Da Tirano alla punta settentrionale del Lago di Como
Partiti con l’intenzione di raggiungere Bormio, dove speravamo di godere delle sue celebri terme e della magica atmosfera alpina, arrivati a Tirano abbiamo avuto un’illuminazione. Da quando abbiamo lasciato la punta estrema del Lago di Como a Fuentes, tanti dettagli lungo il percorso ci hanno catturato seguendo la strada più veloce: borghi intimi, panorami inaspettati, sapori autentici. Abbiamo così deciso di invertire la marcia dell’auto scelta per accompagnarci in questo viaggio, una Jeep Renegade E-hybrid, e di dedicare il nostro weekend a scoprire questi tesori. Partendo proprio da Tirano e percorrendo la valle a ritroso, con l’obiettivo di assaporare la vera essenza della Bassa Valtellina meno nota ai turisti distratti. La scelta dell’auto non è casuale, abbiamo preferito l’ibrida più semplice, con un piccolo motore elettrico a 48V, che ha il compito di assistere quello alimentato a benzina. La sua batteria si ricarica automaticamente in movimento, fornendo l’energia necessaria per consentire brevi tratti in modalità solo elettrica nei piccoli borghi, e fornire un supporto al motore a scoppio in salita, consentendo riduzioni di consumi fino al 20 per cento rispetto a un’auto tradizionale.
Tirano: crocevia di storia e futuro
Tirano, porta d’ingresso all’alta Valtellina, e stazione di partenza del famoso Trenino Rosso del Bernina, merita ben più di una sosta frettolosa. Passeggiando nel centro storico, scopriamo una città che custodisce gelosamente la sua storia. Le antiche dimore signorili, come Palazzo Salis, ci raccontano di epoche passate in cui Tirano era un importante crocevia commerciale. Non possiamo tralasciare la Basilica della Madonna di Tirano, monumento rinascimentale costruito per celebrare l’apparizione mariana avvenuta nel 1504: un luogo di pace che affascina con i suoi interni riccamente decorati.
Pochi chilometri più a nord dalla stazione, il caratteristico Trenino Rosso delle Ferrovie Retiche varca il confine ed entra nel cantone dei Grigioni, per proseguire verso Poschiavo, l’Engadina e il cuore della Svizzera, offrendo la possibilità di un viaggio unico tra viadotti mozzafiato e panorami da cartolina che cambiano a ogni stagione, al punto che è impossibile stabilire quale sia la migliore per concedersi questa piccola avventura. Anche se questa volta il nostro itinerario non lo include, non possiamo non menzionare questo capolavoro ingegneristico, Patrimonio dell’UNESCO.
Teglio: la culla autentica dei pizzoccheri, che ha dato il nome alla Valtellina
Dal fondovalle risaliamo verso Teglio, transitando da Tresenda, seguendo la strada che ha ospitato fino agli anni Settanta una tra le più spettacolari gare in salita riservate alle moto, una scalata molto apprezzata anche da chi ama le due ruote a pedali. Teglio è il borgo che ha dato il nome a tutta la valle, e la strada è un susseguirsi di curve che si aprono su panorami incantevoli, e qui la nostra Jeep Renegade ibrida dimostra grande versatilità. Arrivati a Teglio, ci immergiamo nella tradizione gastronomica più autentica. Visitiamo l’Accademia del Pizzocchero, dove scopriamo le rigide linee guida per preparare questo piatto simbolo della cucina valtellinese: farina di grano saraceno, verza, patate, formaggio Casera e burro fuso, un connubio di semplicità e bontà. Passeggiamo tra le stradine del borgo, dove il tempo sembra essersi fermato. Ci fermiamo per pranzo in una trattoria storica, dove il calore dell’ospitalità valtellinese si sposa con i sapori della tradizione.
La strada panoramica: tra vigneti e panorami unici
Riprendiamo il viaggio senza scendere nel fondovalle, ma seguendo il versante settentrionale, un’area caratterizzata dai terrazzamenti coltivati a vite. La strada panoramica è una delle più belle che abbiamo mai percorso: ogni curva regala una nuova prospettiva sulla valle e sui vigneti eroici, dove si producono i grandi vini valtellinesi come il Sassella, l’Inferno e il Grumello. La Jeep si comporta egregiamente su questa strada stretta e tortuosa, con una stabilità che ci permette di godere appieno del panorama senza preoccupazioni. I muretti a secco che sostengono i terrazzamenti sono un’opera d’arte, testimoni di un’antica tecnica tramandata di generazione in generazione.
Sondrio: tra storia e modernità
Arrivati a Sondrio, ci immergiamo nel capoluogo dell’intera Valtellina. Piazza Garibaldi, con i suoi eleganti caffè, è il punto di partenza ideale per esplorare la città. Ci perdiamo tra i vicoli del centro storico, scoprendo palazzi nobiliari e piccole botteghe artigiane. Visitiamo la passerella sulle Cassandre, un ponte ciclopedonale che si affaccia sulle gole del Mallero, il torrente che scende dalla Valmalenco, regalando una vista spettacolare sul capoluogo valtellinese. Prima di ripartire, una deviazione ci porta alla Chiesa di Sassella, un gioiello costruito su uno sperone di roccia, che domina la valle con la sua semplicità e bellezza.
Postalesio e le sue “piramidi”: una meraviglia naturale autentica
Da Sondrio saliamo verso Postalesio, dove una strada ripida e disseminata di stretti tornanti ci conduce alle famose piramidi di terra. Queste colonne naturali, sormontate da massi, sono il risultato di secoli di erosione, e rappresentano uno spettacolo unico, sconosciuto ai più. Il percorso per raggiungerle è impegnativo, ma la Jeep si dimostra ancora una volta una compagna di viaggio affidabile, affrontando senza difficoltà i tornanti più stretti.
Le valli laterali: Masino e Tartano
Dedichiamo il pomeriggio alla scoperta di due valli laterali. La Val Masino, con le sue pareti granitiche e i boschi rigogliosi, è un paradiso per gli amanti della natura, soprattutto in primavera ed estate. Una volta celebre per le sue terme, è oggi una delle mete irrinunciabili per gli amanti dell’arrampicata, che qui trovano pane per i loro denti, con le famose pareti del Sasso Remenno, un monolite di granito tra i più grandi d’Europa, perfetto per sfide adrenaliniche o semplici passeggiate nei dintorni.
La Val Tartano, invece, ci sorprende con il Ponte nel Cielo, una passerella sospesa da record che offre un’emozione unica. Attraversare il ponte regala una vista da un punto di vista inconsueto sulle vette circostanti e sulle profonde gole della valle. La sensazione di camminare sospesi tra cielo e terra è indimenticabile, un’esperienza che combina l’adrenalina con il fascino della natura incontaminata. La valle offre inoltre percorsi escursionistici ideali per ogni livello, portando i visitatori alla scoperta di alpeggi isolati e tradizioni rurali che sembrano sospese nel tempo.
La notte a La Fiorida: relax, gusto e la bresaola autentica
Per la notte ci fermiamo all’Agriturismo La Fiorida, a Mantello. Questo splendido hotel a quattro stelle è molto più di un semplice luogo dove dormire: è un’esperienza completa di relax e gusto. L’ambiente è curato nei minimi dettagli, con camere accoglienti e un centro benessere che invita a rilassarsi dopo una giornata di esplorazioni. Ceniamo in uno dei due ristoranti della struttura, dove i piatti sono realizzati con prodotti a km zero provenienti dalla fattoria interna visitabile dagli ospiti della struttura. Dal latte alla bresaola, tutto qui parla di qualità e autenticità. Uno dei ristoranti, La Preséf, peraltro, vanta una stella Michelin, un dettaglio che rende l’esperienza ancora più speciale.
OGNI VIAGGIO PUO’DIVENTARE POESIA
(A cura di Raffaele d’Argenzio)
In Val Gerola la Poesia l’ha trovata anche una vera poetessa. La troverete anche voi?
BITTO
tra monti e girotondi
di baite a un passo dal cielo,
la parola chiusa e breve dei celti,
antico vessillo di fame e di fatica,
di vita e di stagione
“bitu”… eterno…
Roberta Ceudek
Val Gerola: dove è nato il Bitto Storico
Il giorno seguente esploriamo la Val Gerola, una valle che sembra uscita da una cartolina. Le montagne innevate incorniciano un paesaggio che regala pace e bellezza. Arriviamo al Centro del Bitto Storico, un luogo che custodisce una delle tradizioni più preziose della Valtellina. Qui scopriamo il segreto del formaggio Bitto, prodotto esclusivamente nei mesi estivi con latte crudo di animali che pascolano liberamente sugli alpeggi. L’atmosfera è resa fiabesca dalla presenza del torrente che nasce poco più in alto, e che ha dato il nome al formaggio, e l’accoglienza dei casari ci permette di entrare in contatto con un mondo che resiste ai ritmi moderni. Degustiamo questo formaggio unico, che racchiude in sé tutti i sapori e i profumi delle montagne circostanti.
Morbegno: tradizione, sapori, e molto di più
Concludiamo il nostro viaggio a Morbegno, il cuore della Bassa Valtellina. Anche se è meno noto, talvolta sottovalutata, rispetto ad altre località della Valtellina, Morbegno può essere considerato un luogo Premium per diverse ragioni. Per le sue tradizioni autentiche e l’atmosfera senza tempo che si respira passeggiando per le sue vie in un’atmosfera lontana dal turismo di massa, ma anche per l’enogastronomia d’eccellenza, per l’accesso privilegiato alla natura, senza dimenticare la sua storia e l’architettura ricercata, l’atmosfera discreta e sofisticata, gli eventi e la cultura. In sintesi, Morbegno è un luogo che racchiude il meglio della Valtellina, ma senza ostentazione. Una destinazione Premium per chi cerca un’esperienza sofisticata, ma lontana dai circuiti più battuti.
Questo borgo ci sorprende per la sua ricchezza storica e culturale. Visitiamo Palazzo Malacrida, un gioiello architettonico che racconta di un passato nobile e raffinato. Passeggiando per il centro, entriamo nella bottega dei Fratelli Ciapponi, dove il tempo sembra essersi fermato al 1883: scaffali di legno carichi di prodotti locali, un’atmosfera d’altri tempi e un calore che ci fa sentire a casa.
Proseguiamo verso il Ponte di Ganda, una struttura storica che attraversa il fiume Adda, simbolo del borgo e punto panoramico di grande fascino. Infatti è stato scelto dall’artista Tiziana Carcagni come soggetto per un dipinto nel quale sono racchiusi gli elementi chiave di questo WEEKEND PREMIUM.
E non possiamo lasciare Morbegno senza portare a casa gli autentici sapori di questa valle. Ci concediamo quindi una visita alla Latteria Sociale Valtellina, una cooperativa nata nel 1969 che rappresenta una pietra miliare della produzione casearia locale. Qui il 70 per cento del latte valtellinese viene trasformato entro 48 ore dalla mungitura in formaggi autentici e di altissima qualità. Scopriamo le tecniche artigianali utilizzate per produrre il Casera e il Burro, ingredienti fondamentali per i pizzoccheri valtellinesi. Una degustazione dei loro prodotti ci convince che la genuinità e la passione sono il cuore pulsante di questa realtà. Un assaggio che ci convince a tornare presto a Morbegno per un’immersione ancora più profonda nei suoi sapori, esaltati dagli eventi dedicati, come la Mostra del Bitto e Morbegno in cantina, gli appuntamenti autunnali che tra settembre e ottobre di ogni anno richiamano in bassa Valtellina migliaia di appassionati dei gusti autentici.
Dove dormire e mangiare: Agriturismo la Fiorida – Mantello
Dove mangiare: Hotel Ristorante Combolo – Teglio
Dove mangiare: Osteria del Zep – Morbegno
Dove acquistare: Latteria Sociale Valtellina – Delebio
Dove acquistare: Centro del Bitto Storico Ribelle – Gerola Alta
La Compagna di Viaggio: Jeep Renegade E-Hybrid
