Alpha Wolf Plus: il pick-up elettrico si trasforma in una tenda da campeggio

Il turismo che conosciamo sta lasciando spazio sempre più ad un nuovo mondo fatto di vacanze in libertà e all’aria aperta con un’attenzione particolare all’ecosostenibilità. Questa filosofia e questi valori – da sempre condivisi anche dalla Redazione di Weekend Premium – si rispecchiano a pieno nel nuovo e rivoluzionario Alpha Wolf Plus, un pick-up 100% elettrico dall’animo “trasformista”.

Cuore elettrico e un’autonomia fino a 437 km

la capacità di traino raggiunge quota 3.050 chilogrammi.

Il pick-up in questione misura 5.150 millimetri di lunghezza e vanta un pianale da ben 1.652 mm che permettono di ospitare comodamente quattro persone adulte. Il veicolo è spinto da un motore elettrico collegato all’asse posteriore che consente alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 6 secondi, inoltre la sua batteria agli ioni di litio gli promette un’autonomia che può raggiungere i 437 km. Ci sarà anche una versione a quattro ruote motrici dotata di due motori collegati rispettivamente ai due assi. Degna di nota anche la capacità di traino che raggiunge quota 3.050 chilogrammi.

Stile minimal

Gli interni minimal si distinguono per la presenza di due display

Questo particolare pick-up sfoggia uno stile minimalista sia all’esterno che nell’abitacolo. La presenza di parafanghi allargati e ruote tassellate regalano alla vista d’insieme un aspetto decisamente robusto che ben si sposa con il design retrò di molti particolari. Gli interni minimal si distinguono per la presenza di due display, dedicati rispettivamente alla strumentazione digitale e al sistema di infotainment. Gli unici tasti fisici sono concentrati sul volante e permettono di gestire numerose funzioni della vettura.

Pannelli solari e pratica tenda

La dotazione di serie prevede un pannello solare

La dotazione di serie precede un pannello solare che permette di alimentare i dispositivi più svariati che si utilizzano per la vita all’aria aperta. La cosa più sorprendente risulta però la speciale tenda che si integra perfettamente al cassone della vettura e garantisce confort e comodità per ben 4 persone.

 




Defender Eco Home: la soluzione dedicata al turismo outdoor e sostenibile targata Land Rover Italia

Land Rover Italia ha svelato un innovativo progetto di travelling – battezzato Defender Eco Home – che si sposa alla perfezione con la filosofia portata avanti da Weekend Premium, fondata sul concetto di turismo in libertà e vacanze outdoor caratterizzate da esperienze esclusive ed emozionali.

Alla scoperta delle bellezze italiane

Sulla medesima linea d’onda nasce Defender Eco Home, la nuova e innovativa avventura proposta da Land Rover Italia che ha voluto al suo fianco la celebre azienda Airbnb per far scoprire alla sua clientela le innumerevoli bellezze sparse in tutta Italia.

Defender Eco Home rappresenta una meta fondamentale in un percorso iniziato la scorsa estate, con un’indagine rivolta ai soci dei club Jaguar e Land Rover per capire come l’emergenza sanitaria avesse influenzato le loro aspettative, cambiato l’ordine delle priorità. Tra le varie informazioni emerse dal sondaggio, spicca il desiderio di tornare a viaggiare e la propria auto è stata considerata il mezzo più sicuro per farlo. L’obiettivo è tornare nei luoghi cari e andare alla scoperta di nuove località del territorio italiano, ricche di bellezze incontaminate.

Il Defender sposa la casa mobile

l’elegantissima ed originale Eco Home

Questa ambiziosa idea nasce dall’incontro della nuova Defender, capace di rinverdire l’icona Land Rover per eccellenza, con un nuovo modo di intendere il viaggio, senz’altro condizionato dal periodo di pandemia che stiamo tuttora vivendo.

L’obiettivo del progetto Defender Eco Home è quello di far vivere a chi lo vorrà, un’opportunità di travelling esclusivo, un’esperienza immersiva ed unica in luoghi incontaminati e suggestivi del nostro paese, a volte quasi inaccessibili, a volte più facili da raggiungere, ma sempre dalla bellezza impattante, da vivere nel pieno rispetto dell’ambiente che avvolgerà l’elegantissima ed originale Eco Home; una casa mobile, perché trainata dalla nuova Defender, glamour per i suoi interni di design dalle linee essenziali, e green grazie all’utilizzo di materiali eco sostenibili ed innovativi.

Di nuovo, tornano due elementi di affinità che coerentemente confluiscono nello stesso progetto: le nuove motorizzazioni ibride della Defender che ancora di più esprimono il rispetto per la salute e tutela del nostro pianeta e l’ecosostenibilità dei materiali con cui è stata costruita la Defender Eco Home per renderla quanto più ecologica possibile.

Struttura ecosostenibile

La struttura è completamente autonoma grazie ai pannelli solari collocati sul tetto, e realizzata con materiali diversi, tutti Made in Italy ed in linea con lo spirito del progetto: dalla struttura esterna in policarbonato alla fibra di vetro riciclata, dall’ecopelle alle fibre naturali degli arredi, per finire con i tessuti purificanti, un materiale nuovo pensato per ridurre l’inquinamento ambientale. Tutto è stato pensato per essere sostenibile, anche le finiture degli arredi sono costruite con materiale di scarto proveniente dalla lavorazione dell’uva, mentre il controsoffitto è rivestito da un particolare tessuto in grado di purificare l’aria.

Vista sulla natura incontaminata

La struttura è completamente autonoma grazie ai pannelli solari collocati sul tetto

L’emozione di dormire all’interno della Defender Eco Home, con pareti invisibili che lasciano il posto alla natura, rappresenta già un’esperienza straordinaria, ma non sarà l’unica, perché sarà possibile arricchirla con visite in luoghi di grande interesse nelle varie località, con pranzi e cene di chef stellati.

Uno tra gli elementi caratterizzanti del progetto, punta infatti a far emergere gli spazi insoliti, ma meravigliosi del nostro Bel Paese; gli ospiti vivranno appieno il territorio in cui è posizionata la Defender Eco Home, avendo la possibilità di degustare i prodotti e le eccellenze del luogo oppure respirando l’atmosfera magica della natura circostante o impegnandosi in attività outdoor.

Esperienze indimenticabili

E ancora, l’unicità della experience proposta prevede anche una giornata a bordo della nuova Defender, all’insegna dell’avventura, su percorsi suggeriti ed assistiti dal nostro team del Land Rover Experience, che possano esaltare le indiscusse performance dell’auto, in off road e non solo, e quella dei contesti naturali in cui si snodano i percorsi.

Si parte dalla Sicilia

pareti invisibili che lasciano il posto alla natura

Ora la Defender Eco Home è pronta a partire per raggiungere la Sicilia, la prima tra le dieci incredibili località selezionate in questa fase di lancio dell’iniziativa, per fermarsi poi in altri luoghi dalla bellezza mozzafiato in tutta la penisola, da sud a nord e poi arrivare in Sardegna, a settembre, a chiusura della prima fase di questo emozionante viaggio. La Defender Eco Home poi non si fermerà, ma continuerà a rappresentare una travel experience unica ed esclusiva da proporre ai clienti del brand che condividono i valori espressi dall’iniziativa. Grazie alla partnership con Airbnb Italia, sarà possibile prenotare sul loro portale la proposta di soggiorno preferita, scegliendola tra quelle presentate nella pagina dedicata sul sito.

Clicca sul Link per vedere il video ufficiale dedicato al Defender Eco Home




iSmove: le vacanze outdoor non sono mai state così lussuose e confortevoli

I Viaggi outdoor stanno prendendo sempre più piede, sia in Italia che all’estero, complice l’emergenza sanitaria e la conseguente voglia di libertà che tutti bramiamo ormai da tempo. Se amate viaggiare coccolati a 360° e volete organizzare il vostro tempo libero in maniera unica ed esclusiva, noi di Weekend Premium non possiamo che consiglairvi uno dei Motorhome più lussuosi ed incredibili presenti sul mercato, ovvero l’iSmove. Realizzato dall’azienda specializzata Niesmann+Bischoff, l’iSmove viene definito dal suo stesso Costruttore “Sotto le 3,5 tonnellate, ma sopra ogni aspettativa”.

Soluzioni intelligenti

LLiving e cabina di guida

Chi finora voleva viaggiare nella classe compatta con un peso totale inferiore alle 3,5 tonnellate, doveva essere pronto a rinunce e a compromessi in tema di spazio e di carico. Grazie a svariate nuove idee, in particolare nell’architettura e nella dotazione degli interni, Niesmann+Bischoff è riuscito a costruire un motorhome con uno spazio e una capacità di carico mai raggiunti in questa classe.

Ma non è solo per il peso: anche in tema di design e comfort il nuovo iSmove è la risposta alle richieste di un nuovo target di clienti giovani che vogliono accedere al mondo premium degli autocaravan con la loro normale patente per auto. Per creare un premium inferiore alle 3,5 tonnellate senza rinunciare allo spazio, è stato necessario ripensare completamente l’intero autocaravan. Tutto è stato messo in discussione.

Contro ogni regola

Dinette ruotabile face-to-face

Nel mercato degli autocaravan e nella testa dei loro ammiratori si sono inculcate da decenni delle regole preconcette. Finora l’opinione comune riteneva impossibile realizzare un autocaravan inferiore a 5 tonnellate con tutto il comfort possibile, il posto per 5 persone, letti comodi, grande spazio di stivaggio e un carico sorprendente.

Televisore da 32 pollici

Era arrivato il momento che qualcuno mettesse in discussione le regole. E trovasse nuove soluzioni, perché un autocaravan superiore a 3,5 tonnellate non è un’opzione per la generazione futura di clienti non in possesso di patente di guida di classe superiore. Perciò la richiesta di un autocaravan premium inferiore alle 3,5 tonnellate è diventata sempre più insistente negli ultimi anni. Niesmann+Bischoff ha ora la risposta adatta con l’iSmove. Sembra impossibile, ma con le sue misure esterne entra a far parte definitivamente della classe compatta, offrendo all’interno la sensazione di un Liner. Tutto questo semplicemente con uno spazio decisamente maggiore all’interno e molte caratteristiche che di solito si trovano solo nella classe dei pesi massimi fino a 7,5 tonnellate.

Letti singoli con unisci materassi

Hubert Brandl, direttore di Niesmann+Bischoff, lo descrive così: “Fuori più piccolo, dentro più grande. Più leggero, ma con tutto incluso. Per così dire: meno è meglio. Con il nuovo iSmove abbiamo sfruttato al massimo l’essenziale grazie a molti « clou » premium. Il risultato è un nuovo autocaravan per una nuova generazione di clienti che vogliono sempre cogliere il meglio in ogni momento della loro vita.”

Fuori compatto. Dentro come un Liner

Cucina e frigorifero

La vera grandezza del nuovo iSmove si mostra nel suo interno. Visibilità libera lungo l’intero veicolo e un’acustica naturale data dalle pareti interne rivestite in velcro che creano una sensazione di spazio completamente nuova. Un concetto di illuminazione innovativo, con pannelli di vetro moderni per il comando degli spot in un soffitto color antracite scuro, crea una particolare atmosfera di benessere nelle ore serali.

Il bagno visto dall’alto

Per sfruttare al meglio lo spazio presente Niesmann+Bischoff ha avuto sette idee completamente nuove e le ha fatte subito brevettare. Tra queste una credenza abbassabile, un sedile rotabile con cintura, un letto basculante che scompare completamente nel soffitto e un meccanismo scorrevole che raddoppia lo spazio utile per doccia e WC.

 

 




Alla scoperta del meraviglioso mondo dell’outdoor: intervista a Ludovica Sanpaolesi de Falena, direttrice Generale APC (Associazione Produttori Camper)

– Di Raffaele d’Argenzio

Ludovica Sanpaolesi de Falena direttore Generale APC

Da sempre, WEEKEND PREMIUM, oltre ai migliori weekend con le migliori auto, aveva anche anche la categoria green OUTDOOR & CAMPER.

La nostra sorpresa è stata che da qualche tempo le visualizzazioni degli articoli di questa categoria sono schizzati in alto, tanto da spingerci a trasformala nella testata autonoma  WEEKENDOUTDOOR.IT.

E’ chiaro che i nostri lettori e followers sono neofiti, non esperti e chiedono notizie ed approfondimenti per entrare in questo mondo.

Amando le buone auto, credo vogliano amare anche buoni camper. Ecco perchè abbiamo chiesto questa Intervista a Ludovica Sanpaolesi de Falena direttore Generale APC, Associazione Produttori Camper.

L’interesse dei nostri lettori e followers verso l’outdoor e i camper è esploso. A voi risulta che ci siano più richieste d’acquisto?

Sì. Decisamente.  Le immatricolazioni di camper nuovi nel 2020 sono aumentate in Italia del 7,44% e in Europa dell’11,55%. Anche il mercato dell’usato, che in Italia vale cinque volte tanto, ha avuto un’impennata. Per non parlare del noleggio che ha registrato una crescita importante.

Quali sono i suoi consigli per imparare a scegliere il primo camper?

Un esemplare di Motorhome

Occorre valutare molti aspetti. Se si è una famiglia il mansardato è il camper più adatto, grazie al molto spazio. Se si è in due o tre persone e si preferisce la comodità, un camper profilato è la scelta migliore. Se non si hanno limiti di budget si può scegliere un motorhome (o integrale) che offre una linea automobilistica elegante e di design. Se si è in due e si intende usare il camper anche in città il furgonato è la scelta ideale: compatto nelle dimensioni, offre comunque tutti i confort ed è un ottimo “primo camper”. Importante è anche la lunghezza: guidare un camper non è difficile, si guida come un’auto, ma restare sotto i 7 metri di lunghezza è un buon consiglio. Da considerare anche le proprie esigenze di stivaggio che faranno optare per un camper con o senza garage. Dopo aver individuato i requisiti importanti per noi, il consiglio è quello di rivolgersi a concessionari professionisti che potranno consigliare il camper che meglio si adatta alle proprie esigenze.

Camper profilato

Quali sono i tipi di camper più richiesti?

Si stima che i profilati rappresentino un 40% dell’immatricolato. Li seguono a ruota i furgonati con un 35%. Il rimanente 25% è ripartito tra mansardati e motorhome. Come lunghezze, la vasta maggioranza dei veicoli immatricolati hanno lunghezze comprese fra i 5,99 e i 6,99 metri. Le disposizioni interne più ricercate sono quelle con letti singoli gemelli in coda e con letto matrimoniale centrale.

Quali sono le novità introdotte quest’anno dai produttori?

I produttori hanno fortemente ampliato le gamme di furgonati, proponendo molte più versioni e disposizioni interne e offrendo anche accessori importanti come i tetti a soffietto espandibili che consentono di creare una camera da letto sul tetto e rendendo quindi più versatili i camper. L’altro punto focale è una maggiore offerta di camper profilati, in alcuni casi con larghezza ridotta e dotati di letto basculante elettrico che – quando non in uso – “scompare” nel soffitto. Insomma, la direzione dei prodotti va verso camper dalle dimensioni più contenute ma con ottimi livelli di confort ed estremamente versatili nell’uso.

Chi è il camperista tipo?

Camper Furgonato

Il camperista non è categorizzabile. In Italia ci sono sia famiglie, sia coppie di giovani pensionati e giovani coppie. Ciò che accomuna i camperisti è la voglia di vivere vicini alla natura, essere liberi di partire quando si vuole e cambiare meta in qualsiasi momento. Visitare le mete cosiddette “minori”, stando lontani dalla “pazza folla”. Viaggiare dolcemente. Scoprire le specialità enogastronomiche locali. Portarsi dietro anche il proprio amico a quattro zampe. Godere delle bellezze culturali e paesaggistiche. Riscoprire rapporti familiari

Le differenze fra i camperisti italiani e quelli europei?

Nel corso degli anni le differenze si sono affievolite. Tuttavia ve ne sono ancora. In Europa la tendenza verso i profilati e i furgonati è ancora più marcata che in Italia mentre i mansardati rappresentano una quota minima. In Europa, specialmente in Francia, l’età media dei camperisti è più alta che in Italia: 57 anni in Francia e 52 in Germania. In Italia – da sondaggi e stime – si ritiene che l’età media sia fra 47 e 50 anni. Nel Belpaese abbiamo un buon numero di famiglie con figli, mentre all’estero l’equipaggio è sostanzialmente di due persone (media europea: 2,3 persone). All’estero, la media di giorni di utilizzo del camper è 79 giorni, in Italia si stimano 60 giorni/anno. In Germania i camperisti sono molto legati alle attività sportive: bike, trekking, surf, golf, sci. In Italia, questo trend si va sviluppando velocemente. I camperisti italiani ed europei sono però sempre accomunati dall’amore per la vita all’aria aperta, il rispetto per la natura, la curiosità, il senso della libertà, la vita attiva, il buon cibo.

Le mete italiane dei camperisti quali sono?

Camper mansardato

Il camper si presta per scoprire le mete cosiddette “minori”, che sono spesso ricchissime di storia, tradizioni e di eccellenze enogastronomiche. I camperisti sono molto “sociali” e socievoli però non amano troppo essere nel mezzo della “pazza folla” ed hanno uno stile di vita più “genuino”. Per questo scelgono mete che comprendono varie tipologie di sosta e visita: dai parchi alle terme, dai piccoli borghi alle zone di montagna, dal classico mare alla collina, senza trascurare le città d’arte. Non ci sono limiti di destinazione per i camperisti, dato che si è totalmente liberi di scegliere le mete e di cambiare destinazione quando si vuole. E’anche per questo che il camper non è solo un mezzo per le vacanze ma è un mezzo per vivere il proprio tempo libero: weekend, ponti, festività, gare sportive, qualsiasi momento di evasione. In particolare quest’anno, con gli effetti disastrosi per l’economia turistica, auspichiamo che i camperisti italiani decidano di restare sul territorio italiano

Voi produttori cosa auspicate si possa fare per agevolare il turismo outdoor?

La nostra Associazione si è fatta parte attiva. Al Ministro del Turismo Garavaglia abbiamo consegnato proposte dettagliate per un ulteriore sviluppo del turismo itinerante con la creazione di nuove aree di sosta camper, sia comunali, sia nelle strutture di imprenditori privati come agriturismi, fattorie, ristoranti, cantine, dimore storiche. Abbiamo chiesto di prevedere un fondo nel Recovery Plan da destinare in forma di Bando ai Comuni che vogliano dotarsi di un’area di sosta camper. APC ha anche contattato tutti gli Assessori Regionali al Turismo per illustrare i vantaggi del turismo itinerante per i territori. Non solo per il bene dei turisti itineranti, ma anche per il bene del nostro Paese che potrà attirare tanti camperisti europei.

Un’ultima domanda: secondo me ci sono dei luoghi, direi bellissimi e magici,
che danno attimi di felicità: lei ha provato questi attimi e dove?
Certo: ce ne sono ben più di uno, ma ne cito solo due: sci di fondo in Vallunga, in Val Gardena: grande silenzio, la maestosità dei monti innevati, gli animali selvatici che fanno capolino… Un altro: passeggiata sui monti del Pratomagno in Toscana: il fruscio delle foglie, la brezza leggera, i funghi, i lamponi, i caprioli…

 




Basilicata: 5 borghi per scoprire i luoghi più misteriosi e nascosti

Sognate un viaggio in Basilicata differente dal Solito e ricco di mistero e avventura? La Redazione di Weekend Premium vi svela i consigli di Yescapa per un tour decisamente fuori dagli schemi e da vivere tutto d’un fiato. Si arriva al “paese fantasma” di Craco, passando per i Calanchi lunari di Aliano, fino ad arrivare ai borghi gemelli di Castelmezzano e Pietrapertosa. Ultima tappa il Castello di Alsinni, dove la giovane poetessa Isabella Morra venne assassinata. Yescapa la piattaforma europea di#camper sharing tra privati, ci conduce alla scoperta di 5 borghi dell’entroterra lucano, in un viaggio on the road per questa estate 2020.

Craco

Craco il paese fantasma

Adagiato come un trono in posizione strategica a metà strada tra l’Appennino Lucano e il Mar Ionio e circondato dagli imponenti quanto fragili Calanchi, svetta Craco il paese “fantasma” della provincia materana. La sua storia, così come la si conosce oggi, prende il via a partire dagli anni ‘60 quando una imponente frana (1963) mise in pericolo la popolazione decretandone una lenta fine, che si concretizzò nel 1974 costringendo gli abitanti ad abbandonare definitivamente le proprie case trasferendosi a valle nella vicina Craco Peschiera. Da allora il paese, fiorente per la coltivazione del grano – non a caso la prima testimonianza toponomastica risale al 1060 con il nome di “Graculum”, “piccolo campo arato”-, si trasformò in una fantasmagorica suggestione che solitaria attende l’erosione del tempo. Man mano che ci si avvicina a Craco la distesa di campi, avvallamenti e la densa vegetazione si interrompono lasciando il passo alle rocce cretose, che illuminate dal sole danno vita ad un paesaggio lunare  Addentrandosi tra le sue stradine, in un percorso di visita guidata, è possibile attraversare il corso principale fino a raggiungere il cuore del paese, un tempo la piazza principale. Del vecchio borgo rimangono le case in pietra avvinghiate alla roccia, tra cui spicca la torre di avvistamento normanna, detta “il castello” in posizione dominante rispetto all’antico borgo e i palazzi nobiliari , intorno ai quali la città si espandeva nel XV secolo. Ancora visitabili sono inoltre i resti della chiesa di San Nicola e il campanile a vela; la zona absidale della chiesa di San Pietro e il suo monastero – in cui oggi è allestito Il MEC museo emozionale di Craco – e la sorgente del lago Salso.

Per una sosta:

  • Area picnic, 6 Strada Comunale Craco-Montalbano Jonico;
  • GPS N 40°22’36.0228” E 16°26’24.198” 40.376673,16.440055

Aliano

Scorcio di Aliano

“Spalancai una porta-finestra, mi affacciai a un balcone, (…). Sotto di me c’era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l’infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco”. Con queste parole lo scrittore Carlo Levi descrive Aliano: arroccato su uno scosceso sperone di roccia argillosa che domina la Val d’Agri, il borgo di “Gagliano”, dalla pronuncia dei suoi paesani, è stato infatti scenario di “Cristo si è fermato ad Eboli”, romanzo autobiografico del pittore e medico torinese, condannato in queste zone al confino tra il 1935 e il ‘36 per la sua attività antifascista. All’interno del borgo antico, tra le case in mattoni crudi di argilla, in cui Carlo Levi ha vissuto e ha scelto di essere sepolto, è  ancora possibile ritrovare intatti i luoghi descritti nel romanzo e raccontati nel film del 1979 di Francesco Rosi, con Gian Maria Volontè. Il confino di Levi diventa così parte preponderante della storia di Aliano che ancora oggi ne conserva il ricordo con il museo storico Carlo Levi e il Parco letterario Carlo Levi. Il primo custodisce documenti fotografici e pittorici dell’artista durante il confino; il secondo, attraverso un percorso che dalla casa dello scrittore, attraversa la Pinacoteca, il museo della civiltà contadine e il presepe artistico del maestro Francesco Artese, utilizza la fonte letteraria come spunto per recuperare e valorizzare l’identità, la cultura, la storia e le tradizioni locali. Tra le abitazioni che raccontano la storia di #Aliano si ricorda anche la Casa del Malocchio che, con sembianze dal volto umano, ha funzione di mantenere lontani gli influssi maligni.

Inserito tra i Borghi autentici d’Italia e tra i borghi Bandiera Arancione del TCI, Alinao con le sue gole profonde e le cattedrali d’argilla imponenti consente agli appassionati di attività all’aria aperta di cimentarsi in escursioni e passeggiate alla scoperta della natura e della cultura del luogo.

Per una sosta:

  • Area Camper gratuita, 31 Via Piave 75010 Aliano
  • GPS: N 40°18’47.8836” E 16°13’42.96” 40.313301,16.228600

Castelmezzano

Vista di Castelmezzano

La “Città paesaggio” di Castelmezzano è uno dei borghi del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, incluso per la sua bellezza tra i Borghi più Belli d’Italia. Prezioso gioiello di impianto medievale, mantiene intatta la sua atmosfera fatta di vicoli, manieri normanni, palazzi storici, case che si arrampicano sulla roccia, scale ripide e ponti di pietra. Oltre 27 mila ettari compongono l’area verde della foresta di Gallipoli Cognato e il bosco di Montepiano, in cui gli amanti delle escursioni, visite guidate e itinerari, possono cimentarsi lungo una fitta rete di sentieri realizzati per soddisfare le esigenze di tutti. Immersi tra cerri, tigli, aceri, ontani e l’agrifoglio è possibile incontrare lupi, tassi, istrici, falchi pellegrini e picchi muratori. Per chi invece preferisce coniugare la natura con la tradizione folklorica, il Percorso delle Sette Pietre è una tappa da non perdere: un itinerario di 90 minuti attraverso un antico sentiero contadino che unisce i comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa: sette tappe tratte dalla tradizione orale in cui la narrazione prende e accoglie i visitatori proponendo, ad ogni sosta, una parola chiave che caratterizza il fulcro del racconto: destino, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio.

Sempre a Castelmezzano, tra il 12 e il 13 settembre, si celebra il rito arboreo chiamato Sagra du’ Masc: un vero e proprio matrimonio tra un tronco e una cima. In concomitanza con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova, un robusto tronco di cerro, “lo sposo”, o “il Maggio”, viene scelto tra i boschi, sfrondato da boscaioli e trascinato da coppie di buoi fino al centro del paese. Un rituale analogo si svolge contemporaneamente per la cima di agrifoglio, “la sposa”. Raggiunta la piazza del paese, i due “promessi sposi” si incontrano e, posti l’unosull’altra, vengono innalzati al cospetto della statua di Sant’Antonio di Padova unendosi nel fatidico “sì”.

Castelmezzano è anche il luogo del Volo dell’Angelo: una discesa nel vuoto di un chilometro e mezzo che consente di sorvolare le Dolomiti Lucane, unendo le cime di Castelmezzano e Pietrapertosa. Oltre un minuto e mezzo di traversata, sospesi a quattrocento chilometri dal suolo e perfettamente imbracati ad un cavo di acciaio.

Per una sosta:

  • Parcheggio giorno/notte, strada Interpoderale Santa Croce Camastra 85010 #Castelmezzano;
  • GPS: N 40°31’47.9964” E 16°2’31.2” 40.529999,16.042000

Pietrapertosa

Panorama di Pietrapertosa

Adagiato a forma di anfiteatro, su una cima alta 1.088 metri sul livello del mare #Pietrapertosa, in provincia di Potenza, è il comune più alto della Basilicata. Questo “piccolo presepe” a cielo aperto che affaccia sulla Valle del Basento è riuscito a preservare nel tempo la fisionomia medievale e il suo passato saraceno soprattutto nel quartiere più antico posto alle pendici del Castello: Arabat o l’Arabata che racconta di piccole case adagiate l’una sull’altra in cui la roccia si fa parte strutturale, di stradine strette, di vicoli ciechi e scalette in salita. Preservando il suo aspetto di roccaforte, Pietrapertosa si snoda fino ai piedi dell’antica e suggestiva fortezza eretta nel IX secolo sul punto più alto del borgo, a cui si accede attraverso un’unica strada che taglia in due il villaggio e conduce direttamente ai suoi piedi. Dell’antico castello, tutt’oggi visitabile, si possono ancora rintracciare parte delle mura perimetrali, il grande arco d’ingresso e il torrione di avvistamento.

Nonostante le piccole dimensioni, il borgo custodisce chiese ed edifici storici di valore tra cui la Chiesa di San Giacomo Maggiore (Matrice) o Chiesa Madre del 1400 e il Convento di San Francesco del 1474.

Borgo gemello della vicina Castelmezzano, anche #Pietrapertosa è inserito tra i Borghi più belli d’Italia è fa parte dell’area del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane. Come per Castelmezzano anche qui si celebrano i riti arborei nel mese di maggio mentre in agosto danze e profumi arabeggianti si diffondono per le strade del borgo antico in occasione dell’evento “Sulle tracce degli arabi”.

Per una sosta:

  • Parcheggio giorno/notte, strada Provinciale di Pietrapertosa 85010 Pietrapertosa;
  • GPS: N 40°30’47.5704” E 16°3’57.7656” 40.513214,16.066046

Valsinni

Valsinni al tramonto

All’estremità nord orientale del Parco Nazionale del Pollino, tra il fiume Sinni e il Monte Còppolo, sorge l’antico borgo lucano di Valsinni. A 250 metri sul livello del mare Valsinni, conosciuta fino al 1873 con il nome di Favale, si ritiene sia stata fondata dai profughi di Serra Maiori, e poi appartenuta alle famiglie feudali dei Sanseverino, Morra, Galeota e i Galluccio. Proprio alla famiglia Morra si lega la storia del borgo diventato famoso come scenario dell’atroce assassinio della giovane ed originale poetessa petrarchesca del ‘500 Isabella Morra, che qui visse per un breve periodo e trovò la morte per mano dei fratelli. La storia narra infatti che i fratelli, scoperta la presunta storia d’amore con il poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro sposato e padre di tre figli, non accettarono l’onta e uccisero la sorella all’epoca 26enne.

Abbarbicato sui fianchi rocciosi di uno sperone che domina la gola del Sinni, il borgo antico è sormontato dal monumentale castello baronale dei Morra, dove nel XVI secolo visse la poetessa, figlia del feudatario locale. Al suo interno il castello riecheggia ancora dei versi della poetessa e conserva opere, documenti e scritti che raccontano l’angosciosa prigionia cui fucostretta prima della morte. Intorno al maniero, aragonese nell’assetto ma di epoca longobarda, si sviluppano a reticolo gli stretti vicoli del borgo antico, percorribili solo a piedi e spesso collegati tra loro dai caratteristici “gafii”, passaggi coperti a volta che si sviluppano sotto le case stesse. Di rilevante valore sono anche il Palazzo Melidoro, la Chiesa Madre, dedicata all’Assunta con i suoi affreschi, l’organo, un crocifisso del Cinquecento e soprattutto le reliquie di san Fabiano e il mulino di Palazzo Mauri, che custodisce ancora delle grosse macine di pietra, testimonianza dell’antica tradizione locale di mugnai.

Castello di Isabella Morra

In memoria della poetessa di cui si odono ancora i passi e i lamenti tra le stanze del castello, è stato creato il Parco letterario (1993), che raccoglie eventi e racconti sulla vita della fanciulla e del paese. Ogni estate inoltre nel borgo si rinnova il ricordo di Isabella Morra con “L’estate di Isabella”, un viaggio nel passato che coinvolge l’intero centro medievale tra rappresentazioni teatrali, concerti e reading poetici.

Per gli amanti della natura e delle attività “en plein air”, il Parco Nazionale del Pollino ha solo l’imbarazzo della scelta tra percorsi di trekking al rafting lungo il fiume Lao, dal nordic walking al torrentismo e canyoning, nelle Gole del Raganello, fino all’arrampicata e al free climbing.

Per una sosta:

  • Parcheggio giorno/notte
  • GPS: N 40°6’54.1296” E 16°21’55.8936” 40.115036,16.365526



Canoo Inc: i segreti del pickup elettrico che si trasforma in un camper

Canoo Inc., startup USA che realizza veicoli ecosostenibili e particolarmente tecnologici, ha svelato la sua ultima creazione in occasione dell’evento online Virtual Media Day, organizzato da Motor Press Guild. Stiamo parlando di un futuristico pick-up elettrico, particolarmente versatile poliedrico, anzi addirittura “trasformista”.

Il pick-up “trasformista”

ordinabile dal secondo trimestre del 2021

Questo particolare pickup risulta ovviamente ideale per il trasporto di merci o per compiti lavorativi gravosi, ma nello stesso tempo può trasformarsi in un veicolo “ludico” adatto al turismo “open air” per merito della copertura del pianale posteriore a cui si aggiungono altri particolari accessori.

Pianale allungabile e attrezzi da lavoro

manica un pianale modulare che permette di aumentare la lunghezza del veicolo da 4,6 a 5,4 metri

ordinabile dal secondo trimestre del 2021, anche se ancora non ha nemmeno un nome ufficiale, questo pickup truck ha come asso nella manica un pianale modulare che permette di aumentare la lunghezza del veicolo da 4,6 a 5,4 metri con l’obiettivo di ottimizzare il trasporto di oggetti molto ingombranti. Il veicolo vanta un’ampia zona di carico nella zona anteriore, ben due tavoli ribaltabili che risultano integrati nel pianale posteriore, uno per ogni lato. Non manca inoltre un piano di lavoro dotato di prese elettriche che permettono di alimentare gli strumenti da lavoro. Il kit di accessori è completato da un frigorifero e da un prezioso kit di pronto soccorso, molto utile quando si viaggia in posti selvaggi.

Si trasforma in un Camper

il pick-up elettrico si trasforma in un vero e proprio camper Van

Una delle caratteristiche di questo particolare pick-up sono proprio le avventure in posti selvaggi, spesso raggiungibili solo in off-road. Grazie a speciali gusci per la copertura del pianale posteriore, il pick-up elettrico si trasforma in un vero e proprio camper Van. Nell’offerta di accessori disponibili a richiesta non mancano inoltre una tenda da fissare sul tetto, portapacchi e ganci per il trasporto di biciclette e tanti altri utili dispositivi. Non sono ancora stati diffusi i dati tecnici, ma sembra che il pick-up possa contare su una trazione integrale e su un’autonomia di ben 320 km con una sola carica di energia.

 

 

 




Weekend outdoor ai piedi del Gran Sasso – Con il CI Magis 95M

All’ombra del Corno Grande tra le distese mozzafiato di Campo Imperatore per assaporare una natura a cinque stelle, ammirare l’antica arte ceramica di Castelli e scoprire quella nuova dei murales con un compagno di viaggio speciale, il CI Magis 95M

– Di Marina Cioccoloni

Si avvicina l’estate e, complice la pandemia, mai come in questo periodo la voglia di vita all’aria aperta fa desiderare di partire alla volta di ampi spazi dove il distanziamento sociale è assicurato e dove passeggiare nella natura e con lo sguardo perdersi in un orizzonte che sembra non finire mai. Con queste premesse la vacanza outdoor in camper è il trend del momento, destinato ad un vero boom nei prossimi mesi.

A meno di 200 chilometri da Roma andiamo alla scoperta di una delle mete ideali per un weekend a contatto con la natura: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un polmone verde del Centro Italia con vette maestose, laghi, vallate e borghi carichi di storia. All’interno del Parco, sul versante meridionale del Gran Sasso, l’immenso altopiano di Campo Imperatore con i suoi 20 chilometri di estensione non a caso è stato soprannominato il piccolo Tibet italiano.  Le sue vette imponenti e l’immensità delle vallate a perdita d’occhio affascinano il visitatore trasportandolo in un’altra dimensione, come se fosse in Tibet.

La porta del Gran Sasso

Partiamo alla guida del nostro compagno di viaggio, il camper mansardato CI Magis 95M, uno dei modelli top di gamma dello storico marchio, su meccanica Fiat Ducato 2.3 MJ 140 CV. Un camper lungo 7 metri che può ospitare fino a sei persone ma agile e comodo nella guida come anche nella sosta grazie al comfort dell’allestimento interno. Velocemente imbocchiamo l’autostrada verso L’Aquila, superiamo la città e arriviamo allo svincolo di Assergi, ultima uscita prima del traforo del Gran Sasso. Assergi è un piccolo borgo montano vittima dello spopolamento, ai piedi della catena del Gran Sasso. Da qui la comoda e panoramica statale 17 con una rapida e piacevole salita raggiunge prima Fonte Cerreto dove si trova la stazione della funivia che in pochi minuti porta al pianoro di Campo Imperatore. La strada è ottima e il mezzo risponde benissimo alle sollecitazioni della salita mentre con numerose svolte si continua fino a raggiungere il vasto altopiano. Arrivati in quota l’orizzonte si allarga e, sovrastati dalla vista del Corno Grande e del Corno Piccolo in lontananza lo sguardo abbraccia l’immenso panorama dell’aspro e brullo pianoro che non può fare a meno di colpire col suo particolare fascino. Raggiunto il primo bivio deviamo a sinistra e continuiamo a salire fino ad arrivare rapidamente sul piazzale dell’albergo di Campo Imperatore a 2.130 m. Un’area del piazzale è riservata alla sosta camper e sarà qui che faremo la nostra prima tappa.

Il piazzale è il punto di arrivo della funivia che abbiamo incontrato a Fonte Cerreto ed è da qui che parte una delle escursioni più classiche per gli amanti del trekking: la salita al Corno Grande, per ammirare un panorama mozzafiato dalla vetta più alta dell’Appennino. Ma anche per chi non vuole affrontare salite impegnative la visita del piazzale riserva notevoli sorprese. A fianco della stazione di arrivo della funivia spicca la mole rossa dell’albergo, attualmente chiuso, dove durante la guerra venne tenuto prigioniero Benito Mussolini con la stanza che lo ospitò e che conserva ancora gli arredi originali dell’epoca.  E’ un luogo intriso di storia, costruito negli anni ’30 a forma di D, e che insieme ad altri due edifici progettati che dovevano avere rispettivamente la forma di U e di X, avrebbe permesso dal cielo di leggere la scritta DUX.  Un progetto per fortuna mai portato a termine che avrebbe compromesso la bellezza selvaggia di questo angolo di paradiso. Perché guardandosi attorno ci si sente proprio in paradiso ammirando la vista spettacolare che si gode da quassù: da una parte lo sguardo spazia sulla pianura dell’Aquila e sul sistema collinare a valle della catena del Gran Sasso e dall’altra sull’immenso pianoro ai nostri piedi e che offre un colpo d’occhio senza eguali.

Poco distante dall’albergo c’è l’osservatorio astronomico e il giardino botanico alpino “Vincenzo Rivera” con le sue 300 specie vegetali tipiche. Scarponi ai piedi, con una breve camminata di 40 minuti è possibile raggiungere il Rifugio Duca degli Abruzzi a 2388 metri, classica prima tappa per chi affronta la salita di 6 ore fino al Corno Grande. Arrivati in cima il panorama è spettacolare e nelle giornate limpide lo sguardo arriva senza ostacoli fino alla Puglia, il mar Adriatico e il Tirreno.

Outdoor tra le vette

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Appagati da tanta meraviglia lasciamo il piazzale e al volante del CI Magis 95M dopo una breve discesa proseguiamo per il vasto altopiano con diversi colpi d’occhio sulla mole del Corno Grande. Verrebbe voglia di fermarsi ad ogni passo, tanta è la sensazione di immensità che il luogo emana. Mandrie e greggi al pascolo punteggiano il panorama di questo luogo caratteristico per la sua posizione di splendido isolamento interrotto solamente dai capanni dei pastori che vendono il formaggio delle greggi lasciate a pascolare sull’altipiano. Ancora pochi chilometri e raggiungiamo il bivio per Fonte Vetica. Proprio all’incrocio c’è un ampio slargo con due rustici punti ristoro dove è possibile fermarsi per acquistare i classici arrosticini abruzzesi e altri prodotti tipici locali. I due ristori, Giuliani e Mucciante, hanno attrezzato ognuno una zona con griglie esterne per cucinare i prodotti acquistati e tavoli per consumarli direttamente sul posto.

Apprezzate le specialità locali non ci resta che inforcare le bici per una ricognizione lungo l’altipiano continuando ad assaporare quella sensazione di immenso che ci accompagna da quando siamo arrivati, sovrastati dall’occhio vigile delle imponenti montagne. Decidiamo quindi di raggiungere Fonte Vetica dove le possibilità di sosta sono doppie: una comoda area di parcheggio e un’area di campeggio attrezzata. Gambe in spalla raggiungiamo la fonte dove l’acqua arriva direttamente quasi gelata dalla montagna e dopo aver riempito le nostre borracce ci inoltriamo nella vasta pineta per incamminarci sul sentiero che sale verso il Monte Camicia lungo la cresta occidentale del Vado di Siella. L’escursione ci regala altri panorami mozzafiato sull’altipiano e sul versante meridionale del Parco del Gran Sasso, più comodo e facilmente accessibile di quanto non lo sia il versante settentrionale.

Castelli d’arte

Siamo soddisfatti di come sta andando il nostro weekend e di come il camper risponde alle sollecitazioni e come offra tutte le comodità per farne un mezzo ideale per le nostre uscite in piena natura. La zona cucina con i numerosi punti di stivaggio, il living trasformabile in letto, l’ampio letto posteriore e quello posizionato sulla mansarda sono ideali per chi si vuole spostare con la famiglia godendo di spazi vivibili all’interno del mezzo.

Ma non siamo ancora sazi di panorami, vogliamo esplorare altre zone e riacceso il motore riprendiamo il cammino. Non ci vuole molto a raggiungere il bivio che a destra porta verso Castel del Monte e l’autostrada A25 Torano-Pescara. Noi però giriamo a sinistra per raggiungere il versante opposto del Parco, dove le vette sono a picco ma le vallate più verdi e meno brulle. La differenza di paesaggi si nota subito quando affrontiamo la discesa verso Castelli: appena superata la sella che fa da cerniera tra i due versanti ci accoglie il verde intenso di un bosco ricco di larici, querce, farnie e numerose altre essenze. Arrivati a Castelli seguiamo le indicazioni per raggiungere agevolmente la comoda area attrezzata riservata ai camper e una volta sistemato il mezzo partiamo alla scoperta di questo borgo famoso per la sua secolare arte ceramica.

A Castelli la ceramica è una tradizione risalente al Mille e che oggi viene perpetuata oltre che dalle numerose botteghe artigiane sparse per il paese anche dall’Istituto Statale d’Arte di Castelli che forma le nuove maestranze e dà il via alle nuove forme d’arte. Da non perdere la visita della chiesa di San Donato alla periferia del paese con il soffitto interamente decorato da 780 mattonelle di ceramica dipinta. Le formelle del pavimento invece, per proteggerle dall’usura, sono state rimosse e sono esposte nel Museo delle ceramiche, dove si possono ammirare anche altri antichi manufatti dell’epoca d’oro della ceramica castellana oltre ad opere di artisti contemporanei.

L’ultima sorpresa: una pinacoteca a cielo aperto

Scendiamo verso Colledara per raggiungere l’autostrada che ci riporterà a casa ma prima di lasciare questo angolo di Abruzzo un’altra chicca ci aspetta: i murales di Azzinano di Tossicia.  Oltrepassiamo lo svincolo autostradale e superiamo Tossicia, bel paesino medievale con una ottima area attrezzata per la sosta camper, e raggiungiamo Azzinano, il piccolo paese che con l’aiuto di artisti provenienti da ogni dove ha trasformato i muri delle sue case in una pinacoteca a cielo aperto. Il tema scelto è stato i giochi di una volta, quei giochi con cui un tempo i bambini si divertivano e che raccontavano di una vita all’aria aperta, principalmente in campagna, e che oggi non si conosce più. Una finestra su un mondo scomparso, con 47 murales che decorano i muri delle case del paese e che parlano di biglie, aquiloni, bolle di sapone, palloni, corse coi sacchi, cerbottane, e tanti altri giochi da scoprire passeggiando per gli stretti e solitari vicoli. La sorpresa saranno i due naïf dipinti dall’artista abruzzese Alessandra Scipione, considerata l’erede spirituale di Antonio Ligabue e una delle maggiori artiste naïf del Novecento.

Prima di lasciare l’Abruzzo l’ultima sosta la facciamo alla Locanda del Parco, in Frazione Ornano Grande di Colledara, che consente la sosta notturna ai clienti del ristorante. La cena è a base di prodotti tipici, salumi e formaggi di produzione locale, pane e pasta fatti in casa e carne di allevamenti della zona condita con olio extravergine delle colline teramane.

DOVE MANGIARE

Ristorante Jolanda – Cucina tipica abruzzese e teramana.

  • Via F. Bernabei, Castelli.
  • Tel: 366-4158571.

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Ristorante Locanda del Parco

  • Via S. Giorgio, Fraz. Ornano Grande, Colledara.
  • Tel: 0861-698986

Cucina abruzzese tradizionale con prodotti del territorio. La struttura è anche albergo e organizza escursioni nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Consentita la sosta camper ai clienti del ristorante.

Ristoro Giuliani e Ristoro Mucciante.

  • SR 17 bis, Fonte Vetica

Acquisto prodotti locali e possibilità di cucinarli sul posto.

DOVE SOSTARE CON IL CAMPER

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  • Campo Imperatore: area riservata ai camper nel piazzale dell’albergo di Campo Imperatore. Punto acqua ma no scarico.
  • Fonte Vetica: Ampio parcheggio panoramico a fianco dei ristori. Altra possibilità di sosta nel piazzale del rifugio. Nessun servizio.
  • Castelli: Area attrezzata in Str. Mulino Mattucci, Contrada Rava
  • Tossicia: Area attrezzata in Via Alcide de Gasperi.

Il Compagno di viaggio

CI Magis 95M

Il nostro compagno di viaggio è il camper CI Magis 95M, uno dei modelli top di gamma più spaziosi e versatili dello storico marchio Caravan International. Si tratta di un camper mansardato lungo 7 metri (6,99) e alto 3,20 metri che può ospitare fino a sei persone ma è agile e comodo nella guida come anche nella sosta grazie al comfort dell’allestimento interno. Allestito su meccanica Fiat Ducato 2.3 MJ è disponibile in quattro  tipi di motorizzazione: 120, 140, 160 e 180 CV.

Climatizzatore Manuale cabina, Air Bag Guidatore & Passeggero, Cruise Control con limitatore  velocità, Sedili girevoli cabina guidatore e passeggero. L’abitacolo con 6 posti omologati (2 anteriori, 4 posteriori) e sei posti letto (posteriore, dinette e mansarda) è ampio e luminoso con un oblò panoramico, letti a doghe, frigorifero trivalente automatico da 140 litri, fornello a 3 fuochi, riscaldamento combinato a gas, spazio per due bombole, serbatoio acque chiare 100 lt, recupero 100 lt, scure 20 lt. Toilette con vano doccia separato e finestra, porta della cellula con zanzariera, finestra e chiusura centralizzata. Capiente
gavone riscaldato, tetto in vetroresina antigrandine e luce esterna a led. Gli accessori già montati comprendono il pannello solare e la retrocamera.

Scheda tecnica

  • Meccanica: Fiat Ducato 2.3 MJ
  • Potenza Massima: 103 KW/140 CV
  • Trazione: Anteriore
  • Carburante: diesel
  • Velocità max: 160km/h
  • Cambio: 6 marce +rm
  • Massa a vuoto in ordine di marcia: (kg) 2923
  • Dimensioni: 6990x2350x3200
  • Prezzo base: 56.900
  • Prezzo noleggio: varia se alta o bassa stagione. Per una settimana
    calcolare da €600 a €1400

 




Concorde Liner: i lussuosi segreti del camper ispirato agli aerei supersonici

Se siete amanti dei viaggi in libertà e dei Weekend Premium vissuti al massimo, ma non volete rinunciare ai confort e i lussi della vostra villa o del vostro attico in centro città dovete fare un giro sul nuovo Concorde Liner, il camper di lusso, anzi il Motor Home ispirato al celebre aereo supersonico francese.

Il lusso ha bisogno di spazio

Linear
Il Linear vanta una perfetta combinazione di arredi di fascia alta

Con un peso di oltre 7,5 tonnellate e una lunghezza fino a 11,50 metri e una larghezza di 2,50 metri, l’aspetto maestoso del Liner è uno spettacolo impressionante. Basato sul Mercedes Atego, dotato di un affidabile motore a sei cilindri in linea da 299 CV, il Linear vanta un interno altrettanto sbalorditivo, con una perfetta combinazione di arredi di fascia alta e massimo utilizzo dello spazio. Sono a disposizione del cliente  tre planimetrie per mettere a punto le stanze perfette per godere i viaggi all’avventura.

Cabina di guida al Top

I comandi di guid aposizionati in modo ottimale.

Il cruscotto moderno e funzionale si adatta perfettamente all’ergonomia del conducente. I comandi posizionati in modo ottimale, la posizione di seduta rialzata e gli ampi specchietti retrovisori per autobus offrono una migliore visuale e una maggiore sicurezza nel traffico. Il cruscotto in pelle di serie è integrato nella cabina di guida e forma un’unità armoniosa con il passaggio alla zona giorno di nuova concezione.

Living room

I comandi di guida sono posizionati in modo ottimale

Lo squisito design degli interni assicura viaggi equiparabili ad un’esperienza indimenticabile. Circondato da materiali di qualità superiore splendidamente realizzati, il cliente può godere di un livello incredibile di comfort e lusso. Di serie vengono offerti i mobili di altissima qualità Jatoba Brilliant. In alternativa, il look dei mobili Jatoba Brilliant è disponibile nella combinazione di colori “lucido” Senosan crema bianco e Jatoba Brilliant. Per un massimo comfort di camminata, i rivestimenti del pavimento sono disponibili di serie in stile yacht o opzionalmente in look ardesia.

Cucina e stanze da letto

Elettrodomestici da cucina di alta qualità soddisfano le esigenze anche dello chef più ambizioso

La cucina a U del Liner è curata nei minimi dettagli. Elettrodomestici da cucina di alta qualità, armadi spaziosi e piani di lavoro generosi soddisfano le esigenze anche dello chef più ambizioso. E per coloro che preferiscono lasciare che siano gli altri a cucinare, possono sempre deliziarsi con la vista del raffinato arredamento. Le stanze da letto posizionate nella spaziosa parte posteriore sono dotate di materassi in schiuma fredda di alta qualità e basi a molle per offrire un dormite meravigliosamente rilassanti.

Un bagno degno di un Hotel 5 stelle

C’è tutto il necessario per un rinfrescante programma termale mattutino

Il bagno del Liner ricorda quello di un hotel a cinque stelle. Materiali di alta qualità, un portasciugamani riscaldato e la grande doccia creano un’atmosfera unica e piacevole. C’è tutto il necessario per un rinfrescante programma termale mattutino, anche lontano da casa.

 

 

 




La Casa dei Nonni: il Glamping sotto una tenda di stelle

Questa settimana, nella nostra rubrica outdoor dedicata ai glamping e alle strutture premium dedicate al turismo in libertà, vogliamo parlare, anzi “raccontare” di un posto speciale chiamato “La Casa dei Nonni” che rappresenta molto di più di un semplice B&B o Glamping alla moda.

Tramonto in tenda

La storia inizia con una donna cresciuta in Puglia che si innamora di un uomo cresciuto nelle Marche. La donna conosce le colline fermane e se ne innamora a sua volta. Diventa mamma di due bimbi e li educa con amore e passione assecondando le loro inclinazioni. Un giorno pensa che accogliere altra gente in una casa creata su misura per gli ospiti può servire per far conoscere la bellezza dei borghi e dei variopinti paesaggi marchigiani.

Ma non solo una struttura ricettiva: un bel luogo di incontro e di creatività, di voglia di pensare e di divertirsi o arrabbiarsi. È l’anno 2002. Ristruttura una parte del casolare di campagna di fine ‘700 dove vivono i suoceri mantenendo inalterata la struttura originaria: travi in legno, pianelle, pietre a vista…

Viene ripensata l’organizzazione degli spazi interni e le stanze vengono dedicate a pittori marchigiani contemporanei: così quella che prima era la cucina diventa l’ingresso, la soffitta ora ospita la Stanza Athos Sanchini e la Stanza Sandro Pazzi, l’originaria stanza da letto è stata ingrandita e ora è la Stanza Sandro Trotti. Quelle che erano le stalle diventano un luogo fresco dove passare le estati più calde.

La donna, insegnante, mamma e moglie, dopo aver affrontato una grave malattia, è costretta troppo presto a lasciare la sua famiglia. Sale su una Stella, la stellina, e da lì continua a seguire i lavori e a custodire i suoi cari. Il figlio Luigi insieme a me, inaugura l’apertura del B&B La Casa dei Nonni l’11 Giugno 2006, giorno del compleanno della mamma.

Nel 2007 nasce un bimbo, il nostro bimbo, che in quegli spazi passa le sue calde estati affondando le mani nella terra dei nonni e dei bisnonni, vantandosi della sua bicicletta, incrociando altri bimbi, gustando dolci appena sfornati, vedendo valigie andare e venire, strette di mano e sorrisi, tanti sorrisi.

La casa dei nonni

Nel 2012 nasce, in un pomeriggio fresco di un’estate di fuoco, una bimba, la nostra bimba. Decide di nascere in casa, proprio lì alla Casa dei Nonni, perché vuole portare sempre con sé impressa l’Esperienza di una nascita senza azioni superflue, in un posto sospeso nel tempo e nel verde, mentre fuori il tramonto del sole si colora di sfumature “rosaranciate”.

Il 30 aprile 2013 una gigante stella cadente con una scia luminosissima ci saluta da lassù. Un sorriso in cielo.

[Fonte: lacasadeinonni.org/it/unanotteinsolita.html]

B&B La casa dei nonni

  • Indirizzo: Contrada Madonna di Loreto, 20 – 63841 Monteleone di Fermo (AP)
  • Tel (+39)3474863464 –
  • Email info@lacasadeinonni.org
  • Sito web: http://www.lacasadeinonni.org/

Come arrivare in Auto

Da Milano:

  • Seguire A1, E45 e A14 – Autostrada Adriatica fino a Porto Sant’Elpidio. Prendi l’uscita Porto Sant’Elpidio da A14 – Autostrada Adriatica/A14.
  • Successivamente prendere la Strada Provinciale 11/Strada Provinciale Paludi, Strada Lungotenna, SP Lungo Tenna, Strada Provinciale 157… e Via Ete in direzione di Contrada Madonna di Loreto a Monteleone di fermo.

Da Roma:

  • Seguire A24 e A14 – Autostrada Adriatica/A14 fino a Fermo. Prendi l’uscita Fermo-Porto S. Giorgio da A14 – Autostrada Adriatica/A14.
  • Successivamente seguire la Strada Provinciale 87, Strada Provinciale Val d’Ete Vivo/SP112 e Via Ete in direzione di Contrada Madonna di Loreto a Monteleone di fermo

 




In bicicletta con Dante nella selva delle Foreste Casentinesi

Per un weekend di primavera a pedali, un’escursione in bicicletta nel Parco delle Foreste Casentinesi (al confine tra l’Emilia Romagna e la Toscana) è veramente il massimo. Anche perché questo è uno dei luoghi danteschi.

Una riserva naturale nel cuore dell’Italia, al confine tra Emilia Romagna e Toscana. Una meravigliosa area protetta, che in parte è addirittura stata designata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Questo è il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che si trova a cavallo tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Una zona che non ha bisogno di presentazioni, in quanto a bellezza del territorio. E che quest’anno, in occasione delle celebrazioni dantesche, è ancora più meritevole di una visita: perché qui si trova la famosa cascata dell’Acquacheta citata dal sommo poeta.

La scorsa settimana vi abbiamo parlato delle piste ciclabili in Carinzia. Questa volta invece vi proponiamo appunto un weekend in bicicletta nel Parco delle Foreste Casentinesi. Qui infatti si trovano molti itinerari pensati per tutte le “gambe”, compresi alcuni percorsi per e-bike.

in bicicletta nel Parco delle Foreste Casentinesi
I sentieri del Parco delle Foreste Casentinesi corrono tra boschi, sorgenti e rocce.

Certo, di sentieri in pianura non se ne parla: perché il Parco si estende in un territorio le cui quote altimetriche variano tra i 400 e i 1.685 metri (la cima del Monte Falco). Ma aiutati da una bicicletta a pedalata assistita – che può essere noleggiata in loco – anche i meno ardimentosi potranno scoprire la magia di questo ambiente caratterizzato da rocce, boschi, sorgenti, cascate.

In bicicletta nel Parco delle Foreste Casentinesi, tra boschi e cascate

E a proposito di cascate, qui si trova appunto quella famosissima dell’Acquacheta. Che ha conquistato notorietà non solo per il suo salto di 80 metri, ma soprattutto perché è stata citata da Dante Alighieri nel XVI canto dell’Inferno.

Dalle pendici occidentali della dorsale appenninica nascono tutti i corsi d’acqua che attraversano le Foreste Casentinesi. Compreso il fiume Arno, che sgorga da monte Falterona. Un territorio ricco quindi non solo di foreste (l’80% è coperto da boschi), ma anche di acque. Che si ramificano sul versante romagnolo in una serie infinita di torrenti.

mappa del parco delle foreste casentinesi
La mappa del Parco delle Foreste Casentinesi.

L’Ente del Parco non è avaro di proposte, e sul suo sito si trovano consigli per ogni tipo di attività outdoor. Compresa appunto la bicicletta. Su tutta l’area protetta si trovano diversi percorsi adatti a ogni tipologia di bikers: agonisti o amatori, famiglie con bambini, o “absolute beginners” che decidono di provare per la prima volta questa esperienza.

Ci sono spettacolari sentieri di crinale da cui si può ammirare un panorama mozzafiato che spazia tra Romagna e Toscana, fino a scorgere i due mari (Adriatico e Tirreno), e nelle giornate più terse persino le Alpi. Ma ci sono anche sentieri che corrono nel fresco di secolari faggete e foreste di abeti. In tutto, centinaia di chilometri di sentieri e piste forestali, tra cui quella della Lama, definita “la più bella d’Italia”.

Come orientarsi per un tour in bicicletta nel Parco delle Foreste Casentinesi

Orientarsi all’interno del Parco non è difficile. Tanto per cominciare, si può acquistare la guida In bici nel Parco, che illustra 20 percorsi pensati proprio per gli escursionisti in mountain bike. Nella guida, oltre alle mappe, si trovano tutte le caratteristiche degli itinerari, l’elenco di eventuali strutture di appoggio, la segnalazione delle cose più interessanti da vedere.

È anche una App dedicata agli appassionati di escursionismo, che consente di “navigare” sui sentieri del Parco anche in modalità offline. Sul sito del Parco si trova poi una pagina con tutti gli indirizzi presso cui noleggiare una e-bike.

in bicicletta nel Parco delle Foreste Casentinesi
Chi non vuole portare con sè le biciclette, può noleggiarle in loco.

Per raggiungere il Parco delle Foreste Casentinesi dalla parte toscana, bisogna prendere la A1 (Milano-Roma) e uscire ai caselli di Barberino del Mugello, Firenze oppure Arezzo. Dalla parte romagnola, il Parco è invece raggiungibile con la A14 (Bologna-Rimini), e le uscite possibili sono quelle di Faenza, Forlì e Cesena.

 

 

 

 




Area di Sosta Camper: tutto quello che bisogna sapere per un outdoor Premium

Come la Redazione di Weekend Premium ha sottolineato più volte, il futuro del turismo è nel nuovo modo di vivere l’outdoor. Il 2020 ha purtroppo lasciato il segno e ciò che le persone cercheranno nel breve-medio termine è una vacanza esperienziale, meglio se all’aria aperta, meglio se a contatto con la natura, meglio se in movimento quindi libera. Di questo parlerà Giorgio Palmucci, presidente ENIT, nel saluto introduttivo del Lab Webinar “Aree di sosta camper: una forte spinta economica per il territorio”, che si svolgerà il 25 marzo 2021 alle 15, organizzato dal Salone del Camper di Parma.

L’area di sosta camper fa bene al territorio

outdoor in libertà

8 buoni motivi per dire che un’area di sosta camper fa bene al territorio e a chi lo abita, sia dal punto di vista economico che sociale. 8 risposte che Ludovica Sanpaolesi, direttore generale APC (Associazione Italiana Produttori Caravan e Camper) darà a chi ha ancora qualche dubbio sul vantaggio di investire nella realizzazione di aree di sosta per camper. Il primo buon motivo è che i camperisti e roulottisti che viaggiano in Europa sono circa 20 milioni. Un flusso turistico importante, che può e deve essere intercettato. Per scoprire gli altri motivi, l’invito è quello di seguire il Lab Webinar.

La progettazione di un’area di sosta

Volkswagen Bulli

Nozioni tecniche per la progettazione di un’area di sosta, dalla scelta dell’area alle attività preliminari burocratiche, dal tipo di pavimentazione alla recinzione, dall’illuminazione alla raccolta differenziata, dai servizi igienici al sistema di scarico reflui, dai camper service alle colonnine di erogazione dell’energia, dal sistema di controllo degli accessi all’eco mobility, fino alla videosorveglianza e alle aree attrezzate per i giochi. Gianluca Tomellini, vice presidente AIASC (Ass.ne Italiana Aree Sosta Camper), interverrà al Lab Webinar con una relazione tecnica che fugherà dubbi e reticenze. Per chi ancora dovesse averne.

Dall’osservatorio di Human Company, punto di riferimento del settore turistico ricettivo all’aria aperta, con 4,3 milioni di presenze, il 75% di superficie verde, 1.800 collaboratori (tra collaboratori e stagionali), 17.460 mq. di parchi acquatici, nasce l’esigenza di costruire o ricostruire un “sentiment”. Quello relativo alle vacanze outdoor, ancora legate alla vecchia immagine di tenda, picchetto e bagni in comune. La vacanza outdoor oggi è altro, è trendy, glamour, un po’ fashion. Enrico Gori, PR&Communication Manager di Human Company, racconterà nel corso del Lab Webinar questa mutazione. La sua genesi e le prospettive future. Numeri alla mano, i megatrend che cambieranno il nostro stile di vita.

Tre case history di eccellenza

Salone del Camper di Parma

Pomarance, Firenzuola e Merano. Dall’Alto Adige alla Toscana, due amministrazioni comunali (Pomarance e Firenzuola) e un imprenditore privato racconteranno al Lab Webinar del Salone del Camper l’esperienza che li accomuna. Aver capito che la realizzazione di un’area di sosta camper fa crescere il territorio e crea business. Di ricchezza socioeconomica e crescita parleranno dunque il vicesindaco di Pomarance Nicola Fabiani, il vicesindaco di Firenzuola Francesco Guidarelli e l’imprenditore Samuel Solin del Camping Live Merano. Pro e contro. Per ora, solo pro.

Abitar viaggiando

La storia del caravan, del camper, della tenda

“Abitar viaggiando” è la storia della vacanza raccontata negli oltre 500 numeri della testata giornalistica Plein Air. La storia del caravan, del camper, della tenda ma anche dei luoghi che hanno aperto, grazie a questa modalità di vacanza, alla sostenibilità. Al turismo ambientale ed escursionistico, al viaggio libero ed esperienziale. Di questo e dei porti di terra parlerà Michela Bagatella, caporedattore di Plein Air nel corso del Lab Webinar.




I migliori itinerari ciclabili in Carinzia, la perla dell’Austria

Grazie al clima mite e alla natura rigogliosa, gli itinerari ciclabili in Carinzia sono il massimo per gli amanti del cicloturismo. Ve ne proponiamo due tra quelli classici.

 Tanto per cominciare, dov’è la Carinzia? Vicinissima all’Italia. Si tratta infatti della regione più meridionale dell’Austria, e confina con le province italiane di Belluno e Udine. Subito al di là dei nostri confini, quindi, si estende un territorio di boschi, laghi e dolci colline che è un vero paradiso per gli amanti della bicicletta.

camper e bici
Il camper è il mezzo perfetto per accompagnarci in una vacanza cicloturistica in Carinzia.

Tanto più che in fatto di itinerari ciclabili in Carinzia non sono secondi a nessuno. La regione vanta una rete di piste e di percorsi segnalati che tra le migliori al mondo.

Non solo: in Carinzia in tutte le strutture turistiche si parla italiano. Quindi anche chi ha poca dimestichezza con le lingue straniere non corre il rischio di sentirsi estraniato.

Itinerari ciclabili in carinzia
La Carinzia vanta una rete di piste e di percorsi segnalati che tra le migliori al mondo.

Il Tour dei Laghi uno dei migliori itinerari ciclabili in Carinzia

Uno dei migliori itinerari ciclabili in Carinzia è senza dubbio il Tour dei Laghi. Secondo il tempo a disposizione e il proprio livello di allenamento, l’itinerario lungo 340 chilometri si può suddividere in più tappe a piacimento.

L’ideale è prevedere almeno una settimana per percorrerlo interamente e avere il tempo sufficiente per gustare la natura e i caldi laghi balneabili. L’itinerario è perfetto anche per chi viaggia con la bicicletta elettrica. Chi non ha un mezzo proprio, può noleggiarlo in uno dei circa 50 punti presenti nella regione, e poi restituirlo comodamente in qualsiasi altro.

itinerari ciclabili in carinzia
Chi non ha un mezzo proprio, può noleggiarlo in uno dei circa 50 punti presenti nella regione.

Villach è un ottimo punto di partenza per questo itinerario a forma di otto. La città è facilmente raggiungibile in autostrada o in ferrovia. L’itinerario segue principalmente piste ciclabili ben segnalate e include alcuni tratti molto belli della Ciclovia Alpe-Adria-Radweg e della ciclabile della Drava – Drauradweg (vedi più avanti). La stagione perfetta per intraprendere questo giro? Da aprile a ottobre.

Oltre 500 km lungo la Ciclabile della Drava

Un altro dei più begli itinerari ciclabili in Carinzia è la Ciclabile della Drava (Drauradweg), lunga circa 510 chilometri. Si tratta di un percorso adatto a tutta la famiglia, che attraversa la Carinzia da ovest a est e che ha ottenuto dall’ADFC (club nazionale tedesco di ciclismo) una valutazione di cinque stelle per la sua elevata qualità.

itinerari ciclabili in carinzia
La Ciclabile della Drava attraversa la Carinzia da ovest a est.

In sei tappe si va dal punto di partenza a Dobbiaco, in Alto Adige, e sempre seguendo la Drava si arriva fino a Maribor in Slovenia, e poi oltre fino a Legrad, vicino a Varaždin, in Croazia. La maggior parte del percorso si snoda comunque in territorio carinziano.

La pista ciclabile è ben segnalata in entrambe le direzioni ed è quasi tutta pianeggiante. Proprio per questo può essere percorsa da ciclisti di ogni livello, bambini compresi.

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Un altro vantaggio di questo itinerario è che quasi sempre corre a poca distanza dalla ferrovia, quindi è possibile in certi tratti salire sul treno portando con sé la bicicletta.

In più – cosa da non sottovalutare – lungo questo percorso si trovano ben 55 trattorie e ristoranti che propongono i piatti tipici della zona. Fermarsi a mangiare sotto un pergolato per una tappa rigenerante è un’esperienza che rende ancora più soddisfacente la giornata.

 

 




Salone del Camper 2021: novità e segreti della kermesse dedicata ai viaggi in libertà

Nell’aria cresce in maniera esponenziale la voglia di libertà e di vita all’aria aperta. La Redazione di Weekend Premium ha più volte sottolineato che le vacanze in camper sono state il trend dell’estate 2020, e adesso con la speranza che l’emergenza sanitaria diventi sempre meno un pericolo, grazie all’aiuto  fondamentale della campagna vaccinale, questa tendenza dovrebbe essere confermata anche per le vacanze 2021. In quest’ottica, il Salone del Camper di Parma – che si svolgerà dall’11 al 19 settembre 2021 – dovrebbe confermarsi il punto di riferimento per tutti gli appassionati del settore.

Il Salone dei record

con i suoi 150 mila metri quadrati il Salone del Camper è uno dei principali eventi internazionali di settore.

Organizzato con APC, Associazione Produttori Caravan e Camper, con i suoi 150 mila metri quadrati il Salone del Camper è uno dei principali eventi internazionali di settore. L’esposizione si rivolge a chi del camper ha fatto una filosofia di vita, ma anche a chi si sta avvicinando a questo mondo e vuole scoprirne novità e segreti. Perché il futuro del turismo è proprio l’outdoor, sinonimo di una vacanza libera, sicura, che sa regalare emozioni.

La fiera si sviluppa su 5 padiglioni che ospitano diverse aree merceologiche: Caravan e Camper, dove sono presenti le più importanti aziende europee del settore; Accessori per i veicoli e complementi utili a rendere più confortevole la vacanza; Shopping, con prodotti per la vita outdoor e per i piccoli spazi; Percorsi e mete, sezione di promozione turistica per conoscere luoghi e destinazioni ideali per il turismo in libertà.

Confermata la presenza delle principali aziende del settore

gli appassionati potranno muoversi tra tutte le novità di camper, caravan, componentistica e accessori

Al Salone del Camper di Parma, dall’11 al 19 settembre 2021 gli appassionati potranno muoversi tra tutte le novità di camper, caravan, componentistica e accessori. Ad oggi hanno confermato la loro adesione le principali aziende produttrici di camper e caravan, come Adria, Arca, Autostar, Benimar, Blue Camp, Buerstner, Carado, Carthago, Challenger e Chausson, Dethleffs, Elnagh, Etrusco, Eura Mobil, Font Vendome, Frankia, Giottiline, Hymer, Knaus Tabbert, Laika, Luano Camp, Malibu, McLouis, Mobil Tech, Mobilvetta, Morelo Reisemobile, My Home Autocaravans, PLA, Poessl Freizeit und Sport, Rapido, Rimor, Roller Team, Sunlight, Top Group, Tourne Mobil, Trigano, Vantourer, Westfalia Mobil. Tra le aziende produttrici di accessori e componentistica hanno confermato tra gli altri la loro partecipazione: Brunner, Euro Accessoires, Fiamma, Indel B, Narbonne, Vitrifrigo, Thetford, Teleco Top Group, Vecamplast.

Per tutti i gusti e le esigenze

Al SAlone di PArma Ognuno potrà trovare il proprio mezzo ideale

Ognuno potrà trovare il proprio mezzo ideale: chi viaggia con la famiglia troverà camper mansardati e motorhome; innamorati che vogliono concedersi una fuga d’amore, un Van perfetto anche per muoversi in città; chi parte all’avventura, un camper agile e pratico come il semintegrato compatto; chi in viaggio deve anche lavorare, le ultime soluzioni ultra tecnologiche per essere sempre connessi; chi opta per una vacanza sostenibile camper progettati per il basso consumo energetico, con regolatori elettronici del flusso d’acqua e luci a led; la caravan per chi si può concedere il lusso di vacanze più lunghe e quando si innamora di un paesaggio decide di fermarsi per vivere appieno quel luogo; motorhome per chi cerca il lusso estremo di ampi spazi personalizzati, anche per stupire gli ospiti. Uno spazio speciale è riservato alla tenda, tanto amata dalla generazione Erasmus e al carrello tenda, primo approccio delle giovani coppie all’abitar viaggiando.

 




Bimobis, un bellissimo itinerario in bicicletta in Friuli Venezia Giulia

Un itinerario in bicicletta in Friuli Venezia Giulia? Bastano cinque giorni per percorrere senza fretta i 150 km di Bimobis, l’anello cicloturistico che corre tra la Slovenia e l’Italia.

 

Seppure a rilento, la campagna vaccinale contro il Covid prosegue. E a noi, nell’attesa, non resta che programmare le prossime uscite outdoor. Questa settimana vi portiamo in una regione tanto bella quanto poco battuta: quella che si trova a nord di Gorizia, al confine tra Italia e Slovenia.

È qui infatti che corre un percorso cicloturistico ad anello battezzato Bimobis (bimobis.eu), nato proprio per valorizzare e implementare la mobilità ciclistica nei due Paesi. In realtà questo percorso non è stato ancora completato, ma con l’aiuto di un Gps è comunque possibile – soprattutto per chi ha un po’ di spirito “pionieristico” – pedalare senza problemi per tutti i suoi 150 km.

Parte da Gorizia il nostro itinerario in bicicletta in Friuli Venezia Giulia

Quindi prepariamoci a caricare in macchina (o sul camper) le nostre biciclette, e a partire in direzione di Gorizia. È proprio qui infatti, e precisamente dal piazzale della Stazione Ferroviaria, che prende il via Bimobis. Al di là del passaggio a livello, parte la ciclabile che porta a Solkan. Da qui si prosegue poi per un tratto sulla strada 402 che sale alle colline del Collio, e in seguito ci si collega alla nuova ciclabile che costeggia l’Isonzo.

 

itinerario in bicicletta in Friuli Venezia Giulia
Pronti a caricare le bici sul camper? Questa volta la nostra meta è il Friuli Venezia Giulia.

Si pedala immersi in un bellissimo panorama, alternando strade a bassa percorrenza a vere e proprie piste ciclabili. Tra i paesi che si incontrano lungo il percorso: Kanal, con il suo bel ponte sul fiume, famoso teatro di gare di tuffi; Tolmin, con le sue gole che rappresentano uno spettacolo naturale unico; Caporetto, dove merita una sosta la visita al museo che ricorda le vicende della Prima Guerra Mondiale; San Pietro al Natisone e la bellissima Cividale, già capoluogo longobardo del Friuli, con i suoi tesori artistici; Cormons, che conserva le antiche atmosfere asburgiche.

L’ultima delle cinque tappe in cui è suddiviso l’itinerario si conclude al punto di partenza: cioè Gorizia. Dove è consigliabile prevedere – all’inizio o alla fine del percorso – una sosta di una giornata. Dall’alto del suo Castello medievale, cuore e simbolo della città, si abbracciano le distese di colli e l’intera città, dove convivono architetture medievali, barocche e ottocentesche.

itinerario in bicicletta in Friuli Venezia Giulia
Un panorama del Carso durante la fioritura.

Per i grandi pedalatori, c’è anche il Carso Trail

E una volta che ci avrete preso gusto a pedalare in questa meravigliosa regione, sappiate che per i ciclisti più agguerriti c’è anche la possibilità di partecipare a una manifestazione molto particolare: il Carso Trail.

Si tratta di un’avventura su due ruote che si disputa nella zona del Golfo di Trieste, ed è rivolta a tutti gli appassionati di Gravel (cioè di bici “fuoristrada”). In questo caso, però, bisogna essere disposti a percorrere ben 350 km in totale autonomia.

Per terminare il percorso, che si svolge in mezzo alla natura, non ci sono limiti di tempo. Ogni partecipante deciderà come suddividere le proprie tappe scegliendo dove dormire e quando mangiare. Il dislivello positivo è di circa 6.900 metri, con il punto più alto in prossimità dell’abitato di Sviščaki sul monte Nevoso, a quota 1.300 metri.

Come nel caso di Bimobis, anche il Carso Trail è un percorso “di confine”. Il Carso infatti è un altopiano calcareo che si estende dalle Prealpi Giulie nel nord-est dell’Italia, incornicia il mare Adriatico attraversando la Slovenia, e giunge al massiccio del Velebit nell’estremo nord-ovest della Croazia.  Avvolto dai profumi della macchia mediterranea, dà il meglio di sè quando l’aria è resa tersa dal vento di bora.

Per tutti i percorsi cicloturistici del Friuli Venezia Giulia e per scaricare le mappe Gps, vi consigliamo di consultare il sito dell’Alpe Adria.

 




Volkswagen California e VanLife Tour: un viaggio musicale sulle vette più belle d’Italia con il celebre Dj Benny Benassi

Viaggiare nei paesaggi naturali più belli e suggestivi del nostro paese con tutta la voglia di libertà è una delle “missioni” che il nostro magazine Weekend Premium porta avanti da anni con orgoglio ed entusiasmo. Il medesimo entusiasmo mescolato al desiderio di divertirsi e alla passione della musica è stato messo DJ e producer italiano Benny Benassi che suonerà la sua musica all’interno dell’aprezzatissimo Camper Van Volkswagen California, facendolo diventare la vera e propria sede del dj set circondato da panorami mozzafiato.

Il Volkswagen California diventa una console per Dj

van
Il famoso DJ e producer italiano Benny Benassi è ambassador di VanLife Tour

Questo particolare progetto battezzato “VanLife Tour” – prodotto da Volkswagen Veicoli Commerciali in collaborazione con Free Event – ha come obiettivo quello di portare la musica di Benny Benassi sulle vette più belle del nostro paese. Il dj italiano molto spesso nella sua avventura musicale ha voluto rendere protagonista anche la natura, resta in questo senso memorabile il viaggio in bici attraverso la California con dj set che scandivano le diverse tappe del percorso.

Un’occasione virtuosa per continuare a suonare buona musica

Fare musica, farla ascoltare è il suo lavoro e anche oggi, che come sappiamo molti locali e festival sono bloccati, ha voluto trasformare il fermo imposto dal Covid in occasione virtuosa per continuare a svolgere la sua attività, sempre nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza.

VanLife Tour è il viaggio musicale a bordo di Volkswagen California sulle vette più belle d’Italia

VanLife Tour è un viaggio musicale che fa tappa in 4 delle più belle stazioni sciistiche d’Italia. Panorami naturali e location d’eccezione diventano la scenografia di una narrazione emozionante e suggestiva dove Benny Benassi racconta sui social la sua “VanLife” attraverso i momenti che lo vedono protagonista insieme a Volkswagen California ovvero durante la performance musicale, il viaggio, il raggiungimento della meta, ma anche nei momenti di vita più personali, come le passioni e il tempo libero. Tutto questo grazie alla versatilità di Volkswagen California capace di adattarsi ad ogni esigenza sia professionale che personale.

California: il camper Van per ogni esigenza

E’ inoltre perfettamente idoneo all’uso quotidiano come vettura di tutti i giorni

Volkswagen California, da più di 30 anni rappresenta il veicolo perfetto per gli sportivi che vogliono poter partire per un’avventura ma anche per le famiglie che decidono di fare un viaggio. E’ inoltre perfettamente idoneo all’uso quotidiano come vettura di tutti i giorni grazie anche alla trazione integrale 4MOTION e al cambio automatico DSG che lo rendono confortevole e sicuro.




In mountain bike alla scoperta dei percorsi della Bassa Valtellina

Per gli appassionati di mtb, i percorsi della Bassa Valtellina sono una destinazione top. Tanto è vero che proprio lì si terrà la prossima edizione del Valtellina e-Bike Festival. Una buona occasione per un weekend a pedali.

Un weekend in bicicletta? In Valtellina. Anzi: in Bassa Valtellina. Che è poi tutta quella porzione di territorio intorno a Morbegno. Un luogo ideale per chi ama dedicarsi alle vacanze attive (il territorio della Val Masino è ribattezzata lo Yosemite Park italiano), con la possibilità però di svaghi culturali e momenti di relax. Per esempio alle terme del Relais Bagni di Masino, immerso in un bosco secolare.

Un altro dei buoni motivi per scegliere la Bassa Valtellina come meta di un weekend a pedali, è che proprio lì si terrà – il 18 e 19 settembre prossimi – il più grande evento sportivo dedicato alla mountain bike elettrica: il Valtellina e-Bike Festival. Tante le attività in programma, molte delle quali con limitazioni al numero dei partecipanti per garantire la sicurezza e la qualità dell’experience. L’iniziativa regina del Festival sarà la Festival Ride: un grande giro all-montain di 40 km su un percorso che attraversa antichi borghi, castelli medievali e vigneti terrazzati. Sullo sfondo, gli stupendi panorami che abbracciano la Valtellina e l’alto lago di Como.

 

La bassa Valtellina è un territorio ideale per gli amanti della mountain bike.

Appena sarà di nuovo possibile muoversi, quindi, non resterà che caricare le biciclette sull’auto (o sul camper) e dirigersi verso la Bassa Valtellina. Da segnalare, tra l’altro, che il territorio della Val Gerola è la patria del Bitto Storico, un formaggio d’alpeggio dalle caratteristiche uniche. Quindi anche il palato avrà sicuramente la sua parte.

I percorsi della Bassa Valtellina per tutte le gambe

Gli itinerari su cui pedalare sono davvero tanti nella zona, e adatti a cicloamatori di tutti i livelli. Certo le salite non mancano: quindi è indispensabile avere buone gambe… oppure essere muniti di una e-bike. Uno dei percorsi classici è quello che – con partenza a Morbegno e arrivo a San Pietro in Vallate – copre 13 km e 500 metri di dislivello positivo. Il bello di questo percorso è soprattutto la sua meta: i resti dell’antica abbazia di San Pietro in Vallate.

percorsi in bassa valtellina
Camper più bicicletta: la formula vincente per un weekend outdoor.

Per chi viaggia con famiglia – e magari con bambini – il percorso migliore è sicuramente il Sentiero Valtellina. Si tratta nel suo complesso di un itinerario di oltre 100 km che collega Bormio e Colico. La parte che corre in Bassa Valtellina è quella compresa tra Mantello e Morbegno. Circa 7 km, su cui anche i più piccoli possono pedalare senza problemi. Tra l’altro a Mantello si trova anche una fattoria didattica (presso l’Agriturismo La Fiorida) che organizza diverse attività per i bambini. Il percorso è su strada sterrata, completamente immerso nel verde, ed è facilissimo avvistare gli aironi che planano sull’acqua dell’Adda.

Leggi anche: Un weekend alla scoperta dei percorsi ciclabili del Canton Ticino

Sempre dall’Agriturismo La Fiorida, parte un altro percorso ciclistico. Questa volta però non adatto ai bambini. Si tratta di un itinerario che corre lungo la cosiddetta Costiera dei Cech, il tratto di versante retico valtellinese che si estende fra l’imbocco dalla Valchiavenna ed il solco della Valmasino. È un lungo terrazzo soleggiato sulla piana di Morbegno, cosparso di paesi, frazioni e contrade fra i castagneti e i terrazzamenti a vigneti. L’arrivo è nello stesso punto della partenza, dopo una pedalata di quasi 30 km con 700 metri di dislivello positivo.

percorsi in bassa valtellina
Thule offre una serie completa di sistemi per il carico delle bici su auto e camper.

L’attrezzatura giusta per partire

Pronti a partire? Non resta che caricare le bici e dirigersi verso la Bassa Valtellina. Se la vostra auto non è ancora attrezzata, date un’occhiata alle proposte di Thule. Tra queste, i portabici da auto che consentono di montare le biciclette sul tetto, di installarle sul gancio da traino oppure di sistemarle sul portellone posteriore. Con la possibilità di portare con sé fino a quattro bici.