Vuoi diventare Weekend Dreamer? Raccontaci il tuo sogno

Weekend Dreamers è un progetto che Weekend Premium si propone di aiutare pubblicando i racconti di viaggio di ragazzi fragili, con disabilità o patologie. Finora abbiamo pubblicato i racconti di sogni realizzati da Jacopo Marotta, Davide Ciceri, Francesco Forti, Ilaria Naef, Eleonora Ghiazza, Chiara Bruzzese, ma vorremmo aiutare altri ragazzi a realizzarne altri.

RACCONTACI IL TUO SOGNO

Purtroppo per ora non si può viaggiare. Ma nell’attesa di poter ripartire, puoi raccontarci il tuo sogno e diventare un “Weekend Dreamers – Young Reporter”. Come? Inviaci il racconto del tuo sogno all’indirizzo mail

ilmiosogno@weekendreamers.it

Deve essere da 1000 a max 3.000 battute (spazi compresi) dove ci racconti chi sei, qual è il tuo sogno di viaggio o l’esperienza che vorresti fare, dove ti piacerebbe andare e quali luoghi visitare e perché.

Gli articoli più belli saranno pubblicati nella sezione Weekend Dreamers del sito www.weekendpremium.it e sulla pagina Facebook di Weekend Dreamers.

Tra i racconti pervenuti, sceglieremo i sogni da realizzare appena si potrà. Qui sotto tutti i dettagli:

Tra i racconti pervenuti, saranno scelti 3 sogni.

    • L’iniziativa è riservata a ragazzi dai 14 ai 25 anni con disabilità o patologie che hanno un sogno di viaggio o un’esperienza che desiderano vivere.
    • I racconti, della lunghezza massima di 3000 battute (spazi compresi), dovranno contenere una breve storia del ragazzo/a, la descrizione del proprio sogno/desiderio, il viaggio o l’esperienza che desiderano fare e perché. Al racconto vanno allegate più foto, una breve biografia per poterti conoscere e le informazioni di contatto (telefono e email). Per i minorenni è necessaria la liberatoria dei genitori per la pubblicazione di testo e foto.
    • Gli scritti dovranno essere inviati all’indirizzo mail ilmiosogno@weekendreamers.it entro il 31 gennaio 2021. Nel caso il ragazzo/a sia impossibilitato a scrivere, l’articolo potrà essere scritto anche da un familiare.

TRE PRIMI PREMI, TRE SOGNI DA REALIZZARE

  • I racconti più belli, scelti a insindacabile giudizio della redazione, saranno pubblicati nella sezione Weekend Dreamers del sito di Weekend Premium e sulla pagina Facebook di Weekend Dreamers.
  • Tra tutti i racconti pervenuti ne saranno scelti tre, ognuno da tre differenti giurie. La prima sarà composta da giornalisti e stampa specializzata, la seconda da operatori del turismo, mentre la terza sarà una giuria social popolare che sceglierà il racconto che avrà avuto più like e condivisioni.
  • A ognuno dei tre autori Weekend Premium darà il suo aiuto per cercare di realizzare il sogno descritto nel racconto, o comunque, un fantastico weekend, quando si tornerà a viaggiare.

Per informazioni e per inviare i vostri articoli potete scrivere a

ilmiosogno@weekendreamers.it




Weekend Dreamers. Matilde ci racconta il suo sogno: andare a cavallo con Don Matteo

Stanno arrivando! I racconti dei nostri aspiranti Weekend Dreamers – Young Reporter stanno giungendo in redazione. E con grande piacere oggi pubblichiamo quello di Matilde Cecchi, una ragazza di Firenze che ci apre il suo cuore e il cassetto dove sono racchiusi i suoi sogni. Un’amica speciale che siamo lieti e orgogliosi di ospitare sulla nostra pagina. A lei la parola.

Ciao a tutti, sono Matilde, una ragazza di 22 anni di Firenze. Chi scrive però è la mamma, perché solo lei, insieme al mio babbo, possono capire le mie emozioni. Sono una ragazza normale, ma molto diversa da tutti. Ho avuto da piccola un ritardo di mielinizzazione e questo mi ha portato ad avere un ritardo cognitivo e intellettivo, facendomi anche mancare la manualità, ma a chiacchiera me la cavo!

I sogni…la vita è fatta di sogni e di speranze. E sono proprio i sogni che a volte ti fanno andare avanti nel quotidiano, anche per una come me.

I miei sogni nel cassetto

Il mio sport preferito è l’equitazione e la mia passione sono i cavalli.

I cavalli, una delle passioni della nostra Weekend Dreamer Matilde

La persona che mi rende particolarmente felice quando la vedo in TV, invece, è Terence Hill, sia nei panni di Don Matteo che in quelli della Guardia Forestale nel telefilm “Un passo dal cielo”. Un weekend da sogno? Ovunque, per una ragazza a cui piace sognare. Non importa, poi, se i sogni si avverano oppure no, l’importante è continuare a sognare.

Matilde Cecchi




Amici di Weekend Dreamers. Vanni Oddera, il campione che con la Mototerapia “mette le ali” a chi non le ha

Vanni Oddera ha il cuore grande. Grande il doppio del normale, e una patologia molto rara, la Sindrome di Kartagener. “Significa che ho il cuore a destra anziché a sinistra, e tutti gli organi invertiti: il fegato al posto della milza, i reni spostati, così come i lobi del cervello, e il sangue circola in maniera contraria”, spiega. L’ha scoperto per caso, a 12 anni, dopo essersi sottoposto a un elettrocardiogramma per iscriversi a un corso di pattinaggio artistico, un’idea di sua madre per tentare di distrarlo dalla passione che aveva fin da bambino: le moto. Una passione che né il situs viscerum inversus, né le preoccupazioni della mamma hanno fermato, perché Vanni ha fatto di quello che poteva essere un punto debole il suo punto di forza.

Vanni Oddera in uno dei suoi spettacolari salti

Una “vita spericolata” la sua, che l’ha portato a volteggiare in sella a una moto da cross a 30 metri di altezza, a saltare, a esibirsi in giri della morte, e a diventare campione di motocross freestyle a livello nazionale e internazionale. Fino alla svolta che, come racconta nel suo libro “Il grande salto. Come ho capito che l’amore per gli altri rende felici” (Ponte delle Grazie), lo porta a realizzare il progetto di Mototerapia, dedicato a bambini e ragazzi disabili, autistici o con gravi patologie. Vanni Oddera fa salire questi ragazzi in moto, li fa volare, li fa sorridere, mette loro le ali quando sembra le la malattia gliele abbia tranciate.

Vanni Oddera ha raccontato nel suo libro “Il grande salto” come è nata la Mototerapia

E, se i ragazzi non possono andare da lui, va lui da loro in ospedale, naturalmente in moto (elettrica), portando il suo progetto Freestyle Hospital. Nel marzo 2020, grazie a uno studio dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, vengono ufficialmente riconosciuti i benefici della Mototerapia sui pazienti oncologici.

Mototerapia all’Ospedale Regina Margherita

Vanni Oddera è stato uno dei primi sostenitori della mia idea di voler aiutare questi ragazzi dalle ali fragili che oggi è diventato Weekend Dreamers. L’ho conosciuto a un convegno, mi ha dato il suo numero. E quando nessuno sembrava volermi “aiutare ad aiutare” realizzando i sogni di viaggio dei ragazzi più fragili, l’ho chiamato e lui mi ha risposto. Non solo, mi ha fatto conoscere Davide, Jacopo, Francesco, Eleonora, Veronica, Chiara, Ilaria, i nostri Weekend Dreamers e mi ha permesso di catturare i loro sogni e di aiutarli a realizzarli.

Vanni con il nostro Weekend Dreamer Francesco

Perché, secondo te, quando cercavo collaborazione per realizzare il progetto Weekend Dreamers ho trovato così poco aiuto?

“Credo perché, come per ogni cosa nuova che nasce, le persone all’inizio non ci credono, non danno valore alle idee.  Ancor più se si esce fuori dagli schemi, come portare i disabili e i malati in moto. Poi, l’Italia è il paese della burocrazia e delle conoscenze e questo non aiuta. Però non bisogna mai arrendersi, ma credere in quello che si fa e andare avanti”.

Perché invece tu hai appoggiato Il mio progetto di aiutare questi ragazzi a conoscere questo mondo che loro amano tanto anche se per loro è un mondo difficile?

“Ti ho aiutato perché ho subito capito che sei una persona buona, un po’ speciale, un sognatore, e che la tua idea del viaggio weekend era strepitosa per i ragazzi. Consentire loro di realizzare un sogno, di viaggiare, di vivere un’esperienza nuova non solo li solleva dalle difficoltà quotidiane, ma dà loro la forza di capire che la malattia, la disabilità non deve essere un limite. Certo, si fa più fatica, ma niente è impossibile se lo si vuole”.

Vanni Oddera in moto con Veronica Franco

Tu hai aiutato me, e quindi WEEKEND DREAMERS a cominciare, ma tu come hai cominciato?

“Era il 2008, ero a Mosca e avevo appena partecipato a una gara importante. Stavo andando a una festa, mi ero vestito bene e mi ero messo in tasca una manciata di banconote. Ho chiamato un taxi e quando sono salito c’era una puzza terribile. Mi sono accorto che l’autista era senza gambe e che era incontinente, ma lui non chiedeva la pietà di nessuno. Per me è stato come ricevere uno schiaffo. Gli ho dato tutti i soldi che avevo e sono tornato in albergo. Sono scoppiato a piangere, poi, appena tornato a casa, ho chiamato un amico che lavora in un centro per disabili e mi sono proposto di aiutare. È nata così l’idea della Mototerapia, che ho portato avanti credendoci con tutto me stesso”.

Mototerapia con i piccoli pazienti (foto Lorenzo Refrigeri)

Qual è la spinta che ti fa andare avanti che ti dà tanta energia che poi sai trasmettere a questi ragazzi?

Il sorriso negli occhi che questi piccoli guerrieri hanno durante le giornate con me. Sono saliti in moto ragazzi tetraplegici, altri con la sindrome di down o malati oncologici, senza distinzioni. Ho fatto Mototerapia con i bambini di ematologia e oncologia dell’Ospedale Gaslini di Genova e del Regina Margherita di Torino. Bambini talmente fragili che non li fanno nemmeno uscire in giardino, invece davanti a una moto urlavano di felicità, facevano le giravolte…”

La moto mette le ali a chi non le ha

Perchè ti vogliono tanto bene?

“Perché credo di essere genuino, vero, e loro lo sentono. Ma, soprattutto, perché li tratto come tratto tutti non come diversi o malati. Quando mi vedono in tuta, poi, mi percepiscono come un supereroe “che vola” e si fidano ciecamente”. Poi salgono sulla moto e provano emozioni mai provate prima, come se volassero”.

Emozioni sulla moto (foto Lorenzo Refrigeri)

Tra i nostri Weekend Dreamers avrebbe dovuto esserci anche Veronica Franco, che sognava di andare a Disneyland Paris. Veronica ci ha lasciato, ma un suo grande sogno è riuscita a realizzarlo, grazie a te: aveva una voce straordinaria e l’hai portata a “”Tu sì que vales”. L’emozione di quel giorno?

Veronica quel giorno ha esaudito il suo più grande desiderio, quello di fare sentire la sua meravigliosa voce nella sua indimenticabile interpretazione di “Halleluja”. La giuria era commossa e anche io piangevo come un bambino”

Vanni Oddera con Veronica Franco a “Tu sì que valés”

Tu riesci a scuoterli, a dare loro tanta energia, a fargli fare delle cose pazze. Qual è stata la cosa più pazza che hai fatto con loro?

“Farli saltare in moto con me”

In moto nei corridoi dell’Ospedale Regina Margherita

Quale quella che farai?

“I miei progetti futuri sono top secret, ma per ora te li sussurro nell’orecchio senza che ci sentano, anzi potremmo realizzarli insieme…Chissà che oltre alla Mototerapia non nasca anche la Viaggioterapia”




Chiara, Weekend Dreamer a cavallo: con lui può camminare, correre, volare

Dopo aver realizzato il suo sogno di visitare l’Umbria grazie a Weekend Dreamers, Chiara Bruzzese, già campionessa di danza in carrozzina, ci parla di un’altra delle sue passioni: l’equitazione.

 Di Chiara Bruzzese

In questo periodo dove tutto è difficile per il rischio di contagio per noi disabili la vita è diventata ancora più complicata. Le regole dicono che dobbiamo stare sempre distanziati e quindi io che sono disabile e sportiva per me non allenarmi vuol dire perdere tutto quello che avevo acquisito. Tuttavia, se non posso allenarmi per la disciplina della danza in carrozzina, posso tuttavia dedicarmi all’altra mia grande passione: l’equitazione, che si fa all’aperto.

Chiara Bruzzese durante un’esibizione di danza in carrozzina

Ho la fortuna di vivere in un posto molto bello, Quiliano, un paese di circa 7000 abitanti, situato nell’entroterra tra Savona e Vado Ligure a pochi chilometri dal mare. È composto da due centri e tre frazioni montane e da borgate ricche di fascino, alcune in collina tra il verde di pinete, castagneti e boschi di lecci e faggi.

Veduta di Quiliano, il paese di Chiara

La mia esperienza da cavaliere inizia molto presto, all’età di 6 anni. Mio nonno mi ha regalato un pony ed è grazie a lui che ho imparato a montare. All’inizio è stato difficile perché l’andatura del pony è molto particolare e quindi per me, che allora facevo più fatica a mantenere l’equilibrio, era molto impegnativo. In seguito, durante le mie vacanze in Trentino con l’associazione Sportabili, ho iniziato a praticare equitazione in un maneggio. Così ho deciso di continuare con Il Faggio, un gruppo che pratica l’Ippoterapia. Ho iniziato come riabilitazione, poi nel 2013, hanno formato il gruppo “Faggio Equitazione Olympic”. Con altri due ragazzi del gruppo, Michele e Delia, abbiamo partecipato agli Special Olympic ad Arezzo.

È stata una bellissima esperienza, con tanti ragazzi, uno spettacolo di apertura, una sfilata, le gare e la cerimonia di chiusura con l’assegnazione delle medaglie e i festeggiamenti.  Due anni dopo, ho partecipato ancora agli Special Olympic a Varese. Il tipo di gara e le esibizioni erano un po’ diverse. Ho vinto e mi sono classificata bene anche in una nuova specialità, il dressage (CONTRY MUSIC). Ho deciso così di continuare ancora, seguendo lezioni e manifestazioni a feste, e dopo tanto tempo ho ripartecipato a una piccola gara proprio qui nel mio paese, e ho vinto una coppa!!!

La mia lezione di dressage

Vista la situazione di questa pandemia gli sport all’aperto sono consigliati. La danza invece è in sospeso, mentre l’equitazione è sempre continuata o meglio io non l’ho mai mollata perché in questi anni di danza ho sempre continuato a fare la mia lezione di dressage settimanale come terapia-riabilitativa. Ma la vera emozione è stata partecipare a una gara. Ve la voglio raccontare.

Chiara durante una lezione di dressage

Il venerdì mattina durante la lezione di allenamento l’istruttore mi chiede se volevo partecipare a questa manifestazione nel maneggio proprio qui nel mio paese. Non ho potuto che dire di sì! Dopo tanto tempo ho indossato la tenuta da dressage: giacca blu scuro, pantalone beige chiaro, camicia bianca con un foulard al collo, guanti, stivale con ghette, caschetto. Essendo io in carrozzina il cavallo, invece, lo prepara l’istruttore. Arrivo a lato campo, sono emozionatissima, salgo su una pedana che è l’altezza più o meno della sella sul cavallo. Una volta salita allungo un braccio e con la mano lo saluto. Inizia il mio percorso di gara dressage. L’istruttore è vicino mi spiega e mi fa provare il campo. La disciplina del dressage che eseguo a seconda del tipo di disabilità ha varie andature: la mia è il passo. Le mie figure sono: volta, mezza volta, diagonali, slalom e tagliate. La gara si svolge su un campo dove sono posizionate delle lettere che indicano l’inizio e la fine del percorso.

Il dressage, poi, è uno sport di memoria perché sia il cavallo che il cavaliere devono imparare sia i passaggi che i movimenti. Per eseguire il dressage anche la razza del cavallo è importante, deve essere di buon carattere e con corpo armonico e ancora dai bei movimenti. Ma sia io che il mio cavallo siamo stati davvero bravi!




Ilaria Naef, la nostra Weekend Dreamer ci racconta la “sua” Sicilia

Grazie a Weekend Dreamers ho potuto passare un bellissimo weekend di relax in Sicilia insieme al mio migliore amico Matthew. Siamo molto uniti da quando ci siamo conosciuti alle scuole medie, e ci siamo sempre supportati a vicenda anche nei momenti più difficili, quindi è stato molto bello poter condividere con lui questa esperienza, che è stata anche la sua prima volta in Sicilia.

Mentre aspettavamo in aeroporto, abbiamo pensato di chiamare degli amici siciliani, che avevamo conosciuto un giorno mentre facevamo shopping a Genova. Loro abitano nei dintorni di Catania ed eravamo sicuri che sarebbero stati felici di poterci incontrare durante il nostro weekend. Da quando ci siamo conosciuti, infatti, speravo di poter andare in Sicilia per incontrarli e visitare la loro bellissima terra. Per me era diventato un piccolo sogno, che ora si è avverato grazie a Weekend Dreamers.

Una volta atterrati a Catania siamo subito andati a ritirare l’auto a noleggio e ci siamo diretti subito verso l’hotel “Il Principe“, in cui abbiamo alloggiato per le nostre due notti a Catania, grazie a Raffaele d’Argenzio e a Weekend Dreamers.

Per le strade di Catania

La mattina dopo, abbiamo visitato il centro di Catania, iniziando da piazza del Duomo, al centro della quale si trova la bellissima fontana dell’Elefante (l’elefante è il simbolo di Catania).

Poi siamo entrati nella Cattedrale di Sant’Agata, molto suggestiva sia dall’interno che dall’esterno. Sempre dalla piazza del Duomo, abbiamo potuto osservare il Palazzo degli Elefanti (il municipio) e il Palazzo dei Chierici.

Abbiamo proseguito la nostra visita dirigendoci verso il Castello Ursino. Questo castello ospita al suo interno il museo civico. Ci sono bellissimi dipinti, mosaici, statue, monete antiche, e persino alcune pistole d’epoca. Nella parte esterna ci sono invece dei frammenti di capitelli e sculture.

Ci hanno raccontato che il castello ha avuto per diversi anni la funzione di carcere, infatti sono ancora visibili sui muri le incisioni e i messaggi sui muri. Dopo la visita al castello, abbiamo pranzato con i nostri amici siciliani, ed eravamo tutti molto felici di poter finalmente passare del tempo insieme!

Nelle terre di Giovanni Verga

Nel pomeriggio ci siamo diretti con la macchina verso Aci Castello. Abbiamo visto il panorama dei paesi vicini: Acireale, Aci Catena, Aci Trezza, e poi abbiamo fatto una passeggiata lungomare, fermandoci ad ammirare il castello normanno sul mare, molto spettacolare.

Per cena abbiamo finalmente potuto gustare diversi tipi di arancini e di dolci siciliani, tutti molto buoni! Dopo cena siamo tornati in hotel e siamo andati subito a dormire, per accumulare energie per il giorno seguente, l’ultimo del nostro weekend.

Dalle pendici dell’Etna a Carlentini

La domenica mattina, ci siamo preparati per salire sull’Etna. Mentre salivamo con la macchina siamo rimasti senza parole per la bellezza del panorama, con gli alberi d’autunno e la roccia nera per le passate eruzioni del vulcano.

Una volta raggiunto il rifugio Sapienza ci siamo fermati lì per un bel po’, per goderci l’aria fresca e ammirare lo splendido panorama.

Una volta scesi, ci siamo diretti verso Carlentini, e abbiamo pranzato all’Agriturismo Il Giardino del Sole, dove abbiamo potuto gustare cibi siciliani molto particolari, che non avevo mai assaggiato prima, come ad esempio il “falsomagro”, un rotolo di carne ripieno. Dopo pranzo abbiamo visitato la fattoria, dove abbiamo potuto anche dare da mangiare alle caprette e ai cavalli. Purtroppo, per noi era giunta l’ora di prepararci a ripartire verso l’aeroporto. Abbiamo preso la macchina e siamo tornati verso Catania.

Siamo tornati a casa felici e con dei bellissimi ricordi, grazie Weekend Premium per averci permesso di vivere questa bellissima avventura. Sono felicissima di essere una Weekend Dreamer e di poter partecipare al Premio Weekend Dreamers -Young Reporter!

Ilaria

CHI È ILARIA NAEF

“Mi chiamo Ilaria Naef, ho 26 anni e sono nata a Genova, abito a Varazze. Sono nata prematura e per questo ho una disabilità e non riesco a controllare bene i movimenti delle gambe. Riesco a camminare con le stampelle, ma è da quando ho fatto la scelta di usare la carrozzina che ho iniziato a sentirmi veramente libera. Pratico uno sport che si chiama WCMX, potremmo definirlo freestyle in carrozzina. In pratica faccio salti e uso le rampe da skate con una carrozzina fatta apposta, sono la prima italiana a farlo e sono riuscita anche a fare un backflip (salto mortale).

DOVE DORMIRE E MANGIARE

*Hotel Principe****, via Alessi 24, Catania, tel 095/2500345, www.ilprincipehotel.com

*Agriturismo Il Giardino del Sole, Contrada San Demetrio, Carlentini (SR), tel 333/3291842, www.ilgiardinodelsole.it




Ilaria Naef, la nostra prossima Weekend Dreamer si presenta: pronta per la Sicilia!

Il Coronavirus non ferma i nostri Weekend Dreamers. Siamo lieti e orgogliosi di presentarvi Ilaria, che dalla prossima settimana ci racconterà il suo weekend alla scoperta della Sicilia attraverso le sue foto, i suoi video e le sue impressioni. Intanto, però, ci ha parlato un po’ di lei.

“Mi chiamo Ilaria Naef, ho 26 anni e sono nata a Genova, abito a Varazze. Sono nata prematura e per questo ho una disabilità e non riesco a controllare bene i movimenti delle gambe. Riesco a camminare con le stampelle, ma è da quando ho fatto la scelta di usare la carrozzina che ho iniziato a sentirmi veramente libera.

Pratico uno sport che si chiama WCMX, potremmo definirlo freestyle in carrozzina. In pratica faccio salti e uso le rampe da skate con una carrozzina fatta apposta, sono la prima italiana a farlo e sono riuscita anche a fare un backflip (salto mortale).

Ho scelto il viaggio in Sicilia  perché finora ho visto solo la costa della Sicilia, e non vedo l’ora di poter finalmente visitare il Parco dell’Etna e godermi un weekend di relax. Porterò con me il mio migliore amico Matthew, lui non è mai stato in Sicilia, ma so che lo desiderava da tanto. Siamo inseparabili da quando ci siamo conosciuti circa 15 anni fa, e ci siamo sempre sostenuti a vicenda nei momenti difficili che entrambi abbiamo avuto, quindi siamo felicissimi di poter fare anche questa esperienza insieme”.




Il viaggio di Chiara continua verso Spello, Perugia e Gubbio

Dopo aver lasciato a malincuore il Resort di Borgobrufa, insieme alla mia famiglia decidiamo di visitare anche Spello, Perugia e Gubbio.

Ecco, allora, Spello uno dei borghi più belli d’Italia, conosciuto per le magnifiche infiorate create ogni anno in occasione della festa del Corpus Domini. Sono entrata dalla grandiosa Porta Consolare e ho percorso i vicoli con scorci unici, ammirato panorami e beni artistici, la chiesa Santa Maria Maggiore con affreschi del Pinturicchio, Sant’Andrea e San Lorenzo. Affascinata lascio questo posto incantevole uscendo da Porta Venere con le due belle Torri di Propenzio.

Da Spello a Perugia

Con nostalgia lascio Spello, ma poi, ecco Perugia! Parcheggiamo e, dopo aver fatto la risalita con le scale mobili che attraversano i sotterranei della Rocca Paolina, luogo buio, però nello stesso tempo affascinante, antico e ricco di mistero. Eccomi in centro!!

Bellissima Piazza IV Novembre, cuore della città, con al centro la Fontana Maggiore in marmo, composta da tre vasche con i segni dello Zodiaco, i mesi dell’anno, scene della Bibbia e favole di Fedro. Una vera opera d’arte anche Palazzo dei Priori, in stile gotico, con sopra l’ingresso le statue del grifo e del leone e la Cattedrale di San Lorenzo.

Seduta sulle scalinate ho ammirato tutta la bellezza della piazza e il  brulicare di persone che vi sostano per fare fotografie e godere della vista, l’atmosfera che si respira ti fa tornare indietro nel tempo.

Sono golosa e da golosa del cioccolato mi è mancato non visitare il negozio della Perugina, anche se mi sono accontentata di ammirare le vetrine. Pazienza sarà per la prossima volta!!!!

Verso Gubbio!

I miei genitori mi sorprendono ancora facciamo tappa a Gubbio. Lungo la strada da Perugia a Gubbio ammiro il paesaggio umbro, molto verdeggiante, e arrivo in questo borgo medievale arroccato sul monte Ingino, al confine con le Marche. Raggiungo il grande complesso di Piazza Grande, che comprende il Palazzo dei Consoli e il Palazzo Pretorio. Da qui si gode uno splendido panorama. Ma non è ancora finita!

Salgo poi su un trenino turistico per un viaggio nella storia di Gubbio. Mi sono seduta e mi sono goduta con emozione questo tour, alla scoperta di vie, vicoli e splendide piazze di grande bellezza.

Mi sono immersa nella storia, nella cultura e nelle tradizioni di questa città meravigliosa. Ma, prima di ripartire, mi sono gustata una crescia farcita con prosciutto crudo e formaggio molle, un piatto tipico del posto. Buonissima!!!!

CIAO GUBBIO. CIAO UMBRIA!

Tre giorni sono trascorsi velocemente. Il sogno di questo viaggio non finirà, perché io ritornerò con la mente lì e ricorderò questa bellissima avventura. Ringrazio Raffaele D’Argenzio di Weekend Dreamers (la pagina FB che cerca di realizzare i sogni come il mio).

La sorpresa finale è che questo articolo partecipa  al premio Young Reporter, perché anch’io sono una weekend dreamers. Altra avventura, altra emozione.

Chiara Bruzzese

CHI È CHIARA BRUZZESE

Sono Chiara Bruzzese, ho 27 anni e sono una tipa socievole, ma scontrosa. Mi piace la musica, sentirla a tutto volume, e sono una grande fan di Mika. Sogno di incontrarlo e diventare sua amica!!! Poi ballo in carrozzina, mi piace perché  mi fa sentire libera e mi coinvolge a tal punto che dimentico la mia disabilità.




WEEKEND DREAMERS AD ASSISI. Chiara: “Ho ballato in carrozzina per San Francesco”

Sono Chiara Bruzzese e lo scorso febbraio speravo di visitare Assisi, dal momento che già mi trovavo a Foligno per una gara di danza in carrozzina. Purtroppo, però, la gara si è prolungata e ho dovuto rinunciare. Adesso, finalmente il mio sogno di vedere Assisi si è avverato. Ho trascorso un weekend in questa fantastica città conosciuta in tutto il mondo perché qui nacque, visse e morì San Francesco, patrono d’Italia, e Santa Chiara. Questa meravigliosa esperienza mi è rimasta nel cuore. E la voglio condividere con voi.

Ho ricevuto una telefonata da un amico speciale, poi un’altra telefonata da un nuovo amico, anche lui speciale: Raffaele della WEEKEND DREAMERS (la pagina Facebook che cerca di realizzare sogni come il mio). Ero confusa, però anche felice perché si stava realizzando un altro grande sogno: un weekend al Resort Borgobrufa di Assisi con la visita guidata a questa sublime città.

PRIMO GIORNO: Coccole e relax al Borgobrufa Spa Resort

Sono partita con i miei genitori e Mia, la nostra dolce barboncina toy. È stato un viaggio di circa 4/5 ore, ero molto emozionata. Appena arrivata, in lontananza ho visto Assisi.   Dopo pochi chilometri ecco il Resort. Il Borgobrufa è lo SPA Resort più grande dell’Umbria ed è situato sopra una collina nelle vicinanze di Assisi e di Perugia. È un vero e proprio piccolo borgo dedicato al Benessere con una piscina interna ed esterna, la sauna e la Spa, la zona di relax e un bellissimo ristorante con una terrazza panoramica.

In questa bellissima location vivrò il mio sogno. Si, qui passerò due giorni, mi coccolerò un po’. Mi accoglie la responsabile e mi consegna la chiave della favolosa suite panoramica. Cavoli che meraviglia!!!  Il personale è gentile, cortese e disponibilissimo.  L’ambiente super accogliente, rilassante e dalle finestre si gode di un panorama a 360° stupendo.

Mi sono sistemata e poi è arrivata l’ora di cena. Ero impressionata e tesa, in un ambiente chic e raffinato.  Il personale mi ha accolta e messa a mio agio. Mi ha deliziato con piatti elaborati e particolari, ho gustato ottimi agnolotti ripieni di prosciutto di Norcia.  E visto che Assisi è vicino sono andata a vederla di sera illuminata…  Stupenda sembra un presepe… anzi è proprio un presepe.

SECONDO GIORNO: Nelle strade antiche di Assisi

Appena sveglia ero un po’ preoccupata per la giornata che mi attendeva. Ho fatto una ricca colazione e ammirato il paesaggio. Mi aspettava Assisi la mia meta sognata da tempo. Ho pensato tante volte a questa città dai vari stili (romani, medievali e rinascimentali) arroccata su una collina, dove spicca l’imponente Basilica di San Francesco.

Eccomi arrivata, sono senza parole, osservo il paesaggio, e mi avvio   all’appuntamento con Giulio Proietti, il responsabile dell’Ufficio del Turismo del Comune di Assisi, e con la nostra guida Maddalena D’Amico.

“Chiara eccoti!”, una voce si fa avanti e io “Sì, ci sono!”. Ci siamo presentati e scambiati i vari pareri su dove andare, ma ero ancora immersa nella bellezza di quel posto. Io e la guida ci siamo avviate ed è iniziato il viaggio nell’atmosfera di spiritualità di quel luogo di storia e di fede.

Dopo aver sostato davanti alla Tomba del Santo, ammirato le ricchezze dei capolavori di artisti come Giotto e Cimabue nelle Basiliche, sono andata all’altra meta che desideravo visitare da tempo: la Basilica di Santa Chiara, luogo di culto e di pellegrinaggio, oltre il corpo della Santa, vi è conservato il Crocifisso di San Damiano, che parlò a San Francesco. Devo dire che qui mi sono molto emozionata.

Il viaggio continua. Il Signor Proietti mi dice che sono attesa in Comune per essere ricevuta e salutata dall’Assessore allo sport Veronica Cavallucci e dal consigliere comunale Paolo Sdringola. Ecco sono arrivata in una piazza fantastica dove spicca Palazzo dei Priori, oggi sede del municipio, il tempio di Minerva con il campanile chiamato “Torre del Popolo” e il Palazzo del Capitano del Popolo, la fontana settecentesca “Fontana dei due leoni”.

Dire che sono emozionata è poco! Sono addirittura frastornata. Mi premiano con una targa e con una copia dell’enciclica firmata da Papa Francesco pochi giorni prima.

Ma le emozioni non sono ancora finite, perché mi dicono che ora devo ballare. Ma dove? Sorpresa! Ballerò davanti alla Basilica di San Francesco. Sono molto tesa!! Torno in piazza, ed ecco la carrozzina da ballo!  Mi devo concentrare, sono emozionata. Mi guardo attorno: sono in un luogo così importante e suggestivo, le mie sensazioni sono a mille, la basilica di San Francesco, le persone, la musica inizia e io ballo, ho ballato, ho ballato!!!!

È andata sono felice, è stata una grande esperienza. L’Assessore e il Signor Proietti si sono complimentati e anche commossi. È quasi sera. Ci salutiamo. Sono ancora incredula di aver trascorso un giorno così da sogno, in un posto incantevole e con persone gentili e che mi hanno coccolata e che mi hanno chiesto di tornare. Mi hanno detto che sarò sempre la benvenuta e che mi seguiranno nelle mie prossime avventure sportive. Ritorno al Resort a gustare l’ultima cena, il “Delizia menù quattro sensi”: piatto unico di gnocchi rossi con ragù di chianina e un sorbetto.

Il terzo giorno si parte. CIAO ASSISI!! Spero di rivederti presto…

Ma c’è un’altra sorpresa finale: questo articolo partecipa al premio Young Reporter perché anch’io sono una Weekend Dreamers.

Chiara

CHI È CHIARA BRUZZESE

Ho 27 anni, ho una disabilità motoria legata anche al linguaggio. Sono diplomata, ora svolgo un piccolo lavoro al computer in una biblioteca. La mia passione è sempre stato lo sport. Ho iniziato con il nuoto, poi con l’equitazione nella specialità dressage vincendo 2 Medaglie d’oro ai Special Olimpic per 2 anni consecutivi.

Però la musica e la danza sono sempre state nel mio corpo e nella mia anima, così ho iniziato a fare Wheelchair Dance, cioè danza in carrozzina. Sono stata Campionessa italiana assoluta nel 2019 e nel 2020 nella specialità SOLO e Medaglia d’oro alla Coppa delle Nazioni 2018 a Bratislava nel DUO. Nel 2019 ho partecipato a varie competizioni internazionali e ai mondiali a Bonn, ottenendo ottimi risultati.




Veronica, fragile usignolo, sei volata via. Ma ci hai lasciato la tua voce di paradiso

Di Raffaele d’Argenzio

Ci siamo sentiti mesi fa (un anno, forse) e ti avevo chiesto quale fosse il viaggio che avresti voluto fare, il tuo sogno da catturare.  Mi dicesti che ti sarebbe piaciuto andare a Parigi, ma più che la città in sé, volevi visitare Disneyland. Forse volevi entrare e vivere nel mondo magico di quei personaggi da fiaba, che ricordano l’infanzia, personaggi di un mondo fantastico, forse perché la realtà ti era diventata troppo difficile e dolorosa.

Era il tuo desiderio che io lo volevo realizzare. Avevo chiesto aiuto all’Ente del turismo francese, ma purtroppo non mi era stato dato. Decisi così che avrei fatto da solo: già avevo catturato altri sogni di altri ragazzi dalle ali fragili e avrei realizzato anche il tuo. L’avevamo programmato per la primavera del prossimo anno, perché in inverno a Parigi fa freddo. A Disneyland di certo già ti aspettavano Topolino, Paperino, Paperina, Pluto, Principi, Principesse e tutti i personaggi delle favole.

Ma non abbiamo fatto in tempo a realizzare il tuo sogno. È arrivato il Covid che ci ha bloccati. Così, abbiamo cominciato a scriverci. Mi hai detto che il viaggio a Disneyland forse era meglio rimandarlo all’anno prossimo. Intanto, però, avevi realizzato un altro dei tuoi sogni, fare conoscere la tua splendida voce. Lo avevi fatto partecipando al talent show “Tú sí que vales”. Avevi cantato una splendida Halleluja ed eri riuscita a commuovere Maria De Filippi, Jerry Scotti e Belen Rodriguez, ma anche gli spettatori a casa.  Avevi un corpo fragile, ma cantavi come un usignolo.

Ci siamo risentiti, ti avevo chiesto di descriverci le tue emozioni, con una video-intervista.  “Sì, Raffaele, Certo, mandami tutte le domande e io risponderò”, mi avevi detto. Ma Veronica non mi ha più risposto, le sue parole non mi sono mai arrivate, però ci ha lasciato la sua voce, le sue canzoni, che vivranno sempre nel ricordo di chi l’ha conosciuta e amata.

Ciao Veronica, non hai aspettato…sei partita da sola per un weekend lunghissimo e chissà che ora tu non sia in compagnia dei tuoi amici nel mondo fantastico di Disneyland dove loro ti hanno accolta con un sorriso e un applauso. E mi piace pensare che tu stia cantando per loro: Paperina ti bacia, Topolino ti abbraccia, Pluto scodinzola, Nonna Papera si commuove sfornando la sua torta di mele per te e le Principesse ti accolgono come una di loro in un mondo magico.

 




Lascio “DREAMCATCHERS”, ma IL SOGNO continua con i “WEEKEND DREAMERS”

Lasciare l’associazione Dreamcatchers è stata una decisione che mi è costato molto prendere, tra notti insonni e un’angosciosa domanda, ricorrente e senza risposta: com’è possibile che la mia avventura finisca già? Invece è successo: divergenze sugli obiettivi, passi diversi nel realizzare le cose, mi hanno fatto dare le dimissioni da Presidente-fondatore dell’associazione DREAMCATCHERS e anche da socio.

Tuttavia, non ho rinunciato a quel sogno che, anzi, continua ed è più forte di prima. Infatti, se si sente dentro di sé il bisogno di realizzare un obiettivo, non ci si può fermare. Anzi, si deve prendere forza e ricominciare con ancora più slancio.

Una frase che ripeto spesso è “I sogni non devono essere chimere, i sogni vanno realizzati”. E, a oggi, sono orgoglioso di avere catturato e realizzato alcuni di questi sogni per aiutare a volare quei ragazzi a cui un destino avverso ha reso le ali fragili. Sono ancora convinto della bontà del progetto e ora devo continuare a portarlo avanti. Anche da solo.  Come da solo avevo cominciato a catturare e a regalare sogni.

Per poterli raccontare ho dato spazio ai ragazzi che, dopo aver fatto il loro “viaggio dei sogni”, si sono trasformati in “Young Reporter” per il magazine e per il sito WEEKEND PREMIUM. Sempre qui ora potrete continuare a leggere i loro racconti di viaggio, nella sezione dedicata alla rubrica Weekend Dreamers.

Conclusa l’avventura di Dreamcatchers, quindi, ora già arrivano altri Weekend Dreamers che raccontano i loro viaggi e partecipano al premio Young Reporter sulla neonata pagina Facebook WeekendDreamers, sul sito www.weekendpremium.it e sulla rivista Weekend Premium Guide.

Naturalmente io ho aiutato loro e altri hanno aiutato me. Per questo ci tengo a ringraziare Maite Vicente del Turismo Spagnolo, il Green Resort Borgobrufa , il Resort  Villa Neri, il Comune di Assisi. Un ringraziamento particolare va all’Azienda di Soggiorno di Bolzano che ha permesso a Eleonora Ghiazza di raccontarci un weekend da favola trascorso in questa splendida città.

Sarà importante e commovente rivedere i nostri Weekend Dreamers ricevere i premi nell’evento del 13 novembre all’Hotel Enterprise di Milano, alla presenza della stampa e di tante personalità, anche loro protagonisti, anche loro Premium.

Weekend Premium Awards 2019
Photo ©Roberta Roccati / Blue Passion 2019

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YOUNG REPORTER. Eleonora, a Bolzano per un weekend da favola!

Mi chiamo Eleonora e sono una ragazza di 22 anni, con una malattia rara, seguita al Regina Margherita di Torino. Grazie all’Agenzia di Soggiorno di Bolzano, ho potuto vivere un magnifico weekend in questa città. Era da tanto che volevo venirci, mi avevano detto che era molto bella, quasi magica, infatti è la città dei THUN.

Accompagnata dalla mia famiglia, sabato mattina appena siamo arrivati all’albergo Kolpinghaus, subito abbiamo fatto un giro per il centro, dove è facile anche per me, siccome non ci sono barriere architettoniche. Nel pomeriggio, con la gentile guida che ci ha inviato l’ufficio del turismo, siamo andati a visitare il centro storico dove abbiamo visto il Duomo – simbolo della città – che è un notevole esempio di gotico, e poi Piazza Walther realizzata nel 1808 è dedicata al grande poeta tedesco Walther Von der Vogelweide, che è un po’ paragonabile al nostro Dante. La sua statua è rivolta a Sud, mentre a Trento c’è la statua di Dante che è rivolta a Nord.

Poi abbiamo visto Via Portici, con i bei portici che si trovano nel nucleo più antico della città. Con la loro struttura ben protetta, sono rimasti il fulcro dell’attività commerciale, infatti ci sono moltissimi negozi, così colorati e allegri.

Da Piazza delle Erbe al magico THUNIVERSUM

Anche Piazza delle Erbe è piena di colori e allegria, qui c’è il mercato di primizie di frutta, verdura, fiori e altre prelibatezze del territorio ma anche da ogni parte del mondo. Davvero mi veniva voglia di comprar tutto.

Vicino ai portici si trova la fontana del Nettuno, che per i Bolzanini è l’’Oste con la forchetta”. Si dice che gli osti non fossero contenti perché le persone invece di andare a bere il vino nelle loro osterie, andavano a bere l’acqua della fontana.

La guida mi ha fatto scoprire che le insegne in ferro battuto non servivano come decorazioni, ma facevano in modo che se qualcuno cercava una bottega o un’osteria, come ad esempio il Cavallino Bianco, doveva cercare l’insegna in ferro battuto, in quanto non esistevano i numeri civici.

Finito il giro con la guida siamo andati alla Thuniversum, dove mi sono comprata diverse cosine della Thun. Sono stata molto felice di esserci andata perché ho trovato cose che ad Acqui, dove abito, non trovavo e ho comprato il regalo di Natale per mia madre. Mi sembrava di vivere in un mondo fatato.

Alle otto di sera, siamo andati a cena al ristorante Hopfen, dove ho mangiato piatti tipici di Bolzano come ad esempio i canederli, che sono degli gnocchi di pane bagnato nel latte sia conditi con spek, burro e formaggio e possono essere mangiati in brodo che asciutti. Mi sono piaciuti un sacco. Finito di mangiare, siamo tornati a piedi in albergo per goderci Bolzano di sera. Sono andata a letto contenta e soddisfatta, ho scoperto cose interessanti e ho gustato piatti tipici.

Insomma ho scoperto un pezzo nuovo di mondo.

Domenica: un pomeriggio con Ötzi

La domenica mattina entro le 8.00 abbiamo dovuto lasciare l’albergo perché nel centro storico di Bolzano hanno ritrovato una bomba della Seconda Guerra Mondiale e in mattinata la dovevano disinnescare e farla brillare. Una piccola avventura anche questa.

Ma alzarsi presto ci è servito perché siamo andati a fare un giro sull’Altopiano del Renon, un paesaggio bellissimo con colline piene di filari di viti, tutti ben ordinati, tantissimi alberi di mele e tantissimi pascoli dove mucche, vitelli, capre e cavalli sono liberi di pascolare, e da cui si vede un paesaggio altrettanto bello che è quello delle Dolomiti.

Verso le 12.00 siamo tornati a Bolzano, per andare a mangiare…ma io fremevo perché c’era qualcuno che mi aspettava nel Museo Archeologico: la mummia di Ötzi, che è stata ritrovata il 19 settembre 1998.

È davvero molto emozionante vedere questa mummia, tenuta in ottime condizioni, in una sala dove viene mantenuta la temperatura del ghiaccio dove è stata ritrovata. È importante perché ha ancora tutti gli organi interni, al contrario di quelle egizie che venivano svuotate e poi imbalsamate.

Ötzi è stato ritrovato da una coppia di scalatori e subito si pensava che fosse un soldato della Seconda Guerra Mondiale, invece poi dopo esami effettuati da archeologi e medici, hanno capito che era un uomo della Preistoria. Era alto m. 1.50 e aveva circa 45 anni, per quel periodo era un vecchietto. All’interno del Museo, si può vedere una ricostruzione di come doveva essere fisicamente.

Oltre alla mummia sono stati ritrovati i suoi vestiti, le calzature, le sue armi e con le dovute indagini hanno scoperto che il suo gruppo sanguigno era 0 positivo, che era allergico al lattosio e che aveva dei batteri nell’ intestino, che curava con dei funghi che crescono vicino ai tronchi degli alberi e soffriva di reumatismi… straordinario, mi chiedo ancora come abbiano   fatto.Ora sappiamo davvero tutto di Ötzi .

È stato anche scoperto che quando morì stava scappando inseguito da un nemico. Infatti nella mummia si può vedere ancora la punta della freccia che lo ha ucciso. Sul corpo, specialmente a livello delle articolazioni, ci sono dei tatuaggi, sono delle linee, e si possono vedere bene sulla caviglia, che lui si faceva per curare i reumatismi, incidendo la pelle con una pietra di selce e poi passandoci sopra la cenere, ecco perché rimanevano neri. È stata veramente una cosa interessante ed emozionante vedere questa mummia, come vedere i suoi oggetti e conoscere la sua alimentazione (cereali, carne, prezzemolo e altri tipi di piante), per vestirsi usava, a seconda della stagione, pelli di capra, orso e cervo.

Alla sera siamo andati a mangiare un nuovo ristorante, il Batzen, dove ho assaggiato un altro piatto tipico, la rosticciata di baccalà, buonissima. Poi una volta arrivati in albergo ed ho vissuto un’altra piccola avventura: siamo rimasti chiusi in ascensore per 20 minuti, esperienza particolare, ma ero tranquilla, poi hanno aperto le porte e siamo andati in camera a dormire, dopo un’intensa giornata, piena di emozioni. La seconda del mio weekend.

Lunedì: Tra le mura del Castello di Mareccio

Lunedì mattina, mi aspettava la visita al Castello di Mareccio, situato in mezzo ai vigneti, risalente al 1200, dove ci sono moltissimi affreschi. Alcuni rappresentano le sette arti liberali (Grammatica: chiave; Dialettica: rotolo di carta; retorica: libro aperto; aritmetica: penna e manoscritto; musica: liuto; geometria: compasso; astrologia: sfera celeste). Altre rappresentano battaglie.

Nella Torre ci sono armi, armature, tavoli con sopra carte, dadi e bicchieri, su cui sicuramente le guardie giocavano al gioco d’ azzardo; c’è anche un cannone, e vari saloni con molti tavoli antichi. È stato bello vedere il castello dall’interno e vedere tutti quegli affreschi, mi è sembrato di essere tornata indietro nel tempo.

Ma il mio weekend a Bolzano, in questa città per me fatata, sta per finire. Usciti dal Castello di Mareccio, siamo partiti verso Acqui, per tornare a casa, ma prima una bella tappa a Desenzano, sul lago di Garda, dovei siamo fermati a mangiare. Dopo aver fatto due passi in riva al lago, siamo ripartiti. Il mio weekend era proprio finito.

La visita a Bolzano è stata una bellissima esperienza, veniteci anche voi. Vorrei tornarci anche in inverno, mi hanno parlato del loro mercatino di Natale, che certamente sarà un mercatino magico in una città da favola.

Eleonora Ghiazza

(testo raccolto da Manuela Fiorini)

Con questo servizio Eleonora, valida weekend dreamers, partecipa al premio YOUNG REPORTER, dedicato a Jacopo Marotta.

Nella prossima puntata seguiremo il “sogno catturato” di Chiara, un’altra delle nostre Weekend Dreamers, nella splendida Assisi…




YOUNG REPORTER. Un Weekend per catturare il mio sogno chiamato FERRARI

Di Francesco Forti

Mi sono sempre piaciute le auto e la velocità, ma anche ammirarne la linea stilistica e capire come sono state fatte, progettate, sentire il “sound”, cioè il rombo dei loro motori. Un mio grande sogno è sempre stato quello di salire e fare un giro per le strade di Maranello sulla regina di tutte le auto: una Ferrari. E questo sogno si è finalmente realizzato. Ve lo voglio raccontare.

Primo giorno: sfrecciando su una Ferrari Portofino per le strade di Maranello

La mia avventura non poteva che iniziare a Maranello, dove nascono i bolidi con il marchio del Cavallino Rampante. Sono arrivato insieme ai miei genitori di venerdì e ci siamo sistemati presso l’Hotel Maranello Palace, che si trova proprio vicino allo stabilimento Ferrari.

Carlo Alberto Marchetti, il direttore, mi ha detto che nel pomeriggio ci sarebbe stata la prima sorpresa. Infatti, verso le quattro, siamo andati da Motorsport Maranello dove il sig. Massimo e suo figlio ci hanno accolto con gioia e subito ho visto davanti a me una magnifica Ferrari GT Portofino, che ha la caratteristica di trasformarsi da coupé a cabriolet grazie al tettuccio retrattile.

È stato davvero emozionante salire a bordo. Non mi sembrava vero. Il mio sogno si realizzava. A bordo della Ferrari c’era anche una telecamera che riprendeva tutto il percorso. Siamo partiti per un giro fantastico per le strade di Maranello, in compagnia dell’inconfondibile “sound”. Abbiamo visto il monumento dedicato a Gilles Villeneuve e anche l’ingresso dell’circuito di Fiorano, dove i piloti della Ferrari effettuano i test drive.

È stata davvero una giornata emozionante. Ma non era ancora finita. La sera siamo andati al ristorante “La gazzella” e abbiamo assaggiato i buonissimi piatti della cucina modenese. In particolare, mi sono piaciuti molto lo gnocco fritto e le tigelle con i salumi e il pesto modenese, con il lardo e il Parmigiano Reggiano. Poi abbiamo mangiato anche il risotto al parmigiano e aceto balsamico e i bolliti con le salse. Tutto buonissimo!

Secondo giorno: la visita al Museo Ferrari di Maranello alla fiera Motor Gallery

Il mattino dopo ci siamo recati al Museo “Enzo Ferrari” di Maranello. Li ad attenderci c’erano la giornalista Manuela e il fotografo Claudio, mandati da Weekend Premium, che con la loro simpatia ci hanno accompagnato in questo appassionante tour e mi hanno anche intervistato.

All’ingresso c’era uno slogan: “Vivi il sogno”, che sembrava rivolto proprio a me! All’interno ho potuto vedere dal vivo auto meravigliose, che raccontano più di 90 anni di successi della Ferrari.

Tra quelle che mi hanno più colpito c’è la mitica Alfa Romeo 8C 2300 Spider, la prima auto a sfoggiare il simbolo del Cavallino Rampante nel 1932 sulla scocca. E poi la 125 S, la prima vera “Ferrari”, costruita dalla neonata Casa Automobilistica Italiana Ferrari nel 1947, in soli due esemplari, di cui l’unico rimasto al mondo, con il numero 56, è quello che si può ammirare proprio al Museo Ferrari di Maranello.

Siamo poi arrivati in una sala che sembrava un’arena, dove erano esposte le monoposto di Formula 1, tra cui la SF71H su cui hanno gareggiato Vettel e Räikönen nel 2018.

C’era poi una sezione dedicata ai modelli Ferrari in edizione limitata, come le GTO F40, F50, Ferrari Enzo e LaFerrari, e una mostra dedicata alle Ferrari che dal 1949 a oggi hanno vinto la 24 Ore di Le Mans, dalla prima 166 MM Barchetta Touring, sul primo podio nel 49, alla 488 GTE, vincitrice dell’ultima edizione.

Non avrei mai smesso di guardare tutte quelle auto da sogno, non mi sembrava nemmeno vero di essere lì. Non sarei più voluto uscire. Purtroppo, però, abbiamo dovuto andare, ma i ricordi di questa mattina mi rimarranno per sempre. Anche grazie alle bellissime foto che mi ha fatto il fotografo Claudio.

Al pomeriggio, invece, abbiamo visitato una fiera che si chiama Modena Motor Gallery, dove ho potuto vedere altre auto di altri grandi case italiane, tra cui alcune che erano state protagoniste di importanti film. Ho poi conosciuto alcuni ragazzi che frequentano l’Istituto Ferrari di Maranello e che studiano per entrare a far parte del mondo Ferrari, tra designer, progettisti, meccanici. È stata davvero una giornata molto intensa e ricca di emozioni, che si è conclusa con una sorpresa. Ho saputo infatti da Manuela e da Claudio che a Modena c’è un altro museo dedicato alla Ferrari e per domani mattina loro hanno già prenotato la visita!

Terzo giorno: a “casa” di Enzo Ferrari

Arrivando a Modena, a un certo punto ci troviamo, sulla sinistra, lo stabilimento della Maserati, un edificio fatto tutto di vetrate con il simbolo del tridente. Dall’altra parte, invece, c’è un padiglione enorme e bellissimo, di colore giallo, che ricorda la carrozzeria di una Ferrari. È il Museo “Enzo Ferrari”, dove ci recheremo tra poco. che emozione!

Quando entriamo notiamo subito il contrasto tra l’edifico moderno, dalle linee sinuose e le vetrate, e un edificio più antico, che è l’originale Officina Alfredo Ferrari, del padre di Enzo. L’emozione è forte, perché mi rendo conto di trovarmi proprio dove è iniziato tutto, dove è nato il mito Ferrari.

Entriamo nel padiglione e ci troviamo in una sala grandissima dove sono posizionate le Ferrari GT che sono state guidate da ricchi imprenditori, celebrità, attori, registi. Il percorso era caratterizzato da tappe con il nome delle grandi città d’Europa. In una sola mattina siamo andati in Ferrari a Parigi, Londra, New York, Roma…una cosa possibile solo nei sogni, ma oggi anche nella realtà!

A un certo punto, le luci si sono abbassate e su una delle pareti, enorme, è stato proiettato un breve filmato sulla vita di Enzo Ferrari. È stato bello vedere come la sua grande passione sia scattata quando aveva appena dieci anni e ha assistito ad una gara automobilistica. Lui stesso è diventato un pilota, poi si è messo a lavorare per l’Alfa Romeo per fondare infine la sua Scuderia. Il resto è storia, anzi, leggenda!

Usciti dal padiglione, siamo entrati nell’edificio che una volta era l’Officina Alfredo Ferrari. Subito ho visto una monoposto da Formula 1, mentre, in tutta l’officina, erano esposti i potenti motori delle Ferrari, compreso quello della prima Ferrari da corsa, che avevo visto al museo di Maranello.

Siamo poi andati nella casa dove è nato Enzo Ferrari, accanto all’officina. Qui abbiamo potuto vedere moltissime fotografie che ritraevano il Drake in diversi momenti della sua vita. Un suo ritratto occupava tutta una parete. È stato molto emozionante vedere il suo studio, con il primo Cavallino Rampante sulla scrivania, il mappamondo, il tavolo dove teneva le riunioni con i suoi collaboratori. In una teca c’erano i suoi occhiali, la sua penna e alcune lettere scritte di suo pugno.

Il tempo è passato in fretta, mi sarebbe piaciuto che questo sogno non finisse mai. Vorrei già tornare. Però ho scattato tante fotografie e una volta tornato a casa me le guarderò spesso, per ricordarmi di questa bellissima esperienza, che ho potuto vivere e che non dimenticherò mai. Ringrazio ancora tutti, in particolare Erika di Dreamcatchers e Raffaele di Weekend Premium.

Non poteva però mancare un’altra sorpresa finale: questo mio articolo parteciperà al Premio Young Reporter indetto da Weekend Premium. Un’altra emozione!

Francesco

Testo raccolto da Manuela Fiorini – Si ringrazia per le foto Claudio Vincenzi




“Young Reporter” su Weekend Premium: un premio per raccontare un sogno

Sì, il Premio Young Reporter continua, riprende a vivere. Ed il primo a parteciparvi è Francesco Forti che ci racconta il suo Sogno chiamato Ferrari.
Forse qualche nostro lettore conosce già la storia di questo premio che comincia  nel 2019, quando viene vinto da Jacopo Marotta, un ragazzo di 16 anni che ci aveva raccontato il suo viaggio a Barcellona, da cui era tornato con la maglia di Leo Messi, il suo idolo.

Jacopo con la maglia del suo idolo Leo Messi

Ma pochi sanno come è nato. Accade ad un certo punto della vita di volersi  staccare dalla scrivania, dagli impegni quotidiani, insomma staccare la spina.
E due anni fa accadde anche me, allora chiesi alle grandi firme del turismo di indicami loro, con le loro esperienze, un luogo, un angolo di mondo dove almeno “PER UNA VOLTA bisogna andare.
Serviva per me, ma questi miei importanti colleghi  scrissero talmente bene le loro indicazioni che ne nacque una rubrica su Weekend Premium.
Ora sapevo dove andare PER UNA VOLTA, potevo organizzarmi e partire. Ma un giorno vidi una trasmissione, o lessi una notizia?,  su ragazzi molto malati, per cui era faticoso vivere, colpiti da un destino avverso e crudele che aveva reso fragili le ali della loro gioventù.
E allora mi dissi che piuttosto a me toccava a loro PER UNA VOLTA visitare un luogo che loro sognavano, un angolo  di questo mondo che  amano tanto anche se per loro è un mondo difficile.
Cercai questi ragazzi, chiesi a molti, ma chissà perchè nessuno mi aiutava. Finchè in  un convegno all’Hotel Enterprise di Milano conobbi Vanni Oddera, un campione di moto Freestyle, che si era avvicinato a questi ragazzi e li  conosceva e li  aiutava. Con Vanni fu facile. Mi diede subito dei nomi, i primo fu Davide Ciceri, e poi seguì Jacopo Marotta. Il sogno di Davide era andare a Lisbona e quello di Jacopo era andare a Barcellona. E ci andarono e ci raccontarono i loro sogni catturati
Già perché non erano sogni regalati, ma sogni catturati. Perché loro li volevano catturare, sempre pronti, anche con sofferenza, a partire, ad andare, a prendersi la loro parte di mondo.

Leggi l’articolo completo

Li pubblicammo ma non erano articoli comuni: meritavano un premio. Fu Anna Maria Terzi,  firma di Weekend Premium  già coinvolta nel progetto, che disse: sarà il  il premio Young Reporter.
Il 26 settembre 2019  il primo  fu consegnato  ad Jacopo Marotta.

Weekend Premium 2019
Photo ©Roberta Roccati / Blue Passion 2019

E’ passato oltre un anno da allora, il ricordo di Jacopo è ancora scolpito nella nostra memoria.
Ma Il maledetto Covid ci ha  bloccati, il premio Young Reporter  non è stato più assegnato. Ma ora altri ragazzi, altri giovani reporter speciali ci racconteranno i loro  viaggi.
Il primo  a raccontarcelo in questo sito  è  Francesco Forti, fattoci conoscere ancora una volta  dal nostro amico Vanni Oddera.
Poi seguiranno Eleonora Ghiazza, Chiara Bruzzese, Ilaria Faen… il premio YOUNG REPORTER è tornato  e stavolta con qualcosa in più: è dedicato a Jacopo Marotta.



Barcellona, per una volta – Cattura il sogno

di Jacopo Marotta
Vedere PER UNA VOLTA la partita del Barcellona, avere la maglia firmata da Messi, visitare  la Sagrada Familia, il castello di Montjuic e le altre bellezze di Barcellona:  un weekend così era il sogno di Jacopo. E  per una volta  ha catturato il suo sogno, lo ha realizzato
Barcellona é sempre stata per me una città affascinante, sarà per i racconti sentiti da amici e per le immagini viste su riviste, sarà per il fatto che Messi,  uno dei migliori calciatori giochi proprio in questa squadra, sta di fatto che  un mio desiderio era proprio quello di  girare per la città rubando attimi di vita degli spagnoli, assaggiare quello che mangiano loro e tifare per la loro squadra….ebbene…tutto questo é stato fattibile grazie a Weekend Premium; il mio sogno si è realizzato: ho trascorso tre giorni e due notti in questa affascinante città con la mia famiglia.
Il mio viaggio è iniziato sabato a Malpensa, dopo un’ora e mezza di volo sono atterrato e un autista ha accompagnato me e mio papà al Nou Camp a vedere il derby Barcellona Espaniol. Lì mi aspettava una sorpresa: la maglia autografata di Messi.

Barcellona
La maglia autografata di Messi

Da quel momento è iniziato un viaggio organizzato nei minimi particolari…l’hotel a 4 stelle vicino alla stazione era spaziale nel vero senso della parola, il bus turistico con tre itinerari per accompagnarti in giro per la città, le mete suddivise in base ai giorni e pensate apposta per me. Tra le più belle consiglierei: i giochi delle fontane alla sera con musica e luci, la passeggiata lungo la Rambla con negozi e ristoranti, il Castello di Montjuic molto curato e visitabile quasi nella sua totalità: si può raggiungere sia a piedi oppure, attraverso una funicolare. Per accontentare anche la mia sorellina siamo stati all’acquario, dove si possono osservare molte specie di pesci ma soprattutto passare sotto  un tunnel d’acqua con gli squali che nuotano sopra la tua testa.

Barcellona
Jacopo si diverte con la sorellina davanti al Castello di Montjuic

Park Guell e la casa di Gaudi’, la Pedrera, il Museo di Picasso con parte delle sue opere e per ultima, ma non per importanza, la Sagrada Familia con l’audioguida, una costruzione imponente con un significato davvero unico.

Barcellona
La Casa di Gaudì

Il cibo è ottimo, abbiamo potuto assaggiare una paella di pesce accompagnata da sangria, ma, personalmente, ho trovato squisita la carne. Per curiosità ho assaggiato anche la pizza: direi discreta.

Barcellona
Una gustosissima paella

L’utilizzo del bus turistico ti permette davvero di vedere molti monumenti, anche se, a Barcellona, i taxi sono comodi ed economici.
Ringrazio nuovamente la rivista Weekend Premium per il regalo fattomi e per l’accuratezza di ogni minimo particolare.
Barcellona è davvero una meta che va vista  almeno “PER UNA VOLTA!”

Barcellona
Una simpatica immagine di Jacopo e della sua famiglia

Siamo noi a ringraziare te Jacopo per essere stato il nostro più giovane inviato speciale, che  ha scritto l’articolo e fatto le foto. Ma grazie soprattuto per averci permesso di catturare un tuo sogno e di realizzarlo.
                                                                                                               La redazione di Weekend Premium 
p.s. Un ringraziamento speciale va a  Maite Vicente de Jauan, dell’ufficio Turismo Spagnolo in Italia, che ci ha aiutati a catturare il sogno del giovanissimo Jacopo.