se fatta in completa sicurezza. Per questo le strutture ricettive si stanno preparando per accogliere al meglio i propri ospiti. Tra queste c’è Villa Eden Leading Park di Merano (BZ) che apre i battenti dal prossimo 25 maggio. Benessere e sicurezza sono garantiti da test rapidi sia per gli ospiti che per i collaboratori, e da un protocollo di sanificazione continua che hanno valso alla struttura la qualifica di Covid Safe Hotel.

“Si tratta”, spiega Angelika Schmid, titolare e anima del retreat, “di uno status che abbiamo avuto grazie alla stretta collaborazione tra lo staff del nostro Longevity Medical Center, l’Azienda Sanitaria Locale ed esperti di fama internazionale. Abbiamo messo a punto una serie di protocolli e attenzioni che ci consentono di garantire ai nostri ospiti un soggiorno da vivere in tutta serenità”.

Un’idea che fa venire voglia di partire, dopo le lunghe settimane che abbiamo tutti trascorso forzatamente in casa. La filosofia di Villa Eden, sempre attenta alla salute e al benessere, non può essere che quella di tutelarli al meglio, e grazie ai nuovi accorgimenti questo è possibile. Nello specifico, si seguono le rigide regole stabilite dagli enti territoriali, proprio per consentire a tutti di rilassarsi una volta giunti in questo nido protetto.

“Richiediamo agli ospiti la prenotazione, e di presentarsi con un certificato di negatività al Covid-19”, prosegue la signora Schmid, “risalente al massimo a 4 giorni prima. E nel caso non ne siano forniti lo effettuiamo noi all’interno dei nostri studi medici: è una procedura che dura solo un quarto d’ora. Un esito negativo consente di iniziare la propria vacanza all’insegna della totale serenità, la stessa che da 37 anni cerchiamo di donare ai nostri ospiti”.

Ogni collaboratore, inoltre, viene sottoposto settimanalmente al test rapido immunologico e indossa dispositivi di protezione adeguati al suo ruolo, e tutte le suite come gli ambienti comuni vengono sanificati secondo procedure specifiche. Gli ospiti trovano a disposizione nella loro suite diversi tipi di mascherine, tra cui la FFP2, necessaria per accedere agli ambienti del centro benessere, guanti e igienizzanti per le mani. Al momento dei pasti si può accedere al ristorante con guanti monouso e mascherina, o scegliere di essere serviti nella propria suite.

La lunga storia di Villa Eden e la vocazione alla salute e al benessere consente di presentarsi preparata anche in questo frangente delicato. “Promuoviamo la salute e un corretto stile di vita, fatto di attenzione all’alimentazione e al benessere fisico e psicologico, conclude Angelika Schmid, “che è fondamentale per mantenere l’efficienza del proprio sistema immunitario e difendere così la propria salute. Non vediamo l’ora di accogliere nuovamente i nostri ospiti nel nostro Covid Safe Hotel”.  

INFO

Villa Eden Leading Park Retreat,

via Winkel  68/70, 39012  Merano (BZ),

Tel. 0473.236583, info@villa-eden.comwww.villa-eden.com

 




Veneto: i cinque punti per far ripartire il Bellunese e le sue Dolomiti

Intervista di Vittoria Fellin a Giuliano Vantaggi, Direttore Consorzio Destination management organization provinciale Dolomiti (DMO).

 

COME FAR RISCOPRIRE LE DOLOMITI BELLUNESI

Dopo aver ricoperto ruoli nell’ambito della comunicazione e del turismo, nel maggio del 2018 è chiamato a promuovere il “prodotto bellunese”, compresa Cortina punta di diamante del turismo dolomitico.

Se oggi possiamo goderci comodamente dal divano di casa alcuni degli itinerari dolomitici più suggestivi, lo dobbiamo a lui, che per conto della Fondazione Dolomiti Unesco e in forza di un accordo stretto con Google Maps Street View, si è caricato in spalla una telecamera da 25 chili e ha scattato migliaia di fotografie.

Il settore del turismo vive una crisi di identità e di sfiducia senza precedenti. Quali sono le strategie di intervento per il territorio che lei rappresenta?

La ripartenza sarà diversificata a seconda del mercato e degli obiettivi. Punteremo inizialmente sul turismo di prossimità poi su quello regionale, sugli arrivi dal Triveneto, sugli ospiti italiani e infine su quelli esteri. E’ chiaro che il turismo estero, che per noi rappresenta una fetta importante di mercato, rimarrà in forse fino all’ultimo, ma non escludiamo possibili sviluppi.

Tutto sta cambiando molto rapidamente e molto dipenderà dalle persone che si metteranno in viaggio e dalla generazione a cui appartengono. I turisti dai 40 anni in su sono rimasti molto spaventati dalla pandemia, pertanto vivono con timore gli spostamenti, mentre nei giovani domina la voglia di viaggiare e di riappropriarsi della propria libertà.

Come pensate di riportare prima gli italiani e poi gli stranieri nel vostro magnifico Veneto?

Se dobbiamo riformulare il turismo secondo le necessità del momento, come il distanziamento sociale, la montagna si presta alle nuove formule. E’ necessario che la comunicazione punti su gli aspetti di sicurezza che la montagna può dare meglio di altri luoghi di vacanza. E poi ci sono, da sempre, i nostri must a fare la richiamo. L’arte, la gastronomia, lo sport elementi fondamentali del nostro marketing territoriale.

Le strutture turistiche meno strutturate, come quelle familiari per esempio, come si possono aiutare in questo momento?

Credo che, se gestite bene, saranno proprie quelle che risentiranno meno della crisi, in quanto percepite più sicure nell’immaginario dell’ospite. Saranno scelti più facilmente gli appartamenti in affitto , in particolare dalle famiglie, che potranno così organizzarsi al meglio anche per gli aspetti riguardanti la sicurezza.  La sfida sarà quella di sensibilizzare l’ospite a scegliere i prodotti locali e i nostri servizi quando si trova sul territorio. Inoltre nella nostra provincia l’offerta alberghiera è da molto tempo orientata alla gestione di un rapporto fiduciario con il cliente, che spesso sfocia in rapporti di amicizia duratura, e questo è sicuramente il “plus” dei nostri alberghi

Il localismo, il chilometro zero possono diventare la bussola orientativa della nuova ristorazione?

Per noi non sono solo degli slogan. Abbiamo sempre lavorato con questa prospettiva che è diventata un’eccellenza. La ristorazione nella provincia di Belluno conta importanti riconoscimenti tra cui numerose stelle, ottenute grazie ad una cucina improntata alla valorizzazione dei prodotti territoriali. Continueremo su questa strada anche in futuro.

E’ possibile cogliere delle opportunità da questo periodo di crisi?

Credo che andranno ridisegnate molte attività produttive. Ci saranno nuove opportunità per chi farà accoglienza o inizierà a farla, in particolare per chi offre case in affitto. Il fattore umano farà la differenza.

La stampa turistica cosa può fare in questo momento per aiutare il settore?

Negli ultimi mesi la stampa ha generato paura e timore nei confronti di ciò che ci circonda. Ora è necessario diffondere un clima di tranquillità tra le persone, uscire dalla paura. Chi si occupa di comunicazione deve impegnarsi in questo obiettivo.

I CINQUE PUNTI PER RI-PARTIRE

Quali sono secondo lei i 5 punti fondamentali per ripartire?

  1. E’ necessario puntare sul turismo di prossimità prima che sul turismo internazionale. La destinazione Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 2009, farà da richiamo. L’eccellenza si costruisce partendo da:
  2. La diffusione di un clima di fiducia generale tranquillizzando gli ospiti
  3. Una maggiore attenzione al fattore umano; le strutture ricettive dovranno coccolare l’ospite, farlo sentire in sicurezza applicando i protocolli necessari
  4. Una comunicazione efficace che enfatizzi gli aspetti salutistici legati alla montagna, territorio ideale fatto di spazi aperti da vivere in sicurezza
  5. La riscoperta dei luoghi vicini a casa per incrementare il turismo di prossimità. Ora più che mai la bellezza va ritrovata nelle destinazioni poco distanti da casa, dove in realtà è sempre stata. Nella Provincia di Belluno ci sono realtà che sono poco conosciute proprio da chi ci abita, come il Lago di Mis e la suggestiva cascata della Soffia, Brent de l’art, la Grotta Azzurra di Mel e le sue acque turchesi, l’Alpago, il Lago di Santa Croce e i suoi tramonti, per citarne solo alcuni.

 

Vittorina Fellin




UNESCO con Gusto. Mantova e Sabbioneta, gioielli del Rinascimento

Due città, un solo comune denominatore: l’arte, l’architettura, la storia del Rinascimento. Mantova e Sabbioneta sono state iscritte dall’UNESCO nella lista dei siti “Patrimonio dell’Umanità” nel 2008 con la seguente motivazione:

Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga. Esse rappresentano gli esempi più eminenti delle due modalità più emblematiche della progettazione urbanistica del Rinascimento, rispettivamente quella evolutiva e quella fondativa. Come tali, esse sono servite di riferimento per gran parte delle successive esperienze di costruzione della città fino all’epoca moderna. Gli artisti che hanno concorso alla realizzazione delle due città hanno prodotto capolavori che hanno portato a compimento gli ideali del primo Rinascimento, contribuendo in maniera determinante alla diffusione internazionale di un movimento destinato ad influenzare e plasmare l’intera Europa”.

Entrambe sotto il dominio della potente famiglia dei Gonzaga, furono trasformate e fondate secondo l’ideale di “città perfetta rinascimentale” e per fare ciò, vennero assoldati i migliori artisti d’Italia dell’epoca, da Leon Battista Alberti a Luca Fancelli, da Andrea Mantegna e Giulio Romano a Mantova, mentre a Sabbioneta lavorarono Vincenzo Scamozzi e Bernardino Campi.

E proprio Mantova e Sabbioneta, sito unico “Patrimonio dell’Umanità” è la meta di questa settimana della nostra rubrica “UNESCO con gusto”.

Mantova, il gioiello dei Gonzaga

Mantova, di origine etrusco-romana (ha dato i natali al poeta Virgilio) e poi cittadina medievale, è stata trasformata nel corso del XV e XVI secolo dai Gonzaga, che la dotarono di importanti opere di ingegneria ed effettuarono importanti interventi urbani e architettonici.

L’ itinerario inizia da Ponte San Giorgio, dal quale ci dirigiamo a piedi verso il centro storico. Il ponte, che risale al 1200, è poi stato ricostruito in muratura nel XVI secolo da Ludovico Gonzaga. Dal parcheggio di Campo Canoa si intravede la sagoma della Rocca di Sparafucile, che deve il suo nome al sicario dell’opera di Verdi Rigoletto.

Attraversando il ponte, si arriva davanti al Castello di San Giorgio, opera di Bartolino da Novara, lo stesso architetto del Castello Estense di Ferrara. Nato come fortificazione, è poi diventato una residenza nobiliare, caserma e infine prigione. Nel castello si trova la straordinaria Camera degli Sposi affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474.

Si prosegue poi alla volta di Piazza Sordello, cuore della città, su cui si affaccia il Duomo, frutto di una serie di ricostruzioni. L’attuale edificio è frutto di una restaurazione del 1545 su una chiesa medievale e, ancora prima, su una basilica paleocristiana.

L’altro gioiello di Piazza Sordello è il maestoso Palazzo Ducale, simbolo della potenza della famiglia Gonzaga. Costruito nell’arco di ben quattro secoli è una vera e propria cittadella di 34 mila metri quadrati, quindici dei quali occupati da giardini, piazzette e cortili. All’interno, invece, si contano addirittura 500 stanze. Di fronte, si trova il più modesto Palazzo Bonacolsi, abitazione signorile dei primi signori di Mantova.

Da Piazza Sordello a Piazza Matilde di Canossa

Da Piazza Sordello arriviamo poi a Piazza Pallone, un tempo giardino del palazzo e ora parco pubblico. Qui si trova la lapide di Agnese Visconti, sposa di Francesco Gonzaga, giustiziata per decapitazione a 23 anni, il 7 febbraio 1391, con l’accusa di adulterio. Con lei fu impiccato anche il presunto amante, Antonio da Scandiano. Molti sostengono che l’accusa non fosse altro che una mossa strategica da parte del marito per liberarsi della moglie e concludere poco dopo un altro matrimonio di maggior valore strategico.

Passiamo poi in Piazza Santa Barbara e Piazza Castello per ammirare da altre prospettive l’imponenza del Palazzo Ducale. Ci troviamo quindi in Piazza Broletto, dove, sul lato destro, si trova il Palazzo del Podestà, con le sue due facciate, ognuna col fronte su una piazza diversa.

Sul lato sud, dietro l’Arco dell’Arengario, si trova l’Antica Hosteria del Leoncino Rosso, la più antica osteria mantovana, la cui presenza è attestata agli anni Venti dell’Ottocento.

Proseguendo ancora arriviamo in Piazza delle Erbe, cuore della vita pubblica della città comunale e sede di un vivace mercato. Qui si trova la Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più antica della città, fatta costruire nel 1083 da Matilde di Canossa.

Nella piazza spicca la splendida Torre dell’Orologio, fresca di restauri e aperta al pubblico, da cui ammirare una spettacolare vista della città dall’alto.

Attigua a Piazza delle Erbe è Piazza Mantegna, su cui si affaccia la grandiosa Basilica di Sant’Andrea. Qui sono sepolti i maggiori esponenti della famiglia Gonzaga, lo stesso Andrea Mantegna e sono conservate due reliquiari con della sabbia che, si dice, sia intrisa del sangue di Cristo, portata qui dal legionario romano Longino.

Prendiamo a destra Via Verdi, la principale via dello shopping mantovano. In fondo si trova Piazza Matilde di Canossa, dove sorge il Palazzo del ramo mantovano della famiglia della celebre Contessa. Gioiello della piazza è l’edicola in stile Liberty di fine Ottocento.

Imperdibile, invece, la visita a Palazzo Te, una delle più belle ville italiane e culla del Manierismo, nonché capolavoro di Giulio Romano. Costruito tra il 1525 e il 1535 per Federico II Gonzaga, figlio di Isabella d’Este e di Francesco II, ha avuto come obiettivo stupire il visitatore, incluso l’imperatore Carlo V, giunto a Mantova nel 1530 per conferire a Federico il titolo ducale. Partito dalle stalle dei Gonzaga, Giulio Romano ha creato un’opera unica.

Tra i capolavori, la Sala dei Giganti, con l’affresco La caduta dei giganti (1532-35) che ricopre la sala dalle pareti al soffitto creando una prospettiva che sembra coinvolgere lo spettatore nella scena mitologica.

La Sala di Amore e Psiche, invece, è interamente ricoperta di affreschi a tema mitologico e simboleggia l’amore proibito tra Federico Gonzaga e l’amante Isabella Boschetti.

La Sala dei Cavalli invece, conserva i ritratti a grandezza naturale dei sei detrieri preferiti del duca, mentre la Sala delle Aquile, camera da letto del duca, è affrescata con la scena mitologica della caduta di Fetonte dal carro del sole. Oggi Palazzo Te è sede dei Musei Civici (www.palazzote.it) e ospita mostre ed eventi.

…l’itinerario continua a Sabbioneta nella 2°pagina…

Da Mantova a Sabbioneta

Da Mantova ci sposiamo a Sabbioneta prendendo la SP420 in direzione di Casalmaggiore. Ci si arriva dopo circa 36 km. A differenza di Mantova, Sabbioneta è stata costruita ex novo nel corso del XVI secolo. La pianta a stella suddivisa a scacchiera e la sua cinta muraria ne hanno fatto uno dei migliori esempi di città ideale in Europa. Promotore del tutto, Vespasiano Gonzaga Colonna, che tra il 1556 e il 1591 costruì la città ideale secondo i canoni vitruviani uniti a quelli dell’architettura militare.

Al cuore di Sabbioneta si accede da due porte principali Porta Vittoria, a ovest e Porta Imperiale, a est. Raggiungiamo poi Piazza Ducale per ammirare le vie porticate e la facciata del maestoso Palazzo Ducale, fulcro della vita politica e privata di Vespasiano Gonzaga. Costruito tra il 1568 e il 1577, spicca per la sua facciata a cinque archi sormontati da grandi finestre, che occupano quasi un intero lato della piazza.

L’interno, invece, custodisce i preziosi affreschi di Pietro Pesenti, Fornaretto Mantovano e Bernardino Campi. Splendidi anche i soffitti in lego, intagliati e in parte coperti dalle originarie dorature. Salendo al primo piano, si arriva alla Sala delle Aquile, dove si trovano quattro statue equestri a grandezza naturale e la meravigliosa Sala degli Antenati, con bassorilievi di Alberto Cavalli che ritraggono i membri della famiglia Gonzaga.

Un monumento di importanza unica a Sabbioneta è invece il Teatro Olimpico, che vanta il primato di essere il primo teatro stabile creato ex novo in Europa, senza modificare nessun edificio precedente. Capolavoro di Vincenzo Scamozzi, allievo del Palladio, è stato realizzato tra il 1588 e il 1590 a pianta rettangolare, con una gradinata in legno e una loggia semicircolare. Negli anni Cinquanta importanti restauri hanno consentito di recuperare parti degli affreschi.

Da non perdere anche una visita a Palazzo Giardino, che chiude il lato sud di Piazza Castello. La facciata, piuttosto modesta, con un intonaco bianco e con un solo cornicione di quercia, nasconde al suo interno preziosi gioielli d’arte.

Costruito tra il 1577 e il 1588 era una residenza privata di Vespasiano Gonzaga, che qui si ritirava per leggere e studiare. Tra ricche decorazioni e pavimenti di marmo, spicca la Galleria degli Antichi lunga 97 metri e affrescata da Alessandro Alberti.

Tra gli edifici religiosi di Sabbioneta, meritano una visita la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, in Piazza Ducale, con la facciata di marmo bianco e rosso e la cupola traforata di Antonio Bibiena.

Mantova in tavola

E, dopo i tesori UNESCO, il gusto. La cucina mantovana offre infatti piatti unici, come il risotto alla pilota, nato come piatto povero per gli operai che lavoravano nelle risaie e cucinato con la pasta della salamella. La versione con il puntél, cioè con il “rinforzo” include anche dei pezzi di braciola arrostita.

Celebri anche i tortelli di zucca nella versione mantovana con amaretti e mostarda, gli agnoli, pasta all’uovo con ripieno di carne, da gustare in brodo, e i tortelli amari, con ripieno di erbette, e i capunsei, gnocchi di pane raffermo che assomigliano ai canederli tirolesi.

Tra i secondi, spicca il bollito accompagnato dalla mostarda, una conserva di mele cotogne e senape dal gusto piccante, il cotechino e lo stracotto di manzo. Tra i dolci, ci sono i Sugoli, un budino di mosto d’uva, l’Anello di Monaco, una ciambella ricoperta di glassa, la torta Sabbiosa, simile alla Torta Paradiso e, soprattutto, la Sbrisolona.

COME ARRIVARE

In auto: A22 del Brennero con uscita Mantova Nord, per chi proviene dal Brennero o da Verona, o Mantova Sud per chi arriva da Modena o da Bologna. Per Sabbioneta, da Mantova prendere la SP420 in direzione di Casalmaggiore. Da Parma prendere invece la SS343 in direzione Colorno e Casalmaggiore, che dista 6 km da Sabbioneta.

DOVE DORMIRE

*Antica Dimora Mantovana****, Corso Vittorio Emanuele 89, Mantova, tel 0376/325002, www.anticadimoramantovana.it . Ricavato in un’antica dimora mantovana del XVIII secolo accoglie gli ospiti in atmosfere che ricordano i fasti dei Gonzaga. Camere singole, doppie e triple.

*Hotel Casa Poli****, Corso Garibaldi 32, tel 0376/288170, www.hotelcasapoli.it Un quattro stelle con un buon rapporto qualità prezzo a poca distanza dal centro della città.

*Albergo Ristorante Al Duca***, via della Stamperia 18, Sabbioneta (MN), tel 0375/52474, www.albergoalduca.com Comodo per visitare il paese, dispone di un ottimo ristorante con piatti della cucina mantovana.

DOVE MANGIARE

*Antica Hosteria del Leoncino Rosso, Via Giustiziati 33, Mantova, tel 0376/323277, https://m.facebook.com/leoncinorosso/ , la più antica osteria di Mantova, ha aperto i battenti nel 1818, propone piatti della cucina mantovana, dai tortelli di zucca alla squisita sbrisolona.

*Due Cavallini, via Salnitro 5, tel 0376/322084, www.trattoriaduecavallinimantova.it, Dal 1939 il locale è portato avanti da cinque generazioni della famiglia Fagnoni. Nelle tre sale e nel cortile estivo decorato da un porticato di glicine si gustano le specialità mantovane, tra cui maccheroncini con lo stracotto, tortelli di zucca, bolliti, arrosti e faraona.

*Osteria La Dispensa, via Galleria 3, Sabbioneta (MN); tel 0375/221107, locale caratteristico, in uno splendido contesto storico, con un menù di piatti tipici mantovani, tra cui salumi, agnoli in brodo, tortelli di zucca e dolci.

INFO

www.turismo.mantova.it/

www.visitsabbioneta.it

www.mantovasabbioneta-unesco.it




I cinque punti per la ripresa del turismo: intervista a Michelangelo Lurgi

Intervista a Michelangelo Lurgi, presidente della Rete Destinazione Sud, per scoprire i suoi cinque punti.

 

Michelangelo Lurgi, salernitano, laureato in economia e commercio, con corso Post Laurea in Tourist Space Management. Nel 1995 fonda la Giroauto Travel, tour operator specialista per il Sud Italia di cui è tuttora CEO. Dal 2014 è Presidente della Rete Destinazione Sud, rete d’imprese del settore turistico di 4 regioni del Sud Italia, un progetto condiviso che aggrega imprese, istituzioni, associazioni, consorzi, opinion leader e stakeholde.

Nel 2019 fonda la Rete Destinazione Sud srl Innovativa, con l’obiettivo di valorizzare, promuovere e commercializzare in modo integrato sui mercati nazionali e internazionali, i territori, le aziende e i prodotti del Sud Italia. E’ autore di articoli, pubblicati anche nel Rapporto Nazionale sul Turismo, e del libro “Mercati Esteri – Manuale Operativo”. Consulente di enti pubblici e privati, di consorzi e imprese, ha partecipato ad oltre 300 fiere e workshop in tutto il mondo.

Michelangelo Lurgi organizza vari webinar con grandi personaggi del Turismo, fra cui Maria Elena, direttrice marketing Enit e Francesco Palumbo, direttore Promozione della Toscana

– Lei, dottor Lurgi,  come sta vivendo IL forzato fermo della sua attività?– Sto facendo tesoro di questi strani giorni per prepararmi ad un futuro che sarà molto diverso da quello che tutti noi avremmo potuto mai immaginare. Chi mi conosce sa quanto la mia vita sia dinamica e, alle volte, frenetica. Lo stop forzato mi ha permesso di godermi i miei affetti familiari e di ripensare alle strategie per i prossimi anni.

– La sua Rete Destinazione SUD  sta subendo uno stallo, ma come si preparerà per il futuro?
– Essendo la Rete Destinazione Sud già fortemente digitalizzata prima dell’emergenza Covid-19, siamo riusciti ad evitare lo stallo attraverso gli strumenti per lo smart-working e le reti sociali. Nel corso del periodo di lockdown abbiamo finora organizzato 9 incontri in diretta streaming nel corso dei quali ci siamo confrontati con imprenditori, esperti di settore, professori universitari e istituzioni. A questi aggiungiamo la pubblicazione di due sondaggi online, grazie ai quali abbiamo potuto pianificare le attività del prossimo futuro.

-Quali sono secondo lei i 5 punti fondamentali per ripartire nel modo migliore?

  1. Nel breve periodo, considerato che i clienti stranieri non verranno in Italia, bisogna puntare sulla domanda interna e sul turismo di prossimità evitando cannibalismi per la competizione tra le regioni. Sarà necessario lavorare in squadra e mettere in rete la propria offerta territoriale.
  2. Il modello di destinazione ideato da Rete Destinazione Sud prevede l’integrazione dell’offerta mettendo in rete territorio, aziende e prodotti. Ora sarà opportuno che le destinazioni create e quelle che si andranno a creare creino un sistema ed elaborino un progetto condiviso di sviluppo.
  3. Considerato che il turismo è costituito da flussi di persone, sarà necessario migliorare l’infrastrutturazione del Mezzogiorno, con il rafforzamento dell’alta velocità e l’incremento del sistema aeroportuale. Per la ripresa servono risposte eccezionali, che guardino all’interesse collettivo e allo sviluppo comunitario, senza vincoli burocratici e temporeggiamenti per l’opposizione di singoli individui che impediscono la realizzazione di opere indispensabili, come ad esempio l’aeroporto di Salerno.
  4. Per quanto riguarda i mercati internazionali sarà importante tenere viva l’attenzione sulla destinazione Italia, mediante la creazione di contenuti adatti a difendere il brand nazionale. Non servono ora azioni di call to action. Servono strategie di content marketing e, per fortuna, abbiamo molte cose da raccontare per restare collegati ai mercati.
  5. Su scala globale non serve andare in ordine sparso. Le destinazioni create e quelle che si andranno a creare dovranno mettersi in rete e, dal basso, superare la frammentazione della governance di settore, costruendo insieme un progetto condiviso di sviluppo della Destinazione Italia. Soltanto elaborando una strategia condivisa, predisponendo un coordinamento tra le varie destinazioni, ciascuna con le proprie vocazioni e la propria vision, si potrà affrontare un mercato sempre più esigente e globalizzato



UN NUOVO CAPITOLO D’ARTE DAL DIVANO SI APRE PER IL NUOVO MONDO DEL LOUVRE ABU DHABI

Di Benedetta D’Argenzio

Un nuovo look del Louvre Abu Dhabi appare sulle passerelle del mondo artistico. Di cosa stiamo parlando? Un’offerta digitale ricca di nuovi contenuti virtuali come tour virtuali, video, audio e attività online. Grazie a questa iniziativa il museo rimarrà accessibile al pubblico di tutto il mondo, che potrà continuare ad ammirare le sue mostre e le opere d’arte. Viene quindi offerta una suggestiva visita che vi porterà all’interno delle nuovissime gallerie arabe.

BREVE PRESENTAZIONE DEL MUSEO

Il termine Louvre Abu Dhabi è stato dato al museo in seguito all’accordo trentennale tra la città di Abu Dhabi ed il governo francese. Il museo si trova sull’Isola Sa’diyyat, distretto culturale della città, ed è il più grande museo della penisola araba. Contiene opere d’arte di tutto il mondo, con una singolare attenzione a colmare il divario tra arte occidentale e orientale. Tra i capolavori più celebri vi sono due opere di Leonardo, di Picasso e uno dei famosi ritratti di Napoleone del pittore francese David.

INIZIATIVA

Anche il Louvre Abu Dhabi fa parte di #CulturAll, l’iniziativa lanciata dal Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi per portare online i punti di riferimento culturali dell’Emirato. Si tratta di un’iniziativa simile a quella italiana, che permette al pubblico di poter usufruire di contenuti culturali e artistici direttamente dal divano di casa. Quest’iniziativa conserva e promuove il patrimonio e la cultura, ponendoli al centro dello sviluppo di una destinazione che arricchisce la vita di visitatori e locali.

PROGRAMMAZIONE ONLINE

Le nuove funzionalità includono un tour virtuale a 360 gradi dell’ultima mostra internazionale del museo, ‘Furusiyya: The Art of Chivalry Between East and West’. Tutti i contenuti digitali sono accessibili gratuitamente sul sito e sui canali social del Louvre Abu Dhabi.

Nello specifico, la prima fase dell’ampia offerta digitale del Louvre Abu Dhabi comprende l’esplorazione e la scoperta della collezione e di ulteriori mostre del museo attraverso il sito web e l’app. È incluso anche un virtual tour dell’ultima straordinaria mostra internazionale, ‘Furusiyya: The Art of Chivalry Between East and West’. Tramite il portale ‘Art From Home’ i capolavori della collezione prendono vita attraverso video e contenuti audio per approfondire la conoscenza delle opere d’arte. La sezione Make and play presenta una serie di filmati interattivi e attività creative rivolte ai bambini e alle famiglie. Learning resources è il capitolo pensato per gli studenti e gli insegnanti che qui possono trovare diversi materiali utili all’apprendimento digitale e alla formazione.

Nel prossimo futuro il museo ha annunciato il lancio di  programmi aggiuntivi, tra cui materiali audio e tour virtuali delle gallerie permanenti. L’obbiettivo è creare una vera e propria esperienza coinvolgente che vi accompagnerà alla scoperta dell’architettura iconica del museo. Saranno inclusi anche contenuti avanzati sulle mostre allestite in passato e molto altro ancora!

Tutti i contenuti digitali sono disponibili in tre lingue (arabo, inglese e francese) e sono accessibili attraverso il sito del Louvre Abu Dhabi e tramite i social media: Facebook, Twitter e Instagram.

Non vi resta che cliccare direttamente sui link!




Avventura sull’Isla del Coco (Costa Rica), l’isola del tesoro…e di Jurassic Park

Un elicottero sorvola un’isola sperduta nell’oceano, interamente coperta da una vegetazione fitta e verdeggiante, mentre vette acuminate, simili a denti di squalo, si stagliano su un mare dalle acque cristalline. È la scena iniziale del primo film (1993) della saga di Jurassic Park, di Steven Spielberg, girata all’Isla del Coco, la più selvaggia del Costa Rica, Parco Nazionale dal 1978 e, dal 1997, Patrimonio Naturale dell’umanità UNESCO.

Situata a circa 500 km a sud ovest dalla costa, in mezzo all’Oceano Pacifico, l’isola è un vero e proprio “santuario della natura”, con più di 70 specie di piante ed animali, tra cui testuggini, delfini, squali martello, pesci tropicali ed uccelli. Al punto che l’Isla del Coco si è meritata l’appellativo di “Galapagos costaricana”.

Una natura che attira gli appassionati di birdwatching e di immersioni, ma anche tutti coloro che si lasciano affascinare dalle leggende sorte attorno al leggendario “Bottino di Lima” e agli altri preziosi nascosti sull’isola dai pirati, che avrebbero ispirato anche Robert Louis Stevenson nella stesura della sua opera più celebre, L’isola del Tesoro

Il Governo della Costa Rica, tuttavia, pur sfruttando le potenzialità offerte da questo spettacolare “mondo perduto”, ha limitato il turismo di massa per non danneggiare il delicato equilibrio dell’ambiente naturale. Ecco perché visitare l’Isla del Coco, magari includendola in un più ampio viaggio alla scoperta della Costa Rica, può trasformarsi in un’avventura da vivere…Per una volta!

Da Puntarenas e all’Isla del Coco

La capitale della Costa Rica, San Josè, è una tappa pressoché obbligata per i voli che provengono dall’Europa. Da qui si raggiunge poi la città costiera di Puntarenas, che dista circa 115 km ed è collegata alla capitale da un sistema di trasporto pubblico con corse giornaliere. Il tratto di strada in direzione della costa è molto interessante ed offre scorci paesaggistici di rara bellezza. Da Puntarenas ci si imbarca poi sui traghetti o su vere e proprie navi da crociera per la Isla del Coco. Il viaggio dura all’incirca un giorno e mezzo e la nave che vi trasporterà su questo sperduto lembo di terra in mezzo all’oceano di appena 25,85 kmq, per una lunghezza massima di 7 km.

Una volta arrivati, sarete stupiti dal meraviglioso ambiente naturale dell’isola, che si pensa sia emersa dall’Oceano nel tardo Pliocene, tra 1,90 e 2,45 milioni di anni fa. La cima più alta è il Cerro Iglesias, di 634 mslm, che si può raggiungere grazie a una rete di sentieri che si snodano all’interno di un paesaggio tropicale spettacolare. L’isola è molto ricca anche di acqua dolce. Si contano, infatti, numerosi fiumi, torrenti e ben 200 cascate!

Le spiagge sabbiose, invece, si trovano in prevalenza in prossimità delle baie che si estendono lungo le coste. Le baie facilmente raggiungibili sono le pianeggianti Wafer Bay e Chatman Bay, che si trovano, rispettivamente, sul lato nord orientale e sul lato nord occidentale e sono separate da una piccola penisola. Per il resto, le coste dell’Isla del Coco sono alte e rocciose, ammantate da una vegetazione lussureggiante, habitat naturale di più di 230 specie di piante, tra cui circa 70 endemiche.

La foresta tropicale è un vero paradiso per l’avifauna e, di conseguenza, per gli appassionati di birdwaching. Sull’isola, vivono oltre 85 specie diverse di uccelli, di cui tre si trovano solo qui. Sono il “pigliamosche” di Cocos, il fringuello di Cocos e il cuculo di Cocos. L’esemplare più ambito, da avvistare con il binocolo e la macchia fotografica, tuttavia, è il cosiddetto “spirito santo”, dalle piume candide che spiccano nel verde della foresta.

Tra i mammiferi, oltre a gatti selvatici, ratti, maiali e capre, discendenti degli animali domestici importati dai primi coloni e, di seguito, abbandonati al loro destino, si possono avvistare anche i leoni marini, la cui presenza, tuttavia, dipende dalla corrente de El Niño, che scalda le acque e favorisce la migrazione di questi animali dalle Isole Galapagos.

Isla del Coco, un paradiso per le immersioni

Le correnti favorevoli hanno contribuito a creare attorno all’isola i fondali più belli e popolati del mondo, con una fauna spettacolare ed unica. Attorno alle coste dell’Isla del Coco, infatti, il mondo sommerso vanta 20 diverse specie di corallo, quasi 60 tipi di crostacei, 120 di molluschi, ma, soprattutto, oltre 200 specie diverse di pesci tropicali.

Sono di casa anche le tartarughe marine, tra cui la tartaruga verde e la testuggine embricata, i delfini, le razze, le gigantesche e silenziose mante ed i pesci pappagallo. Un altro nome con cui è conosciuta l’Isla del Coco, poi, è Shark Islands, l’isola degli squali. Sono molte, infatti, le specie che frequentano i mari dell’isola.

Uno dei più belli per le immersioni è sicuramente il Manuelita Coral Garden, che si trova nei pressi di Manuelita Island, una piccola isola che sorge di fronte a Chatman Bay. La posizione protetta dalle correnti ne fa l’habitat ideale di tartarughe, mante, anguille di mare, squali pinna bianca, squali martello e, tra gli ultimi avvistamenti, anche gli squali tigre, che nuotano in uno splendido giardino di corallo.

Sul lato che si affaccia sull’oceano, poi, si trova il sito di Manuelita Outside, formato da un pendio sottomarino che scende progressivamente ed è formato da enormi massi, dove i sub possono appostarsi per osservare e fotografare tonni pinna gialla, tartarughe, squali martello e, con un po’ di fortuna, gli squali balena.

Proseguendo lungo il periplo dell’isola in senso antiorario, si incontra il sito di Viking Bay, a nord ovest di Wafer Bay. L’ambiente sottomarino è composto da una parete verticale che si distribuisce progressivamente in superfici a gradino, dimora di specie grandi e piccole, tra qui squali martello, squali tigre, aquile di mare e tartarughe.

Uno dei siti più celebri, che induce, spesso, i subaquei a tornare a Isla del Coco è Dirty Rock, una formazione rocciosa spettacolare che ospita una fauna marina eterogenea e vivace come razze, delfini, squali balena, mante e aquile di mare.

Splendida anche Punta Maria, una montagna sottomarina che si eleva fino a 90 metri da una distesa di sabbia, che vanta due spettacolari pinnacoli. Eletta “stazione di pulizia” per squali martello, annovera tra i suoi ospiti anche polpi, razze e squali delle Galapagos. All’estremo sud dell’isola, invece, si trova il sito di Big Dos Amigos, formato da un maestoso arco sottomarino che va da 70 a 110 metri. L’arco è la dimora di aragoste, dentici e pesci tropicali, razze e squali martello.

Alcune colonie del raro corallo nero, invece, si possono trovare solo a Bajo Dos Amigos, una montagna sottomarina a forma di corona, la cui profondità varia tra i 100 ed i 130 metri, che ospita pesci vela, aquile di mare, razze, mante e squali martello. Risalendo il periplo, sempre in senso antiorario, si incontra Shark Fin Rock, una roccia “a pinna di pescecane”, sede fissa di una colonia di mante e torpedini. A Bait Ball, invece, si può osservare lo strano fenomeno di enormi banchi di piccoli pesci argentei, che, nel momento della ricerca del cibo, si riuniscono formando una specie di sfera per non essere attaccati dai pesci più grossi.

Il sito di Submergen Rock, invece, è stato eletto a nursery per gli squali pinna bianca, che scelgono questo arco sottomarino variopinto per fare nascere i loro piccoli. Il luogo è molto frequentato anche da razze, delfini e squali martello.

Bajo Alcyone, poco più distante, ha la fama di essere uno dei siti di immersione più belli del mondo per la variegata fauna marina e per il superbo ambiente naturale, dove nuotano placidi delfini, pesci vela, razze, mante e squali balena, oltre a centinaia di coloratissimi pesci tropicali.

Risalendo lungo l’anello della costa, infine, si incontrano i siti di Silverado, l’unica stazione di pulizia per gli squali pinna argento, e Lobster Rock, un pinnacolo circondato da punte più piccole, che spuntano da un fondo sabbioso che oscilla dai 90 ai 120 metri, dimora dei rari pesci pipistrello, pesci rana e anguille di mare.

…continua nella seconda pagina…

 

L’Isla del Coco e il leggendario “bottino di Lima”

Secondo alcune leggende, sull’Isla del Coco si troverebbe il celebre Bottino di Lima. La storia di questo leggendario tesoro, che, ancora oggi, è oggetto di ricerca da parte di studiosi e “sognatori” ha inizio nel 1820, durante la guerra di indipendenza tra Cile e Perù.

Gli spagnoli avevano accumulato nella città di Lima una gran quantità di ricchezze e, proprio per preservarla dall’imminente attacco della città da parte dei cileni, avrebbero caricato il prezioso carico sul brigantino Mary Dear, capitanato da William Thompson. Insieme al comandante e al suo equipaggio partirono anche un sacerdote e sei soldati spagnoli che, ben presto, finirono per diventare cibo per i pesci, poiché il tesoro costituiva per Thompson e i suoi uomini una tentazione troppo forte! La nave fece così rotta per l’Isla del Coco, dove, si dice, che furono nascoste ben dodici casse colme di preziosi.

Tuttavia, il brigantino non fece in tempo a lasciare l’isola che tutto l’equipaggio venne intercettato e catturato dagli Spagnoli, venuti a conoscenza del “tradimento” di Thompson. La ciurma venne ben presto impiccata, mentre Thompson e un altro suo fedelissimo, la cui identità rimane ignota, vennero risparmiati a condizione di rivelare il nascondiglio del tesoro. Il tempo di ritornare sull’Isla del Coco che il furbo capitano e il suo secondo si diedero alla macchia, nascondendosi nella fitta vegetazione. Dopo una settimana di caccia all’uomo infruttuosa, gli Spagnoli, finiti i viveri, dovettero desistere e abbandonare l’isola. Thompson e il suo secondo vennero successivamente salvati da un’altra nave di passaggio.

Dopo qualche anno, Thompson riprese la vita di mare e, durante uno dei suoi viaggi, incontrò l’avventuriero canadese John Keating, al quale rivelò, in punto di morte, il nascondiglio di alcune delle casse del tesoro di Lima. In seguito, Keating compì tre viaggi sull’Isla del Coco. Di lui si sa che condusse una vita piuttosto agiata per il resto dei suoi giorni.

Le informazioni sull’ubicazione del tesoro passarono poi da Keating a un certo Nicolas Fitzgerald, uno spiantato che vendette le informazioni all’australiano Curzon Howe in cambio di una modesta somma. Una parte del carteggio tra i due è conservato al Nautical & Traveller Club di Sydney. Si dice, invece, che la corrispondenza completa sia stata, in precedenza, visionata da Tony Mangel, un capitano francese con la passione per i tesori nascosti che, tra il 1927 ed il 1929, si recò per due volte sull’Isla del Coco, concentrando le sue ricerche, senza risultato, su una grotta nascosta dalle maree ubicata a Sud della Baia di Speranza. La caccia al tesoro è ancora aperta!

Una cucina semplice e gustosa

La cucina costaricana più autentica si basa sui prodotti offerti dalla natura. E non poteva essere altrimenti, in un paese che ha fatto delle sue bellezze naturali e del rispetto per l’ambiente uno dei suoi punti di forza. Verdure, riso, fagioli, carne, pesce, crostacei e frutti di mare, ma anche frutta, soprattutto le banane, e i platanos, nella versione dolce e salata, sono gli ingredienti principali che si mescolano sapientemente per creare piatti gustosi e genuini.

In Costa Rica è una vera e propria istituzione il gallo pinto, un piatto preparato pressoché ovunque e in diverse varianti, tra cui riso bollito, uova, formaggio, carne e panna acida, spesso accompagnato da una salsa di fagioli scuri, cipolle e peperoni. Un altro piatto tradizionale è il casado, un piatto unico a base di riso, carne o pesce, fagioli, platani fritti e insalata di cavolo.

Semplice e nutriente anche l’arroz con pollo (riso con pollo), che si trova dappertutto a prezzi molto bassi. Molto diffusi anche gli spiedini di carne e patate, le chorreadas, tortillas di mais, e le empanadas ripiene di carne e formaggio. Nelle occasioni speciali, poi, i costaricani preparano i tamales, involtini di foglie di banana ripieni di mais e carne cotti al vapore. Assai sfiziose, specie per i bambini, le patacones, la versione costaricense delle patatine, preparare con platanos tagliati sottilissimi e fritti.

A Puntarenas e sulla costa si consuma molto pesce, naturalmente freschissimo, che può essere servito fritto, bollito o alla griglia, ma anche crudo, come nel ceviche. Può essere preparato con polpo, tilapia e cataluzzo, che vengono prima marinati in un composto di succo di lime, peperoncini, erbe e pomodori, per poi essere servito freddo. Tra i condimenti, troviamo il curtido, una salsa piccante a base di peperoncino e verdure, oppure la salsa lizano, una versione locale della Worcester.

COME ARRIVARE

Dall’Italia, è necessario prendere un volo per San Josè, la capitale del Costa Rica, per esempio con Iberia (www.iberia.com), KLM (www.klm.com), Air France (www.airfrance.it), oppure sui portali www.expedia.it, www.volagratis.com e www.edreams.it. Da qui, con un autobus di linea, si raggiunge la città di Puntarenas (circa 3 h di viaggio), da dove partono le imbarcazioni dei tour operator che organizzano crociere per l’isola. Il viaggio in barca da Puntarenas all’Isla del Coco (circa 557 km) dura circa 32 ore. Sull’isola, inoltre, è vietato pernottare e la si può visitare solo con un permesso. È quindi necessario raggiungerla attraverso un viaggio organizzato, che si occuperà di tutto, incluse le eventuali escursioni e le immersioni. Tra i tour operator italiani ci sono Profondo Blu (www.profondoblu.net), Aqua Diving (www.aquadiving.it), Ruta 40 (www.ruta40) , Nosy Tour (www.nosytour.it)

DOVE DORMIRE

Sull’Isla del Coco non ci sono alberghi e, come detto, è necessario prenotare un pacchetto organizzato che includa pernottamento e pasti sulla nave. Si può invece pernottare a Puntarenas

*Alamar Hotel*** , Paseo de los Turistas, all’incrocio con Calle 31, tel 00506. 2661 4343, www.alamarcr.com Dotato di 2 piscine, snack bar, ristorante, servizio in camera, jacuzzi e salone per eventi. Le camere sono dotate di bagno privato, aria condizionata, macchina del caffè, Tv e minibar. Alcune sono provviste di balconcino con vista mare e vasca idromassaggio. 

*Hotel Tioga****, Paseo de los Turista, tra Calle 17 e Calle 19, tel 00506.661-0271, www.hoteltioga.com) Bella struttura con piscina, ristorante, centro fitness, servizio lavanderia e agenzia di viaggi per organizzare escursioni nei dintorni. Le camere 52, alcune con vista mare, sono provviste di aria condizionata, bagno privato con doccia e acqua calda, TV via cavo, telefono con linea diretta, cassetta di sicurezza.

DOVE MANGIARE

 *La Casona, angolo tra Av 1 e Calle 9, Puntarenas. Locale molto popolare tra i locali, ricavato in una casa giallo sgargiante, riconoscibile solo da un’insegna. L’ampia terrazza ed il cortile interno sono sempre affollate di gente sia a pranzo che a cena. Il menù offre piatti della cucina tradizionale della Costa Rica, tra cui ottime zuppe.

 *Restaurant Kaite Nigro, angolo tra Av 1 e Calle 17 Puntarenas, tel 00506.2661-2093). Locale situato nella zona settentrionale della città, apprezzato per gli ottimi piatti di pesce e per le bocas, antipasti freddi. Durante i fine settimane, il cortile interno si anima con musica dal vivo e balli, che durano fino a notte inoltrata.

INFO

www.visitcostarica.it




Amici della Ratta e Dulcis in Fundo: piccolo è green

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Il mondo del turismo è in grave crisi. Una crisi che riverbera i suoi effetti negativi soprattutto sulle piccole realtà:  agriturismi, ristoranti, locande, attività che ancora oggi sono prevalentemente a conduzione familiare.  E’ per questo motivo che ho aderito con grande entusiasmo all’iniziativa “X Ri-Partire Insieme” perché convinta che sono queste piccole realtà  l’essenza del turismo slow e green. Condivido con voi due esperienze vissute, diverse tra loro ma egualmente interessanti  e soprattutto premium. La  prima è un bellissimo agriturismo “Amici della Ratta“, un buen retiro che ti fa sentire in famiglia.  Il secondo, Dulcis in Fundo, un ristorante molto speciale ricavato dalla riqualificazione di un ex spazio industriale.

Amici della Ratta, il verde a portata di mano

Amici della Ratta si trova a poco più di un’ora da Milano, immerso in una natura incontaminata in una parte della Lombardia poco battuta dal traffico, il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Siamo in un’area naturale protetta situata nel territorio  di Merate, nella Brianza lecchese.

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L’ingresso dell’agriturismo Amici della Ratta

Ed è proprio all’interno di questa oasi di serenità che sorge “Amici della Ratta”, l’abitazione di Cinzia e Maurizio che da diversi anni loro hanno trasformato in un agriturismo familiare mantenendo però, ed è questa la particolarità e bellezza della location, le caratteristiche tipiche della casa con l’atmosfera calda e accogliente che si vive in famiglia. Avete mai provato quel senso di sicurezza e di appartenenza rientrando a casa dopo un lungo viaggio?. Ecco è un po’ la sensazione che si percepisce sedendosi alla tavola di Cinzia e Maurizio. Una sosta ristoratrice.

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L’atmosfera è rallegrata da candeline e tanti piccoli oggetti che regalano un’atmosfera quasi fiabesca. La casa non è grandissima ma le due ampie sale da pranzo, una al piano terra, l’altra al piano superiore e la saletta del camino, riescono a mantenere intatta quella giusta misura che permette di pranzare o cenare con tranquillità lontani da chiasso e chiacchiericcio. È il luogo perfetto per una cena romantica ma anche per un pranzo divertente con gli amici  o per organizzare una comunione o un battesimo. Anche il piccolo giardino, messo a disposizione degli ospiti, dietro accordi, può essere utilizzato per un aperitivo o una festa.

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Uno scorcio del giardino Amici della Ratta

Ma entriamo nel vivo di questa azienda agricola familiare per scoprire cosa offre la cucina. Piatti realizzati con prodotti del territorio rispettando quasi sempre le tradizioni locali. Ma la capacità di Cinzia, perché è lei che si occupa in prima persona del cibo, è quella di utilizzare i prodotti della tradizione ma azzardando con rivisitazioni e accostamenti originali che danno vita a piatti straordinari.

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Risotto al melograno, uno dei piatti dell’agriturismo

Cinzia e Maurizio propongono un menù composto da antipasti misti (ad esempio: giardiniera, salame nostrano, crostini con lardo, formaggi di capra, insalata russa, muffin salati, verdure in pastella, fiori di sambuco o fiori di salvia passati in pastella e poi fritti). Nei  primi piatti spicca il risotto  ma viene servita anche dell’ottima pasta corta seguita da arrosti o frittate  con contorno. Non mancano certo i dolci, semplici ma buonissimi.

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Gli ottimi dolci di Cinzia e Maurizio

Se decidete di fare visita a Cinzia e Maurizio per il pranzo arrivate sul posto un po’ prima dell’appuntamento e approfittatene per fare una bella passeggiata seguendo i sentieri all’interno del Parco. Per organizzarvi fare una bella chiacchierata con Cinzia che è sempre disponibile a dare consigli sui punti interessanti da scoprire.

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Calde atmosfere all’interno della struttura

In questo periodo di pandemia, dove la struttura è momentaneamente chiusa, Cinzia e Maurizio non si sono abbattuti e hanno fatto in modo che i propri amici continuassero ad assaporare i loro prodotti portandoli direttamente sulle loro tavole. E’ nata infatti  l’iniziativa “Il nostro menù a casa tua”. Con una semplice telefonata il pranzo è..servito!!

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Ma l’esuberanza dei due proprietari li ha spinti a non limitare il tutto al cibo ma ad offrire ai propri ospiti anche serate particolari denominate “Libera Associazione d’idee”. La   creatività viene presentata attraverso mostre, incontri, serate a tema. Gli eventi sono molto apprezzati perché chi organizza è amante di quello che propone: un viaggio verso la Namibia? Ecco che si trasforma in una serata dove attraverso immagini, video, foto si presenta il territorio africano con l’aggiunta delle sensazioni vissute, delle cose che non si possono perdere una volta arrivati, tradizioni, usi e costumi.   È uno   spazio aperto  a tutti, con lo scopo di   fare conoscere   idee,   sentimenti ed emozioni. La particolarità è che sono i clienti che propongono l’evento e con l’aiuto di Cinzia e Maurizio questo viene messo in scena.

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L’agriturismo Amici della Ratta è ideale per serate con gli amici

Per le giornate di apertura, per i costi vi rimandiamo al sito internet www.amicidellaratta.it o potete scrivere a: info@amicidellaratta.it.

Gli Amici della Ratta – Via Curone, 7, 23888 La Valletta Brianza LC

Continua sulla seconda pagina e scopri il Dulcis in Fundo

Dulcis in Fundo, il green è servito

Dulcis in Fundo invece è il nome di un locale di Milano non molto lontano dalla Stazione Centrale. Un nome perfetto per questa bellissima struttura che sa regalare ricordi indelebili. Si tratta di uno spazio piccolo ma grande  nel servizio, rispettoso della natura ed ecosolidale. E’ questo che piace a noi di Weekendpremium attività piccole ma…..premium dove la qualità è al primo posto.

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Qualche mese, cercavamo una location dove organizzare un evento aziendale. Abbiamo scoperto che a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano era possibile affittare i locali di un ex spazio industriale destinato proprio a ospitare avvenimenti come feste private, corsi di formazione, shootings e riprese, laboratori. Siamo andati a visitarlo e ce ne siamo innamorati. Spazi accoglienti, piacevoli, rilassanti e molto intimi. Una location arredata come una casa con mobili colorati di design, tappeti, un pianoforte, ritratti alle pareti e oggetti che ricordano il passato. Un’atmosfera calda, famigliare e curata. Due ampie stanze e un piccolo giardino. Dulcis in Fundo è la misura giusta per non perdere personalità e rimanere in una situazione di intimità.

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L’atmosfera intima del Dulcis in Fundo

Saverio, con la preziosa collaborazione di Francesco, si occupa della cucina, semplice, sfiziosa ma ricercata, che offre specialità quali il crostino con stracciatella di burrata e acciughe, lo sformato di melanzana con salsa al coriandolo, riso mele e cozze, insalatina di pere e noci con formaggio tartufato, linguine al pesto di peperoni e feta, zuppa di farro e legumi, orecchiette e cime di rapa, crêpe alle castagne con ripieno di vitello, tonno alla griglia con caponata alle mandorle, tagliata di controfiletto con topenade e pomodori secchi, polpette in umido con fagiolini saltati, teglia di finocchi al gratin e tanto tanto altro.

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I dolci? Un tripudio con una ricca scelta tra torta cachi e castagne, tiramisù cheerios e cioccolato bianco, crostata di frutta e l’intramontabile Tarte Tatin che qui viene cucinata divinamente.

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La deliziosa crostata di frutta del Dulcis in Fundo

La carta dei vini è dedicata a quanti hanno compreso che non si beve per dimenticare ma per ricordare. Una carta che nasce dall’incontro con i produttori di vino, per la maggior parte a conduzione biologica, nelle serate mensilmente dedicate alla degustazione guidate. Per chi è astemio il locale utilizza acqua sanificata così da eliminare il problema dello smaltimento di vetro o plastica.

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Il locale in questo momento è chiuso a seguito della situazione sanitaria e i gestori ne approfittano per sanificare il locale e prepararlo all’apertura con il rispetto delle nuove normative emanate. Quando riapriranno al pubblico lo faranno dal martedì al venerdì per pranzo, ogni giovedì sera invece aprirà le porte anche per cena con una proposta di piatti che cambiano in funzione delle stagioni. Il sabato e la domenica a mezzogiorno è il momento del brunch all’americana, con buffet salato e buffet dolce. Organizza inoltre avvenimenti esterni con proposte confezionate su misura. Volete organizzare una cena a tema? Classica ed elegante? Simpatica e insolita? Ecco che Saverio e il suo staff vi vengono in aiuto preoccupandosi dell’organizzazione, dell’attrezzatura e del cibo. Lo slogan infatti è “prima di tutto le esigenze dei clienti”.

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Il progetto di questo locale fin dall’inizio è stato dedicato alle loro capacità e all’ecosostenibilità: ecco l’idea di riqualificare un ex struttura industriale, arredando gli spazi con mobili vintage che erano destinati allo smaltimento. Saverio mi racconta che di quei pezzi di mobilio vecchio se ne è da subito innamorato e li ha  recuperati dandogli nuovamente vita. Pensate che i tavoli non sono numerati, come nei ristoranti classici, ma ogni tavolo ha un suo nome “di battesimo”. L’illuminazione del locale? Rigorosamente a led con un basso impatto ambientale e un ridotto consumo energetico che garantisce un effetto migliore in termini di colori e luminosità a tutta la location. I componenti dei led poi sono riciclati per il 99% apportando così ulteriori vantaggi all’ambiente.

E in attesa di poter sedere alla loro tavola chiamate e fatevi consegnare, a domicilio, le loro delizie rigorosamente con lunch-box eco-friendly.

Dulcis in Fundo – Via Gianfranco Zuretti, 55 -Milano  Tel. +39 02 66 71 25 03

Cellulare 349 4462088   www.dulcisinfundo.it   mail: info@dulcisinfundo.it