Ultima puntata di “Un autunno a regola d’arte” nella sorprendente provincia italiana, all’insegna della scoperta di luoghi preziosi – frequentati molto meno di quanto meriterebbero – ai margini dei più battuti percorsi turistici. Sono palazzi nobiliari e castelli dalle incantevoli stanze dipinte, ville romane d’età imperiale e complessi abbaziali amati da grandi poeti, piccoli musei custodi di collezioni che destano meraviglia: statue dall’infinito mistero, gruppi bronzei ricoperti d’oro, dipinti entrati a pieno diritto nella storia della pittura. Si trovano in cittadine e borghi di fascino, dove ai piaceri dell’occhio si affiancano quelli del palato. Per un viaggio nel gusto che riserva a ogni tappa sempre buone sorprese.
LA CHIESA DI SANTA MARIA DEL REGNO, Ardara (Sassari)
di Beba Marsano
Nella minuscola Ardara, 40 chilometri da Sassari, le austere penombre della parrocchiale proteggono un’opera di colossale bellezza, il Retablo Maggiore. Capolavoro del 1515 firmato Giovanni Muru, il monumentale polittico – oltre 10 metri di altezza per 6 di larghezza – racconta in 31 tavole a tempera in un’impalcatura di legno dorato la vita di Cristo e della Vergine. Manca la Passione, soggetto del Retablo Minore. Questa grandiosa macchina d’altare celebra solo i Misteri Gloriosi e Gaudiosi. È quindi pittura di gioia e di luce.

Da gustare. La cucina è in fondo quella sassarese, forte di saporite pietanze legate alla tradizione contadina e alla pastorizia. Numerose le zuppe a base di legumi e verdure, i carciofi e le fave cotte; onnipresenti i piatti di carne d’agnello, pecorini e ricotte, il pane carasau, sottile e croccante, adatto a essere conservato per lungo tempo. Tra i dolci più amati ci sono le seadas, impastate con semola, farcite di formaggio e ricoperte di miele, che si accompagnano felicemente a bianchi dolci e aromatici. 
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