C’è un’Italia che non finisce mai di stupire, che si nasconde tra i vicoli di borghi dimenticati, nelle pieghe di colline solitarie, nelle pietre di castelli dove il tempo sembra essersi fermato. È l’Italia dei borghi – più di 5.800 piccoli comuni sparsi dall’arco alpino alla punta della Sicilia – un patrimonio culturale, paesaggistico e gastronomico unico al mondo. Un patrimonio che oggi sta tornando a brillare grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha stanziato oltre 420 milioni di euro a favore di 21 borghi pilota selezionati dalle Regioni: uno per ciascuna regione e provincia autonoma, destinati a diventare esempi virtuosi di rigenerazione culturale, sociale ed economica.

Ogni borgo racconta una storia diversa, ma tutti condividono la stessa scommessa: trasformarsi da luoghi a rischio abbandono in mete del turismo lento, capaci di attrarre residenti, artisti, nomadi digitali e viaggiatori curiosi. Il grande evento di febbraio 2026 a Gorizia – dove si è riunita la piattaforma nazionale ArtLab con tutti e 21 i Comuni beneficiari – ha confermato che la sfida è lanciata. Noi abbiamo scelto i dieci borghi più affascinanti tra i ventuno, quelli che la primavera trasforma in luoghi irresistibili. Pronti a partire?
1. STELVIO – STILFS (Provincia Autonoma di Bolzano · Alto Adige / Südtirol)
In Alto Adige, dove le Alpi raggiungono le loro vette più severe, il borgo di Stelvio – o Stilfs in tedesco – si affaccia sulla Val Venosta con l’eleganza discreta dei villaggi alpini asburgici. Arroccato a 1.300 metri d’altitudine sotto le pareti del Rätikon, Stelvio è il paesino che dà il nome all’omonimo Parco Nazionale, il più grande d’Italia. In primavera, quando la neve si ritira dai prati alti e i narcisi selvatici fioriscono in massa, il paesaggio diventa di una bellezza quasi incredibile. Il borgo conserva case a graticcio tipiche della tradizione altoatesina, fontane in granito, capitelli votivi e una piccola chiesa romanica dedicata a San Nikolaus. Le escursioni verso il Passo dello Stelvio, apertura del passo permettendo già ad aprile-maggio, sono tra le più spettacolari dell’arco alpino. Il progetto PNRR valorizza l’identità culturale bilingue di questo luogo unico, a cavallo tra l’anima germanica e quella italiana. Da assaggiare: i canederli allo speck, il kaminwurz (salsiccia affumicata), lo strudel di mele con panna fresca e il Müller Thurgau della Val Venosta.
INFO: www.gemeinde.stilfs.bz.it, www.stelviopark.it

BORGO CASTELLO (Provincia di Gorizia · Friuli Venezia Giulia)
Arroccato su una collina che domina Gorizia, Borgo Castello è uno di quei luoghi capaci di sospendere il tempo. Costruito attorno all’antico castello medievale, il borgo ha vissuto secoli di storia intrecciata tra culture latine, slave e asburgiche, diventando un crocevia di popoli e identità. In primavera, quando i ciliegi e i tigli fioriscono lungo le mura, il fascino di questo luogo raggiunge il suo apice. Il castello risale all’XI secolo e custodisce al suo interno il Museo della Grande Guerra, che racconta con rara intensità i drammi del conflitto sul Carso. Passeggiare tra i vicoli acciottolati del borgo significa immergersi in una stratificazione storica unica in Europa: le tracce veneziane si mescolano a quelle austro-ungariche, il tutto immerso in un paesaggio dolcemente collinare. Il progetto PNRR sta trasformando Borgo Castello in un polo culturale vivace, con spazi espositivi, residenze per artisti e nuove attività artigianali. Dopo l’esperienza come Capitale Europea della Cultura 2025 insieme a Nova Gorica – prima città transfrontaliera mai insignita di questo titolo – il borgo si propone al mondo con una nuova identità internazionale. Da assaggiare: la jota, zuppa di crauti, fagioli e carne di maiale, simbolo della cucina di confine, e il famoso vino terrano dei Colli del Carso.
INFO: www.comune.gorizia.it www.goriziaturismo.it

BORGO DI CASTELNUOVO IN AVANE (Provincia di Arezzo · Toscana)
Nel cuore del Valdarno toscano, in un paesaggio che sembra uscito dai fondali pittorici di Leonardo da Vinci, si trova il borgo medievale di Castelnuovo in Avane, nel comune di Cavriglia. Un luogo antico e silenzioso, circondato da boschi di querce e cipressi, che la primavera trasforma in un sogno di verde e di luce. Il borgo conserva una torre medievale, resti di mura e un’atmosfera di pace rurale che contrasta piacevolmente con i circuiti turistici sovraffollati della vicina Arezzo. La posizione strategica nel Valdarno Superiore lo rende una base ideale per esplorare la Valtiberina, le foreste Casentinesi e il Pratomagno. Il progetto PNRR punta a fare di questo borgo un modello di turismo lento in Toscana, recuperando edifici storici per residenze d’artista e albergo diffuso. Nelle vicinanze si trovano i preziosi giacimenti di lignite di Castelnuovo dei Sabbioni, oggi trasformati in museo all’aperto. Da assaggiare: la bistecca Chianina alla fiorentina, i pici all’aglione, il pecorino di Pienza stagionato e il Chianti Classico o il Valdarno Superiore DOC.
INFO: www.comune.cavriglia.ar.it, www.terrediarezzo.it

MONTALTO DELLE MARCHE (Provincia di Ascoli Piceno · Marche)
Le Marche interne nascondono una serie di borghi straordinari, e Montalto delle Marche è tra i più affascinanti. Arroccata su un colle tra le Valli del Tronto e dell’Aso, a pochi passi dai Monti Sibillini, questa cittadina medievale fu il luogo natale di Papa Sisto V – nato Felice Peretti nel 1521 – e porta ancora i segni dell’influenza papale nei palazzi rinascimentali e nelle chiese sontuose. In primavera il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si trasforma in un tappeto di fioriture straordinarie, con le pianure di Castelluccio coperte di lenticchie in fiore (un evento da non perdere tra maggio e luglio). La Rocca dei Rosati, parzialmente medievale, domina il panorama con la Gola dell’Infernaccio sullo sfondo. Il borgo è anche porta d’accesso alle vie dei tratturi e ai percorsi a cavallo. Il progetto PNRR mira a valorizzare l’eredità papale e il patrimonio naturalistico. Da assaggiare: la vincisgrassi, lasagna marchigiana con ragù di frattaglie, il ciauscolo IGP spalmabile e i vini Piceno DOC.
INFO: www.comune.montaltodellemarche.ap.it, www.sibillini.net

CESI ( Provincia di Terni · Umbria)
Cesi è una piccola perla incastonata alle pendici del Monte Torre Maggiore, nel cuore verde dell’Umbria. Borgo medievale di straordinaria integrità, con appena qualche centinaia di abitanti permanenti, Cesi conserva intatte le sue mura quattrocentesche, le torri, il Palazzo Castelli e la chiesa di Sant’Andrea con affreschi di pregevole fattura. In primavera l’Umbria regala il suo meglio: i boschi che circondano il borgo si colorano di mille sfumature di verde, i frutteti fioriscono e il profumo dell’erba fresca pervade le strade acciottolate. Da Cesi partono sentieri bellissimi verso la Cascata delle Marmore e le Fonti del Clitunno, due meraviglie naturali a portata di mano. Il progetto PNRR ha trasformato questo borgo silenzioso in un modello di rigenerazione culturale dolce, con residenze per artisti e spazi creativi che accolgono visitatori da tutta Europa senza snaturarne l’anima. Da assaggiare: il tartufo nero di Norcia, le strangozzi al tartufo, la porchetta di Costano e la torta al testo, pane non lievitato cotto su pietra lavica.
INFO: www.comune.terni.it, Pro Loco Cesi +39 0744 234795

ROCCA CALASCIO (Provincia dell’Aquila · Abruzzo)
Rocca Calascio al tramonto è un’immagine iconica: il castello medievale che si staglia a 1.460 metri sul livello del mare, sospeso tra cielo e Gran Sasso, con il paese abbandonato che si sbriciola romanticamente ai suoi piedi. In primavera, quando i prati del Parco Nazionale del Gran Sasso si coprono di narcisi e anemoni selvatici, questo borgo – scelto dall’Abruzzo come borgo del PNRR con il progetto “Luce d’Abruzzo” – diventa una destinazione di straordinaria bellezza. La rocca, risalente al X secolo, ha fatto da scenografia naturale al film “Ladyhawke” di Richard Donner (1985). La piccola chiesa di Santa Maria della Pietà, ottagonale e perfetta, sorge isolata sull’orlo di un precipizio come una gemma dimenticata. Gli escursionisti possono percorrere i sentieri del Campo Imperatore o del piano di Pezza, mentre gli appassionati di fotografia trovano qui alcune delle migliori inquadrature d’Italia. Il progetto PNRR prevede un albergo diffuso ricavato tra le rovine e la creazione di un’ippovia. Da assaggiare: gli arrosticini di pecora, cotti sulla canala, e le virtù, una minestra primaverile teramana a base di legumi e verdure.
INFO: www.comune.roccacalascio.aq.it www.gransassolagapark.it

PIETRABBONDANTE (Provincia di Isernia · Molise)
Il Molise esiste, eccome se esiste – e Pietrabbondante è la prova più eloquente. Questo piccolo borgo montano, incastonato tra i rilievi del Matese e dell’Alto Molise, custodisce uno dei santuari italici più importanti d’Italia: il sito di Pietrabbondante, con il teatro-tempio sannita del II secolo a.C., è un luogo di bellezza e storia straordinaria. In primavera i prati intorno al sito fioriscono di asfodeli, primule e orchidee selvatiche, trasformando la visita in un’esperienza quasi onirica. Il teatro antico, che poteva ospitare 2.000 spettatori, è ancora straordinariamente integro e conserva il pavimento originale in opus incertum. Il borgo medievale, con la sua chiesa di Santa Maria delle Grazie e i vicoletti in pietra, è un luogo di pace assoluta. Il progetto PNRR – con il titolo “Centro di Ri-generazione” – mira a rendere Pietrabbondante un hub culturale per l’intera area. Da assaggiare: la zuppa di legumi con verdure selvatiche, la signora di Agnone (liquore alle erbe locali) e i taralli molisani.
INFO: www.comune.pietrabbondante.is.it, www.archeomolise.beniculturali.it

8 ACCADIA (Provincia di Foggia · Puglia)
Accadia è uno di quei borghi che ti fermi a guardare dalla strada e poi non riesci più ad andartene. Aggrappato a uno sperone calcareo nei pressi del Subappennino Dauno, questo piccolo centro di 2.000 abitanti regala scorci mozzafiato sul tavoliere delle Puglie e sui profili dell’Appennino. In primavera i campi di grano e di papavero che si estendono sotto il borgo si colorano di un verde brillante, mentre le mandorle e i ciliegi fioriscono in tutta la loro prepotente bellezza. Accadia è conosciuta per la sua atmosfera quasi magica: il borgo è stato scelto come set di numerose produzioni cinematografiche e tv. Le sue chiese, i palazzi gentilizi del Settecento e i vicoli bianchi hanno un’eleganza sobria tipicamente appenninica. Il progetto PNRR mira a valorizzare il patrimonio demo antropologico locale e a farne un polo della creatività nell’entroterra pugliese. Da assaggiare: la focaccia barese cotta nel forno a legna, le orecchiette con le cime di rapa, il capocollo di Martina Franca e i vini Nero di Troia.
INFO: www.comune.accadia.fg.it, www.viaggiareinpuglia.it

GERACE (Provincia di Reggio Calabria · Calabria)
Gerace è probabilmente il borgo medievale meglio conservato di tutto il Mezzogiorno, e la primavera è il momento perfetto per scoprirlo. Arroccata su uno sperone di roccia a 475 metri d’altitudine, con il mare dello Ionio che luccica in lontananza, questa piccola città greco-bizantina poi normanna custodisce tesori architettonici di rara bellezza. La Cattedrale dell’Assunzione, la più grande della Calabria, fu edificata dai Normanni nell’XI secolo su una precedente struttura bizantina e conserva ancora colonne di marmo provenienti dall’antica Locri. In primavera le ginestre e i mandorli in fiore incorniciano i vicoli in pietra calcarea, mentre le gioiose feste religiose animano le piazze silenziose. Il progetto PNRR punta a rafforzare l’identità culturale di Gerace attraverso la valorizzazione del suo straordinario patrimonio architettonico e artigianale. Da non perdere: il Castello Normanno-Svevo e il Museo Diocesano con i suoi preziosi arredi sacri. Da assaggiare: la ‘nduja di Spilinga, la cipolla di Tropea caramellata, il morzello – stufato di interiora in salsa piccante – e i vini Greco di Bianco DOC.
INFO: www.comune.gerace.rc.it, www.turismoincalabria.it

ULASSAI (Provincia di Nuoro · Sardegna)
Ulassai è un posto che non ti aspetti: un borgo dell’Ogliastra arroccato tra gole di granito e sugherete millenarie, diventato negli ultimi anni meta di un turismo d’arte inaspettato. Maria Lai, la grande artista sarda scomparsa nel 2013, era nata qui, e le sue opere segnano ogni angolo del paese: murales, installazioni, il museo a lei dedicato. In primavera l’Ogliastra è al suo meglio: le gole di Gorropu e i nuraghi sparsi tra il verde brillante dell’entroterra offrono escursioni indimenticabili. Le arrampicate sportive nelle falesie di Ulassai – tra le migliori d’Europa – attraggono scalatori da tutto il continente tra marzo e maggio. Il progetto PNRR valorizza l’identità artistica e naturalistica di questo luogo unico, puntando su un turismo lento e consapevole. L’artigianato locale – cesteria, tessuti, ceramica – è di altissima qualità. Da assaggiare: i malloreddus al ragù di cinghiale, il porcetto arrosto, il pane carasau appena sfornato con olio extravergine sardo e il mirto, liquore dell’isola per eccellenza.
INFO: www.comune.ulassai.nu.it, www.ogliastra.it








