L’Alta Campania è una terra che sorprende chi la visita per la sua autenticità e per la capacità di racchiudere in pochi chilometri un mosaico di paesaggi, culture e testimonianze storiche. È un’area che resta spesso ai margini dei grandi circuiti turistici, ma che proprio per questo conserva intatto il suo fascino. Qui, tra colline verdeggianti, antichi borghi e coste luminose, il visitatore si ritrova immerso in un’atmosfera genuina, lontana dalla frenesia delle mete più affollate.

Lungo il percorso che unisce città storiche e borghi marittimi, ogni tappa regala una scoperta. A Sessa Aurunca, con il suo anfiteatro romano e la cattedrale medievale, si respira la grandezza di un passato che ha lasciato tracce profonde. A Santa Maria Capua Vetere, antica Capua romana, il grande anfiteatro campano testimonia il prestigio di una città che fu rivale della stessa Roma.

Scendendo verso la costa, si incontrano Gaeta e Formia, gemme del litorale laziale ma profondamente legate a questa fascia di Campania settentrionale: la prima, con il suo borgo arroccato sul mare e il Santuario della Montagna Spaccata, incanta con panorami mozzafiato; la seconda, custode della tomba di Cicerone, unisce mito e storia. Infine Minturno, con il suo parco archeologico e il borgo medievale che domina il Golfo di Gaeta, offre una suggestione che abbraccia epoche e paesaggi.

Viaggiare in Alta Campania significa lasciarsi sorprendere da una geografia culturale ricca e stratificata, in cui l’archeologia, l’arte medievale, la tradizione contadina e quella marinara convivono in un equilibrio unico. È un territorio che racconta storie di confini, di passaggi e di contaminazioni, e che invita il viaggiatore a fermarsi, ad assaporare con lentezza ogni sfumatura.
La Sagra della Castagna e del Fungo Porcino di Roccamonfina
Tra gli eventi che meglio rappresentano l’anima dell’Alta Campania, spicca la Sagra della Castagna di Roccamonfina, appuntamento immancabile per gli amanti delle tradizioni e dei sapori autentici. Nel cuore del Parco Regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano, il borgo si anima ogni autunno con una festa che celebra il frutto simbolo di queste terre: la castagna, protagonista da secoli dell’economia e della gastronomia locale.

Per tutti i weekend, dal 4 ottobre al 2 novembre, le strade del paese si riempiranno di profumi e colori: stand gastronomici proporranno caldarroste fumanti, che vengono cotte nel “padellone” o vrollaro, più grande del mondo. Tanto che, nel 2018, è entrato nel Guinness dei Primati grazie al suo diametro di 10 metri e mezzo. E, poi, piatti a base di funghi accompagnati da ottimo vino. Non mancheranno poi i dolci tipici a base di castagne, liquori artigianali e piatti della cucina contadina, tramandati di generazione in generazione. In programma anche show cooking, animazione per bambini, escursioni nel bosco per la raccolta di castagne con un esperto e visite guidate nel centro storico di Roccamonfina.

La festa non è solo un’occasione di degustazione, ma anche un tuffo nelle atmosfere popolari: musiche tradizionali, spettacoli folkloristici e rievocazioni storiche accompagneranno i visitatori lungo un percorso che intreccia gusto, memoria e convivialità. La sagra è anche un momento di riscoperta delle radici: passeggiando tra le vie di Roccamnfina si può ammirare l’architettura del borgo, con scorci pittoreschi e panorami che spaziano fino al golfo. Un evento che sa unire residenti e turisti, creando un ponte tra passato e presente, tra la semplicità della vita rurale e la curiosità dei viaggiatori di oggi.

Partecipare alla Sagra della Castagna e del fungo Porcino significa vivere un’esperienza autentica, capace di restituire l’essenza stessa dell’Alta Campania: una terra di sapori, tradizioni e accoglienza sincera.
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