Weekend green a Varese: un’oasi intatta e un tuffo nella preistoria, con la nuova Ford Kuga ibrida plug-in

Ville liberty, giardini sul lago, itinerari naturalistici e un’isoletta con palafitte del Neolitico, sito Unesco. Un tuffo nella preistoria, ma anche un’immersione nella natura autentica, dove il tempo sembra essersi fermato. Per il nostro Weekend Premium abbiamo scelto il Lago di Varese, incastonato in un’invidiabile posizione geografica ai piedi delle Prealpi Varesine. Ad accompagnarci in questo viaggio dal sapore green non poteva che essere un’auto ibrida ricaricabile: la nuova Ford Kuga plug-in hybrid, che assicura una guida in modalità completamente elettrica per decine di chilometri e permette all’automobilista di scegliere quando e come utilizzare la batteria attraverso le diverse modalità EV.

Reperti archeologici all’Isolino Virginia

Andiamo subito a scoprire come vivevano qui nell’epoca preistorica. A pochi chilometri dalla riva occidentale del lago di Varese, l’Isolino Virginia custodisce uno dei più importanti siti palafitticoli del Neolitico, risalente al 3500 a.C. Oggetti di quarzo, lamine di selce e ossidiana, cuspidi di freccia sono esposti nel civico Museo Preistorico, raggiungibile in barca da Biandronno. La visita si completa con un percorso didattico che illustra la vita delle popolazioni preistoriche, alloggiate sulle palafitte. L’Isolino Virginia è patrimonio dell’Unesco. Storia e ambiente creano in questo sito un equilibrio di profonda bellezza. Nel tempo quest’isola è sempre stata rinomata come oasi di tranquillità, mantenendo il fascino di paesaggi non molto dissimili a quelli dei tempi neolitici.

Oasi

Per gli appassionati della natura, si prospetta pure l’occasione di addentrarsi nelle stradine a sud del lago, che penetrano in una zona paludosa ricca di vegetazione spontanea, la Riserva naturale della Palude Brabbia, con i suoi sentieri e le sue strutture d’osservazione (l’ideale per gli amanti del Birdwatching). Affidata alla Provincia di Varese, che la gestisce in collaborazione e tramite una convenzione con la Lipu, la Palude Brabbia è riconosciuta come “zona umida di importanza internazionale”.

Per la sua varietà di ambienti, la Riserva naturale Palude Brabbia, oasi Lipu, è molto interessante da visitare e ricca di vita selvatica. Sono infatti 160 le specie di uccelli segnalate nell’area protetta, come il Falco pescatore, il Pettazzurro, l’Airone, il Picchio e il Gufo. Le rive si presentano coperte da fitti canneti, che offrono rifugio ad una ricca e variegata fauna. La Riserva naturale è dotata di un centro visite (nel paese di Inarzo).

Com’è la nuova Ford Kuga plug-in hybrid

La nuova Ford Kuga plug-in hybrid garantisce l’autonomia di guida e la libertà di un motore termico, unite all’efficienza di un motore elettrico. In sostanza, il Suv ibrido ricaricabile dà la possibilità di viaggiare in modalità 100% elettrica con un’autonomia di oltre 50 km, scegliendo di muoversi a zero emissioni nei centri abitati e godere dei vantaggi dell’ibrido, senza l’ansia di dover ricaricare la batteria.

Il powertrain ibrido plug-in della nuova Ford Kuga è composto da un motore benzina a quattro cilindri Atkinson da 2.5 litri, un motore elettrico e una batteria agli ioni di litio (integrata nel pianale dell’auto) da 14,4 kWh. Potenza complessiva: 225 CV. La trazione è anteriore. L’autonomia in modalità elettrica è di 56 km (si può raggiungere la velocità di 130 km/h), mentre i consumi si attestano sui 1,4 l/100 km, con emissioni di CO2 a partire da 32 g/km (dati omologati secondo il ciclo WLTP).

Come va su strada

Su strada, la Kuga plug-in non dà pensieri: piacevole e intuitiva, ben isolata dal punto di vista acustico. Lo sterzo è corposo, l’assetto morbido senza essere troppo cedevole in curva. Un’auto perfetta per i lunghi viaggi, ma anche per brevi spostamenti. Tanti i sistemi di assistenza alla guida, che hanno permesso al modello di ottenere le 5 stelle Euro NCAP. Le linee esterne e la potenza del sistema ibrido, però, non devono ingannare: la Kuga, in questa versione ibrida ricaricabile, non è una macchina sportiva, ma attenta all’ambiente. In simbiosi perfetta con l’atmosfera del nostro weekend sul Lago di Varese.

Tempo libero

Non solo oasi e archeologia, ma anche relax e attività all’aria aperta. Località pittoresca sul Lago di Varese, a pochi minuti dalla cittadina lombarda, il Lido della Schiranna offre varie opportunità di sport e svago. Passeggiando sulla battigia e osservando il paesaggio, sembra di vedere un dipinto, dove montagne (spesso imbiancate) e alberi rigogliosi occupano la scena. In lontananza la catena delle Alpi fa da sfondo e, nelle giornate limpide, il Monte Rosa si staglia nitido, avvolto da una luce magica. Le sponde del lago sono disseminate di eleganti ville signorili e di piacevoli costruzioni che ben si armonizzano con la vivacità del paesaggio. Ricca la fauna lacustre: cormorani, aironi, gallinelle d’acqua, gabbiani e cigni, talmente confidenti da lasciarsi avvicinare per avere un po’ di pane secco. Sfrecciano le canoe, che si alternano ai pescatori (a bordo di piccole imbarcazioni o seduti in riva al lago), alla ricerca di lucci, persici, alborelle o anguille.

Peculiarità di questa zona è il ventaglio di opportunità sportive: una pista ciclabile, che parte dallo Schiranna, abbraccia l’intero perimetro del lago e permette agli amanti del jogging e della bicicletta di osservare paesaggi pittoreschi e respirare aria fresca praticando attività sportiva, mentre tra banchi di ninfee e fiori di loto galleggianti si fanno strada le vogate dei canottieri. Per non parlare del volo a vela e del Parco Zanzi, uno dei polmoni verdi della città, attrezzato con tavoli che permettono ai visitatori di trascorrere intere giornate all’aria aperta, all’insegna della natura e del divertimento.

Dome dormire: Villa Borghi

Un consiglio per la notte? Villa Borghi, a Varano Borghi, un tempo dimora della Famiglia Borghi. Il sontuoso palazzo è stato sottoposto, nell’Ottocento, a un restauro che gli ha donato le aggraziate linee, tipiche dello stile Liberty, che oggi caratterizzano l’intera struttura. L’hotel è circondato da un parco di 65.000 mq, ricco di piante secolari (qualcuna anche rara) e facilmente percorribile grazie alla presenza di comodi sentieri. Immancabile la piscina all’aperto.

Dove mangiare: ristorante Dei Nobili

All’interno di Villa Borghi c’è pure un ristorante, articolato in due sale: Sala “Delle Dame” e Ristorante “Dei Nobili”. Al servizio degli ospiti, un’ampia scelta gastronomica. La cucina unisce la tradizione all’innovazione, ponendo sempre molta attenzione alla scelta delle materie prime e al prodotto tipico locale.

La compagna di viaggio: scheda tecnica

La nuova Ford Kuga è l’auto dell’Ovale Blu più elettrificata di sempre. Si tratta del primo modello a offrire tre declinazioni di ibrido: mild hybrid, plug-in Hybrid e Hybrid, promettendo una riduzione dei consumi fino al 30%. Dal punto di vista estetico, la nuova generazione s’ispira alla Focus, con cui condivide la piattaforma: le linee taglienti e gli spigoli lasciano spazio a una silhouette morbida e fluida, capace di ricreare un gioco di forme sinuoso e accattivante, tipico delle berline. Grazie alle nuove funzionalità dell’app FordPass e del modem integrato FordPass Connect, l’esperienza di possesso per i clienti di Kuga plug-in hybrid è ancora più connessa. Ricarica wireless e sistema di infotainment Sync 3, supportato da un touchscreen centrale da 8 pollici.

Come tutte le auto ibride alla spina, la nuova Ford Kuga plug-in si ricarica automaticamente durante la guida e può essere ricaricata anche tramite una presa esterna. Con  una comune presa elettrica, a casa o in ufficio, la ricarica completa richiede circa 6 ore. Tempi dimezzati utilizzando una colonnina pubblica o installando una wallbox. Nell’auto, la presa si trova sul parafango anteriore. Utilizzando la ricarica rigenerativa, che cattura l’energia cinetica normalmente persa durante la frenata, la nuova Kuga plug-in recupera l’energia nelle decelerazioni. Attivando la modalità “EV Charge” si può scegliere anche di usare il motore a combustione interna per ricaricare la batteria.

Potenza complessiva: 225 CV
Cilindrata motore termico: 2.488 cc – benzina
Accelerazione 0-100 km/h: 9,2 secondi
Velocita massima: 200 km/h
Autonomia a trazione elettrica: 56 km (ciclo misto WLTP)
Consumi: 1,4 l/100 km
Emissioni CO2: 32 g/km
Prezzo: da 38.250 euro

 

 




Con la nuova Mercedes Classe A ibrida plug-in, tra vigneti e fortezze in Val Tidone

Di Vincenzo Bonanno

 

Silenzi, colline, boschi, vigneti e castelli, ma anche piatti tipici e vini profumati. Tra le province di Pavia e Piacenza, a cavallo fra l’Emilia Romagna e la Lombardia, si estende una terra ricca di quiete e bellezza. È la Val Tidone, meta del nostro Weekend – Test Premium, che si presenta ai suoi viaggiatori come una sorpresa inaspettata, dove si riassapora il gusto autentico dell’Italia meno nota. Ad accompagnarci in questa scoperta, la nuova Mercedes Classe A 250 e EQ Power Automatic, la versione ibrida plug-in della compatta tedesca. L’auto offre i vantaggi di due mondi: da un lato ci si può spostare in città con la sola trazione elettrica, dall’altra si può fare affidamento sull’autonomia del motore a combustione interna per gli spostamenti più lunghi. Nel complesso, la vettura diventa ancora più efficiente, perché recupera energia in frenata. I veicoli ibridi plug-in rappresentano un’importante pietra miliare verso la mobilità a zero emissioni.

 

 

Prima tappa: Borgonovo Val Tidone

La voglia di relax e l’entusiasmo di esplorare un territorio poco conosciuto sono gli ingredienti base del nostro Weekend Premium. Cominciamo da Borgonovo Val Tidone (uscendo dall’autostrada A1 a Casalpusterlengo e proseguendo per la sp 234 e l’ex ss 412). Qui, da non perdere la Rocca municipale, un tempo castello di difesa circondato da un fossato pieno d’acqua e oggi sede degli uffici comunali. Vi si accede da due ponti in muratura comunicanti, ricostruiti mantenendo fede a quelli originali. Merita una visita anche la Chiesa di Santa Maria Assunta, di chiaro gusto gotico-lombardo, che vanta il titolo di “collegiata” perché ospitò un collegio dei canonici. Le case del centro storico un po’ la nascondono, ma basta prendere come riferimento l’alto campanile per scoprire l’imponente facciata in mattoni.

La Rocca di Borgonovo Val Tidone è un concentrato di storia e fascino: la cornice ideale per far da sfondo alle linee sinuose della Classe A 250 e.

Mercedes Classe A ibrida plug-in

La nuova Mercedes Classe A 250 e EQ Power Automatic si caratterizza soprattutto per un inedito piacere di guida a zero emissioni, perfetto per l’utilizzo quotidiano. Il motore elettrico eroga 75 kW e permette di percorrere dai 60 ai 68 km (nel ciclo di omologazione Wltp); insieme al quattro cilindri da 1.3 litri (160 CV), l’auto raggiunge una potenza complessiva di 218 CV e una coppia totale di 450 Nm. Cambio a doppia frizione 8F-DCT. La Classe A 250 e reagisce in modo immediato alla pressione del pedale dell’acceleratore, per prestazioni di tutto rispetto: scatto da 0 a 100 km/h in 6,6 secondi e velocità massima di 235 km/h (140 km/h in puro elettrico).

Fiore all’occhiello

La Rocca d’Olgisio, a Pianello Val Tidone, è la perla della Val Tidone. È la più antica fortezza del piacentino e probabilmente anche la più suggestiva, grazie alla sua architettura e alla sua posizione strategica, che l’ha resa una roccaforte inespugnabile in diversi periodi storici, dal Medioevo fino alla Seconda Guerra Mondiale. Difesa da ben sei cinte murarie, integra armoniosamente strutture medievali e rinascimentali.

 

Panorami splendidi e un castello dal sapore antico caratterizzano la Rocca d’Olgisio. Ci siamo arrivati con la Classe A ibrida plug-in.

Costruita sulla roccia, la fortezza domina l’intera vallata: quando la giornata è limpida, dalle sue mura si gode di un panorama mozzafiato. Non a caso, il punto più suggestivo è il camminamento nel sottotetto. La Rocca è soprannominata “arx impavida”, “fortezza che nulla teme”, come recita lo stemma all’ingresso. Nel giardino, molto curato, ci sono piante secolari, fiori profumati, statue e un pozzo profondo circa 50 metri, collegato all’esterno da una galleria scavata nella roccia per permettere la fuga in caso di assedio. Girando per le stanze interne, l’impressione è quella di essere catapultati in un mondo lontano. Che siate appassionati d’arte, inguaribili romantici o in cerca di fantasmi, passaggi segreti e storie misteriose, la Rocca d’Olgisio non vi lascerà delusi.

È l’ora di un bel calice

Ampio l’assortimento dei vini doc della Val Tidone: Gutturnio, Barbera, Bonarda, Cabernet (i rossi), Sauvignon, Chardonnay, Malvasia e Ortrugo (i bianchi). L’occasione è perfetta per visitare la cantina Santa Giustina. L’azienda vitivinicola si trova sulle alture che sovrastano Pianello Val Tidone, esattamente ad Arcello. Appartenente alla famiglia Bucciarelli da circa sessant’anni, trova posto all’interno di un antico borgo medievale, che è stato recuperato attraverso un accurato restauro. “Sapienti mani mi hanno coccolato, mentre stavo naturalmente adagiato sotto il sole delle morbide colline della Val Tidone.

Il nostro viaggio enogastronomico nel piacentino con la nuova Mercedes Classe A 250 e raggiunge il suo apice alla Cantina Santa Giustina di Arcello, nel cuore della Val Tidone. Tanto verde e i panorami mozzafiato dei colli a “cullare” la nascita dei vini più noti della zona.

Ora riposo, al sicuro, inebriato dai preziosi profumi di legni francesi. Sarò cosi pronto per viaggiare alla scoperta del mondo”. Dai mosti in fermentazione prendono forma rossi e bianchi, fermi e frizzanti, freschi e vivaci oppure corposi e di carattere, fino ad arrivare agli spumanti e ai passiti. Dal Gutturnio al Barbera, dal “Rosa d’Inverno” al “Villa Soldati”, dal “Barbaro” allo “Stellato”, passando per “Anricus” e “I Muri”, tutti i vini di Santa Giustina sono caratterizzati da inconfondibili personalità, che nascono dalla sapiente unione tra le più antiche tradizioni contadine locali e le più moderne innovazioni tecnologiche in ambito enologico.

Come va quest’ibrida plug-in

Nelle foto, gli interni della nuova Mercedes Classe A 250 e, con il sistema multimediale MBUX e un paio di scatti della vettura sotto carica.

La Classe A 250 e EQ Power è agile fra le curve e risulta confortevole, anche per merito delle sospensioni efficaci. Tra l’altro, si apprezza subito il feedback dello sterzo, che conferma le sue doti di precisione e progressività riscontrate sulle altre versioni del modello. La spinta del powertrain, forte di 218 CV e di 450 Nm di coppia, è corposa e orchestrata dalla trasmissione automatica doppia frizione a otto rapporti, che risulta generalmente fluida. Da notare che le palette al volante, oltre che per cambiare marcia quando il motore termico è attivo, possono essere usate anche per regolare l’intensità della frenata rigenerativa durante la marcia in elettrico. Il carattere dell’auto cambia anche in base alle modalità di guida selezionabili. Ai classici programmi comfort, eco e sport se ne aggiungono due nuovi: electric e battery level.

Non solo in auto

Si può ammirare e assaporare la Val Tidone anche a piedi e in bicicletta. Non mancano i sentieri e i percorsi che permettono di avventurarsi in luoghi immersi nella natura, con viste magnifiche e una pace incredibile. Imperdibile il Sentiero del Tidone, unico nel suo genere. Si tratta di un percorso di oltre 69 km che costeggia il torrente Tidone, dalla confluenza nel Fiume Po fino alla sorgente in località Case Matti (provincia di Pavia). Il sentiero prevede vari punti di accesso ed è percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo. Percorrerlo significa immergersi nella bellezza paesaggistica, così varia e suggestiva, della Val Tidone.

Il sentiero del Tidone è un’oasi di relax e di trekking nel cuore dell’omonima Valle. L’ambiente ideale per accogliere la nostra Classe A ibrida plug-in.

Ad eccezione di qualche chilometro in asfalto, il sentiero si presenta con fondo in terra battuta o ghiaia. Previsto l’attraversamento del torrente in alcuni punti tramite guadi, che però possono essere facilmente evitati grazie a brevi varianti indicate con apposite tabelle. Lungo il percorso sono presenti altri cartelli in legno, che indicano il tracciato e danno informazioni sulla distanza progressiva.

Dove dormire

L’Hotel Torre di San Martino si trova all’interno del borgo medievale di Rivalta, a Gazzola. Fra le suggestive mura del castello, dominato dall’elegante torre cilindrica, ecco un albergo di charme dalle atmosfere esclusive. Tutte le camere rappresentano pagine di storia, impreziosite da mobili d’antiquariato e sontuosi letti a baldacchino. Volendo, ci si può rilassare anche nella vicina spa.

Nel varcare l’arco d’ingresso al borgo si percepisce l’accogliente abbraccio della cinta muraria e l’equilibrio architettonico di un gioiellino di quasi mille anni, mantenuto e restaurato con sapienza e gusto. I portoncini d’ingresso delle casette, l’acciottolato dei vicoli, l’austerità del cancello che prelude al castello, lo squarcio del parco, il torrione e lo sventolare della bandiera del castello, la presenza imponente e rassicurante della torre sono tutti elementi che donano al luogo una dimensione magica, in cui il visitatore perde piacevolmente la cognizione di tempo e spazio.

Dove mangiare

Nel contesto incantato del Borgo di Rivalta oscilla l’insegna metallica dell’Antica Locanda del Falco, raffigurante una capiente zuppiera tondeggiante che richiama alla mente rinvigorenti brodi caldi e tavole imbandite. La cucina dell’Antica Locanda del Falco s’ispira alla ricchezza gastronomica della tradizione del territorio e deve il suo successo all’utilizzo di materie prime di alta qualità, alla semplicità delle preparazioni, alla capacità di cogliere desideri e preferenze della clientela, rinnovando il menù con nuove proposte. All’ingresso del locale si viene subito rapiti dai profumi e dai colori delle belle esposizioni di frutta, verdure, salumi, formaggi, vini e liquori della bottega: un locale di grande suggestione che parla di qualità e di legami con il territorio. Per respirare l’autenticità di questa terra.

Compagna di viaggio 

La batteria ad alto voltaggio agli ioni di litio (da 15,6 kWh) della Classe A 250 e EQ Power può essere ricaricata con corrente alternata o continua. La presa di corrente si trova nella fiancata destra della vettura. Se collegata a una wallbox da 7,4 kW in corrente alternata (CA), quest’ibrida plug-in compatta passa da un livello di carica (SoC, Status of Charge) del 10% al 100% in 1 ora e 45 minuti. La ricarica in corrente continua (CC) richiede circa 25 minuti per portare il livello di carica dal 10 all’80%. Il sistema di infotainment MBUX (Mercedes-Benz User Experience) aiuta l’automobilista a cercare le colonnine di ricarica. La capacità dell’MBUX di comprendere il linguaggio naturale consente di avviare la ricerca pronunciando, per esempio, la frase “Hey Mercedes, trova le colonnine di ricarica nelle vicinanze”. A bordo si è accolti in un abitacolo confortevole e pratico. Spicca il doppio display da 10,25 pollici. I sistemi di assistenza alla guida, poi, sono precisi.

Scheda Tecnica

Potenza complessiva: 218 CV
Coppia complessiva: 450 CV
Cilindrata motore termico: 1.332 cc
Accelerazione 0-100 km/h: 6,6 secondi
Velocità massima: 235 km/h
Autonomia a trazione elettrica: 60-68 km
Consumi (ciclo combinato): 1,5 l/100 km
Emissioni CO2 (ciclo combinato): 34-33 g/km
Prezzo: da 42.397 euro

 




A Firenze con la nuova Peugeot 508 Hybrid

L’assenza del turismo di massa ci ha regalato la magia unica e irripetibile di vivere la culla del Rinascimento sotto una nuova lente. Per il nostro Weekend – Test Premium abbiamo scelto il capoluogo toscano con il suo fascino senza tempo. Muniti di permesso speciale, abbiamo percorso in esclusiva tutte quelle zone di Firenze normalmente interdette al traffico. Ad accompagnarci è stata la nuovissima Peugeot 508 Hybrid che ci ha permesso di viaggiare a zero emissioni.

Ecco il video del nostro viaggio!

 




Da Arese a Monza, con l’Alfa Romeo Giulia, per respirare storia e passione

Una storia di tecnica, creatività, cultura dell’auto e visione del futuro, ma soprattutto di passione, quella che lega da sempre l’Alfa Romeo ai numerosi appassionati in giro per il mondo e che le ha consentito di tagliare, il 24 giugno 2020, il traguardo dei 110 anni. Un legame forte, quasi viscerale, quello del popolo del Biscione, che resiste nel tempo, quasi scontato se esaminato con la lente delle motivazioni tecniche ed emozionali. Centodieci anni di storia è un traguardo che pochi costruttori d’auto possono vantare e che di conseguenza non può che imporre ad Alfa Romeo la missione di restituire la gratitudine a chi ancora oggi, centodieci anni dopo, ha ancora il Biscione nel cuore.

Per il nostro Weekend – Test Premium abbiamo scelto un percorso nei dintorni di Milano e in Brianza, alla scoperta di quei luoghi custodi dell’alfismo, un sentimento diventato quasi un credo, alla base di una relazione che va al di là del semplice attaccamento tra un consumatore e un marchio. Per l’occasione, come weekend-car, non potevamo che farci guidare dalla nuova Alfa Romeo Giulia, fresca di restyling e simbolo della rinascita del marchio in chiave moderna.

A bordo della berlina sportiva di segmento D, l’esperienza di guida evolve in nuove direzioni: la tecnologia, la guida autonoma e la connettività, applicate al prezioso patrimonio tecnico e all’ineguagliabile dinamica di guida. Esordiscono i sistemi Adas di livello 2, in perfetto equilibrio tra piacere di guida e sistemi di assistenza; il nuovo infotainment, fruibile e intuitivo con servizi connessi e l’inedito Alfa Connect 8.8’’ touchscreen, ottimizzato nella grafica. L’interfaccia uomo-macchina è stata completamente ridisegnata, mentre gli interni offrono materiali rinnovati e una nuova organizzazione degli spazi, per un comfort di bordo di livello superiore. Tra le tante novità, una certezza: il piacere di guida resta un riferimento.

Lì dove tutto è partito… o quasi

Auto da corsa del passato e del presente sono esposte alla Scuderia del Portello, a Seregno (MB).

Prima tappa del nostro Weekend Premium, il Portello, a Milano: un quartiere la cui storia è strettamente legata all’omonima fabbrica Alfa Romeo, dismessa negli anni 80. Un passato glorioso (nel 1950 entravano in stabilimento ogni giorno 4.696 operai, 1.158 impiegati e 28 dirigenti), di cui oggi resta solo una targa commemorativa: Parco Industria Alfa Romeo. L’area verde occupa parte dell’area dove sorgeva quella fabbrica che ha dato lavoro a migliaia di persone e ha contribuito allo sviluppo economico e sociale di tutta la città e del Paese. Dal 2000, l’area del Portello è stata oggetto di interventi di riqualificazione, che ne hanno trasformato l’identità, partendo dai complessi residenziali per arrivare a Casa Milan.
Pochi sanno che ANONIMA LOMBARDA FABBRICA AUTOMBILI (A.L.F.A.) era sull’orlo del fallimento prima che l’ingegner Romeo (di origini napoletane) la salvasse.

Il quartier generale

Usciamo da Milano per spostarci ad Arese (prendendo l’autostrada dei laghi e imboccando la prima uscita subito dopo il casello). Era il 1963 quando qui veniva inaugurato il nuovo stabilimento Alfa Romeo. Una catena produttiva che da un pezzo di lamiera produceva un’auto ogni due minuti, un vero record per l’epoca. Un’epoca di cui ancora oggi parliamo e ci lasciamo suggestionare: è la storia dell’Alfa Romeo, racchiusa nel museo storico di Arese. Il prezioso spazio custodisce le più significative creazioni del marchio e rappresenta un ponte tangibile tra le epoche e le generazioni.

La nuova Alfa Romeo Giulia ritratta all’ingresso del Museo Alfa Romeo ad Arese, simbolo della storia del Biscione.

Una timeline di vetture leggendarie scandisce le tappe di una storia lunga e prestigiosa: dalla 24 HP, prima automobile costruita al Portello, alla 8C Competizione, sogno del nuovo millennio. Minimo comune denominatore: la bellezza. La forma pura si modella sulla funzione con uno stile unico, che rende immortali. Senza dimenticare il cuore sportivo. Una leggenda fatta di uomini, auto, vittorie e tecnologia. Un racconto epico, scritto sull’asfalto dei circuiti di tutto il mondo.

Al volante di Alfa Romeo Giulia: come va

Tecnologia applicata al patrimonio tecnico e alle emozioni di guida che contraddistinguono ogni creazione del Biscione. Difficile rimanere freddi davanti alla nuova Giulia. A maggior ragione nel caso della Veloce, sotto un certo profilo ancora più Alfa del solito (spinta dagli apprezzati propulsori 2.0 turbobenzina da 280 CV e 2.2 turbodiesel da 210 CV), visto che si è regalata la trazione integrale Q4 e motori più potenti. Il cambio è l’automatico ZF a otto rapporti, capace di assicurare passaggi di marcia ben raccordati in ogni condizione. Alla guida, la berlina Alfa offre la sensazione di un controllo elevato, con i limiti che sembrano sempre lontani. Il risultato è un’auto prestazionale e molto sicura. In condizioni normali, la Q4 è una posteriore pura, diventa integrale solo quando serve. A bordo della nuova Giulia si crea un rapporto simbiotico tra driver e vettura, grazie allo sterzo diretto, alla dinamica di guida, che è ormai un riferimento indiscusso, e alle risposte dell’auto, sempre sincere ed entusiasmanti.

In pista

Il marchio di Arese ha un rapporto particolare con il circuito di Monza, conosciuto anche come il “tempio della velocità”. 95 anni fa (il 6 settembre 1925), il primo titolo mondiale (Gastone Brilli Peri, sulla P2, vince il Campionato Automobilistico del Mondo). Da allora, seguono una serie di successi ottenuti sull’asfalto lombardo sia con monoposto, sia con prototipi e vetture Turismo. Così, da Arese arriviamo a Monza. Due posti collegati da un filo diretto, così sottile quanto indissolubile. Oltre al circuito (quasi l’habitat naturale della nostra Giulia turbobenzina), nella cittadina brianzola merita una visita anche la Villa Reale, costruita per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria tra il 1777 e il 1780, come residenza estiva per il figlio Ferdinando d’Asburgo, governatore generale della Lombardia austriaca.

La nuova Alfa Romeo Giulia ritratta all’ingresso dell’autodromo di Monza, tempio della storia delle corse e di quella del marchio di Arese.

Quando il Lombardo-Veneto viene annesso allo Stato del Piemonte, la storia della Villa finisce per incrociarsi inevitabilmente con il destino dei Savoia. Nel 1934, con regio decreto, Vittorio Emanuele III dona la Villa ai Comuni di Monza e di Milano. Oggi la Villa Reale è di proprietà congiunta del Comune di Monza, della Regione Lombardia e del Demanio dello Stato. Da visitare anche i giardini (che circondano gli edifici del complesso monzese) e il parco (di ben 700 ettari).

Dove mangiare e dormire

L’Hotel de la Ville è un albergo di lusso, che gode di una posizione unica e invidiabile: di fronte alla Villa Reale di Monza e al suo splendido parco, a pochi passi dal centro storico pedonale. Di grande personalità e fuori dagli schemi, l’Hotel de la Ville (quattro stelle lusso) è una dimora sontuosa con anche un magnifico ristorante pluripremiato, il Derby Grill. Dalla fantasia dello chef Fabio Silva, si propone il meglio della cucina italiana, con richiami alle tradizioni della Brianza, in un ambiente di assoluto charme. Un’esperienza gourmet.

Tappa a Legnano

Con la Giulia turbobenzina da 280 CV ci dirigiamo a Legnano. Qui, al Museo Fratelli Cozzi, c’è un altro appuntamento da non perdere per i cultori dell’alfismo. Una location tutta made in Italy, che accoglie la collezione di Pietro Cozzi (fondatore, insieme ai suoi fratelli, della concessionaria e dell’officina Cozzi): oltre 60 Alfa Romeo raccontano 60 anni di storia. Una visita al museo è un evento unico: le auto iconiche e un archivio con preziosi documenti. Ogni auto ha una storia particolare e vale davvero la pena di visitare il museo per scoprire tanti aneddoti, come quello relativo al record tuttora imbattuto di uno degli esemplari unici della collezione, la 155 Q4 che nel 1992 ha battuto il record di velocità sul lago salato di Bonneville.

La rassegna inizia con una vettura molto speciale, l’Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d’Oro, in arte “Gobbone”, la vettura che sancisce la fine della produzione artigianale Alfa Romeo a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra. Il Museo Cozzi è una cattedrale del collezionismo, il tempio di una passione: 3 navate con al centro le spider e ai lati coupé e berline. Troviamo in successione i modelli principali dal dopoguerra al 2000: dalla 2600 berlina (e le sue varianti Coupé e Spider), fino alle varie Alfetta, Giulietta, Alfasud, Alfa 6, 75, 90, 156 e 166, oltre alle GTV e Spider di fine anni 90. Non solo auto ma anche preziosi archivi che racchiudono poster, informazioni tecniche, locandine pubblicitarie e promozionali dell’epoca. Qui si respira il profumo della storia.

La scuderia

Da Legnano, attraverso l’A9 e la SP 35, arriviamo a Seregno. Ultima tappa, il quartier generale della Scuderia del Portello, fondata ad Arese il 3 febbraio 1982, con il patrocinio della Casa madre, grazie all’adesione di una schiera di appassionati proprietari Gentlemen Drivers di Alfa Romeo, pronti a difendere in pista il glorioso passato agonistico del Biscione. Un museo dinamico di Alfa Romeo storiche da competizione. L’attuale presidente e team principal è Marco Cajani. La Scuderia del Portello rappresenta in pista la “storia del marchio sportivo Alfa Romeo”.

Organizza e partecipa a leggendarie gare Internazionali come la 24 Ore del Nurburgring, la London-Sydney Marathon e la London-Mexico Marathon, la 6 Ore di Spa – Francorchamps, la 24 Ore Le Mans Classic, il Grand Prix de Monaco Historique, il Goodvood Revival e il Goodwood Festival of Speed. Grandi protagoniste vincenti, le Alfa Romeo della Scuderia del Portello, guidate dai soci Gentlemen Drivers, hanno partecipato alle competizioni più prestigiose di tutto il mondo, come la 1000 Miglia, la Parigi-Pechino, il FIA European Historic Challenger e la Carrera Panamericana du Mexico. L’ultima sfida, però, abbraccia l’automobilismo contemporaneo, con la prima Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio allestita per le competizioni, che parteciperà alla gara di durata più celebre per vetture Turismo e Gran Turismo, la 24 Ore del Nürburgring (24-27 settembre 2020), sul leggendario tracciato del Nordschleife. Dopo 110 anni, la storia continua.

Compagna di viaggio

Lo stile made in Italy di Alfa Romeo esprime una semplicità capace di nascondere il complesso processo creativo della progettazione: ricavare da una “pagina bianca” l’insieme ergonomico e armonioso delle linee e degli strumenti, dei volumi e degli spazi che circondano l’automobilista è un lavoro complesso e raffinato. Cura, ricerca e modernità hanno consentito di accrescere la qualità. Merito di interventi mirati e sostanziali: nuova funzionalità wireless charger e nuova console centrale, ridisegnata per accogliere vani portaoggetti più ampi e accessibili. Nuova anche la leva del cambio. Alla base del selettore, una firma tricolore.

Con il nuovo MY2020, su Giulia esordisce un set completo di Adas (Advanced Driver Assistance Systems), che garantisce la guida autonoma di livello 2 (ovvero il conducente può lasciare all’auto il controllo di acceleratore, freno e sterzo in determinate condizioni; l’automobilista deve, in ogni caso, esercitare un controllo continuo, mantenendo sempre le mani sul volante). Un perfetto equilibrio tra piacere di guida e sistemi di assistenza. Il prezzo di listino della Giulia 2.2 turbodiesel AT8 Q4 Veloce parte da 58.200 euro. Per la Giulia 2.0 turbobenzina AT8 Q4 Veloce, invece, bisogna aggiungere 1.200 euro.




Castelluccio di Norcia con Opel Insignia Sports Tourer Un luogo incantenvole in cui la fioritura è un’esplosione di colori

Conosciuto come il paese della fioritura, Castelluccio di Norcia, in Umbria, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è un posto dove leggende, tradizioni e realtà si fondono con la natura in una suggestione unica e indimenticabile.

di Francesca Sirignani

Si parla di fioritura poiché le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto nel periodo primaverile, sono innumerevoli e camminando lungo i sentieri si possono incontrare genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant’altro. Castelluccio di Norcia è un posto meraviglioso che almeno una volta nella vita merita di essere visitato. Io ci sono arrivata con la Opel Insignia Sport Tourer SW 4×4, veloce e confortevole, ma guerriera nelle curve.


Dopo aver percorso l’autostrada A1 da Firenze per Roma, esco a Orvieto per poi seguire le indicazioni Baschi-Todi. Per qualche chilometro fiancheggio l’autostrada e in prossimità di Baschi svolto a sinistra per Todi. Prima di arrivare al bivio che in 4 chilometri mi porterà a Todi, la ss44 fiancheggia il lago di Corbara con splendide vedute sul parco fluviale del Tevere. Ai piedi della cittadina di Todi, si entra direttamente in uno dei numerosi e ampi parcheggi. Un comodo ascensore a chiamata porta i turisti fin nel cuore del borgo medievale bello ed elegante. Si arriva in Piazza del Popolo, cuore pulsante del borgo, chiusa dal Palazzo comunale a destra e di fronte la lunga scalinata che porta al Duomo del XII sec.

In viaggio con la confortevole Opel Insignia

Riprendo il viaggio verso Castelluccio di Norcia con la Opel Insignia Sports Tourer che ha dimensioni consistenti e design filante e sportivo. A prima vista ha un frontale con caratteristiche estetiche particolari: la calandra cromata per esempio è di dimensioni molto ridotte rispetto a quelle di altre vetture di categoria simile. I fari sono IntelliLux LED, i cerchi sono da 18 pollici e il posteriore è molto particolare e tecnologico, ripreso dalla Monza Concept.

Comfort e attenzione al dettaglio. Questi i principi che hanno ispirato lo sviluppo degli interni della Insignia. Nell’ammiraglia di Opel, il guidatore siede tre centimetri più in basso rispetto al modello precedente per un’esperienza di guida più coinvolgente e più intensa, grazie anche all’Head-Up Display che proietta sul parabrezza le informazioni utili al guidatore. Di fianco, il passeggero anteriore dispone di tutto lo spazio necessario per viaggiare nel comfort e siede su un sedile ergonomico rivestito in pelle. Anche il caldo non é un problema perché i sedili dispongono della funzione ventilazione.  Il baule poi é in grado di ospitare tutto il necessario per il viaggio: ha, infatti, una capacità che va dai 560 litri fino ad arrivare ai 1.690 litri

Opel Insignia bagagliaio

Per quanto riguarda il lato tecnologico, Opel Insignia dispone del nuovo sistema Multimedia Navi Pro, con schermo touch a colori da 8” per comandare le principali funzioni dell’auto, la navigazione e gestire contenuti e funzioni del proprio Smartphone, grazie a Apple CarPlay e Android Auto già integrati. Sia in autostrada che nelle strade normali, abbiamo potuto godere di tutto il comfort che offrono i sistemi di assistenza alla guida come Cruise Control Adattivo con Lane Keep Assist. Sotto il cofano abbiamo il potente ed elastico motore diesel 2.0 CDTI da 170 CV e 400 Nm di coppia massima disponibili a soli 1750 giri. Il cambio è automatico a 6 marce. La potenza del propulsore di Insignia Sports Tourer ci aiuta anche per i sorpassi.

Le tappe: Todi, Spoleto, Cascia e Norcia

Dopo Todi, è consigliabile una sosta alla bella e interessante Spoleto. Io mi fermo soltanto per prendere al volo una solare collega, ma poi proseguo: mi aspettano Cascia, Norcia e finalmente Castelluccio di Norcia.

Raggiungo Cascia deviando per 12 chilometri dalla N°396. Qui il tempo ha conservato ritmi e tradizioni del passato ma non i terremoti che di tanto in tanto rendono inquiete queste terre. Alta su uno sperone roccioso, Cascia è dominata dal santuario di Santa Rita, meta di pellegrinaggi tutto l’anno. Santificata nel 1900, visse tra il 1381 e il 1457, venerata in tutto il mondo come patrona dei casi impossibili (e noi proprio in questi giorni avremmo da chiederle una grazia per un caso impossibile…chissà?). La basilica è stata ricostruita nel 1938, con poca classe, ma importante è la tomba della Santa.

Insignia in città

Riprendo per Norcia. Si segue, con varie curve, il percorso del torrente Sordo per 7 chilometri, poi le vaste marcite, (affioramenti di sorgenti d’acqua) annunciano l’arrivo al borgo, Norcia, città natale di S.Benedetto, patrono d’Europa e di sua sorella S. Scolastica, patria del tartufo nero e dell’arte norcina, la trasformazione della carne di maiale in insaccati e prosciutti. Norcia è anche uno dei più bei borghi della Valnerina, ma i danni del terremoto qui sono ben evidenti, con le mura che cingono il borgo a tratti sbriciolate, la chiesa di S.Benedetto completamente distrutta con la sola facciata rimasta intatta. Al centro della piazza la statua del Santo, a sinistra il Palazzo comunale anch’esso semidistrutto dalle scosse, ma con il castello in piedi. Come in piedi è anche l’elegante Hotel Seneca.

 

Ma il paese è vivo, ha decine di piccoli negozi dove acquistare prodotti del territorio: dai tartufi neri alle lenticchie, ai famosi salumi nocini. Ma si vedono anche scritte, che reclamano contro la lentezza dello lo Stato nel fare I restauri. Un suggerimento? Fate un salto al negozio Casale de litappi, (via Case sparse,525) a circa un chilometro dal centro.

Alessandro vi mostrerà (e vi farà assaggiare) tutte le specialità locali e i suoi salumi speciali da far ingolosire anche un vegetariano. Una sosta per la notte all’Hotel Seneca, ed anche un po’ di benessere nella essenziale spa, per poi ripartire domattina per Castelluccio.

weekend

Finalmente verso Castelluccio (Con la trazione integrale per andare ovunque)

Il mattino dopo è ora di passare dai 600 m. di Norcia ai 1452 m. di Castelluccio per vedere la piccola Mongolia dell’Appennino, nel Parco nazionale dei monti Sibillini. Con quasi 900 m. di dislivello, la strada ha tante curve e tornanti, ottima per provare la trazione integrale basata su una tecnologia all’avanguardia. Si tratta della trazione Twinster con torque vectoring, in cui una doppia frizione sostituisce il tradizionale differenziale posteriore. In questo modo il sistema è in grado di ripartire la coppia in modo indipendente su ciascuna ruota posteriore in una frazione di secondo. Queste caratteristiche, possiamo affrontare le curve con maggior precisione e sicurezza. Salgo agevolmente, e poi ultima piccola curva a sinistra e mi appare la Piana con Castelluccio in fondo.

Percorrendo la lunga lingua di asfalto, che divide in due la piana, lentamente si arriva sotto il borgo di Castelluccio ed è qui che la fioritura regala scorci incredibili, con decine di persone impegnate a farsi selfie e a scattare foto alla “tavolozza” naturale di colori. Alcuni, fortunatamente pochi, si avventurano anche in mezzo ai campi calpestando le piante, nonostante i divieti presenti.

Ora è un paese da ricostruire completamente, e solo le sue rovine dominano la piana di quasi ottanta chilometri quadrati che regala la sensazione d’infinito, chiusa da tutti i lati da una cerchia di montagne selvagge con versanti scoscesi e glabri, con il monte Vettore, la vetta più alta, che sfiora i 2500 m. Da quassù la vista sulla piana è grandiosa, ancora più bella a inizio luglio quando, con i campi di lenticchie ed I fiori, diventa una immensa tavolozza. Qui incontri greggi, cavalli, deltaplanisti che si lanciano dal monte Ventosola e i fotografi che vagano con i loro obiettivi alla ricerca di fiordalisi, papaveri e sensazioni da ricordare.

Casteluccio di Norcia

Sarà solo una sensazione, ma mi pare che anche all’Insignia piaccia questa piana fuori dal mondo e dal tempo. Ma è tempo di partire. Andiamo, cara Insignia, vedrai che ci divertiremo ugualmente in quelle curve che la tua trazione integrale non teme.

Compagna di viaggio

Opel Insignia Sport Tourer è lunga 499 cm, larga 186 cm, alta 150 cm e pesa 1558 kg. Il baule ha una capacità che va dai 560 litri fino ad arrivare ai 1.690 litri. Il motore 2.0 diesel a 4 cilindri sviluppa una potenza di 170 cv e 400 nm di coppia massima. La velocità massima è di 223 km/h e l’accelerazione da 0 a 10 km/h è di 8.9 secondi. Opel Insignia Sports Tourer parte da € 31.800,00.

Per chi volesse assaggiare queste prelibatezze, il Casale de li Tappi offre anche un servizio di vendita online dal sito www.norcineriadinorcia.it.

DOVE COMPRARE

Casale de li Tappi

Via Case Sperse 525 – Loc. Opaco – Norcia (PG)

Tel. 0743828041 – info@norcineriadinorcia.it

DOVE DORMIRE

RELAIS palazzo seneca

Oggi Palazzo Seneca è la stella di Norcia, ad indicare il percorso della rinascita, potendo ospitare una clientela di alto livello e di alto gusto. Non manca al suo interno un altrettanto eccellente centro benessere ed un raffinato ristorante denominato Vespasia e curato dallo chef  Valentino Palmisano. E non per nulla anche il ristorante è stato premiato dalla Michelin con una stella. E brilla anche questa.Rimasto intatto, dove tanti altri palazzi più recenti sono caduti,  questo palazzo  del XV secolo, ristrutturato e trasformato nel rispetto delle atmosfere dell’epoca dalla famiglia Bianconi,  ospita il  lussuoso e raffinato relais a cinque stelle.

Via Cesare Battisti 10, Norcia (PG)

www.palazzoseneca.com/it/home/

Tel. 0743.817434