Arte a Milano: grandi inaugurazioni al Castello e al Museo del Novecento

Arte a Milano: Milano attivissima anche in estate, con due grandi nuove mostre, dedicate a Mario Sironi e alla scultura

L’Arte a Milano è in continuo aggiornamento e propone anche in piena stagione estiva importantissime novità.

 

Il Museo del Novecento di Milano presenta “Mario Sironi. Sintesi e grandiosità”.

E’ dedicata  a Mario Sironi, la grande e approfondita retrospettiva che ripercorre l’opera del Maestro a sessant’anni dalla morte.

sironi-Il-camion-giallo-1919
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Fino al 27 marzo 2022, sono esposte nelle sale del Museo del Novecento oltre cento opere, che ne ricostruiscono l’intero percorso artistico: dalla giovanile stagione simbolista all’adesione al futurismo; dalla sua originale interpretazione della metafisica nel 1919 al momento classico del Novecento Italiano; dalla crisi espressionista del 1929-30 alla pittura monumentale degli anni Trenta; fino al secondo dopoguerra e all’ Apocalisse dipinta poco prima della morte.

 

 arte-a-milano-sironi-Composizione-La-fata-della-montagna-1928
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La mostra è curata da Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo, direttrice del Museo del Novecento, in collaborazione con Andrea Sironi-Strausswald (Associazione Mario Sironi, Milano) e Romana Sironi (Archivio Mario Sironi di Romana Sironi, Roma).

L’esposizione negli spazi del Museo del Novecento  si estende anche nelle sale sironiane del Museo stesso e della Casa Museo Boschi Di Stefano, ricca di importanti  prestiti dai maggiori musei italiani.

 

sironi-Testa-1913
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Molti i must di questo evento: sono esposti  alcuni capolavori che non comparivano in un’antologica sironiana da quasi mezzo secolo  e altri completamente inediti, è ampiamente rappresentato il ciclo dei paesaggi urbani, il tema più famoso di Sironi, che acquista intensità dopo il suo arrivo a Milano nel 1919.

Attraverso questo tema l’artista esprime sia la drammaticità della città moderna, sia la grandiosità dei progetti che animavano Milano all’epoca.

sironi-Il-pescivendolo-1925

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Sironi però è stato anche un grande interprete della figura umana.

Ne danno testimonianza in mostra un nutrito gruppo di opere, tra cui il pierfrancescano Nudo del 1923, prediletto da Margherita Sarfatti; la misteriosa Donna con vaso del 1924; il Pescatore, 1925; La fata della montagna, 1928; la Niobide del 1931, e il doloroso Lazzaro, 1946, dove, per la prima volta

nella millenaria iconografia del soggetto, Sironi dipinge un Lazzaro che non risorge, simbolo del crollo di tutte le sue idee

arte-a-milano-sironi-Paesaggio-urbano
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Ampio spazio è poi dedicato al suo legame con la pittura murale negli anni Trenta, di cui fu celebre interprete.

Presenti, capolavori monumentali quali la luminosa Vittoria alata, il gigantesco studio per l’aula magna della Sapienza di Roma, il visionario Condottiero a cavallo (tutti realizzati nel 1935) e il potente studio preparatorio, lungo quasi sei metri, della Giustizia Corporativa (1937-38).

Le ultime sale invece documentano i drammatici anni finali dell’artista, pessimista e disincantato.

Ad accompagnare la mostra, un prestigioso catalogo realizzato della Casa Editrice Ilisso, con vari approfondimenti sulle fasi dell’arte sironiana.

“Mario Sironi. Sintesi e grandiosità” è parte de “La Bella Estate”, il palinsesto culturale estivo promosso dal Comune di Milano che, fino al 21 settembre, proporrà ai milanesi e ai visitatori della città un ricco calendario di iniziative artistiche, culturali, sportive, ricreative e del tempo libero

(programma in continuo aggiornamento su yesmilano.it/labellaestate).

Museo del Novecento, piazza Duomo 8 – Milano

Fino al 27 marzo 2022

Informazioni +39 02 884 440 61

C.museo900@comune.milano.it

 

 

Nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco la mostra “Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”

E’ in corso fino al 24 ottobre nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco la mostra “Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Castello Sforzesco, Musée du Louvre e realizzata grazie a Civita Mostre e Musei, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

 

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Sono oltre sessant’anni di storia dell’arte, dal ritorno di Donatello a Firenze nel 1453 fino alla morte dei più perfetti interpreti del Rinascimento, Leonardo e Raffaello, scomparsi rispettivamente nel 1519 e nel 1520.

In questi sessant’anni  i maestri del Rinascimento hanno scavato la materia per far emergere “i moti dell’anima”, i tormenti e le tensioni, i palpiti, per rendere ancora più viva l’emozione.

In mostra opere strappate al marmo, modellate nella terracotta, intagliate nel legno, fuse nel bronzo, in un percorso che trova il suo apice nella “Pietà Rondanini”, sulla quale Michelangelo lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1564.

 

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Nel percorso,  studiato da Musée du Louvre e Castello Sforzesco, 120 opere provenienti dai più importanti musei del mondo: dal Metropolitan Museum di New York al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Museo Nacional del Prado di Madrid al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, dal Victoria&Albert Museum di Londra alla “Her Majesty the Queen Elisabeth II from the British Royal Collection”, oltre che, naturalmente, dal Musée du Louvre e dalle raccolte civiche del Castello Sforzesco.

 

Donato-Bramante
Donato-Bramante

Come osserva l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno “I visitatori della nostra città hanno la possibilità di vedere una straordinaria esposizione durante tutta la stagione estiva, con un esteso orario di apertura. E il Castello Sforzesco, che è stata ‘la casa’ di Leonardo per i vent’anni della sua maturità più piena, si configura come la sede naturale per rappresentare questa testimonianza di un periodo così cruciale per la storia dell’arte”.

Nella seconda metà del Quattrocento i maestri del Rinascimento come Leonardo, Donatello, Raffaello, il Pollaiolo, Michelangelo, il Verrocchio, il Bambaia e molti altri ancora, lavoravano tra Milano, Venezia, Roma, Firenze, ma anche Ferrara, Padova, Bologna.

Una regione vasta e politicamente spezzettata da molti confini.

 

Andrea-della-Robbia
Andrea-della-Robbia

 

Da qui le varietà del  Rinascimento: innovazioni fiorentine e tradizioni locali, influenza dell’arte cortese fiamminga e della Borgogna.

Dal  Rinascimento sono derivate molte novità: grande impulso allo studio dell’anatomia, della prospettiva, dell’ottica, e allo studio dell’anima.

Quindi la nascita della fisiognomica, la passione per il grottesco, un interesse nuovo a rappresentare la figura umana legata alle emozioni, furore o grazia, tormento o estasi, profondamente legata all’anima, al desiderio, alla componente meno visibile del soggetto “uomo”.

I movimenti dell’anima sono resi visibili attraverso l’attitudine dei corpi, e gli artisti indagano la loro psiche rappresentandoli a riposo, in movimento, mentre lottano o sognano, evidenziando le emozioni, tanto nell’ambito sacro che in quello profano, in un modo sia ferocemente espressivo che, al contrario, sublimemente dolce.

La mostra è articolata in quattro sezioni: 1. Guardando gli antichi: il furore e la grazia; 2. L’arte sacra: commuovere e convincere; 3. Da Dionisio ad Apollo; 4. Roma “Caput mundi”.

L’ultima sala è dedicata alla Pietà Rondanini di Michelangelo.

In artisti  come Pollaiolo, Francesco di Giorgio Martini, Bertoldo,  Verrocchio, appare  la complessità della forza muscolare e le torsioni del corpo maschile, come pure l’effetto espressivo delle più intense passioni dell’anima.

Mentre all’opposto, eleganti drappeggi permettono agli artisti di rivelare il fascino della figura umana.

Commuovere e convincere diventano le due parole chiave nella scultura religiosa: un vero teatro dei sentimenti si dipana in Italia settentrionale tra 1450 e 1520, in particolare nei gruppi di “Deposizione del Cristo”

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, la riflessione instancabile sull’antichità classica si esprime nelle opere elaborate a partire dai grandi modelli classici come il “Laocoonte” o lo “Spinario”, muovendosi tra i due estremi dell’apollineo e del dionisiaco.

 

 

Michelangelo-Buonarroti.
Michelangelo-Buonarroti

Infine, a partire dalla fine del secolo, si ritorna a Roma, caput mundi, dove Michelangelo è alla ricerca di una sintesi formale che integri la conoscenza scientifica del corpo, l’ideale assoluto di bellezza e la volontà di superare la natura con l’arte.

Questa sua ricerca è raccontata nel percorso che, dal classicismo giovanile del “Cupido”, e attraverso il titanismo, approda all’ineffabile e al sublime della “Pietà Rondanini”.

I visitatori della mostra potranno approfondire il tema della Pietà grazie a una video-opera proiettata in loop nella Sala degli Scarlioni – dove si trovava la Pietà Rondanini prima della sua attuale collocazione – verso la fine del percorso di mostra. Il video riprende la rappresentazione teatrale “Mater strangosciàs” di Giovanni Testori, monologo funebre dedicato a Maria di Nazareth, nella rilettura contemporanea della Compagnia Tiezzi-Lombardi.

Per permettere al visitatore di comprendere com’era la musica tra il XV ed il XVI secolo, sarà disponibile, sui canali Facebook e YouTube del Castello Sforzesco e della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, il concerto “ZEPHYRO SPIRA. Chanson, Frottole e Villanesche nel primo Rinascimento”, eseguito e ripreso a porte chiuse dalla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

Accompagna la mostra un prestigioso catalogo scientifico edito in italiano e francese a cura di Officina Libraria, vincitore del Prix du catalogue d’exposition 2021.

 

Visite guidate Ad Artem T. 02.6597728 info@adartem.it