Agli Stati Uniti il premio “Black in the World” 2020

Nelle categorie dei Weekend Premium Green Awards c’è anche il Black In the World, un premio che nessuno, nonostante gli inviti, è mai venuto a ritirare! Perché è un “riconoscimento” che viene attribuito ai paesi che si sono maggiormente distinti per la poca attenzione alle politiche ambientali, per il non rispetto della nostra Terra in nome del profitto, per l’alta percentuale di morti dovuti all’inquinamento atmosferico.

Smog a Los Angeles, la città più inquinata degli Stati Uniti

A vincere il premio “Black in the World” 2020 sono gli Stati Uniti di Donald Trump, poco incline alla salvaguardia dell’ambiente e fautore di leggi “morbide” che, di fatto, riducono e smantellano gli standard “inquinanti”. Non solo, però. Gli Stati Uniti primeggiano anche come maggiori consumatori di concimi chimici.

Emissioni inquinanti in alcune fabbriche

Basti poi pensare che gli USA figurano anche nelle prime dieci posizioni tra i “paesi più mortali” del mondo. Si stima, infatti, che nel 2017 hanno perso la vita a causa dell’inquinamento quasi 197 mila persone. A questi si aggiunge il milione di morti stimati per esposizione al piombo, presente, per esempio, nelle vernici delle pareti di casa, nei vecchi sistemi idraulici, e in molti oggetti di uso quotidiano.

Lo skyline di Los Angeles si vede a malapena nella cortina di smog

Tuttavia, c’è anche una buona notizia. Entro la fine del 2020 potrebbe crescere il numero di stati americano che aderiscono al piano per il controllo dell’inquinamento adottato per prima dalla California. Gli Stati di Washington, Minnesota, New Mexico, Colorado e Ohio stanno infatti completando il piano di approvazione della misura.

2° posto per la Cina

Secondo podio per il Black in the World per la Cina. Il colosso asiatico, infatti, oltre ad avere emissioni di monossido di carbonio elevatissime, fa anche un uso smodato del carbone. E di limitare le emissioni e adottare misure di riduzione dell’inquinamento non ci pensa nemmeno! Anzi, sembra che per sopperire alle perdite economiche dovute al periodo di lockdown per il Coronavirus ha intenzione di moltiplicare la nascita di industrie altamente inquinanti, come cementifici o acciaierie.

A causa dello smog, in Cina le persone indossano sempre la mascherina

Per rendersi conto della gravità della situazione, basta andare a Pechino, dove lo smog è talmente denso da ridurre notevolmente la visibilità e dove è stata registrata la percentuale record di 250 microgrammi di polveri sottili per metro cubo.

3° posto per l’Australia

Terza posizione del podio “Black in the World” per l’Australia, che nel 2020 è stata protagonista di un disastro ambientale a causa dei devastanti incendi che hanno letteralmente ridotto in fumo la vita di 1 miliardo di animali selvatici e oltre 12 milioni di ettari di terra. Non solo. Nel periodo che va dal settembre 2019 al marzo 2020, il fumo scaturito dagli incendi è stato responsabile della morte di 417 persone, 3151 ricoveri per problemi respiratori e cardiovascolari, oltre a emergenze per asma.

Gli incendi in Australia “fotografati” dal satellite

Inoltre, la stagione degli incendi ha rilasciato nell’atmosfera 830 milioni di tonnellate di anidride carbonica, una quantità superiore all’inquinamento annuale di tutto il paese, pari a 530 milioni di tonnellate. E questo ha fatto “volare” l’Australia al sesto posto tra le nazioni più inquinanti del mondo, dopo Cina, Stati Uniti, India, Russia e Giappone.

Un canguro tenta di mettersi in salvo dalle fiamme

L’emergenza climatica, poi, in Australia non è mai stata affrontata con politiche di contenimento, al punto che il paese si è classificato al 57° posto su 57 posizioni nel Climate Change Performance Index 2020 che classifica in paesi in base alle azioni poste in essere per contrastate i cambiamenti climatici.




Stefano Basello è il Green Chef Premium 2020

È Stefano Basello, chef del ristorante “Il Fogolar 1905”, presso l’hotel “Là di Moret” di Udine il vincitore del Weekend Premium Award nella sezione Green Chef Premium. E per capire il perché, basta ripercorrere la storia del ristorante, Il Fogolar” di cui Stefano Basello ora tiene orgogliosamente le redini insieme al suo staff di giovanissimi.

Era il 1905 quando Giovanni Marini aprì una piccola taverna con una stalla in cui i cavalli potevano riposare. Gli avventori di passaggio trovavano un’accoglienza calorosa, ma discreta, e servita a tavola con pane, salame, formaggio e frittate. Una formula semplice consolidata nel tempo dalla famiglia Marini: un’ospitalità genuina e vivace secondo i canoni dell’autentico Friuli, unita all’eccellenze enogastronomiche di cui il marchio “Là di Moret” è una vera garanzia.

L’interno del ristorante Il Fogolar

Una tradizione che si rispecchia anche nel ristorante “Il Fogolar”, il cui soffitto presenta 500 piatti “del buon ricordo”, tributo alle tradizioni di questo territorio. Nella neonata sala “1905”, invece si offre una cucina gourmet speciale e raffinata, che aspira alla Stella Michelin. Entrambi, tuttavia, offrono piatti legati alle origini del territorio, intesi come preziosi bagagli di storia e cultura.

Tuttavia, quello che ha fatto meritare a Stefano Basello il premio come “Miglior Green Chef” è stato il progetto, raccontato nel documentario del regista Swan Bergman “PANCOR – Il pane che viene dal cuore”, che ha visto Basello e il suo staff impegnato per recuperare la corteccia degli abeti bianchi e rossi distrutti dalla furia della tempesta Vaia nell’ottobre del 2018 per estrarne le parti commestibili per ricavarne una farina da utilizzare per preparare un pane non solo buono e croccante, ma anche per contribuire a far tornare a vivere un territorio e la sua natura. Con la corteccia, tuttavia, non si ottiene solo il pane, ma si producono anche i contenitori per il finger food, sempre in un’ottica green.

INFO: www.ladimoret.it

2° posto per Philipp Hillebrand dell’Eden Park di Merano

In 2° pozione si è classificato Philipp Hillebrand, giovane e talentuoso chef del ristorante Eden’s Park di Villa Eden di Merano (BZ), che quest’anno ha vinto anche il prestigioso Premio Godio 2020, che di fatto lo incorona miglior chef dell’Alto Adige.

Originario della Val d’Ultimo Philipp Hillebrand ha da sempre un rapporto privilegiato con la natura e i suoi frutti, che diventano gli ingredienti preziosi e gustosi dei suoi piatti, ma anche la carne e il pesce arrivano direttamente alla sua cucina da orti e coltivazioni biologiche di contadini dell’Alto Adige, oppure erbe e frutti provenienti dalle valli altoatesine, che lo chef sceglie personalmente e che donano un carattere unico e speciale a ogni preparazione.

Gli ortaggi, poi, rigorosamente di stagione, provengono da permacolture, cioè da orti che non sfruttano il terreno con monocolture, ma dove le verdure diverse crescono l’una accanto all’altra. Questa tecnica, di origine molto antica, consente infatti di utilizzare al meglio gli elementi nutritivi della terra e di ottenere prodotti dal gusto unico. Tutte caratteristiche da Green Chef Premium

INFO: www.villa-eden.com

3° posto per Pino Cuttaia de La Madia di Licata (AG)

Terzo posto sul podio per lo chef pluristellato Pino Cuttaia del ristorante La Madia di Licata, in provincia di Agrigento e membro dell’Associazione “Le Soste di Ulisse” per la valorizzazione dell’immenso patrimonio enogastronomico della Sicilia.

Un curriculum di tutto rispetto, quello di chef Cuttaia, che apre “La Madia” nel 2000. Nel 2006 ottiene la prima Stella Michelin, nel 2009 arriva anche la seconda Stella. Ma il suo punto di forza, come ama ricordare è la “memoria”, intesa come la lunga tradizione della cucina siciliana che di casa in casa, di cuoco in cuoco, è arrivata fino ai nostri giorni.

Un omaggio alla sua terra, la Sicilia, che si riflette nella pazienza, nella perizia e nelle sfumature di gusto di ogni piatto proposto dal menù. E ogni ingrediente celebra la stagionalità, il territorio e la tradizione.

INFO: www.ristorantelamadia.it




Ecco il rivoluzionario modulo firmato Scout Campers che trasforma i pick-up in una Casa viaggiante

Tra le alternative più gettonate all’acquisto di un camper troviamo senza ombra di dubbio la camperizzazione dei furgoni, anche se esiste una soluzione altrettanto valida e sicuramente più pratica, anche se spesso molto costosa. Stiamo parlando dei moduli abitativi che possono essere installati in maniera estremamente rapida sul cassone di un pick-up di media- grandi dimensioni, rendendo così questo tipo di veicoli off-road delle case viaggianti inarrestabili su ogni tipo di terreno.

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Vista laterale del Modulo per pick-up Scoutcamper

L’ultimo di questi “gioielli” prende il nome di Kenai ed è stato realizzato dagli specialisti della Scout Campers. Il nuovo modulo realizzato dall’azienda americana si distingue per l’ampio spazio offerto, per la versatilità degli ambienti e soprattutto per la sua dotazione davvero completa che non ha nulla da invidiare ad un piccolo appartamento.

Ha anche un bagno completo

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Vista bagno del modulo Scoutcamper

Innanzi tutto il modulo Kenai può essere equipaggiato con una toilette a cassetta che può essere riposta in un apposito alloggio quando non viene utilizzata o in alternativa si può richiedere un bagno completo di tutto, caratterizzato dalla presenza di un WC portatile e di una doccia piroettante situata in un’anticamera in cui è possibile pulirsi prima di salire nel camper. Questa doccia vanta inoltre tutte le funzioni classiche di un dispositivo di questo tipo (getto regolabile, acqua calda, etc) e può essere utilizzata anche all’esterno durante la bella stagione.

Spazio per sei

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Pianta completa del modulo per pick-up Scoutcamper

Il Kenai può ospitare fino ad un massimo di 6 persone che possono usufruire di una spaziosa zona notte installata sopra la cabina, non mancano inoltre letti smontabili nella zona living pranzo e una tenda a soffietto posizionata sul tetto. I vistiti possono essere conservati in un ampio armadio che prende tutta la lunghezza del modulo, a cui si aggiungono un armadietto per gli attrezzi, vari scaffali e un appendiabiti. La zona giorno risulta equipaggiata con una cucina completa e un frigorifero, mentre al riscaldamento ci pensa un impianto alimentato due serbatoi di propano da 4,5 kg.

Modulo adatto a tutti i pick-up

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Interni del modulo per pick-up Scoutcamper

Il modulo della Scout Campers si adatta a tutti i tipi di pick-up grazie all’uso di un aggancio universale, inoltre l’0usod i materiali ultra leggeri hanno permesso di contenere il peso totale entro i 600 kg. Il prezzo di listino del modulo Kenai parte da 20,000 euro.

 




Un weekend in bicicletta a Parma, premiata con l’Urban Award

Prima della classe in mobilità sostenibile. La città di Parma, premiata con l’Urban Award 2020, diventa la meta ideale per un weekend a pedali.

A Parma si pedala di gusto. La città emiliana ha vinto la quarta edizione di Urban Award 2020, il premio per la mobilità sostenibile. I nomi dei vincitori sono stati proclamati la scorsa settimana in occasione della XXXVII Assemblea Nazionale Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Parma si è così aggiudicata il premio in palio: un parco bici composto da 30 mezzi, offerto dalle aziende che fanno capo ad ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, di Confindustria.

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Grande attenzione a Parma per le piste ciclabili (foto Gabriella Clare Marino).

Ideato da Ludovica Casellati, direttrice di Viagginbici.com, Urban Award ha l’obiettivo di premiare i Comuni virtuosi  e incentivare le amministrazioni a investire nel futuro, favorendo i progetti legati alla bicicletta e alla mobilità sostenibile. Secondo e terzo premio a  Francavilla Fontana (Brindisi) e Pesaro, mentre la  menzione speciale è stata assegnata a Cosenza. La giuria ha decretato i vincitori valutando i migliori progetti di mobilità sostenibile presentati dai diversi Comuni italiani.

Parma premiata con l’Urban Award per le tante iniziative bike-friendly

La scelta della giuria è caduta su Parma grazie alla completezza delle iniziative messe in campo: allestimento di nuove piste ciclabili, interventi di manutenzione su quelle esistenti, implementazione del bike sharing, progetti di comunicazione legati alla promozione turistica della città in chiave bike. Senza dimenticare le iniziative legate all’arte (come PedalArt)  o alla sicurezza in bici la sera (con Ciclista illuminato).

Insomma, a questo punto il modo migliore per visitare Parma è proprio la bicicletta. E vale davvero la pena di organizzare un weekend da quelle parti, anche perché la città è stata designata Capitale Italiana della Cultura per il 2020-2021. E ha tutte le carte in regola per andare fiera di questo titolo: a cominciare dai tanti tesori artistici che custodisce, per proseguire con l’importanza che ha sempre avuto per la storia della musica, fino al patrimonio gastronomico (nel 2015 è stata nominata Creative City of Gastronomy Unesco).

 

parma premita con l'Urban Award
Una delle attrattive di Parma sta nelle sue delizie gastronomiche (foto Jonathan Borba)

In Piazza Duomo si trovano le massime espressioni artistico-religiose della città: la Cattedrale dedicata all’Assunta, uno degli edifici romanico-padani più importanti, iniziata verso il 1059; il bellissimo Battistero, rivestito di marmo rosa di Verona, risalente al XI-XII secolo (poi più volte rimaneggiato: l’attuale versione risale all’inizio del Novecento).

Da non mancare Piazza della Pilotta, oggi Piazzale della Pace, con il palazzo che fu della famiglia Farnese e che oggi ospita il Museo Archeologico, la biblioteca Palatina, la Galleria Nazionale e il Teatro Farnese. Nel suo cortile esterno, in estate si tengono spettacoli e concerti.

La tavola parmigiana è un trionfo di sapori. A parte i prodotti DOP del territorio (in primis il Parmigiano Reggiano e il Culatello di Zibello), nei ristoranti sono i primi a fare la parte del leone con cappelletti, anolini, pasta fresca ripiena.

Fontanellato
Un’immagine del centro di Fontanellato.

Rocche e castelli nei dintorni della città

E una volta visitata in bicicletta tutta la città, ci si può dirigere nei bellissimi dintorni. La zona di Parma è disseminata di rocche e castelli, tra cui la bellissima Rocca Sanvitale di Fontanellato (che si trova a 18 km di distanza), il Castello di Torrechiara (20 km) e la Reggia di Colorno (15 km). Molti anche i Musei del Cibo, da visitare una volta che la situazione sanitaria lo consentirà. Tra questi il Museo del Parmigiano-Reggiano che ha sede nello storico Casello ottocentesco, il Museo del Prosciutto a Langhirano nell’ex Foro Boario, il Museo del Salame all’interno del Castello di Felino.

 

 

 




Si festeggia la Giornata Nazionale dell’Albero, l’Italia è sempre più verde

Sabato 21 novembre è stata la Giornata Nazionale dell’Albero. Tante le iniziative in tutta Italia per tutelare e far crescere il nostro patrimonio verde.

Sabato 21 novembre è stata la Giornata Nazionale dell’Albero. Un giorno particolare, istituito come ricorrenza con una legge del 14 gennaio 2013 (Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani) entrata in vigore dal febbraio 2013. Una bella occasione per ripensare – soprattutto in questo periodo di pandemia – il nostro rapporto con la natura.

L’obiettivo della Giornata Nazionale dell’Albero è quello di valorizzare l’importanza del patrimonio verde e di ricordare l’importante ruolo che giocano boschi e foreste.

sentiero nel bosco

Che cosa succede in questa giornata? Molte sono le iniziative promosse dai diversi Comuni nel corso dell’anno, proprio in vista di questo appuntamento. Oltre ai progetti per la riqualificazione del verde urbano e la valorizzazione degli spazi pubblici, non mancano le attività di messa a dimora di nuovi alberi.

A Milano, per esempio, è stato avviato ForestaMi, che prevede la messa a dimora di 3 milioni di alberi entro il 2030. Per pulire l’aria, migliorare la vita della grande città e contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Il progetto è nato da una ricerca del Politecnico di Milano grazie al sostegno di Fondazione Falck e FS Sistemi Urbani.

In occasione della Giornata Nazionale dell’Albero, ForestaMi ha dato il via simbolicamente alla nuova stagione agronomica, proponendo ai cittadini di piantare alberi insieme. Per aderire e conoscere i dettagli, ci si può connettere ai canali social Facebook e Instagram. Altrimenti si può fare una donazione attraverso il sito.

Giornata Nazionale dell'Albero
Molti i progetti per la valorizzazione del verde urbano.

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, non si potranno tenere molte delle manifestazioni organizzate ogni anno in occasione della Giornata Nazionale dell’Albero. Ma proprio per questo bisogna fermarsi a riflettere con ancora maggiore attenzione sull’importanza del patrimonio verde per la nostra vita e per quella del pianeta.

Qualcuno, intanto, non si è perso d’animo e ha puntato sugli eventi a distanza. Come Legambiente, che invita a partecipare all’iniziativa Vasi Comunicanti. In che cosa consiste? “Invitiamo tutti a piantare un seme a casa, un piccolo albero se abbiamo un giardino o possiamo recarci in uno spazio pubblico: facciamo tutti un gesto per celebrare la natura!”, invitano attraverso il loro sito.

A Vicenza, invece, i cittadini hanno aderito all’iniziativa del Comune battezzata “Ridiamo il sorriso alla pianura Padana”, e hanno acquistato 500 piante che saranno distribuite sabato 28 novembre a Parco Fornaci, nel rispetto delle norme anti Covid-19 e con la collaborazione della Protezione civile cittadina.

giornata nazionale albero
In tanti Comuni i cittadini partecipano alla messa a dimora di nuove piante.

Sono già più di 182mila i nuovi alberi e arbusti che oltre 16mila tra cittadini, enti e associazioni dell’Emilia-Romagna hanno piantato dal 1° ottobre ad oggi a Piacenza, aderendo alla campagna “Mettiamo radici per il futuro”, il piano green da 14 milioni di euro avviato dalla Regione, che nei prossimi quattro anni distribuirà gratis 4,5 milioni di specie arboree. Una per ogni abitante.

Prosegue anche il grande piano di forestazione urbana a Torino.Alle 10 mila piante messe a dimora lo scorso anno ed alle 3 mila della scorsa primavera, si aggiungeranno entro la fine dell’anno 15 mila alberi. E altrettanti entro i primi mesi del 2021.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Gallo Matese è il Borgo Green Premium Sud

Il vincitore della sezione Borgo Green Sud dei Weekend Premium Awards è Gallo Matese, splendido borgo in provincia di Caserta il cui territorio si trova all’interno del Parco Nazionale del Matese famoso per il ritrovamento del fossile intatto di un cucciolo di dinosauro, ribattezzato affettuosamente Ciro. Nelle vicinanze, poi, si trovano anche il Parco Nazionale della Majella, e, a circa 40 chilometri, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Gallo Matese al tramonto

Gallo Matese sorge su un colle al centro di una verde vallata, in gran parte occupata da un lago dalle acque cristalline. Le sue origini, poi, sono antichissime. Ci sono tracce di un insediamento di origine sannitica, anche se Paolo Diacono sostiene che il centro fu fondato attorno al 667 d.C da una colonia di Bulgari. Il nome del borgo, invece, deriverebbe dal termine longobardo wuald, cioè “bosco”.

Due suggestivi scorci di Gallo Matese

Passeggiare nel centro storico di Gallo Matese regala emozioni senza tempo. Il nucleo di case di pietra con la piazzetta centrale si sviluppa attorno a una torre normanna, di cui non rimangono che pochi resti. Meritano una visita le belle chiese Ave Gratia Plena, di San Simeone e San Giuseppe. Tante anche le escursioni che si possono fare nei dintorni, grazie alla fitta rete di sentieri, mentre sul lago di Gallo Matese si possono praticare la pesca, gite in barca e altri sport.

Lo specchio azzurro del Lago di Gallo Matese

Non dimentichiamo, poi, la ricchezza di sapori. Su tutti spicca il caciocavallo, ma anche il pecorino, le salsicce, i prosciutti, i fagioli, l’aglio e l’ottimo pane locale. Dai boschi circostanti arrivano invece more, lamponi, fragole, funghi e tartufi.  

2° posto per Borgotufi

In seconda posizione troviamo invece Borgotufi , antico borgo rurale nel Comune di Castel del Giudice, in provincia di Isernia, recuperato e trasformato in albergo diffuso. Un’operazione che ha coinvolto nell’impresa cittadini, istituzioni locali e una cordata di imprenditori della zona. Il risultato è un complesso di casette e villettine con 60 sistemazioni, in cui si può pernottare sia in formula B&B che HB. A disposizione anche un ristorante e un centro benessere.

Scorcio notturno di Borgotufi

La zona è famosa anche per i suoi tartufi. Il 40% dei tartufi italiani, infatti, viene proprio dal Molise. Inoltre, in circa mezz’ora, si può raggiungere la stazione sciistica di Roccaraso.

La stazione sciistica di Roccaraso

Da non perdere, invece, una visita a Castel del Giudice, il Comune di cui Borgotufi fa parte. Situato a 800 metri di altezza, tra boschi e pascoli, fa parte delle Città del Bio per la sua vocazione green.

Veduta di Castel del Giudice

Nella zona più bassa della città, infatti, i terreni incolti sono stati trasformati in meleti. Dalle squisite mele biologiche si ricavano anche marmellate, composte e succhi di frutta.

Meleti bio a Castel del Giudice

Tra i gioielli che meritano una visita ci sono poi la chiesa parrocchiale di San Nicola, in stile barocco, la chiesa dell’Immacolata, il Santuario della Madonna in Saletta e la Cappella di Sant’Antonio.

3° posto per Castello di Postignano

Terzo più votato è Castello di Portignano , in provincia di Perugia, nel cuore della Valnerina. Il borgo, il cui primo nucleo è attestato tra il IX e il X secolo, è stato riportato all’antico splendore, ma sempre nel rispetto della sua storia e natura, da uno straordinario lavoro di restauro.

Veduta di Castello di Postignano

Non solo, le tecniche moderne hanno anche consentito di ripristinare case e strade secondo la normativa antisismica e di ottenere un elevato isolamento acustico e termico, con un conseguente risparmio energetico.  Inoltre, gli infissi, le finestre, i camini, le facciate e i pavimenti sono stati ripristinati con l’impiego di materiali tradizionali e naturali.  Il visitatore potrà quindi soggiornare nell’albergo diffuso, ma anche visitare case e botteghe e ammirarle proprio come dovevano essere nel Medioevo.

Il ristorante dell’albergo diffuso di Castello di Postignano

Imperdibile una vista al Castello che dà il nome al borgo, oggi un interessante museo dove poter ammirare documenti e oggetti di uso comune appartenuti ai nobili che lo hanno abitato. Tante anche le occasioni per camminate nella natura, per esempio percorrendo il sentiero che costeggia il fiume Argentina.




Borgo Valsugana è il Borgo Green Nord 2020

È Borgo Valsugana il vincitore nella categoria Borgo Green Nord dei Weekend Premium Awards 2020. Il borgo trentino aveva già conquistato, primo al mondo, la certificazione Global Sustainble Tourism Council, attribuito dalle Nazioni Unite ai territori dove è bello vivere sia per chi ci abita sia per chi arriva anche sono per una vacanza, mettendo al centro la sostenibilità e il coinvolgimento dei cittadini.

Veduta panoramica di Borgo Valsugana

E Borgo Valsugana si è meritato entrambi i riconoscimenti. Situato lungo l’asse del fiume Brenta, con passerelle che tagliano il centro storico, spicca per i suoi splendidi palazzi rinascimentali e barocchi che “sfilano” lungo l’antica strada imperiale. Tra gli angoli del borgo da scoprire ci sono i portici del Lungo Brenta, il Ponte Veneziano e Corso Ausugum, con i suoi splendidi portoni barocchi. Basta poi alzare lo sguardo ed ecco l’imponente Castel Telvana con la “passeggiata dei Bersaglieri.

L’imponente Castel Telvana

Di pregio anche gli edifici religiosi, tra cui la seicentesca Chiesa di Sant’Anna, la Chiesa di San Rocco con il vicino oratorio, del Cinquecento e l’Eremo di San Lorenzo al Monte in Val Sella, di origine medievale. Splendido anche il Santuario della Madonna di Onea, meta di pellegrinaggi.

La Chiesa di Sant’Anna

Non dimentichiamo poi che poco lontano da Borgo Valsugana, tra i boschi della Val Sella, si trova il singolare museo work in progress Arte Sella, un luogo straordinario, dove arte e natura si mescolano e oltre 300 artisti hanno realizzato le loro opere con materiali naturali, come legno, rocce, fronde, destinati a mutare il loro aspetto nel tempo e a seconda delle stagioni, oppure a scomparire.

Un’opera del museo a cielo aperto Arte Sella

Da Borgo Valsugana passa poi la Via del Brenta, una ciclabile di 80 km che collega il Lago di Caldonazzo con Bassano del Grappa, che nel 2020 ha ricevuto l’Italian Green Road Award come ciclabile più verde d’Italia.

Ciclisti lungo la Via del Brenta

Al 2° posto Chamois, il comune car-free

Secondo classificato ai Weekend Premium Awards è Chamois in provincia di Aosta, l’unico comune italiano completamente car-free dal 1955, quando, con un referendum, vennero abolite le auto e le strade asfaltare per conservare gli splendidi paesaggi fatti di montagne, laghi, pascoli e torrenti.

Una pittoresca veduta di Chamois in inverno

Il borgo si raggiunse solo in funivia da Busson, oppure a piedi, percorrendo un sentiero di 93 tornanti che parte da Magdaleine. A Chamois, poi, anche le merci e gli animali vengono trasportati usando una teleferica.

La funivia che da Busson porta a Chamois

Chi arriva nel borgo viene proiettato indietro nel tempo, tra stradine strette, case di pietra e legno, stalle e fienili, alcuni risalenti al XVII secolo. Tra i “tesori da scoprire” c’è la chiesa parrocchiale di San Pantaleone, del 1681. All’interno del Mulino di Crepin invece, si trova la Cappella della Trasfigurazione del 1856. Il cuore del borgo è invece la Piazzetta su cui si affacciano il municipio, la stazione della teleferica, negozi, bar, alberghi e ristoranti. Da qui partono anche i sentieri che portano alle frazioni di La Suisse, Corgnolaz, la Volle, Crepin e Cailla.

La piazzetta di Chamois con la chiesa parrocchiale

Poco a nord del borgo, invece, si trova il Lago di Lod, un magnifico specchio azzurro dalla forma a cuore, a 2000 metri di altezza. Il sentiero per arrivarci, la Gran Balconata del Cervino, è uno dei più belli della Valle d’Aosta.

Al 3° posto Cerreto Alpi, il borgo delle castagne

In terza posizione troviamo invece Cerreto Alpi, piccolo borgo dell’Appennino Tosco Emiliano, in provincia di Reggio Emilia, costruito in pietra arenaria e legno di castagno. La rinascita di questo piccolo gioiello inizia nel 2003, grazie a un progetto sostenibile portato avanti da un gruppo di giovani, riunitisi nella Cooperativa I Briganti di Cerreto, che ha creduto nelle risorse della montagna per arginare l’abbandono dei piccoli centri e creare posti di lavoro attraversi attività agricole, turistiche, didattiche e forestali.

Cerreto Alpi vista dall’alto

Tra i progetti realizzati, il recupero di alcuni castagneti abbandonati per produrre castagne e farina. Arrivano poi le iniziative che puntano sullo sviluppo del turismo, che include la gestione di un antico mulino dove vengono proposte attività escursionistiche e sportive, con possibilità di pernottamento.




Viaggiare in Van in inverno? Un’esperienza da provare, e vi diciamo dove

Viaggiare in Van in inverno può essere un’esperienza nuova e divertente. Ecco alcune mete ideali per una pausa relax nei mesi freddi.

Testo di Marina Cioccoloni

Natura, aria aperta e distanziamento. Non solo in estate, ma anche in inverno. Tanto più ora, che l’emergenza sanitaria incalza. Del resto anche i mesi freddi regalano occasioni magiche per viaggiare in Van: il foliage con i suoi panorami da cartolina; il profumo del tartufo; la neve che imbianca i boschi… Ecco allora alcune mete ideali per una pausa relax in totale libertà e sicurezza (lockdown permettendo).

Valle d’Aosta

A Cogne, alle porte del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Per camminare nella bellissima Valnontey e – se si è fortunati – osservare gli animali selvatici al pascolo. Magari inerpicarsi lungo il Sentiero Reale e arrivare fino al Rifugio Sella per vedere da vicino gli stambecchi nel periodo della riproduzione (attenzione però: il rifugio è chiuso fino al prossimo marzo, quindi bisogna portare con sé acqua e viveri). Gli indirizzi giusti? Il Camping Margherita a Gressoney St. Jean oppure il Dalai Lama Village in frazione Promiod a Chatillon.

viaggiare in van in inverno
Il Villaggio di Natale Flover a Bussolengo.

Veneto

A Bussolengo per scoprire la magia del Natale nel Villaggio di Natale Flover ripensato per garantire una visita in piena sicurezza, con la novità di un vero e proprio cartoon–animazione del libro Incanto di Natale trasmesso in vari punti del Villaggio. Per la sosta: il Camping Village Piantelle a Moniga, sul Lago di Garda.

Altrimenti a Venezia, alla scoperta di angoli insoliti come Campo San Leonardo a Cannaregio, un caratteristico sestiere abitato da veneziani doc. Imperdibile una tappa alla Locanda Cipriani, un tempo frequentata da Hemingway. L’indirizzo: il Camping Union Lido 5 stelle del Lido di Cavallino o il Campeggio del Sole a Punta Sabbioni.

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Un panorama autunnale dei boschi del Trentino Alto Adige.

Trentino – Alto Adige

A San Candido per una pedalata sulla ciclabile San Candido-Lienz: 42 km quasi tutti in piano. Con una sosta a Heinfels per acquistare i wafers Loacker direttamente in fabbrica. Una volta arrivati a Lienz, per rientrare si possono caricare le bici sul treno. Per chi preferisce lo sci alla bici, ci sono gli oltre 100 km di piste del comprensorio delle Dolomiti di Sesto e di Plan de Corones. Per la sosta, il Caravan Park Sexten offre tutto il meglio che si possa desiderare (Spa compresa).

Friuli Venezia Giulia

A Trieste per conoscere questa città dall’anima cosmopolita, ponte di culture, con quella scontrosa grazia così ben descritta da uno dei suoi cittadini più illustri, Umberto Saba. Trieste ha esercitato un fascino speciale anche su Stendhal e Joyce, che qui è ricordato da una statua sul lungofiume. Sosta al Camping Alpin Park nel comprensorio sciistico di Sappada, oppure al Bella Italia Efa Village Sport & Family di Lignano Sabbiadoro.

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Piazza dell’Unità a Trieste.

Toscana

A Firenze per visitare gli Uffizi, il Duomo e il Battistero. Poi tappa alla Loggia del Porcellino (che in realtà è un cinghiale) per strofinargli il naso e mettergli una moneta in bocca. Se la moneta cadendo oltrepasserà la grata sull’acqua, il porcellino porterà fortuna. Da non mancare il foliage sulle colline del Chianti e una visita alla casa vinicola Barone Ricasoli.  Per la sosta il Campeggio Mareblu di Cecina, uno dei 10 che hanno ottenuto il certificato di Eccellenza KoobCamp 2020; oppure il Capalbio Glamping, affacciato sul mare.

Lazio

A Roma per sbirciare il cupolone dalla serratura della villa del Priorato di Malta sull’Aventino e visitare il quartiere Coppedè, mix di arte Liberty e Decò. Da non perdere il Villino delle fate, la Palazzina del Ragno e la Fontana delle Rane, dove i Beatles dopo un concerto al Piper fecero il bagno vestiti. Per la sosta il Camping Village Roma, segnalato come miglior camping romano nella classifica mondiale di El Mundo.

Abruzzo

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per ammirare gli imponenti scenari di Campo Imperatore, il piccolo Tibet d’Italia. Degustazione di arrosticini di pecora cotti sulla brace prima di scendere verso Castelli, il paese delle ceramiche; oppure verso Castel del Monte e la scenografica Rocca Calascio, definita da National Geographic uno dei manieri più belli del mondo. L’indirizzo è il Camping del Sole.

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Uno dei caratteristici presepi napoletani.

Campania

A Napoli per ammirare il golfo dall’alto della Certosa di San Martino. In fondo si erge maestoso il Vesuvio, e ai suoi piedi Pompei. Una passeggiata sul lungomare fino a Castel dell’Ovo, e poi in Piazza del Plebiscito per un caffè e una sfogliatella da Gambrinus. Prima di prendere il traghetto per Ischia, dove rilassarsi alle terme. Sosta all’EuroCamping dei Pini.

 Puglia

In Puglia per ammirare la natura ricca di contrasti del Gargano e poi le cittadine affacciate sul mare come Barletta, Trani, Molfetta. E Castel del Monte, dove Federico II si dedicava all’arte della falconeria. Poi giù in Salento, per scoprire Lecce e il suo Barocco. Per finire Santa Maria di Leuca, con il santuario affacciato sulla punta dove lo Ionio si incontra con l’Adriatico. Per la sosta il glamping La Masseria a Gallipoli, con una piscina tra le più grandi del sud Italia.

 

viaggiare in van in inverno
Lo spettacolare Barocco di Lecce, in Puglia.

Sicilia

Tour tra le città del Barocco fino a Modica, dove fare scorta di cioccolato. E poi a Porto Palo, per gustare i caratteristici pomodori di Pachino. Il posto migliore per ammirare il tramonto è Isola delle Correnti, dove Ionio e Mediterraneo si abbracciano. Alla vecchia tonnara di Marzamemi si può comprare da Campisi il miglior tonno dell’isola, e ad Avola le mandorle più pregiate d’Italia.  Per il campeggio lo Scarabeo Camping a Punta Braccetto. Altri camping aperti d’inverno: il Camping Luminoso a Santa Croce Camerina e il Camping Jonio a Catania.




Con il bonus è il momento di pedalare: ecco come scegliere la bicicletta

Sono state riaperte le domande per ottenere il bonus e c’è tempo fino al 9 dicembre. È il momento giusto per iniziare a pedalare. Ecco come scegliere la bicicletta

 Con i pasticci del “clic day” e l’esaurimento del fondo destinato a finanziare l’acquisto di biciclette e monopattini, moltissimi erano rimasti delusi. Ma il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha tranquillizzato tutti: il 9 novembre sono state riaperte le domande, e ora c’è tempo fino al 9 dicembre per chiedere il rimborso. Come? Registrandosi sull’apposita piattaforma online e presentando – insieme alla domanda – la copia della fattura o dello scontrino parlante che attesta l’avvenuto acquisto.

Decidere di comperare una bicicletta, però, non è semplicissimo per chi non è abituato a pedalare. Perché di bici ne esistono diverse tipologie, e ognuna è adatta a usi differenti. Tanto che i veri appassionati spesso ne hanno più di una. Ecco quindi qualche consiglio su come scegliere la bicicletta giusta, in base al tipo di attività che si desidera fare.

City-bike – Ideale per pedalare in città.

È decisamente la più comoda: consente di mantenere la postura eretta; ha ruote abbastanza larghe da affrontare senza problemi rotaie del tram e selciati sconnessi; può essere dotata di cestini dove riporre la spesa, e attrezzata con seggiolini porta-bambini.

Inoltre i modelli da donna, con la canna piegata, permettono di pedalare anche indossando le gonne. Se si tratta di una buona bicicletta, leggera e con le marce, può consentire di macinare anche 20-30 chilometri al giorno senza problemi. Se i chilometri diventano di più, forse può essere il caso di pensare a una bicicletta a pedalata assistita (vedere sotto).

Bicicletta da corsa Per gli amanti della velocità

Inutile negarlo: con queste biciclette – se di buona qualità – si vola. Le distanze si accorciano, e diventa un vero piacere sfrecciare come siluri. Sono perfette per chi – anche principiante – vuole fare attività sportiva. Ma non si può pensare di montare in sella e partire. La bici da corsa richiede una certa esperienza. Tanto per cominciare per la postura: infatti il particolare assetto di queste biciclette costringe a stare piegati molto in avanti. Inoltre il manubrio (anzi, per dirla in gergo tecnico “la piega”) è ricurvo per consentire a chi pedala un migliore controllo del mezzo e una posizione più aerodinamica.

 

come scegliere la bicicletta
Con la bicicletta da corsa è un piacere correre.

Poi c’è il problema dei pedali: in genere nelle bici da corsa sono dotati di un particolare aggancio a cui si fissano le scarpette. Per i principianti, vuol dire cadute assicurate durante le prime uscite. Ci vuole un po’ di tempo per imparare a sganciare velocemente il piede dal pedale ogni volta che ci si ferma. L’alternativa? Optare per pedali a gabbietta: hanno il vantaggio di tenere fermo il piede (così si può spingere con maggior forza), ma non lo intrappolano. Altro aspetto da tenere presente: le bici da corsa sono concepite per correre esclusivamente su strada asfaltata. Non possono essere utilizzate su terreni sconnessi.

Mountain Bike – Per gli amanti della natura

Il battistrada largo, le forcelle ammortizzate, la struttura maneggevole ma nello stesso tempo molto robusta, fanno delle mountain bike le biciclette ideali per chi vuole trascorrere le giornate in mezzo alla natura. Con una mtb si può pedalare ovunque: lungo sentieri, strade sterrate, viottoli di montagna, o semplicemente strade bianche.

mountain bike
In sella a una mountain bike si può arrivare nei luoghi più impervi.

Scegliere una mountain bike “entry level” è abbastanza facile. I problemi cominciano quando ci si prende gusto e si si vuole cimentare su terreni sempre più difficili. In questo caso, è utile chiedere a un esperto. Il consiglio: all’inizio meglio non optare per i modelli cosiddetti Enduro, concepiti per garantire il massimo rendimento in discesa. Hanno design e colori molto accattivanti, ma per tenerli a bada è necessaria una certa esperienza.

Bicicletta Gravel – Una compagna davvero tuttofare

Le biciclette gravel stanno conoscendo un momento di grande fortuna. Cosa comprensibile, dal momento che in sella a queste due ruote si può fare davvero di tutto. L’assetto è più comodo di quello delle bici da corsa, di cui sono parenti strette. Possono correre su strada, sono perfette per il cicloturismo (tra l’altro possono essere attrezzate con borse laterali e frontali), riescono ad affrontare senza problemi strade bianche, sterrati e terreni sconnessi.

bici gravel
Le gravel sono biciclette adatte a tutti i terreni.

Le gravel, nate per i cicloviaggiatori, rispondono infatti a diverse esigenze. Prima tra tutte quella di macinare parecchi chilometri al giorno a ritmo sostenuto, ma con una certa comodità. Anche per questo sono in genere biciclette molto leggere, costruite con telai in alluminio o fibra di carbonio.

Bicicletta elettrica (o a pedalata assistita) – Non solo per i più pigri

E poi ci sono le biciclette elettriche, contrapposte a quelle cosiddette “muscolari” (cioè che si muovono esclusivamente facendo girare le gambe). Al loro esordio, erano state guardate con sospetto dai puristi delle due ruote.

bici elettrica
Le biciclette elettriche stanno vivendo una stagione d’oro.

Oggi le bici a pedalata assistita stanno vivendo un vero boom. Anche grazie al fatto che sono compagne di strada davvero duttili. Tanto per cominciare riducono la fatica, consentendo anche ai meno sportivi di fare attività fisica. Consentono di raggiungere più velocemente il posto di lavoro, e per di più senza sudare anche se è estate e il sole scotta. Permettono uscite tra amici di livello atletico diverso, perché con una e-bike anche i meno allenati riescono a stare dietro agli altri. E permettono anche uscite discretamente lunghe, senza essere assaliti dalla paura di “non farcela”.

Anche nel caso della bicicletta elettrica, la scelta dipende comunque dall’uso: perché la batteria può far correre sia una city-bike, che una gravel o una mountain bike (in quest’ultimo caso, con una bici elettrica si possono davvero coprire dislivelli importanti in tempi molto brevi). E le bici da corsa? Sì, anche loro possono essere elettriche. Ma si tratta di una nicchia davvero minima di mercato.

 




Sondrio Festival, con Cecchi Paone una 34a edizione in streaming

Fino al 29 novembre la 34a edizione del Sondrio Festival, Con Cecchi Paone testimonial e presentatore dei film in concorso.

La 34a edizione di Sondrio Festival, la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, si svolgerà in streaming all’indirizzo streaming.sondriofestival.it da domani 14 novembre fino al 29 novembre. Alessandro Cecchi Paone sarà presente nella duplice veste di testimonial e di presentatore dei 14 film in concorso.

Sarà Cecchi Paone a introdurre ciascun documentario, accompagnando il pubblico: il popolare conduttore, giornalista e divulgatore scientifico, già sul palco del Teatro Sociale nella scorsa edizione, arricchirà con i suoi interventi la visione dei film.

Cecchi Paone sottolinea che l’edizione in streaming – dovuta all’emergenza sanitaria – non sarà meno ricca delle precedenti in presenza. E sarà in in grado di “sostenere la nostra passione per la natura e gli animali, e anche per conoscere zone del mondo vicine e lontane mai viste prima”. La lezione impartita è che tutto questo va protetto e conservato per chi verrà dopo di noi, osserva il conduttore.

Sondrio Festival cecchi paone
Funghi nel loro habitat naturale. Un’immagine del documentario “I prati, un paradiso perduto”.

Sondrio Festival con Cecchi Paone in veste di presentatore

Per questa edizione, il Comitato scientifico ha selezionato 14 documentari tra i 78 presentati, ambientati in diverse parti del mondo, Germania, Italia, Kenia, Messico, Canada, Svizzera, Russia, Stati Uniti, Botswana, Spagna e Cina, che presentano aree, ecosistemi e specie animali in sofferenza. Un focus su problematiche che affliggono il pianeta ma anche l’esaltazione della grande bellezza della natura per momenti che uniscono la riflessione all’estasi.

Gli spettatori che non vogliono perdere l’occasione di vedere uno dei documentari, quelli di interesse o tutti quelli in concorso non dovranno far altro che accedere al sito internet sondriofestival.it e scegliere a quali assistere a partire dal 14 novembre. La visione è completamente gratuita e offerta ad un massimo di 2500 persone a documentario, per una platea potenziale di 35.000 spettatori. Sul sito internet sono disponibili le presentazioni e i trailer dei film ed è possibile scaricare la brochure ufficiale di Sondrio Festival.

sondrio festival cecchi paone
Un’immagine del documentario “Natura senza confini”.

“Ormai mi ritengo un amico di Sondrio Festival – sottolinea Cecchi Paone – e sono felice di presentarlo in questo anno difficile, perché passata l’emergenza dovremo riflettere sull’importanza di trovare un equilibrio fra il progresso e la protezione della natura. Mangiamo troppo ma molte persone non hanno di che nutrirsi, non dobbiamo svuotare gli oceani di pesce né distruggere le foreste tropicali o inquinare l’acqua. Sono necessari nuovi stili di vita≫.

Per Cecchi Paone ciascuno di noi può offrire il proprio contributo partendo dalle piccole cose e dai gesti quotidiani: non sprecare e non buttare, evitando di riempire il mondo di rifiuti. L’edizione in streaming priva il pubblico della visione dei documentari sul grande schermo del Teatro Sociale, ma rappresenta anche una grande opportunità per questa edizione e per le prossime.

“Ci dispiace avere il teatro vuoto e doverci privare degli scambi meravigliosi con gli spettatori – conclude Cecchi Paone -, ma lo streaming consente di arrivare a un pubblico immenso e questa piattaforma che è stata creata rimarrà anche quando Sondrio Festival tornerà in presenza”.