Capodanno è una delle ricorrenze più celebrate al mondo e, ovunque ci si trovi, il cibo occupa un ruolo centrale nei rituali di buon auspicio. Le tradizioni culinarie cambiano da paese a paese, ma tutte condividono l’idea che ciò che si mangia nella notte di San Silvestro possa influenzare prosperità, fortuna e felicità per l’anno a venire. Nonostante la grande varietà, tutte queste tradizioni esprimono un desiderio universale: sedersi a tavola con la speranza che il nuovo anno porti prosperità, salute e momenti di gioia.
TUTTI A TAVOLA!
In Giappone vengono serviti i i toshi-koshi, lunghi spaghetti di grano saraceno che rappresentano longevità e resilienza, si dice che più sono lunghi, più favorirebbero longevità. In Cina, durante il Capodanno lunare, la tavola si riempie di piatti simbolici come i ravioli, che ricordano le antiche monete d’oro e il pesce, che richiama abbondanza. In Spagna è tradizione inghiottire 12 chicchi d’uva, uno per ogni rintocco della mezzanotte.
In Italia, piatto simbolo è il cotechino con le lenticchie, mentre In Svezia si mangiano aringhe in salamoia prima della mezzanotte, nelle Filippine porta bene mettere in tavola 12 frutti rotondi, simbolo di prosperità.
Dovunque nel mondo… abbondare di frutta secca: nocciole, noci, arachidi, mandorle, fichi, uvetta mentre il nocciolo del dattero andrebbe nascosto nel portafoglio per tutto l’anno.
In 13 a tavola
Pane capovolto sul tavolo
Piatti con granchi e gamberi, perchè simboleggiano regresso. visto che camminano all’indietro.
Mai fare il bucato, almeno fino al 2 gennaio, la tradizione dice il bucato del primo gennaio lava via la fortuna
I MUST DI MEZZANOTTE
Stappare la bottiglia con un bel botto scaccia-spiriti.
Mettere un dito nello spumante e una goccia dietro le orecchie: pare porti fortuna (cosi dicono a Napoli…) cucinare le lenticchie, le regine della festa, simboleggiano denaro e bisogna necessariamente mangiarle allo scoccare della mezzanotte per sperare di ottenere agio e prosperità. Coltivate già nel 7000 a.C. in Mesopotamia e amate dagli antichi Romani che, a Capodanno, regalavano le “scarselle ”, borse di cuoio contenente lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in monete sonanti durante l’anno.
Soltanto a Capodanno?
Assolutamente no. Abbassano il colesterolo, proteggono dalle malattie cardiovascolari, stabilizzano i livelli di glicemia. Ricche di proteine, fosforo, zinco, ferro, sali minerali, valore nutrizionale e vitamine del gruppo B, le lenticchie costituiscono un cibo consigliabile per tutto l’anno, almeno una volta a settimana. In più pare che portino denaro… una buona ragione per mangiarle tutto l’anno.
LE CLASSICHE LENTICCHIE IN UMIDO
Ricetta facile, accontenta tutti: vegetariani, vegani e (con l’aggiunta di qualche dadino di pancetta) anche i carnivori. Le lenticchie vengono cucinate in abbondante acqua dopo essere state messe a bagno per almeno un paio d’ore. Vanno poi unite al soffritto di sedano, cipolla e carota, fatte rosolare, bagnate dal vino, allungate con acqua e insaporite con della salsa di pomodoro. Possono essere profumate da spezie e dalla tradizionale foglia d’alloro
AUGURI DI FELICE E FORTUNATO ANNO NUOVO !

