Assegnati gli Oscar del cicloturismo: vince il Friuli Venezia Giulia

Lucca ha ospitato la nona edizione dell’Oscar Italiano del Cicloturismo, che ha l’obiettivo di valorizzare i percorsi eccellenti e gli investimenti nel cicloturismo. Un obiettivo condiviso anche da noi di Weekend Premium, che da sempre promuoviamo il turismo lento e green, nei piccoli borghi e attraverso le green road, utilizzando mezzi a impatto sostenibile, come la bicicletta.  La giuria ha scelto tra le 25 proposte presentate da 16 regioni, territori e province autonome (ogni regione poteva presentare fino a due candidature). I premi vengono assegnati alle ciclovie che dimostrano di possedere criteri di eccellenza e il più alto punteggio secondo i vari parametri in esame, inclusi progettazione, costruzione, promozione, attrezzature, segnaletica, servizi green e altro. Ecco, allora, di seguito la classifica.

PRIMO POSTO – Ciclovia Pedemontana, Regione Friuli Venezia Giulia

La Ciclovia Pedemontana del Friuli Venezia Giulia è un percorso di 180 km tra Sacile e Gorizia, al confine con la Slovenia. Segue la linea immaginaria che delimita l’arco alpino regionale attraverso un territorio di elevato valore paesaggistico, ricco di punti di interesse storico, artistico, enogastronomico: le spettacolari Dolomiti Friulane, patrimonio Unesco, la riserva naturale del Cornino, città medievali come Gemona e Pinzano al Tagliamento, l’arte longobarda di Cividale del Friuli, sito Unesco, le pregiate aree vitivinicole della DOC Grave, Colli Orientali del Friuli, Isonzo e Collio e ben sette dei tredici presidi Slow Food della Regione.

Tocca diversi Borghi più belli d’Italia, quali Polcenigo, Poffabro, la medievale Venzone, meticolosamente ricostruita dopo il terremoto del 1976, Gradisca d’Isonzo, con la fortezza quattrocentesca costruita dai veneziani con il contributo di Leonardo da Vinci. Il tracciato è adatto a tutti per il fondo estremamente confortevole, le pendenze medie inferiori al 2%, i servizi e l’assistenza. La prima metà del percorso di snoda parallelamente alla Sacile-Gemona, una delle diciotto ferrovie turistiche d’Italia, consentendo ai cicloturisti di utilizzare treni con materiale storico.

L’intermodalità è del resto una cifra distintiva della Ciclovia, dove il treno con bici al seguito va a integrarsi con il trasporto pubblico locale – come i pullman con carrello bici e il passo-barca a Bibione – e con il trasporto marittimo, aumentando la possibilità di fruizione dell’intera rete di percorsi ciclabili lungo tutto l’arco costiero del Friuli Venezia Giulia da Lignano Sabbiadoro fino a Trieste. L’itinerario, inoltre, rientra nel percorso nazionale Bicitalia n. 12 (Ciclovia pedemontana alpina da Savona a Trieste). La Regione torna sul primo gradino del podio otto anni dopo la vittoria del 2016 con la Ciclovia dell’Alpe Adria.

INFO: Ciclovia Pedemontana Friuli Venezia Giulia

MOTIVAZIONE: La Giuria ha premiato all’unanimità con il primo posto una ciclovia che valorizza il territorio e arricchisce l’offerta turistica complessiva grazie anche all’integrazione intermodale lungo il tutto il percorso, che rende ancora più accessibile la visita a località e borghi di assoluto pregio naturalistico, storico e culturale. La Ciclovia Pedemontana del Friuli Venezia Giulia, con i suoi servizi, è un modello da seguire perché rappresenta un eccellente biglietto da visita del nostro Paese verso i cicloturisti provenienti dall’estero, anche in vista di Gorizia Capitale europea della Cultura 2025.

SECONDO POSTO – Ciclopedonale della Val di Neto, Regione Calabria

Scorre per 42 km lungo l’antica mulattiera sull’argine sinistro dell’omonimo fiume la Ciclopedonale della Val di Neto, un percorso che va dall’antico sito termale di Bruciarello fino alla foce sul Mar Jonio, in un’area dell’antica Magna Grecia ricca dei profumi, dei sapori e dei colori della macchia mediterranea. È una green road a uso esclusivo di pedoni e biciclette che attraversa il territorio di sei comuni del Marchesato crotonese – Caccuri, Belvedere di Spinello, Santa Severina, Rocca di Neto, Scandale, Strongoli – un suggestivo itinerario tra biodiversità, storia e leggende che tocca castelli millenari, antichi santuari, grotte rupestri, oasi faunistiche, siti romani.

La Ciclopedonale della Val di Neto è anche un esempio di turismo responsabile, realizzata con un occhio attento alla sostenibilità nella minuziosa pianificazione e nella scelta dei materiali eco-compatibili, come nel caso della passerella di San Rocco, che integra alla perfezione natura e architettura. Dispone di decine di punti di accesso che ne facilitano e diversificano l’utilizzo ed è particolarmente ben attrezzata con servizi a uso del cicloturista e del viandante, inclusi aree fitness e capanni per l’osservazione della natura; numerose anche le attività sportive e di accoglienza.

La Calabria torna sul podio a soli due anni dall’esordio del 2021, quando ha vinto il primo premio con “La Ciclovia dei parchi” (ex aequo con la “Green Road dell’Acqua” della Provincia Autonoma di Trento).

INFO: Ciclopedonale della Val di Neto

MOTIVAZIONE: Grande plauso della Giuria a una Regione che non finisce di stupire per la determinazione e l’impegno con cui solo in anni più recenti ha intrapreso l’organizzazione e la promozione del turismo lento. La Ciclopedonale della Val di Neto è un esempio di come il cicloturismo sia la modalità più sostenibile per scoprire la bellezza di quei territori che non sono sulle rotte abituali del turismo e che rendono unico il nostro Paese, creando al contempo valore economico e sociale.

TERZO POSTO – Green Road dei Fiori, Provincia Autonoma di Trento

La Green Road dei Fiori è un percorso ciclopedonale che unisce in un unico itinerario la Val Rendena e la Valle del Chiese, 57 km da Carisolo fino alle sponde del Lago d’Idro. La Ciclovia della Val Rendena è un nastro disegnato e ben integrato in uno scenario alpino di grande suggestione, nel Parco Naturale Adamello – Brenta, che costeggia il fiume Sarca. La Valle del Chiese è la terra delle sette Pievi e tante sono le testimonianze artistiche lungo il percorso. Nel periodo della fioritura oltre 600 specie di fiori dipingono la ciclabile con una suggestiva tavolozza di colori: nei prati domina il giallo del tarassaco e del ranuncolo, ma anche il rosa e il rosso del corifoglio, il bianco del caglio che una volta serviva per trasformare il latte, l’azzurro violaceo dell’erba mazzolina.

Nelle zone boscose faggete, frassino, il sambuco, l’odoroso tiglio di monte che dà un ottimo miele. Sulle sponde dei laghi crescono rare orchidee multicolori: l’orchidea screziata, la militare, la bruciacchiata, ma anche l’iperico e la potentilla, entrambe piante medicinali dal fiore giallo. Tante anche le erbe commestibili, l’ortica dai fiori rosa, la manna bianca del farinello, asparago e spinacio di monte. Una sinestesia di colori, profumi, sapori e il suono dell’acqua che accompagna i cicloturisti per tutta la lunghezza del percorso. Non mancano anche alcuni borghi storici e i musei e i siti che riportano i segni lasciati dalla Grande Guerra: camminamenti, trincee e postazioni per i quali la Ciclovia rappresenta un ottimo punto di partenza. Tra i numerosi servizi a disposizione del cicloturista, anche un bus navetta su prenotazione sulla via del ritorno.

La Provincia Autonoma di Trento è la top scorer dell’Oscar del Cicloturismo, con sette tra vittorie e piazzamenti.

INFO: La Ciclovia dei Fiori

MOTIVAZIONE: La Giuria torna con piacere a premiare un territorio che non si stanca di lavorare e di arricchire con nuovi contenuti l’offerta a disposizione dei turisti a piedi e in bicicletta. La Green Road dei Fiori è un nuovo percorso di grande suggestione, al quale auguriamo ancora una volta grande successo tra gli appassionati del cicloturismo e della biodiversità.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA – Appennino Bike Tour, progetto nazionale presentato dalla Regione Liguria

Appennino Bike Tour è la più grande direttrice di mobilità sostenibile del Paese: collega la Dorsale appenninica con un itinerario di 3100 km su strade secondarie a basso traffico che unisce 300 piccoli comuni attraverso 14 regioni, 33 province e 56 aree protette tra parchi e riserve naturali. La Ciclovia dell’Appennino prende avvio in Liguria alla Bocchetta di Altare, il punto in cui le Alpi si incontrano con gli Appennini, e termina ad Alia, in provincia di Palermo. Un ampio progetto per lo sviluppo delle aree interne, realizzato in sette anni di lavoro, che ha individuato il miglior percorso a basso traffico per identificare e collegare 44 tappe ogni 70 km e che crea una via d’accesso ai tanti piccoli borghi che caratterizzano l’Appennino.

Già reso riconoscibile con l’installazione di 1500 cartelli per la segnaletica Nord-Sud, il prossimo anno verrà completato con l’installazione della segnaletica Sud-Nord e con lo sviluppo di rami secondari di collegamento che consentiranno di costruire una rete ciclabile in grado di mettere in rete gli oltre 1400 comuni dell’Appennino: un’unica destinazione turistica facilmente accessibile in bicicletta, caratterizzata da un’offerta autentica, ricca di tipicità culturali ed eno-gastronomiche e immersa in un patrimonio naturale di enorme valore. Alcuni tratti in sede propria sono ricavati lungo argini di fiume o lungo ferrovie dismesse.

Le informazioni sull’itinerario sono assicurate da un’app dedicata e da una guida turistica su carta. In ognuno dei 44 comuni tappa sono state installate officine e stazioni di assistenza e ricarica per e-bike. Appennino Bike Tour è un progetto nazionale, presentato dalla Regione Liguria in rappresentanza delle 14 regioni attraversate.

INFO: Appennino Bike Tour

MOTIVAZIONE: La Giuria ringrazia la Regione Liguria per aver presentato un progetto che ha valenza nazionale, non solo per l’estensione del percorso ma per l’esempio virtuoso di governance che ha consentito a istituzioni nazionali e amministrazioni locali così come a pubblico, privato e terzo settore di lavorare insieme e di superare le differenze in una visione di bene comune per oggi e per il futuro dei cittadini che vivono nei comuni della Dorsale. Appennino Bike Tour ha l’impagabile merito di accendere un faro su territori poco frequentati e sconosciuti ai più dalla Liguria fino alla Sicilia.

MENZIONE LEGAMBIENTE – Il Cammino Minerario di Santa Barbara, Regione Sardegna

Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un percorso ad anello di oltre 600 km che parte e arriva a Iglesias, nella Sardegna Sud Occidentale. La Green Road già tabellata è di circa 360 km – un circuito a fondo misto di asfalto, strade bianche carrabili e non, tratti di ferrovia dismessa – attraverso le aree minerarie delle regioni storiche dell’Iglesiente, Sulcis e Arburese-Guspinese e rappresenta un ulteriore sviluppo del progetto di mobilità sostenibile nato con il Cammino.

Nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna il panorama muta da tappa a tappa e da stagione a stagione, in un susseguirsi di scenari e colori unici, spesso esaltati dai profumi delle essenze: spaziando a Nord fino a Montevecchio e a Sud fino a Candiani (Porto Pino), si pedala tra le rovine post-industriali dell’epoca mineraria attraversando paesaggi naturali – grotte, scogliere, dune e spiagge sconosciute al turismo di massa e spettacolari scorci montani, con laghi e foreste incontaminate, dove non è raro incontrare esemplari di fauna autoctona come il cervo sardo – e comunità locali dalle tradizioni forti e distinte, dove si gustano prodotti del territorio introvabili in altre zone del pianeta.

Presenza costante sono le chiese e le cappelle dedicate al culto di Santa Barbara, la patrona dei minatori, anche all’interno delle miniere: la più antica, del 1223, è a Domusnovas. Innumerevoli i punti di interesse disseminati in 8000 anni di storia, tra siti nuragici, villaggi fantasma e le gigantesche miniere dismesse: un’immensa ricchezza, di grande valore antropologico, che l’Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità.

Per la Regione Sardegna questo è il primo piazzamento all’Oscar del Cicloturismo.

INFO: Il Cammino Minerario di Santa Barbara a piedi e in bici

MOTIVAZIONE: Legambiente premia un viaggio nella millenaria epopea mineraria della Sardegna, da scoprire seguendo le tracce del culto della santa patrona dei minatori. In una zona ancora pesantemente segnata da un’economia legata al carbone, che più di altre viene toccata dal processo di transizione ecologica ed energetica, l’itinerario rappresenta una buona pratica di riscatto dalla marginalità e prefigura per il territorio un futuro alternativo incardinato sulla capacità di accoglienza, su un’identità peculiare, sulla condivisione della bellezza e sulla cura collettiva delle cicatrici inferte al paesaggio.

MENZIONE SPECIALE DELLA STAMPA – La Via Silente, Regione Campania

La Via Silente è un itinerario ciclopedonale di circa 600 chilometri su strade asfaltate a bassa percorrenza nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, uno dei parchi nazionali più grandi d’Italia. È un percorso ad anello – con partenza e arrivo a Castelnuovo Cilento – che percorre tratti costieri e si inoltra tra le montagne in 15 tappe (con una tappa opzionale che raggiunge la vetta del monte Cervati a 1898 m).

Promossa dall’omonima associazione, La Via Silente nasce proprio 10 anni fa dall’amore e dal desiderio di Simona Ridolfi e Carla Passarelli di condividere la bellezza e la ricchezza paesaggistica del Sud della Campania, una zona unica per la sua spettacolarità, riserva della biosfera e patrimonio dell’umanità dell’Unesco, dove è proprio il suono del silenzio a rappresentare efficacemente la distanza dalla caotica routine quotidiana.

Si parte a pochi chilometri dallo scalo ferroviario di Vallo della Lucania con un primo tratto collinare assai panoramico, poi in un borgo di pescatori e poi via via seguendo la linea di costa per poi inoltrarsi verso l’interno per circa quattrocento chilometri prima di rivedere il mare: paesaggi inediti, siti d’interesse naturalistico, storico e archeologico, tradizione culinaria caratterizzano una terra aspra, selvaggia e autentica. Tra le località si incontrano le grotte di Castelcivita e di Pertosa, le acque limpide del fiume Calore, Pollica, Acciaroli, l’Oasi del fiume Alento, Marina di Camerota, Roscigno, il borgo abbandonato che ha perso il suo unico abitante, morto all’inizio di quest’anno, la magnifica Certosa di Padula; poi pianori, boschi di faggio, valli punteggiate di orchidee, incantevoli borghi contadini.

Al cicloturista viene consegnata la Silentina, un documento dà diritto a sconti e agevolazioni nelle strutture di accoglienza convenzionate, che appongono un timbro a ogni sosta fino al completamento della Via. L’associazione ha infatti messo a sistema le strutture ricettive e gli esercizi commerciali dei 59 comuni attraversati dalla Via Silente, che non è un qualsiasi percorso cicloturistico ma una vera immersione nel territorio, interazione con luoghi e persone.

La Via Silente era stata già premiata dall’Oscar del Cicloturismo con una menzione a soli due anni dalla sua nascita. INFO: La Via Silente

MOTIVAZIONE: I giornalisti presenti in giuria hanno voluto premiare una Ciclovia tra le più belle di sempre che è il frutto della passione e della determinazione, ancora una volta, di un gruppo di giovani: un progetto associativo “dal basso” che ha raccolto il sostegno privato e che ha saputo comunicare efficacemente il proprio valore, in primis umano. La popolarità di cui oggi gode il Cilento è dovuta anche all’azione delle visionarie fondatrici della suggestiva Via Silente.

PREMIO OSCAR DEL CICLOTURISMO-GREEN ROAD AWARD DESTINAZIONE STRANIERA – Le Fiandre

Per la seconda volta l’Oscar del Cicloturismo va all’estero: il Green Road Award 2024 viene assegnato alle Fiandre, terra d’elezione del ciclismo e del cicloturismo. Una destinazione bike friendly con percorsi “per tutte le gambe”, molto amata dai turisti su due ruote che qui trovano attenzione e servizi dedicati.

Il premio riconosce, in particolare, il lavoro di informazione e promozione compiuto da Visit Flanders in Italia, che contribuisce quotidianamente a una maggiore e più diffusa conoscenza del cicloturismo.

INFO: Visit Flanders