Per una volta

Avventura sull’Isla del Coco (Costa Rica), l’isola del tesoro…e di Jurassic Park

image_pdfimage_print

 

L’Isla del Coco e il leggendario “bottino di Lima”

Secondo alcune leggende, sull’Isla del Coco si troverebbe il celebre Bottino di Lima. La storia di questo leggendario tesoro, che, ancora oggi, è oggetto di ricerca da parte di studiosi e “sognatori” ha inizio nel 1820, durante la guerra di indipendenza tra Cile e Perù.

Gli spagnoli avevano accumulato nella città di Lima una gran quantità di ricchezze e, proprio per preservarla dall’imminente attacco della città da parte dei cileni, avrebbero caricato il prezioso carico sul brigantino Mary Dear, capitanato da William Thompson. Insieme al comandante e al suo equipaggio partirono anche un sacerdote e sei soldati spagnoli che, ben presto, finirono per diventare cibo per i pesci, poiché il tesoro costituiva per Thompson e i suoi uomini una tentazione troppo forte! La nave fece così rotta per l’Isla del Coco, dove, si dice, che furono nascoste ben dodici casse colme di preziosi.

Tuttavia, il brigantino non fece in tempo a lasciare l’isola che tutto l’equipaggio venne intercettato e catturato dagli Spagnoli, venuti a conoscenza del “tradimento” di Thompson. La ciurma venne ben presto impiccata, mentre Thompson e un altro suo fedelissimo, la cui identità rimane ignota, vennero risparmiati a condizione di rivelare il nascondiglio del tesoro. Il tempo di ritornare sull’Isla del Coco che il furbo capitano e il suo secondo si diedero alla macchia, nascondendosi nella fitta vegetazione. Dopo una settimana di caccia all’uomo infruttuosa, gli Spagnoli, finiti i viveri, dovettero desistere e abbandonare l’isola. Thompson e il suo secondo vennero successivamente salvati da un’altra nave di passaggio.

Dopo qualche anno, Thompson riprese la vita di mare e, durante uno dei suoi viaggi, incontrò l’avventuriero canadese John Keating, al quale rivelò, in punto di morte, il nascondiglio di alcune delle casse del tesoro di Lima. In seguito, Keating compì tre viaggi sull’Isla del Coco. Di lui si sa che condusse una vita piuttosto agiata per il resto dei suoi giorni.

Le informazioni sull’ubicazione del tesoro passarono poi da Keating a un certo Nicolas Fitzgerald, uno spiantato che vendette le informazioni all’australiano Curzon Howe in cambio di una modesta somma. Una parte del carteggio tra i due è conservato al Nautical & Traveller Club di Sydney. Si dice, invece, che la corrispondenza completa sia stata, in precedenza, visionata da Tony Mangel, un capitano francese con la passione per i tesori nascosti che, tra il 1927 ed il 1929, si recò per due volte sull’Isla del Coco, concentrando le sue ricerche, senza risultato, su una grotta nascosta dalle maree ubicata a Sud della Baia di Speranza. La caccia al tesoro è ancora aperta!

Una cucina semplice e gustosa

La cucina costaricana più autentica si basa sui prodotti offerti dalla natura. E non poteva essere altrimenti, in un paese che ha fatto delle sue bellezze naturali e del rispetto per l’ambiente uno dei suoi punti di forza. Verdure, riso, fagioli, carne, pesce, crostacei e frutti di mare, ma anche frutta, soprattutto le banane, e i platanos, nella versione dolce e salata, sono gli ingredienti principali che si mescolano sapientemente per creare piatti gustosi e genuini.

In Costa Rica è una vera e propria istituzione il gallo pinto, un piatto preparato pressoché ovunque e in diverse varianti, tra cui riso bollito, uova, formaggio, carne e panna acida, spesso accompagnato da una salsa di fagioli scuri, cipolle e peperoni. Un altro piatto tradizionale è il casado, un piatto unico a base di riso, carne o pesce, fagioli, platani fritti e insalata di cavolo.

Semplice e nutriente anche l’arroz con pollo (riso con pollo), che si trova dappertutto a prezzi molto bassi. Molto diffusi anche gli spiedini di carne e patate, le chorreadas, tortillas di mais, e le empanadas ripiene di carne e formaggio. Nelle occasioni speciali, poi, i costaricani preparano i tamales, involtini di foglie di banana ripieni di mais e carne cotti al vapore. Assai sfiziose, specie per i bambini, le patacones, la versione costaricense delle patatine, preparare con platanos tagliati sottilissimi e fritti.

A Puntarenas e sulla costa si consuma molto pesce, naturalmente freschissimo, che può essere servito fritto, bollito o alla griglia, ma anche crudo, come nel ceviche. Può essere preparato con polpo, tilapia e cataluzzo, che vengono prima marinati in un composto di succo di lime, peperoncini, erbe e pomodori, per poi essere servito freddo. Tra i condimenti, troviamo il curtido, una salsa piccante a base di peperoncino e verdure, oppure la salsa lizano, una versione locale della Worcester.

COME ARRIVARE

Dall’Italia, è necessario prendere un volo per San Josè, la capitale del Costa Rica, per esempio con Iberia (www.iberia.com), KLM (www.klm.com), Air France (www.airfrance.it), oppure sui portali www.expedia.it, www.volagratis.com e www.edreams.it. Da qui, con un autobus di linea, si raggiunge la città di Puntarenas (circa 3 h di viaggio), da dove partono le imbarcazioni dei tour operator che organizzano crociere per l’isola. Il viaggio in barca da Puntarenas all’Isla del Coco (circa 557 km) dura circa 32 ore. Sull’isola, inoltre, è vietato pernottare e la si può visitare solo con un permesso. È quindi necessario raggiungerla attraverso un viaggio organizzato, che si occuperà di tutto, incluse le eventuali escursioni e le immersioni. Tra i tour operator italiani ci sono Profondo Blu (www.profondoblu.net), Aqua Diving (www.aquadiving.it), Ruta 40 (www.ruta40) , Nosy Tour (www.nosytour.it)

DOVE DORMIRE

Sull’Isla del Coco non ci sono alberghi e, come detto, è necessario prenotare un pacchetto organizzato che includa pernottamento e pasti sulla nave. Si può invece pernottare a Puntarenas

*Alamar Hotel*** , Paseo de los Turistas, all’incrocio con Calle 31, tel 00506. 2661 4343, www.alamarcr.com Dotato di 2 piscine, snack bar, ristorante, servizio in camera, jacuzzi e salone per eventi. Le camere sono dotate di bagno privato, aria condizionata, macchina del caffè, Tv e minibar. Alcune sono provviste di balconcino con vista mare e vasca idromassaggio. 

*Hotel Tioga****, Paseo de los Turista, tra Calle 17 e Calle 19, tel 00506.661-0271, www.hoteltioga.com) Bella struttura con piscina, ristorante, centro fitness, servizio lavanderia e agenzia di viaggi per organizzare escursioni nei dintorni. Le camere 52, alcune con vista mare, sono provviste di aria condizionata, bagno privato con doccia e acqua calda, TV via cavo, telefono con linea diretta, cassetta di sicurezza.

DOVE MANGIARE

 *La Casona, angolo tra Av 1 e Calle 9, Puntarenas. Locale molto popolare tra i locali, ricavato in una casa giallo sgargiante, riconoscibile solo da un’insegna. L’ampia terrazza ed il cortile interno sono sempre affollate di gente sia a pranzo che a cena. Il menù offre piatti della cucina tradizionale della Costa Rica, tra cui ottime zuppe.

 *Restaurant Kaite Nigro, angolo tra Av 1 e Calle 17 Puntarenas, tel 00506.2661-2093). Locale situato nella zona settentrionale della città, apprezzato per gli ottimi piatti di pesce e per le bocas, antipasti freddi. Durante i fine settimane, il cortile interno si anima con musica dal vivo e balli, che durano fino a notte inoltrata.

INFO

www.visitcostarica.it