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Borghi d’arte, ecco i 30 più belli da scoprire

Di Beba Marsano

I borghi italiani sono una delle tante eccellenze del nostro Bel Paese, piccoli scrigni che custodiscono piccoli e grandi capolavori di storia, pittura, scultura, architettura, magari nascosti nelle chiese o nei castelli, nei piccoli musei o in piccoli anfratti di pietra. In questo speciale abbiamo scelto 30 borghi d’arte, dislocati da nord a sud, tutti da scoprire, ammirare, e gustare.

 I 10 Borghi d’arte da non perdere a Nord

CASALE MONFERRATO

Città elegante e aristocratica, dove ogni pietra parla del tempo in cui i Paleologi ne fecero la capitale del Monferrato. Nascono a Casale lo scultore simbolista Leonardo Bistolfi, ammirato da Rodin e onorato dall’imperdibile Gipsoteca (170 opere nell’antico convento di Santa Croce) e i non meno famosi krumiri, delizie in pastafrolla ispirate ai baffi di Vittorio Emanuele II, che la Biscotteria dei Portinaro continua a sfornare secondo l’antica ricetta e confezionare a mano nelle caratteristiche scatole in latta rossa. Da vedere la ricca Sinagoga e quella meraviglia segreta che è la settecentesca biblioteca monumentale del Seminario Vescovile.

CASTIGLIONE OLONA (VA)

“Isola di Toscana in Lombardia”. Così Gabriele d’Annunzio battezzò Castiglione Olona, prima città ideale del Rinascimento, riplasmata secondo le ambizioni del cardinale Branda Castiglioni, collezionista, mecenate, figura chiave della diplomazia pontificia. A decorarla chiamò il maestro di Masaccio, Masolino da Panicale, capace di innestare le novità spaziali della prospettiva sui preziosismi fiabeschi del gotico internazionale. Nel cuore del borgo Masolino affrescò palazzo Branda con il primo paesaggio della storia e sulla rocca la Collegiata e il Battistero, suo capolavoro, scrigno di quelle Storie del Battista che, tra paesaggi d’ampio respiro e architetture d’illusione, rendono la piccola cappella, semplice parallelepipedo in mattoni, una delle vette del primo Rinascimento italiano.

MONSELICE (PD)

La piccola Roma dei Colli Euganei che, ai piedi del Mastio Federiciano, dipana la superba scenografia sacro-profana del Santuario delle Sette Chiese (1606-15). Città santa in miniatura, con cappelline battezzate come le basiliche giubilari romane lungo un viale che porta alla palladiana Villa Duodo e a quel monumentale coup de théâtre che è l’esedra di San Francesco Saverio, anfiteatro in pietra con allegorie del Tempo di Antonio Bonazza, scultore padovano amato anche dagli zar. Si giunge al Santuario per “la strada più bella del Veneto”, che dal centro di Monselice sfiora il Castello Cini, scrigno di preziose raccolte di arredi, soavi “case da banchetti” (le residenze di villeggiatura dei patrizi veneziani) e la pieve romanica di Santa Giustina, dove fu canonico Francesco Petrarca.

CASTELL’ARQUATO (PC)

Amato da fotografi e cineasti, è uno dei borghi più scenografici d’Emilia. Da lontano è uno spettacolo turrito, all’interno seduce con i suoi vicoli lastricati, le case in tufo e laterizio, le viuzze che portano al centro storico sulla sommità della collina. Qui il reticolato urbano medievale si apre nella Piazza Alta, contornata dal Palazzo Pretorio, dalla Rocca viscontea di cui non restano che le torri merlate e dalle absidi imponenti della Collegiata romanica, dove entrare anche solo per ammirare la cappella di Santa Caterina, impreziosita da affreschi quattrocenteschi.

Gli altri borghi d’arte del Nord da non lasciarsi sfuggire

ISSOGNE (AO) Castello Challant: splendidi affreschi nel maniero più romantico della Vallée.

VERBANIA – Gipsoteca Troubetzkoy: la Belle Époque nei ritratti del principe scultore.

TORTONA (AL) – Museo del Divisionismo: fulgida successione di capolavori, da Segantini a Boccioni.

BRESSANONE (BZ) – Hofburg: antica residenza dei principi-vescovi dalla sontuosa ambientazione barocca.

AQUILEIA (UD) – Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta: il pavimento a mosaico più grande dell’Occidente cristiano.

SORAGNA (PR) – Rocca Meli Lupi: residenza nobiliare fastosa come una reggia.

I 10 borghi d’arte imperdibili al Centro

VOLTERRA (PI)

Il solito d’Annunzio la chiamò “città del silenzio”. E Volterra appare cristallizzata negli anni d’oro del suo passato, che la videro libero comune. Superbamente conservata, vanta angoli medievali intatti, la piazza dominata dal più antico palazzo comunale di Toscana, il Duomo ricco di splendide opere d’arte, firmate tra gli altri da Andrea della Robbia e Benozzo Gozzoli, che vi lascia una fiabesca Cavalcata dei Magi. Imperdibili, poi, la Deposizione di Rosso Fiorentino in Palazzo Minucci-Solaini e le urne etrusche del Museo Guarnacci, che entusiasmarono David Herbert Lawrence più dei “fregi del Partenone”.

URBINO

Ammaliante ragnatela medievale di vicoli e passaggi a volta, Urbino si raccoglie all’ombra di quella “città in forma di palazzo”, che fu la splendida residenza di Federico da Montefeltro. Oggi museo di se stesso, Palazzo Ducale è scrigno di capolavori che valgono un viaggio (lo Studiolo rinascimentale in legni intarsiati) e occulta, per mole e per fama, tesori meno famosi, ma non meno sublimi. Come l’oratorio barocco di San Giuseppe e il vicino oratorio di San Giovanni Battista, in cui deflagra l’eccezionale ciclo di affreschi dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni, maestri del gotico internazionale, che vi lasciarono un’impressionante Crocifissione e un ciclo di Storie del Battista intessute di preziosismi pittorici.

CITTÀ DI CASTELLO (PG)

A Città di Castello si va per tre ragioni. Palazzo Vitelli alla Cannoniera, dimora rinascimentale del condottiero Alessandro Vitelli, oggi sede di una ricchissima pinacoteca, custode di un’opera giovanile di Raffaello (Gonfalone della Santissima Trinità). Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, tutto pitture murali e giardini all’italiana, splendida espressione della potenza del casato. E – al di fuori del centro storico – gli smisurati, tenebrosi padiglioni degli Ex Seccatoi del Tabacco, tempio all’opera di Alberto Burri, campione dell’informale nato a Città di Castello nel 1915; qui 128 lavori monumentali, tra cui i Grandi Neri, estrema frontiera nella sua indagine sull’assoluto.

…ed ecco gli altri borghi d’arte da non perdere al Centro

PONTREMOLI (MS) – Museo delle Statue Stele Lunigianesi: sculture antropomorfe in tenera arenaria, enigma della civiltà megalitica europea.

FERMO – Sala del mappamondo: biblioteca monumentale tra le più suggestive al mondo.

MONTE SAN GIUSTO (MC) – Crocifissione di Lorenzo Lotto: La più bella rappresentazione del Golgota di tutto il Rinascimento

FOLIGNO (PG) – Palazzo Trinci: dimora degli antichi signori di Foligno, corte tra le più raffinate – e dimenticate – di tutto il Rinascimento.

TIVOLI (RM) – Parco Villa Gregoriana: il giardino mitologico nel bosco sacro cantato da Orazio.

MASSA D’ALBE (AQ) – Alba Fucens: la piccola Roma della Marsica.

PIETRABBONDANTE (IS) – Santuario Sannita: teatro-tempio, cuore politico-religioso dell’antico Sannio.

I 10 TOP borghi d’arte al Sud

GRAVINA IN PUGLIA (BA)

Gravina prende nome dal suo canyon, habitat biblico, primitivo, spettacolare, forato di grotte che furono case, ovili, chiese, alcune tappezzate di affreschi. Come la Cripta di San Vito Vecchio, “Sistina della pittura rupestre”, smontata e ricostruita, come Abu Simbel, all’interno della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi. Un museo nascosto, insospettabile, ricco di armi, monete, dipinti di grande valore. Fuori porta ci si imbatte nel fascinoso rudere del Castello Svevo, già “parco per l’uccellagione” dell’imperatore errante Federico II di Svevia, che qui si dedicava a quell’arte venatoria in cui sopra tutti eccelleva.

MIGLIONICO (MT)

Miglionico? I buongustai la conoscono per il gelato ai fichi secchi, gloria della pasticceria locale; i cultori di storia per il turrito, intimidatorio Castello del Malconsiglio, teatro nel 1485 della congiura dei baroni contro re Ferdinando I d’Aragona, narrata all’interno del maniero da un avvincente percorso multimediale. Per gli appassionati d’arte, invece, tappa obbligata alla chiesa di Santa Maria Maggiore, scrigno di un autentico gioiello del Rinascimento, il polittico di Cima da Conegliano, accanto al crocifisso seicentesco di padre Umile da Petralia, che ispirò Mel Gibson per La passione di Cristo.

BAGHERIA (PA)

Un paese “di auliche ville e di tuguri, di mostri e di chiare geometrie”. Così Vincenzo Consolo ritrae Bagheria, “giardino d’estate” dell’aristocrazia palermitana settecentesca, che vi fa costruire fastose residenze di villeggiatura. Ne sopravvivono poche, ma almeno due valgono il viaggio: Villa Cattolica e Villa Palagonia. La prima è sede del museo Renato Guttuso (un centinaio di opere da lui stesso donate), che a Bagheria nasce, cresce e alimenta la sua fantasia proprio nella vicina Villa Palagonia o dei Mostri, famosa per le statue spaventose e grifagne sulle mura, specchio della follia del proprietario, detto il Negromante. Figure in pietra tufacea, che impressionarono Goethe e stregarono Salvador Dalí.

gli altri borghi d’arte assolutamente da vedere al Sud

AMALFI (SA) – Tesoro della Cattedrale: oreficerie sacre, tra cui il più antico gioiello del Medioevo europeo.

ANACAPRI (NA) – Villa San Michele: magico buen retiro del medico scrittore svedese Axel Munthe.

GALATINA (LE) – Basilica di Santa Caterina d’Alessandria: ammantata dal ciclo di affreschi più completo e misterioso di Puglia.

AIDONE (EN) – Museo Archeologico: custode della grandiosa Venere di Morgantina.

PIAZZA ARMERINA (EN) – Villa romana del Casale: i mosaici più belli e meglio conservati della Roma imperiale.

ARDARA (SS) – Retablo maggiore di Santa Maria del Regno: polittico monumentale, capolavoro del Cinquecento sardo.

BARUMINI (VS) – Su Nuraxi: il complesso nuragico protetto dall’Unesco.