Weekend a Treviso: scopriamo sapori quasi dimenticati con Audi Q3 Hybrid

Continuiamo il nostro viaggio nella provincia di Treviso alla scoperta di tradizioni secolari e di sapori quasi dimenticati, che sanno di storia. Scopriremo che il Veneto non è solo prosecco…

Clicca QUI  per leggere prima parte di questo nostro viaggio in zona rossa.

dall’interno dell’area degustazione del Castello di Roncade osserviamo la nostra Q3 Ibrida. Qui è tutto tristemente silenzioso, ma godiamo il meglio di questa artificiale tranquillità.

Siamo ancora nel suggestivo Castello di Roncade dove, oltre al pernottamento, è possibile godersi una degustazione. Entriamo in un modernissimo spazio, silenzioso, appartato ma arioso grazie alle vetrate che si affacciano sul cortile. La degustazione include una visita alla villa e ai piccoli vigneti retrostanti, che una volta producevano il vino offerto (la produzione è oggi a Mogliano Veneto).
Nella notte abbiamo caricato la nostra Q3, con ricarica plug-in, riempiendo le batterie con i 50 km di autonomia in puro elettrico. Non serve una colonnina, basta la presa di casa.

La capienza è davvero buona (1365 litri). Il cavo giallo permette di ricaricare le batterie, collegandosi sia ad una classica colonnina (4 ore di ricarica), sia alla presa di casa (circa 8 ore).

Prima di ripartire diamo un’occhiata agli interni della nostra Q3. La plancia ha uno stile moderno, spigoloso, quasi “rigoroso”. Le forme sono geometriche e minimali, con pochissimi comandi a vista. Molte delle funzionalità sono gestite grazie allo schermo centrale da 12,3” (optional, di serie da 10″). Molto utile l’ormai famoso Audi Virtual cockpit, che sostituisce il tradizionale tachimetro (che rende facilissima la navigazione). Per fortuna i comandi importanti rimangono fisici: clima, volume e modalità di guida sono ancora pulsanti con i quali possiamo interagire fisicamente.

Per questi interni ci ha colpito la pulizia, l’essenzialità estetica che rende l’ergonomia notevole. Tutto è raggiungibile, tutto è chiaro e leggibile.

Ma è ora di spostarci, attraversando la storica fiume Piave, verso una cantina che fa della tradizione e della sostenibilità la sua filosofia. Parliamo della cantina “Casa Roma” di  San Polo di Piave (TV). Una cantina a conduzione famigliare dal 1958, circa a 30min da Treviso.

Nell’ambito extra-urbano l’Audi Q3 45 TFSI E si comporta egregiamente: è silenziosa, rapida (complici i 245 Cv combinati) e alla guida ci si sente subito a proprio agio. Scegliendo la modalità EV, si sfrutta esclusivamente il motore elettrico. Come accennato prima, l’autonomia è di 51 km: davvero utile per le zone ZTL dei centri cittadini, ma molto meno per i lunghi viaggi fuori città.
Questo perché le batterie si scaricano molto più velocemente ad andatura costante, rendendo poco efficiente l’utilizzo in solo elettrico su autostrade e strade extra-urbane .

In ogni caso sono disponibili le modalità  Battery Charge e Battery Hold, che permettono di caricare parzialmente le batterie (mentre l’auto è in movimento) o di preservarne la carica, in modo da andare a zero emissioni in un secondo momento.

L’entrata della cantina Casa Roma. Il colore accesso dell’Audi contrasta con i mattoni a vista della struttura.

Una volta arrivati alla Cantina Roma, ci accolgono facendoci visitare l’interno e l’esterno della struttura, che scopriamo essere un’antica casa colonica del ‘500, da sempre atta alla produzione di vino.
Ci raccontano di come il vino sia un legame che collega le generazioni, le quali donano il bene più prezioso a questa terra: il tempo.
Ci raccontano il loro impegno, il perseguire di valori che hanno portato la produzione a diventare completamente biologica dal 2016.

Botte firmata e dipinta in occasione della festa “al porcel”. Festa della confraternita del Raboso di Piave che si svolge ogni anno dal 1990. Tutte le cantine, di anno in anno, mettono a disposizione una botte che viene firmata proprio durante i festeggiamenti.

Prima della degustazione visitiamo la Bellussera, simbolo del vitigno autoctono per eccellenza della Marca Trevigiana: il Raboso Piave.
La Bellussera, ci spiegano, è il risultato di un impegno costante atto al recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni, coltivati con tecniche tradizionali quasi dimenticate.

Questa antica tecnica di coltivazione arriva dal 1800. La vite è sostenuta dai gelsi, vere e proprie “strutture viventi”, che permettono di sollevarla dal suolo. I nuovi germogli sono così al riparo dalle gelate primaverili, ma non solo: la posizione sopraelevata dell’uva offre una migliore esposizione al sole, per una maturazione completa dei grappoli.

Abbiamo l’onore di assistere al “cambio di stagione”: l’eliminazione dei tralci “vecchi” e la scelta dei tralci per la nuova generazione. Una tecnica fatta totalmente a mano, che ricicla i vecchi tralci per costruire la struttura per la vendemmia successiva. In questa foto disturbiamo con l’Audi azzurra questo processo (LOL)

Questo impegno è fondamentale per raggiungere la migliore espressione del già citato Raboso del Piave. Un vino emblema della cantina e importantissimo nel territorio, che deriva dall’unico vitigno autoctono della zona trevigiana. Invecchiato in botti di rovere per 2 anni.

Dopo questa meravigliosa esperienza ci offrono un graditissimo calice, di un altro vino davvero unico: un vino in via di estinzione. Parliamo della Mazermina Bianca, un vino perfetto per un aperitivo, acido ma morbido, che ci viene offerto all’interno della cantina, nell’area dedicata alle degustazioni. L’atmosfera è calda e conviviale.
Consigliamo il loro Wine Tour (da 10 a 34 euro), ancora più suggestivo durante il periodo estivo: le Bellussere, rigogliose in questo periodo, creano uno scenario davvero unico.

La zona degustazione, dove abbiamo assaggiato la Mazermina Bianca, vino in via di estinzione.

Lasciamo la cantina Casa Roma. Le strade sono vuote e la nostra Audi Q3 Hybrid si fa guidare. Vogliamo sfruttare il meglio da questa situazione drammatica e surreale.
Decidiamo di spingerci verso la Strada del Prosecco (qui ne parliamo nel dettaglio), non per il vino questa volta. Ma per goderne i paesaggi suggestivi e capire al meglio l’Audi Q3 Hybrid.

Arriviamo fino a Rollo, immersi in un paesaggio davvero unico che ci emoziona. Le viti in questo periodo dell’anno sono spoglie, rendendo i colli ancora più suggestivi. Certo rimane un velo di tristezza, il rilassante silenzio ci ricorda che non potremo provare le specialità culinarie di questi luoghi: i ristoranti sono chiusi.

La bellissima vista a Rollo, un paesino tappa della splendida Strada del Prosecco, Partimonio dell’Unesco dal 2019

Ci muoviamo agilmente tra le bellissime curve che si susseguono sinuose, in un paesaggio che è da ormai 2 anni patrimonio Unesco. Siamo emozionati, l’Audi Q3 Hybrid è davvero piacevole da guidare, soprattutto in modalità Dynamic (che irrigidisce le sospensioni e la risposta dello sterzo) che unita ai colli del Prosecco è un’esperienza da provare.

I due motori sono gestiti interamente dall’elettronica, che combina la “spinta” per sfruttarne al massimo l’efficienza. Il motore elettrico, nella guida un po’ più sportiva, regala uno spunto immediato quasi esaltante. Ci divertiamo, ma è ora di tornare al punto di partenza, Treviso.

Le viti spoglie rendono questi colli ancora più suggestivi.

Mettiamo la Q3 in modalità Auto: proviamo a sfruttare l’efficenza nei consumi, che promette questo tipo di allestimento. Sfruttano la trazione ibrida guidiamo leggeri, godendoci la buonissima insonorizzazione dell’abitacolo e la silenziosità del 1.4 benzina. Il risultato è che si può consumare davvero poca benzina. L’Audi dichiara una media di oltre 71 km/l e noi andiamo poco sotto questo dato. Certo tutta questa efficenza non è gratis: quest’Audi Q3 45 TFSI E è vostra da 53.300 euro.

Insomma, in questo viaggio a Treviso e dintorni abbiamo “colorato di azzurro” queste campagne e questi colli. Abbiamo scoperto sapori quasi dimenticati in luoghi suggestivi. Abbiamo fatto esperienza di grande professionalità, con attenzione al futuro ma cosciente del tesoro prezioso che è la tradizione. Quanto esalta scoprire sapori in via di estinzione?

(foto di Agnese Pozzobon a.k.a. Naso)




Weekend a Treviso: sulle orme di Dante con Audi Q3 Hybrid

In un periodo storico nel quale parlare di turismo è quasi paradossale, noi di Weekend Premium abbiamo una missione…farvi viaggiare dove possiamo, anche solo per una gita domenicale.
Vogliamo scoprire per voi posti poco noti, piccole perle da godersi una volta che tutto volgerà al meglio.

Oggi vi portiamo a Treviso e dintorni, tra castelli, vini che raccontano storie e l’eco di Dante, il Poeta. Tutto questo a bordo di un’eccellenza tedesca: l’Audi Q3 45 TFSI E .

Un nome complicato per un’auto altrettanto complessa, ma con una sorprendente  facilità e immediatezza di utilizzo.
Parliamo di un’ibrido plug-in da ben 245 Cv combinati tra propulsore elettrico e benzina, che Audi Italia ci ha fornito di questo bellissimo azzurro acceso. Appena saliti a bordo si percepisce la classica qualità dei quattro anelli: per primi si notano i materiali e gli assemblaggi, ma è l’ergonomia che ci colpisce. Tutto è a portata di mano, tutto è comprensibile e responsivo.

Mettiamo in moto e, come ogni ibrida, non si percepisce il motore. Alla pressione dell’acceleratore la Q3 Hybrid parte in elettrico, silenziosissima, ma non troppo: Audi ha creato un suono che non renda l’auto totalmente impercettibile, per farsi notare da pedoni e ciclisti. Il 1.4 TFSI da 150 CV benzina si attiva solo in marcia, ma ne parleremo nel dettaglio più avanti.

Partiamo direttamente dalla bellissima Treviso, dove ritroviamo le citata “orme di Dante”, personaggio molto legato a questa città. La prima meta è il Ponte Dante. Riconoscibile grazie ad un Obelisco, questo ponte riporta una citazione del Sommo Poeta, che descrive questo suggestivo scorcio nel suo Paradiso. “Là dove Sile e Cagnan s’accompagna” (IX Canto del Paradiso) è l’esatto punto citato, vera e propria confluenza dei due placidi fiumi, che bagnano e attraversano Treviso, rendendola una “Piccola Venezia”. Questo ponte è un luogo tranquillo, dove godersi una passeggiata accompagnati dal rumore dell’acqua e sorpresi da bellissimi scorci.

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I passanti notano la nostra “azzurrissima” Audi Q3. Davanti alla chiesa San Francesco, che ospita il figlio del Sommo poeta

Ma i collegamenti con l’Alighieri non finiscono qui. Nel centro storico scopriamo la chiesa di San Francesco, realizzata in stile romanico nel 1200 c.a., scrigno della tomba del primogenito di Dante: Pietro Alighieri. Pietro fu giudice, poeta e commentatore, nato a Firenze e morto a Treviso nel 1300.
Questa chiesa è una piccola perla proprio nelle stradine del centro, che affrontiamo coraggiosamente in una domenica di sole, tra zone a traffico limitato (che possiamo attraversare con la nostra Audi, essendo ibrida) e spazi pedonali.

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Il laterizio della chiesa duecentesca in pieno centro a Treviso

L’Audi Q3, grazie al suo colore attira gli sguardi dei molti passanti. Ma anche il design è degno di nota: moderno e molto proporzionato. Non vuole essere un SUV (questa versione è infatti disponibile solo con trazione anteriore) e non vuole ricalcare le forme di una coupè. Le linee sono gradevoli e pulite; molto bello il disegno dei paraurti posteriore ed anteriore, che donano al retro e al muso un dinamismo efficace, ma equilibrato. Insomma non promette niente di più di quello che offre e non vuole stravolgere uno dei modelli più equilibrati della casa tedesca.

In città la Q3 si comporta davvero egregiamente. Tramite un tasto sul cruscotto, riusciamo a scegliere le varie modalità di funzionamento dell’impianto ibrido. Sono 3 le modalità principali: la prima sfrutta il solo motore elettrico, la seconda il meglio in combinazione tra elettrico e benzina, la terza permette al motore di ricaricare la batteria, per poi sfruttarla in seguito. In ogni caso l’abitacolo è perfettamente isolato acusticamente.

È ora di dirigerci fuori città, per una notte tra le vigne, in un castello rinascimentale a meno di 30 min da Treviso. Sì, avete letto bene: ad ospitarci per la notte è il “Castello di Roncade” (foto in copertina). Le camere sono appartamenti restaurati nelle vecchie torri di guardia, ma gli alloggi più spaziosi sono nel corpo centrale della villa.

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Sullo sfondo le bellissime torri delle mura. La nostra Q3 Audi è circondata dal verde curato del castello.

L’esperienza è davvero suggestiva. All’interno del piccolo comune di Roncade, ci troviamo al cospetto di una bellissima cinta di mura, che abbracciano una villa Veneta del 1508, con annesso giardino (perfettamente curato, nonostante il periodo davvero infernale per gli albergatori).
L’atmosfera è appartata, all’interno di uno spazio raccolto, ma studiato nel particolare.

 

 

 

 

 

 

Quindi ci riposiamo, per poi degustare i vini della cantina del Castello.
Seguiteci nell’appuntamento di domenica prossima; scopriremo il gusto dei vini di un territorio profondamente legato alla sua storia, affascinante per la sua spontaneità. Una spontaneità che ritroviamo nei sapori dei suoi prodotti, che ritroviamo nello scambio con chi vive questi luoghi.

Un territorio con un legame profondo con le sue tradizioni, un territorio sorprendente…che scopriremo non essere solo prosecco.

(clicca QUI, per la seconda parte)




Land Rover Defender V8: nuovi muscoli per la storica 4X4

Land Rover Defender V8 – abbiamo parlato tantissimo di questa leggenda 4X4, ma non potevamo esimerci da questa nuova uscita con il cuore a 8 cilindri, sogni di chiunque sia amante dell’out-door, di gite fuoristrada, dove nessuno può arrivare, con un sound e una spinta unici . Certo molto diversa dalla versione Ibrida, che abbiamo definito “gigante dal cuore green“.

Questa è la più “arrabbiata”,  ma che vuole unire comfort a vere prestazioni. Parliamoci chiaro, le Defender V8 usate davvero fuori strada saranno poche (così come le ancora più ingombranti AMG G63, sue dirette concorrenti), soprattutto visto il prezzo non proprio economico, ma è importantissimo che questi allestimenti continuino ad esistere.

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super riconoscibili le pinze azzurre di questa versione ad 8 cilindri

Design

Il design è eco del passato, ma ne abbiamo già parlato abbondantemente (qui). Siamo quindi al corrente di quanto l’heritage per la Land Rover Difender sia fondamentale.

Queste versioni con 8 cilindri hanno però particolari che le fanno riconoscere: badge specifici, i quattro terminali e i super cerchi da 22″ che riescono a riempire gli enormi passa-ruota. Nostro particolare preferito sono le pinze Xenon Blue, bellissime in contrasto con i colori scuri previste per le carrozzerie.

Top di gamma delle verniciature è il nuovo allestimento “Carpathian Edition” (solo per queste V8). con una copertura protettiva che rende la vernice semi-opaca, che ricorda il metallo anodizzato (in copertina). Tetto, cofano motore e portellone posteriore sono invece neri in contrasto.

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La versione 110 (passo lungo) ha sicuramente un impatto su strada massiccio

Interni

Negli interni per quanto riguarda il design cambia poco, ma le novità sono importanti come uno schermo touchscreen curvo da 11,4′ posizionato al centro della plancia.Per le versioni  più “sportive” i sedili sono sedili di pelle Windsor Ebony con tessuto scamosciato Miko e accenti Robustec, e altri rivestimenti in alcantara, con il contrasto delle superfici cromate e satinate.
Sopra i battitacchi in alluminio troneggia la scritta “V8”.

Invece per la versione “XS” (top di gamma di cui parleremo nelle conclusioni) i materiali sono più lussuosi. Sedili in pelle goffrata, riscaldabili ed elettrici, sistema multimediale Pivi Pro e un super impianto audio Meridian a 10 altoparlanti.

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Lo schermo curvo è padrone dello spettacolo in questa nuova Defender V8

Guida e motore

Il motore Land Rover Defender V8 è un 5.0 benzina che eroga fino a 525 Cv e 625 Nm di coppia. Il cambio è automatico a 8 rapporti. Lo 0 a 100 km/h è coperto in 5,2 secondi.

Fondamentali le sospensioni ad aria a controllo elettronico, studiate per essere più rigide, nuovi anche i differenziali posteriori attivi, che permettono di affrontare le curve più velocemente (non è in ogni caso una macchina adatta ad un giro in pista).

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Sono inconfondibili le linee di un modello che, seppur del 2021, abbraccia con orgoglio la sua storia

Conclusioni e prezzo

Parliamo del nuovo allestimento “XS Edition“, studiato come top di gamma, con specifiche personali sia esterne che interne. La XS Edition è disponibile con tutte le motorizzazioni, dal normale benzina P400, all’ibrida al diesel.

I prezzi sono alti, non conosciamo ancora gli ufficiali, ma quelli per il mercato inglese partono da  113.000 euro per la versione con il passo più corto 90, fino ai 117.000 euro per la variante 110 a passo lungo. La disponibilità ancora non ci è nota.

 




Peugeot 508 PSE : 3 motori per uno Sport Weekend “graffiante”

 

Peugeot 508 PSE (Peugeot Sport Engineered) – E’ quasi arrivato il momento. Ecco la versione ufficiale presentata a settembre 2020 e in vendita tra pochissimo, a Febbraio 2021.
Di questa nuova sportiva del del Leone ne avevamo già parlato qui, ma solo ora possiamo presentarla come si dovrebbe. Ci sono alcune differenze dal prototipo che avevamo presentato: sparisce la livrea ma si aggiungono dettagli forse ancora più “succosi”, compresa la versione station che tanto amiamo (ha vinto un nostro concorso nel 2019).

La Peugeot 508 PSE è capostipite di una nuova divisione, la Peugeot Sport Engineered: branca di Peugeot Sport che progetterà una serie di modelli ibridi dal DNA sportivo.

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Gli inserti color lime spiccano molto, si intuisce subito che non si tratta di una “normale” 508

Design

Gli esterni sono molto curati, immancabili i “graffi” luminosi anteriori, che già per la 508 “normale” donano una presenza su strada notevole. Ma la Peugeot 508 PSE non rischia di essere confusa con una 508 qualsiasi, sono tantissimi i connotati specifici. I nostri dettagli preferiti sono i profili aerodinamici nella parte bassa: queste “alette” donano un look davvero unico alla vettura. Un dettaglio che dimostra che il design e i particolari sono priorità quando si progetta con passione. Certo al look sportivo partecipano anche i cerchi da 20”, le minigonne, le bandelle sotto-porta maggiorate e i fregi “verde lime” (comprese le pinze dei freni).

Ma non solo: l’assetto è stato completamente rivisto e la carreggiata maggiorata (2,4 cm davanti e 1,2 cm dietro). Questo non solo per migliorare le prestazioni in curva, ma per donare un look aggressivo di grande impatto.

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bellissimi i dettagli aerodinamici del retro: le “alette” completano il carattere di questa sportiva

Interni

Gli interni non cambiano radicalmente rispetto le versioni “normali” di 508. Certo non mancano i dettagli. I sedili sono sportivi, con rivestimento in pelle e Alcantara. Le cuciture sono in contrasto, dello stesso “verde lime” dei fregi esterni. Il volante è sportivo e appiattito anche nella parte bassa, con 3 linee disegnate, firma di Peugeot Sport Engineered.

In ogni caso niente da perdere: di questi interni, seppur di serie, ne eravamo già rimasti più che soddisfatti. Materiali e rifiniture sono da vera premium. Un mix di sport e lusso per questa Peugeot 508 PSE, possiamo dire una “sportiva di velluto”.

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Gli interni sono, a nostro parere, i migliori della categoria…anche delle tedesche

Guida e motore

E’ nella guida e nella meccanica che la Peugeot 508 PSE mostra le sue vere intenzioni.
In totale eroga 360 CV e 520 Nm di coppia. Il motore termico è lo storico 1.6 turbo-benzina da 200 CV (che porta potenza all’anteriore), e ben due motori elettrici: il primo da 110 CV (integrato al cambio automatico EAT8 a 8 marce); l’altro, da 113 CV, si trova sull’asse posteriore. Questo permette di avere la trazione integrale, gestita interamente dal computer.
I 2 motori elettrici dispongono di una batteria di 11,8 kWh a carica completa, con una percorrenza in puro elettrico è di 42 km (con velocità massima di 140 km/h).
Nella modalità Hybrid invece entra in gioco anche il motore termico. L’auto sfrutta la propulsione di tutti e tre i motori, ma con obiettivi che sono, sulla carta, antipodi.

La Peugeot 508 PSE permette per primo di essere più efficienti possibile rispetto i consumi (fino a 50 km/l), con una guida morbida, silenziosa e rilassata. La modalità combinata “confort” rivela il carattere più ecologico e più lussuoso di questa 508.

Con la modalità di guida Sport, invece, ci si diverte: 250 km/h di velocità massima e 5,2 secondi per lo 0-100 km/h. Inoltre, in questo caso si sfrutta la coppia istantanea ad ogni regime dei motori elettrici. In guida Sprt si passa da 80 a 120 km/h in soli 3 secondi. Prestazioni da vera sportiva, se pensiamo al peso di quasi 2.000 kg.

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questa Peugeot 508 PSE si ricarica facilmente alla presa di casa, per una carica completa servono 1,45 ore

Conclusioni e prezzo

Tutti questi dati portano ad una conclusione: il futuro delle sportive sta cambiando. Non è importante solo la potenza, ma le prestazioni anche in funzione dell’ecologia. Consumi e livelli di CO2 sono da record per una vettura con questi numeri. Una station lussuosa, con carattere sportivo, ma con un occhio all’ambiente, che “riconsegna” ciò che inquina, con tratti in totale silenzio. Il prezzo ancora non è conosciuto, ma dovrebbe aggirarsi sui 70.000€.




Bentley Bacalar : scopriamola nel dettaglio

Bentley Bacalar – con il sole ormai che entra dalle finestre di casa, abbiamo bisogno di un po’ di aria fresca. Almeno sognarla. A questo ci hanno pensato in casa Bentley, mettendo in costruzione il massimo della goduria a due posti, a cielo aperto. Questo per festeggiare il loro centenario, un traguardo importante per la casa inglese. (ne avevamo già parlato qui)

La carrozzeria è firmata Mulliner, il disegnatore di carrozzerie più vecchio al mondo. “Firma” che vestiva le Bentley più esclusive già in passato.

Sono solo 12 gli esemplari che verrano costruiti di questa speciale roadster, tutti su misura per ogni cliente, naturalmente. Il tutto costruito rigorosamente a mano nella sede “Bentley Mulliner” a Crewe, in materiali quali alluminio e fibra di carbonio. Le linee sono davvero notevoli, tutto è moderno, ma con un gusto davvero non comune, la carrozzeria si appoggia sulla meccanica, che spinge la Bentley Bacalar davvero forte. Insomma è un piacere da guardare.

Il design si basa sulla Bentley EXP 100 GT, una concept elettrica presentata la scorsa estate in California.

Incredibili interni e linea posteriore, dove alloggia la capote. Linee incredibili, per una roadster lussuosa e performante

Gli interni seguono il gusto, il lusso, l’esclusività degli esterni. La plancia è stata ridisegnata. Alluminio, pelle e legni pregiati impreziosiscono un ambiente per pochissimi. Per quanto riguarda la pelle, è possibile avere una combinazione incredibile di colori e personalizzazioni, a doc per ogni cliente. Con molta probabilità, ogni modello sarà un pezzo unico.

Dettaglio degli incredibili fari posteriori con effetto 3D

Per quanto riguarda la meccanica, la Bentley Bacalar sotto il cofano troviamo una versione potenziata del motore W12 6.0, con ben 659 CV e 900 Nm di coppia. Un motore degno di esterni ed esterni così esclusivi. Tutto è personalizzato, diverso dalle serie per questo modello. Il motore non poteva che rendere giustizia a questa cura per i dettagli.

Passiamo al prezzo. Da un’offerta così non possiamo che aspettarci un prezzo conseguente. Tenetevi forte:  il listino della Bacalar partirà da circa 1,5 milioni di euro tasse escluse. L’esclusività si paga.




Ruf SCR : nuovo gioiello classico

Ruf SCR – come promesso questa settimana vi parliamo del modello di partenza della Concept “Rodeo” di Ruf. Un esempio di massimo splendore dell’elaborazione e frutto di una passione senza pari per un certo tipo di macchina.
Questa sarà difficile scorgerla nei panorami italiani, vista la rarità e il prezzo esorbitante, ma immaginiamo che un track-day la domenica, debba essere veramente un’esperienza fuori dal comune.

Ma Ruf ha superato la semplice elaborazione, sviluppando proprio la Ruf SCR che è un vero e proprio modello di produzione. Ruf è diventata un costruttore, nonostante il marchio esista da più di cento anni. La Ruf RCR è un modello che non ha niente in comune con le Porsche, se non l’estetica, ispirata la leggendaria serie 964 della 911. In comune hanno solo il 6 cilindri al posteriore.

Il telaio ha la struttura principale in fibra di carbonio, con bracci in acciaio fissateci, che permettono di sostenere il tetto, frontale e coda. Questa struttura permette una rigidità notevole, che migliora la guida e sopratutto riduce di molto il peso. Caratteristiche molto utili se si parla di una sportiva. Il peso è infatti di soli 1.250 kg. Molto ridotto vista la potenza, di cui parleremo verso la fine.

Gli interni sono classici a dir poco. Tutto è rivestito in pelle, con ottime finiture. Il passato fa da padrone, ma i dettagli, beh quelli sono contemporanei. La corona del volante, la leva del cambio (rigorosamente manuale 6 marce) e gli indicatori sono prova che non si tratta di una 964.
I sedili sono rivestiti nella stessa pelle dell’abitacolo, con tessuto per il corpo centrale. La fantasia è molto classica e dona una vera e propria atmosfera nostalgica.

Le prestazioni sono più che di livello. Il motore motore è un aspirato 4.0l, raffreddato a liquido (originale Ruf). La potenza è di 510 CV a 8.270 giri e 470 Nm. La velocità massima è dichiarata a 320 km/h, se qualcuno avrà il coraggio di raggiungerla.

Ruf SCR costa più o meno 650.000 euro. Con una produzione di 15 esemplari l’anno.

 




Morgan Plus 6 : vestito retro, cuore moderno

Morgan Plus 6 – Questa storica casa inglese vuole fare sentire la sua voce. In tutti sensi. Storicamente una tra le ultime case produttrici ad utilizzare tecniche del passato, cambia direzione. E lo fa egregiamente… tra le curve. Quale fascino maggiore di una vettura vestita come negli anni 50, ma con motore e telaio moderni? Quale maggior piacere che guidare una macchina con un’estetica così nei nostri paesaggi italiani? Che sia campagna, montagna o centro storico di una città, la presenza scenica di una Morgan non solo è inconfondibile per il guidatore, ma per chi la osserva.

Roadster simbolo della storia automobilistica inglese, storia di un marchio che non ha mai tradito se stesso. Unico ad utilizzare materiali come il legno nel telaio, mantenere una produzione limitatissima è una costruzione quasi esclusivamente a mano.

Esternamente è proporzionata, le forme sembrano ricalcare perfettamente la funzione. Corpo di alluminio e fibra di carbonio, interni in pelle e radica che sembrano far parte dell’esterno, vista la struttura scoperta e leggera, che avvicina alla strada. La scelta dei colori in questo caso è fondamentale e grazie alla produzione limitatissima, è anche possibile per l’acquirente una personalizzazione totale e personale.

Sotto il vestito c’è il nuovo telaio in alluminio C-X generation, un netto cambiamento dal vecchio. Un netto miglioramento, la rigidità è migliorata mostruosamente (100%), inoltre all’interno esiste molto più spazio, nonché maggiore possibilità di carico. Il telaio perde la classica struttura in legno, Per acquistare grande agilità e precisione tra le curve. Anche la geometria delle sospensioni e al passo coi tempi, così come i bellissimi cerchi da 19’, che portano questa Morgan 6 plus effettivamente nel panorama delle auto sportive contemporanee.

Ma parliamo di ciò che effettivamente ci interessa. Lo notiamo già da un veloce sguardo all’interno. Il selettore delle marce sembra avere qualcosa di familiare. È il cuore di questa Morgan plus 6 la causa: il motore turbo 6 cilindri in linea 3,0 l, lo stesso della BMW Z4 e Toyota Supra. Eroga 340 cV e 500 Nm di coppia. Con un peso di poco più di 1000 kg la Morgan plus sei arriva a 100 in 4,2 secondi. Niente male.

La Morgan Plus 6 ha un prezzo di 78.000 sterline, pari a 90.700 euro.




Porsche Macan GTS (2020) : la più sportiva completa il cerchio

Porsche Macan GTS – Se mai dovesse venirvi la malsana idea di comprare un crossover, vi perdoneremmo solo se questo fosse la vostra scelta. Una gamma già “impegnativa” come quella della Macan è completata dalla più sportiva Porsche Macan GTS.
Esteticamente riprende gli stilemi più sportivi della casa di Stoccarda, ma senza esagerare. In effetti è meno estrema delle precedenti, più “civile”, ormai sinonimo di aperitivo e giretto in città. Quindi perfetta per un weekend a Milano, con aperitivo al Bar Magenta , “cinemino” in Vercelli.

La gamma, come citato prima, iniziata dal 2018, comprende motorizzazioni 4 cilindri dai 245 ai 440 Cv del V6 2.9 della versione Turbo. Il V6 2.9 bi-turbo con 380 CV di questa Porsche Macan GTS è lo stesso utilizzato per la Turbo, con lo zero-cento in 4,7 secondi, poco meno della scorsa GTS. La coppia è di 520 Nm, affidata al cambio PDK 7 marce. Quindi non è la più potente, ma incarna lo spirito più sportivo di Porsche, meno aggressivo, ma più centrato su precisione e stabilità.

L’interno non è molto differente dalle altre Macan della gamma. Unica particolarità sono le impunture rosse in contrasto. Il look non è aggiornatissimo, rimane invariato rispetto la presentazione del 2018. Tutto è chiaramente di grande qualità, dai materiali all’assemblaggio, in piena filosofia Porsche.

Lo schema delle sospensioni della Porsche Macan GTS  è il Porsche Active Suspension Management (PASM), che abbassa di 1,5 cm l’altezza rispetto le sorelle della gamma. Questo sistema, insieme ai forgies neri da 20″, dona uno sguardo molto aggressivo e “piazzato” alla Macan, compreso il bellissimo disegno della mascherina anteriore.
Il prezzo è di 80.916 euro, con il pacchetto Sport Design incluso. Così come tutto ciò che conferisce uno stile grintoso a questa Macan, dai sedili sportivi ai rivestimenti in alcantare, per finire con un dettaglio importante quale gli scarichi neri.



Aston Martin DBX : weekend tra pelle e terra

Aston Martin DBX –  Prima da sempre l’Aston Martin DBX è una novità per la storica casa inglese. Da coupe, a macchine da corsa, fino al SUV, inevitabile nel mercato di oggi. Presentata al Salone dell’automobile di Los Angeles 2019, quale sarà la risposta degli appassionati e del mercato? A questa risposta aveva parzialmente risposto la “Lamborghini Urus“, che si differenzia però per il carattere. Per quanto riguarda il prezzo, ancora non lo sappiamo, ma immaginiamo più o meno che il range sia dai 150 ai 300.000 € più o meno. Di sicuro si parla di un full-size da più di 5 metri di lunghezza. di certo dal vivo è molto imponente e importante, ma soprattuto bandiera del marchio, dato che tutti gli stilemi Aston sono stati rispettati (sopratutto dalla Vantage). Di fatti sembra una versione “cresciuta” della GT. Ma questa ama l’off-road. Le linee sono molto belle, quasi eleganti. Sicuramente si presenta come un prodotto di grande lusso (spicca la distanza di più di tre metri tra le ruote, che dona grande imponenza ed importanza alla silhouette.

L’Aston Martin DBXha necessitato più lavoro del normale per mamma Aston. Casa non proprio abituata a mezzi di lusso che possano divertirsi in off-road e con questa mole.
Collaudata e settata sul Nürburgring così come fuoristrada, per sviluppare al meglio la trazione integrale a controllo elettronico. Anche il differenziale posteriore a controllo elettronico dovrebbe svolgere il suo lavoro, ripartendo la coppia in modo preciso e “intelligente”.
E come non bastasse, questa Aston Martin DBX è dotata di sospensioni ad aria, alzandosi fino a 4,5 cm e abbassandosi fino a 5 cm rispetto alla posizione standard. Quindi dal fango all’autostrada senza nessun tipo di preoccupazione o scomodità.

Gli interni sono favolosi, come vuole l’Aston e tutte le case di lusso inglesi che si rispettino. Pelle ovunque, grande artigianalità (la mano di Mercedes si vede, ma non quanto la Vantage) ecc. ecc
Parliamo di motore e trasmissione. Il cambio automatico 9 marce è accoppiato ad un biturbo V8 4.0 da 550 CV e 800 Nm di coppia. Per un peso di 2.245 kg l’Aston Martin DBX arriva a 100 in 
4,5 secondi,
con una velocità massima di quasi 300 Km/h. Preuccupati per il “non” suono che farà, è un prodotto che alla casa serviva, ed esteticamente, a nostro parere è il più bello sul mercato.




Audi R8 V10 RWD : weekend in Germania, cuore in Italia

Audi R8 V10 RWD – E’ uscita una nuova versione di una super-car che ha fatto la storia del genere. Audi sceglie di votarla al piacere di guida, togliendo la trazione 4X4 in favore della sola trazione posteriore, da qui il nome Audi R8 V10 RWD. Questa offerta completa il pacchetto e offre un’alternativa per chi vuole il massimo livello di guida sportiva, ma senza urlarlo troppo al mondo.

Per questo è nata in principio la R8, facendo grande concorrenza a modelli immortali quali la 911. Questa è diversa e sicuramente farà parte di “acquisti consapevoli” di ricchi intenditori che non hanno nella loro lista dei desideri una Lambo verde, ma ne desiderano le prestazioni e la valenza tecnica. Sì, perché il cuore è lo stesso, un V10 aspirato direttamente dalla casa del Toro (non è un segreto).

La sola trazione posteriore è vecchia scuola, per un’esperienza pura, contando che stiamo parlando di un motore aspirato. Quindi suono, coinvolgimento, adrenalina, ma senza dare troppo nell’occhio (per quanto possibile). E’ un vestito elegante, con giacca cravatta, ma in un paio di sneakers.

L’Audi R8 V10 RWD si potrà acquistare sia Coupé, che Spyder, con il sopracitato V10 5.2 FSI, con una potenza “ridotta” di 540 CV, a causa della mancata trazione delle ruote anteriori. Potenza inferiore per riuscire meglio nel controllo della stessa.
I dati sono comunque notevoli, 3,7 secondi per lo ‘0-100’, una velocità massima di 320 km/h e il classico doppia-frizione S tronic a 7 marce.

Audi R8 V10 RWD Spyder

Il tutto è anche stato alleggerito (1.595 kg), con 65 Kg in meno rispetto la trazione integrale . Insomma Audi questa volta ha fatto tutte le mosse giuste quasi fosse un caso. O almeno le mosse giuste per un appassionato di guida sportiva “pura”, “tradizionale”.
La mancanza del differenziale all’anteriore alleggerisce la macchina, ma cambia la distribuzione dei pesi. A causa del peso tolto all’anteriore, la distribuzione è di 60% al posteriore, rendendo tutto più divertente. Il peso finisce sulle ruote posteriori, che sorreggono il trionfante motore, in posizione centrale-posteriore.

A livello di design, niente cambia dalla versione 4X4, sia all’esterno che all’interno. Si tratta comunque di un restyling molto recente (fine 2018), che ha aggiornato l’R8 agli stilemi Audi più aggiornati.
Le forme sono spigolose, ma ben equilibrate, il frontale è caratterizzato dalle prese d’aria che ricordano la storica Audi Quattro. Così come le enormi prese d’aria (funzionali) sulle fiancate laterali e le storiche “blades”. Insomma un bel design, studiato per essere ricercato, ma non troppo vistoso. All’interno come all’esterno. 

Entrambe le versioni di questa Audi R8 V10 RWD Coupé e Spyder, partono da 144.000 euro.




Ferrari Roma : eco della dolce vita

Ferrari Roma – Basata sulla Portofino, questa nuova Ferrari Roma vuole portare una nuova GT V8 sul mercato. La tradizione delle belle con motore anteriore riporta al passato, oltre che alla storia totale del marchio. Riporta alle fontane di Roma, capitale dalla quale prende il nome, il bianco e nero, le luci, le star dei film. Insomma eleganza, raffinatezza, fascino, prima delle prestazioni.

Ferrari arriva dalla presentazione della SF90 Stradale e F8 Tributo, modelli estremi in tutto, sia esteriormente che come potenza. La Ferrari Roma vuole la sinuosità e non è una serie limitata. A parità di prezzo troviamo infatti modelli come l’Aston Vantage e l’AMG GT.

Le forme sono disegnate per durare. Le linee vogliono essere senza tempo. La vista si rilassa perché pochi sono i dettagli intricati che una macchina di oggi prevede. Le superfici sono lisce, le nervature sono ridotte al minimo…less is more. La Ferrari Roma è filante, sportiva, ma elegante e pacata alla stesso tempo. La griglia riprende il colore della carrozzeria e sembra ricamata, con fessure che vanno quasi a sparire. Il frontale di per sé rimane aggressivo, ma le linee morbide del cofano smorzano le fessure nelle quali sono “disegnati” i fari anteriori.

Il posteriore è il nostro punto di vista preferito ;), con forme che reputiamo quasi perfette. Le linee che definiscono i fari si integrano alla perfezione, il resto è pura firma Ferrari. Sono infatti una rivoluzione nella casa di Maranello, che ha come tradizione i fari rotondi al poteriore. La pulizia delle fiancate ricorda i celeberrimi mostri sacri degli anni sessanta quali 250 GT Berlinetta e Lusso. Sono bombati e avvolgono gli pneumatici, i cerchi e la meccanica.

I posti sono chiaramente  e rigorosamente 2, con una non proprio modesta lunghezza di 456 cm. Così come il passo che è di 267 cm, non pochissimo per una Ferrari 2 posti. Questo sicuramente garantisce maggiore spazio all’interno e una maggiore praticità nella fruizione quotidiana. I sedili sono un classico capolavoro Sabelt e la plancia avvolge il guidatore e il passeggero (che usufruisce di un proprio schermo touch-screen.

Parlando di cose importanti, il motore è un V-8 bi-turbo da 620 CV. Come aspettarsi altro. Il cambio è un robotizzato a 8 marce che porta la Ferrari Roma da 0-100 in 3,4 secondi. E’ chiaramente una vettura da più di 300 km/h e con un peso a secco di 1.472 Kg, valori molto buoni per una GT.
Il prezzo parte da 200.000 € ed è già ordinabile.

 




McLaren GT: interpretazione di una Gran Turismo

McLaren GT – McLaren ha pensato al weekend. Capacità di attraversare un paese nel minor tempo possibile, con il maggior comfort possibile. Da oggi si può. Al suo prezzo.
Offre la spazio che uno si aspetta da una Gran Turismo, ma con un livello di agilità che non si è mai visto in questo segmento”, detto da Mike Flewitt, capo del progetto. E’ la ridefinizione del concetto di gran turismo in stile McLaren. E’ la giusta risposta ad una domanda di comodità unita alle prestazioni mostruose tipiche di una McLaren.

La McLaren GT si vanta di essere più leggera, più veloce e più coinvolgente dei prodotti oggi disponibili nel segmento. Quindi fruibilità, maggiore spazio, maggiore comodità. Resistenza e rigidità sono permesse da una struttura in fibra di carbonio, che porta il peso a secco a 1.530kg, quindi effettivamente più leggera delle sue dirette concorrenti (si parla di poco più di cento chili).

Esternamente, la McLaren GT è ben proporzionata, con il carattere estetico tipico della storica casa inglese. Linee molto sinuose e raffinate, pulite nella loro complessità. Non ci convince però una linea dei fari troppo alta, che la rende leggermente più goffa dei modelli precedenti. Certo la linea laterale rimane notevole.

Insomma non è meravigliosa da ogni angolazione, ma immaginiamo che un V8 4 litri bi-turbo da 620CV targato McLaren, faccia passare in secondo piano questi particolari. Anche il rapporto peso-potenza non scherza, ma in questo mercato la ricerca estetica è vitale. 

I dettagli sono eccellenti, all’esterno, ma sopratutto all’interno. Ci ha sempre affascinato la funzionalità degli interni McLaren, fin dalla 12-C. Passando il tempo e migliorando la tecnologia, in particolare in questo campo, non ci si poteva aspettare altro.

Ergonomia pressoché perfetta, ambiente quasi chirurgico, per chi non ha tempo di leggere le scrittine sotto i tasti. Il disegno dei sedili è bellissimo e tutte le linee della plancia sono tese verso il guidatore. Razionale, ma con cuore, dettagli e forme sinuose.

Il prezzo di listino per il mercato Italiano parte da 203.000 euro.




Abarth 695 70th : omaggio all’intuizione

Abarth 695 70th – Prodotta in tiratura limitata in sole 1.949 vetture (anno di fondazione dell’azienda), la nuova limited edition è il più importante dei tributi che si sono succeduti in quest’anno di celebrazioni.

E’ un omaggio all’inventiva del fondatore Carlo Abarth, che per scoprì che per innamorarsi di una macchina, non servono tanti cilindri. Il primo che intuì l’enorme potenzialità dell’elaborazione, della personalizzazione. Il carattere della “piccola” Abarth695 70th è nostalgico, retro, ma rinfrescato. Bellissima la nuova livrea verde Monza 1958, in ricordo della prima 500 Abarth, super-vincitrice a Monza e detentrice di diversi record nello stesso anno.

L’esterno e gli interni sono chiaramente disseminati di dettagli. Come i cerchi in lega SuperSport da 17”, le pinze rosse Brembo (in un contrasto molto riuscito con la carrozzeria), il Body kit.
Ma i dettagli non solo sono tecnici: lo Spoiler ad Assetto Variabile, il DAM anteriore e posteriore e le calotte degli specchi, sono in grigio Campovolo, con un risultato molto italiano.

Anche gli interni, come citato, non sono da meno. Troneggiano i nuovi “Sabelt Tricolore“, sviluppati, disegnati appositamente per questa celebrazione. Obbligatoria la targhetta numerata in alluminio satinato, con caratteri a pressione. Dettaglio non travasabile in un modello celebrativo importante come questo.

Sotto il cofano c’è il propulsore più potente della casa. Un turbo 4 cilindri da 1,4 litri , con 180 CV e 250 Nm. La velocità massima è di 225 km/h, anche grazie al nuovo nuovo spoiler.

Abarth 695 70th è infatti equipaggiata con il nuovo Spoiler ad Assetto Variabile , sviluppato degli ingegneri dello scorpione nella galleria del vento di FCA ad Orbassano (Torino). Non solo ricorda le corse di una volta, ma  migliora le prestazioni aerodinamiche: migliora la tenuta nel misto veloce e offre stabilità alle alte velocità. Quindi non solo rimando estetico, ma offre un grande risvolto rispetto le “performance” dell’automobile. Lo spoiler è regolabile manualmente in 12 posizioni.
Questo per ricordare lo spirito metodico di Carlo Abarth, attento alle prestazioni a 360, convinto che la bellezza di un auto fosse proprio nascosta in quello.

Galleria del Vento di Orbassano (TO)

Immancabile lo scarico Record Monza attivo, che ormai è un icona di questo modello, è la voce della 595. Il listino prezzi parte da 34.600 Euro




Porsche Tycan 4S: weekend nel futuro

Porsche Tycan 4S – Porsche ha presentato una nuova versione più “civile” della Taycan, che possa realisticamentec ompetere con le più vendute del mercato in questo momento.

Questa”super-elettrica” sembra superare i confini di ciò che solo un anno fa sembrava un futuro molto meno prossimo. Di questo modello ci ha colpiti come sia effettivamente una Porsche. Porsche Tycan persegue un obbiettivo di continuità e non solo la volontà di soddisfare una moda passeggera.

Il design esterno è equilibrato, sportivo, tedesco. Porsche non ha voluto sera fare, ne calcare sul concetto di rivoluzione. E’ molto consono al linguaggio estetico Porsche, al retro come nel frontale. Peculiari sono i cerchi (molto particolari, parte del merito del Cx da record di 0,22 ) e fanaleria anteriore. Per il resto si integra perfettamente con le “sorelle”.

La linea è molto sportiva filante, rotonda, raccordata. E’ “muscolosa”, dimostra all’esterno i 390 kW (530 CV) che la spingono, potenza che può salire fino a 420 kW (571 CV) con la batteria Performance Plus.

Gli interni sono ugualmente ricercati, curati e assemblati come solo una Porsche può essere (ma faremo una prova completa più avanti). Resistono tutti gli stilemi delle Porsche più moderni, con una pulizia molto ricercata, essenziale, funzionale. Lo schermo occupa dalla plancia al lato passeggero, con risoluzione eccellente.

La posizione del guidatore rimane alla “911”, quindi sdraiata, come una vera sportiva dovrebbe essere. I sedili posteriori sono invece studiati per avere il giusto spazio per i piedi. L’assenza della trasmissione e la differente impostazione hanno reso possibile creare un “pozzetto” (soprannominati da Martin Redelbach “garage per i piedi”). Questo permette ai passeggeri di essere comodi nonostante il tetto inclinato.

Importantissimo il metodo di ricarica, che è il più veloce del mercato. A patto di trovare una colonnina da 270 kW la ricarica dal 5% fino all’80% avviene in 22 minuti (93 minuti la potenza di ricarica è da 50 kw).

Questi dati da accoppiare all’accelerazione 0 a 100 km/h in 4,0 secondi e la velocità massima raggiunta pari a 250 km/h. Fondamentale anche l’autonomia di percorrenza, che arriva a 407 chilometri, che salgono a 463 chilometri con l’opzione Performance Plus.

Questa Taycan 4S è già ordinabile, con i primi arrivi a gennaio 2020. Il prezzo in Italia parte da 109,115 €




Panoramica Sportive Week-end 2019

Il mercato in questo periodo si presenta molto interessante, con possibilità di divertirsi per tutte le tasche. Abbiamo fatto una lista con un modello per ogni situazione, dal misto stretto al viaggio.

Il prezzo non definisce una sportiva, così come la potenza e la quantità di cilindri, ma le giuste caratteristiche nella giusta situazione.

La nostra lista riguarda le eccellenze, le rivoluzioni di questo periodo, con un piede nel passato e uno nel futuro… con qualcosa in mezzo.

Misto stretto –

Partiamo con la nuova Abarth 595 Pista , creata per divertire nella forma, nella risposta, nel sound.
Abbiamo pensato al passo dello Stelvio, un susseguirsi di tornanti, curve, interrotte solo da viste spettacolari. Passo tecnico, storico.
Con i suoi 165 cavalli “garrettati” (nuova turbina Garret), sarebbe perfetta: la turbina che fischia, il sound, gli scoppiettii.
Inoltre la potenza più che controllabile permette di godersi anche il paesaggio, in pieno controllo. Questo anche grazie alle nuove sospensioni posteriori Koni con tecnologia Frequency Selective Dampingm, regolabili.

Certo non pensate sia tranquilla, questa piccola “bestiolina” passa da 80 a 120 km/h in 7,8 secondi, con una ripresa molto migliorata rispetto alle versioni precedenti.

Il prezzo si aggira attorno ai 27.000 euro, con qualcosina in più se la si vuole interamente a modo proprio, fuori e dentro.

Curve –

Pensando alle strade larghe, che respirano, che regalano visuale, quel gusto che solo prendere una curva rilassandosi può dare. Serve la macchina giusta, comunicativa, precisa, stabile.

Per questo si potrebbe pensare ad una sportiva tedesca, ed è per questo che abbiamo scelto la Toyota Supra. A parte gli scherzi, la derivazione BMW è innegabile, ma le forme della carrozzeria, con la storia e l’importanza di questo modello sono innegabili.

Nasce la quinta generazione, dopo ben 17 anni dalla fine della produzione. Una leggenda nel mondo automobilistico. Il design è di grandissima qualità, con un apprezzamento speciale per il tre quarti posteriore ed il posteriore stesso. 

Il motore è un 6 clilndri turbo con 3.0 di cilindrata e 340 cavalli . Il cambio è un automatico 8 rapporti, per sfortuna. Ma perfetto per l’environment che avevamo pensato, quando è importante avere tutte e due le mani sul volante.

In Italia, sarà disponibile in un unico allestimento top di gamma Premium con un listino di 67.900€.

Gt Tour –

Per un viaggio turistico estivo, magari o primaverile ancora meglio, per le mervigliose strade italiane, non poteva mancare la GT per eccellenza.

Parliamo della classica V12 Ferrari con motore anteriore. Non solo, ma è appena uscita la versione GTS cabrio, la 812 superfast GTS.

Le parole sono sprecate, la guidabilità, la storia, il lusso. Tutto converge in un’esperienza che non riusciamo a descrivere, perchè non l’abbiamo mai provata. Ma tentiamo.

Il motore è il glorioso V12 aspirato da 800 Cv, controllato da un’elettronica tra le più sofisticato, così come il telaio, l’assetto, lo sterzo e chi più ne ha più ne metta.

Solo per capire, si tratta della cabrio più potente sul mercato. Il tetto si apre in soli 14 sec (fino ad una velocità di 45 km/h, molto meno di quanto fa’ lo 0-150. Così potrete godervi il sole primaverile con i profumi della nostra terra, il silenzio rotto solo da uno scarico che permette al v12 di cantare, fino ad urlare ai più alti regimi…pelle d’oca.

Il prezzo di partenza per questo opera d’arte è di 336.000 euro. Divertitevi nella customizzazione.

Centri Storici –

Questo contesto è leggermente provocatorio. Siamo rimasti veramente colpiti dall’uscita della nuova Porsche Tycan, la prima auto sportiva  esclusivamente elettrica. Porsche vuole rispondere ad una nuova epoca, dettandone le regole, come al solito (vecchie volpi).

Questa berlina sportiva a quattro porte è, per ora unica nel suo genere. Di sicuro Tesla ne ha avvicinato la data di uscita, ma per ora sembra essere stata surclassata.

Sono per ora state presentate esclusivamente le versioni più sportive, coinvolgenti. La Tycan Turbo S e la Turbo, nonostante siano previste in futuro versioni meno potenti.

Il top della gamma, la versione Turbo S, sviluppa fino 761 CV, cioè 560 kW con lo 0 a 100 km/h in 2,8 secondi. Non sappiamo che altro aggiungere. Una potenza mostruosa e incredibile se paragonata all’assenza di rumore che produce. La situazione diventa comica se si pensa ad un mostro del genere in un centro storico. Un contrasto che più lo si pensa più diventa affascinante.

In ogni caso la percorrenza è di 412 chilometri, con una velocità massima di 270 km/h. Il prezzo parte da 157.000 euro, ma sempre parlando delle versioni più spinte. La adoriamo in questo colore verde di lancio (in copertina).

 

 

 




Mazda 6 SW: corpo da ammiraglia, anima da sport week-end

Mazda 6 SW – Partiamo da Milano, dietro la redazione abbiamo ala fortuna di avere un pezzo di storia milanese, ma per prima dell’auto. E’ il palazzo delle Scintille, dove nel 1923 si è svolto il salone dell’auto, con le più belle di quell’anno. Mazda 6 SW sarebbe sicuramente una di queste, per quello le scattiamo la prima foto proprio lì.

Mazda punta sulla sicurezza. Bandiera di questo nuovo modello è infatti il traguardo di 5 stelle Euro NCAP. La struttura è stata rinforzata, ma è la tecnologia che conta. La casa giapponese ha infatti dotato Mazda 6 del sistema i-ACTIVSENSE, sistema di frenata assistita tra i migliori in circolazione. Questo in aggiunta agli ormai canonici  LED adattivi, assistenza intelligente per la velocità e un sistema di visione 360° (precisamente il “360° View Monitor”, di cui parleremo più avanti). Questa è la premessa che piacerebbe a “mamma Mazda” o al Direttore, ma noi seguiamo una linea diversa. Quello che ci ha colpito di questa macchina non è tanto la tecnologia votata all sicurezza, ma una purezza alla guida che è una sorpresa.

Non solo, questo modello di Mazda 6, nel meraviglioso colore della nostra prova (Soul Red Crystal), ha un effetto su strada sorprendente. Il Kodo design (nome delle forme Mazda degli ultimissimi anni) è palesemente una direzione vincente. La macchina è bella da ogni angolazione, con un muso molto basso, sportivo ma sinuoso, curve raccordate e grandi giochi di profondità per le fiancate e i passa-ruota. Tutto con finiture veramente di alta qualità. Le cromature sono al posto giusto, i cerchioni da ’19 riempiono molto bene, donando una personalità sicuramente sportiva, ma con la giusta serietà. E’ una macchina che per il “passante comune” è premium, al di là dello stemma sulla calandra.

Passando agli interni, di questa Mazda 6 SW non possiamo che rimanere soddisfatti. Il nostro esemplare è molto ben accessoriato, con finiture in pelle chiara (optional di 150 euro…pochissimo rispetto alla qualità del materiale) e alluminio spazzolato. Appena entrati si sente inoltre il classico profumo degli interni Mazda, particolare molto raffinato che caratterizza tutti i modelli della marca e che non è in nessun modo da sottovalutare.

Il cruscotto è in parte digitale e in parte fisico, con una grafica di grande effetto all’accensione dell’infotainment, ma da qui partono i dolori. Se Mazda da una parte è sempre all’altezza, qui si trovano le sue maggiori debolezze. Lo schermo è piccolo e di bassa risoluzione per gli standard odierni, ma il peggio è proprio il suo funzionamento. Il navigatore è impreciso, per niente intuitivo e non funziona sempre al massimo. Questo come tutto l’intero design grafico interno al sistema. Seppur le funzionalità siano limitate (per una macchina premium), sembrano quasi ostili a chi le usa. Lo schermo è touch, ma troppo lontano da raggiungere dal posto del guidatore senza che stacchi la schiena dal sedile. Tutto si comanda da un rotore subito prima della leva del cambio. La risposta fisica è eccellente, tutti i tasti sono solidi e precisi e il tutto è facile da raggiungere e disposto razionalmente. Ciò che risente di un calo è proprio tutto ciò che riguarda l’ambiente digitale (molto importante: da distinguere con la tecnologia di guida) lento e poco preciso. Unica eccezione è l’impianto Bose, che regala un’esperienza di altissima qualità, a tutti i regimi di volume e con qualunque tipo di genere musicale.

Ma dato che ciò che si fa in una macchina è prettamente guidare la parte che reputiamo più importante inizia adesso. Mazda 6 SW ci ha sorpresi. Da chiarire che il nostro esemplare in prova è dotato del 2.2 Diesel Bi-turbo da 184 Cv, con cambio automatico. Ci ha sorpreso l’equilibrio e l’evidente cura in fase di sviluppo. Lo sterzo, la risposta dei pedali di accelerazione e freno, l’assetto sono incredibilmente equilibrati e in armonia tra di loro. Il cambio è veloce e impercettibile alle velocità cittadine (se usato con la testa). Le palette dietro al volante sono in plastica, ma con un’ottima risposta. E finalmente passiamo ad assetto e motore.

Questo è il primo bi-turbo diesel che proviamo. Da qui traiamo la conclusione: per un amante della guida  è il motore da scegliere. Non è l’accelerazione né l’abbondante coppia a stupirci (445 Nm), ma l’erogazione. Il motore ha spunti ad ogni regime, l’allungo è speciale rispetto ai diesel che siamo abituati a guidare. E’ sempre pronto, è raffinato, progressivo. Inoltre la silenziosità e l’assenza quasi totale di rumore e vibrazioni è ciò che completa un’esperienza di guida sorprendente. La posizione di guida è incredibilmente confortevole e la corona dello sterzo, nonché la sua forma, almeno per noi, sono perfetti. Certo il peso di più di 2.000 Kg si sente, la macchina non è certo un peso piuma, ma non deve neanche esserlo. In ogni caso è un piacere, anche tra le curve.

Se avete 40.000 euro circa, avete una famiglia e vi piace la raffinatezza, il design, la guida e sopratutto avete tanti km da macinare, Mazda 6 SW fa decisamente al casa vostro. Vi sentirete coccolati dai materiali, dai profumi e dalle finiture. Non solo, una volta tornati al vostro garage, oltre che ad un bel musetto da guardare per un’ultima volta, non vedrete l’ora di guidarla di nuovo.