PORSCHE BOXSTER GTS

Ora anche la Porsche Boxster e Cayman, si arricchiscono della sigla GTS, Gran Turismo Sport. Nota a tutti per il suo motore in posizione centrale e trazione posteriore, la Porsche Boxster GTS si riconosce per un design più “racing”. Sia nel frontale sia nel posteriore, infatti, sfoggia nuove prese d’aria, finiture in nero lucido e un inedito diffusore che ospita il doppio terminale di scarico centrale.

Boxster GTS

Ma una volta messa in moto, la versione GTS si riconosce soprattutto per la maggiore potenza. Il 3.4 Boxer a sei cilindri (che spinge anche la Boxster S), è stato ottimizzato con 15 Cv e 10 Nm di coppia in più, per una potenza complessiva di 330 Cv e una velocità massima di 281 km/h. Grazie all’opzionale cambio a doppia frizione PDK e al pacchetto Sport Chrono di serie, la Boxster GTS accelera da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi, e secondo la Casa percorre 12,2 km con un litro di benzina (11,1 km con cambio manuale). Di serie la Boxster GTS offre anche i fari Bi-xeno con regolazione dinamica in curva, il telaio sportivo PASM con ammortizzatori a controllo elettronico e i cerchi in lega da 20 pollici a 10 razze (anche in nero).

Boxster GTS - Interieur

Design più accattivante anche per gli interni, dove l’abitacolo si distingue per sedili sportivi in pelle e alcantara con logo GTS sui poggiatesta, contagiri a sfondo rosso e finiture in fibra di carbonio. Dalla foto potete infine apprezzare la nuova tinta di carrozzeria rosso Carminio, che ritorna nelle cuciture degli interni. La potete già ordinare al prezzo di partenza di 72.836 euro.




A GAETA CON LA FIAT 500L LIVING

La primavera è la stagione migliore per visitare questa città preziosa, a bordo della vostra Fiat 500L Living. Una parte della sua storia di questa città, si ritrova nella parte più antica di Gaeta, dove si sente un simpatico accento napoletano insieme ai cibi pieni di fantasia della Campania. Sì, Gaeta ci è apparsa non come la penisola che chiude il golfo dell’omonimo golfo, ma addirittura un’isola che racchiude il ricordo di una napoletanità serena e felice. E se il cielo è terso, ti sembra di toccare Ponza e Ventotene, anch’esse isole dagli usi e voci partenopei. E a quest’isola ci siamo arrivati con una compagna di viaggio dalla grande simpatia e fruibilità: la Fiat 500L Living, con i suoi sette posti.

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Ci si può arrivare sia percorrendo la via Flacca, seguendo il mare dal nord al sud, dopo San Felice al Circeo, Terracina e Sperlonga, oppure uscendo dal casello di Cassino sulla A1 e puntando ad ovest, verso Formia e Gaeta. Venti minuti, ma attenti agli autovelox, e siete a Formia, da cui ancora 15 minuti e siete a Gaeta. E troverete una città che esprime gioia, una città che ride. O che almeno sorride ed esprime simpatia. Ed è un sorriso ampio che gonfia il cuore e il cervello. Il Castello in alto ci ricorda ben 14 assedi sopportati, da quelli dei romani e dei saraceni, a quello dei piemontesi nel 1861, quando in nome dell’Unità d’Italia tuonarono i cannoni.

Oggi per fortuna, l’assedio è solo quello dei turisti nella stagione estiva. Ma pare sempre un turismo per caso o di chi conosce bene questa città da tornarvi appena si può. La prima cosa che notiamo a bordo della nostra Fiat 500l Living, è il lungomare Caboto, e così impari che il grande navigatore Giovanni Caboto è nato proprio qui e solo dopo, dovendo la sua famiglia fuggire per la guerra Angioini-Aragonesi, si rifugiò a Venezia.

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Ma dobbiamo dire che anche noi siamo notati per la nostra 500L Living (… però è grande … caspita, ha sette posti…). A dominare il lungo mare non possiamo non notare la chiesa di San Francesco, che come nelle città di mare più importanti, è in alto e sembra benedire le navi che partono e accogliere quelle che ritornano. Pare che sia stata costruita proprio dove si era fermato San Francesco, durante una delle sue prediche. Il lungomare Caboto poi, ci porta fino al centro di Gaeta vecchia, dove vi è un parcheggio, in cui non è facile trovar posto, ma basta aspettare un po’ e il buco si trova.

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Visitata Gaeta Vecchia, superato Monte Orlando, dove si trova il mausoleo romano del console Lucio Munazio Planco, si arriva alle splendide spiagge di Gaeta. Splendida è Serapo, con la sua sabbia sottile e dorata, ma superatela e andate oltre dove, dalla via Flacca scavata dai romani nella parete a picco che ricorda la costiera amalfitana, troverete insenature dalla sabbia d’oro e le acque limpide, protette dalle propaggini dei monti Aurunci e senza grossi insediamenti che potrebbero inquinare. La 500L Living, nostra compagna di viaggio, si trova a suo agio anche quando scendiamo giù negli stretti e ripidi tornanti per scendere all’Aeneas Landing, un resort a cinque stelle che permette l’accesso sia alla sua spiaggia che al suo ristorante. Ci sono altre discese per arrivare a questo mare che non ha nulla da invidiare neppure a quello della Sardegna, ma l’Aeneas è da non perdere.

 

AENEA’S LANDING

Proseguendo verso Sperlonga, al km 23,600, si trova l’ingresso di questo resort sulla spiaggia dell’Argonauta. Ci si può fermare per soggiornare ma anche solo per mangiare o passare una giornata al sole e in un mare davvero eccezionale. Tutto è curato nei minimi particolari, in questo hotel le cui stanze scendono sulla parete come una cascata. E infatti vi si trova anche una cascata di acqua dolce che si getta in una piscina in cui è impossibile non tuffarsi per una bagno rigeneratore. La leggenda vuole che sia proprio qui che approdò Enea.

www.aeneaslanding.it
tel. 0771.741713

 

FIAT 500L: SPAZIO DA VIVERE E DA PERSONALIZZARE

Dopo la serie speciale Beats Edition™, creata in collaborazione con Beats by Dr. Dre, marchio di successo negli USA e in rapida espansione anche in Europa, che strizza l’occhio agli appassionati di musica grazie al suono firmato BeatsAudio™, il Model Year 2014 della Fiat 500L è sempre in evoluzione.

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Al debutto del nuovo motore 1.6 turbodiesel da 120 Cv, infatti, è seguito quello dell’inedito 1.4 turbo a benzina da 120 Cv abbinato al cambio manuale a sei marce, già omologato Euro 6. Alla serie speciale Beats Edition™, invece, la gamma della Fiat 500L ha aggiunto tutta una serie di aggiornamenti, come l’inedita tinta metallizzata blu Venezia, disponibile anche in abbinamento al tetto bianco e ai nuovi interni in tessuto e pelle grigio/nero, oltre a nuovi pacchetti di optional. Altre due versioni a listino della 500L sono l’“avventurosa” Trekking, più alta da terra e con caratterizzazione estetica quasi da suv, e la compagna di viaggio del nostro servizio, la Living. Più lunga di 20 centimetri rispetto alla 500L (che passa così da 415 a 435 cm), la Living migliora nell’abitabilità e nella capacità del bagagliaio (560-638 litri con i cinque posti in uso, e 1704 rinunciando alla seconda fila), che in aggiunta può essere arricchito con una coppia di sedili a scomparsa, rinunciando ovviamente a qualche bagaglio (la capacità resta di 168 litri).

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Maneggevole anche in città, la Living è facile da guidare, comoda, dotata di una dotazione di sicurezza completa, e parsimoniosa. I prezzi della Fiat 500L Living partono da 19.510 euro.

 

LE RICETTE DEL Narì ristorante b&b 

 

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Narì ristorante b&b 

04024 Gaeta (lt) – Via duomo 11/17 – Tel. 0771/463094

 

INGREDIENTI:

400g di Vermicelli

300g di Alici sfilettatate

400g di Pomodorini Pachino

200g olive di Gaeta snocciolate

Olio extravergini di oliva q.b.

Prezzemolo q.b.

Aglio q.b.

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PROCEDURA:

Rosolare lo spicchio d’aglio finemente tritato in 4 cucchiai di olio extravergine (possibilmente di olive Itrane); aggiungere peperoncino secondo i gusti. Aggiungere i pomodori pachino; appena questi iniziano ad appassirsi aggiungere le olive di Gaeta e le alici sfilettate.

Lasciare cucinare a fiamma alta. Contemporaneamente mettere a lessare i vermicelli in abbondante acqua salata. Scolarli ancora molto al dente e finirli di cucinare nella salsa già preparata aggiungendo se necessario, acqua di cottura della pasta. Servire al dente con una spolverata di prezzemolo.

 

INGREDIENTI:

500g di Polpo

350g di pasta lievitata

100g di pomodorini

100g Olive di Gaeta

Olio extravergine di oliva q.b.

Prezzemolo q.b.

Peperoncino q.b.

 

PROCEDIMENTO:

Lavorare la farina e lasciarla lievitare. Bollire il polpo, quando cotto lasciarlo raffreddare e tagliarlo.

Tagliare i pomodori in piccoli cubetti, unire pomodori, prezzemolo, olive di Gaeta snocciolate e peperoncino, amalgamare il tutto e lasciare il composto insieme per almeno una giornata.

Stendere la pasta lievitata e adagiarla in una teglia, possibilmente rotonda, precedentemente oliata, porre sopra la pasta il composto già preparato e ricoprire il tutto con altro strato di pasta molto sottile. Fare attenzione a richiudere bene i bordi di congiunzione dei 2 strati di pasta. Infornare in forno già caldo alla temperatura di 260 gradi. Sfornare appena lo strato di pasta risulta bel dorato.




KIA SPORTAGE: ORA ANCHE CON GPL

La Kia sportage, suv coreana, è stata sottoposta a un lieve restyling ma la novità più importante riguarda l’ingresso dell’alternativa versione “eco” bi-fuel Gpl-benzina. Esteticamente abbiamo notato la nuova griglia frontale e i nuovi fari posteriori con luci a Led, di serie però solo sulla versione top di gamma Rebel. Più da intenditori, invece, notare gli inediti cerchi in lega da 17 e 18 pollici, e la nuova antenna “shark fin” sul tetto (sempre a seconda delle versioni).

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Una volta saliti a bordo della Kia Sportage per la nostra prova, abbiamo apprezzato fin da subito i nuovi materiali che rivestono la plancia e i bordi superiori delle portiere, davvero morbidi al tatto. Gli allestimenti top offrono anche una maggiore tecnologia grazie al nuovo cruscotto Supervision Cluster con display da 4,2 pollici, integrato e abbinato allo schermo LCD a sfioramento e a colori da 4,3 pollici, al centro della plancia. Ma la nostra curiosità è stata totalmente rivolta al nuovo motore 1.6 EcoGpl da 135 Cv. Sviluppato in collaborazione con gli specialisti della BRC Gas Equipment, il sistema Gpl della Sportage è LDI (LPG Direct Iniection), ossia a iniezione diretta di gas, e la Kia è la prima a proporlo sul mercato.

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Questo impianto non solo avvia il motore direttamente a GPL, risparmiando benzina, ma riduce anche del 10% le emissioni di CO2 e di particolato. Un tasto accanto alla leva del cambio vi lascia selezionare l’alimentazione desiderata, anche sulla base di piccoli led che si spengono via via che il consumo cresce. Nel guidare la nuova Sportage abbiamo notato, infine, un migliorato comportamento su strada e una silenziosità nettamente superiore rispetto al modello precedente. Merito di alcuni interventi nella meccanica, dalla scocca agli ammortizzatori.

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La nuova Kia Sportage è offerta con due ruote motrici negli allestimenti Active, Cool e Class, e con tre motori, il 1.6 GDI a benzina a iniezione diretta, il 1.6 EcoGPL e il 1.7 CRDi diesel. Le versione AWD a controllo elettronico, identificate dal brand REBEL nei tre allestimenti Pure, Feel e R Rebel, montano il noto diesel 2.0 CRDi declinato nelle potenze di 136 e 184 Cv, abbinato al cambio manuale o automatico. Da 20.250 euro. La Gpl parte da 22.750 euro.

 

SCHEDA TECNICA

KIA SPORTAGE 1.6 EcoGPL

Dimensioni: 444/186/165 cm

Potenza: 135 Cv a 6.780 giri/minuto

Coppia: 167 Nm a 4.600 giri/minuto

Velocità massima: 178 km/h

0-100 km/h: 11,5 secondi

Consumo medio: 11,4 km/l

Emissioni Co2: 140 g/km

 

 

 




SMART FORYOU: DA VIVERE ANCHE IN QUATTRO

 La Smart “Foryou” si tratta di un prototipo, ma anticipa il design e le tecnologie della prossima generazione Smart a due e quattro posti, le Fortwo e Forfour, la prima che rimarrà “corta” come quella attuale, e la seconda che sarà una rivoluzionaria versione quattro posti lunga 350 cm ma al 100% Smart. Potrebbero già debuttare al prossimo Salone di Francoforte, a settembre, per arrivare nelle concessionarie entro la fine dell’anno.

 

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Per adesso questa concept car si chiama Foryou… una combinazione unica di funzionalità e lifestyle, protagonista della mobilità urbana, che intende continuare a conquistare il pubblico italiano con offerte sempre innovative ed esclusive. Soprattutto dopo il tentativo poco riuscito della precedente versione a quattro porte, lanciata sul mercato nel 2004 e ritirata dopo soli due anni. Dell’antenata manterrà comunque il nome Forfour, mentre della versione a due porte manterrà lo schema meccanico, con il motore posteriore sotto il pianale. Ma il cofano sarà più pronunciato e l’abitacolo ovviamente più versatile. Lunga 350 cm, larga 198 e alta 145 cm, la Smart Foryou punta tanto sulla maneggevolezza tipica di Smart e non rinuncia ad alcuni elementi di design che rievocano la prima generazione della Smart, come gli sbalzi estremamente corti, le ruote posizionate agli angoli estremi della carrozzeria, la strumentazione sferica e i gruppi ottici posteriori, ora integrati nella robusta cellula tridion, un nuovo tratto distintivo di questa Foryou. Anche se su questa concept parliamo di una cellula interamente in alluminio lucidato e rifinita a specchio, con il logo smart in alluminio fresato in rilievo sui sottoporta… In contrasto interviene la vernice bianca dall’effetto perlato di paraurti, cofano e portellone posteriore, mentre i retrovisori esterni fluttuano sopra una colonnina in alluminio. Per i gruppi ottici anteriori e posteriori sono stati utilizzati esclusivamente LED. L’elemento più vistoso dell’abitacolo è rappresentato dai due futuristici sedili anteriori e dal sedile posteriore di analoga configurazione che ricordano i moderni mobili lounge. Nel pianale della vettura si alternano superfici traforate e lucide.

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I sedili e la plancia portastrumenti sono sostenuti da una struttura centrale continua rivestita da una superficie convessa che comprende funzioni di comando “touch-sensitive”. Con le loro forme, la strumentazione di forma sferica e il volante a razza singola, vogliono ricordare sempre la smart originale. Nella plancia portastrumenti e sul tunnel centrale del vano posteriore sono alloggiati due smartphone che offrono a tutti e quattro i passeggeri una connettività al passo coi tempi e un entertainment su misura. Infine, sul tetto della smart fourjoy sono fissati due longboard. Così una volta parcheggiato, potrete continuare a non inquinare, solo per brevi tragitti, con questi skateboard a trazione elettrica. I caschi li trovate dietro i sedili posteriori insieme a una telecamera ad alta definizione, estraibile con la massima semplicità, per realizzare i vostri video e condividerli poi con gli amici sui social network.

 

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La Foryou, infatti, è spinta da un motore elettrico a magnete permanente da 55 kW con batterie agli ioni di litio da 17,6 kWh che assicura una coppia immediatamente disponibile di 130 Nm. Il tempo di ricarica è di 7 ore se si utilizza una normale presa domestica, ma è sufficiente un’ora con il sistema di ricarica rapida. I prezzi potrebbero partire da circa 13.000 euro. Non resta che aspettare e vedere come sarà la versione definitiva…

 




SERENA ORTOLANI: I VIAGGI DELLA CAMPIONESSA

Per il Volley, lo sport di cui è una star, ha dovuto sempre spostarsi, andare in città nuove, diverse, quindi diventare una VOYAGER WOMAN. E così anche a Serena abbiamo chiesto la sua top list  dei dieci viaggi e dei dieci weekend che preferisce. Fra questi posti ha anche inserito l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, sul lago Maggiore, un angolo stupendo ben valorizzato dalla provincia di Varese, che lei raggiunge facilmente da Busto Arsizio, dove gioca, con la sua Peugeot 2008.

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Alta e bella, con un fisico da fotomodella, che lei usa invece solo per lo sport cui si è dedicata,  uno sport che le ha dato titoli da campionessa. Semplice e affabile, sembra quasi impossibile che sia la stessa che in campo è così combattiva ed energica. E di energia deve averne tanta, dato che riesce ad essere atleta, sposa ed ora anche mamma della bella Gaia, nata da poco.

 

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E con la 2008, dove ha montato il seggiolino per la piccola Gaia, partiamo per Reno di Leggiuno, pochi chilometri da Busto Arsizio, dove gioca con la Yamamai in lotta per lo scudetto. Sulla riva del lago , a Reno,  ammiriamo lo splendido panorama, con le isole Borromee di fronte,  e risaliamo verso l’Eremo, fermandoci nel comodo parcheggio, da cui poi si discende verso il monastero a picco sul lago, con una scalinata di 268 gradini. E, gradino dopo gradino, risponde “serenamente” alle nostre domande.

 

Quali sono I posti che le sono rimasti nel cuore e dove vorrebbe ritornare?

Il paese dove sono stata in ritiro con la Nazionale e dove mi piacerebbe tornare, magari in vacanza, è in Sardegna, mentre invece all’ estero, mi piacerebbe visitare bene il Brasile, dove sono stata per una tappa del Grand Prix, ma dove purtroppo sono riuscita a vedere davvero poco, se non tanti palazzetti  dello sport e hotel!

 

Per I suoi weekend vicini, quale auto usa?

La mia Peugeot 2008! Mi piace davvero un sacco. Con lei ho preso confidenza da subito, è molto pratica, grande, perfetta per farci stare tutta la famiglia e, dato che a me piace guidare, ogni volta è l’occasione giusta per farla uscire dal garage!

 

Nelle sue trasferte quali sono le cose che porta sempre  con sè nella sua valigia?

Nelle mie trasferte non possono mancare l’iPad e un buon libro che mi tiene compagnia.

 

E dai suoi viaggi cosa porta indietro di solito?

Solitamente porto via con me tante tante foto ricordo, che mi piace sfogliare dopo che è passato del tempo e ricordare i bei momenti.

 

C’è un paese in cui andrebbe a vivere? E perché?

Certo, il paese in cui mi piacerebbe vivere è Cervia, perché è vicino al mare, è un paese tranquillo ed è il paese dove nella mia infanzia andavo a fare vacanza, e dove tuttora torno quando finisco il mio lavoro!

 

Il prossimo viaggio che vorrebbe fare?

Una bella vacanza in un luogo di  mare con tanti modi per divertirsi con tutta la famiglia.

 

Come nazionale, qual è la squadra che non vorrebbe incontrare?

II Brasile.

 

E quella che invece le è più simpatica?

E’ quella Tailandese, perché ogni volta che incontro le giocatrici salutano e stampano dei gran sorrisi, Solitamente quando c’è competizione ad alto livello è difficile incontrare delle atlete così socievoli.

 

È giocatrice del team Yamamai e della Nazionale, ed ora anche mamma di Gaia, nel pochissimo tempo che le rimane cosa le piace fare?
Diciamo che da quando sono mamma di tempo libero ne ho davvero poco. Soltanto in trasferta, ne approfitto per leggere o riposare e recuperare alcune ore di sonno perse nella notte. Comunque appena posso  provo alcune nuove ricette in cucina, dove mi piace un sacco stare sui fornelli.

 

Ci dice I suoi  dieci posti preferiti  in Italia ?

Cervia – Alberobello -Venezia – Firenze – Roma – Marotta – Alghero – Alassio – Taormina – Eremo Santa Caterina del Sasso

 

E i dieci all’estero?

Parigi – Madrid – Rio de Janeiro – New York – Santo Domingo – Madagascar – Dubai – Maldive – Mauritius – Egitto

 

SANTA CATERINA DEL SASSO

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ll primo nucleo dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso fu creato nel XII secolo da Alberto Besozzi, un ricco mercante che sopravvissuto ad una tempesta sul lago, lasciò le sue ricchezze  e divenne eremita appunto nella grotta, dove ancora oggi si conservano le sue spoglie. La prima cappella fu dedicata a Santa Caterina d’Egitto, di cui era devoto. Poi man mano, per accogliere I pellegrini, si è costruita la chiesa. Nel ‘700, avvenne il miracolo per cui dei grossi sassi si staccarono dalla parete, ma si fermarono nella volta di una cappella senza far danno alcuno. E da allora si chiamò appunto Eremo di Santa Caterina del Sasso. Dal 1970, l’eremo fu preso in cura dalla provincia di Varese, che lo ha valorizzato e restaurato, costruendo anche un confortevole ascensore che dall’alto porta comodamente  i pellegrini e i visitatori a mezza costa, snel monastero.

 

LA TOP LIST DI SERENA ORTOLANI

WEEKEND IN

Alassio

Alberobello

Alghero

Cervia

Eremo Santa Caterina
del Sasso

Firenze

Marotta

Roma

Taormina

Venezia

 

VIAGGI IN

Dubai

Egitto

Madagascar

Madrid

Maldive

Mauritius

New York

Parigi

Rio de Janeiro

Santo Domingo

 

COMPAGNA DI VIAGGIO: PEUGEOT 2008

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Lanciata nella primavera del 2013, nove mesi dopo la Peugeot 2008 ha raggiunto il traguardo dei 100.000 esemplari prodotti, mentre ad oggi sono ben 120.000 le vetture uscite dallo stabilimento francese di Mulhouse. Ma cerchiamo di capire il perché di un tale successo. Questa crossover raffinata dalle dimensioni contenute non vuole fare la suv (e infatti è disponibile con la sola trazione anteriore), ma grazie al Grip Control che simula il funzionamento di un differenziale, sa districarsi su fondi di scarsa aderenza. L’architettura innovativa dell’abitacolo ci ha colpito per alcuni dettagli, come il freno a mano, ergonomico e robusto, o l’opzionale tetto panoramico in cristallo. Una tendina a scorrimento elettrico permette di ripararsi dal sole, mentre all’imbrunire sofisticate luci a led azzurre si accendono lungo le guide di scorrimento. Sulle versioni chiuse, invece, il rivestimento del tetto è decorato con intagli laser che di notte s’illuminano di bianco.

 

 

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II bagagliaio della Peugeot 2008 offre una capacità minima di 350 litri, che diventano 1194 abbattendo con un semplice gesto gli schienali dei sedili posteriori. Disponibile nei tre allestimenti Access, Active e Allure, la 2008 è spinta da due motori a benzina, il 1.2 VTi da 82 Cv e il 1.6 VTi da 120 Cv, dal Diesel 1.4 HDI da 68 Cv e dal 1.6 e-HDi declinato nei due livelli di potenza da 92 Cv (con Stop&Start e l’opzionale cambio robotizzato a sei marce) e da 115 Cv (solo con cambio manuale a sei rapporti e per l’allestimento Allure). Da 15.300 euro.

 

SCHEDA TECNICA

PEUGEOT 2008 1.6 VTI

Dimensioni: 416/174/156 cm

Potenza: 120 Cv a 6.000 giri/minuto

Coppia: 160 Nm a 4.250 giri/minuto

Velocità massima: 196 km/h

0-100 km/h: 9,5 secondi

Consumo medio: 16,9 km/l

Emissioni Co2: 135 g/km

 

 




ALFA ROMEO 4C SPIDER UNA LUNGA ATTESA PER UN GRANDE PIACERE

Anche se si tratta solo di una “avant-premiere”, cioè una specie di concept car molto vicina a quella che sarà la versione definitiva, il desiderio di conoscere la nuova Alfa Romeo 4C Spider , variante a tetto scoperto della 4C Coupé è troppo forte per aspettare. Dalla versione chiusa eredita tutte le peculiarità vincenti della coupé Alfa Romeo 4C, l’icona moderna del marchio che rappresenta l’essenza della sportività insita nel Dna Alfa Romeo: prestazioni, stile italiano ed eccellenza tecnica finalizzata al massimo del piacere di guida in piena sicurezza.

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Disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo, l’avant-premiere  a 2 posti secchi con trazione posteriore e motore in posizione centrale, conferma l’eccellenza di Alfa Romeo in questo settore, come dimostrano alcuni dei suoi spider riconosciuti tra i più belli della storia dell’automobilismo mondiale: dalla Giulietta Spider degli Anni 50 al mitico Duetto, reso celebre dal film “Il laureato” del 1967, fino alla più moderna Alfa Romeo 8C Spider. Nell’esclusiva livrea Bianco Lucido Tristrato, la 4C Spider si caratterizza esternamente per il copri roll-bar specifico e l’anello parabrezza in carbonio, per i nuovi proiettori anteriori ‘sotto lente’, i particolari cerchi in lega a diametro differenziato (18” all’anteriore e 19” al posteriore) e i pneumatici Pirelli di generose dimensioni. Design essenziale anche per gli interni, dove tutto è concepito per il massimo coinvolgimento di guida. E quindi ecco che a dominare è la fibra di carbonio, con cui è stata realizzata la consolle centrale, in contrasto con il cuoio che riveste i sedili.

 

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Lunga circa 400 cm e con un passo inferiore ai 240 cm, l’avant-premiere dell’Alfa Romeo 4C Spider garantisce un rapporto peso/potenza ai vertici della categoria con prestazioni di spicco grazie a un peso totale a secco inferiore ai 1.000 kg. Lo dimostra anche il lunotto posteriore in vetro, che è stato sostituito dal proseguimento in un materiale noto come SMC (SheetMoulding Compound), nettamente più leggero rispetto ad acciaio e alluminio, che accoglie gli appoggiatesta e il roll-bar. Ed ora parliamo di prestazioni: la 4C spider sarà spinta dallo stesso motore della versione Coupé, il 4 cilindri 1750 Turbo a benzina, abbinato al cambio automatico a doppia frizione a secco Alfa TCT, che può essere comandato anche in modalità sequenziale attraverso gli “shift paddles” dietro al volante. Infine, anche l’avant-premiere dell’Alfa Romeo 4C Spider adotta il selettore DNA: il dispositivo che  permette di cambiare il temperamento della vettura adattandolo alle condizioni di utilizzo del momento. Oltre ai tre settaggi finora disponibili, Dynamic, Natural e All-Weather, aggiunge una quarta modalità Race, pensata per esaltare ulteriormente l’esperienza di guida in pista. La 4C Spider definitiva entrerà in produzione l’inizio del prossimo anno.




MAREMMA CON STILE CON LA NUOVA MERCEDES GLA

Di Jessica Tommasi

Un debutto al femminile quello alla guida della Mercedes GLA versione 220 cdi, con un 2,2 litri di cilindrata da 170 CV,vettura adatta a noi donne e anche alle famiglie. Passiamo con facilità dai percorsi autostradali, dove si comporta come una berlina, ai tracciati sterrati, e anche le dimensioni per il parcheggio sono umane. La modalità Off-road che sulle 4matic è di serie consente di cambiare le tarature elettroniche di motore e cambio, garantendo una migliore guidabilità su tracciati difficili e fondi scivolosi. Ad aggiungersi poi al pacchetto anche il regolatore automatico della velocità in discesa, oltre ad una particolare schermata dell’impianto di infotainment che mostra alcune informazioni, come la direzione, l’inclinazione della vettura e l’angolatura dello sterzo. Il nuovo crossover della stella sportivo ed accattivante nella linea, si può scegliere anche con trazione integrale permanente 4MATIC. Potente passepartout in grado di farla diventare la sola vettura di famiglia e la perfetta compagna di viaggio. Per chi vuole osare di più, a luglio arriverà anche GLA 45 AMG e costerà intorno ai 60.000 euro.

 

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Si parte da Roma: un po’ di autostrada, che incredibilmente termina oltre Civitavecchia, cedendo il passo alla vecchia Statale Aurelia, “la numero 1” con le frequenti trappole dei radar locali e i limiti da tempi andati. Quando ci si dirige verso la Maremma, il viaggio è sempre un piacere, comunque. Con l’andatura più veloce apprezziamo l’aerodinamica che induce un senso di avanzamento senza fatica: il Cx è solo di 0,29 e con il cambio a sette rapporti il motore gira basso. Silenziosa, perché il comfort, anche se su una compatta, deve sempre essere da Mercedes.

 

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Lo spazio è proporzionato alle misure esterne, ed è conforme alla tipologia dell’auto, dedicata a single o coppie senza (troppi) figli. Si guida con dolcezza anche con vento e pioggia, procedendo fino a quando, poco oltre Orbetello Scalo, lasciamo l’Aurelia per le vie secondarie, verso l’interno. Dalla pianura alle prime ondulazioni, fino a scorgere le mura tardo-medievali di Magliano in Toscana, borgo non nelle solite mete turistiche, a meno di essere dei buoni scopritori di valori locali, come la produzione enologica di qualità e la ristorazione.Le colline comportano anche qualche curva, ottima per provare lo stile di guida dell’ultima Stella: senza fatica con il servosterzo elettromeccanico, che giustamente non eccede in leggerezza.

 

 

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Il percorso misto inizia a divertire, le strade si stringono, i saliscendi aumentano di frequenza e pendenza: il motore c’è, l’erogazione spinge e il divertimento anche. Ma la nostra meta,la più meridionale tra le tenute dei Frescobaldi, L’Ammiraglia, si avvicina, non prima di passare a un po’ di guida sullo sterrato, dove precisione e funzione della trasmissione 4Matic confermano la qualità costruttiva, con “sicuro” piacere al volante.Prima di entrare nella cantina, divaghiamo ulteriormente per saggiare le doti più avventurose di GLA: sarebbe meglio avere il pacchetto Offroad che la alza un po’ più da terra, ma anche fuori traccia se le cava, e si può andare a spasso per le lunghe strade bianche della Maremma senza timori.

 

La compagna di viaggio: MERCEDES GLA

Nuova, compatta, “bassa”, sportiva, dinamica: non suv ma crossover, la quarta Mercedes con la sigla “G” sconfina dalle categorie delle 4×4 “stellate” che l’hanno preceduta e si presenta con trazione anteriore (il pianale è comune a Classe A e B) o integrale 4Matic.

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Nel secondo caso comprende anche il cambio automatico a doppia frizione e sette rapporti di serie. Elegante e rivolta a nuovi clienti anche per il marchio della Stella, è studiata fuori e dentro come oggetto di design, seducente e di moda, con doti di qualità e guidabilità. La gamma si presenta con due motori a benzina da 1,6 e 2,0 cc (156 e 211 CV), mentre l’unità 2.2 a gasolio può avere potenze di 136 e 170 CV. Modello diverso, la sportivissima GLA 45 Amg da 360 CV. I prezzi partono da 31.760 per la 200 a benzina e da 31.990 per la 200 Cdi a gasolio, entrambe a due ruote motrici. Le integrali 4Matic da 36.490 per 200 CDI e 39.580 per la 250 a benzina. Allestimenti Executive, Sport e Premium, in crescendo, più le opzioni.

www.mercedes.it

 

SCHEDA TECNICA

Dimensioni: 442/180/149 cm

Potenza: 170 CV a 4.000 giri/min

Coppia: 350 Nm da 1.400 giri/min

Velocitmassima: 215 km/h

0-100 km/h: 8,3 secondi

Consumo medio: 4,4 l/100 km (22,7 km/l)

Emissioni di CO2: 129 g/100 km




PORSCHE MACAN: DUE ANIME TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE

Viaggiando con l’ultima sportivissima sport utility della casa tedesca, la Porsche Macan.

Ci sono particolari che, per un porschista, non andrebbero nemmeno citati: come il blocchetto dell’accensione a sinistra del volante (secondo la tradizione sportiva per la gara di Le Mans), o i sedili che possono abbassarsi fin quasi al pavimento con perfetta postura, il volante piccolo e sportivo (è addirittura quello della 918) e, come le Porsche più moderne, la teoria di pulsanti ai lati della leva del cambio e sul cielo del padiglione. Eppure, questa contraddizione tra elementi storici e recentissimi, rispecchia lo spirito di Porsche come del Marocco in genere e della “mitica” Marrakech in particolare. Tradizioni e modernità: dalle più antiche nella città, crocevia di traffici in ogni direzione, il cui nome ha originato quello della nazione, alle grandi strade scorrevoli che si dirigono a Sud, con frequenti presenze di campi da golf anche a 27 buche, di grandi spa per il relax e, in un’altra direzione, di vari impianti per giocare con i quad su piste apposite o in escursioni verso quello che chiamano deserto. Ma tale è solo per i turisti, perché, intendiamoci, attorno a Marrakech di sabbia e dune non ce ne sono: se mai ghiaia, roccia, terra e polvere, perché il deserto, quello vero, è altrove. Ma siamo sempre in Africa, e comunque la sensazione di muoversi guidando una Porsche, una nuova Porsche, non ancora in vendita al momento di questo esclusivo test internazionale, aggiunge ulteriore fascino.

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La nuova sport utility compatta è attesa dal mercato, con nuovi clienti che l’hanno ordinata senza nemmeno averla provata né vista dal vivo. Anche Macan ha due anime: sportiva senza confronti (al momento non esiste concorrenza con simili caratteristiche) e con discrete capacità fuoristrada. In proposito, se non si acquista la costosa Turbo che ne è dotata di serie, consigliabile adottare l’opzione delle sospensioni Pasm (Porsche automatic suspension management), con le quali, oltre allo smorzamento pneumatico, Macan può sollevarsi fino a 230 mm per superare ostacoli preclusi a molte suv non così specializzate. Prima di mettere le ruote fuori dalle tracce, sull’asfalto la guida regala sensazioni dinamiche di qualità: assetto che esalta la facilità istintiva di inserimento in curva, percorrenza con pieno appoggio e uscita con grande trazione, che anche da integrale privilegia comunque il posteriore. Agilità e compattezza con spazi a bordo che non mancano, per viaggiare con famiglia, ma soprattutto con grande stile.
Prime ondulazioni, ecco che la geologia si è sbizzarrita a creare un paesaggio che cambia in continuazione, con tagli netti tra forme e colori, testimoniando lo scontro tra fenomeni di intensa orogenesi : l’Atlante si è sollevato creandosi spazio tra sedimenti preesistenti, forzando le rocce a plasmarsi in modo scultoreo. Mentre alcuni livelli interessano aree anche di vastità regionale, altri coinvolgono solo affioramenti locali, generando così la fantastica variabilità delle zone. Che per la stagione primaverile, sono ancora molto verdi, aggiungendo altro fascino ai paesaggi marocchini.

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Al punto di indurci a interrompere il piacere di guida e il ritmo imposto dal programma, per sostare ad ammirare i dintorni. Valli che salgono e scendono, rosse rocce lisce che sembrano ideali per le incisioni rupestri (e non lontano ci sono), altopiani verdissimi che ricordano l’Irlanda, canyon che fanno pensare d’essere in Colorado, e le sempre presenti alte montagne della catena: nulla rimane fisso, il paesaggio scorre creando la sensazione di un mondo in evoluzione, con la natura che sembra un laboratorio creativo. Si sale di quota, spesso senza rendersene conto: l’atmosfera è cristallina, l’aria frizzante, il sole scotta. Poi ci si rende conto di essere oltre quota duemila e la temperatura sia di soli 8°, eppure ci si trova tostati dal sole in pochi istanti, giusto il tempo di un picnic e di un relax bevendo tea alla menta. Un altro po’ di curve alla guida, dove sentire che Macan con la trasmissione integrale di Carrera 4 diverte: la ripartizione (come il paesaggio) varia continuamente, qui tra anteriore e posteriore, mostrandolo sul display nel cruscotto in modo istantaneo. Nei tratti con buona visibilità, spingiamo e i cavalli si sentono, poi la montagna sale ancora, lo sterrato è liscio ed esposto, ma la sensazione di essere tutt’uno con la vettura porta a istintivo pilotaggio, senza fatica e con grande sensazione di sicurezza. Foreste e boschi spazzati dal vento, ruscelli e praticelli verdi si sostituiscono alle rocce rosse, e anche il fondo diventa poi grigio: sembra asfaltato ma non lo è, eppure la trazione integrale lavora alla perfezione. Al punto che viene voglia di avventura: con circospezione (anche eccessiva) cerchiamo varianti alla strada principale, deviando su antichi ponti, come procedendo, sbucati oltre il limite della vegetazione, in un paesaggio da grandi parchi americani, su passaggi millimetrici su fondo a grandi lastroni di roccia. Le ruote si staccano spesso da terra, con delicatezza e progressione, ma la gestione della motricità di Macan ci fa procedere senza interruzioni. Ritornando verso Marrakech, prima di ammirare il lago artificiale di Lalla-Takerkoust con il meraviglioso resort, deviamo per la zona più divertente ai fini della guida, il “deserto” di ghiaia. Tra morbide e infinite ondulazioni, lunghissimi sterrati consentono di correre veloci, davvero molto veloci, certificando le ultime doti di Macan, una nuova sportiva Porsche, in grado di filare così anche fuoristrada.

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DOVE ALLOGGIARE
Royal Palm Marrakech

Situato a  soli 12 km a sud dal centro storico di Marrakech, a meno di 10 minuti dall’aeroporto, all’interno di una vasta proprietà di 231 ettari nel cuore di un oliveto secolare, il Royal Palm Marrakech è un hotel eco-sostenibile che si spira alle tradizioni architettoniche della cultura berbera. L’hotel propone due diverse tipologie di accommodation eleganti suite e ville. Si distingue inoltre per una spa faraonica, un centro sportivo all’avanguardia, raffinati ristoranti e un campo da golf 18 buche con un prestigioso country club. Le sue caratteristiche fanno di questo hotel uno degli indirizzi più esclusivi per i viaggiatori alla ricerca di qualcosa di veramente speciale.

www.beachcomber-hotels.it
info@beachcomber.it

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Hotel La Mamounia
Non è solo un albergo: un modo di essere, di vivere la vacanza, o la sosta a Marrakech. Costruito novant’anni fa e più volte rimodernato, è stato set di moltissimi film e dimora abituale di personaggi come Sir Winston Churchill e mille altri. La nostra “stanza”, contando ogni spazio e comprese le due terrazze, ha undici vani. L’hotel La Mamounia offre 136 camere tra classic, superior e deluxe, e 71 suite: tra queste 7 d’exception e 3 riad, composti ognuno da tre camere da letto, una salotto marocchino e la piscina privata. La spa ha 2.500 metri quadri, e i giardini sono un intero parco. Tutto questo, in stile marocchino e lussuoso, nel centro della città. Perché varcato il ben guardato cancello, con quattro passi si arriva alla Koutoubia, simbolo stesso di Marrakech, e poco oltre, si stende la grande piazza Djemaa el fna, patrimonio dell’umanità Unesco per i suoni che le rendono unica. Noi, oltre che a passeggio verso l’imbrunire, quando i colori ne aumentano il fascino, ci siamo recati alla celebre piazza guidando la Macan, il mattino prima che sia chiusa al traffico. Per scattare qualche immagine tra bancarelle e viavai di traffico, nel momento in cui è ancora prevalentemente dedicata ai locali, e non ancora organizzata completamente per i turisti. E i suoni sono da mercato, mentre concertisti e incantatori di serpenti dormono ancora.

La Mamounia offre anche eccellenze gastronomiche con cucina internazionale: quattro ristoranti da scegliere, dalla stella Michelin de L’Italien, a Le Français, alla cucina mediterranea de Le Pavillon; noi abbiamo optato per la cultura locale: nel panoramico ristorante Le Marocain, dove la vista è spettacolare dal parco all’Atlante, per degustare le specialità marocchine, chiedendo però l’extra di una cospicua dose di Harissa (la gustosa salsa di peperoncino) da abbinare a verdure. Fino alla tajine di fragole stufate con gelato al cardamomo.

Avenue Bab Jdid
40040 Marrakech – Marocco
Tel. +212.524.388.600
www.mamounia.com

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LA COMPAGNA DI VIAGGIO
Tutta nuova, la suv compatta di Porsche ristabilisce nuovi parametri per guidabilità sportiva e soluzioni tecnologiche, il tutto condito dalla salsa di lusso con la qualità teutonica. In apparenza più piccola dei quasi quattro metri e settanta, ha abitabilità adeguata e valido bagagliaio. La meccanica si affida a motori turbo: 3.0 a benzina da 250 kW-340 CV (Macan S), 3.6 da 294 kW-400 CV (Macan Turbo), 3.0 a gasolio per l’Italia con potenza diminuita di 8 CV per evitare le tasse extra, da 183 kW-250 CV con 560 Nm. Per tutte il cambio a doppia frizione Pdk con sette rapporti.
Prezzi identici per Macan S e S Diesel, da 60.985 euro, mentre la Turbo, che comprende varie dotazioni opzionali sulle altre (come sospensioni Pasm, pacchetto Sport Chrono, sistema Porsche Torque Vectoring Plus con ripartizione variabile della coppia motrice mediante e differenziale autobloccante a comando elettronico posteriore, luci abbaglianti dinamiche, ecc.), oltre alla potenza elevatissima, costa 83.317 euro.

www.porsche.it

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 SCHEDA TECNICA

Dimensioni: 468/192/162 cm
Potenza: 250 CV a 4.000 giri/min
Coppia: 580 Nm a 1.750 giri/min
Velocità massima: 230 km/h
0-100 km/h: 6,3 secondi
Consumo medio: 5,8 l/100 km (17,2 km/l)
Emissioni di CO2: 164 g/100 km

 

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MAZDA MX-5 25 ANNIVERSARY

Lanciata nel 1989, la piccola Mazda MX-5 ha offerto costantemente quel tipo di divertimento di guida che solo una sportiva leggera può regalare, conquistando un gran numero di fan di tutte le culture e provenienze geografiche.

 

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Più di  940.000 Mazda MX-5 sono state prodotte nell’arco di tre generazioni, e questo modello continua anche oggi a fregiarsi del titolo di roadster più venduta al mondo nel Guinness dei Primati. Per festeggiare il suo 25° anniversario e in attesa della quarta generazione, prevista per il 2015, è nata una versione speciale della MX-5, basata sul modello con il tetto rigido retraibile, dotata di ammortizzatori Bilstein, di uno splendido colore esterno rosso metallizzato Soul Red in contrasto con il tetto, i montanti laterali e gli specchietti esterni che sono neri. Gli interni della Madza MX-5, invece, sono rivestiti in pelle chiara e i pannelli decorativi delle portiere sono elegantemente rifiniti a mano.

 

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Confermato il motore 2.0 4 cilindri a benzina declinato nei due livelli di potenza di 167 Cv a 7.000 giri/minuto (con cambio manuale a sei marce), e di 158 Cv a 6.700 giri/minuto (in abbinamento all’automatico).




UNA GITA TRA CERNOBBIO E LENNO CON LA C3

Di Silvia Terraneo

E’ una bella giornata soleggiata e abbiamo voglia di un break senza spendere una fortuna, due giorni di relax senza rimanere con il portafoglio vuoto è una cosa possibile.Facciamo il pieno e ora anche la nostra compagna di viaggio la C3 è pronta per un giro sul lago. Partiamo dalla capitale della moda, Milano, e in un ora possiamo giungere sul Lago di Como, una delle mete turistiche più gettonate del nord Italia, grazie anche al rilancio fatto da George Clooney da quando ha vi preso casa. Un luogo bello in ogni stagione dell’anno.

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Non ci fermiamo a Como città ma costeggiamo subito il lago e arriviamo a Cernobbio, a Villa Olmo. Per fortuna troviamo subito parcheggio, proprio vista lago e con la nostra C3 e la telecamera/retrovisore non abbiamo problemi nel parcheggiare anche perchè le dimensioni della C3 sono compatte,!

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Siamo davanti a un imponente edificio neoclassico di Como, opera dell’architetto Simone Cantoni. Si chiama Villa Olmo proprio perchè nel suo parco c’è un olmo colossale, leggendariamente piantato da Plinio il Giovane. Tra gli illustri ospiti segnaliamo Napoleone e Garibaldi. Oltre Villa Olmo, vicino all’entrata dell’altra bellissima villa, Villa Erba, troviamo  un punto di informazione  turistica dove è possibile trovare tutto quel che serve per alloggi, ristoranti, giri in barca, eventi e manifestazioni, e attività outdoor come il trekking.

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Una bella passeggiata, in una cornice fiorita, qualche barca a vela ma è tutto così bello che abbiamo voglia di guidare fino a Lenno, anche perchè al volante della nostra C3 con il parabrezza panoramico “Zénith” sembra di toccare il cielo con un dito ed essere su una cabriolet.

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Sulla strada vecchia del lago di Como, passando per Carate Urio –Argegno, il traffico è scorrevole. A Ossuccio compare l’Isola Comacina, raggiungibile con il battello, ma non oggi, abbiamo fame e ci fermiamo a Lenno nel caratteristico ristorante Trattoria Santo Stefano, dove  mangiamo un piatto di tagliatelle al lavarello (pesce del lago) e cipollotto, un buon caffè e una bella passeggiata prima di rimetterci alla guida con la nostra “city car”. La giornata non è ancora finita, la C3 consuma pochissimo e abbiamo ancora quasi il pieno e possiamo fare il giro di tutto il lago, fino al rientro in città.

La compagna di viaggio

Citroën C3 in white color

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“Lei” dalle dimensioni 3,94 m di lunghezza, 1,71 m di larghezza e 10,2 m di diametro di sterzata, è ideale per un utilizzo urbano, ma anche ottima per lunghi spostamenti grazie al motore 3cilindri in questa versione 1.2 82CV, brioso quanto basta per muoversi con un pizzico di vivacità. La nostra è in versione “Exclusive”, quindi la più accessoriata. L’impostazione alla guida è leggermente rialzata e mette subito a proprio agio. Il cambio è a 5marce. Buono il confort di marcia, l’abitacolo è piuttosto silenzioso e le sospensioni sono sempre in grado di neutralizzare efficacemente le irregolarità delle nostre strade extraurbane.
Notevole la telecamera di retromarcia, che rende più facili le manovre di parcheggio e il parabrezza Zenith con cui sembra di guidare a cielo aperto. Spazioso il bagagliaio (300 litri di volume). Per la gamma benzina, offre motorizzazioni 3 cilindri di nuova generazione da 1 e 1,2 litri di cilindrata;1.0 VTi 68 e 1.2 VTi  82 con consumi estremamente bassi, compresi tra 4,3 e 4,5  l/100 km ed emissioni da 99 a 109 g di CO2/km, entrambi conformi alle normative neopatentati. Disponibili anche 4 motorizzazioni diesel, di cui 3 con tecnologia micro-ibrida e-HDi, il sistema Stop&Start più performante del mercato (1.4 HDi 70 FAP, 1.4 e-HDi 70 FAP Airdream, 1.6 e-HDI 90 FAP Airdream, 1.6 e-HDi 115 FAP Airdream).La versione provata “Exclusive” parte da un prezzo base di pari a 16.800 euro.

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (I.A.T.)
P.zza Cavour ,17 -Como
Tel. +39 031 269712 – Fax +39 031 240111
lakecomo@tin.it
www.lakecomo.com

Como Tourism
www.comotourism.it

Villa Olmo
www.ristorantevillaolmo.it

Trattoria Santo Stefano
P.zza XI Febbraio 3
Tel 0344 55434
trattoriasantostefano@yahoo.it

 

 




Jeep Cherokee, a spasso nel tempo tra risaie e lanifici

Ci sono appassionati che ricordano la pista di Balocco come tempio Alfa Romeo, quando le monoposto del Biscione sfrecciavano a 300 km/h (e oltre) sui lunghi rettilinei, e tuttora si recano anche solo a sentire gli ululati delle auto più spettacolari del Gruppo, comprese Maserati e Ferrari, durante prove e sviluppo. A livello turistico la zona è tranquilla, immersa nella campagna, tra le risaie. Come indicano i nomi degli abitati, spesso conosciuti più per le qualità di riso, come Arborio, ad esempio.

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Noi, invece, dopo aver percorso il tracciato estremo da fuoristrada, usciamo dal “Proving Ground” di Fiat Chrysler Automobiles con la nuova Jeep Cherokee, durante il lancio internazionale. Raggiungendo subito il piccolo abitato di Balocco, stretto attorno al castello la cui origine risale al X secolo: distrutto e ricostruito più volte, presenta alcuni tratti risalenti al XV secolo, e molti interventi successivi. Procediamo per Buronzo nella scarsità di traffico, e lungo le strette strade tra le risaie riscontriamo comfort e guidabilità della nuova Cherokee Limited, con motore turbodiesel da 170 CV e il nuovissimo cambio automatico a nove rapporti. L’auto è spaziosa e contiene tecnologie di ogni genere – i sistemi di gestione della sicurezza e degli aiuti alla guida possono arrivare fino alla settantina – con ottima abitabilità, anche posteriore. 

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Quindi, dal vercellese sconfiniamo nel biellese: evocare la lana è istintivo, e non appena il paesaggio abbandona riso e pianura, lasciando il passo alle colline, in ogni valletta dove scorresse acqua, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 tutti gli spazi furono occupati dai lanifici, con imponente presenza lungo il torrente Strona. Dei quali, a parte i pochi attivi per aver raggiunto solidità come Cerruti, Fila e Zegna, perché parlando di lana pettinata, l’eccellenza biellese rappresenta ancora oggi la maggior concentrazione a livello mondiale. Purtroppo molti altri sono solo esempi di archeologia industriale, con fabbriche abbandonate o comprese in (più o meno vaghi) piani di recupero per il fascino delle costruzioni, persino con elementi meccanici a vista, come le grandi ruote esterne. Paesaggio industriale unico, mentre la Cherokee avanza salendo in modo scorrevole e divertente, anche fino al punto in cui, dopo un primo valico, ridiscendiamo accanto al fiume. Non ci sarebbe alcunché da dimostrare in termini di fuoristrada, dopo le pendenze quasi impossibili della pista prove, ma qualche allungo su sterrato è sempre un test probante per la distribuzione dei pesi. E anche qui dimostra che, nonostante la struttura rivoluzionaria per Jeep con trazione anteriore (l’integrale si attiva autonomamente, all’occorrenza), non appare sbilanciata e la guida è sempre gradevole.

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Il ritorno vede i boschi lasciare spazio alle vigne: per accompagnare i risotti ci vuole un buon rosso, e invece dei piemontesi più famosi, sarebbe adeguato abbinarne uno a “km 0”. Qui nel paese di Lessona si produce il vino omonimo, che consigliamo caldamente di provare. Dall’enologia alla storia: il Nordovest è anche terra di scontri tra religioni, con sette ed eretici (secondo definizioni di parte, naturalmente) che caratterizzano luoghi e tempi. In codesti paraggi, specificamente la zona del monte Rubello, all’inizio del XIV secolo offrì rifugio ai Dolciniani, i seguaci di Fra’ Dolcino (noti a livello popolare per la presenza ne “Il nome della rosa”), che realizzarono anche accenni di fortificazioni per resistere, fino alla sconfitta del 1307. Scendendo a valle riprendono le risaie con un paesaggio che, ben diverso dalle colline sa modificare il proprio fascino con le diverse stagioni, anche se mentre lo percorriamo, questa fase di primavera vede “l’asciutta” delle irrigazioni, con affioramento di marne e argille, dal caratteristico colore chiaro. Ecco mettere nuovamente alla prova stabilità, assetto e trazione di Cherokee Limited, con passaggi veloci lungo le strisce di terra che dividono le risaie. Molto rapido l’intervento della trazione posteriore, con le reazioni che limitano gli effetti della trazione anteriore, con buona tenuta e motricità che incrementa in progressione. Siamo oramai nuovamente vicini alla pista di Balocco, alla quale ci avviciniamo da Nord, per aggirarla a Est, rendendoci così conto della vastità della superficie occupata dall’impianto. Nel quale rientriamo per restituire (onestamente, un po’ malvolentieri) questa “strana” Jeep, la nuova Cherokee che va scoperta per le molte innovazioni, e le tante, tantissime dotazioni di sicurezza e di aiuto alla guida. Perché è stata pensata con uno sguardo al passato, come la mobilità e la calandra con le classiche sette feritoie Jeep, e con un’approfondita visione del futuro. Compresi i mercati che, lo sappiamo, da tempo non sono più gli stessi, e vanno anticipati con nuove tendenze.

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LA COMPAGNA DI VIAGGIO: JEEP CHEROKEE IL NUOVO CORSO
Nuova visione da parte di Jeep sempre più integrata strategicamente nel gruppo Fiat Chrysler, con innovazioni inedite per il marchio. Prodotto di qualità con ampia gamma di motori, trasmissioni, sistemi e dotazioni di sicurezza, comfort e infotainment. Motori a gasolio 2.0 da 140 e 170 Cv, più un silenzioso e rotondo 3.2 V6 a benzina da 272, con trazione anteriore o tre diversi tipi di integrale, per ogni esigenza. I due propulsori più potenti hanno di serie la trasmissione automatica a nove apporti, per limitare emissioni e consumi, unitamente al sistema di disconnessione dell’asse posteriore. Allestimenti Longitude e Limited, con Trailhawk solo per V6. Prezzi da 39.000 euro per Cherokee a due ruote motrici da 140 CV a 52mila per la più lussuosa Limited da 170. Trailhawk 3.2 V6 a benzina in due versioni di trasmissione, da 52 a 53mila euro. Più, volendo personalizzare, è disponibile una serie di accessori griffati Jeep, pratici e irresistibili.

www.jeep-official.it 

DOVE MANGIARE
Ristorante l’Osteria
Situato in una piazzetta adiacente al castello di Balocco, il ristorante ha stile semplice ed elegante al tempo stesso. Ristorazione piemontese di qualità, con inclinazioni stagionali, come nel periodo dei funghi, forse il più significativo. Antipasti tradizionali della regione e più semplici, primi piatti intriganti e, naturalmente grande qualità e selezione di carni, anche con interpretazioni ricercate. Chiuso la domenica sera e il lunedì. Piazza Castello, 1 13040 Balocco (VC) Tel. 0161.853210 – 327.4589052

COME ARRIVARE
Dall’autostrada A4 Milano-Torino, uscire a Balocco circa a metà strada tra le due metropoli, seguendo le indicazioni per il piccolo abitato. Quindi, procedere verso nord per il percorso in direzione di colline e montagne. Per curiosare attorno alla pista, invece, svoltare a destra prima del paese, percorrendo tutta la strada che la aggira.




Toyota Boshoku: a casa come in macchina

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Presente per il terzo anno consecutivo alla Milano Design Week 2014 anche Toyota Boshoku, uno dei principali fornitori di componenti per interni di auto e produttori di filtri, che espone le sue creazioni al Milan Design Branch in Via Forcella 7, proponendo spazi abitativi innovativi e accattivanti realizzati con gli stessi pellami e le stesse pregiate rifiniture che impreziosiscono gli abitacoli delle automobili, in grado di rendere ancora più preziosi anche gli interni delle case.

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Tema di quest’anno è “Carsa“, un gioco di parole tra “car e “casa. Gli ambienti domestici proposti da Toyota Boshoku sono freschi e affascinanti, caratterizzati da uno stile completamente nuovo. Vi troverete immersi in un originale “mix di interni d’auto e componenti d’arredo“. In particolare resterete colpiti dall’esposizione di un letto ibrido, in cui viene applicata in modo pratico la disposizione dei sedili dell’automobile, oltre a spazi abitativi all’avanguardia in cui articoli per decorazioni murarie vengono utilizzati a pieno titolo per il design di interni insieme a materiali derivati dalle piante.

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Come per “Nunokabe“, dei pannelli decorativi per pareti personalizzabili con fotografie o stampe artistiche, o la “Poltrona O-tedama“, una sorta di poltrona-sacco rivestita con tessuto per interni di automobili che diventa futon con un semplice gesto.




Due secoli di manifattura Peugeot al Fuori Salone di Milano

Anche Peugeot espone alla Milano Design Week 2014 in Via Tortona 32, luogo emblematico di questo appuntamento mondiale con il design. In particolare non potete perdervi l’anteprima mondiale di una nuovissima creazione: il sofà ONYX, una seduta scolpita e primo manifesto inedito di una collezione d’arredamento.

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Nello spazio espositivo l’installazione proposta da Peugeot conserva l’atmosfera industriale dell’edificio costruito nel 1900, e propone un cocktail stridente di oggetti, suoni e luci. Al centro dell’esposizione il sofà ONYX, un manifesto allo stato puro ed evoluzione statica della supercar ONYX, appunto, svelata dalla Casa francese nel 2012. Spinta da un motore ibrido da 600 Cv, questa vettura si caratterizzava per la sua carrozzeria in carbonio e rame, e un abitacolo puro in feltro e Newspaper wood. Un’associazione di tecnologie di punta con materiali grezzi e naturali, che oggi si conclude in questo sofà scolpito lungo 3 metri e realizzato in carbonio e lava di Volvic.

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Sette sculture leggere e rappresentative, da 10 a 70 centimetri, accompagnano il sofà ONYX. Lampada, mensola, poltrona, tavolo, ecc…, esplorano altrettanti accostamenti dello stesso filone, abbinando l’ossidiana al cemento, il diaspro ferroso rosso all’acciaio, il cristallo di quarzo all’alluminio, il legno da cattedrale alla stampa 3D, la palma nera al basalto, il legno di quercia delle paludi al Corian. Il prezzo del sofà ONYX è di 135.000 euro in questa versione in fibra di carbonio e lava di Volvic. La sua elaborazione ha richiesto complessivamente 70 giorni di lavoro. Il prezzo delle altre creazioni sarà fissato in base al costo del materiale scelto da ogni committente.

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A concludere il percorso espositivo troverete il pianoforte PEUGEOT DESIGN LAB, un pianoforte rivoluzionario che viene presentato per la prima volta al pubblico italiano nell’ambito della Milano Design Week. Uno spazio esclusivo, animato da tre pianisti e da un gioco di luci che si evolve insieme al suono, è dedicato all’oggetto che ha sovvertito i codici del mondo della musica, sin dalla sua presentazione al Salone dell’Auto di Parigi del 2012. Questo piano all’avanguardia è frutto di una collaborazione, per la progettazione e per i materiali utilizzati, tra due aziende con due secoli di storia, PEUGEOT e la manifattura PLEYEL.

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Se il corpo del pianoforte PEUGEOT DESIGN LAB e la tavola armonica sono in legno, materiale che reagisce nel modo migliore al suono, il coperchio e il piede sono stati realizzati in fibra di carbonio per le sue proprietà di leggerezza, ma anche di riverbero del suono. La messa a punto di questo pianoforte ha richiesto molti mesi di ricerche, studi e test. L’obiettivo era preservare l’alta qualità del suono PLEYEL, sottile, colorato, potente nei toni gravi e scintillante nei toni acuti.

INFO
www.peugeotdesignlab.com




La cinese Great Wall rilancia la sfida con il Suv H6

di Rossella Dallò
Villafranca (Verona).Forte di un grosso investimento per una grande fabbrica in Bulgaria, la cinese Great Wall, importata e distribuita in Italia da Eurasia Motors fin dal 2006, rilancia la sua sfida al mercato italiano. Lo fa con il SUV H6, finalmente in linea con il gusto e le esigenze degli utenti europei. A cominciare dall’impatto estetico, molto piacevole, dagli assemblaggi millimetrici e ben curato nei dettagli, come, ad esempio, il profilino in colore carrozzeria nelle maniglie esterne delle portiere.

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Compatto nelle dimensioni (489x188x174 cm) e con un’altezza da terra di 14 cm che gli permette di affrontare le strade sterrate senza difficoltà, l’H6 cino-bulgaro è un 4×4 a controllo elettronico della trazione che consente di trasferire coppia alle due ruote posteriori in caso di perdita di aderenza. In aggiunta è dotato di sistemi integrati di controllo elettronico di stabiltà, Hill Holder (per le partenze in salita) e di Abs evoluto.

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Il motore è un 2.0 litri turbodiesel da 143 cavalli a 4000 giri e 310 Nm di coppia massima abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti docilissimo nel cambio marce. Alla prova su strada in un percorso misto autostradale e nell’entroterra gardesano ricco di curve, il Great Wall H6 dimostra  una buona maneggevolezza e tenuta di strada, priva di rollio laterale. Il motore ha un’erogazione regolare che assicura discrete andature con consumiabbastanza contenuti: secondo i dati ufficiali 6,8 litri ogni 100 km.

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Del resto, per sua concezione questo non vuole essere un SUV  corsaiolo, fare concorrenza a una Cayenne, bensì essere una buona alternativa per una famiglia. Tant’è vero che uno dei diversi punti di forza dell’H6  oltre a una dotazione di serie davvero più che interessante, comprensiva fra l’altro di assistenza al parcheggio con retrocamera , bluetooth e cruise control con comandi al volante, sensori pioggia e luce – è un bagagliaio molto capiente (da 1290 a 2100 litri) con una intelligente divisione orizzontale in due parti  del vano che non costringe a sollevare il piano per recuperare ciò che si vuole nascondere a curiosi e malintenzionati.

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Il prezzo di listino per la versione 4WD Star è di 26.960 euroe quello della Premium 27.960 euro. Ovvero, in linea con la concorrenza. Si potrebbe però obiettare che Great Wall non vanta la stessa rivendibilità di un Nissan Qashqai o di una Kia Sportage. Verissimo. A compensare questo gap, Great Wall H6 offre una garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato che garantisce soccorso stradale, vettura sostitutiva, rientro o proseguimento del viaggio e recupero del veicolo riparato.

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Anche Audi si converte al metano, con la A3 Sportback g-tron

È arrivata la prima versione a metano della Casa tedesca: la Audi A3 Sportback g-tron. E se la notizia potrebbe non essere poi così nuova (e cioè che una casa automobilistica inizi a produrre vetture che utilizzano il metano come combustibile), fa notizia che la stessa casa di cui stiamo parlando ha quasi ultimato la costruzione del primo impianto industriale produttore di metano sintetico. L’Audi lo chiama e-gas, ma non è altro che gas naturale, distribuibile nelle normali stazioni di rifornimento di metano.

Presentazione stampa AudiA3 G-TRON©SimonPalfrader/RED/AudiItalia
Nell’Audi A3 Sportback g-tron, due serbatoi alloggiati sotto il pianale del bagagliaio hanno una capacità di circa sette chilogrammi di gas ciascuno, occupando lo spazio della ruota di scorta e riducendo solo di circa 100 litri la capacità del bagagliaio. Questi due serbatoi, al cui interno si trova il gas a una pressione di 200 bar, pesano il 70% in meno rispetto alle normali bombole d’acciaio, cioè 27 chilogrammi in meno ciascuno, grazie all’utilizzo di materiali ultraleggeri.

Presentazione stampa AudiA3 G-TRON©SimonPalfrader/RED/AudiItalia
Un’altra caratteristica di Audi A3 Sportback g-tron, è il regolatore elettronico della pressione del gas. Si tratta di un componente leggero e compatto che può ridurre a 5-9 bar l’alta pressione con cui fuoriesce il gas, mantenendo sempre la pressione giusta: bassa per una marcia efficiente ai regimi inferiori, più alta quando si desiderano maggiore potenza e più coppia. Quando poi con circa 0,6 chilogrammi di gas residuo la pressione all’interno del serbatoio scende sotto i dieci bar, la gestione motore passa automaticamente al funzionamento a benzina.

Presentazione stampa AudiA3 G-TRON©SimonPalfrader/RED/AudiItalia
Un’Audi A3 Sportback g-tron bivalente dunque. Con un’autonomia a gas superiore ai 400 chilometri, con la benzina ne può percorrere altri 900, raggiungendo quindi un’autonomia complessiva paragonabile a quella di un motore TDI. Nel sistema d’informazione per il conducente viene visualizzato il consumo momentaneo; due indicatori nel cruscotto indicano il livello di riempimento dei serbatoi, i cui bocchettoni si trovano sotto uno sportellino comune. Dopo il rifornimento e in caso di temperature esterne molto basse, l’Audi A3 Sportback g-tron parte inizialmente a benzina per poi passare il più rapidamente possibile al gas.

Presentazione stampa AudiA3 G-TRON©SimonPalfrader/RED/AudiItalia

Parlando di motori l’Audi A3 Sportback g-tron è spinta da un 1.4 TFSI modificato: testata, sovralimentazione turbo, impianto d’iniezione e catalizzatore configurati appositamente per l’alimentazione a gas. Con 110 Cv e 200 Nm di coppia l’A3 accelera da 0 a 100 km/h in meno di 11 secondi e raggiunge la velocità massima di 190 km/h. Le emissioni di CO2 rimangono sotto i 95 g/km, mentre il costo del carburante è di circa 4 euro ogni 100 km. In media, infatti, consuma ogni 100 km meno di 3,5 chilogrammi di metano o di Audi e-gas.

Presentazione stampa AudiA3 G-TRON©SimonPalfrader/RED/AudiItalia

Tra le ultime novità legate alla compatta più amata della Casa tedesca, la gamma a gasolio della A3 e A3 Sportback aggiunge il motore a gasolio 1.6 TDI da 110 Cv Ultra, mentre per quanto riguarda gli allestimenti, debuttano le versioni Business e Admired in abbinamento ai motori 1.2 e 1.4 TFSI, e 1.6 TDI. La A3 Sportback g-tron con cambio manuale costa 25.650 euro, che diventano 27.850 con la trasmissione S tronic. Se volete saperne di più sul metano, consultate www.metanoauto.com




Con la nuova Kia Soul nella Sicilia Occidentale

di Silvia Terraneo
Senza vedere la Sicilia non è possibile farsi un’idea dell’Italia e come scrisse Pirandello: “La vita si vive o si scrive.”

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Partiamo da Milano con un moderno Airbus A 320 Alitalia e dopo un’ora e dieci siamo a Palermo, capoluogo siciliano frenetico e caotico, dove di mattina cerchiamo il profumo del pesce fresco sugli Ape che hanno sostituito le vecchie bancarelle. Uno scatto e via, abbiamo molte cose da vedere e in soli due giorni, ma è possibile. Siamo saliti a bordo della nuova Kia Soul con motore Diesel 1.5 da 128 Cv.

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Mettiamo i nostri due trolley nel bagagliaio e dopo un altro scatto sul Golfo e un passaggio davanti all’Hotel Villa Igea (senza fretta una sosta in questa che fu la villa dei Florio è d’obbligo) e prendiamo la strada a scorrimento veloce per Sciacca: tanti sono i viadotti e i ponti iniziati e non finiti, guidiamo ininterrottamente ma il paesaggio è talmente in “fiore” che merita una sosta. La facciamo al lago Arancio, da dove scopriamo che hanno preso il nome gli arancini, poiché lì un agricoltore coltivò per primo il riso nell’isola. Intorno ci sono tantissime specie di fiori il cui profumo si diffonde nel silenzio scosso dal vento e dal cinguettio degli uccellini, come in una poesia.

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Ma la Kia Soul ci aspetta e riprendiamo il tragitto lungo colline verdeggianti, con qualche falesia mentre spuntano pecore e mucche ovunque. La strada è larga, piacevole e senza traffico, in alcuni tratti non s’incontra proprio nessuno e si respira il profumo della terra per poi passare in breve, in questa isola dal paesaggio che muta di continuo, al profumo del mare, quel forte odore dei pescherecci al molo nel porto di Sciacca, un quadro pittoresco con case scolorite una sopra l’altra, piccole strade, gente ospitale e tanti pescatori intenti al lavoro.

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Da Sciacca proseguiamo verso Agrigento con una sosta mozzafiato alla “Scala dei Turchi”, una parete rocciosa (falesia) costituita di marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa, avente un caratteristico colore bianco puro, cielo mare e terra si toccano tra loro in colori e forme che solo Madre Natura può regalare ai nostri occhi.

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Tra Porto Empedocle e Agrigento si arriva poi alla Casa di Pirandello e dopo poco più di dieci chilometri siamo nella Valle dei Templi di Agrigento, dove si respira un bel pezzo della nostra storia, il nostro tesoro della Magna Grecia.
Bene, siamo al centro sud della Sicilia e torniamo dunque verso ovest, direzione Sciacca per sostare al Verdura Resort, del gruppo Rocco Forte Hotel, dove si gioca a golf tutto l’anno e sorge un grande centro benessere… pernottiamo per una notte, relax e magia.

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Seconda tappa sulla via del ritorno verso Palermo: rinviamo a un’altra volta la visita di Selinunte con il suo tempio e si passa per Mazara del Vallo – centro portuale e grande esempio d’integrazione multirazziale – per dirigerci verso Segesta, uno dei più bei templi della Sicilia, in un sito archeologico ancora tutto da scavare e scoprire. A metà strada troviamo Gibellina, le sue rovine e il famoso monumento “la port al Belice” dello scultore Pietro Consagra.

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Lasciamo però la strada a scorrimento veloce e prendiamo una strada interna che ci fa attraversare la Sicilia più interna fra colline, vigne, fichi d’India e fiori coloratissimi. All’improvviso ci appare il grande tempio di Segesta. Visitiamo il sito dove c’è anche un grande anfiteatro romano e dove proseguono gli scavi pur in mancanza di fondi adeguati, come sempre accade.

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Prima di rientrare a Palermo usciamo ancora una volta dall’autostrada a Castellammare del Golfo (bellissimo il porto con il castello visto anche dall’alto da un punto panoramico ben segnalato) e raggiungiamo Scopello, dove ammiriamo sul mare faraglioni e l’antica tonnara. Saliamo anche nella piazza del piccolo centro dove assaporiamo il tipico arancino al prosciutto e la cassatella (un panzerotto di pasta sfoglia con la ricotta del cannolo), una vera delizia.
Peccato che l’aereo ci aspetta, la Kia Soul ci porta veloci in 20 minuti all’aeroporto…
Arrivederci, Sicilia!

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La compagna di viaggio: Kia Soul 1.6 CRDi
La carrozzeria della Soul è rimasta apparentemente la stessa della serie precedente , ma in verità è totalmente nuova soprattutto nella piattaforma, più ampia e robusta. Ora concede più spazio a pilota e passeggeri in un abitacolo ancora più raffinato, rivestito con materiali di pregio e gli interni con le forme morbide e smussate si ispirano alle onde sonore: pomello del cambio tondo, comandi al volante circolari, tweeter sferici “sospesi” installati in posizione rialzata – ogni singolo elemento concorre a creare un ambiente innovativo e personale.

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Sono tre i diversi equipaggiamenti disponibili con la novità del bicolore per la carrozzeria e un’ampia possibilità di personalizzazione. La gamma offre ben 11 colorazioni per la carrozzeria  con diverse soluzioni bicolore (Rock Soul rosso-nero, Free Soul blu-bianco, Chic Soul beige-nero, Bright Soul bianco-nero, Dark Soul nero-bianco, Strong Soul  grigio-nero, Light Soul grigio-bianco); mentre i cerchi in lega da 18 pollici “Carbon Look” sono di serie.

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Se ancora non fosse sufficiente, Kia offre l’esclusiva personalizzazione Tatto You® Soul, cinque originali tinte che renderanno New Kia Soul un pezzo quasi unico. Il pacchetto Design You® Soul offre poi una serie di accorgimenti estetici che donano a New Soul un look SUV ancora più marcato. La Soul nella versione provata da noi 1.6 Turbodiesel 128 Cv e super accessoriata, si è dimostra un’ottima compagna di viaggio, solo un po’ rigida e il bagagliaio un po’ piccolo per fare shopping, ma di questo non abbiamo avuto bisogno visto il ritmo serrato del nostro tour.

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Due le motorizzazioni offerte: il benzina 1.6 GDI a iniezione diretta da 132 Cv e il 1.6 CRDi  turbodiesel da 128; entrambi con cambio manuale o automatico a 6 marce. Più avanti sarà disponibile anche l’innovativo ECO-GPL+.


Scheda Tecnica:

4,14 lunghezza
1,80 larghezza
1,60 altezza
Bagagliaio 345 litri (+14 litri).

DOVE MANGIARE, DORMIRE, VEDERE
Verdura Resort
a Sciacca
Strada Statale 115, km 131, 92019, Sciacca (Agrigento)
Il Verdura Golf & Spa Resort ha una superficie di 230 ettari e quasi due chilometri di costa mediterranea privata.
www.verduraresort.com

Segesta B&B
Casa Vacanze Mimma
Tenuta Liberio
Tel. 3924743546

Parco Letterario Pirandello
SS115, 1, 92100 Agrigento
www.parcopirandello.it

Valle dei Templi
Via Valle dei Templi, Agrigento
www.lavalledeitempli.it