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Castelfranco Veneto un intreccio di arte, musica, cultura e capolavori dell’architettura

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di Vittorina Fellin

Che sia per la sua raffinatezza aristocratica, per la musica (onnipresente), per la gastronoma (superlativa), o per i capolavori artistici e architettonici Castelfranco Veneto è una metà perfetta per un frizzante weekend.  C’è tanto da vedere e da raccontare in questa cittadina poco distante dalla più nota Treviso, di cui però non teme soggezione. A partire dalla possente cinta muraria alta 17 metri e lunga 230 per lato (tra poco pedonabile per un pezzo) che protegge il Castello e la città o dalla Torre Civica, 43 metri di altezza adornata da uno stupendo orologio sormontato dal Leone di San Marco.

Cinta muraria

Addentrandosi tra le vie del centro ci si imbatte facilmente in opere che non tradiscono il suo glorioso passato. A cominciare dal Teatro Accademico progettato nel 1754 dall’architetto Francesco Maria Preti, quattro palchi d’angolo e un soffitto affrescato da Sebastiano Santi, o da residenze come Villa Barbarella Avogadro degli Azzoni (sede del Conservatorio Agostino Stefani e casa natia di Giorgione), o luoghi misteriosi come lo Studiolo di Via del Vetri.

Teatro Accademico

Ma è il Duomo di Santa Maria Assunta e San Liberale il vero fiore all’occhiello della città, con i meravigliosi tesori d’arte del Piazza e del Veronesi conservati nella sacrestia e la Pala di Castelfranco, una commovente Madonna con il bambino visibile nella Cappella Costanzo.

Duomo di Santa Maria Assunta e San Liberale

La bellezza di Castelfranco si rivela anche nei dintorni con l’incanto di Villa Chiminelli (aperta al pubblico da aprile ad ottobre), Villa Revedin Bolasco e il suo immenso parco e il Memorial Brion.

Villa Chiminelli

Sulla via del Giorgione

Castelfranco Veneto vive nel mito dell’artista più straordinario ed enigmatico del XV secolo, Giorgione, considerato il genio misterioso della luce e del colore e di cui restano pochissime preziose opere. La dimora che ospitò questo straordinario personaggio è oggi sede del Museo Casa Giorgione (che vale la visita), in cui si conserva il Fregio delle Arti liberali e meccaniche, unico affresco attribuitogli. L’opera in assoluto più nota del Maestro è la Pala di Castelfranco che, come detto, si può ammirare nel Duomo di S. Maria Assunta.

Pala di Caastelfranco del Giorgione

Il “Parco più bello d’Italia” è l’anima verde del territorio

Nel centro di Castelfranco Veneto c’è un gioiello ottocentesco che nel 2018 si è guadagnato il titolo di titolo di “Parco più bello d’Italia” del Network Nazionale di parchi e Giardini per la categoria Parchi Pubblici. È il parco di Villa Revedin Bolasco, una splendida residenza risalente al 1852, visitabile al pubblico.  Il complesso, oggi di proprietà dell’Università di Padova che nel 2015 ha completato il restauro del giardino e di parte della Villa, è popolato da più di mille alberi, molti secolari e storici, e da una ricca fauna.

Villa e parco Bolasco

All’interno un lago, alimentato dalle acque del torrente Avenale, e due piccole isole, per un totale di otto ettari di superficie, in cui si trovano anche la Cavallerizza, una cavana, una torre colombara e la bellissima serra ispano-moresca. Apertura al pubblico: il sabato, la domenica e nei giorni festivi, dalle 10 alle 19 visite guidate su prenotazione a cura delle guida naturalistiche dell’Orto botanico di Padova, ingresso intero 5 euro, 23 euro famiglie. Un consiglio su tutti: da non perdere la preziosa collezione di 80 cartoni giapponesi ottocenteschi, utilizzati per trasportare le uova di bachi da seta, una inedita testimonianza della fiorente industria della bachicoltura nell’Italia dell’epoca.

Memoriale Brion, l’opera avveniristica degna di un set hollywoodiano

Poco distante da Castelfranco Veneto, a San Vito d’Altivole, c’è un luogo che per straordinarietà vale il viaggio in questa parte di Veneto. Lo si intuisce subito dalla lunga fila di persone assiepate all’entrata e da quella che la sta percorrendo per uscire, per lo più giovani promesse dell’architettura che qui vengono a rendere omaggio ad un maestro. È il Memoriale Brion, un’area di circa duemila metri quadrati gestita dal FAI, progettata dall’architetto Carlo Scarpa tra 1970 e 1978 e scelta anche come luogo di sepoltura dallo stesso. La sua notorietà, già importante per l’architettura, è esplosa in seguito al secondo capitolo della saga Dune che qui ne ha fatto il set di alcune scene futuristiche.

Al Memoriale si accede passando per il cimitero, con una scenografica apertura a due cerchi intrecciati, simbolo dell’amore coniugale. Qui tutto è simbolico, con percorsi di materia e di acqua che si intrecciano, come nel padiglione della meditazione con il laghetto di ninfee e l’arco rivestito da tessere di vetro e foglia d’oro che protegge i sarcofagi dei due coniugi Giuseppe e Onorina Brion, coloro che commissionarono l’opera. Qui il genio di Carlo Scarpa si esprime con libertà di mezzi e linguaggi in uno straordinario virtuosismo, sintesi e apice della sua cultura ed esperienza e della sua sensibilità e visione. Il luogo è una riflessione universale sulla vita, sulla morte e sull’amore e un viaggio di continua introspezione e riflessione per chi lo visita.

 Mangiare all’ombra del Castello e dormire in prestigiosi palazzi

È al calar del sole che Castelfranco mostra la sua veste più suggestiva, quando il Castello illuminato si lascia ammirare Piazza Giorgione magari sorseggiando un bicchiere di vino in uno dei tanti locali di o passeggiando per l’elegante Corso XXIX Aprile. Non sarà difficile scegliere un luogo in cui fermarsi per l’aperitivo o per la cena viste le numerose proposte dove la gastronomia regna regina.

Accanto alla Torre civica, due gli indirizzi per autentici buongustai. Il primo è il Ristorante Alla Torre, una cucina autentica che trova nei piatti della tradizione veneta, di terra e di mare, il suo punto di forza (tra le proposte in menù pasta e fagioli alla veneta, bigoli all’anatra, fegato alla veneziana, tagliata di tonno rosso, frittura di pesce misto).

Poco distante, il raffinato Ristorante All’Antico Girone. I piatti, di carne e di pesce, seguono la stagionalità dei prodotti ostentando una ricercatezza e creatività mai banale sia nella presentazione che nel gusto. Ottima la carta dei vini, con un’ampia selezione locale e nazionale.

Una vera garanzia è anche il Ristorante Rino Fior, un locale con oltre 80 anni di storia alle spalle, oggi punto di riferimento per l’intera provincia di Treviso ma non solo. Tante le proposte in carta in particolare del territorio, tra cui spicca la pasta fatta in casa, e nel periodo di produzione, i piatti a base di radicchio.

Per chi ama la cucina semplice e tradizionale il desco da consigliare è l’Agriturismo Dal Moro, immerso nella riserva naturalistica della Panigaia a pochi chilometri da Castelfranco e ad un soffio dal Sentiero degli Ezzelini, un percorso ciclabile che da Padova arriva a Riese Pio X e poi alle pendici del Monte Grappa.

Per quanto riguarda il soggiorno, non mancano le strutture per tutte le tasche.

LHotel alla Torre, ubicato in un prestigioso palazzo nobiliare del ‘500 offre eleganti e raffinate stanze con vista sulla città, mentre l’Albergo al Moretto, ospitato in una locanda del ‘600 offre un ambiente di raffinata familiarità.

Consigli per gli acquisti nel territorio

Non si può passare da queste parti senza far visita al Pastificio Zara a Riese Pio X, Riese Pio X per sentire la bella storia familiare o acquistare le sue due linee di prodotti nello spaccio aziendale (linea Pasta Zara oppure l’italianissima Bragagnolo).

Per il vino, elemento connaturale al territorio, l’Enoteca Ferro in Borgo Padova 102/A è il luogo giusto. L’enoteca, probabilmente la più grande d’Europa, è raccolta in uno spazio moderno su più livelli, dove trovano spazio, oltre all’area di vendita, un salotto interno e caveau, una scuola di bartending, una sala degustazione vino e FerroWine food e due sale conferenza. Al di là delle oltre 8.000 referenze, è un luogo versatile, per appassionati e curiosi che vogliono approfondire la cultura del food & beverage.

Se invece si preferiscono gli acquisti diretti in cantina, quella di Luigi Manera fa al caso vostro. Qui si potranno fare degustazioni di prodotti del territorio e acquistare vino in bottiglia e sfuso. E se la dolcezza è lasciata come ultimo appuntamento dopo ville e giardini alla pasticceria Fraccaro Spumadoro si potranno saziare tutti i palati o fare acquisti voluttuosi.

INFO

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