Milano per buongustai: aperture, novità, curiosità per milanesi e non

Milano per buongustai:  bistrò, ristoranti with view, terrazze e  déhors, menu degustazione, ricette inedite

 

 

Il ristorante Bu:r di Eugenio Boer: un ritorno e un nuovo inizio

Eugenio Boer, chef e patron del ristorante BU: R a Milano, avvia  una rinnovata cifra stilistica, una rivoluzione contemporanea che si evince dalle sue creazioni culinarie. Il nuovo menù, italiano, etico e creativo rappresenta il primo tassello di questa evoluzione, verso una leggerezza di concetto e di sostanza.

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Nelle preparazioni culinarie  un uso intelligente di ogni parte della materia prima: recupero di cibo e di pensieri reinterpretati che hanno portato all’elaborazione di un menù degustazione completamente italiano ed etico nelle scelte.

Il principio ispiratore dell’italianità ha condotto Eugenio verso la scelta di fornitori presenti nelle cascine e piccoli agricoltori sparsi lungo il territorio nazionale in un viaggio tra filiera, geografia ed ecosistema.

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La base di partenza della sua cucina è la  tradizione, unita a una creatività che rimane invariata. Come in “Una cima alla genovese ma non troppo”, una ricetta della tradizione culinaria genovese che viene reinterpretata visivamente come un roll giapponese, ma che utilizza solo prodotti italiani.

Una pietanza completamente nostrana, ma con un impiattamento di impronta orientale.

Alla riapertura il ristorante propone un menù degustazione, Il Risveglio, formula completa da nove portate, oppure due proposte da tre o quattro piatti per avvicinarsi gradatamente alla cucina di [bu:r].

In accompagnamento a gesti familiari come il carrello del pane in tre tempi: focaccia ligure di farine di grani antichi integrali, torta di rose tipica di Mantova ma salata, con ingredienti mediterranei e pagnotta, con burro italianissimo, di cascina Carena.

 

 

Milano per buongustai: Anima e Vertigo,  il nuovo progetto di Enrico Bartolini

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All’interno dell’hotel Milano Verticale | UNA Esperienze apre  il settimo ristorante fine dining dello chef che nel 2019 ha riportato nel capoluogo lombardo le tre stelle Michelin

Per identificare il suo nuovo progetto gastronomico, il settimo sul territorio nazionale e il secondo nel capoluogo meneghino, Enrico Bartolini ha scelto due nomi fortemente evocativi e ne ha affidato le cure allo chef Franco Aliberti. Anima, ristorante gourmet, e Vertigo, Osteria Contemporanea e Urban Garden Bar, si trovano al piano terreno del nuovissimo hotel 4* Superior Milano Verticale del Gruppo UNA, tra via De Cristoforis e via Rosales, nel moderno distretto Porta Nuova – Garibaldi – Corso Como.

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Anima e Vertigo declinano in due concept differenti la cucina contemporanea, etica e sostenibile di Aliberti, che Bartolini ha voluto nel suo team come resident chef per questa nuova avventura milanese.

Il Bar con Urban Garden è l’ideale per sorseggiare un aperitivo o un drink dopo cena (con dj set discreto e raffinato in sottofondo un paio di sere la settimana). A curare il food pairing sarà la cucina di Vertigo Osteria Contemporanea: si potrà scegliere fra grandi salumi nazionali e altri golosi sfizi, perfetti per accompagnare l’aperitivo (dalle ostriche al caviale, rigorosamente italiani, dai calamaretti fritti a pane burro e acciughe).

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Anima, il ristorante fine dining che, come in tutti i ristoranti di Bartolini, avrà dieci tavoli gourmet, propone una filosofia di sostenibilità, non solo degli ingredienti, ma anche della filiera. Stagionalità degli ortaggi e della frutta, ma anche dei pesci e di alcune tipologie di carni.

Nel menu di Anima al momento due percorsi di degustazione: “Aliberti 2021” (in sette passaggi, con la possibilità di optare anche per tre o quattro portate alla carta) e “In Italia” di sei passaggi.

 

 

Milano per buongustai: Riapre Casa Milan Bistrot all’insegna di salute e benessere

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AC Milan e Segafredo Zanetti, due brand internazionali che rappresentano la passione e l’eccellenza italiana in tutto il mondo, intraprendono un nuovo percorso condiviso all’insegna della salute e del benessere.

 

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Infatti riapre  Casa Milan Bistrot, un ristorante inserito nel contesto di Casa Milan, il quartier generale di AC Milan a Milano, che ospita anche il museo dei Rossoneri e l’AC Milan Store. In un contesto urbano di lavoro, un’area confortevole, dedicata allo svago con una cucina sofisticata, ma alla portata di tutti e con un’attenzione particolare all’ambiente.

Il Bistrot, che sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 17.00, con aperture straordinarie previste nei fine settimana e nelle ore serali in caso di eventi e/o manifestazioni, si presenta  rinnovato.

Il nuovo ciclo del punto di ristorazione di Casa Milan punta  a un target trasversale ed eterogeneo:  tutti i visitatori di Casa Milan, tutti gli appassionati di sport e i numerosi turisti che popolano Milano in tutti i periodi dell’anno.

Partner Segafredo, che in tutto il mondo significa Caffè, e vuole collaborare a un progetto di qualità e di eccellenza esperienziale.

 

 

 

Riapre “AB – Il lusso della semplicità”, guidato da  Alessandro Borghese

 “AB – Il Lusso della Semplicità” in viale Belisario 3, accoglie nuovamente i clienti per condividere appaganti esperienze gourmet in totale sicurezza.

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Oltre alla mitica “Cacio&Pepe”, indiscussa regina del menù, gli ospiti del ristorante potranno gustare diversi piatti inediti nati in questi mesi dall’estro creativo di chef Borghese e realizzati con ingredienti di altissima qualità, provenienti da produttori certificati.

Tra le nuove e invitanti proposte figurano il Supplì al telefono con rigaglie di pollo, lo Spaghettone Pasta Armando con aragosta dei nostri mari e l’Anatra alla brace con more e cipollotto arrosto.

 

 

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Tra le sorprese riservate agli ospiti di AB – Il lusso della semplicità c’è anche una speciale capsule collection firmata dal Campione del mondo Luigi Biasetto: il Maestro pasticcere veneto ha ideato la selezione di dolci in edizione limitata, come degna conclusione di un pranzo o una cena gourmet.

Per celebrare la riapertura, KayOne, uno dei pionieri e dei più rappresentativi esponenti della cultura della Street Art nel nostro Paese, propone URBAN TASTE, mostra di forte impatto visivo che comprende inedite e coloratissime opere dell’artista.

 

 

Milano per buongustai: Due nuove aperture per Testone a Milano

In Bocconi e in Darsena riapre Testone, la prima catena dedicata alla torta al testo tradizionale umbra, realizzata in ogni punto vendita ancora come al tempo dei Romani, ovvero su una pietra circolare (il testum) e finita con la cottura dove la cenere ricopre totalmente l’impasto.

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Arriviamo a 8 con le ultime due aperture di Milano, rispettivamente in via Bligny 13 e in via Vigevano al 6 (con trasferimento dal punto vendita precedente al 3, per ampliare i coperti) ma ne é prevista un’altra entro fine 2021 a Milano.

Un format con 100 coperti tra dentro e fuori in stile rurale proprio di fronte all’Università Bocconi per il primo punto vendita con un bel dehors frontale e un altro ampio dehors esterno con oltre 100 coperti per via Vigevano, il primo locale che si trova venendo dalla Darsena. Lo stile Testone risulta anche in questi nuovi locali inconfondibile, con i mattoni a vista e il design rural industrial, con cucina e camino a vista, dove viene prodotto il testone davanti agli occhi dei clienti.

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La torta al testo di Testone riprende l’antica tradizione secolare umbra, la più fedele alle origini: un impasto di farina, acqua, bicarbonato e sale, cotta su di una pietra circolare detto testo, che usavano portare i soldati con loro, che diventava rovente sotto le braci dei bivacchi, e finita con la cenere sull’altro lato in cottura.

 

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Tra i ripieni troviamo dai classici con la porchetta, erbette e salsicce o prosciutto e caciotta, fino alle specialità umbre come il barbozzo (guanciale umbro), la coppa di testa, il capocollo, il lombetto e le stringhette (sottili fettine ricavate dalla pancetta) e altre specialità della norcineria umbra. Sono presenti anche taglieri di salumi e formaggi e primi piatti del giorno made in Umbria, con la possibilità di mangiare un pasto completo a partire da 5 euro.

 

 

Da Miview Restaurant il pranzo dedicato a Milano

Riparte proprio da Milano  il tradizionale Pranzo della Domenica del MiView con un ospite d’eccezione: Zafferano Leprotto, lo zafferano di Milano.

Da sempre promotore di eccellenze, celebrate e valorizzate in tutte le sue forme, questa volta il MiView ha scelto un partner d’eccezione per una domenica all’insegna della milanesità. Zafferano Leprotto, dal sapore deciso, il profumo inconfondibile e il colore giallo intenso, è perfetto per questo menu della “ripartenza”.

 

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Ed è proprio la capitale meneghina la vera protagonista del menu in condivisione: cinque portate in assaggio, un piatto principale e un dessert

Un tripudio di piatti della tradizione in assaggio con un piatto principale, un classicissimo risotto alla milanese realizzato con Zafferano Leprotto, come dessert la deliziosa Sbrisolona accompagnata da un gelato allo Zafferano Leprotto, il tutto annaffiato dal freschissimo cocktail Mashti Malone a base di Calvados, succo di lime, uovo pastorizzato e sciroppo allo zafferano. Un menù “giallo” come il sole che splende sopra il Duomo!

info@miview.it o contattare il numero 02.78.61.27.32

 




5 musei della Puglia da non perdere in estate 2021. L’arte viene in vacanza con noi!

Questa domenica la rubrica #weekendinarte è un po’ diversa dal solito. Invece di consigliarvi un luogo dove andare in vacanza, vi consiglia dei luoghi da visitare proprio in vacanza dove siete o dove avete in programma di andare. Abbiamo infatti pensato di consigliarvi dei musei da visitare tra un bagno e l’altro in una delle regioni più belle d’Italia: la Puglia. Godetevi spiaggia e mare (perché la stagione finalmente è arrivata), ma anche qualche pillola d’arte che arricchisce sempre l’animo. Ecco quindi i 5 musei della Puglia da non perdere nell’estete 2021!

 

Artistico digitale – BARI

Si tratta di una mostra che rinnova la visione della cultura popolare, rituale, magica e orale del nostro paese, da sud a nord, attraverso i linguaggi di fotografia, video, suono, illustrazione, mixed media e installazione. Osservatorio Artistico Digitale è un progetto a cura di FOLKLORE ELETTRICO. Un archivio virtuale che mira a raccogliere testimonianze artistiche su luoghi, riti e tradizioni in Italia. Con una collaborazione di 40 artisti provenienti da tutta Italia, l’archivio racconta il territorio attraverso le visioni e i contributi di artisti che si sono interrogati sull’identità territoriale, mediante le nuove forme di linguaggio. Futuro Arcaico quindi racconta il patrimonio collettivo italiano attraverso una mostra collettiva e diffusa, che coinvolge spazi noti quali il Museo Civico ed il Museo Nuova Era, e gli luoghi che rivestono un’importanza storico-culturale per la città.

5 musei della Puglia da non perdere in estate 2021. L'arte viene in vacanza con noi!
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(foto: artribune)

 

Bansky – OTRANTO

Una street art che ha da sempre rivoluzionato il panorama dell’arte contemporanea, evocativa misteriosa ma dall’immenso potere politico. Parliamo dell’opera di Bansky. La mostra “Banksy al castello 2002-2007 prints selection” ospita serigrafie originali di Banksy allestita al castello aragonese di Otranto dal 23 giugno al 19 settembre 2021. Tra le opere esposte Girl with Balloon, serigrafia su carta del 2004-05, che nel 2017 è stata votata in un sondaggio come l’opera più amata dai britannici. E Love is in the Air, un lavoro su carta che riproduce su fondo rosso lo stencil apparso per la prima volta nel 2003 a Gerusalemme, raffigurante un giovane che lancia un mazzo di fiori. La mostra è a cura di Stefano S. Antonelli e Gianluca Marziani, nasce da un progetto sul territorio di Lorenzo Madaro, ed è prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale e MostreLab e promossa dal Comune di Otranto.

5 musei della Puglia da non perdere in estate 2021. L'arte viene in vacanza con noi!
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Una boccata d’aria – FOGGIA

Tra i 5 musei della Puglia da non perdere abbiamo inserito la seconda edizione di Una boccata d’aria. Nell’edizione 2021 del progetto, i borghi italiano diventano il teatro di interventi in situ d’arte contemporanea, realizzati dai venti artisti (emergenti e non), mirati a coinvolgere non solo gli appassionati e gli addetti ai lavori, ma anche un pubblico più ampio e trasversale. In Puglia è stato selezionato il borgo Pietramontecorvino, in provincia di Foggia, che è stato rivoluzionato da un intervento site-specific realizzato da Gaia Di Lorenzo. Ha costruito i suoi lavori sovrapponendo livelli di significato apparentemente distanti passando dalla pittura alla scultura e incorporando testo, schizzi e stampe digitali proveniente anche dai social. Ha quindi focalizzato la sua ricerca sulla tematica della soglia fisica e simbolica e sulla valorizzazione in chiave contemporanea dei canti tradizionali diffusi in alcuni paesi dei Monti Dauni, denominati sciàmbule.

5 musei della Puglia da non perdere in estate 2021. L'arte viene in vacanza con noi!
immagine Gaia Di Lorenzo, ph. Leonardo Magrelli. Foto sito web Una Boccata d’Arte

 

Silent spring di Claudia Giannuli – MArTA TARANTO

Con la riapertura al pubblico del Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA, dopo l’emergenza sanitaria, sabato 15 maggio inaugura la prima delle mostre del Circuito del Contemporaneo al MArTA: Silent Spring della scultrice Claudia Giannuli, in continuità con le collezioni archeologiche tarantine. La mostra nasce dopo una lunga riflessione dell’artista, in sinergia con la politica di apertura a linguaggi e temi contemporanei. La stessa direttrice del museo afferma: “La presenza di arte contemporanea all’interno dei musei archeologici di per sé non è una novità, ma è certamente più rara una compenetrazione così forte dei processi che ci hanno condotto a questa mostra. All’esposizione di Claudia Giannuli, si giungerà attraverso una sorta di percorso catartico che dal passato condurrà al presente e al futuro, dal secondo al primo piano delle nostre collezioni, e attraverso le tracce cariche di simbolismo erotico e funerario, rintracciabili nei reperti del MArTA, fino a svelare la proposta della giovane artista contemporanea”

5 musei della Puglia da non perdere in estate 2021. L'arte viene in vacanza con noi!
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IntraMundi – LECCE

Una mostra contemporanea, in queste settimane (aperta fino 30 giugno 2021), ha dominato la città di Lecce. Si trova presso la Fondazione Palmieri e prende il nome di Intra Mundi. Legami, transiti e approdi di un presente imperfetto. L’esposizione è ideata e curata da Dores Sacquegna in collaborazione con il patrocinio del Comune di Lecce. Più di 20 artisti, alcuni pugliesi come Tarshito, Massimo Ruiu e Massimiliano Manieri, hanno partecipato alla mostra con opere differenti, ma tutti pongono l’attenzione sulla natura, luogo di cura, insegnamento e radice delle nostre esistenze. La mostra è dimensione onirica e spazio dell’eterno fluire, quasi come se avesse lo scopo di dar vita ad un’Odissea contemporanea. Linguaggi espressivi, necessità di un intervento ambientale per salvaguardare la natura, legami ancestrali con la terra e l’importanza del mito in epoca contemporanea; questi sono i temi protagonisti che vi sconvolgeranno completamente la visita.

5 musei della Puglia da non perdere in estate 2021. L'arte viene in vacanza con noi!
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Ecco i 5 musei della Puglia da non perdere in estate 2021!

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10 luoghi d’Italia dove vivevano i dinosauri

Chi non ha subito il fascino dei dinosauri? Ancora oggi, gli enormi lucertoloni, grandi come case a più piani, continuano ad affascinare grandi e piccoli e in tutta Italia si possono trovare parchi a tema con ricostruzioni degli enormi rettili. Tuttavia, i dinosauri sono vissuti pressoché ovunque sul territorio italiano, come dimostrano i numerosi reperti fossili che sono stati rinvenuti e che possono essere ammirati in loco o nei musei di paleontologia.

I dinosauri italiani, una scoperta recente

Per moltissimo tempo si è ritenuto che i dinosauri non avessero mai messo piede in Italia, poiché, nel periodo in cui sono vissuti, la nostra penisola era quasi totalmente ricoperta dalle acque. Ipotesi avvallata dalla mancanza di reperti fossili sul nostro territorio. Una prima “traccia” della loro presenza è attestata nel 1941, quando viene rinvenuta un’impronta di una zampa con tre dita in Toscana. A causa della guerra, tuttavia, gli studi su di essa non vennero approfonditi.

Le cose cambiano nella seconda metà degli anni Ottanta del XX secolo, quando, per caso fortuito e in circostanze differenti, alcuni escursionisti ritrovano diverse impronte di dinosauro in Trentino, in Veneto e in Liguria, risalenti al Triassico superiore e al Giurassico Inferiore.

Nel 1981, poi, avviene una delle più importanti scoperte della paleontologia: il ritrovamento di un fossile completo di dinosauro italiano a Pietraroja. Si tratta di un esemplare di Scipionyx Samniticus, conosciuto anche come “Ciro”. Inizialmente, non venne riconosciuto come dinosauro e per tanti anni è stato “dimenticato”, finché studi più approfonditi non ne hanno riconosciuto l’autenticità e l’importanza, ufficializzate nel 1998.

Ricostruzione del dinosauro Ciro al Paleo Lab di Pietraroja

Partiamo, allora, proprio da Ciro per raccontarvi i 10 siti italiani dove sono avvenuti i ritrovamenti più importanti che “certificano” la presenza dei dinosauri, tra resti fossili e impronte.

1. Pietraroja (Benevento), il regno di Ciro

È il dinosauro più famoso d’’Italia e il suo ritrovamento a Pietraroja, in provincia di Benevento, è forse la scoperta più importante per la paleontologia italiana. Si tratta di “Ciro”, un “piccolo” dinosauro carnivoro, parente del velociraptor, il cui scheletro fossile è stato trovato, (nel 1981, ma la scoperta è stata ufficializzata nel 1998) completo dei tessuti molli, un unicum nella storia della paleontologia. Questo ha consentito agli studiosi di ricostruire la sua alimentazione e l’habitat in cui ha vissuto. Di lui si sa che è vissuto nel Cretaceo Inferiore, circa 113 milioni di anni fa, e che era un cucciolo, nonostante le dimensioni, ben 2 metri di lunghezza e 1,30 di altezza.

Lo scheletro fossile del dinosauro Ciro

Ciro è anche il primo e unico del suo genere, lo Scipionyx samniticus e la sua scoperta ha messo in discussione tutto quello che si sapeva, fino a quel momento, del Mesozoico italiano. La presenza di un fossile terrestre e carnivoro, infatti, fa supporre la presenza di terre emerse, anche solo piccole isole, laddove si era sempre pensato ci fosse il mare. Oggi, calci del fossile di Ciro si possono ammirare presso il Paleo Lab di Pietraroja, dove è stato trovato, presso il Muse di Trento e al Museo di Storia Naturale di Milano.

Il fossile di Ciro e la sua ricostruzione

2. Varese, il dinosauro carnivoro più antico d’Italia

Tracce del dinosauro più antico d’Italia, vissuto nel Giurassico Inferire, cioè tra 200 e 175 milioni di anni fa, sono state ritrovare nel 2000 a Saltrio, nei pressi di Varese. Si tratta di pochi frammenti di ossa e di denti, rinvenuti in alcuni massi rocciosi scoperti da un appassionato di paleontologia in una cava di calcare utilizzata per scopi edilizi.

I denti e i frammenti di ossa ritrovati

Nel 2018, quello che era stato in precedenza classificato come un teropode, ha ricevuto il nome scientifico di Saltriovenator zanellai e identificato come un dinosauro carnivoro. Insieme ai frammenti sono stati trovati anche altri fossili marini, il che fa supporre che il “lucertolone”, animale di terra, una volta morto sia stato trasportato in mare da una tempesta o dalla corrente di un fiume che sfociava nel mare.

Ricostruzione del dinosauro Saltriovenator zanellai

3.   Rocca di Cave (Roma). Tito, il dinosauro “migrante”

Un’altra importante scoperta di ossa di dinosauri, che ne attesta la presenza anche nel Lazio, è quella che è stata fatta a Rocca di Cave, in provincia di Roma, nel 2016. Anche qui, due resti appartenenti a ossa del bacino di un dinosauro e altri alla coda, sono stati ritrovati per caso in alcuni blocchi rocciosi estratti da una cava a scopi edilizi. Grazie all’occhio attento di uno dei cavatori, le foto furono mandate prima a un appassionato di paleontologia, poi al paleontologo Cristiano Dal Sasso.

Frammenti ossei del dinosauro Tito

I suoi studi consentirono di datare il dinosauro, ribattezzato Tito, lungo circa 8 metri, tra il periodo Aptiano (tra 125 milioni e 113 milioni di anni fa) e l’Albiano (tra i 113 milioni e i 100 milioni di anni fa). Inoltre, alcune caratteristiche morfologiche delle ossa, hanno consentito di stabilire una parentela tra alcuni sauropodi originari dell’Asia e dell’Africa. Questo fa supporre che ci fosse un “passaggio” tra l’Italia centrale e la zolla euroasiatica-africana. Tito è il quinto dinosauro ritrovato su territorio italiano e il primo sauropode con quattro zampe e un collo lunghissimo.

Ricostruzione del dinosauro Tito

4. Duino Aurisina (TS), Antonio il dinosauro da record

Il secondo dinosauro più famoso d’Italia è sicuramente Antonio, un androsauro il cui scheletro completo è stato ritrovato, nei primi anni Novanta, presso l’ex cava del Villaggio del Pescatore di Duino Aurisina, in provincia di Trieste. Questo sito si è poi rivelato particolarmente ricco di molti altri reperti ed è l’unico in Italia dove sono strati rinvenuti fossili di dinosauri appartenenti a specie diverse.

Il sito dove è stato ritrovato il fossile di “Antonio”

Antonio, il cui nome scientifico è Tethyshadros insularis è il più grande dinosauro completo ritrovato in Italia, è lungo 4 metri e alto 1,30. La sua scoperta si deve a Tiziana Brazzatti, una studentessa di geologia che, nel 1994, stava conducendo gli studi per la sua tesi nell’area dove già erano stati rinvenuti dei fossili di dinosauri.

L’aspetto che poteva avere il dinosauro “Antonio”

Per estrarre tutto lo scheletro di Antonio è stata creata una società di “recupero fossili” ad hoc ed è stato necessario rimuovere ben 300 tonnellate di roccia e detriti. La sua estrazione completa è stata completata nel 1999 e lo scheletro è stato trattato per 2800 ore con acido formico per rimuovere il calcare indurito da milioni di anni che racchiudeva le ossa.  Oggi, il sito del ritrovamento di Antonio è visitabile e il dinosauro si può vedere anche “dal vivo” grazie alla realtà aumentata, presso il sito Paleontologico del Villaggio del Pescatore

5. A Capaci (PA), il teropode siciliano

Un’altra importante traccia della presenza dei dinosauri in Italia è l’osso rinvenuto all’inizio del 2005 in una parete della Grotta Lunga, nella zona di Capaci, in provincia di Palermo, durante una ricognizione.  Si tratta di un osso di un arto inferiore di un dinosauro teropode del genere Allosaurus, un grande carnivoro. La datazione del reperto avvenuto dopo un approfondito esame istologico condotto dallo Steinmann Institute of Geology dell’Università di Bonn, ha consentito di risalire all’epoca del dinosauro, sarebbe vissuto nel Cretacico superiore, tra 100 milioni e 65 milioni di anni fa.

L’aspetto che poteva avere l’allosauro i cui resti sono stati ritrovati a Capaci

6. Lerici (SP), sulle orme dei dinosauri

Non solo scheletri e ossa. La presenza dei dinosauri è attestata in Italia anche dal ritrovamento delle loro orme. Come a Lerici, in provincia della Spezia, in Liguria, dove nel 1987, Ilario Sirigu, un dodicenne appassionato di dinosauri trovò alcune impronte di dinosauro sul promontorio, durante un’escursione. Le impronte sono state attribuite a cinque diverse specie di dinosauri, tra cui gli arcosauri, per un totale di un centinaio di tracce fossili. Il calco completo di una superficie dello strato con le impronte e i reperti originali erano conservati al Museo geopaleontologico di Lerici, oggi definitivamente chiuso.

Ricostruzione di dinosauri al museo di Lerici, oggi purtroppo chiuso

7. Monte Pelmetto (BL), la parete delle impronte

Un’altra zona d’Italia che reca tracce, anzi, impronte di dinosauro è il Monte Pelmetto, in provincia di Belluno. Sulla parete sud ovest, vicino al Passo Staulanza, a quota 2050 metri sul livello del mare, sono alcune centinaia di orme di dinosauro. Il loro ritrovamento, nel 1980, si deve al naturalista Vittorino Cazzetta che durante le sue escursioni notò la presenza di “coppette incavate” disposte in fila.

Le impronte di dinosauro sulla parete del Monte Pelmetto

Subito la sua esperienza gli fece capire che si trattava di presenza animale, sebbene, in quel periodo, non era ancora stata resa ufficiale la presenza dei dinosauri in Italia. Oggi, si sa che le impronte risalgono al Triassico Superiore (tra 228 e 200 milioni di anni fa) e sono state lasciate da tre diversi gruppi di dinosauri carnivori e bipedi del gruppo dei celosauri, a un ornitisco e a un grande saurisco erbivoro. I lucertoloni impressero le loro impronte muovendosi presumibilmente su una vasta piana composta di fanghiglia calcare, generata dalle maree.

8. Monte Cagno (AQ), l’impronta più grande d’Italia

L’impronta di dinosauro più grande d’ltalia, lunga ben 135 cm, è stata rinvenuta nel 2017 sul Monte Cagno, a 1900 metri di altezza, nei pressi del paese di Rocca di Cambio, in provincia dell’Aquila. La gigantesca orma comprende il piede e il metatarso, segno che il dinosauro che l’ha lasciata impressa, era accucciato e in un momento di riposo.

La gigantesca impronta trovata sul Monte Cagno

Gli studi hanno consentito di attribuirla a un grande dinosauro predatore teropode, lungo dai 7 ai 9 metri, vissuto nel Cretacico Inferiore (tra 125 e 113 milioni di anni fa). Lo studio è stato condotto con l’ausilio di droni, che hanno consentito di rilevare altre impronte e di ricostruire l’ambiente in cui viveva il dinosauro, che allora era simile a quello odierno delle Bahamas.

9. Monti Eurunci (FR), 80 impronte nel Parco

In località San Martino, nel comune di Esperia, compreso nel territorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci , in provincia di Frosinone, nel Lazio, nel 2006 sono state ritrovate ben 80 impronte di dinosauro. Anche in questo caso, la scoperta è stata casuale e fatta da due speleologi che andavano alla ricerca di cavità carsiche. Le impronte sono state ritrovate lungo la strada che conduce all’altopiano di Polleca, su una superficie calcarea databile al Cretacico Inferiore (tra 125 e 113 milioni di anni fa).

Impronte della pista dei dinosauri nel Parco dei Monti Aurunci

Le 80 impronte appartengono a due diverse specie di dinosauri. Alcune, infatti, sono lunghe circa 20 cm, sono tridattili ed è evidente il segno delle unghie. Appartengono a un piccolo carnivoro lungo non più di 2 metri. Le altre, invece, hanno forma ellittica e circolare e hanno un diametro variabile tra i 30 e i 40 cm. Sono state attribuite a sauropodi erbivori di grandi dimensioni.

10.Monti Ausoni (LT), la pista dei dinosauri

La presenza dei dinosauri è attestata anche a Sezze, in provincia di Latina, nel Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi  dove, ai piedi del monte Iepino, nel 2003 un gruppo di paleontologi ha rinvenuto in una cava di calcare orme e piste, cioè zone percorse dai lucentoloni, risalenti al periodo Cenomaniani, circa 95 milioni di anni fa. Attualmente, il sito è in fase di studio da parte del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “La Sapienza” di Roma.




Enterprise Hotel e Planetaria Hotels presentano “MAD – Meeting A Distanza”

Planetaria Hotels presenta ufficialmente, a seguito di un processo di riqualificazione, le nuove sale convegni di Enterprise Hotel dedicate a ospitare una nuova frontiera di eventi. MAD Meeting A Distanza, non è solo il nuovo progetto, ad altissimo impatto tecnologico, studiato da Enterprise Hotel per offrire nuove modalità di organizzazione eventi, ma rappresenta soprattutto un vero e proprio riscatto, la dimostrazione di quanto resilienza e coraggio di innovare siano davvero caratteristiche imprescindibili dell’ospitalità che caratterizza Planetaria Hotels.

Il lavoro in hotel insegna ai suoi operatori l’ascolto e la capacità di reazione immediata alle esigenze degli ospiti, e anche in un’occasione tanto inaspettata quanto tragica come quella degli ultimi mesi questo insegnamento si è rivelato fondamentale. Come sarà il futuro? Come si potrà riuscire a far fronte alle restrizioni vigenti e alle nuove modalità di comunicazione di cui i brand avranno bisogno per attuare la tanto attesa ripresa economica?

“Tutto è cambiato rispetto al pre-pandemia, ma chi dice che sarà peggiore? E se invece ci fosse il modo di tornare a fare eventi addirittura migliori rispetto a quelli del passato?” dichiara Damiano De Crescenzo, direttore generale di Planetaria Hotels.

“Il nostro famoso claim “BeAsYouAre” anche in questa circostanza ci ha fatto capire la direzione che avremmo dovuto prendere” aggiunge l’Arch. Sofia Gioia Vedani, CEO di Planetaria Hotels. “Siamo una compagnia alberghiera italiana dalle ambizioni e dal cuore grandissimi; non avremmo potuto mai sottrarci dal provare a percorrere nuove strade di comunicazione verso e per i nostri ospiti. Siamo e saremo sempre coraggiosi, visionari, capaci di costruire nuove possibilità di crescita e miglioramento, anche laddove altri vedrebbero solo paura e disorientamento” conclude l’Architetto.

Il futuro è nelle Immersive Room

Protagoniste di questa rivoluzione digitale sono l’ormai nota Immersive Room®, la cui tecnologia è stata implementata con dispositivi audio-video per la realizzazione di eventi ibridi, cioè formulati per ospitare una parte di pubblico in presenza e un numero infinito di connessioni da remoto, e la Sala Nettuno, diventata una grande Green Box all’interno della quale, come su un set televisivo, gli speaker possono alternarsi per dar vita ad un evento digitale dalle molteplici possibilità creative.

Meeting aziendali ed eventi virtuali e in presenza

“Abbiamo forzatamente imparato che il potere della tecnologia è enorme e declinabile anche in ambiti, come quello degli eventi e dei meeting aziendali, prima inimmaginabili; ma dopo i primi mesi di vita lavorativa completamente virtuale, la consapevolezza di quanto la fisicità, l’empatia tra persone, colleghi o clienti, non potesse essere sostituita in toto da dispositivi tecnici ha preso il sopravvento”.

“Il futuro non è digitale e neppure completamente in presenza, sarà ibrido appunto, che significa mantenere in presenza gli eventi fino ad un numero sicuro ed accettabile, ma potendo sfruttare il digitale per tutte quelle situazioni incompatibili con la fisicità: un imprevisto di viaggio o di salute, una lontananza incolmabile se non affrontando costi di trasferta eccessivi… Proprio per raggiungere tale risultato abbiamo concentrato i nostri più grandi investimenti nella riqualificazione del nostro centro congressi.” precisa Damiano De Crescenzo.

La presentazione è tutta digitale

A dimostrazione delle potenzialità che l’hotel offre al pubblico nel campo dell’organizzazione di nuovi eventi c’è stata la diretta streaming del 25 maggio con un happening digitale sui generis, allegro e scanzonato, che ha visto gli alberghi Planetaria Hotels alternarsi in collegamento dalle diverse città di appartenenza e magistralmente intervistati dall’istrionico Max Giusti e dal Direttore Generale della catena, Damiano De Crescenzo; ospite d’eccezione l’Arch. Sofia Goia Vedani, CEO di Planetaria Hotels.

Immediatezza, immersione e interazione, caratteristiche imprescindibili per l’organizzazione di eventi phygital, sono garantite dalla competenza e dal supporto di partner tecnici scelti da Enterprise Hotel per la loro professionalità, capacità di ascolto e comprensione delle esigenze dei clienti.

Anche la ristorazione diventa “smart”

“Valore, emozione, empatia possono essere comunicati e quindi percepiti anche attraverso connessioni digitali purché siano supportate da una tecnologia multicanale davvero smart e all’avanguardia. In quanto valorizzatori di sostenibilità e buona cultura alimentare, i nostri servizi di ristorazione, fondamentali per la buona riuscita di un evento, hanno mantenuto uno spazio di rilievo, anche solo parzialmente in presenza.

Le restrizioni sanitarie ci hanno fatto riflettere su formule nuove di buffet, ora esclusivamente serviti, che consentano di non rinunciare alla loro funzione scenografica e di convivialità, attribuendo maggiore attenzione al gusto, alla scelta di prodotti homemade e con un occhio di riguardo alla riduzione degli sprechi alimentari e alla comunicazione, di valori e tradizione, agli avventori. La nostra ristorazione post-pandemia sarà incentrata sul racconto e sulla condivisione, fortemente convinti e motivati nello sfruttare ogni nuova possibilità per creare emozione ed empatia”. Conclude Damiano De Crescenzo.

INFO

www.enterprisehotel.com e www.planetariahotels.com




Festival, city tours e yoga. Ecco che cosa fare nel weekend

Finalmente si torna a vivere e a viaggiare. L’Italia si risveglia e il calendario degli eventi si arricchisce di tante iniziative, dai festival alle escursioni urbane e nella natura. Ecco gli eventi che abbiamo selezionato per voi per il weekend del 19 e 20 giugno.

In Alto Adige per il Merano Flower Festival

Dal 18 e 20 giugno torna con la sesta edizione il Merano Flowers Festival. In Piazza Terme e presso il parco pubblico delle terme di Merano ci sarà una grande mostra mercato incentrata sul mondo del giardino e delle piante ornamentali. Quest’anno, il tema è dedicato alla biodiversità, con atmosfere colorate all’insegna della bellezza e della primavera. Si potrà passeggiare tra fiori coloratissimi, ascoltare gli esperti, partecipare a laboratori, workshop e conferenze a tema. Inoltre, si potranno acquistare fiori e piante, anche rare.

Tra gli eventi collaterali, andrà in scena l’Anteprima del Merano WineFestival “Naturae et Purae” dedicata alla sostenibilità, con un percorso enologico dedicato a un pubblico ristretto. Il percorso lungo il torrente Passirio, invece, si trasformerà in un’esperienza multisensoriale con l’itinerario Baumklang, con cinque alberi, cinque melodie e cinque opere d’arte tra natura, scienza e musica.

INFO: www.merano-suedtirol.it

A Padova una visita guidata a Villa Molin

Sabato 19 giugno, a Padova, è in programma una splendida visita guidata a Villa Molin e al suo rigoglioso parco. La villa è uno dei capolavori di Vincenzo Scamozzi del 1597, realizzata per l’ambasciatore delle Serenissima Repubblica di Venezia Nicolò Molin. La villa è in perfetto stato di conservazione e, attraverso la visita guidata, si potrà vivere un vero e proprio viaggio nella storia, alla scoperta degli stili rinascimentale, barocco e neoclassico, che coesistono armoniosamente.

Al termine della visita è previsto un aperitivo. Il ritrovo per la partenza è alle 14.45 presso il parcheggio della villa, in via Ponte della Cagna 106 a Padova, in zona Mandria. La quota di partecipazione è di € 15 a persona, bambini fino a 12 anni € 5. Prenotazione obbligatoria. L’evento si svolgerà nel rispetto delle normative anti Covid e anche in caso di maltempo.

INFO: eventipadovanita@gmail.com

A Castell’Arquato (PC) c’è Art & Love

Nel weekend del 19 e 20 giugno nella splendida cornice di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, presso il Palazzo del Podestà, è in programma Art & Love, una mostra mercato di arte contemporanea che si svolge in collaborazione con l’associazione di artisti piacentini Open Art.

Sarà una splendida occasione per vivere una giornata con la propria dolce metà e trovare un regalo davvero speciale, tra atmosfere romantiche e medievali. Durante la partecipazione all’evento è obbligatorio l’uso della mascherina e il mantenimento della distanza interpersonale.  Ingresso libero.

INFO: tel 0523/803215, www.castellarquatoturismo.it

A Modena torna BUK Festival

Dopo la sospensione dello scorso anno a causa del Covid, torna a Modena, nel weekend del 19 e 20 giugno BUK – Festival della Piccola e Media Editoria che si terrà presso la sede del Laboratorio Aperto -ex AEM, in viale Buon Pastore 43. Si potrà quindi passeggiare tra gli stand della mostra mercato editoriale, con le ultime novità dei piccoli e medi editori provenienti da tutta Italia.

La novità assoluta di questa edizione è la Scuola di scrittura “L’Officina degli Scrittori”, che prevede quattro incontri e altrettanti laboratori, ognuno dedicato a un genere letterario specifico: il romanzo, la narrativa, la formazione, il giallo, il fantasy/fantascienza. Tra gli ospiti, il giallista Antonio Infuso, lo scrittore fantasy Antonio Alvares, la scrittrice Tiziana Beato con Rosa Gargiulo, e Alessandra Marconato per la narrativa di formazione e crescita personale, affiancata da Marzia Iori.

INFO: www.bukfestival.it

Una visita guidata a Volterra (PI)

Sabato 19 giugno, è in programma una splendida visita guidata alla scoperta di Volterra. Si parte alle 15 da Piazza Martiri della Libertà e si passeggia tra le vie della cittadina. Si fa poi una sosta presso un’antica bottega di lavorazione dell’alabastro, dove un artigiano esperto forgerà la pietra grezza trasformandola davanti agli occhi dei partecipanti in uno splendido manufatto.

Al termine, aperitivo con stuzzichini e crostini vari, bibita a scelta e merenda per i bambini. Prenotazione obbligatoria. Quota di partecipazione: adulti € 18, bambini € 5.

INFO: tel 347/9752183

Alla scoperta delle “Fontane di Roma di notte”

Sabato 19 giugno, è in programma un affascinante tour urbano alla scoperta delle “Fontane di Roma di notte”. Si parte alle 20.30 con ritrovo in via Poli 54, nei pressi dell’Istituto Nazionale per la Grafica, a lato della Fontana di Trevi. Sarà proprio questa la prima tappa. La Fontana di Trevi è infatti la più scenografica delle fontane romane e unica nella sua architettura, poiché si appoggia letteralmente a Palazzo Poli.

Si prosegue poi verso la Scalinata di Piazza di Spagna, per ammirare la Fontana della Barcaccia, la cui forma singolare si deve al padre di un grande artista, Pietro Bernini. Si imbocca poi via del Babuino, dove si incontra un’altra stravagante fontana, che rappresenta un uomo così brutto e deforme da essere stato denominato, nei tempi, “babuino”.

La Fontana della Barcaccia

Si passa poi da Via Margutta per ammirare la Fontana delle Arti per poi terminare la visita presso la grandiosa Piazza del Popolo con i suoi quattro leoni fontana che decorano la base dell’obelisco anticamente situato al Circo Massimo. Il percorso della visita guidata è di circa 2 km. Quota di partecipazione: adulti € 13, bambini 5-13 anni € 5, minori di 5 anni € 2. Prenotazione obbligatoria.

INFO: info@romacaputour.ut o tel 333/4854287 (sms)

A Cefalù (PA), per Yogaland

Dal 19 al 21 giugno, nella splendida cornice di Cefalù, si tiene la terza edizione di Yogaland, un festival internazionale interamente dedicato allo yoga che si svolge nei luoghi più suggestivi e rappresentativi della splendida cittadina siciliana, tra i borghi più belli d’Italia.

Veduta di cefalù

Sabato 19 e domenica 20 giugno saranno giorni di condivisione e leggerezza, con nove lezioni al giorno, dislocate in diversi luoghi della città, tra mare, cultura e bellezza. Il clou della manifestazione, invece, sarà lunedì 21 giugno, giorno del Solstizio d’Estate, in cui si celebra, dal 2015, la Giornata Internazionale dello Yoga.

Una lezione speciale chiamerà a raccolta tutti gli insegnanti sulla spiaggia. Dalle 10 alle 18, in quattro punti strategici (La Rocca, il Lavatoio, la Spiaggia e La Piattaforma) si terranno lezioni rigorosamente a numero chiudo. Per questa edizione, infatti, nel rispetto delle norme anti Covid, è obbligatoria la registrazione in anticipo a tutte le attività dedicate alla pratica di asana, pranayama e alla meditazione, che rimangono totalmente gratuite e aperte a tutti.

Maya Devi, ideatrice di Goddess Tantric Yoga e Devi Dance e maestra di Yoga Tantrico 

Ognuno potrà quindi scegliere lo “yoga” più adatto alle proprie esigenze, o curiosità, tra Yoga fascia flow, Yoga Zen Warrior, Yoga Kids, Yoga funzionale e, grande novità di questa edizione, lo Yoga Surf. Ospite d’eccezione di questa edizione sarà Maya Devi, ideatrice di Goddess Tantric Yoga e Devi Dance, maestra di Yoga Tantrico e insegnante di danze indiane e mistiche.

INFO: www.yogalandbyodaka.com




In viaggio con Dante. Fano, la “città della Fortuna”

Continua il nostro “Viaggio con Dante” nei luoghi citati e spesso, anche visitati di persona dal Sommo Poeta, in occasione delle celebrazioni per i 700 anni della sua morte. Tra i luoghi forse meno noti, legati alla vicenda umana e letteraria di Dante ci sono anche le Marche. In particolare, nel V Canto del Purgatorio, Dante e Virgilio raggiungono il secondo Balzo dell’Antipurgatorio, dove incontrano i “morti per forza”.

Qui hanno un colloquio con tre anime, la prima delle quali è Jacopo del Cassero, un giovane condottiero fanese ucciso a tradimento mentre si trovava a Padova. Il giovane dice a Dante “se mai vedi quel paese/che siede tra Romagna e quel di Carlo/ che ti mi sie di tuoi preghi cortese/ in Fano, sì che ben per me s’adori/pur ch’i possa purgar le gravi offese”, chiedendogli di riferire ai suoi concittadini di pregare per lui affinché si abbrevi la sua permanenza nell’Antipurgatorio.

Morte di Jacopo del Cassero

Jacopo del Cassero è sepolto nella Chiesa di San Domenico e l’epigrafe sulla sua tomba ricorda per struttura il verso dantesco. Entrambi, poi, riportano i temi del tradimento e della sfortuna. Alcuni studi recenti, poi, hanno ipotizzato che Dante avesse conosciuto di persona il giovane condottiero in occasione della Battaglia di Campaldino, nel 1289 e che avesse rapporti stretti con la famiglia Del Cassero. Proprio durante un soggiorno nella città, avrebbe visitato la tomba di Jacopo, rimanendo colpito dall’epigrafe.

Che cosa vedere: la Fano romana

Fano è una città ricca di storia e testimonianze artistiche e architettoniche, ma anche naturalistiche. Se non si può prescindere dalla visita alla Chiesa di San Domenico, dove si trova l’ultima dimora di Jacopo del Cassero, non dimentichiamo che Fano è stato un importantissimo nodo commerciale e viario, che collegava la via Flaminia alla costa Adriatica, già ai tempi dei Romani, quando si chiamava Fanun Fortunae.

Interno della Chiesa di San Domenico

Moltissime le testimonianze di questo glorioso passato, a partire dall’Arco di Augusto, porta di accesso alla città romana, fatta costruire da Augusto nel 9 d.C. Il punto migliore per ammirare l’Arco sono gli splendidi Giardini del Pincio.

Arco di Augusto

Vicino all’Arco di Augusto si trova la Chiesa di San Michele, che ospita il Museo della via Flaminia, dove, attraverso tablet e visori, si può fare un salto indietro nel tempo e ammirare la Fano romana attraverso la realtà aumentata.


Si può poi proseguire verso le Mura Augustee, anch’esse volute dal primo imperatore di Roma. Accedendo alla MEMO – Mediateca Montanari, nei sotterranei, si può visitare l’Augusteum, un edificio dedicato al culto dell’imperatore, risalente al I secolo a.C. Merita una visita, se avete tempo, anche il Museo del Palazzo Malatestiano, con conserva i reperti più belli ritrovati a Fano e dintorni.

L’Augusteum

La rocca, le chiese e il teatro

Da non perdere una visita alla Rocca Malatestiana e al Bastione Sangallo, che si trovano all’estremità nord orientale dell’antica cinta muraria romana. L’aspetto attuale si deve a Sigismondo Pandolfo Malatesta, che a partire dal 1433 ristrutturò completamente un complesso preesistente del XIV secolo. Attualmente, ospita eventi e spettacoli. Il Bastione Sangallo, invece, è stato voluto da papa Giulio II ed è stato progettato da Antonio da Sangallo a scopo difensivo.

L’imponente Rocca Malatestiana

Assai suggestiva per la sua unicità l’ex Chiesa di San Francesco, un monumento a cielo aperto, poiché privo del tetto, crollato in seguito a un terremoto nel 1930. Di origine medievale, è uno dei complessi più belli della città, ed è stato modificato nell’Ottocento con atmosfere decisamente romantiche.

Chiesa di san Francesco

In particolare, nel sottoportico della Loggia si trovano le tombe malatestiane di Paola Bianca Malatesta, Pandolfo III e Bonetto di Castelfranco. La prima è un capolavoro di scultura tardogotica dell’artista veneziano Filippo di Domenico, mentre quella di Pandolfo III viene attribuita a Leon Battista Alberti.

Da non perdere, poi, una visita al Teatro della Fortuna, che si trova nel Palazzo del Podestà, in piazza XX settembre. Progettato da Luigi Poletti tra il 1845 e il 1963, è stato danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e riaperto solo nel 1998 dopo importanti restauri.

Il teatro della Fortuna

Sempre in piazza XX Settembre si trova il Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, suddiviso in una Sezione Archeologica, dalla preistoria all’età romana, una Sezione Ceramica e Numismatica, la Pinacoteca con capolavori realizzati tra la fine del XIII e il XVIII secolo, tra cui opere di Guercino e Guido Reni, e la Sala Morganti, che ospita mostre temporanee.

Il porto e il litorale

Non dimentichiamo, poi, che Fano è una città di mare, con una lunga tradizione marinara. Vale la pena regalarsi una passeggiata lungo El Gugul, una via che costeggia il porto e in cui si concentra la vita dei pescatori fanesi.

El Gugul

Da non perdere, invece, una passeggiata al tramonto sul Molo dei Trabucchi, oppure percorrere la Passeggiata del Lisippo, che costeggia la Marina dei Cesari da una parte e il mare dall’altra, terminando ai piedi di una riproduzione della statua del Lisippo. Infine, ci si può rilassare nelle spiagge cittadine del Lido, più sabbiosa, o della Sassonia, per chi preferisce i ciottoli.

Passeggiata del Lisippo

COME ARRIVARE

In auto: A14 Adriatica da Bologna con uscita Fano, poi seguire per Fano Centro. Da Roma, prendere l’A24 e poi l’A14 verso Bologna. Oppure, la via Flaminia verso il valico di Scheggia percorrendo la E45 via Perugia. Da Milano, A1 fino a Bologna, poi la A14 in direzione Ancona con uscita Fano. Da Sud: direttrice Roma-Pescara-Ancona.

 DOVE DORMIRE

*Hotel Elisabeth Due ****, Piazzale Amendola 2, Fano (PU), tel 0721 823146, www.hotelelisabethdue.it . Di fronte alla spiaggia di Fano e a soli 10 minuti dalla Rocca Malatestiana. Ottimo ristorante con cucina italiana e regionale.

*Hotel Corallo***, via Leonardo da Vinci 3, Fano (PU), tel 0721/804200, www.hotelcorallo-fano.it Ad appena 50 metri dalla spiaggia, dispone di camere con balcone, piscina e solarium, ristorante con cucina tipica e connessione wi fi gratuita.

*Castello di Montegiove***, Strada Comunale di Monte Giove 1, Fano (PU), tel 0721/864123, www.castellomontegiove.it Immerso in un vasto parco, offre le atmosfere suggestive di un vero castello, ma con tutte le comodità moderne.

DOVE MANGIARE

*Ristorante Vecchia Fano, via Bonaccorsi 21 A, Fano (PU), tel 0721/803493, www.ristorantevecchiafano.it/  Ottimi piatti della cucina fanese e regionale, sia di mare che di terra. Carne e pesce alla brace.

*Taverna del ghiottone, via Roma 87 B, Fano (PU), tel 0721/808102, www.ilghiottonefano.it Ricco menù di piatti di pesce e di carne, dall’antipasto ai secondi.

*Osteria della Peppa, via Vecchia 8, Fano (PU), tel 331/6454088, www.osteriadellapeppa.it  Menù con piatti marchigiani preparati con ingredienti a km zero, serviti in un ambiente suggestivo con pareti di pietra.

INFO

www.turismofano.it




Mazda: tutte le novità svelate al Milano Monza Motor Show

Tra le protagoniste indiscusse del Milano Monza Motor Show spicca senza ombra di dubbio il marchio Mazda, creatore di una gamma completa e variegata che ben si sposa con i viaggi in libertà e i Weekend Premium che facciamo vivere ai lettori grazie al nostro eclettico Magazine.

I modelli Mazda nei luoghi più suggestivi della città

Mazda CX30

Mazda sarà è andata in scena nel capoluogo lombardo con la propria gamma ibrida ed elettrica che curiosi ed appassionati hanno potuto testare nelle strade della città. La MX‐30 è stata esposta in Piazza Duomo insieme alla gamma ibrida ed elettrica nell’area dedicata ai test drive davanti il Castello Sforzesco, all’interno del “Focus auto elettriche ed ibride”, per un approfondimento riservato al pubblico sulle nuove tecnologie.

Una promozione imperdibile

Per questa occasione speciale, Mazda ha promosso un’interessante iniziativa legata ai giorni della manifestazione, duranti i quali i propri clienti, in tutta Italia, avranno la possibilità di accedere al MIMO Bonus, disponibile su tutta la gamma mazda. Il bonus consiste nel programma di servizi integrati “Mazda Best5” ‐ che estende la copertura dai guasti imprevisti della vettura fino a 5 anni e 200.000 km ‐ e nel pacchetto di manutenzione “ServicePlus Essence” che include i primi 5 tagliandi di manutenzione programmata. Si tratta di un’offerta dal valore aggiunto molto elevato, poiché il pacchetto copre tutti i costi di manodopera e quelli dei materiali riferiti ai guasti coperti dal programma e alla manutenzione ordinaria per 5 anni mantenendo elevato il valore residuo della vettura nel tempo con un vantaggio cliente immediato, che arriva, nel caso di una #mazda CX‐5, a circa 2.250 euro.

 




Venezia sorprende ancora con l’apertura del labirinto di Borges e una visita multisensoriale

Poco conosciuto, ma uno dei luoghi più affascinanti di Venezia. Da sempre un po’ nascosto, ma protagonista dell’isola. Stiamo parlando del labirinto di Borges sull’isola di San Giorgio, da poco aperto al pubblico per la prima volta. Con il tutto esaurito per i primi giorni d’apertura, ha sconvolto i visitatori con un intreccio panoramico e musicale. La fondazione Cini, con la collaborazione della società d’Uva, ha voluto creare una vera e propria visita multisensoriale a cielo aperto che trasporta il visitatore in una dimensione quasi spirituale.  Le musiche di Antonio Fresa infatti, accompagnano con dolcezza ed energia quella che è la scoperta del labirinto in un percorso di 15 minuti che vi farà commuovere. Ecco il video di presentazione:

 

IL LABIRINTO DI BORGES

Disegnato da Randoll Coate e costruito nel 2011 sull’isola di San Giorgio, il labirinto di Borges è grande circa 2300 metri quadrati e comprende più di 3000 piante; è un luogo dove perdersi per poi ritrovarsi. È un capolavoro botanico a forma di libro aperto cosparso di simboli presenti nelle sue opere letterarie: dagli specchi ad un enorme punto di domanda. Nascoste vi sono anche le iniziali della sua dolce metà, Maria Kodama, che partecipò attivamente alla costruzione di quest’opera. Le siepi sono disposte in modo da disegnare il nome “Borges” come se fosse idealmente scritto sulle pagine di questo grande libro. Il labirinto è infatti ispirato proprio ad una delle sue opere: Il giardino dei sentieri che si biforcano. Un racconto partorito nel 1941 che, solo successivamente, fu inserito in uno testi che compongono Finzioni. Straordinariamente ricco di dettagli, alle volte contraddittori e confusionari, che volutamente fanno perdere il lettore in un labirinto linguistico e concettuale.

Venezia sorprende ancora con l'apertura del labirinto di Borges e una visita multisensoriale
Labirinto di Borges, isola di San Giorgio, visita multisensoriale

“Per me questo è un progetto meraviglioso, è un regalo magico che mi fece dopo la morte di Borges, Randoll Coate, un architetto inglese di labirinti che ha conosciuto Borges molti anni fa in Argentina.” afferma la vedova Maria Kodama. “Questo labirinto che si è fatto qui a Venezia, perché Venezia era una delle città più amate o tra le più amate da Borges, è una città labirinto, è una città unica di una delicatezza (00:34) e una complessità sottili e meravigliosa, con una storia altrettanto meravigliosa”. Ed è proprio così, Venezia era davvero una delle città più amate dal famoso scrittore, e l’ha sempre descritta proprio come un labirinto urbanistico in cui godersi lo sperdimento. Tra le calli amava camminare e perdersi, per poi ritrovarsi e perdersi di nuovo.

Venezia sorprende ancora con l'apertura del labirinto di Borges e una visita multisensoriale
Isola di San Giorgio, interno della Fondazione Giorgio Cini

 

LA VISITA AL LABIRINTO

Il Labirinto Borges della Fondazione Giorgio Cini, a Venezia, apre per la prima volta al pubblico con visite accompagnate dalle musiche di Antonio Fresa, eseguite e registrate con l’Orchestra del Teatro La Fenice. In occasione del decennale della sua creazione, dei 35 anni dalla scomparsa di Borges e dei 70 anni della Fondazione Giorgio Cini, il Labirinto di Borges è da oggi finalmente accessibile, grazie al nuovo percorso di visita a cura della società D’Uva di Firenze.

Venezia sorprende ancora con l'apertura del labirinto di Borges e una visita multisensoriale
Labirinto di Borges, visita multisensoriale, con la gentile partecipazione di Carlo

Una suite di oltre 15 minuti, appositamente composta da Antonio Fresa, dal titolo Walking The Labyrinth, accompagnerà nelle audio guide multilingue i visitatori lungo la passeggiata attraverso il Labirinto, amplificandone la bellezza. Per assistere ad un’esperienza ancora più coinvolgente scaricate l’app visitcini, che vi assisterà nella visita. È visitabile tutti i giorni, escluso il mercoledì. Le presenze si prenotano su visitcini.com, dove sono disponibili anche gli altri percorsi di visita della Fondazione Giorgio Cini e delle Vatican Chapels, esperienze che includono anche una sosta al San Giorgio Café.

leggete anche: In viaggio con Dante. I luoghi di Verona nascosti nella Divina Commedia

Venezia sorprende ancora con l'apertura del labirinto di Borges e una visita multisensoriale
Labirinto di Borges, isola di San Giorgio, visita multisensoriale




“Via Francigena. Road to Rome 2021. Start again”, al via la staffetta europea

Al via il grande evento “Via Francigena – Road to Rome. Start again” organizzato dall’Associazione Europea delle vie Francigene in collaborazione con Enit. L’Italia con l’Agenzia Nazionale del Turismo riparte così dal viaggio slow: una lunga marcia europea che conduce nel cuore della capitale italiana, Roma. Un evento per valorizzare la Via Francigena mettendo in rete i territori attraverso 3.200km e 5 Nazioni.

Il Road to Rome vuole essere un momento di festa: una marcia a staffetta da percorrere a piedi e in bicicletta per unire l’Europa all’Italia. Il bordone del pellegrino prenderà il posto della fiaccola olimpica, e sarà portato, tappa per tappa, Paese per Paese, lungo il cammino.

La marcia è rivolta a tutti e il viaggio avrà un incontro simbolico il 15 giugno a Strasburgo al Palais de l’Europe, sede del Consiglio d’Europa, dove una delegazione AEVF sarà ricevuta dal Segretario Generale Marija Pejčinović Burić. Un appuntamento per sottolineare i valori umanistici europei che gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa e la Via Francigena (dal 1994), hanno l’obiettivo di promuovere.

Da Canterbury a Roma e Santa Maria di Leuca

Il 16 giugno il gruppo di camminatori partirà da Canterbury dopo una breve cerimonia accanto alla pietra simboleggiante il km 0 della Via Francigena, collocata nel giardino della maestosa Cattedrale, per arrivare a Roma il 10 settembre e a Santa Maria di Leuca, la nostra Finis terrae, il 18 ottobre.

La cattedrale di Canterbury, da dove parte la via Francigena

Il fascino della Francigena

Oggi la Via Francigena – 148 tappe in 5 Paesi, 16 Regioni, 637 Comuni – costituisce uno degli Itinerari culturali europei più attrattivi. Il numero crescente di camminatori provenienti da tutto il mondo sottolinea la nuova tendenza verso un modo di praticare turismo culturale e sostenibile che sviluppa il dialogo interculturale e interreligioso tra la comunità di chi cammina e le comunità che accolgono.  Si uniranno al tragitto blogger internazionali e videomaker e associazioni per raccontare il viaggio con immagini e racconti.

INFO

www.viefrancigene.org




L’estate in Valle d’Aosta con le proposte di Benetour

Una vacanza consigliata per chi ama stare all’aria aperta circondato da boschi, prati in fiore e tanti buoni profumi. Perfetta anche per chi vuole passeggiare, compiere escursioni, andare in bicicletta o dedicarsi ad altri sport. Attività all’aria aperta, ampi spazi e distanza di sicurezza: sono queste le parole chiave per scommettere sulla stagione estiva 2021 in Valle D’Aosta.

Cogne, le splendide cascate di Lillaz

Bellezze naturali, fra trekking e terme

Quasi 300 giorni di sole all’anno, un’aria incredibilmente pulita e salutare: la Valle D’Aosta è un vero paradiso per chi cerca un luogo lontano dal caos cittadino dove ricaricare le batterie sfruttando i benefici di una vita attiva e all’aria aperta. La montagna d’estate è tutta da scoprire. Il trekking è un modo divertente per andare alla ricerca di laghetti alpini, passando tra boschi profumati e pascoli di alta montagna, raggiungere i Rifugi per godersi, in quota, sole, relax e un’ottima polenta. Trekking per tutti i gusti, alle pendici del Monte Bianco, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso o nel Parco del Mont Avic.

Trekking in Val di Rhemes

Infiniti anche gli itinerari da percorrere con la mountain Bike, o con l’E-bike, la bicicletta con la pedalata assistita. Da non dimenticare la possibilità di provare una discesa di rafting, per poi rilassarsi alle terme di Pré Saint Didier e di Saint Vincent.

Tra Castelli e artigianato

La Valle d’Aosta offre poi oltre 100 tra castelli medioevali, torri e fortezze più volte trasformati nel tempo fino a diventare residenze rinascimentali, chiese romaniche e barocche. Tra questi è bene ricordare il castello di Fénis, il castello di Issogne e il Castello di Sarre (residenza di caccia di Savoia) e il Complesso Monumentale del Forte di Bard. Per quanto riguarda l’artigianato un appuntamento estivo importante (nel mese di agosto) è sicuramente la Fiera di Sant’Orso d’été dove gli artigiani espongono i propri prodotti frutto di variegate tecniche che spaziano dalla tornitura all’intaglio del legno, alla scultura su pietra, alla lavorazione del ferro e del cuoio.

Il Castello di Ussel

In Valle d’Aosta con Benetour

Benetour, il Tour Operator con sede ad Aosta, che opera dal 2003, è specializzato nel prodotto Montagna, Mare, Viaggi di gruppo e Vacanza Outdoor. Uno staff, professionale e competente, è disponibile a fornire prodotti che possono rispondere al meglio alle esigenze dei clienti. Una vacanza alternativa e sorprendente, fatta di un intreccio di Natura, Arte, Cibo, Sport e Cultura.

Rafting sulla Dora Baltea

Il Tour Operator Benetour offre, quindi, un nuovo modo di viaggiare per sostenere un migliore modello di vacanza in cui vige il diritto a soffermarsi per riconoscere luoghi, spazi, silenzi, profumi, colori che consentano di riappropriarsi del sentire e dell’ascoltare i propri sensi e le proprie emozioni. Qualunque sia il tipo di vacanza, si sentirà una calorosa accoglienza da parte di tutto il personale Benetour in Valle D’Aosta.

Le strutture ricettive

Dal punto di vista dell’accoglienza, la Valle D’Aosta offre strutture ricettive di differenti tipologie: dall’hotel 3 stelle a conduzione familiare ai 4 e 5 stelle con servizi di alto livello. Si tratta di strutture adatte a tutte le esigenze dei viaggiatori: dedicare un po’ di tempo a se stessi, scaricare le tensioni, riposare, fare un bel detox e allontanare i pensieri.

Una vacanza sicura e protetta

Denominatore comune di tutti i soggiorni Benetour è la nuova polizza assicurativa medico bagaglio e annullamento predisposta dal tour operator, valida anche in caso di eventi pandemici, che garantisce ai clienti la massima sicurezza, sollevando le agenzie da ogni tipo di incombenza e responsabilità. La copertura, compresa nei pacchetti, include il rimborso, con una piccola franchigia, dell’importo del viaggio nel caso in cui il tampone eseguito nelle ore precedenti o immediatamente prima della partenza, risulti positivo. Nel caso in cui, al momento del rientro in Italia, il viaggiatore dovesse essere sottoposto a quarantena, l’assicurazione copre i costi sostenuti, entro un determinato importo, per il prolungamento “forzato” del soggiorno e i costi del trasporto per il rientro in Italia.

INFO

Benetour, tel 0165/261126, www.benetour.it




Le 10 case più strane del mondo

Selezionarne solo dieci per la TOP 10 di questa settimana è stata un’impresa. Perché di case strane nel mondo ce ne sono, più o meno celebri. Alla fine, la nostra scelta è caduta su queste.

1. La Casa Capovolta di Terfens (Austria)

Geniale nella sua concezione, ci ha ricordato la casa di Dorothy nel Mago di Oz, che viene sradicata e portata via dal tornado. E di fiabesco qui c’è veramente tutto. Progettata da due architetti austriaci, Irek Glowacki e Marel Rozhanski, la Haus Steht Kopf e costruita in soli 8 mesi, è l’attrazione principale di Terfens, nella parte occidentale dell’Austria. Si tratta di una vera e propria casa di 180 mq, ma con la punta del tetto piantata nel terreno e le fondamenta che guardano il cielo. Anche all’interno è tutto sottosopra e i visitatori possono sfilare accanto a un portico che sembra sospeso a mezz’aria, oppure sostare davanti a un cammino sempre acceso e passare poi dal garage, dove è parcheggiata una Wolksvagen, ovviamente al contrario.

2. La Piano House di Huainan (Cina)

Questa casa dall’aspetto davvero singolare è stata progettata dagli studenti della Facoltà di Architettura e Design di Hefei, su richiesta del governo, che intendeva fare di questo edificio un centro per la promozione della musica e fulcro di eventi, workshop e incontri per gli studenti. La parte con la forma di pianoforte e su un unico piano e ospita sale per meeting, concerti ed eventi. La parte a forma di violino, invece, ospita la scala che consente di accedere a entrambi gli edifici. Di sera, un affascinante gioco di luci illumina i due enormi strumenti che, per le loro dimensioni, sono considerati anche i due strumenti musicali più grandi del mondo.

3. La Casa Galleggiante sul fiume Drina (Serbia)

Sorge su uno spuntone di roccia al centro del fiume Drina, a poca distanza da Bajina, in Serbia e sembra letteralmente galleggiare sull’acqua. La sua storia è piuttosto singolare. Nel 1968, un gruppo di amici che si recavano spesso a fare il bagno nel fiume, cercavano un luogo per prendere il sole e, visto che la roccia non era molto comoda, vi installarono alcune assi di legno. A poco a poco, cominciarono a costruire un vero e proprio rifugio, aggiungendo le pareti e il tetto. Infine, visto il bel risultato, vi portarono anche i mobili servendosi di barche e kayak per il “trasloco”. La sua fama, tuttavia, esplode nel 2012, quando questa casa assai singolare viene immortalata dalla fotografa di National Geographic Irene Becker. Da allora, ogni anno è meta di turisti e curiosi che non vedono l’ora di vedere dal vivo la “casa galleggiante”.

4. La Casa Trasparente a Tokyo (Giappone)

Scordatevi la privacy in questa casa di tre piani e 84 mq che sorge in un quartiere di Tokyo, circondata da abitazioni tradizionali. Basta, infatti, alzare lo sguardo per vedere tutto quello che fa la famiglia che vi abita. Progettata dall’architetto Sou Fuijimoto, si compone di box completamente trasparenti, suddivisi in stanze comunicanti sia in verticale che in orizzontale. Unica eccezione a questa “trasparenza”, delle tende oscuranti che possono essere “tirate” la notte e mentre si è nella stanza da bagno. Almeno quello…

5. Haewoojae di Seoul (Corea del Sud)

Guardate bene la foto. Se avete l’impressione che questo edificio, che sorge a 40 km da Seoul abbia la forma di un WC, be’…ci avete preso! La Haewoojae è infatti un’enorme casa con le sembianze di un gabinetto, fatta costruire nel 2007 da Sim Jae-Duck, ex sindaco della città, conosciuto come Mr Toilet per il suo impegno nella promozione dei servizi igienici in tutto il mondo. Per prestare fede alla sua “missione”, ha fatto demolire la villa dove viveva da 30 anni per sostituirla con questa costruzione dalla forma di un enorme gabinetto, per celebrare la nascita della World Toilet Association. Dopo la sua morte, nel 2009, la sua famiglia ha donato la casa alla città che, su disposizioni di Mr Toilet, l’ha trasformata in un museo. Del WC, ovviamente.

6. Crocodile House di Abidjan (Costa d’Avorio)

Ha l’aspetto di un enorme coccodrillo ghignante e, in origine, doveva essere un’opera dell’artista Moussa Kalo, che iniziò i lavori nel 2008. Purtroppo, Kalo morì due mesi prima che i lavori fossero ultimati. Il suo assistente, Thierry Atta, decise allora di farne una vera e propria abitazione, con tanto di finestre, camere e bagno. Lui stesso vi si stabilì una volta finiti i lavori. La casa coccodrillo divenne subito un’attrazione irresistibile, prima per i vicini, poi per turisti e visitatori. E Atta, da buon “padrone di casa”, apre la porta a tutti e consente di dare una sbirciatina nella pancia dell’enorme rettile ridanciano.

7. Basket Building di Newark (Ohio, USA)

Percorrendo la Highway 16 a Newark, in Ohio, vi troverete di fronte a un gigantesco…cestino da pic nic. Inaugurato nel 1997, è la sede della Longaberger Company che produce, neanche a dirlo, cestini. Il gigantesco paniere si compone di sette piani e il suo “manico” pesa ben 190 tonnellate. Inoltre, ha la particolarità di poter essere riscaldato durante l’inverno per impedire l’accumulo di neve e ghiaccio. All’interno, poi, il “cestino” è un vero e proprio tempio del lusso, con pavimenti in marmo e una scalinata che collega tutti e sette i piani. Sul soffitto, poi, è stata creata una grande finestra da cui entrano i raggi del sole. Gigantesco e sostenibile.

8. Casa Teiera di Zillah (Washington, USA)

Sembra uscita da un parco di divertimenti questa casetta a forma di teiera, con i muri di mattoncini bianchi e rossi. Eppure, ha una storia di tutto rispetto. È stata costruita nel 1922 a Zillah, nello Stato di Washington, per attirare l’attenzione e denunciare la corruzione della Casa Bianca durante la presidenza di Warren Harding. Per essere vivibile è un po’ troppo piccola, per questo, fino al 2003, è stata adibita a distributore di benzina. È stata, tuttavia, ristrutturata e acquistata da un privato, ma dal 1985 è stata inserita nella lista ufficiale degli edifici storici.

9. 727 Fuselage Home (Costa Rica)

Un esempio di riciclo perfetto, non c’è che dire. È la 727 Fuselage Home, un hotel di lusso che sorge nel cuore della jungla, nel Parco Nazionale Manuel Antonio, in Costa Rica.  La struttura è stata ricavata, infatti, dalla fusoliera di un Boeing 727 del 1965, in servizio prima per South Africa Air e poi per Avianca Airlines. Il mezzo, una volta “in pensione” è stato recuperato dall’aeroporto di San Josè, smontata pezzo per pezzo e ricostruito su un piedistallo che permette di godere di una vista mozzafiato sull’oceano e sulla jungla. Si raggiunge attraverso una scala e al suo interno ha due suite con arredi in legno intagliato di Giava, aria condizionata, bagno privato, angolo cottura, TV satellitare e terrazza con vista sull’oceano.

10. Nautilus House di Città del Messico (Messico)

La sua forma ricorda quella elicoidale della conchiglia da cui prende il nome, ma Nautilus House è un vero capolavoro di architettura, bellezza ed ecosostenibile, senza dimenticare il lusso e le tecnologie all’avanguardia. Ispirata ai lavori più famosi di Gaudì e Frank Lloyd Wright, è stata costruita nel 2006 dall’architetto Senosiain. Gli arredi interni sono stati realizzati con pietre e vetri colorati e le stanze sono collegate da un sentiero di erba vera. Gli ambienti sono poi ispirati ai fondali marini, mentre la ventilazione è garantita da due condotti sotterranei. È anche antisismica e non necessita di manutenzione. Attualmente, è abitata da una coppia con due bambini.




Basilicata. A Borgo San Gaetano un tuffo dove il mare è più blu

La Basilicata si conferma regina delle Bandiere Blu con cinque spiagge dove sventola il vessillo: soggiornando a Borgo San Gaetano, a Bernalda (MT) si possono scoprire tutte.

Borgo San Gaetano è un incantevole relais di charme a pochi chilometri da Metaponto. Si può partire ogni giorno alla scoperta di una delle spiagge dove sventola la Bandiera Blu, il vessillo che premia, ogni anno, qualità ambientale e turismo sostenibile. Eccellenza dei servizi e attenzione all’ambiente sono tra i principali parametri che vengono presi in considerazione, e per molte spiagge del territorio si tratta di una felice conferma.

Tra i 5 i litorali lucani che il Programma Bandiera Blu, Eco-label Internazionale per la certificazione, ha inserito nella sua lista vicinissimi a Borgo San Gaetano, il lido di Metaponto, il lido di Policoro, e il lido di Marina di Pisticci. Appena a mezz’ora di auto si trova il lido di Nova Siri, tutti affacciati sul Mar Jonio. Maratea, affacciata invece sul mar Tirreno, è la quinta perla, che può valere una gita!

La spiaggia di Metaponto

Borgo San Gaetano offre una vacanza di puro relax, con un’attenta accoglienza in tutta sicurezza nelle sue sette deliziose suite intime e dotate di ogni comfort, per un soggiorno in coppia e in famiglia. Qui il mare è splendido e i lidi non sono mai affollati, gli ospiti hanno la possibilità di prenotare anche servizi di spiaggia a Metaponto: l’estate si celebra con un tuffo dove l’acqua è più blu!

Il soggiorno a Borgo San Gaetano va da 90 a 150 euro per due persone a notte, inclusa la prima abbondante colazione bernaldese.

INFO

Borgo San Gaetano, Vico Corso Metaponto 25, Bernalda (MT) tel 0835/1790014

www.borgosangaetano.com




Una vacanza in un castello? Ecco tre proposte in Alto Adige

Trascorrere un soggiorno in un castello è un’idea che affascina chiunque. Tutti vorremmo provare la sensazione di essere sbalzati indietro nel tempo, riflettere su quante persone hanno frequentato quegli ambienti, le vicende che vi sono accadute, i misteri, immaginare le storie d’amore clandestine che si sono consumate all’interno delle stanze, le gelosie, i tradimenti.

Il network Gallo Rosso, tra i suoi associati, vanta anche alcuni masi-castello, antiche strutture che mantengono l’architettura esterna tipica dei manieri e che sono stati adibiti ad agriturismo, con bellissimi appartamenti moderni all’interno che conservano alcune tracce dell’antico passato.

Burg Wolfsthurn, un castello tra i vigneti 

Burg Wolfsthurn è un romantico castello che sorge su una piccola altura (400 metri slm) sopra il paese di Andriano sulla Strada del vino. È immerso in 30 ettari di bosco, con una vista meravigliosa sui frutteti e vigneti della Val d’Adige. Con una piacevole passeggiata di 15 minuti in assenza di macchine si raggiunge la piazza del borgo.


La sua storia risale al 1280, anno in cui viene edificato con un’imponente torre e mura di cinta dai Signori di Andriano. Nel 17° secolo poi il maniero diviene di proprietà dei Signori Wolf von Mareit, da cui deriva il nome “Wolfsthurn” e, una volta estintasi la stirpe, va in rovina per poi essere recuperato nel 19° secolo e gestito come ostello dal 1970.

Nel 1997 il castello è stato completamente ristrutturato e sono stati ricavati 2 appartamenti per gli ospiti, uno al pianterreno e uno al primo piano, dove si respira l’aria del Medioevo e allo stesso tempo si è dotati di ogni comfort. Entrambi gli appartamenti possono accogliere da 2 a 4 ospiti, avendo una stanza con letto matrimoniale e un divano letto nella cucina abitabile.

Castel Campan, a due passi da Bressanone

Castel Campan si trova a 3 chilometri dalla storica cittadina vescovile di Bressanone, raggiungibile attraverso una comoda pista ciclabile che corre sull’argine del fiume Isarco. Schloss Campan viene menzionato per la prima volta nel 1270 come proprietà dei signori di Rodank; in seguito passa nelle mani di diversi proprietari, tra cui i conti di Tirolo. Nel 1860 lo acquista il barone Carl Unterrichter, bisnonno dell’attuale proprietario, ma, a causa di un incendio avvenuto nel 1868, Castel Campan viene completamente ricostruito secondo uno stile di fine secolo.

Oggi è tutelato come edificio storico e dal 1994 sono stati ristrutturati 5 appartamenti per ricevere ospiti: Lago dei cigni, Gioia terrestre, Alveare, Occhio del pavone e Amore di campagna. I più grandi, Alveare e Amore di campagna, sono in grado di ospitare fino a 6 persone; tutti gli appartamenti sono dotati di attrezzature per i bambini, compresa la pedana per raggiungere comodamente il lavandino e la vaschetta per fare il bagno ai più piccoli. Castel Campan ha anche un bellissimo parco giochi attrezzato e tanti animali da coccolare e accarezzare.

Ansitz Mairhof…dal 1307

Ansitz Mairhof si trova a Parcines e la prima citazione nei documenti ufficiali risale al 1307. Ai tempi era di sicuro il maso più importante del paese, in quanto vi abitava il “Meier” o “Moar”, ossia il responsabile della produzione per conto del feudatario, incaricato anche di riscuotere decime e tributi e di sorvegliare i lavoranti. Prima di un incendio scoppiato nel 1500 durante la guerra Sveva, la facciata tardogotica del castello era ornata di affreschi. Oggi Ansitz Mairhof mostra un’imponente facciata con frontone a gradoni, mentre sul lato meridionale è visibile il frammento di un’aquila tirolese.

Dal 1952 diventa di proprietà della famiglia che lo gestisce attualmente e nel 2017 è stato completamente ristrutturato ricavando anche 4 bellissimi appartamenti per le vacanze, arredati in legno, con uno stile sobrio e moderno.


Su richiesta, Ansitz Mairhof prepara ai propri ospiti anche un favoloso cestino per la colazione pieno di prodotti del maso, con uova fresche di gallina e di quaglia, marmellate, succhi di frutta e pane rustico fatto in casa nel forno in pietra.

INFO

www.gallorosso.it




Escursioni, festival e street food. Ecco che cosa fare nel weekend

Un weekend ricchissimo, quello del 12 e 13 giugno, con eventi in tutta Italia, tra passeggiate ed escursioni nella natura, city tours, ma anche qualche festival enogastronomico e non. Ecco, allora, gli eventi che abbiamo selezionato per voi, da nord a sud.

A Torino tornano le Escursioni della Memoria

Domenica 13 giugno partono le Escursioni della Memoria, passeggiate nella natura e nella storia, organizzate dall’Ecomuseo del Colle del Lys, in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino e la Casa del Parco Naturale del Colle del Lys. Si parte alle ore 10 dal Colle del Lys e l’evento sarà dedicato all’importanza del sostegno offerto alla Resistenza militare dai civili, attraverso la narrazione delle storie di un parroco, di un imprenditore, di un docente universitario e di un’allevatrice di bestiame.

L’itinerario tocca poi Colle della Frai, borgata Suppo, la frazione di Mompellato, Casalpina e borgata Bertolera, per poi fare ritorno al punto di partenza. Il tempo è di circa 2 ore e 30. Ad accompagnare i partecipanti saranno lo storico Marco Sguayez e una guida escursionistica esperta. Prenotazione obbligatoria.

INFO: segre@colledellys.it  o info@studioartena.it

A Bologna per scoprire “Gli antichi mestieri del canale”

Domenica 13 giugno proseguono le iniziative della rassegna “Da Museo a Museo pedalando lungo il Navile” per andare in bicicletta alla scoperta di canali, musei e antichi mestieri lungo la Ciclovia del Navile. In questa occasione si può andare alla scoperta degli “Antichi mestieri del canale”. Lungo il Navile, infatti, fino alla metà del Novecento si potevano incontrate operai e tecnici impegnati al buon funzionamento del canale, ma anche barcaroli, artigiani di campagna, contadini e altri mestieri legati alle produzioni del passato. Si parte alle 10.30 con una pedalata con accompagnatore sulla Ciclovia del Navile, con possibilità di noleggiare gratuitamente la bicicletta con il servizio “AnimaBike”, e si arriva al Museo della Civiltà Contadina.

Alle 13, pranzo libero oppure presso la Locanda Smeraldi nel parco all’inglese della villa. Alle 14.30, si prosegue con la visita guidata alla sezione del museo “Gli artigiani di campagna”. Alle 15.45 si ritorna a Bologna in bici o in autonomia. Alle 16.30, chi vuole può tornare con la Navetta Anima (costo a persona € 5, facoltativo). Alle 17.30 è prevista la consegna delle bici noleggiate agli operatori di Anima presso il Museo del Patrimonio Industriale, che si può visitare (ingresso 3 euro).

La prenotazione è obbligatoria entro le 13 di venerdì 11 giugno. In caso di rinuncia si chiede gentilmente di annullare la prenotazione per consentire la partecipazione a chi verrà messo in lista d’attesa.

INFO: tel 051/891050, segreteria.museo@cittametropolitana.bo.it

A Ravenna si va in canoa sul Delta del Po

Sabato 12 giugno è in programma una splendida escursione in canoa alla scoperta della Pineta di Classe e degli ambienti naturali unici del Delta del Po. Si parte alle 9.30 dal Parco Primo Maggio di Fosso Ghiaia, nella Pineta di Classe. Si arriva a piedi fino al Ponte delle Botole, da dove parte l’escursione in kayak. Si prosegue poi lungo il Fosso Ghiaia, fino alla confluenza tra Bevano e Fosso Ghiaia, con soste intermedie all’Ortazzo e una alla torretta di avvistamento per ammirare le numerose specie di uccelli che popolano la zona.

La durata è di circa 4 ore e il percorso di circa 7 km.  Consigliato abbigliamento comodo e impermeabile: costume, pantaloncini e maglietta, scarpe che si possono bagnare o ciabatte. Portare un cambio di vestiti, sacca stagna con spuntini e pranzo al sacco, k-way, acqua, cappellino, crema solare e antizanzare e un telo.

INFO: Quota di partecipazione € 30 a persona, che include guida ambientale autorizzata, noleggio di kayak, pagaia e salvagente. Iscrizione obbligatoria esclusivamente mandando un messaggio WhatsApp al 329/2015682

A Tarquinia (VT) c’è L’Hippie Festival

Nel weekend del 12 e 13 giugno il centro storico di Tarquinia si animerà con la prima edizione dell’Hippie Festival che porterà in città arte, musica, spettacoli di artisti di strada, laboratori, seminari, incontri e tantissime bancarelle dove poter trovare abiti e oggetti anni Sessanta e Settanta, abiti in stile hippie, arredamento e oggetti dell’artigianato artistico. Non mancheranno nemmeno gli accessori, tra coroncine, bracciali, anelli, scarpe e borse.

Si potrà anche andare alla ricerca di pezzi unici di fine anni Sessanta, tra tavole da surf, cinture di pelle da motociclista, tavole da skate, lampade ricavate da casse di rum, apribottiglia originali e vassoi trasformati in lampade. Sono inoltre previste performance live, a partire da sabato 12 alle 18, con numeri di danza acrobatica, verticalismo, popping, eletric boogie e artisti di strada che offriranno spettacoli di magia, giocoleria e musica. Ogni serata si concluderà con lo show di fuoco e magia “L’uomo di cartapesta” di Godie.

Domenica 13 giugno alle 19, invece, è in programma lo spettacolo musicale della “Caracca tamburi itineranti” con un repertorio brasiliano ispirato alle musiche carnevalesche di Rio, Salvador del Bahia e Recife. Non mancheranno nemmeno laboratori per bambini e un bosco magico dove i più piccoli potranno trasformarsi in fate e folletti.

A Napoli alla scoperta delle “Dimore Arcane” del rione Sanità

Sabato 12 giugno, è in programma un nuovo urban tour alla scoperta dei palazzi nobiliari del Rione Sanità. Si parte alle 10 da Piazza Museo e si osservano Palazzo San Felice e Palazzo dello Spagnuolo, capolavori di Ferdinando Sanfelice.

Il meraviglioso Palazzo dello Spagnuolo

Si cammina poi tra le viuzze senza tempo del Quartiere Stella alla scoperta di palazzi meno noti, ma assai affascinanti, come Palazzo Albertini di Cimitile, in stile art nouveau, e Palazzo Sannicandro, legato alla leggenda di un alchimista del Settecento. Si arriva poi a Palazzo De Liguoro, con la sua scala ipnotica. Si arriva poi al Rione Sanità e si visita la Basilica di Sansevero fuori le Mura, dove si ammira il capolavoro di Jago “Il figlio velato” e la Cappella dei Bianchi di Sant’Antonio. Al termine, sosta golosa con il fiocco di neve di Poppella e un ottimo caffè napoletano.

“Il figlio velato”, capolavoro di Jago

La quota di partecipazione è di € 16 per il biglietto intero e di € 11 per ragazzi dai 7 ai 13 anni. Studenti universitari € 13. Comprensivi di visita guidata con due guide esperte, ingresso alla Cappella dei Bianchi e Figlio velato, degustazione. Prenotazione obbligatoria.

Fiocco di neve di Poppella

INFO: tel 351/1258465, dalle 10 alle 20, anche WhatsApp

A Palermo, un tour tra storia e street food

Sabato 12 giugno, alle 18, si parte da Piazza Marina per un goloso city tour alla scoperta del celebre “cibo di strada” di Palermo, tra le città più famose in Italia e al mondo per i suoi sapori “on the road”. Sarà un itinerario gastronomico con soste per degustare i tipici cibi di strada, accompagnati da un bicchiere di vino o di birra, e di ammirare alcuni dei monumenti più belli della città.

Si ascolteranno le storie delle monache di clausura che preparavano sfincioni e dolci ghiottissimi, si scopriranno le origini delle arancine e del panino ‘cca meusa, si assaggeranno panelle e cazzilli. Si ascolteranno le storie dei nobili e dei loro banchetti tenuti nelle sontuose sale dei palazzi, ma si passerà anche dalle antiche pasticcerie ormai scomparse, come quella in cui nacque la prima cassata con frutta candita.

La quota di partecipazione è di € 15, comprensivi di tour con guida abilitata e degustazioni. Prenotazione obbligatoria, così come uso della mascherina e distanziamento.

INFO: esplorasitisicilia@gmail.com




Il “Treno di Dante” è un convoglio a vapore che viaggia tra Firenze e Ravenna

Partirà ufficialmente il 3 luglio il Treno di Dante, con corse tutti i weekend, il sabato e la domenica, fino al 10 ottobre, a eccezione del 7 e 8 agosto (per lavori di manutenzione sulla linea).

È un’altra delle splendide iniziative da non perdere, in occasione delle celebrazioni per i 700 anni della morte del poeta. Si potrà così andare alla scoperta di alcuni dei luoghi più cari a Dante, che lo hanno visto protagonista o che sono stati da lui citati. Il Treno di Dante, infatti, collega idealmente Firenze, con partenza dalla Stazione di Santa Maria Novella, dove il Sommo poeta è nato nel 1265, a Ravenna, dove trascorse gli ultimi suoi anni di vita, portò a termine il suo capolavoro, e morì, nel 1321.

Il Treno di Dante, poi, non è un comune treno, ma uno splendido convoglio storia a carbone e a vapore, composto da tre vetture “centoporte”, un vagone bagagliaio attrezzato anche per il trasporto delle biciclette e trainato da un locomotore d’epoca. I posti a sedere sono 234, ma potranno essere occupati solo per la metà per rispettare le norme anti Covid.

In viaggio con Dante sulla “Faentina”

Il Treno di Dante collegherà Firenze, con partenza alle 9 del mattino, a Ravenna e percorrerà la linea ferroviaria storica “Faentina”, la transappenninica costruita nell’Ottocento tra Toscana ed Emilia Romagna, tra paesaggi mozzafiato da ammirare in questo viaggio “lento”, tra storia e natura.

La tratta storica della Faentina

Sono previste quattro fermate, durante le quali sarà possibile scendere e visitare castelli, monumenti, borghi medievali e colline facenti parte del parco letterario “Le Terre di Dante”. Vediamo allora le tappe del viaggio.

Dopo aver lasciato Firenze, il Treno di Dante prosegue verso Vaglia, il primo Comune del Mugello. La prima fermata è a Borgo San Lorenzo, che divenne dominio fiorentino nel 1290. San Lorenzo rimase tuttavia fedele ai Guelfi, i sostenitori del Papa, e subì, nei decenni seguenti, molti attacchi della fazione Ghibellina, sostenitrice dell’imperatore. Dante prese parte al Convegno di san Godenzo, tenutosi l’8 giugno 1302.

Borgo San Lorenzo

Si risale in carrozza e si continua verso Ronta, per poi toccare Scarperia e San Piero a Sieve, sempre nella provincia di Firenze, antichi domini della potente famiglia de’ Medici. Si sale poi verso le colline di Vicchio, dove nacquero Giotto e Beato Angelico e si oltrepassa lo splendido borgo di Crespino del Lamone. Si fa poi la seconda fermata a Marradi, che ha dato i natali al poeta Dino Campana. Il borgo è legato a Dante da un curioso aneddoto. Durante i primi tempi del suo esilio, durante la fuga da Firenze, il Sommo Poeta giunse a Marradi, dove gli fu rubato il cavallo.

Alle sue rimostranze, gli venne risposto che gli abitanti di Marradi erano tutti galantuomini. Al che, con l’arguzia che lo distingueva, Dante rispose con un gioco di parole, di cui esistono due versioni differenti. La prima sostiene che l’autore della Divina Commedia abbia esclamato “Sì’, marradi!”, altri che sia stato più esplicito uscendosene con un “Marradi, piantan fagioli e nascon ladri!” Oltre a ciò, il borgo vanta una storia antichissima. Qui ci sono infatti tracce di insediamenti dei Liguri, degli Etruschi e dei Celti, finché non venne conquistata dai Romani, che nel 59 a.C vi fecero costruire la prima strada che collegava Firenze a Faenza, facendone un importante snodo di comunicazione e punto di sosta per i viaggiatori.

Scorcio di Marradi

Dalla Toscana, il Treno di Dante entra poi in Romagna, dove fa la terza fermata a Brisighella, in provincia di Ravenna, annoverano tra i “Borghi più belli d’Italia”. Durante il suo esilio, che lo portò in giro per il nord Italia, Dante venne ospitato nella Rocca manfrediana. Altre eccellenze del borgo sono la medievale Torre dell’Orologio, del XIX secolo, e il Santuario di Monticino, del XVIII. Brisighella è famosa anche per le sue terme.

Brisighella con la rocca manfrediana

Si risale in carrozza e si fa una quarta sosta a Faenza, sempre nel ravennate, celebre il tutto il mondo per le sue ceramiche, ma anche perché Dante, nella Divina Commedia, la cita più volte, insieme a personaggi che fecero parte della storia della città. Da vedere la splendida Piazza del Popolo, cuore pulsante di Faenza, dove si affacciano il Palazzo Comunale e il Palazzo del Podestà. Da non perdere una visita al Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC), 

L’ingresso del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza

Infine, si risale in carrozza con destinazione finale Ravenna, dove si trova la tomba di Dante. Qui, infatti, il Sommo Poeta trovò la morte, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, a 56 anni, dopo aver contratto la malaria durante una sfortunata ambasciata a Venezia, che lo costrinse ad attraversare le paludose Valli di Comacchio. Ravenna è celebre per i suoi monumenti e i suoi meravigliosi mosaici.

La Tomba di Dante a Ravenna

Si risale poi sul Treno di Dante e si ritorna a Firenze, dove l’arrivo alla Stazione di Santa Maria Novella è prevista per le 18.

INFO

Prossimamente saranno rese note le modalità per l’acquisto dei biglietti per il Treno di Dante e i pacchetti turistici che includono




Musica a Milano: le note accompagnano i movimenti della città più vivace

Musica a Milano:  aspettando la  speciale decima edizione di Piano CityMusica a Milano,  i programmi dei Pomeriggi Musicali e di LaVerdi

 

 

Musica a Milano con I Pomeriggi Musicali e la rassegna “A tutto Brahms”

Il più grande tesoro della stagione appena conclusa sono stati gli abbonati che, anche nel periodo della sola trasmissione in streaming, hanno continuato a seguire la programmazione musicale, a scrivere, a commentare, a far sentire gli applausi e anche le critiche.

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Per questo, per ringraziarli e dare testimonianza del loro ruolo fondamentale, I Pomeriggi Musicali hanno istituito l’Albo degli Abbonati Emeriti.

Fino al 24 giugno I Pomeriggi Musicali invitano alla rassegna “A tutto Brahms”, otto concerti con più repliche al Teatro Dal Verme, lungo un percorso narrativo in più tappe che lega i concerti alle quattro sinfonie del compositore tedesco.

 

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Accanto all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali si alterneranno solisti e direttori di fama internazionale, per festeggiare insieme la ripresa delle attività dal vivo. Lo schema generale prevede il mercoledì alle ore 17 e alle ore 20 una doppia esecuzione dei concerti, mentre il giovedì sempre alle ore 17 e alle ore 20 quelle delle sinfonie.

Il festival “A tutto Brahms” si chiude con la quarta settimana di programmazione con il ritorno sul podio del direttore musicale James Feddeck mercoledì 23 giugno (ore 17 e ore 20) con l’ultimo grande solista ospite Pierre-Laurent Aimard che esegue il Concerto per pianoforte n. 2 in Si bemolle maggiore op. 83 e poi giovedì 24 giugno (ore 17 e ore 20) con la Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73.

 

Musica a Milano con Serenate estive  di laVerdi

Un graditissimo ritorno all’Auditorium di Milano: Thomas Guggeis dal vivo con laVerdi

 

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Serenate estive è il titolo dell’appuntamento che si terrà all’Auditorium di Milano mercoledì 16 e giovedì 17 giugno alle ore 19.30. Thomas Guggeis è stato  già protagonista di una memorabile registrazione del concerto di Capodanno dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (che ha registrato più di 41mila visualizzazioni online).

Guggeis salirà sul podio di Largo Mahler con un programma tripartito: la Fanfare for the Common Man di Aaron Copland, nota ai più nella versione progressive di Emerson, Lake & Palmer del 1977; la Serenata per Archi in Do maggiore op.18 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, uno dei brani che letteralmente “scorre” nelle vene dei Professori della Verdi, reminiscenza di quel leggendario primo concerto dell’orchestra, nel 1993; la Serenata n.2 in La maggiore op.16 di Johannes Brahms, datata 1859, a completamento del ciclo delle due serenate brahmsiane nell’ambito di questa programmazione.

 

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laverdi-Thomas-Guggeis

Nel Dicembre 2020 l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, come da tradizione, si appresta a preparare (e, in quel caso, registrare) la Sinfonia n.9 di Ludwig van Beethoven. Sul podio un giovanissimo direttore, un talento però ormai consacrato e attestato dalla stima da parte di un grande musicista leggendario come Daniel Barenboim, di cui è stato assistente alla Staatsoper di Berlino. Si parla di Thomas Guggeis, giovane e brillante musicista proiettato nel firmamento della direzione d’orchestra.

In quell’occasione Guggeis  diresse a memoria. Una dimostrazione di rara versatilità, ma anche di estrema padronanza del repertorio.

Il Carnet dal Vivo! offre la possibilità di scegliere tre spettacoli diversi tra loro. Acquistando due carnet, lo spettatore avrà diritto a un biglietto omaggio per uno spettacolo a scelta.

biglietteria@laverdi.org

 

Piano City Milano compie 10 anni: appuntamento al 25, 26 e 27 giugno.

10 quartieri per 100 concerti: ecco  la speciale decima edizione del festival di pianoforte più atteso dell’anno

 

Locandina-Piano-City-Milano-2021
Locandina-Piano-City-Milano-2021

 

Omaggi a Dante, Franco Battiato, Paolo Castaldi, Chick Corea, Beatles, Ennio Morricone e altri ancora…insieme a una prima mondiale di 14 ore di Eva-Maria Houben

Lo scorso anno Piano City Milano si è contraddistinto per essere riuscito a unire la formula del concerto in streaming alla dimensione del live, riportando, per la prima volta dopo il lungo periodo di lockdown, la musica tra le vie della città.

 

PianoCityMilanoPreludio-2020_Elisa-DAuria
PianoCityMilanoPreludio-2020_Elisa-DAuria

 

Quest’anno la manifestazione torna finalmente in presenza con 100 concerti in 10 luoghi simbolo, sempre nel completo rispetto delle norme di sicurezza per la salute pubblica.

Le note dei pianoforti risuoneranno da 10 importanti quartieri della città di Milano, ma la loro magia sarà trasportata lontano grazie a un palinsesto di dirette streaming che permetteranno a tutti coloro che non potranno partecipare dal vivo di vivere anche a distanza le emozioni di Piano City Milano.

«Negli anni il festival ha portato la musica ovunque, strade, cortili, case private e luoghi ameni  – dichiara Ricciarda Belgiojoso, direzione artistica di Piano City Milano – L’edizione di quest’anno assume un significato particolare, per riprendere a fare musica insieme in sicurezza. Per i nostri 10 anni vi aspettiamo con 100 concerti, ospiti d’eccezione italiani e stranieri, grandi nomi e giovani talenti e naturalmente ogni genere musicale».

musica-a-milano-PianoCityMilanoPreludio-2020_Guido-Coppin
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Piano City Milano è andato alla ricerca di luoghi nuovi e insoliti per raccontare la città attraverso la musica e la cultura: le note hanno risuonato dai tram, dai tetti, hanno invaso le case, i cortili le piazze, i parchi, i musei, le terrazze, le scuole, trasformando la città in un unico grande palcoscenico.

Nei giorni precedenti alla rassegna, il 24 e il 25 giugno, Piano City Milano offre una masterclass di perfezionamento per giovani pianisti, con il Maestro Davide Cabassi, incentrata sui cinque concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven, che saranno eseguiti anche durante il festival nella versione a due pianoforti.

 

 

Musica a Milano: arriverà Don Chisciotte al TAM

Mentre godiamo la musica a Milano in questo inizio di estate, possiamo anche prenotare i biglietti per Don Chisciotte  allestito dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, con la direzione di Manuel Legris.

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Don-Chisciotte-Nicoletta-Manni-ph-Brescia-Amisano-Teatro-alla-Scala

 

Coreografia Rudolf Nureyev, Musica Ludwig Minkus, Orchestrazione e adattamento John Lanchbery. Una Produzione Teatro alla Scala al  TAM Teatro Arcimboldi Milano dal  29 al  31 ottobre.

Con la sua frizzante energia, con i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, Don Chisciotte di Rudolf Nureyev trasporterà il pubblico con freschezza, allegria, virtuosismi e ricchezza coreografica in una Spagna affascinante, tra danze di gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candore sospeso del giardino delle Driadi.

www.ticketone.it

 

 

E dopo i concerti?

A cena o dopo cena in un locale di  grande atmosfera: Shambala.

E’ Shambala aperto in un giardino incantato asian style da godere  ogni sera o per il brunch (anche di sabato).

 

shambala
shambala

 

Il celebre ristorante fusion in fondo a via Ripamonti riapre per la bella stagione il suo giardino da favola, per cene in tutta sicurezza e per un doppio appuntamento con il brunch, il sabato e la domenica.

Shambala, la locanda asiatica dai grandi alberi, da più di vent’anni tra i ristoranti etnici più amati da milanesi e non solo, torna ad offrire ai palati gourmet il viaggio di profumi e sapori asian fusion, thai e vietnamiti, immersi in un’atmosfera senza eguali in città.

Una food experience memorabile, da gustare in tutto relax nell’incantevole giardino in stile asiatico dalla pavimentazione in legno, circondato da salici contorti, canapa, piante di bambu e una fontana con carpe

Shambala,  Via Ripamonti 337, Tel. 02.5520194

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