Ecco il rivoluzionario modulo firmato Scout Campers che trasforma i pick-up in una Casa viaggiante

Tra le alternative più gettonate all’acquisto di un camper troviamo senza ombra di dubbio la camperizzazione dei furgoni, anche se esiste una soluzione altrettanto valida e sicuramente più pratica, anche se spesso molto costosa. Stiamo parlando dei moduli abitativi che possono essere installati in maniera estremamente rapida sul cassone di un pick-up di media- grandi dimensioni, rendendo così questo tipo di veicoli off-road delle case viaggianti inarrestabili su ogni tipo di terreno.

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Vista laterale del Modulo per pick-up Scoutcamper

L’ultimo di questi “gioielli” prende il nome di Kenai ed è stato realizzato dagli specialisti della Scout Campers. Il nuovo modulo realizzato dall’azienda americana si distingue per l’ampio spazio offerto, per la versatilità degli ambienti e soprattutto per la sua dotazione davvero completa che non ha nulla da invidiare ad un piccolo appartamento.

Ha anche un bagno completo

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Vista bagno del modulo Scoutcamper

Innanzi tutto il modulo Kenai può essere equipaggiato con una toilette a cassetta che può essere riposta in un apposito alloggio quando non viene utilizzata o in alternativa si può richiedere un bagno completo di tutto, caratterizzato dalla presenza di un WC portatile e di una doccia piroettante situata in un’anticamera in cui è possibile pulirsi prima di salire nel camper. Questa doccia vanta inoltre tutte le funzioni classiche di un dispositivo di questo tipo (getto regolabile, acqua calda, etc) e può essere utilizzata anche all’esterno durante la bella stagione.

Spazio per sei

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Pianta completa del modulo per pick-up Scoutcamper

Il Kenai può ospitare fino ad un massimo di 6 persone che possono usufruire di una spaziosa zona notte installata sopra la cabina, non mancano inoltre letti smontabili nella zona living pranzo e una tenda a soffietto posizionata sul tetto. I vistiti possono essere conservati in un ampio armadio che prende tutta la lunghezza del modulo, a cui si aggiungono un armadietto per gli attrezzi, vari scaffali e un appendiabiti. La zona giorno risulta equipaggiata con una cucina completa e un frigorifero, mentre al riscaldamento ci pensa un impianto alimentato due serbatoi di propano da 4,5 kg.

Modulo adatto a tutti i pick-up

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Interni del modulo per pick-up Scoutcamper

Il modulo della Scout Campers si adatta a tutti i tipi di pick-up grazie all’uso di un aggancio universale, inoltre l’0usod i materiali ultra leggeri hanno permesso di contenere il peso totale entro i 600 kg. Il prezzo di listino del modulo Kenai parte da 20,000 euro.

 




Un weekend in bicicletta a Parma, premiata con l’Urban Award

Prima della classe in mobilità sostenibile. La città di Parma, premiata con l’Urban Award 2020, diventa la meta ideale per un weekend a pedali.

A Parma si pedala di gusto. La città emiliana ha vinto la quarta edizione di Urban Award 2020, il premio per la mobilità sostenibile. I nomi dei vincitori sono stati proclamati la scorsa settimana in occasione della XXXVII Assemblea Nazionale Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Parma si è così aggiudicata il premio in palio: un parco bici composto da 30 mezzi, offerto dalle aziende che fanno capo ad ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, di Confindustria.

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Grande attenzione a Parma per le piste ciclabili (foto Gabriella Clare Marino).

Ideato da Ludovica Casellati, direttrice di Viagginbici.com, Urban Award ha l’obiettivo di premiare i Comuni virtuosi  e incentivare le amministrazioni a investire nel futuro, favorendo i progetti legati alla bicicletta e alla mobilità sostenibile. Secondo e terzo premio a  Francavilla Fontana (Brindisi) e Pesaro, mentre la  menzione speciale è stata assegnata a Cosenza. La giuria ha decretato i vincitori valutando i migliori progetti di mobilità sostenibile presentati dai diversi Comuni italiani.

Parma premiata con l’Urban Award per le tante iniziative bike-friendly

La scelta della giuria è caduta su Parma grazie alla completezza delle iniziative messe in campo: allestimento di nuove piste ciclabili, interventi di manutenzione su quelle esistenti, implementazione del bike sharing, progetti di comunicazione legati alla promozione turistica della città in chiave bike. Senza dimenticare le iniziative legate all’arte (come PedalArt)  o alla sicurezza in bici la sera (con Ciclista illuminato).

Insomma, a questo punto il modo migliore per visitare Parma è proprio la bicicletta. E vale davvero la pena di organizzare un weekend da quelle parti, anche perché la città è stata designata Capitale Italiana della Cultura per il 2020-2021. E ha tutte le carte in regola per andare fiera di questo titolo: a cominciare dai tanti tesori artistici che custodisce, per proseguire con l’importanza che ha sempre avuto per la storia della musica, fino al patrimonio gastronomico (nel 2015 è stata nominata Creative City of Gastronomy Unesco).

 

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Una delle attrattive di Parma sta nelle sue delizie gastronomiche (foto Jonathan Borba)

In Piazza Duomo si trovano le massime espressioni artistico-religiose della città: la Cattedrale dedicata all’Assunta, uno degli edifici romanico-padani più importanti, iniziata verso il 1059; il bellissimo Battistero, rivestito di marmo rosa di Verona, risalente al XI-XII secolo (poi più volte rimaneggiato: l’attuale versione risale all’inizio del Novecento).

Da non mancare Piazza della Pilotta, oggi Piazzale della Pace, con il palazzo che fu della famiglia Farnese e che oggi ospita il Museo Archeologico, la biblioteca Palatina, la Galleria Nazionale e il Teatro Farnese. Nel suo cortile esterno, in estate si tengono spettacoli e concerti.

La tavola parmigiana è un trionfo di sapori. A parte i prodotti DOP del territorio (in primis il Parmigiano Reggiano e il Culatello di Zibello), nei ristoranti sono i primi a fare la parte del leone con cappelletti, anolini, pasta fresca ripiena.

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Un’immagine del centro di Fontanellato.

Rocche e castelli nei dintorni della città

E una volta visitata in bicicletta tutta la città, ci si può dirigere nei bellissimi dintorni. La zona di Parma è disseminata di rocche e castelli, tra cui la bellissima Rocca Sanvitale di Fontanellato (che si trova a 18 km di distanza), il Castello di Torrechiara (20 km) e la Reggia di Colorno (15 km). Molti anche i Musei del Cibo, da visitare una volta che la situazione sanitaria lo consentirà. Tra questi il Museo del Parmigiano-Reggiano che ha sede nello storico Casello ottocentesco, il Museo del Prosciutto a Langhirano nell’ex Foro Boario, il Museo del Salame all’interno del Castello di Felino.

 

 

 




Viaggiare in Van in inverno? Un’esperienza da provare, e vi diciamo dove

Viaggiare in Van in inverno può essere un’esperienza nuova e divertente. Ecco alcune mete ideali per una pausa relax nei mesi freddi.

Testo di Marina Cioccoloni

Natura, aria aperta e distanziamento. Non solo in estate, ma anche in inverno. Tanto più ora, che l’emergenza sanitaria incalza. Del resto anche i mesi freddi regalano occasioni magiche per viaggiare in Van: il foliage con i suoi panorami da cartolina; il profumo del tartufo; la neve che imbianca i boschi… Ecco allora alcune mete ideali per una pausa relax in totale libertà e sicurezza (lockdown permettendo).

Valle d’Aosta

A Cogne, alle porte del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Per camminare nella bellissima Valnontey e – se si è fortunati – osservare gli animali selvatici al pascolo. Magari inerpicarsi lungo il Sentiero Reale e arrivare fino al Rifugio Sella per vedere da vicino gli stambecchi nel periodo della riproduzione (attenzione però: il rifugio è chiuso fino al prossimo marzo, quindi bisogna portare con sé acqua e viveri). Gli indirizzi giusti? Il Camping Margherita a Gressoney St. Jean oppure il Dalai Lama Village in frazione Promiod a Chatillon.

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Il Villaggio di Natale Flover a Bussolengo.

Veneto

A Bussolengo per scoprire la magia del Natale nel Villaggio di Natale Flover ripensato per garantire una visita in piena sicurezza, con la novità di un vero e proprio cartoon–animazione del libro Incanto di Natale trasmesso in vari punti del Villaggio. Per la sosta: il Camping Village Piantelle a Moniga, sul Lago di Garda.

Altrimenti a Venezia, alla scoperta di angoli insoliti come Campo San Leonardo a Cannaregio, un caratteristico sestiere abitato da veneziani doc. Imperdibile una tappa alla Locanda Cipriani, un tempo frequentata da Hemingway. L’indirizzo: il Camping Union Lido 5 stelle del Lido di Cavallino o il Campeggio del Sole a Punta Sabbioni.

viaggiare in camper in inverno
Un panorama autunnale dei boschi del Trentino Alto Adige.

Trentino – Alto Adige

A San Candido per una pedalata sulla ciclabile San Candido-Lienz: 42 km quasi tutti in piano. Con una sosta a Heinfels per acquistare i wafers Loacker direttamente in fabbrica. Una volta arrivati a Lienz, per rientrare si possono caricare le bici sul treno. Per chi preferisce lo sci alla bici, ci sono gli oltre 100 km di piste del comprensorio delle Dolomiti di Sesto e di Plan de Corones. Per la sosta, il Caravan Park Sexten offre tutto il meglio che si possa desiderare (Spa compresa).

Friuli Venezia Giulia

A Trieste per conoscere questa città dall’anima cosmopolita, ponte di culture, con quella scontrosa grazia così ben descritta da uno dei suoi cittadini più illustri, Umberto Saba. Trieste ha esercitato un fascino speciale anche su Stendhal e Joyce, che qui è ricordato da una statua sul lungofiume. Sosta al Camping Alpin Park nel comprensorio sciistico di Sappada, oppure al Bella Italia Efa Village Sport & Family di Lignano Sabbiadoro.

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Piazza dell’Unità a Trieste.

Toscana

A Firenze per visitare gli Uffizi, il Duomo e il Battistero. Poi tappa alla Loggia del Porcellino (che in realtà è un cinghiale) per strofinargli il naso e mettergli una moneta in bocca. Se la moneta cadendo oltrepasserà la grata sull’acqua, il porcellino porterà fortuna. Da non mancare il foliage sulle colline del Chianti e una visita alla casa vinicola Barone Ricasoli.  Per la sosta il Campeggio Mareblu di Cecina, uno dei 10 che hanno ottenuto il certificato di Eccellenza KoobCamp 2020; oppure il Capalbio Glamping, affacciato sul mare.

Lazio

A Roma per sbirciare il cupolone dalla serratura della villa del Priorato di Malta sull’Aventino e visitare il quartiere Coppedè, mix di arte Liberty e Decò. Da non perdere il Villino delle fate, la Palazzina del Ragno e la Fontana delle Rane, dove i Beatles dopo un concerto al Piper fecero il bagno vestiti. Per la sosta il Camping Village Roma, segnalato come miglior camping romano nella classifica mondiale di El Mundo.

Abruzzo

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per ammirare gli imponenti scenari di Campo Imperatore, il piccolo Tibet d’Italia. Degustazione di arrosticini di pecora cotti sulla brace prima di scendere verso Castelli, il paese delle ceramiche; oppure verso Castel del Monte e la scenografica Rocca Calascio, definita da National Geographic uno dei manieri più belli del mondo. L’indirizzo è il Camping del Sole.

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Uno dei caratteristici presepi napoletani.

Campania

A Napoli per ammirare il golfo dall’alto della Certosa di San Martino. In fondo si erge maestoso il Vesuvio, e ai suoi piedi Pompei. Una passeggiata sul lungomare fino a Castel dell’Ovo, e poi in Piazza del Plebiscito per un caffè e una sfogliatella da Gambrinus. Prima di prendere il traghetto per Ischia, dove rilassarsi alle terme. Sosta all’EuroCamping dei Pini.

 Puglia

In Puglia per ammirare la natura ricca di contrasti del Gargano e poi le cittadine affacciate sul mare come Barletta, Trani, Molfetta. E Castel del Monte, dove Federico II si dedicava all’arte della falconeria. Poi giù in Salento, per scoprire Lecce e il suo Barocco. Per finire Santa Maria di Leuca, con il santuario affacciato sulla punta dove lo Ionio si incontra con l’Adriatico. Per la sosta il glamping La Masseria a Gallipoli, con una piscina tra le più grandi del sud Italia.

 

viaggiare in van in inverno
Lo spettacolare Barocco di Lecce, in Puglia.

Sicilia

Tour tra le città del Barocco fino a Modica, dove fare scorta di cioccolato. E poi a Porto Palo, per gustare i caratteristici pomodori di Pachino. Il posto migliore per ammirare il tramonto è Isola delle Correnti, dove Ionio e Mediterraneo si abbracciano. Alla vecchia tonnara di Marzamemi si può comprare da Campisi il miglior tonno dell’isola, e ad Avola le mandorle più pregiate d’Italia.  Per il campeggio lo Scarabeo Camping a Punta Braccetto. Altri camping aperti d’inverno: il Camping Luminoso a Santa Croce Camerina e il Camping Jonio a Catania.




Con il bonus è il momento di pedalare: ecco come scegliere la bicicletta

Sono state riaperte le domande per ottenere il bonus e c’è tempo fino al 9 dicembre. È il momento giusto per iniziare a pedalare. Ecco come scegliere la bicicletta

 Con i pasticci del “clic day” e l’esaurimento del fondo destinato a finanziare l’acquisto di biciclette e monopattini, moltissimi erano rimasti delusi. Ma il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha tranquillizzato tutti: il 9 novembre sono state riaperte le domande, e ora c’è tempo fino al 9 dicembre per chiedere il rimborso. Come? Registrandosi sull’apposita piattaforma online e presentando – insieme alla domanda – la copia della fattura o dello scontrino parlante che attesta l’avvenuto acquisto.

Decidere di comperare una bicicletta, però, non è semplicissimo per chi non è abituato a pedalare. Perché di bici ne esistono diverse tipologie, e ognuna è adatta a usi differenti. Tanto che i veri appassionati spesso ne hanno più di una. Ecco quindi qualche consiglio su come scegliere la bicicletta giusta, in base al tipo di attività che si desidera fare.

City-bike – Ideale per pedalare in città.

È decisamente la più comoda: consente di mantenere la postura eretta; ha ruote abbastanza larghe da affrontare senza problemi rotaie del tram e selciati sconnessi; può essere dotata di cestini dove riporre la spesa, e attrezzata con seggiolini porta-bambini.

Inoltre i modelli da donna, con la canna piegata, permettono di pedalare anche indossando le gonne. Se si tratta di una buona bicicletta, leggera e con le marce, può consentire di macinare anche 20-30 chilometri al giorno senza problemi. Se i chilometri diventano di più, forse può essere il caso di pensare a una bicicletta a pedalata assistita (vedere sotto).

Bicicletta da corsa Per gli amanti della velocità

Inutile negarlo: con queste biciclette – se di buona qualità – si vola. Le distanze si accorciano, e diventa un vero piacere sfrecciare come siluri. Sono perfette per chi – anche principiante – vuole fare attività sportiva. Ma non si può pensare di montare in sella e partire. La bici da corsa richiede una certa esperienza. Tanto per cominciare per la postura: infatti il particolare assetto di queste biciclette costringe a stare piegati molto in avanti. Inoltre il manubrio (anzi, per dirla in gergo tecnico “la piega”) è ricurvo per consentire a chi pedala un migliore controllo del mezzo e una posizione più aerodinamica.

 

come scegliere la bicicletta
Con la bicicletta da corsa è un piacere correre.

Poi c’è il problema dei pedali: in genere nelle bici da corsa sono dotati di un particolare aggancio a cui si fissano le scarpette. Per i principianti, vuol dire cadute assicurate durante le prime uscite. Ci vuole un po’ di tempo per imparare a sganciare velocemente il piede dal pedale ogni volta che ci si ferma. L’alternativa? Optare per pedali a gabbietta: hanno il vantaggio di tenere fermo il piede (così si può spingere con maggior forza), ma non lo intrappolano. Altro aspetto da tenere presente: le bici da corsa sono concepite per correre esclusivamente su strada asfaltata. Non possono essere utilizzate su terreni sconnessi.

Mountain Bike – Per gli amanti della natura

Il battistrada largo, le forcelle ammortizzate, la struttura maneggevole ma nello stesso tempo molto robusta, fanno delle mountain bike le biciclette ideali per chi vuole trascorrere le giornate in mezzo alla natura. Con una mtb si può pedalare ovunque: lungo sentieri, strade sterrate, viottoli di montagna, o semplicemente strade bianche.

mountain bike
In sella a una mountain bike si può arrivare nei luoghi più impervi.

Scegliere una mountain bike “entry level” è abbastanza facile. I problemi cominciano quando ci si prende gusto e si si vuole cimentare su terreni sempre più difficili. In questo caso, è utile chiedere a un esperto. Il consiglio: all’inizio meglio non optare per i modelli cosiddetti Enduro, concepiti per garantire il massimo rendimento in discesa. Hanno design e colori molto accattivanti, ma per tenerli a bada è necessaria una certa esperienza.

Bicicletta Gravel – Una compagna davvero tuttofare

Le biciclette gravel stanno conoscendo un momento di grande fortuna. Cosa comprensibile, dal momento che in sella a queste due ruote si può fare davvero di tutto. L’assetto è più comodo di quello delle bici da corsa, di cui sono parenti strette. Possono correre su strada, sono perfette per il cicloturismo (tra l’altro possono essere attrezzate con borse laterali e frontali), riescono ad affrontare senza problemi strade bianche, sterrati e terreni sconnessi.

bici gravel
Le gravel sono biciclette adatte a tutti i terreni.

Le gravel, nate per i cicloviaggiatori, rispondono infatti a diverse esigenze. Prima tra tutte quella di macinare parecchi chilometri al giorno a ritmo sostenuto, ma con una certa comodità. Anche per questo sono in genere biciclette molto leggere, costruite con telai in alluminio o fibra di carbonio.

Bicicletta elettrica (o a pedalata assistita) – Non solo per i più pigri

E poi ci sono le biciclette elettriche, contrapposte a quelle cosiddette “muscolari” (cioè che si muovono esclusivamente facendo girare le gambe). Al loro esordio, erano state guardate con sospetto dai puristi delle due ruote.

bici elettrica
Le biciclette elettriche stanno vivendo una stagione d’oro.

Oggi le bici a pedalata assistita stanno vivendo un vero boom. Anche grazie al fatto che sono compagne di strada davvero duttili. Tanto per cominciare riducono la fatica, consentendo anche ai meno sportivi di fare attività fisica. Consentono di raggiungere più velocemente il posto di lavoro, e per di più senza sudare anche se è estate e il sole scotta. Permettono uscite tra amici di livello atletico diverso, perché con una e-bike anche i meno allenati riescono a stare dietro agli altri. E permettono anche uscite discretamente lunghe, senza essere assaliti dalla paura di “non farcela”.

Anche nel caso della bicicletta elettrica, la scelta dipende comunque dall’uso: perché la batteria può far correre sia una city-bike, che una gravel o una mountain bike (in quest’ultimo caso, con una bici elettrica si possono davvero coprire dislivelli importanti in tempi molto brevi). E le bici da corsa? Sì, anche loro possono essere elettriche. Ma si tratta di una nicchia davvero minima di mercato.

 




Camper, pulizia e controlli autunnali: i segreti per prendersi cura del proprio nido su ruote

Molte persone approfittano dei mesi autunnali per effettuare pulizie e controlli di routine per il proprio camper o caravan, in attesa di “mettere a riposo” il veicolo durante il periodo invernale. Nel difficile periodo di emergenza sanitaria globale che tutti noi stiamo vivendo, la pausa dal proprio camper è diventata forzata per tutti, anche per chi di solito preferisce in viaggi in libertà anche nei mesi più freddi. A questo punto perché non sfruttare questi momenti per regalare cure ed attenzioni al proprio amato “nido su ruote”, in attesa di poter finalmente ricominciare a viaggiare.

Prendersi cura del proprio mezzo in questo periodo può rivelarsi fondamentale per ritrovarlo pronto a rimettersi in viaggio in primavera o appena le condizioni lo rendano possibile. Per alcuni interventi è consigliato rivolgersi ai tecnici specializzati, ma ci sono delle piccole e semplici accortezze che noi stessi possiamo adottare senza problemi. Per quanto riguardano queste ultime operazioni, cerchiamo in questa breve e utile guida di fare chiarezza sui vari lavori che si possono effettuare in sicurezza ed autonomia.

Partire dalle pulizie

“Chi ben inizia è a metà dell’opera”: senza ombra di dubbio questo è uno dei detti che meglio si addice alla pulizia e ai controlli autunnali per il Camper.  Per iniziare bene, bisogna quindi svuotare il camper di tutti gli oggetti e dispositivi presenti al suo interno, in questo modo si potrà procedere ad una pulizia e ad un controllo minuzioso di tutti i componenti presenti nel veicolo.

Controlli minuziosi

Liberati armadi, dispense e cassetti, è possibile verificare il buon funzionamento dei sistemi di chiusura e la presenza di eventuali piccoli danni procurati durante le vacanze. A questo punto siamo pronti per passare alla pulizia utilizzando possibilmente prodotti specifici, o in alternativa acqua e sapone neutro per evitare  di rovinare le diverse superfici. Per il frigo si può ricorrere anche a una soluzione di acqua e aceto, che elimina gli odori. Ricordatevi di lasciare poi lo sportello del frigo aperto. Mentre si passano spugna e aspirapolvere, consigliamo di controllare che sia tutto perfetto anche nelle guarnizioni e nei meccanismi di apertura-chiusura di porte, finestre, zanzariere e tendine. Concluso il lavoro all’interno, si può passare con tutta tranquillità al controllo e alla pulizia dell’esterno.

Non bisogna inoltre dimenticare di svuotare e pulire i serbatoi, soprattutto quello destinato alle acque bianche. Per stare più tranquilli è bene controllare anche la stufa, verificando il suo corretto funzionamento. Stesso discorso per quanto riguarda il boiler dell’acqua calda, controllando presa d’aria e scarico, così come risulta necessario controllate la corretta chiusura della bombola del gas.

Attenzione alla meccanica

Anche se non lavoriamo per officine specializzate, è possibile effettuare un check di alcune parti meccaniche e strutturali del nostro camper, a partire dal suo sottoscocca che va controllato con una torcia adeguata per verificare che non abbia riportato danni o perdite nelle ultime vacanze. I più smaliziati possono verificare lo stato di ammortizzatori, sospensioni, semiassi, freni e frizione, inoltre è bene staccare le batterie, per non ritrovarle scariche in primavera, così come è buona norma controllare la quantità dei liquidi del motore, come acqua e olio. Per interventi più complicati, consigliamo vivamente di rivolgersi a meccanici preparati o a centri specializzati che avranno il compito di garantire il perfetto funzionamento del nostro amato veicolo.

 

 

 




In bicicletta lungo i Navigli alla scoperta di cascine e abbazie

Il nuovo DPCM ci ha messo in lockdown, ma ci consente l’attività motoria e lo sport. Niente di meglio allora, per rinfrancare lo spirito, di una lunga pedalata in bicicletta lungo i Navigli. Tra cascine e abbazie della pianura lombarda.

Non è necessario essere ciclisti provetti, per godersi mezza giornata sui pedali. E perfino nella metropoli più europea d’Italia, cioè Milano, non mancano le opportunità per lasciarsi alle spalle il traffico e il cemento. Tanto più ora che il lockdown sancito dal recente DPCM ci ha chiuso in casa, ma per fortuna non ci ha privato (ancora) del diritto di muoverci all’aperto.

Basta poco: una bicicletta, un paio di pantaloni comodi (meglio se con imbottitura), uno zainetto sulle spalle con il necessario per trascorrere qualche ora all’aperto… e per riporre eventuali acquisti gastronomici che si possono fare pedalando in bicicletta lungo i Navigli.

in bicicletta lungo i navigli
La pista ciclabile è asfaltata, quindi si può percorrere con qualsiasi tipo di bicicletta (foto: secelhofattaio.it)

Non importa di quale bicicletta si sia dotati (mountain bike, da corsa, gravel o city bike), perchè le ciclabili che corrono lungo i Navigli sono perfettamente asfaltate. Montare in sella a una bici piuttosto che a un’altra fa la differenza solo in termini di velocità o di comfort.

In bicicletta lungo i Navigli, si parte dalla Darsena

Il “via” è nel cuore della città, cioè alla Darsena, che prima del lockdown era una delle mete top della movida milanese. Da qui partono due ciclabili: quella di sinistra porta in 30 km fino a Pavia (Alzaia Naviglio Pavese), mentre quella di destra corre verso Abbiategrasso (Alzaia Naviglio Grande) ed è più consigliabile per cominciare. Sia perché si possono fare diverse tappe lungo il percorso, sia perché il fondo stradale è migliore.

in bicicletta lungo i Navigli
La Darsena di Milano è il punto di partenza del nostro itinerario.

Una volta presa dunque l’Alzaia Naviglio Grande, si pedala con l’acqua a sinistra e un’infilata di localini (al momento chiusi) sulla destra. Si supera il famoso Vicolo delle Lavandaie, che conserva gli antichi lavatoi, e nel giro di un paio di chilometri si raggiunge la suggestiva chiesa quattrocentesca di San Cristoforo sul Naviglio.

In circa 5 km di pedalata si arriva a Corsico, e da lì un altro paio di chilometri portano a Trezzano. Qui, proprio lungo la ciclabile, si può fare una sosta per riempire le borracce alla Casa dell’Acqua, dove in un piccolo giardino ombreggiato si trovano una fontana e alcuni rubinetti che distribuiscono acqua potabile.

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La Casa dell’Acqua di Trezzano.

Gaggiano, un paesaggio ad acquerello

Ancora tre chilometri, ed ecco che il panorama cambia decisamente. Siamo arrivati a Gaggiano, dove le casette colorate che si affacciano sul Naviglio si specchiano nell’acqua (foto di apertura), creando un magico gioco di luci e di riflessi. Qui vale la pena fare una breve sosta nella piazzetta, anche per ammirare la bella facciata del Santuario di Sant’Invenzio, rifacimento secentesco di un’antica chiesa del Duecento.

sant'Invenzio a gaggiano
La facciata del Santuario di Sant’Invenzio a Gaggiano.

A questo punto, chi è stanco può tornare sui propri passi (anzi, sui propri pedali). Perché per rientrare alla Darsena bisogna macinare altri 12 chilometri. Chi invece ha voglia di proseguire, deve attraversare il ponte sul Naviglio: la pista ciclabile infatti prosegue a questo punto dall’altra parte del canale. Da qui in poi, i paesaggi urbani lasciano posto a quelli agresti.

Un’infilata di cascine

Sulla destra l’acqua che scorre placida, sulla sinistra campi coltivati e antiche cascine. Alcune sono in vendita, altre invece sono abitate da agricoltori che vendono ai passanti latte, formaggio, frutti di bosco. Chi ha portato con sè lo zaino o ha la bici dotata di cestello, può approfittarne per fare acquisti.

stalla con mucche a Vermezzo
Una stalla con le mucche lungo il tratto di ciclabile tra Gaggiano e Vermezzo.

Un tagliere di salumi per calmare i morsi della fame

Proseguendo lungo la ciclabile, in corrispondenza di Vermezzo si raggiunge il locale Naviglio Grande. In epoca pre-Covid era un ristorante con balera, dove al sabato sera era ben difficile trovare posto. Adesso è aperto – come da prescrizioni DPCM – fino alle 18 e propone golosità da asporto. Come i taglieri con degustazione di salumi.

ristorante naviglio grande
L’ingresso del ristorante Naviglio Grande.

A questo punto, chi non è ancora stanco può proseguire fino ad Abbiategrasso (mancano da qui un paio di chilometri) e concedersi magari un caffè in uno dei bar del paese.

Ad Abbiategrasso, il Naviglio si biforca. Il ramo di destra costeggia la pista ciclabile che punta verso Oleggio e il fiume Ticino (da cui il Naviglio nasce), coprendo in tutto una cinquantina di chilometri dalla Darsena. Si tratta di un percorso molto scenografico, ma poco adatto ai bambini perché non ci sono parapetti.

Il ramo di sinistra, invece, prende il nome di Naviglio di Bereguardo. È un canale artificiale realizzato in epoca quattrocentesca per volere di Francesco Sforza, Duca di Milano. Seguendo questo corso d’acqua, che corre in aperta campagna e regala bellissimi scorci panoramici, si può arrivare fino all’Abbazia di Morimondo. Tutto il percorso è ciclabile, ad esclusione di un ultimo breve tratto.

naviglio ad abbiategrasso
Ad Abbiategrasso il Naviglio si biforca.

 

Un ultimo sforzo per arrivare all’Abbazia di Morimondo

Una volta arrivati ad Abbiategrasso, bisogna sapere che per tornare alla Darsena il conteggio totale dei chilometri sarà di circa 44. Quindi meglio valutare bene le proprie forze, prima di decidere di proseguire.

Se si hanno più tempo e più energie a disposizione, vale sicuramente la pena di andare oltre. Sia per la bellezza dei paesaggi che si attraversano. Sia per poter ammirare l’Abbazia di Morimondo. L’edificio, uno dei più famosi esempi di architettura cistercense, si deve a un gruppo di monaci provenienti dalla casa madre di Morimond, in Francia.

A Morimondo è d’obbligo – oltre alla visita dell’abbazia – una sosta rigenerante a uno dei bar che si trovano lì intorno. Anche perché per il rientro bisogna mettere in preventivo di pedalare circa 36 chilometri (che insieme a quelli dell’andata portano il totale a oltre 70).

abbazia di morimondo
L’Abbazia di Morimondo. La costruzione fu iniziata nel 1134.

 

 

 

 

 

 

 




Camper Sharing, la felicità è vera solo se condivisa

Come abbiamo dichiarato più volte su questo magazine, i Camper van si presentano come le weekend car per eccellenza per tutti coloro che prediligono i viaggi all’aria aperta, vissuti nella massima sicurezza, cosa fondamentale in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. Questo tipo di veicoli però molto spesso hanno un elevato costo di acquisto, inoltre anche i costi di gestione e manutenzione possono risultare importanti e pesare negativamente sul proprio budget.

Lo sharing come filosofia di vita

Una soluzione a questi problemi arriva dall’ultima tendenza del mercato chiamata “Camper Sharing”, nata sulla falsa riga dei servizi di car sharing, proposti da numerose aziende nelle più grandi città italiane. Nell’era della condivisione anche l’idea di mettere in sharing il proprio camper è diventata ormai una realtà concreta. Se la casa a quattro ruote era considerata appannaggio di nicchia, l’estate 2020 ha segnato il suo passaggio ad un bene di larga attrattiva, consentendo a sempre più neofiti e curiosi di avvicinarsi all’esperienza del viaggio on the road e godere del senso di libertà, sicurezza e contatto con la natura che solo questa esperienza consente.

Cosa vuol dire esattamente condividere il proprio mezzo? Quali sono i passaggi e dubbi da sciogliere per decidere, in completa sicurezza, di affidarsi ad una piattaforma digitale di camper sharing? A questi interrogativi risponde Yescapa, leader europeo nella condivisione tra privati di camper, van e furgoni camperizzati, spiegando tutti i passaggi per comprendere la condivisione e attuarla nel modo migliore.

Camper sharing: perché distinguerlo dal noleggio tradizionale

In un contesto socio-culturale in cui la proprietà comincia ad essere intesa come accesso ad un bene e non più soltanto come espressione del suo possesso, anche il camper, da bene privato e personalissimo per i suoi proprietari, si sta trasformando in un mezzo sempre più passibile di condivisione. Chi sceglie il camper come mezzo per viaggiare sa che la conoscenza dell’altro e la condivisione con l’altro sono la sostanza di una vera esperienza di viaggio. Poter mettere a disposizione il proprio veicolo non vuol dire soltanto “affittare” ma raccontare una storia fatta di chilometri, ricordi e di vita, spiega Dario Femiani, country manager Italia per Yescapa.

Tutti i proprietari privati possono mettere a disposizione il proprio mezzo  ma, a differenza del noleggio tradizionale, è necessario sia fatto per un periodo di tempo limitato – massimo 30 giorni consecutivi – e con tariffe inferiori,  corrispondenti a un rimborso per l’utilizzo del mezzo”, conclude Femiani.

Ammortizzare le spese di manutenzione del veicolo nei mesi di non utilizzo

Per gli appassionati, il camper è un bene ad altissimo valore affettivo. Tuttavia si stima che l’utilizzo medio di un veicolo ricreazionale sia di 70 giorni l’anno, ovvero il 20% del suo intero ciclo di vita. I costi annui, suddivisi tra bollo, assicurazione, revisione e manutenzione varia possono raggiungere anche i 4.000 euro. Per ammortizzare in gran parte il costo di mantenimento annuale del veicolo sarebbero sufficienti 6 settimane di condivisione del proprio camper. Il compenso medio di un proprietario attraverso la piattaforma di camper sharing è di circa 575 euro a settimana, quelli annui si aggirano intorno ai 3mila euro.

Ammortizzare il costo d’acquisto di un camper nuovo

Il camper sharing inoltre si afferma anche come una formula appetibile per rilanciare il settore dei veicoli ricreazionali e di autofinanziamento del nuovo. La spesa per acquistare un camper appartenente al modello di fascia più bassa è di almeno 45.000 euro. Facile intuire come lo sharing potrebbe considerarsi come un valido supporto e incentivo per procedere al progetto d’acquisto.

Il contratto di condivisione

Perché la formula del camper sharing abbia validità è necessario siglare un contratto di condivisione. Yescapa come agente intermediario non prende parte all’atto di condivisione ma supporta i propri utenti fornendo un contratto preintestato. Insieme a questo verrà fornita anche una scheda di ispezione del veicolo, necessaria per garantire le condizioni del veicolo stesso e la lista dell’equipaggiamento fornito. Il contratto, con valenza di comodato d’uso modale, sarà un accordo non professionale per l’utilizzo condiviso di un veicolo.

Il camper sharing è un reddito extra da dichiarare

I proprietari privati presenti con il loro mezzo su sito www.yescapa.it non saranno tenuti ad aprire la partita IVA se la condivisione sarà saltuaria. Ai fini fiscali Yescapa come intermediario del servizio non interviene in alcun modo come sostituto d’imposta, quindi i compensi percepiti dovranno essere considerati redditi-extra. Questo perché derivanti da prestazioni occasionali e non professionali ed essere inseriti nella dichiarazione dei redditi perché soggetti a tassazione.

Garanzia assicurativa per condividere in completa sicurezza

In costante collaborazione con il partner Nobis Assicurazioni, Yescapa fornisce un’innovativa copertura assicurativa creata ad-hoc per il camper-sharing. Si tratta di una polizza temporanea, valida per tutto il periodo di condivisione, sottoscritta automaticamente ogni qual volta una prenotazione viene confermata sulla piattaforma.

Per garantire un viaggio sicuro e proteggere il veicolo condiviso, Yescapa fornisce una copertura Kasko, incluso furto, incendio e atti vandalici. Queste garanzie si integrano all’assicurazione RC-Auto del proprietario, proteggendo il suo bonus-malus; ciò significa che in caso di incidente causato dal viaggiatore durante la condivisione, il premio assicurativo del proprietario non aumenterà. Inoltre in caso di bisogno, la piattaforma fornisce un’assistenza stradale che interviene in tutta Europa 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

 




Un weekend a pedali alla scoperta del Gavi, il Grande Bianco Piemontese

Un weekend in bicicletta sulle colline del Gavi, in provincia di Alessandria. Terra di grandi campioni di ciclismo e patria di un grande vino bianco.

In Piemonte, incuneato tra la Liguria e la Lombardia, c’è un lembo di terra che si è corrugata in colline coperte da filari di vite. Onde verdi che sembrano inseguirsi e anticipare quelli che – poco oltre – diventano i movimenti dell’acqua del Mar Ligure. Siamo in campagna, ma si respira già aria di salmastro. E infatti qui l’uva ha un sapore tutto particolare.

Questa zona di confine, sospesa nel tempo, paesaggio unico che ai vigneti alterna boschi, valli e dolci colli, è il territorio del Gavi DOCG, il Grande Bianco Piemontese. Un vino che da mille anni (esattamente dal 972) conduce una sfida impari contro Barolo, Barbera, Barbaresco e compagnia.

in bicicletta alla scoperta del gavi
Le colline coperte di filari.

Ed è proprio tra queste colline che vi proponiamo un weekend particolare. Un weekend “slow” che mette insieme tranquille pedalate in bicicletta e tappe golose per degustare le specialità enogastronomiche del territorio.

Un weekend in bicicletta sulle colline del Gavi, attraverso 11 Comuni

Dal 1993 il Consorzio Tutela del Gavi è impegnato nella tutela e nella valorizzazione del suo vino. E il nostro itinerario si snoda appunto tra le colline degli 11 Comuni che fanno parte di questo territorio: Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo. Tutti in provincia di Alessandria.

Scoprire questo territorio su due ruote è forse il modo più appropriato. Perché su queste colline si sono scritte pagine del ciclismo italiano. Non a caso a Novi Ligure è stato inaugurato nel 2003 il Museo dei Campionissimi, considerato il più grande omaggio alla storia della bicicletta e del ciclismo, oltre che un modo per ricordarne i protagonisti locali che ne hanno ispirato l’idea: Fausto Coppi Costante Girardengo. Fausto Coppi era nato poco lontano da Novi Ligure, a Castellania.

Il museo è stato allestito all’interno di un capannone industriale di inizi ‘900. Una speciale “pista” centrale divide e organizza lo spazio espositivo, ma soprattutto rappresenta l’evoluzione del fondo stradale: dalla terra battuta, all’acciottolato, all’asfalto, fino ai moderni materiali delle piste da ciclismo.

Sono 40 le biciclette esposte che raccontano l’evoluzione tecnica di questo mezzo: dal primo esemplare in legno sul modello disegnato alla fine del ‘400 da Leonardo da Vinci fino agli ultimi prototipi al titanio.

in bicicletta sulle colline del gavi
La statua di Fausto Coppi. IL Campionissimo era nato a Castellania, poco lontano da Novi Ligure.

Dopo la visita al museo, che aiuta a “caricarsi” di adrenalina, non resta che montare in sella e partire alla scoperta delle colline del Gavi. Le insegne delle cantine sbucano a ogni curva, invitando i ciclisti a una sosta per la degustazione. E quando non sono cantine, sono castelli, borghi medievali, siti archeologici. Insomma, è un continuo “stop&go” se si vuole godere appieno di tutto quello che offre il territorio.

Tra i percorsi consigliati, il cosiddetto Tour dei Castelli: un itinerario ad anello di 30 chilometri che parte da Gavi e tocca Francavilla Bisio, Pasturana e Tassarolo prima di tornare al punto di partenza. In ognuno di questi paesi c’è un castello in ottimo stato di conservazione. Tra antichi manieri e panorami imperdibili, non mancano nemmeno le salite. Ma gli scatti fotografici possono essere una buona scusa per fermarsi a riprendere fiato.

Parte da Gavi anche un bel circuito di 40 chilometri che si spinge fino all’Appennino Ligure.  L’itinerario attraversa Parodi Ligure, Bosio, Voltaggio e Carrosio, addentrandosi anche nel territorio del Parco regionale delle Capanne di Marcarolo.

Il Forte di Gavi.

Anche in questo percorso le salite non mancano. Ma vengono stemperate dalle bellezze che si incontrano lungo la strada. Tanto per cominciare l’Abbazia benedettina di San Remigio a Parodi Ligure, poi il ponte romano di Voltaggio e il geo-sito di Carrosio. La stessa Gavi non è da meno, con il suo scenografico Forte secentesco che domina dall’alto il paese.

E per chi non avesse voglia di pedalare, nessun problema. Questo è il posto giusto per apprezzare le atmosfere sospese nel tempo: si pesca nei torrenti Scrivia, Lemme e Orba; si fanno escursioni a piedi o a cavallo; si pratica il trekking in Val Borbera e in Val Lemme. Gli amanti del turismo verde vanno alla scoperta del Parco delle Capanne di Marcarolo o dei Laghi del Gorzente e della Lavagnina, mentre per gli appassionati di archeologia è imperdibile il sito di Libarna a Serravalle Scrivia.

 




Come sentirsi campioni pedalando sulle strade del “Campionissimo”

Un weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi, tra le colline intorno a Castellania (Alessandria). Questo è il paese dove è nato e si allenava il Campionissimo. Per godere i colori dell’autunno, e scoprire le delizie enogastronomiche di questo angolo d’Italia.

 Metti un weekend d’autunno. Metti la voglia di prendere la bicicletta e scappare dalla città. Pedalare tra i colori dorati delle ultime foglie, con la luce che filtra attraverso la nebbia. Uno dei posti più suggestivi è senza dubbio la zona di Castellania con la sua infilata di colline. E non solo per i paesaggi che regala. In questo paese in provincia di Alessandria, in Alto Monferrato, è nato infatti un personaggio che proprio grazie alla bicicletta è diventato un mito: Fausto Coppi.

E allora via, la macchina corre lungo l’autostrada A7 che porta a Genova. Uscita Tortona. Si procede per circa tre chilometri sulla Statale, e poi si imbocca la strada 35 in direzione del capoluogo ligure. Da qui si seguono poi le indicazioni per Costa Vescovato – Castellania.

weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi
Tra le colline dell’Alto Monferrato corrono quattro itinerari ciclistici che seguono le tracce di Fausto Coppi.

Fa una certa impressione trovarsi proprio sulle strade che hanno visto il Campionissimo sfrecciare durante gli allenamenti. Qui Coppi era nato nel 1919. Un ragazzetto gracile (alla nascita pesava solo due chili), che aveva iniziato a dare una mano in casa lavorando come garzone in una salumeria di Novi Ligure. E proprio in questa salumeria aveva incontrato il personaggio che gli avrebbe cambiato la vita: Biagio Cavanna, una sorta di “santone” del ciclismo (era stato già allenatore del grande Costante Girardengo). Fu lui a insegnare al giovane Fausto il “mestiere” della bicicletta.

Una volta lasciata l’auto e inforcata la bici, non resta allora che avventurarsi su e giù per quelle colline dove il Campionissimo si è fatto le gambe. In prossimità del borgo di Castellania, sull’asfalto sono stampate le date delle vittorie e i titoli di Coppi: cinque giri d’Italia, due Tour de France e un Campionato del Mondo su strada, tre Milano Sanremo, una Parigi Roubex e cinque Giri di Lombardia. 

weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi
La casa-museo di Fausto Coppi.

Tutto, qui, parla di lui. E non solo perché il Comune è stato addirittura ribattezzato Castellania Coppi. Meta di una sorta di pellegrinaggio da tutto il mondo, il paese vive quotidianamente il mito del suo figlio più illustre. La stessa struttura urbanistica del borgo, in particolare negli ultimi cinquant’anni, si è evoluta attorno ai luoghi del campione.

Un paese dove tutto parla di Fausto Coppi

Nella parte alta del paese è stata edificata l’area del mausoleo dei fratelli Fausto e Serse, con la chiesa e la sala dei cimeli. Il monumento è semplice ma arricchito di fotografie, di targhe, di fiori. Accanto a Fausto dorme Serse, morto a soli 28 anni per una brutta caduta in bici. A destra del monumento, le sbarre proteggono una vetrata dietro alla quale sono custodite le maglie, le biciclette storiche, i berretti, le coppe e gli stendardi delle vittorie più importanti del grande campione.

weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi
Fausto Coppi in una foto d’epoca.

La via principale del paese è stata intitolata a Fausto; la casa natale, che vi si affaccia, è stata trasformata in museo; la casa dei nonni è divenuta un ristorante per accogliere i visitatori; un’altra vecchia casa degli avi di Coppi ospita un centro di documentazione sul ciclismo. E persino la sede della scuola elementare è divenuta sala multimediale, parte integrante di un percorso museale che continua per tutte le vie del paese, con gigantografie di foto.

Quattro percorsi ciclistici attrezzati

Il Comune ha attrezzato quattro percorsi ciclistici. Il più semplice è lungo 16,5 chilometri, e parte dal Centro Sportivo di Carbonara Scrivia. Circa metà del percorso è su pista ciclabile. Gli altri tre tour seguono – con lunghezze rispettivamente di 45, 58 e 87 km – l’itinerario della famosa Mitica, vale a dire la Ciclostorica per i Colli di Serse e Fausto Coppi. Per tutti e tre i percorsi, la partenza e l’arrivo sono a Castellania. Il percorso più lungo attraversa l’area protetta del Parco dello Scrivia, e poi arriva fino a Tortona.

E a proposito di Mitica, per chi avesse voglia di calarsi nell’atmosfera del ciclismo d’antan, niente di meglio che partecipare in prima persona all’evento. Le iscrizioni per la prossima edizione (che si terrà il 27 giugno 2021) apriranno il 22 febbraio. Saranno ammessi alla partenza solo ciclisti con bici “eroiche”. Per bici eroiche si intendono quelle da corsa su strada costruite prima del 1987, con una serie di requisiti che vanno dalle leve del cambio sul tubo obliquo del telaio al passaggio dei fili dei freni esterni al manubrio.

in bici sulle strade di Fausto Coppi
Alla ciclostorica La Mitica si può partecipare solo con biciclette d’epoca.

La Mitica è nata per iniziativa dell’Associazione per la Valorizzazione degli Itinerari Cicloturistici dei Colli di Coppi, che si propone principalmente di far conoscere il territorio che ha visto nascere e crescere i fratelli Serse e Fausto Coppi, attraverso lo sport che li ha consacrati.

Un suggerimento per una sosta golosa? La Locanda Il Grande Airone, un altro dei soprannomi di Fausto Coppi. Si trova proprio a Castellania. Alle pareti del locale, quadri e stampe ripercorrono le tappe della vita e della carriera sportiva del Campionissimo. In cucina, i piatti della tradizione locale. Per dormire, da tenere presente che alcune strutture convenzionate con la Regione Piemonte propongono tre notti al prezzo di una.

 

 

 

 

 

 




Weekend Premium Awards: il Ford Transit Custom Nugget eletto vincitore del “Weekend in Van 2020”

Compatti, agili e maneggevoli, ma anche spaziosi e sempre più rispettosi dell’ambiente. Sono queste le doti che rendono i Camper van le weekend car per eccellenza per tutti coloro che prediligono i viaggi all’aria aperta.

i Camper VAN, conosciuti anche con il nome di furgonati, sono stati capaci di registrare un aumento esponenziale delle vendite, ma anche nel campo del noleggio. Questa tendenza di mercato è stata ampiamente prevista dalla Redazione di Weekend Premium che può vantare di aver organizzato ormai da tempo l’ambito riconoscimento “Weekend in Van 2020”, assegnato nel corso dei “Weekend Premium Awards”.

Quest’anno ha trionfato nella fitta concorrenza il nuovo Ford Transit Custom Nugget, Van camperizzato dal carattere versatile e poliedrico in grado di aver calamitato l’attenzione dei lettori di Weekend Premium. Subito dietro l’apprezzatissimo furgonato della Casa dell’Ovale blu si è posizionato il Volkswagen Gran California, versione di punta dell’offerta della Casa di Wolfsburg, mentre sul terzo gradino del podio troviamo il Camper Van francese Citroen Campester.

Ford Transit Custom Nugget

Protagonista indiscusso del Salone del Camper 2020 e ora anche eletto vincitore del riconoscimento “Weekend in Van 2020”, il nuovo Ford Transit Custom ha conquistato il cuore degli appassionati dei viaggi in libertà, grazie alle sue numerose qualità che scopriremo insieme in questo articolo.

Il nuovo Ford Transit Custom Nugget è frutto della collaborazione tra la Casa dell’Ovale Blu e Westfalia azienda tedesca leader nel settore della camperizzazione. Il passo più generoso ha messo a disposizione ben 35 cm in più che hanno consentito di ospitare all’interno del veicolo anche un WC e un piccolo lavandino pieghevole.

L’abitacolo vanta una pianta a “L” e permette di ospitare un piccolo angolo cottura, inoltre offre un’ottima seprazione tra la zona giorno e quella notta. Quest’ultima concentrata sul tetto, dove troviamo la tenda a scomparsa che ospita un letto matrimoniale ancora più spazioso grazie ai centimetri in più del veicolo. La dotazione comprende serbatoi per acqua dolce e di scarico, entrambi con una capienza da 42 litri.

Il Ford Transit Custom Nugget è già ordinabile in concessionaria, mentre le prime consegne partiranno nel corso del primo trimestre del prossimo anno. La gamma motorizzazioni comprende l’affidabile ed economo motore diesel EcoBLue da 2.0 litri. Questa unità è declinata nelle varianti da 128 e 182 CV ed è abbinabile al cambio manuale o automatico a sei rapporti.

Volkswagen Gran California

Il Volkswagen Grand California, perfetto connubio di compattezza e funzionalità, unico camper del mercato ad essere interamente prodotto dalla propria casa madre. Basato su Crafter, il Gran California è di conseguenza più lungo, più largo e più alto del noto California. Il maggiore spazio disponibile è stato utilizzato per dotare il veicolo di un bagno, un letto più grande nella parte posteriore del mezzo.  A questi dettagli si aggiungono una cucina completa e una zona giorno luminosa, elegante e, soprattutto, alta. Affinché il Grand California possa soddisfare le differenti esigenze di libertà durante i viaggi, il modello viene offerto con due varianti di passo e altrettante tipologie di tetto nonché, a richiesta, con trazione integrale 4MOTION anziché trazione anteriore.

Citroen Campster

Basato sul noto SpaceTourer, il Citroen Campster si presenta come un camper van in grado di soddisfare ogni esigenza di viaggio. I lunghi tragitti o le brevi gite possono diventare momenti di puro relax e condivisione con i nostri compagni di viaggio. Proposto con il doppio portellone laterale, Campster porta in dote delle vere unicità per questo genere di veicolo. La più sorprendente è quella di poter rimuovere la cucina facendola scendere dal portellone lato guida.