Il Fiores di Vigo di Fassa è l’Agriturismo Premium Nord

Il vincitore dei Weekend Premium Awards nella sezione “Miglior Agriturismo al Nord” è l’Agriturismo eco-green Fiores di Vigo di Fassa (TN), immerso nella magica natura delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Una vittoria meritatissima, per la vocazione green e bio con cui nasce questa splendida struttura e porta avanti la sua filosofia, migliorandosi sempre e offrendo una possibilità di vacanza sostenibile e al contatto con la natura.

L’Agriturismo è la realizzazione del sogno di Nadia, genovese di nascita, ma innamorata della Val di Fassa fin da piccola e appassionata di piante officinali. La struttura è realizzata completamente in materiali naturali, come legno e vetro, che catturano e dispendono luce e calore, regalando un’atmosfera familiare e accogliente.

La filosofia green si riflette anche nelle sette camere, che hanno il nome e il richiamo cromo terapico alle piante coltivate nell’azienda agricola. Il fiore all’occhiello, tuttavia, è la meravigliosa casa sull’albero, la prima in tutto il Trentino. Situata a diversi metri di altezza, è un open space con una vasca idromassaggio matrimoniale e una terrazza in legno di larice che si affaccia sulle montagne del Catinaccio.

Fiores non è solo agriturismo, ma anche azienda agricola, dove con amore e passione vengono coltivate erbe e piante officinali biologiche, oltre a grano saraceno, orzo e frumento. Presso il punto vendita si possono trovare infusi e tisane biologiche, sciroppi naturali e cosmetici, tutti prodotti con le erbe e le piante dell’azienda.

INFO

Azienda Agricola Biologica Fiores, Strada de Pala Verde 5, 3836 San Giovanni di Fassa, Val di Fassa (TN), Tel 389/9309667, www.fiores.it , info@fiores.it

2° posto per l’Agriturismo Malabaila di Canale (CN)

 Seconda struttura più votata ai Weekend Premium Green Award è l’Agriturismo Malabaila di Canale, splendida località a 13 km da Alba, tra Langhe e Roero. La vocazione green è sottolineata non solo dal paesaggio, fatto di colline ammantate di vigneti e frutteti alternati a castagneti, ma anche dal fatto che l’Agriturismo Malabaila è nato dal recupero di un vecchio mulino del Settecento, del quale sono stati conservati i materiali originali, come i pavimenti in legno, le scale in pietra e le travi a vista, ma con tutti i comfort moderni.

Attualmente, l’agriturismo comprende nove appartamenti, dai 55 ai 65 mq, in grado di ospitare da 4 a 6 ospiti. Il ristorante, poi, offre un menù di piatti della tradizione piemontese, arricchiti con i preziosi frutti della terra, primi tra tutti i funghi e i celebri tartufi bianchi di Alba. Senza dimenticare i celebri vini delle Langhe, per accompagnare ogni piatto. A disposizione degli ospiti c’è anche una piscina con area solarium e una spa con accesso riservato, su richiesta.

Fiore all’occhiello, il circolo ippico dove si può familiarizzare con cavalli e pony. Inoltre, se si possiede un proprio cavallo, c’è la possibilità di affittare box e/o paddock. Senza dimenticare la passeggiate a cavallo nella grande valle verde che circonda il maneggio, lungo le sponde del vicino laghetto, oppure lungo la pista perimetrale.

INFO

Agriturismo Malabaila, Loc. Valpone, via Madonna dei Cavalli 97, Canale (CN), tel 324/6256577, www.malabaila.it

3° posto per l’Agriturismo Casa Clelia di Sotto il Monte (BG)

Terzo classificato nella categoria “agriturismi” il Casa Clelia di Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, già inserito dal prestigioso quotidiano inglese “The Guardian” tra i dieci migliori country hotel d’Italia.

La vocazione green si riflette nella splendida location, un antico convento dell’anno Mille e una casa padronale del 1300 completamente ristrutturati secondo i canoni dell’ecobioedilizia. Le nove camere, una diversa dall’altra, hanno muri in pietra a vista, arredi in parte antichi, ma bagni moderni. I materiali utilizzati sono argilla, legno, calce, pietra, sughero, non c’è traccia di vernici chimiche e i colori utilizzati sono tutti naturali. Il riscaldamento, poi, è a muro o a pavimento.

Dall’orto, dalle stalle e dai dieci ettari di frutteto che circondano l’agriturismo arrivano gli ingredienti dei piatti inclusi nel menù stagionale del ristorante, il cui fiore all’occhiello sono le grigliate di carne con contorni di stagione, ma sono disponibili anche piatti vegetariani e per intolleranti. Chi arriva a Casa Clelia ha la sensazione di immergersi in un ambiente bucolico e rilassante, grazie alla presenza di animali da compagnia, come cani e gatti, ma anche di galline, oche, asinelli, caprette, conigli e cavalli, che vivono in libertà.

INFO

Agriturismo Casa Clelia, via Corna 1/3, Sotto il Monte (BG), Tel 035/799133,www.casaclelia.com, info@casaclelia.com




Camper, pulizia e controlli autunnali: i segreti per prendersi cura del proprio nido su ruote

Molte persone approfittano dei mesi autunnali per effettuare pulizie e controlli di routine per il proprio camper o caravan, in attesa di “mettere a riposo” il veicolo durante il periodo invernale. Nel difficile periodo di emergenza sanitaria globale che tutti noi stiamo vivendo, la pausa dal proprio camper è diventata forzata per tutti, anche per chi di solito preferisce in viaggi in libertà anche nei mesi più freddi. A questo punto perché non sfruttare questi momenti per regalare cure ed attenzioni al proprio amato “nido su ruote”, in attesa di poter finalmente ricominciare a viaggiare.

Prendersi cura del proprio mezzo in questo periodo può rivelarsi fondamentale per ritrovarlo pronto a rimettersi in viaggio in primavera o appena le condizioni lo rendano possibile. Per alcuni interventi è consigliato rivolgersi ai tecnici specializzati, ma ci sono delle piccole e semplici accortezze che noi stessi possiamo adottare senza problemi. Per quanto riguardano queste ultime operazioni, cerchiamo in questa breve e utile guida di fare chiarezza sui vari lavori che si possono effettuare in sicurezza ed autonomia.

Partire dalle pulizie

“Chi ben inizia è a metà dell’opera”: senza ombra di dubbio questo è uno dei detti che meglio si addice alla pulizia e ai controlli autunnali per il Camper.  Per iniziare bene, bisogna quindi svuotare il camper di tutti gli oggetti e dispositivi presenti al suo interno, in questo modo si potrà procedere ad una pulizia e ad un controllo minuzioso di tutti i componenti presenti nel veicolo.

Controlli minuziosi

Liberati armadi, dispense e cassetti, è possibile verificare il buon funzionamento dei sistemi di chiusura e la presenza di eventuali piccoli danni procurati durante le vacanze. A questo punto siamo pronti per passare alla pulizia utilizzando possibilmente prodotti specifici, o in alternativa acqua e sapone neutro per evitare  di rovinare le diverse superfici. Per il frigo si può ricorrere anche a una soluzione di acqua e aceto, che elimina gli odori. Ricordatevi di lasciare poi lo sportello del frigo aperto. Mentre si passano spugna e aspirapolvere, consigliamo di controllare che sia tutto perfetto anche nelle guarnizioni e nei meccanismi di apertura-chiusura di porte, finestre, zanzariere e tendine. Concluso il lavoro all’interno, si può passare con tutta tranquillità al controllo e alla pulizia dell’esterno.

Non bisogna inoltre dimenticare di svuotare e pulire i serbatoi, soprattutto quello destinato alle acque bianche. Per stare più tranquilli è bene controllare anche la stufa, verificando il suo corretto funzionamento. Stesso discorso per quanto riguarda il boiler dell’acqua calda, controllando presa d’aria e scarico, così come risulta necessario controllate la corretta chiusura della bombola del gas.

Attenzione alla meccanica

Anche se non lavoriamo per officine specializzate, è possibile effettuare un check di alcune parti meccaniche e strutturali del nostro camper, a partire dal suo sottoscocca che va controllato con una torcia adeguata per verificare che non abbia riportato danni o perdite nelle ultime vacanze. I più smaliziati possono verificare lo stato di ammortizzatori, sospensioni, semiassi, freni e frizione, inoltre è bene staccare le batterie, per non ritrovarle scariche in primavera, così come è buona norma controllare la quantità dei liquidi del motore, come acqua e olio. Per interventi più complicati, consigliamo vivamente di rivolgersi a meccanici preparati o a centri specializzati che avranno il compito di garantire il perfetto funzionamento del nostro amato veicolo.

 

 

 




Terme aperte in inverno, sette indirizzi dove il benessere è gratuito

Voglia di relax a costo zero? Molte terme sono aperte in inverno, anche in questo periodo di pandemia. Vi proponiamo sette indirizzi per trascorrere un weekend all’insegna del benessere.

Trascorrere un weekend in una delle tante località termali gratuite in Italia è un’esperienza emozionante da vivere, all’insegna del benessere e del relax, in ogni momento dell’anno. Il nostro Paese è ricco di sorgenti termali di acqua calda di incredibile bellezza. Luoghi idilliaci nascosti nel cuore di numerose regioni. Location ricche di fascino, spesso circondate da una natura rigogliosa, dove le acque termali raggiungono temperature che arrivano a 48 gradi centigradi. Queste location sono mete ideali per una mini-fuga all’insegna del relax, cogliendo l’occasione anche per visitare suggestivi borghi tutti da scoprire.

Ecco sette indirizzi dove trovare terme aperte in inverno a costo zero, ammirando panorami mozzafiato e posti di incredibile bellezza.

 Bagni di Craveggia (Piemonte)

Per gli amanti del benessere e del trekking in montagna, sul confine italo-svizzero (a quota 986 metri sulle Alpi Lepontine), sorge una piccola sorgente termale, i Bagni liberi di Craveggia, dove l’acqua affiora ad una temperature costante di 28° gradi. Totalmente immersa nella natura dell’Alta Val Onsernone,  la sorgente consente di trascorrere momenti di relax sulla riva del fiume Isorno, consumando il proprio pic-nic sul prato o  su un tavolo di legno massiccio in un angolo della radura, circondati da un bosco incantevole.

Bagni di Craveggia.
Bagni di Craveggia.

Pur essendo in territorio italiano (Comune di Craveggia, in Val Vigezzo), queste terme si trovano geograficamente sul versante alpino della Svizzera. È possibile raggiungerle dalla parte italiana, ma soltanto a piedi, attraverso il lungo percorso escursionistico che scavalca il crinale montano, partendo da Toceno o Craveggia. Altrimenti dal versante svizzero, percorrendo in auto la valle Onsernone fino a Spruga, da dove si prosegue per una quarantina di minuti a piedi lungo la strada asfaltata. L’accesso alle vasche è libero e aperto tutto l’anno.

Bormio (Lombardia)

Bormio è una delle destinazioni di montagna più famose, ed è anche particolarmente ricca di sorgenti termali. A Bormio (foto di apertura) si trovano sia le celebri ed eleganti terme – Bagni Vecchi e Bagni Nuovi – che le suggestive e bellissime terme libere “Vasche di San Leonardo”.

Le acque termali di Bormio sono solfato-alcaline-terrose-minerali-radioattive, e sgorgano ad una temperatura compresa tra i 38 e i 41°C. Sono particolarmente indicate nel trattamento di varie patologie, come ad esempio riniti, faringiti, bronchiti e malattie reumatiche.

terme di bormio
La cosiddetta Pozza di Leonardo a Bormio.

Le Terme Libere di Bormio sono chiamate Vasche di Leonardo perché fu proprio Leonardo da Vinci per primo a parlare di queste acque e di questa località termale nel suo Codice Atlantico. Leonardo da Vinci venne infatti inviato in quest’area dal Duca di Milano Ludovico il Moro per un sopralluogo, durante uno studio idraulico del bacino dell’Adda.

Le Vasche di Leonardo si trovano fuori dalla cittadina di Bormio, lungo la strada che conduce a Livigno. Lasciata la macchina nell’area di sosta, si procede poi a piedi lungo un sentiero nel bosco, costeggiando il torrente, fino ad arrivare alle vasche naturali.

La vista è davvero particolare: una vasca di acqua azzurra immersa nel verde del bosco, un’atmosfera unica e intima. La vasca non è molto grande, e raccoglie l’acqua della sorgente prima che si riversi nel torrente Braulio. Proprietà delle acque Terme Bormio, ha effetti benefici sugli apparati respiratorio, digerente, genitale, locomotore, oltre che effetti benefici per la pelle e per i disturbi reumatici. Composizione delle acque: solfato, alcaline, terrose, minerali, radioattive. Terme sono libere e ad accesso gratuito.

Saturnia (Toscana)

Un luogo magico dove la natura e il benessere si fondono in un’esperienza unica, da provare nel cuore della Maremma toscana. Parliamo delle Terme Libere di Saturnia, considerate tra le più belle terme libere in Toscana, che si caratterizzano per la temperatura dell’acqua di 37°C alla sorgente, per le straordinarie proprietà benefiche e per la natura incontaminata.

Si tratta di un luogo che si è creato naturalmente, grazie all’azione di una cascata di acque solfuree termali e generata dal torrente termale del Gorello.  Le Cascate del Mulino  sono l’attrattiva turistica più recensita ed apprezzata della Maremma Toscana su TripAdvisor,  e recentemente sono state citate nella classifica stilata da Huffington Post sui siti turistici più importanti d’Italia. Oltre che nell’elenco delle destinazioni da vedere almeno una volta nella vita secondo il New York Times e The Guardian. Lonely Planet le considera fra le dieci migliori sorgenti termali benefiche in Europa.

Le Cascate del Mulino a Saturnia.
Le Cascate del Mulino a Saturnia.

Le Cascate del Mulino si trovano lungo la strada provinciale SP10, che unisce Montemerano e Saturnia. Arrivando da Montemerano è possibile fare una sosta nel punto panoramico lungo la provinciale, da cui si può ammirare tutta la vallata di Saturnia. Lcascatelle (così le chiamano i locali) viste da lontano sembrano il disegno di una cartolina. Sono aperte 24 ore al giorno, tutti i giorni, anche in inverno, e l’ingresso è gratuito. Presso le cascate del Mulino si trovano un bar e un parcheggio, sempre aperti.

Bagni San Filippo (Toscana)

Il cuore della Val d’Orcia custodisce uno dei gioielli termali più belli. Si trova alle falde del Monte Amiata e si tratta di Bagni San Filippo. Un piccolo paese nel sud della Toscana, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata, conosciuto fin dall’antichità per le calde acque termali che qui hanno creato un paesaggio magico di bianche formazioni calcaree, cascatelle e piccole vasche calde.

Inoltrandosi nei boschi appena fuori dal borgo, il visitatore potrà scegliere se approfittare dell’acqua di zolfo che sgorga dalle rocce del Fosso dell’Acqua Bianca, o se attraversare il ponticello più avanti e immergersi nelle piscine fangose dette della “Balena Bianca”.

Bagni San Filippo
Le concrezioni calcaree a Bagni San Filippo.

Il nome del borgo si deve a Filippo Benizi, priore dell’ordine fiorentino dei Servi di Maria, che qui trovò rifugio per sottrarsi all’elezione al soglio pontificio durante il conclave di Viterbo del 1296. Tuttavia Bagni San Filippo era conosciuto come centro termale già in epoca romana. Poi nel corso del ‘500 Cosimo de Medici decise di restaurare le terme restituendo loro fama e prestigio, grazie anche alla citazione nell’opera Mandragola di Niccolò Machiavelli.

Oggi tutti coloro che vogliono passare un po’ di tempo all’insegna del relax e del benessere a Bagni San Filippo possono essere ospitati nel nuovo albergo collegato allo stabilimento termale Nuove Terme San Filippo, dove si trovano una piscina e una cascata d’acqua a 37 °C.

Bagno Vignoni (Toscana)

Nel cuore della Val d’Orcia, in prossimità della Via Francigena, Bagno Vignoni è  un caratteristico borgo tutto da scoprire. Il paesino si caratterizza per la presenza, in Piazza delle Sorgenti, di una grande vasca cinquecentesca di acqua termale che sgorga dalla sottostante sorgente naturale.

La vasca era già utilizzata in epoca romana, e qui si bagnarono personaggi del calibro di Papa Pio II, Caterina da Siena e Lorenzo de’Medici, attirati dalle straordinarie proprietà benefiche e curative delle acque.

bagno vignoni
La piscina termale di Bagno Vignoni corrisponde alla piazza centrale del paese (ph. Discover Tuscay)

Le acque, che sgorgano nella piscina del paese, vengono oggi fatte defluire verso il Parco Naturale dei Mulini. L’acqua termale è composta da carbonato di calcio e ferro, cloruro di sodio, solfato di calcio, magnesio e sodio; ha una temperatura di 38°C ed è particolarmente indicata per la cura di disturbi osteo-articolari, malattie artroreumatiche, problemi broncopolmonari.

Giunti sul posto, vale la pena visitare anche il Parco dei Mulini: qui infatti fino alla fine del 1800 i mulini sfruttavano l’energia dell’acqua delle sorgenti termali. Oggi non sono più in funzione, ma la visita al parco è di grande interesse storico.

Piscine Carletti (Lazio)

Situata a circa 2,5 Km dal centro di Viterbo,  la zona ipertermale gratuita delle Piscine Carletti è situata in prossimità dell’incrocio tra strada Terme e Strada Tuscanese. L’acqua ha una temperatura in uscita di circa 58°C, ed alimenta diverse vasche che sono meta di molti viterbesi e di turisti.

Le Piscine Carletti a Viterbo.

La zona è servita da un grande parcheggio gratuito non custodito molto vicino alla sorgente, ma non dispone di altri servizi. L’area è circondata da aree a prato dove volendo ci si può sdraiare per un momento di totale relax.

Alle piscine Carletti è molto gradevole fare il bagno anche in inverno vista l’alta temperatura delle acque che, all’interno delle pozze, rimane sempre calda. Il bar-trattoria più vicino è a circa 250 metri (La Felicetta).

Ischia (Campania)

Grazie alla sua natura vulcanica, Ischia si configura come uno dei maggiori centri termali d’ Europa. A seconda della loro composizione, le acque ischitane sono un rimedio curativo per patologie quali reumatismi, artrosi, nevralgie, fratture, strappi muscolari, disturbi femminili, malattie dell’apparato respiratorio e malattie cutanee.

La baia di Sorgeto è un vero e proprio parco termale a cielo aperto, gratuito e accessibile tutto l’anno. Si tratta di una cala a forma di mezzaluna, circondata da pareti rocciose in verticale dove le acque termali calde sgorgano direttamente in mare.

baia di Sorgeto a Ischia
Nella baia di Sorgeto (Ischia) le acque termali sgorgano direttamente in mare.

Sorgeto è una delle località più sbalorditive dell’isola. La sua posizione riparata dai venti del quadrante meridionale consente la frequentazione di questo angolo di paradiso anche nei mesi invernali. Per arrivarci, bisogna scendere oltre 200 scalini (il che potrebbe non essere alla portata di tutti). In estate l’alternativa è il comodo servizio taxi-boat da Sant’Angelo.

Chi vuole fare un bagno caldo invernale può andare anche alle Fumarole, il tratto di spiaggia dei Maronti cui si accede dalla Madonnella, la parte alta del borgo di Sant’Angelo. Questo caratteristico tratto di spiaggia è famoso tra l’altro per la particolare usanza di cuocere pollo al cartoccio, patate e uova sode sotto la sabbia, che raggiunge i 100 gradi di temperatura.




Camper Sharing, la felicità è vera solo se condivisa

Come abbiamo dichiarato più volte su questo magazine, i Camper van si presentano come le weekend car per eccellenza per tutti coloro che prediligono i viaggi all’aria aperta, vissuti nella massima sicurezza, cosa fondamentale in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. Questo tipo di veicoli però molto spesso hanno un elevato costo di acquisto, inoltre anche i costi di gestione e manutenzione possono risultare importanti e pesare negativamente sul proprio budget.

Lo sharing come filosofia di vita

Una soluzione a questi problemi arriva dall’ultima tendenza del mercato chiamata “Camper Sharing”, nata sulla falsa riga dei servizi di car sharing, proposti da numerose aziende nelle più grandi città italiane. Nell’era della condivisione anche l’idea di mettere in sharing il proprio camper è diventata ormai una realtà concreta. Se la casa a quattro ruote era considerata appannaggio di nicchia, l’estate 2020 ha segnato il suo passaggio ad un bene di larga attrattiva, consentendo a sempre più neofiti e curiosi di avvicinarsi all’esperienza del viaggio on the road e godere del senso di libertà, sicurezza e contatto con la natura che solo questa esperienza consente.

Cosa vuol dire esattamente condividere il proprio mezzo? Quali sono i passaggi e dubbi da sciogliere per decidere, in completa sicurezza, di affidarsi ad una piattaforma digitale di camper sharing? A questi interrogativi risponde Yescapa, leader europeo nella condivisione tra privati di camper, van e furgoni camperizzati, spiegando tutti i passaggi per comprendere la condivisione e attuarla nel modo migliore.

Camper sharing: perché distinguerlo dal noleggio tradizionale

In un contesto socio-culturale in cui la proprietà comincia ad essere intesa come accesso ad un bene e non più soltanto come espressione del suo possesso, anche il camper, da bene privato e personalissimo per i suoi proprietari, si sta trasformando in un mezzo sempre più passibile di condivisione. Chi sceglie il camper come mezzo per viaggiare sa che la conoscenza dell’altro e la condivisione con l’altro sono la sostanza di una vera esperienza di viaggio. Poter mettere a disposizione il proprio veicolo non vuol dire soltanto “affittare” ma raccontare una storia fatta di chilometri, ricordi e di vita, spiega Dario Femiani, country manager Italia per Yescapa.

Tutti i proprietari privati possono mettere a disposizione il proprio mezzo  ma, a differenza del noleggio tradizionale, è necessario sia fatto per un periodo di tempo limitato – massimo 30 giorni consecutivi – e con tariffe inferiori,  corrispondenti a un rimborso per l’utilizzo del mezzo”, conclude Femiani.

Ammortizzare le spese di manutenzione del veicolo nei mesi di non utilizzo

Per gli appassionati, il camper è un bene ad altissimo valore affettivo. Tuttavia si stima che l’utilizzo medio di un veicolo ricreazionale sia di 70 giorni l’anno, ovvero il 20% del suo intero ciclo di vita. I costi annui, suddivisi tra bollo, assicurazione, revisione e manutenzione varia possono raggiungere anche i 4.000 euro. Per ammortizzare in gran parte il costo di mantenimento annuale del veicolo sarebbero sufficienti 6 settimane di condivisione del proprio camper. Il compenso medio di un proprietario attraverso la piattaforma di camper sharing è di circa 575 euro a settimana, quelli annui si aggirano intorno ai 3mila euro.

Ammortizzare il costo d’acquisto di un camper nuovo

Il camper sharing inoltre si afferma anche come una formula appetibile per rilanciare il settore dei veicoli ricreazionali e di autofinanziamento del nuovo. La spesa per acquistare un camper appartenente al modello di fascia più bassa è di almeno 45.000 euro. Facile intuire come lo sharing potrebbe considerarsi come un valido supporto e incentivo per procedere al progetto d’acquisto.

Il contratto di condivisione

Perché la formula del camper sharing abbia validità è necessario siglare un contratto di condivisione. Yescapa come agente intermediario non prende parte all’atto di condivisione ma supporta i propri utenti fornendo un contratto preintestato. Insieme a questo verrà fornita anche una scheda di ispezione del veicolo, necessaria per garantire le condizioni del veicolo stesso e la lista dell’equipaggiamento fornito. Il contratto, con valenza di comodato d’uso modale, sarà un accordo non professionale per l’utilizzo condiviso di un veicolo.

Il camper sharing è un reddito extra da dichiarare

I proprietari privati presenti con il loro mezzo su sito www.yescapa.it non saranno tenuti ad aprire la partita IVA se la condivisione sarà saltuaria. Ai fini fiscali Yescapa come intermediario del servizio non interviene in alcun modo come sostituto d’imposta, quindi i compensi percepiti dovranno essere considerati redditi-extra. Questo perché derivanti da prestazioni occasionali e non professionali ed essere inseriti nella dichiarazione dei redditi perché soggetti a tassazione.

Garanzia assicurativa per condividere in completa sicurezza

In costante collaborazione con il partner Nobis Assicurazioni, Yescapa fornisce un’innovativa copertura assicurativa creata ad-hoc per il camper-sharing. Si tratta di una polizza temporanea, valida per tutto il periodo di condivisione, sottoscritta automaticamente ogni qual volta una prenotazione viene confermata sulla piattaforma.

Per garantire un viaggio sicuro e proteggere il veicolo condiviso, Yescapa fornisce una copertura Kasko, incluso furto, incendio e atti vandalici. Queste garanzie si integrano all’assicurazione RC-Auto del proprietario, proteggendo il suo bonus-malus; ciò significa che in caso di incidente causato dal viaggiatore durante la condivisione, il premio assicurativo del proprietario non aumenterà. Inoltre in caso di bisogno, la piattaforma fornisce un’assistenza stradale che interviene in tutta Europa 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

 




Un weekend a pedali alla scoperta del Gavi, il Grande Bianco Piemontese

Un weekend in bicicletta sulle colline del Gavi, in provincia di Alessandria. Terra di grandi campioni di ciclismo e patria di un grande vino bianco.

In Piemonte, incuneato tra la Liguria e la Lombardia, c’è un lembo di terra che si è corrugata in colline coperte da filari di vite. Onde verdi che sembrano inseguirsi e anticipare quelli che – poco oltre – diventano i movimenti dell’acqua del Mar Ligure. Siamo in campagna, ma si respira già aria di salmastro. E infatti qui l’uva ha un sapore tutto particolare.

Questa zona di confine, sospesa nel tempo, paesaggio unico che ai vigneti alterna boschi, valli e dolci colli, è il territorio del Gavi DOCG, il Grande Bianco Piemontese. Un vino che da mille anni (esattamente dal 972) conduce una sfida impari contro Barolo, Barbera, Barbaresco e compagnia.

in bicicletta alla scoperta del gavi
Le colline coperte di filari.

Ed è proprio tra queste colline che vi proponiamo un weekend particolare. Un weekend “slow” che mette insieme tranquille pedalate in bicicletta e tappe golose per degustare le specialità enogastronomiche del territorio.

Un weekend in bicicletta sulle colline del Gavi, attraverso 11 Comuni

Dal 1993 il Consorzio Tutela del Gavi è impegnato nella tutela e nella valorizzazione del suo vino. E il nostro itinerario si snoda appunto tra le colline degli 11 Comuni che fanno parte di questo territorio: Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo. Tutti in provincia di Alessandria.

Scoprire questo territorio su due ruote è forse il modo più appropriato. Perché su queste colline si sono scritte pagine del ciclismo italiano. Non a caso a Novi Ligure è stato inaugurato nel 2003 il Museo dei Campionissimi, considerato il più grande omaggio alla storia della bicicletta e del ciclismo, oltre che un modo per ricordarne i protagonisti locali che ne hanno ispirato l’idea: Fausto Coppi Costante Girardengo. Fausto Coppi era nato poco lontano da Novi Ligure, a Castellania.

Il museo è stato allestito all’interno di un capannone industriale di inizi ‘900. Una speciale “pista” centrale divide e organizza lo spazio espositivo, ma soprattutto rappresenta l’evoluzione del fondo stradale: dalla terra battuta, all’acciottolato, all’asfalto, fino ai moderni materiali delle piste da ciclismo.

Sono 40 le biciclette esposte che raccontano l’evoluzione tecnica di questo mezzo: dal primo esemplare in legno sul modello disegnato alla fine del ‘400 da Leonardo da Vinci fino agli ultimi prototipi al titanio.

in bicicletta sulle colline del gavi
La statua di Fausto Coppi. IL Campionissimo era nato a Castellania, poco lontano da Novi Ligure.

Dopo la visita al museo, che aiuta a “caricarsi” di adrenalina, non resta che montare in sella e partire alla scoperta delle colline del Gavi. Le insegne delle cantine sbucano a ogni curva, invitando i ciclisti a una sosta per la degustazione. E quando non sono cantine, sono castelli, borghi medievali, siti archeologici. Insomma, è un continuo “stop&go” se si vuole godere appieno di tutto quello che offre il territorio.

Tra i percorsi consigliati, il cosiddetto Tour dei Castelli: un itinerario ad anello di 30 chilometri che parte da Gavi e tocca Francavilla Bisio, Pasturana e Tassarolo prima di tornare al punto di partenza. In ognuno di questi paesi c’è un castello in ottimo stato di conservazione. Tra antichi manieri e panorami imperdibili, non mancano nemmeno le salite. Ma gli scatti fotografici possono essere una buona scusa per fermarsi a riprendere fiato.

Parte da Gavi anche un bel circuito di 40 chilometri che si spinge fino all’Appennino Ligure.  L’itinerario attraversa Parodi Ligure, Bosio, Voltaggio e Carrosio, addentrandosi anche nel territorio del Parco regionale delle Capanne di Marcarolo.

Il Forte di Gavi.

Anche in questo percorso le salite non mancano. Ma vengono stemperate dalle bellezze che si incontrano lungo la strada. Tanto per cominciare l’Abbazia benedettina di San Remigio a Parodi Ligure, poi il ponte romano di Voltaggio e il geo-sito di Carrosio. La stessa Gavi non è da meno, con il suo scenografico Forte secentesco che domina dall’alto il paese.

E per chi non avesse voglia di pedalare, nessun problema. Questo è il posto giusto per apprezzare le atmosfere sospese nel tempo: si pesca nei torrenti Scrivia, Lemme e Orba; si fanno escursioni a piedi o a cavallo; si pratica il trekking in Val Borbera e in Val Lemme. Gli amanti del turismo verde vanno alla scoperta del Parco delle Capanne di Marcarolo o dei Laghi del Gorzente e della Lavagnina, mentre per gli appassionati di archeologia è imperdibile il sito di Libarna a Serravalle Scrivia.

 




Le terme italiane sono aperte e accolgono gli ospiti in sicurezza

L’ultimo DPCM che ha messo l’Italia in semi-lockdown ha chiuso piscine, palestre e centri benessere. Ma le terme italiane sono aperte, nel pieno rispetto delle regole anti-Covid.

Difficile orientarsi in questo periodo tra i vari DPCM che vengono emanati dal governo, le ordinanze regionali, i suggerimenti dei medici. Fatto sta che gli stabilimenti termali – dopo la recente chiusura di palestre, piscine e centri benessere – si sono viste piovere addosso una valanga di disdette da parte di ospiti che avevano effettuato prenotazioni.

Disdette che hanno lasciato decisamente interdetti gli operatori del settore. Dal momento che gli stabilimenti termali non rientrano nelle categorie blindate dal DPCM. Ma tant’è, come si diceva, la confusione è tanta.

le terme italiane sono aperte
Un massaggio ayurvedico presso il centro Ayurmana.

Per questo Federalberghi Terme ha diramato un comunicato in cui mette i puntini sulle i. “Il nuovo decreto – evidenzia Emanuele Boaretto, presidente dell’associazione – prevede espressamente che gli stabilimenti termali muniti di presidio sanitario (di fatto, la stragrande maggioranza delle terme italiane) possono continuare ad offrire i propri servizi. Si tratta di un riconoscimento importante, che sancisce le condizioni di sicurezza in cui operano le aziende termali italiane, con protocolli rigorosi, anche grazie alla presenza del personale medico e sanitario.”

Le terme italiane sono aperte, e lavorano in sicurezza

Anche il Coter (Circuito Termale Emilia Romagna) ci ha tenuto a precisare che le 24 strutture aderenti “continuano ad operare e ad erogare i propri servizi in totale sicurezza, insieme per proteggere la salute dei propri clienti”.

Apertissimi anche gli hotel che hanno fatto dei trattamenti termali il loro punto di forza. Come Villa Eden, a Merano. Grazie alla stretta collaborazione tra lo staff del Longevity Medical Center, l’Azienda Sanitaria locale ed esperti di fama internazionale, Villa Eden ha raggiunto lo status ufficiale di “Covid Safe Hotel”. Il protocollo sanitario è rigorosissimo, e prevede tra l’altro che possano accedere alla struttura solo persone con un test coronavirus negativo (che si può effettuare anche nel Medical Center all’arrivo).

 

le terme italiane sono aperte
Una struttura a Riccione Terme.




Come sentirsi campioni pedalando sulle strade del “Campionissimo”

Un weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi, tra le colline intorno a Castellania (Alessandria). Questo è il paese dove è nato e si allenava il Campionissimo. Per godere i colori dell’autunno, e scoprire le delizie enogastronomiche di questo angolo d’Italia.

 Metti un weekend d’autunno. Metti la voglia di prendere la bicicletta e scappare dalla città. Pedalare tra i colori dorati delle ultime foglie, con la luce che filtra attraverso la nebbia. Uno dei posti più suggestivi è senza dubbio la zona di Castellania con la sua infilata di colline. E non solo per i paesaggi che regala. In questo paese in provincia di Alessandria, in Alto Monferrato, è nato infatti un personaggio che proprio grazie alla bicicletta è diventato un mito: Fausto Coppi.

E allora via, la macchina corre lungo l’autostrada A7 che porta a Genova. Uscita Tortona. Si procede per circa tre chilometri sulla Statale, e poi si imbocca la strada 35 in direzione del capoluogo ligure. Da qui si seguono poi le indicazioni per Costa Vescovato – Castellania.

weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi
Tra le colline dell’Alto Monferrato corrono quattro itinerari ciclistici che seguono le tracce di Fausto Coppi.

Fa una certa impressione trovarsi proprio sulle strade che hanno visto il Campionissimo sfrecciare durante gli allenamenti. Qui Coppi era nato nel 1919. Un ragazzetto gracile (alla nascita pesava solo due chili), che aveva iniziato a dare una mano in casa lavorando come garzone in una salumeria di Novi Ligure. E proprio in questa salumeria aveva incontrato il personaggio che gli avrebbe cambiato la vita: Biagio Cavanna, una sorta di “santone” del ciclismo (era stato già allenatore del grande Costante Girardengo). Fu lui a insegnare al giovane Fausto il “mestiere” della bicicletta.

Una volta lasciata l’auto e inforcata la bici, non resta allora che avventurarsi su e giù per quelle colline dove il Campionissimo si è fatto le gambe. In prossimità del borgo di Castellania, sull’asfalto sono stampate le date delle vittorie e i titoli di Coppi: cinque giri d’Italia, due Tour de France e un Campionato del Mondo su strada, tre Milano Sanremo, una Parigi Roubex e cinque Giri di Lombardia. 

weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi
La casa-museo di Fausto Coppi.

Tutto, qui, parla di lui. E non solo perché il Comune è stato addirittura ribattezzato Castellania Coppi. Meta di una sorta di pellegrinaggio da tutto il mondo, il paese vive quotidianamente il mito del suo figlio più illustre. La stessa struttura urbanistica del borgo, in particolare negli ultimi cinquant’anni, si è evoluta attorno ai luoghi del campione.

Un paese dove tutto parla di Fausto Coppi

Nella parte alta del paese è stata edificata l’area del mausoleo dei fratelli Fausto e Serse, con la chiesa e la sala dei cimeli. Il monumento è semplice ma arricchito di fotografie, di targhe, di fiori. Accanto a Fausto dorme Serse, morto a soli 28 anni per una brutta caduta in bici. A destra del monumento, le sbarre proteggono una vetrata dietro alla quale sono custodite le maglie, le biciclette storiche, i berretti, le coppe e gli stendardi delle vittorie più importanti del grande campione.

weekend in bicicletta sulle strade di Fausto Coppi
Fausto Coppi in una foto d’epoca.

La via principale del paese è stata intitolata a Fausto; la casa natale, che vi si affaccia, è stata trasformata in museo; la casa dei nonni è divenuta un ristorante per accogliere i visitatori; un’altra vecchia casa degli avi di Coppi ospita un centro di documentazione sul ciclismo. E persino la sede della scuola elementare è divenuta sala multimediale, parte integrante di un percorso museale che continua per tutte le vie del paese, con gigantografie di foto.

Quattro percorsi ciclistici attrezzati

Il Comune ha attrezzato quattro percorsi ciclistici. Il più semplice è lungo 16,5 chilometri, e parte dal Centro Sportivo di Carbonara Scrivia. Circa metà del percorso è su pista ciclabile. Gli altri tre tour seguono – con lunghezze rispettivamente di 45, 58 e 87 km – l’itinerario della famosa Mitica, vale a dire la Ciclostorica per i Colli di Serse e Fausto Coppi. Per tutti e tre i percorsi, la partenza e l’arrivo sono a Castellania. Il percorso più lungo attraversa l’area protetta del Parco dello Scrivia, e poi arriva fino a Tortona.

E a proposito di Mitica, per chi avesse voglia di calarsi nell’atmosfera del ciclismo d’antan, niente di meglio che partecipare in prima persona all’evento. Le iscrizioni per la prossima edizione (che si terrà il 27 giugno 2021) apriranno il 22 febbraio. Saranno ammessi alla partenza solo ciclisti con bici “eroiche”. Per bici eroiche si intendono quelle da corsa su strada costruite prima del 1987, con una serie di requisiti che vanno dalle leve del cambio sul tubo obliquo del telaio al passaggio dei fili dei freni esterni al manubrio.

in bici sulle strade di Fausto Coppi
Alla ciclostorica La Mitica si può partecipare solo con biciclette d’epoca.

La Mitica è nata per iniziativa dell’Associazione per la Valorizzazione degli Itinerari Cicloturistici dei Colli di Coppi, che si propone principalmente di far conoscere il territorio che ha visto nascere e crescere i fratelli Serse e Fausto Coppi, attraverso lo sport che li ha consacrati.

Un suggerimento per una sosta golosa? La Locanda Il Grande Airone, un altro dei soprannomi di Fausto Coppi. Si trova proprio a Castellania. Alle pareti del locale, quadri e stampe ripercorrono le tappe della vita e della carriera sportiva del Campionissimo. In cucina, i piatti della tradizione locale. Per dormire, da tenere presente che alcune strutture convenzionate con la Regione Piemonte propongono tre notti al prezzo di una.

 

 

 

 

 

 




Weekend Premium Awards: il Ford Transit Custom Nugget eletto vincitore del “Weekend in Van 2020”

Compatti, agili e maneggevoli, ma anche spaziosi e sempre più rispettosi dell’ambiente. Sono queste le doti che rendono i Camper van le weekend car per eccellenza per tutti coloro che prediligono i viaggi all’aria aperta.

i Camper VAN, conosciuti anche con il nome di furgonati, sono stati capaci di registrare un aumento esponenziale delle vendite, ma anche nel campo del noleggio. Questa tendenza di mercato è stata ampiamente prevista dalla Redazione di Weekend Premium che può vantare di aver organizzato ormai da tempo l’ambito riconoscimento “Weekend in Van 2020”, assegnato nel corso dei “Weekend Premium Awards”.

Quest’anno ha trionfato nella fitta concorrenza il nuovo Ford Transit Custom Nugget, Van camperizzato dal carattere versatile e poliedrico in grado di aver calamitato l’attenzione dei lettori di Weekend Premium. Subito dietro l’apprezzatissimo furgonato della Casa dell’Ovale blu si è posizionato il Volkswagen Gran California, versione di punta dell’offerta della Casa di Wolfsburg, mentre sul terzo gradino del podio troviamo il Camper Van francese Citroen Campester.

Ford Transit Custom Nugget

Protagonista indiscusso del Salone del Camper 2020 e ora anche eletto vincitore del riconoscimento “Weekend in Van 2020”, il nuovo Ford Transit Custom ha conquistato il cuore degli appassionati dei viaggi in libertà, grazie alle sue numerose qualità che scopriremo insieme in questo articolo.

Il nuovo Ford Transit Custom Nugget è frutto della collaborazione tra la Casa dell’Ovale Blu e Westfalia azienda tedesca leader nel settore della camperizzazione. Il passo più generoso ha messo a disposizione ben 35 cm in più che hanno consentito di ospitare all’interno del veicolo anche un WC e un piccolo lavandino pieghevole.

L’abitacolo vanta una pianta a “L” e permette di ospitare un piccolo angolo cottura, inoltre offre un’ottima seprazione tra la zona giorno e quella notta. Quest’ultima concentrata sul tetto, dove troviamo la tenda a scomparsa che ospita un letto matrimoniale ancora più spazioso grazie ai centimetri in più del veicolo. La dotazione comprende serbatoi per acqua dolce e di scarico, entrambi con una capienza da 42 litri.

Il Ford Transit Custom Nugget è già ordinabile in concessionaria, mentre le prime consegne partiranno nel corso del primo trimestre del prossimo anno. La gamma motorizzazioni comprende l’affidabile ed economo motore diesel EcoBLue da 2.0 litri. Questa unità è declinata nelle varianti da 128 e 182 CV ed è abbinabile al cambio manuale o automatico a sei rapporti.

Volkswagen Gran California

Il Volkswagen Grand California, perfetto connubio di compattezza e funzionalità, unico camper del mercato ad essere interamente prodotto dalla propria casa madre. Basato su Crafter, il Gran California è di conseguenza più lungo, più largo e più alto del noto California. Il maggiore spazio disponibile è stato utilizzato per dotare il veicolo di un bagno, un letto più grande nella parte posteriore del mezzo.  A questi dettagli si aggiungono una cucina completa e una zona giorno luminosa, elegante e, soprattutto, alta. Affinché il Grand California possa soddisfare le differenti esigenze di libertà durante i viaggi, il modello viene offerto con due varianti di passo e altrettante tipologie di tetto nonché, a richiesta, con trazione integrale 4MOTION anziché trazione anteriore.

Citroen Campster

Basato sul noto SpaceTourer, il Citroen Campster si presenta come un camper van in grado di soddisfare ogni esigenza di viaggio. I lunghi tragitti o le brevi gite possono diventare momenti di puro relax e condivisione con i nostri compagni di viaggio. Proposto con il doppio portellone laterale, Campster porta in dote delle vere unicità per questo genere di veicolo. La più sorprendente è quella di poter rimuovere la cucina facendola scendere dal portellone lato guida.




Scoprire natura, terme e buon vino: a Levico, perla della Valsugana

Levico – Il paesaggio verdeggiante, il profilo della catena del Lagorai, le sfumature grigio-azzurro del lago di Levico (e di quello di Caldonazzo, poco più in là). Stiamo parlando dell’ambiente naturale di Levico all’estremità occidentale della Valsugana, a pochi chilometri da Trento, che accoglie e coccola chi cerca un weekend di quiete e relax. Offre, per di più, spunti di grande interesse culturale e storico, oltre che i frutti della deliziosa tradizione eno-gastronomica trentina.

L’incantevole Lago di Levico si trova a pochi minuti dal centro di Levico Terme. Circondato da piccole spiagge, prati ombreggiati e canneti, rappresenta un’oasi di quiete che offre possibilità di svago in tutte le stagioni. D’inverno è d’obbligo una visita ai celebri mercatini di Natale allestiti nel Parco degli Asburgo, mentre d’estate si può scegliere tra canoa, nuoto, vela e molto altro. Nei dintorni, così come in tutto il Trentino, le attività che vanno per la maggiore sono quelle outdoor. Il modo migliore di visitare questa regione è farlo in modo “slow”, apprezzandone le bellezze naturali e paesaggistiche con passeggiate nei boschi o pedalate in bicicletta. Ideale per coppie e famiglie.

ALLOGGIO – Per alloggiare la scelta è variegata: si va dai bed&breakfast (da Rosemarie, Casa d’Arte) agli appartamenti privati di Chez George, dal Bio Garnì Mondinovo, costruito seguendo le regole della bioarchitettura, al Camping Village in riva al lago, tra sport e relax.

Il Grand Hotel Imperial, che si trova proprio all’interno del Parco degli Asburgo, ha una storia prestigiosa. All’epoca della dominazione austriaca era frequentato dalla famosa imperatrice Sissi che, nella seconda metà del XIX secolo, amava trascorrervi le sue vacanze. Icona di stile e bellezza, Sissi teneva alla cura della propria salute e qui trovava occasione di riposo tra le preziose acque termali. In un’atmosfera di raffinata eleganza, rimasta immutata nel tempo, la Spa del Grand Hotel si è arricchita di proposte moderne per la bellezza ed il wellness. I trattamenti per il corpo (come i massaggi, per ogni gusto e necessità), ma anche la piscina termale, munita di idromassaggio.

La cena è servita nel ristorante “Sissi”, con un menù che offre eccellenti piaceri culinari in piena filosofia Slow Food: propone cucina regionale e italiana, con ispirazioni da tutto il mondo e la collaborazione con gli agricoltori, i macellai dei dintorni. La serata si prosegue nel bar “La Grapperia”, dove l’atmosfera che rievoca l’epoca imperiale incontra la tradizione tutta italiana della grappa. E’ quasi una fissazione per i trentini, che non perdono occasione per farsi vanto dei propri distillati di acquavite di vinaccia.

info: https://www.hotel-imperial-levico.com/it/

I locali in cui mangiare bene a Levico in paese, non mancano: ad esempio il Ristorante Vecchia Fattoria, con la sua offerta di salumi e formaggi, i primi e i secondi di carne, magari con preparazioni cotte a bassa temperatura. Per un menù più particolare, invece, si può optare per L’Angolo dei Risotti, con ingredienti che variano ogni settimana.

Basta spostarsi di poche centinaia di metri per avere la possibilità di conoscere da vicino un’altra delle attività più tipiche del luogo, la produzione del vino. Nella tenuta Romanese, passeggiando tra i vigneti, si può tranquillamente scorgere una famiglia di caprioli che evidentemente, in questa natura tranquilla, si trovano perfettamente a loro agio. I fratelli Giorgio e Andrea Romanese sono lieti di raccontare la storia della loro Cantina, nata nel 2009, che produce vini pregiati e resi unici dagli “ingredienti” ambientali: il sottosuolo ricco di minerali, la forte escursione termica tra il giorno e la notte, il clima alpino mitigato dai bacini lacustri. Così nascono spumanti metodo classico Trento Doc e vini fermi, sei etichette in tutto. Il metodo classico “Lagorai” ha una particolarità ulteriore: viene affinato sott’acqua – naturalmente, nei fondali del lago di Levico.

Per ulteriori info: https://trentodoc.com/it/case-spumantistiche/cantina-romanese/

Una chicca in più: val la pena di visitare Arte Sella, itinerario tra opere realizzate in materiali naturali (specialmente in legno) all’interno del bosco nella Val di Sella. Uno spettacolo diverso in ogni stagione.




Voglia di un Weekend Premium indimenticabile? Ecco le mete italiane più stuzzicanti da raggiungere con i Camper Van

Come abbiamo ribadito più volte nelle pagine del magazine Weekend Premium, quella del 2020 è stata un’estate a tutto camper. Il turismo in libertà ha conquistato la penisola, con i mezzi ricreazionali a farla da padrone sulle strade italiane grazie alla possibilità di garantire sicurezza sanitaria unita alla possibilità di spostarsi e sostare scegliendo dove e quando farlo in completa autonomia. Ora con l’arrivo dell’autunno vogliamo farvi scoprire la ricetta perfetta per nuovi Weekend Premium, da vivere in alcune delle mete italiane più suggestive e coinvolgenti che possono essere raggiunte a bordo di un Camper Van

I posti Top del Nord Italia

Valle d’Aosta

Se si pensa ad un Weekend Premium, nonsi può che nominare Cogne, borgo incastonato tra le montagne della Valle d’Aosta, alle porte della più antica e celebre area protetta d’Italia, il Parco Nazionale del Gran Paradiso. L’idea è pedalare sui tracciati che in inverno ospitano le gare di sci di fondo, vedere i camosci e andare, oltre la frazione di Valnontey, sul Sentiero Reale che porta al Rifugio Sella alla ricerca degli stambecchi. Per sostare il Camping Margherita a Gressoney St. Jean oppure il Dalai Lama Village in Frazione Promiod a Chatillon, un glamping con zona campeggio, maisonnette, ristorante, area wellness aperto tutto l’anno ad esclusione del mese di novembre.

Lombardia

In provincia di Brescia per seguire la 38° edizione della 1000 Miglia che si svolgerà da giovedì 22 a domenica 25 ottobre. Saranno circa 400 gli equipaggi provenienti da una trentina di paesi del mondo con auto costruite fra il 1927 e il 1957 che si ritroveranno per dare vita a un corteo di auto storiche che partirà da Brescia e si spingerà fino a Roma per ritornare a Brescia.

Per la sosta da segnalare il Camping Village Piantelle a Moniga sul Lago di Garda che offre tutto il meglio per una sosta rilassante.

Alto Adige

Per un Weekend PRemium all’ìinsegna della natura, si può optare per San Candido dove fare un piacevole giro in bici dall’altra parte del confine lungo la ciclabile San Candido-Lienz, uno degli itinerari preferiti dagli amanti delle due ruote. Sono 42 km in tutto con una piacevole sosta a Heinfels, appena dopo Sillian, per acquistare wafers Loacker direttamente nel negozio della fabbrica e recuperare le energie spese nella biciclettata.

Per la sosta il Caravan Park Sexten immerso nella natura di un paesaggio incontaminato offre tutto il meglio che si possa desiderare a cominciare dalla SPA dove farsi coccolare per finire con il raffinato ristorante.

Veneto

A Venezia per andare alla scoperta di angoli insoliti e sconosciuti, lontana dai classici itinerari turistici, tra calli, ponti e canali. Cominciare da Cannareggio, un sestriere tranquillo abitato da veneziani doc e poi andare ad ascoltare le onde che si infrangono sulle sponde del cotto a spina di pesce del Campo dell’Abbazia, con le facciate di Santa Maria in Valverde e della Scuola Vecchia per finire davanti ai leoni dell’ingresso dell’Arsenale e sentirsi piccoli piccoli. Con il vaporetto raggiungere Murano per scoprire l’arte del vetro e le case colorate di Burano.

Si sosta al Camping Union Lido 5 stelle del Lido di Cavallino e si raggiunge Venezia comodamente in mezz’ora di battello da Punta Sabbioni.

…e quelli del SUD Italia

Toscana

A Firenze per dedicare una giornata alla visita degli Uffizi, al Duomo e al Battistero prima di arrivare alla Loggia cinquecentesca del porcellino. Un seguito è “obbligatorio” andarsene ad ammirare il foliage sulle morbide colline del Chianti per visitare una delle più antiche case vinicole del mondo e la più grande del terroir del Chianti Classico, la casa vinicola Barone Ricasoli nel Castello di Brolio a Gaiole in Chianti.

Per la meritata sosta spostarsi al Campeggio Mareblu di Cecina, tra i 10 campeggi che hanno ottenuto il certificato di Eccellenza KoobCamp 2020.

Abruzzo

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per una full immersion negli imponenti scenari abruzzesi. Si sale verso l’altopiano di Campo Imperatore, detto il piccolo Tibet d’Italia per la sua conformazione che ricorda le steppe mongole, mentre la vastità dell’immensa pianura, dove svetta imponente la mole del Corno Grande, lascia stupefatti.

Sosta al Camping del Sole.

Campania

A Napoli per guardare la città e il golfo dall’alto della Certosa di San Martino. Si sale con la funicolare e dopo aver ammirato quel capolavoro che è il Presepe Cuciniello ci si affaccia per contemplare lo spettacolo unico della città, a cominciare dal Corso Umberto, e l’intrico di vicoli dei quartieri spagnoli. In fondo si erge maestoso il Vesuvio, con ai piedi Pompei rimasta ferma alla drammatica eruzione del 79 d.C. Una passeggiata sul lungomare Caracciolo fino a Castel dell’Ovo e poi in Piazza del Plebiscito per un caffè da Gambrinus, prima di prendere il traghetto per Ischia, dove rilassarsi alle terme.

Sosta all’EuroCamping dei Pini.

Puglia

In Puglia per ammirare la natura ricca di contrasti del Gargano e delle Isole Tremiti e poi inanellare cittadine ricche di storia affacciate sul mare come Barletta, Trani, Molfetta e castelli imponenti che hanno fatto la storia, come Castel del Monte dove Federico II amava dedicarsi all’arte della falconeria. Poi giù verso il Salento, per scoprire Lecce e il suo magnifico barocco e poi Otranto, la Grotta Zinzulusa, Torre dell’Orso, per finire a Santa Maria di Leuca.

Sosta al glamping La Masseria a Gallipoli, aperto tutto l’anno con una piscina tra le più grandi del sud Italia.

Sicilia

Un tour in Sicilia, l’isola dalla storia millenaria amata da Goethe, tra le città del Barocco, Ragusa Ibla, Scicli, Noto, Catania, Siracusa e per finire Modica, dove fare scorta di ottima cioccolata. E poi giù, verso Porto Palo, per gustare i pomodori di Pachino e successivamente finire ad ammirare il tramonto ad Isola delle Correnti.

Per la sosta, da segnalare lo Scarabeo Camping a Punta Braccetto, Ragusa.




In bici sulla Strada del Prosecco

Un itinerario mozzafiato, tra vigneti, colline e colori autunnali. È quello che si snoda nelle terre del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOGC, dove nasce il vino italiano più richiesto al mondo.

Un panorama dei colli di Conegliano (la foto di apertura in alto è di Maria Teresa Montaruli).

In questi paesaggi da cartolina, riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, nel 2019, si snoda poi la Strada del Prosecco e dei Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, un percorso ad anello di 90 km che offre la possibilità di ammirare paesaggi collinari ammantati di vigneti, piccoli borghi medievali dalle atmosfere antiche, eremi, pievi, chiesette che custodiscono piccoli e grandi gioielli d’arte e di storia.

Di seguito, per tutti gli amanti delle “due ruote” vi suggeriamo, in queste settimane d’autunno, con le temperature ancora alte, un itinerario lungo l’Anello del Prosecco Superiore, con tutte le varianti, a seconda dell’allenamento o del tempo a disposizione.

L’Anello del Prosecco Superiore e le sue eccellenze

L’itinerario naturalistico dell’Anello del Prosecco Superiore si snoda lungo circa 15 km, tra strade sterrate, sentieri, saliscendi e strade comunale, e accompagna il visitatore alla scoperta delle località di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano.

Tre le eccellenze e le curiosità che si incontrano lungo il percorso, ci sono le opere di Vignarte, realizzate trasformando dei semplici pali di castagno posti a supporto delle teste dei filari di vite, in piccoli capolavori artistici. Cinque le sezioni tematiche, realizzate nell’ambito delle cinque scorse edizioni: c’è El Matharol, ispirata alla figura di un folletto dispettoso della tradizione popolare, I Schei, termine veneto che indica “i soldi”, seguite dalle sezioni Futuro, Fine del mondo e Quattro Elementi.

Pedalando, noterete poi dei totem di ferro battuto, ognuno dei quali riporta una scheda che “traduce” una parola del lessico contadino. È il progetto Salvaparole, per salvaguardare il patrimonio immateriale del dialetto locale.

Arrivando a San Pietro di Barbozza, poi, troverete delle singolari composizioni realizzate assemblando dei sassi del fiume Piave. Sono i Sassi di Zoe, al secolo Angelo Favero, artista che con martello e scalpello ha dato vita a composizioni floreali e a strani personaggi, che abbelliscono la zona della piazza, quella della fontana del paese e lungo via Cima, nei pressi del suo laboratorio.

Il percorso e le sue varianti

Si parte dalla piazza di San Pietro di Barbozza, nelle vicinanze della Chiesa. Si tiene poi la sinistra e si scende a valle lungo Strada Piander. Dopo la salita di cemento, si giunge a un bivio. Qui si prende il sentiero di Strada Monti subito a sinistra e si pedala lungo il dorso della collina fino ad arrivare a un piccolo caseggiato. Qui si incontra il primo dei pannelli del progetto Salvaparole.

Si continua per circa 1 km costeggiando i ripidi versanti del Cartizze, fino a raggiungere la deviazione per l’Osteria Senz’Oste, sulla Strada delle Treziese. Da qui si imbocca poi un sentiero sulla sinistra e si scende rapidamente lungo una discesa immersa nei vigneti. In fondo alla discesa si prende a destra. A questo punto vi troverete su una strada che si divide in tre arterie. Prendete quella al centro che porta alla strada principale per Saccol. Vicino al capitello di Sant’Antonio troverete un secondo pannello “Salvaparole”.

La variante di 5 km

Chi sceglie il percorso di 5 km, a questo punto dovrà proseguire per circa 1 kn lungo la Strada di Saccol e arrivare fino all’oratorio di San Gottardo, al centro del borgo. Da qui si prende a destra e si torna sulla Strada Piander per poi risalire sul versante del Col Croset e ritornare sulla stessa strada dell’andata, che vi riporterà a San Pietro di Barbozza.

La variante di 8 km

Se scegliete invece il percorso più lungo, attraversate Saccol, ammirate l’oratoria dedicato a San Gottardo, poi girate a destra imboccando via Roccat e Ferrari. Dopo circa 1,5 km, dopo l’incrocio con via Capitello Ferrari, svoltate a destra in via Bimbi, poi risalite lungo via dei Livei, lungo la quale potete scorgere alcune delle opere di Vignarte.

Arrivate poi fino all’incrocio con via Cima, girate a destra e proseguite per circa 500 metri fino all’incrocio con via Zangaro, poi prendete la strada asfaltata per tornare a San Pietro, lungo la quale sono posizionate altre opere di Vignarte e dei Sassi di Zoe.

INFO

www.valdobbiadene.com

www.coneglianovaldobbiadene.it




Green Awards. La Cascina Caremma e la Masseria Pilano di tra i candidati al premio

Continuano le presentazioni delle strutture candidate ai Green Award promossi da Weekendpremium nella sezione Agriturismi. Questa settimana ve ne presentiamo altre due: la Cascina Caremma di Besate (MI) e la Masseria Pilano di Crispiano (TA) che hanno fatto dell’attenzione all’ambiente e alla natura la loro vocazione.

Cascina Caremma, un’oasi green nel Parco del Ticino

Nel cuore della Valle del Ticino, a Besate (MI), la Cascina Caremma da più di 25 anni offre un’esperienza sensoriale a contatto con la natura a 360°. Un vero agriturismo “green” circondato da piante autoctone che permettono di dare vita alla biodiversità dell’ecosistema agricola.

La sua storia ha inizio nel 1988 con l’acquisto di un fondo di 36 ettari con diversi edifici rurali da ristrutturare. Una sfida non facile, ma decisamente vinta. Subito le produzioni agricole e l’allevamento sposano la filosofia dell’autosufficienza alimentare attraverso la realizzazione di processi come la coltura di cereali tradizionali e la produzione in loco di salumi. I terreni vengono subito convertiti al metodo di produzione biologico, che continua ancora oggi.

L’Agriturismo si aggiunge invece nel 1992. Le 14 stanze, tutte provviste di bagno privato con doccia, aria condizionata, riscaldamento, e con vista esclusiva sugli scorci più belli del Parco del Ticino, sono state ricavate nelle vecchie dimore dei braccianti, degli affittuari del fondo e in un antico granaio.

Nella vecchia stalla, invece, è stata ricavata la Nature Spa, con un’ampia piscina che consente di immergersi nella natura grazie alla splendida vetrata panoramica che si affaccia sulla campagna infinita e sul recinto dei cavalli. Fiore all’occhiello: la luce dell’acqua che cambia colore donando un effetto rilassante. L’itinerario del benessere comincia con il percorso Kneipp per stimolare la circolazione, e procede con massaggi idroterapici per tutto il corpo.

Degno di nota il Ristorante, il cui menù è composto da piatti preparati con ingredienti prodotti in maniera artigianale, da agricoltura biologica e a Km zero. Tra le produzioni: salumi, formaggi, pane, pasta, marmellate, birra, frutti di bosco, erbe, yogurt e uova. Il menù, poi, è fisso e varia a seconda della stagionalità, ma anche a seconda delle produzioni e di quanto si riesce a reperire in zona.

La carta dei vini, poi, include 40 etichette, tutte prodotte da aziende agricole del territorio, per la maggior parte biologiche, e tra le migliori del Nord Italia. Nella sezione “Piccolo è bello”, poi, si trovano le produzioni di piccoli viticoltori artigianali, facenti parte del progetto “Critical Wine”.

E, se passate di qui, non dimenticate di visitare le altre bellezze del territorio del Parco del Ticino, magari con un’escursione a piedi o in bicicletta. Tra queste di sono l’Abbazia Cistercense di Morimondo, a circa 4 km, ma anche la Certosa di Pavia, Vigevano, e le ville storiche di Cassinetta di Lugnano e Robecco sul Naviglio, a circa 15 km.

INFO

www.caremma.com

…scopri nella 2° pagina la Masseria Pilano di Crispiano (TA)…

Masseria Pilano, un agriturismo a cinque…girasoli

Per conoscere il secondo candidato ai Green Awards di questa puntata andiamo invece a Crispiano, in provincia di Taranto, dove, nel cuore del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” sorge la Masseria Pilano, il primo agriturismo del Sud Italia insignito di 5 girasoli.

La Masseria Pilano è un’antica masseria pugliese del XVIII secolo, circondata da un territorio di 235 ettari a 340 metri sul livello del mare. Il territorio che la circonda è caratterizzato da boschi di macchia mediterranea, tra cerri, querce, lecci, corbezzoli, eriche e ginestre, dove trovano il loro habitat naturale lepri, cinghiali, volpi, tassi, tordi, beccacce e altri animali.

Tre le produzioni, ci solo il grano duro, e l’olio extravergine di oliva, oltre all’allevamento delle vacche Podoliche Pugliesi, dei cavalli Murgesi e dei cani Pastori Abruzzesi.

Gli ospiti alloggiano in appartamenti ricavati negli antichi trulli seicenteschi e nelle stalle, tutti ristrutturati. Gli appartamenti sono divisi in due o tre camere, tutti con un bagno privato con doccia e asciugacapelli elettronici, un angolo cottura con servizio completo per preparare pranzi e colazioni.

In inverno c’è il riscaldamento a pavimento, mentre in estate non c’è bisogno dell’aria condizionata grazie alla struttura del trullo, che li rende naturalmente freschi. L’ampia corte esterna, poi, è l’ideale per organizzare matrimoni e cerimonie.

Nei dintorni, poi, si possono organizzare visite ed escursioni nella Valle d’Itria, nel Parco delle Gravine, alle Centro Masserie di Crispiano, attraversata dalla Green Road che tocca masserie storiche risalenti al periodo compreso tra Cinquecento e Settecento, ma anche cappelle, grotte, boschi, necropoli e insediamenti rupestri.

INFO

www.pilano.it




Mercedes Classe V e Marco Polo ACTIVITY, con il sistema MBUX i Weekend Premium diventano super tecnologici

Per viaggiare in prima classe e vivere un Weekend Premium all’insegna dell’avventura e della libertà è necessario scegliere un veicolo dalle caratteristiche versatili, dotato di finiture lussuose e di un corredo tecnologico di primo livello. Tutte queste caratteristiche sono racchiuse nei nuovi modelli Mercedes Classe V e Marco Polo ACTIVITY, aggiornati secondo canoni ancora più efficienti e sofisticati, grazie all’introduzione di una serie di novità, come ad esempio il nuovo sistema multimediale MBUX dotato di intelligenza artificiale.

Mercedes Classe V

Appena cinque anni fa, la Mercedes Classe V ridefiniva gli standard nel segmento delle monovolume grazie al suo design, alla sua qualità percepita, al suo livello di comfort ed ai suoi sistemi di sicurezza ed assistenza che rendevano questo modello un mezzo ideale per affrontare viaggi degni di una business class.

Ora, la Casa della Stella a tre punte è stata protagonista di un interessante restyling che punta a valorizzare ulteriormente queste qualità, rendendo così ancora più attraente e appetibile questo modello versatile, lussuoso e confortevole.

Design affinato e confort migliorato

Lo stile e la qualità percepita della Classe V aprono nuovi orizzonti nel settore delle monovolume. I designer di Stoccarda hanno rinnovato il look alla Classe V con una serie di interventi mirati ed in linea con il linguaggio stilistico degli attuali modelli di autovetture della Stella.

Grazie alle novità introdotte con questo restyling, i passeggeri posteriori potranno beneficiare di maggior comfort, paragonabile a quello offerto dall’ammiraglia Classe S, grazie ai sedili di lusso per la prima fila (disponibili a richiesta), che integrano funzione riposo, massaggio alla schiena e climatizzazione. I viaggi a bordo della nuova Classe V offrono un’esperienza rilassante e di puro benessere.

Sistema MBUX

Anche gli autocaravan ed i veicoli per il tempo libero Marco Polo ACTIVITY e Marco Polo HORIZON beneficiano delle novità introdotte a bordo della Classe V, come ad esempio il sistema di infotainment MBUX, capace di sfruttare la tecnologia dell’intelligenza artificiale per offrire a guidatore e passeggeri un’esperienza multimediale ultra-connessa.

L’elemento centrale del sistema multimediale MBUX è rappresentato dal suo intuitivo concept di comando e, soprattutto, dal suo sistema di comando vocale. Questo riconosce praticamente ogni frase possibile con riferimento ad infotainment e comando del veicolo. Per esempio, frasi come “Accendi la radio” e “Accendi il riscaldamento sedili”. È, inoltre, in grado di comprendere frasi come “Ho freddo”. Il sistema di comando vocale viene attivato mediante un pulsante sul volante oppure pronunciando la parola chiave ‘Hey Mercedes’. Il sistema di comando vocale è inoltre in grado di apprendere, si adatta all’utente ed alla sua voce e comprende anche le espressioni più colloquiali.

Oltre che dal sistema di comando vocale, MBUX può anche essere comandato mediante il display centrale ad alta risoluzione da 7″ o touchscreen da 10,25″ o il touchpad sulla consolle centrale. Attraverso i comandi touch, è possibile ingrandire o spostare il contenuto visualizzato, una funzione che risulta particolarmente utile quando si desidera maggiore precisione per la mappa di navigazione. Il touchpad è inoltre in grado di riconoscere la scrittura a mano. MBUX coniuga questa modalità di funzionamento intuitiva e intelligente con le funzioni di previsione, che consentono al sistema di riconoscere qual è la prossima azione che il guidatore vorrebbe compiere.

L’MBUX è anche dotato dell’innovativo modulo d’interfaccia Mercedes-Benz Advanced Control (o MBAC), che rende il Marco Polo una vera e propria “smart home” su ruote. MBAC permette di connettere numerosi componenti nell’area living del Marco Polo (frigorifero, serbatoio acqua, riscaldamento supplementare, etc.), comodamente controllabili da un’unica posizione.

Mercedes Marco Polo ACTIVITY

Il nuovo Mercedes Marco Polo ACTIVITY si presenta come il mezzo ideale per conoscere, visitare ed apprezzare le bellezze paesaggistiche che ci circondano, ma anche le città d’arte e di cultura, grazie alle sue forme compatte – paragonabili a quelle di una normale monovolume – che nascondo un vero e proprio appartamento in miniatura.

La nostra Redazione ha da sempre un debole per i Camper Van e in particolare per il Marco Polo, non è infatti un caso che questo modello della Casa di Stoccarda sia uno dei finalisti dell’ambito riconoscimento “Weekend in Van 2020”, pronto ad essere assegnato il prossimo mese nel corso dei “Weekend Premium Awards”.

Si riconosce per il look minimal

Dal punto di vista estetico, la Mercedes Marco Polo ACTIVITY si riconosce per i paraurti in plastica nera non verniciata, che risultano decisamente più pratici e soprattutto resistenti quando si parcheggia la vettura. Di nuova concezione la griglia frontale che ospita la grande stella, simbolo del marchio tedesco. A richiesta è possibile ordinare la mascherina cromata.

Ancora più divertimento

Il nuovo Marco Polo ACTIVITY non è solo più dinamico, efficiente nei consumi e sicuro, ma vanta anche importanti aggiornamenti all’interno. Il modello offre così la ricezione radio digitale (DAB+). Già la predisposizione per autoradio di serie può essere configurata a richiesta con DAB+. In questo modo, i campeggiatori possono godersi una ricezione radio chiara e senza interferenze, dal sedile tre posti/divanetto posteriore di serie o dal letto integrato nel tetto sollevabile, che ci si trovi sulla sulle Alpi italiane o nel Salento. Il sistema Audio 10 comprende inoltre un’interfaccia Bluetooth con funzione vivavoce, utile anche per lo streaming musicale. I sistemi infotainment Audio 30 ed Audio 40 offrono poi un touchscreen da 7 pollici con integrazione per smartphone tramite Apple CarPlay ed Android Auto.

Basato su Vito, Marco Polo ACTIVITY è il modello d’accesso nella famiglia Marco Polo e si contraddistingue soprattutto per l’elevata molteplicità di varianti a livello di motore e trazione e per la massima variabilità all’interno. Per quanto riguarda la dotazione di sedili, si va dai cinque posti di serie ai sette. I sedili possono essere spostati in avanti lungo le apposite guide. In questo modo, in pochi secondi si può contare su un bagagliaio con capacità di carico più che raddoppiata. Per la notte si può ricorrere al letto integrato nel tetto sollevabile o al sedile tre posti/divanetto. Marco Polo ACTIVITY è quindi rivolto alle famiglie giovani con due o più bambini che amano una vita attiva ed alle persone sempre in movimento che hanno bisogno di spazio per le attrezzature sportive e le attività all’aperto, alla ricerca della massima indipendenza.

Marco Polo HORIZON

Anch’esso basato su Vito, Mercedes Marco Polo Orizon è versatile per quanto riguarda la configurazione dei sedili ed offre fino a cinque posti letto. Ma il modello colpisce soprattutto dal punto di vista del design perché richiama da vicino il suo veicolo base, ovvero Classe V. Con la sua ampia scelta di equipaggiamenti a richiesta, come per esempio AMG Line, Marco Polo HORIZON è perfetto per tutti i gusti. Il modello è destinato ai clienti attenti alle nuove tendenze, che sono alla ricerca di un veicolo versatile e funzionale per brevi vacanze ed attività all’aperto e, al contempo, non vogliono rinunciare ad un look elegante nella vita di tutti i giorni.

Arriva il nuovo motore da 239 CV

Marco Polo viene proposto in una nuova e potente versione da 239 CV e 500 Nm di coppia, in grado di offrire prestazioni di assoluto rilievo per una guida sicura e divertente. Il resto della gamma comprende le altre varianti di potenza da 136, 163 e 190 CV. Come unità entry-level il motore 1.7 litri con  trazione anteriore e cambio manuale a 6 marce, mentre le altre versioni possono contare sul sofisticato automatico 9G-Tronic e sulla trazione posteriore.

Assetto variabile

Degno di nota le sospensioni pneumatiche Airmatic che permettono di modificare anche con un’escursione fino a 4,5 cm, inoltre quando si superano 100 km/h il veicolo si abbassa automaticamente di 1 cm per migliorare l’aerodinamica.

 




Abruzzo, in bici sui sentieri dei “tratturi”, tra la Piana di Navelli e lo Zafferano

Tra ottobre e novembre i panorami dell’Abruzzo si dipingono di colori caldi e avvolgenti, tutti da scoprire in questo bell’itinerario autunnale da fare in bici. Immaginate una grande pianura, sfumature di verde e giallo a perdita d’occhio e poi ecco sbucare borghi e manieri sulla Piana di Navelli. Siamo in provincia dell’Aquila, in una zona collinare a 600-700 m slm, tra i massicci del Gran Sasso e la Valle Subequana.

Primo giorno: da Navelli a Fontecchio

Tra questi territori rurali c’è tanta storia, tradizioni, natura, luoghi ideali per un weekend tra sport e arte culinaria. Percorrendo sentieri che attraversano l’altopiano di Navelli e la valle Subequana, si possono ammirare le bellezze naturalistiche, storiche, artistiche del posto. Si può provare l’esperienza della raccolta dello zafferano, che qui viene prodotto ed è il migliore al mondo per la sua qualità. Lo chiamano “oro rosso di Navelli”.

Navelli è un borgo immobilizzato nel tempo, con i suoi 500 abitanti che vivono principalmente nella parte bassa del paese. Navelli si trova in una posizione strategica: domina infatti l’altopiano fino alla Valle Tritana e alla Conca Peligna. A Navelli alta il tempo sembra essersi fermato: all’ingresso delle case ancora si possono trovare i ganci per legare le corde che tenevano gli animali.

In bici sulle orme del Medioevo e dei complessi monastici, si raggiunge Bominaco (frazione di Caporciano) che con il suo castello, iniziato a costruire nel XII secolo, e la sua torre cilindrica, oggi ancora visibile, domina l’altopiano di Navelli.

Qui nel X secolo venne fondato un monastero benedettino appartenente all’abbazia di Farfa. Di quel monastero oggi è possibile ammirare due edifici costruiti tra l’XI ed il XII secolo: la chiesa romanica di Santa Maria Assunta e l’oratorio di San Pellegrino.

Il giro, che si snoda tra strade bianche e sterrate, porta a Caporciano e, dopo aver visitato Bominaco, si prosegue fino a Fontecchio, antico borgo medievale che conserva bellezze storiche, artistiche e architettoniche che vedono la loro massima espressione nella Torre Medievale, nell’antica Fontana trecentesca, nella chiesa e nel Convento di San Francesco, dove sono presenti affreschi di scuola giottesca.

Un itinerario ideale per una bici Gravel, il fondo è misto asfalto e strade bianche. Si rientra a Navelli dopo circa 32 km con un dislivello di 800 m.

Secondo giorno: lungo i sentieri dello zafferano

Un giro ad anello porterà a vedere la raccolta dello zafferano lungo il tratturo (i tratturi sono quei percorsi che un tempo venivano utilizzati dai pastori per compiere la transumanza, per trasferire con cadenza stagionale mandrie e greggi da un pascolo all’altro).

Prata d’Ansidonia, Peltuinum, Castel Camponeschi, Tussio sono i luoghi che si incontrano. Il borgo di Tussio con la sua Torre Campanile introduce a Castel Camponeschi, un gioiello medievale d’Abruzzo, un borgo fortificato sulla piana di Prata d’Ansidonia, cittadina di epoca romana.

È nel sito archeologico di Peltuinum, antica città presa nel 302 a. C. dai Romani, che si possono conoscere le fasi della lavorazione del famoso zafferano: in primavera vengono arati i campi e concimati e ogni anno si ruotano i terreni per evitare di produrre ogni anno nello stesso appezzamento.

In luglio e agosto vengono dissotterrati i bulbi della precedente fioritura, che nel frattempo ne hanno generati di nuovi. Nella seconda quindicina di ottobre arriva la fase più attesa, quella della raccolta.

L’operazione avviene all’alba per evitare l’apertura dei fiori, che vengono raccolti singolarmente da mani esperte, nessuna forma di automazione è possibile. Lo step successivo si chiama “sfioratura”, il processo in cui viene estratto il cuore del fiore: i 3 stimmi rossi. Si rientra poi a Navelli percorrendo strade bianche, attraverso la Chiesa tratturale di S.M. di Centurelli. Totale: 35 km con 600 m di dislivello positivo.

NOTE

  1. Bici consigliata: Gravel
  2. Difficoltà: media
  3. Periodo consigliato: ottobre/novembre
  4. Ospitalità: in residenze di campagna
  5. Specialità: zafferano e legumi
  6. Provincia: L’Aquila, Paese Navelli

COME ARRIVARE

In auto: da L’Aquila prendere la SS17 in direzione di Popoli

DOVE DORMIRE

*B&B Abruzzo Segreto, via San Girolamo 3, Navelli (AQ), tel 0862/959447, www.abruzzo-segreto.it Circondato da un parco di oltre 2mila mq, questa struttura a gestione familiare dispone di quattro ampie stanze con vista sul borgo o sulla piana di Navelli. La colazione continentale viene servita nell’ampio salone. Ludoteca e biblioteca a disposizione degli ospiti.

*Agriturismo Casa Verde, Corso Umberto I, loc. Civitaretenga, Navelli (AQ), tel 0862/959163, www.casaverdesarra.it Bella struttura con quattro camere semplici e accoglienti. Ottima cucina a base di piatti tipici del territorio.

DOVE MANGIARE

*Antica Taverna di Navelli, via dell’Osteria 16, Navelli, tel 0862/959171, www.anticataverna.it Ingredienti di qualità e del territorio nel menù di piatti tipici abruzzesi. Con possibilità di menù completo a base di zafferano e tartufo a € 25 a persona, bevande escluse.

*Ristorante Pizzeria M&M, via Roma 4, Caporciano (AQ), tel 0962/93751, www.ristorantemm.com Ristorante con cucina tipica abruzzese a base di funghi, tartufo, zafferano e prodotti del territorio. Anche pizza cotta con forno a legna. Buona carta di vini locali.

INFO

“Bikelife – Live your passion” Tour Operator, tel. 085 816221,

info@bikelife.itwww.bikelife.it




Green Premium Awards. Borgo Valsugana, primo nella sostenibilità

di Vittorina Fellin

Borgo Valsugana è un altro che aspira a diventare BORGO GREEN 2020. Anch’esso trentino, anch’esso bello e sostenibile come altri. Ma Borgo Valsugana, da fine settembre 2020, ha un primato in più: insieme a tutta la Valsugana è la prima destinazione al mondo ad aver ricevuto la certificazione Global Sustainable Tourism Council.

In Valsugana il fascino “green” è realtà

È stato appena confermato per la Valsugana l’importante certificato Global Sustainable Tourism Council (GSTC), riconosciuto dalle Nazioni Unite, che fa del territorio un luogo realmente sostenibile dove è bello vivere sia per l’ospite che per coloro che vi abitano. La Valsugana è la prima destinazione ad essere certificata secondo questi criteri a livello mondiale.

Un modello di certificazione che definisce e valorizza le caratteristiche intrinseche della destinazione turistica come sistema territoriale, ponendo particolare attenzione all’ambiente e ai cambiamenti climatici, alle esperienze turistiche green e slow, alla tutela e al benessere della comunità, alla parità di genere. Un riconoscimento che mette al centro il coinvolgimento della comunità locale e da concretezza al claim coniato dal Consorzio turistico “Valsugana è dove CI piace vivere!”

Passeggiate a Borgo Valsugana tra arte e cultura

Situato lungo l’asse del fiume Brenta, Borgo Valsugana, è il centro più importante della valle. Le passerelle lungo il fiume che taglia il centro storico, offrono scorci di raffinata bellezza su antichi palazzi rinascimentali e barocchi collocati lungo la strada imperiale. Molti gli angoli del paese da scoprire come i portici del Lungo Brenta, il ponte Veneziano e il vecchio Corso Ausugum con portoni barocchi e negozi dove rifornirsi di prodotti del territorio.

Alzando lo sguardo, lo spazio è dominato dall’ imponente Castel Telvana con la bellissima passeggiata dei bersaglieri. Oltre alla fortificazione, Borgo Valsugana offre numerose altre costruzioni di rilievo.

Tra queste c’è la Chiesa di Sant’Anna risalente al 1600 e ritoccata nella seconda metà del 1700, che ospita una serie di affreschi della seconda metà del Settecento di Giovanni Scajaro.

C’è poi la Chiesetta con l’oratorio di San Rocco costruita nel 1500 con l’interno in stile tardo gotico orientato sui modelli veneti e l’Eremo di San Lorenzo al Monte in Val di Sella risalente all’Alto Medioevo, che si può raggiungere anche attraverso un’incantevole escursione fra i boschi.

Splendido anche il Santuario della Madonna di Onea della prima metà del Seicento, meta di molti pellegrinaggi, con la sacra rappresentazione della Madonna dell’Aiuto.

I sapori del borgo

Terra rigogliosa e ricca di prodotti agricoli di pregio la Valsugana offre piccoli frutti, castagne, mais, zucca, radicchio e erbe officinali che trovano nei piatti la loro espressione migliore. L’assortimento è vasto e comprende sia prodotti freschi, come appunto la frutta, sia prodotti trasformati come i salumi (speck, la lucanica trentina, i salumi di selvaggina) formaggi di malga, farina da polenta (il mais spin), confetture, vini per non parlare delle grappe che riscaldano lo spirito. Lungo i portici del paese numerose le botteghe artigianali che offrono il meglio del territorio e i ristoranti che mettono in menù specialità a chilometro zero.

Arte Sella, dove la natura si trasforma in arte

Poco lontano da Borgo Valsugana, nei prati e nei boschi della Val di Sella, c’è il più singolare museo in progress del Trentino, Arte Sella. Un luogo straordinario dove arte e natura si mescolano da oltre trent’anni e un’esperienza diventata nel tempo espressione di libertà.

Qui, infatti, oltre 300 artisti hanno dato vita alla loro idea di arte, realizzando opere con materiali naturali offerti dalla natura. Rocce, legno, terra, fronde, sono stati uniti per poi mutare aspetto nel corso delle stagioni fino al naturale deterioramento.

Il suggestivo percorso delle opere artistiche si snoda nei boschi svelando opere di emozionante fattura fino a giungere alla maestosa Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, una chiesa d’alberi con navate di 12 metri e 80 colonne di rami intrecciati che occupano una superficie di 1.220 metri quadrati.

Molte opere sono sparite per naturale consumazione o per eventi straordinari che ne hanno minato la sopravvivenza come Vaia, altre sono realizzate ogni anno da artisti che arrivano da tutto il mondo per ingrandire lo spazio artistico all’aria aperta. Fra le istallazioni più famose quella firmata dall’archistar Kengo Kuma del 2018, Spirito del Bosco, una sfera di cinque metri di diametro in larice massello composta ad incastro che si sviluppa a spirale in omaggio alla filotassi (la crescita delle piante nodo su nodo) e alla misteriosa sequenza dei numeri del matematico medioevale Fibonacci.

Arte Sella è un luogo straordinario accessibile a tutti, dove condividere esperienze personali e ritrovare il contatto con la natura e l’arte, un luogo dove lo sviluppo del territorio avviene in modo armonico e sostenibile.

Escursioni in libertà

Numerosi i percorsi per immergersi nella natura, dalle passeggiate nei boschi o lungo il fiume fino a spingersi più in alto, verso i panoramici altipiani del Lagorai con le sue malghe. Per chi preferisce la bicicletta, c’è la pista ciclabile “La via del Brenta“, che collega il Lago di Caldonazzo con Bassano del Grappa e che attraversa Borgo Valsugana.

Un vero e proprio paradiso per tutti gli appassionati delle due ruote a pedali: 80 km lungo i quali si intrecciano cultura, storia e paesaggi naturali a cavallo tra Trentino e Veneto. Nel corso del 2020 la pista ciclabile ha ricevuto l’Italian Green Road Award, premio della stampa, come ciclabile più verde d’Italia. Molte le escursioni che si possono fare anche a cavallo su sentieri segnati, tra cui l’Ippovia del Trentino Orientale, un percorso di oltre 432 km.

COME ARRIVARE

In auto: A22 Brennero-Modena, uscita Trento Sud, poi prendere la SS47 (Superstrada della Valsugana) in direzione di Padova-Venezia con uscita Pergine – San Cristofoto, Caldonazzo, Levico Terme, Borgo Valsugana.

DOVE DORMIRE 

*Locanda in borgo, Corso Ausugum 90, Borgo Valsugana, tel 0461/756350, www.locandainborgo.it Nel cuore di Borgo Valsugana, questa bella struttura è ricavata da un palazzo signorile del 1775 ristrutturato. Le camere hanno tutte gli arredi originali, ma i comfort moderni. Nel sottotetto è stata ricavata l’area wellness con stanza del sale, bagno turco, sauna finlandese e doccia rivitalizzante.

*La Villa degli Orti, via per Torcegno 5, Borgo Valsugana, tel 0461/754194, www.lavilladegliorti.it A pochi minuti a piedi dal centro del borgo, in posizione panoramica, questa struttura è stata ricavata da una villa del 900 restaurata e circondata da un rigoglioso giardino. Le stanze sono una diversa dall’altra, con dettagli che le rendono uniche. Sostanziosa colazione a buffet.

INFO

Azienda per il Turismo della Valsugana, tel 0461 727700, www.visitvalsugana.it




Con la Opel Grandland Hybrid4 alla scoperta delle meraviglie del Parco del Matese.

Un parco naturale selvaggio, ricco di flora e fauna e una compagna di viaggio inarrestabile dal cuore “green”: questa è l’imbattibile ricetta del nostro ultimo “Weekend Premium” vissuto con la solita emozione e passione. Gli ingredienti sono la Opel Grandland Hybrid4, SUV 4×4 equipaggiato con un cuore ibrido plug-in da 300 CV – in grado di offrire un’elevata autonomia in modalità 100% elettrica – e il Parco del Matese. Quest’ultimo, istituito nel 2002, sorge in Campania, tra le province di Caserta e Benevento, ai confini con il Molise. Si estende per circa 33 mila ettari e include nel suo territorio venti comuni.

Parco del Matese: culla della preistoria

Nel 1980, nei pressi di Pietraroja, nel beneventano, è stato ritrovato un piccolo dinosauro fossile, il primo italiano e uno dei meglio conservati nel mondo, poiché provvisto ancora di organi interni e fibre muscolari.

L’eccezionalità della scoperta consiste anche nel fatto che il cucciolo, a cui è dato il nome scientifico di Scipionyx samniticus, (e quello più popolare di “Ciro”), è che il suo ritrovamento ha confermato la presenza di questi grandi rettili in Italia e, in particolare, nella zona del Sannio. Il piccolo Ciro, che sarebbe vissuto durante il basso Cetaceo, circa 110 milioni di anni fa, ha una lunghezza di 60 cm dal muso alla coda e un’età tra le 4 e le 5 settimane. Se fosse cresciuto, avrebbe raggiunto circa due metri di lunghezza. Per quanto riguarda il genere, si pensa che il piccoletto appartenga a una nuova famiglia di dinosauri. Per ora è stato classificato come teropodo, un carnivoro ad andatura bipede, “cugino” del temibile T-Rex. Un calco di Ciro si può vedere presso il Paleolab di Pietraroja (www.eptbenevento.it).

[Gira pagina per scoprire il Lago Matese]

Alla scoperta di laghi meravigliosi

Al volante della Grandland Hybrid Plug-in partiamo alla scoperta dei laghi che caratterizzano il Parco del Matese, tra cui spicca senza ombra di dubbio il Lago Matese, che sorge a mille metri di altezza ed è il più alto lago carsico d’Italia. Inoltre, nel territorio si trovano anche il Lago Gallo e il Letino. In questo ambiente incontaminato vive una straordinaria biodiversità.

In off-road sfruttando la modalità 100% elettrica

Per scorgere il lago e le sue meraviglie ci addentriamo lungo sentieri impervi e non asfaltati, ma al volante della nostra Opel non abbiamo paura di nulla. Il merito va alla modalità trazione integrale che utilizza solo i suoi due motori elettrici. Che non sono solo silenziosi ma anche molto efficienti, dato che il SUV tedesco non ha bisogno di un pesante albero di trasmissione. In questo modo non vengono emessi inquinanti nell’aria e si rispetta a pieno la natura, senza però rinunciare ad una guida ottimale in off road. L’elevata coppia dei motori elettrici è disponibile fin dalla prima pressione dell’acceleratore e assicura una trazione ottimale sulle superfici non asfaltate.

Una fauna incredibile

Con un po’ di fortuna è possibile avvistare l’airone cenerino, mentre a quote maggiori si erge il falco pellegrino, il nibbio reale e il lanario. Nelle acque cristalline dei laghi vino la trota e il triotto, mentre lungo le rive crescono giunchi e canneti.

Opel Grandland Hybrid4 Plug-in: cuore elettrificato e generoso

La Opel Grandland X Hybrid4 regala alla guida tantissime soddisfazioni, grazie all’uso di un’unità turbo benzina 1.6 litri e due motori elettrici che assicurano una potenza di sistema di 221 kW (300 CV). Il motore a combustione interna quattro cilindri da 147 kW (200 CV) è stato progettato specificamente per rispondere alle necessità di questa applicazione ibrida. La vettura è anche molto veloce, infatti promette di raggiungere una punta di 235 km/h, secondo i dati dichiarati dal Costruttore.

L’unità elettrica è invece composta da due motori, uno anteriore e uno posteriore. La potenza del motore elettrico anteriore corrisponde a 81 kW (110 CV) mentre quella dell’unità posteriore è di 83 kW (113 CV). Il motore elettrico anteriore trasferisce la potenza alle ruote anteriori attraverso la trasmissione automatica elettrica a otto rapporti. Il secondo motore elettrico e il differenziale sono integrati nell’asse posteriore. Questa seconda unità elettrica rende la vettura a trazione integrale permanente, con la garanzia di avere sempre la trazione ottimale su qualsiasi terreno. Con questo veicolo ibrido plug-in si possono percorrere fino a 59 chilometri in modalità puramente elettrica.

La batteria da 13,2 kWh può essere ricaricata ad una tradizionale presa domestica, impiegando circa 7 ore per una carica completa, mentre ci vogliono circa 2 ore se si utilizza una colonnina di ricarica rapida o una wallbox dedicata da installare a casa.

Tante cose da scoprire

Nel corso dei secoli, le acque infiltrate nel calcare delle montagne hanno formato poi le affascinanti grotte, come le Grotte di Lete, con le cascate della galleria superiore, le stalattiti e le stalagmiti che disegnano un ambiente unico. Nell’area di Gallo Matese si trovano affascinanti doline, mentre forme naturali bizzarre si possono ammirare a Campo dell’Arco e ai piedi del Monte Miletto. Ispirano all’avventura e stimolano lo spirito di scoperta le valli fluviali e i canyon come la Forra dell’Inferno, la Gola di Caccaviola, la Forra di Lavelle e il grande canyon di Pesce Rosso.

La fascia pedemontana del parco è ricca di boschi di cerro, farnia e roverella, habitat ideale di volpi e cinghiali. Tra i più c’è il Bosco degli Zappini di Fontegreca, che si estende per oltre settanta ettari. Gli amanti del birdwatching possono invece avventurarsi con il loro obiettivo nell’Oasi Naturalistica delle Mortine, per immortalare il martin pescatore, l’airone e diverse specie di anatre e oche.

Non solo natura: il fascino dei borghi

 

Alla bellezza del paesaggio naturale si aggiunge quella nata dalla storia dell’umanità. Qui, infatti, nel V secolo d.C arrivarono prima i Vandali e i Goti, poi i Longobardi che costruirono diversi castelli e hanno lasciato diverse testimonianze anche nelle grotte, molte delle quali, come quella di Curti, di Gioia Sannitica, quelle di Raviscanina e di Faicchio sono ornate con altari e affreschi riconducibili al culto di San Michele Arcangelo.

 

Con l’arrivo dei Saraceni le popolazioni si spostano sui rilievi, dove nascono centri e persino monasteri fortificati, come Castello e San Gregorio Matese, Prata Sannitica, Pratella, Ciorlano e Piedimonte Matese, dove ancora oggi si rivivono le atmosfere del Medioevo. Le dominazioni normanne, sveve e angioine hanno poi disseminato la Valle del Volturno di castelli e borghi, come Gioia Sannitica e Castello Matese, una delle porte di ingresso al Parco, che sorge in posizione panoramica sulla vallata.

Da vedere anche Faicchio, con il suo maschio in centro storico, e Prata Sannita, per passeggiare tra vicoli, case arroccate e l’imponente castello. Ad Aliano, poi, si trova una bella rocca cinquecentesca, mentre tra i centri medievali meglio conservati c’è quello di Cusano Mutri, tutto in pietra calcarea.

[Gira pagina per scoprire dove mangiare e dormire]

Dove mangiare e dormire

Rifugio le Janare

Nel corso del nostro Weekend Premium nel Parco Regionale del Matese non potevano che approfittare  della calorosa ospitalità del “Rifugio le Janare”. Parliamo di un posto magico e senza tempo dove è possibile provare latte fresco appena munto, formaggi dai sapori intensi e tante altre prelibatezze. Tra queste spiccano le primizie dell’orto di Giovanni, coltivate lungo le sponde del lago e in pochi minuti me li ritrovo nel piatto insaporite dall’olio nuovo ormai raffinato dalle gelide notti invernali.

Dopo una giornata così piena di emozioni non ci resta che assaporare un bel sonno ristoratore in una delle colorate camere del rifugio.

  • Rifugio Le Janare (le streghe)
  • Località Miralago, Castello del Matese (CE)
  • Tel. 0823.919209

La compagna di viaggio

Opel Grandland Hybrid4 Plug-in

SCHEDA TECNICA

  • Dimensioni: 448/186/161 cm
  • Bagagliaio: 390/1528 litri
  • Potenza: 300 CV
  • Autonomia elettrica: 59 km
  • Velocità massima: 235 km/h
  • Consumo medio: 2 l/100 km
  • Emissioni Co2: 97 g/km
  • Prezzo da 46.900 euro (escluso ecobonus)