Sull’altopiano del Renon al via una stagione invernale ricca di appuntamenti per tutti i gusti

Sarà una stagione invernale davvero ricca di sorprese e appuntamenti, che non mancheranno di accontentare chi ama lo sport, chi non scia, chi ama passeggiare tra le bancarelle e le calde atmosfere invernali, i più piccoli e chi desidera trascorrere qualche giorno sulla neve.

Sull’altopiano del Renon, una splendida oasi alpina che dista appena 12 minuti da Bolzano e con una funivia che parte proprio dal capoluogo altoatesino, è stata appena inaugurata la stagione invernale, con un fitto calendario di eventi e appuntamenti. Vediamoli insieme.

Trenatale e i mercatini

Fino al 30 dicembre, a Soprabolzano, nei pressi della stazione dello storico Trenino del Renon, si potrà visitare lo storico mercatino di Natale, arrivato alla sua decima edizione, con i suoi romantici stand di legno, dove gustare i golosi dolci tradizionali, tra cui lo zelten, preparato con la frutta secca. E poi, miele, vin brulè, confetture e manufatti di artigianato artistico.

Da Soprabolzano ci può poi spostare a Collalbo a bordo dello storico trenino per gironzolare ancora tra le bancarelle o approfittare del ricco programma di concerti, letture di fiabe, giro in carrozza e assistere agli spettacoli del teatro delle marionette. Il Trenatale del Renon sarà attivo ogni weekend, dalle 10 alle 18.30 (www.trenatale.it).

Per chi desidera fermarsi per un fine settimana, il pacchetto “Avvento e Mercatini” valido fino al 30 dicembre, parte da € 126 a persona, inclusi tre pernottamenti con colazione.

Le offerte per chi ama lo sci

Il comprensorio sciistico del Corno del Renon, che si sviluppa tra i 1530 e i 2260 metri di altitudine, e mette a disposizione degli appassionati di sci e sport invernali 15 km di piste ampie e panoramiche, da cui godere di una splendida vista sulle Dolomiti, dal Gruppo del Sella allo Sciliar, è una meta ideale per chi cerca una vacanza “slow”, lontana dalla folla.

La stagione bianca prenderà il via il prossimo 15 dicembre, ma già nel weekend dell’Immacolata, l’8 e il 9 dicembre, si potranno “scaldare gli sci” per l’anteprima. In questa occasione, e poi, ancora, il 15 e il 22 dicembre, si potrà usufruire dell’Avvento Skipass Special, al prezzo speciale di € 46,50 per gli adulti e € 32,50 per i bambini per due giorni di skipass.

Per quanto riguarda invece le tariffe-base, il giornaliero per adulti costa 28 €, per bambini nati tra il 2004 e il 2010, 19 € (sotto gli otto anni gratis) e sono previsti inoltre pacchetti famiglie e tessere a punti (info www.ritten.com/it/altipiano/corno-del-renon/prezzi.html).

Tra le offerte, particolarmente conveniente è il “Pacchetto invernale del benessere”, valido dal 5 gennaio al 1° marzo e dal 10 al 24 marzo 2019: 7 pernottamenti a partire da € 231 a persona nelle strutture convenzionate, oltre a tutta una serie di vantaggi pensati soprattutto per le famiglie. In particolare i bambini sotto i 6 anni possono dormire gratuitamente nella stanza dei genitori, mentre, sotto gli 8 anni, anche lo skipass è gratuito.

Si potrà approfittare, tra le altre attività free, di escursioni guidate, con o senza racchette da neve, di un breve corso introduttivo allo sci di fondo, di un workshop per imparare a fare il pane in un maso e di un corso per imparare tutti i segreti dello slittino

Per i più piccoli, gli snowboarder e per chi ama lo sci di fondo

La Scuola di Sci Corno del Renon è l’ideale per i bambini che desiderano muovere i primi passi nel mondo dello sci, grazie a una grande esperienza dei maestri e a un approccio giocoso e divertente. La suola è poi dotata di un campo prova presso le stazioni intermedie della cabinovia con due varianti di tracciato e un “tappeto magico” per il trasporto dei piccoli sciatori.

Presso la stazione intermedia del Pemmern, un attrezzato snowpark aspetta le esibizioni dei freestyler, mentre l’area dedicata allo snow kite, poco sotto la cima del Corno del Renon, attende chi ama volteggiare sopra i pendii innevati. Infine, gli appassionati di sci di fondo sono disponibili un anello per principianti di 5 km e una pista più impegnativa di 35 km.

Gli impianti del Corno del Renon sono facilmente raggiungibili da Bolzano. In autobus: ogni ora partono bus di linea diretti a Collalbo e poi alla stazione a valle di Pemmern. Da qui parte la cabinovia a 8 posti fino alla Punta Lago Nero. In alternativa, con la Funivia del Renon si può arrivare in pochi minuti Soprabolzano, poi prendere il trenino fino a Collalbo. Gli impianti rimarranno aperti fino al 24 marzo 2019.

Per chi non scia

L’altopiano del Renon offre tanti spunti anche per chi non scia. Sono tante infatti le escursioni da fare a piedi o con le ciaspole, grazie ai sentieri panoramici ben segnalati, alcuni percorribili anche con i passeggini.

Da non perdere il Panorama Tour Invernale, un percorso di circa 2 ore e mezzo con una vista indimenticabile sulle Dolomiti, con partenza dalla cabinovia Cima Lago Nero (www.ritten.com/it/vacanze-altoadige/inverno/escursioni-invernali.html).

Non mancano le occasioni di divertimento per chi ama lo slittino e il pattinaggio su ghiaccio. Quest’ultimo da provare sull’anello di ghiaccio dell’Arena Ritten di Collalbo, una pista all’aperto di 400 metri, o sul romantico laghetto di Costalovara, ghiacciato da inizio dicembre a inizio marzo, per pattinare in un paesaggio davvero da favola.

I grandi eventi (sportivi e non)

Ricchissimo il calendario dedicato ai grandi eventi sportivi. Per esempio, dall’11 al 13 gennaio, all’Arena Ritten di Collalbo si tengono i Campionati Europei di pattinaggio di velocità, una delle competizioni più importanti di quest’area olimpica, che ritorna in Alto Adige. Per assistere all’evento si può usufruire dello speciale pacchetto da € 145 a persona, inclusi 2 pernottamenti con colazione.

Dal 15 al 17 febbraio, invece, sarà di scena la 3° edizione dell’European Pond Hockey Championship, cioè l’hockey nella sua forma più pura e originaria. Sul Renon, infatti, i bastoni da hockey vengono branditi sin dall’inizio del XX secolo. Per l’occasione, pacchetti da € 76 a persona, inclusi 2 pernottamenti.

Il 9 marzo, invece, sarà la volta della Horn Attacke, una gara di duathlon che prevede 20 km di corsa da Bolzano a Pemmern, seguiti da 2000 metri di dislivello in scialpinismo fino al Corno del Renon. (www.hornattacke.com)

Infine, per scaldare le fredde giornate invernali, il 15 dicembre si tiene il Kids Snow Day (www.kidssnowday.com) la festa della scuola di sci, che prevede anche il ballo dei gatti delle nevi e spettacolo di fuochi d’artificio.

Per i gourmet d’alta quota, il 26 gennaio va in scena la Pistnkuchl sul Corno del Renon, nel corso della quale sei chef, sei baite e sei ristoranti si sfideranno in una divertente gara di cucina sulle piste a colpi di altrettante specialità tipiche. Il 17 marzo, infine, è in programma l’Alba al Corno del Renon, che include un viaggio in cabinovia, colazione alla Cima del Lago Nero e un’escursione guidata.

Tanti sconti e vantaggi con la Ritten Card

A chi soggiorna nelle strutture partner dell’Associazione Turistica Renon viene consegnata gratuitamente la Ritten Card, che include una serie di vantaggi, tra cui il libero utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblici in Alto Adige, compreso il trenino a scartamento ridotto e la Funivia del Renon, una corsa giornaliera di andata e ritorno con la cabinovia del Corno del Renon e l’ingresso in circa 90 musei, castelli ed esposizioni in Alto Adige, quali il museo di Ötzi, il Messner Mountain Museum, il Museo d’apicoltura Plattnerhof, Castel Roncolo e molti altri ancora. In più offerte stagionali, riduzioni e vantaggi su attività per il tempo libero e sconti presso il Festival Bolzano Danza. (www.renon.com/rittencard)


INFO: www.renon.com




Milano avrà un Colosseo tutto verde

Milano avrà il suo Colosseo, ma sarà tutto verde. Partiranno infatti a dicembre i lavori che, nei primi mesi del 2019, porteranno alla realizzazione di un grande parco urbano la cui estensione toccherà i 100 mila metri quadrati, e che sarà anche una passeggiata “storica” tra le vestigia della Mediolanum romana e paleocristiana.

La nuova area verde avrà un’estensione orizzontale e sorgerà in prossimità della porta Ticinensis, dove già nel II secolo si trovava il terzo anfiteatro romano dell’impero per importanza e grandezza, dopo quelli di Roma e di Capua. Da due anni la Soprintendenza sta lavorando per renderlo fruibile alla città, ma in una forma innovativa e, soprattutto “green” che, attraverso la messa a dimora di centinaia di piante, siepi e arbusti ricalchi la struttura architettonica dell’antico edificio romano.

 

Il progetto di “archeologia green” si ispira al tema della simbiosi tra i ruderi presenti e la vegetazione, molto amato nella letteratura romantica. L’intero parco archeologico diventerà quindi un amphitheatrum naturae dove passeggiare, nello stesso tempo, nel verde e nella storia.

A che punto siamo

I lavori partiranno a dicembre con la pulitura dell’area su via Conca del Naviglio, invasa dalla vegetazione incolta, e di quella dell’ex Vivaio Riva, in via dell’Arena, dove verranno abbattuti anche i fabbricati in cemento. Le due aree saranno poi annesse al parco archeologico retrostante, per un totale di 22.300 mq di area verde.

Il parco sarà poi connesso con quello delle Basiliche, dove, sotto il sacello di Sant’Aquilino, a San Lorenzo, sono visibili i blocchi in pietra utilizzati per realizzare le fondamenta dell’anfiteatro romano. L’obiettivo finale è la creazione di un parco archeologico urbano di circa 100 mila mq, con al centro un’arena centrale che sarà utilizzata per spettacoli all’aperto. Sul perimetro dell’ellisse, invece, saranno messi a dimora 102 cipressi, mentre le siepi di bosso, ligustro e mirto seguiranno il disegno dei setti radiali che sostengono le gradinate.




Crema fritta, un tocco di sfiziosa dolcezza

Ogni volta che la troviamo sui cabaret dei locali che servono l’aperitivo, oppure nei chioschi di street food, la nostra memoria torna all’infanzia, al “gran fritto” delle nostre nonne, che spesso “reinventavano” gli avanzi della crema pasticcera preparata per farcire dolci di rappresentanza.

Stiamo parlando della crema fritta, uno dolce dal sapore un po’ retrò, le cui origini arrivano fino ai tempi degli antichi Romani che, pare, amavano le fritture, utilizzando lo strutto o oli di vario tipo. Tra le ricette dell’epoca, figurava anche un impasto dolce a base di uova, farina, latte e zucchero.

A ogni regione la sua “crema fritta”

Versatile e trasversale, la crema fritta viene considerata un dolce tradizionale in diverse regioni d’Italia, con le opportune varianti. In alcune zone si serve come antipasto, in altre come contorno o dessert, in altre fa parte di un più articolato “fritto misto”. Inoltre, c’è chi la serve calda, appena scolata dall’olio, chi invece la preferisce fredda. Si trova in forma di cubetti, oppure di losanghe.

In Veneto, per esempio, e a Venezia in particolare, la crema fritta si prepara nel periodo da Natale a Carnevale, come goloso fuoripasto, aperitivo o per concludere un pranzo o una cena conviviale, accompagnato da un buon bicchiere di passito.

In Piemonte e in Liguria, poi, troviamo una variante che prevede, nella preparazione dei bocconcini dolci, l’uso del semolino al posto della crema. La particolarità, poi, è che il semolino fritto viene servito insieme al fritto misto alla piemontese, che include diversi ingredienti “salati”, dalla carne, alle frattaglie alle verdure, per creare un piacevole contrasto tra dolce e salato.

La stessa tradizione la troviamo anche in Emilia Romagna, dove la crema fritta, preparata con la pasticcera, è una parte integrante del “fritto misto alla bolognese”, che include anche carne di pollo e agnello, animelle, cervella, verdure, frutta, ricotta e semolino, ovviamente…tutto fritto.

Nelle Marche, e in particolare nell’ascolano, troviamo invece i cremini. Ma anche qui vengono serviti come contorno del più ricco e variegato fritto misto alla marchigiana, che comprende anche le celebri olive all’ascolana, carne di maiale, agnello, carciofini e zucchine. L’ingrediente che distingue la ricetta marchigiana, che vi proponiamo nell’”appuntamento dolce del sabato”, è il liquore all’anice, che nella ricetta tradizionale serve per smorzare il gusto un po’ amaro delle olive all’ascolana.

Cremini alla marchigiana

Ingredienti

  • 1 litro di latte
  • 10 tuorli d’uovo
  • 10 cucchiai di zucchero
  • 10 cucchiai di farina tipo 00
  • buccia di 1 limone
  • liquore all’anice

 

Per la panatura

  • 2 uova intere
  • Pangrattato q.b
  • Farina 00 q.b
  • Olio di semi di arachidi per friggere

Mescolate i tuorli d’uovo, lo zucchero e la farina setacciata aiutandovi con una frusta per ottenere un composto liscio e omogeneo. Mettete a scaldare a fuoco moderato il latte con la buccia di un limone in una casseruola. Appena il latte bolle, abbassate la fiamma e unite lentamente il composto a base di uova, mescolando il tutto con la frusta. Fate cuocere la crema a fiamma dolce per almeno 10 minuti, continuando a mescolare per non farla attaccare al fondo. Non appena la crema si attacca alle pareti della casseruola, toglietela dal fuoco, eliminate la buccia di limone, aggiungete qualche goccia di liquore all’anice, mescolate, poi rovesciatela su un piano di legno o di marmo leggermente oliato. Livellatela con una spatola con uno spessore di circa 2-3 cm. A questo punto mettetela a raffreddare per almeno 2-3 ore in un luogo fresco e asciutto, ma non in frigorifero.

Quando sarà solida e ben compatta con un coltello affilato e leggermente bagnato, ricavate dalla crema dei cubetti o delle losanghe. Preparate la panatura sbattendo in una terrina le 2 uova intere, poi infarinate i cremini e immergeteli velocemente nelle uova sbattute, poi rigirateli nel pangrattato. Mettete a scaldare in una padella ampia una buona quantità di olio, quando sarà caldissimo, mettete a friggere i cremini, pochi alla volta, per circa 4 minuti, rigirandoli almeno una volta. Scolateli e serviteli caldi.

 




Govone, tra le antiche mura del Castello Reale (2° giorno)

Nel parco del castello non si può entrare in auto, quindi lasciamo la nostra DS7 Crossback e ci incamminiamo fino al cospetto della meravigliosa facciata, ricca di decorazioni e sculture, affiancata da due avancorpi in mattoni rossi.

La residenza reale si articola su due piani principali e su un terzo di grandezza minore, collegati tra loro da imponenti scaloni e scale che potremo definire “di servizio”. Lascia senza fiato il maestoso scalone d’onore, composto da quattro rampe di marmo fiancheggiate da parapetti e balaustre decorate con telamoni e bassorilievi che provengono dal Castello di Venaria Reale.

Dalla ricostruzione a Patrimonio dell’Umanità

Ogni castello ha la sua storia, e noi ci siamo fatti raccontare quella del Castello Reale di Govone. Veniamo a sapere che la sua struttura attuale è opera del Conte Roberto Solaro prima e successivamente del nipote Ottavio Francesco, che affidarono la ristrutturazione all’architetto Guarino Guarini nel Seicento. I lavori proseguono anche sotto gli eredi, fra cui il Conte Giuseppe Roberto Solaro, che affida l’intervento sulla facciata nord all’architetto di corte Benedetto Alfieri, discepolo di Juvarra.

Nel 1792, con la morte dell’ultimo Solaro, Amedeo Lodovico, senza eredi, il castello passa allo Stato e, successivamente, viene acquistato da Vittorio Amedeo III di Savoia, Re di Sardegna. Tuttavia, dopo la sconfitta subita dai Sabaudi per mano del Francesi, la proprietà diventa francese. Nel 1810 viene messo all’asta per decreto napoleonico e viene acquistato dal conte Teobaldo Alfieri di Sostegno, che lo cede poi, nel 1816, al principe Carlo Felice di Savoia. Nel 1819 cominciano i lavori di restauro, diretti dagli architetti Giuseppe Cardone e Michele Borda.

Nel 1897 il Castello viene acquistato dall’Amministrazione Comunale, che ne fa ka sede del municipio, delle scuole, della biblioteca comunale e della pretura. Nel 1997 l’Unesco ha dichiarato il Castello Reale di Govone Patrimonio dell’Umanità.

Entriamo nelle sale

Ci addentriamo non senza stupore nel salone centrale e ammiriamo gli splendidi dipinti che adornano le parti architettoniche, e gli ornati sulle pareti e sulla volta. Gli affreschi del pittore Luigi Vacca, che si è avvalso della collaborazione di Fabrizio Sevesi, “raccontano” il mito di Niobe, la figlia di Tantalo, che peccò di superbia vantandosi di essere più feconda di Leto, madre di Apollo e Artemide, avendo avuto sette figli maschi e sette femmine. La dea si adirò e ordinò ai due figli divini di uccidere tutta la discendenza di Niobe, che dal dolore si tramutò in pietra.

Sono sempre del Vacca anche gli affreschi che decorano le Sale dell’Udienza degli appartamenti reali. Lo splendido arredamento in legno, invece, è stato realizzato da una famosa equipe di intagliatori e scultori che operava alla corte sabauda, con a capo Giuseppe Maria Bonzanigo.

La camera da letto della Regina e il Salottino sono invece collegati da un’elegante porta decorata con ornamenti scolpiti e dorati, opera di Francesco Novaro. Colpiscono per bellezza le quattro sale con le pareti rivestite da raffinate tappezzerie cinesi che illustrano gli antichi mestieri.

Uscendo dal castello, diamo un’ultima occhiata all’affascinante giardino all’italiana, con il parco settecentesco opera del paesaggista Xavier Kurten, dove spicca lo splendido roseto. Ed è qui che fino al 23 dicembre, Babbo Natale ha “trasferito” la sua Casa, tra spettacoli, canti natalizi, esibizioni di artisti di strada, laboratori culinari e degustazioni.

E, a proposito di buoni sapori, vi lasciamo con la ricetta dei ravioli del plin, come vi avevamo promesso ieri.

Ravioli del plin al tartufo bianco di Alba

Ingredienti per 4 persone

  • 400 gr di noce di manzo
  • 100 gr di cipolla bianca
  • 20 gr di farina 00
  • 200 ml di vino rosso
  • 70 gr di cervella di vitello
  • 50 gr di Parmigiano Reggiano
  • 20 ml di olio extra vergine di oliva
  • Brodo q.b.
  • Sale e pepe

Per la pasta

  • 150 gr di farina 00
  • 100 gr di tuorlo d’uovo (circa 5 uova grandi)

Per il condimento

  • Burro fuso di Langa
  • Tartufo bianco di Alba q.b.

Cominciate dalla sfoglia disponendo la farina a fontana su un tagliere. Mettete al centro i tuorli d’uovo che avrete precedentemente separato dagli albumi e impastate. Ricavate una palla e mettetela a riposare in frigo per circa 30 minuti. Nel frattempo tagliate la carne a pezzetti e affettate la cipolla a julienne. Passate poi la carne nella farina. In una casseruola mettete a rosolare la carne con un filo d’olio. Aggiungete la cipolla e sfumate con il vino rosso. Fate evaporare l’alcool e continuate la cottura aggiungendo il brodo. Unite poi anche le cervella di vitello e spegnete il fuoco quando il liquido sarà ristretto.

A questo punto macinate finemente la carne, insaporite con il Parmigiano Reggiano grattugiato, il sale e il pepe. Togliete la pasta dal frigo e stendetela con il mattarello fino a ottenere una sfoglia sottile. Tagliatela a strisce larghe circa 5 cm. Disponete poi delle piccole porzioni di ripieno distanziandole di circa 1,5 cm. Ripiegate la pasta su se stessa e tagliate dei quadrati con una rondella rigata. Date agli agnolotti la forma del plin. Lessateli poi in acqua bollente e servite con burro fuso e una grattata di tartufo bianco d’Alba.

Il vino: Barbaresco Riserva DOCG Ricossa, un rosso dalle sfumature granato, profumo inteso e sapore asciutto, pieno e armonico.

DS7 Crossback, la nostra compagna di viaggio

Per questo Weekend abbiamo provato DS7 Crossback eletta Auto Europa 2019 dall’Unione Italiana Giornalisti Automotive. A prima vista questo crossover ha un aspetto muscoloso ma allo stesso tempo raffinato. Tra i particolari che catturano l’occhio a un primissimo sguardo, ci sono l’enorme calandra esagonale e il gruppo ottico anteriore. Accendendo DS 7 Crossback, infatti, i fari LED girano su stessi attirando tutte le attenzioni sulla vettura.

Lateralmente le linee della carrozzeria e la silouette dei finestrini accentuano il dinamismo dell’auto. Mentre il posteriore è caratterizzato dai fari 3D a LED diurni e da due enormi scarichi. A impreziosire ulteriormente il look si aggiungono gli eleganti cerchi Tokyo da 20”. Il colore della nostra vettura è grigio metallizzato: tutt’altro appariscente, risulta elegante e nel complesso si addice decisamente a questo modello.

Salendo a bordo si percepisce subito una sensazione di lusso e spaziosità, grazie anche all’apio tettuccio panoramico. Seduti davanti, non si può non notare l’enorme schermo da 12 pollici perfettamente ubicato al centro della plancia. Lo stesso display da 12 pollici compare dietro al volante in funione di quadro strumenti personalizzabile.  Molto curato è l’allestimento della plancia color bronzo, ripreso nei sedili e nei pannelli della porta

Il costo di DS7 Crossback, nella nostra versione di prova con allestimento Gran Chic e motore Diesel BlueHDI 2.0 e 180 Cv con cambio automatico EAT8 ad 8 rapporti parte da 41.350 euro.

INFO

www.castellorealedigovone.it

Continua la lettura con il secondo giorno.




Govone, quando il Natale arriva al castello. Con la DS7 Crossback, Auto Europa 2019 (1° giorno)

Babbo Natale quest’anno ha scelto come dimora un castello. Si è fermato, infatti a Govone, splendido borgo medievale in provincia di Cuneo, dove l’atmosfera natalizia si mescola a quella delle colline di Langhe -Roero e Monferrato, con i suoi paesaggi vitivinicoli eletti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Fino al 23 dicembre, il Comune piemontese si trasforma nel Magico Paese di Natale, un evento straordinario che coinvolge tutta la popolazione e che nella scorsa edizione ha fatto registrare l’afflusso record di 200 mila visitatori. Questa 12° edizione, che ha come tema l’incantesimo che si vive tra sogno e realtà, e si ispira al mondo fiabesco e incantato del Natale negli scritti di F.Baum, autore del Meraviglioso Mondo di Oz, è stata scelta tra gli eventi che celebrano il patrimonio culturale nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

DS 7 Crossback, compagna di viaggio ideale

Arriviamo a Govone percorrendo l’Autostrada dei Fiori A10. Usciamo ad Alessandria e ci immettiamo sulla Piacenza-Torino fino ad Asti e da qui seguiamo per Govone. La nostra compagna di viaggio in questa avventura tutta natalizia è DS 7 Crossback, eletta Auto Europea 2019 dall’Unione Italiana Giornalisti Automotive.

Questo SUV dalla linea elegante si guida molto bene sia in autostrada che in città Le sospensioni elettroniche agevolano infatti il comfort di viaggio e la possibilità di scegliere tra quattro modalità di guida permette di adattare la reattività del motore in base al contesto. Per andare sul sicuro, impostiamo su “Normal”. Davvero ottimo il cambio automatico EAT8 a 8 rapporti, molto rapido nelle cambiate e allo stesso tempo morbido.

Il motore diesel 2.0 da 180 CV è decisamente adatto a DS7 Crossback e i 400 Nm di coppia riescono a dare un bel brio nonostante la massa della vettura.  Tra i sistemi di sicurezza presenti, meritano attenzione il cruise control adattivo e il sistema di mantenimento di corsia che in autostrada è molto utile perché corregge la traiettoria qualora ci si avvicini troppo alla corsia adiacente.

Nel “Magico paese del Natale”

Lasciata l’auto ci immergiamo quindi in una dimensione tra la realtà quotidiana e il mondo incantato dei sogni, in una favola ambientata in luoghi fantastici popolati da personaggi magici, liberando la fantasia e lasciandoci avvolgere da colori e profumi unici.

Nel “Magico paese del Natale” gli adulti possono tornare un po’ bambini e anche i più piccoli sono accompagnati alla scoperta della vera storia di Babbo Natale. La manifestazione, che coinvolge tutta la popolazione del Comune piemontese, è nata quasi per gioco grazie all’Associazione Culturale Generazione: In origine era una mostra di arte sacra affiancata a un’esposizione di manufatti artistici di artigiani locali.

Anno dopo anno, nel corso di un decennio è cresciuta e si è ampliata, fino a diventare uno tra i primi mercatini di Natale per qualità in tutta Italia, oltre ad aver collezionalo importanti collaborazioni con celebri artisti, ospiti illustri e note aziende.

Per tutta la durata della manifestazione si può contare su un ricco e articolato programma che si articola su una serie di attrazioni alle quali si affiancano numerosi appuntamenti collaterali, di tipo culturale, artistico ed enogastronomico. Non dimentichiamo infatti che siamo nelle Langhe, famose per il tartufo, le nocciole, il cioccolato e i rinomati vini.

Passeggiamo nel pittoresco Mercatini di Natale, dove artigiani provenienti da tutta Italia espongono i prodotti della loro arte, dagli addobbi natalizi alle statuine per il presepe, dagli abiti tradizionali alla biancheria per la casa, senza dimenticare golosità e prodotti locali. Arriviamo poi alla Casa di Babbo Natale, che ha la forma di una vera abitazione polare, ed entriamo per assistere allo spettacolo non-stop di animazione e narrazione che racconta la vera storia dell’omone con la barba tanto amato dai bambini.

Raggiungiamo poi la piazza Baratti & Milano dove restiamo ammirati davanti all’antica giostra del carosello torinese, che conquista grandi e piccini. Sempre qui troviamo il Pastry Chef, uno spazio che propone piccole “chicche” di pasticceria sabauda in stile Belle Epoque, un delizioso angolo gourmet che utilizza con creatività materie prime di eccellenza. Per i golosi e, in particolare, per gli amanti del cioccolato di tutte le età. Durante i weekend, poi, sono in programma laboratori del gusto dedicati ai piccoli ospiti del Magico Paese di Natale.

Presepi, sapori e spettacoli per tutte le età

Andiamo poi alla scoperta dei sapori locali. Ai prodotti tipici delle Langhe sono infatti dedicati gli appuntamenti di Street Food, mentre presso l’Enoteca del Magico Paese, siamo accolti in uno spazio dove gustare prelibatezze del territorio del Roero in una golosa “vetrina del gusto” dove i sapori tipici locali sono abbinati ai pregiati vini, grazie alla collaborazione con Mondodelvino.

L’ultima tappa della giornata è al Castello Reale di Govone, dimora sabauda dalle magnifiche sale affrescate, che ospita una mostra di arte sacra e di presepi realizzati da artisti provenienti da diverse tradizioni e da tutta Italia.

Nel cortile del castello, per i più piccoli c’è il mini Parco Avventura con i ponti sospesi, e la bottega dei giocattoli di legno, nata dal progetto Laboratorio Quota Verde. Grazie agli spettacoli itineranti del Teatro Pop Up, invece, si potranno conoscere le diverse manifestazioni del Natale del Mondo.

Infine, per vivere pienamente un’esperienza “tra sogno e realtà”, vi suggeriamo di arrivare a Govone a bordo del Treno Storico, che sarà attivo nelle domeniche 25 novembre e 2 dicembre.

Vi salutiamo qui, ai piedi del maestoso castello di Govone. Domani entreremo per visitare insieme i tesori custoditi tra queste antiche mura e vi sveleremo la ricetta dei gustosi “ravioli del plin”, conditi, naturalmente, con il tartufo bianco di Alba.

COME ARRIVARE

In auto: A21 Torino Piacenza, uscire ad Asti Est, poi prendere la SS 231 in direzione di Alba. Al 18° km svoltare a destra e prendere la deviazione per Govone. Oppure A6 Torino-Savona, uscire a Mondovì, alla rotonda prendere la prima uscita in direzione Alba-Carrù, proseguire fino a una seconda rotonda, prendere la seconda uscita verso Torino-Alba-Bra. Proseguire sulla SP12 per circa 15 km. All’incrocio svoltare a sinistra in direzione Torino-Bra-Alba. Dopo 500 metri svoltare a destra per Alba- Barolo-Novello in direzione Alba. Imboccare la A33 in direzione Asti e uscire a Govone.

DOVE MANGIARE

*Ristorante Scuderie del Castello di Govone, piazza Vittorio Emanuele 17, Govone, tel 0173/328096, www.castellodigovone.it Locale suggestivo e raffinato, offre piatti rivisitati della cucina delle Langhe Roero e Monferrato, alla carta e attraverso quattro menù degustazione. Prezzo medio alla carta € 60, menù degustazione da € 45 a € 65.

*Trattoria Pautassi, via Boetti 21, Govone (CN), tel 0173//58010, www.trattoriapautassi.it Tipica trattoria con menù casalingo piemontese, realizzato con ingredienti di stagione. Durante i Mercatini di Natale, nel weekend, menù fisso a 24 euro e a 10 per i bambini.

DOVE DORMIRE

*B&B Il Molino, via XX settembre 15, Govone (CN), tel 0173/621638, www.ilmolinoalba.it Piccolo hotel in residenza storica a gestione familiare. Le camere sono arredate in modo da creare un’atmosfera romantica e ospitale. Abbondante colazione con prodotti del territorio e aperitivo di benvenuto con salumi, formaggi e stuzzicheria. Doppia con colazione da € 75.

*Alba Hotel****, Corso Asti 5, Alba (CN), tel 0173/361329, www.albahotelcn.it Appena fuori da Alba, tra le colline delle Langhe Roero questo business hotel offre camere accoglienti e provviste delle migliori tecnologie. A disposizione centro benessere, ristorante, piscina con solarium e giardino privato. Doppia da € 100.

INFO

www.magicopaesedinatale.com

www.comune.govone.cn.it




Mercatini natalizi, benessere olistico e antichi sapori. Ecco dove andare nel weekend

Siamo ancora a novembre, ma l’atmosfera natalizia è già nell’aria, proprio come se non vedessimo l’ora di vivere questa festa, con le sue luci e il calore che porta con sé. Nell’ultimo weekend del mese di novembre, quello che va dal 23 al 25, cominciano infatti già ad accendersi le luci dei Mercatini di Natale, che ci terranno compagnia fino all’Epifania. Tuttavia, siamo ancora in autunno e la natura è ricca di frutti tutti da gustare e degustare nelle tradizionali sagre. Senza dimenticare di prendersi cura di sé, magari sperimentando una delle discipline olistiche che arrivano dall’Oriente. Ecco allora le nostre proposte selezionate per voi.

A Trento inaugura il Mercatino di Natale

È uno dei mercatini di Natale più belli e longevi. Giunto alla sua 25° edizione il Mercatino di Natale di Trento apre i battenti, o, meglio, le porte delle sue oltre 90 casette di legno, sabato 24 novembre. Passeggiando nelle storiche piazze Fiera e Battisti si potranno trovare oggetti di artigianato artistico alpino, addobbi per l’albero, statuine per il presepe, oggettistica per la casa e tante idee regalo.

Il mercatino si potrà visitare fino al 6 gennaio 2019, ma in questo periodo, Trento si trasforma nella “Città del Natale”. Il centro storico, infatti, sarà addobbato con luci e addobbi, un grande albero illuminato scalderà l’atmosfera, mentre Babbo Natale incontrerà i più piccoli nella sua casa. Il programma prevede anche musica, concerti itineranti, canti dei cori di montagna e l’appuntamento con il Trenino di Natale che porterà i visitatori alla scoperta della città e delle sue eccellenze storico-artistiche.

D’obbligo una sosta golosa per assaggiare le specialità trentine, dai celebri canederli, allo speck o al formaggio, serviti in brodo o con burro fuso, e gli squisiti dolci, come lo strudel di mele, i brezel e lo zelten, la torta natalizia con frutta secca. E per riscaldarsi durante una giornata all’aria aperta, non c’è niente di meglio che una tazza di vin brulé oppure, per i più piccoli e gli astemi, di succo di mela bollente con cannella e chiodi di garofano.

INFO: www.mercatinodinatale.tn.it e www.discovertrento.it

Abbiategrasso? No, “Abbiategusto”!

Una tre giorni interamente dedicata ai sapori nostrani e non solo, quello in programma ad Abbiategrasso (MI), dal 23 al 25 novembre. In diverse location si tiene infatti Abbiategusto, una grande kermesse dedicata ai prodotti enogastronomici lombardi, nazionali e internazionali.

Saranno più di 100 gli espositori, tra produttori, presidi Slow Food e i Comuni della rete del “buon vivere”, di cui Abbiategrasso appartiene. La tre giorni è un’occasione ghiotta, è proprio il caso di dirlo, per scoprire i diversi sapori e ricette provenienti da tutta la penisola e anche da alcuni paesi stranieri. Presso il Quartiere Fiera si potranno vagliare le proposte commerciali, mentre la convivialità, con assaggi e degustazioni, sarà di casa nel Castello Visconteo e, soprattutto, nella sua prestigiosa Enoteca.

Il Convento dell’Annunciata ospiterà invece incontri e proposte culturali ispirate alla storia del cibo e alla tradizione. Piazza Marconi farà invece da teatro al mercatino, con assaggi di polenta taragna e gorgonzola, mentre nel centro storico le botteghe del gusto, i ristoranti, le pasticcerie e i bar offriranno pause golose e un itinerario dei sapori.

INFO: www.abbiategusto.it

Modena capitale del benessere

Nel fine settimana del 24 e 25 novembre, torna con la sua quinta edizione, tra i padiglioni di Modena Fiere, Modena Benessere Festival, il salone dedicato all’Oriente e alle sue discipline olistiche. Più di 200 gli espositori provenienti da tutta Italia, che proporranno non solo le ultime novità ma anche dimostrazioni pratiche delle biodiscipline, tra cui riflessologia plantare e facciale, l’ayurveda, il feng-shui, con la possibilità di sperimentarle personalmente nelle free class condotte da insegnanti delle scuole più rinomate.

Nell’area relax si potrà usufruire di più di 500 massaggi gratuiti e non stop, di oltre 20 lezioni di yoga gratuite e conferenze a ingresso libero dedicate alla cultura orientale e al benessere olistico. Ospite d’onore di questa edizione sarà il Tibet, che sarà presente con un’intera area dedicata alla cultura tibetana dove l’Istituto Samantabhadra di Roma terrà un ricco calendario di incontri per fare conoscere la cultura tibetana. La vera chicca sarà poi la presenza dei monaci, che per due giorni saranno impegnati a realizzare un grande mandala di sabbia che sarà distrutto, come da tradizione, secondo il rito del buddhismo tibetano per ricordare la natura transitoria della vita.

Tra le novità anche il laboratorio non stop di tea painting, cioè la pittura con il tè, una tecnica naturale al 100% adatta anche ai più piccoli o a chi soffre di allergie.

INFO: www.modenabenessere.it

A Imola c’è il Baccanale

Ultimo fine settimana, quello del 24 e 25 novembre, a Imola per il Baccanale, il grande evento dedicato all’enogastronomia. Per l’occasione, tutta la città si trasforma in un grande palcoscenico, dove si alternano chef, gastronomi, storici, artisti e produttori, che avranno l’obiettivo di fare conoscere al pubblico tanti prodotti di eccellenza, più o meno noti.

In particolare, ci sarà un focus dedicato al latte, alle proprietà e agli usi di questo fondamentale e versatile alimento, ingrediente di infinite ricette. Gli oltre 40 ristoranti del centro proporranno poi menù a tema. Il programma anche appuntamenti, laboratori, giochi, animazioni per i più piccoli, spettacoli e la possibilità di incontrare i produttori e visitare le aziende agricole che propongono in fiera i loro prodotti.

INFO: www.baccanaleimola.it

A Serra de’Conti (AN) si festeggia la Cicerchia

Un legume “dimenticato”, ora nobilitato e oggetto della 20° edizione della Festa della Cicerchia, che dal 23 al 25 novembre, animerà il borgo duecentesco di Serra de’ Conti, in provincia di Ancona, uno dei più belli e antichi delle Marche per il suo patrimonio storico artistico e culturale e per il suo eccellente stato di conservazione, che dà l’impressione di trovarsi ancora nel Medioevo.

Nei due giorni della festa si potranno degustare piatti a base di cicerchia, in abbinamento o aggiunta ai profumi e ai sapori dell’autunno, ma anche riportare alla memoria i valori e le tradizioni della cultura contadina. Il borgo è Presidio Slow Food per la cicerchia e perla delle terre del Verdicchio.

INFO: www.cicerchiadiserradeconti.it

A Catania un weekend all’insegna della birra artigianale

Un lungo weekend dedicato a tutti gli amanti della birra, quello in programma a Catania. Dal 23 al 25 novembre si tiene infatti Beercatania, una tre giorni per approfondire la conoscenza, la tradizione e la storia di questa bevanda dalle molteplici proprietà, la cui origine risalirebbe agli antichi egizi.

Si potranno conoscere e degustare le birre artigianali prodotte da 20 tra i migliori birrifici siciliani, mentre presso i locali del Mercato Ortofrutticolo sono in programma conferenze, incontri ed eventi dedicati alla birra. Ma la “bionda” sarà in buona compagnia, Non c’è niente di meglio, infatti, che abbinare un bel boccale alle specialità siciliane, come arancini, pane cunzato, fritture, panini gourmet e dolci della tradizione. In serata, tutti a smaltire con musica live e dj set.

INFO: www.beercatania.it




Contro lo smog…mangia a colori

Con l’arrivo del freddo, in molte città italiane scattano “le giornate senz’auto” o le “domeniche ecologiche” che di fatto ci “costringono” a lasciare l’auto in garage in favore dei mezzi pubblici, oppure della bicicletta o di lunghe passeggiate. E la ragione che spinge molti Comuni a “correre ai ripari” è l’inquinamento.

Con il freddo, infatti, si usa più spesso la macchina e si accende il riscaldamento, con il risultato di fare aumentare lo smog e, in particolare, le famigerate PM10, le polveri sottili, che proprio per le loro piccole dimensioni, inferiori a 10 millesimi di millimetro, una volta inspirate superano i filtri naturali dell’organismo, riuscendo ad arrivare a bronchi e polmoni. Con danni per la salute.

Lo smog infatti crea una condizione costante di infiammazione e aumenta la quantità di radicali liberi, che con il tempo possono originare disturbi all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.

Un aiuto dalla dieta

Evitare del tutto lo smog è impossibile, ma si possono limitare i danni delle polveri sottili con la dieta mediterranea. Considerata da studi scientifici “la migliore del mondo”, grazie alla presenza di frutta, verdura e legumi, alimenti ricchi di antiossidanti, potenzia il sistema immunitario, contribuendo a contrastare le patologie cardiovascolari e respiratorie, ma anche l’invecchiamento precoce e le malattie degenerative.

Il consiglio è quindi quello di introdurre quotidianamente nella dieta frutta e verdura. Un buon parametro e sceglierla di cinque colori diversi: rosso, giallo, arancio, verde, bianco e viola, per assicurarsi un giusto apporto di vitamine e sali minerali preziosi per la salute, come rame, zinco, selenio. Vediamo allora qualche alimento “nemico” dell’inquinamento, scegliendo tra quelli di stagione.

La verdura, i colori autunnali del benessere

Spesso con il freddo si tende a mangiare cibi più calorici e a tralasciare la verdura. È proprio in questo periodo, invece, che bisogna assumerne di più. Tra i vegetali di stagione di colore arancione, le carote e la zucca, sono ricche di betacarotene, precursore della vitamina A, che aiuta a mantenere in salute la pelle e le mucose dell’apparato respiratorio.

Una sfumatura di benefico verde in tavola ci arriva dagli spinaci, ricchi di vitamine C ed E, ferro, calcio, potassio e folati, ma anche di betacarotene. Per un giusto apporto di vitamina C, che si deteriora con la cottura, si possono consumare anche crudi, conditi con olio extra vergine di oliva, oppure cotti al vapore o saltati in padella. Sì anche all’insalata, scegliendo una qualità a piacere, dal momento che tutte sono ricche di vitamine e sali minerali, ma anche di glucosinolati, che aiutano a depurare l’organismo.

Per tocco di rosso, la verdura “principe” sono i pomodori, che si possono trovare in tutte le stagioni. Ricchi di vitamina C e di licopene, si possono consumare sia crudi in insalata, sia sotto forma di passata, magari per accompagnare un piatto di pasta integrale, dal momento che la cottura aumenta la biodisponibilità del licopene che viene così assimilato meglio dall’organismo.

Infine, sulle tavole autunnali non dovrebbero mai mancare i cavoli, ricchi di vitamine A e C, di folati e fibre. Si possono scegliere a piacere le diverse varietà, come il cappuccio, il cavolo rosso, i cavolini di Bruxelles, la verza oppure il kale, da consumare crudi o cotti.

Le sfumature della frutta

Contro i danni dello smog, i frutti dell’autunno, come arance, mandarini, clementine, ma anche limoni, pompelmi e kiwi, che riassumono le sfumature del giallo, dell’arancio e del verde, sono considerati gli antiossidanti per eccellenza, perché ricchi di vitamina C.

Si possono mangiare così come sono, oppure sotto forma di spremute. Il consiglio è però quello di berle appena fatte, perché con il tempo la vitamina C perde le sue proprietà benefiche. No quindi alle preparazioni “del giorno prima” o a spremute conservate in frigorifero.

Un frutto un po’ “dimenticato”, forse perché troppo “brigoso” da sbucciare, è la melagrana, i cui chicchi sono ricchi di polifenoli, flavonoidi e vitamina C. Versatile e gustosa, si può assumere anche sotto forma di marmellata o di succo, oppure come ingrediente di macedonie e insalate.

Contro lo smog, benessere da bere

Soprattutto dopo una giornata fredda, l’ideale è un bel tè caldo, da scegliere tra tè verde o tè nero, o alternandoli. Questa bevanda che arriva dall’Oriente, infatti, contiene polifenoli e bioflavonoidi, nemici dei radicali liberi. Ogni occasione è buona per un tè, dalla colazione del mattino, o durante le pause per la merenda e lo spuntino. Gli Orientali, poi, lo bevono anche ai pasti principali.

Contro i radicali liberi, sì anche a tisane a base di zenzero, che si può anche aggiungere, volendo, ai cibi, sia crudo che cotto.

E ci sono anche i…peccati di gola

I golosi ne saranno felici. Perché il cioccolato fondente è ricco di polifenoli e flavonoidi, potenti antiossidanti. Meglio scegliere la versione con una percentuale di cacao superiore al 75% e non esagerare con la quantità, soprattutto se si è a dieta.

Da sola o come spuntino, si può infine assumere frutta secca. Mandorle, nocciole, noci, arachidi, anacardi e pistacchi sono ricchi di Sali minerali, soprattutto di selenio, oltre che di vitamina E. Attenzione, però, la frutta secca è molto calorica, e non bisogna superare i 30 grammi al giorno, corrispondenti a circa 4-5 noci o a 10 mandorle.

 




Al Lingotto di Torino la prima edizione di “Parchi da Amare”, il salone dedicato alle Aree Naturalistiche Italiana

In Italia ci sono 1.136 aree protette che coniugano la tutela dell’ambiente con il turismo, generando 27 milioni all’anno di visitatori. Su una superficie tutelata di circa 3 milioni 776 mila ettari, pari a quasi il 22% del territorio nazionale, sono ospitate la metà delle specie animali e vegetali di quelle presenti in Europa.

Si contano poi 2.700 tra centri visita, strutture culturali e aree informative e oltre 10.000 chilometri di sentieri attrezzati. I parchi italiani sono quindi degli scrigni naturali che ospitano anche realtà produttive ed imprenditoriali di eccellenza, capaci di creare un flusso virtuoso fra ambiente, economia e turismo ad alta sostenibilità: un comparto che include 105 mila posti di lavoro per un valore di 5,5 miliardi.

Proprio per valorizzare questa ricchezza, dal 23 al 25 novembre il Padiglione 1 del Lingotto Fiere di Torino ospita Parchi da Amare, la prima edizione di un evento interamente dedicato ai parchi naturali, alle aree protette italiane e alle numerose attività che si svolgono al loro interno e che, dal prossimo anno, sarà itinerante nelle diverse regioni del nostro Paese.

La fiera, ad ingresso gratuito, ha come mission la condivisione e la diffusione dei valori ambientali, la promozione di un turismo consapevole, il rispetto per la natura nelle sue diverse forme e la valorizzazione di quanto ad essa collegato ed è patrocinata da Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

 I principali eventi del weekend

Venerdì 23 alle ore 11.00 Rete WEEC Italia, Legambiente, Wwf, Federparchi, AIAV, CNA Turismo firmano la “Carta di intenti per un turismo sostenibile nei parchi e nelle aree protette” e il Comune di Amatrice, ospite del Salone, illustra il protocollo di intesa siglato con i Parchi del territorio dopo il sisma del 24 agosto 2016.

La Carta di intenti è stata voluta in maniera concorde tra le principali associazioni ambientaliste e quelle degli imprenditori del turismo, consapevoli della necessità di preservare le bellezze naturali del Paese mantenendo vive le attività che si svolgono al loro interno. Essa stabilisce le regole per valorizzare una nuova forma di turismo sostenibile che, al piacere della vacanza esperienziale, unisca aspetti di formazione dei territori in grado di far crescere una coscienza green ai visitatori.

Sempre il 23, alle ore 12.30 Rete WEEC Italia organizza l’incontro Parchi. Laboratori per l’educazione ambientale e alle 16.00 lo stand del Marchio di Qualità Ecolabel ospita i convegni La certificazione ambientale nel settore turistico: produzione, consumo sostenibile ed ecoturismo e Sviluppo del turismo rurale per le aziende agricole in aree protette a cura di Arpa Piemonte. Lo stand fa anche da cornice alla mostra Ecolabel europeo ed etichette ecologiche per prodotti e per servizi di ricettività turistica coordinata da Arpa Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Sabato 24 novembre alle ore 10.00 si tiene invece l’incontro La sicurezza dei visitatori e il ruolo delle aree protette a cura di Federparchi, alle 14.00 il convegno Turismo nei Parchi: sostenibile, esperienziale e innovativo a cura di AIAV E CNA Turismo e alle 17.00 il talk Dalle Alpi al mare. Gran Paradiso e Arcipelago Toscano, due parchi da scoprire a cura del Parco Nazionale del Gran Paradiso e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Due gli incontri di domenica 25 novembre: alle ore 11.00 Le aree protette alla sfida dei nuovi turismi a cura di Legambiente e alle 14.30 Cambiamenti climatici e natura: tutela, professionalità e procedure a cura di AIAV.

INFO

Parchi da Amare

Padiglione 1, via Nizza 294, Torino

Orario: ven 23 e sab 24 novembre 10-22; dom 25 novembre 10-19

Ingresso gratuito

www.parchidaamare.it




La zucca è dolce con la Pumpkin Pie, il dolce che arriva dagli USA

È uno dei frutti simbolo dell’autunno e ingrediente fantasioso e versatile di molto piatti, dall’antipasto…al dolce, come quello di cui vi parliamo nel nostro appuntamento “dolce” del sabato.

Oggi, infatti, vi sveleremo la ricetta della Pumpkin Pie, un dolce tradizionale americano che non manca mai sulle tavole autunnali, soprattutto nei pranzi per celebrare il Giorno del Ringraziamento, oppure per i bambini a merenda, soprattutto in occasione della Festa di Halloween, sdoganata anche da noi. Ma gli americani amano mangiare questo dolce in tutte le occasioni, come dessert a fine pasto, a colazione o, appunto, a merenda.

La Pumpkin Pie è una crostata di pasta brisée e un ripieno morbido e cremoso e speziato, che regala al palato piacevoli contrasti. Alla ricetta è legata una curiosità: siccome gli americani erano ghiotti di questo dolce, ma la lista degli ingredienti e la lavorazione era piuttosto laboriosa, negli anni Cinquanta, negli Stati Uniti un’azienda ha avuto l’intuizione di mettere in commercio una purea di zucca già pronta per farcire la pasta, la Libby’s Pumpkin, che ancora oggi viene venduta in lattine.

E proprio su una di queste, ormai più di mezzo secolo fa, è stata pubblicata la ricetta più famosa della Pumpkin Pie. Oggi, negli USA, ci sono due “partiti” della torta alla zucca: quello di chi sostiene che sia migliore con il preparato e quelli che ancora preparano la farcitura della torta in maniera casalinga, passaggio dopo passaggio.

Ci piace pensare che voi siate tra questi, anche perché la purea di zucca non è tra i prodotti che si trovano spesso nei supermercati. Qui sotto trovate la ricetta. Il consiglio è quello di realizzare la purea scegliendo una zucca mantovana, quella con cui viene realizzato il ripieno dei tortelli, per la sua polpa dolce e compatta.

Pumpkin Pie (Torta di zucca)

Ingredienti per la pasta

  • 160 gr di farina tipo 00
  • 110 gr di burro freddo di frigo
  • ½ cucchiaino di sale e ½ di zucchero
  • 1 cucchiaino di aceto di mele
  • 50 ml di acqua ghiacciata

 Ingredienti per il ripieno

  • 500 gr di polpa di zucca mantovana
  • 80 gr di zucchero semolato + 80 gr di zucchero di canna
  • ½ cucchiaino di sale
  • 3 uova
  • 180 ml di latte intero
  • 180 ml di panna fresca
  • 2 cucchiaini di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 pizzico di noce moscata in polvere + 1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
  • 150 gr di panna montata per guarnire

Private la zucca dei semi, tagliatela in pezzi, poi cuocetela in forno a 200°C. Togliete la buccia e raccogliete la polpa in una ciotola e frullatela con un frullatore a immersione. Preparate la pasta unendo la farina, lo zucchero, il sale e il burro freddo a cubetti. Lavoratela fino a ottenere un impasto sbriciolato. Versate il composto in una ciotola capiente, unite l’aceto di mele e 30 ml di acqua ghiacciata. Mescolate con una forchetta fino a ottenere un composto friabile, poi passatelo su un piano di lavoro e amalgamatelo nel più breve tempo possibile per non scaldarlo troppo. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela a riposare in frigo per almeno 1 ora.

Stendete poi la pasta con il mattarello e foderate una teglia di circa 20-22 cm di diametro. Bucherellate il fondo con la forchetta e mettete di nuovo la pasta in frigo. Nel frattempo, scaldate il forno a 190°. Quando sarà a temperatura, togliete la pasta dal frigo e infornate per circa 20 minuti coprendo la pasta con un foglio di carta da forno per non seccarla troppo.

Passate ora al ripieno mescolando la purea di zucca con lo zucchero semolato e quello di canna, il sale e le spezie in polvere. Frullate il tutto, poi trasferite il composto in una pentola antiaderente e cuocetelo a fuoco medio mescolando frequentemente per circa 10 minuti. Togliete l’impasto dal fuoco e unite il latte freddo mescolato con le uova sbattute e la panna fresca.

Mescolate con una frusta, poi riempite con il composto la pasta brisée precotta. Livellate con una spatola, poi mettere a cuocere in forno a 180° C per circa 1 ora e 15 minuti, finché il ripieno non sarà ben cotto. Se la pasta comincia a scurirsi, metteteci sopra un foglio di carta di alluminio e proseguite la cottura.

Sfornate la Pumpkin Pie, lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, trasferitela dalla teglia a un piatto di portata e servite con la panna montate e una spolverata di cannella.

 




Mantova ospita il primo World Forum on Urban Forests

Sarà Mantova, eletta per il secondo anno consecutivo “città più verde d’Italia” nella classifica Ecosistema Urbano 2018 stilata da Legambiente e Ambiente Italia, a ospitare, dal 28 novembre al 1° dicembre, il primo World Forum on Urban Forests, il primo Forum Mondiale sulle Foreste Urbane promosso dalla FAO (Food and Agricolture Organization of the United Nations) e curato da un comitato scientifico internazionale di esperti.

La città dei Gonzaga, Patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme a Sabbioneta e, nel 2016, Capitale Italiana della Cultura, è il luogo ideale per ospitare un evento “green” di tale importanza e portata. Non è infatti solo conosciuta per le sue bellezze artistiche e architettoniche, ma anche per le sue bellezze naturali e per il suo territorio, nato sull’acqua e circondato da un’oasi verde, che negli anni ha accolto più di una sfida di rigenerazione culturale, urbana ed economica che l’hanno resa una vera eccellenza. Accogliendo il Forum, quindi, Mantova diventa un luogo di incontri internazionale e un laboratorio “verde” dove sperimentare nuovi paradigmi ambientali e scelte urbanistiche.

Gli obiettivi del Forum

Il Forum parte da una realtà concreta: entro il 2050, 6 miliardi di persone, pari al 70% della popolazione globale, popoleranno le aree metropolitane del mondo. Si rende quindi necessario concentrare gli sforzi verso uno sviluppo urbano capace di fronteggiare attraverso modelli sostenibili di crescita urbana l’inquinamento, la povertà, l’insicurezza alimentare e il degrado delle risorse naturali causati dall’aumento della densità della popolazione cittadina.

Ecco che, allora, l’urbanizzazione verde, rappresenta una risposta concreta: le foreste e gli alberi in ambienti urbani e peri-urbani possono apportare importanti vantaggi alle città, rendendole più verdi e salutari, più eque.

Per parlare di questa e altre soluzioni sostenibili, il Forum radunerà più di 400 esperti provenienti da più di 50 paesi del mondo, che insieme discuteranno dell’importanza di integrare le infrastrutture verdi a quelle grigie delle città. A ciascuno degli esperti è stato chiesto di raccontare come hanno affrontato o stanno affrontando il problema dell’urbanizzazione nei loro Paesi e quali le strategie da attuare per salvaguardare il pianeta.

Tra gli obiettivi c’è anche quello di sostenere il processo di attuazione della New Urban Agenda, progetto lanciato nel 2016, ottimizzando le azioni relative al mantenimento e al rafforzamento di ecosistemi urbani e spazi verdi in città.

Verrà poi lanciato il Mantova Challenge, un programma di riconoscimento internazionale che celebra e premia le città che si impegnano a creare un contesto favorevole a una gestione delle foreste urbane per favorire una migliore qualità della vita nelle realtà metropolitane del mondo.

Gli eventi per tutti

Nell’ambito del World Forum on Urban Forests a Mantova si tiene una serie di iniziative aperte a tutti per coinvolgere la cittadinanza e i visitatori nella riflessione e sull’importanza delle foreste urbane, tra mostre, installazioni, concerti, escursioni, iniziative per bambini, proiezioni cinematografiche e convegni.

Per esempio, in collaborazione con il Festivaletteratura, sono in programma quattro incontri per esplorare i temi del Forum da una prospettiva alternativa. Mercoledì 28 novembre, Giorgio Vacchiano dell’Università di Milano discuterò con il geografo e giornalista Emanuele Bompan di Cambiamenti climatici e foreste. Benefici per la società, conseguenze per gli ecosistemi, proposte di azioni. Giovedì 29 novembre, invece, Stefano Boeri dialogherà con Rola Khoury, fondatrice della Clouburst Foundation di Sviluppo rigenerativo e cambiamento climatico.

Venerdì 30 novembre sarà la volta dell’architetto e designer Paola Antonelli, che discuterà con il neurobiologo e scrittore Stefano Mancuso di Design ricostituente e piante: risposte complementari alle sfide de nostro tempo. Infine, sabato 1° dicembre, lo scrittore e poeta Tiziano Fratus presenta Fratello albero, sorella foresta. Quando gli alberi riducono il Magistero del Disordine e possono salvare la vita. Sempre sabato 1° va in scena anche lo spettacolo 94 passi in giardino, con Lorenza Zambon.

Le proiezioni, le installazioni e le mostre

Due iniziative speciali non mancheranno di affascinare gli appassionati di cinema. Dal 26 al 30 novembre, in contemporanea al Forum, si tiene infatti il Festival Cinematografico Internazionale sulle Foreste, per parlare di polmoni verdi attraverso il linguaggio visivo e permettere al pubblico di conoscere queste realtà attraverso gli occhi di registi di tutto il mondo. Tra le proiezioni, giovedì 29 novembre, Planet Earth Cities, puntata della serie di documentari firmati BBC dedicata alle metropoli con protagonista il Bosco Verticale di Stefano Boeri.

Le tematiche scientifiche del Forum saranno poi interpretate dall’installazione audiovisiva Le foreste di Mantova, una sequenza di quadri animati, luci e suoni. La Rotonda di San Lorenzo si trasformerà poi in un osservatorio mobile in continuo movimento sul Pianeta Foresta, fatto di paesaggi virtuali, foreste immaginari e scenari distopici, dove i visitatori si troveranno immersi in una foresta in costante evoluzione.

Nel cuore della città, in Piazza Mantegna e in piazza Erbe, ci saranno invece Into the Forest, due installazioni che ricreano le diverse tipologie di foreste. Nella prima i lecci sono affiancati da corbezzoli e allori, nella seconda è riprodotto un bosco planiziale, la foresta che ricopriva la Pianura Padana prima dell’agricoltura e dell’urbanizzazione.

Dal 26 novembre al 2 dicembre, poi, presso il Polo di Mantova del Politecnico di Milano si svolge la mostra fotografica Cambiare la natura delle città. Storie, cifre, notizie e nomi delle foreste urbane e periurbane in Lombardia, dedicata alle foreste di pianura lombarde, alle storie che le vedono protagoniste e alle persone che hanno contribuito a crearle.

Per i più piccoli e gli studenti

Per preparare i bambini ad affrontare le sfide ecologiche del nostro tempo e insegnare loro l’empatia verso tutti i sistemi viventi, presso alcune scuole sono stati organizzati alcuni progetti dedicati a diversi temi connessi al bosco, al mondo delle piante e agli interventi di riforestazione urbana, che permetteranno ai più piccoli di avventurarsi in gite naturalistiche in “boschi urbani” installati a Mantova.

#FUTURAMANTOVA, tra le iniziative del Piano Nazionale Scuola Digitale del MIUR, lancia due sfide agli studenti: FOREST HACK, una maratona progettuale per immaginare città più verdi e felici e gaming session di Build Your city forest, scenario virtuale educativo sviluppato da FAO in collaborazione con Build a World EDU.

SIA JUNIOR, il gruppo di lavoro dedicato ai più piccoli della Società Italiana di Arboricoltura Onlus, propone un’esperienza educativa e divertente di tree climbing per imparare a rapportarsi con gli alberi con rispetto e sicurezza. Con il gruppo Scout CNGEI Draco si potrà partecipare a un’attività di messa a dimora di 8 piante di bagolaro a Parcobaleno, Centro di Educazione Ambientale all’interno di Bosco Virgiliano, alle porte di Mantova.

Gite ed escursioni

Infine, grazie alla collaborazione dell’ente Parco del Mincio, saranno organizzate escursioni e visite guidate nei luoghi che più rappresentano lo spirito del Forum: il giardino Ottocentesco delle Bertone e il Centro cicogne, che ospita numerose varietà di alberi secolari e il centro di reintroduzione della cicogna bianca; il fiume Mincio, con due escursioni tra arte e natura; la Foresta Carpaneta, risultato di un progetto di forestazione avviato nel 2003; la Riserva Naturale Statale Bosco Fontana, ciò che rimane delle antiche foreste che ricoprivano un tempo tutta la Pianura Padana.

INFO e programma completo

www.wfuf2018.com

 

 




Da Fagagna a Palmanova, la “città a forma di stella” (2° giorno)

Una quarantina di chilometri separano Fagagna da Palmanova, la meta della seconda parte del nostro itinerario alla scoperta di alcuni tra i borghi più belli del Friuli. Ci arriviamo in circa 40 minuti, passando per la A23. Palmanova è unica nel suo genere. Si tratta infatti di una “città fortezza” dalla pianta a forma perfetta di stella a nove punte, circondata da una triplice cerchia di mura fortificate, risalenti rispettivamente al XVI, al XVII e al XIX secolo.

La città sorge nella bassa pianura friulana, tra Udine e Aquileia e ha una data di fondazione precisa e non casuale. La prima pietra è stata infatti posata il 7 ottobre 1593, giorno di Santa Giustina e anniversario della vittoria di Lepanto contro i Turchi, avvenuta lo stesso giorno del 1571, da parte della Lega Santa.

La Repubblica di Venezia volle la costruzione di questa città-fortezza proprio come baluardo friulano contro i Turchi, ma anche per frenare le mire espansionistiche degli Asburgo. Per perfezione e la bellezza della sua architettura, giunta intatta fino a noi, Palmanova, che deve il suo nome a Marc’Antonio Barbaro, primo provveditore generale della fortezza, che la battezzò ispirandosi all’albero di palma, simbolo di cristianità, ma anche di gloria, è Monumento Nazionale dal 1960, mentre dal 2017 è entrata a fare parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Entriamo nella città-fortezza

La perfezione urbanistica di Palmanova fa sì che, entrando da una qualsiasi delle tre porte di accesso alla città, lo sguardo spazi direttamente fino al cuore, la meravigliosa Piazza Grande, alla quale convergono tutte le linee stradali. Attraversiamo quindi la cinta muraria e arriviamo nella piazza, a forma esagonale, con al centro uno stendardo.

Sulla piazza si affacciano il Palazzo del Provveditore Generale, la Loggia della Gran Guardia, esempi di architettura militare e testimonianza del passato della città, e lo splendido Duomo Dogale, che decidiamo di visitare.

Il duomo è la chiesa più importante della città ed è stato realizzato nella prima metà del Seicento con uno stile veneto di ispirazione palladiana. Le decorazioni, invece, si rifanno ai canoni del Barocco. L’edificio stupisce per la sua magnifica facciata esterna, recentemente restaurata, che si presenta divisa in due ordini. Su quello inferiore si trovano i tre ingressi e una serie di semicolonne giganti che proiettano la struttura verso l’alto. Nella parte superiore, invece, si trova una serie di nicchie che ospitano le statue di Cristo Redentore, di San Marco, protettore di Venezia, e di Santa Giustina, a cui il duomo è dedicato.

All’interno, invece, sono custoditi alcuni affreschi di pregio, come la Pala delle Milizie di Alessandro Varotari, detto il Padovanino, del 1641, una Madonna lignea attribuita a Domenico di Tolmezzo e alcune opere di Pomponio Amalteo.

Il Museo della Grande Guerra e il Parco dei Bastioni

Merita senz’altro una visita il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova, a cui si accede da Porta Cividale. Il percorso di visita consente di approfondire non solo alcuni aspetti della storia militare della città, dalla sua fondazione ai giorni nostri, ma anche di ammirare alcune testimonianze delle diverse epoche. La visita prosegue poi lungo la cinta muraria, dove si possono vedere alcuni importanti elementi fortificati.

La parte più interessante della nostra visita è senza dubbio il Parco storico dei bastioni, a cui si accede attraverso le tre porte di accesso a Palmanova. Un’apposita segnaletica ci guida attraverso i percorsi ciclopedonali del parco, ben segnalati e adatti a tutti, un viaggio attraverso i diversi elementi fortificati e le diverse tipologie di terrapieni, tra cui baluardi, cortine, rivellini, falsebraghe, lunette, e spianate.

Da non perdere le Gallerie sotterranee, risalenti al XVII secolo, costruite per raggiungere le postazioni nemiche, oppure per posizionare una “camera esplosiva” con la polvere da sparo, che al passaggio del nemico veniva fatta saltare in aria, vanificando l’assalto. Alcune delle gallerie sono attrezzate per i visitatori ed è disponibile anche un’audioguida (Info, tel 0432/924815).

Si conclude qui il nostro itinerario di un weekend alla scoperta di Fagagna e Palmanova. Non prima, però, di avervi suggerito qualche spunto gustoso tratto dalla corposa cucina friulana.

In tavola, sapori robusti

La cucina di Palmanova è tipicamente montana. Difficilmente sulle tavole, infatti, a differenza di altri luoghi del Friuli, compare il pesce. Tra i cardini delle ricette locali troviamo il riso, come nel piatto “principe” della zona, Riso e fagioli, a cui fa concorrenza il Risotto con le punte di asparagi. Da provare anche la bisna, polenta con fagioli e crauti, la classica pasta e fagioli, la minestra di patate e fagioli e i cialzons, ravioli aromatizzati alle erbe.

Tra i secondi, spicca la carne, come il cotechino con le rape bianche, il salame all’aceto saltato in padella, di cui vi sveliamo qui sotto la ricetta, il carrè di maiale allo spiedo e il celebre Prosciutto di San Daniele, che qui nasce ed è di casa. Tra i dolci, spiccano quelli a base di ricotta, spesso accompagnati alle erbe aromatiche.

Una menzione particolare meritano i vini. In Friuli, infatti, nascono DOC come il Cabernet, il Verduzzo Friulano, il Tocai, il Refosco di Aquileia, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Refosco Schioppettino o il Picolit, per citarne solo alcuni.

Salàm tal asèt (Salame all´aceto)

Ingredienti

  • 300 gr di salame fresco tagliato a fette spesse
  • ½ cipolla
  • 30 gr di burro
  • ½ bicchiere di aceto di vino
  • 1 mestolo di brodo

Affettate finemente la cipolla, poi rosolatela nel burro a fuoco medio. Aggiungete poi le fette di salame tagliate spesse. Cuocete rigirando le fette di salame da ambo le parti per alcuni minuti, poi irroratele con l’aceto di vino. Dopo un paio di minuti, allungate con un mestolo di brodo. Lasciate bollire ancora per due minuti, poi servite accompagnato da polenta arrostita.

COME ARRIVARE

In auto: Da Venezia o da Trieste, prendere l’A4 con uscita Palmanova, poi prendere la SS352 seguendo le indicazioni per Palmanova. Per chi arriva da Udine o da Tarvisio, A23 in direzione Trieste, poi passare in A4 con uscita Palmanova e imboccare la SS352.

DOVE MANGIARE

*Il Melograno, Contrada Villachiara 34, Palmanova (UD), tel 0432/920271, www.ilmelograno.online Offre un menù stagionale, con ingredienti locali o biologici. Anche pizzeria. Prezzo medio € 35.

*Caffetteria Torinese, Piazza Grande, Palmanova (UD), tel 0432/920732, www.caffetteriatorinese.com Affacciata sulla splendida piazza centrale, è stata eletta Miglior Bar d’Italia dal Gambero Rosso nel 2011 e nel 2014. Per uno spuntino o un pranzo veloce, offre specialità dolci o salate frutto di un’accurata ricerca di prodotti tipici locale e nazionali.

DOVE DORMIRE

*Hotel Ai Dogi ***, Piazza Grande 11, Palmanova (UD), tel 0432/923905, www.hotelaidogi.it

In posizione centrale, immerso in un’atmosfera accogliente, lussuosa e al tempo stesso familiare. A disposizione ristorante con piatti ricercati della cucina friulana. Doppia con colazione da € 88.

*B&B Urban Trend, Borgo Udine 5, Palmanova (UD), tel 393/8433145, www.urbantrend.it  Struttura con sei camere ricavate in due spaziosi appartamenti nel palazzo storico da cui si affacciò Garibaldi nel 1867. Le camere sono provviste di TV satellitare, wi fi gratuito, cassaforte, frigorifero, riscaldamento regolabile. Doppia con colazione da € 62.

 INFO

www.turismofvg.it/Palmanova
www.comune.palmanova.ud.it




A Fiera Milano torna Milano AutoClassica. Ospite d’eccezione Retro Classics Stoccarda.

Un lungo weekend all’insegna delle auto storiche e delle leggende automobilistiche, dedicato a tutti gli appassionati e ai curiosi. Dal 23 al 25 novembre torna a Fiera Milano (Rho) per l’ottava edizione Milano AutoClassica, il grande Salone dell’Auto Classica e Sportiva, un imperdibile appuntamento glamour che mobilita espositori e visitatori provenienti dall’Italia e dall’Estero appassionati di modelli storici e moderni.  La proposta spazia dagli anni Venti agli anni Novanta, con una forte presenza di modelli degli anni Sessanta e Settanta.

Modelli heritage senza età in mostra

Il percorso espositivo punta a valorizzare la memoria storica dei grandi marchi automobilistici, tra cui Bentley, BMW Club Italia, Ferrari Classiche, Lotus, McLaren, Musei Ferrari, Pagani e Porsche Classic. Su una superficie di 50 mila mq si potranno così ammirare l’heritage dei modelli più rappresentativi accanto alle proposte più attuali, riuniti in un unico contesto, per la gioia di collezionisti, appassionati di motori, o utenti alla ricerca dell’ultimo modello con cui sostituire la propria vettura.

Una selezione di venditori sarà poi presente con un ricco parterre di auto d’epoca dove individuare l’occasione perfetta per ogni visitatore. Chi si avvicina alle vetture classiche per la prima volta potrà infatti spaziare tra modelli e offerte per tutti i gusti e le tasche, con prezzi a partire da 5 mila euro.

Nel padiglione 22, poi, torna anche l’esposizione dedicata ai ricambi con 180 aziende specializzate e selezionate presenti.

Retro Classics Stoccarda ospite d’eccezione

La novità di questa ottava edizione è la partecipazione straordinaria di Retro Classics Stoccarda, dei più rinomati eventi europei nel panorama internazionale d’auto d’epoca e la più grande fiera al mondo per quantità di espositori e superficie occupata. Retro Classics Stoccarda ha scelto proprio il palcoscenico di Milano AutoClassica per incontrare i suoi più importanti espositori e collezionisti tedeschi, allestendo una grande area dove sarà esposta un’inedita selezione di vetture provenienti dalla Germania. Tra esse ci sarà un autobus d’epoca dal marchio Neoplan, con interni straordinari, dotato di videowall e allestito con pannelli informativi con tutti i contenuti relativi alle fiere Retro Classics.

Ci sarà poi l’azienda Reller-Automobile GmbH, specializzata nella manutenzione della carrozzeria e nel restauro, che propone diverse vetture che hanno segnato la storia dell’automobilismo tedesco tra cui Mercedes Benz Pagoda 280 SL Automatica del 1970, in una rara combinazione di colori, con livrea rosso scuro; Mercedes Benz R 107 500 SL, classe 1989, una delle ultime R 107  originale di quarta generazione, dalla vernice metallizzata nero-blu; Porsche 911 Carrera 3.2 del 1984 uscita per la prima volta con esterni in colore rosso e un allestimento interno in pelle beige, un modello cui è stato permesso fregiarsi per la prima volta della denominazione aggiuntiva di ‘Carrera’; Porsche 930 3.3 TURBO del 1978 in colore diamante argento-verde metallizzato, considerata il successore della Turbo Prima Serie.

Real-AUTO – The Classic Car Company, rivenditore di auto d’epoca, accanto alla best-seller Citroen DS 21M del 1972, acquistata da un milione di acquirenti, propone la BMW Alpina B10 3.0 a trazione integrale del 1995, elegante berlina per buongustai, basata sulla BMW 525iX e prodotta da Alpina in soli 64 esemplari.

Unica azienda al mondo che dal 1984 restaura esclusivamente le preziose Mercedes-Benz 300SL, HK-Engineering presenta l’esclusiva Mercedes-Benz-300SL Coupé (1955) vernice argento-marrone accanto ad una delle sole 209 unità prodotte di Mercedes-Benz-300SL Roadster (1962), di color avorio e pelle rossa. Infine, il partner CLASSICBID presenta le sue aste di successo per Youngtimer e auto d’epoca

L’Asta Cambi Milano -Sport & Race Cars

Sabato 24 novembre, poi, si tiene un evento straordinario per gli appassionati del settore, l’Asta “Milano-Racing & Sport Cars”, a cura della Casa d’Aste Cambi, prima in Italia per fatturato nel 2017. L’asta sarà composta da circa 45 pezzi, molti dei quali appartengono alla Scuderia Giudici di proprietà del noto pilota e team manager Gianni Giudici, tra auto sportive e da corsa. Tra queste due splendide auto da corsa esemplare unico, una Maserati GranSport GT “Laboratorio”, e una GranSport “Trofeo”. Queste due vetture della casa del Tridente hanno partecipato nel 2006 alla 24 Ore del Nürburgring, schierate dalla squadra ufficiale “Maserati R&D Factory Team” e per questo meritano dovuta attenzione a fini collezionisti e storici.

INFO

www.milanoautoclassica.com/




Fagagna, dove volano le cicogne (1° giorno)

Quando visitate Fagagna, splendido borgo in provincia di Udine, tra “i più belli d’Italia”, dovete sempre tenere lo sguardo all’insù. Perché con molta facilità potrete posare gli occhi su una cicogna, appollaiata su un camino o accoccolata nel suo nido.

I magnifici uccelli qui sono di casa, al punto che Fagagna è conosciuto come “il borgo delle cicogne”. E questo grazie a un progetto di reintroduzione della cicogna bianche, attivato dall’Oasi Naturalistica dei Quadris, che trovate in via Caporiacco e si può visitare la domenica, dalle 10 alle 12, oppure dalle 14.30 alle 18 da marzo a novembre. Il progetto include anche la riproduzione dell’ibis eremita e dell’uccello dal becco di maschera veneziana.

 Due passi nel centro storico

Come tutti i borghi che hanno conservato le vestigia medievali fino a farle giungere ai nostri occhi, Fagnana, che deve il suo nome al latino fagus, cioè faggio, per i boschi rigogliosi che circondavano la zona, è ricca di chiese e castelli.

Il paese è nato dall’unione di sette antiche borgate, che oggi costituiscono un unico nucleo. La nostra visita parte dal Palazzo Municipale, da qui prendiamo la strada che sale fino al colle del castello, dove scorgiamo i ruderi del maniero, la cui parte più antica risale al XI secolo. In cima al colle si trova anche il Palazzo della Comunità, sede amministrativa e giudiziaria di Fagnana dagli inizi del XVI secolo fino al 1797.

Prendiamo poi via Salizzada e arriviamo alla Pieve di Santa Maria Assunta, del XIII secolo, costruita su una chiesa paleocristiana preesistente, che spicca per il bel campanile. Imbocchiamo poi le suggestive via dei Tigli prima e via della Pieve poi, dove incontriamo una casa forte del XIV secolo, per giungere al Museo della Vita Contadina, che merita una sosta.

 Il Museo della Vita contadina di Ciase Cocél

Il museo si trova in via Lisignana e si può visitare la domenica dalle 14.30 alle 18 (info tel 0432/801887). Costituisce un unicum in Italia per le sue caratteristiche. Si tratta, infatti, di un museo “vivente”, dove, grazie agli importanti lavori di restauro, sono stati riportati in vita non solo l’antico edificio che lo ospita, ma anche tutte le attività umane che si svolgevano.

Sono stati ricreati, infatti, tutti gli ambienti in cui operano filatrici, fabbri, mugnai, osti, merlettaie. Un’esperienza sensoriale che coinvolge anche il senso dell’olfatto. Durante la visita si possono infatti sentire gli odori della stalla per la presenza degli animali, quello del mosto, del carbone della fucina, del pane appena sfornato e della farina macinata al mulino. Si possono osservare gli antichi mestieri “dal vivo”, e gustare un bicchiere di buon vino friulano direttamente all’osteria, proprio come un tempo.

Tra palazzi e castelli

Dal museo ci spostiamo nella vicina chiesa di San Leonardo, del XIV secolo, dove sono conservati alcuni affreschi trecenteschi. Percorriamo vicolo degli Orzinutti e via Umberto I e ci ritroviamo di nuovo nella piazza principale.

Dal municipio, ci dirigiamo verso Borgo Paludo e, lungo il proseguimento di via Umberto I incontriamo Palazzo Asquini, residenza nobiliare del XVII secolo, e Palazzo Pico, antica sede di lavorazione del tabacco. Arriviamo quindi nell’antica borgata, dove si trovano Palazzo Pecile, del XVIII secolo, e alcune case a schiera caratterizzate da splendidi portoni.

Prendendo via Paludo si può poi tornare al castello e percorrere strada Daûr Glesie, una via panoramica che conduce a un fortino militare della Prima Guerra Mondiale. Una volta in cima e dopo una breve sosta, si prende Riva di Cjastenêt, una strada campestre che conduce al borgo di Riolo.

Infine, merita una visita anche il  Castello di Villalta, che si erge in mezzo alla campagna con la sua splendida torre e le mura merlate, risalente al 1216, come attestato dalle cronache del tempo. Il castello è attualmente proprietà privata e si può visitare solo all’esterno.

Si conclude qui il primo giorno del nostro itinerario. Domani ci sposteremo a Palmanova, un altro splendido borgo del Friuli.

Viaggio tra i sapori di Fagagna

Il prodotto forse più famoso è il Formaggio di Fagagna, ottenuto con latte crudo non pastorizzato, dal gusto inconfondibile grazie alle erbe che nascono spontanee dei prati attorno al paese, di cui si nutrono le mucche.

È riconosciuto come Presidio Slow Food, invece, il pestât, un impasto di lardo di suino, carote, sedano, cipolla, salvia, rosmarino, aglio e prezzemolo tritati, sale e pepe, che viene insaccato in un budello naturale e messo a stagionare. Viene poi fatto soffriggere all’occorrenza per aromatizzare molte ricette della cucina friulana, come carne in umido, patate, e la brovada.

Non dimentichiamo, poi, che Fagagna è vicino a San Daniele, patria del celebre prosciutto, e anche qui fin dai tempi di Napoleone venivano allevati e venduti i maialini. Ancora oggi, qui si producono salumi di qualità e si cucinano ricette a base di maiale. Tuttavia, a Fagagna si preparano anche piatti a base di carne di oca e insaccati come il salame d’oca. Tra i vini, da assaggiare il raro e pregiato Picolit, la cui produzione ha avuto inizio nella zona nel 1761 nella tenuta del conte Asquini.

La Brovada, come nasce il prodotti tipico

Le rape bianche dal colletto viola sono uno dei prodotti della tradizione culinaria friulana. Con esse si ottiene la tipica brovada, grazie a un antico e paziente lavoro di fermentazione nella vinaccia. Le rape, dopo essere state raccolte, vengono private delle foglie e messe a fermentare nei tini. Qui vengono ricoperti con la vinaccia di uve nere, sale, acqua mista a vino aceto. Si lasciano poi fermentare dai 40 ai 60 giorni, finché non assumono il tipico colore rosato.

Le rape vengono poi lavate, grattugiate e confezionate. Nel periodo natalizio, sulle tavole friulane non può mai mancare la Brovada e Muset, un insaccato tipico che assomiglia al cotechino. La Brovada, che si fregia della DOP, si gusta anche come ingrediente di zuppe, piatti a base di verdure o per accompagnare secondi di carne.

Brovada e Muset

Ingredienti

  • 500 gr di rape bianche fermentate
  • 2 cotechini dei Friuli
  • 3 spicchi di aglio
  • 4 foglie di alloro
  • Brodo vegetale
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale e pepe

Immergete i cotechini nell’acqua fretta e portate a bollore. Abbassate la fiamma e lasciateli bollire per circa 90 minuti. In un tegame, mettere a soffriggere nell’olio EVO l’aglio e le foglie di alloro, poi versate la brovada (le rape fermentate= con un po’ di brodo vegetale. Chiudete con il coperchio e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 90 minuti. Sollevate il coperchio, aggiungete il sale e il pepe e un pizzico di farina bianca per fare addensare il composto. Scolate i cotechini, tagliateli a fette e serviteli caldi accompagnati dalla salsa.

 COME ARRIVARE

In auto: da Venezia o Trieste A4-A23, prendere l’uscita Udine Sud, poi proseguire sulla tangenziale e uscire a Spilimbergo. Allo stop girare a sinistra e proseguire per circa 8 km seguendo le indicazioni per Fagagna.

 DOVE MANGIARE

*Ristorante San Michele, via del Castello 33, Fagagna (UD), tel 0432/800185, www.sanmicheleristorante.com In splendida posizione, sulle rovine del castello di Fagagna e con vista sulle Alpi Giulie, offre un menù di stagione, con piatti di carne e di pesce, con ricette di Friuli, Piemonte e Toscana rivisitate dallo chef. Prezzo medio € 65.

*Ristorante Al Castello, via San Bartolomeo 18, tel 0432/800185, www.ristorantealcastello.com

Il menù offre ricette della tradizione rivisitate con maestria ed equilibrio dallo chef, ma non mancano anche piatti particolari e creativi. Presente una carta dei vini e dei formaggi. Prezzo medio € 28.

DOVE DORMIRE

*Villaverde Hotel & Resort****, via delle Acacie 1, Fagagna (UD), tel 0432/812600, www.villaverderesort.com Dispone di 33 camere finemente arredare con vista sul campo da golf e sulle Alpi Giulie. Nell’area wellness a disposizione piscina di 25 m, solarium, idromassaggio, bagno turco. Doppia da € 126.

*Albergo Alle Crosere***, via Spilimbergo 203, Fagagna (UD), tel 0432/800107, www.albergoallecrosere.it . In posizione strategica, tra Fagagna e San Daniele del Friuli, propone camere confortevoli con Tv, wi fi gratuito e bagno privato. Doppia da € 54, colazione € 5.

INFO

www.comune.fagagna.ud.it

www.prolocofagagna.it




Duecento autori per “Racconti a tavola”

Quattro copertine colorate, quattro volumi che raccolgono ben duecento racconti scritti da autori provenienti da tutta Italia. E il fil rouge tra di essi è la tavola, anzi, la buona tavola. Perché a tavola nascono e muoiono amori, si accoccolano rimpianti e speranze, si impara dalle nonne e dalle mamme a cucinare; si decide di iniziare una dieta o di ricominciare a mangiare.

Sono i “Racconti a tavola”, frutto di un concorso letterario nazionale che usciranno il prossimo 8 dicembre, in occasione della Fiera del Libro di Roma. Compagni di avventura dei duecento autori selezionati sono i comici Andrea Vasumi e Duilio Pizzocchi, che hanno “regalato” all’antologia due storie inedite. Altra presenza non scontata, quella del neonatologo Carlo Bellieni, che nel suo testo rilegge in modo provocatorio la vita quotidiana della famiglia Simpson

Ma chi sono gli autori? In prevalenza donne, ma vincono sul “filo di lana”. Per quanto riguarda le regione più rappresentate, al primo posto si piazza l’Emilia Romagna, seguita da Toscana, Veneto e Campania. Prima nella classifica autori, per quanto riguarda invece le province, è Napoli, seguita da Treviso. Tra le sorprese, ci sono i racconti elaborati da un intero istituto alberghiero di Catania, che ha raccolto il frutto letterario di un lavoro fatto a scuola sulla mitologia intrecciata alle specialità gastronomiche del territorio.

Per quanto riguarda, invece, i generi letterari, gli autori hanno dimostrato di preferire di gran lunga il giallo, in tutte le sue sfumature, seguono i racconti che rievocano le storie delle nonne e i ricordi di infanzia. L’amore è sempre tra i protagonisti dei racconti, in misura minore le storie con protagonisti gli animali, la storia e la fantascienza.

Tra i racconti più singolari, c’è l’autobiografia di…una mela “griffata” che racconta la sua vita dal ramo al banco del supermercato. Il più commovente quello di un panettone realizzato da un gruppo di carcerati di Padova che è diventato un top player del settore. Non per buonismo. Ma semplicemente perché è il migliore”.

INFO: I quattro volumi di Racconti a Tavola usciranno l’8 dicembre in occasione della Fiera del libro di Roma. Poi si potranno ordinare in libreria oppure richiedere direttamente a info@historicaweb.com




Anticipi di Natale, castelli e vino novello. Ecco dove andare il prossimo weekend

D’accordo, siamo ancora in novembre, ma, a mano a mano che la fine del mese si avvicina cominciano a sentirsi le atmosfere natalizie. Milano, per esempio, celebra il suo dolce più celebre, il panettone, con un evento che ormai è un cult, a Modena torna Curiosa, la fiera dello shopping pre natalizio, che quest’anno ha una svolta vintage. A Spello, si celebra il rinomato olio umbro, mentre a Coversano, in provincia di Bari, torna Novello in Castello, una manifestazione storica che celebra i prodotti pugliesi. Vediamoli allora nel dettaglio.

A Milano si festeggia Re Panettone

È il dolce milanese per eccellenza. Stiamo parlando del panettone, che in origine si chiamava “Pan di Toni”, dal nome dell’umile servo che inventò il celebre dolce alla corte di Ludovico il Moro. Ora, le ricetta originale, che deve sottostare a rigide regole di preparazione, con ingredienti naturali, viene studiata nelle maggiori accademie e scuole di pasticceria.

E Milano, nel fine settimana del 17 e 18 novembre, festeggia il suo dolce più iconico con la Festa di Re Panettone, che si tiene della prestigiosa location del MegaWatt, in via Watt 15, in zona Navigli. La decima edizione della manifestazione, ideata dallo scrittore Stanislao Porzio, propone degustazioni e assaggi che non mancheranno di soddisfare il palato dei golosi.

Torna anche il concorso per il miglior panettone che metterà alla prova la giuria che dovrà destreggiarsi tra decine di assaggi. I visitatori troveranno poi tavolini allestiti con assaggi di panettone, dolce, salato e farcito, accompagnato da vini selezionati dalla rivista Civiltà del Bere.

Torna anche il gioco a quiz “Un panettone per chi conosce il panettone. E Milano, e il laboratorio Crescendo, dedicato ai più piccoli, mentre i maestri pasticceri si cimenteranno della preparazione dal vivo dei loro impasti in Prove d’artista.

INFO: www.repanettone.it

 A Modena c’è Curiosa in Fiera d’Autunno

È uno degli appuntamenti fissi dell’autunno. Sarà per le atmosfere di festa che anticipano il Natale, e lo shopping natalizio”, oppure le curiosità, i laboratori creativi e il buon cibo, fatto sta che Curiosa è una di quelle manifestazioni che mette d’accordo visitatori di tutte le età. L’edizione 2018 torna nei padiglioni di Modena Fiere da giovedì 15 a domenica 18, con tante novità. In contemporanea alla manifestazione principale, infatti, si svolgono gli eventi collaterali “70 80 90 Roba dell’Altro Secolo” e il “Children Village”.

 

Il primo è un viaggio ideale tra riti, miti e musica del trentennio che ha preceduto il “cambio di secolo”, tra sfilate di moda, vinili e copertine d’epoca, videogames d’antan a cui si potrà giocare gratuitamente, e con una madrina d’eccezione, la cantante Jo Squillo, sex symbol di tanti adolescenti di ieri. Si potranno poi vedere dal vivo alcuni “mezzi” di famose serie TV dell’epoca, come il “Generale Lee” di Hazzard, e KITT, la tecnologica auto parlante di Supercar, oltre a moto che hanno fatto epoca e cimeli da collezione.

Children Village è invece un salone interamente dedicato agli under 14, che potranno divertirsi giocando e creando con i mattoncini Lego, e prendere parte a laboratori di pittura, scultura, storia, inglese, ma anche di magia e ventriloquia, Confermati anche gli appuntamenti consueti, come quello con Artigiana Design, oppure con lo shopping di qualità con prodotti di eccellenza realizzati a mano e provenienti da tutta Italia. Tante anche le degustazioni e gli show cooking che proporranno le eccellenze dell’enogastronomia italiane e insegneranno a preparare i piatti dai più tradizionali ai più creativi.

INFO: www.curiosainfiera.it

A Spello (PG) per la Festa dell’Olivo e della Bruschetta

Cinquasettesima edizione per la manifestazione dedicata al pregiato olio umbro e alla sua degustazione più semplice e famosa: la bruschetta. Nel fine settimana del 17 e 18 novembre, nel centro storico viene allestita la classica mostra mercato, dove i visitatori potranno degustare non solo l’olio, ma anche gli altri prodotti tipici del territorio e visitare il mercato dei prodotti agricoli.

In Piazza della Repubblica, invece, sabato si tiene la Sfilata delle Frasche, cioè dei carri agricoli allestiti con alberi di olivo ricostruiti e decorati con salumi, formaggi, frutta e altri prodotti tipici. Durante la sfilata gli anziani del paese suonano gli organetti, mentre i giovani ballano il “salterello”.

Domenica, invece, sfilano le tradizioni popolari e contadine con lo scopo di valorizzare e eccellenze locali, ma anche di fare conoscere e tramandare le radici culturali del territorio. Al termine, premiazione delle tre “frasche” più belle.

La sera, poi, nelle taverne della città si tiene il concorso “L’Oro di Spello” una sfida culinaria tra i Terzieri di Porta Chiusa, Mezota e Pusterula per il miglior olio d’oliva prodotto sulle colline che circondano il borgo.

INFO: www.prospello.it

 A Conversano (BA) torna “Novello sotto il castello”

Nel centro storico di Conversano, dal 16 al 18 novembre si rinnova l’appuntamento con “Novello al castello”, con tanti graditi ritorni e novità. Al centro della manifestazione ci saranno, come sempre, i sapori della tradizione enogastronomica pugliese. Nelle trenta strutture prefabbricate si potranno acquistare direttamente dai produttori locali dal Pallone di Gravina alla Burrata di Andria, dalla Lenticchia al Pane di Altamura, al Caciocavallo Silano e molto altro.

Protagoniste saranno le degustazioni, declinazione gourmet dello street food. Cinquanta espositori, dislocati tra Anfiteatro Belvedere, Largo Porta Tarantina, Corso Morea e Piazza XX settembre proporranno piatti realizzati esclusivamente con prodotti tipici pugliesi, ma in creazioni e combinazioni fantasiose e ardite, per la soddisfazione dei palati più curiosi.

Non mancheranno nemmeno le tradizionali caldarroste accompagnate dal vino novello. In questa decima edizione saranno quaranta le cantine presenti, che offriranno il miglior frutto delle uve provenienti da tutta la Puglia.

I buoni sapori vanno di pari passo con l’arte e la musica. Su Corso Umberto I e Villa Garibaldi saranno allestiti cinquanta stand che proporranno prodotti dell’artigianato locale, ma anche conferenze, laboratori e spettacoli itineranti. Sono in programma anche visite guidate alla città.

INFO: www.novellosottoilcastello.it




L’autunno è dolce con il Monte Bianco

I nostri nonni dicevano che tenere due castagne selvatiche in tasca era un modo per tenere lontano il raffreddore. Che le castagne facciano bene alla salute (mangiandole, non tenendole in tasca!) invece era noto fin dal Medioevo, quando venivano consigliate per combattere l’emicrania e la gotta.

Il nome scientifico della castagna è castanea vugaris ed è il frutto dell’albero del castagno. Si caratterizza per la sua buccia marrone e coriacea, bombata da un lato e piatta dall’altro, e per la sua polpa chiara all’interno, dal gusto dolce e gradevole. Ricca di amidi, non contiene però glutine e può quindi essere consumata anche da celiaci e intolleranti.

Un frutto d’autunno ricco di nutrienti

La castagna molto nutriente ed energetica, al punto che, in passato, era nota come “il pane dei poveri” e veniva somministrata ad anziani, malati e convalescenti. Possiede infatti una buona percentuale di sali minerali come il potassio, ottimo per rinforzare i muscoli e prevenire i crampi negli sportivi, fosforo, che protegge il sistema nervoso, calcio, essenziale per la formazione delle ossa e dei nervi, ferro, utile alla buona circolazione del sangue, vitamine del gruppo B, magnesio, un riequilibrante dell’umore e rigeneratore del sistema nervoso e acido folico, consigliato alle donne incinte per prevenire malformazioni nel feto.

Il contenuto di fibre ha un effetto positivo sulla motilità intestinale e previene la stitichezza, mentre la cellulosa è un tonico per la circolazione venosa ed è indicata a chi soffre di varici ed emorroidi. Le castagne sono abbastanza caloriche: apportano 165 calorie per 100 grammi.

Versatili in cucina, le castagne si possono consumare da sole, bollite o alla brace, le famose caldarroste, ma anche come ingrediente di piatti salati e dolci. Questa settimana, per il nostro appuntamento “dolce”, vogliamo svelarvi la ricetta e la storia del Mont Blanc, o Monte Bianco.

Il Monte Bianco, un dolce storico

È un dolce tipicamente autunnale, a base di purea di castagne o marroni, meringhe e panna montata. Deve il suo nome alla forma conica dalla punta bianca, che ricorda, appunto, il Monte Bianco, la cima più alta delle Alpi, situato tra la Valle d’Aosta e l’alta Savoia. Si pensa, infatti, che il dolce sia nato sotto il Regno di Savoia, quando Francia e Piemonte erano riuniti. Ancora oggi, infatti, è diffuso tra Piemonte, Valle d’Aosta e nelle aree di confine.

La ricetta originale, poi, prevede l’aggiunta delle meringhe “alla francese”, che si preparano montando a neve gli albumi con lo zucchero per poi dividerle in piccole porzioni e cuocerle in forno a bassa temperatura. Potete scegliere questa versione, oppure quella “all’italiana”.

Ma quando è nato esattamente il Monte Bianco che, ancora oggi, si gusta sulle nostre tavole? È uno dei primi dolci a comparire sulle tavole dei poveri, alla fine del XVII secolo, utilizzando le castagne e lo zucchero di barbabietola. Ingredienti semplici, ma a cui le classi meno agiate non erano abituate.

Fino a quel periodo, infatti, la farina di castagne, per questo chiamate “pane dei poveri”, veniva utilizzato per fare il pane, mentre lo zucchero era appannaggio dei ricchi. Dopo la peste del 1680-85 la situazione migliora. Nel 1700 arrivano in tavola il mais, la patata, la zucca. Si torna a produrre riso e farina di grano. Le castagne, non più utilizzate per la sussistenza, si trasformano in dolci, come il castagnaccio e, appunto, il Monte Bianco, di cui parla anche Pellegrino Artusi ne “La Scienza in Cucina e l’Arte del Mangiar Bene”, del 1891, definendolo, “Dolce di marroni con panna montata”.

Non vi resta allora che mettervi alla prova con la nostra ricetta del Monte Bianco!

Monte Bianco

Ingredienti

  • 700 gr di castagne o marroni
  • 500 gr di latte intero
  • 20 gr di cacao in polvere
  • 1 baccello di vaniglia
  • 120 gr di zucchero
  • 50 ml di Rum
  • 1 pizzico di sale
  • 500 gr di panna liquida
  • 30 gr di zucchero a velo
  • Cioccolato fondente a scaglie

Lavate le castagne e incidetele con un coltellino, poi bollitele nella pentola a pressione coprendole con acqua e fate cuocere per circa 10 minuti. Se utilizzate una casseruola ci vorranno invece 30 minuti. Eliminate la buccia e la pellicina interna, mettete e castagne in un tegame e ricopritele con il latte, unite il baccello di vaniglia, lo zucchero e il sale e fate bollire per 20 minuti. Togliete la stecca di vaniglia, scolate le castagne e passatele nello schiacciapatate, raccogliendo la purea in una ciotola. Unite il cacao e il rum e mescolate finché l’impasto non risulterà omogeneo. Coprite con una pellicola e fate riposare in frigorifero per 30 minuti. Nel frattempo, montate la panna con lo zucchero a velo con uno sbattitore elettrico e trasferite il tutto in un sac-à-poche con bocchetta a stella. Versate un ciuffo di panna su un piatto da portata, poi con lo schiacciapatate ripassate il composto di castagne formando una montagnola. Decoratela con altra panna montata fino a creare una cima bianca. Guarnite a piacere con scaglie di cioccolato fondente o marron glacé.