Fiera Internazionale del fuoristrada: i segreti dell’evento nel cuore della Versilia

Weekend Premium, da sempre in prima linea nel promuovere eventi outdoor e kermesse dedicate ai veicoli più divertenti ed emozionanti del panorama automotive, è pronta a svelarvi segreti e dettagli dell’evento off-road più atteso dell’anno, ovvero la Fiera Internazionale del fuoristrada.

Appuntamento in Versilia

L’edizione 2021 dell’attesa kermesse dedicata ai veicoli 4×4 più inarrestabili si svolgerà il 15, 16 e 17 ottobre nel cuore della Versilia, presso i Comuni di Massarosa e di Viareggio. Il progetto, che nasce per volontà della Federazione Italiana Fuoristrada e ha trovato partner entusiasti nei due Comuni toscani, punta a diventare evento di riferimento europeo sia per gli appassionati del mondo off-road, sia per coloro che fuoristradisti non sono (ma possiedono magari un SUV), sia infine per chi alle auto fuoristrada non ha ancora pensato, ma ama la natura e tutte le attività cosiddette “outdooor”, in cui immergersi con tutta la famiglia.

Le dichiarazioni del Presidente della Federazione Marco Pacini

“L’idea della FIERA INTERNAZIONALE FUORISTRADA – sottolinea il Presidente della Federazione Marco Pacini – sorge dalla convinzione che i tempi fossero ormai maturi per offrire a tutto il mondo del fuoristradismo europeo un evento unico nel suo genere, coniugando la grande esperienza nel settore di Federazione Italiana Fuoristrada con un territorio capace di offrire incredibili valori naturalistici assieme ad opportunità davvero esclusive. Il veicolo fuoristrada sarà presentato al grande pubblico e agli appassionati in ogni sua forma e declinazione e desidero ringraziare le Amministrazioni che ci ospiteranno per la lungimiranza e la sensibilità dimostrate”.

Un ventaglio di proposte e opportunità

La FIERA INTERNAZIONALE FUORISTRADA offrirà un ventaglio di proposte e opportunità di altissimo valore, sia scenografico che commerciale, e sarà in grado di offrire ai visitatori e agli espositori due aree denominate Experience ed Expo. L’area Expo sarà interamente a Viareggio, in Viale Europa. Qui verranno allestiti gli stand di molti e prestigiosi espositori legati al mondo off road, in un contesto paesaggistico di grande rilievo.




Come comportarsi da camperisti navigati anche se è la prima volta e con un mezzo a noleggio

Le vacanze estive sono ormai alle porte e tantissimi italiani si preparano a partire in tutta la sicurezza affrontando viaggi open air che garantiranno esperienze indimenticabili come quelli suggeriti nelle pagine del nostro magazine Weekend Premium. Alcuni sono dei veterano dei viaggi in camper, mentre molti altri sono neofiti, magari tanti proprio quest’anno hanno deciso di provare per la prima volta una vacanza open air.

Per questo motivo, er questo motivo, Assocamp, che oggi rappresenta la quasi totalità dei concessionari di camper in Italia, con i suoi oltre 200 affiliati – un punto di riferimento importante per chi vuole viaggiare in sicurezza, grazie ai professionisti autorizzati alla vendita e alla manutenzione che ne fanno parte – ha stilato un’etiquette utile a chi quest’anno proverà il camper, soprattutto a chi lo farà per la prima volta. In questo modo anche il neofita che noleggerà un veicolo da vacanza potrà sentirsi parte della grande community dei camperisti, senza sfigurare da una parte e senza danneggiarla dall’altra con comportamenti non adeguati.

  • camperista è un ospite e deve essere discreto – questa è una pietra miliare per chi vuole viaggiare serenamente in camper: ogni luogo che ci accoglie ha le sue regole da rispettare, prima di tutto, e sempre valide, quelle del buon senso: viaggiare liberi e in autonomia significa innanzitutto sapere dove inizia e finisce il proprio spazio “di manovra”. Quindi durante le soste e i pernottamenti, specie se vicini al centro abitato, niente schiamazzi, musica alta, motori inutilmente accesi. Per lasciare un buon ricordo del “perfetto camperista” queste attenzioni sono la base di una serena permanenza. E questo vale anche per i proprietari di cani, che dovranno avere particolare cura verso il loro amico a quattro zampe tenendolo al guinzaglio e evitando di lasciare tracce del suo passaggio.
  • Il parcheggio/soste – Si fa presto a dire sosta. Quando ci si ferma in sosta libera in un centro abitato, bisogna fare attenzione a non parcheggiare creando disagio o intralcio alla circolazione stradale o anche solo pedonale. Parcheggiare quindi in maniera ordinata e rigorosamente negli spazi delimitati per la sosta. In sosta libera è vietato esporre tavolo e sedie, aprire la tenda parasole, lasciare qualsivoglia oggetto fuori dal camper. In realtà secondo il Codice della Strada “La sosta delle autocaravan, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento e simili se l’autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l’ingombro proprio dell’autoveicolo medesimo”. Quindi in sosta libera non si dovrebbero nemmeno aprire le finestre, lasciare aperto il gradino d’entrata o utilizzare i cunei di livellamento per mettere il camper “in bolla”. Per questo, per le soste notturne, meglio scegliere aree di sosta autorizzate. Indirizzi e recensioni si trovano facilmente su Internet. Un’ottima soluzione è sempre il campeggio in cui trattenersi per più giorni, godendo di servizi anche top level mentre si esplorano i dintorni.
  • Scarichi e rifiuti – la vacanza in camper è per eccellenza quella a contatto con la natura, quindi, è fondamentale il rispetto dei luoghi a partire dai rifiuti. Ben organizzati e stoccati all’interno dell’abitacolo e gettati negli appositi cassonetti. Mai abbandonare niente lì dove ci si ferma, né tanto meno nei cassonetti condominiali o, peggio, nei cestini urbani per i piccoli rifiuti. Così come lo scarico dei serbatoi delle acque grigie e nere. Non importa se è solo un po’ di acqua salata in cui avete cotto la pasta. Le acque reflue vanno sempre e solo scaricate negli appositi pozzetti detti “camper service” e presenti un po’ ovunque sul territorio e naturalmente nelle aree di sosta attrezzate e nei campeggi. Questo è uno dei comportamenti peggiori e più duramente condannati dalla community dei camperisti, oltre che dai normali cittadini e anche sanzionabili. E, prima di rimettersi in viaggio, controllare bene che le valvole siano sempre perfettamente chiuse.
  • Carichi – Il camper ha vani e gavoni molto spaziosi che consentono di caricare provviste, bagagli e anche biciclette e scooter. L’importante è che i carichi pesanti siano sempre posizionati in basso: questo garantisce miglior stabilità in viaggio e durante i sorpassi perché abbassa il baricentro del veicolo. Naturalmente è bene porre attenzione quando ci si mette in movimento che tutti gli sportelli siano ben chiusi e non ci siano oggetti non fissati o non correttamente risposti nei vani di stivaggio. Il consiglio è quello di non sovraccaricarsi di prodotti inutili. L’acqua minerale, per esempio, si trova dappertutto. Inutile portarsene una scorta per un mese.
  • In viaggio – Il camper, per quanto si avvicini sempre più per semplicità di guida e potenza dei motori alle automobili, ha ingombri maggiori e ha un comportamento in marcia sicuramente meno vivace. È buona pratica ed educazione lasciarsi superare dai veicoli più veloci, specie sulle strade di montagna, accostando a destra. Se si è in viaggio con amici e con più camper, bisognerà mantenere tra i veicoli una distanza sufficiente ad agevolare il rientro di mezzi in sorpasso. 



Basilicata: alla scoperta di 5 borghi misteriosi per svelare i segreti dei luoghi più nascosti

Sognate un viaggio in Basilicata differente dal Solito e ricco di mistero e avventura? La Redazione di Weekend Premium vi svela i consigli di Yescapa per un tour decisamente fuori dagli schemi e da vivere tutto d’un fiato. Si arriva al “paese fantasma” di Craco, passando per i Calanchi lunari di Aliano, fino ad arrivare ai borghi gemelli di Castelmezzano e Pietrapertosa. Ultima tappa il Castello di Alsinni, dove la giovane poetessa Isabella Morra venne assassinata. Yescapa la piattaforma europea di#camper sharing tra privati, ci conduce alla scoperta di 5 borghi dell’entroterra lucano, in un viaggio on the road per questa estate 2020.

Craco

Craco il paese fantasma

Adagiato come un trono in posizione strategica a metà strada tra l’Appennino Lucano e il Mar Ionio e circondato dagli imponenti quanto fragili Calanchi, svetta Craco il paese “fantasma” della provincia materana. La sua storia, così come la si conosce oggi, prende il via a partire dagli anni ‘60 quando una imponente frana (1963) mise in pericolo la popolazione decretandone una lenta fine, che si concretizzò nel 1974 costringendo gli abitanti ad abbandonare definitivamente le proprie case trasferendosi a valle nella vicina Craco Peschiera. Da allora il paese, fiorente per la coltivazione del grano – non a caso la prima testimonianza toponomastica risale al 1060 con il nome di “Graculum”, “piccolo campo arato”-, si trasformò in una fantasmagorica suggestione che solitaria attende l’erosione del tempo. Man mano che ci si avvicina a Craco la distesa di campi, avvallamenti e la densa vegetazione si interrompono lasciando il passo alle rocce cretose, che illuminate dal sole danno vita ad un paesaggio lunare  Addentrandosi tra le sue stradine, in un percorso di visita guidata, è possibile attraversare il corso principale fino a raggiungere il cuore del paese, un tempo la piazza principale. Del vecchio borgo rimangono le case in pietra avvinghiate alla roccia, tra cui spicca la torre di avvistamento normanna, detta “il castello” in posizione dominante rispetto all’antico borgo e i palazzi nobiliari , intorno ai quali la città si espandeva nel XV secolo. Ancora visitabili sono inoltre i resti della chiesa di San Nicola e il campanile a vela; la zona absidale della chiesa di San Pietro e il suo monastero – in cui oggi è allestito Il MEC museo emozionale di Craco – e la sorgente del lago Salso.

Per una sosta:

  • Area picnic, 6 Strada Comunale Craco-Montalbano Jonico;
  • GPS N 40°22’36.0228” E 16°26’24.198” 40.376673,16.440055

Aliano

Scorcio di Aliano

“Spalancai una porta-finestra, mi affacciai a un balcone, (…). Sotto di me c’era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l’infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco”. Con queste parole lo scrittore Carlo Levi descrive Aliano: arroccato su uno scosceso sperone di roccia argillosa che domina la Val d’Agri, il borgo di “Gagliano”, dalla pronuncia dei suoi paesani, è stato infatti scenario di “Cristo si è fermato ad Eboli”, romanzo autobiografico del pittore e medico torinese, condannato in queste zone al confino tra il 1935 e il ‘36 per la sua attività antifascista. All’interno del borgo antico, tra le case in mattoni crudi di argilla, in cui Carlo Levi ha vissuto e ha scelto di essere sepolto, è  ancora possibile ritrovare intatti i luoghi descritti nel romanzo e raccontati nel film del 1979 di Francesco Rosi, con Gian Maria Volontè. Il confino di Levi diventa così parte preponderante della storia di Aliano che ancora oggi ne conserva il ricordo con il museo storico Carlo Levi e il Parco letterario Carlo Levi. Il primo custodisce documenti fotografici e pittorici dell’artista durante il confino; il secondo, attraverso un percorso che dalla casa dello scrittore, attraversa la Pinacoteca, il museo della civiltà contadine e il presepe artistico del maestro Francesco Artese, utilizza la fonte letteraria come spunto per recuperare e valorizzare l’identità, la cultura, la storia e le tradizioni locali. Tra le abitazioni che raccontano la storia di #Aliano si ricorda anche la Casa del Malocchio che, con sembianze dal volto umano, ha funzione di mantenere lontani gli influssi maligni.

Inserito tra i Borghi autentici d’Italia e tra i borghi Bandiera Arancione del TCI, Alinao con le sue gole profonde e le cattedrali d’argilla imponenti consente agli appassionati di attività all’aria aperta di cimentarsi in escursioni e passeggiate alla scoperta della natura e della cultura del luogo.

Per una sosta:

  • Area Camper gratuita, 31 Via Piave 75010 Aliano
  • GPS: N 40°18’47.8836” E 16°13’42.96” 40.313301,16.228600

Castelmezzano

Vista di Castelmezzano

La “Città paesaggio” di Castelmezzano è uno dei borghi del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, incluso per la sua bellezza tra i Borghi più Belli d’Italia. Prezioso gioiello di impianto medievale, mantiene intatta la sua atmosfera fatta di vicoli, manieri normanni, palazzi storici, case che si arrampicano sulla roccia, scale ripide e ponti di pietra. Oltre 27 mila ettari compongono l’area verde della foresta di Gallipoli Cognato e il bosco di Montepiano, in cui gli amanti delle escursioni, visite guidate e itinerari, possono cimentarsi lungo una fitta rete di sentieri realizzati per soddisfare le esigenze di tutti. Immersi tra cerri, tigli, aceri, ontani e l’agrifoglio è possibile incontrare lupi, tassi, istrici, falchi pellegrini e picchi muratori. Per chi invece preferisce coniugare la natura con la tradizione folklorica, il Percorso delle Sette Pietre è una tappa da non perdere: un itinerario di 90 minuti attraverso un antico sentiero contadino che unisce i comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa: sette tappe tratte dalla tradizione orale in cui la narrazione prende e accoglie i visitatori proponendo, ad ogni sosta, una parola chiave che caratterizza il fulcro del racconto: destino, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio.

Sempre a Castelmezzano, tra il 12 e il 13 settembre, si celebra il rito arboreo chiamato Sagra du’ Masc: un vero e proprio matrimonio tra un tronco e una cima. In concomitanza con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova, un robusto tronco di cerro, “lo sposo”, o “il Maggio”, viene scelto tra i boschi, sfrondato da boscaioli e trascinato da coppie di buoi fino al centro del paese. Un rituale analogo si svolge contemporaneamente per la cima di agrifoglio, “la sposa”. Raggiunta la piazza del paese, i due “promessi sposi” si incontrano e, posti l’unosull’altra, vengono innalzati al cospetto della statua di Sant’Antonio di Padova unendosi nel fatidico “sì”.

Castelmezzano è anche il luogo del Volo dell’Angelo: una discesa nel vuoto di un chilometro e mezzo che consente di sorvolare le Dolomiti Lucane, unendo le cime di Castelmezzano e Pietrapertosa. Oltre un minuto e mezzo di traversata, sospesi a quattrocento chilometri dal suolo e perfettamente imbracati ad un cavo di acciaio.

Per una sosta:

  • Parcheggio giorno/notte, strada Interpoderale Santa Croce Camastra 85010 #Castelmezzano;
  • GPS: N 40°31’47.9964” E 16°2’31.2” 40.529999,16.042000

Pietrapertosa

Panorama di Pietrapertosa

Adagiato a forma di anfiteatro, su una cima alta 1.088 metri sul livello del mare #Pietrapertosa, in provincia di Potenza, è il comune più alto della Basilicata. Questo “piccolo presepe” a cielo aperto che affaccia sulla Valle del Basento è riuscito a preservare nel tempo la fisionomia medievale e il suo passato saraceno soprattutto nel quartiere più antico posto alle pendici del Castello: Arabat o l’Arabata che racconta di piccole case adagiate l’una sull’altra in cui la roccia si fa parte strutturale, di stradine strette, di vicoli ciechi e scalette in salita. Preservando il suo aspetto di roccaforte, Pietrapertosa si snoda fino ai piedi dell’antica e suggestiva fortezza eretta nel IX secolo sul punto più alto del borgo, a cui si accede attraverso un’unica strada che taglia in due il villaggio e conduce direttamente ai suoi piedi. Dell’antico castello, tutt’oggi visitabile, si possono ancora rintracciare parte delle mura perimetrali, il grande arco d’ingresso e il torrione di avvistamento.

Nonostante le piccole dimensioni, il borgo custodisce chiese ed edifici storici di valore tra cui la Chiesa di San Giacomo Maggiore (Matrice) o Chiesa Madre del 1400 e il Convento di San Francesco del 1474.

Borgo gemello della vicina Castelmezzano, anche #Pietrapertosa è inserito tra i Borghi più belli d’Italia è fa parte dell’area del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane. Come per Castelmezzano anche qui si celebrano i riti arborei nel mese di maggio mentre in agosto danze e profumi arabeggianti si diffondono per le strade del borgo antico in occasione dell’evento “Sulle tracce degli arabi”.

Per una sosta:

  • Parcheggio giorno/notte, strada Provinciale di Pietrapertosa 85010 Pietrapertosa;
  • GPS: N 40°30’47.5704” E 16°3’57.7656” 40.513214,16.066046

Valsinni

Valsinni al tramonto

All’estremità nord orientale del Parco Nazionale del Pollino, tra il fiume Sinni e il Monte Còppolo, sorge l’antico borgo lucano di Valsinni. A 250 metri sul livello del mare Valsinni, conosciuta fino al 1873 con il nome di Favale, si ritiene sia stata fondata dai profughi di Serra Maiori, e poi appartenuta alle famiglie feudali dei Sanseverino, Morra, Galeota e i Galluccio. Proprio alla famiglia Morra si lega la storia del borgo diventato famoso come scenario dell’atroce assassinio della giovane ed originale poetessa petrarchesca del ‘500 Isabella Morra, che qui visse per un breve periodo e trovò la morte per mano dei fratelli. La storia narra infatti che i fratelli, scoperta la presunta storia d’amore con il poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro sposato e padre di tre figli, non accettarono l’onta e uccisero la sorella all’epoca 26enne.

Abbarbicato sui fianchi rocciosi di uno sperone che domina la gola del Sinni, il borgo antico è sormontato dal monumentale castello baronale dei Morra, dove nel XVI secolo visse la poetessa, figlia del feudatario locale. Al suo interno il castello riecheggia ancora dei versi della poetessa e conserva opere, documenti e scritti che raccontano l’angosciosa prigionia cui fucostretta prima della morte. Intorno al maniero, aragonese nell’assetto ma di epoca longobarda, si sviluppano a reticolo gli stretti vicoli del borgo antico, percorribili solo a piedi e spesso collegati tra loro dai caratteristici “gafii”, passaggi coperti a volta che si sviluppano sotto le case stesse. Di rilevante valore sono anche il Palazzo Melidoro, la Chiesa Madre, dedicata all’Assunta con i suoi affreschi, l’organo, un crocifisso del Cinquecento e soprattutto le reliquie di san Fabiano e il mulino di Palazzo Mauri, che custodisce ancora delle grosse macine di pietra, testimonianza dell’antica tradizione locale di mugnai.

Castello di Isabella Morra

In memoria della poetessa di cui si odono ancora i passi e i lamenti tra le stanze del castello, è stato creato il Parco letterario (1993), che raccoglie eventi e racconti sulla vita della fanciulla e del paese. Ogni estate inoltre nel borgo si rinnova il ricordo di Isabella Morra con “L’estate di Isabella”, un viaggio nel passato che coinvolge l’intero centro medievale tra rappresentazioni teatrali, concerti e reading poetici.

Per gli amanti della natura e delle attività “en plein air”, il Parco Nazionale del Pollino ha solo l’imbarazzo della scelta tra percorsi di trekking al rafting lungo il fiume Lao, dal nordic walking al torrentismo e canyoning, nelle Gole del Raganello, fino all’arrampicata e al free climbing.

Per una sosta:

  • Parcheggio giorno/notte
  • GPS: N 40°6’54.1296” E 16°21’55.8936” 40.115036,16.365526



Nissan E-NV200 e Fiat Ducato electric: rivoluzione verde

Con il boom delle vacanze outdoor è arrivato il momento di chiedersi quale sarà il futuro dei camper van in un mondo che punta sempre più alla mobilità sostenibile. La risposta arriva da due interessanti modelli caratterizzati da una sofisticata meccanica a zero emissioni, ovvero il Nissan E-NV200 e il Fiat Ducato elettrico.

Nissan E-NV200

Il van della casa giapponese nasce dall’incontro di Nissan NV200 e la tecnologia 100% green già adottata su Leaf. In questo modo e-NV200 diventa il giusto compagno di viaggio per esplorare i borghi d’Italia e raggiungere le mete immerse nella natura a zero emissioni. Inoltre, permette di accedere liberamente ai centri cittadini e in tutte quelle zone dove vi sono restrizioni dovute alle emissioni. Il van ha, infatti, un’autonomia di 301 km su ciclo urbano (Wltp) e una batteria da 40 kWh.

a lunghezza di Nissan e-NV200 è 4,56 metri, mentre la larghezza è 1,75 metri e il passo è di 2,72 metri. Le sue dimensioni permettono di muoversi abbastanza agilmente e agevolmente anche quando siete in città. Il suo design ha risentito inevitabilmente della mancanza di un motore tradizionale. Infatti, è assente la griglia di respirazione, sostituita dal logo della casa madre. Proprio qui sul frontale è presente il bocchettone di ricarica, che può avvenire in tre differenti modalità: da un’ora fino a nove con presa domestica.

Fiat Ducato electric

Anche la miglior base per i camper dell’anno, ovvero Fiat Ducato, non poteva che seguire le ultime tendenze e abbracciare l’elettrificazione. Ducato, infatti, è leader del settore negli ultimi 10 anni e conta ormai più di 500.000 famiglie che hanno deciso di viaggiare a bordo di van allestiti sulla sua base. Perciò Ducato vuole affermarsi anche nel panorama dei van elettrici.

La variante 100% green del van Fiat è disponibile in tutte le varianti di carrozzeria con la stessa volumetria di carico del Ducato tradizionale, da 10 a 17 metri cubi, ed una portata massima di 1.950 chilogrammi.

Per andare a soddisfare tutte le esigenze Fiat Ducato Electric verrà proposto in diverse misure e di conseguenza con differenti tagli di batteria. I chilometri di autonomia partono da 220 e arrivano fino a 360 e prevedono diverse configurazioni di ricarica. Le prestazioni consentiranno di toccare i 100 km/h, potendo contare su un motore con 90 kW di potenza e 280 Nm di coppia massima.




Pronti per le vacanze in libertà? Ecco i consigli imperdibili per viaggiare su un camper noleggiato

La stagione estiva è ormai alle porte e le agognate vacanze sono sempre più vicine, vacanze che quest’anno assumono un valore ancora più importante perché segnano in qualche modo l’uscita – anche se ancora non completa – dalla pandemia sanitaria che sta attanagliando tutto il mondo. Noi di Weekend Premiium, grazie all’aiuto e ai consigli di Assocamp (Associazione Nazionale Operatori Veicoli Ricreazionali e Articoli per il Campeggio) vogliamo suggerire consigli utili ed imperdibili per viaggiare su un camper noleggiato.

Casa viaggiante

La preferenza per la “casa viaggiante” sta vivendo un trend crescente, dettato dalla nuova dimensione di vita a cui ci stiamo abituando ma anche grazie alla possibilità di viaggiare senza limiti stagionali, senza bisogno di prenotazioni, in piena libertà. Con la famiglia o in coppia. Con un maximotorhome super attrezzato o con un compatto, e di tendenza, camper van. Al pari di una barca a vela, il camper offre tutto ciò che serve per viaggiare e abitare: dal soggiorno alla cucina, da comodi letti, a bagni comodi e funzionali, dotati naturalmente di doccia con acqua calda. E molti hanno anche un garage, dove alloggiare le inseparabili biciclette o le più moderne e-bike.

Noleggiare da un professionista autorizzato

Ci sono modelli e dotazioni di ogni tipo, da quelli vintage a quelli di ultimissima generazione, ogni coppia o gruppo di viaggiatori può scegliere quello che ha le caratteristiche indispensabili per un’esperienza di vacanza indimenticabile. Il primo consiglio è quello di noleggiare un mezzo da un professionista autorizzato, per essere certi di avere un veicolo soggetto a manutenzione, che può viaggiare in piena sicurezza ed evitare ogni rischio che potrebbe compromettere la tanto agognata vacanza. È da tenere sempre presente che il camper è un autoveicolo e come tale viaggia su strada. Nondimeno dispone di una parte abitativa che, al pari di una casa, ha a che fare con impianti elettrici, idraulici e del gas.  Oggi il camper si guida come un’automobile. Il servosterzo, l’airbag, l’ABS, i freni a disco, l’ESP, garantiscono elevati standard di sicurezza e di comfort in marcia. La maggior parte delle autocaravan sono immatricolate entro i 35 quintali, quindi si possono condurre con la normale patente di tipo “B”. Abituarsi alle dimensioni non è difficile: basta farsi aiutare da qualcuno durante le manovre e ricordarsi che spesso le altezze superano i tre metri.

Assocamp, l’Associazione Nazionale Operatori Veicoli Ricreazionali e Articoli per il Campeggio rappresenta la quasi totalità dei concessionari di camper in Italia. Nel 2020, Assocamp ha stimato che il numero di viaggiatori che hanno trascorso le proprie vacanze all’aria aperta per la prima volta è volato a +30%.

LE 5 REGOLE UTILI PER CHI NOLEGGIA PER LA PRIMA VOLTA

  1. DOCUMENTI IN ORDINE: Verificare sempre che la propria patente sia valida, portare con sé tutto quanto sottoscritto e consegnato dal concessionario.
  2. ITINERARI E TAPPE: I concessionari affiliati Assocamp sono una fonte inesauribile di consigli su destinazioni e aree di sosta sia in Italia che all’estero.
  3. SICUREZZA E ANIMALI: In movimento, i passeggeri in camper devono stare seduti con le cinture allacciate e i bambini assolutamente ben posizionati e assicurati ai seggiolini a norma di legge.. Su camper a noleggio, possono essere consentiti gli animali di piccola e media taglia ma questa possibilità va verificata con il centro di noleggio.
  4. TANTO RELAX Il camper non è solo un mezzo di trasporto ma una vera e propria esperienza in ogni stagione. Per viverla al meglio, Assocamp suggerisce a tutti i viaggiatori di godere della libertà di poter viaggiare portandosi solo l’essenziale.
  5. MEGLIO SOSTE ORGANIZZATE: Il Codice della Strada consente la sosta dell’autocaravan laddove questa sia consentita alle autovetture (art.185), purché non si aprano finestrini, gradini elettrici, non ci siano oggetti al di fuori del mezzo.

 




Riapre il Villaggio della Salute Più, per una vacanza green e wellness

Immaginate un’oasi immersa in una natura incontaminata e variegata, tra boschi, colline, laghi, pianori e sorgenti termali. Siamo nel bolognese, tra Castel San Pietro Terme e Monterenzio, dove ha finalmente riaperto il Villaggio della Salute Più, il cui territorio è stato dichiarato SIC – Sito di Interesse Comunitario per il suo ambiente naturale unico. In particolare, si respira un’aria particolarmente buona, con un tasso di ossigeno tipico di altitudini doppie e mancanza di smog.

All’ambiente si aggiungono i servizi, in grado di soddisfare la voglia di una vacanza all’insegna del benessere, dello sport e della sicurezza. Troviamo, infatti, un agriturismo a coltivazione biologica, un albergo diffuso, uno stabilimento termale, un grandissimo Acquapark, con ben 24 piscine scoperte, tra cui alcune antiage, anticellulite, con acqua salata, magnetizzata e biotonica e vasche idromassaggio.

Natura World, una palestra all’aperto

A ciò si aggiunge Natura World, la più grande palestra del fisiofitness dell’Appennino tosco-emiliano, con 55 percorsi da fare a piedi, in mountain bike, e-bike o hand bike, totalmente mappati e georeferenziati, per un totale di 302 km. A questi si aggiungono 10 location emozionali, con ecoterapie dell’autoconsapevolezza.

Durante il percorso, infatti, sotto la guida di un coach esperto si svolgono almeno venti attività diverse, da quelle mnemoniche, a quelle uditive e olfattive, dalla camminata consapevole a quella silenziosa, dall’automassaggio alla forest therapy. A ogni location, poi, è associata un’essenza olfattiva del territorio che viene impiegata durante l’esperienza per attivare la rigenerazione neurale dell’epitelio olfattivo.

Mangiare e dormire secondo natura

Una vacanza o un weekend al Villaggio della Salute Più è una vera e propria full immersion nella natura. Le possibilità di pernottamento, per esempio, sono diverse. Si può scegliere di soggiornare in confortevoli casali immersi nella natura e distanziati tra loro, oppure in appartamenti panoramici, situati ai piedi di boschi secolari con una vista mozzafiato. Ma non è finita. A pochi passi dal centro del Villaggio e dalla zona sportiva, c’è l’Ostello Cà degli Aironi e un’area camping attrezzata per tende, camper, roulotte, a stretto contatto con la natura.

Due ristoranti, bar e chioschi sono poi a disposizione degli ospiti per soddisfare tutte le esigenze. Per esempio, il Ristorante Sillaro è ospitato in un elegante palazzo del Settecento e offre un menù di cucina tradizionale basata su piatti locali, con ingredienti biologici e di stagione, con carne di produzione propria, pane e pasta fatti in casa, vino biologico Pignoletto e Sangiovese Colli d’Imola Doc, Birra Monti), a cui si affianca un menù dietetico Saninforma, fornito, previa visita medica, dal dottor Stefanino Mattu, direttore sanitario delle Terme dell’Agriturismo.

Il Ristorante Panoramico, invece, è stato completamente rinnovato un anno fa ed è collegato alle terme da un corridoio di vetro riscaldato. Il menù offre interessanti proposte gastronomiche, tra cui la nuova pizza all’acqua termale, e i Taglieri del Villaggio, con salumi e formaggi del territorio e tigelle.

Le terme e i soggiorni benessere

Protagonista delle Terme dell’Agriturismo sono le preziose acque termali solfato calciche dalle proprietà benefiche per tutto l’organismo. I trattamenti della Beauty Farm del Villaggio della Salute Più offrono un percorso di rigenerazione fisica e mentale, una sosta benessere in un luogo magico, dove è possibile immergersi contemporaneamente nelle acque termali e nella natura incontaminata dell’ambiente circostante, grazie a una innovativa struttura in vetro e legno. Per una vacanza davvero…in bellezza!

Bellezza sì, ma con un occhio alla salute! Presso il Centro Residenziale di cure Antiage e Saniform 120 è possibile prenotare soggiorni settimanali che includono trattamenti esclusivi anti invecchiamento, coniugando le tecniche naturali, come cure termali e fitness, alle cure più aggiornate della scienza medica per energizzare le sei funzioni rigenerative del sistema nervoso centrale, cardiocircolatorio, respiratorio e metabolico.

Infine, alle Terme dell’Agriturismo, oltre alle classiche cure termali in convenzione con il SSN, vengono applicati anche i protocolli più avanzati di Balneoterapia, tra quella osteoarticolare e muscolo scheletrica o la balneoterapia recettoriale-encefalica.

Una vacanza…a tutta birra

Infine, presso il Villaggio della Salute Più potrete assaggiare la Birra Monti, una birra chiara pastorizzata e non filtrata a rifermentazione naturale in bottiglia, ottenuta da pregiato malto d’orzo italiano e addizionata di acqua termale bicarbonato-solfato-calcica proveniente dalla fonte “Alexander” delle Terme Felsinee di Bologna. Si tratta di un’acqua ricchissima di minerali, tra cui bicarbonato, calcio e magnesia, riconosciuta dal Ministero della Salute per le sue qualità diuretiche e depurative.

Alle proprietà dell’acqua si associano poi quelle della birra, il cui consumo moderato aumenta i livelli del colesterolo “buono” nel sangue e riduce il rischio di malattie cardiovascolare, come infarto e ictus grazie alla vitamina B6 di cui la birra è ricca.

COME ARRIVARE

In auto: A14 con uscita Castel San Pietro Terme, poi seguire la provinciale Sillaro in direzione Sassoleone per 15 km.

INFO

Villaggio della Salute Più, via Sillaro 27, Bologna, tel 051/929791, www.villaggiodellasalute.it




Parchi e foreste fanno bene alla salute

Non è un mistero che una bella passeggiata nel verde, in un parco, in un bosco, in una foresta, migliori l’umore e faccia sentire subito meglio. Ora, però, arrivano le prime conferme scientifiche.

Dobbiamo, tuttavia, attribuire ai Giapponesi il merito di avere riconosciuto per primi queste proprietà benefiche sulla salute di quello che chiamano Shinrin-yoku, cioè “bagni nella foresta”. I visitatori vengono infatti invitati a brevi passeggiate nei boschi al fine di respirare sostanze volati, chiamati terpeni, emesse dalle diverse specie di alberi e piante.

Questa pratica consente non solo di migliorare l’intera funzione immunitaria, aumentando il numero di anticorpi e di proteine antitumorali, ma anche di ridurre la produzione dei cosiddetti “ormoni dello stress”, tra cui il cortisone.

La conferma dal…Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Che i Giapponesi “ci abbiano visto giusto” viene ora confermato da Franco Berrino, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva dell’Istituto Tumori di Milano.

Commentando uno studio partito nel Parco delle Foreste Casentinesi, Berrino ha detto: “È quello che ha fatto la medicina giapponese da decenni, constatando che quando le persone passano alcune ore in un ambiente con una grande concentrazione di alberi (foreste, parchi) si riduce il loro stato di stress, di ansia e di depressione, documentato da una diminuzione dei livelli plasmatici o salivari del cortisolo, dalla riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, e dall’aumento della variabilità del ritmo cardiaco, un indicatore prezioso di salute; è stata inoltre riscontrata una diminuzione dello stato infiammatorio cronico”.

“Sono sufficienti anche brevi periodi di cammino in foresta”, ha continuato Berrino, “dell’ordine di mezz’ora o un’ora, per riscontrare effetti fisiologici, ed è logico ipotizzare che periodi più lunghi abbiano un impatto significativo sul rischio di sviluppare o dell’aggravarsi di patologie croniche”.

“Grandi studi epidemiologici hanno coerentemente riscontrato che chi abita in aree ricche di alberi ha una mortalità significativamente ridotta rispetto a chi vive in aree più cementificate. La differenza è verosimilmente dovuta al minor inquinamento atmosferico, alla maggiore comodità di praticare esercizio fisico, ma anche alla bellezza e al silenzio, che conferiscono al sistema nervoso autonomo una maggiore capacità di gestire lo stress”, ha concluso.

La cura migliore è il turismo “verde”

Soddisfatto dei risultati della sperimentazione anche Luca Santini, presidente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: “Gli esiti di questa ambiziosa sperimentazione, che mira a quantificare con parametri medici il beneficio dell’immersione in foresta, potranno andare ad ampliare ulteriormente il novero delle funzioni riconosciute agli ecosistemi forestali complessi, per superare una ormai anacronistica dicotomia tra conservazione e sviluppo”.

“La sanità pubblica grava in percentuali che variano tra l’80 e il 90% sui bilanci regionali e la frequentazione di questi luoghi garantirebbe ricadute su quella voce di spesa e un ulteriore importante incremento di molte forme di accoglienza turistica”.

Insomma, tante buone ragioni in più per scegliere i parchi italiani, il nostro patrimonio verde, per una vacanza, un weekend, o per una semplice passeggiata.

INFO

www.laviadelleforeste.it




Un “dolcissimo” weekend fuori porta, il “Maestro” e le sue delizie

A pochissimi chilometri da Milano, una decina di fermate di metro, proprio dietro l’angolo… scoprirete una cittadina serena, tranquilla e capace di regarle momenti inaspettati di storia, d’arte e sopratutto di tanto buon umore, per finire in .. un “dolce” paradiso: la Boutique del Dolce del “Maestro” Achille Zoia.

una gemma storica e architettonica: Villa Casati

Le origini storiche di Cologno Monzese risalgono all’epoca tardo romana, non a caso il nome Cologno sembra provenire dal latino “colonia”, sembra infatti che “colonia super Lambrumne” (data la prossimità con il fiume Lambro) sia stato il nome attribuito a questo territorio fino a dopo il mille quando variò in “colonea”, per poi essere nel tempo trasformata nel dialettale “culogn” da cui Cologno.

Tra le attrazioni degne di nota, la Pieve San Giuliano, la chiesa Medievale in stile Romanico, emblema della storia di questo Comune e testimonianza del passaggio dei Longobardi; data l’iscrizione posta sulla facciata della Chiesa, infatti, si ritiene che l’edifcio sia stato realizzato per volere della Regina Longobarda Teodolinda. Custodisce al suo interno una tela attribuita a Tiziano, antiche pergamene ed un organo di grande pregio.

Sorpresa green a due passi dalla metropoli

Quasi nascosta, vi aspetta una sorpresa:  il verde e tranquillo Parco della Media Valle del Lambro, ideale per gli amanti della natura, per chi voglia godersi un momento di relax o avventurarsi in un trekking tra sentieri costeggiati da boschi e prati

Parco della Media Valle del Lambro

Villa Besozzi Casati

La Villa risale all’anno mille e conserva al suo interno un meraviglioso Putto del Cinquecento e affreschi del Seicento.In seguito si trasforma in “palazzo ottocentesco”, diventando luogo di villeggiatura della famiglia milanese dei Casati e del grande politico e patriota italiano, l’illustre conte Gabrio Casati.

L’illustre politico e patriota, il Conte Gabrio Casati e la sua Villa

Anche se non conte, politico o patriota… la città onora  un altro personaggio illustre, famoso per i suoi dolci,  è  il Maestro Pasticcere Achille Zoia, l’ indiscusso maestro degli impasti (frolla, lievitata, sfoglia), che vanta una trentennale esperienza, premiato quale Pasticcere dell’anno” dall’ Maestri Pasticceri Italiani” e  da molti anni docente di Cast Alimenti, la Scuola dei Mestieri del Gusto, dove Zoia tiene prestigiosi corsi per chi vuole perfezionarsi o si vuole avvicinare all’ arte della pasticceria.

Maestro Pasticcere Achille Zoia e alcune delle sue delizie , anche in versione mignon

Nelle sue ” Boutique del Dolce” a Cologno Monzese e Concorezzo, Il “Maestro” continua a inventare , lievitare, sfornare, guarnire…
Gli ho chiesto quale fosse il suo motto. “Migliorare, migliorare, migliorare… per raggiungere la perfezione!”

CHEESECAKE AL PISTACCHIO

La ricetta di Zoia per il suo CHEESECAKE AL PISTACCHIO

Ingredienti

Base
150 gr burro
160 gr zucchero di canna
500 gr pasta sablee
Crema
180 gr zucchero
50 gr acqua –
100 gr tuorli
550 gr formaggio spalmabile.
500 gr panna montata
300 gr pistacchio
Preparazione
Bollire acqua e zucchero a 120 gradi
A parte montare metà del tuorlo e aggiungere poi lo zucchero cotto
Versare il tutto nel restante tuorlo e miscelare
A parte montare il philadelphia  con meta panna non montata, sciogliere la colla di pesce e aggiungere al restante tuorlo
Aggiungere il tutto al philadelphia con la pasta al pistacchio e la panna montata restante e mescolare Versare nello stampo e raffreddare a meno 20 gradi
Decorazione
Togliere dallo stampo e glassare con glassa al pistacchio

INFO
La Boutique del Dolce

For the English version, just turn the page
Click Next>

A  “SWEET DISCOVERY” JUST OUTSIDE MILAN

A few kilometers from Milan, about ten metro stops, just around the corner … you will discover a serene, peaceful town, which reserves surprises of history, art and above all a lot of good humor, to end up in .. a “ dolce “paradiso: the Boutique del Dolce of the “Pastry Chef Maestro” Achille Zoia.

una gemma storica e architettonica: Villa Casati

The historical origins of Cologno Monzese date back to the late Roman period, it is no coincidence that the name Cologno seems to come from the Latin “colonia”, it seems that “colonia super Lambrumne” (given its proximity to the Lambro river) was the name attributed to this territory until after the year 1000 when it changed to “colonea”, only to be transformed over time into the dialectal “culogn” from which Cologno.

The Pieve San Giuliano; the medieval church in Romanesque style, is the emblem of the history of this municipality and testimony of the passage of the Lombards; given the inscription placed on the facade of the Church, in fact, it is believed that the building was built at the behest of the Lombard Queen Teodolinda. The important medieval church, moreover, contains a canvas attributed to Titian, ancient parchments and an organ of great value.

A “green” surprise just outside Milan
Almost hidden, a surprise awaits you: the green and peaceful Park of the Middle Valle del Lambro, ideal for nature lovers, for those who want to enjoy a moment of relaxation or venture into a trekking through paths lined with woods and meadows.

Parco della Media Valle del Lambro

Villa Besozzi Casati

The Villa dates back to the year one thousand and preserves inside a wonderful Putto from the sixteenth century and frescoes from the seventeenth century. illustrious count Gabrio Casati.

L’illustre politico e patriota, il Conte Gabrio Casati e la sua Villa

Even if not a count, politician or patriot … the city honors another illustrious person, famous for his desserts, is the Master Pastry Chef Achille Zoia, the undisputed master of doughs (shortcrust, leavened, puff pastry), who boasts a thirty year experience, awarded as Pastry Chef of the Year “by the Italian Pastry Masters” and for many years teacher of Cast Alimenti, the School of Taste Crafts, where Zoia holds prestigious courses for those who want to improve or want to approach the art of pastry.

Maestro Pasticcere Achille Zoia e alcune delle sue delizie , anche in versione mignon

In his “Boutique del Dolce” in Cologno Monzese and Concorezzo, Il “Maestro” continues to invent, rise, bake, garnish … I asked him what his motto was. ” You got o Improve, to improve, to improve … till you achieve perfection!”
PISTACHIO CHEESECAKE

La ricetta di Zoia per il suo CHEESECAKE AL PISTACCHIO

Ingredients
Base
150 gr butter 160 gr brown sugar 500 gr sablee paste
Cream
180 gr sugar 50 gr water – 100 gr yolks 550 gr spreadable cheese. 500 gr whipped cream 300 gr pistachio
Preparation
Boil water and sugar at 120 degrees
Separately, whip half the yolk and then add the cooked sugar
Pour everything into the remaining yolk and mix
Aside, whip the philadelphia with half un-whipped cream, dissolve the isinglass and add to the remaining yolk
Add everything to the philadelphia with the pistachio paste and the remaining whipped cream and mix
Pour into the mold and cool to minus 20 degrees

Decoration
Remove from the mold and glaze with pistachio glaze

INFO
La Boutique del Dolce




Weekend di scoperte: la Val Liona e la “tiella” di Alberto Basso

(Italian and English version)

Voglia di scoprire posti nuovi e di passare un weekend “out of the path” cioè fuori dai soliti itinerari turistici?

L’oro “verde” della Val Liona

Un tuffo nel green!

Benvenuti in Val Liona,  verdeggiante pianura nella provincia vicentina. E’ un territorio che si estende sui Monti  Berici centro-meridionali e in particolare lungo la valle del fiume Liona.Sulle pendici dei monti troverete ville storiche, i vecchi mulini, testimoni della civiltà dell’acqua e suggestive borgate tra cui l’antico borgo di Campolongo originariamente scelto dai benedettini come locus amoenus di preghiera e beatitudine.

La Val Liona, tra storia e natura.

Le ville storiche della Val Liona

  • la Torre Cantarella, risalente al secolo XVI;
  • Villa Dolfin, eretta nel 1601
  • Villa Bollani-Brunello, risalente al ‘700;

    Campolongo, Villa Dolfin
  • Villa Priuli-Lazzarini risalente al ‘500
  • Villa Giacometti eretta nel XV secolo;

    Le ville storiche della Valle

Le preziose erbe spontanee

La Valle della Liona è un territorio straordinariamente fertile, dalle colture del ciliegio e del pisello alle rinomate erbette spontanee che da anni insaporiscono rustiche ricette popolari.

Il Museo della Civiltà Contadina e una bancarella del mercato

Raperonzolo, tamaro, luppolo, pungitopo, taràssaco, aglio orsino… e poi ancora lo “scorzone”, il tartufo scuro dei Berici e la gustosa zucca dell’alta Valle della Liona, tutti magnifici doni della natura che troverete nei colorati mercati settimanali e nelle feste popolari.

Lo"scozone nero" e le erbe selvatche della Valle
Lo”scorzone nero” e le erbe selvatche della Valle

Produttori locali e rinomate cantine coltivano vitigni autoctoni per pregiati vini bianchi e rossi che accompagnano qualsiasi ristoro: Garganego, Pinot bianco e grigio, Sauvignon bianco, Prosecco, Tai rosso, Merlot, Carmenère, Cabernet Franc, Sauvignon e Pinot nero.

Chef Alberto Basso

Celebrità locale è lo Chef Alberto Basso, al timone del rinomato Ristorante TreQuarti, recentemente riaperto, grazie al suo delizioso dehors che può ospitare una ventina di tavoli

I dehors del TreQuarti

L’intervista

Buongiorno Alberto, domanda di rito, che auto guidi?
Ho appena dato addio al mio Transporter Volkswagen, 9 posti. Devo dire che era comodo per eventi e per le nostre tappe di foraging. Ora sono in fase di cambiamento e non so ancora che auto sceglierò.
Parliamo di weekend nel tuo territorio, qualche consiglio?
Un fine settimana relax dalle nostre parti, alla scoperta della Val Liona e della Riviera Berica, delle suggestive sorgenti del fiume Liona, alla Fontana delle Donne, probabilmente la grotta sorgente più spettacolare dei Berici. Questo è  un vero paradiso per chi ama fare trekking, andare in bici e pescare nel bellissimo lago Fimon.

Il Lago Fimon

Quali ingredienti valorizzano la tua cucina?
Per certo i prodotti del territorio, ma però non ne sono prigioniero, infatti la mia ricerca della materia prima si estende anche nell’intero territorio nazionale.
A cosa punta la cucina del TreQuarti?
A raggiungere due obiettivi: la soddisfazione del gusto e la ricerca di consistenze e texture che caratterizzano i suoi piatti in cui gli elementi principali rimangono ben riconoscibili all’assaggio, seppur avvolti in un gioco di contrasti e sensazioni: dal caldo/freddo al dolce/salato.

Alcuni piatti di Alberto Basso

Tradizione o innovazione?
L’ingrediente e il sapore sono elementi della tradizione, che nella mia cucina incontra tecniche di cottura moderne che mi consentono di ripensare ogni piatto in chiave contemporanea.

Basso in azione

Veniamo alla tua ricetta?
E’ un piatto che viene dalla Puglia e che ho voluto mettere nel menu in onore di mia moglie che è appunto pugliese. Lo definirei  “tiella a modo mio”, una rivisitazione della tradizionale ricetta “riso, patate, cozze”.
Che vino abbineresti?
Un savignon Conte della Vipera  Villa Antinori Umbria IGT, ha un gusto è strutturato e vivace, freschezza e persistenza aromatica, perfetto per zuppe di pesce e secondi piatti di mare, un vino profumato con una discreta acidità che esalta il gusto della patata e il sapore delle cozze.

Chef Alberto Basso

 Due parole sul Sauvignon scelto da Chef Basso.

Castello della Sala di Marchesi Antinori- L’etichetta del vino riporta la cappella di San Giovanni del XIII secolo

La ricetta di Alberto Basso

RISO, PATATE E COZZE

Riso Patate e Cozze, la “tiella” rivisitata da Chef Basso

Dosi per 4 persone
Ingredienti
50cozze pulite
5 ostriche
100 gr asparagi di mare
Per la spuma di patate:
750 gr patate bollite e schiacciate
125 gr latte
125 gr burro fuso
Sale e pepe Q.B.
Procedimento:
Cucinare le patate, schiacciarlee metterle in planetaria con la foglia;
Aggiungere il latte cove è stato sciolto il burro e mescolare.Quando il composto è omogeneo versarlo nel boccale del sifone
Prima di utilizzare la spuma ricordarsi di immergerlo sempre in acqua calda per far si che il composto si scaldi.
Per la cialda di riso soffiato:
Cucinare 250 gr di riso in1 litro di acqua per 35/40 minuti
Quando cotto frullarlo aggiungendo acquafino a renderla una crema liscia. Aggiustare di sale e stendere in un silpat. Asciugare in forno a 60°C
Quando asciutte friggerle in olio
Assemblaggio del piatto
Alla base del piatto mettere delle fette di patate tagliate finemente (1/2 cm circa) precedentemente sbollentate in acqua salata. Adagiarvi sopra 5 cozze precedentemente aperte e sgusciat. Coprire il tutto con la spuma di patate calda, cospargervi sopra della polvere di cozze realizzata semplicemente essiccando delle cozze e frullandole. Dopo di che metterci degli asparagi di mare a pezzetti e del peperone crusco sbriciolato.
Prima di servire in tavola, per dare un sentore di mare, grattugiarvi sopra delle ostriche aperte e congelate.

INFO
Ristorante TreQuarti
Marchese Antinori
Comune Val Liona
Consorzio Colli Berici

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘Turista non Turista

Italy: do you want to discover new places and spend a weekend “out of the path”,  away from the usual tourist itineraries?

For the English version, turn the page , Click Next>

Do you want to discover new places and spend a weekend “out of the path”, away from the usual tourist itineraries?

Welcome to Val Liona, a green territory in the province of Vicenza.
It is an area that extends over the central-southern Berici Mountains and in particular along the valley of the Liona river.On the slopes of the mountains you will find historic villas, old mills, witnesses of the civilization of water and suggestive villages including the ancient village di Campolongo originally chosen by the Benedictines as a locus amoenus of prayer and bliss.

La Val Liona, tra storia e natura.

Le ville storiche della Val Liona

  • la Torre Cantarella, risalente al secolo XVI;
  • Villa Dolfin, eretta nel 1601
  • Villa Bollani-Brunello, risalente al ‘700;

    Campolongo, Villa Dolfin
  • Villa Priuli-Lazzarini risalente al ‘500
  • Villa Giacometti eretta nel XV secolo;

    Le ville storiche della Valle

The precious spontaneous herbs The Liona Valley is an extraordinarily fertile territory, from cherry and pea crops to the renowned wild herbs that have been flavoring rustic popular recipes for years. You will find rapunzel, tamaro, hops, butcher’s broom, dandelion, wild garlic … and then again the “scorzone”, the dark truffle of the Berici and the tasty pumpkin of the upper Valle della Liona, all magnificent gifts of nature that you will find in the colorful weekly markets and in popular festivals.

Il Museo della Civiltà Contadina e una bancarella del mercato.

Lo"scozone nero" e le erbe selvatche della Valle
Lo”scorzone nero” e le erbe selvatche della Valle

Local producers and renowned wineries cultivate native vines for fine white and red wines that accompany any refreshment: Garganego, Pinot bianco and grigio, Sauvignon bianco, Prosecco, Tai rosso, Merlot, Carmenère, Cabernet Franc, Sauvignon and Pinot nero.

MEET CHEF ALBERTO BASSO
Local celebrity is Chef Alberto Basso, at the helm of the renowned TreQuarti Restaurant, recently reopened, thanks to its delightful terrace that can accommodate about twenty tables

I dehors del TreQuarti

Buongiorno Alberto, ritual question, what car do you drive?
I just said goodbye to my 9-seater Volkswagen Transporter. I must say it was convenient for events and for our foraging stops. Now I am in the process of change and I still don’t know which car I will choose.
Let’s talk about visiting your area, any advice?
You will enjoy discovering the Val Liona and the Riviera Berica, the suggestive sources of the Liona river, at the Fontana delle Donne, probably the most spectacular source cave of the Berici. This is a true paradise for those who love trekking, cycling and fishing in the beautiful Lake Fimon.

Il Lago Fimon

What ingredients enhance your cooking?
Certainly the products of the territory, but I am not a prisoner of them, in fact my search for the raw material also extends to the entire national territory.
What is the TreQuarti prerogative?
To achieve two objectives: the satisfaction of taste and the search for consistencies and textures that characterize his dishes in which the main elements remain easily recognizable when tasted, albeit wrapped in a game of contrasts and sensations: from hot / cold to sweet /salty
Tradition or innovation?
The ingredient and flavor are elements of tradition, which in my kitchen meets modern cooking techniques that allow me to rethink each dish in a contemporary way.

Basso in azione

Want to talk about your recipe?
It is a dish that comes from Puglia and that I wanted to put on the menu in honor of my wife who is precisely from Puglia. I would call it “tiella my way”, a reinterpretation of the traditional recipe “rice, potatoes, mussels”.
A wine to pair with?
I suggest the Savignon Conte della Vipera Villa Antinori Umbria IGT. Its structured and lively taste, freshness and aromatic persistence, would be perfect for fish soups and seafood main courses, a fragrant wine with a moderate acidity that enhances the taste of the potatoes and the flavor of the mussels.

A couple of notes on Chef Basso’s wine choice

Castello della Sala di Marchesi Antinori- L’etichetta del vino riporta la cappella di San Giovanni del XIII secolo

Conte della Vipera 2019 has a straw yellow light with greenish and golden hues, intense notes of white flowers that blend with aromas of grapefruits, figs and ginger. On the palate it’s fresh, vibrant and savory with nuances of citron peel, aromatic herbs and elderflower

Alberto Basso’s recipe of “Rice, Potatoes, Mussels”

RISO, PATATE E COZZE

Riso Patate e Cozze, la “tiella” rivisitata da Chef Basso

Doses for 4 people
Ingredients
50 clean mussels
5 oysters
00 gr of sea asparagus
For the potato mousse:
750 gr boiled and mashed potatoes
125 gr milk
125 gr melted butter
Salt and Pepper To Taste.
Method:
Cook the potatoes, mash them and put them in a planetary mixer with the leaf; Add the milk cove the butter has been melted and mix.When the mixture is homogeneous pour it into the siphon jug Before using the foam, remember to always immerse it in hot water to ensure that the mixture warms up. For the puffed rice waffle: Cook 250 grams of rice in 1 liter of water for 35/40 minutes When cooked, blend it adding water until it becomes a smooth cream. Season with salt and spread in a silpat. Dry in the oven at 60 ° C When dry, fry them in oil Assembling the plate At the base of the plate put some thinly sliced ​​potato slices (about 1/2 cm) previously blanched in salted water. Place 5 previously opened and shelled mussels on top. Cover everything with the hot potato mousse, sprinkle over it with the mussel powder made by simply drying the mussels and blending them. After that add some chopped sea asparagus and crumbled crusco pepper. Before serving on the table, to give a hint of the sea, grate open and frozen oysters on top.

INFO

Ristorante TreQuarti
Marchese Antinori Wines 
Comune Val Liona
Consorzio Colli Berici

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Born in Milan, Cesare lives between New York, Milan and the rest of the world.
For WEEKEND PREMIUM he photographs and writes about cities, cultures, lifestyles.
He likes to discover both traditional and innovative gastronomic delights, to meet and interview top chefs from all over the world and to ‘steal ‘their recipes…
All of them treasured in his blog, with a
“Non Touristy Tourist ”  style



Veneto, una regione in verde

Cime dolomitiche, colline dove nascono vini rinomati, pianure, zone umide e mare. Non manca nulla in Veneto per soddisfare gli appassionati di turismo “green”. Siamo sicuri di non sbagliare se affermiamo che il colore dominante è senza dubbio il verde. Il Veneto, infatti, è ricco di parchi e aree naturali protette, che includono 1 Parco Nazionale, 5 parchi Regionali, 6 Riserve Naturali Regionali, 14 Riserve Naturali Statali, 2 Zone Umide di interesse internazionale, 9 Foreste Demaniali, oltre a parchi e riserve di interesse locale.

Lo splendido scenario del Parco del Delta del Po

Tutti insieme fanno parte del “Sistema parchi del Veneto” e offrono infinite possibilità di esplorare e vivere il ricco patrimonio naturale, ma anche storico e architettonico, senza dimenticare i prodotti tipici.

Da Nord a Sud, una distesa “verde”

Partendo da Nord, incontriamo il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, e il Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi, un ricco patrimonio di flora e fauna immerso in un habitat fatto di paesaggi contaminati e cime imponenti. Nel Parco Naturale Regionale della Lessinia, invece, si possono ammirare magiche formazioni carsiche e lasciarsi affascinare dai ritrovamenti fossili.

Arrivando nella pianura trevigiana, incontriamo il territorio del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, un’ambiente paludoso culla di numerose specie di uccelli e mammiferi. Qui si trova poi il Parco Regionale dei Colli Euganei, con le sue colline vulcaniche. Arriviamo poi in pianura, territorio del Parco Regionale del Delta del Po, tra le aree naturalistiche e storiche più belle e importanti d’Europa. Vediamone qualcuno nel dettaglio.

Il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo

Istituito nel 1990, si estende su un’area di più di 11.200 ettari che va dal nord di Cortina d’Ampezzo al confine con l’Alto Adige, nel cuore delle Dolomiti Orientali. Nel suo territorio sono incluse alcune delle cime più belle delle Dolomiti, tra cui il Monte Cristallo, le Tofane, Cima Fanes, Col Bechei e la Croda Rossa d’Ampezzo, con altezze che, in alcuni casi, superano anche i 3200 metri. Nel territorio del Parco Nazionale sono incluse anche 9 Riserve Integrali e 11 Riserve Orientate, tanto che è stato riconosciuto dalla Comunità Europea “Sito di importanza comunitaria”.

Camosci nel Parco delle Dolomiti di Ampezzo

Numerosi anche i corsi d’acqua, tra torrenti, laghetti alpini, sorgenti d’alta quota. Da non perdere le cascate formate dal Rio Fanes, vicino a Fiames, composte da tre spettacolari salti di 50 metri ciascuno. Qui, poi, vivono stambecchi, cervi, caprioli, marmotte e aquile. Il parco è attraversato da numerosi percorsi per il trekking, otto vie ferrate e sei sentieri attrezzati. E, per le soste, ci sono anche 11 rifugi alpini.

INFO: www.dolomitiparco.com

Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Istituito nel 1993, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi include la parte più meridionale delle Dolomiti, riconosciute dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 2009. Il territorio comprende 15 comuni, tra cui Belluno, ed è quasi ricoperto interamente da boschi e da paesaggi di rara bellezza, tra cui pascoli, malghe e specchi d’acqua, noti come cadini.  Qui hanno la loro dimora camosci, caprioli, marmotte, ermellini, ma anche orsi e linci. Tra le specie arboree, spicca invece il raro pino nero, mentre la campanula morettiana è diventata il simbolo del parco.

Fioritura di crocus nel Parco delle Dolomiti Bellunesi

Tra le montagne, spiccano invece il Monte Serva, che domina la città di Belluno, e le Vette Feltrine. Il cuore più selvaggio del parco è rappresentato invece dai Monti del Sole. Qui si trovano le cascate della Soffia e i meravigliosi Cadini del Brenton. Nel territorio nel parco si trovano poi i laghi artificiali del Mis e de La Stua, in Val Canzoi. Tra le eccellenze storiche da non perdere, invece, c’è il Complesso della Certosa di Vedana, nei pressi del lago omonimo, che ospita ancora oggi una piccola comunità di monache. Splendide anche le Miniere di Valle Imperina, testimonianza del passato minerario di questa zona del Veneto.

La Certosa di Vedana

INFO: www.dolomitipark.it

 Il Parco Naturale Regionale della Lessinia

Il parco è stato istituito nel 1990 e comprende l’Altopiano dei Monti Lessini, incluso nelle province di Verona e Vicenza. Il suo territorio è ricco di testimoniante geologiche e paleontologiche, tra cui gli spettacolari fenomeni carsici, e meravigliosi monumenti naturali, tra cui il Ponte di Veja, il Covolo di Camposilvano e la Valle delle Sfingi. Nella Pesciara di Bolca, invece, si può andare alla scoperta di fossili risalenti a più di 50 milioni di anni fa.

La pittoresca Valle delle Sfingi

Tra le eccellenze naturalistiche troviamo invece, la Foresta dei Folignani, la Foresta di Giazza, la Foresta della Valdadige e le meravigliose Cascate di Molina. Sono numerosi i sentieri, da percorrere a piedi, in bici o a cavallo, per immergersi nella natura e, magari, imbattersi in qualche “abitante del luogo”, tra scoiattoli, lepri, faine, civette, marmotte e cervi. Tra le specie arboree, invece, abbondano qui faggi, abeti, querce, carpini e castagni, che in autunno colorano i boschi come la tavolozza di un pittore.

Le cascate di Molina

INFO: www.lessinia.verona.it

Il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile

Il parco, istituito nel 1991, include il territorio percorso dal fiume Sile, che si snoda per 95 km ed è tra i più lunghi fiumi di risorgiva d’Europa. Fin dai tempi più antichi, il fiume ha regalato un terreno fertile, favorendo gli insediamenti umani fin dal Paleolitico e costituendo, nei secoli, anche un’importante via fluviale per i commerci.

Il colore dominante nel territorio è il verde. Tra le eccellenze, c’è l’Area delle Torbiere, dove dimorano antiche foreste, boschi di pianura e cresce spontanea una vasta quantità di orchidee. Il percorso del fiume arriva fino alle mura della città di Treviso, dove, lungo le sue sponde, dà vita a un ambiente naturale dove crescono platani, sambuchi, robinie e bagolari. Tra le specie animali endemiche troviamo invece il falco pescatore, la poiana, il picchio, il ramarro, la rana di Lataste e la lucertola vivipara.

INFO: www.parcosile.it

Il Parco Regionale dei Colli Euganei

Il parco è stato istituito nel 1989 e comprende il territorio della pianura veneta, alle porte della città di Padova. Il suo variegato paesaggio è il frutto di violente eruzioni vulcaniche sottomarine, in tempi antichissimi, quando tutta la zona era ricoperta dalle acque del mare. Ai rigogliosi boschi di querce e castagni si alternano vigneti, uliveti e campi coltivati, dove nascono eccellenze come i Vini DOC dei Colli Euganei, l’Olio Extravergine DOP, ma anche il miele, le mandorle, le more e i lamponi.

Le particolari condizioni climatiche, poi, hanno fatto sì che qui si creasse un habitat ideale sia per le specie montane che per quelle mediterranee. Abbondano infatti le orchidee, e qui si può trovare l’unico esemplare in Italia di Ruta Patavina. Esplorare il territorio del parco, poi, vuol dire ammirare anche ville antiche, giardini storici, fortificazioni medievali e pievi che hanno ispirato poeti da Petrarca a Foscolo, da Shelley e Byron.

INFO: www.parcocollieuganei.com

Il Parco Naturale Regionale del Delta del Po

Il Veneto divide con l’Emilia Romagna il territorio del Parco Naturale Regionale del Delta del Po, istituito nel 1997. La parte veneta si estende per 12 mila ettari. Il Delta del Po è considerata la più vasta zona umida d’Italia e una delle più grandi d’Europa. Qui presente e passato si mescolano nei tramonti mozzafiato, tra i folti canneti, dune fossili, argini, golene, scanni e lagune, intervallati da ponti di barche, antiche postazioni di pescatori. Un territorio da vivere attraverso un turismo lento, a piedi, in bicicletta o in barca, fino ad arrivare a godersi lo spettacolo della foce del Grande Fiume.

Lo splendido paesaggio del Parco del Delta del Po

Nella zona del Delta vivono più di 350 specie di uccelli, tra migratori e stanziali, senza contare le numerose specie di pesci, rettili e anfibi. Boschi, pinete, canneti disegnano invece un paesaggio unico nel suo genere, per esplorare il quale vengono organizzati itinerari ed escursioni guidate.

INFO: www.parcodeltapo.org

La Foresta Demaniale Regionale del Cansiglio

Quest’area di 7000 ettari era l’antica foresta di caccia dei Dogi della Repubblica di Venezia. Ora, invece, è una delle risorse ambientali più importanti di tutto il Veneto. Si estende tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone in un territorio che spazia tra il 1000 metri dell’Altopiano del Cansiglio ai 2250 del Monte Cavallo.

Gli splendidi colori della Foresta del Cansiglio

Il territorio è un grande polmone naturale composto di abeti bianchi e rossi e faggi, tutelati da uno speciale ordinamento che ne limita il taglio per i rifornimenti di legname.  Tra la fauna del territorio troviamo cervi e galli cedroni. Salendo sul Monte Cavallo, poi, nelle giornate limpide si può scorgere la laguna di Venezia.

INFO: www.cansiglio.it




I 10 paesi extraeuropei più green

Dopo avervi presentato i paesi più green d’Europa, per politiche e progetti ecosostenibili, ne abbiamo scelti altri 10 nel mondo, che si sono distinti per progetti passati o futuri in favore della sostenibilità, del turismo responsabile, della promozione di comportamenti ecosostenibili. Ecco quali sono.

1. Dubai

Dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022 tutti i riflettori saranno puntati su Dubai. La città degli Emirati Arabi ospiterà infatti l’Expo il cui tema sarà “Connettere le menti, creare il futuro”, con tre sotto temi per ispirare soluzioni alle maggiori opportunità e sfide del mondo. Uno di essi è proprio la sostenibilità per comprendere l’impatto dell’uomo sull’ambiente e diventare veri motori del cambiamento.

Veduta di Dubai

Dal canto suo, Dubai ha già creato la Sustainable City, il primo complesso urbano del Medio Oriente totalmente sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Tutto quello che viene consumato, tra cui energia, acqua e rifiuti viene riutilizzato. La Città Sostenibile sorge alla periferia di Dubai e comprende 500 villette che ospitano 2700 abitanti, 11 serre con coltivazioni biologiche per l’alimentazione degli abitanti, un hotel, una scuola, un complesso sportivo, uno religioso, un centro innovazione e diverse attività commerciali.

La Dubai Sustainable City

La città vanta anche 2500 alberi, è car free e ci si muove con veicoli elettrici. L’energia viene prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sopra i tetti e nelle aree di parcheggio. Le pareti degli edifici, poi, sono rivestite di vernice riflettente per ridurre il calore interno. Costruita cinque anni fa, la Città Sostenibile è già diventata un modello per altri progetti simili nel mondo.

2. Giappone

Un altro esempio di sostenibilità da imitare è il Giappone. In particolare, il piccolo villaggio di Kamikatsu, situato sull’isola di Shikoku, nel sud ovest del paese, vanta il primato mondiale di Zero Waste City, cioè a raggiungere il 100% dei rifiuti riciclati. Il progetto è nato nel 2003 e prevede la partecipazione attiva di ognuno dei 1700 abitanti che hanno il compito di differenziare i rifiuti, selezionare l’organico per il compostaggio, lavare e asciugare il resto degli scarti e portarli allo Zero Waste Center, un’isola ecologica con 45 diversi contenitori divisi in 13 tipologie.

La cittadina di Kamikatsu,

Ampio spazio anche al riuso, con l’istituzione di un mercatino dove gli abitanti possono scambiare oggetti e vestiti che non usano più o commutarli in…biglietti della lotteria. Gli abitanti di Kamikatsu sono poi tourism-friendly. I tassisti si offrono infatti come volontari per accompagnare i visitatori in tour guidati in inglese, mentre presso il birrificio Rise & Win, si ricicla la buccia degli yuzu per aromatizzare la birra.

La birreria ecologica Rise & Win

In tutto il Giappone, poi, dal 1998 è attiva la Japan Ecotourism Society, la più grande associazione mondiale di ecoturismo che promuove esperienze basate sull’apprendimento e la storia del luogo, condivisione di esperienze con i locali, consumo di materie prime e di stagione, soggiorni gratuiti in cambio di manodopera e molto altro.

3. Israele

Israele è da sempre attento allo sviluppo sostenibile per promuovere il benessere delle generazioni future. È infatti il primo paese al mondo per il riciclo delle acque reflue, soprattutto nelle aree desertiche, dove l’acqua è un bene prezioso.

Veduta del Kibbutz Ketura

Proprio nel deserto, a 50 km da Eliat, è sorto, nel 1973, grazie a un gruppo di studenti nordamericani, il Kibbutz Ketura, che ha installato, tra l’altro, il primo impianto fotovoltaico di tutta Israele. Oggi, la comunità di circa 500 persone che ci vive, tra cui la metà bambini, segue uno stile di vita basato sul riciclo dei rifiuti, sull’uso consapevole delle acque e dell’energia pulita.

Nel Kibbutz Ketura c’è poi la sede della Ong AIES (Arava Institute for Enviromental Studies), un centro di ricerca finalizzato alla protezione dei delicati ecosistemi del Negev e del Mar Morto. La Ong, inoltre, promuove un’agricoltura sostenibile. Nel kibbutz c’è anche un’accogliente guest house a disposizione dei visitatori che desiderano trascorrere qui una vacanza “green”, vivendo a stretto contatto con gli abitanti. Infine, una curiosità: dei 500 abitanti, solo un terzo è nato in Israele e per i viali si sente parlare francese, spagnolo, catalano e persino russo.

4. Repubblica Dominicana

La Repubblica Dominicana, bagnata dall’Oceano Indiano e dal Mar dei Caraibi, è un paradiso dell’eco turismo grazie all’attenzione riservata alle specie protette e al delicato e ricco ecosistema, sia terrestre che marino. Tra le zone più belle per una vacanza “green” c’è la zona tra Pedernales e Barahona, nel selvaggio sud ovest, dove abbondano le isole coralline, incluse nella Riserva della Biosfera, e lagune incontaminate, habitat naturale di fenicotteri e aironi.

Una spiaggia di Puerto Plata

Un’altra meta da non perdere è Puerto Plata, a nord, dove si può godere di un meraviglioso ambiente naturale tra cascate, montagne costellate di sentieri immersi nella natura e spiagge dorate. Terza tappa da non perdere, la penisola di Samanà, dall’ambiente naturale unico. Qui, tra gennaio e febbraio, si possono avvistare anche le balene.

Scorcio della Penisola di Samanà

Dal 1987, poi, è attiva la Ong Jaragua, che si occupa di salvaguardare le numerose specie in via di estinzione e della tutela della biodiversità, in particolare nella Riserva delle Biosfera Jaragua-Bahoruco-Enriquillo, dove vivono tartarughe marine, solenodonti, la hutia, un tipo di roditore endemico, e il pappagallo spagnolo, a rischio estinzione per la sua capacità di apprendere e imitare il linguaggio umano e perciò oggetto di commercializzazione come animale domestico.

5. Seychelles

Le Seychelles sono il primo Paese al mondo a includere nella propria Costituzione il principio della conservazione ambientale. Inoltre, sono incluse in uno dei 25 Biodiversity Hotspots di tutto il mondo. Il 43% del loro territorio, infatti, è Parco Nazionale o Riserva Naturale. Inoltre, vantano una flora e una fauna uniche, con circa 1000 specie endemiche, tra cui le tartarughe giganti di Aldabra, una grande varietà di ambienti naturali e foreste, due siti UNESCO e un’ampia scelta di attività ecoturistiche, tra immersioni, trekking, snorkeling, birdwatching e cicloturismo.

Proprio per quanto riguardo il turismo, le Seychelles si sono dotate di un Codice per un Turismo Ecosostenibile, che raccomanda ai visitatori di utilizzare i mezzi pubblici e le biciclette, non toccare e prelevare coralli e conchiglie, non acquistare manufatti con parti di animali o coralli e mangiare in ristoranti locali, non sprecare acqua e rispettare fiori, semi e rocce.

La nursery dei coralli

Tra i progetti più innovativi, poi, ci sono gli allevamenti di corallo, per i quali le Seychelles sono diventate il Paese guida per ripristinare le barriere coralline andate perdute. Nell’area protetta della Cousin Island Special Reserve è stata istituita una nursery subacquea che in otto anni ha consentito di ripristinare 6000 mq di corallo.

6. Singapore

Singapore mantiene da tempo una posizione nella classifica delle green city del mondo. Con il 47% del suo territorio adibito a spazi verdi, di cui il 23% occupato da riserve naturali è la città più verde dell’Asia. A fronte della sua crescita urbana, infatti, il governo della Città-Stato ha aumentato gli spazi verdi, ha disincentivato l’uso dell’auto dotando gli abitanti di un’efficiente e conveniente rete di trasporto pubblico e ha promosso l’uso di veicoli elettrici ricaricabili attraverso fonti di energia rinnovabile.

La foresta urbana di Bukit Timah

Tra i “fiori all’occhiello” di Singapore c’è l’aeroporto di Changi, unico nel suo genere. Al suo interno è presente un “Giardino delle farfalle” con più di 1000 esemplari, un “Giardino dei Cactus” con più di 1000 piante, e il Jewel Changi, un parco naturale di 22 mila mq, nato nel 2019, con migliaia di piante, una cascata di 40 metri alimentata da un sistema di riciclo dell’acqua.

La cascata del Jewel Changi all’aeroporto internazionale

Altro splendido esempio di sostenibilità sono i Gardens by the Bay, un’area verde di oltre 100 ettari costituita da due enormi serre e dai celebri Supertrees, 18 “alberi” di acciaio e cemento alti fino a 50 metri che fungono da giardini verticali, con migliaia di piante e fiori. I “super alberi” sono dotati di pannelli solari per la produzione di energia del parco e di una raccolta per l’acqua piovana, usata per irrigare i giardini.

I Gardens by the Bay

7. Thailandia

La natura è la grande ricchezza della Thailandia, con oltre 100 parchi naturali e aree protette che costituiscono il 17% della superficie del Paese, ben distribuiti in tutte le regioni. Per questo il Governo ha puntato sul turismo sostenibile, quello che sostiene le comunità locali e preserva le tradizioni, nel rispetto della biodiversità.

Trekking a dorso d’elefante

Le popolazioni che vivono nel territorio dei parchi naturali, infatti, sono state incentivate a partecipare attivamente al turismo responsabile, organizzando per i visitatori, escursioni in bicicletta, immersioni, passeggiate, safari notturni, trekking con gli elefanti, rafting e molto altro, anche con il supporto delle agenzie di viaggio locali specializzate in ecoturismo.

Birdwatching in Thailandia

La maggior parte dei parchi nazionali, poi, è sotto la tutela del Royal Forest Department, che sostiene e promuove percorsi trekking, camping, sentieri percorribili per tutti coloro che vogliono visitare o pernottare nelle aree protette, tra cui la splendida foresta pluviale che si estende per il 28,5% del Paese.

8. Costa Rica

La Costa Rica punta all’obiettivo “emissioni zero” entro il 2050. Il Paese, infatti è visto da molti come il modello ecosostenibile per eccellenza, grazie alle politiche di salvaguardia e ripristino dell’ambiente naturale, a cui si affianca la promozione di un turismo sostenibile che la rende meta degli appassionati della natura incontaminata.

Vulcani e foreste della Costa Rica

Non tanto tempo fa, il paese era completamente ricoperto da foreste tropicali, che tuttavia dovettero affrontare il grave problema della deforestazione. Secondo le stime della FAO, tra il 1973 e il 1989, le foreste della Costa Rica sono scomparse con un tasso del 2,3% all’anno. Finché non sono stati introdotti coltivazioni di alberi adibiti a legname, per salvaguardare quello che rimaneva delle foreste naturali. Parallelamente, è stata messa in atto un’importante opera di rimboschimento, anche al fine di depurare l’aria attraverso le piante.

L’ecoturismo è stato incentivato cercando di mantenere le strutture ricettive a livello familiare, con piccoli alberghi con al massimo 50 camere, con possibilità di soggiornare all’interno, per esempio, di una piantagione di caffè, di fare escursioni nella jungla con guide locali, oppure birdwatching per ammirare i coloratissimi pappagalli e altre specie di uccelli tropicali.

9. Etiopia

L’Etiopia stata premiata ai Weekend Premium Awards nella sezione Green In the World per aver piantato in un solo giorno, il 30 luglio 2019, ben 350 milioni di alberi, battendo il precedente record mondiale detenuto dall’India. Per raggiungere l’obiettivo è stata coinvolta nel progetto tutta la popolazione, che ha aderito con entusiasmo. L’obiettivo finale, invece, è di contribuire alla riforestazione mettendo a dimora un totale di quattro miliardi di alberi autoctoni.

Non solo. L’Etiopia in questi anni ha promosso un turismo ecosostenibile, coinvolgendo le comunità locali e valorizzando le sue eccellenze. Basti pensare che il paese africano è “la culla dell’umanità”. Qui, infatti, sono stati rinvenute le prime tracce di homo sapiens, da cui deriviamo. Dalla storia alla leggenda, il paese è indicato come il leggendario regno della Regina di Saba, che fece innamorare Re Salomone e dalla loro unione nacque Menelik, primo re del Paese, che, si dice, portò qui l’Arca dell’Alleanza.

La città imperiale di Gondar

Splendide le testimonianze storiche dell’antica capitale imperiale, Gondar, e gli obelischi di Axum. Da non perdere una visita a una piantagione di caffè, la bevanda celebre in tutto il mondo, che deve il suo nome a Caffa, un’area situata nella parte sud occidentale del Paese.

10.Nuova Zelanda

Anche la Nuova Zelanda punta all’obiettivo emissioni zero entro il 2050, imponendo un taglio del 47% alle emissioni da metano. Dal 2015, poi, il Governo ha iniziato la promozione del territorio e del turismo sostenibile attraverso il brand “100% PURE New Zealand”. Paesaggi incontaminati, bio diversità, cultura maori, trekking, passeggiate fanno parte dell’offerta che attira qui, ogni anno, visitatori da tutto il mondo. A tutto ciò si è aggiunta la curiosità degli appassionati della trilogia “Il Signore degli Anelli”, girata proprio in Nuova Zelanda.

Basti pensare, poi, che il territorio dello Stato insulare dell’Oceania vanta più di 24 mila km di parchi nazionali, che includono fiumi, laghi, foreste e isole. I turisti e gli abitanti del luogo, poi, sono stati oggetto di importanti campagne di sensibilizzazione, che includono l’educazione ambientale, il riciclo dei rifiuti, il risparmio idrico ed energetico, la pulizia delle aree naturali, la manutenzione della sentieristica e la possibilità di condividere il soggiorno con le comunità locali.

Lo splendido paesaggio del Lago Tekapo




Defender Eco Home: la soluzione dedicata al turismo outdoor e sostenibile targata Land Rover Italia

Land Rover Italia ha svelato un innovativo progetto di travelling – battezzato Defender Eco Home – che si sposa alla perfezione con la filosofia portata avanti da Weekend Premium, fondata sul concetto di turismo in libertà e vacanze outdoor caratterizzate da esperienze esclusive ed emozionali.

Alla scoperta delle bellezze italiane

Sulla medesima linea d’onda nasce Defender Eco Home, la nuova e innovativa avventura proposta da Land Rover Italia che ha voluto al suo fianco la celebre azienda Airbnb per far scoprire alla sua clientela le innumerevoli bellezze sparse in tutta Italia.

Defender Eco Home rappresenta una meta fondamentale in un percorso iniziato la scorsa estate, con un’indagine rivolta ai soci dei club Jaguar e Land Rover per capire come l’emergenza sanitaria avesse influenzato le loro aspettative, cambiato l’ordine delle priorità. Tra le varie informazioni emerse dal sondaggio, spicca il desiderio di tornare a viaggiare e la propria auto è stata considerata il mezzo più sicuro per farlo. L’obiettivo è tornare nei luoghi cari e andare alla scoperta di nuove località del territorio italiano, ricche di bellezze incontaminate.

Il Defender sposa la casa mobile

l’elegantissima ed originale Eco Home

Questa ambiziosa idea nasce dall’incontro della nuova Defender, capace di rinverdire l’icona Land Rover per eccellenza, con un nuovo modo di intendere il viaggio, senz’altro condizionato dal periodo di pandemia che stiamo tuttora vivendo.

L’obiettivo del progetto Defender Eco Home è quello di far vivere a chi lo vorrà, un’opportunità di travelling esclusivo, un’esperienza immersiva ed unica in luoghi incontaminati e suggestivi del nostro paese, a volte quasi inaccessibili, a volte più facili da raggiungere, ma sempre dalla bellezza impattante, da vivere nel pieno rispetto dell’ambiente che avvolgerà l’elegantissima ed originale Eco Home; una casa mobile, perché trainata dalla nuova Defender, glamour per i suoi interni di design dalle linee essenziali, e green grazie all’utilizzo di materiali eco sostenibili ed innovativi.

Di nuovo, tornano due elementi di affinità che coerentemente confluiscono nello stesso progetto: le nuove motorizzazioni ibride della Defender che ancora di più esprimono il rispetto per la salute e tutela del nostro pianeta e l’ecosostenibilità dei materiali con cui è stata costruita la Defender Eco Home per renderla quanto più ecologica possibile.

Struttura ecosostenibile

La struttura è completamente autonoma grazie ai pannelli solari collocati sul tetto, e realizzata con materiali diversi, tutti Made in Italy ed in linea con lo spirito del progetto: dalla struttura esterna in policarbonato alla fibra di vetro riciclata, dall’ecopelle alle fibre naturali degli arredi, per finire con i tessuti purificanti, un materiale nuovo pensato per ridurre l’inquinamento ambientale. Tutto è stato pensato per essere sostenibile, anche le finiture degli arredi sono costruite con materiale di scarto proveniente dalla lavorazione dell’uva, mentre il controsoffitto è rivestito da un particolare tessuto in grado di purificare l’aria.

Vista sulla natura incontaminata

La struttura è completamente autonoma grazie ai pannelli solari collocati sul tetto

L’emozione di dormire all’interno della Defender Eco Home, con pareti invisibili che lasciano il posto alla natura, rappresenta già un’esperienza straordinaria, ma non sarà l’unica, perché sarà possibile arricchirla con visite in luoghi di grande interesse nelle varie località, con pranzi e cene di chef stellati.

Uno tra gli elementi caratterizzanti del progetto, punta infatti a far emergere gli spazi insoliti, ma meravigliosi del nostro Bel Paese; gli ospiti vivranno appieno il territorio in cui è posizionata la Defender Eco Home, avendo la possibilità di degustare i prodotti e le eccellenze del luogo oppure respirando l’atmosfera magica della natura circostante o impegnandosi in attività outdoor.

Esperienze indimenticabili

E ancora, l’unicità della experience proposta prevede anche una giornata a bordo della nuova Defender, all’insegna dell’avventura, su percorsi suggeriti ed assistiti dal nostro team del Land Rover Experience, che possano esaltare le indiscusse performance dell’auto, in off road e non solo, e quella dei contesti naturali in cui si snodano i percorsi.

Si parte dalla Sicilia

pareti invisibili che lasciano il posto alla natura

Ora la Defender Eco Home è pronta a partire per raggiungere la Sicilia, la prima tra le dieci incredibili località selezionate in questa fase di lancio dell’iniziativa, per fermarsi poi in altri luoghi dalla bellezza mozzafiato in tutta la penisola, da sud a nord e poi arrivare in Sardegna, a settembre, a chiusura della prima fase di questo emozionante viaggio. La Defender Eco Home poi non si fermerà, ma continuerà a rappresentare una travel experience unica ed esclusiva da proporre ai clienti del brand che condividono i valori espressi dall’iniziativa. Grazie alla partnership con Airbnb Italia, sarà possibile prenotare sul loro portale la proposta di soggiorno preferita, scegliendola tra quelle presentate nella pagina dedicata sul sito.

Clicca sul Link per vedere il video ufficiale dedicato al Defender Eco Home




TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell’estate 2021

Questa domenica la rubrica #weekendinarte ha l’obbiettivo di fornirvi degli spunti su cosa andare a visitare quest’estate per una gita all’aria aperta con la vostra famiglia e i vostri amici. Una perfetta occasione di stare insieme, ma in totale sicurezza. Ecco quindi i nostri 10 musei top a cielo aperto da vedere in estate 2021!

 

MUSEI A CIELO APERTO NORD ITALIA

 

Triennale estate – Parco Sempione, MILANO

In pieno centro di Milano, in uno dei giardini più frequentati, riapre la Triennale estate con oltre 5 mesi di programmazione. I Giardini della Triennale di parco Sempione infatti, quest’estate ospiteranno eventi, concerti, laboratori per bambini e molte altre attività intorno al tema collecting stories. Inoltre, la Fog Triennale Milano Performing arts curata da Umberto Angelini apre per donare la possibilità ad artisti emergenti di esprimere la propria arte. Insomma, una stagione che non manca di idee e occasioni per godersi l’arte in totale sicurezza!

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Triennale Estate 2020. © Triennale Milano, foto Gianluca Di Ioia

Arte Sella – Borgo Valsugana, TRENTINO

In Trentino, all’interno di un paesaggio fiabesco, si nasconde un luogo dove la natura si trasforma in arte: Arte Sella. Si tratta di una vastissima esposizione a cielo aperto di opere d’arte realizzate con erba, foglie, sassi e rami d’albero. Nasconde installazioni da osservare e da toccare, luoghi in cui entrare, cattedrali  da visitare, tronchi magici e grandi in cui correre e giocare.

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Roberto Conte. Arte Sella photo Giacomo Bianchi.jpg

È un vero e proprio percorso creativo in cui tutte le opere prendono forma gradualmente traendo ispirazione da ciò che le circonda, la natura. In questo contesto naturale Arte Sella, nei mesi estivi, organizza anche gradi eventi: da mostre temporanee a concerti suggestivi inseriti in un busco-museo a dir poco magico.

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Will Beckers_Eco_Copyright Arte Sella, ph.Giacomo Bianchi.jpg

Parco della Preistoria – Rivolta D’Adda, LOMBARDIA

In pieno centro della Lombardia, tra Milano e Brescia, si trova un museo a cielo aperto amato dai più piccoli ai più grandi. Tappa obbligatoria per molte gite scolastiche e familiari, il parco della preistoria di Rivolta d’Adda è un immenso museo che racconta la storia della preistoria. Tra giochi, attività e ricostruzioni a grandezza naturale, troviamo 34 specie riprodotte tra cui artropodi, pesci, anfibi, rettili arcaici, dinosauri, pterosauri, mammiferi e uomini primitivi. Sarete così catapultati in un’epoca lontana milioni di anni fa, che aspettate?

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021

 

L’Abbazia di San Galgano: La vera Spada nella Roccia – TOSCANA

All’interno della bellissima Toscana, si nasconde un’abbazia che nasconde una delle storie più raccontate di sempre: la spada nella roccia. Un ambiente del tutto misterioso e affascinante accoglie un’antica chiesa gotica (ormai privata del suo tetto) e l’Eremo di Monte Siepi. L’abbazia fu costruita nel XIII secolo dai monaci cistercensi i quali, dopo la dura carestia causata dalla peste del 1300, sono stati costretti a spostarsi verso Siena. Subito vicino si trova l’eremo: piccola cappella costruita dopo la morte di San Galgano nel 1181. La leggenda narra che proprio in questo luogo San Galgano infisse la sua spada come segno di aver lasciato definitivamente le armi per cominciare una nuova vita di fede.

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Visione dal basso Abbazia San Galgano, Toscana

 

Giardino dei Tarocchi – Capalbio, TOSCANA

Uno dei musei all’aperto più belli d’Italia si trova proprio in Toscana, a Capalbio. Si tratta di un parco artistico realizzato da Niki de Saint Phalle, che ha voluto creare un’atmosfera in bilico tra realtà e immaginazione.

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Particolare statua giardini dei tarocchi di Niki de Saint Phalle

All’interno del parco infatti sono state inserite giganti sculture ciclopiche alte 15 metri dedicate ai simboli dei tarocchi (da qui prende il nome). È un vero e proprio museo inserito perfettamente nella natura toscana che, per le sue numerose peculiarità, si distingue da qualsiasi altro museo in Italia. Un luogo in cui perdersi e in cui farsi travolgere da un’atmosfera a dir poco magica.

 

 

MUSEI A CIELO APERTO CENTRO-SUD ITALIA

 

Il parco dei mostri – Bomarzo, LAZIO

Il Parco dei Mostri, noto anche con il nome Sacro Bosco di Bomarzo, fu ideato dall’architetto Pirro Ligorio (completò San Pietro dopo la morte di Michelangelo) su commissione del Principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino, allo scopo di “sol per sfogare il core” per la morte della moglie Giulia Farnese. Durante la costruzione di questo parco all’italiana, trovarono rocce scolpite a forma di mostri, soggetti mitologici, draghi e animali esotici; ma anche fontane, obelischi e una casetta pendente. Sarà un percorso ricco di scoperte continue per i piccoli ma anche per i più grandi. Affascinante vero?

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Dettaglio statua mascherone, parco dei mostri, Bomarzo

Parco archeologico di Pompei – Pompei, CAMPANIA

Quasi scontato è l’inserimento di Pompei, uno dei parchi archeologici più visitati al mondo per la sua unicità e fascinazione. Conservata per 2000 anni, Pompei antica è ad oggi visitabile intatta a seguito di un’eruzione vulcanica avvenuta nel ’79 che ha seppellito la città sotto una coltre di ceneri e lapilli, insieme a Ercolano, Stabia e Oplonti. Si possono visitare case, ville, templi, edifici pubblici, la necropoli e molto altro, per un tuffo all’interno della quotidianità romana del mondo antico. Tutto quello che avete studiato lo ritroverete davanti ai vostri occhi. Una magia da provare una volta nella vita. 

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Visuale parco archeologico di Pompei, Campania

La basilica di rete metallica – Siponto, PUGLIA

Per chi andrà in vacanza in Puglia una tappa obbligatoria è Siponto, dove un artista di soli 34 anni ha rivoluzionato completamente il panorama con un progetto: “Dove l’arte ricostruisce il tempo”. Edoardo Tresoldi, attraverso un’affascinante struttura metallica, ha infatti ricostruito la struttura di un’antica basilica del XIII secolo ormai andata perduta.

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_DAY-MAIN.-1.jpg

La struttura in rete metallica di Tresoldi fa parte del Parco archeologico di Siponto e, come afferma l’archeologo Francesco Matteo Martino, “richiama nelle forme l’ultima fase dell’antica basilica che ha subito tre interventi, il perimetro è rimasto inalterato dalla sua fondazione, ed è costituito da tre navate separate da colonne. Un rifacimento successivo non ne cambia la struttura e si caratterizza per l’arricchimento del pavimento con un nuovo mosaico. In una fase più tarda, quella altomedievale, la chiesa paleocristiana assume un doppio livello: il presbiterio viene rialzato e le navate vengono divise da pilastri. È da questa ricostruzione che prende forma l’opera realizzata da Tresoldi». Una vera opera d’arte che riesce a far dialogare due mondi apparentemente distanti: archeologia e arte contemporanea. Assolutamente da non perdere!

 

Parco Archeologico della Valle dei Templi – Agrigento, SICILIA

Stiamo parlando di uno dei siti archeologici più estesi, rappresentativi e meglio conservati della civiltà greca classica, inserito nel 1998 dall’UNESCO nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’area archeologica corrisponde ai resti dell’antica Akragas, nucleo originario della moderna Agrigento: su un crinale roccioso, che delimita a sud l’altopiano su cui sorgeva l’abitato classico, emergono gli imponenti resti dei templi dorici dedicati alle divinità elleniche. All’interno dell’area si trova anche il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo, che ospita ben 5688 reperti che illustrano la storia del territorio dalla preistoria fino alla fine dell’età greco-romana. Anche in questo caso un vero e proprio tuffo nel passato all’interno di un mondo lontano ormai migliaia di anni.

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
Tempio della concordia, parco archeologico di Agrigento “valle dei templi”

 

Il cretto di Gibellina – Gibellina SICILIA

Il cretto di Gibellina, in piena Sicilia, è l’opera di land arte più estesa al mondo ed è stata costruita da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989. È grande 80 mila metri quadri ed è costituita da cemento bianco e detriti. Racconta la storia di una città scomparsa, Gibellina vecchia, poiché distrutta da un terremoto nel ’68 che provocò più di 1000 vittime.

TOP 10: musei a cielo aperto da visitare nell'estate 2021
The “Cretto di Burri” of Gibellina, by Gabriel Valentini : general view

La città fu ricostruita a 20 km di distanza e arricchita di nuove opere, e Alberto Burri affermò: “Andammo a Gibellina con l’architetto Zanmatti, il quale era stato incaricato dal sindaco di occuparsi della cosa. Quando andai a visitare il posto, in Sicilia, il paese nuovo era stato quasi ultimato ed era pieno di opere. Qui non ci faccio niente di sicuro, dissi subito, andiamo a vedere dove sorgeva il vecchio paese. Era quasi a venti chilometri. Ne rimasi veramente colpito. Mi veniva quasi da piangere e subito mi venne l’idea: ecco, io qui sento che potrei fare qualcosa. Io farei così: compattiamo le macerie che tanto sono un problema per tutti, le armiamo per bene, e con il cemento facciamo un immenso cretto bianco, così che resti perenne ricordo di quest’avvenimento”. Un’opera da perdere il fiato che, oltre ad ammaliare, racconta anche una straziante storia.  

 

Ecco i nostri top 10 musei a cielo aperto che vi consigliamo di visitare!

Leggete anche: Zona gialla? Ecco le 4 grandi mostre da non perdere 




Bolzano punta al turismo “verde”

Nel 2016 Bolzano ha già conquistato il premio Green City dei Weekend Premium Awards, ma in questi anni ha continuato a puntare sul turismo “verde”, grazie anche al suo splendido territorio, attraversato dai fiumi Talvera e Isarco, e lambito dall’Adige, e abbracciato da montagne di rara bellezza.

Qui si alternano masi contadini circondati da vigneti, ville nobiliari immerse in parchi lussureggianti, lunghi portici e stretti vicoli medievali, chiese e chiostri gotici, ampie piazze, ed elaborate facciate in stile d’Oltradige. Il tutto in un armonico e piacevole mix di stili architettonici che caratterizzano Bolzano come poche altre città al mondo.

Il valore aggiunto è che questo splendido caleidoscopio di architetture, stili, storia e tradizione si può scoprire tranquillamente a piedi. Grazie a un programma di tour tematici e visite guidate alla città, si possono scoprire il centro storico di Bolzano, la periferia, i dintorni montani.

I tour, con prenotazione obbligatoria, sono riservati a un massimo di 15 persone e sono disponibili presso l’Info Point dell’Azienda di Soggiorno di via Alto Adige o sul sito www.bolzano-bozen.it

Bolzano si conferma “bike city”

La prima pista ciclabile è stata costruita a Bolzano negli anni Ottanta, quando la linea ferroviaria Bolzano-Merano fu trasferita e la riva destra del fiume Isarco fu liberata per fare posto alla mobilità ciclabile.

Oggi, la città può contare su una rete di 50 km di piste ciclabili , che collegano tutti i luoghi strategici della città e della periferia, con soste per poter visitare i musei situati lungo il percorso, segnalati da una segnaletica colorata.

Il tratto della ciclabile lungo il fiume Isarco

Chi non dispone di una propria bicicletta, o non l’ha portata con sé, può contare su un servizio economico di noleggio, attivo fino a ottobre, a cui si affianca un servizio di pompaggio attivo presso le stazioni dedicate istituite dall’amministrazione comunale.

Con una media annuale di quasi il 30% di mobilità ciclabile, inclusi gli spostamenti dei pendolari, Bolzano ha raggiunto i suoi obiettivi di sostenibilità della mobilità urbana, confermandosi tra le migliori città italiane. Grazie alle sue otto piste ciclabili principali e molti percorsi secondari sparsi per la città, poi, Bolzano è considerata città “bike friendly” anche a livello europeo.

Infine, chi sceglie di spostarsi in bicicletta nel territorio di Bolzano può contare su un biglietto cumulativo, giornaliero, da 3 o 7 giorni, per l’uso combinato di bici a noleggio, autobus e bici.  Info: www.mobilcard.info

Sono poi disponibili pacchetti vacanza, con validità fino al 31 ottobre 2021, comprensivi di tre pernottamenti con prima colazione, con arrivo il giovedì, sconti sul noleggio di biciclette e su escursioni guidate sulle due ruote. Coprisella e borraccia in regalo. Info: www.bikehotels.it

A Bolzano nasce il Parco Bioenergetico Lungo Isarco

Un’altra novità “verde” è il Parco Bioenergetico del Lungo Isarco, il primo parco pubblico in Italia con le sue caratteristiche. Il parco, che conta 160 alberi, 23 aree bioenergetiche, di cui 15 già esistenti e 8 create ex novo, si estende su una superficie di 14.360 mq tra Ponte Roma e via Bassano del Grappa.

Il Parco bio energetico del Lungo Isarco

Ma che cos’è un parco bioenergetico? Si tratta, in sostanza, di sfruttare i campi bio-elettromagnetici, naturalmente presenti in natura, per avere benefici generati dalla risonanza a organi o sistemi, come quello nervoso o cardiovascolare, del corpo umano.

Nel parco sono stati posizionati nuovi elementi di arredo, come panchine e sedute di vario tipo, e una segnaletica che indica i principali organi umani su cui l’energia degli alberi può influire con efficacia terapeutica. Il suggerimento è quello di sostare almeno 10-15 minuti e godere dei benefici offerti dalla natura.

Un panchina su cui sostare per godere dei benefici degli alberi

Alcuni alberi, poi, sono stati individuati per sperimentare un “abbraccio consapevole”, il cosiddetto treehugging, per trarre benessere dall’energia emanata da questa pratica.

INFO

www.bolzano-bozen.it

*Foto AST-Guadagnini e Comune di Bolzano

 




Giorgio Vacchiano, lo scienziato che abbraccia gli alberi

Di Raffaele d’Argenzio

Il suo ultimo libro, pubblicato con Mondadori, si intitola “La resilienza del bosco”, e proprio agli alberi Giorgio Vacchiano ha dedicato la sua vita. Torinese, classe 1980, è laureato in Scienze Forestali e Ambientali, ha conseguito il Dottorato in Scienze Agrarie, Forestali e Agroambientali. Attualmente, è ricercatore e docente in Gestione e Pianificazione Forestali all’Università Statale di Milano. La sua ricerca su come alberi e foreste rispondono al climate change gli hanno valso la citazione sulla prestigiosa rivista Nature, tra gli 11 scienziati emergenti nel mondo. Lo abbiamo intervistato.

La pandemia ha cambiato qualcosa nel rapporto uomo-alberi?

“Vorrei sperare che la costrizione nelle quattro mura di casa e i vari lockdown abbiamo stimolato la voglia e necessità di riconnetterci con la natura… Su scala globale però non dobbiamo dimenticarci che siamo già “impegnati” in una relazione molto intensa con le foreste del mondo, troppo spesso a svantaggio di queste ultime. Nei paesi in via di sviluppo, le difficoltà economiche, sanitarie e di ordine pubblico, generate dalla pandemia, hanno aumentato la pressione sulle foreste e la deforestazione illegale. Inoltre, se gli investimenti per la ripresa non saranno pienamente sostenibili e compatibili con la transizione climatica, rischieranno di accelerare attività dannose per il clima e per gli ecosistemi, controproducenti anche per il nostro benessere.

Abbracciare gli alberi può mitigare il divieto di abbracciarci fra noi?

Abbracciare alberi è bellissimo, ma non dimentichiamoci che è ancora possibile anche abbracciare le persone, se non fisicamente anche attraverso le attenzioni, le parole. Certamente gli alberi ci danno moltissimi benefici, ma è altrettanto chiaro che non c’è intenzionalità nel loro dare. Le foreste esistono da quasi mezzo miliardo di anni, e non hanno bisogno di noi per stare bene – piuttosto, noi di loro! Detto questo, passeggiare in un bosco per me è fonte di meraviglia, di tranquillità, di energie e di mente sgombra e cuore pieno, quindi un abbraccio di gratitudine ogni tanto mi scappa…e se abbracciare un albero ci fa star bene, perché non farlo?


Che il clima stia cambiando è accertato, gli alberi ci possono aiutare?

Gli alberi sono uno dei due principali “pozzi” di carbonio sul pianeta, assorbendo oltre il 25% delle nostre emissioni “extra” di gas climalteranti. Il carbonio non è “sequestrato” solo da tronco e radici, ma anche dal legno, materia prima rinnovabile che può trattenere per secoli la CO2 immagazzinata negli alberi in manufatti per mille diversi utilizzi. Ma c’è di più: gli alberi possono aumentare la nostra resilienza agli effetti del cambiamento climatico, sia nei territori naturali (pensiamo al ruolo del bosco nel trattenere i versanti, impedire l’erosione e le frane, rallentare o bloccare i massi in caduta lungo le pendici) che in città, dove possono svolgere un ruolo straordinario per l’adattamento alle ondate di calore, alle precipitazioni intense, all’inquinamento atmosferico.


Cosa possiamo  e dobbiamo  fare per ritrovare un equilibrio uomo-alberi?

Gli alberi possono essere abbracciati, contemplati, amati, ma anche saputi coltivare. Non credo esista un rapporto numerico ottimale, credo sia più importante la qualità e la possibilità di fruizione. Volendo dare dei numeri, in Italia, con una stima grossolana, potremmo conteggiare circa 12 miliardi di alberi solo nei boschi, cioé in teoria 200 alberi per ognuno dei 60 milioni di abitanti, situati però in gran parte lontani dalle aree densamente urbanizzate e popolate.  È quindi importante piantare alberi in pianura e creare foreste periurbane. A livello globale, il rapporto è circa il doppio (3000 miliardi di alberi per 7 miliardi di abitanti), ma non dimentichiamo che fino a poche centinaia di anni fa le foreste occupavano il doppio della superficie che occupano ora.


Quali sono i Paesi nel Mondo che hanno il migliore equilibrio e stanno lottando per mantenerlo? E le regioni Italiane?

In teoria quei Paesi, concentrati nelle zone più ricche del Pianeta, dove il concetto di sostenibilità si è diffuso e radicato, dove le aree forestali sono in espansione e le città sono sempre più verdi. Tuttavia questi Paesi spesso sfruttano la situazione degli altri, quelli poveri, importando deforestazione, non solo attraverso il commercio illegale di legname, ma anche di carne, di pelli… Come esempio virtuoso, invece, vorrei citare il Costa Rica, un paese dove le foreste sono state pesantemente colpite dalla deforestazione per produrre beni agricoli e si sono ridotte del 75% dal Dopoguerra fino alla metà degli anni Ottanta. In seguito a una nuova politica del Governo, che ha iniziato a riconoscere ai contadini un reddito per NON distruggere o per ripristinare la foresta, pari al valore ambientale dell’ecosistema da conservare, oggi le foreste del Costa Rica sono tra le più floride del Centroamerica.

In Italia vorrei citare, per quanto riguarda il rapporto con le foreste, il Trentino-Alto Adige: qui il territorio forestale è pianificato in gran parte, ci sono importanti aree protette forestali, c’è turismo verde, ma c’è anche una filiera consolidata del legname da opera e una bioeconomia legata al legno.


Quali sono gli alberi più adatti alle città?

Dipende dall’obiettivo ambientale che vogliamo ottenere. Alcune specie sono più veloci nel crescere e quindi assorbire CO2, altre hanno le foglie grandi e adatte a bloccare le sostanze inquinanti, altre ancora hanno le radici profonde e resistono bene al vento e alla siccità, continuando a far evaporare acqua anche durante le ondate di calore e mantenendo così il loro potere rinfrescanti nei confronti dell’aria e degli edifici che li circondano. L’importante è conoscere bene le caratteristiche di ciascun albero e scegliere “il posto giusto per l’albero giusto”. Così come non dobbiamo dimenticarci che l’investimento deve comprendere almeno alcuni anni (da cinque a sette) di cure post-impianto: nei primi anni di vita l’albero va protetto dal clima e dai danni.

Una foglia di acero samara

INFO

www.giorgiovacchiano.com




iSmove: le vacanze outdoor non sono mai state così lussuose e confortevoli

I Viaggi outdoor stanno prendendo sempre più piede, sia in Italia che all’estero, complice l’emergenza sanitaria e la conseguente voglia di libertà che tutti bramiamo ormai da tempo. Se amate viaggiare coccolati a 360° e volete organizzare il vostro tempo libero in maniera unica ed esclusiva, noi di Weekend Premium non possiamo che consiglairvi uno dei Motorhome più lussuosi ed incredibili presenti sul mercato, ovvero l’iSmove. Realizzato dall’azienda specializzata Niesmann+Bischoff, l’iSmove viene definito dal suo stesso Costruttore “Sotto le 3,5 tonnellate, ma sopra ogni aspettativa”.

Soluzioni intelligenti

LLiving e cabina di guida

Chi finora voleva viaggiare nella classe compatta con un peso totale inferiore alle 3,5 tonnellate, doveva essere pronto a rinunce e a compromessi in tema di spazio e di carico. Grazie a svariate nuove idee, in particolare nell’architettura e nella dotazione degli interni, Niesmann+Bischoff è riuscito a costruire un motorhome con uno spazio e una capacità di carico mai raggiunti in questa classe.

Ma non è solo per il peso: anche in tema di design e comfort il nuovo iSmove è la risposta alle richieste di un nuovo target di clienti giovani che vogliono accedere al mondo premium degli autocaravan con la loro normale patente per auto. Per creare un premium inferiore alle 3,5 tonnellate senza rinunciare allo spazio, è stato necessario ripensare completamente l’intero autocaravan. Tutto è stato messo in discussione.

Contro ogni regola

Dinette ruotabile face-to-face

Nel mercato degli autocaravan e nella testa dei loro ammiratori si sono inculcate da decenni delle regole preconcette. Finora l’opinione comune riteneva impossibile realizzare un autocaravan inferiore a 5 tonnellate con tutto il comfort possibile, il posto per 5 persone, letti comodi, grande spazio di stivaggio e un carico sorprendente.

Televisore da 32 pollici

Era arrivato il momento che qualcuno mettesse in discussione le regole. E trovasse nuove soluzioni, perché un autocaravan superiore a 3,5 tonnellate non è un’opzione per la generazione futura di clienti non in possesso di patente di guida di classe superiore. Perciò la richiesta di un autocaravan premium inferiore alle 3,5 tonnellate è diventata sempre più insistente negli ultimi anni. Niesmann+Bischoff ha ora la risposta adatta con l’iSmove. Sembra impossibile, ma con le sue misure esterne entra a far parte definitivamente della classe compatta, offrendo all’interno la sensazione di un Liner. Tutto questo semplicemente con uno spazio decisamente maggiore all’interno e molte caratteristiche che di solito si trovano solo nella classe dei pesi massimi fino a 7,5 tonnellate.

Letti singoli con unisci materassi

Hubert Brandl, direttore di Niesmann+Bischoff, lo descrive così: “Fuori più piccolo, dentro più grande. Più leggero, ma con tutto incluso. Per così dire: meno è meglio. Con il nuovo iSmove abbiamo sfruttato al massimo l’essenziale grazie a molti « clou » premium. Il risultato è un nuovo autocaravan per una nuova generazione di clienti che vogliono sempre cogliere il meglio in ogni momento della loro vita.”

Fuori compatto. Dentro come un Liner

Cucina e frigorifero

La vera grandezza del nuovo iSmove si mostra nel suo interno. Visibilità libera lungo l’intero veicolo e un’acustica naturale data dalle pareti interne rivestite in velcro che creano una sensazione di spazio completamente nuova. Un concetto di illuminazione innovativo, con pannelli di vetro moderni per il comando degli spot in un soffitto color antracite scuro, crea una particolare atmosfera di benessere nelle ore serali.

Il bagno visto dall’alto

Per sfruttare al meglio lo spazio presente Niesmann+Bischoff ha avuto sette idee completamente nuove e le ha fatte subito brevettare. Tra queste una credenza abbassabile, un sedile rotabile con cintura, un letto basculante che scompare completamente nel soffitto e un meccanismo scorrevole che raddoppia lo spazio utile per doccia e WC.