PREMIUM INTERVIEW MATTEO CACCIA: Come scoprire la Romagna “selvatica”, dove il MOSTO di vino sgorga insieme al MOSTO delle idee

Premium Interview: Matteo Caccia, attore, autore, conduttore, e anche direttore artistico dell’evento MOSTO, il succo delle idee che sgorga nei vigneti DAL NESPOLI

Sono  qui all’evento MOSTO, fra i vigneti dei poderi DAL NESPOLI,  a Civitella di Romagna, dove la cultura  delle parole sì sposa alla cultura del vino, perché anche il vino ha prodotto una propria cultura, con suoi autori ed anche con la sua forza  che sa svegliare i cuori e le passioni.

Fra gli antichi vigneti e la moderna cantina, arriva il profumo del mosto succo d’uva e quello dei boschi del Parco delle Faggete Casentinesi, sul vicino Appennino tosco-romagnolo, sito Unesco dal 2017. Matteo Caccia volteggia fra i suoi  grandi ospiti con competenza ma senza ansia, dando l’impressione  di goderselo anche lui questo weekend in Romagna.

 

Oltre questo, qual è il tuo “weekend premium” che non dimenticherai e dove, secondo te,  tutti  almeno per una volta dovrebbe andare?

Tutti dovrebbero andare almeno una volta nella Valle del Bidente, una valle che divide la Romagna dalla Toscana,  l’Appennino forlivese dal casentino. È una zona ancora un po’ selvatica, ma il cibo, i luoghi e le persone sono splendide. Ogni weekend di Mosto per me è stato un weekend indimenticabile. E non solo per il festival, anche per la Valle del Bidente. Se passate da quelle parti andate a dormire e mangiare alla Locanda della Campanara, Roberto e Alessandra vi faranno sentire a casa.

La Locanda della Campanara nella Valle del Bidente

 

Quale auto guidi e usi per i tuoi weekend? E quale sarà la prossima ?

Da quando ho potuto permettermi di comprare un auto sono un subarista convinto. Ho avuto una vecchia Forester e ora ora ho una Subaru XV, sono auto fatte da ingegneri senza grilli per la testa. Solide e sicure La prossima sarà sicuramente una Subaru ma  ibrida.

La Subaru XV guidata da Matteo Caccia

 

Non è possibile non chiederti come ha influito su di te la pandemia e come hai reagito.

Ho cercato di tenere la testa su piccoli obiettivi quotidiani. Lavorare al programma radio, finire un podcast, cucinare, portare fuori il cane, fare bici su dei rulli in terrazzo.  Ho cercato di stare concentrato sul presente, cercando di immaginare però cose belle per il futuro.

 

E  cosa è cambiato in MOSTO, rispetto a quello dello scorso anno?

In primis nella durata, invece che 3 giorni il festival è durato 2 giorni, per il resto, a parte il distanziamento e la contingentazione dei posti per le regole anti contagio, direi che è cambiato poco, i nomi e il titolo  Moto Perpetuo, era stato scelto già prima dell’emergenza sanitaria

 

Matteo Caccia

Come scegli l’argomento  annuale di MOSTO?

Ogni anno mi domando “che senso ha raccontare delle cose, oggi? Il 2018 è diverso dal 2019, il 2019 diverso dal 2020. E’ piuttosto facile: si respira l’aria e si capisce quale domanda quell’anno ha maggiore bisogno di avere una risposta.

 

Qual è il fine del progetto MOSTO, di cui sei il direttore artistico e forse anche l’ideatore?

Il progetto è nato dalla volontà di Marco Martini di Poderi dal Nespoli, come progetto di comunicazione. Alla Quarta edizione possiamo però dire che il festival ha preso ormai una sua direzione quasi indipendente.

Nel tuo programma Linee d’Ombra, nel pomeriggio su RADIO 24, hai raccontato qualche storia di pandemia e dintorni?

Sì per tutto il periodo della quarantena abbiamo raccontato i “diari della quarantena”. A modo nostro, abbiamo cercato di sbirciare dentro alle finestre delle case, grazie agli italiani che con le loro storie scostavano le tende e ci permettevano di farlo.

 

E storie di vino e dintorni?

Ci arrivano molte storie legate al cibo, ad avvenimenti accaduti grazie alla conviviali della tavola, del buon cibo e del buon bere (qualunque cosa significhi!)

 

E perché lo hai chiamato Linee d’ombra?

Insieme alla direzione della radio volevamo un titolo che definisse una direzione precisa con un suono accattivante. Storie che hanno un confine nel mezzo. Una linea di passaggio da un prima a un dopo. Senza dimenticare il mio amore per Conrad.

Cos’è la cultura, come hai cominciato farla diventare un lavoro?

Qualcuno dice che “la cultura è tutto ciò che rimane quando si è dimenticato tutto”. Io non sono un intellettuale, tuttalpiù sono un autore. Ho declinato questa definizione in ambiti diversi, il teatro per poco tempo, la radio, la scrittura, la curatela di eventi come Mosto. Un po’ di lavoro, un po’ di pazienza, un po’ di fortuna.

 

I giovani hanno bisogno di cultura? Perché?

La cultura è una definizione troppo ampia per poter essere applicata ad una categoria e definirla utile. La cultura sono i libri, ma son anche i videogiochi. Il teatro è cultura, ma lo è anche lo sport, il cinema, la tv, i fumetti. Tutto sta nel scegliere quella che ci interessa, che ci è utile. Umberto Eco diceva che i libri allungano la vita, forse la cultura fa lo stesso.

 

Ci rivedremo fra i vigneti della Romagna il prossimo anno ?

Certamente Sì..

 

Un’ultima domanda: secondo me ci sono dei luoghi, direi bellissimi e  magici, che danno attimi di felicità: tu hai provato questi attimi e dove?

Per anni ho frequentato la scuola di vela di Caprera. Tutto l’arcipelago de La Maddalena è un luogo splendido,  con un’anima identitaria di antica marineria. Sui monti di Caprera, cosparsi di fortificazioni militari abbandonate, quando il vento di ponente soffia dalle bocche di Bonifacio sembra di essere sospesi su un paradiso che ci aspetta.

Foto Wikipedia: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:La_Maddalena_Archipel_Aerial_view.jpg

CHI È MATTEO CACCIA

Nato a Novara nel 1975, ora lo si vede a Milano. Attore, autore, conduttore e  direttore artistico, raccoglie  e scrive storie. E  le racconta  alla radio e dal vivo, per iscritto e a voce. Lo ha fatto a Radio2, dove ha scritto e condotto “Amnèsia” , “Una Vita” e  “Pascal”. Nel 2019 Torna a Radio 24 dove aveva iniziato con “VendoTutto”, “Voi siete qui” e ora è in onda tutti i giorni alle 15 con Linee d’ombra”Ha creato e conduce “Don’t tell my mom”, storyshow in scena ogni primo lunedì del mese a Milano. Nel 2018 è uscita per Audible la sua prima serie podcast in cui racconta la storia di un meccanico infiltrato nei Narcos sudamericani in 10 puntate. Ha scritto tre libri: “Amnèsia” e “Il nostro fuoco è l’unica luce” per Mondadori e l’ultimo “Il silenzio coprì le sue tracce” per Baldini&Castoldi.E’ Maestro del biennio “Brand New” dedicato alla comunicazione d’impresa presso la Scuola Holden di Torino




Per l’autunno la Madonna Diotallevi di Raffaello torna a Rimini

Non si vedeva nella sua città d’origine dal lontano 1842, la Madonna Diotallevi di Raffaello. Nell’anno delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del grande pittore, Rimini sarà una della città protagoniste delle celebrazioni raffaelliane in programma per il 2020 e 2021. Infatti, dal 17 ottobre al 10 gennaio 2021, la preziosa tavola, oggi conservata alla Gemäldegalerie di Berlino, sarà esposta a Palazzo di Città accanto al Crocifisso di Giovanni da Rimini e all’Incoronazione della Vergine di Giuliano da Rimini, più nota come Polittico di Norfolk.

AUDIFACE DIOTALLEVI E LA MOSTRA

L’opera è appartenuta fino all’Ottocento alla collezione del riminese Audiface Diotallevi, Gonfaloniere di Rimini dal 1857 al 1859. Audiface fu un personaggio eccessivo e controverso: fece parlare di sé per la ricchezza, le donne e la vita mondana, per i crack finanziari e la passione per l’arte. La famosa opera quindi sarà al centro di una mostra che si qualifica per la sua duplice lettura: la formazione e l’attività giovanile dell’artista e nel contempo la storia della collezione e la figura del collezionista stesso. La mostra offrirà così l’opportunità di approfondire il profilo dell’ultimo proprietario dell’opera prima che questa entrasse nel museo berlinese. È così offerta una preziosa occasione per scoprire le sorti dei singoli dipinti, approdati oggi con nuove attribuzioni in grandi musei internazionali.

INFO

Museo della Città ‘Luigi Tonini’, via Tonini 1 – Rimini centro storico

Il Museo della Città Telefono: 0541 793851

E-mail: musei@comune.rimini.it

 

L’OPERA DI RAFFAELLO

La Madonna di Diotallevi è un capolavoro giovanile di Raffaello, che è testimone di un passaggio cruciale nella maturazione del genio urbinate. Il volto della Vergine richiama fortemente i modelli del Perugino, mentre il Bambino e San Giovannino esprimono già la dolcezza tipica del maestro. È proprio durante la lavorazione di questo dipinto che il giovane Raffaello acquisisce stile originale e inizia a muoversi autonomamente, diventando l’artista splendido che conosciamo. Ospite d’onore del Festival del Mondo Antico che animerà il centro romagnolo in autunno sarà al centro di un ricco programma di incontri, workshop, lectio magistralis e itinerari storico-artistici in tema.

 

Rimini a tavola

Viaggiare è scoprire, conoscere e stupirsi. Un viaggio in Romagna significa immergersi nella tradizione, nella storia e nella genuinità di queste terre e delle loro genti. Troverete prodotti e piatti tipici unici e straordinari. Per una volta parleremo di formaggi e di vini, da abbinare scoprendo abbinamenti indimenticabili.

La via dei sapori dell’entroterra riminese parte proprio da Rimini. Da assaporare la tipica cucina adriatica e le suggestioni legate a Federico Fellini, dal Grand hotel sulla marina ai migliori vini dei Colli di Rimini, detti appunto “I Felliniani”. Troverete il formaggio Squacquerone di Romagna DOP, ottenuto con latte vaccino, con la sua pasta molle e cremosa, ottimo da spalmare, soprattutto in una piada.Il Formaggio di Fossa invece, con il suo gusto particolare, vi dirà della pazienza che ci vuole a stagionare per circa tre mesi nelle tipiche fosse, per trasformarsi e maturare, uscendone nuovo e vigoroso, pronto ad arrivare in tavola solo o accompagnato da dolci e saporite marmellate.

 

E quante storie ascolterete dal vino Sangiovese DOC, storie e leggende di frati che producevano l’ottimo vino rosso Sanguis Jovis. L’Albana di Romagna passito è invece un vino bianco, dorato e intenso, secco da tavola o dolce da inzupparci una ciambella; vi racconterà la leggenda di una principessa bizantina che lo bevve in una ciotola di terracotta, reputando però una coppa d’oro più adatta a questo prezioso vino.Infine Il Pagadebit di Romagna DOC è un profumato vino bianco il cui curioso nome deriva dalla sua resistenza alle avversità climatiche che garantiva al contadino, anche nelle annate peggiori.

Di Benedetta D’Argenzio




Milano AutoClassica 2020: in anticipo, ma come sempre

Milano AutoClassica 2020 – In barba alla pandemia Milano AutoClassica gioca di anticipo. La fiera si svolgerà il prossimo weekend, dal 25 al 27 settembre, due mesi prima rispetto alla data tradizionale. Questo per permetterne lo svolgimento in totale sicurezza.

Verranno, chiaramente applicati tutti i protocolli necessari per lo svolgimento. Dal controllo e prevenzione all’ingresso ai padiglioni, alle regole di distanziamento fisico. Quindi monitoraggio costante della capienza degli spazi comuni. Questo per permettere di godersi l’evento in serenità e tranquillità.

Il concetto è sempre lo stesso: una grandissima esposizione delle auto classiche più iconiche , ma anche passando per i “modern classics” più ricercati, passando ai modelli unici.
Sarà anche presente lo spazio per la trattativa tra i privati, novità molto apprezzata dell’edizione 2019. Lo spazio sarà al coperto in una zona dedicata più ampia, nel rispetto di tutte le norme di oggi.

Ritorna anche l’esposizione dedicata ai ricambi, ancora più ampia, dove parteciperanno circa 200 aziende selezionate. Una sezione dove individuare qualcosa di unico da acquistare, con infiniti   ricambi e accessori d’epoca, pezzi di ricambio originali, modellini di auto, manualistica, pubblicazioni ed editoria specializzata.

I biglietti? Si possono trovare sul sito ufficiale di Milano AutoClassica 2020. Il prezzo è 20 euro se acquistato online o 25 euro alla casa.  L’abbonamento per tutti e tre i giorni sarò di 50 euro. Chiaramente sono tante le possibilità do acquistare un ridotto (tute le info sul sito di Milano AutoClassica).




Weekend green in the world – seconda parte

Eccoci alla seconda parte dei paesi che secondo, Weekendpremium,  si contraddistinguono per  eco sostenibilità.

Abbiamo identificato Costa Rica, Germania, Islanda, Norvegia, Slovenia e Svizzera.

Chiediamo però a voi di votare quale  è il Paese che può vantare il primato di essere veramente green.

NORVEGIA

Qui, dove la deforestazione non esiste, la natura regala scenari di grande bellezza: fiordi, cascate, ghiacciai, lo spettacolo dell’aurora boreale. I norvegesi sono molto attenti a salvaguardare questo enorme patrimonio ambientale.

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Lo stato investe molto sulla sostenibilità e molte cittadine norvegesi si sono distinte per l’impegno nell’offrire un turismo ecosostenibile ottenendo molti riconoscimenti. E forse non è un caso che nelle isole Svalbard, a circa mille chilometri dal Polo Nord, abbia sede la Svalbard Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi, dove si conservano e si proteggono centinaia di migliaia di sementi in bunker con temperature di 18 gradi sotto lo zero (questa temperatura, dicono gli esperti, permette di conservare i semi anche per migliaia di anni).

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E non è ancora un caso che questo progetto atto a conservare la biodiversità, sia promosso e finanziato dal governo norvegese e sostenuto dalla FAO.

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SLOVENIA

Anche la Slovenia è in prima linea per il rispetto dell’ambiente e in particolar modo nel settore agricolo che punta su coltivazioni biologiche ottenute attraverso attività più sostenibili e che coprono poco meno del 43% del territorio totale.

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Un piccolo Paese dalle grandi risorse grazie al suo notevole patrimonio naturale: poco più della metà del suo territorio è coperto da foreste e questo rende la Slovenia il Paese più verde d’Europa dopo la Finlandia.

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Il problema dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua si sta lentamente risolvendo grazie alla realizzazione di depuratori per la purificazione dell’acqua, al controllo degli scarichi industriali e all’adozione del riscaldamento a gas che ha sostituito quello a carbone altamente inquinante. Nel 1999 comunque il governo sloveno ha varato un progetto per la tutela ambientale soprattutto riguardante l’inquinamento delle acque e lo smaltimento dei rifiuti (da guida Lonely Planet “Slovenia”).   Anche il turismo è stato fatto oggetto di interventi per la salvaguardia dell’ambiente.  Lo testimoniano le tante   strutture ricettive  ecosostenibili come agriturismi biologici, eco-friendly hotel e tanti bed & breakfast.

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SVIZZERA

Il 30 % del suo territorio è coperto da foreste. Una natura quasi intatta con laghi, fiumi, foreste che regalano scenari spettacolari. La Svizzera è fra le nazioni al mondo più sostenibile.  Hanno puntato sull’uso razionale dell’energia utilizzando risorse naturali, su un ottimo sistema di trasporto pubblico, sull’attenzione al riciclo di materiali.

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La Svizzera risulta infatti essere campione del mondo di riciclaggio con il  95% del vetro dismesso negli appositi contenitori e successivamente riutilizzato.

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Il raggiungimento di questi risultati risale a oltre 30 anni fa. La Commissione mondiale dell’ambiente e dello sviluppo   ha diffuso l’idea che l’obiettivo da perseguire era quello di uno sviluppo sostenibile. Negli anni si è lavorato molto per raggiungere l’obiettivo prefissato e questo ha premiato l’impegno degli svizzeri.   Un altro aspetto molto importante è l’utilizzo di mobilità alternativa, grande uso di biciclette, auto elettriche,  treni che collegano città a piccoli paesi di montagna.

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Questi sono alcuni degli aspetti che hanno  permesso di raggiungere la vetta della classifica. Scegliere la Svizzera come destinazione green permette di visitare il territorio per ammirare aspetti paesaggistici e naturalistici inimmaginabili. Una bella esperienza è quella di servirsi  di un treno panoramico, alla scoperta di boschi, montagne, laghi. La parola d’ordine in ogni caso è “camminare nella natura”.

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Avete perso la prima parte? Potete leggerla cliccando qui




Milano: yoga, musica e cioccolato

Anche a Milano ci si rilassa!

Ma all’aperto, nel verde, nella splendida cornice di Citylife, con Wanderlust 108

E poi tutti al brunch sofisticato del Four Seasons e alla festa di fine estate di Eataly Milano Smeraldo

 

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

 

Wanderlust 108: corsa, yoga e meditazione a Citylife

Un doppio evento live e digital!

Wanderlust, leader globale dello yoga lifestyle, non si ferma e propone una nuova edizione che quest’anno assume un’importanza speciale.

Sarà un formato “ibrido”, che prevede il classico evento in un parco cittadino e un format digital innovativo.

Sabato 19 e domenica 20 settembre, nel meraviglioso contesto di City Life torna la giornata dedicata alla consapevolezza, con sessioni di corsa, yoga, meditazione, fitness  e allenamento funzionale, e contemporaneamente la diretta streaming e tante digital activities.

Wanderlust offre un’esperienza immersiva di sfida e ispirazione, per trovare e riconoscere la versione migliore di ognuno: un lungo momento per prendersi cura di sé, anche stando comodamente a casa propria o, perché no, in riva al mare.

Wanderlust 108 (108 è un numero sacro dello yoga che allude a unione, completezza, infinite possibilità̀) dunque si rinnova con un format aggiuntivo, tutto digitale, per coinvolgere anche gli appassionati più lontani geograficamente.

Tra i main sponsor Adidas, Müller, tra le aziende leader nella produzione di yogurt e Rigoni di Asiago, che lavora esclusivamente materie prime biologiche di alta qualità.

I biglietti per gli eventi Wanderlust 108 di Milano e dell’evento online, sono disponibili on line su https://wanderlust.com/it/ita/108s/

 

Al Four Seasons Hotel Milano torna il brunch della domenica

Il 20 settembre l’iconico hotel del Quadrilatero della moda ritorna ad accogliere ospiti e milanesi per il suo celebre brunch, per vivere momenti di convivialità in un ambiente sereno e nel pieno rispetto delle misure di sicurezza.

 

Appuntamento imperdibile per gli ospiti dell’Hotel e la città, il brunch offre i piatti più tipici della tradizione gastronomica italiana,  elaborati dall’Executive Chef Fabrizio Borraccino, e  gelati artigianali creati dal Pastry Chef Daniele Bonzi.

Il tutto servito direttamente al tavolo in family style.

Novità di questa edizione, la decorazione realizzata appositamente per l’Hotel dal suo celebre Artistic Director Vincenzo Dascanio, che ha ripensato gli ambienti, esaltandoli con luci e installazioni floreali per regalare una decorazione davvero senza pari.

Tutte le domeniche dal 20 settembre dalle 12:15 alle 15:00

laveranda.mil@fourseasons.com

 

“Tutti giù per strada”: Eataly Milano Smeraldo saluta l’estate con musica e street food

Lunedì 21 settembre tutti in piazza, in totale sicurezza, per una grande festa urbana all’insegna della ritrovata socialità.

A partire dalle ore 19:00, la piazza adiacente lo store di Eataly Milano Smeraldo diventerà il palcoscenico di “Tutti giù per strada”, una vera e propria festa di quartiere organizzata con l’obiettivo di ringraziare coloro che durante la bella stagione hanno contributo al successo del format Eataly All’aperto e di celebrare la socialità ritrovata.

Musica dal vivo, artisti di strada e corner gastronomici esclusivi saranno gli ingredienti della festa urbana organizzata per dire arrivederci all’estate e celebrare la forza della città come spazio da vivere e (re)inventare insieme.

Gli chef di Eataly firmeranno piatti inediti con materie prime stagionali e di qualità cucinate a regola d’arte, come i gran fritti di mare, il baccalà scottato su crema di ceci e bietoline saltate, la tagliata de La Granda.

 

A questa ricca proposta si affiancherà una serie di piatti in chiave street food firmati da Viviana Varese, chef del ristorante stellato ViVa, e momenti di gusto e convivialità a sorpresa che arricchiranno la serata.

Per prenotazioni contattare il 3451710568

www.eataly.it/milano




Vino, buon cibo e…San Gennaro. Ecco gli eventi del weekend da non perdere

Con l’arrivo dell’autunno, riprende il nostro appuntamento con gli eventi del weekend. Vi segnaleremo quelli più interessanti, più belli, più curiosi, insomma, quelli da non perdere. Viaggiando da Nord a Sud.  Molti, infatti, sono quelli in programma, tutti organizzati in sicurezza e nel rispetto delle norme di prevenzione del Covid-19, che vi invitiamo a rispettare per la sicurezza e il divertimento di tutti. Ecco le nostre proposte per il weekend del 19 e 20 settembre.

Ad Alba (CN) per la Festa del Vino

Domenica 20 settembre apre i battenti nel centro storico di Alba, la Festa del Vino, una grande kermesse che vede sfilare le eccellenze vinicole del territorio delle Langhe-Roero, da degustare insieme a deliziosi abbinamenti gastronomici.

L’itinerario del gusto si snoda lungo Piazza Risorgimento, via Cavour e Piazza San Giovanni, dove, dalle 14 alle 20, i produttori presenteranno le loro eccellenze e promuoveranno le realtà territoriali. Tra queste i celebri Barolo e Barbaresco, fiori all’occhiello, a cui si affiancano altri rinomati vini delle Langhe e del Roero, tra cui il Nebbiolo d’alba, il Roero, il Roero Arneis, la Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba, di Diano e di Dogliani, per citarne solo alcuni.

L’evento è organizzato nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid 19. Per questo motivo sono stati previsti due turni di degustazione, dalle 13.45 alle 16.30 e dalle 16.30 alle 19.15, con numeri contingentati, a cui il pubblico può accedere dietro prenotazione. Il costo della degustazione illimitata presso i banchi di assaggio di via Cavour e Piazza Duomo è di € 15 a persona con Calice e taschina in omaggio. L’evento si replica domenica 27 settembre con le stesse modalità.

INFO: www.gowinet.it

A Castelvetro (MO), il Lambrusco Grasparossa è protagonista di “Non è la sagra!”.

Cambia il format, per rispettare le norme di contenimento del coronavirus, ma non il gusto del celebre Lambrusco Grasparossa, protagonista nei weekend del 18, 19 e 20 e del 25, 26 e 27 settembre di “Non è la sagra!”, nello splendido scenario del borgo di Castelvetro, sulle colline modenesi, insignito della Bandiera Arancione.

Il programma prevede il masterclass di degustazione “It’s wine o’clock – Sotto la torre col produttore”, in collaborazione con le aziende associate al Consorzio Castelvetro di Modena V.I.T.A. per scoprire il mondo del vino e approfondire le proprie conoscenze enologiche. I produttori guideranno il pubblico alla scoperta di sapori e tradizioni uniche attraverso gustosi assaggi.

Torna anche il Lambro Truck, golose degustazioni di vini accompagnate da specialità di street food. Saranno presenti anche alcuni produttori vitivinicoli per i consigli sugli abbinamenti e approfondimenti sulle etichette in assaggio.

Nell’ambito di Cantine Accoglienti, invece, si potranno visitare le cantine del territorio e le aziende vitivinicole con una visita guidata con degustazione.

INFO: www.visitcastelvetro.it

A Viterbo torna lo Slow Food Village

Dal 18 al 20 settembre, dalle 18.30 alle 23.30 torna in Piazza Sal Lorenzo a Viterbo lo Slow Food Village, in un’edizione che si attiene alle disposizioni per la prevenzione del Covid-19.  Il titolo di questa edizione è “Ricominciamo dalla terra”, e vuole essere un forte incoraggiamento alla ripresa rivolto a produttori, ristoratori, titolari di agriturismo, in particolare della Tuscia, ripartendo dal “cibo buono, pulito e giusto per tutti”.

Per tutte e tre le giornate i ristoranti e le botteghe del gusto di Viterbo aderenti all’iniziativa proporranno il “Menù speciali dell’Alleanza” con ricette della tradizione e prodotti tipici locali.

Venerdì 18 e sabato 19 settembre, sempre in piazza San Lorenzo, alle 22.30 è in programma lo spettacolo degli artisti di strada del Circo Verde. Domenica 20, invece, aprirà il Mercato della Terra, progetto Slow Food in cui i piccoli produttori locali presentano e vendono le loro eccellenze, accompagnati a laboratori didattici e a consigli per una spesa consapevole. Infine, tutte le sere, alle 18.30, talk show con protagonisti del mondo dell’enogastronomia.

Per partecipare agli eventi è necessario prenotare cliccando qui o presentandosi 15 minuti prima dell’evento per la registrazione presso l’info point di Slow Food in piazza San Lorenzo

INFO: www.slowfoodvillage.it

Napoli in festa per San Gennaro

Sabato 19 settembre Napoli celebra il Santo Patrono San Gennaro con una grande festa che ne trasformerà il volto e l’atmosfera. Un evento impedibile non solo per i napoletani, ma anche per chi vorrà raggiungere la città per assistere a un evento assolutamente unico ed emozionante che consentirà di conoscere le storia, la fede, la musica e le bellezze di Napoli.

Ricchissimo il programma. Tra gli eventi da segnalare, sabato 19 settembre, alle 10.30, è in programma una passeggiata guidata nel centro storico dal titolo Urbs Sanguinis, alla scoperta della devozione e dei miti sorti attorno al sangue di San Gennaro, ma non solo. Il Santo Patrono, infatti, non è il solo a operare il prodigio della liquefazione del sangue. Lungo il percorso si potranno infatti conoscere le storie legate ad altri santi martiri, tra cui San Luigi Gonzaga, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Sant’Andrea Avellino e San Sebastiano. Ritrovo per la partenza in Piazza San Gaetano, davanti alla statua del Santo. Quota di partecipazione € 10, prenotazione obbligatoria, evento a numero chiuso. Info: tel 340/9543337 o larteneltempo@gmail.com

Alle 17.30, invece, si potrà prendere parte al tour guidato “Sulle tracce di San Gennaro”. Si parte dal Duomo di Napoli, dove si scoprirà la storia di “faccia gialla”, l’accordo che portò alla costruzione della cappella del tesoro. Si prosegue poi verso Largo Riario Sforza per ammirare l’Obelisco dedicato a San Gennaro e la suggestiva opera di street art “Mission Possible” che raffigura San Gennaro e Caravaggio mentre leggono il giornale.

Si continua verso via Spaccanapoli, dove si ammira la grande opera di street art di Jorit dedicata a San Gennaro. Quota di partecipazione: adulti € 12, 7-18 anni € 8, gratis fino a 6 anni. Prenotazione obbligatoria, come la mascherina, e partecipazione a numero chiuso. Info: 328/9705049 o 327/4910331, lacaparenapoli@gmail.com

Presso la Casa del Mandolino Napoletano, in piazzetta Museo Filangeri 247, alle 20.30, si tiene invece il concerto di canzoni classiche napoletane San Gennà Pienzace Tu, che ripercorre la storia della canzone napoletana dalle origini alla metà del Novecento. Sono previsti due turni, alle 18.30 e alle 20.30. Quota di partecipazione € 12. Prenotazione obbligatoria. Evento a numero chiuso. È prevista la misurazione della temperatura e la sanificazione degli ambienti prima di ogni spettacolo. Info: tel 340/3334674, casadelmandolinonapoli@gmail.com

Infine, alle 21, va in scena Viva Viva San Gennaro, un concerto di canzoni napoletane dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento, che si tiene nella sala concerti Napulitanata, della Galleria Principe, di fronte al Museo Nazionale. Ingresso € 12. Accesso a numero chiuso, max 20 persone con prenotazione obbligatoria, così come l’uso della mascherina.

INFO: www.napulitanata.com, tel 348/9983871.




Caorle, un weekend dove il campanile è pendente e il mare sempre green

Caorle è un borgo per tutte le stagioni. Annoverato tra i Borghi Storici Marinari – Gioielli d’Italia, in estate spicca per i suoi 18 km di spiagge Bandiera Blu e Bandiera verde, mentre in autunno e in primavera, ma anche in inverno, dal momento che le temperature sono miti, accoglie i visitatori con la sua tradizione peschereccia, che fonde cultura ed enogastronomia, itinerari ciclabili, aree naturalistiche protette, arte moderna e architetture medievali.

Le case di CaorleCaorle è anche chiamata la “piccola Venezia”, e il perché lo si capisce passeggiando tra le minuscole calli e i campielli, tra case dai colori vivaci, mentre il porto e la laguna raccontano il passato di un antico villaggio di pescatori.  Scopriamola insieme!

Caorle, arte e storia nel centro storico

Cominciate la visita del centro storico da piazza Vescovado, dove sarete subito colpiti dal campanile pendente, che si erge di fronte al duomo. La sua forma cilindrica richiama i modelli ravennati di tradizione bizantina con elementi romanici. Alto 48 metri, ha una lieve pendenza verso est che salta subito all’occhio. L’interno è stato recentemente ristrutturato e le scalinate di legno consentono di raggiungere la cima per ammirare il panorama della spiaggia, della laguna e della diga.

L’edificio più antico della città è invece il Duomo, dedicato a Santo Stefano Protomartire, eretto nel 1038. Splendida la facciata, divisa in tre parti dalle lesene e con il bel portale centrale con due bassorilievi di impronta bizantina.

All’interno, conserva invece due tesori di grande valore. La Pala d’Oro, posta dietro l’altare maggiore, risale al periodo compreso tra il XIII e il XIV secolo. Finemente cesellata, si pensa sia stata realizzata a Venezia per gli elementi di influsso bizantino e la leggenda vuole che sia stata donata dalla regina Cornaro ai cittadini di Caorle come segno di ringraziamento per averla salvata da un naufragio.

Alla base del tabernacolo nell’abside alla fine della navata sinistra si trova invece un’ara funeraria romana del I sec d.C, appartenuta alla famiglia Licovi. Uscendo dalla cattedrale, vale una visita il Museo del Duomo, dove sono esposti oggetti liturgici, paramenti sacri e altri cimeli della millenaria storia vescovile.

La passeggiata Scoglieraviva e il Santuario della Madonna dell’Angelo

Da Piazza Vescovado prendete poi la scalinata che porta alla diga per una delle passeggiate più belle dell’Alto Adriatico. La diga ha origini molto antiche ed è stata costruita sulle rovine delle mura medievali che proteggevano il borgo dai pirati e dai nemici. Sui massi di trachite che ricoprono lo strato più antico, oggi si possono ammirare le opere d’arte di Scoglieraviva, un vero e proprio museo a cielo aperto, scolpite negli anni da artisti di fama nazionale e internazionale.

Imperdibile una visita al Santuario della Madonna dell’Angelo, che sembra emergere dalla scogliera, all’inizio della spiaggia di Levante. Le sue origini risalgono al VI o al VII secolo, quando viene dedicata a San Michele Arcangelo. Secondo la leggenda, alcuni pescatori videro galleggiare una statua della Madonna con il Bambino in braccio posta su un pesante piedistallo di marmo. Provarono a trasportarla in duomo, ma non ce la fecero.

il mare di CaorleImpresa che riuscì invece ad alcuni bambini. Tuttavia, il giorno dopo, la statua venne ritrovata nella chiesetta sul promontorio, che da allora venne chiamata Chiesa della Madonna dell’Angelo. L’aspetto attuale risale al 1751 e spicca per la navata unica con il bel portico in stile palladiano.

In via Strada Nuova si trova anche il Museo Nazionale di Archeologia del Mare, che custodisce reperti compresi tra la preistoria e l’età contemporanea che raccontano la storia di Caorle.

Caorle e la tradizione della pesca

Un’altra buona, anzi, buonissima occasione per visitare Caorle in ogni stagione, o per organizzare un weekend fuori porta, è la sua tradizione marinara. Il borgo è ancora abitato dai pescatori e ogni pomeriggio, in qualsiasi stagione dell’anno, dalle 15.30, si può assistere all’arrivo delle barche cariche di pesce freschissimo che entrano nel Rio Interno ed entrano nel Porto Peschereccio.

Il pesce viene poi portato nel vicino Mercato Ittico Comunale, dove ha luogo la tradizionale “asta a orecchio”. Ogni potenziale acquirente sussurra all’orecchio dell’astatore la propria proposta. Alla fine, l’asta viene aggiudicata al miglior offerente, annunciato ad alta voce. Un altro spettacolo assai suggestivo è quello che consente di ammirare lungo il Rio Interno i pescatori intenti a preparare le reti e le barche per la giornata successiva.

…scopri la migliore tradizione enogastronomica di Caorle, gli itinerari green e gli eventi d’autunno nella 2° pagina…

Caorle, borgo gourmet

Grazie al progetto Gusta Caorle, il borgo marinaro è diventata una delle mete gourmet dell’Alto Adriatico. Durante tutto l’anno, infatti, un ricco programma invita a conoscere i sapori e i saperi locali, a gustare le specialità tipiche e i prodotti a KM zero, con eventi nei ristoranti e appuntamenti culinari.

A fare la parte del leone nella cucina caorlotta è ovviamente il pescato freschissimo, tra cui spicca il moscardino, un piccolo polpo perfetto per gli antipasti, il canestrello, un mollusco dal sapore delicato ottimo alla griglia, le vongole di mare bio (una certificazione unica in tutta Italia) allevate e raccolte nell’area antistante Vallevecchia, zona naturalistica protetta e Sito di Interesse Comunitario. Tra i piatti imperdibili troviamo i classici spaghetti alle vongole, i moscardini in umido con la polenta, il risotto ai canestrelli bianchi, le sarde in saor, i bigoli in salsa e le grigliate di pesce.

Ottimi anche i prodotti dell’entroterra, tra cui il formaggio Montasio DOP, il riso superfino carnaroli, il miele di barena, la birra artigianale e i vini locali.

L’esperienza gastronomica caorlotta si può poi vivere tutta l’anno. Per esempio si parte con un tour dal Porto Peschereccio e si continua con una degustazione dei tipici cicchetti nel vicino Bacaro. Oppure si può prendere parte al Tour Aperitivo Caorlotto, con tappa nei locali aderenti all’iniziativa per scoprire il borgo e le sue prelibatezze.

A Caorle il turismo è green e slow

Soprattutto in autunno, il litorale di Caorle offre la possibilità di vederne un aspetto inedito, fatto di dune sabbiose, pinete secolari e aree naturalistiche protette, da esplorare attraverso percorsi a piedi o in bicicletta.

La laguna di Caorle, infatti è una delle più grandi dell’Alto Adriatico ed è stata dichiarata Sito di Interesse Comunitario per la ricchissima flora, gli uccelli migratori e stanziali e la grande varietà di pesci.

Sull’Isola dei Pescatori, da non perdere una visita ai Casoni, le antiche abitazioni delle famiglie dei pescatori, costruite in legno e canne palustri. Oggi, molte sono di proprietà privata, mentre altre ospitano ristoranti e locali. Costruzioni talmente affascinanti da colpire la fantasia di Ernest Hemingway, che li descrisse in alcune pagine del suo romanzo “Di là dal fiume tra gli alberi” del 1950.

Nel territorio di Ca’ Corniani, a pochi km da Caorle, è in dirittura d’arrivo una pista ciclopedonale di 32 km, molti dei quali già percorribili, che si collega al borgo e al percorso Giralivenza, attraversando aziende agricole, boschi, vigneti ed edifici storici.

Sempre da Caorle si può poi raggiungere Duna Verde attraverso una pista ciclabile illuminata di 10 km, passando per le località di Porto Santa Margherita e Altanea.

Nell’area bonificata di Vallevecchia, di grande interesse ecologico, un percorso ciclabile, ma percorribile anche a piedi o a cavallo, consente di esplorare la pineta, una zona agraria, le splendide dune e il suggestivo litorale sabbioso. Qui si trova anche il bel Museo Ambientale (MAV), che vale una sosta.

Gli eventi in autunno da non perdere

Tra gli eventi d’autunno da non perdere a Caorle c’è la tradizionale Festa del Pesce, in programma dal 18 al 20 settembre. Sulla spiaggia della “Sacheta”, adiacente al Santuario della Madonna dell’Angelo, di potrà degustare pesce fritto o alla griglia, comodamente seduti in riva al mare. Il venerdì e il sabato dalle 18 alle 22, la domenica solo a pranzo dalle 11.30. Per l’occasione in spiaggia sarà presente la ricostruzione di un Casone. Fitto anche il programma di eventi collaterali.

Nello stesso weekend, nel centro storico di Caorle si tiene anche lo Street Wine Caorle, a partire dalle 17, e il Caorle Independent Film Festival.

COME ARRIVARE

In auto: A4 Venezia – Trieste, con uscite San Donà di Piave, San Stino di Livenza o Portogruaro. Poi indicazioni per Caorle.

DOVE DORMIRE

*Villa Roma***, viale Falconara 49, Caorle (VE), tel 0421/81152, www.hotelvillaroma.com. In posizione strategica, a pochi passi dal centro storico e a pochi minuti dalla spiaggia di levante, dispone di 30 camere con bagno, TV satellitare, frigobar, wifi.

*Savoy***S, via Pascoli 1, Caorle (VE), tel 0421/81879, www.savoyhotel.it In posizione centralissima, la struttura si affaccia direttamente sul mare. Le camere sono provviste di balconate con sedie e sdrai. Piscina con idromassaggio. Colazione a buffet e menù con piatti locali, nazionali e internazionali di carne e di pesce.

DOVE MANGIARE

*Da Bepi, Piazza Veneto 6, Caorle (VE), tel 0421/81123, www.sarahotel.it/ristorante/ Ricco menù alla carta con piatti di pesce sempre fresco. Anche piatti di carne, vegetariani e gluten free. Ampia carta dei vini.

*Cason Grottolo, via dei Casoni, Caorle (VE); tel 338/2684686. Per chi vuole vivere l’esperienza unica di mangiare in un antico casone. Si mangia all’aperto il pesce appena pescato e cucinato sulla griglia, accompagnato dai vini locali, come il Prosecco o il Bianco di Lison.

INFO

www.caorle.eu




Un weekend a Tito per la magia negli specchi di Lorenzo Ostuni

Riapriamo la nostra rubrica d’arte con una mostra straordinaria in una delle regioni più affascinanti d’Italia. Stiamo parlando proprio della Basilicata (e di Tito) e dello straordinario artista Lorenzo OstuniDal 23 Agosto 2020 al 27 Settembre 2020 infatti, alla Fondazione Laurini di Tito (Potenza), si svolge una mostra personale di Lorenzo Ostuni, che completa il progetto espositivo “Magia della Luce”, partito da Roma nel 2017.

Chi è Lorenzo Ostuni?

Lorenzo Ostuni (nato nella stessa Tito e scomparso a Roma nel 2013) è stato filosofo, psicologo, studioso del simbolo, autore e regista. Dal 1973 e fino alla sua morte, il maestro si è dedicato all’incisione di specchi (anche di grandi dimensioni), con un trapano a punta di diamante. Le opere sono dedicate a soggetti e temi estremamente complessi, legati in particolare al simbolo.

 

Perché proprio gli specchi?

Gli specchi sono il risultato di una ricerca filosofica, di simbologia delle religioni, della psicologia, che hanno reso Ostuni un uomo “universale”, sul modello rinascimentale.  Artista di profonda spiritualità, lontana però da ogni dogma, ha realizzato sperimentazioni e risultati del tutto inediti. La sua tecnica d’incisione è stata del tutto innovativa. I risultati sorprendenti. I dieci specchi in mostra offrono un affresco di questa complessità, legata in particolare allo studio delle costellazioni dello Zodiaco, della Kabbalah ebraica e del Biodramma, una struttura inventata anch’essa da Lorenzo Ostuni.

«Incidere lo specchio è una sfida ascetica contro la morte» L.Ostuni

Principe di tutti i temi è quindi il simbolo: inteso come forza catartica ed espressione degli archetipi che attingono alla nostra memoria collettiva. Nello specchiarsi, lo spettatore viene portato a riflettere, termine inteso come riverbero, certo, ma anche come tempo speso per fermarsi e osservare. Lorenzo ricordava sempre l’influenza potentissima data dalla visione del progetto di Leonardo da Vinci (mai realizzato) della “camera degli specchi”, una stanza ottagonale, interamente rivestita di specchi.

INFO MOSTRA

DATE: visitabile fino al 27 settembre

ORARI: 09.00-19.00; mercoledì 11.00-19.00

INDIRIZZO: Borgo San Donato 8

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

E-MAIL INFO: info@fondazionelaurini.org

SITO UFFICIALE: http://www.fondazionelaurini.org

Piatti tipici a Tito: la terra lucana dedicata ai buongustai

Immancabile però è anche la nostra piccola guida culinaria! La Basilicata: una regione, magari non molto conosciuta da tutti, ma ricca di bellezze anche da gustare che vi travolgeranno il palato. La semplicità è il segreto dell’Acquasale: una fetta di pane raffermo, soffritto con una cipolla e con un trito di aglio e prezzemolo. Si Aggiungono pomodori pelati spaccati in due e acqua bollente. Quando riprende il bollore, si versare il tutto direttamente sul pane raffermo e servire caldo. Eccezionale!! Non si possono tralasciare i Cavatelli e cime di rape, i famosi gnocchetti cavi fatti di farina, bolliti con  le cime di rapa in acqua bollente salata. Conditi con olio, aglio, peperoncino e le cime soffritti. 

La Ciaudedda è un piatto tipico preparato con fave, patate e carciofi e pancetta.Il gran ragù lucano è un ragù di carne e salsiccia, cotti con prezzemolo, cipolla e pomodoro, bagnati con vino rosso.

Un altro piatto tipico è il Merluzzo al limone. Tagliato a filetti e passato nella farina, si frigge in olio bollente e si termina la cottura unendo la buccia del limone, timo, brodo di pesce e il succo di limone e prezzemolo.

Famosi sono i Taralli all’aviglianese. Sono composti da farina, uova, anice, liquore forte, olio, uova, zucchero, sale. A forma di bastonicini, bolliti e scolati quando vengono a galla. Vengono infine spolverizzati con lo zucchero e serviti caldi. E per finire la Torta di ricotta. E’ un delizioso dolce morbido e profumato di pasta frolla ripiena di ricotta, scorza di arancio e limone, polvere di cannella, uova, zucchero e uvetta o gocce di cioccolato.

Benedetta D’Argenzio

[credits foto copertina: www.melandronews.it]

 




Weekend green in the world

Il prezzo che paghiamo per il progresso è alto: il pianeta è seriamente a rischio. Rispettare l’ambiente non è un problema solo di governi e di politiche ambientali ma è un problema di tutti. Ognuno di noi, con piccoli e semplici accorgimenti, può fare molto per contribuire a salvaguardare l’ambiente.

Evitare il dispendio di energia elettrica in casa, per esempio, spegnendo le luci quando si lascia una stanza, utilizzare lampadine a risparmio energetico, usare la lavatrice e altri elettrodomestici in orari notturni, limitare l’uso dell’acqua non lasciandola scorrere inutilmente, riciclare il più possibile, vera base per uno stile di vita green.

weekend green

Weekendpremium, molto attenta alle bellezze date in comodato dalla natura,  vuole, come di consueto,  premiare il Paese che maggiormente  si contraddistingue per  eco sostenibilità.

Vi chiediamo dunque di votare quale, secondo voi, è il Paese che può vantare il primato di essere veramente green.

weekend green

Noi abbiamo identificato:

  • Costa Rica
  • Germania
  • Islanda
  • Norvegia
  • Slovenia
  • Svizzera

E questa settimana vi raccontiamo i primi tre paesi Green rimandando gli altri tre alla settimana prossima

COSTA RICA

Anni fa la Costa Rica era quasi completamente ricoperta da foreste tropicali, montane, subalpine, fluviali, pre montane e montane basse. Alcuni la ritengono il modello ecosostenibile per eccellenza, un modello da copiare, un vero paradiso naturale e intatto salvaguardato soprattutto negli ultimi anni dopo il gravissimo problema della  deforestazione attuata sistematicamente e a ritmi serrati: secondo le stime della FAO, tra il 1973 e il 1989, le foreste della Costa Rica sono state eliminate a un tasso del 2,3% circa all’anno (da guida Lonely Planet “Costa Rica”).

weekend green

La situazione è andata migliorando grazie all’introduzione di coltivazioni di alberi adibiti a legname. E questo ha salvato molte delle foreste naturali del Paese. Inoltre il presidente, Carlos Alvarado Quesada, dal 2018, ha promosso politiche anti inquinamento importanti sostituendo le auto a benzina e diesel con auto e motoveicoli ad alimentazione elettrica.

A questo si deve aggiungere un’opera importante di rimboschimento al fine di depurare, attraverso le piante, l’aria.

L’obiettivo? Emissioni pari a zero entro il 2050.

weekend green

La Costa Rica offre molti motivi e spunti per gli appassionati dell’ambiente per cui l’ecoturismo in questo Paese è in grande crescita: oltre il 70% dei turisti stranieri che arriva qui visita uno o più siti naturalistici e la metà viene in Costa Rica per ammirare la natura e la straordinaria varietà di habitat e animali. Per questo qui c’è molta attenzione all’ecoturismo e si cerca di mantenere l’ospitalità a livello familiare in piccoli alberghi con non più di 50 camere. Insomma il Paese è la destinazione ideale per chi ama la natura intatta, fare escursioni nella giungla alla scoperta di uccelli tropicali come pappagalli coloratissimi o all’interno di una piantagione di caffè o ancora nuotare nelle limpide acque dell’isola di Tortuga a contatto con mante, delfini e squali.

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Per rispettare tutto questo e praticare un turismo ecosostenibile optate per una delle tante strutture ricettive sostenibili presenti sul territorio come bungalow, eco-hotels, alberghi ecologici.

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GERMANIA

Per secoli la bellezza dei paesaggi tedeschi ha ispirato scrittori, poeti, pittori e musicisti. La natura rigogliosa delle scure foreste della Germania ha fatto da sfondo ai racconti dei Fratelli Grimm. Il suo territorio racchiude laghi glaciali, falesie, foreste, pianure fluviali e i tedeschi sono molto attenti a preservare questo ingente e prezioso patrimonio naturale. Anche attraverso un turismo ecologico e responsabile. Per questo la Germania è ideale per le escursioni nella natura intatta. Paese europeo leader nel campo delle politiche ambientali, da decenni promuove metodi che portano a una importante riduzione delle emissioni inquinanti e a una sempre più attenta gestione dei rifiuti. Sono le regole severe e l’educazione dei cittadini che hanno permesso questi ottimi risultati.

weekend green

Il piano ambientale tedesco ha come obiettivo l’abbattimento del 55% delle emissioni nocive entro il 2030. Il budget a disposizione per il raggiungimento di tale obiettivo è pari a 100 miliardi di euro.

Una vacanza in Germania è la meta ideale per ammirare paesaggi fiabeschi e chi ama la  natura hiking, qui troverà il suo eremo. Volete vivere una vacanza green in Germania? Perché non pedalare per 270 km alla scoperta del Lago di Costanza. La pista ciclabile presente è considerata tra le più belle e panoramiche d’Europa. Potrete scoprire angoli molto suggestivi e attraverso il vostro peregrinare in sella alla bici andrete alla scoperta di altri due stati: Austria e Svizzera.

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ISLANDA

È considerata la nazione più green del mondo dove la natura regna sovrana. Non a caso se si è alla ricerca di una vacanza ecosostenibile il Paese che viene subito alla mente è proprio l’Islanda. Trekking sul ghiaccio, piscine termali, birdwatching, escursioni a cavallo, qui si vive in simbiosi con la natura che gli islandesi rispettano e salvaguardano da sempre.

weekend green

Chi ama i paesaggi intatti e selvaggi non può mancare un’escursione all’interno del Parco Nazionale Pingvellir, che si estende per 9.270 ettari nella parte sud occidentale dell’isola, è un’area naturale protetta ed è entrata, per motivi culturali, del novero dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2004. Il suo nome, infatti, significa “pianura del parlamento” perché è proprio qui che nell’anno 930 fu istituito uno dei primi parlamenti del mondo.

weekend green

L’Islanda utilizza il 99,5% dell’energia ricavata da fonti rinnovabili. Indubbiamente il numero limitato di abitanti del Paese e il potenziale geotermico e idroelettrico dell’isola sono una validissima base ma ciò non toglie che il governo e i suoi abitanti abbiano una buona dose di merito.

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Milano MovieWeek: cinema e cocktail d’autore

Per  una città dinamica e appassionata, che ha voglia di ripartire, arriva la Milano MovieWeek con  mille iniziative. E la mixologia conquisterà i milanesi.

di Franca Dell’Arciprete Scotti

Milano MovieWeek: proiezioni, incontri, mostre, workshop

Degna conclusione della  ricca programmazione del palinsesto culturale estivo Aria di Cultura, arriva a Milano MovieWeek,  dal 14 al 20 settembre.

Diffusa in  tutta la città, con il coinvolgimento di tutte le realtà che si occupano di

cinema e audiovisivo a Milano, la MovieWeek offrirà proiezioni, incontri, mostre, workshop.

cartellone Milano MovieWeek

Quest’anno la manifestazione contribuisce in particolare al rilancio del cinema così fortemente colpito dall’emergenza sanitaria: già  più di 20  sale cinematografiche milanesi hanno riaperto i battenti e avviano una ricca programmazione.

Presso l’arena estiva della Triennale  un ricco calendario di appuntamenti.

Tra gli altri, il giorno di apertura, lunedì 14 settembre, la proiezione di Le sorelle Macaluso il nuovo film di Emma Dante in concorso alla 77. Mostra del Cinema di Venezia, con la  regista presente per incontrare il pubblico.

Il Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo e Fuoricinema sarà una maratona non stop di incontri diurni e proiezioni notturne che affronta il racconto del nostro Paese, dal punto di vista ”l’arte che salva”.

Tanti appuntamenti imperdibili: Undine di Christian Petzold, presentato in concorso alla Berlinale 2020, l’anteprima di Una notte al Louvre, Gli intoccabili, il capolavoro di Brian De Palma,  in questo caso con ingresso gratuito.

Ma anche una serata di cinema sotto le stelle nella suggestiva cornice del sagrato della Basilica di San Lorenzo, una rassegna su Alfred Hitchcock,  Charlie e Charlot, Chaplin nei libri e nelle riviste di tutto il mondo, il cinema nei cortili e una serata dedicata al cinema in dialetto milanese.

www.visionidalmondo.it

www.milanomovieweek.it

theGINday 2020 diventa itinerante nei locali di Milano! 

Grande  coraggio nel confermare l’evento, l’ottavo theGinDay: lo afferma Luca Pirola, fondatore di Bartender.it e creatore di Mixology Experience.

theGINweek è in programma dal 10 al 14 settembre 2020 con rinnovata prudenza.

Ecco dunque  una versione itinerante del theGINday: i brand saranno presenti nei migliori locali di Milano  con assaggi, degustazioni e drink.

theGINweek sarà un circuito di cocktail bar che, in tutta tranquillità, porterà il pubblico a conoscere i prodotti che le aziende presenteranno, con produttori ed esperti presenti, offrendo come sempre un’esperienza unica.

theGINweek

I bar protagonisti di Mixology Experience  saranno co-protagonisti dell’evento, sia durante che fuori, portando theGINday in tutta la città di Milano. 

Sui social verranno aggiornati in tempo reale degustazioni, appuntamenti e workshop presso i locali aderenti a theGINday Week.

theginday.it
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Cocktail & food pairing, l’esperienza unica di Camparino

E per una città che ha voglia di ripartire ed é “sempre in movimento”, ma che non vuole rinunciare al gusto e alle tradizioni, ecco la proposta di Camparino in Galleria.

Camparino in Galleria per la Milano MovieWeek

Questo luogo iconico dell’aperitivo milanese  amplia l’offerta di pairing cocktail e food.

Il concept del pairing dei cocktail con il food rimane immutato: inediti abbinamenti sono creati partendo sia da cocktail classici, sia da rivisitazioni in chiave contemporanea. La sperimentazione dei bartender  regala ogni volta una esperienza disegnata al momento sul cliente.

Il Pan’Cot, piatto icona di Camparino, tradizionale ‘pane arrostito’ in chiave moderna, è stato affiancato da nuovi piatti firmati dallo chef Davide Oldani, anche questi elaborati secondo i sapori e i colori di stagione. Ad esempio il “Riso al Campari” con polvere di panettone, lo “Spaghetto cacio e pepe”, con rafano e lime, la “Battuta di manzo”, con tartufo nero e burro agrumato ed il “Trancio di branzino”, con gazpacho di patate e olive.

Servizio sia nel dehors che al primo piano dello storico locale meneghino

www.camparino.com