Ricette di viaggio

Alla scoperta di un’Italia (sostenibile) per due

L’Italia ricca di emozioni,  popoli e  anche  tante ricette

Dal Trentino alla Sicilia, dalla Toscana alla Basilicata, passando per il Lazio e la Campania: un singolare percorso a impatto zero che vede protagoniste Syusy Blady, l’ironica e irriverente conduttrice e attrice teatrale e televisiva, e sua figlia Zoe, da sempre sensibili ai temi legati alla salvaguardia ambientale. Ci raccontano con il loro stile inconfondibile, luoghi di interesse paesaggistico e culturale oltre che curiosità, usi e costumi di un’Italia che sta virando verso uno stile di vita più etico e responsabile.

Syusy e sua figlia Zoe.

 

In lungo e in largo attraverso il Bel Paese: vi vedo particolarmente “ elettrizzate”, a chi va il merito?

S:E’ stato un fatto inevitabile: con l’auto che ha il nome di mia figlia è nata l’idea di proporre una trasmissione che raccontasse il viaggio in Italia con un’auto elettrica che ha il suo stesso nome.

Z: “In primo luogo il merito va alla macchina, che è la più ‘elettrizzata’ di tutte. In secondo luogo, invece, è merito di mia madre. Si butta sempre in mille progetti e questo è stato un lavoro che è nato da una sua ispirazione e che si è realizzato molto in fretta. Non ho fatto in tempo a rendermi conto che questa sua pazza idea era andata in porto che già stavamo filmando la prima puntata.”

Syusy, Zoe e la Renault Zoe.

 

Il lato più interessante della Zoe, intendo l’auto, qual è stato?

S: “Siamo diventate grandi esperte di questo tipo di auto che ci ha permesso di girare l’Italia. I vantaggi sono nei 300 chilometri di autonomia che non è poco, e poi si ricarica in discesa, è silenziosissima, il motore non fa rumore.  Tutta una serie di pregi: andare nelle Zone a traffico limitato e non pagare  i parcheggi sulle strisce blu. Ma è importante  sapere che non stai inquinando”.

Z: “Sicuramente il fatto di essere così silenziosa. Mi sono abituata a poter parlare in macchina senza aspettarmi di sentire il rumore di fondo del motore. Un lato interessante è che, dato che è così silenziosa, la Renault ha dovuto aggiungere del rumore per permettere di far sentire la presenza della macchina ai pedoni all’esterno e l’andamento del motore al guidatore all’interno. Così ora, dall’interno della Zoe, si può sentire un suono leggero, che ti permette di avere informazioni su come sta andando la macchina. La cosa buffa è che questo suono è simile a quello che ci si aspetterebbe in un’astronave, quindi quando si è per la strada con la Zoe sembra di star guidando un ufo.”

Dividendo il vostro tour in weekend, in quali città avete trascorso quello più interessante?

S: “I posti sono tutti interessanti per la loro caratteristiche. Dal Trentino col suo verde meraviglioso e i suoi laghi alla Basilicata, la Sicilia, la Campania e il Lazio. Difficile dire qual è il posto più bello”.

Z: “Non ci è successo di visitare per un weekend una sola città, perché per filmare ogni regione avevamo solo quattro giorni e abbiamo girato molte località diverse. E ogni regione è stata sorprendente a modo suo, proprio perché, per via del programma, abbiamo conosciuto e visto ambienti molto diversi l’uno dall’altro. Una città che mi ha colpito molto è stata Napoli, in particolare per la ricchezza umana delle situazioni che abbiamo incontrato: il comitato di cittadini che si occupa di far rivivere le storiche scale di Napoli, gli abitanti del quartiere di Materdei che hanno ripulito e reso punto di aggregazione l’ex convento che ora è il Giardino Liberato, la gente di Pagani che rende viva la festa della Madonna delle Galline. Poi, come non citare la bellezza di Siena e Palermo, che è senza eguali? Nonché i santuari che abbiamo visto nelle città laziali, o l’ambiente montano delle città trentine? Come non citare la meraviglia del panorama di Noto dall’alto? In generale, in tutte le città che abbiamo visitato c’era sempre qualcosa che meritava d’essere vissuto per ben più di un paio di giorni.”

Syusy e Zoe – Sicilia.

 

Stavolta non siete state turiste per caso, cosa cercavate in questo tour?

S: “Cerchiamo di raccontare l’Italia e i suoi posti meravigliosi: dalla reggia di Caserta, a Capua, dalla Storia Bandita nel parco della Grancia, in Basilicata, all’infiorata di Noto in Sicilia, dai templi di Agrigento allo spettacolare duomo di Siena. Non solo. Cerchiamo di raccontare l’aspetto più social: la capacità che hanno i cittadini di migliorare il loro mondo. Tutto sempre con una volontà social ed ecologica”.

Z: “Sicuramente cercavamo l’opportunità di poter stare insieme​. Ciò che ci interessava era vedere uno spaccato dell’Italia da una prospettiva ecologica e sociale. Per questa ragione abbiamo avuto l’opportunità di vivere molti luoghi e situazioni che sono lontani dall’idea del ‘normale giro turistico’. Per esempio, da turista, solo per puro caso sarei potuta capitare tra il gruppo di persone che si sta occupando di ripulire le mura di Siena, o tra il gruppo di ragazzi di scherma storica del Collegium Lunae di Carrara.”

Syusy e Zoe – Basilicata.

E  qual è stata la scoperta che vi ha sorpreso di più?

S: “Per Zoe, tanti luoghi “vicini” che non aveva mai visto.  Era stata a Samoa, a Tongo, ma non sotto casa, intendo dire in Italia. La sorpresa maggiore, per tutte e due, è stata Matera che io non conoscevo.  Dal punto di vista archeologico. Un luogo piacevole come anche altri. In Campania ad esempio siamo stati alla festa della Madonna delle Galline a Pagani (Na). La Campania ha avuto il pregio di far sciogliere Zoe alla prima puntata: ha visto persone disponibili e simpatiche”.

Syusy e Zoe – Matera.

Z: “L’esistenza delle social street, strade ‘sociali’ in cui ci si conosce tra vicini e vicine di casa e ci si aiuta vicendevolmente, creando occasioni per stare insieme. Nella puntata sulla Sicilia andiamo a incontrare la social street presente ad Agrigento; una sorpresa ancora più grande è stata venire a sapere che ce n’è un’altra in via Fondazza a Bologna, esattamente dietro casa nostra.”

A Zoe, giovane antropologa, chiedo quale popolo della nostra composita Italia ti ha sorpreso di più? Con quale è scattata empatia?

“Non mi è stato difficile interessarmi a chi abbiamo incontrato, né a fare scattare l’empatia, perché abbiamo avuto la grande fortuna di incontrare persone meravigliose. Come ragazza che è cresciuta nel Nord Italia, che non ha tanti parenti al Sud e che è molto ignorante della geografia e della storia del meridione, per me ha influito moltissimo andare in Basilicata, in Campania e in Sicilia. In particolare la Campania è stata la prima puntata e mi sentivo molto tesa quando filmavamo, in special modo perché attiravamo gli sguardi della gente. Le persone che ho conosciuto a Napoli però mi hanno dato veramente l’idea che nella vita è importante partecipare a quello che hai intorno, e chi ti sta osservando non ti sta necessariamente giudicando negativamente, anzi. Vedere quante realtà sociali attive ci siano in queste tre regioni mi ha entusiasmato e ha provocato in me un grande desiderio di raccontarle.”

Siccome questo è l’anno del Cibo Italiano, quale piatto vi è piaciuto di più?

S: “Abbiamo mangiato di tutto: in Sicilia ci hanno dato agnelli di marzapane. Tanto belli che dispiaceva perfino mangiarli. Ma poi abbiamo mangiato tanti altri loro piatti. Il cibo in Italia non ha eguali”.

Z: “Per me è stata la pasta alla norma assaggiata a Palermo.”

Amate le ricette tradizionali o quelle innovative?

S: “Adoro le ricette tradizionali.  Nel corso del viaggio abbiamo incontrato qualche chef. Ma alla Badia Coltibuoni la cuoca faceva cibo tradizionale buonissimo. Trovo che le donne quando cucinano siano il massimo. Esprimono fantasia e creatività che non hanno eguali. Altro che chef”.

Z: “Entrambe. Vanno a braccetto perché senza la ricetta tradizionale non esiste quella innovativa, e viceversa. Inoltre l’antropologia insegna che le tradizioni si modificano nel tempo e hanno confini molto più labili di quanto si pensi.”

Quali ricette avete “rubato” per poi gustarle a casa?

S: “Non siamo regine dei fornelli. Zoe dice che brucio tutto perché arriva sempre la telefonata in più e io mi dimentico le cose sul fuoco.  Del resto il sapore di bruciato è il sapore di mamma”.

Z: “A Badia a Coltibuono, nella campagna toscana, abbiamo avuto l’occasione di tirare su le maniche e metterci in cucina con due cuoche d’eccezione. Mia madre è stata particolarmente golosa di fiori di zucca fritti, perché lei a casa li fa sempre e quelli che abbiamo assaggiato erano stati cucinati in modo molto leggero. Io invece ho “rubato” la ricetta per fare la pasta alla chitarra!”

Meglio il ragù alla bolognese o alla napoletana?

S: “Bella domanda. Sono entrambi gustosi, ma se faccio il tifo per quello bolognese è per la sola ragione che è il ragù della mamma: non posso tradire le mie origini e comunque credo che  quando c’è proprio bisogno di qualcosa che ti consoli, una bella tagliatella col ragù, napoletano o bolognese che sia, è sempre il massimo”.

Z: “Che domande! Se rispondessi alla napoletana mia nonna Mafalda si rivolterebbe nella tomba, e non posso permetterlo.”

Il vostro weekend  Premium, anche extra tour, che non dimenticherete mai?

S:I weekend sono tutti belli. Abbiamo incontrato due donne straordinarie: una in Sicilia, Elvira, che ha organizzato una social street ad Agrigento, e l’altra è Gianna, in Trentino. Persone eccezionali da cui abbiamo imparato molto nello stare insieme”.

Z: “Un weekend che facemmo anni fa ad Assisi. Eravamo solo mia madre ed io. Era la prima volta che vedevo l’Umbria ed è stato emozionante.”

Il posto dove ritornerete?

S: “Tutti. Zoe ha già segnato l’indirizzo di tutti”.

Z: “Quest’estate andrò a vedere lo spettacolo della Storia Bandita in Basilicata con un paio di amici. Nella puntata lucana si sono prestati ben quaranta figuranti a recitare e nello spettacolo vero e proprio ce ne sono molti di più. Voglio tornare su quei colli e dentro quei boschi, godermi questa rievocazione storica e rivedere le persone che ho conosciuto. La tappa successiva sarà in Trentino, al Camin che fuma, il maso di Gianna e Cornelio.”

Ultima domanda: secondo voi perchè dovremmo vedervi alle 11 della domenica su Rete Quattro?

S: “Perché un viaggio di una mamma con la propria figlia è una cosa insolita. E’ bello vedere due donne che viaggiano commentando, divertendosi e chiacchierando di tutto. L’altro motivo è l’aspetto ecologico che cerchiamo di comunicare con l’auto a impatto zero.  Non per ultimo, vedere questa Italia meravigliosa dove tanta gente fa cose inaspettate. Bisogna avere fiducia nelle persone che sanno costruire cose straordinarie, quando si uniscono e si mettono tutti insieme”.

Z: “Per farvi due risate, ma soprattutto per godervi dei bei luoghi e delle belle persone che vivono sul territorio italiano e che davvero meritano la vostra attenzione. È il programma ideale per voi se vi interessano le realtà sociali costruttive e il rispetto dell’ambiente.”

In Viaggio con Mia Figlia, dal 10 giugno su Rete 4 alle 10.40, per sei domeniche di fila.

LE RICETTE

Ricetta del Ragù alla Bolognese

Ingredienti:

  • 500 g carne bovina macinata grossa
  • 50 g sedano
  • 250 g vino bianco
  • 40 g latte intero
  • 250 g carne suina macinata
  • 50 g cipolle dorate
  • 1 cucchiaio olio extravergine di oliva
  • sale fino q.b.
  • 250 g passata pomodoro
  • 50 g carote
  • 3 L acqua
  • pepe nero q.b.

Per preparare il ragù alla bolognese si cominci a tritare finemente al coltello il sedano, la carota sbucciata e spuntata e la cipolla mondata. Dovrete ottere 50 g per ciascun ingrediente. Versate dopo l’olio in una pentola e aggiungete il trito lasciate andare per una decina di minuti a fuoco dolce mentre mescolate ogni tanto.

Trascorso il tempo il soffritto dovrà risultare appassito ed il fondo del tegame invece asciutto. Unite la carne di manzo macinata grossa ed il macinato di maiale. Anche queste dovranno rosolare lentamente per una decina di minuti perciò mescolate per sigillare bene.

All’inizio usciranno tutti i succhi ma una volta asciugati potrete sfumare con il vino bianco. Non appena l’alcol sarà evaporato ed il fondo sarà tornato, ancora una volta, ben asciutto aggiungete la passata di pomodoro. Poi versate soltanto uno dei 3 litri di acqua, aggiungete un po’di sale, mescolate e lasciate cuocere a fiamma medio-bassa per un’oretta. Trascorsa la prima ora potrete aggiungere un altro litro d’acqua, mescolare e far cuocere ancora per un’ora.

Dopo che avrà cotto un paio d’ore, versate l’ultimo litro di acqua e continuate a far cuocere sempre a fiamma dolce per un’altra ora. In questo modo il ragù cuocerà per almeno 3 ore. Al termine della cottura, il risultato sarà ben asciutto.

Regolate di sale e di pepe, spegnete la fiamma e unite il latte; un’ultima mescolata ed ecco il ragù alla bolognese pronto per l’uso!

Ricetta del Ragù alla Napoletana

Ingredienti:

  • Corazza (scaramella) a pezzetti 700 g
  • Braciole (involtini) di locena (coppa) 2
  • Tracchie( costolette) di maiale 2 o 3
  • Cipolla 1
  • Olio di oliva extravergine 6 cucchiai
  • Vino rosso 1 bicchiere (2 dl)
  • Passata di pomoro 2,5 l
  • Concentrato di pomodori 150 g

Tritate la cipolla e unitela all’olio in un tegame, se possibile di coccio, dopo un paio di minuti aggiungete la carne girandola continuamente senza lasciar bruciare la cipolla, che dovrà invece “consumarsi” man mano che procede la cottura. Quando la carne sarà rosolata e la cipolla apparirà trasparente unire il vino lasciandolo sfumare completamente prima di aggiungere il concentrato di pomodoro e successivamente la passata di pomodoro. Abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per almeno 4 ore girando spesso per non far attaccare il ragù, con il coperchio parzialmente posato sulla pentola. La salsa sarà cotta quando vi apparirà densa, lucida, scurissima ed untuosa. Verificate il sale regolandolo eventualmente. Utilizzate il ragù per condire un piatto di pasta o anche un piatto di ziti spezzati a mano.